Semplicemente non pensare alla paura: ecco come si fa!

come uscire dall'agorafobia

Nel mio articolo “Attacchi di panico con e senza agorafobia: come imparare dai fallimenti!” abbiamo conosciuto la paura di perdersi, la solitudine infinita percepita dentro di sé dall’alpinista estremo Reinhold Messner, durante l’attacco di panico, da lui vissuto di fronte al Nanga Parbat.

Leggiamo adesso qual’ è il segreto che lo scalatore delle montagne più alte del mondo, ci rivela per uscire dai terribili momenti di panico “Cerco semplicemente di non pensare alla paura. Cerco di pensare a qualcosa di completamente diverso, a qualcosa di stimolante: è l’unico sistema per non impazzire nella situazione critica”.

Sono d’accordo con Messner.

Ma come si fa concretamente e praticamente a non pensare alla paura di un attacco di panico, che potrebbe venire quando usciamo di casa, quando camminiamo per le strade, quando siamo sull’autobus oppure al supermercato?

Per prima cosa analizziamo la differenza tra “pensare” e “sentire”, tra “pensare ai sintomi dell’attacco di panico” e “sentire i sintomi quando l’attacco di panico è ormai sopraggiunto”.

Pensare alla paura, evocare l’ ansia, che nutre la paura e che è già stata vissuta nei precedenti eventi dolorosi, quando i sintomi del panico ci hanno sopraffatto, la alimenta, la nutre facendola aumentare sempre più, gonfiandola come un pallone che diventa sempre più grande e che ci solleva da terra, staccandoci dal mondo reale.

Sentire la paura e le sensazioni di panico, attraversando quel terribile momento con la consapevolezza che passerà da solo, perché ho fiducia nella saggezza millenaria del corpo,  farà svanire e dissolvere le sensazioni.

ASCOLTO OSSESSIVAMENTE IL BATTITO DEL MIO CUORE e HO PAURA

Scrive Sara, giovane lettrice del Blog, nel commenti che trovi cliccando qui: “Gentilissima Dottoressa Laura Bolzoni Codato sono rimasta affascinata da quello che ha scritto…sento finalmente di poter parlare con una persona che sa cosa significa soffrire veramente di ansia.

Io sono 2 anni che soffro di ansia generalizzata e attacchi di panico…

Una sera, stavo cenando a casa… e ho sentito il mio cuore battere all’impazzata… vampate di calore… senso di vomito … corsa al pronto soccorso solo tachicardia sinusale…da lì non contenta mi sono fissata che cmq avessi qualcosa al cuore .. ho fatto una visita cardiologica esami del sangue…stavo bene … solo tachicardia d’ ansia…”

COME SMETTERE DI CONTROLLARE LE SENSAZIONI NEL CORPO

Questa è la risposta che ho dato a Sara :” Benvenuta Sara nel nostro Giardino- Blog!

Ho compreso le tue preoccupazioni, le tue paure legate al corpo e il timore che i pensieri riguardo eventuali malattie diventino ossessivi.

Il corpo fisico è guidato nella sua fisiologia da una saggezza e da un’intelligenza millenaria, sa molto bene come farti respirare, sa come farti deglutire, sa come farti digerire, sa come far battere il tuo cuore.

Tu non sai farlo, come nessuno di noi.

Possiamo pensare, immaginare, creare, sentire, ma non possiamo governare le funzioni del corpo fisico.

E’bene che lo lasciamo fare, che ci mettiamo umilmente in secondo piano, che ci arrendiamo a questa certezza evidente.

Una volta appurato, come hai fatto tu, che non ci sono problemi seri di salute, se la tua attenzione continua a scrutare in modo ossessivo i battiti del tuo cuore, divieni consapevole che stai invadendo uno spazio, dove non puoi essere utile.

E’ bene che con fermezza, inizi a educare la tua attenzione a rinunciare al controllo di che cosa sta facendo il tuo cuore e che la sposti verso quello che invece è corretto controllare: i fini della tua vita, la realizzazione di ciò che in profondità ami fare.

La tendenza va lì, nell’ascoltare i battiti del cuore?

Tu, con un atto cosciente di volontà, la dirigi da un’altra parte.

Dove?

Dove è evolutivo che vada: verso la vita, verso le relazioni, verso la creatività, verso le forme del mondo, verso l’amore.

Immagina di esserti intrufolata in una casa che non è la tua e dove ti stai soffermando a curiosare tutto.

Bene, esci dolcemente e discretamente da quella casa che non è di tua proprietà e vai a realizzare le tue creazioni: la tua attività, le tue amicizie, la tua relazione d’amore, i tuoi progetti…..

