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	<title>Blog Panico Vinto</title>
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	<description>Il blog della dottoressa Laura Bolzoni Codato</description>
	<lastBuildDate>Tue, 29 Jun 2010 14:19:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Confusione tra mondo reale e mondo mentale: una storia di successo sugli attacchi di panico</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 19:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[senso di irrealtà]]></category>
		<category><![CDATA[Panico]]></category>
		<category><![CDATA[Uscire dal panico]]></category>

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Questo articolo è dedicato alla storia con gli attacchi di panico di Michele, un giovane lettore del Blog e ai suoi successi, ottenuti applicando i principi e i consigli che ha compreso e realizzato nella sua vita, dopo aver letto il mio Libro-Ebook Panico Vinto! e le miei risposte ai suoi Commenti.
Scriveva il 19 agosto 2009 sul Blog Michele, giovane [...]


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<li><a href='http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/prima-parte-della-mia-risposta-ad-antonella/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Chi soffre di attacchi di panico è sensibile, intelligente, vulnerabile, aperto'>Chi soffre di attacchi di panico è sensibile, intelligente, vulnerabile, aperto</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1057  aligncenter" title="lunaetugrande" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/06/lunaetugrande.jpg" alt="lunaetugrande" width="400" height="362" /></p>
<p style="text-align: left;">Questo articolo è dedicato alla storia con gli attacchi di panico di Michele, un giovane lettore del Blog e ai suoi successi, ottenuti applicando i principi e i consigli che ha compreso e realizzato nella sua vita, dopo aver letto il mio Libro-Ebook Panico Vinto! e le miei risposte ai suoi Commenti.</p>
<p style="text-align: left;">Scriveva il 19 agosto 2009 sul Blog Michele, giovane laureando in ingegneria informatica, appassionato di videogames e di film horror, <strong><a href="http://www.panicovintoblog.com/ansia/attacchi-di-panico-e-ansia-anticipatoria-lattesa-del-nemico/#comment-503">clicca qui per leggere il  commento integrale</a></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><br />
</strong>“<em>Gent.ssima Dott.ssa Laura Bolzoni Codato,<br />
sono un ragazzo di 21 anni, di nome Michele.<br />
Poterle finalmente scrivere è per me come intravedere uno spiraglio di luce nelle tenebre più oscure, quelle tenebre che, con grande minaccia, precludono la strada del mio percorso di vita…</em></p>
<p><em><br />
Alcune volte vorrei svegliarmi, e far finta che tutto ciò che mi sta capitando, tutto quello<br />
che, da un giorno all’altro, ha fatto di me un’altra persona, ciò che non avrei mai voluto diventare,<br />
sia solo un brutto incubo, e tirare un sospiro di sollievo. Invece no. E’ la realtà.<br />
Tutto, per la verità, ha avuto inizio qualche mese fa. La prima volta che ho avuto un attacco di panico….</em></p>
<p><em>…La fine di tutto. La mia vita divenuta un inferno. Non riuscivo più a stare in mezzo agli altri. Non mi dedicavo più ai miei passatempi preferiti. Un vero e proprio morto vivente, sempre<br />
stanco e sempre con la voglia di non fare niente (per paura).<br />
Non riuscivo più neanche a studiare, figuriamoci a dare gli esami. Ogni cosa si trasformava per me in un motivo per avere ansia,<br />
e la frase ricorrente nella mia mente era sempre la stessa: “e se, facendo questa cosa, mi venisse l’ansia ed il panico?”.<br />
Ad aggravare le situazioni, mille pensieri per la testa legati alle malattie. </em></p>
<p><em>La mia mente aveva cominciato a fantasticare<br />
sull’infarto, sull’ictus e su altre cose simili…ad esempio: un giorno avevo mal di testa, e subito il mio pensiero era “oh mio Dio…cosa può essere?<br />
E se fossero le avvisaglie di qualcosa di grave?!”. Ho cominciato a perder voglia nel fare tutto, perché<br />
ogni cosa era motivo di ansia e paura di riscontrare delle gravi conseguenze…</em></p>
<p><em><br />
…Insomma, cara Dottoressa, la mia vita è diventata quella che è…piena zeppa di paure per tutto, davvero tutto…Certe volte mi domando<br />
perché sia cambiato così tanto. Io, che amavo divertirmi guardando i film dell’orrore, ed ora non riesco neanche a prenderne<br />
in mano il dvd perché subito il pensiero di potermi sentire male guardando il film mi affligge…Io, che amavo i videogames pieni di azione e tensione, ed adesso<br />
non riesco più a giocare a niente, perché “se no mi viene l’ansia e potrei morire”.<br />
Resto in attesa di una Sua risposta, e nel frattempo La ringrazio di vero cuore: con le Sue parole riportate nel blog, “(…) ti sono vicino (…)”, mi ha commosso e, davvero, anche se non La conosco di persona,<br />
la sento comunque vicina a me.<br />
Con stima ed affetto,<br />
Michele.”</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>QUANDO L’ATTACCO DI PANICO E’ GENERATO DA UN’ OVERDOSE EMOZIONALE: ALCUNI CONSIGLI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1058" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/06/pauraspaziogrande6-300x249.jpg" alt="" width="300" height="249" /></p>
<p>Rispondevo con queste parole il 19 agosto 2009 al Commento di Michele.</p>
<p>Il capovolgimento improvviso che subisce la vita di Michele a causa dell’attacco di panico è descritto così bene che quasi si sente sulla nostra pelle la sua paura.</p>
<p>Davanti a lui sembra apparire la fine di tutto…l’inferno!</p>
<p><strong>E’ come se il confine tra il mondo irreale dei film horror e dei video games si stia confondendo con il confine della vita vera e reale.</strong></p>
<p>Michele mi  chiede: “<em>Che cos’è che mi blocca? Che mi fa paura? Che mi terrorizza?</em>”</p>
<p>E’ come se la sua ombra, per un gioco bizzarro volesse spaventarlo e penetrare dentro di lui, infatti desidera la LUCE e i raggi solari che riscaldino il mondo freddo e pieno di potenziali pericoli che vive in questo momento.</p>
<p>Leggendo la sua breve storia sul Blog, intuisco che, anche se gli stati d’animo,  che descrive Michele, assomigliano a quelli collegati a piccole fobie e a forti attacchi di ansia, la via di indagine e di uscita dalla sua situazione non può partire da qui.</p>
<p><strong>E’ la PAURA DELLA VITA STESSA e DELLE COSE NORMALI, ORDINARIE che spaventa Michele.</strong></p>
<p><strong>E’ un’ OVERDOSE EMOZIONALE quella che condivide con noi sul Blog</strong>.</p>
<p>Come se i suoi sensi di giovane e intelligente ventenne fossero saturi, quasi INTOSSICATI da scene forti, orribili….e non riuscissero più a fargli vedere le cose VERE, NATURALI e SEMPLICI DELLA VITA.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1060" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/06/percorsopreparazionegrande-300x249.jpg" alt="" width="300" height="249" /></p>
<p><strong>Come l’acqua pulisce il nostro corpo dalle tossine espulse attraverso il sudore, così una purificazione quotidiana può “lavare” la vista e la mente intossicata a causa di immagini e di emozioni forti.</strong></p>
<p>La nostra vista è sottoposta a numerosi stimoli durante la giornata.</p>
<p>I telegiornali e certi programmi  sono utili per ricevere le informazioni aggiornate, ma molte volte vedere il sangue sull’asfalto, la marea nera che ricopre i poveri animali, i bambini maltrattati altera e turba la nostra tranquillità interiore e sporca la vista e la dimensione mentale, che richiede di essere purificata.</p>
<p>Come si fa a purificare la vista dalle immagini che l’hanno intossicata e che hanno generato in noi un’overdose emozionale?</p>
<p><strong>Gli occhi che sono sottoposti a molti stimoli hanno bisogno di essere PURIFICATI con IMMAGINI BELLE, SERENE, ARMONIOSE  da contemplare e da amare, come un tramonto, come un cielo stellato, come un bosco ombroso e ricco di suoni delicati e rilassanti, come un sorriso dolce e amorevole di un bambino….</strong></p>
<p>Puoi scegliere liberamente un’immagine da contemplare che rappresenta per te la pace, la bellezza e la purezza.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1068" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/06/contemparequadro-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p>Il nostro Michele, a forza di stare di fronte a immagini che suscitano tensione, stress e ansia, forse anche violenza ( i film horror sono imbevuti di ferite e di sangue) ha fatto diventare questo, suo malgrado,  il suo mondo percepito, che ora lo avvolge e in cui si trova involontario protagonista spaventato.</p>
<p><strong>Ha fatto indigestione di STIMOLI TROPPO INTENSI e lontani dalla semplice verità delle cose così come sono.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Suggerisco a Michele di purificare la vista, di purificare l’udito, di purificare il linguaggio  per riconquistare il suo sorriso e il suo equilibrio interiore.</p>
<p><strong>Lo invito a praticare questa semplice tecnica: guardare, per il tempo di uno - tre minuti massimo, ogni giorno per un mese,  un’immagine, che a sua libera scelta rappresenti la purezza, può essere un viso di una bella ragazza, un cucciolo (se piacciono gli animali), un fiore, un’immagine sacra……</strong></p>
<p>La tecnica si fa  così: ti chiudi nella tua stanza, perché devi sentirti tranquillo, metti l’immagine che hai scelto sulla tua scrivania, va bene anche appoggiata al computer ( che in questo caso per 3 minuti deve essere spento) oppure infilata in una cornice appesa alla parete, <strong>la guardi intensamente tentando di far uscire dal tuo SGUARDO TUTTO IL TUO AMORE.</strong></p>
<p>Se ti bruciano e se ti lacrimano gli occhi non preoccuparti, se vedi cose strane, ignora questi fenomeni e vai avanti.</p>
<p>Ignora con disciplina i probabili pensieri che ti verranno, del tipo: “Mi sento ridicolo….ma cosa sto facendo?…chissà a cosa serve fare questa cosa…”</p>
<p>Fallo semplicemente!</p>
<p>Fallo per un mese, possibilmente alla medesima ora, meglio al mattino appena sveglio.</p>
<p>Poi, parallelamente fai l’esercizio di trovare un fine che desideri realizzare nella tua vita, così la tua energia vitale che verrà “disintossicata” e purificata dall’esercizio del guardare con amore intenso l’immagine pura e bella, troverà un ORIENTAMENTO che in questo momento è stato temporaneamente perduto.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>IMPARA A TOGLIERE LA TUA ATTENZIONE DAL MONDO IRREALE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1061" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/06/puntocontemplazionegrande-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></p>
<p style="text-align: left;">Il 14 novembre 2009 sempre il nostro Michele scriveva sul Blog:<br />
 <br />
<em>“Carissimi Fiori!<br />
Rieccomi qui, oggi più felice che mai!<br />
“Cosa sarà mai successo?” vi chiederete.<br />
Ebbene, ho conquistato un’ennesima vittoria, questa volta grande, grandiosa, grandissima!<br />
..Oggi , improvvisamente, mentre facevo una partita ad un altro videogioco, un flash mi ha fatto tornare in mente le belle sensazioni passate a giocare, ad avventurarmi, io col mio alter ego virtuale, lungo sentieri bui, minacciosi, spettrali…e quella tensione in realtà solo psicologica, non fisica, perché prodotta da un mondo irreale…tutto questo mi è mancato, mi è mancato davvero.</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Ho pensato a tutti i progressi fatti negli ultimi mesi, grazie all’aiuto della Dottoressa Laura Bolzoni Codato e vostro, a tutto quel che ho passato con la mia paura di deglutire, alla persona che sono diventata, più consapevole, più ricca interiormente, e…perché?<br />
Perché il presente deve essere per forza uguale al passato?<br />
Se mi è accaduto tutto ciò, va bene.<br />
Ma la cosa finisce qua. Non deve succedere di nuovo, per forza. E come poterlo evitare?<br />
Dove sta la risposta?<br />
Dove?<br />
Dentro di me.<br />
Mi sono ricordato delle parole dello splendido articolo “semplicemente non pensare alla paura” (</em><a href="http://www.panicovintoblog.com/paura/semplicemente-non-pensare-alla-paura-ecco-come-si-fa/"><strong>clicca qui per leggerlo</strong></a><em>).<br />
</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Preso il pc, avvio il mio videogame.<br />
Prima di andare avanti, mi immergo nell’ambiente virtuale: lo osservo, scruto ogni cosa.<br />
Ormai i videogiochi, quanto a realismo grafico, dei veri e propri film.<br />
Sono dentro, sono nello spazio.<br />
Ma non sono lo spazio. Uno spazio irreale!Uno spazio che non esiste!<br />
Andiamo…come tuffatomi nel mare, ed essermi accorto che l’acqua mi sostiene, così…vado avanti, avanti, avanti…e non ho più nessuna paura, nessuna ansia…di fronte a me si presentano scene spaventose, violente…non provo paura, ma solo tanta voglia di divertirmi e godermi il mio videogioco preferito!<br />
Vado avanti così per un’oretta.<br />
La gioia è stata immensa: ho recuperato un’altra parte di me stesso che si era persa in quell’ambiente buio e sconosciuto. L’ho ripresa e reintegrata. Adesso insieme siamo più forti, perché siamo una cosa sola.<br />
Ho recuperato me stesso, la sicurezza e…la felicità di poter tornare finalmente a godermi il mio amatissimo videogame che porterò presto a termine!<br />
Un abbraccio fortissimo a tutti!!!</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>IL SUCCESSO DI MICHELE SUGLI ATTACCHI DI PANICO</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1067" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/06/cadere-300x249.jpg" alt="" width="300" height="249" /></p>
<p>Il 3 giugno 2010 ancora il nostro futuro ingegnere informatico Michele scrive:</p>
<p> <em>“…<strong>Il “colpo di grazia” al panico è arrivato attraverso libro e Blog della meravigliosa Dottoressa Laura Bolzoni Codato che – non esagero – ha cambiato la mia vita.</strong></em></p>
<div><em> </em><em>A cosa servono tutte quelle montagne di libri sul panico, se descrivono il problema solo dal punto di vista scientifico ma non offrono una soluzione?<br />
Si tratta di libri freddi, distanti, che non riusciranno mai a comprendere il lettore, perché non affrontano un tema tanto complesso con concetti semplici e, soprattutto, con amore.<br />
L’amore che ho ritrovato nelle parole della nostra Dottoressa, che nelle sue risposte alle mie domande mi trasmetteva una sicurezza tale da farmi stare sempre tranquillo.</em></div>
<div><em>Da allora, da quel bel periodo (era fine agosto, ma il blog lo conoscevo già da marzo…solo non mi decidevo a scrivere!Che sciocco!), pian piano le cose sono cambiate, ho conosciuto tanti meravigliosi amici fiori, ed insieme abbiamo cominciato ad avventurarci lungo il sentiero della rinascita. </em></div>
<div><em>A poco a poco, ho ripreso a fare le cose abbandonate: ho ripreso in mano i miei videogiochi preferiti, e sono proprio ripartito da uno di essi (un gioco tetro, molto violento e fortemente ansiogeno…era l’ideale trampolino di rilancio) che mi aveva causato un brutto attacco di panico.</em></div>
<div><em>Sì, ho ricominciato da lì. Ho esistato la prima volta, la seconda…la terza basta. Mi sono lanciato, mi sono immerso in quella dimensione e…mi sono ritrovato sereno, sicuro, senza paura.<br />
