Quando ritorna l’attacco di panico: la spada nella roccia

Amici fiori anke io ho fatto passi enormi, la settimana scorsa sono partito per Verona tre giorni …io sono di Napoli… aereo , autostrada .. attacchi di panico ma li ho tutti gestiti…
mi sono veramente rincuorato…

ieri sono ripartito per Milano, tutto bene.. poi..

all ‘ improvviso arrivato all’ aeroporto per tornare a casa mi son fatto fregare..

un attacco forte mi ha fatto cascare . mi ha fatto stare agitatissimo e non vedevo l’ora di partire
e oggi sono un po nervoso e mi dico:..

erano anni ke rinunciavo a partire per lavoro

poi adesso ke avevo deciso di farlo con tutte le mie forze nel piu’ bello ci sono ricascato….

dottoressa ,amici fiori ,datemi un consiglio ho bisogno dei vostri incoraggiamenti…

c’e’ la devo fare..”

Così scrive Ciro G., un lettore dal cuore grande, che vive a Marano di Napoli con la moglie e il loro bambino di quattro mesi.

ESTRARRE SUBITO LA SPADA DALLA ROCCIA

La lotta per ritornare ad avere fiducia in se stessi, quando purtroppo ritornano gli attacchi di panico, dopo un grande successo personale sui vecchi meccanismi legati al manifestarsi degli odiosi sintomi, è ardua.

La spada è ritornata a conficcarsi silenziosamente nella roccia, mentre eravamo distratti dalla gioia della vittoria e un po’  rilassati.

La strada per riconquistare la vittoria è: rialzarsi quando si cade e continuare!

A NOI DUE, PANICO!

Quando arriva finalmente  il momento di guardare in faccia il panico, questa è l’occasione  di sfidarlo direttamente, di estrarre con forza la spada dalla roccia.

Naturalmente rispetto la serietà e la gravità del problema che vive la persona che soffre di attacchi di panico, a cui sono vicina con tutto il mio cuore, l’esempio della Spada nella Roccia lo uso in questo articolo soltanto per far comprendere meglio il concetto dell’invisibile potere riproduttivo che il meccanismo delle sensazioni di panico sembra avere.

Sembra quasi che, come per magia il panico abbia deciso di assumere  nuove forme, quasi come se ci volesse sorprendere con nuove e inedite manifestazioni che hanno l’effetto di lasciarci di stucco, inermi e attoniti.

Il panico osa scomparire diventando invisibile.

Se ne va  per un po’ lasciandoci l’illusione di averlo vinto.

Purtroppo non è così e la nuova forma con cui decide di ricomparire è sempre sorprendente!

NON E’ GRAVE CADERE, IMPORTANTE E’ RIALZARSI SUBITO

E’ brutto cadere giù, anche se non si fa fatica, ma è molto più impegnativo rialzarsi dopo la caduta.

Anche a me succedeva esattamente quello che è accaduto a Ciro G. durante la mia lunga e turbolenta battaglia contro gli attacchi di panico, come condivido nel mio Libro-Ebook “Panico Vinto!”,  proprio quando mi sembrava di toccare finalmente il cielo con un dito, ricadevo giù a terra, nella polvere.

Anche se può sembrare banale la frase: “Non è importa cadere, è importante rialzarsi!” confermo che è vera.

Più approfondisci la conoscenza del panico, più sperimenti nell’azione quello che hai compreso e meno rimane ignota e pericolosa la dimensione spaventosa degli attacchi di panico.

Il problema è come si fa a rialzarsi dopo essere precipitati nuovamente dentro l’abisso vorticoso e confuso delle sensazioni di panico?

Come si fa a non deprimersi, a non agitarsi, a non mollare tutto, a non diventare ansiosi?

Semplicemente ci si rialza subito, lasciando andare la sensazione di sconforto e di fallimento!

Non si perde troppo tempo a invalidarsi, a darsi la colpa, a drammatizzare, ma si affronta la ricaduta come un’esperienza importante, che è arrivata per donarci  nuove comprensioni e tanta forza di ricominciare, che altrimenti non avemmo avuto!

Per tirare fuori la spada nella roccia ci vuole la conoscenza corretta, la forza interiore e tanto coraggio.

DIMENTICA LA CADUTA

Quando i campioni olimpionici cadono sul ghiaccio, che cosa fanno?

Si rialzano il più presto possibile e continuano a pattinare, scegliendo di dimenticare la caduta.

La meta non diventa analizzare mentalmente il motivo della caduta, anche se c’è,  ma volteggiare sui pattini fino alla vittoria finale, come spiego nell’articolo : “ Come iniziare un percorso per uscire dagli attacchi di panico: alcuni consigli utili”, clicca qui per leggere

NON EVOCARE IL PANICO

Sei caduto di nuovo nell’abisso del panico, perché hai aperto senza accorgertene la stanza di Barbablù, che ti ricordo non va mai aperta, come ho scritto nell’articolo: “ Non evocare i sintomi dell’attacco di panico, non aprire la stanza di Barbablù”, clicca qui per leggere.

Ti succede, come dice simpaticamente il nostro Ciro G. di “farti fregare” dal panico perché, silenziosamente,  l’hai ricordato, l’hai richiamato.

Ci sono dei momenti nel percorso per uscire in modo consapevole dal panico, in cui bisogna stare molto attenti, molto vigili, non distrarsi nemmeno per un secondo, non indulgere per nessun motivo in pensieri del tipo: “Guarda come sto bene oggi, ormai il panico…è soltanto un ricordo! “

Quando ti trovi sopra il burrone, non guardare mai in basso, prosegui veloce, cammina diritto, decidi con forza di NON PENSARE A CADERE.

E’ una disciplina interiore, un allenamento serio, in cui non puoi sgarrare!

Rimani reale nel tempo attuale e nello spazio fisico attorno a te, non diventare mentale!

Rendi impossibile al panico la via per raggiungerti, mettigli davanti tutti gli ostacoli del mondo.

Ricordati di non ritirare i sensi, ma fai il movimento opposto, vai verso le cose della vita che vedi davanti a te, vai verso le persone che ti circondano.

NON SEPARARTI DALLA REALTA’

Non separarti da te stesso.

Aggrappati a questi istanti privilegiati di apertura e crea una realtà di sensazioni pure di vita vera, diventando irraggiungibile al nemico!

Lascia uscire la tua energia vitale dai tuoi organi di senso e di azione, lascia libero l’ amore che sta nel tuo cuore e fallo arrivare agli altri esseri umani e a quella parte di te stesso che ha avuto ancora paura, ma che vuole continuare a migliorare e a vincere !

Se lo desideri, puoi condividere con noi la tua esperienza personale con la “spada nella roccia”.