Più pensi a quello che temi e più la cosa che ti spaventa quasi per magia diventa grande, grandissima, immensa.

Invaderà tutto lo spazio della tua mente.

Meno attenzione dedichi a ciò che ti fa paura e prima le “quotidiane ossessioni” svaniranno.

Perché?

Perché si nutrono dell’energia che la tua attenzione dona loro.

Ti auguro di ritrovare presto la tua serenità, di fare pace con te stessa e con il tuo corpo!”

Dopo alcuni giorni Sara scrive : “Ciao a tutti … amici- fiori…

Questi giorni .. sto provando a non sentire il mio cuoricino battere…
ignoro le vampate di calore.. e sensazioni di svenimento varie.. oggi vado al cinema.. è una grande fatica per me .. visto che è un po’ che sto a casa.. “

Rispondo così, apprezzando il suo impegno di compiere delle azioni concrete per uscire dalla paura:” Brava Sara: c’è chi si allena quotidianamente andando in bicicletta, chi correndo nel parco con il cane, chi arrampicandosi sulle pareti di roccia verticale, chi facendo gli esercizi in palestra e c’è chi si allena a distogliere l’attenzione dalle sensazioni del corpo e a riportarle verso le forme della vita, verso il mondo vivo che lo circonda, verso i progetti creativi che desidera realizzare!

Giorno dopo giorno, con costanza e con determinazione, ti educherai con amore, ma anche con tanta fermezza, ad abbandonare la vecchia piccola, ma pericolosa, cattiva abitudine di osservare che cosa sente il tuo corpo durante gli attacchi di ansia e di panico, finché tutto ritornerà armonicamente al giusto posto!

Buon allenamento, ti sono vicina!”

PAURA DI UN ATTACCO DI ANSIA E DI PANICO SULL’AUTOBUS

Scrive Antonio nel suo commento, che trovi qui: ”Verso la metà di luglio ho avuto un attacco di panico dovuto( secondo il dottore al pronto soccorso) dallo stress del lavoro. ..

Almeno tre volte a settimana, ogni volta che prendo i mezzi pubblici ho paura, ansia, mi viene una cosa allo stomaco tipo interrogazione a scuola oltre alla tachicardia che riesco a trattenere con la respirazione. Non so se questo è dovuto al fatto che l’attacco è capitato proprio sui mezzi, ma non sono stressato ultimamente e mi capita ugualmente.”

COME IGNORARE LA PAURA SULL’AUTOBUS

Rispondo ad Antonio: “L’attacco di panico che ti ha colto di sorpresa sull’autobus è rimasto trattenuto nella tua mente sotto forma di spiacevole ricordo, che è ancora attivo e che genera ancora paura, appena lo rievochi con il pensiero.

Durante il primo attacco di panico, proprio perché inaspettato e improvviso, non hai compreso bene che cosa ti sia veramente successo, sei corso al pronto soccorso, dove hai ricevuto le prime cure, la diagnosi dal medico che ti ha visitato e che ti ha spiegato le circostanze che possono averlo provocato: stress da lavoro.

La risposta del medico è corretta, tuttavia le circostanze, da sole, prese per se stesse non sono la causa esclusiva, né l’origine vera e profonda dell’attacco di panico.

Certamente l’ansia indotta dallo stress è un segnale utile da ascoltare sempre, da rispettare e da non aumentare.

E’importante che tu sappia che quell’evento ormai passato non ti ha solamente sopraffatto e fatto precipitare in una terribile confusione emozionale, fisica e mentale, ma che è ancora lì, bello presente e vispo.

Infatti la tua sensazione e la tua paura è che “non passi più”.

Perché è ancora pericolosamente presente?

Perché non è stato compreso e accettato in tutte le sue molteplici sfumature, perché non sei ancora risalito alla sua causa originaria, che è antecedente all’episodio del primo attacco di panico.

Perché probabilmente lo hai comunicato troppo poco e nessuno ti ha veramente capito in ogni particolare.

Cosa puoi fare oggi?

Comprendere che quando tu sali sull’autobus molto affollato, sei “in balia” degli altri, perché non sei tu che guidi, non sei tu che puoi decidere di far star zitte le persone, non sei tu che decidi le fermate…

Tu perdi una grande parte del controllo sulla realtà esterna, che in quel momento diventa difficile da gestire, perché gli stimoli che senti sono troppo forti per te, sono troppo numerosi e avvengono tutti contemporaneamente, uniti allo spiacevole ricordo di un evento doloroso, già accaduto.