Così ho fatto con le altre cose, insomma, ho ripreso in mano la mia vita.<br />
Se ripenso a quegli istanti, a quanto tempo sprecato in inutili pensieri…paure…se non mi fossi rilanciato, se non avessi risperimentato che non c’era davvero nulla da temere, come avrei fatto a guardare dietro l’ostacolo e a capire che, effettivamente, davanti a me quell’ostacolo era solo invisibile, un’illusione? “</em></div>
<div><em> </em></div>
<div>Il successo di Michele, che non ho mai <span style="color: #000000;">conosciuto</span> personalmente, ma soltanto online sul Blog, si è basato sulla semplice lettura del <strong><span style="color: #800000;"><a href="http://www.arteecrescitalibreriaonline.com">libro Panico Vinto!</a></span></strong> e degli articoli del Blog, a cui si è aggiunta la sua consapevolezza e il suo impegno a mettere subito in pratica i consigli da me suggeriti.</div>
<div><strong> </strong></div>
<div><strong>Se sai cosa devi fare con gli attacchi di panico e lo fai veramente con impegno e con costanza, sostenuto da qualcuno che conosce direttamente il tuo problema e che fa il tifo per te, puoi incominciare a vedere davvero la luce nelle tenebre.</strong></div>
<p> </p>
<p>Sperare di guarire dal panico non è sufficiente, come scrivo nell’articolo “Come iniziare un percorso per uscire dal panico: alcuni consigli utili” , (<strong><a href="http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/come-iniziare-un-percorso-per-uscire-dagli-attacchi-di-panico-alcuni-consigli-utili/">clicca qui per leggere</a></strong>), bisogna anche modificare i punti di vista sbagliati e incominciare a cambiare.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>DIRIGI LA TUA ATTENZIONE VERSO IL  MONDO REALE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1063" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/06/camminarecolgatto-300x236.jpg" alt="" width="300" height="236" /></p>
<p>La bella testimonianza di Michele conferma che è possibile educare l’attenzione a cambiare direzione, ad abbandonare il mondo mentale illusorio per dirigersi verso il mondo fisico reale.</p>
<p>Come si fa?</p>
<p>Con determinazione e con fermezza puoi scegliere di prendere la tua attenzione e di concentrarla su un obiettivo vero e vivo, che fa parte della tua vita reale.</p>
<p>Similmente a quando educhi tuo figlio a non toccare il fuoco, perché è pericoloso oppure insegni al tuo gatto a non salire sulla tua tavola da pranzo.</p>
<p>Prendi la tua attenzione e la guidi in un’altra direzione:quella dei fini che desideri realizzare nella tua vita!</p>
<p>Se lo desideri puoi condividere con noi sul blog i seguenti temi:</p>
<p><span style="color: #800000;">1. Quali sono le immagini che ti spaventano, che ti generano paura, ansia e panico?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">2. Quali sono le immagini che ami e che possono purificare la tua vista donandoti tranquillità?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">3. Dimmi un fine importante che desideri realizzare nella tua vita.</span></p>
<p>Copyright 2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come iniziare un percorso per uscire dagli attacchi di panico: alcuni consigli utili</title>
		<link>http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/come-iniziare-un-percorso-per-uscire-dagli-attacchi-di-panico-alcuni-consigli-utili/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 13:14:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[vincere panico]]></category>
		<category><![CDATA[guarire dal panico]]></category>
		<category><![CDATA[Panico]]></category>
		<category><![CDATA[vincere il panico]]></category>

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		<description><![CDATA[
 “Soffro di attacchi di panico da quando avevo 24 anni, adesso ne ho 47. Ho passato la mia vita girando tutti i medici possibili: psichiatri, neurologi, agopunturisti, omeopati e ho preso diversi tipi di medicinali. Però nonostante da 6 anni sia in cura da una brava psichiatra e psicoterapeuta il problema esiste ancora.
Io non vivo [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-960" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/agorafobiatreno.jpg" alt="" width="300" height="400" /></p>
<p> “<em>Soffro di attacchi di panico da quando avevo 24 anni, adesso ne ho 47. Ho passato la mia vita girando tutti i medici possibili: psichiatri, neurologi, agopunturisti, omeopati e ho preso diversi tipi di medicinali. Però nonostante da 6 anni sia in cura da una brava psichiatra e psicoterapeuta il problema esiste ancora.</em></p>
<p><em>Io non vivo più o meglio non ho mai vissuto</em>.</p>
<p><em>Da quando ho letto il suo libro “Panico Vinto!”però mi sento più forte e quando mi capita un momento di agitazione cerco di seguire i suoi consigli.</em></p>
<p><em>Non è facile però uscire dal tunnel dopo così tanti anni.”</em></p>
<p>Scrive Simona, una cara lettrice del Blog, il 25 novembre 2009 nei Commenti all’Articolo “Semplicemente non pensare alla paura: ecco come si fa!”  <a href="http://www.panicovintoblog.com/paura/semplicemente-non-pensare-alla-paura-ecco-come-si-fa/"><span style="color: #800000;"><strong>clicca qui  il link per leggere l’articolo</strong> </span></a></p>
<p>E ancora Simona, il 30 novembre, aggiunge questa richiesta :</p>
<p><em>“Cara Dottoressa Laura Bolzoni Codato,</em></p>
<p><em>vorrei da Lei una risposta sincera a questa mia domanda:</em></p>
<p><em>Crede davvero che si possa uscire dal tunnel definitivamente anche dopo tutti i tentativi che ho fatto in questi 24 anni????  Grazie”</em></p>
<p><span id="more-956"></span></p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><strong>PENSARE SOLTANTO OPPURE FARE PER DAVVERO?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-961  aligncenter" title="aiutami sono sola" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/aiutami-osno-sola.jpg" alt="aiutami sono sola" width="240" height="150" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p><strong>Quando noi ci limitiamo a pensare a come sarebbe bello guarire dal disturbo di panico, magari senza nessun costo né investimento personale, quello che otteniamo, purtroppo, è che non succede nulla.</strong></p>
<p>Naturalmente non mi riferisco alla combattiva Simona, che da ben 23 anni sta lottando per uscire dal panico.</p>
<p><strong>Nessun costo produce nessun risultato!</strong></p>
<p>Per uscire dalla prigione del panico ci vuole un  percorso con passi precisi e ordinati, basati su una conoscenza vera, meglio se diretta, del problema.</p>
<p><strong>Chi soffre di attacchi di panico non ha bisogno di troppa conoscenza, che spesso confonde inutilmente, ma di conoscenza corretta.</strong></p>
<p><strong>C’è bisogno di sapere che cosa è vero e che cosa è falso di  quello che viene detto sul panico</strong>, altrimenti si continua a girare a vuoto e si rimane nella trappola per molti anni, troppi.</p>
<p>Liberazione dal panico significa essere liberi definitivamente e indipendenti dall’attività del vulcano sotterraneo sempre attivo che è acceso dentro di noi, significa non avere più a che fare con i sintomi spaventosi, significa non avere più alcuna sconfortante ricaduta.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-962" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/donnafuoco-259x300.jpg" alt="" width="259" height="300" /></p>
<p>Soltanto dopo aver cominciato un vero percorso, fondato su elementi di conoscenza e di esperienza diretta da parte di chi ti sta aiutando, scoprirai tutti i costi e tutti gli sforzi che comporta camminare verso la direzione di uscita dal panico.</p>
<p>Dopo un po’ che si intraprende una terapia, un percorso, si incontrano le prime barriere, si entra in crisi, si apre la porta ai dubbi: “Ho fatto la scelta giusta?”</p>
<p>Le barriere devono essere superate e oltrepassate.</p>
<p><strong>La barriera più grande è il non essere in grado di vedere la fine del viaggio, la libertà dopo una vita vissuta  prigionieri del panico</strong>.</p>
<p>La fine dell’inferno appare vaga, immaginata, astratta, poco concreta e purtroppo poco reale.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>NON SI PUO’ SPERARE DI CONQUSTARE UNA VITTORIA CHE SENTIAMO ASTRATTA E LONTANA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-963" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/donnafarfalline.jpg" alt="" width="240" height="240" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p>L’errore è sperare astrattamente e vagamente la liberazione dal panico.</p>
<p>Il risultato così viene mancato, il vulcano non viene spento per sempre.</p>
<p>Allora come si fa concretamente a risolvere questo empasse, questo modo fallimentare di pensare?</p>
<p><strong>C’è un modo per risolvere il problema: è amare la vittoria, la vittoria sul panico!</strong></p>
<p>Finché non sei innamorato della vittoria, finché non ti permetti appassionatamente di volere la vittoria, ma preferisci credere a dati errati che dicono più o meno così:” Il panico non si guarisce, sconfiggendolo, perché non è un nemico da vincere, ecc…” , tu rimarrai nella triste prigione in compagnia degli attacchi di panico.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>DETERMINAZIONE E CONSAPEVOLEZZA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-970" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/donnasentierocrescita.jpg" alt="" width="240" height="240" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p>Nel cominciare un percorso che ti porta fuori dal tunnel della paura e del panico, devi avere una forte determinazione e una forte consapevolezza del tuo fine: la liberazione.</p>
<p>Devi essere certo che continuerai, che non mollerai, che non ti fermerai nella perplessità, tra mille dubbi e infinite incertezze.</p>
<p>Prova a parlare a te stesso con queste parole: “Mai prima d’ora mi sono impegnato seriamente e fino in fondo in qualcosa, questa è la mia occasione e farò sul serio!”</p>
<p><strong>Soltanto chi è fermo nella propria determinazione, può sperimentare la vittoria finale, come è successo a me, dopo dieci lunghi e terribili anni di tentativi, uno più sbagliato dell’altro, come spiego nel mio<a href="http://www.arteecrescitalibreriaonline.com"><span style="color: #800000;"> libro-ebook “Panico Vinto!”</span></a></strong></p>
<p>Anche se i tentativi che ho fatto si sono poi rivelati clamorosamente fallimentari, tuttavia non ho mai smesso di volere la liberazione dal panico, di amare la vittoria in cima al vulcano, di sconfiggere il drago per sempre!</p>
<p>La forza di questo grande amore mi ha fatto vincere da sola sul panico, per sempre.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PER VINCERE IL PANICO CI VUOLE UN AMORE STAORDINARIO E TANTA FIDUCIA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-965" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/equilibristigrande-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>L’amore per te stesso, che sei qui impaurito davanti ai lapilli del vulcano che ti inonda improvvisamente e imprevedibilmente con il suo fuoco distruttivo, è la chiave per avvicinarti alla fine del cammino.</p>
<p>L’amore straordinario per la vita e per Chi, secondo te, ha creato questa vita, anche se adesso sei tanto arrabbiato e sconfortato, da non provare nulla nel tuo piccolo cuore infelice e stanco, è l’azione che ti consiglio di iniziare a fare.</p>
<p><strong>La fiducia e l’amore si trovano nel tuo cuore.</strong></p>
<p>Forse ci impiegherai un po’ di tempo per comprendere quello che ti sto dicendo e per farlo veramente, ma, leggendo quello che ti sto scrivendo ci potrai riflettere sopra con calma e mentre tu vivrai la tua vita, un piccolo e prezioso seme, che ho messo qui, in questo articolo, nel Blog, nei siti, nel libro, comincerà a crescere e nell’arco degli anni diventerà un bellissimo albero.</p>
<p>Allora tu capirai che cosa diceva Laura Bolzoni Codato.</p>
<p>Allora tu dirai da solo, come molti lettori del Blog condividono nei loro bei Commenti: “Adesso ho capito che cosa diceva la dottoressa!”</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PASSA ALL’AZIONE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-971" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/aviofobia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p>Dopo che hai compreso qual è il tuo personale percorso, la via verso la quale senti affinità, passa all’azione.</p>
<p>Diventa abile nell’azione di ignorare i sintomi, di rivolgere l’attenzione su oggetti concreti e reali, di migliorare il tuo stile di vita, di smettere di aprire la porta della paura e del ricordo della paura.</p>
<p>Diventa un artista che crea la sua opera d’arte più bella: la libertà di vivere pienamente la vita.</p>
<p>Vai, prova!</p>
<p><strong>Ama la vittoria sul panico e vedrai che non soltanto capirai che cosa significa la libertà dal panico, ma anche la vivrai!</strong></p>
<p>Coraggio, ti sono vicina e faccio il tifo per te!</p>
<p><span style="color: #800000;">Se lo desideri, puoi condividere sul Blog : c</span><span style="color: #800000;">he cosa senti che ti aiuterebbe concretamente a uscire dal panico e che cosa pensi che ancora ti manca nel tuo percorso verso la meta finale? </span></p>
<p><span style="color: #800000;">Hai fiducia in te stesso e in chi ti aiuta? </span></p>
<p><span style="color: #800000;">Hai amore e accettazione per te stesso, anche quando sbagli e ricadi giù?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">Riesci a fare con costanza e con impegno alcuni passi concreti nella comprensione del meccanismo che scatena gli attacchi di panico?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">Sei riuscito a conquistare delle piccole oppure delle grandi vittorie?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">Vorresti più comprensione da parte di chi ti sta vicino?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">Come vorresti essere aiutato?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">Senti di avere più </span><span style="color: #800000;">bisogno di essere ascoltato e compreso?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">Perché ti è difficile iniziare tu stesso in prima persona a fare qualcosa di concreto nella direzione della liberazione dal panico?</span></p>
<p>Questo articolo è stato pubblicato il 30 aprile 2010 e ripubblicato il 12 giugno 2010 dall&#8217;autrice  dott.ssa Laura Bolzoni Codato </p>
<p>Copyright 2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati</p>


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		<title>Quando ritorna l&#8217;attacco di panico: la spada nella roccia</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 01:10:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[Panico]]></category>
		<category><![CDATA[Uscire dal panico]]></category>
		<category><![CDATA[vincere il panico]]></category>

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“ Amici fiori anke io ho fatto passi enormi, la settimana scorsa sono partito per Verona tre giorni …io sono di Napoli… aereo , autostrada .. attacchi di panico ma li ho tutti gestiti…
mi sono veramente rincuorato…
ieri sono ripartito per Milano, tutto bene.. poi..
