Imprevedibili e inaspettati: così gli attacchi di panico entrano nella nostra vita

Inserito mercoledì 13 febbraio 2008

Oggi sono tappato in casa, domani riesco a uscire e mi sento normale e guarito, dopodomani ripiombo nel baratro.

Vi condivido la mia esperienza di quando la mia vita era abitata dal PANICO.

Uno degli aspetti più difficili da accettare e far accettare agli altri, nei lunghi anni di convivenza con il panico, è stato tentare di spiegare che cosa avessi, che cosa vivessi dentro di me e che gli attacchi di panico erano imprevedibili, inaspettati: oggi mi paralizzavano a casa , domani sparivano e io potevo uscire sorridente , a svolgere tutte le incombenze della vita quotidiana, dopo domani riapparivano più violenti di prima e mi tenevano prigioniera, tappata in casa magari per mesi interi.
Quello che gli altri mi rimandavano era questo:”E’ strano quello che ti succede. Stai mentendo, stai raccontando bugie, perché ti fa comodo, perché hai dei vantaggi secondari!”
Ricordo l’espressione diffidente e di rimprovero sul viso una persona a me cara, alla quale finalmente , dopo anni nell’inferno, ero riuscita con coraggio a confessare che soffrivo di attacchi di panico:”Non ti credo, perché non è possibile che in certi posti ti venga e in altri no, che alcuni giorni ce l’hai e altri no. Sei la solita esagerata, menti anche quando respiri”.

Come convincere gli altri che è tutto vero quello che si prova? Che è proprio così che si manifestano i DAP?Pericolante!
Ecco come mi sono sentita nei dieci lunghi anni in cui ho lottato per vincere il panico.

E TU?

CONOSCI E VIVI ANCHE TU QUESTA OSCILLAZIONE TRA MOMENTI DI BENESSERE E ATTIMI DI SCONFORTO , PERCHE’ IL PANICO RIAPPARE NELLA VITA?

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14 Commenti for 'Imprevedibili e inaspettati: così gli attacchi di panico entrano nella nostra vita'

  1.  
    Tamara
    14 febbraio 2008 | 10:01
     

    Ciao Laura,

    qualche minuto fa, quando ho aperto il Blog, mi è parso di essere l’autrice della tua considerazione sull’imprevedibilità e l’incostanza degli attacchi di panico.
    Come già accennato nelle mie mails, da anni soffro di questi bruttissimi sintomi, ma dopo aver scoperto questo sito……sembra che qualcosa sia un pò cambiato.
    Nonostante da qualche giorno fossi riuscita a “lavorare” bene il panico (e mi fossi convinta che andava meglio), ieri sera, in un momento di totale relax, dopo essermi alzata dal divano per un bicchiere d’acqua, per poi subito risedermi, ho iniziato a sentire il cuore battere in gola, quello strano calore al braccio sinistro, orecchie tappate, la sensazione di soffocamento stando supina……..il TERRORE di avere male al cuore, il solito terrore dell’infarto!
    Una notte di sonno disturbato e questa mattina il risveglio con quel nodo in gola, male al costato, spossatezza, paura di perdere l’equilibrio.
    La tentazione di stare a casa era forte ma, cercando di non pensaci, con fatica eccomi in ufficio, e dopo aver letto il Blog…..sembrerà stupido ma, è come se veramente qualcuno sapesse cosa sento, cosa provo e mi aiuti a star meglio e MAGARI!! a guarire. Spero tanto che questa giornata torni ad essere simile a quelle passate in modo tranquillo e mi scuso per essermi dilungata ma……per me era importante confermare il tuo aricolo.
    Ti ringrazio molto per quello che scrivi e fai a favore delle persone che soffrono come me.
    Un abbraccio grande!

