Come iniziare un percorso per uscire dagli attacchi di panico: alcuni consigli utili

Soffro di attacchi di panico da quando avevo 24 anni, adesso ne ho 47. Ho passato la mia vita girando tutti i medici possibili: psichiatri, neurologi, agopunturisti, omeopati e ho preso diversi tipi di medicinali. Però nonostante da 6 anni sia in cura da una brava psichiatra e psicoterapeuta il problema esiste ancora.

Io non vivo più o meglio non ho mai vissuto.

Da quando ho letto il suo libro “Panico Vinto!”però mi sento più forte e quando mi capita un momento di agitazione cerco di seguire i suoi consigli.

Non è facile però uscire dal tunnel dopo così tanti anni.”

Scrive Simona, una cara lettrice del Blog, il 25 novembre 2009 nei Commenti all’Articolo “Semplicemente non pensare alla paura: ecco come si fa!”  clicca qui  il link per leggere l’articolo

E ancora Simona, il 30 novembre, aggiunge questa richiesta :

“Cara Dottoressa Laura Bolzoni Codato,

vorrei da Lei una risposta sincera a questa mia domanda:

Crede davvero che si possa uscire dal tunnel definitivamente anche dopo tutti i tentativi che ho fatto in questi 24 anni????  Grazie”

PENSARE SOLTANTO OPPURE FARE PER DAVVERO?

aiutami sono sola

Quando noi ci limitiamo a pensare a come sarebbe bello guarire dal disturbo di panico, magari senza nessun costo né investimento personale, quello che otteniamo, purtroppo, è che non succede nulla.

Naturalmente non mi riferisco alla combattiva Simona, che da ben 23 anni sta lottando per uscire dal panico.

Nessun costo produce nessun risultato!

Per uscire dalla prigione del panico ci vuole un  percorso con passi precisi e ordinati, basati su una conoscenza vera, meglio se diretta, del problema.

Chi soffre di attacchi di panico non ha bisogno di troppa conoscenza, che spesso confonde inutilmente, ma di conoscenza corretta.

C’è bisogno di sapere che cosa è vero e che cosa è falso di  quello che viene detto sul panico, altrimenti si continua a girare a vuoto e si rimane nella trappola per molti anni, troppi.

Liberazione dal panico significa essere liberi definitivamente e indipendenti dall’attività del vulcano sotterraneo sempre attivo che è acceso dentro di noi, significa non avere più a che fare con i sintomi spaventosi, significa non avere più alcuna sconfortante ricaduta.

Soltanto dopo aver cominciato un vero percorso, fondato su elementi di conoscenza e di esperienza diretta da parte di chi ti sta aiutando, scoprirai tutti i costi e tutti gli sforzi che comporta camminare verso la direzione di uscita dal panico.

Dopo un po’ che si intraprende una terapia, un percorso, si incontrano le prime barriere, si entra in crisi, si apre la porta ai dubbi: “Ho fatto la scelta giusta?”

Le barriere devono essere superate e oltrepassate.

La barriera più grande è il non essere in grado di vedere la fine del viaggio, la libertà dopo una vita vissuta  prigionieri del panico.

La fine dell’inferno appare vaga, immaginata, astratta, poco concreta e purtroppo poco reale.

NON SI PUO’ SPERARE DI CONQUSTARE UNA VITTORIA CHE SENTIAMO ASTRATTA E LONTANA

L’errore è sperare astrattamente e vagamente la liberazione dal panico.

Il risultato così viene mancato, il vulcano non viene spento per sempre.

Allora come si fa concretamente a risolvere questo empasse, questo modo fallimentare di pensare?

C’è un modo per risolvere il problema: è amare la vittoria, la vittoria sul panico!

Finché non sei innamorato della vittoria, finché non ti permetti appassionatamente di volere la vittoria, ma preferisci credere a dati errati che dicono più o meno così:” Il panico non si guarisce, sconfiggendolo, perché non è un nemico da vincere, ecc…” , tu rimarrai nella triste prigione in compagnia degli attacchi di panico.

