L’imprevedibilità e l’incostanza dell’attacco di panico

Ciao Laura Bolzoni,

qualche minuto fa, quando ho aperto il Blog, mi è parso di essere l’autrice della tua considerazione sull’imprevedibilità e l’incostanza degli attacchi di panico.

Come già accennato nelle mie mails, da anni soffro di questi bruttissimi sintomi, ma dopo aver scoperto questo sito……sembra che qualcosa sia un po’ cambiato.

Nonostante da qualche giorno fossi riuscita a “lavorare” bene il panico (e mi fossi convinta che andava meglio), ieri sera, in un momento di totale relax, dopo essermi alzata dal divano per un bicchiere d’acqua, per poi subito risedermi, ho iniziato a sentire il cuore battere in gola, quello strano calore al braccio sinistro, orecchie tappate, la sensazione di soffocamento stando supina……..il TERRORE di avere male al cuore, il solito terrore dell’infarto!

Una notte di sonno disturbato e questa mattina il risveglio con quel nodo in gola, male al costato, spossatezza, paura di perdere l’equilibrio.

La tentazione di stare a casa era forte ma, cercando di non pensaci, con fatica eccomi in ufficio, e dopo aver letto il Blog…..

sembrerà stupido ma, è come se veramente qualcuno sapesse cosa sento, cosa provo e mi aiuti a star meglio e MAGARI!! a guarire.

Spero tanto che questa giornata torni ad essere simile a quelle passate in modo tranquillo e mi scuso per essermi dilungata ma……per me era importante confermare il tuo articolo.

Ti ringrazio molto per quello che scrivi e fai a favore delle persone che soffrono come me.

Un abbraccio grande!

Tamara

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5 risposte a L’imprevedibilità e l’incostanza dell’attacco di panico

  1. Dora scrive:

    Carissima dottoressa, ho acquistato il suo e-book e dopo averlo scaricato, lo consulto ogni volta che arriva il demone…si io lo chiamo cosi! Ormai sono cinque anni che mi trovo ad affrontare questi disagi, ho iniziato a frequentare più volte il pronto soccorso, medici, neurologi, psicologi, cardiologi. Ho usato antidepressivi e ansiolitici ma senza risultato.. Da quando ho capito che non sarei morta dopo ogni sintomo ogni volta diverso: tachicardia, vertigini, senso di irrealta’ , vulnerabilità, formicolii ecc, non mi sono recata più al pronto soccorso e facendomi coraggio sto guardando in faccia il demone che mi spaventa per poco tempo e poi si allontana a differenza di prima che mi impediva di vivere perche la paura di avere qualcosa di brutto mi paralizzava. Grazie anche al panico vinto e alle vostre testimonianze mi sento in compagnia di persone simili a me che cercano di emergere nonostante tutto… mi piacerebbe poter parlare con la dottoressa per un consulto e spero di poter partecipare a un suo seminario prossimamente… un abbraccio a tutti da Dora

  2. pamela scrive:

    sono alla seconda gravidanza ormai al termine ed eccomi qui di nuovo con gli attacchi di panico che in realtà non se ne sono mai andati da quando avevo 25 anni circa (ora 38 ),solo una pausa quando prendevo gli psicofarmaci,ma non è quella la soluzione. Voglio rivivere la mia vita a pieno e godermi la mia splendida famiglia al più presto!!

  3. simona scrive:

    ciao sono simona mamma di due creature splendide moglie di un marito meraviglioso e padtona di un gatto adorabile e un cabe dolcissimo splendida vita ! no l’attaccco di panico mi ha distrutta ansia e futuro nero mi hanno portato via tutto non ho piu sogni vorrei solo morire

  4. roberta scrive:

    ciao Tamara è la prima volta che entro in questo sito ma già mi sento parte di esso perchè anch’io come te e come tanti altri provo le stesse sofferenze in continuazione giorno dopo giorno sperando che arrivi quello giusto che se le porti via per sempre da me. Io mi sento molto sola in questo problema che mi affligge, ma ora so che c’è qualcuno dall’altra parte che mi può capire ed io da questa parte posso capire te! oh! come ti capisco! io penso che tutti insieme ce la faremo perchè l’importante in tutto questo è non sentirsi mai soli o diversi. Ciao a presto roberta

  5. Antonella dalla Sicilia scrive:

    “sembrerà stupido ma, è come se veramente qualcuno sapesse cosa sento, cosa provo e mi aiuti a star meglio e MAGARI!! a guarire”

    ciao Tamara,
    come vedi ho ripreso una parte della tua mail sul blog…
    La ragione sta nel fatto che condivido totalmente quello che dici ed è esattamente per gli stessi tuoi motivi che mi sto buttando anima e corpo nel cammino con la dottoressa Bolzoni.
    Solo una cosa: hai scritto in maiuscolo la parola magari…
    Evidentemente gli attribuisci un significato importante.
    Ho provato a leggerla in due modi diversi e ti assicuro che il risultato è stato diversissimo!
    L’ho letta con l’animo di chi è rassegnato e dice “magari” mentre pensa “tanto è inutile…”
    poi ho provato a leggere dietro questa parola un “non vedo l’ora che arrivi…so che è dura, ma sono certa che arriva questo momento”
    Spero che nelle tue parole si nascondesse questa seconda modalità, ma se così non è stato…beh, prova a cambiare prospettiva…sai che c’è?
    C’è che il nostro cervello, la parte inconscia di esso, non è tanto ferrato nei ragionamenti…
    diciamo che impara “le lezioni a pappagallo”…
    Gli basta ripetere e ancora ripetere per convincersi di una cosa…
    E quando è convinto lui, allora il gioco è fatto, è andata!!!
    Non ragiona tanto, ma è molto forzuto e ti tira dove dice lui
    (o tu?!?)
    beh, fagli credere che è solo questione di tempo…
    a presto

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