    Tamara

  2.  
    Antonella dalla Sicilia
    14 febbraio 2008 | 13:02
     

    devo essere sincera: più procedevo nella lettura più avevo la sensazione di averlo scritto io questo post…
    E’ esattamente questa la cosa che più mi fa paura e più mi da rabbia: quel non poter programmare, quel non sapere domani, o anche solo fra qualche ora, come starò; se sarò in grado di mantenere un impegno, anche semplice, o meno; se avrò voglia di uscire fuori o starò barricata in casa, da mattina a sera stretta sotto le coperte del mio letto che per un pò danno protezione e serenità ma che, dopo una giornata trascorsa così,non fanno altro che peggiorare quella sensazione di agitazione che ho dentro.
    Poi ci sono i familiari che proprio non capiscono, che se mi vedono a letto me lo fanno pesare…
    Così sto ancora più male, sento che la mia vita mi sta sfuggendo di mano mentre io non ho la forza di fare nulla per molti giorni.
    Ma c’è una cosa che più di ogni altra mi fa male in tutto questo, che mi tiene perennemente in bilico e in ansia: il fatto che l’imprevedibilità e l’incostanza proprie degli attacchi di panico si trasferiscano in ogni sfera dalle mia vita, anche in quella sentimentale.
    ho una bella storia d’amore ma, invece di pensare a costruire, devo ogni giorno lottare perchè non si sgretoli,perchè le paure che ho dentro non la intacchino.
    Ed è dura, davvero!
    oggi sembra tutto bellissimo, perfetto,poi, all’improvviso, mi assalgono dubbi e paure…
    il suo viso mi sembra sconosciuto, i suoi tratti mi spaventano, i suoi piccoli difetti mostri da cui devo scappare…
    cari amici del blog, a qualcuno di voi succede anche questo?
    a presto

  3.  
    Antonella dalla Sicilia
    15 febbraio 2008 | 13:44
     

    CONDIVIDO
    Cara dott. Bolzoni,
    ieri sera, dopo tanti tentativi andati a vuoto nei giorni passati, finalmente sono riuscita a mettere in pratica la respirazione circolare.
    Sa che ha proprio ragione?
    Una volta che inizi non vuoi più smettere!!
    Mi sono girata e rigirata nel letto fino alle 3.00 almeno, cercando di addormentarmi, ma proprio non riuscivo…
    Era più forte di me: continuavo e voler respirare in quel modo e, soprattutto, a voler sentire coscientemente come la respirazione lasciasse scorrere giù fino alle gambe e poi ai piedi (ho avverrtito una specie di formicolio) ogni tensione.
    Un’altra cosa ho notato:un senso di freschezza alla “bocca dello stomaco” (per farmi capire: la sensazione che si percepisce subito dopo aver lavato i denti), concentrata in una pallina,che era lì, sul punto di esplodere e coinvolgere l’intero corpo con questa sensazione, di infonderla dovunque in me, ma che non è riuscita ad arrivare al punto di rottura…
    Per il momento, però, riesco solo a farlo stando distesa.

  4.  
    Antonella dalla Sicilia
    15 febbraio 2008 | 13:47
     

    CONDIVIDO
    Cara dott. Bolzoni,
    ieri sera, dopo tanti tentativi andati a vuoto nei giorni passati, finalmente sono riuscita a mettere in pratica la respirazione circolare.
    Sa che ha proprio ragione?
    Una volta che inizi non vuoi più smettere!!
    Mi sono girata e rigirata nel letto fino alle 3.00 almeno, cercando di addormentarmi, ma proprio non riuscivo…
    Era più forte di me: continuavo e voler respirare in quel modo e, soprattutto, a voler sentire coscientemente come la respirazione lasciasse scorrere giù fino alle gambe e poi ai piedi (ho avverrtito una specie di formicolio) ogni tensione.
    Un’altra cosa ho notato:un senso di freschezza alla “bocca dello stomaco” (per farmi capire: la sensazione che si percepisce subito dopo aver lavato i denti), concentrata in una pallina,che era lì, sul punto di esplodere e coinvolgere l’intero corpo con questa sensazione, di infonderla dovunque in me, ma che non è riuscita ad arrivare al punto di rottura…
    Per il momento, però, riesco solo a farlo stando distesa.