DETERMINAZIONE E CONSAPEVOLEZZA

Nel cominciare un percorso che ti porta fuori dal tunnel della paura e del panico, devi avere una forte determinazione e una forte consapevolezza del tuo fine: la liberazione.

Devi essere certo che continuerai, che non mollerai, che non ti fermerai nella perplessità, tra mille dubbi e infinite incertezze.

Prova a parlare a te stesso con queste parole: “Mai prima d’ora mi sono impegnato seriamente e fino in fondo in qualcosa, questa è la mia occasione e farò sul serio!”

Soltanto chi è fermo nella propria determinazione, può sperimentare la vittoria finale, come è successo a me, dopo dieci lunghi e terribili anni di tentativi, uno più sbagliato dell’altro, come spiego nel mio libro “Panico Vinto!”

Anche se i tentativi che ho fatto si sono poi rivelati clamorosamente fallimentari, tuttavia non ho mai smesso di volere la liberazione dal panico, di amare la vittoria in cima al vulcano, di sconfiggere il drago per sempre!

La forza di questo grande amore mi ha fatto vincere da sola sul panico, per sempre.

PER VINCERE IL PANICO CI VUOLE UN AMORE STAORDINARIO E TANTA FIDUCIA

L’amore per te stesso, che sei qui impaurito davanti ai lapilli del vulcano che ti inonda improvvisamente e imprevedibilmente con il suo fuoco distruttivo, è la chiave per avvicinarti alla fine del cammino.

L’amore straordinario per la vita e per Chi, secondo te, ha creato questa vita, anche se adesso sei tanto arrabbiato e sconfortato, da non provare nulla nel tuo piccolo cuore infelice e stanco, è l’azione che ti consiglio di iniziare a fare.

La fiducia e l’amore si trovano nel tuo cuore.

Forse ci impiegherai un po’ di tempo per comprendere quello che ti sto dicendo e per farlo veramente, ma, leggendo quello che ti sto scrivendo ci potrai riflettere sopra con calma e mentre tu vivrai la tua vita, un piccolo e prezioso seme, che ho messo qui, in questo articolo, nel Blog, nei siti, nel libro, comincerà a crescere e nell’arco degli anni diventerà un bellissimo albero.

Allora tu capirai che cosa diceva Laura Bolzoni Codato.

Allora tu dirai da solo, come molti lettori del Blog condividono nei loro bei Commenti: “Adesso ho capito che cosa diceva la dottoressa!”

PASSA ALL’AZIONE

Dopo che hai compreso qual è il tuo personale percorso, la via verso la quale senti affinità, passa all’azione.

Diventa abile nell’azione di ignorare i sintomi, di rivolgere l’attenzione su oggetti concreti e reali, di migliorare il tuo stile di vita, di smettere di aprire la porta della paura e del ricordo della paura.

Diventa un artista che crea la sua opera d’arte più bella: la libertà di vivere pienamente la vita.

Vai, prova!

Ama la vittoria sul panico e vedrai che non soltanto capirai che cosa significa la libertà dal panico, ma anche la vivrai!

Coraggio, ti sono vicina e faccio il tifo per te!

Se lo desideri, puoi condividere sul Blog : che cosa senti che ti aiuterebbe concretamente a uscire dal panico e che cosa pensi che ancora ti manca nel tuo percorso verso la meta finale?

Hai fiducia in te stesso e in chi ti aiuta?

Hai amore e accettazione per te stesso, anche quando sbagli e ricadi giù?

Riesci a fare con costanza e con impegno alcuni passi concreti nella comprensione del meccanismo che scatena gli attacchi di panico?

Sei riuscito a conquistare delle piccole oppure delle grandi vittorie?

Vorresti più comprensione da parte di chi ti sta vicino?

Come vorresti essere aiutato?

Senti di avere più bisogno di essere ascoltato e compreso?

Perché ti è difficile iniziare tu stesso in prima persona a fare qualcosa di concreto nella direzione della liberazione dal panico?