Copyright 2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati

Altri articoli interessanti:

  1. Attacco di panico e sensazione di irrealtà: quando dimentichiamo il senso di essere
  2. Attacco di panico: un muro che ho scavalcato
  3. Imprevedibili e inaspettati: così gli attacchi di panico entrano nella nostra vita
  4. Anima nella paura: una bella poesia
  5. Ho avuto un attacco di panico e ho bisogno di aiuto
Questa voce è stata pubblicata in Attacchi di panico e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

94 risposte a Quando ritorna l’attacco di panico: la spada nella roccia

  1. david scrive:

    Quando ritorna il mostro (io così lo chiamo) , è veramente dura, continuare nella tua vita ordinaria non è facile, sembra che ogni volta ritorni con un’arma più potente e più difficile da sconfiggere.
    Tutte le volte devo trovare delle strategie nuove per venirne fuori, tutte le volte mi fa pensare di non farcela e di crollare, arrivo al baratro della disperazione, poi riesco a rialzarmi.
    E’ proprio un brutto mostro, sapete tutti quanto ci mette alla prova, ti fa vedere tutto nero, brutto, insignificante, ma un giorno ce la faremo, o almeno io cercherò di conviverci cercando di non dargli importanza, continuando a vivere con i miei amori e passioni.
    un saluto a tutti.

  2. Laura scrive:

    L’ansia, che brutto mostro!!! Ma ce la faro’, anche stavolta saro’ io ad averla vinta. Una cosa è certa: di attacchi di panico non si muore.
    Ho sofferto di ansia la prima volta 4 anni fa. Ero assalita dalla paura nello svolgere normalissime azioni quotidiane tipo, andare al supermercato, fare la fila alla posta, firmare … Ero diventata un soggetto “evitante”, scappavo dalle situazioni e cio’ scateno’ in me una fortissima depressione che ho curato con dei farmaci.
    Poi mi innamorai del mio attuale fidanzato. Ricordo che pianse quando gli parlai delle mie difficoltà, ma lui mi accetto’ cosi, ed io fui inaspettatamente colpita da un coraggio esorbitante… io sono riuscita a vincere l’ansia per amore!!!!!!!!! Adesso stiamo insieme da 4 anni, e in questo periodo sono stata benissimo, solo qualche ricaduta soprattutto legata al cambio del tempo. A me fa bene parlare delle mie ansie e paure, anche se un po me ne vergogno. Parlarne fa bene.

    Oggi dopo tutti questi anni il mostro è tornato a causa di un forte e personale evento che mi ha colpito. Ma dopo tutti i sacrifici fatti …. IO CE LA FARO’, LO VINCERO’ UN ALTRA VOLTA.

  3. sista scrive:

    Cari tutti, cara dottoressa,
    Io vivo dal 1997 il panico, prendo medicamenti e faccio una vita abbastanza normale. Voglio descrivere il perchè mi è venuto il panico. Ho fatto cure per avere bambini con tanti ormoni. Purtroppo non sono riuscita ad averne ma ho due meravigliosi ragazzi adottivi; un maschio di 17 anni e la femminuccia di 13 anni. La cosa che ha fatto scatenare il panico è stata la morte improvvisa di mia suocera. Sono stata accanto a mio marito e a tutta la famiglia. Anche se soffrivo non riuscivo a versare nessuna lacrima Alcune settimane dopo è arrivato il mostro (è successo in chiesa). Credevo di morire e il mio medico ha capito subito di cosa si trattava. Comunque prendo ancora degli antidepressivi e lo xa…x (solo per l’emergenza quando so che mi potrebbe venire in locali chiusi, tanta gente, chiesa, autostrada. Come ho detto sono andata avanti per diversi anni e ho adottato due bambini che erano piccoli. Ho avuto diversi psicologi senza nessun aiuto. Due anni fa ho trovato una dottoressa che lei stessa ha provato il panico e ho fatto terapia di gruppo. Ho migliorato molto la situazione e adesso stò molto meglio. Sto lavorando anche su me stessa, cercando di non avere più paure nell’affrontare certe situazioni. Ho fatto dei corsi e sono riuscita e adesso faccio volontariato in diversi ambiti e sono molto soddisfatta. Cresco la mia famiglia e cerco di non rinunciare a niente. Vorrei dire che il panico più lo combattiamo più viene, come dice il dr. Morelli, e se lo accogliamo, lo accettiamo, lo facciamo amico scompare. Io non sono ancora riuscita completamente ma ci stò provando. Auguri cari amici impariamo a volerci bene e a pensare a noi stessi e guariremo.

  4. giuseppina scrive:

    Gentilissima dott.essa sono ormai tanti ma proprio tanti anni che soffro di ansia anticipatoria e di panico. Ormai ho tanti sintomi invalidanti che mi impediscono di vivere una vita felice. A volte penso di essere senza speranze. La prego mi aiuti a trovare una via d’uscita.

  5. Fria scrive:

    Sono 3 mesi che combatto contro gli attacchi di panico/ansia. Tutta la mia vita è cambiata proprio 3 mesi fa quando ho avuto un incidente stradale. Si è scoperchiato il vaso di Pandora. Tutte le paure represse da uno stile di vita iper iper iper attivo sono venute allo scoperto. Al mio primo attacco sono finita in ospedale. Da allora il “mostro” si presenta con sbandamenti che mi tolgono il pavimento da sotto i piedi. E da lì un turbine di pensieri malsani, primo fra tutti dover rinunciare al lavoro per cui ho combattuto con tutte le mie forse e per il quale mi sono trasferita lontano da tutto e da tutti. So che gli sbandamenti inizialmente erano anche dovuti ad un trauma cervicale, ma ora quello va molto meglio e mi rendo conto che più sono nel panico e più tutto gira. Questo innesca nausea, estremità gelate, tachicardia e il pensiero fisso di sentirmi male davanti agli altri, in particolare i miei colleghi dando l’impressione di essere una debole. Vedo gli altri ridere, scherzare, correre da una parte all’altra, prendersi impegni e responsabilità (cosa che io non sono più in grado di fare, nonostante il mio ruolo in azienda). Anche ora scrivo dall’ufficio, completamente sbandata, come in una barca e mi chiedo se riuscirò ad andare avanti ancora molto così…mi chiedo se la battaglia potrò davvero mai vincerla…grazie a chiunque leggerà tutto questo. Comprerò il libro nel frattempo, sperando!

  6. SABRY scrive:

    salve a tutti….soltanto ora, dopo diverso tempo,che conosco questo blog e ogni tanto leggo i vari preziosi contenuti,ho deciso di scrivere…forse,perchè ho iniziato a prendere consapevolezza ,davvero, di ciò che ho dentro,di soffrire di ATTACCHI D’ANSIA e di non dovermi sentire in colpa di nulla…o tantomeno sentirmi UNA PERSONA MALATA.
    Soltanto le persone,che provano sulla loro pelle,determinate situazioni,possono capire davvero,tutta la difficoltà che si attraversa,nel vivere questo genere di disturbi…purtroppo,io non ho trovato tutta questa grande e sincera comprensione,nella vita reale…..anzi la cosa che più mi è pesata è stato dover capire e giustificare io alcune persone, a me vicine,della loro incapacità al sostegno e alla comprensione.
    CREDO che ci sia un perchè,se nella mia vita,SIA sopraggiunta QUESTA COMPAGNA DI VIAGGIO chiamata ANSIA….sto cercando di capire quale sia…ma SAPERE DI NON ESSERE SOLI…AIUTA…sapere che esistano persone che possono realmente capire come ti senti….Dà UNA SPERANZA NEL CUORE….

