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	<title>Blog Panico Vinto</title>
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	<description>Il blog della dottoressa Laura Bolzoni Codato</description>
	<lastBuildDate>Mon, 01 Mar 2010 01:57:57 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Attacco di panico durante uno sforzo fisico? Continua a muoverti, perchè il tuo corpo non è di vetro!</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 20:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi panico]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi di panico e sport]]></category>
		<category><![CDATA[Panico]]></category>
		<category><![CDATA[panico e sforzo fisico]]></category>
		<category><![CDATA[panico e sport]]></category>
		<category><![CDATA[panico e tachicardia]]></category>

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Sentire il corpo che reagisce allo sforzo fisico con una naturale accelerazione dei battiti cardiaci può scatenare un attacco di panico?
Sì, è quello che succede a Senso 78, un lettore del Blog di 31 anni, militare di carriera per quattro anni nell’esercito con missioni all’estero, che abita vicino a Lecce e che scrive:
“ Io soffro [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-873" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/ansiaagorafobicagrande-300x295.jpg" alt="" width="300" height="295" /></p>
<p>Sentire il corpo che reagisce allo sforzo fisico con una naturale accelerazione dei battiti cardiaci può scatenare un attacco di panico?</p>
<p>Sì, è quello che succede a Senso 78, un lettore del Blog di 31 anni, militare di carriera per quattro anni nell’esercito con missioni all’estero, che abita vicino a Lecce e che scrive:</p>
<p>“<em> Io soffro di DAP da circa 4 anni. Lo scorso anno credevo di averlo quasi sconfitto andando a lavorare lontano da casa. Per un anno quasi nulla.</em></p>
<p><em>Adesso che sono tornato a vivere a Lecce, sono ritornate vecchie dinamiche e il panico e l’ansia sono ritornati e sto ricominciando a chiudermi a casa anche perché qui non ho amici che mi stimolino ad uscire.</em></p>
<p><em>Io ho un blocco, non so se qualcuno si identificherà in questo: ho la paura di fare sforzi fisici.</em></p>
<p><em>Forse perché fin da piccolo mio padre mi diceva sempre che avevo un soffio al cuore e di stare attento. Cosa che poi s’è rivelata inesistente nelle innumerevoli visite che ho fatto.</em></p>
<p><em>Adesso, appena provo anche solo a fare 10 &#8211; 15 secondi di corsetta sul posto mi sale l’attacco di panico, il cuore che mi batte forte nel petto, sembra che esca di fuori, extrasistole a go go e gambe molli.</em></p>
<p><em>Figuriamoci a fare una corsetta come facevo prima o una semplice partita di calcetto.<br />
 <br />
Lei cosa mi consiglia di fare???”</em></p>
<p>( ecco il link dove puoi leggere i suoi commenti completi, <a href="http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/attacco-di-panico-che-cosa-ci-fai-al-pronto-soccorso/"><strong><span style="color: #800080;">clicca qui</span></strong></a>)</p>
<p>Una cara lettrice del Blog di 46 anni, di nome Chadisja, titolare di un negozio di calzature, presenta questo problema:</p>
<p><em>“Cara Dott.ssa<br />
appena è possibile aspetto delle notizie sul fatto di avvertire il panico appena il mio corpo sbatte o si fa’ male.</em></p>
<p><em>Se capissi di cosa si tratta o perchè mi succede forse riuscirei a liberarmi di tutto questo.</em></p>
<p><em>Non so’ se altri hanno mai sofferto di questo problema se possibile vorrei condividere.<br />
Cavolate rispetto ai problemi che hanno gli altri me ne rendo conto ma è il solito discorso, quando sei coinvolto, in quei momenti esci fuori dalla tua persona e per rientrare fai veramente fatica.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-875" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/donnavatrogamba-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><em>Prima di leggere il suo libro avevo delle crisi assurde nel senso che immaginavo di investire quando guidavo e subito arrivava il panico, immaginavo di scivolare se dovevo scendere a piedi per una strada ripida e arrivava il panico ecc… poi seguendo il suo percorso leggendo tante volte il suo libro ho superato brillantemente, adesso è solo quando si verifica realmente un incidente.</em></p>
<p><em><br />
Appena sbatto la prima cosa che mi accade è un sudare freddo, mi sento gelare, il tutto parte dallo stomaco, dopo sento una sensazione di bruciore sempre allo stomaco, una paura e senso di vomito, dopo un senso di irrealtà che mi fa uscire dalla mia persona quasi come impazzire e come se nessuno potesse aiutarmi, brividi di freddo e tremori, anche sbadigli, ho notato che diventa tutto automatico perchè sbatto e subito si innestano queste sensazioni, mentalmente è un accavallarsi di pensieri negativi: adesso muoio, adesso nessuno può aiutarmi quindi devo andare al pronto soccorso, l’agitazione aumenta a tal punto , che mi fermo e cerco di essere reale valutando l’accaduto.”</em> ( <strong><span style="color: #800080;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/attacco-di-panico-che-cosa-ci-fai-al-pronto-soccorso/">ecco il link dove puoi leggere il commento di Chadisja completo</a></span></strong>)</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><strong>SENTO IL CORPO FRAGILE COME UN CRISTALLO</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-874" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/ZOO-DI-VETRO-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /></p>
<p><strong>Le paure intense, leggermente irrazionali,</strong> tuttavia così presenti nella vita quotidiana di Senso 78 e di Chadisja, tanto da avvicinarsi a una fobia specifica vera e propria, <strong>sono legate a una errata percezione del corpo, che viene vissuto come fosse un delicato cristallo da tenere in uno zoo di vetro</strong>, come faceva la protagonista dell’opera teatrale, scritta da Tennessee Williams.</p>
<p>Dotata di un’anima molto fragile,  figlia di una madre molto possessiva, Laura amava vivere in  un mondo  immaginario fatto di animaletti di cristallo, che componevano il suo amato zoo di vetro, che crollerà in mille pezzi soltanto quando, innamorata di Jim, volerà via di casa con lui.</p>
<p><strong>La persona che soffre di attacchi di panico</strong>, come amo scrivere spesso, <strong>possiede una natura sensibile e delicata, che la porta spesso ad avere un rapporto ambivalente e difficile con il proprio corpo</strong>.</p>
<p><strong>Questa cattiva relazione con il corpo è comprensibile, in quanto è proprio a livello fisico che si manifestano le terribili e incontrollabili sensazioni di panico, avvertite spesso come un odioso e improvviso tradimento del corpo.</strong></p>
<p>Tuttavia  i numerosi dati errati, legati all’idea di come funziona il corpo  vanno radicalmente abbandonati e corretti, in modo da conquistare la piena consapevolezza e la libertà del proprio corpo.</p>
<p><strong>Il corpo non è fragile</strong>!</p>
<p><strong>Il corpo non si rompe se inavvertitamente sbattiamo un braccio oppure una gamba contro un ostacolo</strong>, come teme Chadisja.</p>
<p><strong>Il corpo non soccombe sotto i battiti accelerati del cuore</strong>, quando si fa un po’ di sport, come teme Senso 78, che confonde i segnali normali,  che  indicano che nel corpo scorre la vita e  l’energia vitale, secondo l’ordine di una millenaria intelligenza.</p>
<p>E’ la sensazione errata che il corpo sia fatto di vetro delicato che è da modificare, non la sua stupenda fisiologia.</p>
<p><strong>Il nostro corpo non è un oggettino di cristallo da lasciare custodito in una vetrinetta della credenza di casa, da usare poco per paura che si rompa oppure che si consumi troppo!</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-876" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/arrendersivento1.jpg" alt="" width="240" height="158" /></p>
<p>Il corpo va usato tutti i giorni con un po’ di movimento fisico, come può essere una passeggiata all’aria aperta, una corsa in bicicletta, qualche bracciata a nuoto.</p>
<p><strong>L’energia vitale che scorre all’interno del corpo va consumata con generosità, se vogliamo mantenerlo in salute, non va risparmiata né conservata.</strong></p>
<p>La forza vitale va tirata fuori dal corpo dove ce n’è in abbondanza.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><strong>CONOSCERE E RISPETTARE I VERI BISOGNI  DEL  CORPO</strong></p>
<p>Il corpo ha bisogno di poche cose, che dobbiamo conoscere e dargli.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha bisogno di essere nutrito con cibo sano e vivo</strong>.</p>
<p>I prodotti industriali già pronti sono comodi per chi ha poco tempo di cucinare, ma sono morti, meglio magiare i cibi vivi come la frutta, la verdura, i cereali, i legumi.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha  bisogno di riposare bene per almeno otto ore ogni notte e di rilassarsi almeno quindici minuti al giorno.</strong></p>
<p>I ritmi veloci con cui ci ritroviamo a vivere oggi, il livello alto di stress con cui tentiamo di fare le mille cose quotidiane, ci rendono quasi perennemente stanchi, nervosi, irritabili e insonni.</p>
<p>E’ importante imparare a vivere con calma, come scrivo  nell’articolo  “Ansia e stress: come controllarli nella nostra vita” ecco il link dove puoi leggerlo, <a href="http://www.panicovintoblog.com/ansia/ansia-e-stress-come-controllarli-nella-nostra-vita/"><span style="color: #800080;"><strong>clicca qui</strong>  </span></a>e nell’articolo “Attacchi di panico e stress” che <strong><span style="color: #800080;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/stress/attacchi-di-panico-e-stress/">trovi qui.</a></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-877" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/contattonatura.jpg" alt="" width="240" height="239" /></p>
<p><strong>Il nostro corpo ha  bisogno di respirare in profondità aria pulita.</strong></p>
<p>Purtroppo noi respiriamo male e superficialmente a causa dei traumi, delle tossine, dello smog in cui dobbiamo vivere.</p>
<p>Inserire la buona abitudine di fare una decina di respiri al mattino, appena svegli, davanti alla finestra aperta oppure sul balcone può dare un grande benessere.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha bisogno di muoversi ogni giorno, preferibilmente all’aria aperta.</strong></p>
<p>Al mattino appena svegli e la sera prima di addormentarsi  fa bene stiracchiarsi.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha bisogno di essere mantenuto pulito</strong> sia esternamente con la doccia quotidiana sia internamente con l’espulsione delle tossine.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha bisogno di fusione e di affetto</strong>, quindi fa molto bene abbracciare se stessi e abbracciare un altro corpo, se il partner non è disponibile, va bene anche stringere a sé il proprio figlio, il proprio gatto oppure il cane,  un morbido peluche, un cuscino soffice.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha  bisogno di sicurezza</strong>, quindi è bene curare l’ambiente in cui viviamo, il luogo dove lavoriamo, le strade che percorriamo quando siamo in città, evitando i pericoli inutili.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha bisogno di una sana sessualità</strong>, che non deve essere eccessiva, altrimenti riduciamo l‘energia vitale che va impegnata nella realizzazione dei progetti creativi .</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><strong>IL CORPO NON E’ INFERIORE ALLA MENTE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-878" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/danzacordarossa.jpg" alt="" width="240" height="179" /></p>