  5.  
    Francesco
    16 marzo 2008 | 17:05
     

    Egr. Dott.ssa grazie per la sua risposta, e grazie per la disponibilità mostrata. Come le dicevo nellla mia mail.. 35 anni di vita vissuta o meglio non vissuta per gli evitamenti ( diventati automatici..) imposti dal DAP sono un bel fardello. Prorio iera il mio attuale terapeuta da circa 18 mesi mi invitava ad un incontro in una città distante più di 60 km dal mio paese.. cavolo ho detto.. possibile che questo in tutti questi mesi non ha capito ancora il mio problema di”terrore” per gli spostamenti??? allora ecco che l’avvilimento mi prende e manderei tutto per aria. E’ difficile cara dott.ssa trovare persone come lei sensibili e che hanno capito in cosa si dibatte una persona con Panico. Una riflessione facevo leggendo le sue risposte… mi vedevo molto come l’altra persona che… come il bambino si sente.. solo.. senza la mamma… forse perchè il mio primo episodio è accaduto a scuola e.. la mamma.. non c’era e non è venuta.. a prendermi!
    a 50 anni… aspetto ancora la sua.. mano.
    Francesco

  6.  
    barbara
    21 marzo 2008 | 11:36
     

    Salve, mi chiamo Barbara ho 25 e da parecchi anni soffro di attacchi di panico. Condivido perfettamente tutte queste testimonianze sembra che le abbia scritte io, davvero allucinante.
    I primi attacchi mi sono iniziati quando avevo 14 anni poi mi sono passati ed ecco dopo ben 8 anni ripresentarsi. Devo essere sincera non ho mai avuto una vita così tranquilla mentalmente, apparentemente sono una ragazza molto ma molto solare ma interiormente sono proprio il contrario, ansiosa e paranoica, non riesco a organizzar le mie giornate in anticipo perchè non so se quel giorno starò bene, non riesco a godermi i viaggi neanche al 50% perchè ho sempre paura di stare male.. veramente brutto non vedo l’oro di riuscire a USCIRE da questo TUNNEL.. Ma cela devo fare per forza.

  7.  
    francesca
    9 giugno 2009 | 11:26
     

    Salve a tutti, in primis, alla dott.ssa Laura,:sto leggendo stralci di articoli su questo blog,un po’ ogni tanto,x metabolizzare e ovii motivi di tempo..mi trovo a lasciare qualche commento,xkè mi trovo in completo accordo(sintonia?)sia con la Dott.ssa Laura ke con chi scrive sul blog:Anche in questo caso giorni,periodi buoni si alternano ad altri meno positivi.Difficile programmare anche le cose semplici,che ci fanno piacere,soprattutto nei periodi di”bassa marea”,ma dopo ogni caduta ci si rialza,dopo ogni affondo si torna a galla! Confermo ancora che già l’mp3 vademecum sos è portentoso;praticamente ho ripreso una specie di analisi interrotta anni fa,devastante emotivamente,solo con l’ascolto,faccio sogni significativi,ho ripreso ad uscire da sola, anche se
    per tragitti brevi,soprattutto PORTO SEMPRE CON ME E MI PRENDO CURA di quella bambina ferita,abbandonata,vessata in un tempo lontano
    forse riprenderò con lo psicologo,
    (è questo un periodo particolare ed impegnativo:la vita nn ci mette in difficoltà solo col PANICO e l’AGAROFOBIA,ci sono altri problemi logistici,
    pratici,contingenti a cui siamo kiamati)e il DRAGO DAP NON può fermarci! oggi mi sento SOLA,anche se so ke sono momenti..forse..Un caro saluto a tutti

  8.  
    heldia
    3 gennaio 2011 | 05:19
     

    sera, sn una ragazza di 24 anni,e anche io mi ritrovo nei commenti fatti..questa malattia e davveo una bestia!arriva quando meno te lo aspetti…spero tanto di poter tornare alla vita normale !..un caro saluto a tutti e ke dio ci benedica

