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	<title>Commenti a: Testimonianze Panico</title>
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	<description>Il blog della dottoressa Laura Bolzoni Codato</description>
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		<item>
		<title>Di: Laura Bolzoni Codato</title>
		<link>http://www.panicovintoblog.com/testimonianze/comment-page-1/#comment-203</link>
		<dc:creator>Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 16:39:37 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;RISPONDO A FRANCO&lt;/strong&gt;

Grazie Franco per la stima, che mi hai donato.
L’atteggiamento corretto verso gli stati d’animo che hai descritto nel post precedente e che abbiamo riconosciuto come disturbi d’ansia sociale in forma lieve è esattamente quello che stai facendo tu: voler &lt;strong&gt;conoscere in profondità quello che stai vivendo, accettarlo come un momento critico, ma utilissimo di crescita personale, ristrutturare la tua vita, le tue relazioni, i tuoi fini e …..scegliere di non alimentare più il disturbo.&lt;/strong&gt;
Quando noi &lt;strong&gt;ci spostiamo lungo l’asse dei nostri valori&lt;/strong&gt;, ovvero abbandoniamo le mete che abbiamo già raggiunto e ci dirigiamo verso nuovi fini da realizzare, che ancora non ci sono, - nel tuo caso è la ricerca di una partner che ti voglia bene, che condivida la vita con te, in una relazione familiare, intima-, allora noi miglioriamo veramente.

Quando tu hai perso l’orientamento evolutivo, quando non sai più chi sei e dove vuoi andare, il minimo sentimento che puoi provare è il &lt;strong&gt;DISORIENTAMENTO, che può diventare angoscia&lt;/strong&gt;, un sentire che la vita  non merita di essere vissuta.

Questo disagio emozionale ed esistenziale è utile, perché ti costringe costruttivamente a rivedere i tuoi valori, a fare un punto della tua vita, a chiederti: che cosa voglio?
 Dove voglio andare?
Molte volte per sentirci amati e accettai ci adattiamo, rinunciamo a esprimere pienamente noi stessi, in modo libero e creativo.

Ecco che il disorientamento esistenziale, come racconto bene nel mio saggio autobiografico Panico Vinto!, lascia spazio all’apparire degli attacchi di ansia e di panico, che quando ci sono le circostanze adatte alimentate dallo stress, dal senso di solitudine interiore, da momenti di perdita di qualche punto di riferimento interiore , di cambiamento oppure affettivo, penetra come un nemico in casa nostra e poi….è difficile farlo uscire dalla nostra vita!

Il disturbo di panico nella sua forma pura non è una malattia vera  e propria, ma un problema fisico, emozionale, mentale, relazionale ed esistenziale, che si può conoscere e superare brillantemente come è stato per le persone che hanno scritto la loro testimonianza sopra la tua e come è stato per me.

Anche se l’ansia e l’angoscia esistenziale sono sempre esistiti, il disturbo di panico e la fobia sociale sono un disagio relativamente “moderno”, una volta erano presenti più disturbi di personalità e dell’umore e molto meno i disturbi d’ansia.
Ogni epoca storica ha le sue sfide, una volta la vita era meno stressante, i nonni vivevano spesso in casa e aiutavano i figli e i nipotini, le persone si trovavano per chiacchierare perché solo pochi avevano la televisione, la tecnologia era minima, i cellulari,  i computer , internet non esistevano, c’era altre sfide che provocavano meno dolore nelle relazioni, meno stress., meno competizione.

Quello che è importante capire per te Franco è che va bene cambiare, va bene essere ai passo dei tempi modernissimi, tecnologicissimi, ma….&lt;strong&gt;continuare a seguire i valori eterni della vita che sono l’amore, l’amicizia vera, il rispetto di se stessi e degli altri esseri umani, l’onestà, la purezza, la contentezza, dare valore anche alla parte immateriale della vita e della nostra natura più profonda..&lt;/strong&gt;