all ‘ improvviso arrivato all’ aeroporto per tornare a casa mi son [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1006" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/05/donnaconspada.jpg" alt="" width="256" height="384" /></p>
<p>“ <em>Amici fiori anke io ho fatto passi enormi, la settimana scorsa sono partito per Verona tre giorni …io sono di Napoli… aereo , autostrada .. attacchi di panico ma li ho tutti gestiti…<br />
mi sono veramente rincuorato…</em></p>
<p><em>ieri sono ripartito per Milano, tutto bene.. poi..</em></p>
<p><em>all ‘ improvviso arrivato all’ aeroporto per tornare a casa mi son fatto fregare..</em></p>
<p><em>un attacco forte mi ha fatto cascare . mi ha fatto stare agitatissimo e non vedevo l’ora di partire<br />
e oggi sono un po nervoso e mi dico:..</em></p>
<p><em>erano anni ke rinunciavo a partire per lavoro</em></p>
<p><em>poi adesso ke avevo deciso di farlo con tutte le mie forze nel piu’ bello ci sono ricascato….</em></p>
<p><em>dottoressa ,amici fiori ,datemi un consiglio ho bisogno dei vostri incoraggiamenti…</em></p>
<p><em>c’e’ la devo fare..”</em></p>
<p>Così scrive Ciro G., un lettore dal cuore grande, che vive a Marano di Napoli con la moglie e il loro bambino di quattro mesi.</p>
<p> <span id="more-1005"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong> ESTRARRE SUBITO LA SPADA DALLA ROCCIA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1007" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/05/spadanellaroccia-215x300.jpg" alt="" width="215" height="300" /></p>
<p>La lotta per ritornare ad avere fiducia in se stessi, quando purtroppo ritornano gli attacchi di panico, dopo un grande successo personale sui vecchi meccanismi legati al manifestarsi degli odiosi sintomi, è ardua.</p>
<p>La spada è ritornata a conficcarsi silenziosamente nella roccia, mentre eravamo distratti dalla gioia della vittoria e un po’  rilassati.</p>
<p><strong>La strada per riconquistare la vittoria è: rialzarsi quando si cade e continuare!</strong></p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><strong>A NOI DUE, PANICO!</strong></p>
<p>Quando arriva finalmente  il momento di guardare in faccia il panico, questa è l’occasione  di sfidarlo direttamente, di estrarre con forza la spada dalla roccia.</p>
<p>Naturalmente rispetto la serietà e la gravità del problema che vive la persona che soffre di attacchi di panico, a cui sono vicina con tutto il mio cuore, l&#8217;esempio della Spada nella Roccia lo uso in questo articolo soltanto per far comprendere meglio il concetto dell&#8217;invisibile potere riproduttivo che il meccanismo delle sensazioni di panico sembra avere.</p>
<p>Sembra quasi che, come per magia il panico abbia deciso di assumere  nuove forme, quasi come se ci volesse sorprendere con nuove e inedite manifestazioni che hanno l’effetto di lasciarci di stucco, inermi e attoniti.</p>
<p>Il panico osa scomparire diventando invisibile.</p>
<p>Se ne va  per un po’ lasciandoci l’illusione di averlo vinto.</p>
<p>Purtroppo non è così e la nuova forma con cui decide di ricomparire è sempre sorprendente!</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><strong>NON E’ GRAVE CADERE, IMPORTANTE E’ RIALZARSI SUBITO</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1009" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/05/caduta.jpg" alt="" width="240" height="180" /></p>
<p>E’ brutto cadere giù, anche se non si fa fatica, ma è molto più impegnativo rialzarsi dopo la caduta.</p>
<p>Anche a me succedeva esattamente quello che è accaduto a Ciro G. durante la mia lunga e turbolenta battaglia contro gli attacchi di panico, come condivido nel mio <span style="color: #800000;"><a href="http://www.arteecrescitalibreriaonline.com">Libro-Ebook “Panico Vinto!</a></span>”,  proprio quando mi sembrava di toccare finalmente il cielo con un dito, ricadevo giù a terra, nella polvere.</p>
<p>Anche se può sembrare banale la frase: “Non è importa cadere, è importante rialzarsi!” confermo che è vera.</p>
<p>Più approfondisci la conoscenza del panico, più sperimenti nell’azione quello che hai compreso e meno rimane ignota e pericolosa la dimensione spaventosa degli attacchi di panico.</p>
<p>Il problema è come si fa a rialzarsi dopo essere precipitati nuovamente dentro l’abisso vorticoso e confuso delle sensazioni di panico?</p>
<p>Come si fa a non deprimersi, a non agitarsi, a non mollare tutto, a non diventare ansiosi?</p>
<p>Semplicemente ci si rialza subito, lasciando andare la sensazione di sconforto e di fallimento!</p>
<p>Non si perde troppo tempo a invalidarsi, a darsi la colpa, a drammatizzare, ma si affronta la ricaduta come un’esperienza importante, che è arrivata per donarci  nuove comprensioni e tanta forza di ricominciare, che altrimenti non avemmo avuto!</p>
<p>Per tirare fuori la spada nella roccia ci vuole la conoscenza corretta, la forza interiore e tanto coraggio.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>DIMENTICA LA CADUTA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1010" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/05/pattinatrice-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p>Quando i campioni olimpionici cadono sul ghiaccio, che cosa fanno?</p>
<p><strong>Si rialzano il più presto possibile e continuano a pattinare, scegliendo di dimenticare la caduta.</strong></p>
<p>La meta non diventa analizzare mentalmente il motivo della caduta, anche se c’è,  ma volteggiare sui pattini fino alla vittoria finale, come spiego nell’articolo : “ Come iniziare un percorso per uscire dagli attacchi di panico: alcuni consigli utili”, <strong><a href="http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/come-iniziare-un-percorso-per-uscire-dagli-attacchi-di-panico-alcuni-consigli-utili/http://">clicca qui per leggere</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>NON EVOCARE IL PANICO</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1011" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/05/atestaingiù.jpg" alt="" width="240" height="181" /></p>
<p>Sei caduto di nuovo nell’abisso del panico, perché hai aperto senza accorgertene la stanza di Barbablù, che ti ricordo non va mai aperta, come ho scritto nell’articolo: “ Non evocare i sintomi dell’attacco di panico, non aprire la stanza di Barbablù”, <strong><a href="http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/non-evocare-i-sintomi-dell%e2%80%99attacco-di-panico-non-aprire-la-stanza-di-barbablu%e2%80%99/">clicca qui per leggere</a></strong>.</p>
<p>Ti succede, come dice simpaticamente il nostro Ciro G. di “farti fregare” dal panico perché, silenziosamente,  l’hai ricordato, l’hai richiamato.</p>
<p>Ci sono dei momenti nel percorso per uscire in modo consapevole dal panico, in cui bisogna stare molto attenti, molto vigili, non distrarsi nemmeno per un secondo, non indulgere per nessun motivo in pensieri del tipo: “Guarda come sto bene oggi, ormai il panico&#8230;è soltanto un ricordo! “</p>
<p><strong>Quando ti trovi sopra il burrone, non guardare mai in basso, prosegui veloce, cammina diritto, decidi con forza di NON PENSARE A CADERE.</strong></p>
<p>E’ una disciplina interiore, un allenamento serio, in cui non puoi sgarrare!</p>
<p>Rimani reale nel tempo attuale e nello spazio fisico attorno a te, non diventare mentale!</p>
<p>Rendi impossibile al panico la via per raggiungerti, mettigli davanti tutti gli ostacoli del mondo.</p>
<p><strong>Ricordati di non ritirare i sensi, ma fai il movimento opposto, vai verso le cose della vita che vedi davanti a te, vai verso le persone che ti circondano</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>NON SEPARARTI DALLA REALTA’</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1012" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/05/chiusaincasagrande-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></p>
<p>Non separarti da te stesso.</p>
<p>Aggrappati a questi istanti privilegiati di apertura e crea una realtà di sensazioni pure di vita vera, diventando irraggiungibile al nemico!</p>
<p><strong>Lascia uscire la tua energia vitale dai tuoi organi di senso e di azione, lascia libero l’ amore che sta nel tuo cuore e fallo arrivare agli altri esseri umani e a quella parte di te stesso che ha avuto ancora paura, ma che vuole continuare a migliorare e a vincere !</strong></p>
<p><span style="color: #800000;">Se lo desideri, puoi condividere con noi la tua esperienza personale con la “spada nella roccia”.</span></p>
<p>Copyright 2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati</p>


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		<title>Attacchi di ansia e di panico in gravidanza, come fare?</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 17:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza e panico]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi panico]]></category>

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“&#8230;Io spero di liberarmi da questa brutta ansia che mi accompagna tutti i giorni, sai ho preso una decisione importante della mia vita quella che mi cambierà e mi farà maturare di colpo, avere un figlio a 35 anni, è cambiato tutto sono andata via da casa dei miei vivo con il mio compagno ed [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> <img class="aligncenter size-medium wp-image-912" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/gravidanza3grande-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></p>
<p>“&#8230;<em>Io spero di liberarmi da questa brutta ansia che mi accompagna tutti i giorni, sai ho preso una decisione importante della mia vita quella che mi cambierà e mi farà maturare di colpo, avere un figlio a 35 anni, è cambiato tutto sono andata via da casa dei miei vivo con il mio compagno ed improvvisamente sono sommersa dalle paure tante troppe paure. Paure perchè io nella mia vita ho sempre programmato tutto dal lavoro alle uscite agli obblighi familiari tutto questa situazione non posso proprio organizzarla e schematizzarla. Spero tanto di superarle queste paure poi ansia e panico mi hanno isolato da tutto e tutti</em>. “</p>
<p> <br />
Con queste parole il 28 agosto 2009,  Alessandra, una cara lettrice del Blog di 35 anni, che vive nella bella Sardegna ci annuncia la sorpresa di aspettare un bambino. (<strong><span style="color: #003300;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/stress/attacchi-di-panico-e-stress/">clicca qui per leggere il commento alla base dell&#8217;articolo &#8220;Attacchi di panico e stress&#8221;</a></span></strong>)</p>
<p> <br />
Erika, coraggiosa lettrice del Blog di 32 anni, che ha avuto il suo bambino giovanissima e che vive in una bella località sul Lago di Garda, risponde ad Alessandra così, nel commento del 1 settembre 2009 (<strong><span style="color: #003300;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/stress/attacchi-di-panico-e-stress/">ecco il link, clicca qui</a></span></strong>) :</p>
<p> <br />
“ <em>Ciao Alessandra, sono davvero felice per te e ti faccio i miei più sinceri auguri per il tuo bambino e per la tua nuova famiglia.<br />
Avere un figlio, soprattutto alla tua età è una cosa fantastica. Quando è nato il mio ero molto giovane ed immatura per poterlo apprezzare e vivere pienamente.<br />
Tu sei davvero fortunata perchè hai vicino un compagno che ti sostiene e ti ama e sarà vicino a te ed al vostro bambino nei momenti belli come per quelli più difficili.</em></p>
<div><em> </em><em>Hai fatto bene a lasciare la tua famiglia di origine, per creare giustamente la tua, non devi sentirti in colpa.<br />
Certamente questi profondi cambiamenti non devono essere sottovalutati dato che incideranno sul tuo stato d’animo, sono passi molto importanti che richiedono coraggio e determinazione, ma sicuramente ti faranno crescere ed i tuoi genitori lo capiranno, sei ancora la loro amata figlia, ma adesso sei una donna, una moglie e futura mamma! Vedrai che gioia il tuo bambino e che forza ti darà, potrai sperimentare l’amore sconfinato che per quello che mi rguarda solo un figlio sa farti provare.<br />
Nella mia esperienza con il panico se non ho toccato il fondo della disperazione lo devo principalmente all’amore e alla responsabilità verso il mio bambino.<br />
Adesso stai tranquilla viviti a pieno la gravidanza e cerca di non programmare troppo le cose perchè quando diventerai mamma tutto avverrà in modo naturale, sarà le presenza del tuo bambino a darti un ritmo sano e calmo.<br />
Lui sarà il tuo progetto, la tua massima espressione di amore.”</em></div>
<p> <span id="more-909"></span></p>
<p> </p>
<p><em> </em><strong>SCELGO LA PAURA DELL’ATTACCO DI PANICO OPPURE L’AMORE PER MIO FIGLIO?</strong></p>
<div><strong> </strong></div>
<p style="text-align: center;"><em> <img class="aligncenter size-medium wp-image-936" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/03/panicoegravidanzagrande-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Ancora Erika il 1 settembre 2009 scrive ad Alessandra:</p>
<p><em>“Alessandra, cerca di concentrarti sulla tua gravidanza, è un momento bellissimo di crescita e non di sacrificio, condividi le tue emozioni e fai progetti con il tuo compagno dato che sei fortunata di averlo così vicino, io ero sola quando è nato il mio bambino e non ti dico la sana invidia che provavo quando in ospedale andavo a vedere il mio bambino dietro il vetro e vedevo gli sguardi fieri dei papà degli altri bimbi.<br />
Sono passati tanti anni, ma se ci penso provo ancora tenerezza per quella bambina incoscente che neanche si rendeva conto delle grandi responsabilità che l’attendevano!<br />
Ma ce l’ho fatta, l’amore dona forza e determinazione, soprattutto l’amore di un figlio.”</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>ASCOLTO IL CUORE CHE BATTE PER L’ANSIA OPPURE IL CUORICINO DEL MIO BAMBINO?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><em><img class="aligncenter size-full wp-image-914" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/gravidanza2.jpg" alt="" width="160" height="240" /></em></p>
