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	<title>Blog Panico Vinto &#187; sintomi panico</title>
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	<description>Il blog della dottoressa Laura Bolzoni Codato</description>
	<lastBuildDate>Tue, 29 Jun 2010 14:19:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Attacchi di ansia e di panico in gravidanza, come fare?</title>
		<link>http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/attacchi-di-ansia-e-di-panico-in-gravidanza-come-fare/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 17:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza e panico]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi panico]]></category>

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“&#8230;Io spero di liberarmi da questa brutta ansia che mi accompagna tutti i giorni, sai ho preso una decisione importante della mia vita quella che mi cambierà e mi farà maturare di colpo, avere un figlio a 35 anni, è cambiato tutto sono andata via da casa dei miei vivo con il mio compagno ed [...]


Nessun Articolo correlato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> <img class="aligncenter size-medium wp-image-912" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/gravidanza3grande-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></p>
<p>“&#8230;<em>Io spero di liberarmi da questa brutta ansia che mi accompagna tutti i giorni, sai ho preso una decisione importante della mia vita quella che mi cambierà e mi farà maturare di colpo, avere un figlio a 35 anni, è cambiato tutto sono andata via da casa dei miei vivo con il mio compagno ed improvvisamente sono sommersa dalle paure tante troppe paure. Paure perchè io nella mia vita ho sempre programmato tutto dal lavoro alle uscite agli obblighi familiari tutto questa situazione non posso proprio organizzarla e schematizzarla. Spero tanto di superarle queste paure poi ansia e panico mi hanno isolato da tutto e tutti</em>. “</p>
<p> <br />
Con queste parole il 28 agosto 2009,  Alessandra, una cara lettrice del Blog di 35 anni, che vive nella bella Sardegna ci annuncia la sorpresa di aspettare un bambino. (<strong><span style="color: #003300;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/stress/attacchi-di-panico-e-stress/">clicca qui per leggere il commento alla base dell&#8217;articolo &#8220;Attacchi di panico e stress&#8221;</a></span></strong>)</p>
<p> <br />
Erika, coraggiosa lettrice del Blog di 32 anni, che ha avuto il suo bambino giovanissima e che vive in una bella località sul Lago di Garda, risponde ad Alessandra così, nel commento del 1 settembre 2009 (<strong><span style="color: #003300;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/stress/attacchi-di-panico-e-stress/">ecco il link, clicca qui</a></span></strong>) :</p>
<p> <br />
“ <em>Ciao Alessandra, sono davvero felice per te e ti faccio i miei più sinceri auguri per il tuo bambino e per la tua nuova famiglia.<br />
Avere un figlio, soprattutto alla tua età è una cosa fantastica. Quando è nato il mio ero molto giovane ed immatura per poterlo apprezzare e vivere pienamente.<br />
Tu sei davvero fortunata perchè hai vicino un compagno che ti sostiene e ti ama e sarà vicino a te ed al vostro bambino nei momenti belli come per quelli più difficili.</em></p>
<div><em> </em><em>Hai fatto bene a lasciare la tua famiglia di origine, per creare giustamente la tua, non devi sentirti in colpa.<br />
Certamente questi profondi cambiamenti non devono essere sottovalutati dato che incideranno sul tuo stato d’animo, sono passi molto importanti che richiedono coraggio e determinazione, ma sicuramente ti faranno crescere ed i tuoi genitori lo capiranno, sei ancora la loro amata figlia, ma adesso sei una donna, una moglie e futura mamma! Vedrai che gioia il tuo bambino e che forza ti darà, potrai sperimentare l’amore sconfinato che per quello che mi rguarda solo un figlio sa farti provare.<br />
Nella mia esperienza con il panico se non ho toccato il fondo della disperazione lo devo principalmente all’amore e alla responsabilità verso il mio bambino.<br />
Adesso stai tranquilla viviti a pieno la gravidanza e cerca di non programmare troppo le cose perchè quando diventerai mamma tutto avverrà in modo naturale, sarà le presenza del tuo bambino a darti un ritmo sano e calmo.<br />
Lui sarà il tuo progetto, la tua massima espressione di amore.”</em></div>
<p> <span id="more-909"></span></p>
<p> </p>
<p><em> </em><strong>SCELGO LA PAURA DELL’ATTACCO DI PANICO OPPURE L’AMORE PER MIO FIGLIO?</strong></p>
<div><strong> </strong></div>
<p style="text-align: center;"><em> <img class="aligncenter size-medium wp-image-936" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/03/panicoegravidanzagrande-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Ancora Erika il 1 settembre 2009 scrive ad Alessandra:</p>
<p><em>“Alessandra, cerca di concentrarti sulla tua gravidanza, è un momento bellissimo di crescita e non di sacrificio, condividi le tue emozioni e fai progetti con il tuo compagno dato che sei fortunata di averlo così vicino, io ero sola quando è nato il mio bambino e non ti dico la sana invidia che provavo quando in ospedale andavo a vedere il mio bambino dietro il vetro e vedevo gli sguardi fieri dei papà degli altri bimbi.<br />
Sono passati tanti anni, ma se ci penso provo ancora tenerezza per quella bambina incoscente che neanche si rendeva conto delle grandi responsabilità che l’attendevano!<br />
Ma ce l’ho fatta, l’amore dona forza e determinazione, soprattutto l’amore di un figlio.”</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>ASCOLTO IL CUORE CHE BATTE PER L’ANSIA OPPURE IL CUORICINO DEL MIO BAMBINO?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><em><img class="aligncenter size-full wp-image-914" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/gravidanza2.jpg" alt="" width="160" height="240" /></em></p>
<p><em> </em>Questa è la risposta  che ho dato ad Alessandra il 29 agosto 2009  e che condivido per le future e coraggiose mamme, che soffrono di attacchi di panico :</p>
<p>“Sei MAMMA!</p>
<p>Congratulazioni: che bello!</p>
<p><strong>Questo è un dono immenso, che non può essere contaminato dalle paure e dagli attacchi di panico!</strong></p>
<p>Come fare?</p>
<p><strong>Sei a un bivio evolutivo e puoi scegliere tra due strade: quella vecchia, dolorosa, ormai noiosa che conosci benissimo in compagnia del panico, in cui TU e il tuo problema siete in primo piano oppure quella nuova in cui IL TUO BAMBINO è al primo piano e tu scivoli dolcemente ed elegantemente in secondo piano.</strong></p>
<p>Anziché ascoltare i soliti sintomi, ascolti, come ti ha consigliato bene Roberta, il cuore del tuo bambino, lo prepari al benvenuto che tu e tuo marito gli darete, quando gli direte che lo stavate aspettando, che lo proteggerete, che lo aiuterete a capire la vita e a realizzare i suoi sogni!</p>