  9.  
    Giulia
    18 febbraio 2013 | 13:46
     

    Ciao,
    ho 29 anni e credo di soffrire di attacchi di panico.
    Le prime manifestazioni le ho avute al tempo del liceo…oppressione al petto, mancanza di ossigeno, convulsioni e istinto di vomitare senza che poi questo accadesse alle fine.
    Devo dire che a quei tempi gli attacchi erano molto piu violenti.
    Adesso, sono leggermente più tranquilli…il problema è che ultimamente mi capitano nel cuore della notte….e questo mi porta a non dormire bene e a svegliarmi per andare al avoro con una faccia e un fisico di straccio che è
    difficile portare a lavoro senza destare attanzione.
    Ecco che di solito la mattina…nei luoghi pubblici come in metropolitana per esempio, o in autobus mi prendono di nuovo questi attacchi di pianto soffocato dalla vergogna che qualcuno magari mi sta guardando…e difficoltà a respirare.
    Anche qui in ufficio, sono sempre da sola, e questo luogo tra l’altro non aiuta molto…non ci sono finestre…a volte mi ritrovo ad avere questi attacchi.
    Insomma…prima erano una cosa che mi capitava spesso ma con cui riuscivo a convivere…insomma, mi succedeva…stavo tre giorni in casa…mi riprendevo e poi tranuqilla come nulla fossse. Adesso, in questi ultimi mesi, stanno diventando decisamente piu frequenti. Sto vivendo una situazione di forte stress emotivo effettivamente, pensavo di poterla gestire e invece a quanto pare il corpo ha deciso di sfogarsi così.
    Piango almeno una volta al giorno, ma soffrendo davvero…provando un dispiacere enorme.
    E poi…il sentirsi un peso per gli altri…è un’altra cosa che non aiuta. Una persona con problemi di ansia e attacchi di panico con tentenze depressive, non è una persona piacevole con cui condividere il tuo tempo. Io lo capisco…da una parte tendo ad isolarmi…dall’altra ho bisogno del calore umano…e senza vergogna, di qualcuno che si accorga che sto male davvero e che mi aiuti perchè mi vuole bene incodizionatamente.
    Insomma…che dovrei fare?
    Non abito neanche nel mio paese di origine…sono emigrata 4anni fa ormai, parlo fluentemente la lingua del posto…ma credo che andare da uno psicanalista e non potersi esprimere con la propria lingua non aiuti neanche quello.
    Ho bisogno di aiuto…
    A volte penso che forse potrebbe anche essere la mia condizione ormonale a controbuire a questo disagio.
    Sono stata operata di endometriosi l’estate passata, adesso prendo la pillola ininterrottamente da quattro mesi, senza avere ciclo, come consigliato dal medico chirurgo.
    E’ possibile che questa cosa controbuisca in maniera predominante ad avere attacchi di panico, ansie, sbalzi umorali?
    Esistono degli psicologi che (pagati) fanno delle sedute di psicoanalisi su skype?