Questo articolo è stato pubblicato il 30 aprile 2010 e ripubblicato il 12 giugno 2010 dall’autrice  dott.ssa Laura Bolzoni Codato

Copyright 2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati

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193 risposte a Come iniziare un percorso per uscire dagli attacchi di panico: alcuni consigli utili

  1. valeria pietrunti scrive:

    ..e’ proprio cosi..quello che lei dice, quello che lei propone..e’ l’unica via..

    grazie di cuore

  2. Alessandro B. scrive:

    Carissima dottoressa,carissimi,scusatemi l’espressione”compagni di sventura in via di guarigione”,ho 37 anni ed ho avuto i primi attacchi 5 anni fa.

    E’ vero,bisogna avere un atteggiamento positivo ma penso che,senza un supporto esterno che sia concreto ed affidabile,si fa poca strada.

    Chi soffre come me di questi disturbi,si sente solo a lottare contro questo mostro….e non sempre si vince..io sono anni che mi rivolgo ad un centro di salute mentale in cui,dopo 5 anni hanno saputo soltanto aumentarmi la dose di elopram,da 25 a 30 goccie al giorno..

    Mi manca il confrontarmi,il parlare con una persona che mi capisca dei miei veri pensieri,paure angoscie.

    Cose secondo me essenziali per intrapendere un corretto metodo di guarigione…

    Un cordiale saluto a tutti,

    Alessandro.

  3. Daria scrive:

    Ora che ne sono fuori e che spero di aver vinto in modo definitivo la mia battaglia contro il panico e l’agorafobia, mi sento davvero libera… come non mi era mai successo neanche prima di stare male!

    Mi godo ogni attimo della giornata come un grande dono; vorrei giornate lunghissime per recuperare tutto quello che mi sono persa e fare tutto ciò che non sono stata capace di realizzare!!!

    AUGURI a tutti per una bella vittoria…

  4. Annamaria scrive:

    Sono più di dieci anni che soffro di ansia e attacchi di panico, non sono più autosufficiente dato che ho bisogno di aiuto per uscire o anche solo per rimanere in casa…

    Questa dipendenza non fa altro che accrescere il mio malessere e non posso certo dire di non aver lottato ma son sempre ferma qui in questa vita senza vita….

    Avrei piacere di parlare con qualcuno di Voi che condivide lo stesso “problema” o l’ha superato…

    Vi prego scrivetemi sono molto sola …

    Un abbraccio a tutti!

  5. raffaella scrive:

    Purtroppo pure io da 2 anni soffro di attacchi di panico che mi hanno costretto dopo 15 anni di lavoro a licenziarmi e ora sono senza un lavoro e infelice.

    Questo disturbo e’ un vero e proprio handicap e solo chi ne soffre lo puo’ capire..e’ vero che si deve cercare la forza dentro di noi e capire chi e quale stile di vita di posso riportarti alla felicita’.

    Pure io ho assunto psicofarmaci e ora dall’ottobre 2009 ho smesso..gli attacchi ogni tanto si ripresentano ma cerco di essere forte…

    Purtroppo di questo disturbo se ne parla ancora poco e chi ne soffre non trova quasi mai la giusta assistenza…

    Ma la vita e’ una dobbiamo essere forte e se ci capita di ricadere dobbiamo avere la forza di rialzarci ..

    il libro proposto da Laura e’ l’inizio della medicina giusta

    Un abbraccione

    Raffaella

  6. patrizia scrive:

    Buongiorno dottoressa, vorrei chiederle un consiglio….