Bene, puoi cambiare punto di vista e sostituire la fiducia alla paura: decidi interiormente e silenziosamente di guidare TU l’autobus, di ascoltare solamente la TUA voce, che sovrasterà quella degli altri passeggeri e delle solite paure.

Non puoi controllare lo spazio esterno a te, che ti ospita per un po’ di tempo, allora scegli di controllare lo spazio interno a te.

Delinea interiormente i confini del tuo mondo e qui dentro ti rilassi, ritrovi te stesso, come quando sei a casa tua, dove silenzioso e calmo, stai bene.

Educati a non vivere il salire sull’autobus come un esame da superare, perché non è così: il mezzo pubblico è una bella macchinona grande, lunga, spaziosa, guidata da un autista personale che ti porta dove tu vuoi, mentre sulle seggioline del salotto, tu guardi fuori dai finestrini e osservi la varietà interessante delle persone che condividono con te, temporaneamente, il medesimo spazio!”

Quando ti assale la paura , non pensarla, non ingigantire questo pensiero inutile!

Semplicemente sostituisci la paura con la fiducia nel tuo corpo, che sa molto bene come ripristinare l’equilibrio momentaneamente perduto e con la fiducia in te stesso, che  riconquisterai l’armonia tra le varie parti e i vari aspetti di te, che si sono temporaneamente confusi e squilibrati.

Vuoi condividere con noi:

Qual è la paura più grande che hai quando devi uscire di casa?

Che cosa provi dentro di te quando pensi alla paura?

Quali sono i luoghi dove ti fa più paura andare: supermercato, cinema, aereoporto, stazione dei treni, autobus, ponti, gallerie, incroci stradali, strade affollate, dappertutto, università, studio dentistico, ecc….?

Copyright 2009 Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati

Clicca sul link “Commenti: i lettori scrivono e la dottoressa risponde” che trovi qui sotto oppure qui

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402 risposte a Semplicemente non pensare alla paura: ecco come si fa!

  1. Livia scrive:

    Buongiorno mi chiamo Livia ringrazio Dio per aver incontrato i suoi insegnamenti dott. Laura .Leggo e ascolto le sue parole e continuo ad imparare,a conoscermi e a non avere più paura del panico!Ho iniziato a soffrirne 15 anni fa quando mi sono sposata li ho soppressi per un po con le medicine,poi sono arrivati i primi due bambini ed ero così presa da loro nell’amore e nella ricerca di Dio che andavo avanti sopportando ogni tanto qualche accenno di sintomo e di paura.Infine tre anni fa ho vissuto forti stress in famiglia è arrivato il terzo bambino e ho ricominciato a perdere il controllo…ma ringrazio Dio perché capisco ora che ancora fuggivo da me stessa!Forse la cosa più difficile è abbracciare la parte piccola di noi che ha avuto paura perché fa male ma è necessario farlo unirsi non fuggire .Grazie dott.Laura arriverò alla libertà anche io.

  2. Salvina scrive:

    Ciao mi chiamo Salvina e ho 22 anni… leggo da tanto questo sito ma non mi sono mai decisa a scrivere… almeno fino ad adesso..
    Ho voglia di cambiare ho bisogno di cambiare…
    Soffro di attacchi di panico ormai da anni non vado nei luoghi chiusi e affollati non mi allontano più di tot da casa… e ora ho pure paura di mangiare ancora vomito… non c’è La faccio più…

  3. Alessia scrive:

    Ciao..mi chiamo alessia ho 16 anni e da 3 anni che soffro di attacchi di panico ho PAURA di uscire da casa per questo è da tanto che non esco non ho più rapporti con amici se qualcuno sa come posso superarla per favore me lo dica…

  4. pasquale r scrive:

    Ciao annisa nn sei la sola che soffre di questo male improvviso anche a me capita di fare pensieri assurdi ma io penso che tutto dipende dall ansia perche a volte ti fa stare stanco a volte nervoso penserioso e a volte triste cioè con tanti modi poi a volte sembra che scompare e poi magari si ripresenta di nuovo …a te capita anche cosi

