Quando ritorna l’attacco di panico: la spada nella roccia

Amici fiori anke io ho fatto passi enormi, la settimana scorsa sono partito per Verona tre giorni …io sono di Napoli… aereo , autostrada .. attacchi di panico ma li ho tutti gestiti…
mi sono veramente rincuorato…

ieri sono ripartito per Milano, tutto bene.. poi..

all ‘ improvviso arrivato all’ aeroporto per tornare a casa mi son fatto fregare..

un attacco forte mi ha fatto cascare . mi ha fatto stare agitatissimo e non vedevo l’ora di partire
e oggi sono un po nervoso e mi dico:..

erano anni ke rinunciavo a partire per lavoro

poi adesso ke avevo deciso di farlo con tutte le mie forze nel piu’ bello ci sono ricascato….

dottoressa ,amici fiori ,datemi un consiglio ho bisogno dei vostri incoraggiamenti…

c’e’ la devo fare..”

Così scrive Ciro G., un lettore dal cuore grande, che vive a Marano di Napoli con la moglie e il loro bambino di quattro mesi.

ESTRARRE SUBITO LA SPADA DALLA ROCCIA

La lotta per ritornare ad avere fiducia in se stessi, quando purtroppo ritornano gli attacchi di panico, dopo un grande successo personale sui vecchi meccanismi legati al manifestarsi degli odiosi sintomi, è ardua.

La spada è ritornata a conficcarsi silenziosamente nella roccia, mentre eravamo distratti dalla gioia della vittoria e un po’  rilassati.

La strada per riconquistare la vittoria è: rialzarsi quando si cade e continuare!

A NOI DUE, PANICO!

Quando arriva finalmente  il momento di guardare in faccia il panico, questa è l’occasione  di sfidarlo direttamente, di estrarre con forza la spada dalla roccia.

Naturalmente rispetto la serietà e la gravità del problema che vive la persona che soffre di attacchi di panico, a cui sono vicina con tutto il mio cuore, l’esempio della Spada nella Roccia lo uso in questo articolo soltanto per far comprendere meglio il concetto dell’invisibile potere riproduttivo che il meccanismo delle sensazioni di panico sembra avere.

Sembra quasi che, come per magia il panico abbia deciso di assumere  nuove forme, quasi come se ci volesse sorprendere con nuove e inedite manifestazioni che hanno l’effetto di lasciarci di stucco, inermi e attoniti.

Il panico osa scomparire diventando invisibile.

Se ne va  per un po’ lasciandoci l’illusione di averlo vinto.

Purtroppo non è così e la nuova forma con cui decide di ricomparire è sempre sorprendente!

NON E’ GRAVE CADERE, IMPORTANTE E’ RIALZARSI SUBITO

E’ brutto cadere giù, anche se non si fa fatica, ma è molto più impegnativo rialzarsi dopo la caduta.

Anche a me succedeva esattamente quello che è accaduto a Ciro G. durante la mia lunga e turbolenta battaglia contro gli attacchi di panico, come condivido nel mio Libro “Panico Vinto!”,  proprio quando mi sembrava di toccare finalmente il cielo con un dito, ricadevo giù a terra, nella polvere.

Anche se può sembrare banale la frase: “Non è importa cadere, è importante rialzarsi!” confermo che è vera.

Più approfondisci la conoscenza del panico, più sperimenti nell’azione quello che hai compreso e meno rimane ignota e pericolosa la dimensione spaventosa degli attacchi di panico.

Il problema è come si fa a rialzarsi dopo essere precipitati nuovamente dentro l’abisso vorticoso e confuso delle sensazioni di panico?

Come si fa a non deprimersi, a non agitarsi, a non mollare tutto, a non diventare ansiosi?

Semplicemente ci si rialza subito, lasciando andare la sensazione di sconforto e di fallimento!

Non si perde troppo tempo a invalidarsi, a darsi la colpa, a drammatizzare, ma si affronta la ricaduta come un’esperienza importante, che è arrivata per donarci  nuove comprensioni e tanta forza di ricominciare, che altrimenti non avemmo avuto!

Per tirare fuori la spada nella roccia ci vuole la conoscenza corretta, la forza interiore e tanto coraggio.

DIMENTICA LA CADUTA

Quando i campioni olimpionici cadono sul ghiaccio, che cosa fanno?

Si rialzano il più presto possibile e continuano a pattinare, scegliendo di dimenticare la caduta.

La meta non diventa analizzare mentalmente il motivo della caduta, anche se c’è,  ma volteggiare sui pattini fino alla vittoria finale, come spiego nell’articolo : “ Come iniziare un percorso per uscire dagli attacchi di panico: alcuni consigli utili”, clicca qui per leggere

NON EVOCARE IL PANICO

Sei caduto di nuovo nell’abisso del panico, perché hai aperto senza accorgertene la stanza di Barbablù, che ti ricordo non va mai aperta, come ho scritto nell’articolo: “ Non evocare i sintomi dell’attacco di panico, non aprire la stanza di Barbablù”, clicca qui per leggere.

Ti succede, come dice simpaticamente il nostro Ciro G. di “farti fregare” dal panico perché, silenziosamente,  l’hai ricordato, l’hai richiamato.

Ci sono dei momenti nel percorso per uscire in modo consapevole dal panico, in cui bisogna stare molto attenti, molto vigili, non distrarsi nemmeno per un secondo, non indulgere per nessun motivo in pensieri del tipo: “Guarda come sto bene oggi, ormai il panico…è soltanto un ricordo! “

Quando ti trovi sopra il burrone, non guardare mai in basso, prosegui veloce, cammina diritto, decidi con forza di NON PENSARE A CADERE.

E’ una disciplina interiore, un allenamento serio, in cui non puoi sgarrare!

Rimani reale nel tempo attuale e nello spazio fisico attorno a te, non diventare mentale!

Rendi impossibile al panico la via per raggiungerti, mettigli davanti tutti gli ostacoli del mondo.

Ricordati di non ritirare i sensi, ma fai il movimento opposto, vai verso le cose della vita che vedi davanti a te, vai verso le persone che ti circondano.

NON SEPARARTI DALLA REALTA’

Non separarti da te stesso.

Aggrappati a questi istanti privilegiati di apertura e crea una realtà di sensazioni pure di vita vera, diventando irraggiungibile al nemico!

Lascia uscire la tua energia vitale dai tuoi organi di senso e di azione, lascia libero l’ amore che sta nel tuo cuore e fallo arrivare agli altri esseri umani e a quella parte di te stesso che ha avuto ancora paura, ma che vuole continuare a migliorare e a vincere !

Se lo desideri, puoi condividere con noi la tua esperienza personale con la “spada nella roccia”.

Copyright 2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati

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94 risposte a Quando ritorna l’attacco di panico: la spada nella roccia

  1. anto scrive:

    Ciao a tutti, anch’io mi porto dietro lo stesso vostro MOSTRO da circa 16 anni, ho provato a superarlo con un paio di terapie ma ahimè sono ancora qui a parlarne!

    Certo devo ammettere di avere avuti pochissimi episodi di attacchi di panico veri e propri, forse perchè tendo spesso ad evitare i luoghi o le situazioni per me fobici, tra cui prendere l’ascensore, guidare da sola fuori città, salire su un aereo o nave o treno, dirigermi in auto fuori città con qualcuno che non conosce la mia situazione, restare in casa da sola di notte, ecc ecc…, potrei continuare all’infinito!

    Come potrete notare tento di avere sempre il controllo della situazione e quando capita di perderlo ecco che l’ansia arriva.

    Rileggendo ciò che ho scritto mi chiedo come si fa a vivere in questo modo?

    Mi privo di troppe cose, e nonostante tutto non riesco a cambiare, ho troppa paura!

  2. serena scrive:

    Salve a tutti, sono nuova del blog, al quale ho approdato nella disperata ricerca di me,di quello che ero prima che cadessi in questa gola profonda che è il panico!!

    Ne ero uscita con forza 10 anni fa… ma tante cose successe mi hanno fatto ricadere nel baratro, e dire che in 10 anni ho affrontato matrimonio maternità, tutto con estremo coraggio, fin quando, non ho cambiato lavoro…

    Ho cominiciato a sentirmi diversa, iimpaurita da una scelta forse avventurosa ma nello stesso tempo, il lavoro che ho sempre voluto fare!
    Una mattina mi alzo dal letto e all’improvviso gira fortissima tutta la stanza!!
    Ecco ci siamo: da li (era Pasqua) sono ricominciati i sintomi, le paure, i tremori notturni…
    La convinzione di avere un male brutto chissà dove. Passa un mese sto meglio…ma due notti fa, mio marito avverte una sincope notturna, lo porto all’ospedale….tutto bene fortunatamente anche se dovrà fare accertamenti…da allora ogni notte il panico, ogni notte l’ansia di vederlo in quello stato…ogni notte l’ansia che mi stia prendendo un colpo all’improvviso anche a me!!

    Ho deciso di rifare un pò di psicoterapia che all’epoca mi aveva aiutata moltissimo…non prendo farmaci per convinzione personale, perchè in tutto questo so che c’è la mia testa e basta!!

    Ma a volte serve anche un aiuto da qualcuno che stia come te e ti capisca. Mi rivolgo soprattutto a voi, per tutte quelle giornate in cui i miei sintomi mi accompagnano come fedeli amici, in cui il mio controllo mi fa staccare dalla realtà e la notte diventa un incubo!!

    Grazie per le parole che vorrrete spendere per me…
    Un abbraccio forte!!

  3. Patrizia scrive:

    Non sentirti sola cara Serena, perchè siamo in tanti ad avvertire le tue stesse sensazioni.
    Un consiglio spassionato da una persona che soffre come te: non abbatterti e non mollare, non permettere che il brutto mostro abbia la vittoria. Insieme e con i consigli della dott.ssa Laura Bolzoni riusciremo con pazienza a superare il tutto.
    Affidati alla preghiera e a Dio, che ci ama tutti e per questo non ci abbandonerà mai, nemmeno nella sofferenza sia essa fisica o dell’anima.

    Madre Teresa di Calcutta in unno alla vita dice:

    La vita è un’opportunità, coglila.
    La vita è bellezza, ammirala.
    La vita è beatitudine, assaporala.
    La vita è un sogno, fanne realtà.
    La vita è una sfida, affrontala.
    La vita è un dovere, compilo.
    La vita è un gioco, giocalo.
    La vita è preziosa, abbine cura.
    La vita è ricchezza, valorizzala.
    La vita è amore, vivilo.
    La vita è un mistero, scoprilo.
    La vita è promessa, adempila.
    La vita è tristezza, superala.
    La via è un inno, cantalo.
    La vita è una lotta, accettala.
    La vita è un’avventura, rischiala.
    La vita è la vita, difendila.

    Impegniamoci in tutto con questo con grande coraggio e sfida al panico, che non può prendere il sopravvento nelle nostre azioni quotidiane.
    Forza e coraggio.
    Un bacio a tutti.

  4. Michele scrive:

    Carissima Dottoressa, carissimi Amici Fiori (veterani e nuovi e, a proposito, un gran benvenuto ele, spiraglio di luce, milena, bruna, anto, serena…avete lasciato commenti meravigliosi: non arrendetevi, né ora né mai!), rieccomi qui!

    Evviva, diventeremo tutti valorosi cavalieri!

    Addirittura, riusciremo in un’impresa leggendaria, quella di estrarre la spada conficcata nella roccia!

    A proposito, qui ci vorrebbe proprio il nostro caro Landrea, o meglio, Sir Landreotto!

    L’articolo, parola dopo parola, mi è subito entrato nel cuore: mi ci sono ritrovato assolutamente, in tutto e per tutto.

