Panico e l’arte di non ferire

Inserito mercoledì 27 febbraio 2008

Rispondo così a Eloisa, giovane studentessa di 20 anni .

Cara Eloisa,
quello che probabilmente è rimasto inciampato nella tua mente del tuo passato sono le tante ferite che hai ricevuto e che, per errore, hai fatto anche tu.

Scegli di cambiare da subito in questo, mettendo il “non ferire-rispettare te stessa e gli altri” come primo valore nella tua vita. Possiamo crescere veramente se creiamo attorno a noi un clima di comprensione, di accetatzione, dove le critiche, la violenza verbale, fisica, mentale è tenuta fuori.

Impegnati in questo bellissimo progetto di non ferire, tieni un diario segreto in cui quotidianamente scrivi le ferite che hai fatto a tuo padre, a tua madre, agli amici, al fidanzato. Per sentire che la vita merita di essere vissuta, questo tuo passato turbolento va pulito, come ? Impegnandoti a fare bene quello che stai facendo adesso: la relazione con il tuo fidanzato, con i tuoi genitori, i tuoi studi.

Prova a chiedere scusa alla tua amica per cuore.

Questa piccola parolina “Scusa” riapre magicamente tutte le porte della relazione.

Quando noi feriamo fisicamente, verbalmente, mentalmente con giudizi e crititiche, ci sentiremo in colpa, perchè la nostra vera natura è essere buoni, è avere amore e cura per gli altri esseri umani.
Quando iniziamo un percorso di miglioramento e tentiamo di essere gentili con gli altri, sentiremo di meritare, saremo più contenti e soddisfatti di noi stessi e della nostra vita.
Ti sostengo in questo tuo viaggio verso il migliorare te stessa e la tua realtà.
Ottima la facoltà di psicologia, bellissima la missione di aiutare gli altri a conoscere se stessi, a realizzare i fini della propria vita, a integrare aspetti dolorosi e non compresi del passato: ti auguro di realizzare questa meta di laurearti con il massimo dei voti.

Il panico si vince in due e la via più veloce per iniziare ad abbandonarlo è impegnarsi a “non ferire” chi è in relazione con noi.

Copyright 2007-2009 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.

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4 Commenti for 'Panico e l’arte di non ferire'

  1.  
    francesca
    18 giugno 2009 | 11:09
     

    ciao a tutti,salve dott.ssa Laura & C.;volendo potrei lasciare un commento anche qui,anche se l’articolo porta una data un po’ passata, ma attualissimo il contenuto.Senza andare nello specifico,x una sorta di pudore,e per altri 1000 motivi,l’argomento interessa perchè mi coinvolge da tempo,e in questo periodo,perchè sto”rivedendo”come in un film,momenti della mia vita;l’incontro con particolari persone;alcune,addirittura figure genitoriali,che mi hanno ferito..il desiderio implicito di accettarli per come sono,accettare ciò che è stato,anche se le ferite non si rimarginano:si suturano;si disinfettano,si mette sopra qualche cerotto,al massimo,ma le CICATRICI rimangono indelebili;a volte,come ha detto lei,giustamente,essendo umani,è normale essere arrabbiati,soprattutto quando si perpetuano,in modo diverso,a distanza di Km frapposti tra noi e queste persone, e l’unico modo che conosco é per ora..la “preghiera”,per chi ci crede,inviare pensieri -preghiere,che credo il Buon Dio trasformerà in energia positiva all’occorrenza,nel momento del bisogno x queste persone che ci hanno danneggiato,più o meno intenzionalmente..basterà,sarà sufficiente per compensare in primo luogo,poi per non sentirsi troppo in colpa,per evovere,per non cadere nella”trappola”del non-bene?Basterà? mah,forse,
    ho sbagliato blog,ma visto che si parlava di arte di non ferire,etc,mi sono permessa..Per natura,o forse per ciò che ho “subito”io,mi sono sempre schierata dalla parte dei”più deboli”,volendo evolvere nel bene,si vive comunque su onde fluttuanti tra “umana rabbia e angelico perdono”. Fuori
    un bimbo extracomunitario”ciarla” nella sua lingua incomprensibile(tanta serenità a lui;i bimbi sono i primi ad aver DIRITTO a questo);gli fanno eco
    passeri, col loro altrettanto acuto ciarlare.In mezzo noi, adulti,con l’anima corrosa dal tempo,dagli eventi..ma guai a “piangersi addosso”,a compiacersi,a trastullarsi troppo nel passato che è stato come è stato,che non possiamo cambiare,che magari è stato così,perchè”dovevamo capire,trarne qualcosa di buono”.Gli esercizi oltre la”cuccia calda”,nelle “stanze all’aperto”?beh,siamo ancora a questi livelli
    …;però regaliamo qualcosa alla mia “piccolina”anzi glielo regalo io ,la parte matura(?!),tanto per compensare…..A voi tutti,UN SORRISO ed un
    ABBRACCIO,in particlare alla dott.ssa ,nel cui bosco anche oggi ho colto
    qualche fungo,ho respirato una boccata d’aria fresca……….

  2.  
    francesca
    18 giugno 2009 | 11:22
     

    beh, la passeggiata non virtuale,per le vie del mondo,è solo rimandata, mica rifiutata,o disdetta, o…magari a sorpresa,kissà(che fatica),ma non complichiamoci la vita,più di quanto a volte lo sia già di per se stessa!Felicità a tutti,a piene mani e cuore.

  3.  
    donatella q.
    22 febbraio 2012 | 19:36
     

    sono contenta di avere conosciuto panico vinto adesso vorrei avere informazzioni sui seminari e se è possibile parteciparvi ho bisogno di aiuto adesso mi sto aiutando con i psicofarmaci ma sento che non è quello che voglio è un emergenza chiedo di aiutarmi a intraprendere una piu sana direzione grazie di cuore donatella

  4.  
    Paola
    7 dicembre 2012 | 20:16
     

    E’ proprio così,negli ultimi 4-5 anni sono stata capace esclusivamente di ferire gli altri,i miei genitori,i miei amici,una persona a me molto cara. Sono stata aggressiva e spregiudicata nel mostrare il mio personaggio di ragazza vincente e spavalda,che non aveva bisogno di niente se non di s+ stessa e poi un bel giorno mi è crollato tutto addosso. Quando il mio “ex” ha deciso di andarsene e di non dirmi nulla,quando mi ha fatto sentire assolutamente insignificante io ho percepito un senso di abbandono folle e incontrollato. Da lì ho cominciato a sbandare,più del solito e non sono mai riuscita ad ammettere le mie colpe ma anzi mi sono arrabbiata a morte con lui e gli ho scritto delle cose feroci e piene di odio. E ancora oggi non ho avuto l’occasione nè il coraggio di chiedergli scusa. E la stessa cosa vale per i miei genitori e per i miei amici. Sono stata aggressiva,dura,drastica nel mio modo di pormi,dando sempre per scontato tutti e non credendo in nessuno ma soltanto in me e nella mia superbia. Adesso invece mi sento tremendamente vulnerabile,spaventata a morte e piena di dubbi. Vedo tutti come dei nemici che vogliono farmi del male,quando molto probabiilmente neanche si curano di me. Ho bisogno di ricongiungermi con ciò che mi appartiene e con la persona che sono,senza più scappare da me stessa. Sto cercando una via che mi faccia sbloccare e che mi aiuti a diventare la persona che non ho mai avuto il coraggio di essere:me stessa.

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