Ti auguro di &lt;strong&gt;vivere con un cuore antico e puro, in un mondo che è giusto che continuamente cambi e si rinnovi!&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>RISPONDO A FRANCO</strong></p>
<p>Grazie Franco per la stima, che mi hai donato.<br />
L’atteggiamento corretto verso gli stati d’animo che hai descritto nel post precedente e che abbiamo riconosciuto come disturbi d’ansia sociale in forma lieve è esattamente quello che stai facendo tu: voler <strong>conoscere in profondità quello che stai vivendo, accettarlo come un momento critico, ma utilissimo di crescita personale, ristrutturare la tua vita, le tue relazioni, i tuoi fini e …..scegliere di non alimentare più il disturbo.</strong><br />
Quando noi <strong>ci spostiamo lungo l’asse dei nostri valori</strong>, ovvero abbandoniamo le mete che abbiamo già raggiunto e ci dirigiamo verso nuovi fini da realizzare, che ancora non ci sono, &#8211; nel tuo caso è la ricerca di una partner che ti voglia bene, che condivida la vita con te, in una relazione familiare, intima-, allora noi miglioriamo veramente.</p>
<p>Quando tu hai perso l’orientamento evolutivo, quando non sai più chi sei e dove vuoi andare, il minimo sentimento che puoi provare è il <strong>DISORIENTAMENTO, che può diventare angoscia</strong>, un sentire che la vita  non merita di essere vissuta.</p>
<p>Questo disagio emozionale ed esistenziale è utile, perché ti costringe costruttivamente a rivedere i tuoi valori, a fare un punto della tua vita, a chiederti: che cosa voglio?<br />
 Dove voglio andare?<br />
Molte volte per sentirci amati e accettai ci adattiamo, rinunciamo a esprimere pienamente noi stessi, in modo libero e creativo.</p>
<p>Ecco che il disorientamento esistenziale, come racconto bene nel mio saggio autobiografico Panico Vinto!, lascia spazio all’apparire degli attacchi di ansia e di panico, che quando ci sono le circostanze adatte alimentate dallo stress, dal senso di solitudine interiore, da momenti di perdita di qualche punto di riferimento interiore , di cambiamento oppure affettivo, penetra come un nemico in casa nostra e poi….è difficile farlo uscire dalla nostra vita!</p>
<p>Il disturbo di panico nella sua forma pura non è una malattia vera  e propria, ma un problema fisico, emozionale, mentale, relazionale ed esistenziale, che si può conoscere e superare brillantemente come è stato per le persone che hanno scritto la loro testimonianza sopra la tua e come è stato per me.</p>
<p>Anche se l’ansia e l’angoscia esistenziale sono sempre esistiti, il disturbo di panico e la fobia sociale sono un disagio relativamente “moderno”, una volta erano presenti più disturbi di personalità e dell’umore e molto meno i disturbi d’ansia.<br />
Ogni epoca storica ha le sue sfide, una volta la vita era meno stressante, i nonni vivevano spesso in casa e aiutavano i figli e i nipotini, le persone si trovavano per chiacchierare perché solo pochi avevano la televisione, la tecnologia era minima, i cellulari,  i computer , internet non esistevano, c’era altre sfide che provocavano meno dolore nelle relazioni, meno stress., meno competizione.</p>
<p>Quello che è importante capire per te Franco è che va bene cambiare, va bene essere ai passo dei tempi modernissimi, tecnologicissimi, ma….<strong>continuare a seguire i valori eterni della vita che sono l’amore, l’amicizia vera, il rispetto di se stessi e degli altri esseri umani, l’onestà, la purezza, la contentezza, dare valore anche alla parte immateriale della vita e della nostra natura più profonda..</strong></p>
<p>Ti auguro di <strong>vivere con un cuore antico e puro, in un mondo che è giusto che continuamente cambi e si rinnovi!</strong></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Franco</title>
		<link>http://www.panicovintoblog.com/testimonianze/comment-page-1/#comment-200</link>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 11:11:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.panicovintoblog.com/testimonianze/#comment-200</guid>
		<description>Credo che ci abbia preso in pieno, la sua risposta, dottoressa Laura Bolzoni, mi ha aperto gli occhi, forse i miei vecchi amici, non li sento più come veri amici, e quello che dicono a dire il vero spesso non mi interessa, per il fatto di guardare negli occhi io guardo negli occhi anche gli sconosciuti quando ci parlo.
Ha perfettamente ragione la vita da vagabondo di notte, appartiene al passato, forse dovrei cercare di instaurare un rapporto stabile con una ragazza, e dovrei capire meglio cosa voglio dalla vita.
Quindi giusto per precisazione dottoressa, in realta questo potrebbe essere un passaggio naturale, cioè nel senso come dice lei, i miei valori si sono semplicemente spostati su altre cose, come ad esempio il lavoro, nel mio caso, quindi è inutile alimentare l&#039;angoscia, ma piuttosto continuare a vivere serenamente, magari facendo qualche uscita in più la sera, senza necessariamente fare le tre o le quattro.
La ringrazio per la risposta, complimenti lei è davvero brava, nel suo lavoro, apprezzo l&#039;aiuto che da alle persone che soffrono di questi disturbi orribili, forse la mia domanda potrà sembrare ai suoi occhi sciocca, ma quale è la causa scatenante di questi comportamenti incomprensibili, cioè mi spiego meglio come è possibile che una persona normale di punto in bianco, cominci ad aver paura di vivere, e le chiedo pure, ma gli attacchi di panico in epoche passate esistevano o è una malattia moderna?
La ringrazio buona giornata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che ci abbia preso in pieno, la sua risposta, dottoressa Laura Bolzoni, mi ha aperto gli occhi, forse i miei vecchi amici, non li sento più come veri amici, e quello che dicono a dire il vero spesso non mi interessa, per il fatto di guardare negli occhi io guardo negli occhi anche gli sconosciuti quando ci parlo.<br />
Ha perfettamente ragione la vita da vagabondo di notte, appartiene al passato, forse dovrei cercare di instaurare un rapporto stabile con una ragazza, e dovrei capire meglio cosa voglio dalla vita.<br />
Quindi giusto per precisazione dottoressa, in realta questo potrebbe essere un passaggio naturale, cioè nel senso come dice lei, i miei valori si sono semplicemente spostati su altre cose, come ad esempio il lavoro, nel mio caso, quindi è inutile alimentare l&#8217;angoscia, ma piuttosto continuare a vivere serenamente, magari facendo qualche uscita in più la sera, senza necessariamente fare le tre o le quattro.<br />
La ringrazio per la risposta, complimenti lei è davvero brava, nel suo lavoro, apprezzo l&#8217;aiuto che da alle persone che soffrono di questi disturbi orribili, forse la mia domanda potrà sembrare ai suoi occhi sciocca, ma quale è la causa scatenante di questi comportamenti incomprensibili, cioè mi spiego meglio come è possibile che una persona normale di punto in bianco, cominci ad aver paura di vivere, e le chiedo pure, ma gli attacchi di panico in epoche passate esistevano o è una malattia moderna?<br />
La ringrazio buona giornata.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Laura Bolzoni Codato</title>
		<link>http://www.panicovintoblog.com/testimonianze/comment-page-1/#comment-202</link>
		<dc:creator>Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 23:52:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.panicovintoblog.com/testimonianze/#comment-202</guid>
		<description>&lt;strong&gt;RISPONDO A FRANCO&lt;/strong&gt;