<p>Un dato errato che ho trovato spesso nelle persone che soffrono di attacchi di panico  è l’opinione che il corpo sia inferiore alla mente.</p>
<p>Questo dato è sbagliato perché <strong>il corpo e la mente hanno il medesimo valore, nessuna delle due dimensioni è superiore oppure inferiore all’altra</strong>.</p>
<p>Sono differenti soltanto come funzioni, ma non come importanza.</p>
<p>Quando la mente inizia a voler controllare il corpo succedono i guai peggiori, come spiego nell’articolo “Semplicemente .non pensare alla paura: ecco come si fa”, <a href="http://www.panicovintoblog.com/paura/semplicemente-non-pensare-alla-paura-ecco-come-si-fa/"><strong><span style="color: #800080;">questo è il link dove puoi leggerlo</span></strong></a> e in modo approfondito nel mio libro digitale &#8220;Panico Vinto!&#8221;</p>
<p>La psicologia non può prendere il sopravvento sulla biologia.</p>
<p><strong>La soluzione è rispettare la biologia del corpo e permettere all’  energia vitale di muoversi senza blocchi, né ostacoli.</strong></p>
<p>Quando senti di voler controllare il corpo tu vai a comandare nella casa che non è di tua proprietà, tu tenti di far funzionare qualcosa che già è abile da sempre a  funzionare perfettamente.</p>
<p>Caro Senso 78, se tu pretendi  che  il tuo corpo scatti come quello di un campione olimpionico, che si allena tutti i giorni per ore e ore…allora è inevitabile che sentirai la tachicardia e altri sintomi fisici “strani”.</p>
<p>Scegli di allenarlo dolcemente e costantemente prima di sottoporlo a una superpartita di due ore.</p>
<p>Fai delle pause durante la corsetta.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LA PAROLA CHIAVE QUANDO LAVORI E’ : PAUSA!</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-879" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/relaxdigiorno.jpg" alt="" width="240" height="205" /></p>
<p>Ascolta quando il tuo corpo ha bisogno di riposo, di silenzio e daglielo !</p>
<p>Se stai tanto tempo seduto davanti al computer, oppure sopra i libri, scegli di darti la disciplina di fare una pausa ogni 45 minuti, nella quale stiracchi il corpo e fai qualche piccolo allungamento alla muscolatura dorsale del collo (cervicali) e della schiena.</p>
<p>Regalati una PAUSA!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>COME CONTROLLARE LA PAURA AFFINCHE’ NON DIVENTI FOBIA</strong></p>
<p>Anche se ti sembrerà difficile all’inizio è bene che tu comprenda che <strong>il disagio che avverti quando senti la tachicardia</strong>, come percepisce Senso 78 oppure quando sbatti inavvertitamente una parte del tuo corpo, come accade a Chadisja<strong> è INEVITABILE, ma NON E’ ETERNO</strong>.</p>
<p><strong>Passa!</strong></p>
<p><strong>La cattiva abitudine</strong>, che rischia di trasformarsi in <strong>fobia, è come un quadro storto appeso alla parete.</strong></p>
<p>Scegli di rompere il meccanismo mentale e raddrizza il quadro, tornando alla biologia!</p>
<p>Divieni consapevole dei dati errati su cui appoggi le  convinzioni, che ti fanno sentire il corpo fragile come un oggetto nello zoo di vetro.</p>
<p>Abbandona le informazioni sbagliate di avere un soffio al cuore oppure di avere una strana patologia soltanto perché non credi nella forza naturale del corpo.</p>
<p><strong>Torna indietro, ripercorri il cammino dall’inizio all’incontrario, dalla fobia alla paura finché la paura da immensa diventa piccolina, minuscola come un piccolo neo carino e innocuo.</strong></p>
<p>Inserisci i dati giusti rispetto al funzionamento del corpo, come ho descritto sopra e occupati non tanto di ingigantire la paura, alimentando la fobia, quanto di prenderti cura dei sani e naturali bisogni del tuo corpo.</p>
<p>Prova a farlo con amore e con cura, come se  cullassi un bambino piccolo, bellissimo e intelligentissimo!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-883" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/bimbofragile-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p>Questo mese ti propongo di lavorare su questo tema, se lo desideri:</p>
<p><span style="color: #800000;">1. Dimmi che relazione hai con il tuo corpo? Hai la tendenza a volerlo controllare? Temi che sia fragile, che si rompa, che non regga le fatiche della vita?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">2. Che relazione hai con il tuo corpo durante l’attacco di panico?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">3. Quali sono i bisogni del tuo corpo su cui vuoi fare un  progetto nei prossimi mesi, per migliorare il modo in cui te ne prendi cura?</span></p>
<p>Copyright 2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati</p>


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		<title>Attacco di panico: che cosa ci fai al Pronto Soccorso?</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 16:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi panico]]></category>
		<category><![CDATA[attacco di panico e pronto soccorso]]></category>

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Se per un attacco di panico corri spaventato, per la seconda volta, al Pronto Soccorso, forse sei nel posto sbagliato al momento giusto!
Perché?
Perché quando vivi l’attacco di panico è il momento in cui hai veramente bisogno di un aiuto caldo, profondamente umano e il tuo corpo è sano, anche se ti sembra di stare malissimo.
Al [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-762" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/01/fragile.jpg" alt="" width="240" height="240" /></p>
<p>Se per un attacco di panico corri spaventato, per la seconda volta, al Pronto Soccorso, forse sei nel posto sbagliato al momento giusto!</p>
<p>Perché?</p>
<p>Perché <strong>quando vivi l’attacco di panico è il momento in cui hai veramente bisogno di un aiuto caldo, profondamente umano </strong>e il tuo corpo è sano, anche se ti sembra di stare malissimo.</p>
<p>Al pronto soccorso si affida il proprio corpo fisico, quando temiamo di avere qualcosa di serio da controllare e da curare, come un trauma, una brutta ferita, un inizio di infarto, una slogatura, una crisi respiratoria, ma… se già conosci le ormai note sensazioni che accompagnano fedelmente l’attacco di panico, <strong>allora è il momento di riconoscere CHI ti puo’ aiutare e COME  VUOI ESSERE AIUTATO.</strong></p>
<p><strong>Quando hai l’attacco di panico non è la macchina, ovvero il tuo corpo, che ha qualcosa da aggiustare in carrozzeria (  il Pronto Soccorso ), ma è il guidatore della macchina che è confuso, spaventato, smarrito</strong>, che sente  il proprio normale senso di sé che si sta allontanando e dissolvendo, che chiede disperatamente: AIUTOOOOO!<span id="more-761"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-763" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/01/prontosoccorsofrecciagrande-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Scrive sul Blog il 31 agosto 2009 (ecco dove trovi il suo commento integrale, <a href="http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/attacchi-di-panico-con-e-senza-agorafobia-come-imparare-dai-fallimenti/#comments"><strong><span style="color: #800000;">clicca qui</span></strong></a>)  Roberta, una lettrice di 44 anni, mamma di due figli, che vive in una città dell’Alto Adige:</p>
<p><em>“Una volta io sono stata portata con l’ambulanza dal mio posto di lavoro al pronto soccorso, ero accompagnata da una delle mie sorelle che tra l’altro faceva l’infermiera in quello stesso ospedale, e quando all’orecchio, lei ha sussurrato al medico che probabilmente si trattava di uno dei miei soliti attacchi di panico, lui si è girato verso di me e mi ha detto con una tale arroganza misto sarcasmo…:”Allora bastano solo due sberloni fatti bene “….</em></p>
<p><em>non ti dico la mia reazione interna, già perché a quei tempi non riuscivo nemmeno a sfogare la mia rabbia all’esterno e mi rimaneva soltanto l’umiliazione di essere stata derisa un’altra volta e dentro di me mi sono chiesta…ma allora se nemmeno a loro posso chiedere aiuto a chi mi rivolgo?&#8230;”</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>SE NEMMENO AL PRONTO SOCCORSO POSSO CHIEDERE AUTO A CHI MI RIVOLGO?</strong></p>
<p>Roberta, in un momento molto delicato e confuso della sua vita, aveva bisogno di un aiuto puro, pulito dai giudizi critici e dalle sopraffazioni, aveva soltanto bisogno di essere compresa e rispettata nella sua difficoltà, invece ha trovato a soccorrerla la persona sbagliata, che ha usato con lei  delle parole offensive e inutili.</p>
<p>La buona notizia, in tutta questa triste situazione, è la comprensione che conferma a Roberta di aver chiesto aiuto alle persone che operano nel posto sbagliato, nel momento giusto in cui aveva bisogno ricevere un vero sostegno.</p>
<p>E’ utile andare al pronto soccorso, se ci siamo arrivati una prima volta di corsa, per ricevere la DIAGNOSI che il medico ci fa dopo la visita: attacco di panico oppure attacco di ansia.</p>
<p>Ma non serve andarci una seconda volta, visto che non hai una malattia fisica, né una patologia psichiatrica.</p>
<p>Non sei un paziente da Ospedale!</p>
<p>Sei solamente una persona tanto spaventata che ha bisogno di essere accolta, compresa e aiutata con amore.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>COME AIUTARE CHI HA UN ATTACCO DI PANICO?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-764" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/01/soffocareamore-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Chi soffre di attacchi di panico è sempre una persona forte, sana e sensibile.</p>
<p><strong>Nella relazione di aiuto va  trattata con delicatezza e con rispetto.</strong></p>
<p><strong>Le sensazioni che prova la persona durante l’attacco di panico sono vere, anche se non sono reali</strong>, quindi bisogna credere completamente al terribile inferno emozionale, fisico e mentale che vive in quel momento.</p>
<p><strong>Quell’attimo di grande apertura</strong>, durante l’attacco di panico,  <strong>è simile a quando la porta di casa viene spalancata violentemente da un colpo di vento gelido</strong>, in quel momento la persona vive un “appannamento interiore” e un acuirsi della sensibilità a livello dei cinque sensi fisici.</p>
<p>In quei momenti di sbandamento totale, si diventa vulnerabili e  impressionabili.</p>
<p>Se dentro la sala di aspetto del Pronto Soccorso, illuminata dalle lampade al neon, che ho già spiegato non vanno bene per chi soffre di panico (<span style="color: #800000;"><strong><a href="http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/il-panico-non-e%e2%80%99-una-malattia-fisica-ne%e2%80%99-mentale/#more-64">ecco qui  il link </a></strong></span> dove spiego questo a Sabina il 12 marzo 2008 alle 14:28 alla voce Commenti)  si vedono persone con ferite che sanguinano, bambini che piangono disperati perché sono caduti e si sono fatti male, ci sediamo su mobili freddi e asettici e dobbiamo spiegare cosa ci succede a  infermieri e medici indaffarati a salvare corpi feriti, allora le nostre condizioni di ansia e di panico non possono che aumentare.</p>