  7. mirè scrive:

    ok, grazie mille dott.sa 🙂

  8. mirè scrive:

    salve dott.sa sono andata alla voce:“
    Come iniziare un percorso per uscire dagli attacchi di panico: alcuni consigli utili”, clicca qui per leggere ,ma mi da articolo non disponibile .
    mi interessa molto questo articolo perché sono una vittima anch’io della ricaduta degli attacchi di panico !!:(

    • Dott.ssa Laura Bolzoni Codato scrive:

      Benvenuta Mirè!

      Ecco il link dove trovi l’articolo ” Come iniziare un percorso per uscire dagli attacchi di panico: alcuni consigli utili”, clicca qui e buona lettura!

  9. Paola scrive:

    Anche io ci sono ricascata! Ho avuto un inizio di attacco Domenica scorsa mentre ero a mare con la mia famiglia, poi però sono riuscita a controllarlo e a domarlo. Oggi è stata una giornata pessima perchè ho avuto crisi di pianto tutto il giorno e vorrei veramente capire il perchè… Pensavo di esserne uscita definitivamente, mi sentivo così libera e piena di vita e invece oggi ho ricevuto una batosta fortissima in testa, che è arrivata al cuore e me lo ha spaccato a metà… Ho bisogno di capire perchè queste sensazioni stanno tornando in me, un anno fa è cominciato il mio inferno ma da diversi mesi mi sono sentita meglio, finalmente libera e per questo non mi spiego cosa sia accaduto… Chiunque voglia rispondermi mi farà felice.
    Saluti a tutti.

  10. ERIKA scrive:

    Buongiorno, ho cominciato a soffrire di attacchi di panico 14 anni fa dopo un incidente stradale. In questi anni le crisi si sono man mano affievolite ma io sono cambiata. Non riesco pù ad aprirmi alle persone e a fidarmi di loro. Sono sposata ed ho un figlio piccolo ma mi sento sola, mio marito all’epoca mio fidanzato sembrava capirmi ora non più. Non ho più paura di stare sola e di affrontare il mondo ma lui non é più con me e sento che le mie vecchie ansie stanno cercando di tornare ma non posso permettermi di stare male perché non voglio che mio figlio soffra per questa situazione.

  11. mory scrive:

    Buon giorno a tutti !! Da qualche giorno leggo il blog e per la prima volta sento di aver trovato “un luogo” amico. Da 5 anni ho incontrato ” l’amico” attacco di panico. So che il primo è stato in un periodo molto “stressante”, ed ho iniziato ad accorgermi che qualcosa non andava perchè non riuscivo più a dare il giusto peso e importanza alle cose: era tutto vitale e urgente.. dovevo fare fare fare fare… fino a che ho sentito corpo e mente dividersi.. E da lì il via al mio percorso fra ansia, paura, terrore, in tutti gli ambiti della mia vita, in ogni luogo ed in ogni momento. Sono consapevole di aver “regalato” tanto tempo, denaro, energie, speranze a questo “amico” PANICO, e di aver invece “abbandonato” la parte più impaurita di me, peggiorando così la situazione. Tante volte ho tentato di fuggire all’apparire dei sintomi, senza affrontarli, senza pensare che probabilmente ero io ad evocarli.

    Ieri ho letto tutto d’un fiato “Panico Vinto!” e mi sono rispecchiata in tante situazioni, sensazioni, stati emotivi. Mi ha dato tanta speranza e serenità!!!

    Ho passato periodi nei quali stavo veramente bene, nulla mi spaventava e quanto apprezzavo ogni singolo momento delle mie giornate, e periodi invece dove tutto d’incanto sembrava trasformarsi in un incubo. Da qualche mese a questa parte sono in un periodo no, nonostante mio stia impegnando con tutte le mie forze a non cascare di nuovo nella “trappola” degli attacchi di panico.

    Grazie dott.ssa per la Sua testimonianza e un caro saluto a tutti!!!

  12. vincenzo scrive:

    salve sign.ra dottoressa,anche io non riesco piu a riprendere il mio lavoro all’estero per colpa del mio panico,ho paura di sentirmi male in treno,in aereo,in auto e cosi via.,io che non ho mai sofferto di queste cose. cioe ero veramente un combattente.tutto ad un tratto un giorno,e arrivato il sign. panico che ha fermato la mia corsa verso le mie ambizioni,le mie gioie,i miei divertimenti, e tutt altro. oggi dopo un anno e mezzo che soffro di questi angoscevoli attacchi di panico e che non lavoravo piu,ho ricevuto una chiamata di lavoro all’estero,io la desidero questa partenza,e importante per me,ma la cosa che mi blocca e la paura di stare male all’improvviso. attendo una sua risposta dott.ssa,un suo consiglio,una sua parola anche,sono sicuro che mi ravviverà un poco. buonaserata

  13. Nicoletta scrive:

    Leggo da poco il blog… Leggo le vostre parole…
    Mi piacerebbe parlare e sfogarmi.. Dite che e’ possibile scrivervi delle mie paure e della mia rabbia? Perche’ ho anche tanta gioia dentro ma sento che tutto e’ bloccato… E appena vivo una bella cosa, subito dopo mi arrivano tante sensazioni legate al panico… E’ stancante. Ma questo blog mi da’ forza… Scusate se oggi non vi sto scrivendo nulla di particolare…ma e’ la prima volta che scrivo…e mi piacerebbe poterlo fare e potermi aprire senza sentirmi dire che sono pazza, che sono fragile, che ho i nervi delicati…io non mi sento ne’ pazza ne’ fragile! Ma soffro di panico…e questo e’difficile da accettare…
    Un abbraccio a tutti

    Nicoletta77

  14. Giulia scrive:

    – Se lo desideri, puoi condividere con noi la tua esperienza personale con la “spada nella roccia”.

    Credo che non ci sia stata ancora una importante “spada nella roccia”… Piuttosto piccole “spade”… Per esempio in questi 4 anni, in cui avevo saltuariamente degli attacchi di panico e non sapevo nemmeno bene cosa fossero, mi capitava di averli soprattutto sotto la doccia… Mi si accavallano una marea di pensieri e subito volevo fuggire e mi mancava il respiro… Però nella mia casa universitaria questo non era successo mai, e mi sentivo fortissima e mi dicevo che lì i pensieri brutti non potevano arrivare perché ero forte… SBAGLIATO! Proprio circa 10 mesi fa, anche in quella doccia i pensieri sono arrivati, e mi sono sentita fragile, debole e sconfitta… e da lì la storia la sapete!