  5. Annisa scrive:

    Ciao a tutti, cari fiorellini. Questo blog è straordinario. Soffro da qualche anno di attacchi di panico ma soprattutto di ansia e paura che spesso non so come gestire. Sono in cura da uno psichiatra che mi ha dato le gocce di E.. da prendere ed altre pastiglie. Non voglio mettere in discussione la sua bravura, ma a volte ho l’ impressione di essere trattata come un sacco da riempire di medicinali. Da un po’ di tempo ho iniziato un percorso di psicoterapia che si basa sul concetto di “essere presenti a se stessi”, respirare e allontanare il pensiero ossessivo negativo concentrandosi sulla respirazione. Ogni seduta è molto cara (90€) e sinceramente non posso dire di stare bene al 100%, pur seguendo la terapia. Spesso mi capita di fissarmi su delle cose, magari anche irrazionali …vorrei sapere da voi ….si può tornare a stare bene e non temere più la paura e l’ansia? Vorrei precisare che sono un’assistente di volo ma dell’aereo non ho paura (credo). Quello che mi pesa è vivere lontano da casa e dai miei cari. Penso sia questa la causa maggiore del mio disagio. Capita anche a voi di avere pensieri strani del tipo “non vedo bene” , ” sono strabica” e altre cose assurde simili? grazie in anticipo per il vostro supporto. Questo blog è fondamentale per me, per sentirmi meno sola. Grazie. Annisa

  6. Mariarosaria scrive:

    Salve dottoressa io controllo in continuazione battiti e pressione e ho paura di uscire per paura di uno svenimento. Cosa mi consigliate di fare?

  7. Federico scrive:

    Ciao a tutti! È la prima volta che scrivo su un blog.. Vi racconto la mia esperienza aspettando un consiglio, premettendo che per un mio volere personale, per migliorare me stesso, ho già intrapreso un percorso da quasi un anno con una psicologa molto brava e gentile (che però fino a settembre non ci sarà ). Non ho mai avuto un attacco di panico in vita mia.. Andai dalla psicologa verso settembre, prima di iniziare il mio primo anno all’università. Soffrivo di problemi di ansia, faticavo ad andare in treno, a stare in classe durante lezione (ed era come se non ci andassi perché ero troppo intento a cercare di avere il controllo) ed uscivo poco di casa (mentre prima ho sempre spaccato il mondo tra serate, viaggi e sport). Grazie alla mia psicologa ho ragionato e affrontato i vari problemi andando a scoprire meglio me stesso, il mio corpo e come questo funziona. Dopo la prima sessione verso gennaio febbraio (andata bene nonostante alcuni blocchi di ansia), lavorando su me stesso ho vinto l’ansia e la mia vita è tornata la stessa di prima! Carico, felice, libero, sereno! Sfortunatamente però 2 settimane fa ho avuto un attacco di panico… Non mi era mai successo prima, ed è stato un fulmine a ciel sereno che mi ha fatto rimanere molto male. È successo mentre un ragazzo che non conosco bene era alla guida e guidava un po’ forte (situazione comunque allarmante no?). Solo che non so perché non sono proprio riuscito a reggere lo stress e sono andato nel pallone. Adesso ho ripreso ad uscire, ad andare a ballare, a fare competizioni sportive e passo passo sto ricomponendo i pezzi della MIA vita. L’unica cosa è che mi è rimasto un po’ il fastidio di quando sono in macchina con un’altra persona e non sono io alla guida. Oggi sono andato a prendere un gelato con un mio amico e guidava lui. Ero un po’ teso inizialmente, poi mi sono tranquillizzato e vabè! Avete qualche consiglio? So che ai commenti risponde una specialista nel settore.. Mi farebbe molto piacere avere un punto di vista esterno alla mia solita cerchia (me, la mia psicologa e la mia famiglia ). Vi ringrazio in anticipo! P.S. Volere è potere, noi controlliamo la nostra mente e se ci impegniamo questa è capace di compiere grandi cose impensabili nel quotidiano! Proprio per questo vorrei un parere!

  8. pasquale r scrive:

    Ciao Manuela ti scrivo per dirti che non sei sola sai non pensare alla paura di un altro attacco vedi l’articolo della dottoressa laura semplicemente non pensare alla paura leggilo e molto bello e interessante poi ti capisco benissimo anche io ne soffro e ci sono giorni che sto bene e giorni che non va ciao

