Senza volerlo, senza saperlo siamo noi a perpetuare il meccanismo sgradevole degli attacchi di panico

Gli attacchi di panico, non sono qualcosa che accade dentro di noi , anche se sentiamo i sintomi, anche se percepiamo il disagio, ma sono qualcosa che, senza saperlo, senza volerlo, perpetuiamo.

Qualcosa che noi, quasi a comando creiamo.

Mi spiego meglio, con un esempio personale.

Nei lunghi anni, in cui ho sofferto di panico, mi accadeva questo: ad esempio, mi trovavo al ristorante, stavo bene, ero contenta, mi sentivo a mio agio e…..improvvisamente appariva nella mia mente un pensiero distruttivo che diceva più o meno così: “E se mi venisse l’attacco?”

Ecco che, come i pompieri che si mettono a correre al suono della sirena che dà l’allarme per spegnere l’incendio, i sintomi ben noti del panico, si presentavano in forma smagliante.

Completi, i soliti, classici, inconfondibili sintomi dell’attacco di ansia e di panico.

Dopo anni di questo gioco mi sono resa conto che ERO IO A RICREARLI, ero io a farli apparire a “comando”.

Questo è stata una delle realizzazioni che mi hanno fatto comprendere come rompere questo “brutto gioco”.

Anche se altamente e terribilmente sgradevoli questi sintomi sono INOFFENSIVI.

Ognuno di noi, come ha il potere di crearli, ha ugualmente il potere di di-screarli.

Posso dare a tutti coloro che me lo chiedono questa indicazione semplice e pratica: “Meno tempo ti concentri sui sintomi e prima passa l’attacco di panico e di ansia”.

Decidi con forza, con tutta la forza che hai di abbandonare questa cattiva abitudine mentale, di non nutrire più questo ramo del tuo sistema nervoso, di lasciarlo seccare per sempre, così quando verrà il primo vento forte della consapevolezza, te lo staccherà e te lo farà volare via, per sempre!

Una scelta di vita sbagliata oppure semplicemente non in armonia con la nostra natura e verità interiore, può essere l’occasione che fa precipitare il disagio, ma sicuramente non ne è mai la vera origine, che giace silenziosa da un’altra parte.

Fino a che non ripercorriamo più e più volte la “strada della paura”, potremo solamente alleviare i sintomi, ma di fatto fare soltanto un leggero solletico al meccanismo, che continuerà a persistere e che, anzi, si auto-rinforzerà.

Come un muscolo che più lo usiamo e più diventa forte e allenato.

La “via del dolore” è la stessa, solamente che lungo questa via ci sono varie stazioni nel tempo.

C’è un dolore piccolo recente che attira un dolore meno recente, un altro più antico, un altro antichissimo (forse il trauma del primo giorno di scuola, oppure della mia prima uscita con un estraneo oppure di quando avevo tre anni e la mamma mi ha dato un nuovo fratellino oppure la mia stessa nascita, magari in un ospedale freddo e asettico).

La buona notizia che ti lascio è che, per quanto siano state DOLOROSE E INSOSTENIBILI le esperienze traumatiche oppure, semplicemente, forti del passato, puoi  comprenderele, integrarle e lasciarle andare.

Quella che è stata una sopraffazione a un anno di vita, a tre anni, a sei anni non le è più ADESSO che ne ho venti, trenta, quaranta, cinquanta!

Si può dare inizio a un bellissimo e utilissimo lavoro di recupero dal dolore della sopraffazione.

Ci vuole la “PASSWORD”, ma quando viene trovata, l’INIZIO DELL’USCITA DAL TUNNEL E’ CONQUISTATO.

Trovi l’approfondimento di queste tematiche nel mio libro “Panico Vinto!”

Copyright 2007-2009 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti sono riservati.