  15. Giulia scrive:

    Ciao!
    Se ho capito bene, Sabrina, non va analizzato il panico o meglio: credo che l’attacco di panico, l’ansia, ecc… siano tutti sintomi di un modo sbagliato nostro di pensare e di ragionare… Per esempio la tosse o il raffreddore sono tutti risposte a un batterio ed è inutile che cerco di guarire il raffreddore, devo battere il batterio… Si è capito l’esempio??? 😛 Questo per dirti che pensare troppo al panico è quasi inutile, nel senso che gli diamo un’ importanza che non merita! C’era un periodo in cui parlavo con molte persone di questo problema… e non ne potevo più! Era diventano il centro della mia vita… Hai presente le prime cotte?! Ecco era diventato (e forse lo è anche tutt’ora) una prima cotta…
    Per quanto riguarda i momenti da distinguere credo che lo debba capire tu… è che forse bo… bisogna scavare dentro di noi e non dentro il panico, il panico è una scusa, ci fa riflettere su come da piccoli o fino adesso abbiamo ragionato, quali esperienze ci hanno toccato… e il momento proprio dell’attacco di panico è un’altra cosa, che deve essere gestita al meglio come ciascuno di noi preferisce, proprio perché siamo tutti diversi!
    Forse non si è capito niente delle cose che ti ho detto, e sarebbe sicuramente meglio una risposta della dottoressa!!

  16. Sabrina scrive:

    Se lo desideri, puoi condividere con noi la tua esperienza personale con la “spada nella roccia”.

    In questi sei anni ci sono state tre spade che si sono conficcate con prepotenza. La prima in realtà era sempre rimasta, ma io ero come anestetizzata perchè trattavo il panico come una malattia che curavo con qualche goccia secondo il programma del mio neurologo e contemporaneamente con una terapia cognitivo/comportamentale. Però è stata la più devastante perché mi ha trovata completamente impreparata. Non ero preparata ad avere di nuovo un attacco di panico e ben presto capii che non sarebbe stato così facile liberarmene.

    Dopo essermi rialzata sempre sostenuta dalla terapia, dopo averla allentata ed essere tornata motivata e impegnata all’università, qualche anno dopo (durante i quali avevo comunque dei periodi di ansia), mi sono ritrovata da sola in una grande aula a studiare mentre i miei nuovi amici preparavano la tesi qualche edificio più in là. Ed ecco di nuovo la spada conficcarsi per bene nella roccia, forse perché ormai da qualche tempo iniziavo a immaginare i miei amici laureati a breve ed io di nuovo sola.
    Questa fu meno devastante, ma scavò la roccia più in profondità. Iniziai piano piano ad andare sempre meno all’università, a perdere stimoli e a riacquistare vecchie paure. 
    Dopo poche settimane richiamai il mio neurologo che mi diede un nuovo ciclo di gocce . la metà del ciclo precedente, tre per la precisione, ma ormai contava poco e io ho ripreso a considerarmi irrecuperabile, malata. Questa spada l’ho estratta molto lentamente, ma non totalmente. Da allora non ho ripreso ad andare da sola all’università. Continuavo però a studiare e a restare da sola in casa, a uscire da sola, ma con l’auto solo nelle vicinanze.

    E poi, dopo l’aggiungersi di una situazione familiare difficile in cui sono stata totalmente coinvolta, e dopo poche settimane dalla risoluzione di questa, in auto con il mio fidanzato in modalità “abbattuto, lamentoso/disfattista”, ecco rientrare per bene la spada. Questa volta non ero spaesata, ma ero tremante (a me sembrava violentemente, ma poi il mio fidanzato mi ha detto che in realtà non si vedeva tanto) e mi sentivo totalmente sconfitta ed esausta. 

    Da allora non sono rimasta più sola, ma ho ripreso piano piano a stare con gli altri, a uscire, a guidare e tutto quello che sapete visto che ho riestratto la spada per ricominciare grazie a voi, alla dottoressa Laura. 
    Appena ho ascoltato gli mp3 della dottoressa mi sono sentita così strana, la sua voce mai sentita mi sembrava troppo dolce, forse un bluff. Eppure ho deciso di leggere il suo ebook, ed è stato un vero atto di fiducia in quel momento in cui ero totalmente sfiduciata, in cui avevo perso fiducia anche nel mio neurologo (una persona di grande valore, umana, buona, professionale). Purtroppo sentivo che era tutto inutile, ma sentivo anche una flebile forza che mi spingeva a tentare. 
    La prima volta che ho letto l’ebook, non ho capito mille cose. Ero scettica e non capivo cosa intendesse la dottoressa Laura quando diceva di concentrarsi su CHI sentiva i sintomi, non capivo come l’alimentazione potesse contribuire all’insorgere del panico…ma la sentivo così familiare, come ha scritto lei una volta, ho riconosciuto che “dentro di me scorreva lo stesso sangue”
    E così eccomi qui a cercare ancora una volta (grazie dottoressa per la forza che mi ha fatto ritrovare) di rimettermi in piedi, completamente questa volta, e in compagnia delle mie stupende compagne di sventura (Miguel, torna presto 😉 )

  17. Sabrina scrive:

    Cara dottoressa Laura, Elisa, c’è qualcosa che non capisco.

    In una risposta a Claudia la dottoressa dice:”…riparti da capo, ancora più determinata e contemporaneamente molto ferma con te stessa nel non evocare per nessuna ragione i sintomi, nel non analizzare la situazione in cui sei.
    Vivi direttamente la realtà in cui ti trovi, con tutti i sensi fisici bene aperti”

    E ancora:
    “La meta non diventa analizzare mentalmente il motivo della caduta, anche se c’è,  ma volteggiare sui pattini fino alla vittoria finale”

    “Ci sono dei momenti nel percorso per uscire in modo consapevole dal panico, in cui bisogna stare molto attenti, molto vigili, non distrarsi nemmeno per un secondo, non indulgere per nessun motivo in pensieri del tipo: “Guarda come sto bene oggi, ormai il panico…è soltanto un ricordo! “

    Quindi… ci sono dei momenti in cui non bisogna pensare al panico, eppure ce ne sono altri come tutti questi in cui scriviamo qui sul blog dove cerchiamo di analizzare il panico e noi stessi per trovare un modo per vincerlo.
    E inoltre:
    Nei momenti cruciali in cui capiamo di sentire affiorare i primi sintomi di un attacco di ansia, non dobbiamo pensarci, non dobbiamo aprire la stanza di Barbablù. Però dovremmo anche poter parlare alla bambina che è in noi e che in quel momento sta ricordando tutti i terribili sintomi di esperienze passate. 

    Mi sono un pò persa…Come distinguo i momenti? Lo chiedo anche perché mia madre spesso mi dice che penso troppo a questo panico e io le rispondo che è perché devo capire perché solo conoscendo fino in fondo cosa lo scatena capisco su cosa lavorare.
    Altre volte invece concordo con lei e credo di renderlo sempre più presente facendo così. Che confusione!

  18. Elisa scrive:

    Se lo desideri, puoi condividere con noi la tua esperienza personale con la “spada nella roccia”.