<p>Praticamente quello che puoi fare è l’azione, di cui parla tanto la nostra Francesca: parli al tuo bambino rassicurandolo, dicendogli la verità: “Sai queste che prova la mamma sono solamente sensazioni, emozioni forti, ma totalmente innocue, che non ti faranno del male, anzi ti insegneranno a gestire le parti forti, incontrollabili della vita.</p>
<p>Sai come si fa, piccolo mio?</p>
<p>Si ignorano le sensazioni e si porta l’attenzione subito da un’altra parte, ecco, ti abbraccio forte con tanto amore!”</p>
<p><strong>Mentre rassicuri il tuo piccolo, che ovviamente non comprenderà le parole, ma capirà il tuo stato d’animo e la tua forza nell’ affrontare i momenti duri e difficili della vita, tu parlerai a quella tua parte rimasta “piccolina e che ha ancora tanta paura” e la rassicurerai senza abbandonarla più!</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter size-medium wp-image-919" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/baciomammagrande-280x300.jpg" alt="" width="280" height="300" /></strong></p>
<p>Possiamo passare attraverso qualsiasi dolore, se sentiamo l’amore di qualcuno che ci vuole bene e che ci sta accanto, mentre lo attraversiamo, come dice anche il nostro Gian Piero.</p>
<p>Coraggio Alessandra, scegli con forza, con quellla forza che qui trovi evidente nelle condivisioni di Chadisja, Eva, Gabriele, Michele, Gian Piero, Valentina….quella forza che ti fa sentire che PROVI SUL SERIO!</p>
<p>Dedica tutti i tuoi nuovi successi a tuo figlio!”</p>
<p> </p>
<p><strong>GLI ATTACCHI DI PANICO NON FANNO NULLA DI MALE ALLA MAMMA IN GRAVIDANZA</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-915" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/gravidanzagrande-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></p>
<p> </p>
<p>Durante il periodo della gravidanza il corpo della futura mamma è impegnato in una grande e bellissima impresa: creare un nuovo corpicino.</p>
<p>La paura e gli attacchi di panico sono come le onde del mare del ricordo, che tentano di disturbare, con la loro fredda presenza, il calore che avvolge la vita della nuova mamma: vanno vissuti come eventi di pochissima importanza, rispetto alla stupenda novità del donare una nuova vita al bambino, alla mamma e al papà.</p>
<p><strong>La gravidanza accentua spesso la sensibilità già alta di chi soffre di attacchi di panico: i momenti di difficoltà, di nervosismo, di irritazione sono possibili.</strong></p>
<p>E’importante tentare di accettare pienamente questi momenti critici e andare oltre, facendo il tifo per la nuova vita, piuttosto che per la vecchia realtà, vissuta in compagnia del noioso e fastidioso panico.</p>
<p><strong>Il miracolo della natura è che il corpo compie la sua creazione tutto da solo</strong>.</p>
<p>L’energia evolutiva crea il nuovo corpicino senza bisogno di nulla, se non il compito della neo-mamma di mangiare bene e amare il proprio bellissimo pancino che cresce.</p>
<p><strong>La mamma ama!</strong></p>
<p><strong>Non c’è tempo da dedicare all’ansia, c’è soltanto il tempo dell’amore!</strong></p>
<p>Il bambino, dentro la pancia della mamma, conosce il mondo esterno attraverso i sensi fisici e attraverso la dimensione emozionale e sentimentale della sua mamma.</p>
<p>Se la mamma ha paura anche il piccolo sente la paura.</p>
<p>Come fare per proteggerlo da queste emozioni?</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><strong>NON REPRIMERE IL SENTIMENTO DI PAURA, MA CONTEMPORANEAMENTE NON ALIMENTARLO</strong>!</p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-917" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/gravidanza4grande-300x185.jpg" alt="" width="300" height="185" /></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p>L’atteggiamento corretto da seguire è quello di accogliere pienamente i sentimenti di paura e di panico, perché ci sono e perché non si possono reprimere.</p>
<p><strong>Il secondo passo è quello di non dare nutrimento a questi spiacevoli sentimenti dicendo interiormente : “Sento la paura, ma non mi farò turbare da questa emozione perché ho un progetto più bello e più importante da portare a termine: amare il mio bambino!”</strong></p>
<p>Con questa scelta la mamma risponde in modo libero e non più meccanico al comparire dei sentimenti, che percorrono i soliti vecchi solchi e mostra a suo figlio come si fa a gestire i sentimenti spiacevoli e negativi.</p>
<p>A pagina 50 del mio libro in formato ebook “Panico Vinto!” <strong><span style="color: #800000;"><a href="http://www.arteecrescitalibreriaonline.com">( lo trovi qui, se desideri leggerlo)</a></span></strong> spiego come ho fatto a lasciarmi andare all’energia vitale, come ho fatto a stare di fronte all’incontrollabile senza perdere me stessa.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>SCEGLI DI AVERE PIENA FIDUCIA NELL’ENERGIA EVOLUTIVA!</strong></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-916" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/gravidanzaacqua.jpg" alt="" width="240" height="180" /></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p><strong>Auguro alle nuove  mamme di imparare ad arrendersi all’energia evolutiva, che per nove mesi opererà con forza e con creatività nel loro corpo e di sentire che non sono sole, ma in compagnia dell’ essere più caro della loro vita!</strong></p>
<p>In questi giorni la nostra lettrice Alessandra, superando tante paure e numerosi attacchi di ansia e di panico, sta dando alla luce il suo bambino che si chiamerà Lorenzo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-918" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/04/ficcoazzurro1.jpg" alt="" width="116" height="95" /></p>
<p><strong>Congratulazioni vivissime alla coraggiosa Alessandra e un caldo benvenuto al fiorellino  Lorenzo</strong>!</p>
<p><span style="color: #800000;">Se desideri condividere la tua personale esperienza della gravidanza in compagnia del panico, puoi lasciare il tuo commento qui sotto.</span></p>
<p>Può essere molto prezioso per le mamme  e per le future mamme che desiderano dare alla luce il loro bambino, pur convivendo con gli attacchi di panico.</p>
<p>Grazie!</p>
<p>Copyright 2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati</p>


<p>Nessun Articolo correlato</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Attacco di panico durante uno sforzo fisico? Continua a muoverti, perchè il tuo corpo non è di vetro!</title>
		<link>http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/attacco-di-panico-durante-uno-sforzo-fisico-continua-a-muoverti-perche-il-tuo-corpo-non-e-di-cristallo/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 20:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi panico]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi di panico e sport]]></category>
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Sentire il corpo che reagisce allo sforzo fisico con una naturale accelerazione dei battiti cardiaci può scatenare un attacco di panico?