Caro Franco,
complimenti per la chiarezza con cui ci condividi la tua realtà e il tuo disagio interiore, che come dici tu, non è per fortuna così angosciante.

Mi sembra di comprendere che di giorno, &lt;strong&gt;quando hai un RUOLO e un’IDENTITA’ ben precisa, da indossare con le persone nelle varie situazioni&lt;/strong&gt;, te la cavi benissimo.

Il vero problema avviene al crepuscolo, quando il tuo “dovere quotidiano” si è concluso e tu inizi a pensare a TE STESSO e a come trascorrere la serata.

Proprio quando puoi deporre la maschera e mostrarti agli amici nel tuo lato più vero e  autentico di te, inizia a tormentarti l’ansia e fai fatica a uscire.
Addirittura perdi l’allenamento e …tendi a rimanere nella “tana”, a casa.

Il problema che fa nascere l’&lt;strong&gt;ansia&lt;/strong&gt; è un &lt;strong&gt;limite interiore di relazione con lo spazio di notte, nei luoghi pubblici e di relazione con i tuoi amici.&lt;/strong&gt;

Da quello che racconti, mi  sembra di intravvedere un &lt;strong&gt;disturbo di ansia sociale&lt;/strong&gt; in forma lieve, non una vera e propria &lt;strong&gt;fobia sociale&lt;/strong&gt;, che è invece una paura intensa e persistente, spesso eccessiva e irragionevole, verso le situazioni sociali, tale da interferire in modo significativo non occasionale, con la vita quotidiana, con la capacità di lavorare e con la realtà relazionale.

Ti chiedo: sono ancora veri amici per te?
Il tempo che trascorri con loro ti piace?
Gli argomenti di cui parlate insieme ti interesano veramente?
Queste  persone ti conoscono e ti comprendono pienamente?
Riesci a essere fino in fondo te stesso?
Fai fatica  a guardarli negli occhi?
E’ con loro che vuoi stare oppure senti il desiderio di avere UNA SOLA RELAZIONE PROFONDA, VERA  E FAMILIARE con una ragazza, anziché con tante persone?

Forse i tuoi valori si sono spostati, forse tu sei cambiato insieme al tuo mondo interiore.
Forse devi trovare dei tuoi veri e nuovi fini della vita.
Forse questa modalità di divertimento è ormai vecchia e superata.

Lavora su di te, cerca di trovare quale parte di Franco la notte non vuole più divertirsi andando in giro come un “vagabondo” , porta l’attenzione a come ti senti quando sei con i tuoi amici, osserva se sei a disagio, chiediti perché lo sei e interrogati su dove e con chi vorresti invece essere in quel momento?