<p><em> </em>Questa è la risposta  che ho dato ad Alessandra il 29 agosto 2009  e che condivido per le future e coraggiose mamme, che soffrono di attacchi di panico :</p>
<p>“Sei MAMMA!</p>
<p>Congratulazioni: che bello!</p>
<p><strong>Questo è un dono immenso, che non può essere contaminato dalle paure e dagli attacchi di panico!</strong></p>
<p>Come fare?</p>
<p><strong>Sei a un bivio evolutivo e puoi scegliere tra due strade: quella vecchia, dolorosa, ormai noiosa che conosci benissimo in compagnia del panico, in cui TU e il tuo problema siete in primo piano oppure quella nuova in cui IL TUO BAMBINO è al primo piano e tu scivoli dolcemente ed elegantemente in secondo piano.</strong></p>
<p>Anziché ascoltare i soliti sintomi, ascolti, come ti ha consigliato bene Roberta, il cuore del tuo bambino, lo prepari al benvenuto che tu e tuo marito gli darete, quando gli direte che lo stavate aspettando, che lo proteggerete, che lo aiuterete a capire la vita e a realizzare i suoi sogni!</p>
<p>Praticamente quello che puoi fare è l’azione, di cui parla tanto la nostra Francesca: parli al tuo bambino rassicurandolo, dicendogli la verità: “Sai queste che prova la mamma sono solamente sensazioni, emozioni forti, ma totalmente innocue, che non ti faranno del male, anzi ti insegneranno a gestire le parti forti, incontrollabili della vita.</p>
<p>Sai come si fa, piccolo mio?</p>
<p>Si ignorano le sensazioni e si porta l’attenzione subito da un’altra parte, ecco, ti abbraccio forte con tanto amore!”</p>
<p><strong>Mentre rassicuri il tuo piccolo, che ovviamente non comprenderà le parole, ma capirà il tuo stato d’animo e la tua forza nell’ affrontare i momenti duri e difficili della vita, tu parlerai a quella tua parte rimasta “piccolina e che ha ancora tanta paura” e la rassicurerai senza abbandonarla più!</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter size-medium wp-image-919" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/baciomammagrande-280x300.jpg" alt="" width="280" height="300" /></strong></p>
<p>Possiamo passare attraverso qualsiasi dolore, se sentiamo l’amore di qualcuno che ci vuole bene e che ci sta accanto, mentre lo attraversiamo, come dice anche il nostro Gian Piero.</p>
<p>Coraggio Alessandra, scegli con forza, con quellla forza che qui trovi evidente nelle condivisioni di Chadisja, Eva, Gabriele, Michele, Gian Piero, Valentina….quella forza che ti fa sentire che PROVI SUL SERIO!</p>
<p>Dedica tutti i tuoi nuovi successi a tuo figlio!”</p>
<p> </p>
<p><strong>GLI ATTACCHI DI PANICO NON FANNO NULLA DI MALE ALLA MAMMA IN GRAVIDANZA</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-915" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/gravidanzagrande-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></p>
<p> </p>
<p>Durante il periodo della gravidanza il corpo della futura mamma è impegnato in una grande e bellissima impresa: creare un nuovo corpicino.</p>
<p>La paura e gli attacchi di panico sono come le onde del mare del ricordo, che tentano di disturbare, con la loro fredda presenza, il calore che avvolge la vita della nuova mamma: vanno vissuti come eventi di pochissima importanza, rispetto alla stupenda novità del donare una nuova vita al bambino, alla mamma e al papà.</p>
<p><strong>La gravidanza accentua spesso la sensibilità già alta di chi soffre di attacchi di panico: i momenti di difficoltà, di nervosismo, di irritazione sono possibili.</strong></p>
<p>E’importante tentare di accettare pienamente questi momenti critici e andare oltre, facendo il tifo per la nuova vita, piuttosto che per la vecchia realtà, vissuta in compagnia del noioso e fastidioso panico.</p>
<p><strong>Il miracolo della natura è che il corpo compie la sua creazione tutto da solo</strong>.</p>
<p>L’energia evolutiva crea il nuovo corpicino senza bisogno di nulla, se non il compito della neo-mamma di mangiare bene e amare il proprio bellissimo pancino che cresce.</p>
<p><strong>La mamma ama!</strong></p>
<p><strong>Non c’è tempo da dedicare all’ansia, c’è soltanto il tempo dell’amore!</strong></p>
<p>Il bambino, dentro la pancia della mamma, conosce il mondo esterno attraverso i sensi fisici e attraverso la dimensione emozionale e sentimentale della sua mamma.</p>
<p>Se la mamma ha paura anche il piccolo sente la paura.</p>
<p>Come fare per proteggerlo da queste emozioni?</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><strong>NON REPRIMERE IL SENTIMENTO DI PAURA, MA CONTEMPORANEAMENTE NON ALIMENTARLO</strong>!</p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-917" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/gravidanza4grande-300x185.jpg" alt="" width="300" height="185" /></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p>L’atteggiamento corretto da seguire è quello di accogliere pienamente i sentimenti di paura e di panico, perché ci sono e perché non si possono reprimere.</p>
<p><strong>Il secondo passo è quello di non dare nutrimento a questi spiacevoli sentimenti dicendo interiormente : “Sento la paura, ma non mi farò turbare da questa emozione perché ho un progetto più bello e più importante da portare a termine: amare il mio bambino!”</strong></p>
<p>Con questa scelta la mamma risponde in modo libero e non più meccanico al comparire dei sentimenti, che percorrono i soliti vecchi solchi e mostra a suo figlio come si fa a gestire i sentimenti spiacevoli e negativi.</p>
<p>A pagina 50 del mio libro in formato ebook “Panico Vinto!” <strong><span style="color: #800000;"><a href="http://www.arteecrescitalibreriaonline.com">( lo trovi qui, se desideri leggerlo)</a></span></strong> spiego come ho fatto a lasciarmi andare all’energia vitale, come ho fatto a stare di fronte all’incontrollabile senza perdere me stessa.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>SCEGLI DI AVERE PIENA FIDUCIA NELL’ENERGIA EVOLUTIVA!</strong></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-916" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/gravidanzaacqua.jpg" alt="" width="240" height="180" /></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p><strong>Auguro alle nuove  mamme di imparare ad arrendersi all’energia evolutiva, che per nove mesi opererà con forza e con creatività nel loro corpo e di sentire che non sono sole, ma in compagnia dell’ essere più caro della loro vita!</strong></p>
<p>In questi giorni la nostra lettrice Alessandra, superando tante paure e numerosi attacchi di ansia e di panico, sta dando alla luce il suo bambino che si chiamerà Lorenzo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-918" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/ficcoazzurro1.jpg" alt="" width="116" height="95" /></p>
<p><strong>Congratulazioni vivissime alla coraggiosa Alessandra e un caldo benvenuto al fiorellino  Lorenzo</strong>!</p>
<p><span style="color: #800000;">Se desideri condividere la tua personale esperienza della gravidanza in compagnia del panico, puoi lasciare il tuo commento qui sotto.</span></p>
<p>Può essere molto prezioso per le mamme  e per le future mamme che desiderano dare alla luce il loro bambino, pur convivendo con gli attacchi di panico.</p>
<p>Grazie!</p>
<p>Copyright 2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati</p>


<p>Nessun Articolo correlato</p>]]></content:encoded>
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		<slash:comments>57</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Attacco di panico durante uno sforzo fisico? Continua a muoverti, perchè il tuo corpo non è di vetro!</title>
		<link>http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/attacco-di-panico-durante-uno-sforzo-fisico-continua-a-muoverti-perche-il-tuo-corpo-non-e-di-cristallo/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 20:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi panico]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi di panico e sport]]></category>
		<category><![CDATA[Panico]]></category>
		<category><![CDATA[panico e sforzo fisico]]></category>
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Sentire il corpo che reagisce allo sforzo fisico con una naturale accelerazione dei battiti cardiaci può scatenare un attacco di panico?
Sì, è quello che succede a Senso 78, un lettore del Blog di 31 anni, militare di carriera per quattro anni nell’esercito con missioni all’estero, che abita vicino a Lecce e che scrive:
“ Io soffro [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-873" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/ansiaagorafobicagrande-300x295.jpg" alt="" width="300" height="295" /></p>
<p>Sentire il corpo che reagisce allo sforzo fisico con una naturale accelerazione dei battiti cardiaci può scatenare un attacco di panico?</p>
<p>Sì, è quello che succede a Senso 78, un lettore del Blog di 31 anni, militare di carriera per quattro anni nell’esercito con missioni all’estero, che abita vicino a Lecce e che scrive:</p>
<p>“<em> Io soffro di DAP da circa 4 anni. Lo scorso anno credevo di averlo quasi sconfitto andando a lavorare lontano da casa. Per un anno quasi nulla.</em></p>
<p><em>Adesso che sono tornato a vivere a Lecce, sono ritornate vecchie dinamiche e il panico e l’ansia sono ritornati e sto ricominciando a chiudermi a casa anche perché qui non ho amici che mi stimolino ad uscire.</em></p>
<p><em>Io ho un blocco, non so se qualcuno si identificherà in questo: ho la paura di fare sforzi fisici.</em></p>
<p><em>Forse perché fin da piccolo mio padre mi diceva sempre che avevo un soffio al cuore e di stare attento. Cosa che poi s’è rivelata inesistente nelle innumerevoli visite che ho fatto.</em></p>
<p><em>Adesso, appena provo anche solo a fare 10 &#8211; 15 secondi di corsetta sul posto mi sale l’attacco di panico, il cuore che mi batte forte nel petto, sembra che esca di fuori, extrasistole a go go e gambe molli.</em></p>
<p><em>Figuriamoci a fare una corsetta come facevo prima o una semplice partita di calcetto.<br />
 <br />
Lei cosa mi consiglia di fare???”</em></p>
<p>( ecco il link dove puoi leggere i suoi commenti completi, <a href="http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/attacco-di-panico-che-cosa-ci-fai-al-pronto-soccorso/"><strong><span style="color: #800080;">clicca qui</span></strong></a>)</p>
<p>Una cara lettrice del Blog di 46 anni, di nome Chadisja, titolare di un negozio di calzature, presenta questo problema:</p>
<p><em>“Cara Dott.ssa Laura Bolzoni Codato,<br />
appena è possibile aspetto delle notizie sul fatto di avvertire il panico appena il mio corpo sbatte o si fa’ male.</em></p>
<p><em>Se capissi di cosa si tratta o perchè mi succede forse riuscirei a liberarmi di tutto questo.</em></p>
<p><em>Non so’ se altri hanno mai sofferto di questo problema se possibile vorrei condividere.<br />
Cavolate rispetto ai problemi che hanno gli altri me ne rendo conto ma è il solito discorso, quando sei coinvolto, in quei momenti esci fuori dalla tua persona e per rientrare fai veramente fatica.<span id="more-869"></span></em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-875" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/donnavatrogamba-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><em>Prima di leggere il suo libro &#8220;Panico Vinto!&#8221;avevo delle crisi assurde nel senso che immaginavo di investire quando guidavo e subito arrivava il panico, immaginavo di scivolare se dovevo scendere a piedi per una strada ripida e arrivava il panico ecc… poi seguendo il suo percorso leggendo tante volte il suo libro ho superato brillantemente, adesso è solo quando si verifica realmente un incidente.</em></p>
<p><em><br />
Appena sbatto la prima cosa che mi accade è un sudare freddo, mi sento gelare, il tutto parte dallo stomaco, dopo sento una sensazione di bruciore sempre allo stomaco, una paura e senso di vomito, dopo un senso di irrealtà che mi fa uscire dalla mia persona quasi come impazzire e come se nessuno potesse aiutarmi, brividi di freddo e tremori, anche sbadigli, ho notato che diventa tutto automatico perchè sbatto e subito si innestano queste sensazioni, mentalmente è un accavallarsi di pensieri negativi: adesso muoio, adesso nessuno può aiutarmi quindi devo andare al pronto soccorso, l’agitazione aumenta a tal punto , che mi fermo e cerco di essere reale valutando l’accaduto.”</em> ( <strong><span style="color: #800080;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/attacco-di-panico-che-cosa-ci-fai-al-pronto-soccorso/">ecco il link dove puoi leggere il commento di Chadisja completo</a></span></strong>)<br />
 </p>
<p style="text-align: center;"><strong>SENTO IL CORPO FRAGILE COME UN CRISTALLO</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-874" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/ZOO-DI-VETRO-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /></p>
<p><strong>Le paure intense, leggermente irrazionali,</strong> tuttavia così presenti nella vita quotidiana di Senso 78 e di Chadisja, tanto da avvicinarsi a una fobia specifica vera e propria, <strong>sono legate a una errata percezione del corpo, che viene vissuto come fosse un delicato cristallo da tenere in uno zoo di vetro</strong>, come faceva la protagonista dell’opera teatrale, scritta da Tennessee Williams.</p>
<p>Dotata di un’anima molto fragile,  figlia di una madre molto possessiva, Laura amava vivere in  un mondo  immaginario fatto di animaletti di cristallo, che componevano il suo amato zoo di vetro, che crollerà in mille pezzi soltanto quando, innamorata di Jim, volerà via di casa con lui.</p>
<p><strong>La persona che soffre di attacchi di panico</strong>, come amo scrivere spesso, <strong>possiede una natura sensibile e delicata, che la porta spesso ad avere un rapporto ambivalente e difficile con il proprio corpo</strong>.</p>