    Ho iniziato a soffrire di attacchi di panico e di ansia poco più di un anno e mezzo fa, anche se qualche episodio estremamente sporadico si era verificato qua e là già anni fa, ma avevo deciso di non indagare (e, forse, sarebbe stato meglio continuare così) e quindi di non curarmi assolutamente di quanto fosse successo: accettai e basta. Invece, come ho già scritto ormai molte volte, quella maledetta sera di un anno e mezzo fa, dopo aver provato quei sintomi così fastidiosi di cui ancora non conoscevo l’origine, decisi così, per puro caso, di digitare, computer alla mano, la parola “panico” (evidentemente, qualche sospetto aveva già attraversato la mia mente): si aprì davanti a me, in meno di un secondo, un nuovo universo, molto diverso da quello che è il mondo reale…

    Leggendo, riga dopo riga, di un ragazzo che aveva manifestato gli stessi miei sintomi e al quale tutti rispondevano che si era trattato di “panico”, ecco, come un furioso tornado, l’attacco di panico scoppiare in me e rendermi definitivamente suo prigioniero.

    Ricordo ancora quella terribile serata, fu uno degli attacchi più forti e duraturi mai avuti, ma ricordo soprattutto la mia impotenza, il senso di vuoto della mia mente, il crollo di tutti i valori in cui credevo, mentre contemporaneamente immaginavo già come sarebbe stata la mia vita futura: un inferno.

    Da quel giorno, effettivamente, la mia vita divenne tale, anche perché il panico si manifestò in molteplici forme, così come l’ansia (vedi la paura di deglutire…un incubo!): dalle più strane paure, fissazioni e quant’altro, fino ad evitare addirittura di avere contatti con gli altri…

    Cominciai a privarmi di tutti gli hobby che adoravo, come guardare film dell’orrore e giocare ai videogames…la mia vita si era spenta, praticamente facevo sempre le stesse cose e mi preoccupavo semplicemente di stare “calmo” e tenere il corpo rilassato senza sforzarlo troppo.

    Questo, finché non ho conosciuto prima il bravissimo cardiologo che mi ha fatto una visita completa e mi ha parlato di tutto quasi fosse un padre scacciando le mie assurde paure, e poi – e qui è arrivato il “colpo di grazia” al panico – la meravigliosa Dottoressa Bolzoni Codato (attraverso libro e blog) che – non esagero – ha cambiato la mia vita.

    A cosa servono tutte quelle montagne di libri sul panico, se descrivono il problema solo dal punto di vista scientifico ma non offrono una soluzione?

    Si tratta di libri freddi, distanti, che non riusciranno mai a comprendere il lettore, perché non affrontano un tema tanto complesso con concetti semplici e, soprattutto, con amore.

    L’amore che ho ritrovato nelle parole della nostra Dottoressa, che nelle sue risposte alle mie domande mi trasmetteva una sicurezza tale da farmi stare sempre tranquillo.

    E’ davvero importante, in questi casi, che qualcuno ti comprenda, ma qualcuno che sappia davvero ciò che stai passando.

    Da allora, da quel bel periodo (era fine agosto, ma il blog lo conoscevo già da marzo…solo non mi decidevo a scrivere!Che sciocco!), pian piano le cose sono cambiate, ho conosciuto tanti meravigliosi amici fiori, ed insieme abbiamo cominciato ad avventurarci lungo il sentiero della rinascita.

    A poco a poco, ho ripreso a fare le cose abbandonate: ho ripreso in mano i miei videogiochi preferiti, e sono proprio ripartito da uno di essi (un gioco tetro, molto violento e fortemente ansiogeno…era l’ideale trampolino di rilancio) che mi aveva causato un brutto attacco di panico.

    Sì, ho ricominciato da lì. Ho esistato la prima volta, la seconda…la terza basta. Mi sono lanciato, mi sono immerso in quella dimensione e…mi sono ritrovato sereno, sicuro, senza paura.

    Così ho fatto con le altre cose, insomma, ho ripreso in mano la mia vita.

    Se ripenso a quegli istanti, a quanto tempo sprecato in inutili pensieri…paure…se non mi fossi rilanciato, se non avessi risperimentato che non c’era davvero nulla da temere, come avrei fatto a guardare dietro l’ostacolo e a capire che, effettivamente, davanti a me quell’ostacolo era solo invisibile, un’illusione?

    Dobbiamo lanciarci, tanto che abbiamo da perdere?