Ti auguro ti trovare la tua serenità interiore e di cambiare con coraggio la tua relazione con il tuo vecchio mondo, &lt;strong&gt;rimando fedele a quello che TU SEI e  A QUELLO CHE  TU VUOI ADESSO nella vita!&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>RISPONDO A FRANCO</strong></p>
<p>Caro Franco,<br />
complimenti per la chiarezza con cui ci condividi la tua realtà e il tuo disagio interiore, che come dici tu, non è per fortuna così angosciante.</p>
<p>Mi sembra di comprendere che di giorno, <strong>quando hai un RUOLO e un’IDENTITA’ ben precisa, da indossare con le persone nelle varie situazioni</strong>, te la cavi benissimo.</p>
<p>Il vero problema avviene al crepuscolo, quando il tuo “dovere quotidiano” si è concluso e tu inizi a pensare a TE STESSO e a come trascorrere la serata.</p>
<p>Proprio quando puoi deporre la maschera e mostrarti agli amici nel tuo lato più vero e  autentico di te, inizia a tormentarti l’ansia e fai fatica a uscire.<br />
Addirittura perdi l’allenamento e …tendi a rimanere nella “tana”, a casa.</p>
<p>Il problema che fa nascere l’<strong>ansia</strong> è un <strong>limite interiore di relazione con lo spazio di notte, nei luoghi pubblici e di relazione con i tuoi amici.</strong></p>
<p>Da quello che racconti, mi  sembra di intravvedere un <strong>disturbo di ansia sociale</strong> in forma lieve, non una vera e propria <strong>fobia sociale</strong>, che è invece una paura intensa e persistente, spesso eccessiva e irragionevole, verso le situazioni sociali, tale da interferire in modo significativo non occasionale, con la vita quotidiana, con la capacità di lavorare e con la realtà relazionale.</p>
<p>Ti chiedo: sono ancora veri amici per te?<br />
Il tempo che trascorri con loro ti piace?<br />
Gli argomenti di cui parlate insieme ti interesano veramente?<br />
Queste  persone ti conoscono e ti comprendono pienamente?<br />
Riesci a essere fino in fondo te stesso?<br />
Fai fatica  a guardarli negli occhi?<br />
E’ con loro che vuoi stare oppure senti il desiderio di avere UNA SOLA RELAZIONE PROFONDA, VERA  E FAMILIARE con una ragazza, anziché con tante persone?</p>
<p>Forse i tuoi valori si sono spostati, forse tu sei cambiato insieme al tuo mondo interiore.<br />
Forse devi trovare dei tuoi veri e nuovi fini della vita.<br />
Forse questa modalità di divertimento è ormai vecchia e superata.</p>
<p>Lavora su di te, cerca di trovare quale parte di Franco la notte non vuole più divertirsi andando in giro come un “vagabondo” , porta l’attenzione a come ti senti quando sei con i tuoi amici, osserva se sei a disagio, chiediti perché lo sei e interrogati su dove e con chi vorresti invece essere in quel momento?</p>
<p>Ti auguro ti trovare la tua serenità interiore e di cambiare con coraggio la tua relazione con il tuo vecchio mondo, <strong>rimando fedele a quello che TU SEI e  A QUELLO CHE  TU VUOI ADESSO nella vita!</strong></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Franco</title>
		<link>http://www.panicovintoblog.com/testimonianze/comment-page-1/#comment-201</link>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 20:31:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.panicovintoblog.com/testimonianze/#comment-201</guid>
		<description>Salve dottoressa, sono arrivato sul suo sito per caso, cercando di capire che cosa mi stesse succedendo, premetto che non sono un dottore, ma da i sintomi che ho letto, anche da altri siti, credo di soffrire di agorafobia, con qualche spruzzatina, mi passi il termine, di fobia sociale, infatti da circa quattro anni, esco sempre più di rado di casa, le posso assi-curare che in passato ero il primo vagabondo, quando uscivo la sera mi ritiravo a casa sempre molto tardi, e mi divertivo veramente, guai se una sera non uscivo di casa.
Poi tutto è cominciato a cambiare circa quattro anni fa, preso anche dal lavoro, invece di uscire tutte le sere, ho cominciato ad uscire solo qualche sera, fino ad arrivare ad uscire solo il sabato sera, e fino a qui sarebbe anche una cosa normale, se non fosse per il fatto che adesso non esco nemmeno il sabato sera, sto tappato in casa come un vecchietto sulla sedia a rotelle, nonostante la mia giovane età, preciso che di giorno sono sempre fuori, o meglio sul luogo di lavoro, che però spesso mi porta ad uscire fuori, a recarmi negli uffici, a relazionarmi con la gente, prendere il treno il bus, l’aereo, insomma di giorno sono agli occhi di tutti una persona normale, e preciso che la cosa non mi pesa più di tanto, forse anche grazie al senso del dovere che ho nel fare il mio lavoro, ma quando arriva la sera, unico momento in cui potrei rilassarmi con gli amici, mi sale l’ansia, non riesco ad uscire, come se qualcosa mi tenesse per lo stomaco, al solo pensiero di recarmi ad uscire il cuore comincia a battere forte, e alla fine quando decido di mollare, cioè di non uscire, l’ansia si placa, e comincio a rimproverare me stesso.
Quelle poche volte che esco, credo che l’ultima volta sono uscito due mesi fa, alla fine tranne la prima mezz’oretta, che io chiamo nel mio intimo, periodo di ambientamento, mi diverto pure, a fine serata mi sento appagato, come se fossi uscito da un letargo, insomma come se fossi tornato a vivere, e mi riprometto sempre che devo tornare a uscire, non dico tutte le sere ma una si ed una no, ed invece ritorno di nuovo nella mia tana, come se mi volessi nascondere, ma non capisco da chi e da che cosa, e la prossima data della mia uscita serale non so con certezza quale sarà.
Il problema e che adesso la cosa è diventata davvero palese, cioè i miei amici mi comin-ciano a domandare, ed anche i miei hanno notato questa stranezza, ed ogni tanto mi di-cono ma perché non esci? Che devi fare chiuso in casa?.
Allo stesso tempo mi chiedo se è una cosa che posso superare con le mie forze, ho letto le testimonianze delle altre persone, e devo dire che sono rimasto scioccato, non vorrei anche io arrivare ad un tale livello di angoscia, perché alla fine dopotutto mi ritengo di non soffrirne in modo grave, cioè tremarella, svenimenti, vomito, queste cose non le ho mai avute, forse sono in uno stato iniziale? O lei ritiene di farmi aiutare subito, o forse già questo messaggio che le sto scrivendo ora è un grido di aiuto.