    io soffro di attacchi di panico da quanto ho 23 anni, ora ne ho 43…anche io ho fatto il consueto percorso 1° attacco, pronto soccorso, esami vari, tac, elettroencefalogramma, cardiogramma, ecc,,ecc., con la solita diagnosi che non ho niente; a distanza di anni dal 1° attacco (poi non ne ho più avuti così forti) mi sono ritrovata di tanto in tanto con il solito problema di altri attacchi, con conseguente solito pensiero negativo di avere chissà che malattia visto che nessuno mi sapeva dire cosa avevo, anzi dagli esami non avevo niente…

    ora bene o male di tanto in tanto mi ci ritrovo ad averli ma quello che volevo chiederle è se il fatto di avere spesso la testa “strana”, come leggera, come se stessi per sentirmi male e di conseguenza mi prende paura, anche se sono sensazioni di pochi istanti, forse di nemmeno un minuto, se queste sensazioni dipendono sempre dal panico e dall’ansia…

    ormai sono 23 anni che ci convivo ma a volte è veramente molto difficile, mi ritrovo ad aver paura di andare in giro per paura di sentirmi male o di avere questa testa strana, che nemmeno io so definire come sia strana, o semplicemente ho paura di rovinare la serata agli amici con cui esco solo se dovessi sentirmi così, perchè poi da così mi prende paura e a volte il panico…..lei mi sa dare qualche spiegazione o consiglio?

    Certi giorni penso proprio che non ne uscirò mai da qeusta testa strana…..

    Grazie mille e buona giornata,

    Patrizia

    • Dott.ssa Laura Bolzoni Codato scrive:

      Scrive Patrizia,

      volevo chiederle è se il fatto di avere spesso la testa “strana”, come leggera, come se stessi per sentirmi male e di conseguenza mi prende paura, anche se sono sensazioni di pochi istanti, forse di nemmeno un minuto, se queste sensazioni dipendono sempre dal panico e dall’ansia…

      Cara Patrizia,

      la sensazione della “testa strana” che descrivi può accompagnare e precedere, a volte, i sintomi degli attacchi di ansia e di panico.

      Hai fatto bene a indagare dal punto di vista clinico-medico e sono contenta che non c’è nulla fuori norma: buona notizia!

      Ti può aiutare studiare il tuo rapporto con il grounding, ovvero osservare se i tuoi piedi appoggiano saldamente alla terra oppure se sono sospesi, trascinandoti verso l’alto e puoi incominciare scendere un po’ sulle ginocchia, quando cammini.

      Ti può aiutare osservare se nel tuo stile di vita, tendi a privilegiare le attività mentali piuttosto che quelle fisiche e iniziare a fare un progetto per riequilibrare questa disarmonia.

      Ti può aiutare osservare quanto ti sei allontanata dalla natura e dagli aspetti della natura e riconquistare questa dimensione.

      Ti può aiutare fare delle pause frequenti quando lavori.

      Ti può aiutare alternare momenti intellettuali con momenti materiali, in cui vanghi l’orto, fai il pane in casa, ricami a punto croce, sferuzzi a maglia.

      Ti può aiutare ridurre lo zucchero nei cibi, nei dolci, nelle bibite.

  7. sara scrive:

    ma come si fa come si fa??? ho 35 anni e soffro da 10, faccio terapia e un sacco di altre cose, ma un po’ sto meglio e un po’ ci ricasco, di continuo. tutte le belle parole della dottoressa non fanno breccia, ho bisogno di fatti di azioni di modi concreti. dottoressa mi dica quando farete un seminario!

    • Dott.ssa Laura Bolzoni Codato scrive:

      Scrive Sara:

      ma come si fa come si fa??? tutte le belle parole della dottoressa non fanno breccia, ho bisogno di fatti di azioni di modi concreti. dottoressa mi dica quando farete un seminario!

      Rispondo a Sara

      Si fa!

      Semplicemente si fa!

      Molti aspetti degli attacchi di panico è suffciente che li accetti e li comprendi, molti altri li capirai soltanto se fai.

      Questo Blog di Panico Vinto!, i siti, il Libro sono ricchissimi di esempi pratici e di testimonianze, che dimostrano concretamente “come fare” per comprendere il disturbo di panico e per iniziare la via di uscita dal grave e invalidante problema.

      La scelta è tua Sara, nessuno può decidere per te, nessuno può fare al posto tuo, perché non rispetterebbe la tua libertà di scelta e tu non lo vorresti.