    Penso che quando si affronti una convivenza con l’ansia o il panico ci siano moltissime spade da tirare fuori..purtroppo non mi è ancora capitato di sentirmi talmente tanto bene da trovarmi di fronte una spada particolarmente impegnativa. Posso dire che forse, però, ho vissuto una situazione simile a febbraio. Ero appena approdata su questo blog ed ero riuscita ad abbattere molte barriere mentali che minacciavano di farmi chiudere in casa..ogni volta che mi si affacciava un pensiero negativo riuscivo a schermarlo, sono riuscita ad andare a fare le prime gite con i miei compagni senza che nessuno sospettasse nulla ecc ecc..eppure un giorno sono andata a fare una passeggiata con il mio ragazzo in un posto sperduto di campagna, e lì sono stata assalita da mille paure, sono stata male. Ricordo che la sera(devo anche aver postato qui) sono stata talmente male da non riuscire a dormire, mi sono sentita sola e disperata..ma poi in qualche modo, la spada l’ho tirata fuori! 🙂

  19. matteo scrive:

    Salve sono matteo e o 29 anni..non o mai scritto o cercato niente su internet,grazie a questo blog..posso esprimermi anche io..o avuto i primi attacchi di panico nell 2006..tanto da non mangiare e non bere e neanche alzarmi dall letto,e una paura bruttissima..poi presi un posto di lavoro e iniziai piano piano a riprendermi, adesso purttroppodopo 6 anni la ditta va male e sto cercando un altro posto di lavoro tra cui lo gia trovato,ma cmq zitta zitta la paura mi e saltata adosso senza neanche avertire,pero cerco di non buttarmi piu giu come la prima volta e la combatto anche se e difficile e dura chi non ce la non potra mai capire questi stati di ansia lo stomaco si chiude il cuore inizia correre come un treno impazzito le labbra tremano…ma noi dobbiamo essere forti…..perche non siamo malati..e di questo non moriremo…….percio aiutiamoci e tutti quanti staremo meglio….un saluto a tutti

  20. LUANA scrive:

    SALVE SONO LUANA ED HO 37 ANNI. E’ L A BELLEZZA DI 9 ANNI CHE SOFFRO DI ATTACCHI DI PANICO ! TUTTI MI DICEVANO CHE è UNA QUESTIONE DI TESTA , DI CERVELLO, A VOLTE MI DICEVANO VAI DAL DOTTORE OPPURE VAI DALLO PSICOLOGO E IO CI SONO ANDATA DALLO PSICOTERAPEUTA! SONO STATA IN CURA PER DUE ANNI PARLANDO DEI MIEI PROBLEMI ,DEI MIEI FIGLI , DEL MIO LAVORO E DI MIO MARITO SENZA RISOLVERE NIENTE MA XCHè QUESTO! NELLAVITA CI SONO SITUAZIONI CHE DEVI COMBATTERE DA SOLA ,NON PUOI CHIEDERE AIUTO A PERSONE ESTRANEE CON ABITUDINI TOTALMENTE DIFFERENTI DALLE TUE! UNA VOLTA UN DOTTORE MI HA DETTO CHE DOVEVOFARE COSE ED AZIONI DA PAZZA COME Sè AVEVOVOGLIA DI UN CAFFèMELO POTEVO ANDARE BENISSIMO A PRENDERE A FIRENZE OPPURE DI CANTARE A SQUARCIAGOLA FUORI IN GIARDINO ( ANCHE A MEZZANOTTE) . ALLORA IO DALì HO CAPITO CHE Sè VOLEVO VINCERE IL MIO LEONE INTERIORE DOVEVO PRIMA DIRE AL DOTTORE CHE ERA L’ORA DI APRIRE GLI OCCHI E STARE CON IPIEDI PER TERRA XCHè UNA MADRE DI FAMIGLIA DOVE SI LAVORA DALLE PRIME ORE DEL GIORNO FINO ALL’IMBRUNIRE NON POTEVA FARE QUELLESCIOCCHEZZE DA VIP!!!! MA ALLA FINE ANCORA OGGI CI SOFFRO RIESCO A CONTROLLARMI GRAZIE ALLAMIA FAMIGLIA CHE QUANDO SE NE ACORGE Fà DEL TUTTO PER DISTRARMI E FARMI RIDERE!! BUONANOTTE E UN BACIO A CHI MI Sà COMPRENDERE.

  21. Ginevra scrive:

    Ciao a tutti, siete in tantissimi e già solo questo rincuora chi ha questo problema, questo vuol dire che non siamo soli e che insieme è più facile superare le paure. E’ la prima volta che scrivo in un blog e ho sentito oggi l’esigenza di condividere con altri la mia esperienza, anche io soffro di attacchi di panico e ora mentre sto scrivendo mi viene da sorridere a ripensare a quello che riesce a farmi fare questo disturbo, io ho il problema che non poso fare strade principali tipo autostrade ma anche superstrade insomma tutte quelle strade dove le macchine vanno più veloci e dove sembra che non ci sia una via di fuga, per questo motivo nn ho smesso di prendere la macchina ma faccio tutte strade secondarie ma molto secondarie tipo stradine di campagna, strade sterrate o dove non passa quasi nessuno e mi sembra così di avere tutto sotto controllo. Perchè penso che il problema di fondo dell’attacco di panico sia quello che non si riesce ad avere la situazione sotto controllo come se qualcosa ti sfuggisse di mano, penso pure che soffermarsi solo sul sintomo sia troppo superficiale anche perchè dura veramente poco e poi bisogna dirselo gli attacchi di panico sono INNOCUI, la cosa veramente importante è capire cosa quel sintomo ti vuole dire, c’è sicuramente qualcosa che non va anche se in apparenza sembra filare tutto liscio, c’è qualcosa a cui noi non prestiamo attenzione così il nostro fisico ce lo comunica, certo sarebbe meglio se ce lo comunicasse in altro modo però siamo stati costruiti così.. proprio per questo una psicoterapia fatta bene può aiutare e molto anzi forse credo sia l’unica cosa proprio per capire qual’è il nostro disagio!Bisogna essere positivi e non disperarsi affrontare il problema e non scappare!Io spero di riuscire a farcela e mi piacerebbe parlare molto con chi ha avuto questi problemi ed è riuscito ad affrontarli.
    Grazie

  22. manu scrive:

    ciao a tutti sono manu…anche io come voi soffro di attacchi di panico e disturbi d’ansia….vorrei sapere se questo maledetto disturbo si riesce definitivamente a sconfiggerlo???grazie d cuore!!!!