<p>Chi si sente vittima dell’attacco di panico non è la persona adulta,  la brava mamma sicura di sé nella vita, come nel caso di Roberta ma <strong>il bambino piccolo, la bambina piccolina, che in passato ha attraversato da sola un momento, in cui ha vissuto delle sensazioni simili, anche se adesso non lo ricorda più e non  lo collega al momento attuale di ansia e panico, è quel PICCOLO PERSONAGGIO DENTRO CHE GRIDA : “S. O. S.”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-765" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/01/bambinobosco2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Chi aiuta la persona che ha l’attacco di panico deve stare in silenzio e dare un contatto umano calmo e caldo.</p>
<p><strong>Deve aiutare il “personaggio interiore” a ritrovare il proprio corpo, che adesso sente che lo ha tradito e abbandonato per fare, in modo totalmente incontrollato, quello che vuole lui.</strong></p>
<p>Deve aiutarlo a riconoscere: <strong>“Questo corpo è il mio! Allora questo corpo sono Io!”</strong></p>
<p>Parlare con queste parole: “Non è niente, vedrai che ti passerà!” non è utile in quel momento, perché è un modo per non accogliere affatto quello che la persona in preda al panico vive.</p>
<p>E’ vero che non morirà per nulla, ma in questo momento critico non è gentile ricordarglielo.</p>
<p>Lo sa già, solamente che davanti alla tempesta emozionale del momento non ci crede più.</p>
<p><strong>Chi aiuta deve sapere</strong> che in quel momento<strong> la persona crede di essere precipitata un in’”area di morte” dove  si sente molto strana,</strong> dove sente che l’Io, su cui appoggia il senso di se stesso, non è più presente, ma si sta perdutamente allontanando.</p>
<p>Bisogna rispettare questo “senso di morte” e come ai funerali ( scusa il paragone) si sta in silenzio, si dicono poche parole vere di partecipazione e soprattutto si sta vicini, con la presenza fisica, nel dolore ai parenti, qui, in questo momento si fa lo stesso.</p>
<p>Si dà un contatto fisico delicato sulla schiena, si parla dolcemente come si fa con un bambino impaurito, si trovano le parole vere, giuste, che partono dal cuore e che accarezzano il cuore della persona disperata.</p>
<p><strong>Va bene</strong>, se serve, anche<strong> parlare in  terza persona, dire per esempio: “So che hai tanta paura, adesso portiamo Roberta a casetta e stiamo insieme, finché le brutte sensazioni sono evaporate, vedrai che dopo Roberta starà meglio”.</strong></p>
<p>La stanza dove rimanete vicini, accanto alla persona che si sdraia sul letto oppure sul divano, nella posizione che le viene spontanea, deve essere calda, accogliente, poco luminosa, silenziosa.</p>
<p>Chi aiuta è bene che veda il “bambino piccolo” , la “bambina piccola” dentro quel corpo adulto scosso dal panico, deve capire che è a quel piccolo bambino terrorizzato, che deve rivolgersi adesso, che deve consolare e rassicurare!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-766" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/01/aiutosonosola-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Ti invito a condividere nel nostro Giardino – Blog la risposta a queste due  domande:</p>
<p><span style="color: #800000;">1. Dimmi come vuoi essere aiutato quando hai un  attacco di panico?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">2. Dimmi chi senti che  ti può veramente aiutare in quel momento?</span></p>
<p>Copyright 2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Non evocare i sintomi dell&#8217;attacco di panico, non aprire la stanza di Barbablù</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 13:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi panico]]></category>
		<category><![CDATA[Panico]]></category>
		<category><![CDATA[senso di irrealtà]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi attacco di panico]]></category>

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COME PER UNA BRUTTA MAGIA ECCO APPARIRE  L’ATTACCO DI PANICO
Scrive sul nostro Giardino-Blog Antonio 3, giovane titolare di due supermercati nella bella Napoli:
“L’altro giorno ero andato alla cassa a sostituire una delle due cassiere, mentre ero lì si presentano altre persone che mi desideravano, quindi entro subito in una situazione di stress, ma fin qui [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-640" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/12/cercaresestessi-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;">COME PER UNA BRUTTA MAGIA ECCO APPARIRE  L’ATTACCO DI PANICO</p>
<p>Scrive sul nostro Giardino-Blog Antonio 3, giovane titolare di due supermercati nella bella Napoli:</p>
<p>“<em>L’altro giorno ero andato alla cassa a sostituire una delle due cassiere, mentre ero lì si presentano altre persone che mi desideravano, quindi entro subito in una situazione di stress, ma fin qui ci siamo, bastava dire alle persone di aspettare qualche istante e poi si sarebbe risolto tutto, ma dato che sono una persona sensibile passo dallo stress al mini attacco di panico, perché come sapete si comincia ad ascoltare i sintomi che il nostro corpo avverte nella situazione di stress ed ecco che, come per magia l’attacco parte…</em>”</p>
<p>La tendenza a evocare e a richiamare i sintomi dell’attacco di panico è una cattiva abitudine da abbandonare prima possibile, perché è inutile e dannosa.</p>
<p>Ha il vero potere distruttivo di far riapparire gli attacchi di panico.</p>
<p>E’ un ‘azione mentale ed emozionale da non fare!</p>
<p>Nella fiaba settecentesca di Perrault “Barbablù” il ricco mercante, prima di partire per un lungo viaggio consegna un mazzo di chiavi alla moglie dicendo: “Eccoti le chiavi delle varie stanze, questa è la stanza del vasellame d’oro e d’argento, questa della stanza dei gioielli…e quest’ultima chiave apre uno stanzino in fondo alla scala che porta in cantina. Ti proibisco di entrarci. Se disubbidirai te ne pentirai amaramente!”</p>
<p>Naturalmente la moglie di Barbablù non seguì l’indicazione del marito e d’improvviso le venne una gran voglia di dare un’occhiata subito, prese la piccola chiave, la infilò nella toppa, aprì la porta e…<span id="more-639"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-641" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/12/barbablu-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p> </p>
<p>E’ molto importante, come approfondisco <a href="http://www.arteecrescitalibreriaonline.com">nell’Ebook “Panico Vinto!” </a>educarti con disciplina a non aprire la porta, che ti fa precipitare nei sotterranei bui del passato, nelle stanze dei ricordi appena dimenticati, dove sono ancora fresche le immagini di te stesso in preda al panico, in balia dei sintomi spaventosi.</p>
<p><strong>Non c’è nessuno che ti impone di non aprire questa porta, sei tu che puoi scegliere di tenerla chiusa per sempre</strong>.</p>
<p>E’ una sfida con te stesso, un impegno a non compiere in quei momenti di stress l’azione più sbagliata che potresti fare, la più inutile, semplicemente non andare verso quella porta!</p>
<p>Nella vita quotidiana ci sono tante cose belle da fare, da creare, da realizzare e ce ne sono altre da non fare.</p>
<p>Faccio un esempio semplice: come non dobbiamo bere la bottiglia di candeggina, come non dobbiamo attraversare a piedi l’ autostrada, perché si rischia di morire, così ricordare, evocare, richiamare il ricordo degli attacchi di panico è una azione molto pericolosa, da non fare!</p>
<p>In quei momenti critici di stress, di paura è come se ti trovassi davanti a un bivio e non sai dove andare, non ti ricordi più che cosa devi fare.</p>
<p>Proprio in quei momenti veramente difficili, scegli di non seguire i movimenti vorticosi dei ricordi passati spiacevoli, che ti riporteranno indietro, che ti faranno rivivere le vecchie orribili sensazioni della stanza proibita di Barbablù!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-642" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/12/agorafobiaprigione-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: center;">TUTTO DIVENTA IRREALE E PERDO LA PERCEZIONE DEL TEMPO PRESENTE</p>
<p>Scrive ancora Antonio 3: “<em>Mi sento in una situazione la quale mi potrebbe far perdere il controllo, la paura mi assale e la mia sicurezza svanisce , tutto diventa irreale, perdo la percezione del tempo presente e mi sento subito quel bambino indifeso…</em>”</p>
<p>La de-realizzazione è una bruttissima sensazione di irrealtà, è un attimo che sembra eterno, in cui ci sentiamo sospesi dal mondo normale e reale.</p>
<p>Lo spazio in cui ci troviamo diventa incerto, instabile e strano, il tempo è sospeso.</p>
<p>In questo brutto momento sentiamo di non esistere e la nostra vita si spezza a metà.</p>
<p>La percezione di noi stessi e del mondo attorno a noi inizia a dissolversi.</p>
<p>Ci sentiamo estranei alla normalità, protagonisti infelici di un brutto film, dove il vero protagonista diventa il panico, un Veleno Arraffatutto, che sparge dappertutto la polverina del sonno, avvolgendoci nel terribile incantesimo che ci sospende dalla vita, dalle nostre vere mete evolutive da realizzare.</p>
<p>In quei momenti di irrealtà l’unica azione utile che puoi fare è materializzarti, è diventare reale a tutti i costi, uscire dalla nuvola dell’ incoscienza e spingere tutto te stesso attraverso i sensi fisici: guarda, tocca, annusa, ascolta, parla, ricorda che la consapevolezza e l’amore sono l’unico bene prezioso che Veleno Arraffatutto non è ancora riuscito a rubare!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-643" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/12/agorafobiasogno-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><span style="color: #800000;">Vuoi condividere con noi:</span></p>
<p><span style="color: #800000;">1. Quali sono le situazioni di vita in cui ti accorgi di diventare irreale e di perdere il tempo presente ?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">2.  Andando indietro nel tempo passato, quale ricordo emerge, legato alle strane sensazioni simili a quelle che vivi adesso, quando ti senti irreale?</span></p>
<p>Buona ricerca!</p>
<p>Copyright 2009-2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-644" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/12/gif-2-cuori.gif" alt="" width="25" height="16" />Ringrazio di cuore i lettori- fiori che hanno lasciato gli stupendi e profondi commenti: Francesca, Nicola, Michele, Chadisja, Paola, Antonio 3, Erika, Alessandra, Daniela, Lucia, Virginia, Nic, Simona, Eva, Elisa, Maria Letizia, Gian Piero, Pino, Gian, Federica, Roberta, Carmela, Michela, Desy, Franco, Laura, Pablo, Elena, Daniela 2, Alessandra 2, Antonio, Peppe, Sara, Greta, Salvatore, Sabina, Pippo, Arabella, Stella, Sergio, Nina, Gianna.</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Semplicemente non pensare alla paura: ecco come si fa!</title>
		<link>http://www.panicovintoblog.com/paura/semplicemente-non-pensare-alla-paura-ecco-come-si-fa/</link>
		<comments>http://www.panicovintoblog.com/paura/semplicemente-non-pensare-alla-paura-ecco-come-si-fa/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 18:16:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paura]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[Panico]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nel mio articolo “Attacchi di panico con e senza agorafobia: come imparare dai fallimenti!”  abbiamo conosciuto la paura di perdersi, la solitudine infinita percepita dentro di sé dall’alpinista estremo Reinhold Messner, durante l’attacco di panico, da lui vissuto di fronte al Nanga Parbat.
Leggiamo adesso qual’ è il segreto che lo scalatore delle montagne più alte [...]