  9. Manuela scrive:

    Sono una ragazza di 24 anni di Salerno.. Parto che soffro di ansia da molto tempo penso più di 6anni ma è stata sempre lieve e riuscivo a controllarla dato che avevo solo la paura di restare sola a casa o scendere da sola quindi ero sempre in compagnia grazie alla mia famiglia e il mio fidanzato che mi sn stati vicino.. Adesso è un mese che mi venne un attacco di panico forte al punto di andare in ospedale per i nervi contratti delle mani e piedi sensazione bruttissima pensavo di morire e lo urlato in macchina mentre mia mamma e mia sorella mi accompagnavano.. Un brutto ricordo che vorrei cancellare.. Da quella sera la mia vita e cambiata in un momento vivo in una bolla ci sono giorni che spaccherei il mondo ma durano poco perché poi arrivano subito i pensieri negativi brutti non riesco ad organizzare la mia giornata non ho voglia di fare nulla ho paura d scendere anche se lo faccio spesso ma sto sempre su una piazzetta con il mio fidanzato e delle amiche perché li mi sento sicura non so perché come qualcuno tipo il mio ragazzo vuole spostarsi vado in panico dico e se mi sento male e se dovrò andare in bagno? Qst e uno dei miei problemi perché una sera molto spensierata in compagnia del mio ragazzo mio cognato e mia sorella andammo a mangiare fuori la serata andò bene mangiammo e dopo finito mi venne un attacco di pancia andai in bagno del locale mentre loro pagavano come scendendo che ci mettemmo in macchina un altro attacco d pancia al punto che avevo il terrore d farmi addosso e avevo il senso d svenire così mio cognato fece presto per riportarmi a casa il giorno dopo avevo il battesimo della nipotina del mio fidanzato io mi preparati arrivati in chiesa mi senti male avevo paura che mi succedesse la stessa cosa della sera prima quindi andai a casa con mia mamma sono stata tutta la giornata malissimo non per il mal di pancia ma semplicemente perché volevo andare e la mia paura mi a bloccata da li l inferno d uscire come posso fare vi prego dottoressa Laura aiutatemi e poco tempo che ho proprio gli attacchi quindi sono sicura d superarli sto andando da una psicologa che mi aiuta tanto domani un altro colloquio ma non sopporto l idea che non passino.. Sono contraria ai farmaci andai in ospedale e neanche le gocce mi feci dare spero in una risposta ho visto che voi siete un miracolo spero che questo miracolo avvenga anche a me perché ho paura di perdere tutto.. Un abbraccio

  10. Pasquale R. scrive:

    Salve a tutti e a lei dottoressa laura bolzoni

  11. Pasquale R. scrive:

    Un augurio a tutti e sopratutto a lei dottoressa laura e la prima volta che scrivo pero gia e un mese che visito il suo meraviglioso mondo mi chiamo pasquale e vivo a napoli o 33 anni sposato da otto e un figlio di 7anni cara dottoressa sono circa tre mesi che non mi sento piu come prima sento che qualcosa e cambiato dentro di me nn so sono un po giu triste e malinconico a volte nervoso nausea tremori alle gambi brividi di freddo e tanti pensieri diciamo no belli prnsieri brutti li fannno tutti ma poi passano a me mi rimangono poi vanno e poi rivengonp anche tutti questi sintomi momenti in cui mi sento felice come se nulla fosse mai accaduto ma poi pensando a tre mesi indietro mi sento agitato impaurito preoccupato e mi sento male a volte piango pensabdo perche mi capita questo se penso che prima era tutto ok si venivano giornate nonpiacevoli ma non cosi con rutto questa tempesta le dico sono stato da un psichiatria e mi a detto che e colpa dell ansia io sono sempre stato un ragazzo un po aprensivo ancge con n piccolo dolore di pancia pensavo chi sa cosa ma poi finiva li adesso non so come mai mi prendono tutte questte spiacevoli sensazioni mi piacerebbe un suo consiglio anche perche i primi giormi stavo molto male ma poi mnavigando su internet mi sono trovato sul suo blog leggendo tante storie mi dava forza ora non e piu come i primi giorni ma giorni belli con piccoli spiacevoli sensazioni e giorni cosi cosimi scusi di tutto ma lei e un angelo custode e trovo molto conforto in lei la saluto e mi auguro in una risposta alla mia vita

  12. david scrive:

    Il problema è che vorrei sconfiggere questa ansia, ma più cerco di sconfiggerla più questa si alimenta, perchè ci penso in continuazione, ed anche quando sono sereno, vado a ricordarmi che ho questo tarlo nella testa. Ed ecco che passo ore a controllare le mie sensazioni, le mie azioni, le mie decisioni, i miei movimenti, ecc. Tutto questo mi provoca un senso di depersonalizzazione enorme, con una sensazione di non essere in me stesso , ma di essere fuori controllo in un mondo irreale. Sono consapevole che sono tutte suggestioni, ma quando l’ansia si alza ad un livello massimale 8quasi panico) tutto ti sembra pericoloso e terribile. Ho paura che tutto questo peggiori e che venga travolto da questo mio problema, non riesco a far fluire la vita con tutti i suoi eventi naturali.

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