<p><strong>Questa cattiva relazione con il corpo è comprensibile, in quanto è proprio a livello fisico che si manifestano le terribili e incontrollabili sensazioni di panico, avvertite spesso come un odioso e improvviso tradimento del corpo.</strong></p>
<p>Tuttavia  i numerosi dati errati, legati all’idea di come funziona il corpo  vanno radicalmente abbandonati e corretti, in modo da conquistare la piena consapevolezza e la libertà del proprio corpo.</p>
<p><strong>Il corpo non è fragile</strong>!</p>
<p><strong>Il corpo non si rompe se inavvertitamente sbattiamo un braccio oppure una gamba contro un ostacolo</strong>, come teme Chadisja.</p>
<p><strong>Il corpo non soccombe sotto i battiti accelerati del cuore</strong>, quando si fa un po’ di sport, come teme Senso 78, che confonde i segnali normali,  che  indicano che nel corpo scorre la vita e  l’energia vitale, secondo l’ordine di una millenaria intelligenza.</p>
<p>E’ la sensazione errata che il corpo sia fatto di vetro delicato che è da modificare, non la sua stupenda fisiologia.</p>
<p><strong>Il nostro corpo non è un oggettino di cristallo da lasciare custodito in una vetrinetta della credenza di casa, da usare poco per paura che si rompa oppure che si consumi troppo!</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-876" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/arrendersivento1.jpg" alt="" width="240" height="158" /></p>
<p>Il corpo va usato tutti i giorni con un po’ di movimento fisico, come può essere una passeggiata all’aria aperta, una corsa in bicicletta, qualche bracciata a nuoto.</p>
<p><strong>L’energia vitale che scorre all’interno del corpo va consumata con generosità, se vogliamo mantenerlo in salute, non va risparmiata né conservata.</strong></p>
<p>La forza vitale va tirata fuori dal corpo dove ce n’è in abbondanza.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><strong>CONOSCERE E RISPETTARE I VERI BISOGNI  DEL  CORPO</strong></p>
<p>Il corpo ha bisogno di poche cose, che dobbiamo conoscere e dargli.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha bisogno di essere nutrito con cibo sano e vivo</strong>.</p>
<p>I prodotti industriali già pronti sono comodi per chi ha poco tempo di cucinare, ma sono morti, meglio magiare i cibi vivi come la frutta, la verdura, i cereali, i legumi.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha  bisogno di riposare bene per almeno otto ore ogni notte e di rilassarsi almeno quindici minuti al giorno.</strong></p>
<p>I ritmi veloci con cui ci ritroviamo a vivere oggi, il livello alto di stress con cui tentiamo di fare le mille cose quotidiane, ci rendono quasi perennemente stanchi, nervosi, irritabili e insonni.</p>
<p>E’ importante imparare a vivere con calma, come scrivo  nell’articolo  “Ansia e stress: come controllarli nella nostra vita” ecco il link dove puoi leggerlo, <a href="http://www.panicovintoblog.com/ansia/ansia-e-stress-come-controllarli-nella-nostra-vita/"><span style="color: #800080;"><strong>clicca qui</strong>  </span></a>e nell’articolo “Attacchi di panico e stress” che <strong><span style="color: #800080;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/stress/attacchi-di-panico-e-stress/">trovi qui.</a></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-877" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/contattonatura.jpg" alt="" width="240" height="239" /></p>
<p><strong>Il nostro corpo ha  bisogno di respirare in profondità aria pulita.</strong></p>
<p>Purtroppo noi respiriamo male e superficialmente a causa dei traumi, delle tossine, dello smog in cui dobbiamo vivere.</p>
<p>Inserire la buona abitudine di fare una decina di respiri al mattino, appena svegli, davanti alla finestra aperta oppure sul balcone può dare un grande benessere.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha bisogno di muoversi ogni giorno, preferibilmente all’aria aperta.</strong></p>
<p>Al mattino appena svegli e la sera prima di addormentarsi  fa bene stiracchiarsi.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha bisogno di essere mantenuto pulito</strong> sia esternamente con la doccia quotidiana sia internamente con l’espulsione delle tossine.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha bisogno di fusione e di affetto</strong>, quindi fa molto bene abbracciare se stessi e abbracciare un altro corpo, se il partner non è disponibile, va bene anche stringere a sé il proprio figlio, il proprio gatto oppure il cane,  un morbido peluche, un cuscino soffice.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha  bisogno di sicurezza</strong>, quindi è bene curare l’ambiente in cui viviamo, il luogo dove lavoriamo, le strade che percorriamo quando siamo in città, evitando i pericoli inutili.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha bisogno di una sana sessualità</strong>, che non deve essere eccessiva, altrimenti riduciamo l‘energia vitale che va impegnata nella realizzazione dei progetti creativi .</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><strong>IL CORPO NON E’ INFERIORE ALLA MENTE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-878" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/danzacordarossa.jpg" alt="" width="240" height="179" /></p>
<p>Un dato errato che ho trovato spesso nelle persone che soffrono di attacchi di panico  è l’opinione che il corpo sia inferiore alla mente.</p>
<p>Questo dato è sbagliato perché <strong>il corpo e la mente hanno il medesimo valore, nessuna delle due dimensioni è superiore oppure inferiore all’altra</strong>.</p>
<p>Sono differenti soltanto come funzioni, ma non come importanza.</p>
<p>Quando la mente inizia a voler controllare il corpo succedono i guai peggiori, come spiego nell’articolo “Semplicemente .non pensare alla paura: ecco come si fa”, <a href="http://www.panicovintoblog.com/paura/semplicemente-non-pensare-alla-paura-ecco-come-si-fa/"><strong><span style="color: #800080;">questo è il link dove puoi leggerlo</span></strong></a> e in modo approfondito nel mio libro digitale &#8220;Panico Vinto!&#8221;</p>
<p>La psicologia non può prendere il sopravvento sulla biologia.</p>
<p><strong>La soluzione è rispettare la biologia del corpo e permettere all’  energia vitale di muoversi senza blocchi, né ostacoli.</strong></p>
<p>Quando senti di voler controllare il corpo tu vai a comandare nella casa che non è di tua proprietà, tu tenti di far funzionare qualcosa che già è abile da sempre a  funzionare perfettamente.</p>
<p>Caro Senso 78, se tu pretendi  che  il tuo corpo scatti come quello di un campione olimpionico, che si allena tutti i giorni per ore e ore…allora è inevitabile che sentirai la tachicardia e altri sintomi fisici “strani”.</p>
<p>Scegli di allenarlo dolcemente e costantemente prima di sottoporlo a una superpartita di due ore.</p>
<p>Fai delle pause durante la corsetta.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LA PAROLA CHIAVE QUANDO LAVORI E’ : PAUSA!</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-879" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/relaxdigiorno.jpg" alt="" width="240" height="205" /></p>
<p>Ascolta quando il tuo corpo ha bisogno di riposo, di silenzio e daglielo !</p>
<p>Se stai tanto tempo seduto davanti al computer, oppure sopra i libri, scegli di darti la disciplina di fare una pausa ogni 45 minuti, nella quale stiracchi il corpo e fai qualche piccolo allungamento alla muscolatura dorsale del collo (cervicali) e della schiena.</p>
<p>Regalati una PAUSA!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>COME CONTROLLARE LA PAURA AFFINCHE’ NON DIVENTI FOBIA</strong></p>
<p>Anche se ti sembrerà difficile all’inizio è bene che tu comprenda che <strong>il disagio che avverti quando senti la tachicardia</strong>, come percepisce Senso 78 oppure quando sbatti inavvertitamente una parte del tuo corpo, come accade a Chadisja<strong> è INEVITABILE, ma NON E’ ETERNO</strong>.</p>
<p><strong>Passa!</strong></p>
<p><strong>La cattiva abitudine</strong>, che rischia di trasformarsi in <strong>fobia, è come un quadro storto appeso alla parete.</strong></p>
<p>Scegli di rompere il meccanismo mentale e raddrizza il quadro, tornando alla biologia!</p>
<p>Divieni consapevole dei dati errati su cui appoggi le  convinzioni, che ti fanno sentire il corpo fragile come un oggetto nello zoo di vetro.</p>
<p>Abbandona le informazioni sbagliate di avere un soffio al cuore oppure di avere una strana patologia soltanto perché non credi nella forza naturale del corpo.</p>
<p><strong>Torna indietro, ripercorri il cammino dall’inizio all’incontrario, dalla fobia alla paura finché la paura da immensa diventa piccolina, minuscola come un piccolo neo carino e innocuo.</strong></p>
<p>Inserisci i dati giusti rispetto al funzionamento del corpo, come ho descritto sopra e occupati non tanto di ingigantire la paura, alimentando la fobia, quanto di prenderti cura dei sani e naturali bisogni del tuo corpo.</p>
<p>Prova a farlo con amore e con cura, come se  cullassi un bambino piccolo, bellissimo e intelligentissimo!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-883" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/bimbofragile-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p>Questo mese ti propongo di lavorare su questo tema, se lo desideri:</p>
<p><span style="color: #800000;">1. Dimmi che relazione hai con il tuo corpo? Hai la tendenza a volerlo controllare? Temi che sia fragile, che si rompa, che non regga le fatiche della vita?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">2. Che relazione hai con il tuo corpo durante l’attacco di panico?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">3. Quali sono i bisogni del tuo corpo su cui vuoi fare un  progetto nei prossimi mesi, per migliorare il modo in cui te ne prendi cura?</span></p>
<p>Copyright 2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati</p>


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<li><a href='http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/attacco-di-panico-che-cosa-ci-fai-al-pronto-soccorso/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Attacco di panico: che cosa ci fai al Pronto Soccorso?'>Attacco di panico: che cosa ci fai al Pronto Soccorso?</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Attacco di panico: che cosa ci fai al Pronto Soccorso?</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 16:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi panico]]></category>
		<category><![CDATA[attacco di panico e pronto soccorso]]></category>

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Se per un attacco di panico corri spaventato, per la seconda volta, al Pronto Soccorso, forse sei nel posto sbagliato al momento giusto!
Perché?
Perché quando vivi l’attacco di panico è il momento in cui hai veramente bisogno di un aiuto caldo, profondamente umano e il tuo corpo è sano, anche se ti sembra di stare malissimo.
Al [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-762" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/01/fragile.jpg" alt="" width="240" height="240" /></p>
<p>Se per un attacco di panico corri spaventato, per la seconda volta, al Pronto Soccorso, forse sei nel posto sbagliato al momento giusto!</p>
<p>Perché?</p>
<p>Perché <strong>quando vivi l’attacco di panico è il momento in cui hai veramente bisogno di un aiuto caldo, profondamente umano </strong>e il tuo corpo è sano, anche se ti sembra di stare malissimo.</p>
<p>Al pronto soccorso si affida il proprio corpo fisico, quando temiamo di avere qualcosa di serio da controllare e da curare, come un trauma, una brutta ferita, un inizio di infarto, una slogatura, una crisi respiratoria, ma… se già conosci le ormai note sensazioni che accompagnano fedelmente l’attacco di panico, <strong>allora è il momento di riconoscere CHI ti puo’ aiutare e COME  VUOI ESSERE AIUTATO.</strong></p>
<p><strong>Quando hai l’attacco di panico non è la macchina, ovvero il tuo corpo, che ha qualcosa da aggiustare in carrozzeria (  il Pronto Soccorso ), ma è il guidatore della macchina che è confuso, spaventato, smarrito</strong>, che sente  il proprio normale senso di sé che si sta allontanando e dissolvendo, che chiede disperatamente: AIUTOOOOO!<span id="more-761"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-763" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/01/prontosoccorsofrecciagrande-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Scrive sul Blog il 31 agosto 2009 (ecco dove trovi il suo commento integrale, <a href="http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/attacchi-di-panico-con-e-senza-agorafobia-come-imparare-dai-fallimenti/#comments"><strong><span style="color: #800000;">clicca qui</span></strong></a>)  Roberta, una lettrice di 44 anni, mamma di due figli, che vive in una città dell’Alto Adige:</p>
<p><em>“Una volta io sono stata portata con l’ambulanza dal mio posto di lavoro al pronto soccorso, ero accompagnata da una delle mie sorelle che tra l’altro faceva l’infermiera in quello stesso ospedale, e quando all’orecchio, lei ha sussurrato al medico che probabilmente si trattava di uno dei miei soliti attacchi di panico, lui si è girato verso di me e mi ha detto con una tale arroganza misto sarcasmo…:”Allora bastano solo due sberloni fatti bene “….</em></p>
<p><em>non ti dico la mia reazione interna, già perché a quei tempi non riuscivo nemmeno a sfogare la mia rabbia all’esterno e mi rimaneva soltanto l’umiliazione di essere stata derisa un’altra volta e dentro di me mi sono chiesta…ma allora se nemmeno a loro posso chiedere aiuto a chi mi rivolgo?&#8230;”</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>SE NEMMENO AL PRONTO SOCCORSO POSSO CHIEDERE AUTO A CHI MI RIVOLGO?</strong></p>
<p>Roberta, in un momento molto delicato e confuso della sua vita, aveva bisogno di un aiuto puro, pulito dai giudizi critici e dalle sopraffazioni, aveva soltanto bisogno di essere compresa e rispettata nella sua difficoltà, invece ha trovato a soccorrerla la persona sbagliata, che ha usato con lei  delle parole offensive e inutili.</p>