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<li><a href='http://www.panicovintoblog.com/agorafobia/attacco-di-panico-con-agorafobia-la-paura-nello-spazio/' rel='bookmark' title='Permanent Link: La paura nello spazio:l&#8217;attacco di panico con agorafobia'>La paura nello spazio:l&#8217;attacco di panico con agorafobia</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-391" title="come uscire dall'agorafobia" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/10/agorafobiafine-300x225.jpg" alt="come uscire dall'agorafobia" width="300" height="225" /></p>
<p>Nel mio articolo <a href="http://www.panicovintoblog.com/ansia/attacchi-di-panico-con-e-senza-agorafobia-come-imparare-dai-fallimenti/"><span style="color: #993300;">“Attacchi di panico con e senza agorafobia: come imparare dai fallimenti!”</span> </a> abbiamo conosciuto la paura di perdersi, la solitudine infinita percepita dentro di sé dall’alpinista estremo Reinhold Messner, durante l’attacco di panico, da lui vissuto di fronte al Nanga Parbat.</p>
<p>Leggiamo adesso qual’ è il segreto che lo scalatore delle montagne più alte del mondo, ci rivela per uscire dai terribili momenti di panico “Cerco semplicemente di non pensare alla paura. Cerco di pensare a qualcosa di completamente diverso, a qualcosa di stimolante: è l’unico sistema per non impazzire nella situazione critica”.</p>
<p>Sono d’accordo con Messner.</p>
<p>Ma come si fa concretamente e praticamente a non pensare alla paura di un attacco di panico, che potrebbe venire quando usciamo di casa, quando camminiamo per le strade, quando siamo sull’autobus oppure al supermercato?</p>
<p>Per prima cosa analizziamo la differenza tra “pensare” e “sentire”, tra “pensare ai sintomi dell’attacco di panico” e “sentire i sintomi quando l’attacco di panico è ormai sopraggiunto”.</p>
<p>Pensare alla paura, evocare l’ ansia, che nutre la paura e che è già stata vissuta nei precedenti eventi dolorosi, quando i sintomi del panico ci hanno sopraffatto, la alimenta, la nutre facendola aumentare sempre più, gonfiandola come un pallone che diventa sempre più grande e che ci solleva da terra, staccandoci dal mondo reale.<span id="more-390"></span></p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-392" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/10/risalta-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Sentire la paura e le sensazioni di panico, attraversando quel terribile momento con la consapevolezza che passerà da solo, perché ho fiducia nella saggezza millenaria del corpo,  farà svanire e dissolvere le sensazioni.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>ASCOLTO OSSESSIVAMENTE IL BATTITO DEL MIO CUORE e HO PAURA</strong></p>
<p>Scrive Sara, giovane lettrice del Blog, <a href="http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/panico-con-agorafobia-come-vincere-la-paura-di-uscire-di-casa/"><span style="color: #993300;">nel commenti che trovi cliccando qui</span></a>: “<em>Gentilissima Dottoressa Laura Bolzoni Codato sono rimasta affascinata da quello che ha scritto…sento finalmente di poter parlare con una persona che sa cosa significa soffrire veramente di ansia.</em></p>
<p><em>Io sono 2 anni che soffro di ansia generalizzata e attacchi di panico…</em></p>
<p><em>Una sera, stavo cenando a casa… e ho sentito il mio cuore battere all’impazzata… vampate di calore… senso di vomito … corsa al pronto soccorso solo tachicardia sinusale…da lì non contenta mi sono fissata che cmq avessi qualcosa al cuore .. ho fatto una visita cardiologica esami del sangue…stavo bene … solo tachicardia d’ ansia&#8230;”</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-393" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/10/serenità-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>COME SMETTERE DI CONTROLLARE LE SENSAZIONI NEL CORPO</strong></p>
<p>Questa è la risposta che ho dato a Sara :” Benvenuta Sara nel nostro Giardino- Blog!</p>
<p>Ho compreso le tue preoccupazioni, le tue paure legate al corpo e il timore che i pensieri riguardo eventuali malattie diventino ossessivi.</p>
<p>Il corpo fisico è guidato nella sua fisiologia da una saggezza e da un’intelligenza millenaria, sa molto bene come farti respirare, sa come farti deglutire, sa come farti digerire, sa come far battere il tuo cuore.</p>
<p>Tu non sai farlo, come nessuno di noi.</p>
<p>Possiamo pensare, immaginare, creare, sentire, ma non possiamo governare le funzioni del corpo fisico.</p>
<p>E’bene che lo lasciamo fare, che ci mettiamo umilmente in secondo piano, che ci arrendiamo a questa certezza evidente.</p>
<p>Una volta appurato, come hai fatto tu, che non ci sono problemi seri di salute, se la tua attenzione continua a scrutare in modo ossessivo i battiti del tuo cuore, divieni consapevole che stai invadendo uno spazio, dove non puoi essere utile.</p>
<p>E’ bene che con fermezza, inizi a educare la tua attenzione a rinunciare al controllo di che cosa sta facendo il tuo cuore e che la sposti verso quello che invece è corretto controllare: i fini della tua vita, la realizzazione di ciò che in profondità ami fare.</p>
<p>La tendenza va lì, nell’ascoltare i battiti del cuore?</p>
<p>Tu, con un atto cosciente di volontà, la dirigi da un’altra parte.</p>
<p>Dove?</p>
<p>Dove è evolutivo che vada: verso la vita, verso le relazioni, verso la creatività, verso le forme del mondo, verso l’amore.</p>
<p>Immagina di esserti intrufolata in una casa che non è la tua e dove ti stai soffermando a curiosare tutto.</p>
<p>Bene, esci dolcemente e discretamente da quella casa che non è di tua proprietà e vai a realizzare le tue creazioni: la tua attività, le tue amicizie, la tua relazione d’amore, i tuoi progetti…..</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-394" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/10/libertànelbosco-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Più pensi a quello che temi e più la cosa che ti spaventa quasi per magia diventa grande, grandissima, immensa.</p>
<p>Invaderà tutto lo spazio della tua mente.</p>
<p>Meno attenzione dedichi a ciò che ti fa paura e prima le “quotidiane ossessioni” svaniranno.</p>
<p>Perché?</p>
<p>Perché si nutrono dell’energia che la tua attenzione dona loro.</p>
<p>Ti auguro di ritrovare presto la tua serenità, di fare pace con te stessa e con il tuo corpo!&#8221;</p>
<p>Dopo alcuni giorni Sara scrive : <em>“Ciao a tutti … amici- fiori…</em></p>
<p><em>Questi giorni .. sto provando a non sentire il mio cuoricino battere…<br />
ignoro le vampate di calore.. e sensazioni di svenimento varie.. oggi vado al cinema.. è una grande fatica per me .. visto che è un po’ che sto a casa.. “</em></p>
<p>Rispondo così, apprezzando il suo impegno di compiere delle azioni concrete per uscire dalla paura:” Brava Sara: c’è chi si allena quotidianamente andando in bicicletta, chi correndo nel parco con il cane, chi arrampicandosi sulle pareti di roccia verticale, chi facendo gli esercizi in palestra e c’è chi si allena a distogliere l’attenzione dalle sensazioni del corpo e a riportarle verso le forme della vita, verso il mondo vivo che lo circonda, verso i progetti creativi che desidera realizzare!</p>
<p>Giorno dopo giorno, con costanza e con determinazione, ti educherai con amore, ma anche con tanta fermezza, ad abbandonare la vecchia piccola, ma pericolosa, cattiva abitudine di osservare che cosa sente il tuo corpo durante gli attacchi di ansia e di panico, finché tutto ritornerà armonicamente al giusto posto!</p>
<p>Buon allenamento, ti sono vicina!”</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PAURA DI UN ATTACCO DI ANSIA E DI PANICO SULL’AUTOBUS</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-395" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/10/agorafobiacabina-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Scrive Antonio <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/panico-con-agorafobia-come-vincere-la-paura-di-uscire-di-casa/"><span style="color: #993300;">nel suo commento, che trovi qui</span></a></span>: <em>”Verso la metà di luglio ho avuto un attacco di panico dovuto( secondo il dottore al pronto soccorso) dallo stress del lavoro. ..</em></p>
<p><em>Almeno tre volte a settimana, ogni volta che prendo i mezzi pubblici ho paura, ansia, mi viene una cosa allo stomaco tipo interrogazione a scuola oltre alla tachicardia che riesco a trattenere con la respirazione. Non so se questo è dovuto al fatto che l’attacco è capitato proprio sui mezzi, ma non sono stressato ultimamente e mi capita ugualmente.”</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>COME IGNORARE LA PAURA SULL’AUTOBUS</strong></p>
<p>Rispondo ad Antonio: “L’attacco di panico che ti ha colto di sorpresa sull’autobus è rimasto trattenuto nella tua mente sotto forma di spiacevole ricordo, che è ancora attivo e che genera ancora paura, appena lo rievochi con il pensiero.</p>
<p>Durante il primo attacco di panico, proprio perché inaspettato e improvviso, non hai compreso bene che cosa ti sia veramente successo, sei corso al pronto soccorso, dove hai ricevuto le prime cure, la diagnosi dal medico che ti ha visitato e che ti ha spiegato le circostanze che possono averlo provocato: stress da lavoro.</p>
<p>La risposta del medico è corretta, tuttavia le circostanze, da sole, prese per se stesse non sono la causa esclusiva, né l’origine vera e profonda dell’attacco di panico.</p>
<p>Certamente l’ansia indotta dallo stress è un segnale utile da ascoltare sempre, da rispettare e da non aumentare.</p>
<p>E’importante che tu sappia che quell’evento ormai passato non ti ha solamente sopraffatto e fatto precipitare in una terribile confusione emozionale, fisica e mentale, ma che è ancora lì, bello presente e vispo.</p>
<p>Infatti la tua sensazione e la tua paura è che “non passi più”.</p>
<p>Perché è ancora pericolosamente presente?</p>
<p>Perché non è stato compreso e accettato in tutte le sue molteplici sfumature, perché non sei ancora risalito alla sua causa originaria, che è antecedente all’episodio del primo attacco di panico.</p>
<p>Perché probabilmente lo hai comunicato troppo poco e nessuno ti ha veramente capito in ogni particolare.</p>
<p>Cosa puoi fare oggi?</p>
<p>Comprendere che quando tu sali sull’autobus molto affollato, sei “in balia” degli altri, perché non sei tu che guidi, non sei tu che puoi decidere di far star zitte le persone, non sei tu che decidi le fermate…</p>
<p>Tu perdi una grande parte del controllo sulla realtà esterna, che in quel momento diventa difficile da gestire, perché gli stimoli che senti sono troppo forti per te, sono troppo numerosi e avvengono tutti contemporaneamente, uniti allo spiacevole ricordo di un evento doloroso, già accaduto.</p>
<p>Bene, puoi cambiare punto di vista e sostituire la fiducia alla paura: decidi interiormente e silenziosamente di guidare TU l’autobus, di ascoltare solamente la TUA voce, che sovrasterà quella degli altri passeggeri e delle solite paure.</p>
<p>Non puoi controllare lo spazio esterno a te, che ti ospita per un po’ di tempo, allora scegli di controllare lo spazio interno a te.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-396" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/10/equilibrismodonna-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Delinea interiormente i confini del tuo mondo e qui dentro ti rilassi, ritrovi te stesso, come quando sei a casa tua, dove silenzioso e calmo, stai bene.</p>
<p>Educati a non vivere il salire sull’autobus come un esame da superare, perché non è così: il mezzo pubblico è una bella macchinona grande, lunga, spaziosa, guidata da un autista personale che ti porta dove tu vuoi, mentre sulle seggioline del salotto, tu guardi fuori dai finestrini e osservi la varietà interessante delle persone che condividono con te, temporaneamente, il medesimo spazio!”</p>
<p>Quando ti assale la paura , non pensarla, non ingigantire questo pensiero inutile!</p>
<p>Semplicemente sostituisci la paura con la fiducia nel tuo corpo, che sa molto bene come ripristinare l’equilibrio momentaneamente perduto e con la fiducia in te stesso, che  riconquisterai l’armonia tra le varie parti e i vari aspetti di te, che si sono temporaneamente confusi e squilibrati.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-397" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/10/finestracon-fiori-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Vuoi condividere con noi:</p>
<p><span style="color: #993300;">Qual è la paura più grande che hai quando devi uscire di casa?</span></p>
<p><span style="color: #993300;">Che cosa provi dentro di te quando pensi alla paura?</span></p>
<p><span style="color: #993300;">Quali sono i luoghi dove ti fa più paura andare: supermercato, cinema, aereoporto, stazione dei treni, autobus, ponti, gallerie, incroci stradali, strade affollate, dappertutto, università, studio dentistico, ecc&#8230;.?</span></p>
<p>Copyright 2009 Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati</p>
<p> </p>
<p><span style="color: #800000;">Clicca sul link “Commenti: i lettori scrivono e la dottoressa risponde” che trovi qui sotto oppure <a href="http://www.panicovintoblog.com/ansia/semplicemente-non-pensare-alla-paura-ecco-come-si-fa/"><span style="color: #003366;">qui </span></a></span></p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Come imparare dai fallimenti e andare oltre i limiti?</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 19:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Panico]]></category>
		<category><![CDATA[vincere il panico senza medicine]]></category>

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		<description><![CDATA[
La vittoria sul disturbo di panico è una conquista che si ottiene passo dopo passo, percorrendo in solitaria oppure in due oppure insieme ad altri compagni di viaggio il sentiero per ritornare a vivere una vita libera e pienamente realizzata.