  23. Impaurita scrive:

    Ciao a tutti.. Sono una ragazza di 20 anni davvero impaurita! Come potete notare sono le 7 del mattino di un sabato in cui avrei potuto felicemente dormire, essendo anche andata a letto tardi dopo aver passato una piacevolissima serata. E invece? Mi sveglio SENZA UN MOTIVO alle 6 meno un quarto in evidente stato d’ansia e agitazione! I sintomi sono quelli del panico, ma è durato un’eternità questa volta!!! Mi capita a volte durante la sera, ma dura poco e io non gli ho mai dato peso. Beh, mi fa una paura assurda!! Non riesco a spiegarmelo, e come tutte le cose sulle quali non riesco ad avere un controllo, mi fa paura! Però io continuo a non darci peso, perchè sono convinta di ciò che ho letto più volte qui sopra: se non gli si dà peso se ne va! Il problema è che finche mi viene la sera mi va bene, aspetto che finisca senza dire nulla a nessuno, ma svegliarmi di notte no!! Non lo posso sopportare! Anche perchè devo dare spiegazioni al mio compagno con cui spesso dormo!
    La cosa interessante è che sono una studentessa della facoltà di Psicologia! E questo mi intimorisce maggiormente: come farò ad aiutare le persone che hanno dei disturbi se la prima ad esser disturbata sono io?
    Inoltre è da mesi e mesi che prima di addormentarmi, prima tutti i giorni, ora un pò più raramente, ma comunque troppo spesso, non riesco a fare a meno di pensare alla morte delle persone a me più care!
    Alla mia assolutamente no, ed è strano! Perchè in famiglia stanno tutti bene, quella che evidentemente ha dei problemi sono solo io!
    Come dicevo, non riesco a farne a meno!
    I miei pensieri sono “e quando morirà la mia mamma/papà/fidanzato/genitori del mio fidanzato/animali domestici ? come farò io ad andare avanti?” !! è terribile, fidatevi! Perchè è una cosa alla quale si è certi di assistere e io ne sono tremendamente terrorizzata, arrivo a piangere spesso, sto piangendo anche ora, mentre scrivo!
    Il fatto è che le ho anche studiate queste cose!
    E i miei professori han sempre parlato di questi “pensieri deprimenti” come conseguenze a traumi, o comunque eventi che hanno segnato la persona che presenta il disturbo; ecco, io non ho subito nessun trauma! Se non l’abbandono da parte di mio padre, ma 15 anni fa! Non vedo in che misura possa c’entrare!
    Io so solo che non voglio andare avanti cosi!
    Ho una bellissima vita, una famiglia fantastica (il padre ce l’ho, “sostitutivo” diciamo, ma sono fortunata davvero, mai conosciuto persona migliore in vita mia!), sono una bella ragazza e so di esserlo, ho un fidanzato davvero speciale.. Ottimi risultati scolastici, status economico abbastanza elevato, insomma cosa cavolo posso volere di più?
    Eppure eccomi qua, insonne e con la voglia di svegliarmi da questo incubo!
    Ora sono stanca, voglio combattere questo “mostro” !!
    Ma ciò che ho letto mi fa paura.. Michele che ne è uscito dice che sarebbe stato meglio per lui non avergli dato importanza in passato.. Quindi cosa devo fare?
    Dottoressa la prego mi dia un consiglio: lo combatto o vado avanti ad ignorarlo come ho fatto fino ad ora?
    Non voglio passare, oltre a diverse serate, anche diverse nottate in balia di questo mostro!
    Grazie mille in anticipo.
    🙁

  24. marianna scrive:

    dottoressa la prego mi aiuti con questa mia forte paura io soffro di attacchi di panico ma la mia paura piu grande è quella di svenire .è solo una senzazione o puo capitare ,la prego di rispondermigrazie mille

  25. loredana scrive:

    ciao a tutti e alla grande Dott.Laura Bolzoni,
    ho 28 anni, una ragazza tranquilla, senza tanti problemi, se non prima di quel maledetto giorno di circa un mese fa, da allora non riesco a fare altro che pensare ai quei sintomi, e ogni volta che ci penso intensamente ritornano ma riesco sempre, con tanta forza di volontà ad allontanarli, e non ci rcado mai veramente, ma ho tanta paura!!

    ho letto questo blog, il libro, e mi sta dando una grande mano, ma non è facile!!!!

    voi tutti lo sapete meglio di me!!

    Dottoressa l’ammiro tanto, perchè lei è riuscita a sconfiggere tutto!!! mi dia la forza ogni giorno,,,,,io voglio vincere e mi ripeto ogni giorno che non c’è proprio niente da aver paura….ma la ns mente ricade sempre, come si fa a non pensarci più??? se invece è il ns chiodo fisso???? aiuto!!!

  26. el che scrive:

    è il mio primo messaggio in questo blog…sinceramente è il mio primo messaggio in un blog;)…Ho 27 anni e mi porto dietro il panico da circa una decina di anni…questo problema l’ ho inizialmente vissuto in maniera indiretta in quanto mia madre era quasi quotidianamete sconvolta da vari attacchi…In seguito alla separazione dei miei genitori ho dovuto vegliare io su mia madre ma inconsapevolmente il germe si annidava anche dentro di me.
    Ho provato terapie farmacologiche,SSRI benzodiazepine,con risultati più o meno soddisfacenti…ovviamente prendendo questi farmaci avverti molto meno il disagio,ma dentro te nn cambia nulla finche arriva il giorno che anche con il farmaco nn riesci a gestirti più…è penso sia proprio questo il punto…educarsi alle emozioni e perchè no anche alla paura ed agli annessi fisici…ho deciso di nn prendere più farmaci da un pò,in concomitanza dell inizio di una terapia psicologica(cognitivo-comportamentale)…In questo periodo sono in stretto contatto con me stesso,vivo ogni sensazione pienamente con momenti di paura e momenti di benessere…sto iniziando ad espormi a varie situazione ansiogene,e nonostante si presentino gli attacchi in quelle situazioni,penso e sto notando che l unico modo di uscirne è questo…SENSIBILIZZARCI ALLA PAURA…apprendere che quella scarica di adrenalina che governa pensieri(catastrofici)e sensazioni fisiche è momentanea…dura veramente troppo poco per poterla temere cosi forte…
    Proprio l altro ieri ero su una super strada e boom…un attacco…è inutile spiegarlo perchè ci capiamo dicendo esclusivamente attacco…ma ragazzi vi posso dire una cosa???ho iniziato a respirare con il diaframma a ripetermi che L ATTACCO è UNA SENSAZIONE SPIACEVOLE COMPOSTA DA PENSIERI NEGATIVI E SENSAZIONI FISICHE CHE SI AUTOLIMITA NEL TEMPO,e pian piano è andato tutto via…e nonostante il mio cuore era ancora a mille non avevo più tanta paura…
    é DURA …lo sò…ma ce la possiamo fare ragazzi…non affidatevi solo ai farmaci,perchè nn avete nulla di organico,è fondamentale un percorso psicologico…
    e anche se a volte penso”perchè soffrire cosi,ora riprendo farmaci e anche se nn guarisco mi sento un pochino meglio”, dopo un pò questo pensiero svanisce…ed il poco che ho conquistato da solo(e con la terapeuta) ha un sapore cosi forte da non poter essere equiparato a nessuna effimera scorciatoia…FORZA RAGAZZI…

  27. anto scrive:

    ciao a tutti…

  28. claudia scrive:

    Oggi entrando nel blog sono rimasta senza parole mi sono sentita invasa da un’energia positiva carica di buoni sentimenti e di interesse sincero ,

    mi sono commossa profondamente e tutto questo grazie a due fiori meravigliosi:Daniela e Michele! Grazie non potete immaginare quanto piacere mi faccia ricevere i vostri consigli,sapere che mi siete vicini,mi da forza e speranza per la mia battaglia contro il nostro nemico!