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58 risposte a Senza volerlo, senza saperlo siamo noi a perpetuare il meccanismo sgradevole degli attacchi di panico

  1. Mara scrive:

    Gent.le Dott.ssa Codato,
    i suoi articoli sono meravigliosi e rispecchiano completamente quello che ho passato e quello che ogni tanto ancora mi succede..ogni tanto mi capita di trovarmi in luoghi comuni, di trovarmi perfettamente serena e a mio agio, ma ad un certo punto di iniziare a pensare.” e se mi venisse un attacco proprio ora? qui in mezzo a tutti?” e allora ecco che i sintomi cominciano a riaffiorare..però le posso dire con mia grande gioia che fino a qualche tempo fa tutto questo sarebbe degenarto in un attacco di panico..ora invece rimane solo una leggera ansia che nel giro di poco riesco a soffocare e a mandare indietro..e sa perchè?perchè da quando ho conosciuto i suoi preziosi consigli mi sento rinata, mi sento forte e in quei momenti ripeto dentro di me “io sono più forte, io non annegherò perchè io sono il mare…io mi muovo bene nello spazio in cui mi trovo, come a casa mia…”…grazie!!!Buona Pasqua.
    Mara

  2. Desy scrive:

    Gentile Dottoressa,
    grazie per dari modo di leggere sempre i suoi nuovi articoli che continuano ad essere per me una luce accesa in tutto questo buio…Dopo anni,anni e anni di panico mi ritrovo all’ età di 24 prigioniera di me stessa e dei miei pensieri…La consapevolezza che è la mia stessa mente a crearmi un attacco di panico ce l’ o da anni…succede spesso anche a me di ritrovarmi in qualche posto e magri non sentire nessun sintomo…oi improvvisamente come un lampo arriva alla mia mente quella fatidica domanda “E se ora mi sento male?Con tutta questa gente?Mi porteranno in ospedale,io ho il terrore degli ospedali…oddio,come faccio?” Ed ecco piombare su di me tutti i sintomi immaginabili che mi fanno scappare per andare al riparo…in quei momenti ho terribilmente bisogno di nascondermi in piccoli spazi isolati,che mi siano familiari,come può esserlo la mia auto…Questa cnsapevolezza però,nonostante ci sia da anni,non riesco ad utilizzarla per uscirne fuori…Ci sono giorni in cui veramente credo che sto per impazzire e che passerò la mia vita in un manicomio…il mio terrore più grande…
    La leggo con molto interesse Dottoressa,ma mi creda oggi più che mai mi sento terribilmente smarrita e senza la speranza di poterne usciree avere anche io una vita normale…sono stanca di lottare,sa?
    Complimenti a lei,che è riuscita ad uscirne e atutti quelli come lei…vi ammiro,vi ammiro tantissimo…
    Un abbraccio,
    desy

  3. Sabina scrive:

    Pronti, partenza, via … con le gambe che tremano !!!
    Uffa !!! Sabato scorso, esco per andare a prendere l’autobus; contenta perchè andavo a fare un giro in centro città (anche se con la figura di attaccamento) quando … ecco a tradimento le gambe tremare… Ho resistito, mi sono appoggiata a mia mamma (la quale non sopporta questo gesto) e continua, continua a camminare sulla strada, fino ad arrivare alla fermata del bus. Poi sono salita sul bus e… ho girato oltre due ore per il centro senza problemi.
    E così ogni volta che devo partire.
    Senza contare, l’eterna “lotta” con le scarpe… Manco se portassi i tacchi a spillo.
    E come se mi mancasse l’equilibrio o un appoggio.

  4. Dany scrive:

    ciao a tutte,
    beh io sono in ufficio ora e da stamattina che sto un po’ cosi e cosi..non mi piace il mio lavoro, non amo stare qui mi manca l’aria ma ho notato che iu mi dico “nn mi piace, non voglio stare qui..”piu sto peggio piu il tempo non passa piu mi sento soffocare..e piu mi gira la testa davanti al pc…purtroppo non posso fare come quando ero piccola quando non volevo andare a scuola facevo finta di stare male..devo cercare di crescere e capire che i soldi mi servono e che finche non trovo altro non posso lasciare tutto..ma anche se razionalizzo non sempre i sintomi fisici passano e io non so come fare..vi capita anche a voi?vorrei scappare e correre lontano da qui..ma non risolverebbe il problema..come posso fare?
    un abbraccio
    dany

  5. Desy scrive:

    Ciao Dany,
    lo sai,uno dei miei problemi più grandi è dover stare alle regole…e con regole intendo orari,scadenze,impegni…..mi sono sempre sentita un anima in gabbia e così ho sempre fatto quello che volevo….non volevo paletti,non volevo fermi,non volevo chenessuno si permettesse di dirmi quello che dovevo fare…ho avuto non pochi problemi anche a scuola perchè se tu professore quel giorno ti alzavi e decdevi di interrogare Desy,anche se desy saeva tutto non rispondeva…perchè era una scelta che avevi fatto tu per lei…non sò se mi spiego….e così oggi che ho 24 anni e un alvoro in un nido in cui sono assicurata ho non poche difficoltà….lavoro e studio da quando di anni ne avevo14e questa è la prima volta che mi assicurano,così non posso assolutamente fare la sciocca e fare come voglio..anche io sto male,molto male,soprattyttto se c è la giornata in cu vorrei essere ovunque fuorchè al lavoro…e capita spesso…nche io vorrei scappare lontano…quando ero ù piccola lo facevo…ma adesso cerco di resistere pnsando come te che quei soldi per quanto pochi siano mi servono…
    Un abbraccio!!!

  6. Mara scrive:

    Buonasera a tutte..vorrei approfittare di questo meraviglioso spazio che la Gentilissima Dott.ssa ci offre per dire a Desy di non abbattersi, di continuare a seguire i consigli della dott.ssa e di ascoltare tutti i giorni la registrazione S.O.S. vademecum panico..a me tutto questo sta dando una forza e una speranza che non credevo di avere…desy anch’io ho tante paure, come te..ho 25 anni..e mi ha colpito molto il tuo commento..ma trova la forza che è in te e usala per sconfiggere le tue paure..tu sei più forte di tutto..ce la farai!
    Grazie Dott.ssa…grazie a lei prendere il treno e la metropolitana tutti i giorni sta diventando per me un piacere..non l’avrei mai immaginato!spero che sarà così anche per l’aereo!
    A presto!

  7. Grazie MARA, grazie DESY, grazie DANY, grazie SABINA per le vostre belle e utilissime condivisioni: sono fiera di voi, dei vosri tentativi onesti di migliorare, dei vostri successi!
    Mi raccomando, continuate a non identificarvi nel panico, continuate a non credere ai sintomi .
    Imparate a diventare sempre più abili, sempre più brave nel non identificarvi in quello che sentite, in quello che percepite a livello fisico, emozionale, mentale.
    Non registrate i sintomi, andate per la vostra strada, IGNORATELI.
    Non prestate attenzione alle gambe che tremano, ecc. ignorate le sensazioni sgradevoli e si dissolveranno.
    “Io non sono i sintomi!” : ripetete a voi stesse questa certezza.
    La persona che soffre di attacchi di ansia e di panico è molto sensibile, gentile, delicata e ha per costituzione un sistema nervoso iper-sensibile (come i meravigliosi ed eleganti cavalli di razza, che sono più nervosi dei pacifici cavalli da tiro, scusatemi il paragone equeste).
    Prendetevi cura del sistema nervoso, evitate le situazioni di eccessivo stress, le liti, gli ambienti rumorosi, eccessivamente e artificialmente illuminati, il caos.
    Proteggete la vostra sensibilità, che è una meravigliosa qualità, creando uno stile di vita, di relazione, di lavoro, naturale, semplice dove regna la verità e non la falsità, l’amore e non l’odio, la gentilezza e non le ferite, la calma anzichè lo stress, poche responsabilià importanti, anzichè mille decisioni inutili da prendere continuamente, la bellezza, anzichè la bruttezza e la volgarità.
    Vi sostengo in questo importante progetto.

    RISPONDO A MARA.

    Brava Mara!
    Spegni sul nascere quei pensieri che da soli hanno la forza di ri-creare gli attacchi. Dii loro:”Zitti! Qui comando io , silenzio! Via, andate via!”
    Vedrai che volo meraviglioso farai a 8.000 metri, sarai l’unica persona calma e centrata insieme alle hostess e ai piloti sull’aereo.

    RISPONDO A DANY

    Ti comprendo, quello che puoi provare a fare è dire a te stessa: “Mi impegnerò ad elevare al massimo la mia realtà di lavoro, con tutta me stessa. Se non ci riuscirò, mi permetterò di cambiare!”
    Fai cicli di 50 minuti esatti davanti al computer, poi stacca, fai una piccola pausa, apri le finestre, respira un po’ d’aria, bevi un po’ d’acqua, mangia un frutto, riprendi un secondo ciclo di 50 minuti, pausa, e così via.
    Prova! Auguri!

    RISPONDO A SABINA

    Quando cammini , prima che le gambe inizino a tremare, batti forte i piedi, mettiti a correre, facendo finta di essere in ritardo ad un appuntamento, senti che dai tuoi piedi scendono delle radici solide, come quelle di un bell’albero grande e che arrivano in profondità nella terra che ti sostiene, bella salda in equilibrio.
    Anche a me succedeva, sentivo anestezzizzarsi le dita dei piedi, addirittura barcollavo, naturalmente era solamente una sensazione interiore, nessuno di fatto notava nulla perchè non accadeva realmente nulla.
    Sai anche che cosa ti può essere utile?
    Guarda per terra un paio di secondi, poi guarda in alto il cielo un paio di secondi, poi di nuovo a terra, poi in cielo, fallo fino a che tutto passa: OGGETTIVATI COSI’. Ricordati di respirare!

    RISPONDO A DESY

    E’ bellissimo lavorare con i bambini piccoli, goditi questo contattto.
    La libertà vera è ricordarsi che noi abbiamo infinita libertà di scelta, sempre.
    Scegli tu liberamente di fare il lavoro che fai, accettalo, amalo e fallo a meglio!
    Vedrai che bei cambiamentI!

    Laura Bolzoni Codato

  8. Dany scrive:

    ciao desy e a tutte,
    grazie mille perche ci siete..
    sono in ufficio e poiche nn ho molto da fare ne approfitto:
    LAVORO: beh sto cercando di parlare a me stessa e di dirmi che ancora posso cambiare, che ho le potenzialità per fare altro..senza farlo apposta ho trovato un offerta di lavoro sempre per ufficio estero (ciò che faccio ora) con la differenza che in quest’altra azienda dovrei stare molto in giro..praticamente l’opposto..e mi chiedo “è questo che voglio??” come si fa ragazze a trovare cio che ci piace, non voglio sembrare stupida ma fino ad ora cio’ che ho fatto un po’ è capitato x caso un po’ perchè io provo sempre 1000 cose e alla fine faccio un po’ cio che mi capita..ora dovrei cambiare..da un lavoro molto amministrativo, davanti al pc 8 ore al giorno a un estero molto dinamico..e ho paura..paura di non essere in grado..e se poi il mio inglese da autodidatta non bastasse?magari faccio la figura della deficente e non mi rinnovano il contratto..e dopo?senza stipendio?insomma è vero che qui è molto cartaceo come ruolo ma sarei capace di elevare il mio inglese a tal punto da essere un referente unico per un’azienda?ho paura ragazze..per carita ancora non è niente di certo ma sarei capace?di stare sempre fuopri casa come prima sempre col piede sulla porta e la valigia in mano come facevo qualche anno fa?e con l’aereo?e gli attacchi..sola ina ereo e se mi prende un attacco..questo è tutto cio che mi frulla in testa..any suggestions??
    AMORE: sto insieme da 2 anni con un ragazzo, per certe cose è un po’ ragazzino ma per altre. mi appoggia, mi aiuta mi sprona e incoraggia, mi ama e mi fido di lui..è premuroso e credo che come compagno e papà sarà fantastico..ieri sera abbiao prlato del lavoro e lui mi ha detto che vuole che io sia soddisfatta anche se x questo dobbiamo stare piu lontani..mi ha ascoltato mentre piangevo, mentre io facevo la bambina e volevo solo stare con lui sotto un lenzuolo x fare finta di non esserci per nasconderci da questo mondo dei grandi dove le scelte sono difficili, dove io ancora non ho voglia di crescere…
    AMICIZIE-SORELLA: sto cercando di recuperare il rapporto con mia sorella, che dopo 14 anni di fidanzamento e matrimonio si ritrova divorziata e in preda ai sui 16 anni..non abbiamo molti punti di contatto..critica sempre me e il mio ragazzo, perche lei a suo dire non vuole che io ripeta il suo percorso..io credo nella famiglia e nel matrimonio e credo che il mio ragazzo sia la persona giusta, anche se come tutti ha i suoi difetti..le mie amiche dell’università sono tutte lontane e io oramai dopo anni in giro sono tornata a casa dei miei..possibile che questo mio ritorno mi stia shockando cosi tanto ???
    non volevo raccontarvi tutta la mia vita, ma vorrei davvero che voi faceste lo stesso, ci credo molto in questo blog e in queste amicizie che magari da virtuali potrebbero diventare reali..
    forza ragazze..ce la faremo ne sono convinta…
    scusate lo sfogo..sono proprio una palla..fragile, e sempre in dubbio sulle mie capacità..
    ce la farò mai ad avere un minimo di autostima?
    vi abbraccio

  9. Desy scrive:

    Cara Dottoressa,
    grazie per le risposte…si,io adoro i bambini,gli adoro da sempre ed ho iniziato ad occuparmi di loro quando avevo 14 anni,ho fatto anche tantissimi altri lavori,come barista,gelataia,cameriera,parrucchiera…però mi sono sempre resa conto di quanto stessi in realtà molto meglio a lavorare con lor…certo,ero abituata a tenerne max 4 alla volta e adesso mi ritrovo con 15 20 cuccioli da 1 a 3 anni,tutti meravigliosi…da ognuno di loro posso imparare qualcosa perchè ognuno di loro ha una qualità diversa…
    Ma il problema è che vorri sentirmi libera dalla paura e dalla paura di ver paura….un circolo,una spirale senza fine…Il mio lavoro,lo amerei anche,anzi lo amo,è quello che voglio e studio psicologia per lavorare sempre coi bambini…ma non riesco d apprezzarloproprio a causa dei sintomi….io mi sento spesso svenire,mi gira tutto,mi sneto barcollare e cado in una derealizzazione fortissima….a quel punto mi scoraggio e credo che non avrò mai una via di uscita…Oggi ripeterò le tue parole nella mia mente enel mio cuore…adesso scappo vado a lavoro….
    _Un abbraccio a tutti!

  10. daniela scrive:

    Dolcissima Laura,
    ho provato a ricordare il mio primo giorno di scuola e l’unca cosa che ricordo è che negli anni delle elementari ero sempre un po’ invidiosa dei miei compagni..i genitori li andavano sempre a prendere io invece tornavo sola, passavo a prendere il pane e iniziavo ad apparecchiare perchè mamma e papà lavoravano fuori..ricordo solo questo..
    è mpossibile che questa mia paura della morte si dovuta alla questo semi abbandono che ho avuto?
    grazie
    dany

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