Raramente accade che la vittoria conquistata improvvisamente sia definitiva, similmente come è raro vincere il biglietto [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/everest1.jpg"><img class="size-medium wp-image-349    aligncenter" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/everest-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>La vittoria sul disturbo di panico è una conquista che si ottiene passo dopo passo, percorrendo in solitaria oppure in due oppure insieme ad altri compagni di viaggio il sentiero per ritornare a vivere una vita libera e pienamente realizzata.</p>
<p>Raramente accade che la vittoria conquistata improvvisamente sia definitiva, similmente come è raro vincere il biglietto milionario della Lotteria e rimanere ricchi.</p>
<p>Questa realtà è un bene, perché ci permette di costruire in modo solido e duraturo le basi del successo finale, di comprendere gli errori fatti, di tentare di fare meglio, di lasciare l’orgoglio e di diventare umili, ma soprattutto ci insegna a imparare dai fallimenti.</p>
<p>Quando nel mio <span style="color: #800000;">“Seminario Panico Vinto!Live”</span> racconto che ho lavorato con Reinhold Messner i partecipanti mi credono subito, anche perché possono vedere le foto che ci ritraggono insieme.</p>
<p>Ma quando racconto che il grande scalatore estremo, &#8211; l’unico al mondo che ha conquistato 14 cime degli Ottomila, che ha affrontato 3.500 scalate, che ha conquistato la montagna più alta della terra, l’Everest senza ossigeno, che il 9 agosto 1978 ha realizzato la prima in solitaria alla parete Diamir del Nanga Parbat sempre senza ossigeno, che ha fatto 30 spedizioni agli Ottomila -, ha fallito molte volte incominciano a credermi un po’ di meno.</p>
<p>Quando poi condivido che il grande scalatore conosce molto bene gli attacchi di panico, perché ne ha sofferto personalmente, mi guardano stupiti e spontaneamente esclamano: “No, Laura, non è possibile!”<span id="more-348"></span></p>
<div id="attachment_350" class="wp-caption aligncenter" style="width: 160px"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/campo-0301.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-350 aligncenter" title="Laura Bolzoni Codato con Reinhold Messner" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/campo-030-150x150.jpg" alt="Laura Bolzoni Codato con Reinhold Messner" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Laura Bolzoni Codato con Reinhold Messner</p></div>
<p>Per fortuna Reinhold Messner nel suo libro “Mein Leben am Limit” ( La mia vita al limite) pubblicato nel 2004 ne parla apertamente, così in questo articolo posso usare le sue parole a favore dei lettori del Blog, visto che alcuni argomenti sul tema del panico delle nostre conversazioni e colloqui privati non sono più segreti.</p>
<p>Il racconto della sua esperienza con i fallimenti e con il panico può essere molto utile per trovare un modo nuovo ed efficace di gestire i fallimenti e per non cadere nell’abisso del panico quando ci viene a visitare durante le nostre giornate quotidiane e perché no, durante le nostre imprese estreme.</p>
<p>La conoscenza di Reinhold Messner non è passata per biblioteche, professori e studi universitari, ma attraverso il vivere sperimentando la realtà in prima persona.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #333333;">PANICO: LA PAURA DI SENTIRSI PERSI</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p>Ecco come  l’alpinista estremo descrive le sue sensazioni durante l’attacco di panico :</p>
<p>“Non era la paura di cadere di sotto, non era la paura di non riuscire ad andare avanti, era unicamente <strong>la paura di essere solo su quella montagna immensa.</strong></p>
<p><strong>Mi aveva preso il panico dell&#8217;essere perduto.</strong></p>
<p>Se guardavo verso quelle alture, verso quell’infinito non muovevo più un passo.</p>
<p><strong>Avevo paura di perdermi.</strong></p>
<p><strong>Una solitudine infinita</strong>, dentro di me, come un buco nero, profondo e imponente quanto il Nanga Parbat che si ergeva di fronte ai miei occhi”.</p>
<p>Così nel 1973 Reinhold Messner a 29 anni, mentre tentava di conquistare in solitaria questo difficile Ottomila, ha dovuto rinunciare all’impresa, perché  non ha retto alla paura e alla solitudine.</p>
<p>Racconta: “Mi sono sentito così perso e abbandonato che sono tornato indietro.<br />
Non ero più all’altezza, da solo, di affrontare quel rischio, non ero più capace di ragionare lucidamente.</p>
<p><strong>Era come se mi stessi dissolvendo&#8221;.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/messner-nella-neve1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-351" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/messner-nella-neve-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #333333;">COME IMPARARE DAI FALLIMENTI?</span></strong></p>
<p>Ascoltiamo sempre dalle parole dirette di Reinhold Messner la risposta alla domanda: come si può affrontare l‘esperienza del fallimento?</p>
<p>“La sconfitta in sé non è molto importante.</p>
<p>Il punto cruciale è quello che accade inevitabilmente dopo, le ripercussioni interiori, il mettere in discussione se stessi, anche la disperazione.</p>
<p>Il mio atteggiamento interiore è stato modificato soprattutto dagli insuccessi.</p>
<p>Questo non mi ha reso affatto più mansueto, solo più tenace.</p>
<p>Il fallimento ci mostra con chiarezza i nostri LIMITI.</p>
<p>Per questo motivo l’insuccesso è un’esperienza più forte del successo.</p>
<p>Arrivare in vetta significa avercela fatta e basta, niente di più e così il traguardo è vanificato.</p>
<p>Con il fallimento invece il traguardo resta.</p>
<p>Quanti fallimenti ci sono stati nella mia vita!</p>
<p>Già da ragazzino.</p>
<p>Ma chi non vive mai questa esperienza da piccolo può non essere in grado, da adulto, di interpretare la disperazione come un messaggio positivo, come il RICONOSCIMENTO DEI PROPRI LIMITI.</p>
<p>Se ho continuato ad accettare nuove sfide è stato possibile perché nell’insuccesso ho colto uno stimolo a tentare di nuovo”.</p>
<p>Come si fa ad andare oltre il fallimento?</p>
<p>Risponde sempre Reinhold Messner: “Si ricomincia da capo. Si conoscono i propri limiti e si cresce grazie ai propri dubbi”.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/messenrinvetta1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-352" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/messenrinvetta-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Trovo una grande somiglianza tra lo stato d’animo dell’alpinista estremo che affronta il percorso per arrivare in cima alla vetta e i sentimenti di chi soffre di attacchi di panico e cammina per arrivare alla fine della brutta e dolorosa avventura di una vita limitata, dove la libertà è ormai perduta.</p>
<p>Come chi sale su una montagna ne scende cambiato, così  chi affronta il panico inevitabilmente cambia.</p>
<p>Non sono la montagna né il disturbo di panico a operare questo cambiamento, sei tu che cambi!</p>
<p>Come di fronte alla vastità infinita e muta, spezzata dalle nuvole e dal vento, che  lo scalatore tenta di affrontare, tutte le maschere cadono, i falsi Sé di noi stessi volano nei crepacci, così l’alpinista e chi lotta con il panico può  mostrare il suo vero volto.</p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #333333;">VAI  AVANTI! CONTINUA!</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;">Accetta le inevitabili sconfitte e vai avanti!</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;">Sii buono con te stesso: accetta di cadere, ma rialzati subito!</span></p>
<p>Il percorso naturale che propongo e che puoi trovare descritto nel mio <span style="color: #800000;"><a href="http://www.arteecrescitalibreriaonline.com">Ebook Panico Vinto!</a></span> è una sfida che avviene, per mantenere la similitudine con le scalate all’Everest, senza ossigeno, senza sherpa, senza pesi inutili.</p>
<p>Si viaggia insieme io e te con un piccolo zaino leggero, con tanta voglia di tentare e tanto coraggio di andare avanti nonostante tutto.</p>
<p>Nonostante gli ostacoli e i fallimenti!</p>
<p>Per fortuna i pericoli rispetto alla montagna sono davvero inesistenti, non cadono sassi in testa, né si precipita nei crepacci, nel percorso naturale si lasciano solamente cadere tutte quelle falsità che ci hanno permesso di sopravvivere finora, senza però averci lasciato essere noi stessi!</p>
<p>TI aspetto in cima alla vetta per godere insieme della vittoria e dell’infinita bellezza di una nuova vita!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/passostep1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-353" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/passostep-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Passo dopo passo arriverai alla vittoria finale!</p>
<p><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/passostep1.jpg"></a>Questo mese ti propongo questo<span style="color: #800000;"> semplice esercizio pratico</span>:</p>
<p>Dimmi un tuo grande fallimento.</p>
<p>Dimmi un tuo grande successo.</p>
<p>Copyright 2009 Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.</p>
<p>Ringrazio i lettori del Blog, con cui ho trascorso virtualmente insieme le vacanze personalizzate di agosto e di ferragosto, per i bellissimi, profondi, affettuosi, utilissimi commenti e testimonianze, che hanno lasciato ai piedi dell’articolo : “Attacchi di panico e ansia anticipatoria: l’attesa del nemico”:</p>
<p><strong>Francesca, Eva, Elena, Daniela, Erika, Chadisja, Paola, Francesco, Gilles, Carmela, Gianna, Gianfranco, Genny, Gian Piero, Roberta, Isetta, Patrizia, Simona, Angela Garbari, Maria Letizia, Virginia, Michele, Gabriele.</strong></p>
<p>Con questo articolo ci siamo spostati dal caldo deserto dei Tartari al freddo degli Ottomila, qui i compagni al campo base diventato indispensabili anche per chi affronta eroicamente la parete in solitaria.</p>
<p>Condividere le proprie storie personali con il panico, le esperienze, i successi, i fallimenti, le rinnovate sperante e le drammatiche ricadute aiuta a rendere meno pesante il cammino e a sentirci meno soli.</p>
<p>Se desideri puoi scrivere qui sotto cliccando sul link <strong><span style="color: #800000;">“COMMENTI”.</span></strong></p>
<p>Grazie!</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Attacchi di panico e ansia anticipatoria: l&#8217;attesa del nemico</title>
		<link>http://www.panicovintoblog.com/ansia/attacchi-di-panico-e-ansia-anticipatoria-lattesa-del-nemico/</link>
		<comments>http://www.panicovintoblog.com/ansia/attacchi-di-panico-e-ansia-anticipatoria-lattesa-del-nemico/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 05:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia anticipatoria]]></category>
		<category><![CDATA[Attacchi d'ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[Uscire dal panico]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
L’ansia è l’anticipazione apprensiva di un pericolo oppure di un evento negativo futuro, accompagnata da sentimenti di angoscia oppure da sintomi fisici di tensione.