    Cara Daniela che gioia il tuo lungo commento per essermi vicina e aprirmi gli occhi,io sono fermamente convinta che anche nel mio caso il panico sia venuto a dirmi che non sto vivendo la mia vita in prima persona,ma solo per colpa mia perche’ non ho stima di me e non mi voglio bene ,sono stata sempre e solo io a decidere di non metttermi mai in gioco a causa di questo, purtroppo non sono per niente accomodante ed estremamente testarda forse dovrei essere piu’ malleabile!Faro’ tesoro dei tuoi consigli e cerchero’ di cambiare questa testa cosi’ dura!

    Caro Michele un grazie enorme anche a te,sai a volte la tua saggezza mi spiazza trovi sempre il modo di far sembrare le cose molto piu’ semplici quando ti leggo dico”vedi e’ semplice che ci vuole!”come nel caso dell’autobus tu in un attimo hai risolto tutto e oltrepassato l’ostacolo,devi sapere che svenire davanti a tutti e fare una gran figuraccia e’ la mia paura piu’ grande e tu l’hai vinta cosi’ al volo!

    Magari fosse pure per me la stessa cosa ho tanto da imparare da ognuno di voi!!

    Grazie di cuore

  29. alessia scrive:

    cari fiori(che bello chiamarvi così)

    grazie per le vostre parole di incoraggiamento,la vostra sensibilità,il vostro buon cuore e la vostra forza,perchè ad affrontare questo mostro ce ne vuole molta,tocca il mio cuore..

    caro MICHELE,leggendo il tuo commento delle dolci lacrime hanno bagnato il mio viso..grazie per l’incorraggiamento che hai cercato e che sei riuscito a darmi,non ti conosco neache eppure ti sento così vicino forse perchè capisci il mio dolore..è come se davvero la mia vita si fosse spezzata,sono circondata da silenzio,ma un silenzio che distrugge l’anima e fa vedere tutto nero..

    michele mi piacerebbe parlare con te in privato se ti và..io intanto cercherò di aggrapparmi ad ogni cosa al pianto di mia madre,agli sguardi di mio padre e alla vostre parole e mi farò forza.cercherò di allontanare le mie paure,di ignorare i miei sintomi grazie agli splendidi consigli della dottoressa..sarà dura ma voglio farcela..

    siete delle gran belle persone e già siete entrate nel mio cuore..

    un abbraccio e un sorriso..

  30. Spiraglio di luce scrive:

    Amici fiori! Ma non sarebbe un idea carina se in questo fantastico Blog…ci fosse una chat? Per conoscerci un po’ di più? =) Chissà cosa ne pensa la dottoressa! Io lancio…l’idea intanto!
    Michele… che bello leggerti! Veramente! Sono contentissima di quest’altra tua vittoria… ti auguro sempre il meglio..! E grazie per la forza che anche tu riesci a trasmetterci!
    Io stasera uscirò con due amiche e si prospetta un vero e proprio CASINO in paese, ma sono tranquilla…perchè so a cosa vado incontro e so che non c’è da aver paura!!! NULLA è PIù FORTE DI ME!!
    Vi auguro una buona serata…..vi abbraccio!!

  31. serena scrive:

    …Carissimi colleghi di “panico”… non so se conoscete il libro di Fabio Volo : E’ una vita che ti aspetto…. Lo consiglio a tutti come lettura leggera. Parla di uno come noi…che alla fine ce la fa!!
    Venendo a noi..in questi giorni sto sperimentando il controllo sulla mia labirintide, e devo dire che questo sintomo sebben fastidioso, ora mi sta facendo veramente venire da ridere. Già perchè ci sono dei momenti, in cui io mi convinco e mi dico: Serena STOP!! E i capogiri finiscono… 🙂 incredibilmente…Poi magari nell’arco della giornata, riprendono quando meno me l’aspetto!! Sto combattendo contro la mia amigdala, ma sono che ho perso in partenza…

    A parte questo, volevo dirvi che il “prendersi in giro” sui propri sintomi, a volte ci fa riuscire a non “sentirli” come veri…Cioè vi rendete conto che se tutto quello che ognuno di noi scrive in questo blog come un sintomo reale, fosse veramente reale, a quest’ora ci sarebbe rimasta solo la dottoressa? 🙂 🙂

    Lo so è un pò macabro…ma è cosi’!!

    Forza e coraggio, siamo tutti sulla stessa barca, infatti io a volte galleggio 🙂

    Vi abbraccio ….

  32. Michele scrive:

    Carissima Dottoressa, carissimi Fiori…brrr, che freddo!

    Lo so che non dovrei dire così, dovendo (almeno in teoria) essere in estate, ma qui la temperatura è calata! Beh, sinceramente non mi dispiace, visto che dovrò tornare in facoltà perché mi aspetta un periodo pieno zeppo di esami…uffa…

    Due settimane fa me la sono vista proprio grigia, sulla via per la stazione dove avrei preso il pullman per tornare a casa: c’erano 36 °C, avevo praticamente passato la notte in bianco perché si moriva di caldo e in più, per aver fatto tardi a lezione, non avevo neanche fatto colazione, né bevuto almeno un bicchiere d’acqua.

    Risultato: ho avuto un calo di pressione che per poco non mi ha fatto svenire in mezzo alla strada…e sapete qual era la cosa che mi faceva preoccupare? Il fatto che, se fossi svenuto in mezzo a tutti, avrei fatto una figuraccia pazzesca…ma guardate cosa sono andato a pensare!

    Fortunatamente, prima che ciò avvenisse davvero (ormai le orecchie fischiavano a più non posso, le gambe non le sentivo più, davanti agli occhi avevo solo nebbia…), mi sono ficcato sul pullman, dove ho bevuto 1/2 litro d’acqua (con lo zucchero disciolto…sì, il sapore è sgradevole, però quando fa caldo faccio sempre così) ed uno snack al cioccolato, che praticamente si era squagliato…poi ho cercato di stendermi il più possibile con la testa rovesciata e le gambe in alto (…e infatti molti mi avevano preso per matto…ma chi se ne importa).

    Fortunatamente, tutto è passato. Solo che in questo caso, non si è trattato di panico, ma di un vero e proprio problema dovuto alla mia bella inconscienza! E’ vero, mi sono spaventato abbastanza, soprattutto perché ero solo in mezzo a perfetti sconosciuti, però cosa potevo fare?

    Mi fido di me stesso, di quel che posso fare e, soprattutto, del mio corpo? Sì.
    Anche perché non avevo altra scelta. Questa fiducia è stata ripagata: sebbene fossi solo, ce l’ho fatta!

    Magari sono stato pure aiutato dal fatto che già conoscevo quelle sensazioni, perché mi è capitato qualche altra volta di avere un calo di pressione, però ho sperimentato e confermato che non ho avuto paura, che potevo farcela e ce l’ho fatta.