Aspetto una sua risposta dottoressa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve dottoressa, sono arrivato sul suo sito per caso, cercando di capire che cosa mi stesse succedendo, premetto che non sono un dottore, ma da i sintomi che ho letto, anche da altri siti, credo di soffrire di agorafobia, con qualche spruzzatina, mi passi il termine, di fobia sociale, infatti da circa quattro anni, esco sempre più di rado di casa, le posso assi-curare che in passato ero il primo vagabondo, quando uscivo la sera mi ritiravo a casa sempre molto tardi, e mi divertivo veramente, guai se una sera non uscivo di casa.<br />
Poi tutto è cominciato a cambiare circa quattro anni fa, preso anche dal lavoro, invece di uscire tutte le sere, ho cominciato ad uscire solo qualche sera, fino ad arrivare ad uscire solo il sabato sera, e fino a qui sarebbe anche una cosa normale, se non fosse per il fatto che adesso non esco nemmeno il sabato sera, sto tappato in casa come un vecchietto sulla sedia a rotelle, nonostante la mia giovane età, preciso che di giorno sono sempre fuori, o meglio sul luogo di lavoro, che però spesso mi porta ad uscire fuori, a recarmi negli uffici, a relazionarmi con la gente, prendere il treno il bus, l’aereo, insomma di giorno sono agli occhi di tutti una persona normale, e preciso che la cosa non mi pesa più di tanto, forse anche grazie al senso del dovere che ho nel fare il mio lavoro, ma quando arriva la sera, unico momento in cui potrei rilassarmi con gli amici, mi sale l’ansia, non riesco ad uscire, come se qualcosa mi tenesse per lo stomaco, al solo pensiero di recarmi ad uscire il cuore comincia a battere forte, e alla fine quando decido di mollare, cioè di non uscire, l’ansia si placa, e comincio a rimproverare me stesso.<br />
Quelle poche volte che esco, credo che l’ultima volta sono uscito due mesi fa, alla fine tranne la prima mezz’oretta, che io chiamo nel mio intimo, periodo di ambientamento, mi diverto pure, a fine serata mi sento appagato, come se fossi uscito da un letargo, insomma come se fossi tornato a vivere, e mi riprometto sempre che devo tornare a uscire, non dico tutte le sere ma una si ed una no, ed invece ritorno di nuovo nella mia tana, come se mi volessi nascondere, ma non capisco da chi e da che cosa, e la prossima data della mia uscita serale non so con certezza quale sarà.<br />
Il problema e che adesso la cosa è diventata davvero palese, cioè i miei amici mi comin-ciano a domandare, ed anche i miei hanno notato questa stranezza, ed ogni tanto mi di-cono ma perché non esci? Che devi fare chiuso in casa?.<br />
Allo stesso tempo mi chiedo se è una cosa che posso superare con le mie forze, ho letto le testimonianze delle altre persone, e devo dire che sono rimasto scioccato, non vorrei anche io arrivare ad un tale livello di angoscia, perché alla fine dopotutto mi ritengo di non soffrirne in modo grave, cioè tremarella, svenimenti, vomito, queste cose non le ho mai avute, forse sono in uno stato iniziale? O lei ritiene di farmi aiutare subito, o forse già questo messaggio che le sto scrivendo ora è un grido di aiuto.</p>
<p>Aspetto una sua risposta dottoressa</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Laura Bolzoni Codato</title>
		<link>http://www.panicovintoblog.com/testimonianze/comment-page-1/#comment-199</link>
		<dc:creator>Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 23:48:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.panicovintoblog.com/testimonianze/#comment-199</guid>
		<description>Cara &lt;strong&gt;Daniela&lt;/strong&gt;,
che bella l&#039;immagine che hai regalato a &lt;strong&gt;Giampiero&lt;/strong&gt; e a tutti noi!
E&#039; stupendo poter vedere la situazione di tensione e di paura, da un punto di vista inedito, cambiando gli occhi come dici molto bene tu!
Grazie della tua condivisione!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara <strong>Daniela</strong>,<br />
che bella l&#8217;immagine che hai regalato a <strong>Giampiero</strong> e a tutti noi!<br />
E&#8217; stupendo poter vedere la situazione di tensione e di paura, da un punto di vista inedito, cambiando gli occhi come dici molto bene tu!<br />