Sì, è quello che succede a Senso 78, un lettore del Blog di 31 anni, militare di carriera per quattro anni nell’esercito con missioni all’estero, che abita vicino a Lecce e che scrive:
“ Io soffro [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-873" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/ansiaagorafobicagrande-300x295.jpg" alt="" width="300" height="295" /></p>
<p>Sentire il corpo che reagisce allo sforzo fisico con una naturale accelerazione dei battiti cardiaci può scatenare un attacco di panico?</p>
<p>Sì, è quello che succede a Senso 78, un lettore del Blog di 31 anni, militare di carriera per quattro anni nell’esercito con missioni all’estero, che abita vicino a Lecce e che scrive:</p>
<p>“<em> Io soffro di DAP da circa 4 anni. Lo scorso anno credevo di averlo quasi sconfitto andando a lavorare lontano da casa. Per un anno quasi nulla.</em></p>
<p><em>Adesso che sono tornato a vivere a Lecce, sono ritornate vecchie dinamiche e il panico e l’ansia sono ritornati e sto ricominciando a chiudermi a casa anche perché qui non ho amici che mi stimolino ad uscire.</em></p>
<p><em>Io ho un blocco, non so se qualcuno si identificherà in questo: ho la paura di fare sforzi fisici.</em></p>
<p><em>Forse perché fin da piccolo mio padre mi diceva sempre che avevo un soffio al cuore e di stare attento. Cosa che poi s’è rivelata inesistente nelle innumerevoli visite che ho fatto.</em></p>
<p><em>Adesso, appena provo anche solo a fare 10 &#8211; 15 secondi di corsetta sul posto mi sale l’attacco di panico, il cuore che mi batte forte nel petto, sembra che esca di fuori, extrasistole a go go e gambe molli.</em></p>
<p><em>Figuriamoci a fare una corsetta come facevo prima o una semplice partita di calcetto.<br />
 <br />
Lei cosa mi consiglia di fare???”</em></p>
<p>( ecco il link dove puoi leggere i suoi commenti completi, <a href="http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/attacco-di-panico-che-cosa-ci-fai-al-pronto-soccorso/"><strong><span style="color: #800080;">clicca qui</span></strong></a>)</p>
<p>Una cara lettrice del Blog di 46 anni, di nome Chadisja, titolare di un negozio di calzature, presenta questo problema:</p>
<p><em>“Cara Dott.ssa Laura Bolzoni Codato,<br />
appena è possibile aspetto delle notizie sul fatto di avvertire il panico appena il mio corpo sbatte o si fa’ male.</em></p>
<p><em>Se capissi di cosa si tratta o perchè mi succede forse riuscirei a liberarmi di tutto questo.</em></p>
<p><em>Non so’ se altri hanno mai sofferto di questo problema se possibile vorrei condividere.<br />
Cavolate rispetto ai problemi che hanno gli altri me ne rendo conto ma è il solito discorso, quando sei coinvolto, in quei momenti esci fuori dalla tua persona e per rientrare fai veramente fatica.<span id="more-869"></span></em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-875" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/donnavatrogamba-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><em>Prima di leggere il suo libro &#8220;Panico Vinto!&#8221;avevo delle crisi assurde nel senso che immaginavo di investire quando guidavo e subito arrivava il panico, immaginavo di scivolare se dovevo scendere a piedi per una strada ripida e arrivava il panico ecc… poi seguendo il suo percorso leggendo tante volte il suo libro ho superato brillantemente, adesso è solo quando si verifica realmente un incidente.</em></p>
<p><em><br />
Appena sbatto la prima cosa che mi accade è un sudare freddo, mi sento gelare, il tutto parte dallo stomaco, dopo sento una sensazione di bruciore sempre allo stomaco, una paura e senso di vomito, dopo un senso di irrealtà che mi fa uscire dalla mia persona quasi come impazzire e come se nessuno potesse aiutarmi, brividi di freddo e tremori, anche sbadigli, ho notato che diventa tutto automatico perchè sbatto e subito si innestano queste sensazioni, mentalmente è un accavallarsi di pensieri negativi: adesso muoio, adesso nessuno può aiutarmi quindi devo andare al pronto soccorso, l’agitazione aumenta a tal punto , che mi fermo e cerco di essere reale valutando l’accaduto.”</em> ( <strong><span style="color: #800080;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/attacco-di-panico-che-cosa-ci-fai-al-pronto-soccorso/">ecco il link dove puoi leggere il commento di Chadisja completo</a></span></strong>)<br />
 </p>
<p style="text-align: center;"><strong>SENTO IL CORPO FRAGILE COME UN CRISTALLO</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-874" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/ZOO-DI-VETRO-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /></p>
<p><strong>Le paure intense, leggermente irrazionali,</strong> tuttavia così presenti nella vita quotidiana di Senso 78 e di Chadisja, tanto da avvicinarsi a una fobia specifica vera e propria, <strong>sono legate a una errata percezione del corpo, che viene vissuto come fosse un delicato cristallo da tenere in uno zoo di vetro</strong>, come faceva la protagonista dell’opera teatrale, scritta da Tennessee Williams.</p>
<p>Dotata di un’anima molto fragile,  figlia di una madre molto possessiva, Laura amava vivere in  un mondo  immaginario fatto di animaletti di cristallo, che componevano il suo amato zoo di vetro, che crollerà in mille pezzi soltanto quando, innamorata di Jim, volerà via di casa con lui.</p>
<p><strong>La persona che soffre di attacchi di panico</strong>, come amo scrivere spesso, <strong>possiede una natura sensibile e delicata, che la porta spesso ad avere un rapporto ambivalente e difficile con il proprio corpo</strong>.</p>
<p><strong>Questa cattiva relazione con il corpo è comprensibile, in quanto è proprio a livello fisico che si manifestano le terribili e incontrollabili sensazioni di panico, avvertite spesso come un odioso e improvviso tradimento del corpo.</strong></p>
<p>Tuttavia  i numerosi dati errati, legati all’idea di come funziona il corpo  vanno radicalmente abbandonati e corretti, in modo da conquistare la piena consapevolezza e la libertà del proprio corpo.</p>
<p><strong>Il corpo non è fragile</strong>!</p>
<p><strong>Il corpo non si rompe se inavvertitamente sbattiamo un braccio oppure una gamba contro un ostacolo</strong>, come teme Chadisja.</p>
<p><strong>Il corpo non soccombe sotto i battiti accelerati del cuore</strong>, quando si fa un po’ di sport, come teme Senso 78, che confonde i segnali normali,  che  indicano che nel corpo scorre la vita e  l’energia vitale, secondo l’ordine di una millenaria intelligenza.</p>
<p>E’ la sensazione errata che il corpo sia fatto di vetro delicato che è da modificare, non la sua stupenda fisiologia.</p>
<p><strong>Il nostro corpo non è un oggettino di cristallo da lasciare custodito in una vetrinetta della credenza di casa, da usare poco per paura che si rompa oppure che si consumi troppo!</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-876" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/arrendersivento1.jpg" alt="" width="240" height="158" /></p>