    Di ricadute ne ho avute tante, specialmente dopo tre o quattro mesi dopo la guarigione, così come hanno cominciato a fare nuovamente capolino pensieri sgradevoli.

    Però la cosa bella, e di cui vado fiero, è che – bene o male – sono riuscito rialzarmi subito , e se poi cadevo immeditamente dopo essermi rialzato, nuovamente mi rimettevo in piedi, sempre fiero delle conquiste fatte e guardando con amore la vittoria definitiva.

    Infine, qualche settimana fa un pensiero che ha fatto proprio crollare in mille pezzi tutto il mondo del panico e dell’ansia è stato questo: “ma come mai ho provato tanta ansia e tanto panico, per tutto questo tempo? Perché mi sono ammazzato di pensieri inutili e paure infondate? Perché reagivo in maniera anormale a situazioni assolutamente normali? C’era davvero di che aver paura, in quei momenti? Davvero ero in mezzo ad una situazione terribile? E, mettiamo pure che fosse davvero così, allora perché la gente intorno a me era serena e rilassata? Perché IO, e solo IO, in quegli istanti ero terrorizzato?”.

    La cosa bella? Non ho trovato risposta!

    Cioè, se ne avessi trovata una, avrei tentato di giustificare tutto quel che mi era successo. Invece non ho saputo dar risposta, proprio perché si è trattato di situazioni in cui un nemico illusorio ha cercato di farla da padrone, ha tentato con ogni mezzo di gettare caos nella mia vita, di farmi credere che fosse “così”, mentre in realtà non lo era affatto. Possiamo giustificare le illusioni? Niente affatto.

    E allora, godiamoci la vita, che è preziosa, proprio come scrive Madre Teresa di Calcutta nel suo Inno pubblicato da Patrizia!

    Amici, mai arrendersi. Mai!

    Un abbraccio affettuoso!

    • Dott.ssa Laura Bolzoni Codato scrive:

      Grazie caro Michele,

      la condivisione delle tue esperienze e delle tue comprensioni sul panico e sulla sua natura irreale e illusoria è molto bella e utile!

      Desidero dedicarti uno dei prossimi articoli.

      Complimenti!

  5. anto scrive:

    Cara dottoressa,
    un pensiero mi affligge da moltissimo tempo, si può davvero guarire dal PANICO?
    Per quanto riguarda me, in verità non è tanto il PANICO che mi preoccupa quanto i pensieri anticipatori, idee che si fissano nella mente e che mi bloccano a tal punto da non provarci nemmeno a mettermi in gioco…
    Ogni qualvolta devo affrontare qualcosa che temo allora ecco che in automatico partono le solite domande: “e se…”
    Come si fa a non pensare, a spegnere la mente in una situazione che ti mette addosso l’ansia?
    Ho letto tutte le vostre esperienze ma nessuna sembra corrispondere alla mia… ad esempio, se devo affrontare un viaggio, in auto o in treno che sia, inizio a terrorizzarmi automaticamente pensando ai sintomi che potrebbero sopraggiungere durante il tragitto, continuo a chiedermi:”dove scappo, dove mi rifugio se sto male?Sono lontana da casa, chi mi aiuterà?”. A volte mi sento sola con me stessa, non parlo mai delle mie paure perchè nessuno potrebbe comprenderle a meno che non le vive medesimamente… Grazie per il vostro tempo…!!!

  6. Patrizia scrive:

    Buongiorno a tutti.

    Grazie Michele e complimenti per l’articolo.

    Hai dimostrato coraggio e grinta e sei riuscito anche a trasmetterlo bene con le parole. Sei di esempio per la nostra guarigione: dipende esclusivamente da ognuno di noi abbandonare il mondo illusorio e astratto, lontano dalla realtà, creato dai nostri ragionamenti irrazionali.

    Auguri!

  7. serena scrive:

    Amici fiori…Dottoressa (ah proposito è un piacere conoscerLa), sono contenta di aver letto le vostre risposte e soprattutto aver colto l’affetto con cui mi avete scritto anche se siamo magari lontani anni luce, viviamo in città diverse, abbiamo culture e tradizioni diverse.

    Sono contenta di averVi trovato e di aver sentito subito quella “spinta emozionale” che ti fa ricominciare a vivere come dice Michele.

    Io sono una nuotatrice, sono abituata a lottare da sola contro l’acqua ed il tempo, sono molto molto forte, quindi combatterò con tutte le mie forze anche questa gara!!

    Ho vinto tante medaglie nella mia vita sportiva, e qualche giorno fa, mia figlia (5 anni) ha vinto la sua prima medaglia d’oro nel dorso e l’ha dedicata a me!!

    Quando La guardo, mi sento fiera di me, perchè al di là delle sua vittoria, sento di essere una persona speciale, e la mia sensibilità mi porta anche ad avere momenti di difficoltà come questo.

    Lei mi da la forza per combattere e credere che tutto si può superare.

    Ho letto l’ebook della dottoressa Laura Bolzoni, ne ho anche parlato con la mia, che vi posso assicurare essere una professionista molto brava.

    Piano piano sto prendendo consapevolezza sui miei sintomi e quando escono, mi dico “fottitene prima che il sintomo fotta te stessa”….è una frase più “rozza” di quella presente nel libro, ma sapete la mia “romanità”, a volte si fa sentire 🙂

    Grazie per la vostra cordialità….a presto!!

  8. ciro g. scrive:

    GRAZIE e complimenti MICHELE..

    BELLISSIMA la tua testimonianza e ci da’ tantissima forza..
    io ne ho approfittato x metterla subito in prova…

    tutto va bene….

    grazie di cuore …amici fiori e dottressa

  9. ele scrive:

    a tutti voi,meravigliosi fiorellini e compagni di avventura,a te cara dottoressa bolzoni …………..lottare sempre,non arrendersi mai,si,va bene,ma………non credo che come dice michele tutto viene x pensieri illusori,x quanto mi riguarda e x tutte le persone con cui ho parlato che soffrono come noi,c’e sempre un motivo scatenante nella nostra vita che ha generato queste paure,questo dolore che poi trasforma i pensieri e di conseguenza i sintomi e tutti gli atteggiamenti che ne conseguono,……..quel dolore,quel senso di vuoto,di solitudine,di abbandono,che mannaggia io non riesco a cancellare,x quanto sia sempre stata una persona forte e tenace……….ma prima di tutto bisogna essere predisposti…….ci sono persone che magari hanno avuto altresi dolori x soffrire di DAP ,ma non lo sono ,xche’?????? xche io???? xche mio figlio???? e soprattutto xche’ una madre e un figlio ,come posso io rialzarmi x me se ora vedo mio figlio soffrire come me????? credetemi e lacerante il dolore…….oggi dico si,chissenefrega dei sintomi e di tutto il resto,ma quando e’ troppo e’ troppo,e poi,sentire il mio medico ridirmi x l’ennesima volta:SE NON USI I FARMACI ,NON GUARIRAI,DEVI CONVINCERTI CHE SEI MALATA E VAI CURATA………non ha capityo niente,secondo me,anche se oggi nonto che ,la cosa piu’ brutta,mi sento estranea da tutto cio che mi circonda,mi sento estranea qui……ma non posso fare niente x cambiare la situazione,dovrei cambiare io………spero di farcela,grazie a voi,alla dottoressa e dio.siete meravigliosi.e GRAZIE…….

  10. serena scrive:

    ciao ele, ciao amici fiori… se ti può consolare ele anche io passo dei momenti in cui mi sento estranea da tutto e da tutti, e faccio fatica a mollare questo controllo per tornare in me… ma ci lotto tutti i giorni cercando di non pensarci di spostare la mia attenzione da un’altra parte…lascialo andare non ci pensare, vedrai che piano piano avrai la meglio!!

    A me capita per esempio un senso di sbandamento, sembra che tutto giri tipo vertigini…all’inizio mi spaventavo poi però so cosa significano…e ci convivo giorno dopo giorno dandogli meno importanza!!

    Devi essere forte i momenti di sconforto capitano a tutti…forza e coraggio!!

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