    Prima di salutarvi, un grandissimo abbraccio a Landrea (mi piace tanto quando parli della tua “dama”! In bocca al lupoooo!), Ele (sii forte e combattiva, non gettare mai la spugna, perché solo così i risultati arriveranno!!), Nic (complimenti per il saggio di danza, sei stata grande!!!), Claudia (dai, cerchiamo di tenere a bada quella vocina interiore che cerca di portarti fuori strada…Devi fare una cosa? Benissimo, non stare a pensarci su, falla e basta! Tu sei padrona di te stessa, della tua vita, non l’altra parte di te che cerca di farti sentire inadeguata a tutto! Comincia pian piano, ripartendo dalle piccole cose, e vedrai come a poco a poco riaprirai te stessa al mondo!), Alessia (benvenuta! Capisco perfettamente il tuo stato d’animo…ritrovarsi in questa prigione a 19 anni, oppure a 21/22 come me, è come se la vita avesse subito una brusca interruzione. E’ terribile da accettare all’inizio, ci sembra un vero incubo. Che, però, può trasformarsi in un bel sogno se, come dice sempre la nostra amata Dottoressa, decidi con tutte le tue forze di andare avanti,di sciogliere questo nodo esistenziale, di comprendere che non c’è nulla di realmente pericoloso, che questi pensieri negativi, che poi alimentano l’ansia, sei tu stessa a crearli, e in te crei l’illusione di stare veramente male, di morire, mentre in realtà è falso!

    Sai quando ho cominciato a mandare definitivamente a quel paese il panico?

    Quando, stando all’università in mezzo agli altri, vedevo gli studenti ridere e scherzare anche durante un esame, situazione che a me sembrava orribile, come se stessi per andare al patibolo, e ridendo e scherzando affrontavano tutto, mentre io continuavo a disperarmi, a tremare, ad essere agitato…ma per cosa?

    Mi sono chiesto perché “loro no, ed io sì”!

    Anch’io una volta ero così, ed ho affrontato situazioni mille volte più brutte, eppure non avevo mai fatto le storie di adesso. A quel punto mi sono reso conto che era ora di finirla, di uscire da questo torpore, perché avevo/ho dei progetti da realizzare! In più (ma non voglio deprimerti, però è successo…), la prematura perdita, in un incidente stradale, di un mio carissimo amico (circa 5 mesi fa) mi ha fatto capire quanto davvero preziosa sia la nostra vita, e quanto sia importante viverla, con tutte le sue gioie ed i suoi dolori, sempre intensamente, godersela in ogni più piccolo attimo della giornata.

    Se noi continuiamo a vivere nel torpore, con la paura addosso che accada chissà che cosa, con l’assoluta necessità di non dover fare niente, perché qualsiasi cosa facciamo è panico, allora che cosa ci stiamo godendo?

    Forza, Alessia, siamo tutti con te!!!), e tutti i miei amatissimi fiori e la nostra Dottoressa!!!

  33. Daniela scrive:

    Cara Claudia,
    a volte, mentre ti leggo, percepisco un disagio a me noto.

    Non pretendo per questo di darti dei consigli, ma di raccontarti di alcune perverse dinamiche che mi tenevano prigioniera, anche dopo sposata, anche dopo la nascita di mio figlio.
    Fin dalla mia infanzia, sono sempre stata circondata da persone dal carattere molto forte che non lasciavano spazio alle MIE scelte.

    Io, essendo purtroppo o per fortuna una persone accomodante, mi sono adattata e la stessa cosa ho continuato a fare anche dopo il matrimonio.
    Ad un certo punto però, tutta la mia energia a lungo compressa è esplosa, da qui il panico.

    E il panico voleva dirmi semplicemente che non stavo vivendo in prima persona la MIA vita.
    Dov’era l’amore per me stessa, oltre a quello SEMPRE per gli altri?
    Dov’erano le MIE scelte?
    “ACCETTO E VOGLIO BENE A ME STESSA” ti dice la nostra infinitamente cara Dottoressa Laura Bolzoni.

    Ed è da questo punto che ho cominciato a lavorare su me stessa:
    “Tu non sei tuo marito, tu non sei tuo figlio!
    Che cosa piace a Daniela?!! Qual’è il suo canto?”

    Ho cercato, ho tentato, ho lottato e lo sto facendo tuttora, affinchè ogni mia azione nasca da una MIA scelta, da un desiderio vero e senza con questo schiacciare quelli di mio marito.

    Non permettere, cara Claudia, di sottostare ad aspirazioni altrui, se prima non ti sei chiesta che cosa veramente fa piacere a te, altrimenti è ovvio che ti sentirai una nullità.

    Si comincia da poco, l’importante è che esca dal tuo cuore.

    Un esempio: mentre ti scrivo un brano stupendo di musica sinfonica riempie la mia stanza, le finestre sono aperte sul verde rigoglioso del giardino, tra un po’ andrò a lavorare, ma più tardi mi aspetta il diario e il libro di più di 600 pagine che ormai sto terminando e che mi porterà momentaneamente in Russia, a San Pietroburgo e in Siberia…..

    Sono cose mie queste, e non solo queste……….

    La nostra amata Jane Austen conosceva il suo canto!

    Cerca il tuo Claudia, come io sto inseguendo il mio e non farti condizionare dagli altri come ho fatto io per tanto, tanto tempo.

    Un abbraccio forte, fortissimo.

    Daniela

  34. claudia scrive:

    ciao a tutti cari fiori e cara dottoressa !

    In questi giorni avrei tanto voluto scrivere che sono riuscita ad andare alla festa che sono stata bene ,ma non e’ cosi’ forse per questo mio senso di fallimento sono stata in silenzio,non e’ dipeso totalmente dalla mia volonta’ non andare diciamo nu 50 e 50 ma io mi sento a terra lo stesso,ha proprio ragione lei laura io sono il peggior nemico di me stessa ogni volta che provo a fare qualcosa mi dico ma dove vai?tanto non sei capace!gli autosabotatori che lei dice si mettono in moto e io non so come fermarli!Che rabbia !!

    Cara ele come vedi non sei l’unica che inciampa anzi ‘tu sei stata molto molto brava hai portato pure tuo figlio al mare io ti faccio i miei complimenti anch’io voglio provarci con tutta me stessa!

    Cara nic anche tu sei stata bravissima al saggio di danza e dopo un grande successo personale e’ normale che ti senta un po’ giu’ perche’ la tensione si scarica e sei in cerca di un nuovo traguardo,sai pure io vivo le mie paure come un handicap guardo gli altri e vedo che sono tutti piu’ bravi di me,in confronto alle altre mamme mi sento nettamente inferiore!

    Poi non posso non complimentarmi con sir landreotto che ancora una volta ha centrato l’obbiettivo io credo che la tua dama sia stata molto fortunata ad incontrare te perche’ sai di cosa si tratta e potrai starle accanto nel modo migliore se avra’ bisogno!!

    Un grande abbraccio collettivo a tutti spero di diventare piu’ forte

Rispondi a Paola Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *