Ho avuto un attacco di panico e ho bisogno di aiuto

Inserito giovedì 9 dicembre 2010

panico vinto

Scrive Michela, una giovane lettrice del Blog:

Buongiorno a tutti,
ho 26anni e mi sono avvicinata al blog di recente…non ho avuto una vita molto felice, ho perso mia mamma quando ero piccola e ho dovuto crescere da sola molto in fretta, ma pensavo che questo mi avesse resa più forte. ho sempre preso la vita di petto senza aver paura di niente…

ho avuto l’ attacco di panico 3 settimane fa e da allora non voglio uscire da casa sola (lavoro da casa) ho paura di sentirmi male e che nessuno mi aiuterà.
Vivo all’estero per lavoro, a parte i problemi di salute che per fortuna si stanno risolvendo posso dire che sono felice, ho un fidanzato stupendo un lavoro fantastico, tanti amici..odio non poter uscire da casa.
tutto e’cambiato cosi in fretta…”


Rispondo così a Michela.

L’attacco di panico, che hai sperimentato ti ha molto spaventata, perché è stato un  evento improvviso dal volto terrificante, capitato nella tua bella vita serena.

Nelle settimane successive ti è accaduto interiormente di rimanere in uno stato di allerta, in attesa di sentire eventuali nuovi attacchi, similmente a quando, dopo un vero terremoto sulla terra, a cui seguono le scosse di assestamento, le persone spaventate avvertono continuamente delle sensazioni di sbandamento.

In realtà questo evento spiacevole è piccolissimo all’ interno della tua grande vita, costruita con tanta forza di volontà e molta fatica, per superare la solitudine reale derivata dall’abbandono prematuro della tua mamma.

Però pur essendo piccolo questo episodio, ha lasciato un ricordo intenso che sta occupando tanto spazio nella tua mente e nella tua dimensione emozionale, al punto di bloccarti a casa.

Immagina una bella tovaglia bianca di pizzo ricamata a mano ( la tua vita tessuta da te per ventisei anni con amore e con impegno) con sopra una macchiolina di inchiostro (l’attacco di panico di tre settimane fa).

E’ una macchia piccola , ma dà fastidio, disturba e soprattutto va lavata subito, va pulita prima possibile altrimenti più passa il tempo, più sarà difficile eliminarla.

Diventa importante per te, cara Michela, conoscere molto bene che cosa è un attacco di panico, capire perché ti è capitato proprio adesso, quali sono le circostanze che lo hanno favorito ( sicuramente lo stress lavorativo ha influito, ma anche il vecchio trauma del lutto di tua madre ha un peso, la sensazione di solitudine  e non solo….), come fare per non averne paura e soprattutto che strada percorrere per uscirne fuori in fretta?

Sei nel posto giusto al momento giusto, ti trovi in un Giardino-Blog,  curato con amore e con passione da persone sensibili e meravigliose, che raccontando pezzettini della loro vita, si aiutano, si confrontano, condividono  le loro esperienze, i loro successi , i fallimenti, i momenti bui e gli attimi di gloria e di successo, pongono domande, danno risposte.

Ti consiglio di leggere con interesse tutti gli articoli, soprattutto questo “Come iniziare un percorso per uscire dagli attacchi di panico: alcuni consigli utili” (clicca qui per leggerlo) e tutti i commenti dei lettori, dove puoi trovare, qualche volta, anche le mie risposte .

Un altro strumento utile è l’ascolto degli mp3 , che puoi scaricare gratuitamente sul tuo computer e portare con te dappertutto, in un iPod oppure in un lettore CD. Clicca qui

Preziosa è infine la lettura e lo studio del mio saggio autobiografico in formato ebook “Panico Vinto!”

Lava subito la macchiolina scura, dedicati al tuo fidanzato e al tuo lavoro da casa, che ti piace, addestrati a ignorare i sintomi, che seppure spaventosi, non sono per niente dannosi, allenati, come facevi prima di agosto, quando correvi, a spostare l’attenzione e a percorrere a modo tuo, con il tuo stile e i tuoi tempi un percorso naturale per vincere il panico.

Fai in modo che l’attacco di panico non graffi la tua dimensione mentale ed emozionale.

Lascia che il panico scriva il suo messaggio nella tua vita e scivoli via subito, così la scritta verrà cancellata perché l’inchiostro è diventato invisibile.

CE LA FARAI!

E’ molto importante stare vicino alla persona che ha avuto un attacco di panico, con amore e con comprensione.

Va bene chiederle con dolcezza: come desideri essere aiutato?

Desideri essere soltanto compreso oppure vuoi incominciare a fare qualche azione, qualche percorso per prenderti seriamente cura di questo problema?

Se la persona risponde che ha soltanto bisogno di comprensione  e di contatto, allora è bene che ci rilassiamo e che la ascoltiamo con attenzione, senza pregiudizi, senza fretta, senza voler per forza trovare subito la causa originaria del problema.

Stiamo semplicemente lì, con il nostro cuore aperto, ad ascoltare la persona spaventata, che esprime la sua sofferenza e interiormente le diciamo: “Ce la puoi fare!”

Spesso chi soffre di attacco di panico, si sente incompreso e prigioniero della propria solitudine, sente che, quando parlerà di sé e del proprio problema, non verrà compreso.

Sente che gli altri esseri umani non hanno tempo per lui.

SONO QUI CON TE, PER TUTTO IL TEMPO CHE VORRAI

Aiutare la persona che soffre di attacchi di panico, facendole sentire che non c’è fretta, che staremo accanto a lei per tutto il tempo che vorrà, la tranquillizzerà e le farà aprire nuovamente il cuore, chiuso dal vento gelido del panico.

Vuoi condividere con noi:

Che relazione senti tra l’attacco di panico e il tempo?

Quando parli del tuo attacco di panico senti che gli altri esseri umani hanno poco tempo per te?

Senti che quando eri piccolo la tua mamma aveva poco tempo da dedicarti per giocare con te, per ascoltarti e per coccolarti?

Copyright 2010 Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati

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175 Commenti for 'Ho avuto un attacco di panico e ho bisogno di aiuto'

  1.  
    libellula
    10 dicembre 2010 | 00:13
     

    ho letto questo articolo ed ho pianto. ora mi spiego tante cose.

    ho sofferto di attacchi di panico per anni. ed ogni volta che ritornavano non ho mai avuto nessuno accanto. anche le persone ”vicine”……
    addirittura mi è stato detto: tu non soffri di attacchi di panico. tu sei così di natura.
    ed è per questo che sto cercando di modificare la mia vita da cima a fondo….

    non è facile. è una continua lotta. ma so di doverci riuscire.

  2.  
    roberta
    10 dicembre 2010 | 10:41
     

    Grazie Dottoressa !

    Grazie infinitamente. Ho scaricato i suoi MP3, per questo conosco la sua voce, e ho letto questo articolo immaginando che fosse lei a parlarmi con la sua voce dolce, calda, rilassante ma al tempo stesso sicura e decisa.

    Anche a me sono venute le lacrime agli occhi perchè io relazioni l’attacco di panico ed il tempo in questo modo: io sento che non voglio far passare altro tempo per guarire dal panico, sono ansiosa di trovare un rimedio, “gli altri” invece hanno l’ansia di fare altro, di seppellire il mio problema per trovare una soluzione e non vedermi più stare male.

    Però la mia ansia si riflette anche nel desiderare di passare tanto tempo a parlare di ciò che io reputo causa scatenante del panico per me.

    E grazie per le incitazioni che fa cara dottoressa dicendoci che ce la faremo, che il panico è solo una piccola macchiolina sulla nostra tovaglia …non vedo l’ora di incontrarla dall’altra parte !

    Coraggio fiori, laviamo le nostre macchioline !!!!

  3.  
    Emanuele
    10 dicembre 2010 | 11:03
     

    Bellissimo articolo.

    Io soffro di attacchi di panico da 2 anni; questi attacchi gradualmente mi hanno portato ad evitare molti dei contesti e delle situazioni che mi piacevano come il mangiare fuori e l’andare al cinema.

    I miei genitori non comprendono assolutamente il problema; Tempo fa mi è stato addiritura detto da mio padre che gli attacchi di panico sono un lusso che lui non si poteva permettere quindi comprensione zero.

    Però cerco di farmi forza e andare avanti per uscire da questo mio inferno personale.

  4.  
    ANNALISA
    10 dicembre 2010 | 11:22
     

    Salve a tutti amici fiori, ho riflettuto su questi nuovi quesiti che ha lasciato la dottoressa, bhe se devo rispondere con assoluta franchezza alla prima domanda direi che appena avuto il mio unico e solo attacco ero terrorizzata dal tempo, gia’ avevo paura che mentre io stavo li abbatuta sfinita sul letto a compiangermi e chiedermi il perche’mi era capitata una cosa del genere a me, allo stesso tempo mi sentivo ancora piu’ male che’ il tempo passava i giorni i mesi passavano e io stavo male, non avrei mai ripreso la vita di prima non avrei mai piu’ potuto riprovare in un’altra gravidanza, ma poi quando ho deciso di affrontare il panico e le mie paure per amore di me stassa e della mia adorata bimba e della mia famiglia, il tempo non e’ stato piu’ per me un grosso problema e ad oggi posso dire che quasi mi sto riprendendo tutto quello che era mio assoluta liberta’ nel fare tutto a pikkoli passi!

    per la seconda domanda , dico che per quanto abbia una famiglia splendida a me vicina soprattutto ora penso che piu’ volte ho pensato che nessuno avrebbe avuto tanto tempo per ascoltare le mie sensazioni nei minimi particolari tranne che la mia psicologa che mi sta seguendo,
    ma non xche’ non hanno voglia xche’ non riescono a comprendere quello che si prova nel vero senso tutto qua, anzi adesso mia mamma se prima mi aiutava in casa quando non ce la facevo che stavo proprio male, oggi mi da le dritte mi sgrida anche se ho 31 anni lo fa lo so per spronarmi e perche’ mi dice oggi stai bene lo so non benissimo datti un altro po di tempo e guarirai supererai questo periodo!

    a me sta bene sono contenta cosi anche se a volte avrei bisogno di parlare un po di piu’, ma mi sfogo con mio marito anche se sbaglio xche’ inizio prima in malo modo e poi butto fuori la mia angoscia nei giorni che sto proprio male ma lui mi rincuora sempre e mi dice passera’ diamoci forza passera’! ed e’ splendido! poi c’e’ il mio giorno che ho l’incontro con la mia psicologa dove butto fuori le arrabbiature del giorno e tutta la settimana e mi ricarico anche a discapito della tasca ma per adesso ne ho ancora bisogno!

    il terzo punto bhe’ se ci ripenso ci sono stati giorni piu’ giorni a dire il vero in cui mi sono sentita sola parlo di quanto ero pikkola fino ai sedici anni xchè mamma ha dedicato una vita intera al suo lavoro si e’ privata di ogni cosa per renderci a me e mio fratello una vita agiata

    oggi una casa senza affitto da pagare che e’ veramente tantissimo a tempo d’oggi e ne sarò grata per tutta la vita, ma non ho nulla contro di lei assolutamente no, xche’ anche se ero pikkola e in alcuni giorni avevo bisogno veramente di lei , mamma era a lavoro ma so che lo faceva per noi, ma mi e’ servito cmq di lezione e oggi questo tempo cerco di non farlo mancare a mia figlia sedendomi a terra a giocare a ballare come una bimba sul divano con lei e cantare a scuarciagola, ma so che a mia figlia piace e la rende felice vedermi pikkola come lei!!!

    grazie un bacio e abbraccio tutti

  5.  
    eddi
    10 dicembre 2010 | 16:40
     

    Ciao, Michela.

    Mi spiace per te.
    Hai avuto fortuna, però, ché sei capitata nel posto giusto. E dunque, tirati su!

    Leggi l’e book di Laura Bolzoni Codato.
    Fallo tante di quelle volte fino a tenerlo a memoria.
    Poi mettilo in pratica alla lettera.
    E, soprattutto, esci!
    Guai a chiuderti fra le tue quattro mura!
    Sarebbe come se avessi deciso di nutrirlo, invece che metterlo a pane e acqua.

    Un abbraccio

    ps

    Emanuele scrive:
    mi è stato addiritura detto da mio padre che gli attacchi di panico sono un lusso che lui non si poteva permettere.

    Delicato il babbo, nevvero?
    Pensa a te, caro Emanuele, e lascialo strologare.
    Deve pure far prendere aria ai denti. O no?

  6.  
    Cecilia Bionda
    10 dicembre 2010 | 18:12
     

    E’ vero, l’attacco di panico di fa sentire terribilmente sola, e senti che gli altri non comprendono. Ho scoperto da sola, avendo sofferto di terribili attacchi di panico, che tutto quello che cercavo era gia’ li’ dentro di me.

    La paura dell’abbandono e di non farcela si fa prepoderante e non sai come uscirne , hai una paura folle, hai paura di morire e che ti succeda il peggio , e che ti succeda di morire. Quando inizi a capire che nulla succede e tutto va bene e che quell’attacco come e’ venuto se ne va, allora si quando lo senti arrivare gli dai il benvenuto e gli chiedi cosa vuole, e gli dici che hai capito che vuole quaklche cosa, e tu sei disposto ad ascoltarlo ma non a subirlo, e tu sei piu’ grande e forte di lui. E tu sei piena d’amore e di forza e di gioia per la vita.

    Potra’ insistere e qualche volta nel tempo tornare, ed e’ qui che il coraggio guarda la paura che fugge.Ed e’ qui che tu lo lasci andare e scherzando puoi anche dirgli “Dai fatti sotto, vuoi che svenga , vuoi che mi lasci prendere , provaci ?” A volte facevo finta di svenire “Guardami sono svenuta sei contento ?” .

    Insomma ci ho scherzato alla fine. Ho capito che solo io potevo fare qualche cosa, solo io potevo crederci , giocarci, sgridarlo, parlargli . Uno strumento che mi e’ stato utile e’ stato EFT e PNL nei primi tempi dove usavo ancora la forza anziche’ l’amore e la dolcezza per me stessa.

  7.  
    ele
    11 dicembre 2010 | 07:03
     

    Buon giorno adorati fiori,buon giorno adorata dottoressa Laura……..

    michela cara,proprio come dice Eddi,sei stata fortunata a trovarti qui al momento giusto xche e’ prorpio cosi,tutti possono avere un attacco di panico nella vita,d’altronde la vita a volte ci riserva momenti dolorosi a livello emotivo,….vedi la nuotatrice federica pellegrini,in questi giorni si parla di lei che ha rinunciato ad una gara x un attacco di panico,ecc,ecc…….

    l’importante e pulire subito quella macchia d’olio,subito,io ,l’ho vissuta con mio figlio,vi ricordate fiori????mio figlio ringraziando iddio dopo tre mesi di angoscia,di terapia,e’ guarito,ora e’ passato un anno e vedo con trepitazione,che sta bene,lavora ,va in giro da solo,e lo vedo che ha cancellato quella macchia,grazie alla tempestivita’ del terapeuta e ,non voglio peccare di presunzione,mio,xche conoscendo bene quei sintomi mi sono allarmata e l’ho indirizzato……

    il panico o lo si pulisce subito oppure ti rovina la vita xche si allarga a macchia d’olio,proprio come ha fatto purtroppo con me……
    che ………..magari vi aggiorno in altro post la mia attuale situazione…..oppure piu in la….

    comunque,un altra cosa importantissima e’ proprio sentirsi amati e compresi in questo caso……….
    …….vi abbraccio uno x uno,a presto

    e ringrazio come sempre vivamente,dal profondo del cuore,Laura Bolzoni che non si dimentica di noi,che Iddio ti benedica sempre,meravigliosa creatura.

  8.  
    francesca cecchini
    13 dicembre 2010 | 07:57
     

    Carissima quello che ti posso dire e che 2 settimane da quando è successo l’evento non sono niente e sei stata bravissima a capire di aver avuto un attacco di panico e a metterti in contatto con le persone giuste….

    dalla tua storia mi sembra di capire che in questo momento è la tua parte bambina che chiede attenzione e tu coccolala………
    un bacio

    PS in questi momenti si ha bisogno d’aiuto!!!! Fidati di Laura……

  9.  
    Cecilia Bionda
    13 dicembre 2010 | 10:36
     

    Ho scritto un commento e ho dimenticato di ringraziare questa meravigliosa donna, che e’ la d.ssa Laura Bolzoni Codato.

    Ho letto tutti i suoi articoli e il suo libro , ascoltato il suo audio.

    Grazie Laura hai contribuito al mio meraviglioso passaggio dal panico alla felicita’.

  10.  
    ANNA TIZIANA
    13 dicembre 2010 | 13:30
     

    CIAO IO VOGLIO LASCIARE LA MIA TESTIMONIANZA, HO 38 ANNI E SONO 18 ANNI CHE SOFFRO DI ATTACCHI DI PANICO PRECISAMENTE DAL GIORNO IN CUI E NATA MIA FIGLIA…DALL’ORA LA MIA VITA E CAMBIATA ERO PRESSAPOCO UNA RAGAZZINA QUANDO HO PARTORITO MIA FIGLIA AVEVO SOLO 19 ANNI…UN PRECEDENTE STRESS EMOTIVO…UN DOPO PARTO NON FELICE…TUTTO QUESTO HA SCATENATO GLI ATTACCHI DI PANICO E ANCORA DOPO 18 ANNI CON TUTTO IL MIO IMPEGNO PER USCIRNE VIVO LA MIA VITA IN MODO LIMITATO…NON SONO PER NIENTE FELICE…

  11.  
    claudia
    13 dicembre 2010 | 16:25
     

    Che bello tornare in questo giardino dopo tanto tempo e ritrovare le parole della cara dottoressa a darmi coraggio e rinnovata determinazione per combattere le mie paure,

    come sempre ha pienamente ragione il panico e’ solo una macchiolina indesiderata nella nostra meravigliosa vita e io personalmente gli ho dedicato troppo tempo ed energie adesso piano piano sto cercando di metterlo in secondo piano a volte ci riesco a volte no,ma il percorso continua!!

    La sensazione che ho nei confronti del tempo e’ proprio questa ne’ ho sprecato troppo e il tempo in questo caso non guarisce i mali anzi… prima si agisce meglio e’ per questo michela cara intervieni subito e sono sicura che ne uscirai presto!!

    Per la seconda domanda devo dire che forse vorrei essere piu’ ascoltata e capita io non parlo molto dei miei problemi solo con poche persone, ma soprattutto da mio marito mi sento incompresa,ma dopo dieci anni ha pure ragione..

    Sul terzo quesito devo dire che forse mi sono sentita un po’ trascurata sempre a causa del lavoro non per mancanza di affetto,mia madre e’ straordinaria ma io ho sentito un po’ la sua mancanza ed e’ per questo che non voglio lasciare mai mio figlio ,i miei hanno un ristorante,ma io ancora non me la sento di ricominciare a lavorare perche’ per me passare la feste e le domeniche senza di loro non e’ stato facile.. forse e ‘ stato la causa di tutto..

    ciao roberta sono felice di sentirti ottimista e propositiva voglio farti un grosso in bocca al lupo perche’ arrivi presto la cicogna, ti ho letta nell’altro post ma non ho avuto modo di risp ,a me mio figlio sta aiutando tantissimo…

    Per ele credo che il tuo aiuto e la tua esperienza siano stati fondamentali per tuo figlio quindi prenditi i tuoi meriti ne hai pieno diritto!!
    Saluto con il cuore eddi,michele(sei stato favoloso con il cagnolino),annalisa,cecilia tania(forza piano piano supererai tutto)e tutti gli altri!!

  12.  
    Michele
    17 dicembre 2010 | 18:39
     

    Buongiorno, carissima Dottoressa e carissimi Amici-Fiori!
    Fuori è in corso una bufera di neve (neve che io adoro, sebbene qui sia un evento più unico che raro) ed il magico clima delle feste natalizie si fa sentire e riempie i cuori di gioia, nonostante i problemi della vita quotidiana.

    Ricordo lo splendido periodo natalizio dello scorso anno, quando seriamente tutte le vittorie conquistate sugli attacchi di panico e di ansia si sono concretizzate e, con tutta la forza di cui ero capace, ho scacciato via la nebula oscura dal mio territorio.

    Soprattutto per questo, il Natale passato è stato per me davvero importante. Auguro a tutti voi, amici cari, di raggiungere questo splendido traguardo, che non è affatto lontano! Lo splendido, nuovo articolo della nostra Dottoressa ha contribuito a fornirmi una ulteriore carica di gioia e felicità, e, a proposito, ecco le risposte alle domande!

    1) Il tempo: probabilmente il fattore che maggiormente ha influenzato i miei attacchi di panico. Ho vissuto un lungo periodo in cui gli attacchi di ansia si trasformavano velocemente in fortissimi attacchi di panico, perché ero incapace di controllarli e mi sentivo implodere. Ero in un continuo stato di allerta, qualsiasi stimolo ricevessi dall’esterno, urtava la mia ultra-sensibilità e finiva che il terrore mi prendeva anche per sciocchezze. Insomma, vivevo con la paura che dovesse accadere sempre chissà cosa. Ho distrutto il meccanismo soffermandomi un momento e pensando che, in realtà, questo continuo di allerta era infondato: gli eventi, sia belli che brutti, devono avere il proprio corso, e d’altronde io non ho la sfera magica per prevederli, sicché è necessario che accadano e facciano il proprio corso, indipendetemente da quel che pensa la mia mente. Non è stato facile, ma, giorno dopo giorno, ho rieducato proprio la mente a questa nuova visione.

    2) Ho potuto aprirmi, per fortuna, con tante persone che mi hanno compreso in pieno e che per questo ringrazio. Però ci sono stati anche molti amici, nei quali credevo davvero molto e non mi aspettavo un simile comportamento, che mi hanno abbandonato totalmente, fregandosene di quel che loro consideravano solo come un “capriccio” e pensando che alla fine lo facessi apposta e per un fine. Ora come ora, non mi tirerei indietro ad aiutare tutte queste persone, semmai capitasse loro proprio quel che è capitato a me, ma sotto sotto (e non mi vergogno a dirlo, perché mi hanno veramente fatto soffrire) penserei qualcosa del tipo “così imparate a non comprendere veramente gli altri, come se si inventassero tutto..!”.

    3) Entrambi i miei genitori lavorano, quindi quando ero piccolo non avevano proprio tantissimo tempo da dedicarmi, ma quel tanto necessario a farmi stare bene e rendermi felice, e di questo non finirò mai di ringraziarli, così come del fatto di avermi subito compreso quando, finalmente, ho rivelato loro il mio problema con il panico.

    Prima di salutarvi, volevo rispondere alla cara Anna Lisa, che in uno dei post precedenti mi ha chiesto se, attualmente, continui a sentire quelle sgradevoli sensazioni e semplicemente le lasci perdere, oppure non si siano più presentate: ebbene, dopo le prime belle vittorie contro il panico, le “solite” brutte sensazioni c’erano ancora, nel senso che mi capitava di pensare ancora al panico e di ricominciare con il processo; tuttavia, la differenza stava nel fatto di non considerarle più, ma di lasciarle andare: come venivano, così dovevano andarsene. Ed infatti così accadeva.
    Finché questo fatto non è diventato meccanico, ed allora pure le sensazioni sono completamente sparite. L’importante, insomma, è cominciare a non dar loro più peso. Dopodiché, di volta in volta, il processo si completerà da sé! E’ un po’ come fare un bell’allenamento per diventare più forti!

    Un abbraccio ed un grande in bocca al lupo! Un salutone alla nostra Dottoressa, al grande Landrea (grazie per avermi considerato addirittura un eroe! Ehehe, in realtà ho fatto solo quel che potevo e, fortunatamente, tutto è andato bene, anche se il cucciolo – che ho chiamato Hope – non è guarito tanto in fretta, poverino), alla bentornata Claudia, al saggio eddi, a Francesca, Cecilia, Anna Tiziana, Michela, Roberta, ele e a tutti tutti tutti!

  13.  
    ele
    19 dicembre 2010 | 08:30
     

    Buon giorno fiori carissimi,Dottoressa Laura……
    caro Michele,leggerti mi sembra di leggermi…….ma io ancora intrappolata,dopo 25 anni.

    anche io in questi giorni ho vissuto la neve,la bufera di neve e i preparativi di natale,mi hanno portato uno sconforto grande,perche io sono sempre in stato di allerta,in ogni momento,con sintomi annessi e nonostante mi sforza di fare sempre qualche passo in avanti e ci sto riuscendo,lo faccio sempre con questi malesseri e con quell’angoscia dello stato di allerta causando a volte vere e proprie crisi,ma soprattutto momenti di sconforto come in questi giorni,perche nonostante il mio terapeuta mi dice cio che dici proprio tu caro michele,……

    la differenza stava nel fatto di non considerarle più, ma di lasciarle andare: come venivano, così dovevano andarsene. Ed infatti così accadeva.
    Finché questo fatto non è diventato meccanico, ed allora pure le sensazioni sono completamente sparite. L’importante, insomma, è cominciare a non dar loro più peso. Dopodiché, di volta in volta, il processo si completerà da sé! E’ un po’ come fare un bell’allenamento per diventare più forti!

    ….io non ci riesco,e soffro tanto,e in queste feste ancora di piu’,anche perche mi sento sola in questo ……mio marito dopo 25 anni lo vedo oramai arreso e distante,come se mi compatisse e basta e mi fa rabbia xche lo vorrei combattente con me e fiducioso e non rassegnato e distante x quanto riguarda il mio cammino con il p.
    la mia ancora di salvezza sono i figli ,voi e dio……..

    ma e’ dura,come e’ dura di piu’ in questi giorni e mi viene rabbia xche sembrava di stare un pochino meglio,nel senso che mi sembrava di aver capito il meccanismo,ma……
    sono troppo condizionata e ancora non riesco a desensibilizzarmi…….
    grazie a tutti……

    Claudia,grazie x i complimenti su mio figlio,….ma non credo di aver fatto granche’ se non riconoscere subito i suoi sintomi,ma il resto penso che sia capitato nel posto giusto al momento giusto…….come vedi abbiamo in comune il marito stanco del nostro disagio,e allora noi cosa dovremmo dire??? io non lo accetto……teniamoci x mano…..

    in attesa del natale vi abbraccio tutti.

    a presto ,uno in piu x la meravigliosa creatura LAURA

  14.  
    ANNA LISA
    19 dicembre 2010 | 10:39
     

    Buongiorno amici, bentornato Michele grazie mille per avermi risposto leggerti mi e’ di grande sollievo mi trasmetti forza e coraggio per andare avanti su questa strada, credo quella giusta, xche’ i risultati si vedono sempre di piu’, sono sempre piu’ sicura di me ovunque vada, ho raggiunto quasi la mia piena autonomia sono felice, certo come chiedevo a te Michele vivo ancora accompagnata dai fastidiosissimi sintomi mal di testa crampi alla schiena e fastidiosissime vertigini ma che non mi limitano, e mi rendo conto che li avverto nei giorni in cui devo fare qkosa che mi mette ansia o quando la mia pik sta poco bene, e non come prima tutti i giorni per tutto il giorno , ora sono passeggeri meno gli do peso meno restano proprio come dici tu Michele!

    faccio cmq tutto qello che voglio e vado ovunque, tutto e’ sopportabile e quando sembra di non esserlo mi sforzo e vado avanti senza rinunce!!!!!! fino ad arrivare a quei giorni in cui tutto questo nn ci sara’ piu’ grazie Michele!

    UN FORTE ABBRACCIO DOTT.SSA LAURA!!!!!!!!!!!!!!!!!

  15.  
    ANNA LISA
    20 dicembre 2010 | 17:08
     

    CIAO AMICI, MI SENTO DELUSA SENTO CHE STO MOLLANDO ILMIO FISICO NON REAGISCE, MI SENTO MALE RILEGGO QUELLO CHE HO SCRITTO IERI MI VIENE DA PIANGERE!!!!
    POCHI MINUTI DOPO AVER LASCIATO IL MIO POST MENTRE STENDEVO I PANNI FUORI IN TERRAZZO MI SONO BLOKKATA CON LA SCHIENA UN TRAGEDIA TUTTO QUELLO CHE AVEVO COSTRUITO E’ CROLLATO LAMMIA FORXA DI VOLNTA’ NEL VOLERE SUPERARE E’ VENUTA MENO IO CHE CERCO DI DARE I CONSIGLI XCHE’ ERO RITORNATA FORSE QUELLA DI PRIMA ERO A UN PASSO ALL’ USCITA DEL TUNNEL CREDEVO DI AVERCELA FATTA, MA E’ BASTATO UN TRAUMA ALLA SXHIENA PER SENTIRMI PEGGIO DI PRIMA SENTIRMI CHE NN SARO’ PIU’ IN GRADO DI AFFRONTARE UNA GRAVIDANZA XCHE’ MI SONO INVECCHIATA DI DIECI ANNI IN 6 MESI DI ANSIA IL MIO FISICO E’ DINUOVO UNO STRACCIO LA TESTA CHE MI GIRA DI CONTINUO SENTO VENIR MENO LE FORZE DINUOVO DEBOLE LA SCHIENA BLOCCATA E CON IL BENTELANE TORADOL IN FIALE X ME ACQUA FRESCA! MI SONO FATTA PRESCRIVERE DINUOVO UNA TAC MA SONO STANCA CREDETEMI NON CI SI PUO’ SENTIRE COSI’ A 30 ANNI, NONOSTANTE A STENTO MI REGGEVO TRA VERTIGINI E DOLORI ALLA SCHIENA ALLUCINANTI MI SONO VESTITA LA MIA BIMBA AVEVA LA RECITA DI NATALE MI DISPIACEVE DELUDERLA PENSARE I SUOPI OCCHIETTI CHE MI CERCAVANO TRA LE MAMMA E CHE NON MI VEDEVA NOOOO NON L’HO ACCETTAVO CI SONO ANDATA!!!!
    MA AL RITORNO RIECCOMI BUTTATA SUL DIVANO CON LE MIE VERTIGINI E DOLORI FORTI ALLA SCHIENA, HO LITIGATO CON MIO MARITO XCHE’ MI SONO FATTA PRENDERE DINUOVO DAL PENSIERO CHE L’ UNICOO RIMEDIO SIANO GLI PSICOFARMACI, MA NON VOGLIO VOGLIO LOTTARE XAVERRE PER UN’ ALTRO BAMBINO, CHE FORSE NON MI ARRIVERA’ MAI! SONO TRISTE HO VOGLIA DI PIANGERE DELUSA DAL MIO CORPO CHE CONTINUA CEDERE NONOSTANTE I MIEI SFORZI! BASTA NON CI RIESCO E ANCHE SE IL PANICO NON E’ PIU’ ARRIVATO I DOLORI MI STANNO DISTRUGGENDO, RIFARO’ LA TAC APPENA SI PLACA IL DOLORE ALLA SCHIENA GLI ESAMI DEL SANGUE PER VEDERE SE SOFFRO DI DOLORI REUMATICI SE AVRO RESPONSI NEGATIVI COME FARO’….
    SCUSATEMI MA AVEVO BISOGNO DI UNO SFOGO…………………….