Gli elementi che creano tensione e ansia possono appartenere sia al mondo interiore sia al mondo esterno.
In entrambi i casi lo stato d’animo che si vive è quello dell’ATTESA del NEMICO.
 
Il nemico [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/agorafobia-mare1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-328" title="agorafobia e ansia anticipatoria" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/agorafobia-mare1.jpg" alt="agorafobia e ansia anticipatoria" width="187" height="240" /></a></p>
<p> </p>
<p>L’ansia è l’anticipazione apprensiva di un pericolo oppure di un evento negativo futuro, accompagnata da sentimenti di angoscia oppure da sintomi fisici di tensione.<br />
Gli elementi che creano tensione e ansia possono appartenere sia al mondo interiore sia al mondo esterno.</p>
<p>In entrambi i casi lo stato d’animo che si vive è quello dell’ATTESA del NEMICO.</p>
<p> <br />
Il nemico è l’attacco di panico, che può apparire quando e come vuole, in totale indipendenza dalla nostra volontà.<br />
Per spiegare in modo semplice  e pratico l’ansia anticipatoria userò il romanzo di Dino Buzzati “Il deserto dei Tartari”.</p>
<p>Nella Fortezza Bastiani, posta ai confini dell’Impero austro-ungarico, nella pianura chiamata deserto dei Tartari, Giovanni Drogo e i suoi militari continuano a vivere seguendo le norme rigide della disciplina, anche se da molti anni non c’è più stato nessun attacco da parte dei nemici.<span id="more-327"></span></p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/desertodeitartari21.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-329" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/desertodeitartari2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Tutti i militari che abitano nella Fortezza sono animati da un’unica e inconfessabile speranza: vedere apparire all’orizzonte il nemico.</p>
<p>E nell’attesa della grande occasione Giovanni Drogo e i suoi compagni consumano la loro vita.</p>
<p> <br />
L’ATTESA E’ DIVENTATA IL LORO DESTINO.</p>
<p> <br />
L’illusione di vedere la striscia nera del nemico che avanza al’orizzonte è diventata la vera ragione di vita.</p>
<p>“Proprio quella notte inizia per Drogo l’irreparabile fuga dal tempo”, scrive Buzzati.<br />
E’ come se all’improvviso il PANICO CHIUDESSE IL CANCELLO alle nostre spalle e non si potesse più tornare indietro.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/desertotartariarte1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-330" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/desertotartariarte-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>IL TEMPO CON IL PANICO SI FERMA, dal momento in cui appare il primo attacco di panico, noi non siamo più quelli di prima.</p>
<p>Con l’ansia anticipatoria il tempo viene proiettato verso il futuro, che ormai è tutto ingombrato dagli attacchi di panico, dal nemico che si teme arrivi.</p>
<p>E’ un’illusione che sembra vera.</p>
<p>E’ una paura che contemporaneamente affascina, perché ci permette la sfida, la lotta contro il nemico e la vittoria gloriosa dell’eroe!</p>
<p> <br />
In chi conosce  il panico, convivono due emozioni opposte e complementari: l’ansia anticipatoria, la paura che si ripresentino i terribili sintomi e contemporaneamente l’attesa del loro arrivo.</p>
<p>Si evoca il nemico, che alla fine appare.</p>
<p>Il panico è un terremoto interiore che nessuno attorno a noi sente e vede.<br />
Quando, purtroppo, la terra trema scossa dal terremoto tutti lo sentono e scappano, ma con l’attacco di panico, sei solo tu a sentirlo!</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/agorafobiarossa1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-331" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/agorafobiarossa-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Questa solitudine nel percepire una “morte interiore”, che sembra vera è veramente terribile!<br />
Se vogliamo uscire dal problema serio degli attacchi di panico, dobbiamo con forza e con coraggio, girare la direzione dove, in modo incontrollato, sta andando la nostra attenzione e la nostra energia vitale.</p>
<p>Descrivo in  modo approfondito come fare questa conversione nel <a href="http://www.arteecrescitalibreriaonline.com"><span style="color: #800000;">Libro Panico Vinto!</span></a><br />
Nel deserto dei Tartari tutto è in attesa che si presenti il nemico.<br />
Nell’ansia anticipatoria anche.<br />
Come uscire dalla Fortezza e dimenticare questa brutta abitudine?</p>
<p>Educando noi stessi e la nostra attenzione a rinunciare a vivere in funzione della vita illusoria e a dirigersi, invece, verso la vita reale.</p>
<p>La vita vera è fatta di mete vere e reali, non illusorie!</p>
<p>Una meta vera è avere dei veri amici, sposarsi, costruire una casa, creare un’attività basata sulle nostre passioni e sulle nostre abilità, è mettere al  mondo dei bambini ed educarli con amore e fermezza, è coltivare le relazioni, è prendersi cura di un cane, di un gatto, dei fiori, di un orto, di un giardino….</p>
<p> <br />
La vita reale crea problemi reali, che possono essere affrontati e superati con un progetto.</p>
<p>La vita irreale in compagnia del panico crea problemi irreali e irrisolvibili.</p>
<p>Uscire dal problema vuol dire capirlo in profondità e poi….non occuparsene più.<br />
E’ saggio disinvestire l’attenzione e l’energia vitale dal voler risolvere il problema del disturbo di panico e metterla nei progetti creativi della vita.</p>
<p> <br />
Nel romanzo del Deserto di Tartari, il protagonista muore proprio quando il nemico  finalmente appare all’orizzonte.<br />
Ti invito a uscire dalla Fortezza, a non consumare più la tua esistenza nell’ascoltare i sintomi e le sensazioni illusorie di panico!</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/agorafobiaaiuto1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-332" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/agorafobiaaiuto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Inizia ad aprire il cancello del tempo chiuso dal panico e vai, senza paura, verso la vita vera!<br />
Ti aspetto!</p>
<p> Ecco un piccolo, ma utilissimo <span style="color: #800000;">esercizio pratico </span>che puoi fare, rispondendo a queste domande:</p>
<ol>
<li>Dimmi 3 fini importanti che desideri realizzare nella tua vita.</li>
<li>Dimmi qual&#8217;è il fine più importante.</li>
<li>Dimmi i passi che farai per realizare questo fine.</li>
<li>Dimmi quale sarà il tuo primo passo.</li>
</ol>
<p>Copyright 2009 Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.</p>
<p> </p>
<p>Ringrazio per i bellissimi  e profondi commenti, che ci hanno lasciato in queste settimane sul Blog, Francesca, Eva, Chadisja, Elisa, Maria Letizia, Gian Piero, Daniela, Desy, Franco, Virginia: avete tutta la mia stima e il mio affetto.</p>
<p> <br />
Vuoi condividere con noi il tuo punto di vista sull’ansia anticipatoria e su come vivi l’attesa del nemico, quali sono i fini importanti che desideri realizzare nella tua vita?</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Come vincere la paura di uscire di casa</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 01:25:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agorafobia]]></category>
		<category><![CDATA[panico con agorafobia]]></category>
		<category><![CDATA[Paura]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel disturbo di panico con agorafobia viviamo la paura che nuovi attacchi di panico possano ripresentarsi nuovamente là dove sono già accaduti, mentre siamo lontani da casa.
E' possibile sostituire alla paura dello spazio, la fiducia nello spazio.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/06/agorafgobia1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-313" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/06/agorafgobia1.jpg" alt="" width="240" height="204" /></a></p>
<p>Nel disturbo di panico con agorafobia viviamo la paura che nuovi attacchi di panico possano ripresentarsi nuovamente proprio là dove sono già accaduti oppure nei luoghi  da dove è difficile scappare e che comunque sono lontani da casa.</p>
<p> <br />
Ci sentiamo smarriti  nello spazio attorno a noi, mentre dentro di noi avviene un terremoto di  sensazioni sgradevolissime che ci fanno temere di perdere completamente il controllo, di svenire, di diventare strani e irreali, fino forse a impazzire.</p>
<p> <br />
E’ la paura che tutto ciò possa ripetersi ancora una volta che ci rende sempre più difficile uscire di casa.<span id="more-312"></span></p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/06/agorafobiaincasa1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-314" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/06/agorafobiaincasa-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Come ne veniamo fuori da questo gioco, dove si perde quasi sempre per scacco matto a favore del panico?</p>
<p> <br />
In questo articolo scelgo di guardare al disturbo di panico con agorafobia da un punto di vista della sensibilità agli stimoli esterni dell’ambiente esterno, dando un’ angolatura semplice e pratica a un serio e complesso problema con il fine di aiutarti a fare delle nuove piccole uscite di casa.</p>
<p> <br />
Se desideri approfondire il tema, <a href="http://www.arteecrescitalibreriaonline.com">puoi leggere il mio Ebook ‘Panico Vinto!”</a></p>
<p> <br />
C’è un elemento che possiamo migliorare, che è  EDUCARE LA NOSTRA SENSIBILITA’.</p>
<p> <br />
E’ importante capire che la sensibilità, che è una qualità altissima, non deve diventare un limite oppure un impedimento alla nostra vita quotidiana.</p>
<p> <br />
Se, come stile di vita, tu ami stare tranquillo a casa e lo scegli liberamente, non perché sei prigioniero degli attacchi di panico, va bene, non è necessario che tu sia diverso da come sei.</p>
<p> <br />
Però se stai rintanato in casa, perché hai paura di uscire, anche se hai bisogno di andare per le vie della città per fare la spesa, per andare in posta, in banca, per lavorare, per andare dal dentista oppure dalla parrucchiera allora è bene imparare a gestire gli stimoli intensi fisici della realtà esterna, della vita cittadina in modo adeguato.</p>
<p> <br />
Non sentirti ferito dal rumore dei clacson, dalla relazione con le persone.<br />
Metti al secondo posto le sensazioni sgradevoli di ansia e di panico che senti all’interno di te e metti al primo posto le cose pratiche che devi fare in città, fuori casa.</p>
<p> <br />
Parla a te stesso: “ Bene, a casa mia, nella mia “cuccia calda” vivo una vita quieta e silenziosa come piace a me, ma adesso sono qui in città e ACCETTO i rumori, lo smog, la gente, le luci, il caos del traffico. Sono in grado di gestire le sensazioni di panico a cui dico : ‘Francamente me ne infischio di voi’. Sono in una grande stanza all’aperto, che si chiama città e scelgo di starci serenamente per un po’, poi ritornerò nella mia vita quieta”.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/06/agorafobiabela1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-315" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/06/agorafobiabela-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Trova un tuo personale nuovo modo di vivere la città, non spalmare sulle strade che percorri il ricordo degli attacchi di panico.</p>
<p> <br />
Guarda le cose belle che ci sono: i caffè con le persone che chiacchierano, le biciclette che svettano verso chissà quali mete, i signori che parlano di lavoro……</p>
<p> <br />
Prova a migliorare il tuo vissuto verso la vita fuori di casa tua.</p>
<p> <br />
Porta la tua attenzione ai tuoi organi di senso, agli occhi, alle orecchie, all’olfatto e educali, abituali a una SOGLIA DI STIMOLI PIU’ ELEVATA, mentre sei per le strade della città.</p>
<p> <br />
Quando senti un rumore forte ACCETTALO, LASCIA CHE PASSI ATTRAVERSO IL TUO CORPO E….ABBANDONALO, LASCIALO ANDARE, NON TRATTENERLO.</p>
<p> <br />
Porta l’attenzione alle cose che hai da fare</p>
<p>.<br />
Molti lettori mi raccontano dei loro grandi successi ottenuti semplicemente trasferendo l’ MP3 gratuito “S.o.S. Vademecum Panico” con la mia voce nel loro iPod e ascoltandolo mentre camminano fuori casa.</p>
<p> <br />
Ti lascio con una riflessione profonda del cantante Andrea Bocelli, che completamente cieco fin da bambino, riesce a trovare la musica nel silenzio e a dire:”La fiducia è un carisma prezioso che conduce verso la felicità: così è felice il cieco che ha FIDUCIA NELLO SPAZIO che lo circonda”.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/06/agorafobiacigno1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-317" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/06/agorafobiacigno-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/06/agorafobialuna1.jpg"></a></p>
<p>Ti auguro di sostituire  con tanta forza e con tanto amore la PAURA DELLO SPAZIO con la FIDUCIA NELLO SPAZIO!</p>
<p> </p>
<p>Copyright 2009 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.</p>
<p> </p>
<p>Vuoi lasciare un tuo commento?</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La paura nello spazio:l&#8217;attacco di panico con agorafobia</title>
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		<comments>http://www.panicovintoblog.com/agorafobia/attacco-di-panico-con-agorafobia-la-paura-nello-spazio/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 17:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agorafobia]]></category>
		<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[Panico]]></category>

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		<description><![CDATA[L'attacco di panico con agorafobia è legato alla dimensione dello spazio, diversamente dall'ansia che è legata al tempo.Durante l’attacco di panico con connotazione agorafobica ti sembra di perdere il tuo corpo, la tua stabilità fisica e psichica,  ti senti traballare e diventare poco reale.