<p>Il corpo va usato tutti i giorni con un po’ di movimento fisico, come può essere una passeggiata all’aria aperta, una corsa in bicicletta, qualche bracciata a nuoto.</p>
<p><strong>L’energia vitale che scorre all’interno del corpo va consumata con generosità, se vogliamo mantenerlo in salute, non va risparmiata né conservata.</strong></p>
<p>La forza vitale va tirata fuori dal corpo dove ce n’è in abbondanza.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><strong>CONOSCERE E RISPETTARE I VERI BISOGNI  DEL  CORPO</strong></p>
<p>Il corpo ha bisogno di poche cose, che dobbiamo conoscere e dargli.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha bisogno di essere nutrito con cibo sano e vivo</strong>.</p>
<p>I prodotti industriali già pronti sono comodi per chi ha poco tempo di cucinare, ma sono morti, meglio magiare i cibi vivi come la frutta, la verdura, i cereali, i legumi.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha  bisogno di riposare bene per almeno otto ore ogni notte e di rilassarsi almeno quindici minuti al giorno.</strong></p>
<p>I ritmi veloci con cui ci ritroviamo a vivere oggi, il livello alto di stress con cui tentiamo di fare le mille cose quotidiane, ci rendono quasi perennemente stanchi, nervosi, irritabili e insonni.</p>
<p>E’ importante imparare a vivere con calma, come scrivo  nell’articolo  “Ansia e stress: come controllarli nella nostra vita” ecco il link dove puoi leggerlo, <a href="http://www.panicovintoblog.com/ansia/ansia-e-stress-come-controllarli-nella-nostra-vita/"><span style="color: #800080;"><strong>clicca qui</strong>  </span></a>e nell’articolo “Attacchi di panico e stress” che <strong><span style="color: #800080;"><a href="http://www.panicovintoblog.com/stress/attacchi-di-panico-e-stress/">trovi qui.</a></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-877" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/contattonatura.jpg" alt="" width="240" height="239" /></p>
<p><strong>Il nostro corpo ha  bisogno di respirare in profondità aria pulita.</strong></p>
<p>Purtroppo noi respiriamo male e superficialmente a causa dei traumi, delle tossine, dello smog in cui dobbiamo vivere.</p>
<p>Inserire la buona abitudine di fare una decina di respiri al mattino, appena svegli, davanti alla finestra aperta oppure sul balcone può dare un grande benessere.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha bisogno di muoversi ogni giorno, preferibilmente all’aria aperta.</strong></p>
<p>Al mattino appena svegli e la sera prima di addormentarsi  fa bene stiracchiarsi.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha bisogno di essere mantenuto pulito</strong> sia esternamente con la doccia quotidiana sia internamente con l’espulsione delle tossine.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha bisogno di fusione e di affetto</strong>, quindi fa molto bene abbracciare se stessi e abbracciare un altro corpo, se il partner non è disponibile, va bene anche stringere a sé il proprio figlio, il proprio gatto oppure il cane,  un morbido peluche, un cuscino soffice.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha  bisogno di sicurezza</strong>, quindi è bene curare l’ambiente in cui viviamo, il luogo dove lavoriamo, le strade che percorriamo quando siamo in città, evitando i pericoli inutili.</p>
<p><strong>Il nostro corpo ha bisogno di una sana sessualità</strong>, che non deve essere eccessiva, altrimenti riduciamo l‘energia vitale che va impegnata nella realizzazione dei progetti creativi .</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><strong>IL CORPO NON E’ INFERIORE ALLA MENTE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-878" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/danzacordarossa.jpg" alt="" width="240" height="179" /></p>
<p>Un dato errato che ho trovato spesso nelle persone che soffrono di attacchi di panico  è l’opinione che il corpo sia inferiore alla mente.</p>
<p>Questo dato è sbagliato perché <strong>il corpo e la mente hanno il medesimo valore, nessuna delle due dimensioni è superiore oppure inferiore all’altra</strong>.</p>
<p>Sono differenti soltanto come funzioni, ma non come importanza.</p>
<p>Quando la mente inizia a voler controllare il corpo succedono i guai peggiori, come spiego nell’articolo “Semplicemente .non pensare alla paura: ecco come si fa”, <a href="http://www.panicovintoblog.com/paura/semplicemente-non-pensare-alla-paura-ecco-come-si-fa/"><strong><span style="color: #800080;">questo è il link dove puoi leggerlo</span></strong></a> e in modo approfondito nel mio libro digitale &#8220;Panico Vinto!&#8221;</p>
<p>La psicologia non può prendere il sopravvento sulla biologia.</p>
<p><strong>La soluzione è rispettare la biologia del corpo e permettere all’  energia vitale di muoversi senza blocchi, né ostacoli.</strong></p>
<p>Quando senti di voler controllare il corpo tu vai a comandare nella casa che non è di tua proprietà, tu tenti di far funzionare qualcosa che già è abile da sempre a  funzionare perfettamente.</p>
<p>Caro Senso 78, se tu pretendi  che  il tuo corpo scatti come quello di un campione olimpionico, che si allena tutti i giorni per ore e ore…allora è inevitabile che sentirai la tachicardia e altri sintomi fisici “strani”.</p>
<p>Scegli di allenarlo dolcemente e costantemente prima di sottoporlo a una superpartita di due ore.</p>
<p>Fai delle pause durante la corsetta.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LA PAROLA CHIAVE QUANDO LAVORI E’ : PAUSA!</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-879" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/relaxdigiorno.jpg" alt="" width="240" height="205" /></p>
<p>Ascolta quando il tuo corpo ha bisogno di riposo, di silenzio e daglielo !</p>
<p>Se stai tanto tempo seduto davanti al computer, oppure sopra i libri, scegli di darti la disciplina di fare una pausa ogni 45 minuti, nella quale stiracchi il corpo e fai qualche piccolo allungamento alla muscolatura dorsale del collo (cervicali) e della schiena.</p>
<p>Regalati una PAUSA!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>COME CONTROLLARE LA PAURA AFFINCHE’ NON DIVENTI FOBIA</strong></p>
<p>Anche se ti sembrerà difficile all’inizio è bene che tu comprenda che <strong>il disagio che avverti quando senti la tachicardia</strong>, come percepisce Senso 78 oppure quando sbatti inavvertitamente una parte del tuo corpo, come accade a Chadisja<strong> è INEVITABILE, ma NON E’ ETERNO</strong>.</p>
<p><strong>Passa!</strong></p>
<p><strong>La cattiva abitudine</strong>, che rischia di trasformarsi in <strong>fobia, è come un quadro storto appeso alla parete.</strong></p>
<p>Scegli di rompere il meccanismo mentale e raddrizza il quadro, tornando alla biologia!</p>