    Grazie,
    Giulia

  10.  
    Lucia 4
    19 novembre 2013 | 19:11
     

    salve a tutti!sono Lucia, ho 33 anni e da 10 lotto per guarire dagli attacchi di panico. Vi ho scoperto da poco, infatti fino a qulche tempo fa non riuscivo neanche a sentirne parlare ma vorrei lasciare la mia testimonianza, per ricevere consigli, per darne indirettamente agli altri ma soprattutto perchè parlarne fa tanto bene, ora lo so!
    6 febbraio 2004, esco dal cinema con il mio ragazzo,sento che c’è qualcosa che non va, gli chiedo di poter rimanere da lui quella notte ma non può ospitarmi: ” facciamo domani!” mi dice, ma quella notte tutto è cambiato, sono stata inghiottita da quello che ho chiamato gargoyle, e quel “domani” è stato molto diverso da quello che mi aspettavo e tutti i giorni a seguire.
    I sintomi sono sempre stati gli stessi: nausea, formicolio a braccia e gambe, dissenteria, inappetenza, forti crampi al ventre e ovviamente perdita di contatto con la realtà e sensazione di stare per morire. La mia reazione per mesi è stata smarrimento e impietrimento, ecco perchè gargoyle, ho fatto le analisi e come potete immaginare, sana come un pesce, non ne parlo con nessuno, smetto la pillola avendo letto che provocavs forti sbalzi di umore, ma niente,pensate che sciocca ero preoccupata di presentarmi perfetta alla laurea del mio ragazzo, volevo la bacchetta magica che mi guarisse d’incanto e rubo il se…pin di mia madre che è in menopausa da qualche mese, risultato controindicazioni devastanti, divento un’altra persona ancora.
    Una volta ho visto un film dal titolo “prima e dopo”, e per me è stato proprio così, prima c’era una lucia dal 6 febbraio 2004 ce n’è un’altra, per tanti anni ho pensato che quella prima era la me stessa vera e autentica ma ad oggi non sono più tanto sicura perchè i segnali c’erano già da qualche tempo ed io non li avevo visti, perchè pensavo andasse tutto bene “prima” avevo una vita quasi perfetta, ma ora so! e chi legge può capire, infatti quello che dice la Dott.ssa Laura Bolzoni è sacrosanto, l’ attacco di panico è un campanello d’allarme che vuol dire “fermati la tua vita così com’è non va bene”. Oggi sono in terapia da tre anni con una persona fantastica che posso ben dire mi ha salvato la vita e mi ha fatto intraprendere un percorso interiore molto difficile, ma in dieci anni sono successe tante cose comuni a tutti voi, terapie fallimentari, evitamento, vita sessuale ridotta a un fastidio, occasioni lavorative perse per puro panico, aumento di peso considerevole, vacanze vissute con costante terrore ecc., tutto questo è un fardello pesante a cui si aggiunge la mancanza di lavoro, di soldi e di sicurezza per il futuro, il rapporto di coppia ne risente e sono sincera tante volte in questi anni ho pensato al peggio, farla finita o essere ricoverata arrivando a provare paura anche dei miei pensieri. La cosa che proprio non riesco a fare è l’accettazione, cioè lasciare che il panico arrivi e poi farlo scivolare via, ne ho sentito molte volte parlare ma come posso ” accettare” e ancora peggio avere un figlio che possa un giorno sentire il mio dolore?! Comunque leggere le testimonianze di chi ce la fatta è bello, perchè a volte anch’io ne sono fortemente convinta tanto che per non dimenticarlo me lo sono tatuato!
    Voglio dire una cosa a chi trova difficoltà a trovare persone che vi capiscano, continuate a cercare perchè esistono anzi molte persone a voi care possono sorprendervi, non abbiate paura di farle soffrire voi state male come chi ha una qualsiasi altra malattia del corpo, non siamo malati di serie b, trovate la forza di parlare e chiedere aiuto, abbrevierete di molto il vostro percorso.
    Grazie
    Lucia

  11.  
    Corrado
    4 febbraio 2014 | 13:04
     

    Dottoressa cara e gentile, Mi auguro di non disturbarla e che possa trovare il tempo di leggere il mio post. Mi chiamo Corrado e sono di Cremona. Ho 33 anni e gli attacchi di panico si sono fatti sentire. “Non sono nè il primo ne l’ultimo” tutti li abbiamo, ma ci fa comodo non ammetterli. Mi sono fatto curare fin da quando avevo sei anni. I miei litigavano in casa dal 85 in poi. Ora mio padre è morto e ho scoperto di avere gli attacchi di panico ed Agorafobia.Tremolio, paura di stare con gli altri, tutti i sintomi che tu se posso hai enumerato prima. L’ho combattuta per anni con gli psicofarmaci ora sono dell’ idea di uscirne da “questa prigione in modo naturale” perché questa malattia non voglio mi distrugga. Sono diventato: solitario, irascibile, apatico. Sono una persona simpaticissima ed per me strano. Ma se un cambiamento deve esserci lo accetto volentieri! buona giornata e codiali Saluti, a presto