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/06/ansia1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-288" title="ansia" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/06/ansia1.jpg" alt="ansia" width="218" height="240" /></a></p>
<p>L’agorafobia, che è l’aspetto più invalidante del disturbo di panico è legata alla categoria esistenziale dello SPAZIO.</p>
<p> <br />
Mentre l’ansia, come scrivo nell’articolo sottostante, è legata al TEMPO, l’agorafobia non ha nulla a che vedere con il sentiero del tempo in quanto appare quando siamo nello spazio.</p>
<p> <br />
Non è la paura irrazionale DELLO spazio, ma la paura di perdere se stessi NELLO spazio.</p>
<p> <br />
Durante l’attacco di panico con connotazione agorafobica ti sembra di perdere il tuo corpo, la tua stabilità fisica e psichica,  ti senti traballare e diventare poco reale.</p>
<p> <br />
Il termine agorafobia di fatto non è perfettamente congruente.<br />
Vediamo perché.</p>
<p> <br />
La fobia è una paura irrazionale, avvolta da ansia e da repulsione, verso certi animali, persone, cose.</p>
<p> <br />
Ad esempio nella claustrofobia viviamo la paura dei  luoghi chiusi, tipo ascensore, porte girevoli in banca, nella idrofobia abbiamo paura dell’acqua, nell’aracnofobia dei ragni, nella ofidiofobia dei serpenti, nella cinofobia dei cani, nella glossofobia di parlare in pubblico, nella aereofobia abbiamo tanta paura di volare…<span id="more-287"></span></p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/06/confusione1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-289" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/06/confusione-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: left;">L’agorafobia  non è la  paura della grande piazza oppure del luogo aperto, anche se questo era il significato nella cultura greca, ma è la terrorizzante paura che deriva dal non sentire quasi più l’appoggio dei piedi sul terreno, le gambe che diventano mollemente leggere, il cuore che batte, il respiro che diventa irregolare, mentre sai che gli altri esseri umani ti possono guardare e accorgersi che c’è qualcosa che non va in te.</p>
<p style="text-align: left;">E’ una sensazione simile al naufragare nell’aria.</p>
<p style="text-align: left;">Improvvisamente lo spazio diventa nemico.</p>
<p style="text-align: left;">Rimanerci dentro è quasi insostenibile.</p>
<p style="text-align: left;">Sei lontano da casa tua, dalla tua “cuccia calda” e non hai proprio idea di come farai a ritornarci, perché ti senti veramente svenire e morire, in una dissoluzione percettiva che attraversa tutti i tuoi sensi fisici.</p>
<p style="text-align: left;">Di fatto non è dalla tua casa, intesa come abitazione, da cui ti senti lontano, ma dalla tua “casa interiore” , da te stesso, dalla tua natura profonda non fisica.</p>
<p style="text-align: left;">Ti senti smarrire nelle penetranti e sgradevoli sensazioni di panico, che interpreti erroneamente come segnali di una morte esistenziale quasi certa, anche se sai che non morirai, visto che sei sempre sopravvissuto.</p>
<p style="text-align: left;">Perdi la relazione con te stesso a causa della violenza dei sintomi dell’attacco, come accade alla fogliolina autunnale che si stacca dall’albero e vola in balia del vento, che …chissà dove la porterà.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/06/bambinanelcielo1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-290" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/06/bambinanelcielo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Se ascolti le sensazioni finirai con l’identificarti e ti perderai.</p>
<p style="text-align: left;">Ti devi invece collegare con la parte stabile, forte e più profonda di te stesso, dove abita la consapevolezza.</p>
<p style="text-align: left;">Devi imparare a OGGETTIVARTI NELLO SPAZIO.</p>
<p style="text-align: left;">Lo spiego in modo semplice.<br />
Quando sei fuori casa, all’esterno, tu ti trovi tra  il cielo e la terra sulla quale poggiano i tuoi piedi, grazie alla forza di gravità.</p>
<p style="text-align: left;">Per oggettivarti e uscire dal senso di irrealtà e di depersonalizzazione che ti avvolge quando vivi l’attacco di panico con agorafobia, hai bisogno di triangolare tre punti di riferimento: la terra che è sotto di te, il cielo che è sopra di te e l’individuo consapevole che è dentro di te.</p>
<p style="text-align: left;">Quando tu sei tranquillo a casa tua e passi da una stanza all’altra, andando dal salotto in cucina per berti una buona tazza di tè, NON PERDI TE STESSO.</p>
<p style="text-align: left;">SEI SEMPRE TU, solamente in stanze diverse.</p>
<p style="text-align: left;">E qui, fuori casa è la stessa realtà solamente che sei in una stanza all’aperto oppure in autostrada, al supermercato, alla posta, in banca, in treno.</p>
<p style="text-align: left;">Però sei ancora e sempre TU!</p>
<p style="text-align: left;">Hai solamente cambiato posto!</p>
<p style="text-align: left;">Non sei solo, perché c’è qualcuno che ti accompagna sempre, che non ti abbandona mai e che sei TU STESSO!</p>
<p style="text-align: left;">Portati nel tuo cuore.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/06/bambinacuore1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-291" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/06/bambinacuore-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Questa consapevolezza può veramente aiutarti molto.</p>
<p style="text-align: left;">Finchè non sarai fuori per sempre dal disturbo di panico con agorafobia, prendila così: nella vita di oggi ognuno ha i suoi problemi, c’è chi ha l’allergia primaverile ai pollini e chi ha l’agorafobia!</p>
<p style="text-align: left;"> Vedrai ne verrai fuori, come è stato per me e come racconto nel <a href="http://www.arteecrescitalibreriaonline.com">Libro Ebook Panico Vinto!</a></p>
<p style="text-align: left;">Concludo questa prima parte sull’agorafobia lasciandoti questo semplice, ma efficace piccolo esercizio per aiutarti a oggettivarti nello spazio.</p>
<p style="text-align: left;">Vai con coraggio, tenendo stretto te stesso nel tuo cuore, in un posto dove ci sono delle persone e fai attenzione a non attirare la loro attenzione.</p>
<p style="text-align: left;">Se non te la senti di andare da solo, va bene che ti fai accompagnare per le prime volte, da qualcuno che ti vuole bene.</p>
<p style="text-align: left;">Porta con te un piccolo quaderno per scrivere degli appunti.</p>
<p style="text-align: left;">Puoi rimanere in piedi, ma puoi anche sederti su una panchina.</p>
<p style="text-align: left;">Senti bene i piedi che appoggiano e aderiscono al terreno.<br />
Durante questo esercizio possono accadere delle esperienze belle, curiose, interessanti, accetta qualsiasi cosa succeda.<br />
E’ anche possibile che le prime volte non succeda nulla di particolare e va bene così.</p>
<p style="text-align: left;">Indirizza la tua attenzione su una persona che vedi come punto fisso e determinato.</p>
<p style="text-align: left;">Poi sposta l’attenzione al cielo infinito.</p>
<p style="text-align: left;">Se è nuvoloso guarda “attraverso le nuvole”.</p>
<p style="text-align: left;">Poi, riporta lo sguardo sulla stessa persona oppure su una persona diversa.</p>
<p style="text-align: left;">Poi di nuovo al cielo infinito.</p>
<p style="text-align: left;">Cerca di sentire lo spazio infinito nel cielo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/06/calma1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-292" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/06/calma-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Fallo più volte, lavora in questo modo fino all’intuizione che scriverai sul tuo quadernetto.</p>
<p style="text-align: left;">Vai, prova, ti sono vicino!</p>
<p style="text-align: left;">Assapora questa uscita come un bambino con la bicicletta nuova….e con un aquilone appeso al manubrio….</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" align="center">Copyright 2007-2009 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;">Vuoi raccontare come è stata la tua uscita nelle” stanze all’aperto”?</p>
<p style="text-align: left;">Vuoi parlare della tua agorafobia?</p>
<p style="text-align: left;">Lascia un commento che i lettori del nostro Blog , che è una piccola e affettuosa famigliola, che amo molto, possano leggere.<br />
 </p>
<p style="text-align: left;"> </p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ansia e stress: come controllarli nella nostra vita?</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 16:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia anticipatoria]]></category>
		<category><![CDATA[Attacchi d'ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[Stress]]></category>

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Esiste una relazione tra ansia e stress?
Sì, esiste ed è molto evidente!
Intanto premetto che l’ANSIA è il sottofondo, il rumore sordo, ma costante che sottende silenziosamente sia l’ATTACCO DI PANICO, sia l’AGORAFOBIA.