<p>Divieni consapevole dei dati errati su cui appoggi le  convinzioni, che ti fanno sentire il corpo fragile come un oggetto nello zoo di vetro.</p>
<p>Abbandona le informazioni sbagliate di avere un soffio al cuore oppure di avere una strana patologia soltanto perché non credi nella forza naturale del corpo.</p>
<p><strong>Torna indietro, ripercorri il cammino dall’inizio all’incontrario, dalla fobia alla paura finché la paura da immensa diventa piccolina, minuscola come un piccolo neo carino e innocuo.</strong></p>
<p>Inserisci i dati giusti rispetto al funzionamento del corpo, come ho descritto sopra e occupati non tanto di ingigantire la paura, alimentando la fobia, quanto di prenderti cura dei sani e naturali bisogni del tuo corpo.</p>
<p>Prova a farlo con amore e con cura, come se  cullassi un bambino piccolo, bellissimo e intelligentissimo!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-883" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/02/bimbofragile-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p>Questo mese ti propongo di lavorare su questo tema, se lo desideri:</p>
<p><span style="color: #800000;">1. Dimmi che relazione hai con il tuo corpo? Hai la tendenza a volerlo controllare? Temi che sia fragile, che si rompa, che non regga le fatiche della vita?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">2. Che relazione hai con il tuo corpo durante l’attacco di panico?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">3. Quali sono i bisogni del tuo corpo su cui vuoi fare un  progetto nei prossimi mesi, per migliorare il modo in cui te ne prendi cura?</span></p>
<p>Copyright 2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati</p>


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<li><a href='http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/attacco-di-panico-che-cosa-ci-fai-al-pronto-soccorso/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Attacco di panico: che cosa ci fai al Pronto Soccorso?'>Attacco di panico: che cosa ci fai al Pronto Soccorso?</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Attacco di panico: che cosa ci fai al Pronto Soccorso?</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 16:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi panico]]></category>
		<category><![CDATA[attacco di panico e pronto soccorso]]></category>

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Se per un attacco di panico corri spaventato, per la seconda volta, al Pronto Soccorso, forse sei nel posto sbagliato al momento giusto!
Perché?
Perché quando vivi l’attacco di panico è il momento in cui hai veramente bisogno di un aiuto caldo, profondamente umano e il tuo corpo è sano, anche se ti sembra di stare malissimo.
Al [...]


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<li><a href='http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/attacco-di-panico-durante-uno-sforzo-fisico-continua-a-muoverti-perche-il-tuo-corpo-non-e-di-cristallo/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Attacco di panico durante uno sforzo fisico? Continua a muoverti, perchè il tuo corpo non è di vetro!'>Attacco di panico durante uno sforzo fisico? Continua a muoverti, perchè il tuo corpo non è di vetro!</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-762" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/01/fragile.jpg" alt="" width="240" height="240" /></p>
<p>Se per un attacco di panico corri spaventato, per la seconda volta, al Pronto Soccorso, forse sei nel posto sbagliato al momento giusto!</p>
<p>Perché?</p>
<p>Perché <strong>quando vivi l’attacco di panico è il momento in cui hai veramente bisogno di un aiuto caldo, profondamente umano </strong>e il tuo corpo è sano, anche se ti sembra di stare malissimo.</p>
<p>Al pronto soccorso si affida il proprio corpo fisico, quando temiamo di avere qualcosa di serio da controllare e da curare, come un trauma, una brutta ferita, un inizio di infarto, una slogatura, una crisi respiratoria, ma… se già conosci le ormai note sensazioni che accompagnano fedelmente l’attacco di panico, <strong>allora è il momento di riconoscere CHI ti puo’ aiutare e COME  VUOI ESSERE AIUTATO.</strong></p>
<p><strong>Quando hai l’attacco di panico non è la macchina, ovvero il tuo corpo, che ha qualcosa da aggiustare in carrozzeria (  il Pronto Soccorso ), ma è il guidatore della macchina che è confuso, spaventato, smarrito</strong>, che sente  il proprio normale senso di sé che si sta allontanando e dissolvendo, che chiede disperatamente: AIUTOOOOO!<span id="more-761"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-763" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/01/prontosoccorsofrecciagrande-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Scrive sul Blog il 31 agosto 2009 (ecco dove trovi il suo commento integrale, <a href="http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/attacchi-di-panico-con-e-senza-agorafobia-come-imparare-dai-fallimenti/#comments"><strong><span style="color: #800000;">clicca qui</span></strong></a>)  Roberta, una lettrice di 44 anni, mamma di due figli, che vive in una città dell’Alto Adige:</p>
<p><em>“Una volta io sono stata portata con l’ambulanza dal mio posto di lavoro al pronto soccorso, ero accompagnata da una delle mie sorelle che tra l’altro faceva l’infermiera in quello stesso ospedale, e quando all’orecchio, lei ha sussurrato al medico che probabilmente si trattava di uno dei miei soliti attacchi di panico, lui si è girato verso di me e mi ha detto con una tale arroganza misto sarcasmo…:”Allora bastano solo due sberloni fatti bene “….</em></p>
<p><em>non ti dico la mia reazione interna, già perché a quei tempi non riuscivo nemmeno a sfogare la mia rabbia all’esterno e mi rimaneva soltanto l’umiliazione di essere stata derisa un’altra volta e dentro di me mi sono chiesta…ma allora se nemmeno a loro posso chiedere aiuto a chi mi rivolgo?&#8230;”</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>SE NEMMENO AL PRONTO SOCCORSO POSSO CHIEDERE AUTO A CHI MI RIVOLGO?</strong></p>
<p>Roberta, in un momento molto delicato e confuso della sua vita, aveva bisogno di un aiuto puro, pulito dai giudizi critici e dalle sopraffazioni, aveva soltanto bisogno di essere compresa e rispettata nella sua difficoltà, invece ha trovato a soccorrerla la persona sbagliata, che ha usato con lei  delle parole offensive e inutili.</p>
<p>La buona notizia, in tutta questa triste situazione, è la comprensione che conferma a Roberta di aver chiesto aiuto alle persone che operano nel posto sbagliato, nel momento giusto in cui aveva bisogno ricevere un vero sostegno.</p>
<p>E’ utile andare al pronto soccorso, se ci siamo arrivati una prima volta di corsa, per ricevere la DIAGNOSI che il medico ci fa dopo la visita: attacco di panico oppure attacco di ansia.</p>
