Non evocare i sintomi dell’attacco di panico, non aprire la stanza di Barbablù

COME PER UNA BRUTTA MAGIA ECCO APPARIRE  L’ATTACCO DI PANICO

Scrive sul nostro Giardino-Blog Antonio 3, giovane titolare di due supermercati nella bella Napoli:

L’altro giorno ero andato alla cassa a sostituire una delle due cassiere, mentre ero lì si presentano altre persone che mi desideravano, quindi entro subito in una situazione di stress, ma fin qui ci siamo, bastava dire alle persone di aspettare qualche istante e poi si sarebbe risolto tutto, ma dato che sono una persona sensibile passo dallo stress al mini attacco di panico, perché come sapete si comincia ad ascoltare i sintomi che il nostro corpo avverte nella situazione di stress ed ecco che, come per magia l’attacco parte…

La tendenza a evocare e a richiamare i sintomi dell’attacco di panico è una cattiva abitudine da abbandonare prima possibile, perché è inutile e dannosa.

Ha il vero potere distruttivo di far riapparire gli attacchi di panico.

E’ un ‘azione mentale ed emozionale da non fare!

Nella fiaba settecentesca di Perrault “Barbablù” il ricco mercante, prima di partire per un lungo viaggio consegna un mazzo di chiavi alla moglie dicendo: “Eccoti le chiavi delle varie stanze, questa è la stanza del vasellame d’oro e d’argento, questa della stanza dei gioielli…e quest’ultima chiave apre uno stanzino in fondo alla scala che porta in cantina. Ti proibisco di entrarci. Se disubbidirai te ne pentirai amaramente!”

Naturalmente la moglie di Barbablù non seguì l’indicazione del marito e d’improvviso le venne una gran voglia di dare un’occhiata subito, prese la piccola chiave, la infilò nella toppa, aprì la porta e…

E’ molto importante, come approfondisco nel mio libro “Panico Vinto!” educarti con disciplina a non aprire la porta, che ti fa precipitare nei sotterranei bui del passato, nelle stanze dei ricordi appena dimenticati, dove sono ancora fresche le immagini di te stesso in preda al panico, in balia dei sintomi spaventosi.

Non c’è nessuno che ti impone di non aprire questa porta, sei tu che puoi scegliere di tenerla chiusa per sempre.

E’ una sfida con te stesso, un impegno a non compiere in quei momenti di stress l’azione più sbagliata che potresti fare, la più inutile, semplicemente non andare verso quella porta!

Nella vita quotidiana ci sono tante cose belle da fare, da creare, da realizzare e ce ne sono altre da non fare.

Faccio un esempio semplice: come non dobbiamo bere la bottiglia di candeggina, come non dobbiamo attraversare a piedi l’ autostrada, perché si rischia di morire, così ricordare, evocare, richiamare il ricordo degli attacchi di panico è una azione molto pericolosa, da non fare!

In quei momenti critici di stress, di paura è come se ti trovassi davanti a un bivio e non sai dove andare, non ti ricordi più che cosa devi fare.

Proprio in quei momenti veramente difficili, scegli di non seguire i movimenti vorticosi dei ricordi passati spiacevoli, che ti riporteranno indietro, che ti faranno rivivere le vecchie orribili sensazioni della stanza proibita di Barbablù!

TUTTO DIVENTA IRREALE E PERDO LA PERCEZIONE DEL TEMPO PRESENTE

Scrive ancora Antonio 3: “Mi sento in una situazione la quale mi potrebbe far perdere il controllo, la paura mi assale e la mia sicurezza svanisce , tutto diventa irreale, perdo la percezione del tempo presente e mi sento subito quel bambino indifeso…

La de-realizzazione è una bruttissima sensazione di irrealtà, è un attimo che sembra eterno, in cui ci sentiamo sospesi dal mondo normale e reale.

Lo spazio in cui ci troviamo diventa incerto, instabile e strano, il tempo è sospeso.

In questo brutto momento sentiamo di non esistere e la nostra vita si spezza a metà.

La percezione di noi stessi e del mondo attorno a noi inizia a dissolversi.

Ci sentiamo estranei alla normalità, protagonisti infelici di un brutto film, dove il vero protagonista diventa il panico, un Veleno Arraffatutto, che sparge dappertutto la polverina del sonno, avvolgendoci nel terribile incantesimo che ci sospende dalla vita, dalle nostre vere mete evolutive da realizzare.

In quei momenti di irrealtà l’unica azione utile che puoi fare è materializzarti, è diventare reale a tutti i costi, uscire dalla nuvola dell’ incoscienza e spingere tutto te stesso attraverso i sensi fisici: guarda, tocca, annusa, ascolta, parla, ricorda che la consapevolezza e l’amore sono l’unico bene prezioso che Veleno Arraffatutto non è ancora riuscito a rubare!

Vuoi condividere con noi:

1. Quali sono le situazioni di vita in cui ti accorgi di diventare irreale e di perdere il tempo presente ?

2.  Andando indietro nel tempo passato, quale ricordo emerge, legato alle strane sensazioni simili a quelle che vivi adesso, quando ti senti irreale?

Buona ricerca!

Copyright 2009-2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati

Ringrazio di cuore i lettori- fiori che hanno lasciato gli stupendi e profondi commenti: Francesca, Nicola, Michele, Chadisja, Paola, Antonio 3, Erika, Alessandra, Daniela, Lucia, Virginia, Nic, Simona, Eva, Elisa, Maria Letizia, Gian Piero, Pino, Gian, Federica, Roberta, Carmela, Michela, Desy, Franco, Laura, Pablo, Elena, Daniela 2, Alessandra 2, Antonio, Peppe, Sara, Greta, Salvatore, Sabina, Pippo, Arabella, Stella, Sergio, Nina, Gianna.

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310 risposte a Non evocare i sintomi dell’attacco di panico, non aprire la stanza di Barbablù

  1. Monica scrive:

    Inizio con il non vedere più bene, la testa ha sbandamenti, le palpitazioni salgono a 130 e più, la pressione sale…la sensazione che l’ora sia giunta è forte…anche io vivo nella convinzione di avere qualcosa che non dipenda dalla psiche….non sono depressa tutto arriva all’improvviso mentre rido e schezo. L’ansia è diversa da tutto ciò…perlomeno per me…nessun pensiero negativo, nessuna morsa al cuore stile ansia preesami, ma assoluta tranquillità e buonumore massacrati da questi mostri…..è possibile che il sistema neurovegetativo si sballi così…dal nulla….non potrebbero esserci cause fisiologiche concomitanti a questi disturbi….ho un’angiomiolipoma a livello renale, polo apicale, talmente vicino al surrene da non sapere se feocromocitoma…..il rene o il surrene potrebbero spiegare quello che fino ad ora mi è stato detto essere attacco di panico? un rilascio improvviso di adrenalina potrebbe provocare questi sintomi?

  2. Fria scrive:

    Il mio senso di irrealtà si manifesta con un enorme sbandamento della testa e confusione. Ancora non mi sono convinta che sia ansia/panico e allora penso che non ho ancora trovato la malattia giusta che possa giustificare questi sintomi. Che non ti fanno vivere. Vivo nel terrore che qualche mio capo all’improvviso mi possa dire che è necessario partire o allontanarsi dalla sede…ma io in questo stato come posso fare?

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