<p>La buona notizia, in tutta questa triste situazione, è la comprensione che conferma a Roberta di aver chiesto aiuto alle persone che operano nel posto sbagliato, nel momento giusto in cui aveva bisogno ricevere un vero sostegno.</p>
<p>E’ utile andare al pronto soccorso, se ci siamo arrivati una prima volta di corsa, per ricevere la DIAGNOSI che il medico ci fa dopo la visita: attacco di panico oppure attacco di ansia.</p>
<p>Ma non serve andarci una seconda volta, visto che non hai una malattia fisica, né una patologia psichiatrica.</p>
<p>Non sei un paziente da Ospedale!</p>
<p>Sei solamente una persona tanto spaventata che ha bisogno di essere accolta, compresa e aiutata con amore.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>COME AIUTARE CHI HA UN ATTACCO DI PANICO?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-764" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/01/soffocareamore-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Chi soffre di attacchi di panico è sempre una persona forte, sana e sensibile.</p>
<p><strong>Nella relazione di aiuto va  trattata con delicatezza e con rispetto.</strong></p>
<p><strong>Le sensazioni che prova la persona durante l’attacco di panico sono vere, anche se non sono reali</strong>, quindi bisogna credere completamente al terribile inferno emozionale, fisico e mentale che vive in quel momento.</p>
<p><strong>Quell’attimo di grande apertura</strong>, durante l’attacco di panico,  <strong>è simile a quando la porta di casa viene spalancata violentemente da un colpo di vento gelido</strong>, in quel momento la persona vive un “appannamento interiore” e un acuirsi della sensibilità a livello dei cinque sensi fisici.</p>
<p>In quei momenti di sbandamento totale, si diventa vulnerabili e  impressionabili.</p>
<p>Se dentro la sala di aspetto del Pronto Soccorso, illuminata dalle lampade al neon, che ho già spiegato non vanno bene per chi soffre di panico (<span style="color: #800000;"><strong><a href="http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/il-panico-non-e%e2%80%99-una-malattia-fisica-ne%e2%80%99-mentale/#more-64">ecco qui  il link </a></strong></span> dove spiego questo a Sabina il 12 marzo 2008 alle 14:28 alla voce Commenti)  si vedono persone con ferite che sanguinano, bambini che piangono disperati perché sono caduti e si sono fatti male, ci sediamo su mobili freddi e asettici e dobbiamo spiegare cosa ci succede a  infermieri e medici indaffarati a salvare corpi feriti, allora le nostre condizioni di ansia e di panico non possono che aumentare.</p>
<p>Chi si sente vittima dell’attacco di panico non è la persona adulta,  la brava mamma sicura di sé nella vita, come nel caso di Roberta ma <strong>il bambino piccolo, la bambina piccolina, che in passato ha attraversato da sola un momento, in cui ha vissuto delle sensazioni simili, anche se adesso non lo ricorda più e non  lo collega al momento attuale di ansia e panico, è quel PICCOLO PERSONAGGIO DENTRO CHE GRIDA : “S. O. S.”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-765" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/01/bambinobosco2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Chi aiuta la persona che ha l’attacco di panico deve stare in silenzio e dare un contatto umano calmo e caldo.</p>
<p><strong>Deve aiutare il “personaggio interiore” a ritrovare il proprio corpo, che adesso sente che lo ha tradito e abbandonato per fare, in modo totalmente incontrollato, quello che vuole lui.</strong></p>
<p>Deve aiutarlo a riconoscere: <strong>“Questo corpo è il mio! Allora questo corpo sono Io!”</strong></p>
<p>Parlare con queste parole: “Non è niente, vedrai che ti passerà!” non è utile in quel momento, perché è un modo per non accogliere affatto quello che la persona in preda al panico vive.</p>
<p>E’ vero che non morirà per nulla, ma in questo momento critico non è gentile ricordarglielo.</p>
<p>Lo sa già, solamente che davanti alla tempesta emozionale del momento non ci crede più.</p>
<p><strong>Chi aiuta deve sapere</strong> che in quel momento<strong> la persona crede di essere precipitata un in’”area di morte” dove  si sente molto strana,</strong> dove sente che l’Io, su cui appoggia il senso di se stesso, non è più presente, ma si sta perdutamente allontanando.</p>
<p>Bisogna rispettare questo “senso di morte” e come ai funerali ( scusa il paragone) si sta in silenzio, si dicono poche parole vere di partecipazione e soprattutto si sta vicini, con la presenza fisica, nel dolore ai parenti, qui, in questo momento si fa lo stesso.</p>
<p>Si dà un contatto fisico delicato sulla schiena, si parla dolcemente come si fa con un bambino impaurito, si trovano le parole vere, giuste, che partono dal cuore e che accarezzano il cuore della persona disperata.</p>
<p><strong>Va bene</strong>, se serve, anche<strong> parlare in  terza persona, dire per esempio: “So che hai tanta paura, adesso portiamo Roberta a casetta e stiamo insieme, finché le brutte sensazioni sono evaporate, vedrai che dopo Roberta starà meglio”.</strong></p>
<p>La stanza dove rimanete vicini, accanto alla persona che si sdraia sul letto oppure sul divano, nella posizione che le viene spontanea, deve essere calda, accogliente, poco luminosa, silenziosa.</p>
<p>Chi aiuta è bene che veda il “bambino piccolo” , la “bambina piccola” dentro quel corpo adulto scosso dal panico, deve capire che è a quel piccolo bambino terrorizzato, che deve rivolgersi adesso, che deve consolare e rassicurare!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-766" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/01/aiutosonosola-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Ti invito a condividere nel nostro Giardino – Blog la risposta a queste due  domande:</p>
<p><span style="color: #800000;">1. Dimmi come vuoi essere aiutato quando hai un  attacco di panico?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">2. Dimmi chi senti che  ti può veramente aiutare in quel momento?</span></p>
<p>Copyright 2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Non evocare i sintomi dell&#8217;attacco di panico, non aprire la stanza di Barbablù</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 13:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi panico]]></category>
		<category><![CDATA[Panico]]></category>
		<category><![CDATA[senso di irrealtà]]></category>
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COME PER UNA BRUTTA MAGIA ECCO APPARIRE  L’ATTACCO DI PANICO
Scrive sul nostro Giardino-Blog Antonio 3, giovane titolare di due supermercati nella bella Napoli:
“L’altro giorno ero andato alla cassa a sostituire una delle due cassiere, mentre ero lì si presentano altre persone che mi desideravano, quindi entro subito in una situazione di stress, ma fin qui [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-640" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/12/cercaresestessi-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;">COME PER UNA BRUTTA MAGIA ECCO APPARIRE  L’ATTACCO DI PANICO</p>
<p>Scrive sul nostro Giardino-Blog Antonio 3, giovane titolare di due supermercati nella bella Napoli:</p>
<p>“<em>L’altro giorno ero andato alla cassa a sostituire una delle due cassiere, mentre ero lì si presentano altre persone che mi desideravano, quindi entro subito in una situazione di stress, ma fin qui ci siamo, bastava dire alle persone di aspettare qualche istante e poi si sarebbe risolto tutto, ma dato che sono una persona sensibile passo dallo stress al mini attacco di panico, perché come sapete si comincia ad ascoltare i sintomi che il nostro corpo avverte nella situazione di stress ed ecco che, come per magia l’attacco parte…</em>”</p>
<p>La tendenza a evocare e a richiamare i sintomi dell’attacco di panico è una cattiva abitudine da abbandonare prima possibile, perché è inutile e dannosa.</p>
<p>Ha il vero potere distruttivo di far riapparire gli attacchi di panico.</p>
<p>E’ un ‘azione mentale ed emozionale da non fare!</p>
<p>Nella fiaba settecentesca di Perrault “Barbablù” il ricco mercante, prima di partire per un lungo viaggio consegna un mazzo di chiavi alla moglie dicendo: “Eccoti le chiavi delle varie stanze, questa è la stanza del vasellame d’oro e d’argento, questa della stanza dei gioielli…e quest’ultima chiave apre uno stanzino in fondo alla scala che porta in cantina. Ti proibisco di entrarci. Se disubbidirai te ne pentirai amaramente!”</p>
<p>Naturalmente la moglie di Barbablù non seguì l’indicazione del marito e d’improvviso le venne una gran voglia di dare un’occhiata subito, prese la piccola chiave, la infilò nella toppa, aprì la porta e…<span id="more-639"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-641" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/12/barbablu-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p> </p>
<p>E’ molto importante, come approfondisco <a href="http://www.arteecrescitalibreriaonline.com">nell’Ebook “Panico Vinto!” </a>educarti con disciplina a non aprire la porta, che ti fa precipitare nei sotterranei bui del passato, nelle stanze dei ricordi appena dimenticati, dove sono ancora fresche le immagini di te stesso in preda al panico, in balia dei sintomi spaventosi.</p>
<p><strong>Non c’è nessuno che ti impone di non aprire questa porta, sei tu che puoi scegliere di tenerla chiusa per sempre</strong>.</p>
<p>E’ una sfida con te stesso, un impegno a non compiere in quei momenti di stress l’azione più sbagliata che potresti fare, la più inutile, semplicemente non andare verso quella porta!</p>
<p>Nella vita quotidiana ci sono tante cose belle da fare, da creare, da realizzare e ce ne sono altre da non fare.</p>
<p>Faccio un esempio semplice: come non dobbiamo bere la bottiglia di candeggina, come non dobbiamo attraversare a piedi l’ autostrada, perché si rischia di morire, così ricordare, evocare, richiamare il ricordo degli attacchi di panico è una azione molto pericolosa, da non fare!</p>
<p>In quei momenti critici di stress, di paura è come se ti trovassi davanti a un bivio e non sai dove andare, non ti ricordi più che cosa devi fare.</p>
<p>Proprio in quei momenti veramente difficili, scegli di non seguire i movimenti vorticosi dei ricordi passati spiacevoli, che ti riporteranno indietro, che ti faranno rivivere le vecchie orribili sensazioni della stanza proibita di Barbablù!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-642" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/12/agorafobiaprigione-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: center;">TUTTO DIVENTA IRREALE E PERDO LA PERCEZIONE DEL TEMPO PRESENTE</p>
<p>Scrive ancora Antonio 3: “<em>Mi sento in una situazione la quale mi potrebbe far perdere il controllo, la paura mi assale e la mia sicurezza svanisce , tutto diventa irreale, perdo la percezione del tempo presente e mi sento subito quel bambino indifeso…</em>”</p>
<p>La de-realizzazione è una bruttissima sensazione di irrealtà, è un attimo che sembra eterno, in cui ci sentiamo sospesi dal mondo normale e reale.</p>
<p>Lo spazio in cui ci troviamo diventa incerto, instabile e strano, il tempo è sospeso.</p>
<p>In questo brutto momento sentiamo di non esistere e la nostra vita si spezza a metà.</p>
<p>La percezione di noi stessi e del mondo attorno a noi inizia a dissolversi.</p>
<p>Ci sentiamo estranei alla normalità, protagonisti infelici di un brutto film, dove il vero protagonista diventa il panico, un Veleno Arraffatutto, che sparge dappertutto la polverina del sonno, avvolgendoci nel terribile incantesimo che ci sospende dalla vita, dalle nostre vere mete evolutive da realizzare.</p>
<p>In quei momenti di irrealtà l’unica azione utile che puoi fare è materializzarti, è diventare reale a tutti i costi, uscire dalla nuvola dell’ incoscienza e spingere tutto te stesso attraverso i sensi fisici: guarda, tocca, annusa, ascolta, parla, ricorda che la consapevolezza e l’amore sono l’unico bene prezioso che Veleno Arraffatutto non è ancora riuscito a rubare!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-643" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/12/agorafobiasogno-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><span style="color: #800000;">Vuoi condividere con noi:</span></p>
<p><span style="color: #800000;">1. Quali sono le situazioni di vita in cui ti accorgi di diventare irreale e di perdere il tempo presente ?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">2.  Andando indietro nel tempo passato, quale ricordo emerge, legato alle strane sensazioni simili a quelle che vivi adesso, quando ti senti irreale?</span></p>
<p>Buona ricerca!</p>
<p>Copyright 2009-2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-644" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/12/gif-2-cuori.gif" alt="" width="25" height="16" />Ringrazio di cuore i lettori- fiori che hanno lasciato gli stupendi e profondi commenti: Francesca, Nicola, Michele, Chadisja, Paola, Antonio 3, Erika, Alessandra, Daniela, Lucia, Virginia, Nic, Simona, Eva, Elisa, Maria Letizia, Gian Piero, Pino, Gian, Federica, Roberta, Carmela, Michela, Desy, Franco, Laura, Pablo, Elena, Daniela 2, Alessandra 2, Antonio, Peppe, Sara, Greta, Salvatore, Sabina, Pippo, Arabella, Stella, Sergio, Nina, Gianna.</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Semplicemente non pensare alla paura: ecco come si fa!</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 18:16:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paura]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[Panico]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nel mio articolo “Attacchi di panico con e senza agorafobia: come imparare dai fallimenti!”  abbiamo conosciuto la paura di perdersi, la solitudine infinita percepita dentro di sé dall’alpinista estremo Reinhold Messner, durante l’attacco di panico, da lui vissuto di fronte al Nanga Parbat.