  16.  
    Marta
    21 dicembre 2010 | 17:09
     

    Buonasera a tutti e buonasera anche a lei Dott.ssa Codato!

    Mi sono imbattuta in questo blog qualche giorno fa cercando, come ormai mi capita da mesi, dei consigli utili per la mia “malattia” e devo dire che l’ho trovato stupendo e presto acquisterò il suo libro, perchè sono dell’idea che solo chi ci è passato può capire veramente che cosa si prova.

    Il mio primo attacco di panico me lo ricordo come se fosse ieri (ed è spaventoso pensare come la mia mente lo abbia immagazzinato così dettagliatamente), avevo 10 anni e stavo frequentando il mio corso pomeridiano di nuoto; mentre ero intenta ad eseguire una vasca sento improvvisamente una paura ingiustificata, ma continuo… quando mi fermo il cuore mi batteva a mille e non riuscivo (o meglio credevo di non riuscire) a respirare. Poi me ne sono capitati alcuni sporadicamente, ma non ci ho mai dato peso, anche perchè ero consapevole di essere una persona abbastanza ansiosa. Sono arrivata a quest’anno compiendo 18 anni e a gennaio ho avuto un attacco di panico fortissimo e da quel giorno non sono più stata la stessa, mi sono completamente dimenticata di chi sia Marta, di quello che mi piaceva, di quello che amavo fare.

    Il mio medico di famiglia mi ha subito consigliato una terapia farmacologica, che però è servita a nulla perchè sono certa, anche se non sono competente, che gli attacchi di panico NON si possono curare con un antidepressivo, è una cosa che abbiamo dentro, qualcosa che si è incrinato nell’evoluzione del nostro comportamento. Così ho smesso subito di prenderli e sono andata a fare alcuni colloqui con na psicoloa decisamente competente che mi ha aiutato tantissimo. Certo, non ha risolo il problema, ma mi ha aiutato a capire che sono una persona sensibilissima e che posso vivere bene anche essendo come sono.

    Il mio problema più grande è legato all’Agorafobia, purtroppo. Trovo difficile camminare per strada da sola, qualche volta ci riesco, qualche volta no, ma sono fiduciosa.

    Mi piace chiamare gli attacchi di panico “La malattia che non c’è”, perchè effettivamente è una percezione che abbiamo del mondo esterno e con questo pensiero cerco di pensare positivo, perchè sono sicura che un giorno mi libererò di questo cattivo compagno e potrò guidare l’auto, prendere l’autobus e camminare contenta per i negozi del centro.

    Siamo noi padroni della nostra vita, non gli attacchi di panico.

    Auguro a tutte le persone che scrivono e sperano in questo blog di guarire e riuscire a non aver paura della libertà perchè è la cosa più bella che ogni uomo possiede.

    Non abbiate paura di dire quello che pensate, non abbiate paura del giudizio della gente, abbiate fiducia in voi stessi e troverete la strada giusta! :)

    Detto questo saluto anche lei, cara Dottoressa, lei non immagina nemmeno quanto le siamo debitori! :)

  17.  
    annamaria
    22 dicembre 2010 | 22:09
     

    C’è qualcuno che ha esperienza di aver superato l’esperienza di aver avuto attacchi di panico alla guida in autostrada e superati?

  18.  
    ele
    23 dicembre 2010 | 07:42
     

    in questi giorni,non mi va di raccontarmi e di parlare di quella brutta bestia che ci ha sconvolto la vita….voglio solo lasciare a tutti voi i miei piu sinceri auguri di buone feste…….

  19.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    23 dicembre 2010 | 10:24
     

    Grazie Ele,

    vedrai che con l’amore, con la fiducia e con la determinazione che ci hai mostrato nei tuoi commenti, riuscirai a far volare via i nuvoloni scuri del dubbio e toccherai la gioia della tranquillità interiore.

    Non sentirti sola, perché ti penso e ti auguro di continuare a mantenere tanta forza, per andare oltre quelle noiose e brutte sensazioni, che è tempo che si allontanino da te, lasciandoti libera di vivere una bella vita piena!

    Vedrai, ce la farai a non cadere più di qua e di là, sbattuta dal vento delle onde emozionali!

  20.  
    Michele
    24 dicembre 2010 | 11:14
     

    Carissima Dottoressa e Carissimi Amici Fiori,
    non potrò donarvi la luna, le stelle o il sole…ma solamente il mio cuore, fido messaggero, con cui vi mando tutto l’affetto possibile ed un augurio per uno splendido Natale, ricco di gioia e prosperità!
    Michele.

  21.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    24 dicembre 2010 | 12:11
     

    Buon Natale, caro Michele e che sia ricco di belle sorprese….

    Hai saputo sentire e ascoltare il tuo cuore grande e gentile, quando hai salvato quel povero cagnolino sfortunato, al quale auguro una vita felice in una casa calda d’affetto: hai compiuto un’azione nobile.

    Grazie!

    L’amore porta la vita.

  22.  
    chadisja
    24 dicembre 2010 | 17:07
     

    Un fortissimo abbraccio a tutti i fiori di questo meravigliso giardino

    BUON NATALE a tutti, sereno, felice, gioioso,tranquillo come non mai.

    Anna Maria nn mollare, le cose lasciale andare, cosi’ come vengono se ne andranno, fidati è la santa verità nn arrabbiarti starai di nuovo bene come una volta ma devi crederci prima di tutto tu. Sereno Natale anche a te.

    Dott.ssa Auguri, Sereno Natale a Lei e famiglia, la penso sempre e la stimo tantissimo, Lei è una persona GRANDE l’unica che è riuscita a farmi stare BENE.

    Baci a tutti e nn SCORAGGIATEVI MAI.

  23.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    24 dicembre 2010 | 18:15
     

    Grazie dolce Chadisja,

    buon Natale ….che la cometa con la scia luccicante di brillantini illumini sempre il tuo cammino!

  24.  
    Nic
    24 dicembre 2010 | 22:47
     

    Ciao cari Fiori , è da un po che manco qui, voglio mandarvi tanti cari auguri di un Sereno Natale esteso anche alla gentile dottoressa Laura.
    Purtroppo io non ho risolto il problema paura della paura salendo in macchina con altre persone, il mio psicanalista sostiene che il problema principale è che non accetto le mie paure e che sono rivolta sempre al giudizio degli altri. Però non riesco ad arrivare a una…!
    Sono abbattuta e stasera mi sento molto sola e inquieta.
    Scusate lo sfogo.

    Un abbraccio
    Nic

  25.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    25 dicembre 2010 | 07:43
     

    Cara Nic,

    non sempre abbiamo la possibilità di risolvere velocemente e definitivamente i nostri problemi e l’abilità di trovare la causa originaria oppure il trauma da cui è nato e le circostanze che lo mantengono ancora vivo e attivo, disturbando la nostra vita.

    La tua paura oscura la fiducia negli altri esseri umani e nelle loro capacità e quindi non ti mostra la luce che c’è fuori da questo momento di buio, che a volte diventa color nero assoluto.

    E’ come una borsetta che ti porti sempre con te in macchina.

    Quando sceglierai che ne hai avuto abbastanza e quando avrai compreso, da sola oppure con il prezioso aiuto del tuo psicoanalista il significato di tutta questa realtà, che genera in te tanta e ripetuta paura e insoddisfazione, vedrai che dimenticherai questa “scomoda borsetta” sui sedili della macchina.

    Ti auguro un bel Natale sereno!

  26.  
    eddi
    25 dicembre 2010 | 10:23
     

    Buongiorno a tutti,

    Michele ha spiegato in maniera chiara ed esauriente come – attraverso l’esercizio e armandosi di una buona dose di ostinazione e, perché no? di ottimismo – possa diventare automatico anche il non aver più paura.

    E dunque, non abbiate paura, e non abbiate paura d’aver paura.
    Basta un niente per scacciare la paura, e la paura d’aver paura.

    Il tuo analista, Nic, ha ragione: la chiave sta tutta nel capire che in verità non abbiamo paura soltanto dell’attacco di panico, ma anche del fatto che gli altri siano spettatori del nostro attacco di panico.
    Siam tutto fuorché esibizionisti, in questo caso!
    Il nodo da sciogliere è intricato, intricatissimo, giacché esso è stato costruito in passato, probabilmente quando si era più esposti agli insulti della vita.
    Ma ciò non comporta fatalistica accettazione di uno stato che non è, non può essere, nella nostra natura di esseri pensanti e riflessivi.
    Tre passi:
    riflessione, meditazione, contemplazione possono far di noi esseri completi. E già, poiché, fino a quando vivremo immersi nella paura (singolare, poi, temere una cosa che esiste soltanto perché la nutriamo!), mai potremo renderci conto di che cosa sia davvero la libertà.

    Auguro a tutti, dai primi agli ultimi visitatori del giardino, Buon Natale.
    Un augurio particolare alla nostra Guida e Terapeuta, la cui carica di umanità è indescrivibile.

  27.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    25 dicembre 2010 | 11:19
     

    Buon Natale di pace e di gioia, caro Eddi!

    Grazie perchè sai ascoltare e aiutare con le tue parole sincere, che nascono da una conoscenza profonda di te stesso, degli altri e della vita, le persone, che si cercano, che si ritrovano e che si vogliono bene, qui nel nostro Giardino.

    L’ amore vince sempre, su tutto, più che mai su ciò che non è vero, come la paura e apre i nostri cuori, anche quando a causa del dolore e delle incomprensioni, tenderebbero a rimpicciolire.

    Mentre ti scrivo la pioggia scende sottile e bagna la neve caduta nei giorni scorsi, le cinciallegre, i frosoni, i pettirossi, le cince bigie volano a prendersi un semino di girasole, che li attende sul davanzale della finestra.

    Stanno in fila tutti ordinati sui rami del carpino che si potende verso la casa e aspettano il loro turno.

    Soltanto quando nevica si agitano un po’ e cinguettano forte, mentre scendono lenti i fiocchi bianchi arriva anche il picchio rosso, che rimane aggrappato per tanto tempo alle palline di grasso con dentro i semi misti, che appaiono improvvisamente piccolissime sotto il becco grande: il suo “toc, toc, toc “si sente anche se la finestra è chiusa.

    I due gatti scrutano tutta questa piccola e allegra compagnia di uccellini da dietro la finestra, muovendo la testa di qua e di là, seguendo ogni battito d’ali, ma poi preferiscono sdraiarsi al caldo del fuoco della stufa.

  28.  
    ANNA LISA
    25 dicembre 2010 | 23:08
     

    AMICI CARISSIMI ANCHE SE NON E’ UN NATALE STUPENDO E SERENO XCHE’ NON STO BENE AUGURO DI CUORE UN FELICE NATALE A TUTTI

    SPERO LA LUCE MERAVIGLIOSA DI QUESTO SANTO GIORNO POSSA ILLUMINARE IL NOSTRO CAMMINO VERSO LA RISALITA!

    UN ABBRACCIO FORTE A LEI DOTT.SSA E A TUTTE LE XSONE A LEI CARE CON TUTTO L’AFFETTO CHE SI PUO’ DONARE AUGURI A TUTTI!

    VI PORTO NEL MIO CUORE SEMPRE MICHELE ROBERTA KATIA VALE TUTTI VI VOGLIO BENE!

  29.  
    chiara
    26 dicembre 2010 | 17:12
     

    carissimi, quando ho trovato questo blog ho provato una grande gioia:

    sono ormai 3 anni che soffro di brutti attacchi d’ansia. fortunatamente ho avuto solo un paio di volte la sfortuna di avere degli attacchi di panico, ma quelle poche volte sono bastate a entrare in un circolo vizioso dalla quale sto cercando di uscire con tutte le forze. la mia vita è molto cambiata, ora non è più semplice fare le cose di tutti i giorni… i miei rapporti con gli altri si sono modificati. tutto è cambiato. in peggio. ma la voglia di uscire da questa situazione è tanta: la voglia di riprendere la mia vita, la voglia di contare di nuovo qualcosa. ogni giorno sono alla ricerca della via di fuga.

    ho trovato questo blog e mi sono detta: forse questa è la volta buona, qui posso essere compresa; sicuramente non sarò guardata con occhi di stupore , perchè le persone che non provano certe cose non capiscono nenache di cosa si parli quando si parla di panico, ansia.

    cara dott.ssa ho ascoltato la sua voce grazie agli mp3 e ho provato un grande conforto, una grande serenità. grazie di cuore.

    la mia speranza è che qualcuno mi comprenda. sono una studentessa universitaria di 27 anni e ho necessità di stare un po meglio per poter ultimare gli studi… gli esami che avrò a breve mi sembrano impossibili da affrontare…. ma spero che qualcosa cambi..

    tanti auguri a tutti..

  30.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    26 dicembre 2010 | 17:20
     

    Benvenuta Chiara!

    Come hai compreso bene tu: chi ha vissuto la medesima sofferenza, perchè ha conosciuto direttamente l’ attacco di panico, può comprendere pienamente la persona che ne è stata colpita.

    Qui sei nel posto giusto!

    E’ importante che scegli con costante determinazione di non proiettare più quel terribile senso di smarrimento, che appare durante l’attacco di panico e che sembra diventare quasi permanente, nel tuo futuro.

    Aggrappati, come puoi fare quando abbracci il tronco forte di un albero, alla tua meta di laurearti, superando uno dopo l’altro tutti gli esami, che ancora ti restano per completare questo bellissimo ciclo creativo.

    Non dare sbirciatine nella porta di Barbablù, come scrivo nell’ articolo, che trovi qui

    Guarda con fiducia alla conclusione dei tuoi studi e non occuparti del “nemico”, che è invisibile e può ritornare nel nulla!

  31.  
    roberta
    26 dicembre 2010 | 17:59
     

    Ciao a tutti amici del giardino e buone feste…

    Per qualche tempo sarò via ma vi porterò nel mio cuore, mi mancherete ma so anche che sarete tutti con me.

    Annalisa non ti scoraggiare mai, non temere, non temere, è solo un piccolo momento buio, coraggio, passa, passa e vedrai….

    Amici tutti, vi penso, siete grandi e insostituibili compagni di viaggio, auguro a tutti voi, alle vostre famiglie tanta serenità e gioia per il nuovo anno, ci risentiremo presto.

    Un abbraccio speciale a Laura, la nostra guida, auguri di cuore per la tua vita, tanta gioia, saliute e serenità.

    Roberta

  32.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    26 dicembre 2010 | 20:38
     

    Grazie Roberta!

    Mentre sei in vacanza, che ti auguro sia per voi tanto serena e ristoratrice, ti risponderò nel vialetto del nostro Giardino Blog dedicato alle Mamme con gli attacchi di panico, sul significato del concepimento consapevole e del perché alcune volte il bambino, atteso con tanto amore e tanta dedizione, ritarda a venire.

  33.  
    eddi
    27 dicembre 2010 | 10:12
     

    Cari amici,

    anzitutto Vi auguro che la giornata Vi sia propizia.

    Scrivo poiché volevo invitarVi a rileggere con cura quanto scritto dalla nostra cara dottoressa Laura nell’ultimo post. L’ho letto e mi ha estasiato.

    Si tratta – come potete constatare – di una pagina tra le piú delicate che io abbia letto negli ultimi tempi, per soavità, capacità di osservazione, linguaggio semplice ma efficace.
    Insomma, se la poesia è – ed è – creazione di immagini, questa che Vi evidenzio di seguito è poesia (intesa in senso sostanziale).

    Complimenti a Laura e un abbraccio a tutti (Laura compresa, ovviamente!).

    Rileggiamo insieme dunque:

    la pioggia scende sottile e bagna la neve caduta nei giorni scorsi, le cinciallegre, i frosoni, i pettirossi, le cince bigie volano a prendersi un semino di girasole, che li attende sul davanzale della finestra.

    Stanno in fila tutti ordinati sui rami del carpino che si potende verso la casa e aspettano il loro turno.

    Soltanto quando nevica si agitano un po’ e cinguettano forte, mentre scendono lenti i fiocchi bianchi arriva anche il picchio rosso, che rimane aggrappato per tanto tempo alle palline di grasso con dentro i semi misti, che appaiono improvvisamente piccolissime sotto il becco grande: il suo “toc, toc, toc “si sente anche se la finestra è chiusa.

    I due gatti scrutano tutta questa piccola e allegra compagnia di uccellini da dietro la finestra, muovendo la testa di qua e di là, seguendo ogni battito d’ali, ma poi preferiscono sdraiarsi al caldo del fuoco della stufa.

  34.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    27 dicembre 2010 | 13:27
     

    Grazie Eddi per la tua generosissima stima!

    Qui ho messo le immagini vere degli uccellini, che si affollano sui rami del carpino, sotto i fiocchi di neve, come in un piccolo e ordinato grattacielo naturale a più piani…

    clicca qui per guardarle

  35.  
    anna lisa
    27 dicembre 2010 | 20:48
     

    SALVE AMICI…. che delusione sono in pieno delle mie crisi di ansia xche’!!!!!!

    stavo bene avevo quasi ripreso la vita…..ed ecco il mio fisico ancora una volta e’ venuto meno da un blocco alla schiena la mia ansia e’ a 1000000….

    sto male il mio corpo non va ho dolori continui da pertutto e forti sbandamenti e un morale di nuovo sotto terra con sbalzi di umore…
    mi dispiace tanto tantissimo x la mia bimba x mio marito x mia mamma che mi vedono cosi’, in questi giorni ho consultato un osteopata dice di potermi aiutare ma ho poca fiducia, xche’ ho buttato soldi tanti soli tra sedute da psicologo dottori vari anche se il panico non e’ piu’ tornato xfortuna, ma vivo con un’ansia incredibile basta un pikkolo intoppo x ricadere ne baratro!

    sono stanca tantissimo dottoressa cosa posso fare?

    mi sono rimasti solo gli psicofarmaci ma so che se li prendo il mio grande sogno di ritentare in una gravidanza dovro’ abbandonarlo!

    il mio corpo mi manda messaggi ma non capisco, cosa devo fare cosa vuole dirmi cosa faccio che il mio fisico non accetta…..

    la prego dott.ssa mi dia un consiglio……

    so che anche se prendero’ i farmaci psico intendo non e’ detto ke la mia ansia scompari ma almeno no avverto tutti questi dolori questi continui blokki alla schiena, ho tanta paura tanta delusione sconforto angoscia……

    ancora una volta chiedo un suo consiglio dott.ssa lei puo’ capire in pieno il mio stato ,

    un abbraccio forte

  36.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    27 dicembre 2010 | 21:41
     

    Cara Anna Lisa,

    quando siamo preoccupati tendiamo a vedere tutto nero e la nuvoletta buia oscura la fiducia in noi stessi, nel nostro corpo – che in questi giorni è come se ti avesse tradita con i forti dolori alla schiena.

    Quando stiamo male fisicamente dimentichiamo le nostre mete, i nostri successi, non vogliamo più andare avanti.

    Tutto ci costa fatica, le sfide che, fino a poco fa ci davano la grinta per cavalcare la vita, perdono il loro peso e il loro significato.

    Anna Lisa, si è aperta la porta della crisi.

    Senti che non ce la farai, che non c’è niente e nessuno che ti potrà aiutare a venirne fuori e in più hai paura a mostrarti così “acciaccata” in famiglia.

    E’ importante che accetti fino in fondo di essere piombata dentro il pozzo scuro della crisi, da dove non riesci a vedere nè la luce del sole, nè delle stelle, che per fortuna continuano a brillare, anche se non le vedi.

    Il segreto per uscire dalla crisi è continuare a fare quello che stavi facendo, è rialzati quando, inevitabilmente come succede a tutti, cadi giù e continuare…..a camminare nella direzione che ti eri data.

    Un piccolo e fastidioso dolore del corpo, che ha sempre un’origine in un eccesso a cui l’abbiamo sottoposto oppure a una forzatura che abbiamo prolungato per molti mesi, dovuta a uno stile di vita diventato troppo frenetico, non può alterare la tua dimensione emozionale, generando tanta inutile ansia.

    Il problema si affronta a livello del problema.

    Un mal di schiena si affronta a livello della biologia, insieme a un medico ortopedico, a un osteopata, a un fisioterapista.

    L’ansia si mitiga con una nuova visione del tempo, non più legata al ticchettio frenetico dell’orologio, ma dilatando i minuti, le ore con il rilassamento, cercando la calma, il silenzio.

    Ti può aiutare ridimensionare le tue mete attuali, fare un piccolo passo indietro, se necessario.

    Poi, quando starai meglo fisicamente, tornerai con entusiasmo a scalare le montagne!

  37.  
    luisella
    27 dicembre 2010 | 22:31
     

    Vorrei aggiungere un commento per Anna lisa.
    Alla recita ci sei andata però giusto? devi usare quella forza che dall’interno ti ha portato seppur con fatica alla festicciola di Natale.
    Ti posso capire benissimo. Io ho 38 anni e quattro bambini, due dei quali avuti quando già avevo avuto il primo episodio di ansia.

    Onestamente ti devo confessare che in gravidanza sono stata meglio.
    Complici gli ormoni che ti rilassano la muscolatura, più attenzioni da chi ti sta intorno, vita meno frenetica danno il loro frutto.
    E poi nessuna depressione post parto, garantito! Almeno per me è stato così.

    Cerca di non vedere troppo in là, fai un passo alla volta e vedrai che nel momento che avrai il bambino tra le braccia sarà la tua vittoria più grande.
    Ne vale la pena.

    Qualche ansiettina qua e là ma la gioia che ne ricaverai non avrà eguali.
    Ti abbraccio.

    Luisella

  38.  
    Mattia
    27 dicembre 2010 | 23:45
     

    Buonasera dottoressa, buonasera a tutti.

    sono nuovo del blog, ma vi seguo comunque da un po di tempo e ho letto il suo libro panico vinto, cara dott.sa.
    ho 24 anni e soffro di ansia e Dap, e da ormai un anno a questa parte la mia vita è cambiata, non riesco più ad andare all’università
    non riesco a stare tra la gente, non riesco a stare lontano da casa, perchè ancora credo ai sintomi dell’ansia e del panico.ho timore della gente,
    mi sento vulnerabile, penso che la gente possa pensare che c’è qualcosa che non va in me,quando sono in giro ho timore di incontrare qualche conoscente
    è come se dovessi sempre essere perfetto e all’altezza di ogni situazione, come se non mi fosse concesso di sbagliare,

    in questo periodo però , anche attraverso la psicoterapia, sono diventato molto più consapevole, ho potuto comprendere il passato
    e capire cosa ha scatenato i primi attacchi di panico, non capisco perche allora oggi, pur avendo compreso cosa sono gli attacchi di panico,
    da dove nascono, come mi devo comportare con i sintomi, ecc non riesco ancora a fare a meno di pensare al futuro con la macchia e il ricordo
    dell’ansia e del panico, come se avessi paura a rinunciarci, come se fosse uno scudo che mi difende, mi protegge, come se non potessi vivere
    senza.è come se l’ansia mi tenesse in guardia dalle persone, dalla possibilità di essere notato,quindi giudicato.e dalla possibilità di crescere,
    di diventare adulto e autonomo di lasciare il “nido”dove mi sento protetto ma insoddisfatto.

    dottoressa, io voglio tornare ad andare all’università, voglio finire gli ultimi esami e laureartmi.

    le chiedo un consiglio.

  39.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    28 dicembre 2010 | 00:58
     

    Caro Mattia,

    è molto importante che tu concluda con la meritata laurea il tuo ciclo di studi e che tu rimanga concentrato, in modo intenso e appassionato, sui libri e sugli esami.

    Parallelamente a questo impegno di studio, ti occupi di risolvere a piccoli, ma costanti passi, l’ansia, la leggera fobia sociale e gli attacchi di panico, con tutti gli strumenti che hai già a tua disposizione.

    Ho completato questa risposta con l’articolo: “L’attacco di panico e la paura degli altri: voglio diventare invisibile!” ( clicca qui per leggere )

  40.  
    Luigi
    28 dicembre 2010 | 15:31
     

    Salve Dott.sa
    La paura, è ormai da 15 anni una compagna non voluta che mi segue in ogni mio girno. E’ accaduto un giorno per caso mentre a piedi tornavo a casa, fu il mio primo attacco di panico.

    Da li ce ne furono molti altri e così mi rintanai in casa, inizialmente non capivo, avevo bisogno di qualcosa di sicuro e di certo per difendermi e per realizzare ciò che mi stava accadendo, poi una volta compreso il problema, si presentò una seconda compagna, la speranza. In sostanza sono sempre in compagnia della paura che fa a botte con la speranza e viceversa. Il desiderio di superare la paura è sempre forte ma è una lotta dura, a volte ce la fai, altre no.

    Non ho ancora superato tutte le mie paure e credo a volte che non ci riuscirò mai, ma sono tornato ad uscire, in compagnia di altre persone, non ho alcun problema a fare le cose, ho anche preso diverse volte l’ aereo. Da solo invece ho grosse difficoltà ad affrontare i tragitti che non conosco è infatti per me è molto difficile viaggiare solo, il pensiero di affrontare dei luoghi che non conosco mi mettono in seria difficoltà. Ad esmpio se devo andare da qualche parte in macchina, se conosco le strade non ho particolari difficoltà e ci vado, non accade la stessa cosa invece se devo andare in un luogo che non conosco, soprattutto se non conosco la strada, ho paura di trovarmi in difficoltà e di chiedere aiuto.

    Non posso arrendermi a questa idea, questa cosa mi fa vergognare parecchio e non mi fa sentire una persona NORMALE.

    Questo è il mio più grosso tarlo, io che non accetto questo mio limite e quindi gli altri che non accetteranno mai Luigi.
    Come si esce da questa situazione mi chiedo?, l’ unica via d’ uscita mi sembra quella di affrontare la paura e prendere l’ autostrada per chissà quale meta, ma chi vincerà ? la paura o la speranza? speranza che tutto possa andare per il verso giusto. Io ho fiducia che ciò possa accadere, ma non so ancora quando prenderò Luigi per mano e lo porterò dove ancora non è mai stato.

    Grazie, anche solo per questo spazio, che ho conosciuto oggi.

  41.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    28 dicembre 2010 | 17:29
     

    Caro Luigi,

    comprendo molto bene lo stato di disagio che vivi quando non ti senti libero di viaggiare, da solo, in macchina, verso la tua destinazione.

    Sei una persona perfettamente normale, con un problema da risolvere e un limite da superare: guidare senza attacchi di panico.

    Mi chiedi : “Come si esce da questa situazione mi chiedo?, l’ unica via d’ uscita mi sembra quella di affrontare la paura e prendere l’ autostrada per chissà quale meta, ma chi vincerà ? la paura o la speranza? speranza che tutto possa andare per il verso giusto.”

    Non è saggio che tu parta in quarta, imboccando con ardore l’autostrada, verso mete sconosciute.

    E’ la paura del’ignoto, dei posti che ancora non conosci, delle stade che ancora non hai percorso che limita la tua autonomia.

    Forse quando eri piccolo nessuno è riuscito a prenderti per mano e a spiegarti come si fa ad andare verso il nuovo, con coraggio e con fiducia, senza paura dell’altro.

    Questa paura antica di ciò che ancora non conosci, oggi non va repressa sotto le ruote dell’automobile, ma va accettata pienamente.

    Puoi dire a te stesso: “Vorrei muovermi libero in ogni posto e invece ho paura dei tragitti nuovi, quando guido da solo!”

    Accetta che sia così.

    Importante è compiere i due passi successivi, il primo passo è quello di non alimentare questa paura, di non ingigantirla.

    Qui puoi dire a te stesso: “Ho una strana paura, ma non seguirò questo sentimento e mi dedicherò ad arrivare alla mia meta sereno e senza stress!”.

    Il passo seguente è quello di lasciar andare completamente fuori dal finestrino della macchina questa paura limitante.

    Puoi parlarti così:” Sento tanta paura, ora la lascio andare…la lascio andare…la lascio andare e rivolgo la mia attenzione al paesaggio, al panorama che vedo davanti a me mentre guido!”

    Leggi attentamente tutti gli articoli del Blog, ascolta gli Mp3, soprattutto quello intitolato “S.O.S. Vademecum Panico e studia attentamente il mio Libro-Ebook “Panico Vinto!”.

    Coraggio Luigi, avere la meta di superare una vecchia paura ti fa già sentire un po’ più libero!

  42.  
    chiara
    28 dicembre 2010 | 18:11
     

    Cari Mattia e Luigi, non sapete quanto vi capisco, avete riportato in maniera dettegliata tutto quello che mi succede tutti i santi giorni…

    Mattia, anche io ho molte difficoltà con l’università.. andare a dare gli esami mi sembra impossibile, non vado più a lezione in quanto sono andata via dalla città in cui stavo per studiare. li vivevo da sola e non volevo più stare da sola: la notte era impossibile dormire, piangevo e mi disperavo, cosi ho fatto ritorno a casa, nel mio piccolo paese. ora studio a casa ma non ho ancora avuto il coraggio di andare a dare un esame. ora a gennaio ne ho diversi speriamo di riuscire.