      Trova negli articoli, trova nelle testimonianze dei lettori, trova nelle mie risposte ai Lettori la chiave giusta per te per capire, ma soprrattutto per iniziare il tuo personale percorso per uscire dal panico.

      Ti racconto questo aspeto della mia vita, nella speranza che possa esserti utile.

      Quasi sempre mi sono ritrovata a dover “fare cose”, che davvero non sapevo fare per nulla, dai servizi stampa internazionali per alcune grandi case editrici, quando ero appena diventata giornalista, insegnare all’Università quando ero ancora studentessa, occuparmi di persone che avevano diturbi mentali gravissimi, quando ero appena iscritta all’Albo degli Psicologi, ristrutturare una casa, quando non sapevo nemmeno distinguere tra un solaio e un soffitto, comprare la casa, senza avere tutti i soldi per farlo, curare un giardino e un orto, senza sapere niente di giardinaggio, preparare i biscotti di Natale, senza avere mai visto nessuno all’opera mentre li confezionava…vincere il panico da sola, senza che nessuno mi spiegasse come si fa.

      Magari avessi avuto questo Blog!!

      Come ho fatto?

      Con coraggio ho incominciato a fare: prima il primo passo, poi il secondo, poi il terzo e quando non capivo oppure sbagliavo, cercavo di comprendere bene dove e che cosa avevo clamorosamente sbagliato e ripartivo da capo, umilmente, dal primo passo, al secondo passo, al terzo passo….

      Purtroppo non so ancora dirti, se e quando, terrò il Seminario.

      Le circostanze della mia vita personale, con dei problemi urgenti da risolvere e da trasformare in progetti, insieme ai numerosi impegni, tra cui le migliaia di email da leggere ogni settimana e la dedizione all’ amato Blog, insieme alla scrittura di due nuovi Libri, che sto completando mi tengono ancora legata e impedita nel rivolgermi alla conduzione.

      Coraggio Sara, parti con il primo passo!

  8. Laura scrive:

    ciao a tutti,

    io ho iniziato la psicoterapia da un mese e devo dire che è molto utile. sono ancora sotto effetto di psicofarmaci ma sento che la mia voglia di guarire mi sta portando sulla giusta via. come dice il mio psichiatra guarire significa CAMBIARE, soprattutto VOLER CAMBIARE.

    Non esistono pillole magiche, se prima non si prende coscienza di voler mettercela tutta x cambiare non si riuscirà mai.

    spero di essere sulla buona strada. non abbiate paura nel chiedere aiuto a chi di competenza, anzi voler fare di testa propria non porta a nulla,..,

    Laura

  9. Annamaria scrive:

    Ho avuto modo di notare con dispiacere che il mio commento di stamattina è stato modificato,

    perchè è stato tolto il mio indirizzo e-mail ?

    • Dott.ssa Laura Bolzoni Codato scrive:

      Cara Annamaria,

      mi dispiace, abbiamo dovuto togliere la tua email personale perchè non si possono inserire email privata sul Blog, è legalmente e penalmente perseguibile.

      Tutto qui.

      Spero che qualche persona gentile, disponibile e generosa ti risponda pubblicamente qui sul Blog.

  10. Annamaria scrive:

    @Laura:so bene che non esistono pillole magiche però aiutano…chiedo alla dottoressa aiuto come a tutti voi perchè davvero nn vivo più ormai da anni!

    • Dott.ssa Laura Bolzoni Codato scrive:

      Cara Annamaria,

      per aiutare noi a comprendere meglio la tua realtà, vuoi iniziare tu a fare il primo passo, raccontando che cosa hai fatto in questi lunghi dieci anni, perchè senti di non vivere più da anni, chi ti ha seguita finora?

      Grazie!

      Nel Giardino-Blog puoi trovare 52 articoli scritti da me, 300 risposte personalizzate che ho dato ai lettori, più di 1820 commenti con le parole e le condivisioni dei lettori: vuoi provare a leggerli tutti con calma e a provare a sentire vicino a te le loro esperienze raccontate con il cuore?

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