<p>Ma non serve andarci una seconda volta, visto che non hai una malattia fisica, né una patologia psichiatrica.</p>
<p>Non sei un paziente da Ospedale!</p>
<p>Sei solamente una persona tanto spaventata che ha bisogno di essere accolta, compresa e aiutata con amore.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>COME AIUTARE CHI HA UN ATTACCO DI PANICO?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-764" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/01/soffocareamore-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Chi soffre di attacchi di panico è sempre una persona forte, sana e sensibile.</p>
<p><strong>Nella relazione di aiuto va  trattata con delicatezza e con rispetto.</strong></p>
<p><strong>Le sensazioni che prova la persona durante l’attacco di panico sono vere, anche se non sono reali</strong>, quindi bisogna credere completamente al terribile inferno emozionale, fisico e mentale che vive in quel momento.</p>
<p><strong>Quell’attimo di grande apertura</strong>, durante l’attacco di panico,  <strong>è simile a quando la porta di casa viene spalancata violentemente da un colpo di vento gelido</strong>, in quel momento la persona vive un “appannamento interiore” e un acuirsi della sensibilità a livello dei cinque sensi fisici.</p>
<p>In quei momenti di sbandamento totale, si diventa vulnerabili e  impressionabili.</p>
<p>Se dentro la sala di aspetto del Pronto Soccorso, illuminata dalle lampade al neon, che ho già spiegato non vanno bene per chi soffre di panico (<span style="color: #800000;"><strong><a href="http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/il-panico-non-e%e2%80%99-una-malattia-fisica-ne%e2%80%99-mentale/#more-64">ecco qui  il link </a></strong></span> dove spiego questo a Sabina il 12 marzo 2008 alle 14:28 alla voce Commenti)  si vedono persone con ferite che sanguinano, bambini che piangono disperati perché sono caduti e si sono fatti male, ci sediamo su mobili freddi e asettici e dobbiamo spiegare cosa ci succede a  infermieri e medici indaffarati a salvare corpi feriti, allora le nostre condizioni di ansia e di panico non possono che aumentare.</p>
<p>Chi si sente vittima dell’attacco di panico non è la persona adulta,  la brava mamma sicura di sé nella vita, come nel caso di Roberta ma <strong>il bambino piccolo, la bambina piccolina, che in passato ha attraversato da sola un momento, in cui ha vissuto delle sensazioni simili, anche se adesso non lo ricorda più e non  lo collega al momento attuale di ansia e panico, è quel PICCOLO PERSONAGGIO DENTRO CHE GRIDA : “S. O. S.”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-765" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/01/bambinobosco2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Chi aiuta la persona che ha l’attacco di panico deve stare in silenzio e dare un contatto umano calmo e caldo.</p>
<p><strong>Deve aiutare il “personaggio interiore” a ritrovare il proprio corpo, che adesso sente che lo ha tradito e abbandonato per fare, in modo totalmente incontrollato, quello che vuole lui.</strong></p>
<p>Deve aiutarlo a riconoscere: <strong>“Questo corpo è il mio! Allora questo corpo sono Io!”</strong></p>
<p>Parlare con queste parole: “Non è niente, vedrai che ti passerà!” non è utile in quel momento, perché è un modo per non accogliere affatto quello che la persona in preda al panico vive.</p>
<p>E’ vero che non morirà per nulla, ma in questo momento critico non è gentile ricordarglielo.</p>
<p>Lo sa già, solamente che davanti alla tempesta emozionale del momento non ci crede più.</p>
<p><strong>Chi aiuta deve sapere</strong> che in quel momento<strong> la persona crede di essere precipitata un in’”area di morte” dove  si sente molto strana,</strong> dove sente che l’Io, su cui appoggia il senso di se stesso, non è più presente, ma si sta perdutamente allontanando.</p>
<p>Bisogna rispettare questo “senso di morte” e come ai funerali ( scusa il paragone) si sta in silenzio, si dicono poche parole vere di partecipazione e soprattutto si sta vicini, con la presenza fisica, nel dolore ai parenti, qui, in questo momento si fa lo stesso.</p>
<p>Si dà un contatto fisico delicato sulla schiena, si parla dolcemente come si fa con un bambino impaurito, si trovano le parole vere, giuste, che partono dal cuore e che accarezzano il cuore della persona disperata.</p>
<p><strong>Va bene</strong>, se serve, anche<strong> parlare in  terza persona, dire per esempio: “So che hai tanta paura, adesso portiamo Roberta a casetta e stiamo insieme, finché le brutte sensazioni sono evaporate, vedrai che dopo Roberta starà meglio”.</strong></p>
<p>La stanza dove rimanete vicini, accanto alla persona che si sdraia sul letto oppure sul divano, nella posizione che le viene spontanea, deve essere calda, accogliente, poco luminosa, silenziosa.</p>
<p>Chi aiuta è bene che veda il “bambino piccolo” , la “bambina piccola” dentro quel corpo adulto scosso dal panico, deve capire che è a quel piccolo bambino terrorizzato, che deve rivolgersi adesso, che deve consolare e rassicurare!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-766" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2010/01/aiutosonosola-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Ti invito a condividere nel nostro Giardino – Blog la risposta a queste due  domande:</p>
<p><span style="color: #800000;">1. Dimmi come vuoi essere aiutato quando hai un  attacco di panico?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">2. Dimmi chi senti che  ti può veramente aiutare in quel momento?</span></p>
<p>Copyright 2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.</p>


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<li><a href='http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/attacco-di-panico-durante-uno-sforzo-fisico-continua-a-muoverti-perche-il-tuo-corpo-non-e-di-cristallo/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Attacco di panico durante uno sforzo fisico? Continua a muoverti, perchè il tuo corpo non è di vetro!'>Attacco di panico durante uno sforzo fisico? Continua a muoverti, perchè il tuo corpo non è di vetro!</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Non evocare i sintomi dell&#8217;attacco di panico, non aprire la stanza di Barbablù</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 13:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi panico]]></category>
		<category><![CDATA[Panico]]></category>
		<category><![CDATA[senso di irrealtà]]></category>
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COME PER UNA BRUTTA MAGIA ECCO APPARIRE  L’ATTACCO DI PANICO
Scrive sul nostro Giardino-Blog Antonio 3, giovane titolare di due supermercati nella bella Napoli:
“L’altro giorno ero andato alla cassa a sostituire una delle due cassiere, mentre ero lì si presentano altre persone che mi desideravano, quindi entro subito in una situazione di stress, ma fin qui [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-640" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/12/cercaresestessi-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;">COME PER UNA BRUTTA MAGIA ECCO APPARIRE  L’ATTACCO DI PANICO</p>
<p>Scrive sul nostro Giardino-Blog Antonio 3, giovane titolare di due supermercati nella bella Napoli:</p>
<p>“<em>L’altro giorno ero andato alla cassa a sostituire una delle due cassiere, mentre ero lì si presentano altre persone che mi desideravano, quindi entro subito in una situazione di stress, ma fin qui ci siamo, bastava dire alle persone di aspettare qualche istante e poi si sarebbe risolto tutto, ma dato che sono una persona sensibile passo dallo stress al mini attacco di panico, perché come sapete si comincia ad ascoltare i sintomi che il nostro corpo avverte nella situazione di stress ed ecco che, come per magia l’attacco parte…</em>”</p>
<p>La tendenza a evocare e a richiamare i sintomi dell’attacco di panico è una cattiva abitudine da abbandonare prima possibile, perché è inutile e dannosa.</p>
<p>Ha il vero potere distruttivo di far riapparire gli attacchi di panico.</p>
<p>E’ un ‘azione mentale ed emozionale da non fare!</p>
<p>Nella fiaba settecentesca di Perrault “Barbablù” il ricco mercante, prima di partire per un lungo viaggio consegna un mazzo di chiavi alla moglie dicendo: “Eccoti le chiavi delle varie stanze, questa è la stanza del vasellame d’oro e d’argento, questa della stanza dei gioielli…e quest’ultima chiave apre uno stanzino in fondo alla scala che porta in cantina. Ti proibisco di entrarci. Se disubbidirai te ne pentirai amaramente!”</p>
<p>Naturalmente la moglie di Barbablù non seguì l’indicazione del marito e d’improvviso le venne una gran voglia di dare un’occhiata subito, prese la piccola chiave, la infilò nella toppa, aprì la porta e…<span id="more-639"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-641" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/12/barbablu-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p> </p>
<p>E’ molto importante, come approfondisco <a href="http://www.arteecrescitalibreriaonline.com">nell’Ebook “Panico Vinto!” </a>educarti con disciplina a non aprire la porta, che ti fa precipitare nei sotterranei bui del passato, nelle stanze dei ricordi appena dimenticati, dove sono ancora fresche le immagini di te stesso in preda al panico, in balia dei sintomi spaventosi.</p>
<p><strong>Non c’è nessuno che ti impone di non aprire questa porta, sei tu che puoi scegliere di tenerla chiusa per sempre</strong>.</p>
<p>E’ una sfida con te stesso, un impegno a non compiere in quei momenti di stress l’azione più sbagliata che potresti fare, la più inutile, semplicemente non andare verso quella porta!</p>
<p>Nella vita quotidiana ci sono tante cose belle da fare, da creare, da realizzare e ce ne sono altre da non fare.</p>
<p>Faccio un esempio semplice: come non dobbiamo bere la bottiglia di candeggina, come non dobbiamo attraversare a piedi l’ autostrada, perché si rischia di morire, così ricordare, evocare, richiamare il ricordo degli attacchi di panico è una azione molto pericolosa, da non fare!</p>
<p>In quei momenti critici di stress, di paura è come se ti trovassi davanti a un bivio e non sai dove andare, non ti ricordi più che cosa devi fare.</p>
<p>Proprio in quei momenti veramente difficili, scegli di non seguire i movimenti vorticosi dei ricordi passati spiacevoli, che ti riporteranno indietro, che ti faranno rivivere le vecchie orribili sensazioni della stanza proibita di Barbablù!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-642" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/12/agorafobiaprigione-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p style="text-align: center;">TUTTO DIVENTA IRREALE E PERDO LA PERCEZIONE DEL TEMPO PRESENTE</p>
<p>Scrive ancora Antonio 3: “<em>Mi sento in una situazione la quale mi potrebbe far perdere il controllo, la paura mi assale e la mia sicurezza svanisce , tutto diventa irreale, perdo la percezione del tempo presente e mi sento subito quel bambino indifeso…</em>”</p>
<p>La de-realizzazione è una bruttissima sensazione di irrealtà, è un attimo che sembra eterno, in cui ci sentiamo sospesi dal mondo normale e reale.</p>
<p>Lo spazio in cui ci troviamo diventa incerto, instabile e strano, il tempo è sospeso.</p>
<p>In questo brutto momento sentiamo di non esistere e la nostra vita si spezza a metà.</p>
<p>La percezione di noi stessi e del mondo attorno a noi inizia a dissolversi.</p>
<p>Ci sentiamo estranei alla normalità, protagonisti infelici di un brutto film, dove il vero protagonista diventa il panico, un Veleno Arraffatutto, che sparge dappertutto la polverina del sonno, avvolgendoci nel terribile incantesimo che ci sospende dalla vita, dalle nostre vere mete evolutive da realizzare.</p>
<p>In quei momenti di irrealtà l’unica azione utile che puoi fare è materializzarti, è diventare reale a tutti i costi, uscire dalla nuvola dell’ incoscienza e spingere tutto te stesso attraverso i sensi fisici: guarda, tocca, annusa, ascolta, parla, ricorda che la consapevolezza e l’amore sono l’unico bene prezioso che Veleno Arraffatutto non è ancora riuscito a rubare!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-643" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/12/agorafobiasogno-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><span style="color: #800000;">Vuoi condividere con noi:</span></p>
<p><span style="color: #800000;">1. Quali sono le situazioni di vita in cui ti accorgi di diventare irreale e di perdere il tempo presente ?</span></p>
<p><span style="color: #800000;">2.  Andando indietro nel tempo passato, quale ricordo emerge, legato alle strane sensazioni simili a quelle che vivi adesso, quando ti senti irreale?</span></p>
<p>Buona ricerca!</p>
<p>Copyright 2009-2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-644" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2009/12/gif-2-cuori.gif" alt="" width="25" height="16" />Ringrazio di cuore i lettori- fiori che hanno lasciato gli stupendi e profondi commenti: Francesca, Nicola, Michele, Chadisja, Paola, Antonio 3, Erika, Alessandra, Daniela, Lucia, Virginia, Nic, Simona, Eva, Elisa, Maria Letizia, Gian Piero, Pino, Gian, Federica, Roberta, Carmela, Michela, Desy, Franco, Laura, Pablo, Elena, Daniela 2, Alessandra 2, Antonio, Peppe, Sara, Greta, Salvatore, Sabina, Pippo, Arabella, Stella, Sergio, Nina, Gianna.</p>


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		<title>Agorafobia: un consiglio per Nino</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 23:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agorafobia]]></category>
		<category><![CDATA[Attacchi d'ansia]]></category>
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Nino,sei proprio simpatico!
Finchè non sei molto allenato a stare di fronte al panico, cioè fino a che ti trovi ancora al campo base della salita sull&#8217;Everest, prenditi cura di te e portati via dal luogo affollato e rumoroso, promettendo a te stesso che tu dai 3.000, e poi dai 5.000 metri arriverai alla cima agli [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp3.blogger.com/_7wL2AyNQi-M/R5vHfCAiDPI/AAAAAAAAABA/eWP0m7Nb6UM/s1600-h/vallarsa11.jpg"></a></p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-564" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2008/01/vallarsa11.jpg" alt="" width="200" height="133" /></p>
<p>Nino,sei proprio simpatico!</p>
<p>Finchè non sei molto allenato a stare di fronte al panico, cioè fino a che ti trovi ancora al campo base della salita sull&#8217;Everest, prenditi cura di te e portati via dal luogo affollato e rumoroso, promettendo a te stesso che tu dai 3.000, e poi dai 5.000 metri arriverai alla cima agli 8.000 metri, senza maschera d&#8217;ossigeno e senza sherpa come accompagnatori.</p>
<p>E&#8217; una sfida che richiede tempo e allenamento costante, come è per i grandi esploratori.</p>
<p>Quando ti sentirai pronto allora passerai alla fase di vivere direttamente il panico, contemporaneamente, mentre accade.</p>
<p>Ti sono vicina e ti sostengo.</p>
<p> Sto preparando una piccola, utilissima sorpresa per te e per chi come te, si trova in questa realtà.</p>
<p>Rimarrai senza fiato, come un bambino quando vede scendere la neve dalla finestra.</p>
<p>Regalami un paio di settimane e sarà tua!</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" align="center">Copyright 2007-2009 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p><a style="border-style: none" title="Elimina commento" href="https://www.blogger.com/delete-comment.g?blogID=6383974333800657358&amp;postID=1115953478660433940"></a></p>


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		<title>Anima nella paura: una bella poesia</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 16:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa Laura Bolzoni Codato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[senso di irrealtà]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi panico]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Panico]]></category>

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Grazie Dottoressa ..bellissimo post.
Me lo rileggerò a fondo tante volte fino a che non lo avrò imparato o meglio fatto mio&#8230;so che è la chiave per scardinare il meccanismo anche se ancora ne intravedo il funzionamento in maniera confusa e mi sento insicura..ma il trucco è proprio lì..provare 10,100,1000 volte..fino alla vittoria.
Dimenticavo, sono proprio io [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-553" src="http://www.panicovintoblog.com/wp-content/uploads/2008/01/agorafobiamortale-284x300.jpg" alt="" width="284" height="300" /></p>
<p> </p>
<p>Grazie Dottoressa ..bellissimo post.</p>
<p>Me lo rileggerò a fondo tante volte fino a che non lo avrò imparato o meglio fatto mio&#8230;so che è la chiave per scardinare il meccanismo anche se ancora ne intravedo il funzionamento in maniera confusa e mi sento insicura..ma il trucco è proprio lì..provare 10,100,1000 volte..fino alla vittoria.</p>
<p>Dimenticavo, sono proprio io Laura dalla bella Sardegna&#8230;le farò sapere presto come andrà il mio tentativo di essere più forte delle mie paure seguendo i suoi preziosi consigli nel frattempo le regalo una mia poesia che racconta come mi sento durante un attacco di panico.</p>
<p>Spero di fare cosa gradita&#8230;Un forte abbraccio.</p>
<p>&#8220;Anima nella paura.&#8221;</p>
<p>Passi nella notte sempre più cupi,avanzo verso una meta che non ho scelto,il coraggio che non c&#8217;è potrebbe farmi tornare indietro ma ciò che più fa male del buio è il suo ricordo.<br />
Strappo squarci di luce a loro mi aggrappo e respiro,ne faccio stoffa per bendarmi gli occhi,per continuare a camminare a filo nel baratro,con le braccia distese,nel petto un batticuore, tra le labbra una preghiera,denti stretti e pensieri fissi: ora tutto bene..ora tutto male..</p>
<p>Continuamente raccolgo quello che ho lasciato dietro e lo ributto davanti,incessantemente,non me ne libero mai;forse perchè peggio del dolore c&#8217;è solo la paura di vivere&#8221;.</p>
<p>Laura Penna<br />
24 gennaio 2008 5.57</p>
<p><a title="Elimina commento" href="https://www.blogger.com/delete-comment.g?blogID=6383974333800657358&amp;postID=3018660167912493169"></a></p>
<p class="blogger-post-footer"> </p>


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