E’ come una tovaglia, che copre il tavolo dove giochiamo la nostra vita, su cui successivamente viene ricamato, in rilievo, il panico e la [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-259 aligncenter" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/05/calma-300x300.jpg" alt="" width="240" height="240" /></p>
<p>Esiste una relazione tra ansia e stress?<br />
Sì, esiste ed è molto evidente!</p>
<p>Intanto premetto che l’ANSIA è il sottofondo, il rumore sordo, ma costante che sottende silenziosamente sia l’ATTACCO DI PANICO, sia l’AGORAFOBIA.</p>
<p>E’ come una tovaglia, che copre il tavolo dove giochiamo la nostra vita, su cui successivamente viene ricamato, in rilievo, il panico e la terribile paura di sentirsi smarriti nello spazio.</p>
<p>L’insonnia è spesso un effetto dell’ansia.<br />
Le sgradevoli sensazioni diurne e notturne di soffocamento sono segnali di un livello alto di ansia, presente nella nostra vita.</p>
<p>Mentre l’agorafobia è legata alla categoria dello SPAZIO, l’ansia è legata alla categoria del TEMPO.<br />
Bisogna affrontarle in due modi differenti.<span id="more-258"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-260" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/05/bosco-ombra-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: left;">Scelgo di spiegare questo concetto da un punto di vista metafisico.<br />
Tutto ciò che esiste, tutto ciò che è fisico e che può essere percepito dai nostri cinque sensi, è composto di materia, energia, spazio, tempo, esistenza.</p>
<p style="text-align: left;">L’ansia è presente, perché abbiamo una cattiva gestione del nostro tempo.</p>
<p style="text-align: left;">Faccio degli esempi pratici.<br />
Se devi capire qualcosa di nuovo oppure di importante e hai poco tempo a disposizione per farlo, andrai facilmente in stress.</p>
<p style="text-align: left;">Se devi imparare in pochi minuti, da principiante oppure addirittura da profano, come si fa a inviare le email con il computer e nessuno te lo ha mai insegnato prima, se fino ad ora sapevi solamente scrivere le lettere a mano con la penna e le imbucavi  nella cassetta della Posta, andrai certamente in stress, sarai sicuramente agitato.</p>
<p style="text-align: left;">Se la medesima abilità di inviare le email la puoi imparare in una settimana, sarai più rilassato.</p>
<p style="text-align: left;">Se devi accompagnare tua figlia all’asilo e vedi che  rimane da dieci minuti davanti al suo armadio a scegliere l’abitino del colore preferito, mentre, guardando l’orologio, ti accorgi che siete tremendamente in ritardo, è naturale che inizierai a sentirti preoccupata e diventerai irritata e nervosa.</p>
<p style="text-align: left;">Se hai mezz’ora di tempo regalata in più, puoi rimanere lì a godere la bellezza di quel momento con la tua bambina.</p>
<p style="text-align: left;">Se devi dare un esame all’università e hai solamente dieci giorni per studiare sette grossi libri, anziché tre mesi di tempo a disposizione, ti verrà l’ansia.<br />
Tenderai a dire a te stesso, preoccupato: “Chissà se ce la farò?”</p>
<p style="text-align: left;">Come vedi è tutta una questione di tempo.<br />
Il tempo è alla base di tutte le componenti della nostra vita quotidiana e delle nostre attività.</p>
<p style="text-align: left;">Per avere il controllo positivo della tua vita, è indispensabile avere il controllo del tuo tempo.</p>
<p style="text-align: left;">Per farlo devi avere un <strong>PROGRAMMA.<br />
</strong>Programmare è l’arte di organizzare e di mettere in ordine il tempo.</p>
<p style="text-align: left;">Ti consiglio di crearti il tuo orario giornaliero.</p>
<p style="text-align: left;">Non significa che la tua vita diventerà noiosamente inquadrata.<br />
Alla mente piace molto la routine.<br />
Gironzolare a vuoto per ore e ore di fatto crea stress, non rilassa per nulla!<br />
Forse all’inizio ti sarà difficile farlo, forse penserai: “Ma cosa sto facendo? Ma chi me lo fa fare?”</p>
<p style="text-align: left;">Intanto nessuno ti costringe a farlo: è per te che lo fai!<br />
Un programma ben pianificato semplifica la vita, ti permette di organizzare il tuo tempo e di fare tantissime cose in un giorno, senza creare ansia.<br />
Quando prepari il tuo orario giornaliero includi ciò che è necessario, ma non di più.</p>
<p style="text-align: left;">Non “strafare”!<br />
Non esagerare, altrimenti smetterai presto!<br />
E’ bene che pianifichi ogni giorno un po’ di tempo che  dedichi a non fare nulla in particolare, un intervallo in cui puoi dedicarti a qualcosa che ti piace di più, anche vistosamente inutile.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-261" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/05/colazione_in_giardino-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: left;">Il programma giornaliero è tuo, è per te e lo puoi sempre cambiare.<br />
Programmare dà un ritmo sano alla vita, dà ordine, contentezza.<br />
Il segreto è iniziare con poco.</p>
<p style="text-align: left;">Ti faccio un esempio di programma giornaliero: dopo la doccia, fai  la tua colazione, poi lavori quattro ore, poi fai il pranzo con la tua famiglia, poi fai la tua passeggiata, poi c’è il momento della lettura del tuo libro preferito, il momento che dedichi ad aumentare qualche tua abilità (usare il computer, fare i biscotti in casa, coltivare le erbe aromatiche, ballare il tango…), il  momento in cui guardi il tuo programma preferito alla televisione oppure navighi in internet, l’orario in cui ti prepari per andare a dormire….</p>
<p style="text-align: left;">Regalati più tempo se devi imparare oppure fare delle cose nuove, impegantive e difficili!</p>
<p style="text-align: left;">Ti condivido che, quando gli attacchi di panico hanno iniziato a ingombrare pesantemente la mia vita ed ero all’apice del mio successo personale e professionale, erano già molti mesi che soffrivo di insonnia, che mi sentivo irritabile che lavoravo, lavoravo, lavoravo….</p>
<p style="text-align: left;">Mi ero allontanata da un ritmo sano e equilibrato della giornata.<br />
Agli incontri di lavoro ne seguivano subito altri, appena scendevo da un treno oppure da un aereo, ne riprendevo subito un altro.<br />
Non c’era momenti di “inutilità” e di silenzio nella mia vita, non mi concedevo mai un vero momento di relax, mai mi sarei sognata di abbracciare un albero nel bosco, di annusare un fiore, di contemplare un bel tramonto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-262" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/05/relax-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: left;">Al posto della poesia, nella mia vita, c’era l’efficienza, l’essere BRAVA, l’essere utile ai miei clienti.</p>
<p style="text-align: left;">Lo racconto chiaramente nel paragrafo <a href="http://www.arteecrescitalibreriaonline.com"><em>Il coraggio di cambiare. Inizio a trasformare il mio stile di vita, nel mio libro Panico Vinto!<br />
</em></a>Un giorno una mia collaboratrice mi ha detto, con un tono misto di ammirazione e di stupore: “Laura, ho visto il tuo curriculum e tutte le cose che hai creato: sembrano fatte da tre persone  diverse, sembrano tre vite separate, non una sola!”</p>
<p style="text-align: left;">Era vero, però anche il mio livello di ansia aumentava, senza che riuscissi a controllarla e a dominarla e l’appuntamento con gli attacchi di panico era ormai inevitabile, mi stava ineluttabilmente aspettando.</p>
<p style="text-align: left;">Che cosa scegli di fare?<br />
Vuoi continuare a correre in compagnia dell’ansia oppure vuoi controllare il tempo, iniziare a rallentare e fermarti  a sentire ancora la bellezza e la poesia della vita?</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" align="center">Copyright 2007-2009 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.</p>
<p style="text-align: left;">Se desideri condividere con noi la tua esperienza, puoi lasciare un commento qui sotto.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;"> </p>


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		<title>Attacchi di panico e stress</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 17:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stress]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[Panico]]></category>

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Il nostro stile di vita può velocemente diventare disordinato e stressato a causa di eccessive responsabilità,  troppo lavoro, troppo tempo trascorso in modo nervoso per spostarci in macchina oppure in treno, troppe relazioni impegnative, troppa tensione nel gestire l’invio e la lettura delle email, nell’ usare sempre nuove tecnologie del computer, dei cellulari, dei palmari.
Rimane [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-132 alignnone" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/03/farfalla20e20ortensiainter-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro stile di vita può velocemente diventare disordinato e stressato a causa di eccessive responsabilità,  troppo lavoro, troppo tempo trascorso in modo nervoso per spostarci in macchina oppure in treno, troppe relazioni impegnative, troppa tensione nel gestire l’invio e la lettura delle email, nell’ usare sempre nuove tecnologie del computer, dei cellulari, dei palmari.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimane sempre meno tempo per noi stessi, per un momento intimo fatto di silenzio e di inutilità, per una passeggiata nella natura.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono quattro tipi di stress: fisico, ossidativo, emozionale, relazionale.<br />
 <br />
La reazione del corpo allo stress è caratterizzata dal cuore che batte più forte e più velocemente, dall’adrenalina, noradrenalina, cortisolo, che corrono nel sangue, che accelerano la respirazione e alzano la pressione sanguigna.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stress ossidativo nasce dallo smog,  da un eccesso di fumo, di alcool, di cibo.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stress emozionale deriva da un addensarsi di sentimenti, di reazioni, di stati d’animo, che dobbiamo reprimere oppure subire per tanto tempo, senza poterli esprimere e lasciar andare.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stress relazionale deriva dall’avere rapporti superficiali, formali con le persone dove non ti senti compreso, accettato e amato.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ molto importante che scegli di controllare il livello di tensione e di ansia presente nella tua giornata, che alterni momenti in cui vedi tante persone a momenti in cui non parli con nessuno, momenti in cui devi rappresentare te stesso in varie identità, a momenti in cui stai in pantofole.</p>
<p style="text-align: justify;">Prenditi cura di te: se riconosci di avere la natura sensibile di un fiore delicato come il tulipano e il papavero, non voler vivere come un cactus spinoso!<span id="more-129"></span><img class="aligncenter size-medium wp-image-161" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/03/passeggiata1-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></p>
<p style="text-align: justify;">Crea un programma giornaliero in cui sono inclusi cinque minuti di completo relax.<br />
Ricordati di bere molto tè verde, tanta camomilla, tè alla frutta,  tè giapponese  senza teina.<br />
Intercala i pasti con piccoli spuntini, tieni controllata la curva glicemica.</p>
<p style="text-align: justify;">Ti consiglio di introdurre nella tua alimentazione quotidiana più lipidi e steroli, più vitamine, soprattutto la vitamina E, la vitamina C, insieme a quelle del gruppo B, più acidi grassi Omega 3. Li trovi nei cereali integrali, nel pesce, nei legumi, nella verdura e nella frutta.<br />
Se non hai il tempo per curare personalmente la tua alimentazione, usa gli integratori alimentari naturali, non chimici.</p>
<p style="text-align: justify;">L’eccesso di stress e di responsabilità può provocare gli attacchi di  panico.<br />
Se continui a tenere lo stesso tenore di vita di prima, dove sei oberato di responsabilità, appesantito da problemi affettivi, di relazione, finanziari, continuerai ad avere un livello alto di ansia.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ansia può sciogliersi rapidamente se togli alcune cose che ti appesantiscono troppo e ne introduci altre che ti rilassano, che ti divertono, che ti fanno sentire bene.<br />
Inizia a rallentare il ritmo della tua vita, vivi la tua giornata più lentamente, in modo più naturale!</p>
<p style="text-align: justify;">Non voler controllare tutto!</p>
<p style="text-align: justify;">Lascia andare, lascia andare, lascia andare!<br />
 <br />
Inizia a vivere con calma!</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" align="center">Copyright 2007-2009 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.</p>


<p>Altri articoli interessanti:<ol><li><a href='http://www.panicovintoblog.com/ansia/ansia-e-stress-come-controllarli-nella-nostra-vita/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Ansia e stress: come controllarli nella nostra vita?'>Ansia e stress: come controllarli nella nostra vita?</a></li>
<li><a href='http://www.panicovintoblog.com/ansia/attacchi-di-panico-e-ansia-anticipatoria-lattesa-del-nemico/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Attacchi di panico e ansia anticipatoria: l&#8217;attesa del nemico'>Attacchi di panico e ansia anticipatoria: l&#8217;attesa del nemico</a></li>
<li><a href='http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/prima-parte-della-mia-risposta-ad-antonella/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Chi soffre di attacchi di panico è sensibile, intelligente, vulnerabile, aperto'>Chi soffre di attacchi di panico è sensibile, intelligente, vulnerabile, aperto</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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