Leggiamo adesso qual’ è il segreto che lo scalatore delle montagne più alte [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-391" title="come uscire dall'agorafobia" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/10/agorafobiafine-300x225.jpg" alt="come uscire dall'agorafobia" width="300" height="225" /></p>
<p>Nel mio articolo <a href="http://www.panicovintoblog.com/ansia/attacchi-di-panico-con-e-senza-agorafobia-come-imparare-dai-fallimenti/"><span style="color: #993300;">“Attacchi di panico con e senza agorafobia: come imparare dai fallimenti!”</span> </a> abbiamo conosciuto la paura di perdersi, la solitudine infinita percepita dentro di sé dall’alpinista estremo Reinhold Messner, durante l’attacco di panico, da lui vissuto di fronte al Nanga Parbat.</p>
<p>Leggiamo adesso qual’ è il segreto che lo scalatore delle montagne più alte del mondo, ci rivela per uscire dai terribili momenti di panico “Cerco semplicemente di non pensare alla paura. Cerco di pensare a qualcosa di completamente diverso, a qualcosa di stimolante: è l’unico sistema per non impazzire nella situazione critica”.</p>
<p>Sono d’accordo con Messner.</p>
<p>Ma come si fa concretamente e praticamente a non pensare alla paura di un attacco di panico, che potrebbe venire quando usciamo di casa, quando camminiamo per le strade, quando siamo sull’autobus oppure al supermercato?</p>
<p>Per prima cosa analizziamo la differenza tra “pensare” e “sentire”, tra “pensare ai sintomi dell’attacco di panico” e “sentire i sintomi quando l’attacco di panico è ormai sopraggiunto”.</p>
<p>Pensare alla paura, evocare l’ ansia, che nutre la paura e che è già stata vissuta nei precedenti eventi dolorosi, quando i sintomi del panico ci hanno sopraffatto, la alimenta, la nutre facendola aumentare sempre più, gonfiandola come un pallone che diventa sempre più grande e che ci solleva da terra, staccandoci dal mondo reale.<span id="more-390"></span></p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-392" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/10/risalta-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Sentire la paura e le sensazioni di panico, attraversando quel terribile momento con la consapevolezza che passerà da solo, perché ho fiducia nella saggezza millenaria del corpo,  farà svanire e dissolvere le sensazioni.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>ASCOLTO OSSESSIVAMENTE IL BATTITO DEL MIO CUORE e HO PAURA</strong></p>
<p>Scrive Sara, giovane lettrice del Blog, <a href="http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/panico-con-agorafobia-come-vincere-la-paura-di-uscire-di-casa/"><span style="color: #993300;">nel commenti che trovi cliccando qui</span></a>: “<em>Gentilissima Dottoressa Laura Bolzoni Codato sono rimasta affascinata da quello che ha scritto…sento finalmente di poter parlare con una persona che sa cosa significa soffrire veramente di ansia.</em></p>
<p><em>Io sono 2 anni che soffro di ansia generalizzata e attacchi di panico…</em></p>
<p><em>Una sera, stavo cenando a casa… e ho sentito il mio cuore battere all’impazzata… vampate di calore… senso di vomito … corsa al pronto soccorso solo tachicardia sinusale…da lì non contenta mi sono fissata che cmq avessi qualcosa al cuore .. ho fatto una visita cardiologica esami del sangue…stavo bene … solo tachicardia d’ ansia&#8230;”</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-393" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/10/serenità-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>COME SMETTERE DI CONTROLLARE LE SENSAZIONI NEL CORPO</strong></p>
<p>Questa è la risposta che ho dato a Sara :” Benvenuta Sara nel nostro Giardino- Blog!</p>
<p>Ho compreso le tue preoccupazioni, le tue paure legate al corpo e il timore che i pensieri riguardo eventuali malattie diventino ossessivi.</p>
<p>Il corpo fisico è guidato nella sua fisiologia da una saggezza e da un’intelligenza millenaria, sa molto bene come farti respirare, sa come farti deglutire, sa come farti digerire, sa come far battere il tuo cuore.</p>
<p>Tu non sai farlo, come nessuno di noi.</p>
<p>Possiamo pensare, immaginare, creare, sentire, ma non possiamo governare le funzioni del corpo fisico.</p>
<p>E’bene che lo lasciamo fare, che ci mettiamo umilmente in secondo piano, che ci arrendiamo a questa certezza evidente.</p>
<p>Una volta appurato, come hai fatto tu, che non ci sono problemi seri di salute, se la tua attenzione continua a scrutare in modo ossessivo i battiti del tuo cuore, divieni consapevole che stai invadendo uno spazio, dove non puoi essere utile.</p>
<p>E’ bene che con fermezza, inizi a educare la tua attenzione a rinunciare al controllo di che cosa sta facendo il tuo cuore e che la sposti verso quello che invece è corretto controllare: i fini della tua vita, la realizzazione di ciò che in profondità ami fare.</p>
<p>La tendenza va lì, nell’ascoltare i battiti del cuore?</p>
<p>Tu, con un atto cosciente di volontà, la dirigi da un’altra parte.</p>
<p>Dove?</p>
<p>Dove è evolutivo che vada: verso la vita, verso le relazioni, verso la creatività, verso le forme del mondo, verso l’amore.</p>
<p>Immagina di esserti intrufolata in una casa che non è la tua e dove ti stai soffermando a curiosare tutto.</p>
<p>Bene, esci dolcemente e discretamente da quella casa che non è di tua proprietà e vai a realizzare le tue creazioni: la tua attività, le tue amicizie, la tua relazione d’amore, i tuoi progetti…..</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-394" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/10/libertànelbosco-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Più pensi a quello che temi e più la cosa che ti spaventa quasi per magia diventa grande, grandissima, immensa.</p>
<p>Invaderà tutto lo spazio della tua mente.</p>
<p>Meno attenzione dedichi a ciò che ti fa paura e prima le “quotidiane ossessioni” svaniranno.</p>
<p>Perché?</p>
<p>Perché si nutrono dell’energia che la tua attenzione dona loro.</p>
<p>Ti auguro di ritrovare presto la tua serenità, di fare pace con te stessa e con il tuo corpo!&#8221;</p>
<p>Dopo alcuni giorni Sara scrive : <em>“Ciao a tutti … amici- fiori…</em></p>
<p><em>Questi giorni .. sto provando a non sentire il mio cuoricino battere…<br />
ignoro le vampate di calore.. e sensazioni di svenimento varie.. oggi vado al cinema.. è una grande fatica per me .. visto che è un po’ che sto a casa.. “</em></p>
<p>Rispondo così, apprezzando il suo impegno di compiere delle azioni concrete per uscire dalla paura:” Brava Sara: c’è chi si allena quotidianamente andando in bicicletta, chi correndo nel parco con il cane, chi arrampicandosi sulle pareti di roccia verticale, chi facendo gli esercizi in palestra e c’è chi si allena a distogliere l’attenzione dalle sensazioni del corpo e a riportarle verso le forme della vita, verso il mondo vivo che lo circonda, verso i progetti creativi che desidera realizzare!</p>
<p>Giorno dopo giorno, con costanza e con determinazione, ti educherai con amore, ma anche con tanta fermezza, ad abbandonare la vecchia piccola, ma pericolosa, cattiva abitudine di osservare che cosa sente il tuo corpo durante gli attacchi di ansia e di panico, finché tutto ritornerà armonicamente al giusto posto!</p>
<p>Buon allenamento, ti sono vicina!”</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PAURA DI UN ATTACCO DI ANSIA E DI PANICO SULL’AUTOBUS</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-395" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/10/agorafobiacabina-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Scrive Antonio <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/panico-con-agorafobia-come-vincere-la-paura-di-uscire-di-casa/"><span style="color: #993300;">nel suo commento, che trovi qui</span></a></span>: <em>”Verso la metà di luglio ho avuto un attacco di panico dovuto( secondo il dottore al pronto soccorso) dallo stress del lavoro. ..</em></p>
<p><em>Almeno tre volte a settimana, ogni volta che prendo i mezzi pubblici ho paura, ansia, mi viene una cosa allo stomaco tipo interrogazione a scuola oltre alla tachicardia che riesco a trattenere con la respirazione. Non so se questo è dovuto al fatto che l’attacco è capitato proprio sui mezzi, ma non sono stressato ultimamente e mi capita ugualmente.”</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>COME IGNORARE LA PAURA SULL’AUTOBUS</strong></p>
<p>Rispondo ad Antonio: “L’attacco di panico che ti ha colto di sorpresa sull’autobus è rimasto trattenuto nella tua mente sotto forma di spiacevole ricordo, che è ancora attivo e che genera ancora paura, appena lo rievochi con il pensiero.</p>
<p>Durante il primo attacco di panico, proprio perché inaspettato e improvviso, non hai compreso bene che cosa ti sia veramente successo, sei corso al pronto soccorso, dove hai ricevuto le prime cure, la diagnosi dal medico che ti ha visitato e che ti ha spiegato le circostanze che possono averlo provocato: stress da lavoro.</p>
<p>La risposta del medico è corretta, tuttavia le circostanze, da sole, prese per se stesse non sono la causa esclusiva, né l’origine vera e profonda dell’attacco di panico.</p>
<p>Certamente l’ansia indotta dallo stress è un segnale utile da ascoltare sempre, da rispettare e da non aumentare.</p>
<p>E’importante che tu sappia che quell’evento ormai passato non ti ha solamente sopraffatto e fatto precipitare in una terribile confusione emozionale, fisica e mentale, ma che è ancora lì, bello presente e vispo.</p>
<p>Infatti la tua sensazione e la tua paura è che “non passi più”.</p>
<p>Perché è ancora pericolosamente presente?</p>
<p>Perché non è stato compreso e accettato in tutte le sue molteplici sfumature, perché non sei ancora risalito alla sua causa originaria, che è antecedente all’episodio del primo attacco di panico.</p>
<p>Perché probabilmente lo hai comunicato troppo poco e nessuno ti ha veramente capito in ogni particolare.</p>
<p>Cosa puoi fare oggi?</p>
<p>Comprendere che quando tu sali sull’autobus molto affollato, sei “in balia” degli altri, perché non sei tu che guidi, non sei tu che puoi decidere di far star zitte le persone, non sei tu che decidi le fermate…</p>
<p>Tu perdi una grande parte del controllo sulla realtà esterna, che in quel momento diventa difficile da gestire, perché gli stimoli che senti sono troppo forti per te, sono troppo numerosi e avvengono tutti contemporaneamente, uniti allo spiacevole ricordo di un evento doloroso, già accaduto.</p>
<p>Bene, puoi cambiare punto di vista e sostituire la fiducia alla paura: decidi interiormente e silenziosamente di guidare TU l’autobus, di ascoltare solamente la TUA voce, che sovrasterà quella degli altri passeggeri e delle solite paure.</p>
<p>Non puoi controllare lo spazio esterno a te, che ti ospita per un po’ di tempo, allora scegli di controllare lo spazio interno a te.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-396" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/10/equilibrismodonna-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Delinea interiormente i confini del tuo mondo e qui dentro ti rilassi, ritrovi te stesso, come quando sei a casa tua, dove silenzioso e calmo, stai bene.</p>
<p>Educati a non vivere il salire sull’autobus come un esame da superare, perché non è così: il mezzo pubblico è una bella macchinona grande, lunga, spaziosa, guidata da un autista personale che ti porta dove tu vuoi, mentre sulle seggioline del salotto, tu guardi fuori dai finestrini e osservi la varietà interessante delle persone che condividono con te, temporaneamente, il medesimo spazio!”</p>
<p>Quando ti assale la paura , non pensarla, non ingigantire questo pensiero inutile!</p>
<p>Semplicemente sostituisci la paura con la fiducia nel tuo corpo, che sa molto bene come ripristinare l’equilibrio momentaneamente perduto e con la fiducia in te stesso, che  riconquisterai l’armonia tra le varie parti e i vari aspetti di te, che si sono temporaneamente confusi e squilibrati.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-397" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/10/finestracon-fiori-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Vuoi condividere con noi:</p>
<p><span style="color: #993300;">Qual è la paura più grande che hai quando devi uscire di casa?</span></p>
<p><span style="color: #993300;">Che cosa provi dentro di te quando pensi alla paura?</span></p>
<p><span style="color: #993300;">Quali sono i luoghi dove ti fa più paura andare: supermercato, cinema, aereoporto, stazione dei treni, autobus, ponti, gallerie, incroci stradali, strade affollate, dappertutto, università, studio dentistico, ecc&#8230;.?</span></p>
<p>Copyright 2009 Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati</p>
<p> </p>
<p><span style="color: #800000;">Clicca sul link “Commenti: i lettori scrivono e la dottoressa risponde” che trovi qui sotto oppure <a href="http://www.panicovintoblog.com/ansia/semplicemente-non-pensare-alla-paura-ecco-come-si-fa/"><span style="color: #003366;">qui </span></a></span></p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Come imparare dai fallimenti e andare oltre i limiti?</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 19:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Panico]]></category>
		<category><![CDATA[vincere il panico senza medicine]]></category>

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		<description><![CDATA[
La vittoria sul disturbo di panico è una conquista che si ottiene passo dopo passo, percorrendo in solitaria oppure in due oppure insieme ad altri compagni di viaggio il sentiero per ritornare a vivere una vita libera e pienamente realizzata.