    Luigi, anche per me le situazioni nuove, sconosciute, anche le più semplici come fare 100 km in macchina da sola o prendere un aereo mi sembrano impossibili. la solitudine mi spaventa, il silenzio mi spaventa… dico sempre che il rumore è mio amico, le voci delle altre persone mi fanno compagnia… mi sono detta che sicuramente non sto bene con me stessa, non mi fido di me stessa, mi vergogno di me stessa, di questa situazione, di questi stati d’animo che mi portano pensieri negativi e che mi fanno sentire sempre più una nullità… e mentre vedo le vite degli altri scorrere davanti ai miei occhi mi rendo sempre più conto che la mia vita non la sto vivendo per niente.. la vivo all’1% sempre con questa maledetta paura che ormai è mia compagna di vita…

    però c’è sempre quella voglia e quella speranza di un cambiamento… è solo che non so da dove partire.

    ma la speranza quella non mi manca… e so che prima o poi cambierà la situazione.,.. ci credo fermamente…

    un abbraccio a tutti voi e un ringraziamento alla dott.ssa per questo spazio di condivisione, serenità e speranza.

  43.  
    ANNA LISA
    28 dicembre 2010 | 19:00
     

    GRAZIE DOTT.SSA ANCORA UNA VOLTA CON I SUOI CONSIGLI E’ RIUSCITA A FARMI STARE MEGLIO, FARO’ TESORO DI QUESTO SUO CONSIGLIO PER POTER RIMMETTERMI IN SALITA,
    MA VOLEVO GIUSTO SPECIFICARE UNA COSA, SO BENE CHE I DOLORI ALLA SCHIENA DEVO RISOLVERLI A LIVELLO DEL PROBLEMA MA E’ QUESTO IL PUNTO MI SONO BLOKKATA CON LA SCHIENA HO FATTO LA TERAPIA POI HO SEGUITO IL CONSIGLIO DI UN AMICO DI ANDARE DA UN OSTEOPATA INIZIATA LA TERAPIA CON LUI SONO RIPIOMBATA NEL TUNNEL LA MIA ANSIA DOPO E’ USCITA PIU’ VIOLENTA CHE MAI CON FORTI CAPOGIRI DA NON TENERMI IN PIEDI DOLORI ALLE OSSA E VADO IN PAURA E COSI SEMPRE ANCHE QUANDO LA MIA PIKKOLA STA MALE FACCIAMO LA TERAPIA PER L’INFLUENZA DOPO VERSO LA GUARIGIONE DELLA BIMBA VADO IN ANSIA MI SENTO SOFFOCARE DAI SINTOMI NON RIESCO A SPIEGARMI, ORA AVEVO RIPRESO QUASI LA MIA STABILITA’ EMOTIVA E FISICA STAVO BENE SE NON BENONE E’ SOPRAGGIUNTO IL BLOKKO ALLA SCHIENA HO CONTINUATO A TENERE DURO MA POI IL FISICO NON HA RETTO E SONO INIZIATI I SINTOMI TACHICARDIA MA SOLO QUALCHE COLPETTO OGNI TANTO COME SENSO DI PAURA PER QUALCOSA, DOLORI OVUNQUE GAMBE SCHIENA COME SE IL BLOKKO VOLESSE RIPETERSI E VADO IN PARANOIE INIZIO A PIANGERE E CI RICADO POI LE VERTIGINI FORTI E MI SENTO DINUOVO CON L’UMORE SOTTO AI PIEDI NON SO SE HO RESO L’IDEA…..E POI MI TOKKA RICOMINCIARE TUTTO DA CAPO, MA NON STO CONDUCENDO XNIENTE UNA VITA FRENETICA PURTROPPO IL LAVORO ANCORA NON L’HO RIPRESO STO A CASA CERCO DI DEDICARMI QUANTO PIU’ ALLA CASA LA CUCINA E LA MIA FAMIGLIA XCHE’ QUESTE SONO LE COSO CHE’ PIU’ ADORAVO FARE PRIMA DELLA BUFERA ASCOLOTO MUSICA X RILASSARMI MA TUTTO QUESTO NON BASTA NON CAPISCO COSA VUOLE DIRMI IL MIO CORPO NON VUOLE REAGIRE, SI HO CAPITO CHE IL PENSIERO PIU’ GRANDE E’ QUELLO DI AVERE UN FIGLIO UN SECONDO BAMBINO MA ADESSO CHE MI ERO DECISA DI RIANDARE DAL GINE PER POTERCI RIPROVARE, E DI FARMI PIU’ COCCOLE CONTROLLARE LA MIA ALIMENTAZIONE PERCHE’ L’ANSIA HA CONTRIBUITO AD ACCUMULARE QUALCHE KILETTO DI TROPPO, AVEVO PENSATO DI RIPRENDERMI PRIMA UN PO ANCHE FISICAMENTE E POI RIPROVARCI E ANCORA UNA VOLTA IL FISICO HA DETTO………. NO ANNA LISA STAI SBAGLIANDO STRADA………….. MA NON CAPISCO VERAMENTE SONO DELUSA DA ME STESSA NON NE VENGO A KAPO XCHE’?

    LUISELLA GRAZIE VERAMENTE DI CUORE X LE DOLCI PAROLI MI HAI FATTO COMMUOVERE MAGARI POTESSI PARLARE UN PO KON TE MI PIACEREBBE TANTO, VOLEVO DIRTI SI ALLA RECITA SONO ANDATA VEDI QUANDO SONO ANDATA ALLA RECITA ERA IL MOMENTO IN CUI AVEVO IL BLOKKO ALLA SCHIENA MA STAVO CERCANDO DI TENERE DURO I SINTOMI ERANO SOPPORTABILI POI L’ ANSIA E’ VENUTA FUORI ANCORA PIU’ VIOLENTA DA RIBUTTARMI A TERRA E CEDERE SOTTO OGNI PUNTO DI VISTA, PASSO PER PASSO STAVO CERCANDO DI AFFRONTARE OGNI SITUAZIONE FINO A SENTIRMI PRONTA DEL TUTTO ANCHE FISICAMENTE AD UN’ ALTRA GRAVIDANZA MA QUANDO IL FISICO VIENE MENO COME PUOI AFFRONTARE NOVE MESI E TU DEVI PRONTA XCRESCERE UN’ALTRA VITA DENTRO DI TE, E COME SAI SONO REDUCE DI DUE ABORTI E IL PENSIERO CHE POTREBBE RIANDARE MALE E SE SUCEDESSE AFFRONTARE UN’ALTRO ABORTO IN QUESTE CONDIZIONE BHE’ NON E’ COSA FACILE CREDIMI…PENSA CHE TUTTO E’ PARTITO DA LI’!!!!!!
    MA ULTIMAMENTE NON PENSAVO PIU’ NEMMENO ALL’A PROBABILITA’ DI UN ALTRO ABORTO VOLEVO RIPROVARCI NON MI IMPORTAVA, LA d DEPRESSIONE POST PART ANCHE QUELLA NON CI PENSAVO PIU’ ANSI PENSAVO ARRIVA LA DEPRESSIONE ME LA TENGO E LA CURO MA INTANTO HO RAGGIUNTO IL MIO DESIDERIO PIU’ GRANDE …. MA IL FISICO ANCORA UNA VOLTA MI HA DETTO NO! E LI VENGO PRESA DALLO SCONFORTO!
    TI RINGRAZIO LUISELLA TI ABBRACCIO FORTE CREDIMI ……….

    SOLO QUANDO LEGGO SUL BLOG IL LIBRO MI CARICO DI UNA FORZA INCREDIBILE MI CREDA IL FATTO CHE LEI E’ SEMPRE LI A CONSOLARMI E CONSIGLIARMI NEL MIGLIORE DEI MODI MI CREDA MI FORTIFICA E VADOI A AVANTI MI CREDA DI QUESTO NE SARO’ RICONOSCENTE X LA VITA DOTT.SSA MI HA DATO UNA FORZA INCREDIBILE CONOSCERE QUESTO BLOG E’ FANTASICO GRAZIE INFINITE.

  44.  
    Mattia
    30 dicembre 2010 | 00:01
     

    Cara dott.ssa
    grazie per la tempestiva risposta.
    E’ propio come dice Lei, appena mi accorgo di “sentirmi sbagliato” metto in atto dei comportamenti protettivi per mostrarmi “perfetto” e “perdo la naturalezza di essere me stesso” questo mi fa sentire falso e distaccato,scivolo nei modi di Essere, come dice nel suo saggio,e mi sento irreale ed è un atteggiamento che davvero detesto.
    grzie devvero dottoressa, del tempo e dell’amore che mette a disposizione, le auguro un sereno Anno Nuovo !!!
    Cercherò di mettere in pratica i suoi consigli

  45.  
    ele
    31 dicembre 2010 | 08:14
     

    carissimi amici fiori,e carissima e meravigliosa,gentile,generosa,e dolce dottressa Laura,……le feste di natale sono passate e x me sono state mooooolto pesanti……..

    gia’ da un mese prima insieme al terapeuta sembrava avessimo capito il nocciolo della mia storia:” cresciuta da una mamma iperprotettiva,ansiosa,ma xche lei stessa aveva avuto un trauma nel suo passato: mi fa malissimo ricordarlo e lo tenevo sempre nascosto…..HA PERSO una bambina di due anni prima della mia nascita,e quando sono nata io mi ha chiamato con lo stesso nome….insieme ai miei tre fratelli ero la regina,,e quando sono andata via dalla sua casa e della nostra citta,x amore e x la mia attuale famiglia,x lei si e’ riaperto la voragine,come e’ successo anche a me…..questi 25 anni sono stati x me un continuo disagio,sensi di colpa nei suoi confronti xche L’HO lasciata, e questo mi portava sempre a pensare che mi mancava la mia mamma,la mia famiglia di nascita,la mia citta’,senza godere mai di niente qui……ora comicio a capire che sono stati tutti pensieri sbagliati,la mia attuale famiglia e’ un regalo meraviglioso che iddio mi ha fatto e lo ringrazio ogni giorno,certo se fossi rimasta nella mia citta’ sarebbe forse stato diverso,chi lo sa,ma e’ tempo che dica basta a tutti questi SE,COME e QUANDO…….e ora che pensi alla mia vita ora QUI,momento x momento,giorno x giorno,anche perche la vita non ti da tempo….
    mentre cercavo di ragionare in questo modo cercando di riprendere la salita,patapumbeteeeeeeee….mia madre ha rischiato la vita………oggi dopo un mese sta meglio……..
    ma la mia vita e mia storia mi e’ apparsa tutta velocemente davanti e ho capito da dove mi arriva tutta questa paura….
    LA PAURA……mia compagna perenne……
    anche oggi,ANCORA oggi,….in ogni momento della giornata….
    qualunque cosa io faccia,ho sempre come una labirintite,non ho mai l’equilibrio,e…….purtroppo ancora oggi non sono libera ……
    pensate che quando mio marito e’ fuori x lavoro che manca qualche giorno io ricado in un vortice,come ora……..e’ mancato 5 giorno e ……ho cercato di affrontare il problema senza fare capricci,pensavo addirittura che forse finalmente mi avrebbe fatto capire che e’ ora di reagire…..INVANO…….sono stata malissimo,mi sentivo sola,impaurita….lasciamo perdere,ora sto cercando intanto di recuperare la fiducia in me e la forza fisica xche mi e’ venuta meno,quando quella pura stupida ti assale sapete quanta fatica toglie…..
    dulcisinfuna il 24 la mia cagnolina che vive con noi da 14 anni ci ha lasciato …….e’ stata una fortissima emozione,ma lòa sento ancora con me,in giro x casa e……..

    GRAZIE DOTTORESSA X AVER CONDIVISO CON NOI LE IMMAGINI INCANTEVOLI DEGLI UCCELLINI SUI RAMI PIENI DI NEVE,RIEMPIONO L’ANIMA……

    N.B. x natale avevo messo un link x un video x gli auguri di natale ,ho visto che e’ stato cancellato…perdonatemi,non sapevo di fare un gesto non ben voluto,non succedera’ piu’.

    oggi’ un altro anno se ne va,ma io sono rassegnata……
    e comunque x voi …..
    Auguro.

    Ad ogni lacrima
    di abbracciare un sorriso.
    Ad ogni sogno il suo traguardo.
    Ad ogni tormento un po’ di pace.
    Ai politici un po’ di buon senso.
    Alla guerra la pace.
    Al l’affamato del cibo.
    Alla solitudine un po’ d’amore.
    Alla disperazione la speranza.
    A chi non crede
    di credere nella vita.
    A tutti quanti un magico 2011
    fatto di traguardi dell’anima
    di pace e tanta tanta
    serenità nel cuore.

    UNO X UNO VI STRINGO X MANO CON LE LACRIME AGLI OCCHI……..E….GRAZIE…….dal profondo del mio cuore .

    GRAZIE LAURA

  46.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    31 dicembre 2010 | 14:20
     

    Grazie Ele,

    per la bella poesia che ci doni, per la tua sincera condivisione, per la dolce cartolina natalizia che mi hai inviato personalmente e che mi ha dato tanta gioia, per il simpatico regalino, che avevi dedicato ai nostri Fiori, inserendo il link al video natalizio su YouTube.

    Il link è rimasto attivo per tutta la mattinata, fino a quando il web master, che veglia amorevolmente sul nostro Giardino l’ha tolto, per pure ragioni tecniche, per nulla estetiche.

    Grazie per il pensiero gentile!

    Mi dispiace molto per la perdita della tua cagnolina: donano tanto amore sempre fresco, tanto affetto e dolce compagnia i nostri amati animali con il loro ticchettio delle zampette sul pavimento, con i loro occhioni felici e interrogativi, con il loro entusiasmo sempre zampillante, con il loro cuore grande, grande, con la loro fedeltà preziosa e unica.

    Mi dispiace tanto per l’incidente capitato improvvisamente alla tua mamma: vi auguro che possa diventare un’occasione per incontrarvi con nuove comprensioni e rinnovato affetto.

    Comprendo il tuo dolore e ti sono vicina.

    Cara Ele, spesso tendiamo a riporre nel futuro i nostri desideri e i nostri sogni, ci auguriamo, con speranza, di avere una bella famiglia, una casa stupenda, un buon lavoro.

    Dal passato invece tendiamo ad allontanare e a voler dimenticare le tristezze di quando eravamo piccoli e abbiamo sofferto per le ferite e le incomprenioni ricevute.

    Tutto questo mondo passato rimane lì, a generare ansia e dispiacere nella nostra vita attuale, in attesa di venire compreso e perdonato, in attesa di fare pace con i vecchi eventi dolorosi e con i nostri genitori.

    A volte però fa bene rimanere nel presente, ammirare quello abbiamo già conquistato, essere contenti perchè abbiamo già tutto quello che ci serve e che siamo certi, passo dopo passo, pezzettino dopo pezzettino, potremo rendere migliore!

    Ti auguro un nuovo anno fortunato, ricco di belle sorprese – anche a quattro zampe- e tanta pace nella tua vita quotidiana!

    Ti auguro di ritornare a essere la regina della tua vita, libera di esprimere te stessa!

  47.  
    Michele
    31 dicembre 2010 | 17:37
     

    Carissimi, meravigliosi Dottoressa e Amici-Fiori,
    fra poco più di sei ore daremo il “benvenuto” ad un nuovo anno, sempre con la speranza che porti con sé una ventata di felicità, un soffio di fortuna, e tutto il resto.

    L’anno che sta per concludersi ha effettivamente portato con sé, per me, molte “novità”, alcune molto belle ed altre molto brutte. Molte sorprese, ma anche molte delusioni. Molte ricadute, ma – e questo è il bello – altrettante risalite. Insomma, in un percorso di alti e bassi, ho cercato di mettere in pratica quel che mi è stato sempre insegnato e ripetuto più volte: imparare dai propri errori, non interpretarli come sconfitte, ma come un incentivo a migliorare se stessi e a far bene la volta successiva, senza però mai forzare. In altre parole: non arrendersi, neanche quando sembra abbattersi una catastrofe su noi stessi.

    Con queste poche righe, desidero con tutto il cuore augurarvi uno splendido…ma che dico, qualcosa di più più più grande…insomma, un anno davvero stra-pieno di felicità, serenità, armonia, amore e…tutto quel che dalla vita si possa desiderare!

    Un anno di svolta, definitivo, soprattutto, con una netta vittoria su quella birbante di una paura!

    Come scrive il nostro saggio eddi: “non abbiate paura, e non abbiate paura d’aver paura”!

    Un abbraccio immenso, Dottoressa ed Amici cari!

  48.  
    chadisja
    1 gennaio 2011 | 03:21
     

    Buon Anno a tutti i fiori di questo splendido giardino.
    Un anno all’insegna dell’ottimismo, per nn perdere mai quella strada che costruiamo giorno dopo giorno.
    Auguri a tutti.

  49.  
    claudia
    1 gennaio 2011 | 03:46
     

    Auguro a tutti noi di trovare finalmente la nostra strada ,auguro il coraggio per affrontare i nostri fantasmi,la consapevolezza per vivere tutto nel modo giusto e l’amore che e’ il motore della vita e grazie al quale siamo tutti qui uniti a tenerci per mano a sostenerci..che il 2011 sia per tutti noi un anno fantastico!!

    Grazie di cuore dottoressa per tutto quello che fa e che ci da lei e’ un sostegno per tutti noi,le parole che ha dedicato a mattia e luigi sono state importantissime per me,anch’io mi sento sempre inadeguata e fuori luogo e ho talmente paura che gli altri se ne accorgano che inconsciamente mi fa fare o dire cose che non mi appartengono e grazie a lei ho capito che non devo piu’ farlo,devo accettarmi e mostrarmi per come sono!

    La prossima settimana devo andare a un matrimonio e gia’ i miei campanellini si sono messi in moto per mettermi in difficolta’ mi dico”si accorgeranno di certo che ho qualcosa che non va!”..poi non ci sara’ nemmeno mio marito che e’ fuori per lavoro..vabe’ non ci pensiamo..
    In questi giorni e’ successa una cosa che mi ha lasciato un po’ di amarezza e mi ha portato di nuovo a non avere fiducia nel prossimo,ero in un grande negozio a due piani ,per salire c’era solo la scala mobile ma mia madre(che ha sofferto di dap)ha la fobia delle scale mobili e non riusciva a salire,allora abbiamo chiesto gentilmente ad un commesso se si potesse fermare non vi dico la sua faccia ci ha guardato come fossimo marziane e ha esclamato “guardate che non succede niente se salite”dopo varie insistenze l’ha spenta e siamo salite;al momento di scenedere si e’ presentata la stessa situazione solo che questa volta c’era una commessa molto sgarbata che ha detto “si la fermo ma prima facciamo passare tutti gli altri “e ad ogni cliente che scendeva diceva le signore aspettano perche’ non riescono a scendere hanno paura!Vi giuro che ho provato una rabbia,un disgusto incredibili..

    per questo amo tanto il nostro giardino noi che ci commuoviamo per i successi degli altri,che soffriamo per le loro sconfitte e piangiamo perche’ il caro michele e’ riuscito a salvare un cagnolino..

    sono queste le emozioni di cui ho bisogno e per le quali amo la vita !!

    Buonanotte a tutti

  50.  
    Landrea
    1 gennaio 2011 | 19:24
     

    Cari bei fiori, che bello leggervi, manco da qualche giorno e mi son ritrovato a leggere tutto d’un fiato le vostre imprese, qualcuno ha incontrato qualche scoglio, qualcuno è scivolato lungo il cammino e qualcuno si è rialzato in piedi!

    E’ bello comunque poter vedere, e qui non uso più la parola leggere perchè le vedo proprio, persone che pur non conoscendosi si aiutano a rialzare da una brutta caduta o da un periodo difficile….persone che nonostante siano in un periodo difficile non esitano a tirar su di morale un altro…o persone che già camminano a passo sicuro che non esitano ad aiutare chi è appena caduto, dando semplici e dolci consigli…..siete speciali!

    In questo primo giorno dell’anno ho riletto questo nuovo articolo e ho deciso di rispondere alle domande che la nostra dolce dottoressa ha preparato per noi..

    1) Che relazione senti tra l’attacco di panico e il tempo?

    Credo che il tempo abbia una stretta relazione con gli attacchi di panico. Nel mio caso è stato il tempo ad instaurare quel meccanismo di “evocazione della paura” in me. Mi spiego meglio: stavo per laurearmi, era un periodo carico di stress, e a un certo punto mi sono trovato dentro a un vortice, avevo paura di di non riuscire a finire in tempo…Da lì è partito tutto, da lì ho inanellato una serie di paure, come fossero le tesserine del domino, paura di non farcela-paura di non essere all’altezza-paura di farmi sfuggire la vita-paura della vita-paura di deludere i propri cari…..Ancora oggi, che sto meglio e ho capito diverse cose di me, mi capita di sentire quella sensazione di frustrazione collegata al tempo. Per esempio, quando sto facendo un lavoro che richiede molta concentrazione, cado ancora spesso in quel vortice, mi sembra che il tempo corra molto più veloce di me, e che tutto quello che posso fare sia solo vedermelo scorrere davanti. Come riesco a tirarmi fuori da questo vortice? Mi fermo. Penso che in fondo il tempo sia relativo, mi concentro su quello che devo fare. Poi faccio leva anche sulla più piccola conquista per ritrovare fiducia.. e conquista dopo conquista riesco a tirarmi fuori!

    2) Quando parli del tuo attacco di panico senti che gli altri esseri umani hanno poco tempo per te?

    Sì, a volte succede. Non so se c’entra con questa domanda, ma mi succede anche in modo più generico. Molto spesso quando parlo con persone con cui non ho confidenza, o anche in pubblico, e più raramente anche con persone più care, ho come la sensazione che chi mi ascolta non abbia tempo per ascoltarmi, e tutto questo mi porta ad “accelerare”, a cercare di spiegare più in fretta, e il tutto mi porta un po’ d’ansia.. A volte vorrei fare come quando scrivo. Fermarmi, prendere una pausa e poi riprendere!

    3) Senti che quando eri piccolo la tua mamma aveva poco tempo da dedicarti per giocare con te, per ascoltarti e per coccolarti?

    Quando ero piccolo ho avuto la fortuna di avere mia mamma vicina, certo era comunque impegnata, ma appena poteva riusciva a dedicarmi del tempo, per farmi giocare, o semplicemente per ascoltarmi. Ancora adesso abbiamo dei momenti spontanei in cui sembriamo paziente e psicologo, a turno uno ascolta e l’altro parla liberamente, si apre, sono per me dei momenti belli!

    Bene cari fiori, dopo aver ripetuto un po’ di volte la parola tempo è arrivato il tempo di salutarvi! Vi auguro semplicemente di riuscire a rendere prezioso il vostro tempo, e come scrissi una delle prime volte in cui mi affacciai in questo blog,

    vi auguro per il nuovo anno che le vostre paure si rinchiudano in bolle di sapone, e che possano volare lontano…certo, le bolle sono delicate, a volte scoppiano prima di prendere il volo, ma in fondo il loro contenuto non può farci male, perchè si tratta solamente di aria!

    Vi abbraccio!!!

    L-Andrea

  51.  
    Nic
    2 gennaio 2011 | 13:59
     

    L’augurio di un Nuovo anno di vittorie , di stare bene e fare cose che veramente ci fanno stare bene!
    Un abbraccione a tutto tutto il giardino e alla cara Dottoressa Laura con
    affetto

    Nic

  52.  
    Mattia
    2 gennaio 2011 | 16:13
     

    cara dottoressa il consiglio che mi ha data è stato molto utile.

    mi sono accorto che dietro il mio voler apparire perfetto c’è la paura e il timore del giudizio degli altri, che mi suona come un rimprovero, come
    quando mi comportavo diversamente da come volevano i miei genitori ( sempre educato con tutti,non farmi fare brutta figura,comportati bene ecc), quindi oggi faccio di tutto per evitare di essere criticato e di conseguenza rivivere quelle brutte emozioni di inadeguatezza, ma non posso evitare di uscire,di fare la mia vita,di mettermi in gioco, di sbagliare, di esprimere le mie emozioni solo per questo.come posso comportarmi?come posso accettare l’idea di essere magari anche criticato, come posso non farmi ferire da una osservazione una critica o una disapprovazione e non sentirla necessariamente come un attacco personale?come posso accettare di sbagliare, di dire una sciocchezza. di fare una brutta figura, senza vivere il tutto come una catastrofe?

    grazie infinite dott.ssa

    un abbraccio

  53.  
    Nic
    2 gennaio 2011 | 21:24
     

    Grazie molte, Eddi, per le tue parole, è che non è facile passare ai fatti.
    Michele, sei straordinario, sono contenta per la tua grande vittoria sul nostro nemico…
    Dottoressa, complimenti per le meravigliose foto degli uccellini sui rami innevati!

    Un abbraccio
    Nic

  54.  
    manuela
    4 gennaio 2011 | 19:55
     

    Buonasera cara dottoressa!

    Il suo libro è stato il miglior regalo di Natale che mi sono fatta negli ultimi anni, la volevo ringraziare moltissimo per l’aiuto che ci fornisce.

    Potrebbe darmi qualche consiglio, in seguito a un periodo di forte stress, ho comicniato a soffrire di attacchi di panico disturbi del sonno, incubi. Fino al quasi chiudermi in casa, per evitare questi attacchi, sono andata dalla psicologa, poi dal psichiatra, prendo delle gocce di lexotan ma ho rifiutato gli antidepressivi! A parte un integratore naturale, potrebbe darmi qualche consiglio per affrontare l’ansia anticipatroia (purtroppo anche di piccole cose!) e magari anche sul come tornare sui luoghi dove ti è preso l’attacco di panico.

    Comunque cara dottoressa, mi ha aiutato più il suo prezioso libro che la psicologa (ho fatto sette sedute e gli attacchi aumentavano) e lo psichiatra.

    Mi consigli, ho anche un bimbo piccolo e vorrei tornare ad essere la Manuela di prima.

    La ringrazio e la abbraccio fortissimo!

  55.  
    manuela
    4 gennaio 2011 | 23:51
     

    Ho dimenticato anche di dirle dottoressa, che gli attacchi sono stati preceduti da uno shock e da un distacco, lo psichiatra mi ha detto che soffro di sindrome ansioso depressiva a sfondo fobico (sono un pò ipocondriaca!). Può darmi qualche consiglio……Grazie!

  56.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    7 gennaio 2011 | 18:05
     

    Cara Manuela, mi chiedi:


    “…potrebbe darmi qualche consiglio sul come tornare sui luoghi dove ti è preso l’attacco di panico.”

    Una chiave utile da usare, quando devi per forza tornare nei luoghi dove sei stata colta dall’attacco di panico, é quella di arrivare di fronte alla “vecchia realtà”, che ancora credi abbia il potere di spaventarti, con un approccio nuovo, con la nuova consapevolezza che hai acquisito comprendendo più in profondità la natura del panico.

    Non ritorni lì, in quei luoghi, come ci arrivava la “Manuela di una volta”, ma porti con te, con amore e con rispetto, anche quella parte insicura di te stessa, alla quale parli con parole nuove, alla quale racconti come sei cambiata, come sai affrontare con fiducia tutto quello che allora non sapevi fare.

    Guardi te stessa diventata più matura, più “grande” , che ora può scegliere di non aprire la porta della paura e può andare diritta per la sua strada, senza inutili pesi.

    La nuova forma non rispecchia più la forma vecchia, è diventata uno stampo che non duplica più la tendenza sbagliata, che ti faceva cadere inevitabilmente dentro i “malefici meccanismi”.

    Permettiti interiormente di sentirti cambiata e contatta la forza che deriva dal guardare le cose con nuovi occhi, con comprensioni più profonde.

    E’ un po’ come tornare nella casa dove hai vissuto da bambina e ritrovare i vecchi vestitini di quando eri piccola, che oggi non ti vanno più bene, che adesso non puoi più indossare.

    Li guardi con tenerezza, li accarezzi con affetto, consapevole che non ti servono più, che li puoi abbandonare, mantenendoli vivi nel tuo cuore solamente come ricordi dei tempi passati.

  57.  
    roberta
    8 gennaio 2011 | 14:02
     

    Ciao a tutti amici del blog e BUON ANNO visto che ancora non l’avevo detto !!!

    Ho letto tutte le vostre testimonianze e le risposte della dottoressa, così non ho perso nulla durante la mia assenza.

    Do il benvenuto a Mattia, Luigi, Chiara, Marta, ben arrivati e saluto tutti gli amici più “vecchi”, Eddi, Michele, Claudia, Nic, Ele, Annalisa, Luisella, Landrea, Chadisja,ecc… ed un saluto speciale alla cara Dott.ssa Laura.

    Mi colpisce sempre il nostro dialogare anche senza conoscerci, il nostro stare assieme, aprirci e poi attendere le risposte, i consigli e i punti di vista degli altri.

    Mattia, sai che mi sento anche io di dover essere sempre perfetta…ti capisco molto, leggo nelle tue parole un aspetto di me stessa che vivo esattamente come lo vivi tu, quindi grazie per la tua testimonianza.

    Michele, sei come sempre un’iniezione di positività che mi fa sempre bene, grazie !

    Landrea che belli gli auguri che ci hai fatto:vi auguro per il nuovo anno che le vostre paure si rinchiudano in bolle di sapone, e che possano volare lontano…certo, le bolle sono delicate, a volte scoppiano prima di prendere il volo, ma in fondo il loro contenuto non può farci male, perchè si tratta solamente di aria!

    Grazie, hai reso l’idea e mi hai fatto venire voglia di fare tante tante bolle di sapone….è un ‘immagine davvero bella, mi ha colpito, grazie !

    Per Claudia : sei andata al matrimonio ? Sono certa che te la sei cavata bene, perchè non sei inadeguata, sei una persona coraggiosa, che sa prendere in mano la sua vita, sa ammettere di avere dei limiti e delle debolezze (come TUTTI) e saprai tirati su alla grande.

    Condivido il fatto che le parole della dottoressa per Mattia e Luigi sono dei grandi insegnamenti per tutti.

    Grazie ancora dottoressa e grazie a voi tutti, siete davvero belle persone.

    Roberta

  58.  
    eddi
    11 gennaio 2011 | 10:41
     

    Buongiorno, amici carissimi.

    Tutto bene? Spero di sí per Voi. Se per qualcuno le cose non sono ancora tornate a posto, ciò non fa da ostacolo a che ritornino: pazienza e costanza nei propositi producono esiti positivi.

    Scrive Nic rivolgendosi a me:

    «Grazie molte, Eddi, per le tue parole, è che non è facile passare ai fatti».

    Lo so. Quanto dici vale non soltanto per chi, come noi, è tormentato dal panico, e dalla paura del panico, e dalla paura della paura del panico… Mamma mia, che catena!

    Tradurre in pratica esortazioni e consigli sovente rimane nel limbo dei buoni propositi. Qual è il motivo?
    A mio parere, nel momento in cui la serpe dell’ansia s’insinua in noi, ecco che perdiamo la capacità di concentrazione:
    testa confusa, diplopia (a me capitava), vertigini soggettive, iperacusia… e tanta altra commendevolissimi compagni.
    Tutte cose che fanno perder la trebisonda.

    In quei momenti (drammatici, perché no?), altro che puntare l’attenzione sul fare questo o non fare quello, muoversi cosí o all’incontrario!… L’ansia sale, sale come un’onda che travolge.

    E dunque? Ci arrendiamo? Ma no! Ci mancherebbe…

    Il segreto è l’esercizio.
    Esercitarsi con costanza a non aver paura.
    E ci sono molti modi per farlo (leggere il libro di Laura è fondamentale).

    I momenti di scoramento non mancano. E’ nell’ordine delle cose.
    Ma è proprio in tali momenti che dobbiamo dimostrare a noi stessi di che stoffa siamo fatti.

    Forza Nic! Forza a tutti.

    Un abbraccio

    eddi

    ps

    Le foto di Laura mi hanno coinvolto assai.
    Come mai?
    Sarà perché il mondo animale mi commuove?

  59.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    11 gennaio 2011 | 12:10
     

    Caro Eddi,

    sai che quasi tutte le notti, a un’ora precisa, arriva la volpe Sissi, l’ha chiamata così l’ingegnere che abita nella casa vicina?

    I raggi della luna illuminano silenziosi la sua bella coda rossa, mente lei rimane immobile per alcuni minuti, che spero diventino lunghissimi, a fissare la luce della finestra.

    Chissà se riuscirò a mostrarla anche a te e ai lettori del nostro Blog, finora non ho mai osato disturbarla.

    La conoscenza dona sempre la forza per affrontare una nuova vita, libera dall’ansia e dal panico, che rumorosamente tenta di disturbare la nostra tranquillità.

    E’ ripetendo, giorno dopo giorno, quello che abbiamo compreso, che ricordiamo veramente e quella conoscenza diventa nostra.

    Ed è infine ricordando che riusciamo poi a passare all’azione, al “fare” e diventiamo abili, capaci di padroneggiare tutte le sensazioni e i sintomi disturbanti, facendoli scomparire dal nostro spazio di coscienza e dalla nostra memoria, fino a quando anche questo “fare” non servirà più, perchè abbiamo vinto!

  60.  
    Landrea
    11 gennaio 2011 | 21:46
     

    Grazie Roberta! a dir la verità era un augurio un po’ riciclaticcio (lo scrissi l’anno scorso!) però mi è venuto in mente e d’istinto con un sorriso l’ho riscritto, anch’io adoro l’idea della bolla di sapone!

    Cara Nic, e caro Eddi, e cari bei fiori, sono d’accordissimo con le parole del saggio e simpatico Eddi, l’allenamento mentale è fondamentale!

    Per farvi un esempio scolastico, quante volte mi succedeva di leggere un capitolo, una storia, un libro, e alla fine dire: “Sì, la sò!!” ……per poi accorgermi il giorno dopo di non ricordarmi niente di niente……
    Allo stesso modo, quando imparo qualcosa di nuovo, dal libro, dalle vostre esperienze, ho bisogno più che di ricordarmi di applicare, provare e riprovare.
    Credo che ci siano dei meccanismi che la nostra mente deve assimilare, non studiare a memoria, ma interpretare, applicare, fino a che non vengano usati con naturalezza….

    Un abbraccio gigante e buono studio a tutti!!! :-)

  61.  
    Landrea
    11 gennaio 2011 | 21:48
     

    a proposito di scuola, credo di essermi perso nei congiuntivi! :-)

  62.  
    manuela
    13 gennaio 2011 | 22:20
     

    Dottoressa cara, lei è proprio un vero tesoro, le auguro tutto il bene del mondo, cercherò di mettere in pratica i suoi preziosi consigli, le farò sapere presto, buon anno a lei e anche a tutti gli amici del blog!

  63.  
    manuela
    15 gennaio 2011 | 11:19
     

    Cari amici e cara dottoressa, credevo di cominciare a stare un pochino meglio e ieri ho avuto un nuovo attacco in un negozio ero con la mia famiglia e ho incontrato dei parenti, ho cercato di fermare i sintomi distraendomi, ci sono riuscita ma con moooolta fatica, non riesco a capire come mai, cerco a volte di aiutarmi col lexotan, e gli antidepressivi vorrei evitarli. Sempre con l’aiuto del lexotan, sono andata alla recita di mio figlio e affrontato anche altre piccole cose (per glialtri sciocche ma per noi che abbiamo questo disturbo, sembrano enormi). Come fate ad allenare la vostra mente così bene amici, consigliatemi! Vi abbraccio tutti.

  64.  
    manuela
    15 gennaio 2011 | 18:47
     

    Dottoressa e amici del blog, potreste anche darmi dei consigli sul come affrontare il panico quando ti trovi con alcune persone che magari conosci poco o con cui ti senti a disagio, a volte anche alcuni familiari come scrivo sopra.

  65.  
    martina
    17 gennaio 2011 | 19:52
     

    Cara dottoressa vorrei conoscerla. Forse ho dei contatti vecchi. Se ha la possibilità, le sarei grata se potesse rispondermi privatamente.Grazie

  66.  
    kappina
    17 gennaio 2011 | 21:35
     

    è la prima volta che entro in un blog, a dire il vero è la prima volta che mi avvicino a queto mondo.
    sono incuriosita da come funziona perchè convivo con questa bestia da ormai 6 anni. E mi sento quasi rassegnata.
    ogni volta è come morire.. e poi sopravvivo… da sola ho trovato la forza per ricminciare a guidare (putroppo spesso mi sono capitati in macchina) ma mi impietrisco di fronte a quel mostro bianco che al buio mi impedisce di vedere dove sono e cosa sto facendo,e i miei occhi cominciano a “vedere”di tutto…
    stanotte non dormirò tranquilla, c’è nebbia e domani all’alba sarà una nuova guerra da affrontare….

  67.  
    Sara
    18 gennaio 2011 | 15:55
     

    un abbraccio a tutti coloro che si trovano ad affrontare la paura. ho 23 anni e ho cominciato l’anno scorso a conoscere il panico. poi, sfogandomi, dicendo tutto ai miei, mi sono stati vicino. ho come pensato che potessi seguire i loro consigli e ce l’avrei fatta. in verità la situazione non era drammatica più di tanto. un attacco di panico sporadico. però poco a poco il pensiero fisso è svanito. ho ricominciato a vivere. da gennaio a settembre 2010 non ho più avuto un attacco. poi il crollo. ho cominciato verso ottobre ancora. attacchi sporadici. fino a giungere al crollo definito venerdì scorso. fino a venerdi gli attacchi erano sporadici, caratterizzati da ansia diffusa a seconda delle giornate. giovedi invece avevo un esame all’università, mi sono sentita male, ho cominciato a sentire certi sintomi e sono uscita dall’aula, l’esame l’avevo finito per fortuna. il punto è che il giorno dopo avevo un altro esame. stavolta neanche il tempo di sedermi in aula e stavo già male. mi sono dovuta ritirare. non potete capire cosa questo abbia significato per me. ho come capito di avere dei limiti. bene o male, finora, gli attacchi di panico non mi avevano mai impedito tanto. uscivo, senza particolari problemi. venerdì ho come subito un trauma. aldilà della rabbia provata perchè non ero riuscita a darel ‘esame, mi sono spaventata. mi sono detta: oh dio, ma allora non posso davvero fare ciò che desidero nella vita. il panico mi limita davvero. ho temuto il panico ancor di più. da quel giorno, venerdì scorso appunto, ho sviluppato la paura di uscire di casa. non so perchè. penso sia una diretta conseguenza del’evento traumatico. non riesco più a studiare (a febbraio avrei un altro esame, ma come faccio? solo aprire il libro mi ricorda il mio problema e non riesco a concentrarmi, senza contare che continuo a pensare di non riuscire a dare l’esame per colpa dell’ansia).da venerdì vivo con un’ansia addosso mai provata prima. costante. che mi fa sembrare di impazzire, ho paura di diventare matta, si sono aggiunte paure strane, assurde. e nei momenti di lucidità, definiamoli razionali che è meglio, sono consapevole dell’assurdità di certe paure. ma quando si presentano vivo davvero male. oggi per esempio, mi ero a decisa a comincaire a fare sport (dato che non faccio nulla) mi sentivo bene, sudavo e stavo bene. poi sono anche riuscita a preparare qualche schema di studio. ho pranzato e poi mi sono imposta di uscire di casa a portare a passeggio il cane, e dentro la mia testa l’ho vissuta come un: “ok, vediamo come va. vediamo se riesco ancora ad uscire”. e so che è sbagliato, perchè non avrei neanche dovuto formulare un pensiero del genere. il punto è che una volta fuori stavo bene, c’era il sole, mi sono anche data della scema per aver avuto paura. quando sono rientrata, mi sono seduta e ho razionalizzato quel che avevo fatto ho subito avvertito quel senso di estraneità, batticuore, sudorazione delle mani e mi sono detta, ancora più demoralizzata di prima: ma come, ho fatto movmento, ho liberato la mente, sono anche riuscita a studiare e cosa mi succede? ci credete che solo il pensiero di sapere di essere uscita per una passeggiata mi aveva agitata? mi chiedevo come fosse possibile essere riuscita a fare ciò, quando solo il pensiero mi spaventa. io non voglio chiudermi in casa, non ho mai avuto questo problema. come è possibile essere peggiorata così di colpo? sono tanto triste.

  68.  
    eddi
    18 gennaio 2011 | 19:39
     

    Un benvenuto di cuore a kappina e a Sara.

    Non abbatteteVi. Pian piano, con coraggio, pazienza, tanta pazienza, si riesce a uscire, a uccidere l’amico panico.

    Un abbraccio

  69.  
    Mattia
    18 gennaio 2011 | 20:25
     

    cara dottoressa volevo condivide con lei una mia esperienza, da dove penso sia nato tutto, l’ansia e il panico

    all’età di 17 anni, i miei genitori hanno avuto dei problemi coniugali(oggi risolti nel migliore dei modi !!),che hanno tentato di nascondere, pessimamente, a me e ai miei fratelli.ho vissuto quindi un lungo periodo dove l’atmosfera in casa non era delle migliori anzi e soprattutto con la paura che mio papà potesse andarsene e lasciarci SOLI.vivevo nell’insicurezza, con l’ansia che, nel momento che io ero a scuola o fuori di casa, mio papà se ne potesse essere andato, e contemporaneamente, quando invece ero in casa, con l’ansia e la paura che potesse succedere qualcosa,diverbio o uno sfogo di pianto da parte mie genitori ecc.

    passato questo momento, ho iniziato quindi a soffrire di ansia, che in qualche caso mi porta al “mini”attacco di panico, ad aver paura a stare fuori casa da SOLO e tra la gente,della SOLITUDINE, di affrontare da SOLO la vita e le sfide a cui ci sottopone.
    questa brutta esperienza mi ha fatto rivivere,penso, l’antica e forte paura di abbandono che avevo provato a 3 anni quando mi fecero un operazione chirurgica(banale come operazione, non come emozione) e dovetti lasciare la mano di mio papà,che mi accompagnava e mi stava vicino, per entrare in sala operatoria da SOLO
    e la paura che mi prendeva quando all’asilo, scoprivo che mia mamma se ne era andata, lasciandomi SOLO in mezzo agli altri bambini, senza dirmelo.
    dunque, penso che la mia mente abbia abbinato lo stare SOLO(lontano genitori) con la paura, come mi posso comportare ?

    grazie infinite :)

  70.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    18 gennaio 2011 | 21:21
     

    Complimenti Mattia ,

    la tua autoanalisi è molto profonda e trovo interessante la correlazione tra paura, tra attacco di panico e solitudine, che confermo.

    Hai ritrovato, camminando all’indietro nel tempo, gli episodi simili, tutti caratterizzati dalla sensazione di solitudine, derivata da un distacco, non voluto, non scelto dalle persone, che in quel momento rappresentavano per te, il punto di riferimento.

    La solitudine di quei momenti ti ha fatto sentire smarrito e traballante.

    Quella parte di te è rimasta inalteratamente così, quella parte sopravvive dentro di te anche oggi e chiede di essere vista, compresa e accettata.

    Quel “te stesso”, che in quei mpmenti precisi non ha più sentito la mano calda che lo teneva stretto, che lo rassicurava, ha vissuto tanta paura della vita e del mondo, quel “te stesso che si è sentito improvvisamente solo”, va accolto dentro il tuo cuore e portato sempre con te.

    Sarai tu oggi a stingere quella piccola mano.

  71.  
    Daniela
    19 gennaio 2011 | 16:27
     

    Buon giorno cara Dr.ssa Laura, buongiorno cari lettori vecchi e nuovi.

    Vedo che purtroppo c’è sempre tanta gente che soffre del nostro ormai noto attacco di panico e che tutti, più o meno con le stesse modalità, soffrono degli stessi disturbi, delle medesime limitazioni, quasi fossimo stati creati con lo stesso stampo.

    E invece la verità è che in comune abbiamo soltanto la sensibilità d’animo, per il resto io sono convinta che ognuno di noi sia un meraviglioso mondo a sè stante e che le problematiche di cui soffriamo nascano proprio dall’incapacità di scoprire e realizzare la nostra più intima natura che niente può aver a che fare con quella dei nostri genitori, parenti, amici, colleghi.

    Per me è stato così e quando leggo Manuela, Martina, Kappina, Sara, Mattia e molti altri prima di loro mi sembra di tornare indietro nel tempo e mi sembra impossibile, ora che mi è tutto chiaro, di aver potuto non vivere per lunghi anni.

    Vi auguro con commozione di riuscire a scoprire le risposte ai vostri mali dentro di voi quanto prima.

    Cara Dottoressa, vengo da un periodo triste, da un periodo decisamente sotto tono, complici anche alcune vicissitudini familiari.

    Il panico comunque non mi ha nemmeno sfiorato, il mio equilibrio interiore non ne ha sofferto, anzi, sono pronta a rialzarmi e a guardare avanti, anzi, in alto.

    Lei sa a cosa alludo e……. se ci riesco……lei sarà la prima a saperlo.

    Un abbraccio forte a lei, a tutti,

    Daniela

  72.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    19 gennaio 2011 | 17:06
     

    Cara Danielaaaa,

    proviamo a lasciare volare via, lontano, lontano, lontano… questi momenti tristi che ti hanno disturbata, in modo che la bellezza e l’armonia del tuo stile di vita, ti facciano sentire di nuovo bene.

    E’ un momento difficile e critico un po’ per molti: tra le alterazioni del cielo, come le eclissi di sole e lo smarrimento nella vita di tutti i giorni, che le persone vivono quotidianamente, tra molte difficoltà interiori, economiche, familiari, lavorative…

    I valori elevati sembrano spesso nascosti dietro le nuvole, gli ideali e i principi etici, quasi dimenticati in molte dimensioni: personali e sociali.

    Per fortuna, ascoltando il cuore, dove l’amore rimane puro e non contaminato dalle disarmonie esistenziali, e rimanendo fedeli ai nostri ideali, possiamo riprendere a camminare con nuova ispirazione, dopo esserci ripuliti dai piccoli danni delle cadute a terra.

    Non vedo l’ora di sentiri raccontare la bella e nuova conquista: forza, Daniela, vedrai che questa volta ce la fai!

  73.  
    marco
    19 gennaio 2011 | 17:38
     

    Gentile dott.ssa

    sono marco, ho 22 anni e soffro di ansia dagli ultimi anni delle superiori.leggo blog e il suo libro,
    ma non sono riuscito a trovare complatamente quello che fa per me.ho un po di vergogna ma mi racconto.

    la mia ansia è nata alle scuole superiori, quando, essendo io di natura un poco riservato e sensibile ma altrettanto simpatico e disponibile, capitava di frequente di rimanere vittima di qualche scherzo o prepotenza da parte di ragazzi più grandi a cui stavo si simpatico ma che si divertivano anche a farmi scherzi(chiudermi in bagno,rubarmi sigarette,tirarmi addosso l’acqua) ai quali io non sapevo sempre reagire.quindi in principio andavo a scuola con un po di ansia temendo che si ripetesse l’accaduto e piano piano la mia ansia anticipatoria si è espansa a tutte le situazioni, soprattutto sociali.come se avessi paura dii trovarmi nella stessa situazione

    c’è una strategia per superare questo piccolo incidente di percorso, considerando che comunque io sono stato sempre visto bene dai miei amici e non ho mai avuto problemi nel farmeli dei nuovi.e risulto spesso simpatico(a detta loro non mia) ???

  74.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    19 gennaio 2011 | 19:01
     

    Caro Marco,

    le persone sensibili e riservate, come sei tu nella tua natura, spesso credono che anche gli altri esseri umani siano simili a loro nella gentilezza e nel rispetto.

    Purtroppo non è così e a scuola hai fatto l’esperienza di conoscere anche la maleducazione dei tuoi compagni di classe.

    L’osservare bene le persone, avere una percezione accurata delle loro caratteristiche e della loro natura, ti può essere molto utile per trovare gli amici e per allontanarti dalle persone poco gentili e poco rispettose.

    Puoi scegliere di muoverti verso le persone con cui senti un’affinità e una realtà comune e puoi scegliere di abbandonare quelle da cui non ti senti compreso e rispettato.

    Rimani fedele a te stesso, alla verità di chi sei, senza camminare verso la falsità, che ti toglie il benessere interiore e ti rende ansioso.

    La falsità conduce al disordine e all’odio, la verità porta l’amore e la pace.

    Una chiave per sentirti sicuro è questa: rimani vero nella tua natura e non lasciarti ferire nè fisicamente, nè verbalmente da nessuno.

  75.  
    manuela
    19 gennaio 2011 | 19:22
     

    Cara Daniela, mi ha fatto molto piacere leggere quanto scrivi, che stai meglio, come ne sei uscita così bene? Ti abbraccio forte… Datemi qualche consiglio per affrontare anche la paura di stare a contatto con alcune persone, grazie dottoressa e grazie amici!

  76.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    20 gennaio 2011 | 02:36
     

    Cara Manuela, scrivi:

    “Dottoressa e amici del blog, potreste anche darmi dei consigli sul come affrontare il panico quando ti trovi con alcune persone che magari conosci poco o con cui ti senti a disagio, a volte anche alcuni familiari “

    Ricordati che hai sempre la piena libertà di scegliere quali persone frequentare e quali persone non frequentare, quindi puoi rimanere poco tempo con chi ti crea disagio, senza perdere la gentilezza e trattenerti più a lungo con chi ti trovi bene.

    Se invece sei costretta a conversare con persone con cui non ti senti tranquilla, puoi trovare una realtà comune con questa persona, che apparentemente sembra molto distante da te.

    Parla con lei di quello che interessa a te e che forse questa persona conosce bene.

    Ti faccio un esempio concreto: se a te interessa conoscere la ricetta di una torta oppure come si fa a potare le rose, puoi chiedere alla persona che hai di fronte se le piace cucinare i dolci oppure se ama il giardinaggio.

    Appena porterai la conversazione su un terreno comune, su una passione che entrambi avete, quel senso di fredda estraneità scomparirà e si creerà un’affinità inattesa.

    Il senso di separazione e di noia se ne andrà e potrai scoprire molte cose utili e interessanti, proprio da quella persona da cui non te lo saresti mai aspettata.

    Puoi invece rinunciare a parlare di aspetti più intimi e personali di te, soprattutto se sono legati al panico, con queste persone e mantenerti su un livello leggero e superficiale.

    A volte è più importante stare in relazione con gli altri esseri umani, accettandoli nei loro limiti e nella loro diversità, facendo in quel momento un piccolo servizio, un atto di amorevole gentilezza piuttosto che annoiarsi oppure sentirsi a disagio.

    Vai verso l’altro, cerca un interresse che avete in comune e rimani ferma qui, dentro questo spazio, senza inoltrarti in altri argomenti, che condividerai solamente con le persone più sensibili e più affini a te.

  77.  
    manuela
    20 gennaio 2011 | 19:06
     

    Dottoressa cara, grazie moltissime dei suoi consigli preziosi, cercherò con tutte le forze di applicarli, la abbraccio e abbraccio anche Daniela, e tutti ma proprio tutti gli altri amici del blog, Vi voglio bene……Ce la faremo!

  78.  
    Mattia
    25 gennaio 2011 | 13:55
     

    Carissima dottoressa

    Sono molto contento, stamattiana dopo un bel periodo sono tornato in facoltà e ho dato un esame, che credo sia andato bene.ho preso la mia macchina e mi sono fatto 40km in autostrada,un pò di ansia l’ho avuta ma tutto sommato è andato bene, soprattutto perchè avevo in mente l’obiettivo di VOLER fare l’esame(nella mia mente non c’era l’alternativa mi viene il panico torno a casa, ma bensi’faccio l’esame, poi, tornato a casa, se propio devo penso all’ansia, ADESSO NO), quindi non le ho dato importanza, mi sono rivolto a me stesso dicendomi “ok, ho l’ansia,sono teso,sono solo,ecc ma adesso non me ne impotrta nulla, l’ansia può aspettare, adesso non ho tempo da dedicarle, ho altro da fare” e piano piano si è come sciolta. sono arrivato in facoltà, ero felicissimo e non ho più pensato all’ansia, ai sintomi,(anche se ero comunque un po teso)ma solo a quello che mi interessava fare: l’esame, e l’ho fatto. il ritorno è stato semplicissimo, naturale, nessun pensiero legato all’ansia, mi muovevo tranquillo e sicuro di me stesso.???

    l’aspetto che però non mi convince è il PENSIERO del timore del rapporto con le persone.è questo che mi provoca l’ansia,sono sicuro. è come se ci fosse una piccola parte di me, che a volte prende il sopravvento, che pensa che io sia incapace, stupido,non adatto
    ho il timore ” mentale” di non essere capace a rapportarmi, di rimanere imbarazzato , di sembrare stupido,timido ecc ma poi quando mi capita di entrare davvero in azione, tutte queste convinzioni vengono smentite,cioè riesco benissimo a interloquire, non sono più timido,mi sento capace, bho? è forse il ricordo di quando da piccolo mi sentivo timido,incapace di reagire davanti alle persone,un pò”sbagliato” rispetto ai miei fratelli e a i miei amici che non lo erano?

    un abbraccio !!!

  79.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    25 gennaio 2011 | 17:51
     

    Bravo Mattia!

    Ricordati di registrare mentalmente questo bellissimo successo e continua a mantenere la costanza nell’obiettivo di completare tutti gli esami, che ancora ti separano dalla laurea.

    Hai fatto benissmo a scegliere di non dare alcuna possibilità al panico di disturbare la tua determinazione di studente impegnato a realizzare la meta di affrontare e di superare l’esame, mi raccomando continua a ignoralo, non occupartene, non aprire la porta della paura!

    Lo farai, se vorrai, solamente quando sarai ormai arrivato nel porto tranquillo, quando forse non ti interresserà nemmeno più di vedere, se ancora c’è oppure non c’è più, la forza rievocativa che fa nascere nuovamente gli attacchi di panico.

  80.  
    manuela
    25 gennaio 2011 | 19:03
     

    Sai Mattia, io provo le stesse tue identiche sensazioni, a volte riesco a fare le cose, a rapportarmi con gli altri, mentre altre volte mi sento inadeguata e cerco di evitare inviti e riunioni per paura del panico, ma non c’è nulla di più sbagliato, più evitate gli incontri e più l’ansia sale, mentre se ci andate ne avrete all’inizio ma poi magari passa e starete molto bene con gli altri.

    Mattia bravissimo, continua così!

  81.  
    luigi
    25 gennaio 2011 | 23:44
     

    Buona sera Dott.ssa volevo ringraziarla per la sua gentile risposta.

    Ho ascoltato alcuni Mp3 da lei consigliati. La cosa che emerge, ed è lampante a mio avviso, è come i miei primi attacchi di panico scaturissero involontariamente, senza preavviso, mentre gli attacchi di panico che avverto oggi sono totalmente prevedibili e volontari, si materializzano solo in determinate circostanze che io già conosco.

    E’ come se quella data situazione prevedesse già l’ attacco di panico a priori, senza che io ancora abbia mosso un passo, le proiezioni delle mie emozioni stanno già preparandomi su un bel tappetino rosso un attacco di panico, giusto per gradire… “sto ironizzando naturalmente…” ma è proprio così e non c’ è molto da ridere purtroppo.

    Io ho perso la mia mamma a 13 anni. E’ morta all’ improvviso, è stata investita e nel giro di qualche giorno, dopo essere passata dal coma mi ha lasciato. Quel bambino di 13 anni non ha pianto molto, anzi non ricordo le lacrime a dire il vero, forse per non dispiacere al mio papà già molto affranto, ma mi sono rimboccato le maniche e ho sempre cercato di non creargli troppi problemi, d’ altronde non ero solo, c’ era anche mio fratellino minore. Ai tempi quando prendevo le botte dai miei genitori e a volte non capivo perchè le prendevo, ricordo che auguravo loro la morte, il brutto è quando certe cose si avverano, il senso di colpa è davvero opprimente e lo sgomento è totale.

    Credo di aver perso qualcosa in quel periodo, forse ho perso qualcuno che mi proteggesse e mi facesse sentire speciale, come solo le mamme con i proprio figlioli sanno essere, ma ancora di più sento di aver perso di vista quel bambino, che non voleva essere aiutato, perchè ciò avrebbe significato mostrare agli altri la propria debolezza. Oggi questo stupido giochino, lo faccio ancora credo, involontariamente come allora, con una piccola differenza però che non è da trascurare, da un bambino ci si può aspettare un comportamento del genere ma da un adulto un pò meno… scusate per lo sfogo, il periodo non è dei migliori, ma passerò, lo so che passerà come sottointende un detto che a me piace tanto ricordare…: “Le nuvole passano ma l’ azzurro resta.”
    Notte a tutti gli abitanti di questo strano mondo

  82.  
    Landrea
    26 gennaio 2011 | 23:00
     

    Buonasera a tutti!

    E benvenuti tutti i nuovi fiori “piantati”! quasi ognuno di voi mi fa ricordare qualche episodio che mi è capitato….e ogni volta che leggo una risposta, un consiglio dalla dottoressa Laura, un commento di qualche altro fiore, mi sembra di fortificarmi!

    Stasera ho bisogno di riprendere le forze, è un periodo in cui sono parecchio sotto pressione…… la settimana scorsa ho avuto un brutto incidente in macchina (per fortuna non mi son fatto niente!) e oltre alla paura immediata (un camion mi ha tagliato la strada) e al senso di colpa (per aver distrutto la macchina dei miei genitori) ho avuto paura di ricominciare ad avere paura (scusate le ripetizioni) in macchina. Però credo che sia andata bene, e qui devo ringraziare voi e la dottoressa Laura, perchè dal giorno dopo mi son rimesso in macchina, immerso nella nebbia, ho ammesso di provare paura, sono passato dal luogo dell’incidente, e mi son detto: stai tranquillo, è tutto passato, ora sono qui, l’incidente è passato. E finora tutto tranquillo.

    Se devo dir la verità ho un po’ paura che questo incidente mi condizioni, fra qualche giorno dovrò portare il mio capo in macchina, e faremo un bel pezzo di strada, con una macchina non mia……e la cosa mi mette un bel po’ di pressione in questo momento…..

    Comunque i periodi grigi passano, spero di tornare a dare presto un po’ di colore….nell’attesa vi abbraccio tutti insieme bei fiori!!!

  83.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    27 gennaio 2011 | 02:18
     

    Caro Landrea,

    è stato un brutto incidente, dal quale sei uscito fortunatamente indenne.

    Il rumore della ferraglia, lo spavento, la tensione di tutto il corpo, la preoccupazione per la macchina dei tuoi genitori…non sono più lì sulla strada, ma dentro di te e vanno messi in ordine nella dimensione emozionale e mentale.

    Hai bisogno di integrare l’evento.

    Può esserti utile parlare molto di quello che ti è accaduto, comunicare più e più volte le sensazioni provate, descrivere minuziosamnete che cosa hai sentito, che cosa ti ha spaventato in quei momenti, in cui velocissimamente la tua vita poteva cambiare direzione.

    Prova a ripetere attraverso il racconto, numerose volte, la scena, prima dall’interno di te stesso, ovvero quello che tu ricordi di aver provato in quegli attimi e poi dall’esterno, ovvero dal punto di vista delle altre persone coinvolte nella medesima scena: il camionista che ti ha tagliato la strada, gli eventuali automobilisti che hanno visto l’incidente, il punto di vista dei carabinieri che sono arrivati, ecc…

    Per semplificare: prova a comunicare correttamente tutto quello che Landrea ha vissuto in prima persona e tutto quello che, secondo te, gli altri attori e spettatori dell’incidente hanno visto e vissuto di te in quel momento.

    Concediti la possibilità di affrontare il prossimo viaggio con il capo, partendo da un punto di vista nuovo che sia equidistante da quello che ti è capitato la settimana scorsa ( passato) e da quello che potrebbe essere questa esperienza inedita su un’automobile, che di nuovo non è tua, quando dovrai guidare per molte ore (futuro).

    Per fortuna la vita è sempre creativa e non ripete mai gli stessi accadimenti, che rimangono soltanto un ricordo da ordinare e integrare!

    Ti sono vicina.

  84.  
    manuela
    27 gennaio 2011 | 17:51
     

    Cara dottoressa e cari amici del blog, sto cercando con tutte le forze di sforzarmi a stare in mezzo agli altri, ma è difficile, a volte ci sono delle persone che mi fanno venire il panico, altre invece sono piacevolissime, però purtroppo le devo frequentare per forza di cose, cerco di spostare l’attenzione, con fatica ci riesco ma l’ansia con i suoi sintomi che sembrano catastrofici come descrive lei… Mi assalgono e riesco a bloccarli con fatica…
    Forse ci vuole allenamento….. E cercare sempre di più di stare con gli altri, un altro problema e andare nei posti dove devo per forza trattenermi e ci sono glia altri che magari mi creano disagio… Datemi consigli per favore!!!

  85.  
    roberta
    28 gennaio 2011 | 22:24
     

    Ciao Landrea, coraggio che sei forte: ti sei subito rimesso in auto, sei ritornato sul luogo dell’incidente e per di più nella nebbia! ragazzi…mica male !!!!

    Io quando avevo paura mi portavo i miei cd preferiti e li mettevo a tutto volume e cantavo, certo , magari con il tuo capo….non farlo !!!!!ma sono certa che supererai bene il viaggio.

    Facci sapere perchè siamo tutti con te !!!!!

    Un saluto a tutti e….buon fine settimana !!!!

    Roby

  86.  
    chadisja
    28 gennaio 2011 | 22:44
     

    Cari fiori Vi leggo sempre e gioisco quando superate le Vostre ansie e paure.

    Io ho superato tanto e in tutti questi mesi mi sono accorta dei grandi progressi fatti con il Vs. aiuto e quello della Dott.ssa.
    Solo che in questo momento spero di riuscire a superare la malattia di mio padre diagnosticata in questi giorni.
    Un brutto male al fegato ed io sto cercando di nn andare verso il panico.

    Mi sento strana e riesco a mala pena a gestirmi.
    Dott.ssa grazie, mi aiuta tanto ascoltare la sua voce dai miei mp3 scaricati tempo fa.

    Sento per adesso di non crollare ma in certi momenti è come andare indietro, ma io non voglio, non lo permetto, cosi’ mi sforzo e spero anche questa volta di riuscire.
    Scusate per lo sfogo ma solo in questo blog mi sento a casa e sono sicura di essere capita.

    Un abbraccio a tutti ed un infinito grazie a Lei Dott.ssa.

  87.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    29 gennaio 2011 | 02:41
     

    Ti abbraccio forte, dolce Chadisja,

    comprendo pienamente il disorientamento, che la notizia della malattia di tuo padre ti sta creando.

    E’ accaduto personalmente anche a me, di dover stare di fronte a questo tipo di realtà forte e di conoscerla fino in fondo, fino alla fine.

    Desidero condividere con te, nella speranza che possa esserti di aiuto che, dopo i primi momenti di incredulità, misti a preoccupazione, a profonda tristezza, accompagnati da interrogativi inquietanti su come fare per accompagnare bene la persona più cara nel mondo affettivo, come un genitore, verso il suo ultimo viaggio, ho ritrovato dentro di me una forza straordinaria e inaspettata.

    Sono riuscita a superare limiti, che mai avrei pensato di poter superare, all’interno della mia vita, già molto movimentata e impegnata: notti insonni, odore di ospedale, consulti clinici, luci fredde, dubbi sulle terapie, speranze smentite, attese con il cuore in gola, attimi di felicità quando si risvegliava e mi guardava, momenti in cui, mentre si assopiva, potevo esprime tutto il mio amore, lungo come un’intera vita….

    E poi il rispetto della sua libertà di scelta di voler uscire dalle cliniche e dagli ospedali, per ritornare a casa e aspettare lì, con calma, serenamente giorno dopo giorno, mese dopo mese, l’ultimo momento della vita….

    E’ un’avventura meravigliosa stare vicino al papà che, in questo momento, ha bisogno di te e delle tue amorevoli cure, è un’occasione d’amore irripetibile!

    Il panico non ti disturberà, perchè il tuo cuore sarà pieno di amore e la tua attenzione rapita dall’affrontare questa nuova realtà, che donerà a te a al tuo papà tanti bellisssimi momenti di unione e di intima familiarità.

    Tu ami molto la crescita, ti impegni con costanza e con determinazione nel migliorare quotidianamente, credimi Chadisja: questo momento sarà un vero intensivo accelerato di vita e di crescita interiore.

    Ti sono vicina, condividi qui con noi, se lo desideri, tutto quello che senti di voler raccontare di te, tutto ciò che vuoi comprendere di questa nuova esperienza: siamo qua con te e con il tuo papà.

  88.  
    chadisja
    29 gennaio 2011 | 23:38
     

    Infinite grazie Dott.ssa solo con i suoi scritti e le sue parole mi calmo e riesco a ragionare in modo razionale.

    Da quando ho trovato questo blog è stato tutto meraviglioso, un vero e proprio miracolo.

    Mi sento impotente di fronte a tutto questo ed in particolar modo mi fa stare molto male il fatto di nn poter aiutare mio padre specie quando inizia a tremare dalla paura e ad avere freddo, quel freddo che per anni ho provato dentro di me senza riuscire a venirne fuori.
    Anche adesso che scrivo il mio corpo è pervaso da freddo e brividi che per fortuna riesco a tenere sotto controllo.

    Mi spiace leggere cara Dott.ssa quello che ha provato, immagino tutti quei momenti.
    E’ strana la vita,quando si idealizza la figura del proprio padre, e poi con gli anni ti accorgi che devi essere proprio tu a coccolarlo nei momenti piu’ importanti.

    Ho riletto tante volte il suo scritto e sono sicura che nei momenti in cui avro’ bisogno queste sue parole mi saranno di aiuto come Lei ha sempre fatto da quando la conosco.

    La cosa che mi fa piu’ tenerezza è quando non vuole far capire di stare male per tranquillizzare sua figlia, penso che faccia uno sforzo madornale e che invece magari gli verrebbe di piangere e gridare forte che tutto questo è solo un brutto sogno.

    Ecco è questo quello che non riesco a superare.

    Mi mette coraggio sapere che Lei esiste e mi è vicina, sono stata sempre io a dire questo ma adesso sento il bisogno di sentirmelo dire.

    Mille grazie.

  89.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    30 gennaio 2011 | 08:03
     

    Dolce Chadisja,

    ricordati di non identificarti nei brividi freddi che percorrono il tuo corpo, ricordati che tu non sei il corpo, tu sei anche la “natura non fisica” che percepisce i brividi, tu sei, – diciamolo in maniera filosofica- , l’anima che abita nel corpo.

    Poeticamente parlando, tu sei nel corpo, ma per fortuna, non sei solamente il corpo fisico.

    Non idenficarti nei brividi, non esistere in quel modo.

    Abbraccia tuo padre, riscaldalo con il tuo affetto, consolalo, rassicuralo: adesso ha bisogno di te.

    E quando guardi il corpo tremante dell’amato papà, che ha tanta paura, prova a relazionarti soltanto con la sua natura non fisica, con la sua essenza e ignora le trasformazioni fisiche, lascia che accadano liberamente, senza provare spavento.

    Il ruolo paterno rimarrà, ma un papà pur essendo stato finora una persona forte, può avere bisogno di aiuto.

    Prova a liberarlo dalla idealizzazione, che ne hai fatto in tutti questi anni e che potrebbe costringerlo a non essere vero, a non poter essere aderente a come le cose stanno adesso, quando deve stare di fronte alla nuova malattia.

    Avere bisogno di aiuto non significa essere una persona debole, non significa perdere la propria identità.

    Tuo padre rimarrà sempre il tuo papà, anche se oggi sei tu, figlia ad accudirlo perchè trema come un bambino.

    Una persona forte rimane forte, anche se sta male e deve affidarsi agli altri, come accade anche a chi soffre di attacchi di panico.

    La natura del corpo è mortale, ad un certo punto della vita smette di vivere e questo ce lo confermano la biologia e la nostra esperienza diretta.

    La natura dell’anima invece è immortale, non esiste nella materia fisica, non è percepibile con i nostri sensi, non la puoi vedere con gli occhi, non la puoi toccare con le mani, non la puoi gustare con la lingua, non la puoi annusare, non ha una voce che puoi sentire con le orecchie, ma è eterna ed è per sempre.

    L’amore, che senti nel tuo cuore, la conosce.

  90.  
    roberta
    30 gennaio 2011 | 08:22
     

    aNCHE IO SONO CON TE CHADISJA, ti abbraccio forte tanto da fare andare via almeno qualche brivido.

    Coraggio, siamo qui con te.

    Roberta

  91.  
    manuela
    30 gennaio 2011 | 16:42
     

    Chadisja sono con te, anche io, stringo fortissimo te e il tuo papà, sei stata grande ad affrontare il panico, e vedrai che sarai forte anche questa volta, siamo tutti con te!

  92.  
    chadisja
    30 gennaio 2011 | 22:09
     

    Grazie Dott.ssa ho letto e riletto con attenzione ed ho assimilato bene quello che vuole dirmi.

    Spero di riuscire, è un grosso lavoro ma ce la faro’ anche questa volta lo sento come lo sentivo quando avevo la fobia di sbattere ogni parte del mio corpo.

    Grazie a Roberta e Manuela, Vi voglio un mondo di bene.
    Seguiro’ ogni Vostro consiglio.

  93.  
    Michele
    31 gennaio 2011 | 19:10
     

    Carissima Chadisja, dopo aver letto le tue parole e quelle della Dottoressa non ho potuto fare a meno di commuovermi, riflettendo su ciò che è la vita, su come deve essere vissuta ed affrontata ogni giorno, sull’importanza delle persone care, che ci restano accanto anche nei momenti bui e che contribuiscono a rendere la nostra esistenza meravigliosa.

    Ma. Ma la vita è fatta (purtroppo) anche di drammi, di illusioni, di dolore…insomma, c’è il rovescio della medaglia.

    Un vero e proprio “viaggio”, fatto di belle mete da raggiungere e molti ostacoli da superare. In questo viaggio da affrontare ci sono delle priorità. Ecco, panico ed ansia non sono fra quelle. Soprattutto adesso. Sii forte e non pensare minimamente alla paura della paura. Ma davvero. Non nascondere i tuoi sentimenti. Non fingere. Resta te stessa fino in fondo, in questi frangenti, lasciati andare…
    Ti sono vicino e ti abbraccio forte forte forte. Coraggio, cara Chadisja!

    Carissimo Landrea, sono vicino anche a te. Fortuna che non ti sei fatto niente! Ora, non lasciare assolutamente che l’accaduto ti condizioni.

    Hai già cominciato a pensare che l’evento possa influire sul futuro, e così facendo hai già attivato un allarme. Bene, disattivalo immediatamente. Non pensarci più. Si tratta del passato.

    Un’esperienza terribile. Ma vissuta e alla quale sei sopravvissuto. Affrontala direttamente, accettala, integrala, dopodiché…archiviala. Non pensare già agli eventi futuri, ogni cosa deve avere il giusto tempo. Immagina solo che “quel giorno” dovrai semplicemente guidare e al tuo fianco avrai il tuo capo. Non ingigantire la questione, altrimenti l’ansia anticipatoria diventa insopportabile. Vedrai che andrà tutto bene. Per di più sarai in compagnia, quindi non solo. Stai tranquillo!

    Prima di salutarvi, un paio di parole su di me. Questo è stato un weekend abbastanza faticoso…inoltre ho qualche problemuccio a due denti e sarò costretto a fare delle sedute dal dentista. Già…chissà da quanti anni mancavo, non avendone (per fortuna!) più avuto bisogno. Poi, ieri sera, improvvisamente un fortissimo senso di agitazione, ansia…”Nooo, non è possibile! Avevo finalmente chiuso con questa storia…ma allora perché? Perché mi sento improvvisamente agitato, ipersensibile a tutto?”. Ho cercato di controllarmi, ma niente. Andato a letto, mi sono sentito un po’ meglio. Macché…La cosa che mi infastidiva era non riuscire a capire il motivo di quest’ansia. Mah. Ho cominciato a concentrarmi sul cuore che batteva forte. Ancora peggio. Non ce l’ho fatta più e mi sono alzato. Erano le 2 passate. Sono andato in cucina e mi sono seduto, meditando per un po’. Finalmente, ho scoperto la causa. Proprio il dentista. Il pensare continuamente al fatto di doverci andare, e che poi magari possa dirmi che ho chissà quale problema al dente (e non è vero), ha creato in me un’agitazione inconscia di dimensioni enormi. In più, in quegli attimi di debolezza, mi è pure scappato di concentrarmi sul cuore che batteva velocemente, e questo non ha fatto che peggiorare la situazione. Ad un tratto mi sono dato due schiaffetti sulla faccia e mi sono detto di svegliarmi, che queste sono assurdità, che ormai non c’è più spazio nella mia vita per queste cavolate, che mi hanno già rubato fin troppo in passato. Agitazione ok, ma entro certi limiti. E per cose concrete. Non per dubbi e pensieri fatti di “se” e “ma”. E’ stato un attimo di debolezza, lo so, ma non mi scoraggio. Evidentemente era una giornata “no”. Capita. Si continua. Si va avanti. Più (spero) forti di prima, alla faccia di panico, ansia e compagnia bella.

    Un abbraccio alla Dottoressa e a tutti, miei carissimi Amici Fiori!!!

  94.  
    Landrea
    1 febbraio 2011 | 15:03
     

    Buongiorno bei fiori!
    Il viaggio è stato rimandato, e da una parte mi spiace, perchè era un’occasione per mettermi alla prova, poi dopo aver letto i vostri consigli e incoraggiamenti mi sentivo ancora più forte!

    Cara dottoressa Laura, ho fatto come mi consigliava, e ho “raccontato a me stesso” quello che mi è successo..è stato come se una parte di me volesse raccontare all’altra l’accaduto. E quando sono arrivato al momento dell’impatto, mi è sembrato di essere ancora là!

    Le sue parole mi sono rimaste nel cuore, ora quando sono al volante lascio l’incidente nell’altra corsia parallela, quella del tempo passato. Grazie!

    E penserò anche a te Roberta, grazie per il tuo simpatico incoraggiamento, anch’io canto spesso in macchina, a volte vorrei vedermi da fuori!!

    Grazie anche a te, impavido Michele, mi impegnerò a ricacciare quell’antipatica ansietta anticipatoria..cerca di fare lo stesso anche tu! L’ansia è un ospite sgradito che va fatto entrare, vanno sentite le sue ragioni, per poi accompagnarlo gentilmente alla porta, e tu hai fatto così!!

    Cara Chadija, sono già state dette le parole più giuste. Sono fra quelli che ti danno un abbraccio forte, silenzioso e spero incoraggiante.

    Cara manuela, ho letto un po’ di righe sopra il tuo commento. Ti capisco, parlare con certe persone ti mette a disagio, e andare in certi luoghi ti fa sentire come un animale selvatico..In quei momenti cerco di capire a fondo perchè quella persona o quel luogo mi mettono a disagio, e poi mi esercito a trovare qualcosa che mi metta in comune con quella persona, o qualcosa che me la renda più simpatica; oppure se sono in un posto che non mi va a genio cerco di trovare qualcosa di bello…sono d’accordo con chi dice che in ogni cosa e in ogni persona ci sia qualcosa di bello.
    Buon esercizio!

    E un abbraccio grande, sempre più grande, a tutti :)

  95.  
    manuela
    1 febbraio 2011 | 22:14
     

    Cari amci fiori, questo blog è bellissimo,

    voglio bene a tutti e grazie dei consigli, bravissimo Michele, grazie carissimo Landrea del consiglio e stringo forte Chadisja…..

    Ragazzi ho scoperto una cosa avete provato a cantare forte una canzone dentro di voi quando vi sta per venire l’ansia oppure a ripetere oltre che le magiche parole francamente me ne infischio, tipo una parola per un sacco di volte, la parola che vi piace di più… …In modo che l’ansia si dissolva..

  96.  
    silvy
    3 febbraio 2011 | 02:56
     

    salve Dott.ssa. ho scoperto il suo blog e di conseguenza il suo sito per puro caso. soffro di attacchi di panico da ottobre…e quello che più mi sfinisce è il disturbo da attacchi di panico…

    un giorno di settembre, mentre ero su un aereo che mi portava in vacanza ho avuto una strana sensazione di disagio…era come se non stessi bene lì dov’ero…volevo scendere ma mi rendevo conto di non poterlo fare…il tempo di farmi venire la tachicardia e di prendere un giornale in mano per distrarmi e tutto è passato…le mie vacanze sono continuate nonostante tutto e io non ho dato peso più di tanto a quell’episodio.

    a ottobre ho avuto il mio primo attacco di panico vero e proprio…ero per strada e d’un tratto ho sentito i sintomi tipici che caratterizzano questa cosa…mi sono subito spaventata…non sapevo cosa fare e soprattutto la cosa che più mi frustrava era quella di perdere il controllo di me stessa, del mio corpo di fronte agli altri, agli sconosciuti…era come se lo spazio e il tempo si fossero dilatati. c’ero io con il mio disagio e la paura di fare qualcosa di sconveniente agli occhi degli altri…da lì si è incrinato tutto…

    ora Le racconto un pò di me. ho 25 anni, una famiglia con diversi problemi soprattutto economici alle spalle ma sempre e comunque con sani valori in mente. una madre non troppo espansiva che non mi ha mai detto ti voglio bene e che anzi, pretendeva da me sempre il massimo con la “minaccia” di raccontare ogni mia marachella a mio padre. una sorella che ho voluto a tutti i costi ma che ho da subito sentito come invadente dei miei spazi e delle mie cose…
    quando finalmente mi iscrivo all’università esco di casa, vado a vivere a 100 km di distanza e inizio la mia indipendenza se pur forzata…passo i 3 anni di studio a barcamenarmi tra esami, borsa di studio, lavoretti per mantenermi, week end a casa, tesi di laurea e relazioni interpersonali…

    tutto per me deve sempre essere perfetto e in ordine. tutto deve andare come dico io…ogni imprevisto è fonte di frustrazione e inevitabilmente lo considero colpa degli altri…

    mi laureo, ovviamente in tempo e inizio a lavorare…faccio un lavoro che mi piace, quello dei miei sogni ma il mio obiettivo è cambiare mansione…salire di livello.
    intanto prendo casa con degli amici…la convivenza è insostenibile…siamo alle solite. per me tutto deve essere ordinato, preciso, programmato…a loro invece ciò non interessa.
    quando finalmente ottengo il salto di qualità lavorativo mi si apre un mondo davanti…sono felice e realizzata…
    una mattina, mentre mi reco a lavoro a piedi facendo il mio solito percorso, mi aggrediscono per rubarmi il portafoglio…mi rialzo da questa cosa…convivo un pò con la paura che mi possa ri-succedere ma vado avanti e non ci penso più…
    passa un anno…intanto ho incontrato il mio fidanzato e sono andata via dalla casa che avevo preso con i miei amici comprandomi una casetta tutta mia…

    a giugno di quest’anno iniziano i miei acciacchi fisici…mi barcameno tra otiti, enteriti, gastriti e la cosa che mi distrugge di più sono le cistiti ricorrenti…in un modo o nell’altro, per una cosa o per un’altra sono sempre a casa a prendere farmaci di ogni tipo…
    rinuncio a un sacco di cose per questi imprevisti…rinuncio alle cene se ho la nausea…rinuncio alle uscite se so di non avere un bagno a portata di mano…questo debilitarmi da un punto di vista fisico mi condiziona anche sul piano relazionale…sono sempre irritata…con i colleghi, con gli amici, con il fidanzato…

    tutto improvvisamente non è più perfetto…non è più come lo volevo…

    la campana di vetro sotto cui mi sono messa iniziava a rompersi…io che ho sempre vissuto con un’agenda in mano, io che ho sempre organizzato e previsto tutto mi sentivo scavalcata da qualcosa più grande di me…l’imprevedibilità di una malattia…sia per il disagio fisico che per quello psichico…
    ma ancora il peggio non si è verificato e così, nella speranza di un pò di relax parto per le vacanze…ed ecco la prima sensazione di disagio che Le raccontavo prima su un volo di linea.
    le vacanze sono un inferno…ho il terrore concreto di stare male e infatti non posso che stare male…in quel periodo somatizzo tutto a livello dello stomaco per cui ogni pranzo e ogni cena sono un inferno…faccio piccoli bocconcini per paura che mi venga la nausea e mangio il minimo indispensabile per paura di non digerire. se vado a cena fuori la prima cosa che faccio è trovare la collocazione del bagno nel caso in cui mi dovessi sentire male…
    rientro dopo 20 giorni prostrata…sono alla frutta…

    ogni volta che penso di stare male sto male…non ne vedo la via d’uscita.
    e infatti a ottobre ecco il mio primo vero attacco di panico.
    sono stata male in mezzo alla strada…ero sola e sapevo che in quelle condizioni non avrei potuto raggiungere un posto sicuro…tra me e il bar difronte c’erano solo 2 corsie di una strada come tante altre ma in quel momento mi sembrava una distanza invalicabile…
    ero reduce da delle cistiti e in quel momento avevo bisogno di un bagno…non riuscivo a respirare, non riuscivo a muovermi e anche quella sensazione di disagio non faceva altro che peggiorare il tutto…
    quando mi sono calmata quello che è rimasto in me è stata una sgradevole sensazione di terrore. il mio corpo aveva preso il sopravvento…un normale stimolo fisiologico, associato a tutto il resto si era trasformato in un mostro…
    nelle settimane seguenti ho il terrore che mi possa ricapitare…vivo nei 500 metri attorno a casa per paura di rivivere la stessa sensazione…e infatti la stessa sensazione si ripresenta…e si ripresenta e si ripresenta…
    tutto oramai è somatizzato a livello vescicale…non basta l’attacco di panico…anchel’idea di non avere un bagno a portata di mano mi devasta…e così la mia vita si restringe…il mio mondo si restringe…
    gli attacchi di panico continuano…per strada, al supermercato, a lavoro, in macchina…sono “sicura” solo se nelle immediate vicinanze ho un bagno…perchè ho paura della perdita del controllo che ho sul mio corpo in quei momenti e l’idea di chiudermi in un bagno mi rassicura…
    all’inizio contrastavo gli attacchi che erano diventati pressocchè quotidiani…e non facevo altro che gettare benzina sul fuoco…

    quando ho provato a farmi investire da quell’attacco per far capire al mio irrazionale che non sarei morta e che non mi sarebbe successo nulla di imbarazzante mi sono sentita realizzata. avevo preso il toro per le corna…l’avevo scrutato, conosciuto, gestito e avevo continuato a fare ciò che stavo facendo…

    ma purtroppo la paura mi è rimasta e continuo a farmi vincolare da questa ansia anticipatoria…

    ho letto il Suo libro in 2 ore…credo che sia fantastico…devo capire che io non sono il sintomo e staccarmi di dosso quella necessità che ho di “viaggiare” con un bagno a portata di mano…ma non so se ci riuscirò…
    Lei che ne pensa?
    con affetto

  97.  
    eddi
    3 febbraio 2011 | 10:10
     

    Buongiorno a tutti, amici diletti.

    Solo un saluto affettuoso e un breve pensiero.

    Rammento a me stesso prima, a Voi dopo, che nessuno è veramente libero finché non ha sofferto abbastanza.

    Noi, soprattutto a causa della nostra natura estremamente sensibile (ma che questa dote non sia un alibi, per carità!), abbiamo favorito, e favoriamo, l’introspezione e, di conseguenza, la scoperta della realtà interiore.
    Ciò spesso causa dolore, ma conduce alla libertà, se non puntiamo al risultato immediato.

    Questo ho capito attraverso il mio itinerario di dolore; questo mi permetto di ricordare.

    Buona giornata e… forza!

  98.  
    Mattia
    3 febbraio 2011 | 21:03
     

    carissima dottoressa
    oggi sono tornato in facoltà per registrare il voto dell’esame che ho superato,ho affrontato il viaggio in auto con maggior tranquillità, anche se temevo di rimanere incastrato nel traffico, dato l’orario di punta,e cosi è stato, ma mi sono detto ” anche se mi faccio venire un attacco di panico non cambia nulla, nessuno può affrontare questo per Me quindi adesso mi rilasso, non penso alla paura di rimanere incastrato, mi ascolto un bel cd e rimango qua, tranquillo, insieme a tutte le altre macchine e persone “così sono rimasto tranquillo, ho superato il tratto di traffico intenso e sono arrivato a destinazione.voto registrato e ritorno a casa in serenità.

    quello che ancora mi crea ansia è lo stare con e tra le gente.
    ho capito, penso, che il sottofondo di ansia deriva anche dal fatto che ho una paura terribile di fare una brutta figura in pubblico (un pò come quando a scuola, durante le interrogazioni alla lavagna, si diceva qualcosa di sbagliato e prontamente i compagni di classe se la ridevano e ti prendevano in giro) quindi,quando sono in giro, adotto una ipersorveglianza di me stesso e dell’ambiente circostante per scovare eventuali “pericoli” che mi possano fare trovare da un momento all’altro al centro dell’attenzione altrui, non riuscendo così praticamente mai a rilassarmi e dedicarmi a quello che mi interessa veramente, ma stando sempre sul chi va la.

    un abbraccio

  99.  
    ANNA LISA
    4 febbraio 2011 | 10:14
     

    Chadisja scusami avrei voluto scriverti un po prima x cercare di esprimerti un po di sostegno, ma non sono nel periodo migliore, ma ho voluto cmque esserci xte e per il tuop adorato papa’.

    Quello che posso dirti da mamma da genitore e’ di cercare di lasciare correre questi giorni soffocati dalla paura di…. o del se….. possa ripiombare il panico, ma cerca di dedicare in pieno il tempo che hai x trasmettere il tuo amore al tuo papa’ che ne ha bisogno piu’ di tutti, credimi non esiste amore, amore piu’ grande di quello tra genitori e figli, e sentirti vicino tuo padre sara’ piu’ forte nel sopportare i suoi dolori fisici, e’ un amore gradioso che oggi puoi donare con tutta te stessa, cosi’ un domani ripensando a questo periodo cosi’ brutto sai che tu ci sei stata ma ci sei stata completamente con la mente e con il cuore e anche se lievemente hai reso il suo dolore piu’ sopportabile.

    Ti stringo forte.

  100.  
    alessia
    4 febbraio 2011 | 13:30
     

    buonasera a tutti cari fuori..e un abbraccio alla dottoressa,finalmente riesco a leggerla e devo dire che i suoi consigli sono sempre preziosi,avevo scritto nell’altra sezione ma ho riportato il mio commento qui…

    scusate la mia assenza prolungata ma un problema fisico prima e un guasto al pc poi mi hanno portato a stare lontana e credetemi, mi siete mancati…ogni vostra storia,ogni vostro commento riesce a farmi riflettere e a darmi la forza di andare avanti..

    MICHELE che bello leggere che mi pensi e che chiedi di me..ciò mi commuove molto..sono contenta delle tue vittorie,ti prendo come esempio sperando un giorno di poter raccontare con lo stesso entusiasmo la mia vita…

    circa 40 giorni fa ebbi un brutto incidente che mi costrinse in sala operatoria in seguito alla rottura del malleolo a cui è seguito un lungo periodo di gesso e stampalle…un colpo di grazia per la mia ansia,ma sapete qual’è la cosa assurda??io non avevo paura dell’operazione(o almeno non era il mio pensiero ricorrente)..la mia dannata paura erano i sintomi dell’ansia che costretta a stare a riposato forzato senza la possibilità di distrarmi,di alzarmi,di fare qualsiasi cosa,che non fosse pensare, si accentuavano ancora di più..finito il periodo d gessatura immaginate come stavo..ero diventata invisibile e nella mia mente ogni pensiero di libertà,di rinascita,di vittoria sul panico era più che nullo…e oggi mi ritrovo di nuovo a combattere per cercare di ritrovare la strada che ho perso..non riesco a capire perchè nonostante i sintomi siano presenti da più di un anno ormai,io non abbia imparato a conoscerli ma abbia la stessa paura,terribile,paralizzante,di un anno fa…anche nei momenti in cui sto bene apro quella maledette porta e basta un’istante per creare gli odiosi sintomi..la testa gira,è confusa,stordita,nel pallone..e il respiro sembra quasi mancare,soffoco..e poi c’è una cosa in più..la mia attenzione è focalizzata sul battito,ho paura di essere malata al cuore e che possa venirmi qualcosa da un momento all’altro..che faticaccia vivere così a 20 anni…forse il mio tenermi tutto dentro,il mio accontentare sempre gli altri a discapito di me stessa mi ha portato a tutto ciò..adesso mi ritrovo qui,con gli attacchi di panico presenti all’ennesima potenza,e non solo cn la dannata paura di uscire ma con la tristezza perchè si presentano violenti anche a casa…sono molto amareggiata amici e non so davvero da dove ricominciare….

    cercherò d guardarmi dentro e di capire chi sono,e imparerò a prendermi cura della piccola parte di me che ha paura..sapere che non sono sola mi rende più forte,grazie a tutti..spero un giorno di farcela anche io…

    un bacio ad ognuno d voi!

  101.  
    claudia
    4 febbraio 2011 | 16:59
     

    Cara chadisja ho letto del brutto periodo che stai attraversando mi dispiace moltissimo,ma sei forte e troverai il modo migliore per stare vicino a tuo padre e a trasmettergli tutto il tuo amore,hai gia’ dimostrato quanto vali e continuerai a farlo!In bocca al lupo a te e al tuo babbo!

    ciao Landrea l’incidente che hai avuto non e’ stato sicuramente piacevole,ma leggo dal tuo ultimo post che l’hai gia’ archiviato nel posto giusto :il passato e li’ deve restare ..chiudi a chiave la porta e continua con successo il tuo vittorioso percorso sul panico!

    Cara roberta grazie per il tuo messaggio ti sento vicina e il tuo interessamento mi fa un enorme piacere ,non sono andata al matrimonio di cui ti avevo parlato perche’ il mio bambino aveva la febbre ma ti confesso che non so se ci sarei riuscita comunque,c’erano 350 persone il mio tavolo era lontano dai miei famigliari(me lo hanno riferito)quindi immmagina che situazione;a volte credo che il dest no mi mandi dei segnali per dirmi che non sono in grado di affrontare le situazioni,anche se lo so gia’ da sola!Tu come stai ?spero di sentirti presto
    Questo e’ un periodo un po’ strano,malinconico,solo mio figlio mi regala qualche sorriso e mi da forza,per il resto il rapporto con mio marito non e’ granche’ lui e’ deluso di me lo vedo dai suoi occhi e’ disattento e pensa solo al suo lavoro da una parte lo capisco,dsall’altra lo dertesto,non parliamo degli amici che si ricordano di me solo quando hanno bisogno che ci vuoi fare!!

    Ora vi lascio un saluto ai nuovi arrivati a Ele,Michele ,Daniela,Annalisa e a tutti tutti!

    un bacio

  102.  
    manuela
    4 febbraio 2011 | 19:40
     

    Cara Claudia, nel leggere il tuo messaggio mi sono rispecchiata in pieno, anche io ho un bimbo, vivo nell’ansia, non riesco a affrontare alcune persone e ho un marito deluso come il tuo dal quale si vede solo dallo sguardo….

    Cerchiamo comunque a denti stretti di prendere questo panico a calci… con i consigli della dottoressa Laura Bolzoni Codato che devo dire pian piano mi stanno aiutando molto, invece gli psicofarmaci e la psicologa per nulla e non sono più andata.

    Comunque volevo fare i complimenti a Mattia che fa dei progressi enormi, bravissimo! Vorrei appunto un consiglio dalla dottoressa e anche da voi sull ansia anticipatoria, di quando devi andare in un posto con la gente per forza oppure devi tornare sul posto dove hai avuto il panico. Comunque cari amici, visto che mi sembra che mi capiate solo voi perchè capite cosa significa PANICO!! Volevo dirvi che anche io ho paura che la gente si accorga come dice appunto Mattia che ho il panico, ed è per questo che noi evitiamo di stare con alcune persone.

    Vi abbraccio fortissimo splendidi fiori.

  103.  
    sara m.
    4 febbraio 2011 | 22:44
     

    cara dottoressa, ho letto il suo libro e ho letto molti articoli sul blog..

    io ho 28 anni e soffro da 7 anni di attacchi di panico e soprattutto della paura della paura..il primo attacco di panico 7 anni fa mentre guidavo in macchina da sola di notte..terrificante..sono rimasta paralizzata mi sono venuti a prendere con l’ambulanza e portata all’ospedale mi hanno somministrato il valium di dose massiccia..da quel giorno io e la macchina non abbiamo un buon rapporto. Non riesco ad affrontare il problema (ho fatto anche io cure di xanax, zoloft ecc) ma come scrive lei nel suo libro niente mi ha aiutato..

    in questi anni sono andata avanti scappando, guidando il meno possibile e stando perennemente al telefono cercando di spostare l’attenzione, facendomi accompagnare ovunque, mi rendo conto che non sono soluzioni..non so che fare..tutti mi ascoltano ma nessuno mi capisce veramente…

  104.  
    Michele
    5 febbraio 2011 | 10:40
     

    Carissima Dottoressa, Carissimi Amici-Fiori, buongiorno!

    Che meravigliosa giornata: il sole splende, nonostante l’aria sia pungente, ed il cielo è di un azzurro limpidissimo. Davvero un peccato dover restare, almeno per qualche altra ora, chiuso in casa a studiare. Mi concederò, più tardi, una bella passeggiata sulla spiaggia, così potrò dialogare un po’ con il mio amico Mare e poter sentire l’armonioso movimento delle acque…

    Alessia! Bentornata! Accidenti, anche tu un incidente…meno male che, alla fine, è andato tutto bene…Che bello ritrovarti! Però…hai sguinzagliato di nuovo il “lupo”, eh? E, ovviamente, ti chiedi come mai, nonostante tu abbia compreso come vanno a finire le cose durante un attacco di panico, ci sia ancora qualcosa che “blocca” il percorso. Vediamo…forse hai continuato a dare troppa importanza alla questione? Forse c’è ancora qualcosa che non hai perfettamente integrato, e che quindi continua a causarti ansia?

    Il fatto che tu somatizzi tutto a livello del cuore è un valido esempio di come “concentri” tutta la tua ansia proprio a quel livello. Più continuerai a credere alle fantasie prodotte dalla tua mente, più perpetuerai il ciclo dell’ansia e del panico, e non ci sarà mai una fine.

    Anche io, esattamente come te, mi concentravo (ed è capitato pure qualche giorno fa, poi mi sono reso conto della gran stupidaggine in cui stavo per ricadere!) sul battito cardiaco, ero ossessionato, lo tenevo sempre sotto controllo e sfogavo tutta la mia ansia su di esso, e grazie che poi avevo la tachicardia…

    Poi, veramente stanco e stufo di tutta questa assurda situazione, ho deciso con tutto me stesso di chiudere con questo atteggiamento così morboso e di distogliere l’attenzione dal battito in qualsiasi momento, perché il cuore sa come battere e ciò non è una cosa che compete a noi.

    Come scrisse la Dottoressa Laura Bolzoni Codato, è come se noi invadessimo a tutti i costi uno spazio che non è nostro. Ebbene, dobbiamo abituarci all’idea di abbandonare quel luogo, di andare verso altre cose…

    Quindi, carissima Alessia, devi dimenticarti del battito cardiaco, non volerlo sentire a tutti i costi. Come potrebbe venirti un colpo se sei in ottima forma e in piena salute?! Come, a 20 anni?!

    Allenati quotidianamente (ma senza tralasciare neanche un giorno!) a tenere davvero l’attenzione lontano dalle brutte ed illusorie sensazioni. Ricomincia da te.

    Chiudi per sempre con il pensiero del panico e non evocare l’ansia. Non partire già dal presupposto che, se non hai niente da fare, ti verrà per forza l’ansia. Questo fatto ti induce ad evocarla, a ricordare che lei c’è e non ti lascerà mai. Il che è assurdo.

    Sarà un po’ difficile, le prime volte, non pensare al panico e all’ansia, visto che la mente è ormai abituata a tendere verso questi inutili pensieri, ma di giorno in giorno tutto divverrà così naturale, che alla fine tornerai libera. Non è la meta a cui ambisci? E allora, comincia subito!!! Un abbraccio!!!

    Un salutone a Mattia, cui faccio tantissimi complimenti (per l’esame e per la vittoria riportata)!

    Un abbraccio al saggio eddi, le cui parole mi infondono sempre una straordinaria serenità nel cuore: grazie!!!

    Un caloroso benvenuto a sara m. e silvy, a cui sono vicino e che incito a non arrendersi, perché rimanere bloccati nella paura della paura può condurre solo…alla paura (illusoria).

    Basta spezzare anche solo una volta, con estremo coraggio e consapevolezza, questo ciclo infinito, e rendersi conto che questo piccolo “incidente di percorso” non condizionerà affatto la nostra vita!

    Un abbraccio forte forte forte alla Dottoressa, a Landrea, Claudia (bentornata!!!), Manuela, Roberta, Chadisja, Anna Lisa e tutti tutti tutti!

  105.  
    eddi
    6 febbraio 2011 | 11:48
     

    Buongiorno a tutti gli amici.

    Leggo giornalmente i vostri messaggi – come già tempo fa scrissi – e mi dolgo o mi rassereno a seconda della Vostra condizione, che diventa anche la mia (e ciò perché non ho mai creuto che si possa vivere senza cercare l’altro).

    Orbene, poiché molti qui sono in continua tensione (la paura della paura è un nemico terribile), nel mio piccolo sono giunto a concludere che, quando una situazione emozionale complessa non si è ancora chiarita, è meglio evitare di affrontarla e procedere alla ricerca di nuove energie e di maggiore consapevolezza.
    In che modo?
    Con la preghiera, per esempio.

    La preghiera (non importa a chi o a che cosa) – come Jung ci insegna – impone qualche momento di solitudine; la solitudine mobilita le forze spirituali; ciò, a sua volta, intensifica il potenziale dell’inconscio.

    Buona domenica

  106.  
    claudia
    7 febbraio 2011 | 16:05
     

    Ciao fiorellini,
    anche qui’ oggi c’e’ un magnifico sole e un cielo azzuro che tolgono il fiato quasi a dirci” esci dai cosa fai in casa,guarda che spettacolo la natura..vieni a godertelo !!”e cosi’ ho fatto sono uscita con il mio bimbo a giocare al parco, i soliti pensieri si sono fatti avanti ma non gli ho dato ascolto sono andata e mio figlio si e’ divertito da morire,che bello!

    Grazie manuela per le tue parole di incoraggiamento,condividiamo la stessa situazione e hai pienamente ragione dobbiamo stringere i denti e andare avanti ,anche se e’ dura non avere piu’ l’appoggio di mio marito, ho paura che questo ci allontani definitivamente vorrei che fosse fiero e orgoglioso di me e invece quasi si vergogna ..piu’ lui mi dice tira fuori l’orgoglio piu’ io mi sento debole ,boh ?forse sono sbagliata io..Teniamoci in contatto magari riusciamo ad aiutarci a vicenda..ti abbraccio

    Leggere le tue parole michele mi fa sentire sempre cosi’ leggera e serena e non trovo altre parole da dirti se non :grazie sei speciale ,disponibile con tutti e generoso ,continua cosi’ per favore!

    In questo periodo di particolare sfiducia e malinconia stare con voi sentire le vostre storie e i vostri incoraggiamenti mi fa davvero bene quindi se vi va di darmi qualche consiglio o scambiare due chiacchiere mi fa piacere!
    Un caro saluto a roberta,landrea ,eddi,michele,manuela,eli,
    annalisa,mattia,silvy,sara e tutti quanti !

    Buona serata

  107.  
    sara m.
    7 febbraio 2011 | 18:23
     

    che piacere vedere i vostri commenti e sopratutto leggere di tt quelli che ce l’hanno fatta…non capisco una cosa. La dottoressa dice nel libro che tutti i metodi che ha provato per sconfiggere il panico non sono serviti anzi alcuni sono stati addirittura negativi e poi un pò di capitoli dopo dice ” il panico si vince in due” e che ognuno deve decidere con chi è meglio affrontarlo perchè da soli è moooolto difficile..dovrei andare da uno psicologo? da sola nn credo di farcela…

  108.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    7 febbraio 2011 | 19:10
     

    Cara Sara M.,

    se rileggi con pazienza la pagina 70 del mio libro-Ebook “Panico Vinto!” alla quale ti riferisci, ti sarà forse più chiaro comprendere la differenza che c’è tra la consapevolezza e l’aiuto che gli altri ti possono dare.

    Perchè l’aiuto, a volte, è necessario?

    Perchè il disturbo di panico si vince meglio in due?

    Perché uscirne fuori da soli è possibile – per me è stato realmente così, ho percorso tutto il cammino di liberazione dal panico da sola, grazie anche alla maturità che tutte le esperienze precedenti, tutti i tentativi falliti intrapresi fino ad allora mi avevano donato- , ma è più difficile?

    Se le persone potessero divenire consapevoli di se stesse, cambiare e migliorare da sole, sarebbe molto bello e molto comodo, ma la vita non funziona in questo modo.

    E perchè la vita non funziona così?

    Non funziona così perchè è necessario essere in contatto con gli altri.

    Il grado di miglioramento è proporzionale al grado di relazione.

    L’individuo in quanto consapevolezza di sé è già completo e “perfetto”.

    All’essere non si può aggiungere nè togliere nulla.

    Tutti i problemi e le difficoltà che esistono, soprattutto per chi è sensibile e soffre di attacchi di panico, hanno luogo nelle relazioni.

    Tra noi e l’altra persona.

    Non è facile mostrarsi agli altri e comunicare, come molti lettori scrivono qui sul Blog.

    Ma proprio questo, anche se è difficile, è quello che dobbiamo fare: rivelare pienamente noi stessi agli altri esseri umani ed essere compresi.

    E’ molto importante che chi soffre di attacchi di panico,- come scrivo in una delle newsletter che invio gratuitamente ai miei lettori – , possa raccontare la storia personale del “proprio panico” e che sia compreso completamente da qualcuno che lo ascolta, che è lì per lui.

    Questa è la valida motivazione che spinge le persone che soffrono di attacchi di panico a frequentare il Blog che tratta questo tema.

    Qui si trovano altre persone che vivono le medesime sensazioni, lo stesso dramma, le stesse sfumature esistenziali, le stesse arrabbiature e delusioni.

    Ci si sente compresi e visti.

    Le persone che non hanno mai avuto un attacco di panico nella loro vita non hanno la medesima esperienza e quindi la comprensione rimane INCOMPLETA.

    Questa incompletezza crea un “vuoto di conoscenza” che chiede di essere riempito.

    La domanda iniziale va dunque riformulata così: “La persona alla quale chiedo aiuto ha un’ esperienza vera del problema “attacchi di panico “, la persona alla quale mi rivolgo ha aiutato concretamente un numero significativo di persone a uscire fuori dal tunnel triste e dalla prigione esistenziale degli attacchi di panico”?

    Ogni azione che tu puoi fare per produrre maggiore comprensione di te stessa e del tuo problema è AIUTO.

  109.  
    Daniela
    7 febbraio 2011 | 19:35
     

    Dottoressa a a a a a a !
    Finalmente!
    Ho avuto problemi con il computer .

    Non vedevo l’ora di comunicarle che: HO PRESO L’AEREO!!!!!!!!
    Ce l’ho fatta!

    Grazie per il suo sostegno e soprattutto grazie per avermi fatto comprendere quanto sia sciocco immedesimarsi con i sintomi del corpo.
    Come ci ha insegnato, mi sono detta (Manuela, anch’io uso le paroline magiche!) che io non ero il mio corpo, ma molto di più e ho finalmente permesso alla mia anima di alzarsi in volo.

    Arriva un momento in cui non se ne può più di dar ascolto alle solite fisime e finisce che non ci crediamo più.

    Ora mi sento finalmente completa e non solo perchè ho finalmente visitato la città dei mei sogni: Londra!

    Claudia, Manuela, non crediate che gli altri siano migliori ……. sapeste quante pastigliette, quante goccette ho visto ingoiare in aeroporto……..

    Cercate di essere semplicemente voi stesse, ma prima dovete cercarvi.

    Per fortuna io ho trovato la vera Daniela e non la lascerò mai più.

    Un abbraccio alla cara dottoressa Laura Bolzoni Codato che con i suoi articoli, suggerimenti, lbri e registrazioni mi ha molto aiutato, un saluto particolare a Chadisja a cui sono vicina e che comprendo per aver provato la medesima sofferenza, e un saluto a tutte, tutti gli altri.

    Daniela a a a a a

  110.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    8 febbraio 2011 | 02:01
     

    Bravaaaaaaaa!!!!!

    Sono tanto contenta perchè hai realizzato questa meta importante, che ti stava molto a cuore!

    Grazie di avere condiviso il tuo successo con noi.

  111.  
    manuela
    8 febbraio 2011 | 08:32
     

    Grandissima Danielaaaaaaaaaaaa!!!!

    Complimenti, sono tanto contenta quando raccontate i vostri successi!

    A Claudia nella quale mi rispecchio molto, volevo dire che mi farebbe molto piacere aiutarci a vicenda!

    Un abbraccio ad Eddy, Michele, Mattia, Silvy, Annalisa a Sara m. (io sono andata dalla psicologa e il psichiatra con scarso successo la psicologa non era competente sul panico, devi trovarne uno che sia espetro sull’argomento ti abbraccio forte!)

  112.  
    sara m.
    8 febbraio 2011 | 20:35
     

    grazie tante Dottoressa x la sua risposta :-) !il mio problema nn è tanto il parlare del mio “problema” con gli altri, nn mi vergogno anche se leggo nei loro occhi che non capiscono bene perchè come dice lei non l’hanno (x fortuna loro!)mai provato..ho anche parlato e condiviso il mio malessere con persone che invece l’hanno provato e ne sono uscite…ma più che ascoltarmi e dire devi essere forte e reagire non hanno fatto anche perchè sono io che devo cambiare qualcosa nessuno può farlo per me..io parto sempre con buone intenzioni e aspettative ma poi quando sono tranquilla, lì da sola in macchina ecco che mi prende..anche se penso ad altro, non vedo l’ora di arrivare a casa, e più mi capita e più aumenta la paura delle prossime volte che devo guidare..pensavo che bastasse il tempo per poterne uscire ma mi accorgo ogni giorno di più che non è proprio così…spero di trovare presto uno psicologo esperto che mi aiuti!!!

  113.  
    sara m.
    8 febbraio 2011 | 20:37
     

    kappina come hai fatto a ritrovare da sola la forza di guidare? se io penso ok ora mi passa,mi lascio passare tutto addosso sì ma io sono in macchina sulla strada con altre macchine nn posso lasciarmi andare..devo essere comunque attenta e concentrata..e la vista mi si annebbia…

  114.  
    alessia
    8 febbraio 2011 | 20:51
     

    buona sera a tutti cari fiori..sono di nuovo a terra..anzi no,questa volta sono proprio sotto terra!!..la mia vita,se così si può chiamare,è diventata un inferno.Sono davvero stremata e non riesco a fare nulla per cambiare,non sono in grado di ricominciare e di mettere in pratica,nonostante i buoni propositi quotidiani,i vostri consigli e gli insegnamenti della dottoressa… Oggi stavo andando in palestra e già quando ho iniziato a vestirmi ho iniziato a pensare un pò troppo e a caricarmi di tensione,mia madre ha deciso di accompagnarmi…ma arrivata lì mi sono sentita bloccata,le mie amiche mi parlavano ed io ero incapace di rispondere,ero terrorizzata,paralizzata e nel pallone totale..in più ho subito pensato”ecco adesso che sono super tesa e lo sono da giorni questa è la volta buona,mi viene un colpo e addio”.e sono giorni che ho questo pensiero e questa paura invincibile di morire…e adesso nonostante sia nella mia stanza e dovrei essere più serena,NO!sono carica di ansia con i miei dolori alla spalla e al braccio,e sinistro ovviamente!! non avevo mai provato questo blocco di paura fin adesso..non so se sarò mai in grado d superarlo..non sono in grado di indirizzare i miei pensieri verso la vita,verso il reale..ho un unico pensiero fisso di stare male.sono davvero stremata e nonostante questo io non riesco a dire basta…due anni quasi ormai che sento dire sempre le stesse cose ma questo disco non riesco a romperlo..ho bisogno del vostro aiuto…buona serata a tutti sperando che almeno voi domani mattina possiate guardare il sole senza paura.

  115.  
    manuela
    9 febbraio 2011 | 09:08
     

    Per Alessia, hai provato a fare dei respiri profondi, come consiglia la dottoressa per alcuni minuti più volte al giorno, ti capisco bene, puoi provare anche qualche calmante naturale, un abbraccio, comunque la respirazione aiuta molto!

  116.  
    manuela
    9 febbraio 2011 | 11:13
     

    Come parecchi amici qui del blog credo dobbiamo lavorare molto sull’ansia anticipatoria, e su come affrontare la gente (che non vogliamo si accorga del nostro odioso panico). Ci consigli cara dottoressa!

  117.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    9 febbraio 2011 | 15:59
     

    Cara Manuela,

    hai letto l’articolo: ” Attacchi di panico e ansia anticipatoria: l’attesa del nemico” ( clicca qui per leggerlo )

    Nel deserto dei Tartari tutto è in attesa che si presenti il nemico.

    L’ATTESA DIVENTA IL DESTINO.

    Nell’ansia anticipatoria anche.

    Come uscire dalla Fortezza, dove i militari attendono il nemico e dimenticare questa brutta abitudine?.

    Buona lettura!

  118.  
    sara m.
    9 febbraio 2011 | 19:41
     

    il problema principale o comunque molto importante è proprio questa ansia anticipatoria..io se so che domani dovrò andare in macchina da sola già ci penso e già ho l’ansia…

  119.  
    Mattia
    9 febbraio 2011 | 22:37
     

    Buonasera
    grazie a tutti per le belle parole, oggi altro esame per me, solita ansia anticipatoria,soliti sintomi che mi hanno accompagnato fino a fine esame, una sofferenza, ma ormai ho deciso, non posso più tornare indietro,non posso perdere altro tempo, devo affrontare e superare le mie paure,non posso scappare all’infinito, ce la posso fare.

    L’ansia e il panico non avranno più importanza nella mia vita,e non decideranno più quello che posso o non posso fare.

    Sarà faticoso, avrò ansia, avrò anche paura e forse mi tremeranno le gambe , ma non me ne importa, lo sto facendo per me, è quello che voglio e che desidero fare, è giusto che lo faccia. forza ragazzi ,la vita è meravigliosa e noi tutti meritiamo e dobbiamo viverla al meglio.

  120.  
    Daniela
    10 febbraio 2011 | 18:37
     

    Caro Mattia,
    bravo!

    Io sono stata per molti anni schiava del panico e della paura del panico, ma poi è così che ho fatto, proprio come stai facendo tu.
    Ci sono volte in cui ce la caviamo meglio, altre peggio, ma l’importante è non fermarsi.

    Credete che sia stato facile per me riprendere l’aereo dopo un’infinità di tempo?

    Più il giorno fissato per il volo si avvicinava e più mi cresceva l’ansia, alla sera prima di dormire il pensiero correva lì e stentavo ad addormentarmi.

    Ma ero troppo innamorata di quello che stavo per fare per rinunciare.
    E poi, credetimi, dopo tanti anni di rinunce, arriva il momento in cui si è disposti a tutto pur di VIVERE.

    C’è un bell’articolo della dr.ssa Laura Bolzoni Codato che per me è stato fondamentale nella vittoria sul panico, che parla appunto del “sentimento” nei confronti di una meta a cui teniamo tanto.

    Non è solo un desiderio che nasce da un pensiero, un ragionamento, ma un qualcosa che solo a pensarlo ci riempie di soddisfazione (lo sto spiegando con le mie parole, ma quelle della dr.ssa sono molto più appropriate ed efficaci).

    Durante le vacanze dei miei ultimi anni, sono riuscita a raggiungere luoghi per me molto lontani proprio perchè li desideravo con forza, proprio come è successo per Londra.

    Anche l’articolo sulla “porta di Barbablu” mi ha aiutato moltissimo e lo uso come parola magica.

    Per conquistare una meta bisogna prima di tutto crederci, il resto è solo allenamento.

    Nei momenti di difficoltà io avverto la presenza di due peronalità:
    quella ansiosa che una volta aveva il predominio e un’altra saggia e forte che ora ha preso il sopravvento e che penso sia originata dalla sofferenza e nello stesso tempo dalla voglia di vivere pienamente.
    E’ la seconda che detta legge e mi parla, decisa, a voce alta e mi dice come devo comportarmi nei confronti delle vecchie paure.

    Io penso che sia la forza della disperazione, quell’energia vitale a lungo repressa che finalmente si fa largo per assaporare quel pezzo di felicità che le rimane ancora in questa breve vita.

    Un saluto,
    Daniela

  121.  
    chadisja
    10 febbraio 2011 | 23:17
     

    Buonasera cari fiori che fatica………………!!!!!

    Con il vostro aiuto è sempre + facile ed ogni volta che sono giu’ mi basta collegarmi in questo meraviglioso blog.

    Ho iniziato con il mio papà a fare tutte le visite, Tac, Risonanza, Scintigrafia, visita cardiologica, analisi vari ecc.. ed è un enorme lavoro seguire il tutto ed assumere un atteggiamento tranquillo tanto da nn scatenare il panico.
    Sto cercando di difendermi anche x far coraggio alla persona che in questo momento ha + bisogno di me e sto riuscendo la sera a rilassarmi e a far capire a me stessa che devo lavorare sodo se nn voglio crollare.

    Sono daccordo con Daniela: anch’io sento due persone dentro di me: una che vuole piangere e gridare e l’altra + matura e consapevole che vuole tranquillizzarmi ed uscire dai soliti schemi ormai abituali.

    Pensavo qualche giorno fa’ che ogni volta che riesco a stare splendidamente e mi riferisco ai successi e miglioramenti fatti, poi arriva sempre il conto da pagare, tanto per non cambiare .
    Ma non mollo e sto cercando di non fermarmi a pensare, prima stavo bene e non voglio rovinare i miei progressi.
    I medici dicono che la malattia di mio papà è sulla fase iniziale e quindi possiamo avere fiducia anche se il problema c’è ed è di grande entità ma spero che riesca a vivere con le terapie che progetteranno per lui.

    Ringrazio Manuela. Michele, Lamdrea, Claudia e tutti i cari fiori per essermi stati vicini e naturalmente ringrazio la Dott.ssa Laura Bolzoni che con i suoi scritti mi aiuta sempre di piu’.

    Sicuramente avro’ bisogno di Voi e Vi aggiornero’ appena posso.
    Grazie a tutti.

  122.  
    manuela
    11 febbraio 2011 | 07:58
     

    Salve a tutti amici miei, e volevo dire a Daniela e Chadija che sono grandi, grandi, grandi, come quella canzone lì….

    Grazie anche alla cara dottoressa Laura vi abbraccio tutti fiori meravigliosi!!!

  123.  
    manuela
    11 febbraio 2011 | 15:50
     

    Dottoressa, mi può anche dare qualche consiglio specifico sulla paura della gente….
    Visto che solo con i suoi consigli e parlando qui con gli amici mi sento meglio.

    Oggi appunto mi ha chiamato la scuola che mio figlio si era fatto male ad un piede e strillava…. Non le le dico dottoressa mia, comq il pupo ora sta meglio, per fortuna nulla di rotto!!

  124.  
    manuela
    11 febbraio 2011 | 15:50
     

    Però lì per lì avevo perso il controllo e ingigantito la situazione….Che ansia…

  125.  
    cipriani monica
    27 febbraio 2011 | 22:58
     

    buona sera dottoressa, complimenti per il suo blog , è diventato per me un punto di riferimento da molto tempo.

    Adesso mi sono decisa a raccontarle la mia storia.

    Ho 39 anni e ormai da ben 18 anni convivo tra alti e bassi, periodi di cura perchè tocco il fondo e stasi apparente con gli attacchi di panico.
    Ho impresso ancora nella mente il mio primo attacco di panico………la notte di pasqua di 18 anni, improvvisamente mi sveglio, sudo a freddo, mi scoppia la testa, mi sento di svenire,mi sento paralizzata, non riesco a respirare e sono convinta di morire per un ictus…….

    di corsa i miei genitori mi portano al pronto soccorso…..mi ricoverano e dopo 5 giorni mi dimettono, sono sana , non ho niente.
    Da allora inizia il mio lungo calvario, l’ansia anticipatoria è il mio piu’ grande dolore che non mi permette piu’ di vivere la mia vita, per anni non esco piu’, perdo ogni interesse per tutto cio’ che mi circonda,le amicizie…..svaniscono…….l’unico che da allora mi è sempre stato vicino e che è come un martire perchè costretto a subire il mio stato è il mio ragazzo……attuale mio marito.

    La mia vita lavorativa continua infatti l’unico posto dove riesco a controllarmi e tenere a bada gli attacchi è da sempre stato il posto di lavoro…….mentre la mia vita sociale si annulla completamente.
    Inizialmente dopo 5 anni dal primo attacco ho soltanto ansia anticipatoria…..vado per questo da una psicologa che mi impara a fare il training autogeno con il quale riesco a stare bene per un bel po’.

    La botta forte arriva pero’ dopo la mia gravidanza, molto complicata,piena di problemi…….ma impressa nella mia mente come il periodo piu’ sereno della mia vita.
    Il dopo è stato invece un inferno, attacchi di panico continui…….corse al pronto soccorso continue, mal di testa atroce 24 ore al giorno…….paura di morire ormai pensiero fisso con conseguenti sintomi somatizzati.
    Mi decido cosi’ di andare da uno psichiatra che dopo le prime sedute mi dice che ormai il mio è panico cronico e mi fa’ iniziare una cura di seretonina…….serotax per due anni. Devo dire che mi sono sentita rinata…….la mia mente in poco tempo è tornata libera e non piu’ attanagliata da ansia, gli attacchi di panico sono spariti…….

    poi pero’ piano piano nasceva in me una sensazione di ineguatezza……come se non mi sentissi piu’ io come se molte mie emozioni fossero totalmente controllate da questa medicina.

    Dopo due anni ho finito la cura e per 5 anni sono comunque stata bene…..
    Fino a quando due anni fa’…..ecco che torna a far capolino quell’ ormai amica fedele dell’ansia anticipatoria……e giorno dopo giorno ritorno nell’incubo…….questa volta cerco di combatterlo…….di accettarlo…….di superarlo…….ma niente lo frena e in pochi mesi ecco di nuovo attacchi di panico……questa volta non è la testa il mio tallone di achille ma lo stomaco……dolori atroci, dimagrisco 12 kg…….faccio i peggio esami ma tutto è apposto………diagnosi attacchi di panico.

    oltre a questo mi sento una madre che sta distruggendo anche la vita del figlio facendolo vivere in un ambiente di continuo terrore per la morte.
    Anche se non volendo decido di fare di nuovo ricorso ai farmaci…….questa volta mi danno efoxor 75 due volte al giorno……….comincio a stare meglio dopo un mese…….ma non come l’altra volta……ho sempre ansia…….e in piu’ questa volta mi sento proprio una persona totalmente controllata da un farmaco tanto che dopo un anno di mia iniziativa decido piano piano di sospendere la cura.
    Sono 5 mesi che ho smesso e comunque non ho piu’ avuto attacchi di panico……sono sempre pero’ sul chi va’ la’…….e sempre pronta all’arrivo del panico.
    per finire……dico perchè ……..io ho sempre avuto sin da bambina una vita serena…..una famiglia fantastica, ero una ragazza solare…..anima di comitive e adorata da tutti……..anche da grande nel lavoro sono sempre e lo sono tutt’ora elogiata e ammirata……..considerata persona forte e decisa………sicuramente forte si lo’ sono……ma io mi ritengo molto insicura e alla ricera di continue conferme……..che ho continuamente……ma che io non so’ aprezzare,è sempre come se mi dovessi mettere in discussione.

    un bacio e grazie per lo sfogo.

  126.  
    patrizia
    11 marzo 2011 | 20:01
     

    salve, io sono patrizia non so se è qui che si scrive chiedo scusa già ora se non è il posto giusto.
    Ho 35 anni e sono disperata sono 16 anni che soffro di ansia generalizzata con fobie compulsive. io l’estate scorsa sono peggiorata notevolmente sono chiusa in casa ma questo non basta perchè ho problemi anche qui .Le giornate sono troppo lunghe mi da fastidio anche il sole guardo sempre l’orologio per vedere quando finisce la giornata mi sono creata dei riti che sono delle diventati le mie prigioni
    quest’anno per la prima volta ho tentato il suicidio. adesso sto con una dott.essa ma continua a dirmi che dovrei prendere dei farmaci ma io ho la fobia dei farmaci.Sono spaventatissima mi sento messa all’angolo come un animale braccato.Scusate dello sfogo.

  127.  
    anna
    15 marzo 2011 | 16:36
     

    salve io sono anna ho 25 anni e da 8 soffro di attacchi di panico.Ho bisogno di aiuto nn sò come uscirne senza che mi ritorna..aspetto una vostra risposta aiutatemi

  128.  
    Marco
    25 marzo 2011 | 19:04
     

    Ciao Patrizia e Anna,mi chiamo Marco ho 41 anni e sono 15 circa che combatto con l’ansia.

    Gli attacchi di panico mi hanno preso 2 o 3 volte,ma ciò che è invalidante è l’ansia anticipatoria e gli evitamenti.Stò in cura farmaceutica e psicologica da 7 anni circa.La mia psicologa mi ha portato ad un livello di conoscenza delle varie forme ansiose enorme.Ho letto libri,mi sono documentato,ma questo non evita lo stare male (come oggi ).Poi subentra la depressione perchè non sappiamo darci una risposta.Ma forse una risposta precisa non esiste.Sono corso spesso al pronto soccorso.Ma serve solo a farmi perdere quel poco di autostima che ho di me.Perchè se è scientificamente provato che per questi nostri maledetti sintomi,non ci si muore,cosa ci aspettiamo dagli eventuali medici che andiamo a cercare in ospedale?

    Obiettivamente cosa possono farci? Farci aspettare ore in sala di attesa e al limite darci delle gocce di tranquillante che necessitano qualche decina di minuti prima di fare effetto? Sembra tutto facile a dirsi,ma essere razionali in quei momenti è tremendamente difficile.

    Penso che parlare fra noi,scambiarsi pareri ed opinioni possa aiutarci a trovare quella consapevolezza sulle nostre forze reali che ormai ci manca.Ci provo anche io scrivendo su questo blog.

    L’unione fà la forza,io sono pronto ad ascoltare chiunque e a mettere sul piatto l’esperienza accumulata in centinaia di sedute psicologiche.Naturalmente vi consiglio un percorso a parte con un medico del settore.

    Forza ragazzi distruggiamo il mostro insieme

  129.  
    Marco
    26 marzo 2011 | 12:05
     

    Cara dottoressa,ho letto un mese fà il suo ebook.E’ l’ennesmo libro del settore che leggo.Si somigliano molto,ma ognuno ha un qualcosa che ci può arricchire.Nel suo mi piace il fatto che l’autrice è un ex fobica e terapeuta.Questo mi fà capire che è inutile che cerco di studiare il fenomeno in tutte le sue sfaccettature sempre di più.Non serve per arrivare a risolvere il problema.Può aiutarci,ma il resto deve essere farina del nostro sacco.

    Ho estrapolato dal suo libro diverse frasi e consigli per avere in mente un buon vademecum.

    Ma siccome sono più di dieci anni che ho “violentato” la mia mente creando un modo sbagliato di fronteggiare l’ansia,adesso credo che dovrò “riviolentarmi” e soffrire per allenarmi a mettere in pratica tutte le tecniche che grazie a persone come lei noi ora ne siamo a conoscenza.

    Mi accorgo che sarà una strada difficile e dolorosa da percorrere.Spero per me in primis,per mia moglie,per mia figlia,per tutti quelli che mi amano ed anche per voi terapeute che ci sostenete ad oltranza anche quando non rispettiamo le vostre prescrizioni,di raggiungere quella consapevolezza e quella stima in noi stessi che ci permetta di spezzare queste catene che ci impediscono la libertà.

    Grazie del vostro aiuto.Perdonateci se sbagliamo ancora nonostante le vostre raccomandazioni.

    Un abbraccio sincero dottoressa,spero di rinforzare la mia mente coi suoi preziosi consigli

  130.  
    patrizia
    28 marzo 2011 | 17:00
     

    ciao marco e anna io sono qui con voi e per voi sono pronta ad ascoltare e scrivere di me .In questo momento non riesco a scrivere perchè sto molto male. Però vi lascio un caloroso abbraccio

  131.  
    Marco
    29 marzo 2011 | 01:03
     

    Ciao Patrizia,ho 41 anni e sono di Roma.Questi ultimi tre giorni li ho passati sempre sul chi va la’.Ma devo lavorare(faccio il portiere in uno stabile) lo stesso.

    Chiuso in tre metri quadrati di guardiola,solo coi miei pensieri che si focalizzano sempre sui sintomi dell’ansia.Vorrei fuggire in ospedale che sta a due km,ma per esperienza diretta so pure che non serve.Al massimo dopo averti fatto aspettare ti danno un calmante.Ma io sto in cura farmaceutica e terapeutica da 8 anni.

    Patrizia fidati che all’inizio i farmaci ti servono a lenire le sofferenze.Ma non ti risolvono il problema.

    Perché come dice la dottoressa nel suo ebook,il nostro e’ un probema e non una malattia che si cura con la pillola magica.Magari.

    Ma ci tocca soffrire molto per cercare di conquistare fiducia in noi.Questa e’ la soluzione.Ma sara’ una lotta dura.Pero’ ci porterà alla vittoria.Allenandoci e soffrendo maledettamente tutti i giorni.

    Come un atleta col suo corpo necessita di innumerevoli allenamenti prima di vedere dei risultati,lo stesso (aime’) vale per noi.

    Se stai male scrivi i tuoi sintomi ed i tuoi pensieri in quei momenti.Fidati ti aiuta.

    Con affetto Marco

  132.  
    Marco
    29 marzo 2011 | 14:11
     

    Cara dottoressa,cono 5 giorni consecutivi che sto vivendo un incubo chiamato ansia continua.Da quando apro gli occhi la mattina,istantaneamente comincio ad ascoltare il mio corpo e a farmi venire i fastidiosi ed invalidanti sintomi.Ho paura di tutto.Non ho nessuna cosa che mi catturi più dell’ansia nella giornata.Ogni singolo spostamento che devi fare mi inquieta.Sto in cura farmaceutica e psicologica da diversi anni.Sono consapevole che non esiste pillola magica.Ho con me il suo vademecum sull’ansia.Sto vigliaccamente,tramite il mio psichiatra,cercando una nuova terapia medica perché questa dopo tre anni forse non mi fa’ più
    l’effetto dovuto.Ma so pure che come lei spiega nell’ebook che il farmaco non e’ una soluzione.Ma io sono stanco di combattere tutte le ore di tutti i giorni.Ho una figlia di 5 anni ed una moglie.Mi ripeto sempre:vivi i sintomi,non fuggire,accettali per quello che sono,non fuggire all’ospedale perché e’ il posto sbagliato al momento giusto,il panico non uccide,sono sintomi dannosi ma non pericolosi….Tutto il giorno così.Non ne posso più,mi deprimo sempre più e mi sento immobilizato in questo limbo.Provi ad aiutarmi per favore

  133.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    29 marzo 2011 | 18:31
     

    Caro Marco,

    è come se l'”ansia continua” che descrivi ti mantenesse costantemente prigioniero, come se quei pochi metri quadrati in cui trascorri le tue giornate per svolgere il tuo lavoro di portiere, fossero diventati tutta la tua vita, che si è trasformata in una “vita in scatola”.

    Ti sei incagliato negli scogli e non riesci più a orientare la tua esistenza.

    E’ importante che tu non trasformi l’ostacolo, che nel tuo caso è il controllo su tutto quello che ti accade a livello fisico, che è fatto dell’ insieme di tutte le sensazioni e di tutti i sintomi che avverti con il fine vero, reale della tua vita.

    Hai piacere di leggere le due risposte che ho dato a Ros e a DaniD, alla base del mio articolo “Panico e Amore” ?( clicca qui per leggere )

    Se tu identifichi te stesso solamente nella materia, nel corpo fisico allora ogni minima sensazione che avvertirai a livello fisico e che non potrai controllare, ti stravolgerà, ti preoccuperà e ti lascerà un senso di inquietudine.

    Per fortuna noi non siamo solamente fisici, abitiamo anche in un mondo interiore meraviglioso, abbiamo anche una natura non fisica, che può scegliere il proprio bene.

    Forse hai paura di aprirti alla tua realtà interiore, forse hai paura di cambiare vita oppure di cambiare gli occhi con cui osservi il mondo e le cose.

    Sai bene che se contini a fare le stesse cose sbagliate, otterrai sempre le medesime soluzioni errate.

    Più che ascoltare il battito del tuo cuore, vai verso il tuo cuore!

    Ti sono vicina e ti auguro di sentire nuovamente dentro di te la forza e il potere della libertà di scelta di uscire dalla solitudine di quel gabbiottino di vetro, in cui ti sei temporaneamente rinchiuso e di trovare un fine nuovo, vero, reale da amare e da conquistare nella tua vita!

  134.  
    claudia
    5 aprile 2011 | 16:29
     

    Cari Monica,Patrizia ,Anna e Marco vi ho letto intensamente e le parole che ognuno di voi scrive mi toccano nel profondo perche’ e’ lo stesso disagio che vivo o da 10 anni,ormai sono entrata a far parte di questo splendido giardino da piu’ di un anno e non finiro’ mai di ringraziare la dottoressa Laura Bolzoni Codato per questa splendida opportunita’ che ci sta offrendo ,per me e’ tantissimo sapere di poter venire qui’ì a parlare e sfogarmi con persone che mi capiscono perche’ sanno di cosa parlo,che vivono le mie stesse paure…il percorso e’ lungo faticoso e tortuoso,possiamo cercare di chiedere consigl,di avere un supporto psicologico e morale,ma la parte piu’ importante,il grosso del lavoro spetta solo a noi; se e quando decidere di mettere tutto l’impegno per vincere questa battaglia !

    Marco in questi giorni anch’io come te sono in preda all’ansia e’ tornata prepotentemente nella mia vita,prima almeno quando stavo a casa ero tranquilla serena,invece adesso anche se non devo fare nulla sono spaventata non mi sento piu’ in grado di affrontare niente che brutta sensazione dovrei riuscire a spostare l’attenzione concentrarmi su qualcosa di bello manon ci riesco..e dire che ho un bimbo di due anni cosa c’e’ di piu’ bello!!??il dottore mi ha consigliato di assumere xanax e cipralex io ho tanta paura non vorrei prendere niente,ma come faccio a stare meglio se da sola non ci riesco??
    Un abbraccio a tutti

  135.  
    patrizia
    5 aprile 2011 | 17:28
     

    Ciao,quanto capisco io sono circa un anno che non sto bene neanche in casa mi è presa la fobia del sole e delle ore che non passano mai .Adesso che sono le cinque sono in ansia totale perchè il giorno si è allungato e penso cosa faccio ad uscire non riesco ho degli orari per tutto.Tutti mi dicono che dovrei prendere le medicine ma ho avuto bruttissime esperienze.Dott. ssa io ho comprato il suo libro un pò di tempo fa,ma mi domando mica ha qualche suggerimento anche per le fobie ? Scusate sicuramente nessuno avrà capito niente perchè non riesco spiegare mai bene le mie sensazioni. Un abbraccio.

  136.  
    Marco
    7 aprile 2011 | 12:02
     

    Ciao Patrizia e Claudia.

    Anche io ho una bimba di 5 anni che vuole giustamente essere protetta ed avere in punto di riferimento in noi genitori come noi(tutt’ora) lo abbiamo avuto dai nostri.Spesso ci deprimiamo pensando ma se abbiamo tutte queste paure e fobie come facciamo a proteggerli? NON ESISTE (giustamente) una formula magica,o un farmaco miracoloso.Non ci sarebbero blog,terapeuti e quant’altro.

    Oggi mi sento particolarmente positivo e quando sono euforico prendo di petto la vita e non ci sono paure.Anche voi come me,avete una forza interiore mostruosa.IL problema è saperla tirare fuori in quei nostri momenti.NON E’ FACILE,è una lotta continua,stressante che ti sfianca fisicamente e mentamente.Ma la noia è il nostro suicidio quotidiano!!!! Muovetevi e tutto si muoverà!!! Non esiste notte tanto lunga da non permettere al sole di sorgere!!!

    Sono frasi che spesso mi ripeto in quei momenti.Oggi ad esempio ho cercato di appassionarmi alla mia quotidianeità di portiere di uno stabile.E’ il mio noioso lavoro,ma mi sono messo a fare le puizie a fondo delle scale ed adesso sono stanco e felice.Un attività sportiva aiuta tanto le persone come noi.Perchè se dopo una corsa il cuore (come da natura) batte più forte non ci facciamo caso,mentre se lo sentiamo accellerato in certi momenti ci appanichiamo?Adesso,oggi,che mi gira bene posso dirvi:noi facciamo cento cose bene,ma ci ricordiamo solo le due/tre volte che evitiamo per l’ansia.Ma in termini matematici pesiamo di più il 3% dei fallimenti emotivi che il 97% dei nostri successi.Questo perchè per noi i successi sono la norma,la quotidianeità e li sviliamo,ma non è cosi.Ragazzi in merito ai farmaci mi permetto di dirvi che aiutano,prendeteli tranquillamente sotto prescrizione,ma non fatelo pensando di aver risolto i problemi dell’ansia.Riverrà lo stesso,forse di meno,ma come racconta la dottoressa nel suo libro,non basta smettere di fumare,di bere,di questo o di quell’altro per evitare il panico.

    Aiuta fare una vita senza eccessi,ma sappiate che il mostro può tornare all’improvviso,quando meno te lo aspetti.Noi dobbiamo solo imparare a non farci cogliere impreparati….

    Vi abbraccio tutte

    Marco

  137.  
    patrizia
    7 aprile 2011 | 18:22
     

    Ciao Marco, sentire delle parole positive mi rinfranca il cuore . Grazie.

  138.  
    claudia
    8 aprile 2011 | 21:59
     

    Ciao Marco ,
    hai proprio ragione tutti abbiamo una forza interiore grandissima,solo che non sempre riusciamo a tirarla fuori soprattutto quando vorremmo ..questo genera una sorta di sfiducia e di svilimento che ci porta a pensare di non farcela di non essere in grado di non esere abbastanza forti,perlomeno per me e’ cosi’…Riguardo alla noia poi parole sante e’ una nemica subdola che si insidia e ci toglie energia ,anche io come te quando mi sento particolarmente giu’ mi metto a fare qualcosa cosi’ mi sento un po’ meglio ,piu’ soddisfatta ..
    Grazie per la tua positivita’

  139.  
    Marco
    9 aprile 2011 | 11:47
     

    Care amiche del blog,vi scrivo in questo momento in cui i sintomi mi stanno sopraffando.Per lasciare due righe in diretta con le mie emozioni.Stamane mi sono alzato molto positivo scherzando con le mie donnine e andando al bar a prendergli i cornetti.Io ho preso il caffè!!! Maledetto caffè.Non so se è il caffè che mi crea disturbi fisici che chiamano immediatamente l’ansia oppure sono io,memore dei trascorsi fastidi col caffè,che mi dico inconsciamente:adesso ti arriva l’ansia.Sento i sintomi salirmi dentro,sofraffarmi.IL cuore è accellerato,la testa mi gira,mi sudano le ascelle e le mani.Mia moglie e mia figlia sono andate a fare una passeggiata al mare.Stò al lavoro in guardiola da solo.Che faccio? Scappo in ospedale col taxi?Ma la risposta dell’ospedale la sappiamo già.Allora cara dottoressa Laura che faccio?Quello che lei nel suo libro e la mia terapeuta da anni mi dice,cioè di guardarlo in faccia adesso,di affrontarlo.Ho paura a fare quella che la mia terapeuta chiama la peggiore fantasia.Mi sento svenire?Mi sento morire?Mi sento impaurito?Allora dovrei dire:eccomi sono quò mostro,prendimi.Ma non è facile ragazze.Ci proverò per me e per tutti noi.Quando sto cosi cerco sempre un ospedale,non riesco a calmarmi stando a casa.Sento il bisogno di fuggire in un luogo “sicuro” come un pronto soccorso.Perchè cosi ho sempre fatto.Ma arrivato li non ho mai fatto nemmeno l’accettazione.Mi sentivo stupido e conscio del fatto di non poter dire aiuto ho l’ansia!!!! Ma adesso,anche se ho moltissima paura,mi metterò sul letto e lo aspetterò il mostro.Se necessario lo guarderò in faccia,lo vivrò,mi ci abbandonerò dentro.Vada come vada.Ho i muscoli del corpo idolenziti per la tensione.

    Cosa è cambiato nel Marco scherzoso di stamane alle 8,00 con quello tremante di adesso? Uno stupido caffè che sta battendo la mia poca fiducia in me e la non capacità di tirare fuori l’energia necessaria che abbiamo dentro.Cosi come ho fatto l’altro giorno quando vi ho scritto perchè stavo benissimo.Spero mi capiate,ci sentiamo dopo adesso ho un problema da superare….Vi aggiornerò

  140.  
    claudia
    12 aprile 2011 | 15:55
     

    Altro che ti capisco Marco tutti noi viviamo purtroppo di alti e bassi ,magari la giornata comincia male poi tutto fila liscio come l’olio ,o viceversa come e’ successo a te..dobbiamo imparare a infischiarcene come dice la dottoressa,ma non e’ facile lo so in certi momenti risulta quasi impossibile,pero’ come hai detto tu stamattina quella forza incredibile dentro ce l’abbiamo tutti,quindi bisogna allenarsi a tirarla fuori dobbiamo renderla presente a noi stessi cosi’ da superare i brutti momenti…sono sicura che poi hai superato questo momento alla grande..foirza forza!!

    Perche’ non venite a commentare l’ultimo articolo della dottoressa molti di noi sono di la’!!

  141.  
    Francesco
    12 aprile 2011 | 20:18
     

    Sono francesco ho 17 anni e sono un lettore del blog,ho appena pagato il bollettino postale per ricevere l’ebook panico vinto,io spero ke mi dia forza e coraggio perchè non riesco più a distrarmi da questa cosa.Iniziò tutto durante le vacanze di natale scorso con un nodo in gola,mi stringeva fortissimo e il dottore disse ke era ansia.Il 21 febbraio il mio primo attacco di panico.Ora è da una settimana ke non soffro di derealizzazione però mi nascono nuove paure come per esempio quella di diventare pazzo e di conseguenza di commettere un brutto gesto che non l’ho mai pensato prima,proprio perchè ero un ragazzo pieno di vita con tanta voglia di fare,pensavo ai miei mille progetti del futuro,quindi non ho più fiducia in me…..ho una splendida ragazza ke vive ogni giorno i miei terribili momenti di paure e solitudine, dei genitori splendidi e giovani, tanti amici, non ho problemi a scuola e non so proprio da dove iniziare ad attaccare questo nemico….ho solo capito ke non esistono nemici peggiori come quelli ke si nascondono nel nostro cuore…voglio riprendere la mia gioia e il mio amore per una vita splendida,proprio come prima,,,,,,spero ke tutti voi con la amata dottoressa mi aiutate a superare i miei brutti momenti ke si moltiplicano ogni giorno anche quando faccio sport,ke era l’unico modo con cui potevo distrarmi dai problemi quotidiani.Il 21 aprile sono 2 mesi di vita di questo nemico che non ha pietà di nessuno…attendo calorose risposte…grazie.

  142.  
    Marco
    13 aprile 2011 | 10:07
     

    Francesco,benvenuto nel problema del secolo.Mi chiamo Marco e sono 20 anni che ho a che fare con questi a volte invalidanti sintomi.Stò in cura psicologica e terapeutica da diversi anni.Sono scappato spesso in ospedale in preda alla paura di morire col cuore impazzito,con la sudarella,con la bocca asciutta senza saliva.Sembravo morissi da un momento all’altro.Ma “purtroppo” non abbiamo niente di ammalato.E’ il nostro cervello che crea l’ansia che ci distorce la realtà.Ma all’ospedale più che darti dei calmanti non possono fare altro.Da anziano ti consiglio di parlarne con un terapeuta.Non è vergogna andarci.Segui i suoi consigli.Non esiste formula magica o pillola della felicità.Sarebbe troppo bello,troppo facile e non sarebbe frutto della tua forza di volontà.Io Francesco ho 41 anni,una bambina di 5 anni una moglie e dei bravi genitori.Ti scrivo mentre stò combattendo coi sintomi che da qualche giorno a questa parte mi stanno facendo impazzire.In questi anni mi sono recluso in casa.Facevo solo piccoli spostamenti.Niente vacanze se non c’era un pronto soccorso vicino.Di riflesso ho condizionato la vita di chi mi stà vicino,obbligandoli alle mie rinunce.Con i conseguenti sensi di colpa che giorno dopo giorno mi hanno tolto la stima di me stesso.Perciò non ti infognare troppo con internet,coi libri,coi forum,coi sintomi…Prendi subito di petto il problema facendoti seguire tranquillamente da qualcuno e vincerai prima di noi,senza fare tutte le trafile che ancora stiamo facendo

  143.  
    Marco
    13 aprile 2011 | 16:45
     

    Ciao Claudia non so dove devo andare per commentare l’ultimo articolo della dottoressa.Mi aiuti?

  144.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    13 aprile 2011 | 17:00
     

    Marco,

    ecco dove trovi l’articolo ” Attacco di panico e amore “, di cui ti parla gentilmente Claudia e dove, se desideri puoi lasciare il tuo Commento, clicca qui per leggere

  145.  
    Marco
    13 aprile 2011 | 17:05
     

    Cara Dottoressa,stò passando dei giorni da incubo.Dai sintomi credo che adesso ho a che fare con l’ansia generalizzata.Oggi ho l’appuntamento con lo psichiatra per revisionere la cura medica che prendo da due anni.
    Non sono abituato a combattere coi sintomi tuttoil giorno,che mi svegliano alle 5/6 di mattina e mi fanno subito pensare…..Stanno con me tutto il santo giorno concedendomi solo qualche pausa.Ho provato le varie tecniche e strategie.Tipo fare la peggiore fantasia,pregare il signore Dio,da oggi ho cominciato a guardare intensamente una foto di papa Wojtyla per 3 minuti.Ho provato ad immaginarmi quando avevo 6 anni con gli occhiali da solo a scuola…Ma alla fine Dottoressa,sono stremato e depresso.Vado a dormire alle 21.30 circa,ho poco appetito,in continuo ascolto del mio corpo,col pensiero sempre rivoltoad una eventuale ed inutile fuga al pronto soccorso.Sono stanchissimo.Accetto ogni tipo di consiglio in merito,perchè mi trovo troppo a disagio con quest’ansia perenne.Grazie

  146.  
    Francesco
    14 aprile 2011 | 21:07
     

    grazie marco…poi ti faccio sapere…spero ke questa macchia di inchistro di 2 mesi posso smacchiarla subito,come dice la dott.ssa nel suo articolo.

  147.  
    luigi
    14 aprile 2011 | 22:30
     

    ciao a tutti, buona sera dottoressa. Marco so di cosa parli, non ti preoccupare non sei l’ unico. Io ho 36 anni e convivo con questo problema da quando ne avevo 19. Ho fatto dei passi avanti ma non ne sono ancora completamente uscito. Uno dei miei problemi è uscire e andare da qualche parte in un posto che non conosco, in macchina o con i mezzi, senza compagnia. Ad esempio in questi giorni dovrei andare a Monza e abitando a milano, ho calcolato circa 25Km. di strada. So già che non ci andrò se non accompagnato da qualcuno, questa cosa mi fa sentire male, mi fa giudicare me stesso al pari di una nullità. Io ho sinceramente paura di trovarmi solo e in difficoltà negli ambienti che non conosco, ho paura di non trovare aiuti all’ altezza delle mie paure, persone che mi sappiano sorreggere, abbracciare, rincuorare. Ho paura di trovarmi a disagio, deriso e impreparato. Brutto vivere così, il mio psichiatra, ad una domanda che gli rivolsi in merito all’ ansia, una volta mi disse: “male che vada si muore” era una battuta e la disse ironicamnete. Ammetto con sincerità che mi sollevò tantissimo pensarla in quei temini. In fondo in fondo male che vada si muore. Il disastro che mi provoco in testa prima di un attacco di panico, è sempre più tragico della morte, è assurdo ma è così. Il maggior disagio che mi assilla è il fatto di dovermi sempre preparare prima di affrontare una situazione, immaginandomi cosa potrebbe accadere, se sarò all’ altezza della situazione, se non avrò problemi, se la gente mi prenderà per pazzo ecc.. ecc.. Mi rendo davvero conto che il problema è semplicemente di voler controllare tutto, tutto quello che c’è all’ esterno deve essere perfetto, come me…. così da non trovarmi scomode sorprese. Ma non è così, io non sono perfetto e li fuori, tutto è in movimento, nulla si controlla ed è proprio questo il bello della vita per qualcuno. Se mi guardo davvero dentro la cosa che più mi fa più stare male, è l’ essere giudicato dagli altri, l’ essere deriso e preso in giro, additato come anormale, da ciò probabilmente derivano le mie ansie. Mi piacerebbe prendermi un pò in giro, forse basterebbe un pò più di ironia e un pò di sano …ma vaff.. Scusate, basta seghe, Ciao a tutti, Notte

  148.  
    Marco
    15 aprile 2011 | 10:50
     

    Ciao Luigi,benvenuto nel club.Siamo più di quanto possiamo immaginare.Ma questo non ci rincuora.Io lavoro come portiere in uno stabile a Roma e passa praticamente tutto il tempo col rumore dei miei pensieri!!! puoi capire come faccio viaggiare il cervello ad ogni minimo sintomo.Ho una figlia di 5 anni ed un ottima compagna.Ma da una settinana a questa parte stò combattendo con una forma di depressione-insoddisfazione madre dei sintomi che mi assillano già dalle 5 del mattino,facendomi girare e rigirare nel letto.Provo in continuazione a violentare la mia mente.Ma solo gente come te,come noi,può capire quanto sia difficile e svilente.L’autostima scende a zero.Ho l’ospedale a 2 km.Penso ad una fuga al pronto soccorso spessissimo durante il giorno.Ma siccome l’ho già fatto qualche volta,e una volta arrivato li nemmeno faccio l’accettazzione e mi metto in un angolo in attesa che passi per poi punirmi pesantemente coi sensi di colpa….Che uomo sono che abbandona il posto di lavoro,che lascia tutte le responsabilità alla sua compagna,che lascia la figlia con la mamma perchè il papà ha PAURA DEI SINTOMI DELL’ANSIA.Ma combattere tutti i giorni con queste cose ti stressa.Vigliaccamente ho pensato di farmi ricoverare per riposarmi.Ma la parte intelligente di me,mi fà notare che al massimo ti tengono sedato come un automa,che mia figlia si chiederà perchè papà non dorme nel lettone con noi? (ancora dorme fra noi Sofia).Siccome sono stato da agosto a novembre ricoverato per fratture in seguito ad incidente con lo scooter,che gli dirò?Ed il lavoro?E mia moglie dovrebbe risostituirmi in portineria,continuare il suo di colf e fare la mamma per un totale 15 ore al giorno come pochi mesi fà? No sarebbe la mia fine psicologica.

    Scusami Luigi,scusatemi tutti ma come posso “VOMITO” tutto il mio malessere.Anche io caro Luigi,spesso provo a dire ma vaff…basta seghe mentali,però poi….Speriamo che la nuova cura farmaceutica che ho iniziato ieri mi dia al più presto una mano.Vi abbraccio tutti

  149.  
    luigi
    15 aprile 2011 | 17:59
     

    Quello che posso dirti Marco, nel mio piccolo, è semplicemente di non cercare di controllare troppo il tuo corpo e non giudicare male la tua mente, il tuo io. Il nostro corpo va avanti da solo senza che te ne preoccupi troppo, è una splendida macchina con tutti gli accessori giusti per poter navigare su questo strano pianeta. Siamo essere umani, più o meno sensibili con qualità e difetti che fanno di ogniuno di noi un qualcosa di davvero unico. Che piaccia o no per stare a questo mondo, bisogna stare alle regole e queste regole, non le decidiamo noi. Soffermarci “troppo” tempo sulle cose, sulle sensazioni, è un peccato perchè mentre il tempo continua a scorrere noi siamo li, fermi in un istante che nega ed esclude tutto il resto, ci priviamo quindi di nuove emozioni, nuovi incontri o semplicemente della libertà di stare fermo e sereno a guardare il celo azzurro. Tutto questo non ci aspetta, scivola via.

    Nei miei momenti peggiori, la cosa che mi è stata insegnata e che ho capito col tempo e metabolizzato è: non scappare dai propri brutti pensieri, accoglili e accettali dentro di te, purtroppo non è facile come a dirsi, ma lavora su questa semplice forma mentale. Non più quindi, essere irritato quando sei in preda ai brutti pensieri, ma stai vicino a te stesso, l’ ansia può farti compagnia senza farti del male, fai si che i brutti pensieri possano accompagnarti e restare con te, non li ostacolare e non sprecare troppe energie per evitarli, non serve…. se riesci ad applicare quanto appena detto, piano piano l’ ansia si attenuerà. E’ collaudato. ciao in bocca al lupo

  150.  
    claudia
    19 aprile 2011 | 16:36
     

    ciao marco scusa non sono riuscita a collegarmi prima ,ho visto solo ora che mi chiedevi come commentare l’ultimo articolo per fortuna la dottoressa ti ha gia’ risposto, come stai?va un po’ meglio con i sintomi?

    Un saluto anche a monica ,patrizia,francesco e luigi

  151.  
    Marco
    23 maggio 2011 | 16:36
     

    Vorrei poter parlare con qualcuno vorrei essere aiutato
    Vorrei non soffrire piu d ansia e attacchi di panico

  152.  
    Marco
    5 giugno 2011 | 16:11
     

    Salve
    Soffro d ansia e attacchi di panico da un anno non riesco ad andare in vacanza ho paura di tutto ormai mi sento prigioniero di me stesso mi metto limiti sempre piu assurdi e’ da tre anni che non faccio una corsa sono convinto che se corro morirò che il mio cuore impazzisca
    Lasciare la città mi terrorizza credo che starò male se lo faccio non so come fare le persone che ne parlo non cercano di aiutarmi mi sento solo e meno di tutti gli altri … Aiuto.

  153.  
    giulia
    10 giugno 2011 | 21:50
     

    Ciao Marco come stai ora?

  154.  
    Maddalena
    27 agosto 2011 | 15:54
     

    Cara dottoressa e amici del blog
    voglio scrivere in questo spazio perchè ho voglia di parlare con qualcuno del mio disagio.
    Ho appena compiuto 21 anni e l’ 8 luglio 2011 ho avuto il primo attacco di panico: ero in macchina di ritorno da una serata tranquilla con gli amici e all’improvviso sento due forti dolori al cuore dopo i quali quest’ultimo inizia a battere all’impazzata, inizio a tremare a partire dal basso ventre, scendo dalla macchina e ho giramenti di testa. Dopo due ore mi calmo ma il battito rimane forte, e ho ancora fitte (anke se +leggere) al cuore. Decido di andare in ospedale e mi fanno l’elettrocardiogramma il battito è a 109, poi mi danno delle gocce per l’ansia dopo un’ora il secondo elletrocardiogramma e il battito scende
    a 90. Mi hanno detto che poteva essere lo stress (possibile, visto ke ho studiato tantissimo,forse troppo quest’estate) o probemi alla tiroide (eclusi dopo le analisi). I giorni seguenti rimango sempre ansiosa, avevo paura che mi rivenisse un nuovo attacco di panico e forse per questa preoccupazione avevo sempre il battito accelerato che non mi ha permesso di studiare come volevo per l’esame che dovevo affrontare. E propro la notte prima dell’esame universitario (per il quale ho studiato pochissimo perchè non riuscivo a concentrarmi a causa dell’ansia) ho un altro attacco, che non mi fa dormire tutta la notte che mi fa stare malissimo e decido di non andare a farlo. Da lì comincia l’ansia quotidiana, un’ansia che sfianca, che avvilisce probabilmente per essere all’erta in caso di attacchi di panico che comunque sono tornati a farmi visita ogni 5/6 giorni. Gli unici momenti in cui stavo meglio erano quelli in cui mi distraevo con i miei amici, ma quando rimanevo sola e a casa la situzione diventava insostenibie, finchè non uscivo (sempre con il mio ragazzo), non stavo bene. Man mano che passavano i giorni l’ansia era sempre più forte finchè arriva il giorno prima di partire per le vacanze: stavo malissimo, neanche col mio ragazzo riuscivo a trovare sollievo ( lui non ne sa nulla, come i miei d’altronde), non sapevo dove sbattere la testa. Il giorno della partenza ho avuto un attacco di panico ed è come se con questo avessi scaricato tutta l’ansia. I giorni seguenti sono stata bene, l’ansia c’era ma la domavo, quando arrivava il pensiero riuscivo a scansarlo pensando ad altro, ero distratta forse. Ho avuto due attacchi di panico in quei 10 giorni di vacanza ma sono riuscita a domarli, sono durati molto poco rispetto alle 6-8 ore del solito, li ho aggirati. Fatto sta che tre giorni fa sono tornata a casa e non sto più così bene. Il primo giorno è andata bene, ma già ieri l’ansia è tornata a trovarmi e stamattina sembra proprio non volersene andare..Ho paura, non so che fare!mi sento impotente, cerco di reagire ma il pensiero va sempre lì, è come se la mia testa fosse masochista e andasse sempre a cogliere quel pensiero. Non ho parlato a nessuno di questo stato d’animo, nè alla mia famigla nè al mio ragazzo, ho paura di come potrebbero guardarmi e di cosa potrebbero dirmi. Non ho mai avuto così paura in vita mia ma mi rendo conto che devo fare qualcosa perkè quest’ansia non mi permette di studiare e concentrarmi nè di vivere una vita normale. Il problema è ke quando sono in compagnia sto bene (anche se non sono tranquilla al 100%) ma quando sono sola è una tragedia, penso solo all’ansia a(ccompagnata dal battito accelerato)e questa mi sale sempre di più.
    Ho bisogno di aiuto, di un consiglio di chi ha vissuto questi momenti orribili ma ce l’ha fatta a superarli…Ho bisogno di sapere che tornerà tutto come prima e riavrò indietro la mia vita e la mia tranquillità..
    Sperando in una risposta
    Un saluto

  155.  
    chiara
    4 novembre 2011 | 16:03
     

    Gentile Dott.ssa,
    mi chiamo Chiara, ho 32 anni e vivo a Genova. Per caso ho trovato il suo blog ed ho iniziato a leggerlo con molto interesse.
    Leggendo le sue parole, ho percepito un senso di forza e di umanità ma soprattutto la sensazione di essere CAPITA, di non essere SOLA.
    La mia storia incomincia più di due anni fa, vengo colta dal primo attacco di panico nel sonno, in quel periodo mi ero messa in testa di diventare un’attrice ma in fondo sapevo che non era davvero quello che stavo cercando. Così inizia il calvario che viene immediatamente tamponato da psicofarmaci e ansiolitici e da una terapia a indirizzo cognitivo, che mi aiuta ma solo fino a un certo punto.
    Dopo che il corpo si è assuefatto e i farmaci hanno fatto la loro parte, a distanza di poco più di due anni, ricado nel baratro del pessimismo e dello sconforto, lo psichiatra mi suggerisce una nuova molecola ma questa volta io dico NO. Ho immaginato la mia vita appesa a un farmaco sempre diverso, avvolta in una spirale senza fine e senza via d’uscita. Così, ho deciso di iniziare a curarmi con l’omeopatia da un medico omeopata, e voglio credere di poter raggiungere dei bei risultati, perchè voglio credere di avere già dentro di me TUTTE LE RISORSE necessarie alla mia guarigione.
    La strada sarà dura e tortuosa ma io spero di avere il coraggio di andare avanti e se cadrò, spero di avere la forza di rialzarmi. Quindi so che il mio obiettivo principale è LIBERARMI da questo incubo ma nello stesso tempo, sento che mi manca una meta che mi infonda forza e coraggio ma soprattutto MOTIVAZIONE che potrebbe essere un buon antidoto contro questo mostro.
    Purtroppo però, sono molto confusa e per di più mi devo scontrare inevitabilmente con i limiti che la nostra società ci impone, primo fra tutti, ARRIVARE A FINE MESE.
    Sono consapevole che qualsiasi lavoro possa andare bene ma sono anche consapevole che sia estremamente importante trovare un senso in quello che si fa, per lo meno, per me è fondamentale.
    Fino ad ora, mi sono sempre accontentata di fare qualsiasi tipo di lavoro pur di mantenermi (giustamente) ma sento che avrei voglia di esplorare in direzioni più affini al mio modo di essere, fondamentalmente però mi imbatto in due grossi problemi: il primo è che non so cosa voglio e il secondo è che sono costretta a lavorare e di conseguenza tutto diventa più difficile.
    Eppure sono profondamente convinta che se trovassi qualcosa per me di entusiasmante, mi arriverebbe un’energia e una voglia di fare che contribuirebbero all’uccisione di panico e depressione.
    Il punto è che non so da che parte iniziare, non ho ancora una fiducia e una forza d’animo tali da potermi supportare e questo è fonte di grande insoddisfazione e disagio.
    La questione che mi sta ossessionando è questa: è proprio necessario avere una sola meta o si deve andare per tentativi? Quello che so è che mi è venuta a mancare una fase di esplorazione e di sperimentazione che ora sento di dover compiere. Posso dire che tutto ciò che è contatto umano, viaggi e culture diverse sono cose che mi stimolano ma non saprei dire nulla di più preciso e ho anche un po’ paura di non riuscire a sentire cosa può farmi stare bene e di sbagliare scelta.
    Una cosa è certa: ho bisogno di realizzare la mia persona, se solo potesse darmi una mano, gliene sarei grata.
    Grazie per il suo aiuto, da ora in poi la seguirò con amore.

    Chiara

  156.  
    ele
    20 dicembre 2011 | 12:31
     

    buon giorno cari fiori e ben ritrovati,e’ da un po che non scrivo qui……ho preso il volo x un po di tempo e fuggivo dalle situazioni o argomenti che mi riportavano all’attacco di panico e cio che ne deriva…….non volevo riaprire lA stanza di barbaablu.
    e’ andata bene x ben lunghi mesi…..l’ultima volta che ho scritto o letto qui risale forse a primavera scorsa???? da allora ho ritrovato la serenita’,la vita,il cinguettio degli uccelli,l’albero,l’aria,l’amore,il dolore,i problemi,le gioie,tutto senza sintomi.
    oggi invece,da due settimane che sono ripiombata mannaggia,e sapete xche’……sembro destinata a supportare qualcuno della mia famiglia che ha il mio stesso problema,io ci ho messo 20 anni,l’anno scorso il mio primo figlio,l’ha provato,starle vicino x me e’ stato atroce xche io ancora evito…..ma c’e l’ha fatta in breve tempo lui,come mi auguro succeda a te…..

    Michela,quanto piu in fretta pulisci la macchia piu facile sara’ a rimanere a galla……..e so che ce la farai,sei nel posto giusto…….a me ha aiutato tantissimo,insieme al mio terapeuta,alla mia famiglia,e alla mia forza,ma soprattutto al buon Dio…..ma io me lo trascino da 20 anni ed e’ piu complicato…….oggi il mio piccolino d 8 anni vive questo disagio,dopo un intervento operatorio improvviso,riuscito bene ,adesso e’ tutto a posto,ha paura……di tutto…….ed io sono ricrollata………

    Laura cara so che mi leggerai e so che troverai la parola giusta anche x me……che ancora vicino a chi ci soffre io crollo,ringrazio come sempre tutti voi fiori,te Laura cara e faccio un in bocca al lupo grande …….natale si avvicina….io credevo di avercela fatta e credevo che finalmente sarebbe stATO il mio primo natale libera,senza panico,ecc……e invece eccomi qua.vvb tutti,un abbraccio e a presto

  157.  
    Milena
    20 ottobre 2012 | 12:02
     

    Ciao Laura, vorrei condividere con voi la mia storia. Da circa 5 mesi soffro di attacchi di panico. Solo adesso ne sono consapevole … e ne sono “distrutta”. Avevo una vita “normale” e felice un marito meraviglioso, una splendida bambina. Unici nei : un lavoro appagante ma stressante per via di un datore sempre polemico e insoddisfatto; i miei genitori che adoro ma che invecchiando hanno avuto seri ploblemi relazionali e una mamma problematica con stati ansiosi/paranoidi. Ma tutto era sotto controllo fino a 2 anni fa quando subisco un incidente stradale in moto (il conducente dell’auto scappa), frattura dell’omero con placca e nove viti; riabilitazione di 5 mesi e tanto tanto dolore che affronto “da sola” perché nessun altro può “sentirlo”. Il braccio non recupera al 100% ma quasi. E’ tutti mi ripetono quanto sono stata brava e coraggiosa. Poi dopo questo periodo nero resto incinta della mia seconda bimba. Tutto rinasce in un’esplosione di vita e di gioia. Ho qualche piccolo episodio al supermercato o in banca ma tutto viene letto nella chiave neo-.mamma un po’ stanca. Poi a 5 mesi dalla nascita sono alla guida in autostrada con la mia piccola ed arriva il caos! Non vedo piu’ la strada, sento solo i camion che suonano e mi superano, i lavori in corso non mi permettono di fermarmi subito sudo e sembro gelata, non posso svenire ho la mia piccola e la sua vita dipende da me! Riesco a trovare un’aerea di sosta liquirizia, acqua e riparto. Tutto sembra essere tornato alla normalità, ma gli episodi si avvicinano nel tempo alla guida, al lavoro, in casa. Non so cosa mi succeda e in questi 4 mesi mi sottopongono a così tanti accertamenti da “ribaltarmi come un calzino” rm,encefalogrammi nel frattempo su consiglio del neurologo potrei prendere un leggero antidepressivo (testuali parole siamo un po’ tutti depressi). Ma io mi rifiuto sento che ci deve essere un’altra strada e preferisco l’alternativa i fiori di Bach. Inizio una terapia di sostegno psicologico che mi sta aiutando a volermi bene e a darmi il giusto valore. Sto facendo la cranio-sacrale ogni settimana ed inizio a portare il doloro fisico della distorsione cervicale ad uno stato piu’ fisico. Ma il panico resta alla guida, al lavoro in fila al supermercato … Penso che c’é dell’altro oltre al post-trauma e incrocio il tuo sito e mi sembra di iniziare un poco a respirare mi dico non sono sola, E neanche malata o matta. Che ho un problema e devo trovare la mia nuova dimensione prima di smaterilizzarmi! Non posso permettermelo ho due magnifiche creature e un compagno di vita, ma non so dov’é Milena adesso!

  158.  
    rita
    31 ottobre 2012 | 00:47
     

    Ciao milena vedo ke hai scitto da poco su questo meravigloso blog anch’io naturalmente sono nel pentolone ma da quando ci sono mi sento piu fiduciosa se ti va ci si scrive sul blog

  159.  
    massimiliano
    16 novembre 2012 | 15:08
     

    ciao a tutti,mi chiamo massimiliano e da 1 anno che soffro di attacchi di panico,anch’io lo scoperto da poco ,ho paura di tutto ,lavoro in un supermercato ,ho seguito i consigli di laura e per fortuna adesso ho capito da cosa viene ,ci vorra tempo,anche se ho tanta paura tutt ora,dei sintomi ho cominciato a infischiarmene,ma propio ieri appena andavo al lavoro un attacco forte mi ha colpito per fortuna è durato poco,spero di uscirne al piu presto ciao a tutti

  160.  
    serena
    4 gennaio 2013 | 13:32
     

    salve..mi scusi posso chiederle aiuto privatamente?nel senso..non ha un’indirizzo e-mail del blog in cui posso scriverle?

  161.  
    Milena
    6 gennaio 2013 | 09:30
     

    Ciao Rita, ciao a tutti voi… E’ bello venire in blog e sentirsi “a casa” Volevo solo dirvi che da ottobre ad oggi va un po’ meglio! Il cammino é arduo ma é il mio e sono felice di averlo imboccato! La “vecchia” Milena nn esiste piu’ ora vivo la vita con una maggiore consapevolezza e pienezza! C’é ancora tanto da fare ma nn mi spaventa perché HO IL MIO FINE. A prestissimo

  162.  
    lucia
    17 gennaio 2013 | 11:35
     

    Cara Dott.ssa, ho acquistato il Suo libro e l’ho trovato molto interessante e positivo. Nonostante mi sforzi di seguire i Suoi consigli non riesco a non stare male, perlomeno in alcuni momenti della giornata, sento che l’ansia mi sale, ho la nausea e ho paura ad affrontare la giornata.
    Soffro tantissimo di ipocondria, percui spesso sono convinta che i miei sintomi prbabilmente legati all’ansia, siano nient’altro che la spia di una malattia atroce!!!!!!!!!!!!!! La verità è che mi sento molto sola, pur avendo un marito e due dolci bambini piccoli, che sono la mia vita. La prego mi aiuti

  163.  
    Barbara
    29 gennaio 2013 | 21:05
     

    Buonasera a tutti,che bello ritrovare un blog dove possiamo scambiarci commenti con una qualcosa che ci accomuna..
    Anche io soffro da parecchi anni ormai da questo disturbo,all’inizio pensavo di essere matta! che tutto questo capitasse solo a me,invece con il passare del tempo mi sono resa conto di non esserne la sola purtroppo.
    E’ tremendamente brutto,io dopo anni di analisi non sono arrivata alla conclusione di niente e purtroppo nn vedo manco uno spiraglio di luce in fondo a questo tunnel..anche se mi dicono di aver fatto progressi,molto ma molto microscopici purtroppo non vedo risultati..anzi ad ogni mio progetto mi crolla sempre tutto e come ben sapete..la volontà c’è anche tanta ma purtroppo una parte di me sovrasta tutto e mi blocca..condannata in casa e nn mi fa vivere la mia vita come vorrei..e poi è normale che mi deprimo e mi sento una fallita,incompresa proprio dalle persone che vorrei che mi capissero.
    Non so piu cosa fare,cosa pensare..ogni giorno che passa è sempre peggio e intanto gli anni passano..
    Un saluto a tutti

  164.  
    eleonora
    28 marzo 2013 | 11:14
     

    Ciao, saluto tutti con affetto . Ho letto il libro della cara dott.essa Laura l anno scorso, mi è stato di aiuto. Ho scritto un libro, dove racconto la mia esperienza, dagli attacchi di panico all’illuminazione.. grazie Laura e tutti voi esseri di luce..vi abbraccio forte. Eleonora

  165.  
    daria
    4 giugno 2013 | 11:26
     

    Buon giorno a tutti,se almeno nella mia situazione si può definire cosi!!!se nn altro xkè a 23 anni nn me la sento piu di guidare,di uscire sola,nelle rare volte che sn obbligata a farlo,avere sempre a portata di mano telefono,cambio adatto qualora dovessi finire in ospedale,mano fissa sulla gola x sentire se sta arrivando,goccioline a portata di mano(che se ci fosse acqua sarebbe uguale)e quando lo senti arrivare il cuore e la mente va e nn la riesco a fermarli.una domanda sull altra,una gran confusione e come dico io sono in bilico su un baratro se riesco i brutti sintomi riesco a fermarli qui con infinite lacrime altrimenti cado in un inferno di 5, 8 minuti di totale distaccamento tra mente e razionalità dai toni spaventosi.ora io ciò che vorrei,che sarebbe una misera consolazione sarebbe sapere che qualcuno al mondo prova quello che provo io e che nn sono una pazza.grazie a tutti.

  166.  
    Chiara
    14 giugno 2013 | 01:21
     

    Salve Dottoressa Bolzoni
    Le scrivo perchè ho bisogno di Lei, un grande aiuto, che riesce a farmi cambiare d’umore ogni qualvolta che visito il suo Blog.
    Innanzitutto a breve acquisterò il suo libro,PANICO VINTO, perchè ho il bisogno di uscire completamente da questo tunnel.
    Se,come dicono alcuni testimoni, è stato d’aiuto ,beh allora non attendo ,anzi sono proprio curiosa di leggerlo.
    Comunque torniamo a noi, come avrà già capito soffro di attacchi d’ansia da anni , e non sono mai riuscita a sconfiggerli, poco fà si è ripresentato ,in macchina, non so perchè ma ogni volta che scende la sera mi abbatto completamente ,eppure alla mia età (20) dovrei sbizzarrirmi da qualche parte con gli amici e invece non ci riesco,PERCHE’?
    Ho parlato di questo problemino con mia mamma e le ho detto che avevo bisogno di parlare con uno/a psicologo/a, ma al momento non possiamo permetterci una spesa con questa crisi economica e questa cosa mi deprime ancora di più.
    Ho solo 20 anni e non merito di vivere con una pressione addosso come l’ansia, la mia più grande nemica.
    Preferirei a questo punto avere un problema fisico ma che almeno si può curare -.-‘
    La prego mi dia una semplice risposta, le sarei grata.
    Cordiali saluti,Chiara.

  167.  
    luce
    19 giugno 2013 | 08:42
     

    io ho sofferto di depressione all’età di 16 anni..derealizzazione ecc..mi hanno imbottita di farmaci e non facevano niente..finché dei farmaci mi hanno aiutata..ma a quel tempo non avevo fatto un percorso di psicoterapia ed era come se non ricordassi esattamente cosa fosse accaduto. Adesso, a quasi trent’anni, dopo 10 anni di utilissima psicanalisi, mi sono risvegliata paalizzata dalla testa ai piedi della parte destra del corpo.mi è sttata diagnosticata una probabile sclerosi…e ho passato 15 giorni di attesa dove ho conosciuti gli attacchi di panico. ero sola, a Roma, e persino mio fratello mi ha lasciata sola. in me è subentrata una rabbia immensa, mi accadevano disgrazie su disgrazie intorno..pareva un film. Non ho ripreso psicofarmaci, tranne il depkin 500 che non ho ancora tolto, e ho rivissuto le depersonalizzazione e derealizzazione di un tempo. ho capito che avevo il terrore della mia famiglia, di essere anche solo toccata, dell’intimità tra i miei, senso dell’abbandono, incapacità di accettare di non essere per forza compresa o accettata. e così ho lavorato sulla fiducia in me e sull’ascoltare il mio corpo senza forzarmi assolutamente in niente..e mettendomi al primo posto rispetto agli altri per una volta. così ho buttato fuori lacrime, rabbia, e ho avuto anche problemi fisici, ricoveri. adesso le analisi sono rientrate e va un pò meglio. ma proprio in questo momento di gioia anche se consapevole di avere ancora tanto da buttar fuori, la mia psicoterapeuta si è allarmata dicendomi che non c’è niente di male nel prendere psicofarmaci. con lei ho fatto un grande percorso, ma forse questa volta avrei avuto bisogno di un’iniezione di fiducia e il sentirmi da curare mi ha fatto cadere in uno stato di debolezza e paura che lei abbia ragione, e di crollo. e così ho rabbia nei suoi confronti..e sfiducia in me..e ho letto dell’esistenza di questo libro e di questo blog…e ho scritto..grazie del vostro tempo. Luce

  168.  
    antonella
    10 gennaio 2014 | 10:53
     

    ciao sono disperata soffro di ansia e attacchi di panico da 20 anni sono in trappola come un topo oltre nel sentire tutte quelle brutte sensazioni con cui combattere per favore vi prego con tutto il cuore di rispondermi di parlare con voi che mi potete capire e farmi conoscere questa gentilissima dottoressa
    grazie di antonella

  169.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    12 gennaio 2014 | 18:34
     

    Benvenuta Antonella!

    Ti ho risposto alla base dell’articolo ” Attacco di panico e sensazione di irrealtà: quando dimentichiamo il senso dell’essere”, clicca qui per leggere

  170.  
    Chiara
    29 giugno 2014 | 12:54
     

    Cara Dottoressa buondì,
    ho deciso di scriverle perché con grande sorpresa ho finalmente trovato un posto in cui mi sento capita, come se qualcuno scrivesse al mio posto le stesse sensazioni che vorrei confidare ma che spesso trattengo…perché come ha già predetto lei ‘ho paura che le persone a me vicine non abbiano tempo da dedicare alle mie paure.

    Mi chiamo Chiara ed ho 22 anni. Il mio percorso con gli attacchi di panico è iniziato praticamente 6 anni fa, quando in un giorno di straordinaria calura fui colta dalla paura di svenire in strada; da lì è iniziato il mio calvario che però viveva una sorta di pausa nelle giornate fresche e tranquille, d’inverno stavo benissimo ad esempio, perché avevo associato la mia ansia al caldo, quindi mi bastava controllare il termostato e se questo indicava una soglia di 22/23° allora stavo bene, se già superava i 25° iniziavano gli attacchi. Superato il problema ‘caldo’ allora ho iniziato ad attraversare il problema ‘traffico’ insieme alla paura di non riuscire a svincolarmi da quelle situazioni e quindi sentirmi male in macchina o in un pullman…allora ho iniziato a trovare delle soluzioni che riscontravo nell’individuare dei punti d’appoggio, ad esempio ‘mi sento male? fermo la macchina e vado dalla nonna’ oppure ‘entro nel negozio che conosco’. Da lì ho iniziato a muovermi di più e a star meglio finché un giorno leggendo in internet mi sono imbattuta in una nuova soluzione ‘bere acqua per far passare il panico’. Mi sono talmente convinta di questa cosa che ci ho provato durante un attacco e mi è passato. Sono stata quasi subito bene e poi ho continuato le mie normali attività. Da quel giorno la sola idea di avere una bottiglia di acqua in borsa mi ha fatta sentire così sicura che non ho più avuto attacchi di panico per un bel po’ di anni; sono stata così bene fino al punto di arrivare a partire con il mio moroso e visitare città sconosciute e mi creda dottoressa, ho vissuto, ho vissuto proprio tanto perché in realtà il mio desiderio è solo quello di vivere le cose che mi fanno star bene, come la mia storia d’amore che dura da quasi 8 anni facendo le cose più normali…come prendere un caffè al bar o un gelato o come detto prima anche una piccola vacanza.

    Purtroppo invece un mese fa il mostro è tornato ma in una forma molto peggiore. Non me l’aspettavo. Stavo così bene. Avevo ritrovato le mie passioni e i miei amici, tutta la voglia di scoprire anche la cosa più stupida del mondo ed ecco che un pomeriggio in autobus mi prende il panico. Ero con mia madre ed un’amica e ad un tratto ecco che mi si mozza il respiro e il cuore mi va a mille, sento le gambe che tremano e voglio uscire da quel maledetto mezzo. Chiedo dell’acqua ma nemmeno quella ha la meglio. Sento il desiderio di urlare e la paura di perdere il controllo, ma in un modo o in un altro riesco a tenere duro e arrivo a destinazione, ma lì le cose non vanno meglio, sono al sicuro eppure ho ancora il panico, la sensazione di angoscia che mi logora, che mi suggerisce che presto succederà qualcosa, che arriverà un nuovo attacco e così forte da non sapere neanche io come tenerlo a bada.

    Cara dottoressa Laura, è da quel maledetto giorno di un mese fa che vivo con un’ansia generalizzata e l’angoscia che questi attacchi possano tornare per non andarsene più. L’idea di non poter fare più le cose che mi hanno fatta star bene nego anni precedenti mi logora. Esco di casa davvero poco adesso, ma anche tra le mura domestiche avverto un senso di insicurezza e angoscia. Quando esco spesso il panico si ripresenta anche se sono cosciente di essere io stessa a dargli vita.
    Vorrei fare qualcosa perché penso a che alla mia età non posso e non voglio vivere di questo circolo vizioso, voglio godermi la vita e le cose belle che mi offre, proprio come facevo fino a poco fa, non perdevo un’occasione e mi sentivo io. Ora mi sento diversa, trasformata, ho perso l’entusiasmo ed ho paura che le persone che mi conoscono come la Chiara estroversa, simpatica e senza paure possano pian piano abbandonarmi vedendomi chiusa in un riccio che non riescono a comprendere.

    Sono felice dell’esistenza di questo blog, perché mi sento capita. Anche se le sue risposte sono riferite ad altre persone, io le sento anche un po’ mie, per questo le faccio i complimenti, perché lei non ha mai mollato, è qui da anni ad ascoltare e rispondere assiduamente. Spero presto in un suo confronto con la mia realtà :) intanto la ringrazio per il tempo a me dedicato, perché immagino di essermi dilungata parecchio, anche se ci sarebbero tante altro cose che vorrei dirle.
    Con questo la saluto davvero…
    un abbraccio, Chiara.

  171.  
    sista
    18 dicembre 2014 | 08:17
     

    Cara Michela, so che è doloroso l’attacco di panico. L’ho vissuto anch’io e prendo ancora medicamenti per questo. Io credo che l’attacco di panico viene perchè l’anima soffre e si sente sola. Io stò facendo un cammino di crescita personale con dei maestri per l’anima Osho (buddista) e stò leggendo anche il metodo di guarigione Hawaiano e cioè HO’OPONOPONO se a qualcuno interessa di Joe Vitale Zero Limits. Questo metodo ti pulisce dentro con queste semplici paroline che ripeti sempre quando ti ritrovi in difficoltà: Ti amo, mi dispiace, perdonami e grazie. Hanno un potere fortissimo su di noi, sul nostro pensiero, sulla nostra anima, sul nostro io. Ti pulisce dentro nel nostro più profondo. Provare per credere. Auguri di ogni bene

  172.  
    Giada
    13 novembre 2015 | 17:22
     

    È la prima volta che scrivo in questo blog e devo dire che dopo aver letto
    alcuni commenti,mi sento un pó meno “anormale”.
    Ho 28 anni e da circa 10 soffro di attacchi di panico e ansia che condizionano la mia vita,faccio una cura farmacologica che ho ridotto al minimo ma che non riesco a smettere per paura,nonostante ciò,continuo a provarmi di tante cose che avrei piacere di fare,ho difficoltà ad andare a lavoro e spesso affrontare un’intera giornata è uno sforzo enorme,vivo tra alti e bassi ma sempre nella speranza di riavere la mia vita,vorrei smettere con i farmaci e farcela con le mie forze,se guardo la mia vita posso dire di avere tutto ciò che mi serve per essere felice eppure quel mostro che appare e scompare quando vuole non se ne vuole andare ed io mi affliggo e mi rassegno a star male per forza.

  173.  
    Sonia Petroni
    20 marzo 2016 | 08:53
     

    Salve,
    sono una psicoterapeuta di Bari.Sono appena entrata in questo Blog, e mi piace molto l’atmosfera delicata che vi si respira.Il contrario del panico, che sconvolge tutto.Ho letto questo articolo, le parole di chiara e la sua risposta che come una carezza, ha dato luce ad una minaccia di oscurità.

  174.  
    Sara
    2 settembre 2016 | 14:50
     

    Ciao a tutti!
    Io sono nuova e soffro di panico a fasi alterne da almeno 10 anni.

    Vedo ora di rispondere ai quesiti:

    Che relazione senti tra l’attacco di panico e il tempo?
    Sento che la vita scorre in fretta, ma quando c’è l’attacco di panico tutto si blocca, si congela, si cristallizza. Il panico incombe dilaniante e mi annichilisce con la sua forza dirompente. Poi mi lascia un vago senso di stordimento, come se avessi fatto un brutto giro sulle montagne russe e il tempo ritorna a scorrere.

    Quando parli del tuo attacco di panico senti che gli altri esseri umani hanno poco tempo per te?
    Diciamo che ne parlo poco ai miei familiari più stretti e malvolentieri perché sento che fanno fatica a capire; mentre quando ne parlo con gente non così vicina a me, scopro quasi sempre che tutti ne hanno sofferto almeno 1 volta nella vita e questo un pò mi rincuora, perchè capisco di non essere pazza!

    Senti che quando eri piccolo la tua mamma aveva poco tempo da dedicarti per giocare con te, per ascoltarti e per coccolarti?
    Diciamo che con mia mamma non c’è mai stato un vero rapporto; lei è troppo immatura, infantile, estremamente terrorizzata di tutto, pensieri distorti sulla gente e sul mondo, quindi col tempo ho capito che non potevo aprirmi a lei (che non mi degnava di attenzione e non ha mai saputo prendersi cura di me) e ricevere sempre risposte negative e distorte e altamente ansiogene! Si non mi sono mai sentita amata! O almeno non me l’ha saputo dimostrare… :-(

  175.  
    Richi
    4 febbraio 2017 | 21:20
     

    Ciao anche io soffro di attacchi di panico. Dott.ssa volevo sapere da lei se attraverso la terapia emdr se ne può uscire. Ho sentito dire che è molto indicata per i disturbi di ansia. Tuttavia sono anche un po timoroso di questa tecnica

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