  12.  
    Pam
    23 marzo 2014 | 21:49
     

    Buonsera dott ssa e buonasera a tutti!da tanti anni soffro di attacchi di panico e soprattutto della cosiddetta paura della paura.il primo attacco è avvenuto mentre guidavo per tornare a casa dall università la quale si trova a 50 km da casa mia e da quel giorno l inferno!ho iniziato con l evitamento poi con l aiuto di alcuni farmaci ho ripreso a guidare. La sensazione era sudorazione battito cuore accellerato che aumentava sempre di più perché credevo fosse infarto,sudorazione senso di svenimento,paura di non controllare l auto e di andare a sbattere contro qualcosa anche volontariamente.
    Come dicevo prima ogni volta che devo guidare mi viene l ansia anticipatoria,ci penso a tal punto che una volta in macchina mentre guido ecco il tanto temuto attacco!vorrei un aiuto e sapere quando è dove terrà i prossimi seminari
    Grazie a tutti

  13.  
    Giuseppe
    12 agosto 2014 | 19:34
     

    Buona sera, è il primo post che inserisco. Soffro di attacchi di panico legati all’attività fisica. Pratico l’esercizio con la cyclette a casa e questo è quello che mi succede.Appena avverto frequenza salire mi prendo di panico con forti tremori interni e frequenza alta che continua anche se smetto. Ovviamente il mio medico mi prescrive ecg sotto sforzo, risultato negativo. E’ vero che la frequenza sotto massimo sforzo arriva oltre 150 in quanto sforzo con una sola gamba (ho un problema deambulatorio e per questa il fisiatra mi ha ordinato la cyclette) ma non c’è nulla di patologico e poi all’atto dell’esame, l’attacco con tremori non si è scatenato(strano!). Nella mia vita per la mia ansia generalizzata ho fatto terapia di gruppo, training autogeno letto una marea di libri ecc. Ho capito cosa mi stava succedendo salendo sulla cyclette e prima di pedalare la mia frequenza sale da 70-80-90 da fermo! Ho capito di essere capitato in una trappola come se i primi attacchi notturni, magari non dovuti all’ansia, siano rimasti memorizzati e quando mi trovo in quella condizione di frequenza si scatena un specie attacco di panico. Non solo, attualmente, il solo pensiero di affrontare una situazione del genere, attività fisica, scale ecc. mi mette già in apprensione però deviando l’attenzione per tempo riesco ad evitare il vero attacco. Però non mi voglio arrendere, faccio lo stesso qualcosa ma spesso con i tremori addosso per il timore che si scateni un attacco. Vorrei uscire da questa situazione anche perchè ho paura che peggiori, mi comincio spesso a controllare il polso, sto sempre in ascolto se c’è qualcosa di anomalo ecc.
    Questo argomento dell’ attività fisica ho visto che è già stato trattato nel blog ed ho letto le sue risposte. Ho letto anche il suo libro.
    Vorrei sapere come comportarmi sia nel caso di ansia anticipatoria dell’evento sia durante la crisi. Per il momento sto facendo una seduta al giorno di rilassamento a casa insegnatomi nel corso di training autogeno ma questo va bene quando già sono calmo, quando sto in crisi non ci riesco, meglio sembra deviare l’attenzione e aspettare che passi, ma posso vivere sempre così?. Nella mia vita è un periodo in cui sono veramente scoraggiato
    Mi può aiutare qualcuno con qualche consiglio?

  14.  
    dany
    22 ottobre 2014 | 12:30
     

    lei dottoressa e’ un angelo venuto dal cielo e le chiedo: se gli attacchi di panico arrivano per portarci un messaggio di riflessione di cambiamento se tutti i cassetti di questo pesante armadio sono pieni di “panico” da dove si comincia o meglio quale di questi e’ il primo da aprire e svuotare e ripulire? un abbraccio forte.

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