Raramente accade che la vittoria conquistata improvvisamente sia definitiva, similmente come è raro vincere il biglietto [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/everest1.jpg"><img class="size-medium wp-image-349    aligncenter" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/everest-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>La vittoria sul disturbo di panico è una conquista che si ottiene passo dopo passo, percorrendo in solitaria oppure in due oppure insieme ad altri compagni di viaggio il sentiero per ritornare a vivere una vita libera e pienamente realizzata.</p>
<p>Raramente accade che la vittoria conquistata improvvisamente sia definitiva, similmente come è raro vincere il biglietto milionario della Lotteria e rimanere ricchi.</p>
<p>Questa realtà è un bene, perché ci permette di costruire in modo solido e duraturo le basi del successo finale, di comprendere gli errori fatti, di tentare di fare meglio, di lasciare l’orgoglio e di diventare umili, ma soprattutto ci insegna a imparare dai fallimenti.</p>
<p>Quando  racconto che ho lavorato con Reinhold Messner le persone mi credono subito, anche perché possono vedere le foto che ci ritraggono insieme.</p>
<p>Ma quando racconto che il grande scalatore estremo, &#8211; l’unico al mondo che ha conquistato 14 cime degli Ottomila, che ha affrontato 3.500 scalate, che ha conquistato la montagna più alta della terra, l’Everest senza ossigeno, che il 9 agosto 1978 ha realizzato la prima in solitaria alla parete Diamir del Nanga Parbat sempre senza ossigeno, che ha fatto 30 spedizioni agli Ottomila -, ha fallito molte volte incominciano a credermi un po’ di meno.</p>
<p>Quando poi condivido che il grande scalatore conosce molto bene gli attacchi di panico, perché ne ha sofferto personalmente, mi guardano stupiti e spontaneamente esclamano: “No, Laura, non è possibile!”<span id="more-348"></span></p>
<div id="attachment_350" class="wp-caption aligncenter" style="width: 160px"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/campo-0301.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-350 aligncenter" title="Laura Bolzoni Codato con Reinhold Messner" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/campo-030-150x150.jpg" alt="Laura Bolzoni Codato con Reinhold Messner" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Laura Bolzoni Codato con Reinhold Messner</p></div>
<p>Per fortuna Reinhold Messner nel suo libro “Mein Leben am Limit” ( La mia vita al limite) pubblicato nel 2004 ne parla apertamente, così in questo articolo posso usare le sue parole a favore dei lettori del Blog, visto che alcuni argomenti sul tema del panico delle nostre conversazioni e colloqui privati non sono più segreti.</p>
<p>Il racconto della sua esperienza con i fallimenti e con il panico può essere molto utile per trovare un modo nuovo ed efficace di gestire i fallimenti e per non cadere nell’abisso del panico quando ci viene a visitare durante le nostre giornate quotidiane e perché no, durante le nostre imprese estreme.</p>
<p>La conoscenza di Reinhold Messner non è passata per biblioteche, professori e studi universitari, ma attraverso il vivere sperimentando la realtà in prima persona.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #333333;">PANICO: LA PAURA DI SENTIRSI PERSI</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p>Ecco come  l’alpinista estremo descrive le sue sensazioni durante l’attacco di panico :</p>
<p>“Non era la paura di cadere di sotto, non era la paura di non riuscire ad andare avanti, era unicamente <strong>la paura di essere solo su quella montagna immensa.</strong></p>
<p><strong>Mi aveva preso il panico dell&#8217;essere perduto.</strong></p>
<p>Se guardavo verso quelle alture, verso quell’infinito non muovevo più un passo.</p>
<p><strong>Avevo paura di perdermi.</strong></p>
<p><strong>Una solitudine infinita</strong>, dentro di me, come un buco nero, profondo e imponente quanto il Nanga Parbat che si ergeva di fronte ai miei occhi”.</p>
<p>Così nel 1973 Reinhold Messner a 29 anni, mentre tentava di conquistare in solitaria questo difficile Ottomila, ha dovuto rinunciare all’impresa, perché  non ha retto alla paura e alla solitudine.</p>
<p>Racconta: “Mi sono sentito così perso e abbandonato che sono tornato indietro.<br />
Non ero più all’altezza, da solo, di affrontare quel rischio, non ero più capace di ragionare lucidamente.</p>
<p><strong>Era come se mi stessi dissolvendo&#8221;.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/messner-nella-neve1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-351" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/messner-nella-neve-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #333333;">COME IMPARARE DAI FALLIMENTI?</span></strong></p>
<p>Ascoltiamo sempre dalle parole dirette di Reinhold Messner la risposta alla domanda: come si può affrontare l‘esperienza del fallimento?</p>
<p>“La sconfitta in sé non è molto importante.</p>
<p>Il punto cruciale è quello che accade inevitabilmente dopo, le ripercussioni interiori, il mettere in discussione se stessi, anche la disperazione.</p>
<p>Il mio atteggiamento interiore è stato modificato soprattutto dagli insuccessi.</p>
<p>Questo non mi ha reso affatto più mansueto, solo più tenace.</p>
<p>Il fallimento ci mostra con chiarezza i nostri LIMITI.</p>
<p>Per questo motivo l’insuccesso è un’esperienza più forte del successo.</p>
<p>Arrivare in vetta significa avercela fatta e basta, niente di più e così il traguardo è vanificato.</p>
<p>Con il fallimento invece il traguardo resta.</p>
<p>Quanti fallimenti ci sono stati nella mia vita!</p>
<p>Già da ragazzino.</p>
<p>Ma chi non vive mai questa esperienza da piccolo può non essere in grado, da adulto, di interpretare la disperazione come un messaggio positivo, come il RICONOSCIMENTO DEI PROPRI LIMITI.</p>
<p>Se ho continuato ad accettare nuove sfide è stato possibile perché nell’insuccesso ho colto uno stimolo a tentare di nuovo”.</p>
<p>Come si fa ad andare oltre il fallimento?</p>
<p>Risponde sempre Reinhold Messner: “Si ricomincia da capo. Si conoscono i propri limiti e si cresce grazie ai propri dubbi”.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/messenrinvetta1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-352" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/messenrinvetta-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Trovo una grande somiglianza tra lo stato d’animo dell’alpinista estremo che affronta il percorso per arrivare in cima alla vetta e i sentimenti di chi soffre di attacchi di panico e cammina per arrivare alla fine della brutta e dolorosa avventura di una vita limitata, dove la libertà è ormai perduta.</p>
<p>Come chi sale su una montagna ne scende cambiato, così  chi affronta il panico inevitabilmente cambia.</p>
<p>Non sono la montagna né il disturbo di panico a operare questo cambiamento, sei tu che cambi!</p>
<p>Come di fronte alla vastità infinita e muta, spezzata dalle nuvole e dal vento, che  lo scalatore tenta di affrontare, tutte le maschere cadono, i falsi Sé di noi stessi volano nei crepacci, così l’alpinista e chi lotta con il panico può  mostrare il suo vero volto.</p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #333333;">VAI  AVANTI! CONTINUA!</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;">Accetta le inevitabili sconfitte e vai avanti!</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;">Sii buono con te stesso: accetta di cadere, ma rialzati subito!</span></p>
<p>Il percorso naturale che propongo e che puoi trovare descritto nel mio <span style="color: #800000;"><a href="http://www.arteecrescitalibreriaonline.com">Ebook Panico Vinto!</a></span> è una sfida che avviene, per mantenere la similitudine con le scalate all’Everest, senza ossigeno, senza sherpa, senza pesi inutili.</p>
<p>Si viaggia insieme io e te con un piccolo zaino leggero, con tanta voglia di tentare e tanto coraggio di andare avanti nonostante tutto.</p>
<p>Nonostante gli ostacoli e i fallimenti!</p>
<p>Per fortuna i pericoli rispetto alla montagna sono davvero inesistenti, non cadono sassi in testa, né si precipita nei crepacci, nel percorso naturale si lasciano solamente cadere tutte quelle falsità che ci hanno permesso di sopravvivere finora, senza però averci lasciato essere noi stessi!</p>
<p>TI aspetto in cima alla vetta per godere insieme della vittoria e dell’infinita bellezza di una nuova vita!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/passostep1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-353" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/passostep-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Passo dopo passo arriverai alla vittoria finale!</p>
<p><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/08/passostep1.jpg"></a>Questo mese ti propongo questo<span style="color: #800000;"> semplice esercizio pratico</span>:</p>
<p>Dimmi un tuo grande fallimento.</p>
<p>Dimmi un tuo grande successo.</p>
<p>Copyright 2009 Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.</p>
<p>Ringrazio i lettori del Blog, con cui ho trascorso virtualmente insieme le vacanze personalizzate di agosto e di ferragosto, per i bellissimi, profondi, affettuosi, utilissimi commenti e testimonianze, che hanno lasciato ai piedi dell’articolo : “Attacchi di panico e ansia anticipatoria: l’attesa del nemico”:</p>
<p><strong>Francesca, Eva, Elena, Daniela, Erika, Chadisja, Paola, Francesco, Gilles, Carmela, Gianna, Gianfranco, Genny, Gian Piero, Roberta, Isetta, Patrizia, Simona, Angela Garbari, Maria Letizia, Virginia, Michele, Gabriele.</strong></p>
<p>Con questo articolo ci siamo spostati dal caldo deserto dei Tartari al freddo degli Ottomila, qui i compagni al campo base diventato indispensabili anche per chi affronta eroicamente la parete in solitaria.</p>
<p>Condividere le proprie storie personali con il panico, le esperienze, i successi, i fallimenti, le rinnovate sperante e le drammatiche ricadute aiuta a rendere meno pesante il cammino e a sentirci meno soli.</p>
<p>Se desideri puoi scrivere qui sotto cliccando sul link <strong><span style="color: #800000;">“COMMENTI”.</span></strong></p>
<p>Grazie!</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Attacchi di panico e ansia anticipatoria: l&#8217;attesa del nemico</title>
		<link>http://www.panicovintoblog.com/ansia/attacchi-di-panico-e-ansia-anticipatoria-lattesa-del-nemico/</link>
		<comments>http://www.panicovintoblog.com/ansia/attacchi-di-panico-e-ansia-anticipatoria-lattesa-del-nemico/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 05:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia anticipatoria]]></category>
		<category><![CDATA[Attacchi d'ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[Uscire dal panico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.panicovintoblog.com/?p=327</guid>
		<description><![CDATA[
 
L’ansia è l’anticipazione apprensiva di un pericolo oppure di un evento negativo futuro, accompagnata da sentimenti di angoscia oppure da sintomi fisici di tensione.
Gli elementi che creano tensione e ansia possono appartenere sia al mondo interiore sia al mondo esterno.
In entrambi i casi lo stato d’animo che si vive è quello dell’ATTESA del NEMICO.
 
Il nemico [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/agorafobia-mare1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-328" title="agorafobia e ansia anticipatoria" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/agorafobia-mare1.jpg" alt="agorafobia e ansia anticipatoria" width="187" height="240" /></a></p>
<p> </p>
<p>L’ansia è l’anticipazione apprensiva di un pericolo oppure di un evento negativo futuro, accompagnata da sentimenti di angoscia oppure da sintomi fisici di tensione.<br />
Gli elementi che creano tensione e ansia possono appartenere sia al mondo interiore sia al mondo esterno.</p>
<p>In entrambi i casi lo stato d’animo che si vive è quello dell’ATTESA del NEMICO.</p>
<p> <br />
Il nemico è l’attacco di panico, che può apparire quando e come vuole, in totale indipendenza dalla nostra volontà.<br />
Per spiegare in modo semplice  e pratico l’ansia anticipatoria userò il romanzo di Dino Buzzati “Il deserto dei Tartari”.</p>
<p>Nella Fortezza Bastiani, posta ai confini dell’Impero austro-ungarico, nella pianura chiamata deserto dei Tartari, Giovanni Drogo e i suoi militari continuano a vivere seguendo le norme rigide della disciplina, anche se da molti anni non c’è più stato nessun attacco da parte dei nemici.<span id="more-327"></span></p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/desertodeitartari21.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-329" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/desertodeitartari2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Tutti i militari che abitano nella Fortezza sono animati da un’unica e inconfessabile speranza: vedere apparire all’orizzonte il nemico.</p>
<p>E nell’attesa della grande occasione Giovanni Drogo e i suoi compagni consumano la loro vita.</p>
<p> <br />
L’ATTESA E’ DIVENTATA IL LORO DESTINO.</p>
<p> <br />
L’illusione di vedere la striscia nera del nemico che avanza al’orizzonte è diventata la vera ragione di vita.</p>
<p>“Proprio quella notte inizia per Drogo l’irreparabile fuga dal tempo”, scrive Buzzati.<br />
E’ come se all’improvviso il PANICO CHIUDESSE IL CANCELLO alle nostre spalle e non si potesse più tornare indietro.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/desertotartariarte1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-330" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/desertotartariarte-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>IL TEMPO CON IL PANICO SI FERMA, dal momento in cui appare il primo attacco di panico, noi non siamo più quelli di prima.</p>
<p>Con l’ansia anticipatoria il tempo viene proiettato verso il futuro, che ormai è tutto ingombrato dagli attacchi di panico, dal nemico che si teme arrivi.</p>
<p>E’ un’illusione che sembra vera.</p>
<p>E’ una paura che contemporaneamente affascina, perché ci permette la sfida, la lotta contro il nemico e la vittoria gloriosa dell’eroe!</p>
<p> <br />
In chi conosce  il panico, convivono due emozioni opposte e complementari: l’ansia anticipatoria, la paura che si ripresentino i terribili sintomi e contemporaneamente l’attesa del loro arrivo.</p>
<p>Si evoca il nemico, che alla fine appare.</p>
<p>Il panico è un terremoto interiore che nessuno attorno a noi sente e vede.<br />
Quando, purtroppo, la terra trema scossa dal terremoto tutti lo sentono e scappano, ma con l’attacco di panico, sei solo tu a sentirlo!</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/agorafobiarossa1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-331" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/agorafobiarossa-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Questa solitudine nel percepire una “morte interiore”, che sembra vera è veramente terribile!<br />
Se vogliamo uscire dal problema serio degli attacchi di panico, dobbiamo con forza e con coraggio, girare la direzione dove, in modo incontrollato, sta andando la nostra attenzione e la nostra energia vitale.</p>
<p>Descrivo in  modo approfondito come fare questa conversione nel <a href="http://www.arteecrescitalibreriaonline.com"><span style="color: #800000;">Libro Panico Vinto!</span></a><br />
Nel deserto dei Tartari tutto è in attesa che si presenti il nemico.<br />
Nell’ansia anticipatoria anche.<br />
Come uscire dalla Fortezza e dimenticare questa brutta abitudine?</p>
<p>Educando noi stessi e la nostra attenzione a rinunciare a vivere in funzione della vita illusoria e a dirigersi, invece, verso la vita reale.</p>
<p>La vita vera è fatta di mete vere e reali, non illusorie!</p>
<p>Una meta vera è avere dei veri amici, sposarsi, costruire una casa, creare un’attività basata sulle nostre passioni e sulle nostre abilità, è mettere al  mondo dei bambini ed educarli con amore e fermezza, è coltivare le relazioni, è prendersi cura di un cane, di un gatto, dei fiori, di un orto, di un giardino….</p>
<p> <br />
La vita reale crea problemi reali, che possono essere affrontati e superati con un progetto.</p>
<p>La vita irreale in compagnia del panico crea problemi irreali e irrisolvibili.</p>
<p>Uscire dal problema vuol dire capirlo in profondità e poi….non occuparsene più.<br />
E’ saggio disinvestire l’attenzione e l’energia vitale dal voler risolvere il problema del disturbo di panico e metterla nei progetti creativi della vita.</p>
<p> <br />
Nel romanzo del Deserto di Tartari, il protagonista muore proprio quando il nemico  finalmente appare all’orizzonte.<br />
Ti invito a uscire dalla Fortezza, a non consumare più la tua esistenza nell’ascoltare i sintomi e le sensazioni illusorie di panico!</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/agorafobiaaiuto1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-332" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/agorafobiaaiuto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Inizia ad aprire il cancello del tempo chiuso dal panico e vai, senza paura, verso la vita vera!<br />
Ti aspetto!</p>
<p> Ecco un piccolo, ma utilissimo <span style="color: #800000;">esercizio pratico </span>che puoi fare, rispondendo a queste domande:</p>
<ol>
<li>Dimmi 3 fini importanti che desideri realizzare nella tua vita.</li>
<li>Dimmi qual&#8217;è il fine più importante.</li>
<li>Dimmi i passi che farai per realizare questo fine.</li>
<li>Dimmi quale sarà il tuo primo passo.</li>
</ol>
<p>Copyright 2009 Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.</p>
<p> </p>
<p>Ringrazio per i bellissimi  e profondi commenti, che ci hanno lasciato in queste settimane sul Blog, Francesca, Eva, Chadisja, Elisa, Maria Letizia, Gian Piero, Daniela, Desy, Franco, Virginia: avete tutta la mia stima e il mio affetto.</p>
<p> <br />
Vuoi condividere con noi il tuo punto di vista sull’ansia anticipatoria e su come vivi l’attesa del nemico, quali sono i fini importanti che desideri realizzare nella tua vita?</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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