Grazie della tua condivisione!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Daniela</title>
		<link>http://www.panicovintoblog.com/testimonianze/comment-page-1/#comment-198</link>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 12:11:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.panicovintoblog.com/testimonianze/#comment-198</guid>
		<description>Ciao &lt;strong&gt;Giampiero&lt;/strong&gt;,
poichè per anni ho subito anch&#039;io &lt;strong&gt;la paura delle gallerie&lt;/strong&gt;, mi permetto di raccontarti cosa mi è successo.
Mentre io e mio marito percorrevamo l&#039;autostrada del Sole nel tratto dell&#039;Appennino tosco-emiliano è scoppiato un violento temporale, di quelli i cui scrosci ti impediscono di mettere a fuoco la carreggiata e l&#039;improvviso bagliore dei fulmini quasi ti acceca.
 Immagina la paura e la tensione!
Ma ecco le gallerie. Finalmente un intervallo, niente pioggia, niente lampi, niente vento. Quando ne uscivamo, non vedevo l&#039;ora di raggiungerne un&#039;altra e così via per tutta la durata del fortunale.
Da allora &lt;strong&gt;&quot;HO CAMBIATO OCCHI&quot;.&lt;/strong&gt;
Non mi appaiono più come  percorsi sotto terra, ma come costruzioni sopra la strada, come condomini, dove quando entri ti senti al riparo dalle intemperie: temporali, neve, ghiaccio, nebbia.
&lt;strong&gt;Da allora non le temo più&lt;/strong&gt; e quando ci entro penso sempre all&#039;ingresso di un condominio dal quale posso accedere al primo, al secondo, al terzo piano, dove può esserci il tepore della mia abitazione.
Spero in qualche modo di esserti stata d&#039;aiuto.
Un abbraccio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao <strong>Giampiero</strong>,<br />
poichè per anni ho subito anch&#8217;io <strong>la paura delle gallerie</strong>, mi permetto di raccontarti cosa mi è successo.<br />
Mentre io e mio marito percorrevamo l&#8217;autostrada del Sole nel tratto dell&#8217;Appennino tosco-emiliano è scoppiato un violento temporale, di quelli i cui scrosci ti impediscono di mettere a fuoco la carreggiata e l&#8217;improvviso bagliore dei fulmini quasi ti acceca.<br />
 Immagina la paura e la tensione!<br />
Ma ecco le gallerie. Finalmente un intervallo, niente pioggia, niente lampi, niente vento. Quando ne uscivamo, non vedevo l&#8217;ora di raggiungerne un&#8217;altra e così via per tutta la durata del fortunale.<br />
Da allora <strong>&#8220;HO CAMBIATO OCCHI&#8221;.</strong><br />
Non mi appaiono più come  percorsi sotto terra, ma come costruzioni sopra la strada, come condomini, dove quando entri ti senti al riparo dalle intemperie: temporali, neve, ghiaccio, nebbia.<br />
<strong>Da allora non le temo più</strong> e quando ci entro penso sempre all&#8217;ingresso di un condominio dal quale posso accedere al primo, al secondo, al terzo piano, dove può esserci il tepore della mia abitazione.<br />
Spero in qualche modo di esserti stata d&#8217;aiuto.<br />
Un abbraccio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianpiero</title>
		<link>http://www.panicovintoblog.com/testimonianze/comment-page-1/#comment-197</link>
		<dc:creator>gianpiero</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 11:41:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.panicovintoblog.com/testimonianze/#comment-197</guid>
		<description>Grazie per la pronta risposta, seguirò i tuoi consigli e ti farò sapere.
E spero come dici sempre te CI VEDIAMO DALL&#039;ALTRA PARTE.
un caloroso abbraccio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per la pronta risposta, seguirò i tuoi consigli e ti farò sapere.<br />
E spero come dici sempre te CI VEDIAMO DALL&#8217;ALTRA PARTE.<br />
un caloroso abbraccio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Laura Bolzoni Codato</title>
		<link>http://www.panicovintoblog.com/testimonianze/comment-page-1/#comment-196</link>
		<dc:creator>Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 08:17:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.panicovintoblog.com/testimonianze/#comment-196</guid>
		<description>&lt;strong&gt;RISPONDO A  GIAMPIERO&lt;/strong&gt;


BRAVO Giampiero e complimenti per i tuoi successi: sei coraggioso e forte!
Mi dà gioia sapere che hai trovato il Libro &quot;Panico Vinto!&quot; interessantissimo!

Sì la  paura persistente, eccessiva e irrazionale di attraversare i ponti, i cavalcavia, le passerelle che sovrastano le autostrade si chiama &lt;strong&gt;gefirofobia&lt;/strong&gt;, parola che deriva dal greco e che è composta da fobia che vuol dire paura marcata e irrazionale e gephyra che significa ponte.

Quando sei in coda e aspetti che la fila riprenda a muoversi, ti sale il disagio ansioso che tende a raggiungere il suo culmine &lt;strong&gt;nell’attacco di ansia.&lt;/strong&gt;

E’ importante  che &lt;strong&gt;ti rilassi fisicamente &lt;/strong&gt;facendo dei bei respiri lunghi e profondi sia di petto che di pancia, &lt;strong&gt;inspira lentamente, trattieni il respiro 2 secondi e lascia uscire l’aria, &lt;/strong&gt;continua a ripetere questo tipo di respirazione finchè non sei calmo e rilassato.

Distendi le braccia, stiracchiati e sbadiglia rumorosamente, ma non rilassarti assolutamente mentalmente.

E’ in quella leggera noia, che ti assale, mentre sei bloccato in coda, mentre il tuo camion non va e  la mente rallenta e non sa più cosa fare, che l’&lt;strong&gt;ansia&lt;/strong&gt; va ad aggregarsi al vecchio ricordo dei momenti di tensione, tentando di riprodurli.

Stacca interiormente e consapevolmente la dimensione emozionale da quella mentale, come spiego a &lt;strong&gt;pagina 65 del &lt;a href=&quot;http://www.arteecrescitalibreriaonline.com&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;&lt;strong&gt;libro Panico Vinto!&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;
Non far collassare le due dimensioni&lt;/strong&gt;.

Rilassati e arrenditi al tempo e allo spazio.
Come dicessi a te stesso:”Giampiero, dai stiamo qua per sempre, senti che la galleria ci protegge come una coperta calda”.

&lt;strong&gt;Non forzare  e non resistere &lt;/strong&gt;e il brutto momento passerà più velocemente di quello che credi.

Un buon modo per controllare l’attacco di ansia è di smettere di preoccuparti.

Mentre sei lì in coda e tu sei nel tuo “salotto nel camion”, dove hai lo stereo con la musica, il piccolo bar con le bibite puoi analizzare il tuo passato andando a cercare in ordine cronologico decrescente tutti gli episodi della tua vita in cui ti sei sentito “bloccato”, in cui non ti potevi muovere, in cui eri solo ad affrontare questi momenti difficili.

Prendi con te quel piccolo Giampiero, parlagli, digli che non lo abbandonerai mai e che insieme supererete questo momento di stasi per riprendere a camminare verso le mete future!

Immaginati già a casa, mentre mangi un buon piatto di pastasciutta, sorvola il momento del presente andando nel futuro, come se il tuo tir diventasse il “&lt;strong&gt;CAMION VOLANTE&lt;/strong&gt;” che arriva in un momento dove questo evento di coda nella galleria non influisce più per niente!

Coraggio Giampiero, non farti fermare !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>RISPONDO A  GIAMPIERO</strong></p>
<p>BRAVO Giampiero e complimenti per i tuoi successi: sei coraggioso e forte!<br />
Mi dà gioia sapere che hai trovato il Libro &#8220;Panico Vinto!&#8221; interessantissimo!</p>
<p>Sì la  paura persistente, eccessiva e irrazionale di attraversare i ponti, i cavalcavia, le passerelle che sovrastano le autostrade si chiama <strong>gefirofobia</strong>, parola che deriva dal greco e che è composta da fobia che vuol dire paura marcata e irrazionale e gephyra che significa ponte.</p>
<p>Quando sei in coda e aspetti che la fila riprenda a muoversi, ti sale il disagio ansioso che tende a raggiungere il suo culmine <strong>nell’attacco di ansia.</strong></p>
<p>E’ importante  che <strong>ti rilassi fisicamente </strong>facendo dei bei respiri lunghi e profondi sia di petto che di pancia, <strong>inspira lentamente, trattieni il respiro 2 secondi e lascia uscire l’aria, </strong>continua a ripetere questo tipo di respirazione finchè non sei calmo e rilassato.</p>
<p>Distendi le braccia, stiracchiati e sbadiglia rumorosamente, ma non rilassarti assolutamente mentalmente.</p>
<p>E’ in quella leggera noia, che ti assale, mentre sei bloccato in coda, mentre il tuo camion non va e  la mente rallenta e non sa più cosa fare, che l’<strong>ansia</strong> va ad aggregarsi al vecchio ricordo dei momenti di tensione, tentando di riprodurli.</p>
<p>Stacca interiormente e consapevolmente la dimensione emozionale da quella mentale, come spiego a <strong>pagina 65 del <a href="http://www.arteecrescitalibreriaonline.com" rel="nofollow"><strong>libro Panico Vinto!</strong></a></strong><strong><br />
Non far collassare le due dimensioni</strong>.</p>
<p>Rilassati e arrenditi al tempo e allo spazio.<br />
Come dicessi a te stesso:”Giampiero, dai stiamo qua per sempre, senti che la galleria ci protegge come una coperta calda”.</p>
<p><strong>Non forzare  e non resistere </strong>e il brutto momento passerà più velocemente di quello che credi.</p>
<p>Un buon modo per controllare l’attacco di ansia è di smettere di preoccuparti.</p>
<p>Mentre sei lì in coda e tu sei nel tuo “salotto nel camion”, dove hai lo stereo con la musica, il piccolo bar con le bibite puoi analizzare il tuo passato andando a cercare in ordine cronologico decrescente tutti gli episodi della tua vita in cui ti sei sentito “bloccato”, in cui non ti potevi muovere, in cui eri solo ad affrontare questi momenti difficili.</p>
<p>Prendi con te quel piccolo Giampiero, parlagli, digli che non lo abbandonerai mai e che insieme supererete questo momento di stasi per riprendere a camminare verso le mete future!</p>
<p>Immaginati già a casa, mentre mangi un buon piatto di pastasciutta, sorvola il momento del presente andando nel futuro, come se il tuo tir diventasse il “<strong>CAMION VOLANTE</strong>” che arriva in un momento dove questo evento di coda nella galleria non influisce più per niente!</p>
<p>Coraggio Giampiero, non farti fermare !</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianpiero</title>
		<link>http://www.panicovintoblog.com/testimonianze/comment-page-1/#comment-195</link>
		<dc:creator>gianpiero</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 18:19:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.panicovintoblog.com/testimonianze/#comment-195</guid>
		<description>Ciao Laura Bolzoni, ho acquistato il tuo libro ed è interessantissimo.
Volevo dire questo, io soffro da tantissimi anni di Gefirofobia (paura di attraversare ponti) mi conosci già perchè ti avevo scritto tempo fa. Faccio il camionista e quindi per me è un problema, volevo chiederti questo, i ponti adesso riesco ad attraversarli, magari con un po&#039; di ansia ma è poca cosa, il panico mi arriva se rimango bloccato per coda, ho notato che me lo fa anche in galleria se sto fermo per coda.
Il mio panico può essere associato all&#039;agorafobia? Grazie e complimenti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Laura Bolzoni, ho acquistato il tuo libro ed è interessantissimo.<br />
Volevo dire questo, io soffro da tantissimi anni di Gefirofobia (paura di attraversare ponti) mi conosci già perchè ti avevo scritto tempo fa. Faccio il camionista e quindi per me è un problema, volevo chiederti questo, i ponti adesso riesco ad attraversarli, magari con un po&#8217; di ansia ma è poca cosa, il panico mi arriva se rimango bloccato per coda, ho notato che me lo fa anche in galleria se sto fermo per coda.<br />
Il mio panico può essere associato all&#8217;agorafobia? Grazie e complimenti</p>
]]></content:encoded>
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