Attacco di panico: un muro che ho scavalcato

Inserito lunedì 26 dicembre 2011

paurauscireGrande

Questa è una testimonianza di speranza, che ho scelto di pubblicare integralmente, così come l’ha scritta Lucia, una giovane lettrice del nostro Blog.

Ecco le parole di Lucia.

“Penso che sapere dei successi di chi è riuscito a superare gli orribili attacchi di panico sia una speranza per chi ancora ci si trova dentro e una soddisfazione per chi ha contribuito a far sì che sia avvenuto questo piccolo miracolo!

Per circa cinque anni ho vissuto appieno l’esperienza degli attacchi di panico, forse ripensando al passato e con la consapevolezza e la conoscenza di oggi sugli attacchi di panico la discesa è cominciata da quando avevo 20 anni, adesso ne ho 36!

Posso ora dire che il mio primo attacco di panico è avvenuto quando avevo 20 anni e mi trovavo in un’ aula di scuola guida e stavo assistendo alla lezione, ricordo ancora bene, l’aula era piccola, affollata, improvvisamente ho cominciato a sentire delle sensazioni che ancora adesso non saprei descrivere bene, ho cominciato ad avvertire del disagio, mi mancava il respiro, la testa in confusione, sudorazione, il cuore che comincia a battere forte…..non posso scappare la gente si accorgerà che c’è qualcosa che non va….comincio a tremare, mi tremano le mani, la gambe mi alzo e scappo fuori.

irreltàsenso.

In quel periodo mi era stato riscontrato un leggero ipertiroidismo e una forte anemia e ho pensato che ciò mi avesse scatenato il malessere di quel momento e per diversi anni non ho più pensato a quell’istante! Nel corso degli anni ho avuto qualche altro piccolo disagio di questo genere con malesseri più o meno diversi sempre portati da un’ ansia legata a stuazioni senza via di uscita, un esame, un viaggio lungo in aereo, in treno…..ma sintomi abbastanza leggeri a cui non ho mai dato molto ascolto ero presa a vivere la mia vita a mille, senza sosta e senza fermate non me lo potevo permettere, continuavo a ripetermi.

Finchè un giorno è arrivato l’attacco di panico a fermarmi, un muro in cui sono andata a sbattere molto violentemente e che per anni è rimasto li davanti a me e non sono riuscita a superare.

Mi trovavo in fila alla cassa del supermercato quando ho avuto il primo forte attacco di panico, poi è successo in farmacia, poi alla posta, poi ho cominciato ad evitare negozi, uffici, inventavo scuse per non andarci e delegavo altre persone, non ne parlavo con nessuno, entravo nel panico più totale quando mi veniva chiesto di andare in qualche ufficio a svolgere qualche commisione per lavoro, stavo male durante il tragitto e mentre stavo lì entravo nella confusione più totale perchè pensavo…adesso mi sento male già lo so e ciò avveniva anche se cercavo di controllare le mie emozioni e questa continua lotta con me stessa, con le mie emozioni, mi portava una grande stanchezza, spossatezza.

Non riuscivo più a svolgere una vita regolare, non dico straordinaria ma regolare, ero pronta a rallentare ma non a fermarmi del tutto, come invece è successo.

Per cinque lunghi anni non ho vissuto, come se la mia vita si fosse fermata a quel supermercato.

L’unica cosa a cui non mi sono arresa è stato al mio lavoro, avevo dato troppo di me stessa e della mia vita per poterci rinununciare, ma è stato difficile, tante volte sono scappata in bagno pensando di morire da un momento all’altro, tante volte ho faticato ad arrivare al lavoro, la macchina, la fila….tante volte sono arrivata tremante dicendomi…..non riuscirò stasera a tornare a casa!

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Non ho mai voluto prendere farmaci anche perchè penso che  il mio medico non abbia mai capito fino in fondo il mio problema o forse non sono stata in grado di spiegare bene il mio disagio, mi sono sentita dire solo che si trattava di un pò di ansia….dopotutto anche tua madre è ansiosa mi disse. Mi liquidò dandomi degli ansiolitici che ho preso solo qualche volta rendendomi conto che non risolvevano il problema ma lo tamponavano al momento con non pochi effetti collaterali!

Non mi sono data per vinta, ho cominciato a voler capire di cosa si trattasse veramente, a conoscere fino in fondo questo disagio.

Ho cominciato a leggere libri su libri a fare ricerche sul web ed è qui che mi sono imbattuta nel sito Panico Vinto, ho letto tutto quello che la dottoressa Laura Bolzoni Codato ha scritto, ho appreso e imparato molto da lei sugli attacchi di panico.

Ho ascoltato passo per passo i suoi consigli e ho letto anche il suo libro ( Ebook Panico Vinto!) e da lì è cominciato un lungo viaggio di consapevolezza e conoscenza di se stessi!

Dico un lungo viaggio perchè per superare ‘quel muro’ ci vuole tanta pazienza, procedere a piccoli step e se lungo il tragitto per fare il salto finale succede che si torna un passo in dietro, non fa niente si riparte, ma posso dire che ci si riesce!

Oggi mi sento rinata, ho riscoperto tante emozioni che non ascoltavo più, ho scoperto la felicità nella semplicità delle cose, mi piace e cerco ogni tanto anche la solitudine, mi piace ascoltarmi pensare alle mie emozioni, prima mi faceva paura. Mi piace osservare e ascoltare la natura ed è da tanto che non lo facevo, mi fa sentire parte integrante di questo mondo bellissimo, nelle sue sfumature, nei suoi colori, nei suoi profumi.

nelboscogrande

Sono arrivata alla conclusione che l’attacco di panico, come dice la Dottoressa arriva per dirti ….STOP fermati perchè la vita che stai vivendo non è quello che tu vuoi e da lì si ricomincia a ritirare fuori la vera parte di noi stessi che per anni avevamo messo da parte!!

Spero con la mia testimonianza di essere un esempio di speranza per chi ancora ne soffre, credeteci fino in fondo perchè si supera, lo dice chi è stato veramente male.

In fine un abbraccio e grazie alla Dottoressa Laura Bolzoni Codato.”


Brava Lucia e grazie per la tua testimonianza!

Il muro, che per anni hai percepito come insuperabile, era il vero impedimento davanti al percorso che ti ha portata a liberarti dagli attacchi di panico, dalla paura dei suoi sintomi e a ritrovare te stessa.

Il problema era il grande e indesiderato ostacolo, piazzato davanti alla tua meta di ritornare a muoverti libera nello spazio, di sentirti bene dovunque e  di manifestare te stessa, nella relazione con tutte le persone.

Il problema era come una colla che ti teneva ferma, era un grande blocco alla tua vita e alla tua creatività.

Ma il problema ha portato con sé  anche una bella opportunità: ti ha permesso di maturare e di migliorare in un’area della tua vita, nella quale ti sentivi ancora un po’ incerta, non del tutto vera.

Contrariamente al problema, che ti teneva ferma, immobile al di qua del muro, la scelta di fare dei passi concreti lungo il percorso di liberazione dal panico, per esprimere le tue qualità vere e le tue abilità, ti ha rimessa in cammino.

Come scrivo nell’articolo “Come iniziare un percorso uscire dagli attacchi di panico, alcuni consigli utili” ( clicca qui per leggere) : l’errore è sperare astrattamente e vagamente la liberazione dal panico.

Il risultato così viene mancato, il vulcano non viene spento per sempre.

Allora come si fa concretamente a risolvere questo empasse, questo modo fallimentare di pensare?

C’è un modo per risolvere il problema: è amare la vittoria, la vittoria sul panico!

Finché non sei innamorato della vittoria, finché non ti permetti appassionatamente di volere la vittoria, tu rimarrai nella triste prigione in compagnia degli attacchi di panico.

Lucia, quando stringi in mano la scelta e la ami intensamente, sposti tutto!

E’ come avere un esercito che lotta per te!

La scelta è come un sole caldo che illumina tutto!

Vuoi condividere con noi :

I tuoi piccoli e grandi passi, che hai fatto finora, per uscire dal panico.

Che cosa senti, che ancora non accetti e non comprendi completamente, dei tuoi attacchi di panico?

Copyright 2011-2012-2013 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti sono riservati.

QUI TROVI TUTTI GLI ARTICOLI della dottoressa Laura Bolzoni Codato, clicca qui per leggerli

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1.310 Commenti for 'Attacco di panico: un muro che ho scavalcato'

  1.  
    Manuela
    26 dicembre 2011 | 21:15
     

    Bellissimo articolo come sempre, e concordo con Lucia, che la situazione può notevolmente migliorare, grazie a questo blog e all’aiuto del libro, degli mp3 di Laura, e con molto esercizio, come se si praticasse uno sport quotidiano per allontanare il panico.

  2.  
    eddi
    27 dicembre 2011 | 17:15
     

    L’attacco di panico arriva per darti il segnale di stop; questo è vero.
    Esso, a mio avviso, sovente si fa avanti per avvertirti che hai accumulato tensioni su tensioni, che hai sbagliato approccio con la vita, che le tue scelte passate non sono state ponderate abbastanza, che non hai curato te stesso; che qualcuno ha demolito la tua autostima, e che tu glie lo hai lasciato fare; che tu, per millanta motivi, ti sei acchiocciolato su te stesso per paura del mondo; che non hai fatto, ma hai subito scelte che non sentivi tue…

    Insomma, l’attacco di panico apre il tuo libro interiore le cui pagine avevi tenute ben chiuse, e ti costringe a leggerlo da cima a fondo.

    Esso è cinico, impietoso; ma non per questo è un nemico.
    Come una volta ebbi a domandarmi proprio su questo blog, sarà esso quell’amico schietto che non avevi mai incontrato prima?
    Chi sa!

    Forse, trattandolo da amico, esso mitigherà la sua ferocia.

    Tutto questo si comprende (io l’ho compreso) leggendo, rileggendo, memorizzando, metabolizzando le parole scritte da Laura Bolzoni in quel Suo utilissimo e salutifero e-book.

    Spero che tutti coloro che sono passati da questo giardino (ultimamente piuttosto autunnale), stiano bene, e abbiano passato un buon Natale.

    A Laura e a tutti quelli che soffrono l’augurio di un nuovo anno sereno, in pace con sé stessi e col mondo.

  3.  
    Caterina
    27 dicembre 2011 | 18:14
     

    Grazie a Lucia per la bella testimonianza,che mi da un po’ di speranza…Io ci sono ancora dentro fino al collo e a volte ho l’impressione che non riuscirò mai a disinnescare questo meccanismo,che non ne verro’ fuori,che il panico si ripresenterà ogni volta che penso a lui…sono così stanca di vivere limitandomi in continuazione!!!

  4.  
    chadisja
    27 dicembre 2011 | 20:35
     

    Cari Fiori ogni anno e da tanti anni appena si avvicina la fine dell’anno mi sento strana. Una sensazione che non sò descrivere, mi viene il magone a pensare che è trascorso un anno e ne deve arrivare un altro. Non trovo nulla per essere felice in questi giorni per me pesanti. Non ho capito ancora il motivo ci sto lavorando sù e spero di venirne a capo.Poi penso alla gente che sta male, che non è fortunata e mi rendo antipatica da sola. Spero tanto che prima o poi passerà perchè vorrei sentire come si sta a fine anno da normali.
    Ciao Nic come stai? che racconti di te? spero tutto ok e ti auguro tutto quello che desideri per il nuovo anno così come lo auguro a tutti i fiori.

    Vogliamoci bene è l’unica cosa che fa stare bene.

    Grazie Dott.ssa per avermi insegnato ed avermi fatto conoscere la strada dell’amore, da quando la percorro tutto mi sembra diverso, avvolte ricado e mi riempio di aggressività solo con quelle persone che mi creda se la cercano, poi rifletto e li guardo cercando di capire i loro comportamenti. E’ dura con certi personaggi xchè se stai zitta non sapranno mai dove sbagliano e se invece reagisci per loro è un modo di mettere in atto la loro cattiveria.
    Stare zitti non vuol dire assolutamente essere fessi ma quando ci vuole penso che ci vuole………..
    Buon Anno a tutti.

  5.  
    Cinzia
    27 dicembre 2011 | 20:38
     

    Leggere questi racconti di speranza…dà speranza. Io soffro di ansia generalizzata e panico ed è difficilissimo fare qualsiasi cosa: incontrare gente, andare a teatro, viaggiare… L’unica arma che ho adottato è non fermarmi e continuare a fare tutto anche con il cuore che pulsa, la testa in confusione e la paura di impaizzire da un momento all’altro. La scorsa estate estate ho rinunciato ad un viaggio all’estero perdendo dei soldi e sentendomi fallita nella mia decisione. Per queste vacanze natalizie ho deciso di affrontare un viaggio e partirò giovedì.Ho paura..tanta. Del panico, dell’ansia, di ritrovarmi lontana da casa e non saper che fare. La mia dignità però non ha accettato di rinunciare un’altra votla. Non so se ho fatto bene o male. Forse avrei dovuto aspettare di stare meglio, di far passare ancora un pò di tempo, ma oramai è fatta. Accetto consigli di chi, nonostante IL MURO, ha deciso di continuare a viaggiare. Vorrei sapere come è riuscito ad affrontare tutto. Grazie mille per l’aiuto. Un abbraccio a voi che riuscite a capire il mio disagio.

  6.  
    leonardo
    27 dicembre 2011 | 21:10
     

    BELLISSIMA TESTIMONIANZA!!!!!!!!!!!

  7.  
    Gino
    28 dicembre 2011 | 00:16
     

    Cara Cinzia, non ti preoccupare, vedrai che andrà tutto bene. Se per caso dovesse capitare l’attacco malefico non pensare che sia causato dalla tua decisione di prenderti una vacanza. Goditi il viaggio e pensa solo alle cose belle che avrai e che vedrai. Un abbraccio da chi un giorno sì e un giorno no riesce a fare le cose che vuole. Quei giorni “sì” sono come l’oro.

  8.  
    anna maria
    28 dicembre 2011 | 09:47
     

    Ho 42 anni e soffro di attacchi di panico da ben 28 anni! i primi tempi riuscivo a contenermi, tant’è che sono riuscita a laurearmi. Lavoro a 40 Km di distanza dalla mia città, mio marito deve accompagnarmi e tornare a prendermi. l’idea di prendere un bus o un treno mi gela il sangue nelle vene. A detta di mio marito ho fatto passi da gigante, ma sono ancora in alto mare. Vorrei tornare ad essere normale, a sentirmi bene anche quando sono completamente sola, invece non è così e temo costantemente di contagiare anche i miei figli, ancora in tenera età. Sono stanca di dipendere dagli altri, sono stanca di non volermi mai trovare un istante da sola.

  9.  
    Manuela
    28 dicembre 2011 | 09:55
     

    Saluto e auguro buon anno a tutti e rispondo a Cinzia, fai questo viaggio, non pensare a lui, portati il libro di Laura, quando arriva, adotta il cruciverba come ho fatto io…… Aiuta molto! E poi un altro metodo è di osservare più attentamente cosa ci circonda, come sono vestiti i tuoi compagni di viaggio ecc ecc, resta lì come dice Laura, non ti far sopraffare dal malefico! Ti abbraccio. Chadija forza! Sarà un anno migliore! Dottoressa, quando può mi faccia sapere se anche dalla depressione e scarsa autostima si può uscire da soli! Buon anno a tutti!

  10.  
    Cinzia
    28 dicembre 2011 | 12:20
     

    Grazie Gino per la risposta… è incredibile come l’ansia malefica non ti faccia più rendere conto delle cose belle. Cerco di vivere un giorno per volta e di capire come direzionare le mie energie e le mie emozioni. Ho voglia di una vita normale e spero che quanto prima tutti noi riusciremo a liberarci da questo stato d’animo. La mia psicoterapeuta mi dice che l’ansia e il panico hanno un significato, che devo cambiare qualcosa nella mia vita. Nonostante le mille riflessioni, i quaderni che scrivo con le mie sensazioni io proprio non riesco a capire cosa devo cambiare e perchè sono arrivata a sentirmi così. So di aver perso la fiducia in me stessa e questo probabilmente ha creato una diffusione a macchia d’olio di insicurezze e ansie. Penso a come ero prima, solare, energica, socievole e una grande viaggiatrice e non accetto che ora sia così. Continuo a lottare nella speranza che presto tutto ritorni come prima. Un caro saluto a tutti.

  11.  
    Claudia
    28 dicembre 2011 | 14:48
     

    Grazie per la testimonianza… io ci sono tanto dentro, ma spero di riuscire… un caro saluto a tutti Voi.

  12.  
    ada
    28 dicembre 2011 | 16:50
     

    bella la testimonianza,comunque io ho sofferto di forti attacchi di panico che ho principalmente sconfitto grazie ai farmaci che ho sospeso ormai da ANNI. adesso ogni tanto ho delle piccole ricadute ma sopportabili e le gestisco da sola spero che un giorno scompariranno del tutto .ciao

  13.  
    Sofia
    28 dicembre 2011 | 20:34
     

    Ciao Ada,
    come ne sei venuta fuori, Se hai voglia, racconta la tua forza di volontà e il tuo percorso. Chissà che possa essere di esempio. Quando si possono abbandonare i farmaci? Io li assumo ma mi dà molto fastidio dipendere da loro. Grazie mille e un abbraccio.

  14.  
    Laura
    30 dicembre 2011 | 04:05
     

    Che belle queste testimonianze,il mio viso sorride mentre le leggo, mi riempiono il cuore di gioia! Quindi cosa chiedere per il nuovo anno…di essere tutti noi delle altre testimonianze fieri e a testa alta poter dire NE SIAMO USCITI!!!!!!!

  15.  
    ANNA LISA
    31 dicembre 2011 | 19:30
     

    CARISSIMI FIORI CON TUTTA LA GIOIA CHE HO NEL CUORE VI AUGURO UN 2012 MERAVIGLIOSO PIENO DI SERENITA’ E CHE VI LASCIATE ALLE SPALLE TUTTE LE ANSIE E LE PAURA CHE VI PORTI TANTA FORZA PER SUPERARE OGNI OSTACOLO!

    IL 2011 PER ME NON POTEVA FINIRE MEGLIO DICOSI’ UN ANGELO E’ ARRIVATO FINALMENTE E’ STUPENDO E NONOSTANTE ANCORA NON MI SIA RIPRESA SONO STRAFELICE! AUGURO AD OGNUNO D VOI OGNI BENE! AUGURI BUON 2012!!!!!

    DOLCE ANGELO DOTTORESSA LAURA BOLZONI CODATO A LEI VANNO I MIEI PIU’ SINCERI AUGURI TUTTA LA FELICITA’ DI QUESTO MONDO A LEI E LA SUA FAMIGLIA BUON ANNO NUOVO!!!!!!

    UN ABBRACCIO PER TUTTIIIIII!
    VI ADORO!

  16.  
    lucia
    1 gennaio 2012 | 17:30
     

    Buon Anno a tutti, mi fa piacere vedere che con la mia “testimonianza” ho alimentato la SPERANZA dentro di voi. Sono sicura che piano piano anche voi sarete delle bellisime testimonianze bisogna avere pazienza.

    Cinzia dice “accetto consigli da chi nonostante il muro ha deciso di continuare a viaggiare” non rendendosi conto che decidendo di partire ha già fatto il primo passo……in un mp3 la Dottoressa dice che bisogna provare, provare e riprovare. Il primo viaggio che ho fatto durante il percorso di “guarigione” è stato andare al mare a un ora di distanza dalla mia città. Ho amato sempre il mare ma da cinque anni non ero più riuscita a tornarci, una mattina ponendomelo come step, come un piccolo passo da superare mi sono decisa e sono partita con non poche paure e durante il tragitto ho cominciato ad avere dei malesseri, dei disagi e ho pensato anche che forse era meglio se ero rimasta a casa. Quando sono scesa di macchina e sono arrivata in spiaggia, davanti al mare mi sembrò la spiaggia più bella che avessi mai visto, io che avevo visto le spiagge più belle del mondo. Mi sentivo come una bambina che vede per la prima volta il mare, è vero non sono stata molto bene durante il tragitto ma la felicità che ho provato una volta che mi sono trovata davanti al mare mi ha dato la spinta per rirpovarci ancora.

    La seconda volta che sono partita ho pensato…. c’è l’ho fatta una volta….è vero sono stata male ma è passata ….starò male ancora una volta ma passerà, ho già sperimentato tante volte il peggio ma è sempre passato. Sono partita e una volta in viaggio ero pronta ad accogliere gli stessi malesseri, gli stessi disagi ad accoglierli e non a combatterli e miracolosamente non si sono presentati.

    Questo poi è accaduto in altre occasioni, in altri luoghi e piano piano con il passare del tempo abbandoni questo pensiero negativo, vivi le situazioni per quello che sono. Sembra strano ma per vincere la battaglia la devi abbandonare.

    Quando non li temi più non tornano! Non c’è niente di miracoloso che fa si che l’attacco di panico sparisca da un giorno all’altro ma è un percorso che passo dopo passo ti porta un gradino più in su e un bel giorno ti rendi conto che sei tornata ad essere una persona libera. Spero lo possiate fare anche voi. Io farò il tifo per tutti voi!!!!

    Un abbraccio a tutti e un saluto alla Dottoressa Laura Bolzoni Codato.

  17.  
    sandra
    1 gennaio 2012 | 22:41
     

    Per la prima volta con molta fatica scrivo a questo blog, soffro di attacchi di panico da oltre 10 anni dal primo episodio terribile che mi senbrava di “scoppiare”, mi trovavo ad una fiera. Da allora ho provato di tutto, psicologi, treaning, medicine che assumo tuttora, agopuntura. Ora sono arrivata a farvi compagnia, per caso cercando e cercando sono arrivata a questo blog, mi è tornata la speranza, mi rendo conto che dovrò avere pazienza, siamo ancora in tanti da come leggo queste esperienze a dover superare questo muro e chiedo che chiunque abbia aiuti da regalare io sono qui per chiedere il Vs aiuto. Io soffro soprattutto al lavoro, sono una segretaria, devo parlare con un pubblico allo sportello, quando devo riferire al mio Direttore mi sento bloccata, non ho fiato per dire quello che serve, mi batte il cuore, vivo ogni giorno con la preoccupazione… ce la farò a lavorare?. Sono tanto stanca moralmente e sfinita fisicamente solo per le mie paure. Ho letto e ora sto rileggendo il libro della Dr.ssa Laura Bolzoni Codato, ascolto l’MP3, la mia testa è molto confusa e non sono riuscita a trovare un serio inizio per dire di aver iniziato un vero percorso.
    Chiunque abbia aiuti io Lo ringrazio fin d’ora. Vorrei tanto partecipare ai seminari che mi pare di capire che ne sono stati fatti.
    Gentile Dottoressa qualunque cosa voglia suggerirmi le sono riconoscente. Ora vi saluto tutti. grazie per la Vostra pazienza. a presto.

  18.  
    claudia
    1 gennaio 2012 | 23:41
     

    Che meraviglia questo giardino d’inverno ,coperto di candida neve ,fuori si gela ma qui’ sento un tepore che mi scalda l’anima ..

    voglio ringraziare tutti coloro che hanno voluto spendere parole di conforto per me e per la situazione che sto vivendo ,ho appeso in camera la medaglia che landrea mi ha regalato e che mi ricorda che ogni tanto anch’io valgo qualcosa..

    tengo custodite nel cuore le parole della mia dolce annalisa che per prima ha compreso il mio grande bisogno di sostegno il tuo “io ci sono”mi ha aiutata tanto davvero e ora sono io a esprimerti tutta la mia felicita’ per l’arrivo del tuo angelo e per tutti i successi che hai raggiunto brava ti abbraccio forte…

    ringrazio anche te manuela che sei sempre pronta a dare un consiglio e un sostegno a tutti..

    cara dottoressa laura la ringrazio per non essersi dimenticata di me ,sono monotona nel ripeterlo ,ma le sue parole riescono a curare le mie ferite e a darmi conforto …il mio piccolo ha cominciato le terapie e ora devo esserte piu’ forte che mai

    Un saluto e un augurio a tutti gli altri fiori !!

    PS ho letto che c’e’ anche un altra claudia che ha lasciato un post il 28 dic non sn io anzi ti do un caloroso benvenuto mia omonima

  19.  
    Manuela
    2 gennaio 2012 | 10:16
     

    Ciao Claudia è un piacere risentirti, forza che sei grande! Tienici aggiornati sul nostro “nipotino” a cui faccio un milione di auguri e sono certa che ti darà tante soddisfazioni. Ti abbraccio forte!

  20.  
    bruno
    3 gennaio 2012 | 21:51
     

    purtroppo ho degli alti e dei bassi,ogni tanto mi risuccede,non abbasso mai la guardia,ma purtroppo, sento sempre quella spada di Damocle che mi perseguita.l’ottimismo del mio carattere,mi spinge a non mollare,e quando mi sta per risuccedere,non mi ribello,lascio che accada,e forse questa e’ la via da percorrere,la sopportazione. ciao a tutti.buon anno.

  21.  
    claudia
    11 gennaio 2012 | 23:50
     

    Buonanotte giardino addormentato ..torno adesso da una cena con alcune colleghe e amiche e volevo condividere con voi questo momento importante perche’ siete parte del mio successo e della mia voglia di farcela,erano circa non so piu’ nemmeno io quanti anni che non andavo a cena senza mio marito e stasera ce l’ho fatta non senza piccole difficolta’ e’ ovvio,ma ormai ho capito che fa parte del pacchetto “LIBERAZIONE DAL PANICO” e va bene cosi e’ un piccolo step in piu’ che faccio nella giusta direzione e l’ultimo articolo e le tue parole lucia mi sono servite tanto ho riflettuto sulla tua esperienza che e’ molto simile alla mia, pero’ mi hai aperto un nuovo spiraglio io prima se ero costretta ad uscire volevo che tutto fosse perfetto ,non ammettevo margini di errore ,non un giramento di testa,un batticuore il sudare freddo poi … equivalevano per me a un fallimento ora noo!!!Li accetto e li vivo per quello che sono e come arrivano passano tutto qui’,dopo 10 anni e’ giunto il momento di riprendermi la mia vita anche per mio figlio che ha bisogno di una mamma forte!!

    Cara Manu grazie per avermi chiesto di lui ,mi fa tanto piacere il tuo affetto,abbiamo cominciato una terapia da uno psicoterapeuta infantile e sembra che si trovi bene,ci va volentieri e fa qualche piccolo progresso,ora dice qualche parolina ,sa i colori e le lettere..l’altro giorno ha preso una tazzina da caffe’ e mi ha detto “mamma ffe’!” non ti dico come mi sono sentita una commozione immensa !!ora si e’ fatto tardi vi saluto e vi do la buonanotte cari fiori ..alla prossima!!

  22.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    12 gennaio 2012 | 00:06
     

    Buona notte, Claudia, dal silenzio del Giardino!

    Brava, hai fatto bene a uscire, rimanendo aderente al tuo desiderio di ritornare a sentirti viva insieme ai tuoi amici e rompendo il meccanismo di muoverti, solamente se “tutto è perfetto”!

    E’ più saggio uscire, così come sei, e migliorare strada facendo, piuttosto che rimanere a casa, preoccupata di raggiungere la condizione ideale, che in fondo è solamente mentale, collocata in uno spazio temporale immobile e irraggiungibile.

    Sono contenta che il problema, che ti ha molto turbata, si sia trasformato in un bel progetto, che ha portato un primo importante risultato: il tuo piccolo parla, sceglie con gioia di dire le prime paroline, alla sua amata mamma.

  23.  
    Manuela
    12 gennaio 2012 | 09:05
     

    Ciao Claudia……Come sono contenta di sentirti meglio, che sei andata a cena e sopratutto per il mio ‘nipotino’ che già in pochissimo tempo fa tanti progressi….!! 😀 😀 😀 Vedrai che presto il bambino con l’aiuto di questa brava psicoterapeuta risolverà, visto che già, impara in fretta! 😀 Per quel che rigurda me, in questo momento sto facendo varie visite e tuto ciò mi porta non poche ansie…..E ricorro purtroppo spesso all’aiuto del ansiolitico…D’estate sicuramente sto meglio, in inverno ricomincia tutto… Anche se cerco con tutte le forze di lottare contro il mostro….Ancora riuscire a fare le cose non in compagnia mi crea problemi! Tra l’altro a cuasa della mia tiroide che fa i capricci, per il momento non posso riprendere il mio blando antidepressivo. Dottoressa cara, riuscirò anche a superare la depressione senza farmaci?? Anche io vorrei trovare un bravo terapeuta come lei ma qui è molto difficle! In questo periodo poi sono diventata più ipocondraca del solito….Colpa dell’ansia! Saluti amici…

  24.  
    M@rco
    18 gennaio 2012 | 09:33
     

    Panico !!! Panico !!!
    Ha praticamente cambiato-condizionato la mia vita, mi ritrovo chiuso in casa da tre mesi per colpa della mia paura del panico. Dopo tante fatiche fisiche e mentali pensavo di esserne uscito ed invece sono ancora alla ricerca di una “svolta” che possa definitivamente chiudere la porta del panico. Qui sul blog ho trovato molto consigli utili anche se difficili da mettere in pratica certe volte, la sensazione che piu’ mi angoscia e’ il senso di smarrimento che sopraggiunge col panico quei momenti senza spazio e senza tempo, quella solitutdine angosciosa e non qualificabile che ti lascia spossato e senza piu’ una stabilita’ interiore. Da dove ripartire stavolta mi domando?

  25.  
    Manuela
    19 gennaio 2012 | 07:37
     

    Ciao Marco, chi ti capisce meglio di tutti noi, il consiglio che ti do è questo, leggi bene il libro di Laura, e poi metti in pratica tutti i suoi consigli, ascolta i suoi mp3. Dalla mia esperienza ti posso dire che più eviti di fare ciò che ti spaventa e più al panico darai importanza, quando invece non ne ha affatto, cerca a piccolissimi passi di fare una due cose al giorno, tipo uscire a piedi non pensando ora mi viene il panico ma dicendo che te me infischi di lui e cantando la tua canzone preferita, andare a comprare qualcosa, un giornale o quello che vuoi, e pian piano quando senti le sensazioni strane, canta, e ripetiti di star calmo, abbraccia il Marco bambino e digli di non avere paura, come dice Laura, allena a spostare l’attenzione altrove, come arrivano le sensazioni, distraiti subito, leggi guarda con più attenzione, telefona, parla….Ti abbraccio! Ps: la sensazione di smarrimento è comune….

  26.  
    leonardo
    22 gennaio 2012 | 14:09
     

    THANKS!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  27.  
    M@rco
    24 gennaio 2012 | 14:32
     

    Una cosa che non capisco……..tecnicamente come si percepisce il momento che stiamo vivendo durante l’ attacco di panico, nel libro la dott.ssa parla di un tempo presente e di un tempo legato alla percezione mentale durante l’ attacco di panico, come riusciamo a decifrare il vissuto che incastrato nella nostra mente ci blocca inesorabilmente durante l’ attacco?

  28.  
    Manuela
    24 gennaio 2012 | 21:08
     

    Marco, ho dimenticato di dirti che oltre all’mp3 e il libro, è molto importante che tu legga ogni articolo scritto dalla Dottoressa in questo blog, è fondamentale per capire ciò che hai chiesto, perchè ti farà anche capire da dove derivano questi attacchi di panico, se dalla forte ansia, per troppo lavoro o studio ecc oppure da un pò di deoressione che come nel mio caso che adoro la gente facevo molta fatica proprio ad andare tra la gente, e proprio lì nell’articolo spiega perchè….. Quindi devi capire cosa ti crea più disagio e leggere l’articolo adatto. Ti abbraccio, sei nel posto giusto…….E soprattutto continua a scrivere perchè è terapeutico….

  29.  
    Manuela
    24 gennaio 2012 | 21:15
     

    Comunq facendo riferimento a quello che dici, gli attacchi di panico sono dovuti a qualcosa che ci ha bloccato nell’infanzia… E dobbiamo capire, ma più che altro bisogna che il Marco maturo, prenda per mano il Marco bambino che ha gli attacchi di panico, perchè è lui, non l’altro….. Quindi è quasta la cosa importante, devi cercare di tranquillizzare con molto esercizio, mentre fai ciò che ti spaventa il piccolo Marco……. E’ fondamentale……

  30.  
    Manuela
    25 gennaio 2012 | 11:41
     

    A me Marco ha aiutato molto portare con me un cruciverba, prova… Quando vai in mezzo alla gente!

  31.  
    Elisa
    25 gennaio 2012 | 18:52
     

    Cara Dottoressa,
    è la prima volta che scrivo in questo blog, in cui sono capitata quasi per caso un mese fa. Ho frequentato molti forum in questi anni, ma forse per la prima volta, dopo aver ascoltato le sue registrazioni e letto i suoi articoli, qualcosa ha iniziato a smuoversi. Mi piacerebbe avere una sua opinione sul quello che potrei definire il mio “caso”, cercando di non farla troppo lunga per evitare di tediare lei e gli altri utenti!
    Mi chiamo Elisa, e a 19 anni, al primo anno di università, mi sono trovata al pronto soccorso con un attacco di panico, senza neanche sapere cosa, come, e perché mi fosse venuto. L’inizio è stato questo, ma la mia non è storia di attacchi di panico, quanto, piuttosto, di ansia e fobie. Dopo quel primo attacco di panico, in particolare dopo gli esami di controllo, di routine, tutto sembravo tornato come prima, tutti mi dicevano che potevo stare tranquilla, eppure il mio calvario è iniziato proprio in quel momento e dura ancora adesso, per certi aspetti: come dal nulla, senza un apparente motivo, dentro di me è cresciuta una incredibile, paralizzante, paura delle malattie, di morire all’improvviso, di perdere il controllo, senza che, tuttavia, quest’ansia devastante mi impedisse di portare avanti la mia vita. Mi spiego meglio: non sono mai stata chiusa in casa per il terrore di fare qualcosa, anzi, meno di un anno fa mi sono laureata in giurisprudenza nei tempi stabiliti, in questi anni ho portato avanti due belle storie d’amore, ho coltivato relazioni sociali, ho viaggiato, insomma, dall’esterno (e non le dico la conseguente difficoltà nel voler spiegare alle persone a me care il mio malessere) tutto come se niente fosse..ma dentro ero divorata dalla paura, notte e giorno, 24 ore su 24. Come se avessi perso l’invulnerabilità di sentirmi immortale che prima provavo tutti i giorni..e non era solo questo. Ero ossessionata dal passato, come se nella mia vita si fosse creata una frattura fra la persona “normale”, quale ero prima, quella del liceo, della maturità, della mia ultima estate vissuta con spensieratezza, senza paura, a quello che ero diventato..era come se il mondo avesse perso i colori perché disturbato da questa patina di paura della morte, di ansia, che mi rodeva continuamente.
    Venendo agli ultimi mesi, in particolare all’estate scorsa, dopo la laurea, quest’ansia ha parzialmente mutato aspetto: sono stata in vacanza e sono stata assalita dal panico. Da quel momento sì, non mi sono del tutto paralizzata ma ho avuta paura di fare moltissime cose: andare a cena fuori con gli amici, pensare di viaggiare per la paura di stare ancora male, semplicemente dedicarmi ad attività in cui il rischio di stare male era troppo alto..ho provato la floriterapia, la psicoterapia (peraltro molto utile, a dire il vero); poi sono arrivata al suo blog. Una sua frase mi ha molto colpita: l’idea di essere veramente innamorati della vittoria, per uscire dal panico o dall’ansia. Credo che cadrò molte altre volte, ma ci ho pensato..e per la prima volta mi sono resa conto che, in questi 7 anni il mio atteggiamento rispetto all’ansia è stato molto “passivo”, come se stessi aspettando una situazione o una persona capace di riportarmi al mio stato mentale sereno, prima dei 19 anni. Ho cercato di avere un ruolo più attivo, e sa una cosa?Sono riuscita a sostenere una cena, con molta paura, ma sono riuscita. E sto cercando di impegnarmi quotidianamente per rieducare i miei pensieri. Una sola cosa le vorrei chiedere: lei pensa davvero che si possa uscire definitivamente da questa situazione?Ci sarà un tempo in cui il sereno tornerà davvero e tutto questo non sarà stato altro che..non so, un percorso, una prova della vita?
    Grazie a lei per il suo lavoro e grazie agli altri fiori del giardino (ho detto giusto?), che spero di non aver annoiato con quello che, temo, da quattro parole si sarà trasformato in un papiro!

  32.  
    sandra
    25 gennaio 2012 | 23:06
     

    A Voi Fiori del Giardino, che avete superato questo problema, Vi dico……… ho iniziato a camminare appoggiando bene i piedi per terra (già con questo mi sembra di calmare il mio io, non mi ritrovo senza fiato), tutte le mattine, a metà giornata, la mia preghiera è… riconoscere ed accettare… stò perdendo il tempo attuale da quanto il panico mi blocca nelle relazioni al lavoro e invade il mio pensiero , mi ripeto che se avverto la sensazione di panico, dentro di me dico……. vieni vieni panico e poi dico ora esci … non ci crederete ma sono contenta di questo piccolo passo. Grazie Dr.ssa Laura Bolzoni Codato, sono proprio fortunata ad averLa incontrata.
    Se qualche Fiore speciale mi vuole dare qualche aiuto io ne sono felice. Grazie Grazie.

  33.  
    Manuela
    26 gennaio 2012 | 08:22
     

    Sandra, siamo qui, e sei stata bravissima, metti in pratica tutti i consigli che ho dato a Marco, perchè noi abbiamo tutti quanti più o meno lo stesso problema, ti abbraccio Elisa forza!!! Ah e tornate a raccontare che è terapeutico!

  34.  
    M@rco
    27 gennaio 2012 | 14:28
     

    Ma il cruciverba si usa per spostare l’ attenzione durante l’ attacco?

  35.  
    Manuela
    27 gennaio 2012 | 20:18
     

    Si Marco è un metodo che ho inventato io………Funziona sai….

  36.  
    Sara
    30 gennaio 2012 | 20:47
     

    Sto vivendo giorni d’inferno. fino a poco fa mi sentivo persa, impaurita, come spesso accade ultimamente. poi sono entrata qui e ho letto un po’ dei vostri commenti, mi sono rilassata ed è emersa poco a poco la fiducia che purtroppo sento di aver perso ogni giorno di più. forse sono troppo esigente con me stessa, e un mio difetto è sempre stato quello di non essere costante. quindi, nonostante uno, due passi avanti, quando si ripresenta l’immancabile ricaduta ne rimango così delusa che ne sento l’eco per giorni. e tutto torna come prima, se non peggio. non ho mai preso farmaci, ma in questi giorni sto pensando di ricorrere anche a quelli e me ne dispiace. tante volte ho interrotto l’attacco di panico proprio perchè mentre mi dirigevo all’armadietto dove avrei trovato il lexotan, il mio desiderio di farcela da sola è stato più forte di qualsiasi ansia. questo ieri, così ho preso la giacca e sono uscita con il cane. :) sono stata meglio. molto meglio. forse tendo a enfatizzare il negativo di quel che succede, le cose positive avvengono ma sono così stanca da non tollerare più questo stato di cose. forse perchè da mesi non ho agito, me ne sono stata lì ad osservare ciò che era giusto, sapendo che avrei potuto farlo ma ne ero spaventata. così ho covato solo paure e delusioni. poi ho aperto la porta e ho cominciato ad uscire. se da una parte gli aspetti positivi ci sono stati, devo dire che mi sento nettamente peggiorata rispetto anche solo a qualche mese fa. non so se è giusto usare il termine “peggiorare” visto che come ho letto qualche tempo fa, la mente è in continuo movimento, nel senso che tutto passa, e siamo solo noi a richiamare alla mente certi eventi avvenuti nel passato o a provare angoscia per il futuro. se si potesse vivere come i cani, ancorati al presente e consapevoli di esso! sento di non riuscire più ad apprezzarlo. l’ansia mi blocca nelle azioni e io temo da morire di non avere più nemmeno voglia di alzarmi dal letto. ne ho una paura matta. mi sembra di averle provate tutte quando è vero, non sono mai stata costante. ho fatto della meditazione, training, mi faceva sentire bene all’inizio, poi ricompariva l’ansia e il panico e mi demoralizzavo, magari abbandonavo il tutto. eppure io sono motivata, adoro la VITA, la desidero con tutta me stessa, ma forse ciò che di sbagliato c’è sempre stato in me è proprio questo mio volere tutto e subito. nel senso: guarigione immediata! invece no, qui mi si mette alla prova, nella mia pazienza, nel mio saper aspettare e accogliere ciò che viene. ma come si fa ad accettare una situazione del genere? e si che, con tutte le volte in cui le cose sono passate dal male al bene in un attimo, dovrei averlo capito che il panico e l’ansia non uccidono. ti debilitano, ti fanno sentire stanca, svogliata, un po’ depressa, ma non uccidono. invece no, continuo a ricadere nell’oblio ogni volta e ogni volta mi butto giù. la cosa più brutta è dover lamentarmi con le persone che amo, mi capiscano, mi spronano, mi stanno vicino, ma temo sempre di deluderle, vorrei essere diversa, più sicura, mi basterebbe tornare quella che ero. mi vergogno di lamentarmi per questo, dopotutto mi ritengo fortunata. e questo stato di cose non lo capisco,. ho passato troppo tempo a farmi domande su domande sui motivi per cui hanno scatenato tutto questo, ho trovato varie cose che possono aver scatenato ciò, ma aldilà di esserne consapevole ho paura di esserci troppo dentro per poter tornare indietro (anche se casomai dovrei guardare avanti e cercare di essere una persona migliore.) sento che la me vera, l’essenza calma e rilassata, amante delle piccole cose che sono sta lottando per emergere, ma l’ansia le impedisce di rilassarsi a pieno, di possedere creatività, voglia di fare, entusiasmo per le cose. non riesco più a capire se è l’università che mi fa venire l’ansia (sono fuori corso da due/tre anni e anche qeusto è un qualcosa che mi rende insoddisfatta, io vorrei una mia vita, vorrei trovare la mia collocazione nel mondo) o se è l’ansia e il panico ad influenzare la mia carriera universitaria. ho permesso al panico di dilagare nella mia vita a macchia d’olio, ma cavolo come ho potuto?

  37.  
    carlotta
    4 febbraio 2012 | 18:29
     

    Ciao a tutti,
    scrivo qui per la prima volta…oggi è una di quelle giornate che strapperei dal calendario, se questo aiutasse a dimenticarla…ma è qui, con me…. Una di quelle giornate dove l’ottismismo è andato a nascondersi in posti che non conosci e non frequenti mai, dove il senso di smarrimento, di confusione, di sconfitta è un compagno fedele, forse l’unico che tu abbia mai davvero avuto. E quindi sono qui, consapevole che l’isolamento sia la difesa peggiore che io potessi trovare contro i maledetti attacchi… perchè è vero, non ho paura qui, da sola, in casa, mentre mi sento soltanto debole e spenta… non ho paura, ma quale prezzo stanno pagando i miei 32 anni? Scusate, mi piacciono tanto i vostri commenti di speranza e di forza. E’ quasi un peccato “sporcarli” con questo fiume di parole tristi.. l’altro lato della medaglia che tutti voi conoscete e combattete e qui, forse cercate di ignorare o di vincere. Ma io oggi non ce l’ho questa forza… nemmeno di provarci…

  38.  
    Manuela
    5 febbraio 2012 | 21:36
     

    Salve a tutti, specialmente ai nuovi, il panico si è una lotta contina avete ragione e chi vi capisce meglio di me, che oltre al panico ho anche un pò di depressione che sfoga in nervosismo. In questo periodo, sento parlare molto di panico, anche da esperti in tv, i quali sostengono che senza famaci è dura…..Si è vero, io di farmaci ne ho presi, e di calmante ne faccio ancora uso, ma vi assicuro che il metodo di Laura Bolzoni è vincente, leggendo il suo libro ho ricominciato a vivere, perchè la mia non era una vita era un prigione….Il percorso è ancora lungo e da soli senza psicoterapeuta è molto duro ma si può fare….E quando si ricade ci si deve sempre alzare, sempre! Ora Dottoressa le chiedo un suo prezioso consiglio, come posso fare ad uscire dalla depressione senza farmaci, sono molto ipocondriaca.. Tra l’altro…

  39.  
    Manuela
    5 febbraio 2012 | 21:40
     

    Non nascondo che ancora il malefico mi viene a far visita…E lo scaccio prontamente, come? Non ridete ora diventando logorroica con chi mi sta davanti…E lui se ne và…..Poveri chi mi capita a tiro…..Comunque funziona ;)… Provate…. Parlate di ciò che vi pare….Ancora ci sono situazioni in cui non risco ad andare se non accompagnata ma rispetto all’anno scorso…..Meglio…

  40.  
    Miguel
    10 febbraio 2012 | 16:04
     

    Ciao a tutti,
    inutile dire che questa è un’oasi di pace. Ho deciso di far leggere questo blog a mia moglie per spiegarle cosa mi succede da quasi 5 anni. Ne ho 25 ora. Ho lottato contro tanti attacchi sconfiggendoli spesso. Ma ce n’è uno micidiale che non riesco ancora a battere. Ho vinto quello contro l’aereo, il cibo (ero arrivato a non mangiare), contro le strade affollate..di tutto quasi. Un giorno ho deciso che quell’essere che mi mangiava il cervello e che mi faceva stare male quando lo pensavo che mi stesse venendo lo avrei paragonato ad un mostriciattolo che mi rincorre. Ma me lo immagino che inizia a correre da km di distanza e penso che non ce la farà a raggiungermi prima che mi passi la paura. Funziona.
    Ho capito che il cervello si crea le sue paure e a volte leggendo le paure degli altri inizi ad averne paura anche tu.
    Non riesco a battere la paura del vomito. Il solo pensiero mi manda in panico (lo sto scrivendo senza pensarci). Ho un trauma da piccolo credo sul vomito e da allora non riesco ad andarci sopra scherzandoci come tutti. Dal vomito partono tutte le mie paure fino all’altro mio blocco perenne, il parlare davanti un pubblico (cosa che mi capita spesso per le mie attività). Evito ognuna di queste occasioni quando posso…ma ho la paura della paura..come diceva la dott.ssa in un blog, vivo per quel giorno in cui so che dovrò fare quell’intervento e poi magari rinuncio alla fine oppure muoio di paura e soffro continuamente quando trovo la forza di andare.
    Non ne posso più. Aiuto..domani è uno di quei giorni..non penso ad altro da un mese..

  41.  
    Giulia
    11 febbraio 2012 | 11:34
     

    Vorrei tanto anche io riuscire a riappropriarmi della mia vita. Appena penso che devo uscire mi viene un’ansia terribile, allora preferisco stare a casa. Ho provato con tutta me stessa a continuare la mia vita dinamica e bella, ma è come se il mio io la volesse riufiutare. Così tutto mi appare difficilissimo e insormonabile e penso che non riuscirò mai a superare questo ostacolo di nome panico!! Ho letto il suo libro e mi è stato davvero utile, ma ho ancora tanta paura dentro e nn so se ce la farò mai a superarla! Per fortuna ne parlo con amici e familiari che mi aiutano. Ho riniziato a guidare, ma ancora non riesco a tornare nella mia città universitaria!! Lì sono da sola!!! Ho paura anche di assentarmi per troppe ore da casa. L’unica cosa che ho smesso realmente di fare è ascoltare il battito del mio cuore…è molto difficile ma ci sto riuscendo… Da due messi non riuscivo a pensare ad altro. Questa sera dovrei uscire con gli amici ma nn so se ce la faccio!!

  42.  
    Miguel
    13 febbraio 2012 | 11:14
     

    come dicevo l’altra volta sabato era uno di quei giorni in cui era programmato un mio intervento…ci ho rinunciato..non ce l’ho fatta..con varie scuse come al solito..
    continuo a scappare ed evitare le situazioni..chissà se ce la farò mai

  43.  
    Paolo
    14 febbraio 2012 | 06:54
     

    qualcuno sa darmi il numero della Dott ssa Laura per poterla consultare personalmente,grazie.

  44.  
    andrea
    14 febbraio 2012 | 10:55
     

    salve a tutti, mi chiamo andrea e ho 30. da poco più di 10 giorni dopo aver subito un intervento che è andato bene non riesco più a fare nulla….mi sento un fallito…e non riesco neanche a tornare piu’ a lavoro. mi sento chiuso in una strada senza uscita. ho chiesto aiuto ad una psicologa ma forse è ancora troppo presto per vedere dei risultati…spero che l’ebook mi dia una mano…grazie

  45.  
    carlotta
    14 febbraio 2012 | 17:29
     

    Ciao Andrea, non so se il libro riuscirà a cambiare la tua situazione (la mia non è ancora cambiata purtroppo) ma senz’altro ti “scalderà il cuore” e ti farà sentire che ce la puoi fare. Magari non oggi, ma presto sì.
    Almeno a me ha fatto questo effetto.
    Sappi che non sei solo….e soprattutto non sei un fallito ma sei una persona sensibile, che cerca di lottare contro il nemico più vigliacco e subdolo e meschino che esista.
    Un abbraccio forte, da chi è sulla tua stessa barca, in balia della medesima tempesta….

  46.  
    Manuela
    15 febbraio 2012 | 10:01
     

    Salve a tutti i nuovi, a Giulia, a Miguel, ad Andrea e la dolce Carlotta, volevo dirvi che oltre il libro di Laura, vi saranno risolutivi i suoi mp3 che parlano e potete scaricare qui. sono qui per parlare soprattutto ad Andrea, l’anno scorso ero chiusa in casa a piangere e vomitare dall’ansia, ora grazie a Laura e il suo libro e alla condivisione delle nostre esperienze fatta proprio qui, va meglio, la gente nemmeno la potevo affrontare e parlarci…..Beh ragazzi io vi capisco benissimo! Ricordate di praticare un pò di respirazione circolare durante la forte ansia e di spostare subito l’attenzione…..E Andrea, pensa sempre positivo, ce la puoi fare…. E’ la chiave di tutto! Un abbraccio!
    E non datela vinta a quel ridicolo mostriciattolo che presto da un gigante diventerà un puffettino……..Baci!

  47.  
    willy
    17 febbraio 2012 | 14:05
     

    Ciao sono willy anche mia moglie soffre da sei mesi di attacchi di panico, si sente soffocare svenire dolori al petto tachicardia tremore in tutto il corpo. soprattutto dopo la prematura scomparsa della mamma
    vorrei chiedere un consiglio su come comportarmi in quanto mi trovo abbastanza impreparato
    grazie tanto e auguro a tutti voi di uscire da questo che io chiamo tunnel da dove si intravede una luce da lontano. Quella è l’uscita!!!

  48.  
    silvia
    17 febbraio 2012 | 14:14
     

    ciao mi chiamo silvia.anche io purtroppo soffro di attacchi di panico asssociati ad agorafobia.leggendo le vosrte storie almeno ho capito che non sono l unica a vivere questo incubo terrificante

  49.  
    silvia
    17 febbraio 2012 | 14:39
     

    vorrei tornare forte come prima faccio la terapia prendo le gocce di xanax ma dopo 6mesi se faccio un passo avanti poco dopo ne faccio 20indietro e tutto questo mi manda nello sconforto totale.sono stanca mentalmente e fisicamente anche perche il mio appetito incomincia a svanire e ho paura

  50.  
    silvia
    17 febbraio 2012 | 14:53
     

    cara giulia come ti capisco……io non ho piu rapporti sociali vado solo forzatamente ai compleanni dei familiari ma prima di uscire prendo le gocce di xanax.in piu anche se il freddo e pungente mi devo vestire con abiti di cotone perche non sia mai dovessi sudare il mio cuore comincia a battere velocemente quindi preferisco morire di freddo

  51.  
    silvia
    17 febbraio 2012 | 15:00
     

    ciao manuela anche per me e diventato tutto una prigione e le rare volte che esco devo essere accompagnata perche lui e sempre pronto li dietro l angolo in agguato

  52.  
    silvia
    17 febbraio 2012 | 20:59
     

    rieccomi prima di spegnere il pc vi voglio raccontare che l ultimo attacco di panico e arrivato alle 5,39 di stamattina mentre dormivo.terribile ero entrata in un altra dimensione.sicuramente ora faro ancora piu fatica ad addormentarmi

  53.  
    carlotta
    18 febbraio 2012 | 14:03
     

    Ciao Silvia,
    volevo solo scriverti che ti capisco e che non sei sola…. quando esco a me prendono le vertigini, mi sento una parte del corpo più debole e mi sento come cadere, così inizio a pensare che mi stia venendo un ictus, una paralisi, la morte e qualunque sorta di sciagura possibile… Ma poi inspiegabilmente sopravviviamo sempre, vero??? E allora perchè il nostro cervello non è in grado di fare quel semplice ragionamento che i nostri mali sono solo e solo autosuggestione, somatizzazione e non spie di malattie che non abbiamo? Perchè non riusciamo a dominare la paura? Non me lo so spiegare.
    Ma, a volte, sento dentro di me una grande forza…quando ignoro i sintomi perchè voglio con tutto il cuore fare qualcosa, quando altre persone hanno bisogno di me e allora riesco a correre, guidare, essere pronta ad aiutare. Ci sono volte in cui, quando stacco gli occhi dal mio ombelico e penso al mondo e non ai miei problemi, sono quasi eroica sai?…
    Quindi ho un potenziale dentro di me che soffoco e reprimo e questo mi fa una rabbia tale che sto mettendo tutte le mie forze per reagire. Per dimostrare a me stessa che si può essere sensibili ma anche forti. Che si può essere migliori di così.

    Per Willy: io credo che sia difficilissimo stare accanto a chi soffre di attacchi di panico perchè è difficile capire ciò che proviamo. E’ difficile aiutare perchè non si comprende fino in fondo. L’unico consiglio che mi sento di darti è quello di non far sentire tua moglie in colpa. Di non farla sentire malata di mente. Di comprendere che quello che prova, per quanto difficile da capire, le fa una paura e un male devastanti. Non lo fa apposta, non è razionale, non dipende solo dalla forza di volontà. C’è una parte inconscia e irrazionale che se ne frega altamente di tutti i ragionamenti fatti anche fino ad un secondo prima. Falla sentire al sicuro, amata e protetta. Falle sentire che la accetti anche con le sue fragilità. E che ci sarai sempre quando lei avrà bisogno. Dal mio ex fidanzato queste cose sono mancate. E la cosa che ho accettato di meno è stato il farmi sentire l’unica al mondo ad avere le “paranoie” (come le chiamava) e i suoi continui sguardi di compassione e rabbia. Non è facile, io stessa avrei difficoltà a stare vicino ad una persona che soffre di attacchi di panico, lo riconosco. Ma c’è una forma di rispetto, di accoglienza e di amore che ci aiuta tantissimo. Forse, addirittura, ci salva.

  54.  
    Elisa
    19 febbraio 2012 | 12:11
     

    Sono elisa, ho scritto fra questi commenti poco tempo fa..mi dispiace non avere nulla di positivo da condividere, ma sono disperata e non so con chi parlarne, se non con voi. Da un mese mi sembrava di stare davvero meglio, come mai mi era capitato: avevo cambiato approccio, avevo smesso di autocolpevolizzarmi, di sentirmi malata, riuscivo molto di più a gestire l’ansia e..sì, direi a volermi bene, che poi è la chiave di tutto. Da nemmeno 24 ore mi è crollato tutto addosso: ieri pomeriggio il mio ragazzo mi ha proposto una piccola gita fuori città, giusto di un paio d’ore. Premetto che dalla scorsa estate ho molta paura degli spazi che non conosco perchè sono stata malissimo in vacanza,,eppure mi sentivo tranquilla, era una piccola sfida che credevo di poter affrontare. Invece, per quanto mi sforzassi di controllare i pensieri, di non ascoltarmi, di essere positiva, mi sono lasciata vincere dalla paura e siamo tornati indietro. Da ieri sera sono piombata in uno stato di disperazione che non conoscevo da mesi. Non faccio che piangere e stare a letto, ora sì che ho paura di tutto, non mi fido più di me stessa. Mi sento stupida per aver creduto di essere finalmente sulla strada giusta, per avere creduto di essere diventata più forte..sto peggio di prima. Avrò letto dieci volte l’articolo sulla spada nella roccia, sento che è tutto vero, tutto giusto, ma non riesco a farlo mio. Mi sento un fallimento, non so se avrò più la forza di rialzarmi. Con questo non voglio trasmettervi solo pura negatività, secondo me uscire da questo tunnel, in qualche modo si può..ma per me, che sette anni fa ero lontanissima da tutto questo, non riesco a crederci più.
    Grazie per avermi ascoltata, vi abbraccio tutti.

  55.  
    silvia
    19 febbraio 2012 | 12:49
     

    ciao carlotta,sono contenta che qualcuno mi abbia risposto.dalle tue parole percepisco positivita e forza cose che purtroppo in questo periodo non mi appartengono ma e bello leggerle.ti svelo un segreto ho visto che hai risposto anche a willy,ebbene e mio marito.lo sai…il giorno del nostro matrimonio il 25 settebre dell anno scorso,al ricevimento ho avuto un attacco di panico così forte da fare terminare tutto.stavo malissimo non sono riuscita più a riprendermi tanto che gli invitati sollecitati da mio marito sono andati via.avevo organizzato tutto da sola chiesa locale fiori vestito(che odio in quanto mia madre non poteva venire con me a consigliarmi perchè era a letto con un tumore in fase terminale)comunque stava andando tutto benino fino al mio crollo.di conseguenza niente viaggio di nozze anche perchè volevo stare vicino a mia madre che solo un mese dopo mi ha lascita per sempre!!!!!!quando puoi rispondimi il pc è l unico amico che ho dato che la mia casa e la mia prigione.

  56.  
    silvia
    19 febbraio 2012 | 13:11
     

    perdonatemi gli errori di ortografia è il primo approccio che ho con una tastiera di un pc!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  57.  
    carlotta
    19 febbraio 2012 | 15:15
     

    Carissima Silvia, ho letto la tua storia e mi dispiace veramente tanto che il panico sia riuscito a toccare anche il tuo giorno più bello… e mi ha fatto male leggere anche della tua perdita. Credo che perdere un genitore, e per lo più per una malattia così brutta, non poter essere seguita da tua mamma in chiesa il giorno del tuo matrimonio e sapere che ti stava lasciando, avrebbe distrutto psicologicamente anche la persona più forte, solida e “corazzata” di questo mondo. Quindi credimi se ti dico che sei forte, altroché. Sei tanto provata ma forte.
    Rispetto profondamente il tuo dolore. Ti sono tanto vicina e spero con tutto il cuore che tu riesca a credere in te stessa e a fare un piccolo passo alla volta. Io ci sto provando. Sono piccoli passi, che agli occhi del mondo sono niente. Ma non per noi. Riuscire a guidare, anche se per pochi chilometri. O fare una passeggiata senza sentire quelle maledette voci dentro. Ci sono giorni che penso che non ce la farò. Ma poi arrivano i giorni sì, dove mi sorprendo anche con un piccolo risultato e allora mi si accende la speranza. Credo ci sia troppo di bello fuori per perdercelo sempre, tu che dici?
    Ti abbraccio forte.

  58.  
    silvia
    19 febbraio 2012 | 15:33
     

    ciao elisa non ti preoccupare non sei sola per me è stato lo stesso.pensavo di stare un tantino meglio quando rieccolo che arriva quindi catastrofe!!!!il brutto e che penso che le persone che mi stanno vicine non mi comprendono .sono convinta che solo chi ha provato può capire.ti abbraccio forte forte la tua nuova amica silvia

  59.  
    silvia
    19 febbraio 2012 | 17:19
     

    ciao a tutti ,fra un ora uscirò con mio marito andremo in un centro commerciale.ho deciso di fare un tentativo eventualmente il malefico si fa vivo ritorno a casuccia.magari qualcuno di voi sarà lì impaurito come me!!

  60.  
    silvia
    19 febbraio 2012 | 22:31
     

    cari amici sono contenta di comunicarvi che oggi ho vinto la battaglia al centro commerciale,ho combattuto con fatica,non ho potuto provare nessun abito perchè dovevo stare a debita distanza dai camerini,ma una volta a casa ero più speranzosa.detto fra di noi”vorrei tanto vincere la guerra”

  61.  
    Manuela
    20 febbraio 2012 | 08:13
     

    E brava Silviaaaa! Complimenti, tutti abbiamo cominciato così……!!!! Forza Forza. Mi hai fatto ricordare quando ho rimesso piede in un ristorante! La prima volta difficile ma poi…. La prossima volta provati qualcosa!!! :)

  62.  
    silvia
    20 febbraio 2012 | 14:50
     

    ciao manuela,grazie mille per gli incoraggiamenti per me non sono mai abbastanza!dopo mesi ho fatto anche un bel sogno,di solito ogni notte mille incubi.spero davvero di continuare così baci baci manu!!!!!!

  63.  
    silvia
    20 febbraio 2012 | 15:29
     

    ciao carlotta,dopo aver letto le tue parole ho deciso che era un giorno sì,infatti sono uscita ed è andata benino.questo blog quasi quasi è meglio della terapia con affetto silvia

  64.  
    Manuela
    20 febbraio 2012 | 19:31
     

    Di sicuro è meglio della terapia Silvia, questo blog, perchè ci aiutiamo tra noi, anche io facevo molti incubi, ma ho notato (a volte ne faccio ancora) che ne ho quando sono più ansiosa…

  65.  
    Manuela
    20 febbraio 2012 | 19:32
     

    A proposito Silvi, cè qui sul blog un articolo specifico sull’agorafobia, leggilo tutto!!

  66.  
    carlotta
    20 febbraio 2012 | 20:00
     

    Sei grande, Silvia!!!!! E mi fa un piacere immenso!! Continuiamo ad aiutarci e sostenerci…. e i giorni sì saranno sempre di più! Io ci credo davvero!
    E comunque anche i giorni no, condivisi, fanno un po’ meno ale. Dai, mi hai veramente fatto sorridere oggi… Un abbraccione.

  67.  
    elisa
    20 febbraio 2012 | 23:45
     

    Silvia, grazie per il tuo sostegno..e complimenti per la piccola(grande) sfida che sei riuscita a vincere.
    Un abbraccio e dolce notte.

  68.  
    silvia
    20 febbraio 2012 | 23:54
     

    sicuramente penserete che sono logorroica,perdonatemi ma scrivere per me è uno sfogo.oggi una vicina mi ha invitato ad una festa in maschera,come al solito ho dovuto inventare una scusa(ovviamente lei è ignara riguardo al mio stato).e pensare che 2anni fà sarei stata felicissima di accettare.con rabbia mi viene solo da dire”pazienza”buonanotte a tutti!

  69.  
    Manuela
    21 febbraio 2012 | 07:57
     

    Ma Silvia, perchè non provi ad andare invece……Senti, la maschera potrebbe proprio aiutarti, a non far vedere…Poi dopo le prime chiacchiere ti passa, prova al limite inventi una scusa che devi ricevere una telefonata ecc….. Prova, non te ne pentirai sono sicura!

  70.  
    Manuela
    21 febbraio 2012 | 07:59
     

    vi ho parlato della stratewgia della canzone…Quando state un pò in difficoltà….Cantate in mente una canzone e seguite il filo e tutte le parole!

  71.  
    CHIARA
    21 febbraio 2012 | 10:46
     

    ciao a tutti! è la prima volta che lascio un commento ma non è la prima volta che vi leggo… leggere questo blog, i vostri commenti, le testimonianze di chi ce l’ha fatta, il libro della Dottoressa e i suoi mp3 danno semplicemente la SPERANZA di assaporare quella vittoria… volevo dirvi che siete semplicemente fantastici! mi sento molto emozionata a lasciare quì il mio primo commento! sapere che siamo in tanti insieme che viviamo la stessa situazione è sicuramente un appiglio pieno di coraggio…
    Anch’io purtroppo soffro di attacchi di panico a luglio del 2011 al lavoro si è presentato il primo! era troppo stressata dal lavoro, dalla vita.. e mi sono persa… ho capito solo dopo 2 mesi che avevo avuto un attacco di panico… e da lì il tempo si è fermato… so che potete capire perfettamente cosa intendo… adesso sto cercando di mettere al primo posto me, ad ascoltarmi, a parlare con quella chiara bambina che è rimasta impaurita e smarrita….
    tornare ogni giorno al lavoro a volte è pesante…ma non posso rinunciare al mio lavoro anche perchè la mia situazione economica e familiare non me lo consente… ho cominciato a fare pilates e gym music… voglio provare ad ascoltarmi di più e apprezzare le piccole cose….
    Vi abbraccio tutti di cuore ..
    Volevo dire alla Dottoressa che leggere il suo libro mi ha semplicemente emozionata… dalla sue parole è riuscita a trasmettere un amore immenso donando un messaggio di VERA SPERANZA che il panico può essere vinto!

  72.  
    silvia
    21 febbraio 2012 | 14:10
     

    ciao manu.non vado troppa paura!!!!!!!

  73.  
    silvia
    21 febbraio 2012 | 19:34
     

    ciao chiara,ho letto la tua storia e purtroppo condividiamo il malefico panico.posso ditri però che tu sei più forte riesci a fare le attività fisiche,io me le sogno!sei bravissima!

  74.  
    CHIARA
    22 febbraio 2012 | 09:45
     

    buongiorno a tutti! oggi mi sono svegliata con accanto il mio cucciolo di pastore tedesco che dolcezza!!!! ciao silvia perdonami se risp ora ma ieri appunto ero a fare pilates… mi sono avvicinata a questa disciplina e devo dirti che mi piace molto …. è simile allo yoga e ho imparato anche diversi tipi di respirazione … vedi prima di scendere ieri già pensavo… e se mi sento male in palestra?? poi ho continuato a pensare…. ma ke mi interessa io vado tanto non muoio mica!!!! ed è stato bellissimo perchè ho sentito il mio corpo, ogni singola vertebra muoversi…io ero lì viva e appassionata nel fare qualcosa finalmente!!! silvia come ci insegna la Dottoressa il panico non si vince stando a casa!! ke vita è?? dobbiamo andare fuori!! vivere respirare io non ho rinunciato a nulla da quando il panico ha bussato alla mia porta!!! a costo ke mi sento male dovunque e imparo a gestire il momento ma stare a casa no!! trova la forza dentro di te silvia.. ank’io piango e a volte mi sconforto ma bisogna rialzarsi e andare avanti!!!! Vi abbraccio tutti!!!!

  75.  
    silvia
    22 febbraio 2012 | 14:39
     

    oggi è una di quelle giornate con effetto soporifero.ho semper sonno in più ho una gastrite simpaticissima!comunque ma dove siete finiti tutti?????

  76.  
    CHIARA
    22 febbraio 2012 | 15:37
     

    ciao a tutti stamani avevo lasciato un commento ma adesso non lo leggo più non so perchè...silvia ank’io faccio tante cosa con la paura ke possa succedere qualcosa, con la paura di sbagliare o che mi possa sentire male… ma preferisco buttarmi piuttosto che stare a casa e pensare ininterrottamente al panico.. a farmi sempre i soliti pensieri… sono veramente stanca credimi.. preferisco vivere la vita e basta.. prenderla così come viene…

  77.  
    silvia
    22 febbraio 2012 | 20:12
     

    chiaretta io per ora nemmeno guido,ed ancora esco solo accompagnata.ma almeno mi è ritornata la voglia di uscire.comunque ti ammiro moltissimo vorrei essere già ai tuoi livelli.sto cercando di reagire un passo alla volta!

  78.  
    CHIARA
    23 febbraio 2012 | 07:47
     

    buongiorno a tutti!! oggi quì è tornato il sole… cara silvia anke a me prende un pò la paura quando devo guidare… ma siccome è una cosa a cui tengo molto e non voglio rinunciare mi butto e vado… prosegui a piccoli tragitti a me aiuta molto la musica!! metto in un cd le mie canzoni preferite e cantando mi ritrovo a guidare tranquillamente prova così… per adesso le mie paure sono le uscite del sabato sera… perchè a dicembre ho avuto un attacco proprio in questa occasione… vorrei uscire questo weekend .. vedremo un pò… a tutti auguro una splendida giornata!!!

  79.  
    CHIARA
    23 febbraio 2012 | 13:27
     

    oggi il rientro al lavoro ha scatenato un attacco di panico.. diciamo che mi sono svegliata come se già me lo sentissi, quasi l’avessi chiamato io.. e lui si è fatto sentire.. però non mi sono scoraggiata.. sono andata in bagno al lavoro e guardandomi allo specchio mi sono detta: non puoi morire quindi rilassati respira e infiskiatene! ed è passato tutto come se non fosse successo nulla… capisco sempre di più che dipende veramente da noi…. improvvisamente è stato come se avessi avuto con me l’mp3 con la voce della Dottoressa e questo mi ha aiutato tantissimo… speriamo che sia la kiave giusta!!! non mi scoraggio e non piango…
    silvia il fatto che tu abbia già voglia di uscire è già un piccolo gradino in meno :D.. a me serve molto leggere la testimonianza di LUCIA mi aiuta veramente molto…

  80.  
    silvia
    23 febbraio 2012 | 18:35
     

    ciao miguel,mi ritrovo in quello che hai scritto perchè anche io ho una tortura che devo subire ogni tanto dall otorino a causa di una dermatite nel condotto uditivo.credimi è devastante quei ferri lunghi e sottili mi sembra di sentirli nel cervello.insomma rimando da due anni so che sto combinando un casino ma come dici tu” ho la paura della paura”.

  81.  
    carlotta
    23 febbraio 2012 | 18:35
     

    A me oggi è andata male…. ero al lavoro, in piedi, ed ho avuto un tremendo capogiro, come se cadessi, non riesco a spiegarlo…e mi è preso un panico ed un’angoscia tali che ho dovuto chiedere di uscire e farmi venire a prendere da mio padre… mi sono vergognata, ho avuto una paura assurda e sono stata tanto male…. Vorrei tanto essere diversa da come sono….

  82.  
    Alessia
    24 febbraio 2012 | 00:08
     

    Buona sera a tutti, era da qualche tempo che non scrivevo ma ho deciso di dedicarmi anima e corpo all’università.Un caro benvenuto ai “nuovi” fiori,un saluto a chi già conosco,e un abbraccio alla cara Dottoressa.

    Proprio ieri mi sono ritrovata tra le mani il suo libro e l’ho riletto per l’ennesima volta ed è meraviglioso come ogni volta si riesce a cogliere una frase,una parola capace di darti sempre una nuova speranza. Bè cosa dire, l’ultima volta che ho scritto ero in una delle terribili ricadute che mi ha tappata in casa ma anche questa volta piano piano, con tanto allenamento sono riuscita a fare dei piccoli passi in avanti.. La strada è lunga lo so,ma voglio amare la mia vittoria.

    Questo articolo,le parole di lucia sono una pillola di speranza, non esistono parole migliori per descrivere ciò che ho provato, ma anche dove voglio arrivare. Sto leggendo tanti commenti pieni di sconforto e di terrore e so esattamente cosa provate,ogni singola sensazione o pensiero l’ho vissuta e la vivo.. Ma non smettiamo mai di crederci.. Brava chiara, questo è lo spirito giusto..vai a lavoro e se ti senti male sai già che non morirai,inventa una scusa per uscire fuori e respirare.. Concediamogli solo 5, 6,8,10 minuti ma poi torniamo alla nostra vita, concreta e reale..
    Anche io quando si avvicina il fine settimana,anche se alla mie età dovrebbe essere una gioia,al solo pensiero di sentire le mie amiche entusiaste di uscire e organizzare qualcosa mi chiudo a riccio e penso sempre di inventare una scusa per rimanere a casa..ma non lo faccio, perché se in panico non si è creato scrupoli a rovinarmi questi anni, io ho il diritto di riprendermeli!

    Quindi usciamo, uscite..impotenevelo! Un persona speciale conosciuta qui e che adesso spero abbia trovato la sua serenità mi disse che più fai una cosa più ti abitui a farla e a capire che non c e nessun pericolo, e che i nostri pensieri non si avvereranno mai..circondatevi di persone con le quali vi sentite sicure e capite, se le prime volte scapperete a casa dopo solo 5 minuti non importa, le volte successive saranno 10.. E sempre più… Io ho 21 anni e dai 19 ad oggi ho avuto tante ricadute ma sono ancora qua, con ogni volta un po’ di forza in più. Non ci arrendiamo. Un abbraccio a tutti

  83.  
    CHIARA
    24 febbraio 2012 | 07:56
     

    buongiorno a tutti!!!
    invio un abbraccio virtuale a tutti i fiori di questo giardino stupendo e prezioso!! ricordando che la vita è un dono e non bisogna sprecarla!! ma dobbiamo amarla e apprezzarla per come viene… anke se cadiamo dobbiamo rialzarci e proseguire…. crediamo in noi stessi e nelle nostre capacità… senza temere nulla accogliendo tutto quello che viene….

  84.  
    elisa
    24 febbraio 2012 | 10:19
     

    Carlotta,spesso a me capita la stessa cosa. So che la cosa peggiore è il senso di “fallimento” che avverti dopo l’attacco,ma è già molto avere consapevolezza di quello che ci succede e cercare di essere combattivi. Ci vorrà tempo,ma tornerai ad essere la persona di pima..tutti torneremo ad esserlo, non siamo a corto ne’ di intelligenza ne’di sensibilità. E ce la faremo,ci vuole solo tempo. Ti abbraccio.

  85.  
    silvia
    24 febbraio 2012 | 11:20
     

    cara carlotta,mi dispiace tanto per quello che ti è successo!se fossi stata lì con te avrei tentato di rassicurarti dolcemente,oppure (cosa più probabile)mi sarei sentita male insieme a te.come si dice:mal comune mezzo gaudio:ti abbraccio!

  86.  
    carlotta
    24 febbraio 2012 | 12:02
     

    Care Elisa e Silvia, grazie mille per le vostre frasi di incoraggiamento e vicinanza… oggi va un po’ meglio… mi devo tirare su perchè non voglio arrivare a dover prendere psicofarmaci….voglio riuscire a combattere da sola, senza ricorrere a farmaci dI cui diventare comunque dipendente. Voglio ritrovare la forza che avevo fino a qualche anno fa. Hai ragione Elisa, dobbiamo darci tempo. Avere pazienza e non lasciarci scoraggiare dalle ricadute. Vi voglio bene! Un abbraccio!

  87.  
    silvia
    24 febbraio 2012 | 12:50
     

    cara carlotta,ritroviamola insieme questa forza!!!!!ti volevo dire che anche io mi vergogno molto quando mi vedono in preda ad un attacco,ma poi penso che quelle persone arrivate a casa si saranno già dimenticate di noi!

  88.  
    CHIARA
    24 febbraio 2012 | 13:50
     

    ciao alessia solo adesso ho letto il tuo commento.. credo proprio che siamo coetanee.. le tue parole sono molto belle… io penso che sicuramente siamo persone sensibili e speciali.. dobbiamo solo trovare la chiave giusta x affrontare e vivere la nostra vita.. ank’io leggo ogni giorno il libro della Dottoressa che ormai è la mia guru! il suo libro è veramente la mia bibbia ;D e trovo delle parole che leggo sempre con una chiave diversa!!
    io spesso mi ritrovo a domandarmi dove sono ?? perchè?? etc… cerco di non scoraggiarmi… ed essere forte…

  89.  
    Manuela
    24 febbraio 2012 | 19:40
     

    Salve E bentornata carissima Alessia mi ricordo perfettamente di te! Sono contenta che hai lo spirito giusto, bravissima! Non ti far limitare esci, esci esci!!!
    Carlotta e Chiara dolcissime…..Allora quando arrivate al lavoro o siete in un momento in cui sentite arrivare il mostro……Ci vuole allenamento, come fare ginnastica…. Sentite che arriva….. E voi cantate in mente (se non vi volete far sentire) una canzone che amate e seguite il filo logico, non pensate a lui, non aprite la porta di basrbablù….(leggete l’articolo di Laura) spostate l’attenzione subito, prima che l’ansia salga…..col tempo sarà più semplice perchè magari tra poco ve ne dimenticherete di evocarlo….Ci vuole tempo

  90.  
    Elisa
    24 febbraio 2012 | 20:33
     

    Chiara, mi succede la stessa cosa..poco prima di avere un attacco di ansia/panico mi viene da guardarmi attorno e, senza nemmeno rendermene conto, ecco che mi trovo a chiedermi:”ma dove sono?perchè sono qui?perchè tutti stanno bene, qual è il senso di tutto?”E parte un’agitazione cosmica..però sappiamo che stare tappate in casa non aiuta. Domani sera dovrò vincermi come non mai per andare a fare un aperitivo fuori..ma lo farò, dovessi tornare a casa piangendo sui gomiti! 😀

  91.  
    Alessia
    24 febbraio 2012 | 23:41
     

    Chiara,Elisa..queste sensazioni le ho provate anche io,e ogni tanto le provo ancora ma ormai le conosco e riesco a dargli il giusto peso e piano piano arrivano
    sempre meno fino a scomparire..forse sapere che anche io ed altri le
    proviamo può darvi un pò di conforto,sono terribili lo so bene, ma più spesso toglierete l’attenzione,e prima andranno via. Stasera sono reduce da moltissima ansia provata nel pomeriggio,forse perché era da circa cinque giorni che non uscivo poiché è studiato e quindi mi sono sentita spaesata.. Volevo morire, ero con una persona che non conosceva il mio problema, ma poi sono entrata in un negozio e ho iniziato a provare mille cose, ed è andato via, ritornando leggermente ( al pensiero) ma gestibile..e se l ora prima volevo scappare a casa, ho deciso anche di rimanere a cena fuori! È stato un ping-pong tra pensieri e realtà, ma ho Vinto io. Che tutte voi portiate a casa le vostre vittorie ! Un abbraccio con il cuore.buonanotte fiori.

  92.  
    CHIARA
    25 febbraio 2012 | 07:53
     

    Buongiorno a tutti i fiori di questo splendido giardino!!
    soprattutto buongiorno ad alessia, manuela ed elisa!!! siete molto care!! sapere che non sono sola mi da tantissima forza!! dolce manuela la tecnica della canzone è verissima l’ho sperimentata una sera mi sono svegliata durante il sonno e già sentivo tutti i sintomi belli pronti!! cantando con la mente mi sono resa conto che io avevo il controllo di questa onda energetica e ne decidevo l’intensità!! dolci elisa e alessia quanto vi vorrei abbracciare!! e tenervi per mano per percorrere insieme la nostra strada verso la vetta della montagna!! vi sono vicina con il cuore!! bravissima ALESSIA queste sono grandi, grandissimi risultati!!! continua così!!!! VI ABBRACCIO TUTTI ….!!!! UN GRAZIE SEMPRE ALLA NOSTRA DOTTORESSA CHE TRAMITE QUESTO GIARDINO PERMETTE A TANTI FIORI SMARRITI DI INCONTRARSI E PERCORRERE LA STRADA GIUSTA PER LA VITTORIA!!!

  93.  
    miguel
    25 febbraio 2012 | 11:23
     

    Ciao a tutti,
    queste sono state due settimane tranquille..la mia vita prosegue tranquillamente ma ho avuto qualche segnale di tanto in tanto..purtroppo leggendo alcuni sintomi degli altri sembra che poi debbano venire anche a te. Secondo me è controproducente scrivere cosa proviamo (perchè infondo proviamo tutti lo stesso senso di crollo emotivo…) ma come ci riusciamo ad uscirne.
    Io l’altra sera ho affrontato finalmente una riunione da protagonista. Certo avrei rifiutato di parlare nel meeting con un centinaio di persone (ricordando il mio attacco avvenuto esattamente in quella circostanza), ma ce l’ho fatta a tenere una riunione con una ventina di persone. Ho percepito vari picchi durante il mio discorso ma li ho superati. Ho abituato il cervello con questa strategia: prendo la cosa più difficile che non farei mai (es. discorso dal palco di una sala conferenze) e dico: questo è troppo difficile ora per me. Ma tutto il resto lo posso fare! cioè escludo la cosa più difficile convincendomi che la cosa più facile si può fare. E così fai tante piccole conquiste, piccolissime conquiste che ti fanno vivere. Quando sarò pronto, se lo sarò mai, arriverò a riconquistarmi quel posto, che era già stato mio e che questa brutta bestia mi ha portato via facendomi sentire più volte un fallito..
    Spero di leggere altri commenti costruttivi con quello che avete pensato per superare il problema! Grazie amici

  94.  
    silvia
    25 febbraio 2012 | 14:20
     

    ciao a tutti entrando in questo blog ho capito che esistono altre persone che provano o hanno provato le mie stesse cose,questo è stato costruttivo,ma ho letto anche di persone che dopo anni ne soffrono ancora,questo invece riflettendo mi ha molto demoralizzata!per un pò non mi collegherò più(tanto credo che i miei commenti non facciano la differenza)stamattina ho realizzato che solo io mi posso aiutare.grazie a tutti quelli che mi hanno risposto.

  95.  
    carlotta
    25 febbraio 2012 | 16:20
     

    Ciao, anch’io non credo che mi collegherò più… non credevo che l’importante fosse avere “commenti costruttivi” o dire cose più o meno producenti o incoraggianti, ma condividere esperienze e magari farsi coraggio a vicenda.
    O anche soltanto leggersi con RISPETTO.
    Ma lungi da me voler far star male o tantomeno deprimere qualcuno. Io credo – e mi metto nel calderone della critica – che un grosso problema di chi soffre di DAP o ipocondria – sia l’egocentrismo. La difficoltà di empatia.
    Ne diamo quotidianamente esempio.
    Buona guarigione a tutti. Buona vita. Di cuore.

  96.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    25 febbraio 2012 | 16:37
     

    Care Silvia e Carlotta,

    mi piacciono molto le vostre condivisioni, sincere, calde, vere.

    Continuate a essere così come siete e a comunicare così come desiderate.

    Accogliamo il punto di vista di Miguel e il suo personale bisogno, ma contemporaneamente rinnoviamo la nostra libertà di scelta di essere così come vogliamo essere e di scrivere quello che ci viene dal cuore.

    Silvia e Carlotta, siete due bellissime persone, due Fiori dal profumo prezioso e raro, i vostri commenti sono utili e profondi.

    Miguel, come tutte le persone molto sensibili, non diventerà più forte, – di fronte alla suggestionabilità che nasce in lui dalla lettura dei sintomi del panico, evitando di leggere i commenti che lo turbano -, ma sviluppando in se stesso una maggiore forza interiore, che lo renderà invulnerabile di fronte a qualsiasi racconto di sintomi “raccapriccianti”.

    E’ un’abilità che va originata dall’interno, è un’attitudine che gli auguro di conquistare presto!

    La sensibilità, che è una qualità molto elevata, ha spesso come “contropartita” l’impressionabilità e la suggestionabilità. Un piccolo e naturale sintomo fisico si trasforma a volte in un terribile segnale di chissà quale tremenda malattia.

    No!

    Ricordati che la libertà di scelta porta con sè questo meraviglioso potere: puoi scegliere ciò a cui dici di “SI” e ciò a cui dici di “NO”.

    Chiediti: a che cosa dico sì?

    A che cosa posso dire di no?

    E’ corretto che noi ci prendiamo cura di noi stessi e che evitiamo tutto quello che ci fa sentire a disagio e che ci fa stare male, però non diventiamo veramente liberi, se “dipendiamo” da come sono gli altri, da quello che gli altri dicono oppure non dicono.

    Non dobbiamo identificarci nei sintomi, non dobbiamo lasciarci “contagiare” dalle sensazioni sgradevoli, dalle difficoltà, nè smarrirci nei racconti che gli altri liberamente esprimono, ma dobbiamo trovare noi stessi e identificarci in CHI siamo, in CHI sente che potrebbe farsi influenzare, in CHI è autosuggestionabile.

    La persona che soffre di attacchi di panico, spesso ha paura dell’incontrollabile dentro e fuori di sè, verso il quale si sente impotente!

    La paura dei sintomi non deve essere una lampadina sempre accesa, che ti consuma! Va spenta!

    Tieni l’attenzione sulla salute, sul benesssere, sulla bellezza, sulla contentezza, sui passi che stai facendo per liberarti da quello che non ti piace, che è falso, che non è evolutivo per te e vai avanti…giorno dopo giorno, mese dopo mese…con costanza e con fiducia, senza mollare mai!

    Sono d’accordo sul concetto che una bella testimonianza dona forza e speranza a chi la legge, – in questo Blog ci sono moltissime testimonianze positive ( ecco qui il link dell’articolo “Confusione tra mondo reale e mondo mentale: una storia di successo sugli attacchi di panico“, qui trovi un’interta pagina di belle testimonianze, clicca qui per leggere -, ma…dobbiamo imparare anche a essere buoni e delicati con noi stessi e con gli altri, perchè a volte la vita scorre bene e ci sentiamo contenti e forti, altre volte la vita ci consegna alcune esperienze difficili e dure, che ci formano e che ci fanno crescere.

    A volte sentiamo in noi stessi la certezza che ce la faremo, altre volte ci sentiamo come una piccola barchetta di carta in balia delle onde!

    Quindi, Silvia e Carlotta, vi invito a scegliere nuovamente di continuare a scrivere!

    Vi aspetto!

    Attualmente mi trovo lontana da casa, ma appena ritornerò nella tranquillità e nel silenzio del nostro Giardino, vi risponderò qui sul Blog. Ho ancora sospesa una risposta per Claudia, una risposta importante per Manuela e per alcuni nuovi Fiori, sbocciati nei vari vialetti.

  97.  
    Manuela
    25 febbraio 2012 | 19:40
     

    Dottoressa che piacere risentirla, vedere quella rosa rossa per me è sempre una gioia, grandissimo Miguel! A me faceva lo stesso effetto leggere i commenti a volte, ma mi hanno anche aiutato molto…….Bravo! Lo spirito è quello giusto! Dottoressa quando può mi faccia sapere come uscire dalla depressione e scarsa autostima in modo naturale….La abbraccio!

  98.  
    CHIARA
    25 febbraio 2012 | 20:32
     

    il commento della Dottoressa è bellissimo… oggi ho preso la macchina da sola e ho guidato ascoltando la musica… ho passeggiato per il centro della città anche se con me c’è sempre quel senso di irrealtà che mi sconforta tanto… avevo persino una nausea assurda…al ritorno in macchina ho ascoltato una canzone bellissima di ennio morricone e lì mentre guidavo mi sono commossa… penso a com’era prima la mia vita e com’è adesso .. e mi domando tanti perchè…. spero col tempo di poter trovare risposta… spesso leggo i commenti di MICHELE un ragazzo che è riuscito a vincere il panico !! proprio quì… mi rincuora molto e mi riempie il cuore di gioia ….. deve esserci un punto x questo problema un bel punto definitivo.. andare a capo e ricominciare !!!
    Vi abbraccio come sempre……!!!

  99.  
    Manuela
    26 febbraio 2012 | 09:55
     

    Grazie Dottoressa, per le sue parole, la adoro, perchè io sono anche ipocondriaca e questo purtroppo, spesso condiziona la mia vita e quella dei miei cari…

  100.  
    Manuela
    26 febbraio 2012 | 18:01
     

    Dottoressa la prego mi dia un consiglio, ho saputo che un nostro parente sta molto male, e a me sta tornando il panico, come la prima volta in cui ho iniziato e raccontato da dove era cominciato, non volgio ricaderci di nuovo e star e male per mesi, non dormire e fare incubi e star molto in ansia. Mi dia un consiglio su come affrontare la cosa….La abbraccio!

  101.  
    Elisa
    27 febbraio 2012 | 21:27
     

    Chiara, la tua storia sembra molto simile alla mia. Sento di capire esattamente cosa provi quando dici di pensare spesso a com’era la tua vita..”prima”. A questo proposito avrei una domanda un po’ particolare da rivolgere alla Dottoressa Bolzoni Codato..non importa se non può rispondere in tempi brevi, le sarei però a dir poco immensamente grata se potesse scrivermi il suo punto di vista, quando possibile. Non so se la mia sia una sensazione condivisa, ma da quando soffro di ansia (quasi 8 anni ormai..ora ho 26 anni) la cosa che realmente mi fa star male non sono tanto gli attacchi in sè, o gli occasionali attacchi di panico (che grazie alle testimonianze che leggo ogni giorno e al suo libro sento di star imparando a domare per la prima volta), quanto il fatto di svegliarmi, vivere la mia vita sentendo come uno “strato di pelle” in meno rispetto a 8 anni fa. Mi spiego meglio: prima, quando mi svegliavo, non avevo paura di nulla, vivevo come respiravo, in maniera naturale. La possibilità di morire per una malattia improvvisa, la possibilità che potesse accadere qualcosa di orribile nella mia vita, era sì contemplata, ma come qualcosa di lontanissimo che forse si sarebbe potuto verificare e a cui, comunque, era inutile pensare. C’era solo la vita. Mi sentivo invulnerabile, come si sentono (credo) tutti normalmente. A prescindere dalla presenza degli attacchi, questa sensazione di essere costantemente minacciata non mi ha mai abbandonata..ma qui mi chiedo: posso rieducare la mia mente, posso veramente domare un attacco di panico, ma come si fa a tornare a sentirsi lontani da tutte quelle paure irrazionali che quotidianamente annebbiano la testa?Come si fa a riattivare l’automatismo della vita senza il filtro dei pensieri?Spero di essere stata chiara. :-) Confido veramente in una sua risposta, da quando sono su questo blog mi si aperto un mondo..grazie per il suo magnifico lavoro.

  102.  
    Manuela
    28 febbraio 2012 | 07:33
     

    Ciao Elisa, anche io sono diventata ipocondriaca e pure molto da quando ho il panico. E’ molto interessante la domanda che poni!

  103.  
    CHIARA
    28 febbraio 2012 | 09:53
     

    Buongiorno a tutti i fiori di questo giardino stupendo!
    cara elisa mi fa piacere che entrambe abbiamo dei problemi in comune… io posso dirti che ieri sono stata veramente bene e ho provato una forte sensazione di benessere e sai perchè?? non mi sono fatta domande durante tutta la giornata.. di alcun tipo! appena stavo x cascarci mi riprendevo da sola! le mia paure di sentirmi male quando mi trovo fuori ancora ci sono sempre.. ma cerco di focalizzare la mia attenzione su altro! e non sui sintomi..sto cercando di creare uno stile di vita mio, più consono alla mia persona, a come sono io! ho letto con molto interesse quasi ogni giorno la testimonianza di LUCIA e mi ha colpita la frase… QUANDO NON GLI DAI PIù IMPORTANZA I SINTOMI NON TORNANO!!… io sto facendo proprio questo tipo di lavoro.. sforzarmi a dare importanza alle cose veramente reali e non alle mie “fantasie illusorie” che non esistono!!! il benessere parte da noi!
    MI AUGURO DI POTER CONTINUARE SU QUESTA STRADA!
    VI ABBRACCIO TUTTI! UN SALUTO SPECIALE ALLA FANTASTICA DOTTORESSA! GRAZIE SEMPRE PER LO SPLENDIDO LAVORO CHE FA E PER IL TEMPO CHE CI DEDICA!

  104.  
    Elisa
    28 febbraio 2012 | 12:48
     

    Ciao Manuela, sono molto contenta che la mia domanda possa essere utile anche a te! :-) Anche se gli attacchi non ci sono o sono limitati la qualità della vita può comunque essere compromessa..
    Chiara, sono molto contenta per i tuoi progressi! Anche io mi sento sulla strada giusta..continuiamo così!
    Un abbraccio forte forte a tutte/i!

  105.  
    CHIARA
    29 febbraio 2012 | 08:06
     

    buongiorno dottoressa le scrivo per chiederle aiuto…. ieri ho avuto il più brutto attacco che si possa avere! un’ora e mezza a lottare contro il mostro! nulla è servito a niente!! i sintomi sono rimasti tutti lì e mi hanno tormentata !!! mi ritrovo a non capire più dov’ero!!! non riconosco l’ambiente che mi circonda ed è subito panico!!!! stanotte non ho dormito desiderando solo di morire!! ho chiesto a dio di prendere la mia vita e donarla ad un altro essere !! ho sperato di morire con tutto il mio cuore immaginando la mia morte!!! dottoressa sono al limite della disperazione!!! le chiede un semplice ed umile aiuto……………..

  106.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    29 febbraio 2012 | 11:47
     

    Forza CHIARA!

    Hai vissuto un momento molto intenso e difficile da gestire, durato tutti i lunghi attimi mentre accadeva e anche dopo, quando era ormai concluso.

    La risposta completa è stata trasformata in un articolo dedicato a Chiara, che puoi leggere cliccando qui

  107.  
    CHIARA
    29 febbraio 2012 | 13:32
     

    Carissima Dottoressa la ringrazio per la sua risposta!!! come sempre leggere le sue parole da una sensazione di amore e conforto insieme!! molto spesso io mi perdo nei miei pensieri e non li riesco a controllare più! ieri mi sono molto spaventata perchè sarei voluta scappare via… il discorso è che da quando soffro di dap non sono riuscita a capire il reale motivo per il quale si presentano! io sono nata col cesareo.. e mia mamma mi ha vista il giorno dopo la mia nascita…da bambina stavo morendo soffocata.. e purtroppo sempre da bambina ho assistito ad un episodio di violenza fisica verso un mio familiare.. non so se questo possa centrare con tutto quello che provo adesso!! so solo che ho 26 anni e la chiara di prima non riesco più a trovarla!! è rimasta smarrita chissà dove…. non posso permettermi uno psicologo privato ho parlato con mia mamma anke lei mi ha detto che per un periodo ha sofferto di attacchi di panico ma poi da soli sono andati via.. da premettere che mia mamma è una forza della natura!!quindi ci credo che da sola sia riuscita a vincerli!! ma io questa forza non so dove trovarla non so dove aggrapparmi…scusi per il lungo commento ma per adesso sono molto giù… non voglio più uscire e soprattutto andare al lavoro dove ho avuto il primo attacco e poi una serie…
    DOTTORESSA GRAZIE MILLE X IL TEMPO CHE HA DEDICATO NEL LEGGERE LE MIE PAROLE E PER IL TEMPO CHE DEDICA A TUTTI NOI…. UN IMMENSO ABBRACCIO….

  108.  
    miguel
    29 febbraio 2012 | 16:07
     

    Buonasera a tutti,
    volevo scusarmi se non sono riuscito a rendere esattamente l’idea nel mio precedente messaggio. Il mio non era un intervento di accusa ma di autoriflessione. Pensando di dire una cosa che avrebbe incoraggiato tutti ho sortito l’effetto contrario probabilmente. Grazie dott.ssa per i consigli personali. Questo è forse quello che tutti noi cerchiamo in questo spazio, arrampicarci ai suoi capelli per toccare il suo cervello perchè lui (il cervello) ce l’ha fatta. Lei è un esempio positivo e tutti noi vogliamo arrivarci. Grazie
    Probabilmente ha ragione dicendo che sono diventato ipersensibile al punto di non poter leggere i commenti degli altri…ma li leggo ugualmente e sono vicino a tutti loro. Credo di guardare il mio problema da estraneo, consapevole che ne soffro, però in maniera molto razionale. Pensi che l’altro giorno un mio conoscente mi ha rivelato di soffrire del mio stesso problema (paura della paura di affrontare una situazione che ha visto un trauma precedente). Io gli ho dato dei consigli come se fossi un medico. Io però non ce la faccio quando tocca a me. Oggi ho avuto il programma dei miei prossimi interventi. Questa volta ben due in un mese..sono diventato rosso dalla paura al solo leggere il programma, invece di pensare al contenuto ho pensato a quanto sarebbe durato il mio intervento..pazzesco..non ci sono..quando pensi di farcela cadi sul più bello…sto pensando di farmi sostituire. E’ la paura di sentirmi male “durante” che mi blocca..sono stato bravo a fermare il mio cervello a non farmi coinvolgere la vita intera ma lì non ci riesco. Sotto pressione non ce la faccio! non ce la faccio proprio…scusate..

  109.  
    Manuela
    1 marzo 2012 | 07:53
     

    Ciao Chiaretta, ti capisco, non ti preoccupare, tutti ma proprio tutti ci siamo ricaduti spesso……Ma bisogna riallenarsi a distaccare l’attenzione e sopratutto come dice Laura a rialzarsi sempre, sempre, sempre…….Ti abbraccio forte, non mollare mai!

  110.  
    CHIARA
    1 marzo 2012 | 10:22
     

    Ciao Manuela, per adesso sto cercando proprio di fare questo sforzarmi a guardare con più interesse, a toccare le cose con più forza per rimanere lì sempre presente.. ti pare si avvicina il sabato e già sto in ansia! un anno fa al pensiero mi sarei andata a comprare qualcosa di nuovo per farmi vedere bella dal mio ragazzo… com’è strana la vita….le ricadute sono brutte ma voglio andare avanti sempre!!
    Ti abbraccio manu e grazie per il commento!! non molliamo mai 😀

  111.  
    Angy
    1 marzo 2012 | 17:04
     

    Salve dottoressa! E’ la prima volta che scrivo. Ho bisogno di aiuto, di qualche consiglio per vincere l’ ansia e l’attacco di panico che mi tormenta da quasi dieci anni e che si presenta quando devo allontanarmi da casa per vacanza o lavoro, iniziare una relazione con qualcuno…ho paura di non farcela, di non potermi sposare e di non potermi realizzare come donna anche dal punto di vista professionale. sono bloccata negli studi, in qualsiasi ambito. Prendo farmaci per alleviare i sintomi ansiosi ma la paura c’ e’ sempre. da poco frequento un ragazzo ma tra mille incertezze e timori che riescono ad offuscare sensazioni ed emozioni. come devo fare?

  112.  
    miguel
    2 marzo 2012 | 14:26
     

    ciao a tutti,
    ho riletto l’intervento di carlotta, e credo tu abbia ragione…è l’egocentrismo il problema. Ieri me la sono vista di nuovo brutta. Sembrava non mi stesse calcolando nessuno mentre ero lì in riunione che dovevo parlare ma io stavo in crisi per quelle due tre frasi da leggere..non ci credevo nemmeno io di poter arrivare a tanto. Sono egocentrico! penso solo a me e a come mi sto sentendo. Non ne posso più. Il mio progresso nella vita sembra che cresca tanto quanto l’intensità e la frequenza del panico. Aiuto..mi sto per arrendere dottoressa..

  113.  
    Manuela
    2 marzo 2012 | 18:44
     

    No Miguel non arrenderti, lo so, lo so è dura anche a me oggi è sembrato che la mia gola si stesse chiudendo…….E mi stavo facendo fregare, quando……Ho preso un giornale e ho cominciato a sfogliarlo, ero in mezzo alla gente ma non me ne è importato nulla….E’ andato via……Il giornale, il cruciverba, la canzone, il gioco di parole…….Ma non arrendiamoci mai! Mai Miguel!

  114.  
    Giulia
    3 marzo 2012 | 07:36
     

    Cara Laura,
    A settembre 2011 ho avuto un crollo psicofisico notevole. Ho passato una notte a lottare contro un violento attacco di panico accompagnato da tutti i sintomi inclusi vomito e diarrea. Da quel giorno è cominciata la mia morte interiore… Sono seguite 2 settimane di insonnia grave con lavoro al mattino e al pomeriggio, poi dopo quasi un mese di lotta x la sopravvivenza, sono caduta in uno stato di forte depressione, nella quale non riuscivo a mangiare, dormivo troppo, non riuscivo ad andare a lavoro, avevo perso interesse x le mie cose, i miei hobby, x la vita in genere. Ho un bimbo di 3 anni e mezzo ( io 29), un marito tanto bravo ma che non capisce cosa mi sia successo e non può aiutarmi più di tanto. So di essere arrivata a questo punto xchè quando è nato mio figlio, mio marito ha perso il lavoro, siamo andati avanti con la nostra piccola attività in proprio ma non basta e inoltre nel 2011 siamo stati vittima di una truffa che mi ha logorato interiormente. A novembre mio figlio è stato ricoverato in ospedale per una brutta polmonite e io, depressa e con l’ansia, mi sono fatta 10 notti di ospedale da sola. In quel mese mi ero arresa al farmaco, antidepressivi serotoninergici e ansiolitici tipo xanax. La cura è durata 2 sett. Ho visto i miei sintomi aumentare e ho deciso di smettere. Non ho soldi per seguire una psicoterapia anche se so che mi farebbe bene. A dicembre mi sono alzata dal letto, ho ricominciato a mangiare, a lavorare, ad occuparmi di mio figlio, da sola! Prendo uno sciroppo a base di iperico che mi sta aiutando, ora non posso dire di essere depressa come prima, ma la mattina mi sveglio ancora con l’ansia e talvolta sono colpita da attacchi ingiustificati di panico che grazie al tuo libro sto imparando a controllare. Da due mesi sono tornata a fare sport una volta a settimana ma se ho avuto una giornata pesante mi rimane difficile ma ci vado lo stesso, insisto e combatto come una tigre, soprattutto x mio figlio e mio marito. Voglio tornare quella che ero, il medico mi ha detto che ho avuto un esaurimento nervoso dovuto a un periodo di intenso stress e ne ho avuto la conferma leggendo il tuo libro. Faccio fatica peró, da sola, a non concentrarmi su me stessa e sulle mie sensazioni durante il giorno, non riesco ad avere la mente completamente distesa, anche se sorrido ora e ho ripreso in mano la mia vita. Ho meno fame rispetto a prima e devo sforzarmi, cucino ma non ne ho voglia, mangio tanto per mangiare. Non ho avuto significativi cali di peso, un paio di kg subito ripresi. Sto provando a cambiare ma sento di aver bisogno di sostegno maggiore ed è x questo che ti ho scritto. La mia domanda è: sono sulla giusta strada, semplicemente ci vuole tempo? Gli amici mi dicono che sono stata una tigre xchè ho superato in 3 mesi grosse difficoltà da sola e da sola mi sono ripresa la mia vita. È veramente così ? Grazie per i tuoi preziosi consigli e per una tua eventuale risposta che mi renderebbe molto felice. Un caro saluto. Giulia

  115.  
    Manuela
    3 marzo 2012 | 09:37
     

    Ciao Giulia, mi permetto di risponderti anche io, sei stata veramente grande a superare tutto da sola cosi, e stai andando benissimo, la strada è giustissima, anche io ho avuto il panico dopo un esaurimento, e ti capisco avendo un bimbo piccolo anche io…. Ti abbraccio fortissimo e sei grande! ah continua a scrivere che ti fa da terapia, come ha fatto per tutti noi…..

  116.  
    ele
    5 marzo 2012 | 06:39
     

    buon giorno cari fiori,buon giorno carissima e speciale dottoressa Laura…..vi leggo sempre ma non scrivo da un po…….sono ristata bene x 5 mesi piu o meno,e dico bene xche x me riuscire a fare tante cose che x anni non facevo piu da sola e soprattutto senza panico e’ una sensazione meravigliosa,mancano ancora tante tappe x dire che ero uscita dal panico ma a me andava bene cosi’,poi basta un intoppo nella vita che tutto torna come prima…..e oggi di nuovo sto qui con i sintomi affacciati alla finestra,le mie insicurezze e le mie paure affacciate alla finestra,dopo tantissimi anni mi ritrovo ancora a chiedermi…PERCHE’….perche io ritorno anzi sono sempre in gabbia???? cosa non ho ancora capito nel percorso di uscire definitivamente dal panico? cosa no va della mia vita??? io credo non mi manchi niente,anzi…..credo di avere tutto….ma??? ci sara’ un ma oppure no??????ancora tanti se e non…..so solo che non sono ancora del tutto libera e non capisco perche””’……so di poterl essere,che ho le potenzialita’,ma………??????grazie cmq a voi x esserci e soprattutto a Laura che esiste….e al buon Dio x averla incrociata,.

  117.  
    Ducadesmo
    5 marzo 2012 | 14:53
     

    Buongiorno Dott.ssa
    ho appena scoperto questo blog. Soffro di panico e ansia generalizzata da qualche anno ma soprattutto soffro di una fobia che non so se ha mai sentito. Parlo dell’acqua calda. Non riesco a farmi una doccia e spesso nemmno a lavarmi la parte superiore del corpo perchè subito mi viene la tacchicardia e tremori e un peso sul petto. La prima volta mi è successo sotto la doccia e da allora è un inferno. Poi ieri ho anche letto su repubblica che l’acqua calda può provocare crisi epilettiche e mi sono fissato ancora di più. Come posso fare per superare questo problema? Conosce qualcuno che lo ha lo stesso e lo ha superato? Grazie mille Dottoressa.!!!!

  118.  
    Manuela
    6 marzo 2012 | 08:04
     

    Cara Dottoressa, volevo un suo consiglio, sto evitando le gocce di ansiolitico, perchè devo rpendere già dei medicinali per altri problemi. A volte mi capita di sentire quando sono in mezzo alla gente, come difficoltà a deglutire, e poi se bevo e mi distraggo dopo un pò passa, premetto che soffro di reflusso. Mi dia un consiglio in merito, io cerco di non ascoltare le sensazioni sgradevoli come dice lei. La ringrazio.

  119.  
    Manuela
    8 marzo 2012 | 09:10
     

    Dottoressa, buongiorno, dopo aver saputo di questo nostro parente, che sta molto male, ho ricominciato ad avere incubi, non voglio ricaderci di nuovo, la prego mi dia un consiglio….

  120.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    8 marzo 2012 | 15:30
     

    Cara Manuela,

    se tu guardi indietro, nel tuo passato probabilmente ritroverai l’evento che ti ha tanto spaventata e se pensi che potrebbe ripetersi, esattamente nella forma che conosci già, coltiverai una preoccupazione che peserà sul tuo cuore.

    Di fatto nel passato ci sei già stata, non serve che ci ritorni!

    In questi mesi sei molto maturata interiormente, la tua realtà è migliorata.

    Riparti da qua, da questa nuova Manuela e tieni l’attenzione sul cambiamento.

    La persona ammalata è diversa rispetto a quella che avevi incontrato tempo fa, soprattutto tu sei diversa.

    Oggi pensi, senti, ragioni, agisci in modo diverso rispetto al passato.

    Rendi la relazione con questo parente, libera dal dolore che ha segnato la relazione precedente.

    Accetta e comprendi profondamente la parte di te che teme il ripetersi della medesima sofferenza, ma anche mostra, a quella parte impaurita e titubante, che oggi tu hai imparato a rimanere te stessa quando sei in relazione con gli altri esseri umani.

    In realtà, ci sei tu e c’è la persona che soffre, che è diversa e separata da te e che tu puoi comprendere completamente e consolare, donandole tutto il tuo affetto attraverso la tua presenza.

    Creare una relazione d’aiuto e di affetto non vuol dire che devi immedesimarti totalmente in questa persona, diventare lei, fonderti nel suo dolore, ma vuol dire rimanere serena, calma e donare la gioia di vivere a chi se la sente sfuggire in questo momento.

    Concentrati sulla salute e sul benessere, sul tempo presente dell’”adesso” e costruisci un ponticello che unisce te stessa a questa persona, mostrandoti capace di stare accanto a lei, come persona, con come malato.

    Ce la puoi fare!

  121.  
    Manuela
    8 marzo 2012 | 18:41
     

    Quando vedo la rosa rossa per me è una falicità, è la mia ancora di salvezza, sempre…….Grazie Laura, grazie per tutto quello che fa per noi, cercherò di seguire il suo consiglio. Tra l’altro la mia stupida ipocondria, si ripresenta sempre anche in questi casi….Rendendomi la vita difficile….

  122.  
    Manuela
    8 marzo 2012 | 18:43
     

    Voglio approfittare anche per fare gli auguri a tutte le splendide donnine del blog, per la nostra festa e alla rosa rossa più preziosa che cè……

  123.  
    ele
    9 marzo 2012 | 14:13
     

    ecco,leggendo il consiglio di oggi della carissima Laura x manuela,qualcosa mi torna in mente,,,,anche io ho fatto lo stesso errore….dopo 6 mesi meravigliosi dove nemmeno mi riconoscevo,ho riavuto un crollo xche???? perche il mio bimbo di 8 anni dopo un intervento urgente x peritonite,accompagnandolo in tutto il suo percorso,anche in sala operatoria,dove tutti si meravigliavano e complimentavano con me…….dopo che lui ha cominciato ad avere paura di allontanarsi da me da quel giorno……ho sostenuto lui anche nelle sue paure,ma sono ritornate a me….ora lui ce l’ha fatta,ma io ho ricominciato con i sintomi.e…….dottoressa cara che faccio ora??? torno in terapia o cosa?????? grazie x tutto e grazie a voi fiori speciali di questo giardin…..buona giornata

  124.  
    miguel
    9 marzo 2012 | 16:17
     

    cara dottoressa,
    sono molto giù oggi, io affronto il luogo del mio primo attacco quasi tutti i giorni. Non riesco a prendere coraggio per la riunione di domani. Tocca a me, ho in mente questa data da un mese ed è già arrivata. Ho in mente precisamente com’è andata l’ultima volta e già sto male. NOnostante tutto, è da 5 anni che continuo a sopportare questa situazione ma ora sento di dovermi arrendere. Al solo pensiero di salire sulla cattedra con il responsabile, leggere tutti gli articoli quando lo dice lui o peggio ancora enunciare la ricerca personale mi manda in crisi. Ricordo ancora oggi quel primo episodio. Sento il mio nome annunciato, cammino attraversando il corridoio e vedendo tutti seduti pronti ad ascoltare, salgo, inizio a parlare della mia ricerca ed ad un certo punto il patatrack. Concludo velocemente e scendo stordito. Da allora ricerche personali ho chiesto di non farne più ma leggo spesso articoli. E durante le letture e soprattutto prima di iniziare è tutto incontrollabile. Quando leggo i suoi articoli penso a situazioni (che a volte mi capitano) comuni, mentre pranzo, esco per strada..tutti luoghi dove una persona PUO’ fare qualcosa per cambiare posizione, aria..Che dire di quando capita in posti da dove non puoi scappare?? dove devi stare lì, per forza, non comandi tu? e soprattutto situazioni di stress acuto, dove SAI che succederà? come si affronta?? come si supera? scusi se mi sono sfogato ma chissà se mi capisce qualcuno

  125.  
    Manuela
    9 marzo 2012 | 21:26
     

    Ciao ele, anche io ho un bimbo piccolo, e per loro diventiamo forti e fragili allo stesso tempo, per dare coraggio a loro appariamo forti ma poi, ci sciogliamo come neve al sole…..E’ normale quello che provi ti parlo da mamma…. Si cade, ci si ralza, le ricadute ci sono anche per me, eccome ma bisogna rialzarsi, ti abbraccio forte Ele, falla insieme a me, insieme a noi qui la terapia…..Miguel, forza, quando sei in mezzo alla gente, pensa intensamente che invece non ci sia nessuno di fronte a te e ripetiti con forza va tutto bene, ce la posso fare ma convinto, parla al piccolo Miguel come dice Laura, rassicuralo……. Digli fermamente che va tutto bene e di non aver paura e che ce la può fare, parlagli come fossi suo padre……E poi porta l’attenzione non alla gente ma al contenuto del discorso che devi fare….Guarda con più attenzione, resta lì, lì, lì come dice Laura sii presente, e ascolta i suoi Mp3 10000 volte!

  126.  
    miguel
    10 marzo 2012 | 11:06
     

    grazie Manuela,
    sono quasi scettico, convinto che non può funzionare così, ho sentito gli mp3, sembra che il mio cervello non ci creda. Voglio crederci che è possibile riuscirci ma non ce la faccio! E poi ho paura non degli altri…di me, di svenire, mi gira la testa..ho paura di me! di rivivere quello che ho vissuto allora e di rivivere quello in cui quell’attacco si è trasformato nel tempo..perchè ha cambiato forma, cioè controllo qualcosa in più ma ho altri sintomi adesso rispetto alla prima volta. Sono troppo tecnico, è come se per risolvere devo smontare il motore, trovare il guasto e aggiustarlo, non mi basta credere che posso aggiustare il guasto pensando che non ci sia o che si sia riparato da solo..mi capisci?

  127.  
    Manuela
    10 marzo 2012 | 17:22
     

    Certo che ti capisco Miguel eccome! Perchè l’ho pensato anche io quando leggevo le bellissime testimonianze degli amici che hanno aiutato me che approfitto per salutare :Annalisa, Michele, Eddy, Chadija, Landrea…..Leggevo di loro che stavano meglio e dicevo no non ce la posso fare…Io no, poi ho cominciato ad osare, ti parla una che la mattina vomitava per l’ansia da esaurimento……Pian piano dopo qualche mese che scrivevo qui, ho detto se lo fanno loro lo posso fare anche io……..E con l’aiuto dei miei grandi amici che ho citato prima ho fatto molti passi avanti, le ricadute ci sono ma mi rialzo…..C’è sempre Laura che mi porge la sua mano di Angelo……Forza Miguel siamo con te ce la puoi fare…Poi raccontaci…..

  128.  
    Manuela
    10 marzo 2012 | 17:24
     

    Ho cominciato a star meglio proprio quando parlavo alla Manu bambina come ti dicevo, piccola ed impaurita all’asilo…

  129.  
    Manuela
    10 marzo 2012 | 17:26
     

    Ti invito anche a leggere l’articolo di giugno, che parla proprio di me, Mattia e la dolce Claudia…..Parla di stare a contatto con la gente!

  130.  
    Manuela
    10 marzo 2012 | 17:32
     

    Miguel volevo dirti inoltre di praticare un pochino di respirazione circolare, prima di affrontare eventi e di addormentarti, un pò al giorno….Ti aiuterà…Saluti anche alla cara Roberta che è un pò che non si sente!

  131.  
    chico
    10 marzo 2012 | 23:37
     

    è un bel pò che nn scrivo…ciao a tutti ragazzi…volevo portarvi solo un pò di me…e della mia esperienza!dagli attacchi di panico che ne si esce!!!nella maniera più semplice e naturale del mondo…gli attacchi ci buttano in quella prospettiva distorta del prossimo attacco…che noi richiamiamo…ma se ci rifletti!!!cos’è questo attacco di panico, se non un momento in cui il tuo animo chiede delle certezze a te stesso…chiede di non voler essere messo da parte…è un attimo in cui c’è tutta la carica emotiva di una vita concentrata in un secondo…ma quello sconforto forse è la più grande porta verso la libertà…grazie agli attacchi di panico, oggi sono una persona nuova…forte sensibile, umana…spesso una guida per me e per chi mi è vicino…ovviamente mai si finisce di imparare…ma sto percorrendo la strada giusta ora—ora lascio fluire in me tutte le mie emozioni…ho imparato a gestirle…ho imparato la potenzialità di esse…
    Nel passato ho preso farmaci, è vero, ma vi assicuro che nn servono a nulla…è vero che nel momento ti passano gli attacchi, ma sei un automa…sei privo di emozioni…ho iniziato un percorso psicologico…meditazione, sport, vita sana…rispetto il mio corpo e la mia mente…
    ed ora sorrido per quanto è buffa la vita…quanta illusione ti distorce dalla realtà…Vi voglio bene—vi lascio un pensiero di jack folla sul panico…ditemi un pò che ne pensate…
    non mollate…ne va della vostra vita…

  132.  
    Manuela
    11 marzo 2012 | 09:41
     

    Ciao Chico, grazie, grazie tante è sempre stupendo ricevere testimonianze come la tua….Che percorso psicologico stai seguendo?

  133.  
    Manuela
    11 marzo 2012 | 18:11
     

    Cara Dottoressa, ho saputo ora che il nostro parente si è aggravato e comincio a star male di nuovo, spero di riuscire a fare ciò che mi ha detto…Mi aiuti!

  134.  
    chico
    11 marzo 2012 | 18:59
     

    seguo una psiconalisi cognitivo comportamentale…ma il lavoro maggiore lo fai tu…buttandoti giorno dopo giorno nelle tue paure…facendoti venire gli attacchi di panico ed affrontandoli con nuove tecniche e consapevolezze…appunto con un altra cognizione…

  135.  
    Manuela
    12 marzo 2012 | 07:54
     

    Infatti mi avevano parlato di questo tipo di tecniche, ma io ho fiducia solo di Laura…..Purtroppo ho avuto brutte esperienze, tipo da una psicoterapeuta, dopo 8 sedute gli attacchi di panico aumentavano,. lo psichiatra mi ha imbottito di farmaci che sono ammuffiti nel cassetto a parte un pò di ansiolitico….

  136.  
    Elisa
    12 marzo 2012 | 12:25
     

    Ciao Chico,non ti conosco ma sono felice per il tuo bellissimo risultato!E sono anche molto interessata alla terapia cognitiva comportamentale..io sto seguendo una psicoterapia “classica” da 3 anni e mezzo circa, mi ha aiutata moltissimo ma ora mi sento..come dire,pronta a buttarmi nel presente. Non ne posso più di spaccare il capello in 4 chiedendomi perchè io,anni fa, sia finita ad avere attacchi di ansia, prima aveva un senso e sicuramente pormi certe domande ha aiutato la mia crescita personale, ma sento di voler uscire fuori dal guscio oggi, senza indagare oltre quello che è stato ieri.

    Voglio riapproriami del mio presente, ma sento di non avere gli strumenti per farlo..in tutta onestà il libro di Laura Bolzoni Codato è stato qualcosa di fenomenale per quanto riguarda gli attacchi di panico, c’è stato un momento in cui avevo perfino paura di uscire di casa e solo mettendo in pratica i suoi consigli in due-tre mesi sento di aver fatto passi da gigante.

    Purtroppo,però,il mio grosso scoglio non è tanto o solo il panico quanto l’ansia generalizzata e questa maledetta ossessione che non potrò più stare bene come in passato..vorrei avere dei pensieri concreti, positivi, da “mettere in pratica” per stare bene, ma non sono una tecnica e ovviamente avrei bisogno di un consiglio. Pensi che una terapia come quella che stai seguendo possa tornarmi utile?Ti ringrazio in anticipo per la risposta! :)

  137.  
    miguel
    12 marzo 2012 | 16:06
     

    Ciao Manuela, grazie per il tuo interessamento..ovviamente partivo sconfitto..non ce l’ho fatta ad affrontare la situazione. Ho fatto cambio con un collega ma tocca ancora a me tra due settimane..ora sto tranquillo..il giorno prima inizierò ad andare in crisi e all’orario preciso inizierò a diventare rosso, perdere aria e chissà poi…non ne posso più..
    ho letto degli esercizi di respirazione e del riposo…mi diresti qualcosa in più?
    Apprezzo molto quello che scrive chico..quello che ho sempre cercato qui è nelle sue risposte. Anch’io sono stato così per tutte le altre aree dei miei attacchi, li affrontavo a mò di sfida per batterli ad uno ad uno. Posso sapere chico cosa ti dici ogni volta, con qualche esempio pratico?? Prova a pensare di avere l’unico attacco che non riesco ad affrontare (forse perchè altri si accorgono che qualcosa non va in me ed io mi sento smascherato), discorso o letture di fronte ai colleghi, un centinaio o più per intenderci. Cosa ti diresti se prima hai la paura di andare lassù con quelle luci fortissime, e poi tra una lettura ed un altra oppure alla prima pausa mentre parli inizi a diventare rosso fuoco, ti manca l’aria, cominci a fare discorsi distruttivi del tipo “mi sento male, mi manca l’aria…ecc..” cerchi le vie di fuga in caso ti senti male davvero..è terribile..mi viene l’affanno solo a pensarci! quanto vorrei farcela!! ragazzi ogni volta esco la grinta per farcela ma arrivato sul posto non ce la faccio..mi sento un fallito

  138.  
    Manuela
    12 marzo 2012 | 19:46
     

    Macchè fallito Miguel, tra due o tre mesi ce la farai sono sicura, per quel che riguarda la respirazione, dovresti inspirare forse dal naso e riempire tutta la pancia di aria, e poi espirarla velocemente, questo per alcuni minuti al giorno e anche prima di dormire e nelle situazioni critiche, poi mentre respiri immagina di riempire il tuo corpo di enrgia pura e positiva e ripetiti che va tutto bene e che puoi farcela tranquillamente, una specie di meditazione….

  139.  
    Manuela
    12 marzo 2012 | 19:47
     

    Scusa volevo dire inspirare forte dal naso e po irimpire la pancia…Invece quando butti fuori l’aria immagina di buttare via le sensazioni sgradevoli…

  140.  
    Manuela
    14 marzo 2012 | 08:49
     

    Cari fiori, buongiorno a tutti, stamattina, purtroppo ho avuto la bruttissima notizia della mprte del mio parente, e il panico è ancora con me, oggi, proprio non risco a gestirlo bene…..Dottoressa mi dia un consiglio lei.

  141.  
    Angy
    15 marzo 2012 | 17:51
     

    dottoressa non ha risposto al mio messaggio e sono preoccupata…sto cercando di mettere in atto i consigli del suo libro, di parlare alla bambina che è dentro di me e che ancora soffre ma sono molto sfiduciata, non so, se riuscirò ad uscire da questo tipo di panico e avere una vita normale.

  142.  
    Michele
    16 marzo 2012 | 17:36
     

    Cucù! Eccomi quiii!
    Che bello, che bello ritrovarvi tutti, ritrovare la Dottoressa, ritrovare il nostro meraviglioso giardino, più vivo che mai (d’altronde, la primavera è alle porte)! No, non vi avevo abbandonato, ho continuato a pensare a tutti voi ogni singolo giorno, durante la mia (lunga…)assenza, e a portarvi nel cuore. Ed ora sono di nuovo qui! Ho letto tutti, ma veramente tutti i vostri commenti e le meravigliose risposte della Dottoressa, e quasi piango dalla gioia per aver constatato che, seppur assente, non vi siete dimenticati di me, avete continuato a pensarmi, e questa cosa mi ha reso immensamente felice: grazie!

    La mia assenza è stata lunga, e di cose nel frattempo ne sono successe (belle e brutte, ma del resto nella vita i momenti radiosi si alternano a quelli più oscuri, ma proprio di entrambi dobbiamo farne tesoro): a maggio mi sono laureato (il giorno è stato stupendo, il più bello mai vissuto, ma la notte precedente è stata da incubo, con mille e mille pensieri che si annidavano nella mente e scavavano, scavavano senza sosta come tarli…), dopodiché mi sono iscritto alla specialistica e, dunque, la mia vita universitaria continua. Dopo questo bellissimo evento, con la calda stagione mi sono dedicato a tutti, ma veramente tutti gli hobby che, per mancanza di tempo (ma abbondanza di panico e ansia), negli ultimi tre anni avevo trascurato, e, nel mio piccolo, ho trascorso giornate indimenticabili, serene. Una delle estati più belle dopo che il “terremoto” panico aveva invaso la mia vita. Ovviamente, con tante gioie, non potevano mancare i dolori, per cui ho dovuto affrontare anche l’improvvisa malattia di mio zio che mi ha fatto vivere momenti drammatici e quasi piombare nel buio più assoluto. Ma ho cercato di farmi forza, pensando che il mio malessere interiore non avrebbe portato in nessun caso a niente, anzi, avrebbe solo complicato ulteriormente la mia vita. Poi, però, mi sono ricordato di un episodio molto simile vissuto quando mia nonna, circa 6 anni fa, ebbe un malore improvviso che la costrinse a letto per mesi e mesi, fino al tragico epilogo. In quell’occasione, ricordo che la notizia piombò come un fulmine a ciel sereno intorno alle 8 di sera di una domenica di febbraio: il telefono squillò e in pochi minuti ci fu un macello. Quella fu una serata terribile. E anche i giorni a venire non furono da meno. All’epoca avevo quasi 18 anni, il panico e l’ansia erano cose delle quali non mi curavo affatto, eppure quella volta, dopo aver appreso la terribile notizia, mi gettai sul letto senza forze, senza neanche riuscire a versare una lacrima, e l’unica cosa che riuscivo a pensare era che la mia vita non sarebbe più stata quella di prima (ero affezionatissimo a mia nonna), che non avrei avuto la forza di affrontare una situazione del genere…eppure mi feci coraggio, smisi di piangere ed accettai tutto, perché era quella la realtà ed io non potevo cambiare le cose, però potevo reagire. In quei mesi ho continuato a fare le cose di sempre, però portavo un peso enorme nel cuore e i miei pensieri erano tutti rivolti lì, in quel letto d’ospedale, dove mia nonna si trovava. Finché, purtroppo, dopo mesi e mesi di sofferenza ci ha lasciati. Una ferita che solo il tempo ha rimarginato leggermente, ma che di certo non scomparirà più.

    Ecco, oggi, come ho affrontato la situazione: ripensando a quegli attimi, proiettandomi nel passato e pensando a quel ragazzo di 17 anni che si era gettato sul letto e non aveva più la forza di andare avanti, ma che a differenza dei suoi coetanei non lo faceva per la classica cotta adolescenziale, bensì per un tragico evento in cui la vita, improvvisamente, lo aveva catapultato. Non sono mancate, in questo caso, ansie e disagi (assolutamente giustificati, comunque), ma ho cercato di farmi una ragione di tutto e, con la maturità che vivere gli attacchi di panico mi ha portato ad avere, andare avanti senza fare un dramma per ogni cosa. Fortunatamente, la storia di mio zio non ha avuto il tragico epilogo di quella di mia nonna, però ci ha fatto passare davvero dei brutti momenti. Anche in questo caso, comunque, quel maledetto aveva squillato in un’ora insolita, e proprio quella paura – il telefono che squilla la sera – avevo maturato negli anni, sin da quando era successo il fatto di mia nonna. Una paura che solo esprimendola, comunicandola, sono riuscito a vincere. Ora mi sembra una banalità, ma ovviamente non lo è affatto. Nonostante tutto questo, ripeto, ho trascorso un’estate piacevole e felice (a parte il caldo!), così come piacevoli sono stati i mesi a venire.

    Ormai ho ripreso al 100% a fare qualsiasi cosa avessi volutamente abbandonato, e cerco di mettere ordine nella mia vita alternando momenti forti a momenti più pacati, sereni, fatti di puro relax, come mi ha insegnato la Dottoressa con il suo libro. Per il resto, continuo la mia vita normalmente, anche se qualche giorno è un po’ più ansiogeno di un altro, ma ormai so controllarmi alla perfezione e non mi lascio più irretire. Non ho voluto raccontarvi a caso la storia di mia nonna (spero non vi abbia depresso!), bensì per due motivi. Primo: sentivo, dopo tanti anni di silenzio, il bisogno di condividerla con qualcuno fidato, che potesse ascoltare quanta amarezza e profonda tristezza avessi accumulato in quei brutti mesi; secondo: perché spero che, come non mi sono arreso io, ho combattuto a denti stretti, ho accettato tutto quello che la sorte mi aveva riservato, non ho lasciato che sprofondassi nell’oscurità, ho cercato ed ottenuto la forza per andare avanti in quei frangenti dolorosi – e questa esperienza passata, come avete visto, mi è tornata utile nel passato recente -, spero possiate fare tutti voi, amici carissimi, affrontare qualsiasi dolore e sofferenza con la forza di andare avanti, di superare l’ostacolo e il buio percorso, di amare sempre più le piccole mete conquistate fino alla vittoria finale. Di far tesoro di qualsiasi esperienza, bella e brutta, e voler a tutti i costi giungere ad un traguardo fatto di gioia e serenità, che vi auguro di cuore. Ora vado, sono in ritardo per la classica passeggiatina pomeridiana in bicicletta! Un abbraccio a tuttiiii!!!!!!

  143.  
    Manuela
    16 marzo 2012 | 21:23
     

    Ciao Michele, ti immagino passegiare in bicicletta che bello…..Caro Michele, risentirti è un vero piacere, capisco la storia di tua nonna, perchè quando ho perso la mia dopo mesi di malattia, è stato terrbile, era giovane e io l’adoravo, e la porto sempre con me, non la dimenticherò mai…L’altra nonna invece la persi quando avevo sei anni, e fu terribile anche perchè mi aveva cresciuto visto che mia madre lavorava molto. Anche per me sono giorni duri, alternati da giorni ansiogeni a giorni migliori. Ho affrontato la scomparsa del nostro parente in modo diverso da prima e su questo Laura ha ragione, (la adoro!). Però in questo periodo a mia madre è subentrato un problema di salute che mi sta preoccupando molto. E non so se dovrà affrontare un operazione…

  144.  
    Elisa
    19 marzo 2012 | 13:03
     

    Ciao a tutti,
    vorrei condividere la mia esperienza di questi ultimi due giorni: sono stata a San Gimignano a trascorrere un week end con il mio ragazzo. Durante la settimana mi sono sentita bene, così, per quanto la “vacanza” sia qualcosa che mi destabilizza, sono partita con una certa tranquillità. Ieri sera sono tornata. Non posso dire che sia andata male: ho cenato senza attacchi di panico (la cosa che mi preoccupava di più), ho fatto un sacco di cose senza evitare nulla..ma sono tornata veramente, veramente stanca. Non ho fatto altro che automonitorare il mio livello di paura/i miei pensieri ogni secondo, eccezion fatta per qualche occasionale momento in cui riuscivo ad autoconvincermi che era tutto a posto. Non so più rilassarmi, non so come diamine si faccia a svuotare la testa, per quanto possa apparire assurdo. Guardavo le altre persone, le famiglia, le coppie, dall’aria spensierata..e mi sentivo morire per la semplicità con cui riuscivano ad affrontare un momento di svago quale una vacanza dovrebbe essere. Io, inutile dirlo, anche con un gelato in mano avevo pensieri di..di cosa poi?morte?paura indefinita?Non lo so, ma la me stessa di prima era perfettamente inserita nel mondo e mai sarebbe stata così, mai. Voglio disperatamente tornare ad essere quella ragazza. A me piace la vita, forse mi piace troppo e ho paura di non saper impiegare decentemente il tempo che mi rimane. Non so perchè sia così. E mi dispiace tediarvi perchè forse questo non è il mio “posto”, si parla di attacchi di panico e io, forse, ho problemi con lo stesso denominatore ma diversi al tempo stesso. Ma questo spazio mi piace, non è freddo come la maggior parte dei forum che trovo on line, è accogliente.. e mi fa sentire meno sola. Grazie per l’ascolto

    PS un abbraccio a Manuela,ho letto della tua perdita e mi è dispiaciuto profondamente.

  145.  
    Manuela
    19 marzo 2012 | 19:43
     

    Grazie Elisa sei molto carina, e sono veramente contenta dei passi che seppur a denti stretti hai fatto, abbiamo cominciato tutti a denti stretti sai….Poi pian piano dimentichi il panico e la prossima volta già sarà migliore…..Un abbraccio forte e sei nel posto giusto!

  146.  
    Michele
    20 marzo 2012 | 17:38
     

    Carissima Manuela, non sai che immensa gioia è per me ritornare nel meraviglioso blog-giardino insieme a voi! Per quanto riguarda le mie passeggiate in bicicletta, sì, oramai sono quasi due anni che ho preso questa bella abitudine assieme ad una mia cara amica. Percorriamo diversi kilometri in mezzo a belle strade di campagna, e non c’è nulla di meglio del sentire, proprio in questi giorni, il profumo dei fiori appena spuntati e il cinguettìo degli uccellini. Se, poi, capitano giornate come quella di oggi, con un bel cielo limpidissimo, abbiamo anche l’occasione di ammirare un meraviglioso tramonto. Lo so, magari avrò l’aria di un gran sognatore, però sono queste piccole cose a rendermi felice, e non c’è niente di meglio che immergersi nella natura, quando ci si sente tristi o semplicemente nervosi. Detto questo, ho letto che, proprio in questi giorni, hai perso una persona cara…mi dispiace immensamente, cara Manuela, a volte sembra che le cose brutte accadano proprio nei momenti in cui ci sentiamo più deboli interiormente. Ovviamente, “l’amico panico” ha colto l’occasione di farsi sentire anche in questi frangenti, vero? Ed ovviamente, è tornato più forte che mai. Voglio dirti che ti comprendo appieno. Due anni fa, nel febbraio 2010 (quando fra l’altro le mie vittorie sul panico avevano veramente cominciato a predominare sulle sconfitte, chiamiamole così), ho perso di uno dei miei più carissimi amici in un tragico incidente stradale. E la cosa peggiore – a parte l’orribile notizia, che fra l’altro mi fu comunicata prima con un semplice sms, alla faccia della delicatezza – è che proprio la sera prima ci eravamo visti per l’ultima volta, dunque non riuscivo a capacitarmi del fatto che, in un attimo, tutto potesse finire così. Inutile dire che sono stato malissimo. Anche in quell’occasione, il mio mondo si è sgretolato, tutto quello che avevo costruito era crollato, né avevo più voglia di fare niente. Fu proprio in quei giorni, per di più, che fui dilaniato da terribili ricadute, ed allora pensai che fosse davvero finita, che in un modo o nell’altro il panico sarebbe ritornato da me, anche a distanza di mesi. Invece dovevo solo parlare. Dovevo solo sfogarmi.

    L’ho fatto su questo meraviglioso blog, ed infatti la meravigliosa dottoressa e tutti voi, preziosissimi amici, mi avete sostenuto, l’ho fatto con i miei genitori e l’ho fatto, soprattutto, al funerale. Ed è stato proprio lì, in quel preciso momento, che ho realizzato che non vale assolutamente la pena di sprecare il proprio tempo con il panico, con l’ansia e con tutte le forme ad essa associate…No, bisogna darci un taglio netto, perché esistono esperienze meravigliose da fare nella vita, e non possiamo, non è giusto essere prigionieri di qualcosa che siamo proprio noi stessi a creare, alimentando il circolo vizioso della paura della paura…Perciò, cara Manuela, ti incito davvero a reagire con tutte le tue forze, anche se ci sono momenti in cui ti senti perduta, ad andare avanti e conquistare, giorno dopo giorno, una nuova vittoria! La bellezza della vita è qualcosa di troppo importante, prezioso, per poter essere ingiustamente bruciata in questo modo dal panico! Sii vicina a tua madre, ma non trasformare la preoccupazione in panico. Devi mantenerti integra ed affrontare in maniera naturale qualsiasi situazione. Non è facile in questi casi, lo so, ma devi essere forte. Anzi, proprio in questi frangenti devi dimostrare ancor più la tua solidità. Tienici aggiornati, mi raccomando. Augurandomi di cuore che vada tutto bene. Ti abbraccio forte!

    Carissima Elisa, annoiarci? Niente affatto!!! Anzi…non smettere di condividere assieme a noi le tue esperienze, che siano belle o un po’ meno. Lo so che è, all’inizio, è dura poter riemergere dalle tenebre e tornare ad essere la persona solare che eri una volta, ma ce la puoi fare, ce la devi fare. Non farti spaventare dal fatto che, in certi casi, credi di non avere la forza per continuare la battaglia, perché è proprio in quei momenti che non devi mollare, che devi costruire il tuo nuovo percorso. La strada non è facile (sulla mia sono più volte inciampato in terribili ricadute, ma se avessi mollato, a questo punto non ti parlerei da persona finalmente serena e consapevole di me stesso), ma devi stringere i denti e, come dice la nostra Dottoressa, amare la vittoria e voler ardentemente raggiungere la meta. E sì, guardati intorno, osserva le altre persone che si muovono nello spazio senza paura, che affrontano serenemente qualsiasi cosa e pensa che anche tu, molto presto, tornerai ad essere proprio come loro, ossia libera da ogni incertezza ed ogni paura. Durante il mio percorso, quando ero in facoltà e mi coglievano terribili attimi di panico, mi era d’aiuto concentrarmi sugli altri ragazzi, su ciò che facevano, su quel che dicevano. E, proprio in quei momenti, tutto questo mi dava una gran forza, perché desideravo tornare ad essere come loro, spensierato e sereno. Quando stai per fare qualcosa, non intimorire te stessa giù partendo dal presupposto che “ti verrà l’ansia o il panico”, perché così facendo alimenti il ciclo. Pensa, invece, solo a ciò che devi fare e perché lo devi fare. Comincia a distrarti e a distogliere la mente da inutili pensieri, finché non le farai perdere definitivamente questa cattiva abitudine! Forza, Elisa!

    Ora vado, cari amici, a presto! Un abbraccio a tutti!!!

  147.  
    Manuela
    20 marzo 2012 | 21:12
     

    Cara Dottoressa, vorrei un suo consiglio, devo andare dal dentista e far eun lavoro lungo purtroppo. Ho un dente che mi fa molto male, avevo già fatto una capsula ma non va bene e deve ritogliere tutto e intervenire di nuovo…..Ho molta paura di non riuscire a sopportare il lavoro lungo del dentista per il panico che già mi affligge, ma purtroppo sono costretta. Questo periodo per me è molto duro visto che anche mia madre non sta bene. Mi dia un consiglio la prego….

  148.  
    mariposa
    21 marzo 2012 | 20:41
     

    salve dottoressa e salve a tutti
    ho letto il libro panico vinto e seguo il blog da un pò ma è la prima volta che trovo il coraggio di scrivere…in realtà non so neanche bene che dire…solo che ho più di 30 anni e credo di non aver mai vissuto davvero fino ad oggi se non a tratti, se non in un altra me, se non andando avanti giorno dopo giorno mettendo una X alla fine della giornata, tirando un sospiro di sollievo a letto dicendo a me stessa “anche questo giorno è passato senza grossi danni”,
    perchè questo è il pensiero che ogni giorno accompagna la mia vita: ora mi sento male, ora svengo, ora mi portano all’ospedale, ora mi fanno siringhe e lavaggi e io morirò dalla paura.
    La paura è la mia migliore amica, è l’unica che non mi ha mai delusa finora, l’unica che mi mette al primo posto: c’è sempre, lì accanto a me a darmi la mano.
    Eppure io la odio, la detesto ma lei niente…non se ne va.
    e’ lei che sceglie per me; è lei che non mi fa guidare; che non mi fa decidere di fare un figlio, che non mi fa accettare un lavoro; che non mi fa fare un viaggio; che non mi fa vivere al 100% l’angelo che ho sposato
    Sento che dentro di me ho l’energia, la capacità, la voglia di cacciarla ma non trovo il bandolo della matassa, non so da dove cominciare…ho ripreso a correre da pochissimo…ho pensato che l’ultima volta che mi sentivo VIVA stavo correndo e dunque ho ripreso da lì…spero ritorni quella sensazione e spero di uscire da tutto questo prima o poi.

  149.  
    Manuela
    21 marzo 2012 | 21:35
     

    Michele caro, grazie delle bellissime parole, vi terrò aggiornati. E cercherò, te lo prometto di seguire i tuoi consigli, un abbraccione!

  150.  
    CHIARA
    22 marzo 2012 | 14:23
     

    buon pomeriggio a tutti.. da un paio di giorni non scrivo nel blog… michele leggere le tue parole riempie il cuore di gioia e speranza e gli okki di lacrime di felicità e tenerezza e bellezza x ciò che condividi quì!!
    ho letto anche i tuoi commenti passati e l’articolo che la Dottoressa ti ha dedicato!! veramente splendido…. forse siamo noi stessi i nostri peggior nemici.. dovremmo veramente apprezzare ogni piccola cosa!!

  151.  
    elisa
    22 marzo 2012 | 15:39
     

    Michele, grazie..per avermi ascoltata,capita e aver speso del tempo per la mia situazione. Grazie di cuore.. :)
    Mariposa,io è dal 2004 che non mi senTO più viva..potrei dirti giorno e ora,anche se la mia vita,di fatto,non si è mai fermata. Ma non basta,voglio di più, meritiamo di più. Facciamo insieme questo pezzo di strada,sono sicura che sarà più leggero!

  152.  
    Kendra
    22 marzo 2012 | 22:31
     

    Caro Michele.. mi domandavo, se c’è modo per parlare con te personalmente… Trasmetti una serenità impressionante..

  153.  
    mirela
    22 marzo 2012 | 23:38
     

    salve a tutti! io sono mirela e da molti anni ormai soffro di un disturbo di sociofobia penso senza ritorno. La paura di essere osservata sopratutto mentre scrivo mi ha portato a non riuscire più a scrivere, nel senso che mi sforzo cosi tanto, la mano mi si blocca e se qualcuno mi guarda mi escono solo scarabocchi incomprensibili anche per me stessa. numeri, lettere, diventano linee taglienti e non uniformi a tal punto da non riuscire a scrivere. questo stato ormai mi tormenta a tal punto di disturbarmi tantissimo e la paura che qualcuno potesse capire questo mio disaggio mi porta alla angoscia totale. cosa dovrei fare? chiedo aiuto a tutti voi. grazie. Mirela

  154.  
    mariposa
    24 marzo 2012 | 10:12
     

    grazie Elisa per le tue parole…ok…facciamo questo percorso insieme!!!

  155.  
    Ombry
    24 marzo 2012 | 17:12
     

    Ciao a tutti..mi presento, sono Ombretta e ho 28 anni. Oggi mi sono soffermata su questo blog e in particolare su tutti i vostri commenti; in certi mi ci ritrovo in pieno. Si può dire che io abbia quasi sempre sofferto di attacchi di panico, ma solo adesso sono talmente forti da condizionare al 100% la mia vita. Con mio grande senso di sconfitta mi sono affidata ad uno psicanalista, da circa 3 settimane. Io ho deciso di non lasciarmi affondare da questo mostro…con grandi, grandissimi sforzi cerco di uscire; in queste 3 settimane sono riuscita ad andare in stazione a piedi da sola…a prendere il treno da sola…a mangiare a casa di altre persone. Ma tra tutti questi “successi”, quello che mi rimane sono solo gli “insuccessi”…quindi quella volta su 4 che ho preso il treno e sono stata male…quella volta su 10 che a cena sono stata male…insomma..ogni volta mi butto giù tantissimo, e mi sembra di dover ricominciare sempre da capo. E ogni volta è sempre più difficile. 1 passo avanti e 10 indietro; il mio psicanalista invece mi ha detto che ho fatto grandi passi avanti, che ho tutte le carte giuste per non “soccombere”. Ma è il mio atteggiamento che è sbagliato, mi scoraggio troppo facilmente e non riesco a capire come si fa a “conservare” quell’ottimismo e quella positività che servono a contrastare il mostro. Specifico che non prendo nessun farmaco, a parte delle gocce omeopatiche che però non fanno nulla…effettivamente potrei anche evitare di prenderle. Comunque, mertedì avrò un pranzo di laurea al ristorante e sono qui in preda all’angoscia perchè l’ultima volta (un paio di mesi fa) sono stata malissimo…e pensare che tra 2 mesi neanche mi sarei dovuta trasferire con il mio fidanzato in Francia…lui tra poco partirà, e io non potrò andare con lui :( Tutto rimandato e chissà se e quando potrò raggiungerlo! E’ umiliante e avvilente, mi sento veramente uno schifo….
    Scusate se sono stata prolissa, e grazie a chi leggerà…

  156.  
    Manuela
    25 marzo 2012 | 11:12
     

    Ombretta, il tuo psicanalista ha ragione, fai passi da gigante, tutti noi e dico tutti me compresa….. All’inizio cadiamo, ci rialziamo, cadiamo, ci rialziamo, ci rialziamo, ci rialziamo, ci rialziamo……Ecco cosa succede……L’importante è non mollare mai…..Brava Ombretta…. Presto sono sicura andrai anche in Francia, prendila come una vacanza da cui potresti tornare quando vuoi….Cambia punto di vista…. Leggi il libro di Laura e ascolta i suoi mp3 prima del pranzo della laurea…..Ti abbraccio!

  157.  
    mariposa
    25 marzo 2012 | 12:10
     

    cara ombry
    capisco perfettamente il tuo stato d’animo…anche io come te mi scoraggio subito e penso più agli insuccessi che ai successi, anzi ti trovo ancora più positiva di me…io non seguo neanche più una terapia…ho cambiato tre psicoterapeuti e a nessuno forse ho dato il tempo di aiutarmi…mi sono fatta prendere dallo sconforto e sono andata via.
    tu ora stai cominciando una strada e devi percorrerla senza voltarti ogni tanto indietro.
    Una persona a me cara parla dei miei attacchidi panico come di un incidente che mi ha spezzato una gamba.
    per rimetterla a posto ci vuole tanta volontà, pazienza e fisioterapia.
    durante la cura capiterà dei giorni di fare pezzi di strada senza problemi e altri di non riuscire affatto a muovere la gamba malata.
    ma prima poi, affidandoci all’ortopedico giusto e credendo nelle nostre forze la gamba guarirà.
    Arriveremo a fare le stesse cose che fanno gli altri ma se qualche volta cadremo..chissenefrega…era pur sempre una gamba spezzata e impareremo a gestirla con il tempo.
    Spero di esserti stata utile e che presto troverai la forza per raggiungere la Francia…magari chissà solo per qualche giorno….e poi chissà.

  158.  
    Giulia
    28 marzo 2012 | 12:33
     

    Sincermanete trovo un po’ di difficoltà a scrivere qui. Forse perché non ho ancora voglia di ammettere a me stessa che un PROBLEMA. Si un problema e non una malattia. Il problema di uscire di casa senza paura o ansia, il problema di nn riuscire a prendere il treno, di nn riuscire ad andare nella mia città universitaria, di stare con gli amici in tutta serenità. Perché?! Perché è cambiato tutto??? Mi ricordo della mia vita come scorreva prima di tutto questo panico. Andava bene e molto. Certo c’erano i soliti problemi ma ero in grado di affrontarli, di non abbattermi. Perché ora sono cambiata dentro?!?!Perché nn riesco a guardare l’esterno e le cose che stanno intorno a me come prima?! Non faccio nulla per cambiare questa situazione…o almeno, credo di fare qualcosa, ma nn è mai abbastanza perché tutto ciò nn passa… Continuo a stare male, a vedere le cose con quella negatività tale che mi passa la voglia persino di alzarmi dal letto la mattina. Come si può cambiare?!?!?Qualcuno mi dice che devo “tirare fuori le palle”, ma come?! questo panico è diventato un chiodo fisso e non capisco se è più una fissa o una scusa per non riprendere in mano la mia vita… Mi sembra tutto una gran montagna: l’università, le amicizie, la famiglia…ma perché? Altre persone mi consigliano di andare da uno psicologo, ma nn ce la faccio…Leggo i vostri commenti e sono davvero un segno di speranza. Vorrei davvero cambiare.

  159.  
    mariposa
    28 marzo 2012 | 16:36
     

    cara Giulia
    anche io sono nuova di questo “giardino” e mi sento un pesce fuor d’acqua…leggendo i post mi sembra che gli altri, pur avendo il mio stesso problema, siano già sulla buona strada..o almeno abbiano una strada netta davanti a loro.
    io invece non so proprio da dove inziare…ma se continuo a fare ciò che ho fatto finora (cioè niente o quasi) continuerò ad ottenere sempre le stesse cose: paura, impotenza, “non vita”…ergo ho deciso di seguire il consiglio della Dottoressa e di tutti questi coraggiosi “fiorellini” e stasera andrò al mio primo incontro con un terapeuta.
    Mi sento già meglio…mi sento come una bimba alle elementari che ha voglia di scrivere …ma se non ha penna, quaderno e maestro come farà?
    io nel dubbio ho deciso di affidarmi…prova anche tu a cambiare punto di vista!!!!
    in bocca al lupo

  160.  
    Ombry
    29 marzo 2012 | 00:37
     

    Ciao a tutti..vi scrivo in questo momento di sconforto terribile,nella speranza che mi aiuti a sfogarmi. Contro ogni mia previsione la festa di laurea a cui ho partecipato e’ andata benino..benino nel senso che sono riuscita a tenere sotto controllo il mostro,tranne al momento del pranzo. Li’ sono fuggita in bagno e ho lasciato che il mio ragazzo mi confortasse. Poi e’ andata meglio anche grazie alle distrazioni che mi ha portato la cuginetta del mio ragazzo. I bambini sono molto abili in questo. La sera pero’,quando tutto era finito ed io ero abbracciata al mio ragazzo in totale tranquillita’,ecco che si scatena la bestia. Forte, destabilizzante, paurosa. Ma perche’?? Ho evitato la cena,sono rimasta a dormire da lui e all’alba ero gia’ sveglia,nel panico totale pensando alla colazione e al pranzo successivi. Il mio ragazzo mi ha portata fuori x fare una passeggiata, ma stavo malissimo..una crisi fortissima, capogiri, caldo, il respiro non veniva..fame di aria e terrore puro! Un disastro..che mi ha rovinato tutta la giornata,e ora sono qui,sola,in preda al mio sconforto. Non capisco dove ho sbagliato. Non capisco perche’ nei momenti in cui pensavo di star male sono stata bene, e nei momenti in cui pensavo di star bene sono stata male. Mi sento umiliata e sconfitta..ancora una volta ha vinto il mostro, ancora una volta mi trovo a dover ricominciare tutto da capo.

  161.  
    Elisa
    29 marzo 2012 | 10:21
     

    Ciao Ombry, mi permetto di azzardare una spiegazione..forse è nei momenti in cui siamo maggiormente “rilassati” che, paradossalmente, siamo più a rischio. Quando sai di dover affrontare una situazione a rischio panico, in un certo senso (soprattutto se hai letto cosa fare in questo sito, dal libro della dottoressa, dalle testimonianze ecc) sai cosa fare, sai cosa pensare, la testa è impegnata; al contrario, quando dovresti stare teoricamente “bene”, ecco che parte la confusione, la testa non sa più dove andare e inizia il panico. Non so se ti sia capitato di leggere un mio commento di poco tempo fa, ma ho avuto un’esperienza analoga: terrore per la cena -> cena andata benissimo passeggiate, momenti in cui dovresti “non pensare” ecc -> pessimi! Per quanto mi riguarda l’idea stessa di vivere senza avere pensieri di alcun tipo è la parte più complicata..dimmi se ti ci ritrovi! :) In ogni caso mi sembra che anche la sola gestione parziale dell’attacco durante la cena sia stato un ottimo risultato, lo penso davvero. Non ti scoraggiare.
    Mariposa, come è andata la prima seduta? :-)

  162.  
    Ombry
    29 marzo 2012 | 18:26
     

    Ciao @Elisa, mi capita esattamente la stessa cosa; infatti è una delle prime cose che ho detto al mio psicanalista, di non poter “staccare la spina” neanche per un secondo perchè appena lo faccio il panico mi assale. Assurdo…mi chiedo quando finirà questo incubo, invece di migliorare mi sembra di stare sempre peggio….
    E una delle cose che mi fa stare peggio è il fatto di far soffrire anche chi mi sta intorno, specialmente il mio fidanzato…che tra poco partirà e mi avrebbe voluta con lui. Me l’ha palesemente mostrato che è triste, che si sente solo, e io mi sento terribilmente in colpa…vorrei andare con lui :( Ma non ce la faccio, non posso…ed è terribile desiderare tanto qualcosa, e avere dentro una bestia che non ti fa fare nulla e non ti fa provare nulla se non terrore….
    Svegliarsi la mattina e non avere voglia di vivere…sembra un eterno calvario.

  163.  
    Elisa
    29 marzo 2012 | 21:02
     

    Mi piacerebbe avere una risposta che possa aiutarti, non l’ho ancora trovata nemmeno io ma sono sicura che c’è. Ultimamente, però, ho un pensiero che mi aiuta: premetto che sono abbastanza “ossessionata” dal pensiero che la mia vita scorreva non perfettamente, ma SERENAMENTE prima di avere il primo attacco di panico, sette anni fa. Il senso di “immortalità”, le malattie come fossero un altro pianeta ecc ecc. Immagino tu sappia di cosa sto parlando. Da qualche parte su questo blog, ho letto di provare a immaginare la tua vita come se fosse la tovaglia che stai tessendo da quando sei nata, e l’evento che ha generato l’attacco di panico come una piccola, minuscola macchiolina che non riesci a lavare via e che continui a guardare in continuazione. Io sono sicura che prima o poi troveremo il modo di eliminarla, ma nel frattempo vogliamo davvero continuare ad ossessionarci per una piccola macchia, magari di tanto tempo fa?Cerco di concentrarmi su questo anche quando, nei momenti più improbabili, vengo disturbata da un pensiero “triste” che non c’entra niente con quello che sto facendo. Non è molto, lo so, ma da qualche parte si deve iniziare, giusto? :-) Ti abbraccio,

  164.  
    mariposa
    30 marzo 2012 | 09:29
     

    cara elisa grazie per l’interessamento…la prima seduta ovviamente è servita solo per conoscerci…ma secondo me è andata abbastanza bene…non è la prima volta che comincio una terapia e questa volta mi sentivo più sicura rispetto ai miei obiettivi.
    questa volta non mi voglio far prendere dalle prime impressioni…mi voglio affidare…e spero di aver trovato la persona giusta. per me è già tanto aver trovato il coraggio di andare…e poi in questi giorni sto affrotando altre prove altrettanto difficili per me…ho ripreso la macchina dopo quasi 5 anni…certo tratti piccoli (brevi in km ma lunghissimi per la mia ansia) ma per me è quasi una vittoria.
    so che sono solo all’inizio ma credo di essere sulla strada giusta.
    in tutta questo marasma di novità poi mi è accaduto anche altro…mio marito mi ha regalato un week end (questo che arrriva) in una meravigliosa spa immersa nella natura…inutle a dirsi che le prime cose che ho pensato sono state: e se mi viene un attacco? e se l’aria condizionata delle stanze non è gestibile dai clienti?e se di notte ho i miei soliti tremori?…e così avevo pensato di rinunciare…ma non è giusto….chi ci ama e ci sta accanto non deve pagare anche per noi….mio marito vive già per colpa mia una vita fatta di privazioni (no ai figli, no agli aerei, no ai viaggi…no alla vita direbbe lui) non posso rovinargli anche un semplice week end.credo che noi “appanicati” tendenzialmente siamo anche un pò egoisti…credo che ogni tanto dovremmo spostare l’attenzione anche sugli altri…forse così staremmo anche meno attenti ad scoltare il nostro corpo e le nostre paure.
    buona giornata a tutti!!!

  165.  
    Michele
    4 aprile 2012 | 09:41
     

    Carissime Ombry, Giulia, Mariposa e Mirela, benvenute!

    Le vostre paure, le vostre esperienze con il panico e l’ansia nella realtà che vi circonda sono simili alle nostre che abbiamo sentito (e sentiamo) sulla nostra pelle. Magari può cambiare il teatro della scena, ma le sensazioni sono quelle. Sono terribili, apparentemente invincibili, ma in realtà non è vero. Diventano tali solo perché siamo noi a nutrirle, e più lo facciamo e più ingantiamo la cosa. Quando ho letto il meraviglioso libro della Dottoressa, mi ha davvero colpito il conoscere che siamo noi a creare il nostro mondo percepito, tutte quelle sgradevoli sensazioni, ed ognuno di noi, come ha il potere di crearle, può ugualmente discrearle.

    Ecco come, compreso che praticamente tutto quello mi accadeva dipendeva da me, ho potuto cominciare finalmente a reagire. Ho tenuto duro, cercando di non perdere l’attenzione sull’obiettivo che mi ero prefissato: uscire dall’oscuro tunnel, ma farlo veramente, senza promettere a me stesso che, magari, “un giorno” mi sarei messo d’impegno, mentre “oggi” non ne avevo la forza. No. L’ho fatto subito. Ho fatto una sorta di scommessa con me stesso: cosa ho da perdere? Niente. Mentre, se vinco, guadagno tutto. Riguadagno la mia vita.

    Dopo mesi e mesi e mesi di grandi sofferenze, frustrazioni e quant’altro, ormai sentivo che ne avevo piene le tasche. Non ce la facevo più. Non era vita quella. Non potevo uscire a mangiare un gelato con gli amici, in un posto tranquillissimo, ed improvvisamente ritrovarmi in un bagno di sudore, agitatissimo e con la paura di morire da un momento all’altro, mentre il mondo intorno a me continuava ad andare avanti normalmente…Non sostenere un esame con la tachicardia continua e, come sempre, la paura che succedesse chissà che cosa, quando gli altri studenti erano sereni e tranquilli. Quella realtà, una volta, mi apparteneva, mi ci ritrovavo benissimo, vivevo una vita spensierata, lasciavo che le cose facessero il proprio corso, e così andava bene.

    Con il panico mi sono ritrovato a vivere una vita che definire chiusa fra quattro strette mura è dire poco…ero arrivato perfino al punto di aver paura a trascinare la valigia per le scale per paura che il mio fisico cedesse!! Questo – e tanto, tantissimo altro – non mi faceva più sentire una persona, passavo le notti a piangere, ero disperato, privo di forze e con la voglia di non fare niente…finché ho capito guardato in faccia la realtà ed ho compreso che la vita è una sola, che è meravigliosa e merita di essere vissuta intensamente, sia con tutte le gioie che con tutte le tristezze, e che il panico per nulla al mondo avrebbe dovuto cancellare gli attimi di meravigliosa spensieratezza vissuti prima che mi colpisse. Ho preso in mano la situazione e ho combatttuto con tutta la forza che avevo, perché stare su di un letto a piangere non avrebbe risolto il problema. Sì, poteva succedere una, due, tre volte, ma per uscire dalla situazione era inutile.

    Mi sono prefisso delle regole da rispettare, fra le quali dare la giusta importanza a tutte le cose, senza che diventino un’ossessione, e staccare la spina arrivato ad un certo punto; staccarmi dalle sensazioni fisiche del corpo (non è stato facile, perché ormai era un’abitudine, ma piano piano ci sono riuscito) e tenere la mente pulita, senza che pensieri distruttivi vi entrassero. Soprattutto, NON vivere in funzione dell’ansia e del panico: se qualcuno mi invitava a cena (o a pranzo), non lasciare che l’evento si sviluppasse in funzione della paura e del disagio, ma concentrarmi su qualcosa di positivo che creasse in me il giusto entusiasmo: come mi vesto? Chissà quale specialità assaggerò! Non vedo l’ora di passare questa serata in piacevole compagnia! – e NON “se vado, mi viene un attacco di panico” oppure “e se mi venisse il panico, una volta lì?”.

    Mi sono allenato continuamente a tenere la mente occupata da altre cose, a ritrovare le belle sensazioni, a rivivere le emozioni come una volta, lavorando tanto tanto su me stesso.Qualsiasi cosa facessi, in definitiva, NON doveva più essere per me motivo di panico o di ansia. In quelle notti, che finalmente stavano tornando ad essere piacevolmente serene, contemplavo il cielo con il mio telescopio (da sempre adoro l’astronomia e misteri del cosmo), e immergendomi nell’infinito del cielo stellato pensavo a quanto grande, immenso, infinito appunto, potesse essere l’universo…pensavo a quante meraviglie estitono al mondo, quanti eventi, quanti fenomeni, quante cose danno sapore alla nostra esistenza, la rendono misteriosa ma al contempo meravigliosa. In fondo noi non siamo che un granello di tutta la grandiosa realtà che ci circonda, eppure siamo importanti, perché granello dopo granello siamo noi stelli a rappresentare quella realtà.

    E il panico? Dov’è? Perso, scomparso, in mezzo all’universo infinito. Un qualcosa di puntiforme, indefinito, quasi inesistente. Quelle notti (d’estate) erano splendide, perché la mente poteva davvero viaggiare ovunque, e in quanto tale mi sono lasciato andare pensando a quanto di bello la vita ci può offrire, tutte cose da cogliere al volo senza lasciarci dominare da un qualcosa che, nella vita reale, non ha ragione, non ha motivo di esistere, ma deve semplicemente restare una grande esperienza di crescita interiore che ci ha insegnato tanto…in particolare, a lottare e ad amare le nostre vittore! Un abbraccio!!

    Manuela, Chiara, Kendra, Elisa, grazie a voi per le vostre meravigliose parole! Vi abbraccio enormemente, ricordandovi di tenere sempre duro e riconquistare la bellezza della vita!! Grazie di cuore, davvero…Un saluto affettuoso a tutti!

  166.  
    Giulia
    4 aprile 2012 | 14:32
     

    Ciao Michele! Grazie! Sono davvero stupita di quanto le tue parole rispecchiano in questo periodo, la mia vita…nn riesco a uscire in serenità nemmeno per fare una passeggiata o semplicemente fare cose oggettivamente belle! Trovo che sia davvero rincuorante trovare persone come voi che sono riuscite a riprendere in mano le proprie vite… Quanto desidero che ciò avvenga anche a me!!! Ma come dice la dottoressa, nn basta volerlo…bisogna agire! Credo che il problema più grande sia affrontare proprio quel momento di panico…è come se improvvisamente mi mancassero tutte le forze e tutte le energie positive, quindi poi preferisco stare a casa e nn uscire per evitare il panico…ma è vivere questo? Fuggendo? No, nn penso…solo che mi servirebbe una tecnica mentale, nn so, un qualcosa di positivo che fa faPre uno scatto alla mia testa e distogliere l’attenzione da ciò che è negativo a ciò che è positivo… Sicuramente il fatto di ascoltare i miei battiti ogni giorno anche quando sono rilassata, non è affatto positivo.. Ma mi sembra che non ascoltandomi perdo la cognizione del mio corpo e quindi faccio di tutto per concentrarmi su me stessa! Insomma, mi sa che sto sbagliando diverse cose… Un bacio a Ombry, Mariposa e Mirela!

  167.  
    CHIARA
    4 aprile 2012 | 14:42
     

    salve a tutti!! per ora non scrivo quotidianamente xkè cerco di non stare molto al pc essendo he già al lavoro sono obbligata a starci!!… quì in sicilia cominciano le belle giornate calde e piene di sole che riscaldono il cuore! leggere quest’ultimo commento di michele è sempre un piacere … per ora sono contenta di dirvi che va meglio sto facendo uno sforzo immenso ogni giorno!!cerco di pensare ad altro!! non mi privo di uscire di andare in palestra di guidare o passeggiare nei luoghi pieni di persone!! semplicemente xkè di panico non si muore!!! bisogna guardare oltre apprezzare ogni piccola cosa!! sabato pomeriggio ero affacciata al balcone un vento caldo mi accarezzava e muoveva leggermente le foglie dell’albero che si trova sotto casa mia! mi sono quasi emozionata guardare lo spettacolo della natura che si risveglia!! e pensavo che la chiara dell’anno scorso non avrebe fatto caso a nulla di tutto ciò.. allora mi sono kiesta cosa ero divenata?? a cosa davo importanza?? forse è vero… il panico viene e ti stravolge x farti rendere conto ke c’è bisogno di cambiare di rinnovarsi di apprezzare semplicemente la vita com’è!!! abbraccio tutti i fiori di questo splendido giardino!!! un abbraccio caloroso alla grandissima DOTTORESSA CHE COL SUO LIBRO HA CAMBIATO IL MIO PUNTO DI VISTA SU PANICO 😀

  168.  
    Manuela
    4 aprile 2012 | 18:45
     

    Michele, che meraviglia leggerti, è sempre un piacere e doni tanta, tanta forza, sono felice che ce l’hai fatta! Spero di riuscire a tornare di nuovo serenamente (ci provo da un anno e a volte è andata bene) in mezzo alla gente….

  169.  
    mariposa
    5 aprile 2012 | 09:25
     

    Grazie Michele per le belle parole di speranza e grazie anche a Ombry, Giulia e Mirela che mi fanno sentire meno sola.
    Devo dire che piccoli progressi li sto facendo…prendo la macchina tutti i giorni e prima pensavo al terrore di guidare già dalla sera prima, poi appena sveglia…in questi giorni ci penso solo quando accendo la macchina…ma stamattina ci ho pensato solo a destinazione con una mano sulla bocca…quasi come se mi fossi dimenticata di un dovere imortante “AVERE PAURA”.
    non è questo il nostro dovere…il nostro compito è VIVERE…non sopravvivere come siamo abituati a fare e la Dottoressa, Michele e tutti gli altri che ce l’hanno fatta ce lo ricordano ogni giorno e ci aspettano…dall’altra parte!!!
    buona giornata a tutti

  170.  
    Erika
    5 aprile 2012 | 10:02
     

    Ciao a tutti,
    le vostre testimonianze sono sempre belle e profonde.
    Come scrive la dottoressa sul suo libro l’unica cosa debilitante degli attacchi di panico sono le sensazioni ed io credo che è principalmente lì che ci dobbiamo concentrare. Ho sofferto di attacchi di panico per qualche anno tempo fa e come Michele anch’io mi sono impegnata a fondo e ho dato tutta me stessa per superare questo problema, ogni volta che inciapavo mi rialzavo e andavo a vedere dov’è che avevo sbagliato. Ho letto un’infinità di libri che trattano del pensiero positivo, fatto seminari e terapie, e ho compreso e visto come una percezione errata della realtà possa influnzare negativamente la nostra vita creando anche gli attacchi di panico.

    E’ davvero fondamentale intervenire 1 secondo prima, appena sentiamo l’attaco di ansia (che di solito precede quello di panico) dobbiamo mentalmente rassicurarci, dicendoci che va tutto bene che sono solo sensazioni astratte e che come sempre non accadrà nulla di male, se dobbiamo uscire per andare in qualche posto prepariamoci ad affrontare la cosa immaginandoci che andrà tutto bene, non alimentiamo la nostra ansia con pensieri pieni di terrore e di paura, capisco che può sembrare una cosa impossibile quando si è “impantanati” nei sintomi e crediamo che per noi sarà sempre così. Ma è necessario agire e fare anche piccoli passi che inizieranno a creare lo spazio per accogliere una nuova vita.

    Nonostante tutta la mia esperienza in questo campo ogni tanto mi capita di avere un’ansia improvvisa, ma sono consapevole che dietro a quello stato c’è sempre un pensiero e cerco di non abbattermi e soprattutto di non drammatizzare ed infatti non sfocia più in panico, si ferma lì ad un po’ di ansia, che accetto ma non subisco. Provo così a respirare profondamente e a concentrarmi sulle cose esterne a me, sul mio comodino ho il penultimo commento della dottoressa in risposta a Chiara e continuo a leggerlo, quasi ogni giorno, il punto in cui spiega di come l’energia vitale diventi selvaggia quando viviamo nella dimensione mentale per me è stata un’illuminazione. E quando avverto un piccolo disagio sento le sue parole che dicono a Chiara e a tutti noi “tira fuori gli artigli e stai aggrappata alla realtà fisica esterna a te”. Questo mi ha da una grande forza.

    Per esempio quando mi preparo ad andare in piscina anzichè terrorizzarmi con pensieri negativi, creo un dialogo amorevole e felice, immagino come tutto andrà bene, di come mi sentirò rigenerata dopo una bella nuotata e di quante belle persone incontrerò.
    La stessa cosa faccio se devo andare al cinema, a cena o a fare una passeggiata con le amiche.
    E’ tutta una questione di allenamento, dobbiamo imparare a guardare avanti, avere pazienza e non pretendere troppo da noi stessi. E’ importante comprendere che l’energia vitale deve essere liberata e non bloccata in noi.

    Ma per questa comprensione è utile leggere e rileggere il Libro Ebook della dott.ssa e poi sperimentare giornalmente sul campo!.
    Un abbraccio a tutti. Vi voglio bene.
    Erika

  171.  
    Manuela
    7 aprile 2012 | 13:17
     

    A tutti i miei dolci fiori, vecchi e nuovi e alla meravigliosa Dottoressa un Augurio speciale di passare una Pasqua serena e bellissima in compagnia di chi amiamo di più……Vi voglio bene!

  172.  
    CHIARA
    7 aprile 2012 | 21:12
     

    A TUTTI I FIORI DI QUESTO GIARDINO E ALLA MITICA DOTTORESSA! AUGURO UNA SERENA E FELICE PASQUA :D:D

  173.  
    Michele
    8 aprile 2012 | 10:26
     

    Carissima Dottoressa, Carissimi Amici Fiori,
    vi auguro una splendida, meravigliosa e lucente Pasqua, colma e stracolma di goia, prosperità e tanta spensieratezza!
    Un abbraccio grande grande grande!
    Michele.

  174.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    8 aprile 2012 | 12:02
     

    Grazie dei bei pensieri e degli auguri.

    Buona Pasqua Chiara, Manuela, Michele!

  175.  
    elisa
    8 aprile 2012 | 12:26
     

    Carissimi fiori e cara dottoressa, buona pasqua anche a voi!incontrarvi è stato un regalo magnifico. Vi voglio bene! 😉

  176.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    8 aprile 2012 | 12:37
     

    Buona Pasqua Elisa!

  177.  
    Sesno78
    10 aprile 2012 | 10:43
     

    Ben ritrovati a tutti e un abbraccio speciale alla Dott.ssa Laura Bolzoni. Persona sempre squisita, professionista attenta e illuminata. E’ da tanto che non entro qui. Per me è un periodo difficile sprattutto perchè ancora non lavoro e sono spesso in casa. Nonostante ciò il panico non è più una morsa asfissiante come prima. Spesso riesco a gestirlo ma ci sono ancora delle situazioni che per me rappresentano delle vere e proprie fobie. A questo proposito ho appena letto poco sopra l’intervento di Michele e mi sono riconosciuto in pieno in alcuni esempi concreti della sua storia.

    Caro Michele se mi leggi mi piacerebbe scambiare qualche opinione con te. Credo che le similitudini vadano forse oltre quelle di tutte le storie di panico e magari potrei trarre dalla tua storia coraggio e spunti utili per vincere le mie ansie.

    Un abbraccio a tutti e non mollate mai il sorriso dalle labbra!

  178.  
    CHIARA
    10 aprile 2012 | 14:20
     

    SALVE A TUTTI MI AUGURO CHE ABBIATE PASSATO BENE QUESTI GIORNI DI FESTA!! ERIKA HO LETTO IL TUO COMMENTO SOLO ADESSO SONO CONTENTA CHE LA RISPOSTA CHE MI HA DATO LA DOTTORESSA SIA STATA UTILE ANKE A TE!! 😀 FAI CONTO CHE L’ALTRO GIORNO MI è CAPITATO DI GUARDARE DELLE FOTO DI QUANDO ERO PICCOLA.. CREDIMI IO PENSO DI ESSERE PROPRIO RIMASTA FERMA Lì A QUELLA ETà A QUELL’EVENTO DOLOROSO!! SONO CONTENTA XKè ORA RISPETTO A PRIMA LA SITUAZIONE è MIGLIORATA !

    NON VOGLIO RINUNCIARE A NULLA XKè I MIEI 26 ANNI NON RITORNERANNO MI AIUTO SEMPRE E SOLO COL LIBRO DELLA DOTTORESSA OGNI GIORNO NE COMPRENDO OGNI SINGOLA PAROLA IN MANIERA DIVERSA E RIMANGO SCIOCCATA DI COME LEI ABBIA VERAMENTE CENTRATO IL PROBLEMA PANICO!

    PARLO SPESSO CON MIA MAMMA ANCHE LEI NE HA SOFFERTO E DA SOLA è RIUSCITA AD AFFRONTARE E SCAVALCARE IL PROBLEMA PARLARNE CON LEI MI HA DATO TANTA TANTA FORZA!!!

    VI ABBRACCIO TUTTI E MI RACCOMANDO NON DIAMO RETTA ALLE SENSAZIONI NON CI FACCIAMO SOPRAFFARE DAI BRUTTI PENSIERI COME DICE LA DOTTORESA NOI ABBIAMO INFINITA LIBERTà DI SCELTA. E POSSIAMO SCEGLIERE SE AVERE IL PANICO O NO!!!

  179.  
    Miguel
    12 aprile 2012 | 14:42
     

    Ciao a tutti,
    sono molto giù da una settimana..ho paura di affrontare la solita situazione di parlare o leggere in pubblico..è paura quella che avverto. Forse sono fortunato ad aver eliminato il panico dal resto della mia vita e ad averlo lasciato solo lì…
    mi sento un fallito..ci rinuncio..mi farò ancora sostutuire..ho paura!
    Non riesco più a sorridere!

  180.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    12 aprile 2012 | 18:14
     

    Forza Miguel, tenta di rimanere accanto a te stesso e stai vicino, con tanta amorevole cura a quel Miguel che ha paura di sbagliare, di essere osservato in pubblico, mentre legge e mentre parla.

    Quegli occhi che avverti come un piccolo Tribunale inquisitorio, verso il quale ti senti già perdente, non è esterno a te, ma ormai abita dentro di te.

    Se fai pace con questa parte severa e critica, che hai interiorizzato e mostri di comprendere e di accettare la tua paura, hai tolto un po’ di potere al “nemico”.

    Parla, perchè ami la verità di quello che dici, non per far colpo sugli altri.

    Leggi, perchè adori conoscere in profondità gli aspetti delle cose, non per essere guardato dagli altri esseri umani.

    Rimani con te stesso al di qua della trincea, dentro la quale hai paura di dover combattere, non andare di là, tra il pubblico.

    Hai letto la risposta che ho dato a Virginia, una brava psicologa e mamma, lettrice del nostro Blog, ai piedi dell’articolo “Semplicemente non pensare alla paura: ecco come si fa!” ( clicca qui per leggere) e intitolata “LA PAURA DI PARLARE IN PUBBLICO: COME DOMINARLA?”

    Scrivevo in data 3 novembre 2009: “Come succede nel racconto dello Hobbit al protagonista Bilbo Baggins, che convive con due parti di sé: quella Tuc, avventurosa, proiettata verso il mondo e quella tranquilla, che vuole stare in pantofole davanti al caminetto a guardare il fuoco, mentre nella stanza si diffonde il profumo della torta, che cuoce nel forno.

    Queste due parti, che avverti insieme all’ansia anticipatoria, sono come due condottieri schierati con il loro esercito uno di fronte all’altro.”

    Miguel, quale delle due parti di te scegli di far vincere?

    Scegli di proseguire attraverso i problemi oppure persegui la meta di vincere questa paura sociale?

    Tieni lo sguardo soltanto al risultato, è secondario come ti sentirai con tutti quegli occhi addosso!

    Puoi aprirti a un tuo nuovo punto di vista di vivere queste prestazioni professionali, in un modo più umano e meno razionale, meno perfetto.

    Identifica la vera meta, che è nascosta sotto la paura e tenta a modo tuo di realizzarla: “Mi esprimo molto bene in pubblico e parlo, con calma e con serenità, a tutti”.

    Prova a fare qualcosa di nuovo, di diverso!

  181.  
    Manuela
    12 aprile 2012 | 19:54
     

    Miguel, ti vorrei ricordare cosa mi ha risposto la dottoressa qualche settimana fa, se vai indietro lo vedi, non ricordarti di ciò che eri in passato, ora sei maturato e puoi affrontare il presente in maniera diversa, appunto se dici che il panico non si presenta più da un pochino……Prova Miguel, al limite puoi farti sostituire dopo…..Ti abbraccio!

  182.  
    Landrea
    12 aprile 2012 | 22:29
     

    Cari bei fiori, dai vecchi ai nuovi arrivati, eccomi qua per un saluto!
    Vorrei scrivere fino a domattina ma ho così tanto sonno che mi addormenterei sulla tastiera!
    Michele! che bello rileggerti, è passato tanto tempo, o forse poco, mi sembra di aver incontrato per strada un vecchio amico e di aver così tante domande da fare che non me ne viene neanche una!
    Per ora mi limito ad abbracciarvi tutti ma ci rivedremo, andrò a sdraiarmi su un bel prato verde, a guardare quella nuvoletta che corre per il cielo azzurro, e ad ascoltare la voce di tanti bei fiori….
    Buonanotte!!!

  183.  
    Manuela
    13 aprile 2012 | 09:29
     

    Cara Dottoressa, leggerla è sempre una poesia per me, vorrei un consiglio, se può, siamo stati invitati a due occasioni dove ci sarà gente che non vedo da molto, siccome mi conoscono abbastanza bene, ho (anche se so che sono solo sensazioni) come la paura che si accorgano comunque del mio disagio e preferisco evitare queste occasioni, anche se poi quando magari mi trovo in mezzo alla gente alla fine ci sto anche bene (ma dopo le varie lotte col malefico che a volte nemmeno viene e a volte mi fa un salutino!) Cosa faccio devo rifiutare anche stavolta…?

  184.  
    Manuela
    13 aprile 2012 | 09:30
     

    Come lei sa ho affrontato delle occasioni con gente che mi conosceva meno…E questo forse non so come mai per me è meglio…

  185.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    13 aprile 2012 | 12:17
     

    Cara Manuela,

    è molto bello vedere come ti impegni quotidianamente a migliorare, con costanza e con determinazione!

    L’area della relazione con le persone che conosci da tempo, presenta ancora per te delle paure da superare.

    Puoi imparare gradualmente, passo dopo passo, a fare meglio.

    E’ come se tu dicessi a te stessa: “Sono diventata brava nel fare le torte e adesso diventerò abile anche nel fare i biscottti!”

    L’abilità di relazione non è innata, ma si può acquisire. E si perfeziona continuando a fare, fare, fare….

    Se rinuncerai ad andare all’incontro ti sentirai insoddisfatta, anche se puoi scegliere liberamente di rinunciare all’appuntamento.

    Se invece rinuncerai all’idea interiore di “come senti che dovresti essere” per avere l’approvazione da parte di queste persone, allora ti sentirai vincente.

    Non puoi intervenire sul loro giudizio né su quello che pensano di te.

    Ma su te stessa puoi intervenire benissimo, cambiando il modo di percepire la relazione.

    L’energia mentale che impieghi nel voler tenere nascosto il tuo disagio, affinché nessuno lo noti è molta, ti consuma senza donare beneficio.

    Se invece di volerti nascondere, ti mostri così come sei, uscirai dalla dimensione mentale, dove albergano tutti questi vissuti di paura di essere giudicata, ecc.. ed entrerai in modo puro nella dimensione della relazione, dove non serve essere mentali.

    Nella relazione con gli altri, soprattutto se sono conoscenti e amici, il fine è quello di comprendersi, accettarsi e volersi bene.

    Se perseguirai soltanto questo fine, ignorando i richiami che la mente ti proporrà, sentirai la tua forza e la tua libertà.

    E’ preferibile che chi ti rivede dopo tanto tempo dica: “Oh, Manuela non sei cambiata affatto!” oppure che dica: “Che bello! Sai che sei cambiata tanto! Dimmi, come hai fatto?”

    Per fortuna, tu oggi sei molto cambiata, sei diventata una brava mamma, hai lottato con impegno contro gli attacchi di panico, hai avuto nuove comprensioni e quindi puoi permettere a te stessa di sentirti diversa da come eri allora.

    Sarà una nuova Manuela quella che incontrerà i vecchi amici, lascia al passato le identità ormai superate, che non ti appartengono più!

  186.  
    Manuela
    13 aprile 2012 | 14:38
     

    Dottoressa cara, la ringrazio moltissimo della risposta, ci proverò (e spero di tenere a bada il malefico….) Mi urterebbe proprio dare spiegazioni del tipo, ho l’ansia, devo uscire…Insomma mi capisce, anche perchè magari loro conoscendomi come ero prima, non credo capirebbero……Però il desiderio è forte…Dottoressa…..Rivoglio tutto ciò che avevo prima, e rivoglio anche tornare ad essere libera di fare Tutto ma proprio tutto (da sola) perchè alcune cose purtroppo ancora le faccio in compagnia, voglio donare a mio figlio la madre che merita! Non una piena di paure! eh lo so….Ma è dura….. E lei sa quanto lotto.. tutti i giorni……

    Le devo tutto Dottoressa, proprio tutto…..In questo anno ho dovuto a parte qualche calmante smettere anche i blandi antidepressivi naturali perchè la mia endocrinologa aveva paura mi dessero fastidio alla tiroide…Quindi è stato particolarmente duro, ma come vedo il suo scritto io già sto meglio…..Grazie! Quando potrà, mi dia un consiglio anche sulla depressione e l’insicurezza……La abbraccio mio Angelo Custode!

  187.  
    mariposa
    13 aprile 2012 | 15:38
     

    cara dottoressa
    come forse saprà sono nuova del “giardino” ma ho capito sin da subito di trovarmi nel posto giusto.
    volevo solo chiederLe un’informazione tecnica …Le avevo inviato una mail all’indirizzo che ho trovato sul Suo sito ma non ho avuto risposta…ho forse sbagliato a mandarla lì?per fargliela leggere devo ripostarla anche qui sul blog o quella mail è ancora valida?grazie mille

  188.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    13 aprile 2012 | 18:23
     

    Benvenuta nel nostro Giardino, Mariposa!

    Scrivi qui, se lo desideri.

  189.  
    mariposa
    13 aprile 2012 | 19:51
     

    carissima Dott.ssa come già accennato da poco tempo sono entrata in questo giardino ma forse solo ora ho trovato davvero il coraggio di aprirmi e quindi faccio un passo indietro e vi parlo di me con il cuore in mano…
    la scelta del mio pseudonimo mi sembra azzeccattissimo: mariposa in spagnolo vuol dire farfalla e dunque si collega bene all’idea del “giardino” e dei “fiorellini” ma svela anche in parte qualcosa di me…lo spagnolo;
    lo spagnolo è la lingua in cui mi sono laureata e in cui mi sono specializzata dopo la laurea, ma tutti gli anni passati con grosse difficoltà sui libri (visto che ho sempre anche lavorato tanto) a poco sono serviti nella mia vita lavorativa…difatti rifiuto qualsiasi supplenza mi venga offerta sia perchè ho paura dei cambiamenti sia perchè, non guidando da diversi anni, posso accettare solo quegli incarichi presso scuole dove un autista di turno (di solito mio marito) possa portarmi con poche difficoltà.
    Ma la laurea nel cassetto è solo uno dei tanti rami spezzati della mia vita…direi quasi di incarnare perfettamente il protagonista di una famosa canzone di Bersani: lo “scrutatore non votante”:
    – ho un’abilitazione all’insegnamento ma non insegno;
    – ho una laurea in lingue ma ho paura di viaggiare;
    – ho una patente ma ho il terrore di guidare;
    – e soprattutto ho un utero ma dopo tanti anni di fidanzamento e 5 di matrimonio ho la fobia di dare un figlio a mio marito.
    Leggendo qua e là sul blog ho notato con stupore che la maggior parte delle persone sa dare un nome, uno spazio, un tempo alle proprie fobie.
    Io non saprei davvero dare un nome…sono stata in terapia dal 2005 al 2009 passando attraverso 3 terapeuti (ai quali non ho dato il tempo di aiutarmi) che sono stati concordi solo con la diagnosi: sindrome DAP con evitamento….ma io credo non mi abbiano capita fino in fondo…o meglio credo di aver detto a tutti e 3 assieme tutta quanta la verità ma non ad uno solo di loro;
    Per quanto riguarda il tempo poi credo che il mio malessere mi abbia sempre fatto compagnia….ricordo distintamente che a 5/6 anni mio padre mi chiedeva, al volante dell’auto in preda ad attacchi di panico, di mettergli delle gocce di EN sulla lingua…In realtà ho sempre avuto addosso quel magone…quello stato d’animo che noi del sud rendiamo perfettamente con il termine “pucundria”…e che mi faceva visita prima delle vacanze, prima del natale, prima del mio compleanno, prima di una gita scolastica e in tutte quelle circostanze che sapevano di “marzapane” per gli altri ma di “stantìo” per me.
    Gli attacchi di panico veri e propri però sono incominciati da grande (se lo sono mai stata)…era di lunedì, il mio giorno della settimana preferito, il giorno che ha sconfitto finalmente il week-end, quello in cui si può cominciare la dieta, la palestra, insomma quello dei buoni propositi ed ero al negozio di mio marito dove lavoro.
    salita le scale per raggiungere la scrivania ho sentito il cuore in gola impazzire, il senso di svenimento, la depersonalizzazione e tutte quelle altre cose che conosciamo bene…mi volevano portare all’ospedale ma per me è impossibile il solo pensiero…non faccio analisi, nè controlli invasivi (per me invasiva è anche una siringa) e soprattutto non faccio neanche visita a qualcuno che sta male…uscirei dalla stanza e somatizzando proverei lo stesso dolore (giuro che è successo ).
    all’epoca del primo attacco andavo da un omeopata che mi aveva dato i fiori di bach, il rescue remedy, il gamma bio pax e tante altre cose che non mi facevano effetto anzi….mi facevano stare peggio.
    Dopo tale episodio ne accaddero altri …sempre di lunedì quasi come un’ansia anticipatrice di qualcosa…ma di che non saprei dire.
    L’ansia rendeva intanto la mia vita sempre più invalidante…non andavo in macchina neanche come passeggero, non andavo a lavoro, non riuscivo più a dormire…finchè mi sono decisa a scegliere un nuovo (il terzo) terapeuta.
    Per la prima volta mi sono stati prescritti degli ansiolitici (xanax) e ho cominciato a prenderli sempre però facendomi le mie dovute panaroie.
    Sono andata avanti per 6 mesi ma il periodo è coinciso con la scoperta del tumore di mio padre…quindi non so dire se le xanax mi hanno fatto sopravvivere o la voglia di dare a mio padre tutto quell’affetto che mai gli avevo dimostrato prima di allora.
    il giorno in cui babbo se n’è andato (il giorno dopo di un lunedì) ho deciso di smettere di prendere le xanax…in mezzzo a tutta quella sofferenza avrei mischiato anche quell’astinenza e così è stato.
    Da allora sono passati 2 anni e anche se l’ansia c’è sempre stata e non mi ha fatto riprendere a guidare, nè a fare un viaggio, nè a fare un figlio gli attacchi di panico non sono più tornati…se non forse un singolo caso di notte in un albergo in montagna dove si soffocava di caldo.
    Da un pochino di tempo a questa parte avevo notato anche un miglioramento…ho trovato il coraggio di licenziarmi da una scuola privata che mi stava consumando e di accettare finalmente il primo incarico ad una scuola statale dove per la prima volta mi sentivo un’insegnante.
    ma la supplenza è finita e per problemi economici mio marito ha dovuto accettare un altro impiego e così da un giorno all’altro mi sono ritrovata a gestire da sola il suo negozio, e a prendere la macchina da sola.
    ho ripreso anche a correre…ho pensato che l’ultima volta che mi sentivo viva stavo correndo e coì ho ricomniciato.
    Ma anche lì il pensiero continuo è: ce la farò a finire, e se svengo, e se non riesco nemmeno a farmi la doccia?
    ma la cosa più importante è che cominciato una terapia con un nuovo dottore…ci sono stata solo 2 volte finora ma mi sento un pò scoraggiata dati i precedenti…mi sento non scolarizzata alla terapia…il dottore però dice che mi guiderà.
    Voglio riprendere la miavita in mano…o meglio voglio cominciare a vivere visto che credo di non averlo mai fatto fino in fondo e soprattutto voglio riprendere in mano le redini del mio matrimonio che si sta sgretolando….mio marito è stanco di tutto questo…vorrebbe aiutarmi ma davvero non sa come e neanche io.
    per questo ho trovato il coraggio di mettere nero su bianco….vorrei sapere se sul Suo cammino ha incontrato qualcuno come me e se sto muovendo bene i primi passi sbrogliare questa matassa.
    Infine ho letto sul blog che si parla di respirazione circolare ma non ho trovato dove si parla degli esercizi pratici.
    La ringrazio tanto per il tempo dedicatomi…e mi scuso con tutti se ho preso troppo spazio ma ora che mi sono messa un pò più a nudo mi sento già meglio.

  190.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    13 aprile 2012 | 20:01
     

    Grazie Mariposa, di avere condiviso con noi alcuni aspetti importanti della tua vita, che hai saputo raccontare molto bene.

    Hai raggiunto alcuni traguardi molto importanti, come la laurea, il matrimonio, l’abilitazione all’insegnamento, la patente di guida, ma… come spieghi chiaramente, qualcosa poi ti ferma e non ti permette di godere pienamente di tutto quello, che hai faticosamente conquistato.

    E’ come se, una volta arrivata in cima alla vetta, tu diventassi insicura e non sapessi più che cosa fare né riuscissi a godere del bel paesaggio, che appare davanti ai tuoi occhi.

    Ti rivelo un segreto.

    Quando arriviamo all’apice di un traguardo raggiunto, dobbiamo fare un’azione molto importante: cambiare!

    Altrimenti tutto finisce, come un’onda sulla spiaggia.

    Similmente a quando guidi l’automobile e a un certo punto senti che devi cambiare marcia: passare dalla terza alla quarta.

    Se non cambi, il motore dell’automobile si distruggerà.

    Se non cambi, inizierai a percorrere la strada dell’insicurezza e della silenziosa autodistruzione.

    Prova a mettere in discussione quel vecchio modo di essere di Marioposa.

    Lascia andare i pensieri che alimentano le antiche paure e gli infiniti dubbi, non funzionano più.

    Cambia marcia!

    Ci sono altri nuovi interessanti passi da fare, nuovi punti di vista che ti possono tenere compagnia, donandoti un ritrovato entusiasmo.

    Apri un collegamento interiore con la tua nuova vita!

    Hai molte belle qualità, un marito che ti vuole bene, i Fiori del Blog che ti comprendono, ce la puoi fare benissimo a ritrovare la passione per la vita!

  191.  
    Elisa
    13 aprile 2012 | 20:49
     

    Cara Dottoressa e cari fiori,
    mi dispiace angustiarvi con quello che forse non sarà un post leggerissimo..ma non posso che rivolgermi a voi. Ho concluso una terapia di un anno e mezzo (più o meno), la persona a cui mi ero rivolta è molto brava e, pur avendomi aiutato molto a comprendere le dinamiche sui “perchè” e sulle “cause” il nostro lavoro non ha portato al risultato che speravo. Certo, negli ultimi mesi ho ridimensionato moltissimo quel po’ di panico che avevo, vado alle cene senza quasi nemmeno ricordare di avere paura, dovrei andare a fare un viaggio per un master di tre giorni..e quello sì, mi fa già un po’ di paura, ma so che, se lo eviterò, non farò che stare peggio. E allora cosa c’è che non va?Non so se anche voi lo proviate mai, ma io mi sento (in questo periodo più che in altri) come la pallina della roulette, come una foglia al vento, come se fossi in balia della vita e degli eventi. La mia vita è permeata da una sottile ma impenetrabile cortina di ansia, ho paura per tutto e, quando non ho qualcosa di cui avere paura, senza nemmeno accorgermene ecco che la mia testa se lo inventa. Ho paura di quello che potrei fare (magari un giorno impazzisco e senza rendermene conto faccio del male a qualcuno), ho paura delle malattie improvvise, ho paura perfino di stare seduta sul divano perchè il telefono potrebbe squillare e qualcosa di orribile stare per accadere. Non ho il controllo di niente, eppure ho paura di perderlo, questo controllo.
    Prima, ormai otto anni fa, non era così, potevo essere sull’orlo di un baratro e non arrivare mai a dubitare di me stessa o della mia vita. Ero dentro la vita, che, peraltro, era molto più banale di quello che conduco oggi. Ora, è come se galleggiare sopra le cose, senza più magia..e questo fa veramente male dentro.
    Grazie a chi mi ascolterà..

  192.  
    Manuela
    14 aprile 2012 | 10:48
     

    Mariposa, Elisa, io nel mio piccolo posso solo dirvi, che anche a me ha fatto benissimo il solo raccontare qui, e scrivere quello che provo e il solo condividere con voi tutto ciò e con l’aiuto della Dottoressa, sono riuscita a lottare, lottare, lottare…….Forza ragazze, e ignorate i sintomi, ignorate, ignorate non concentratevi sulla sudarella, sulla tachicardia, ignorate….Cantate una canzone dentro di voi, distogliete l’attenzione subito… Anche io ho ricominciato a fare incubi…..Però lottiamo forza, forza…….

  193.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    14 aprile 2012 | 17:51
     

    Benvenuta Elisa, ho letto con molto interesse le tue condivisioni e mi piace lo stile con cui scrivi!

    La nostalgia per quel sentimento di invulnerabilità, di immortalità che vivevi prima degli appuntamenti con gli attacchi di ansia e di panico è ritornato, quando hai sentito di essere inciampata, come per un inaspettato sgambetto, lungo la strada della tua vita.

    E’ come se improvvisamente la tua spontaneità e la tua naturalezza fossero state avvolte dalla complicata paura di un futuro incerto davanti a te, dal percepire che iniziavi a camminare al buio.

    Ti sei sentita come una fogliolina al vento, perché la paura, nelle sue numerose forme, ti ha tolto le radici dalla terra, tanto che non hai più sentito un pavimento solido sotto i tuoi piedi.

    Hai volteggiato un po’ smarrita nella dimensione dell’ incertezza, non ti sei più ricordata di far scorrere, in modo appassionato, la tua vita proteggendola tra gli argini di roccia, che i nobili valori e gli ideali elevati creano.

    La paura rende la mente agitata come la fiamma della candela in un luogo ventoso.

    Ma…la fiamma della candela brucia e punta diritta verso il cielo, senza oscillazioni quando tendiamo a una nuova meta evolutiva e seguiamo i principi etici.

    Lo stile di vita quotidiano, che tu crei attraverso il tuo programma personale, così come piace a te, dona ordine e serenità.

    C’è il momento dello studio, c’è il momento della passeggiata, c’è il momento delle relazioni, c’è il momento del relax, dello svago, della cura del tuo corpo, del rapporto con l’Infinito, ecc….

    E’ il tuo personale stile di vita, Elisa che ti farà sentire tranquilla a casa tua. Ti può essere utile leggere il mio articolo “Ansia e stress: come controllarli nella nostra vita ?” ( clicca qui per leggere)

    Se darai sempre più valore al tuo “nuovo progetto ordinato di vita”, costruirai i muri interiori dentro i quali vivere intensamente, sentendoti protetta e non sarai più in balia del vento esterno, che attraverso un campanello che squilla improvvisamente e ti spaventa, può entrare inaspettatamente in casa tua, togliendoti le piccole, ma preziose certezze.

    E’ un nuovo bellissimo fine da raggiungere, che ti ridarà l’entusiasmo e la forza.

    Non immaginare il “nulla”, immagina la vita che ti piacerebbe tanto vivere e comunica alla sensibile e dolce Elisa: “Guarda, io potrei vivere così!”

  194.  
    Elisa
    14 aprile 2012 | 23:05
     

    Grazie per le bellissime parole, Dottoressa..grazie infinite per aver capito. Il primo attacco, infatti, è arrivato proprio il primo mese del primo anno di università, in un momento di transizione certamente delicato perchè il mio background si è “trasferito” da una piccola città alla “grande” Milano; non ero affatto convinta della scelta della facoltà; stavo vivendo il mio primo vero amore da un lato in modo splendido dall’altro, per vari motivi, con il peso di difficoltà non convenzionali per due ragazzi di 18 anni; infine, la scuola superiore, notoriamente, crea regole e orari..l’università no .E ora, pur essendomi laureata da un annetto, devo dire che nell’ambito della mia quotidianità molto disordine continua a persistere..ripartirò da qui, cercherò di seguire alla lettera il suo consiglio: grazie al suo aiuto mi ritengo molto soddisfatta della gestione del problema “panico”, e poi..istintivamente, pur non conoscendola di persona, mi sento rassicurata dalla sua umanità e dalla sua gentilezza, sento di avere piena fiducia. Quindi chissà, magari dandomi regole all'”esterno” riuscirò davvero a tornare a sentirmi solida e ancora alla vita, e non più una statuina di cristallo..spero solo non sia troppo tardi.
    A prescindere da tutto grazie, grazie di cuore.
    Auguro una dolce notte a lei e a tutti i fiori :-)

  195.  
    Manuela
    14 aprile 2012 | 23:07
     

    Dottoressa, infatti anche io tendo ad essere depressa e ho poca fiducia in me stessa. Sono ipocondriaca ed ho paura di tutto…..Per questo motivo a volte i brutti pensieri rovinano le mie giornate, poi sono sensibilissima anche ai problemi altrui e basta che magari so che una persona non sta bene anche io mi immedesimo e tendo alla fine ad essere di poco aiuto, poichè l’ansia sale…Mi dia un consiglio..

  196.  
    lucia
    15 aprile 2012 | 23:43
     

    Buonasera a tutti i bellissimi fiori di questo giardino. Volevo lasciare un saluto a tutti voi e alla cara Dottoressa Laura. Ultimamente non ho avuto molto tempo per scrivere ma mi piace molto leggere i vostri comenti, trovo le riflessioni molto belle e profonde.

    Mi avete fatto riflettere sul fatto che noi che siamo toccati da questo “problema” siamo persone bellissime e sensibili che hanno solo bisogno di ritrovare se stessi come è successo a me e piano piano succederà anche a voi. Sembra facile parlare adesso che ho superato il “problema” però ora penso che il panico sia stato necessario nella mia vita per essere la persona che sono adesso. Per anni penso di essere stata un prodotto della società di oggi, carina, vestita sempre alla moda, palestra,feste, lavoro….ma quando stavo da sola ero sempre malinconica e infelice.

    Oggi paragono il “panico” ad un uragano che molto violentemente mi è entrato dentro e non trovando più via d’uscita è rimasto per un bel pò di tempo facendo non pochi danni. Finchè non è arrivata la Dottoressa Laura Bolzoni Codato che mi ha dato la chiave giusta per aprire la porta e farlo uscire. Come tutti gli uragani quando passano distruggono tutto ma poi però il giorno dopo esce il sole e ciò che risorge e anche più bello di prima. Ha distrutto tutto quello che in me non mi piaceva, non mi apparteneva, il personaggio che avevo costruito per essere quello che gli altri volevano ed è risorta la mia vera essenza, la parte più bella e profonda che mi fa stare in armonia con me stessa, con gli altri, con la natura….

    Superare il panico non vuol dire essere immuni da sofferenze e dolori ma vuol dire anche raggiungere un equilibrio che ti aiuta a superare anche i momenti più difficili. In questi ultimi mesi sono stata vicino ad una persona a me molto cara molto malata che adesso purtroppo non c’è più, un tempo non avrei saputo come affrontare questo dolore, invece sono riuscita a superare questa sofferenza in maniera serena, riuscendo a stare vicino e a dare conforto a chi ne aveva più bisogno. In fine forza e coraggio a tutti il percorso è lungo è difficile ma ci si riesce e un giorno penserete al panico come ad una opportunità che ci ha dato la possibilità di cambiare.

    Un saluto e ancora un caro abbraccio alla Dottoressa Laura.

  197.  
    Manuela
    16 aprile 2012 | 08:47
     

    Lucia, è una bellissima testimonianza quella che hai dato che dona tanta forza, volevo sapere se hai fatto terapie di qualche tipo?

  198.  
    mariposa
    16 aprile 2012 | 08:51
     

    Grazie mille Dottoressa per le belle parole…Lei ha centrato perfettamente la questone: CAMBIARE!!!!
    la paura più forte che ho, quella che mi impedisce di rinnovare le mie energie, di fare nuove esperienze, di mettermi alla prova, di pormi nuovi limiti…ma è anche quella che, continuando ad evitarla, non mi sta facenso vivere oggi.
    farò tesoro delle Sue parole…e aspetto (quando può) riferimenti su dove trovare in questo blog esercizi sulla respirazione circolare.
    grazie ancora e buona settimana a Lei e a tutti Voi.

  199.  
    rosa
    16 aprile 2012 | 17:02
     

    buonasera a lei dottoressa e a voi tutti amici fiori,nel leggere i vostri post e le risposte che date voi dottoressa cresce sempre di piu in me la forza di continuare con forza e tenacia a non mollare.ho letto il suo meraviglioso libro e ho ripercorso con le sue parole i miei 12 anni in compagnia del “monello”panico”!provo a riassumerle la mia storia in sua compagnia.all età di diciannove si presenta con una forte tachicardia e senso di irrealtà,non capivo cosa mi stava succedendo,una paura tremenda,pensavo di morire.sono corsa dal medico e li ho scoperto di aver avuto un attacco di panico….mi prescrisse della valeriana che non servi a nulla,gli attacchi continuarono e nel frattempo la paura,la mia spensieratezza,la mia energia,vitalità,la mia voglia di muovermi da sola liberamente come allora sono pian piano sparite.di li è incominciato il lungo percorso fatto di ansiolitici,di “pilloline della felicità”.pensavo che sarebbe bastato la loro assunzione e che finita la cura tutto sarebbe tornato come prima…..era solo un illusione,come smettevo di prenderle,tutto ricominciava,si impadroniva di me con tutta la forza che aveva.si è vero,ti tolgono i sintomi ma ti attutiscono anche le emozioni.nel frattempo gli anni sono passati ed io rimanevo al punto di partenza.non ho mai voluto capire,non l ho mai accettato,ho sempre pensato che era piu forte di me e,piu mi mettevo a fare la guerra contro di lui e piu lui si facava strada indisturbato dentro di me ed io correvo verso la strada piu semplice…pilloline!due anni fa stanca di tutto ciò decido di farmi seguire da una psicologa e anche con il suo aiuto decido di proseguire il mio cammino senza la loro compagnia,elimino i farmaci,mi sentivo leggera e libera.Ero sicura di averlo schiacciato il “monello panico”….invece no…è cominciata prima un’ansia mattutina e poi pian piano si è ripresentao,in forma piu leggera ma c’è.mi ha spiazzato!ma ora è diverso da allora,ho la maturità e la consapevolezza di cosa è,nonostante si sia ripresentato è da 9 mesi che non prendo una pillolina,che nonostante non riesco a muovermi e raggiungere un supermercato,le poste etc…da sola,non mi abbatto,perchè voglio vincere,voglio arrivare sul podio e gustarmi il mio premio:LA MIA LIBERTà.ho preso un impegno con me stessa e cioè ascoltarmi,volermi bene,accettandomi cosi come sono,non vivere in funzione degli altri,a essere piu sicura di me,mettendo in atto i consigli che lei suggerisce.lo so che non è facile,devo avere pazienza ma me lo devo,si,lo devo a me stessa.grazie dottoressa e grazie a tutti voi amici del blog.

  200.  
    CHIARA
    17 aprile 2012 | 09:40
     

    BUONGIORNO A TUTTI!! 😀 LUCIA IL TUO COMMENTO MI HA MOLTO EMOZIONATA! NON PUOI NEANCHE IMMAGINARE LA TUA TESTIMONIANZA QUANTA FORZA MI DIA!! SONO CONTENTA CHE SEI RIUSCITA A TROVARE LA TUA SERENITà! E CONCORDO PERFETTAMENTE CON TE IL PANICO è UN’OPPORTUNITà X CAMBIARE X GUARDARE LA VITA CON OKKI DIVERSI !!!
    ABBRACCIO TUTTI E UN SALUTO PARTICOLARE ALLA SPLENDIDA DOTTORESSA LAURA 😀

  201.  
    Senso78
    17 aprile 2012 | 11:39
     

    Carissima Dott.ssa Bolzoni

    desidero farle una domanda forse inedita in questo blog. CHe differenza c’è fra il panico e una fobia da un punto di vista terapeutico? E soprattutto, quando, una situazione che crea panico, può considerarsi una fobia? Possono essere risolte nel medesimo modo che lei suggerisce per gli attacchi di panico? La domanda non è ovviamente casuale. Purtroppo da un pò di tempo il mio problema non sono gli attacchi di panico generici ma una specifica situazione che mi sta limitando fortemente e rendendo fragile psicologicamente quindi voglio risolverla DEFINITIVAMENTE il prima possibile. Ho un pò di remore nello scrivere qui l’origine di questa recente fobia perchè potrebbe influenzare chi legge quindi mi limiterò a dirle del mio problema sperando sia sufficiente. Ho una specie di fobia a lavarmi le mani. Se si ricorda le avevo già raccontato della mia difficoltà a fare la doccia, peraltro non ancora risolta. Da poco tempo, ho appunto addirittura la fobia del contatto con l’acqua,peggio se calda. E’ iniziata un mesetto fa, poi l’ho risolta in pochi giorni con la mia tenacia e l’aiuto di mia madre che vive con me. Stamattina, per la prima volta mi sono ritrovato da solo in casa e quando mi sono alzato per lavarmi vedendomi solo m’è ritornata.Appena metto le mani sotto il rubinetto tachicardia, oppressione al petto e fame d’aria. Sono perfettamente conscio si tratti di una reazione irrazionale e assurda ma non riesco a controllarla. Può darmi qualche consiglio in merito?

    Sono utili tutte le conoscenze sul panico trovate nel suo libro che tanto mi hanno illuminato per allontanare gli attacchi di panico, anche in questa situazione? Non vorrei iniziare ad avere paura di entrare in contatto con l’acqua in luoghi lontani da casa quindi non vissuti come “protetti”. In fondo che cos’è il panico se non la fobia di restare soli, orfani di un senso di appartenenza?
    La ringrazio in anticipo per la risposta che credo interesserà molti e le porgo i miei affettuosi saluti.

  202.  
    Ombry
    17 aprile 2012 | 13:26
     

    Buongiorno a tutti,
    scrivo su questo blog perchè oggi è una giornata scandita da pensieri negativi e scoraggianti. Credo di aver fatto dei progressi in questi 2 mesi in cui ho seriamente deciso di prendermi cura di me stessa. Penso anche, forse per presunzione, che questi progressi non siano dovuti alla psicoterapia, forse perchè non credo veramente nell’aiuto che può darmi, non so…speravo in qualcosa di più, ad ogni seduta ne esco delusa. Sta di fatto che ho iniziato un enorme lavoro su me stessa e anche se ci sono molti bassi e pochi alti, continuo perchè non ne posso più di “non vivere” per colpa di qualcosa che in fondo non esiste. Continuo a non prendere nessun farmaco, e di questo ne vado orgogliosa. Sebbene in queste settimane sia uscita poco, le volte che l’ho fatto non ho avuto attacchi di panico, o se ci sono stati, assolutamente controllabili. Ho anche iniziato ad andare in palestra (la seconda volta non so perchè sono stata male, ma ho continuato con gli esercizi, non mi sono fermata).

    A parte questo, ecco la nota dolente..da una settimana il mio fidanzato si è trasferito in Francia, sarei dovuta partire con lui ma per ovvie ragioni non ho potuto…mi sento molto in colpa verso di lui che adesso ha bisogno di me (per la casa, annessi e connessi) e poi avevamo progettato talmente tante cose…è passata solo una settimana ma a me sembra già un mese..
    Da qualche giorno penso di fargli una sorpresa visto che tra poco sarà il suo compleanno, cioè andare da lui. In treno sono 14 ore ad un prezzo esorbitante, in aereo 1 ora e mezza ad un prezzo molto contenuto (con easyjet). Quindi chiaramente opto per l’aereo…ma ho paura! Non di volare (l’ho già fatto in passato anche se solo 4 voli..a parte il terrore nel momento prima di salire sull’aereo, e al decollo, il resto del viaggio andava abbastanza bene, ma non ero sola)…ho paura dei miei attacchi di panico, ho paura di non poterli gestire ne in volo ne quando (se mai andrò, a questo punto) sarò in Francia…questo mi scoraggia da matti…perchè 2 mesi fa ero messa veramente male, e ho paura di rivivere quei momenti, ancora di più essendo lontana da casa mia, essendo lontana “dal mio rifugio”. Se penso ad esempio che in Francia potremmo andare in qualche ristorante tipico, non penso a quanto potrebbe essere bello, mi si appiccica addosso quel malessere provato 2 mesi fa, allo stesso identico modo…è una sensazione bruttissima e sconfortante al massimo.
    Non so cosa fare, sono veramente combattuta, la paura e la suggestione sono davvero delle brutte bestie, ma non posso rimanere bloccata qui in eterno, ho 28 anni e voglio vivere la mia vita che adesso è in stand by…è frustrante perchè razionalmente non c’è niente che mi tiene ferma qui, mentre il mio inconscio è un abisso di paure e dopo 7 sedute ancora non ho capito niente di cosa possa essere a scatenarle…
    Ne ho parlato con lo psicanalista e lui si è limitato a dire che le terapie d’urto non funzionano, o meglio potrebbero funzionare ma solo temporaneamente, e che devo fare le cose con calma. Ma per me questa non è una terapia d’urto, mi manca lui, la lontananza mi fa soffrire…lui che soffre perchè io sono qui mi fa stare male e se penso a tutte le belle esperienze che potrei vivere e non riesco a vivere mi arrabbio con me stessa. Speravo in una iniezione di fiducia da parte dello psicanalista, non mi aspettavo chissà che ma mi ha smontata ancora di più…scusate la lunghezza, avevo bisogno di sfogarmi…grazie a chi è arrivato a leggere fin qui.

  203.  
    senso78
    17 aprile 2012 | 16:44
     

    Non riesco più a pubblicare nulla. No capisco da cosa dipenda. Spero sia un problema passeggero.

  204.  
    Elisa
    17 aprile 2012 | 18:51
     

    Ciao Ombry!
    Ho letto quello che hai scritto e posso dirti: ti capisco molto bene, fino a poco tempo fa avevo una sorta di rifiuto nei confronti dei ristoranti perchè in vacanza sono stata male, in più, successivamente,per lo stesso motivo ho avuto proprio un rigetto nei confronti delle vacanze! Non è un pretesto per parlare di me, è solo perchè spero che il mio modo di affrontare la cosa possa aiutare anche te: tu hai paura di partire perchè hai paura di avere attacchi di panico o, comunque, di stare male e non goderti i momenti con il tuo fidanzato. E’ giustissimo e umano. Ma se la tua sfida non fosse quella di partire e fare andare per forza tutto bene, ma partire e accettare le cose come vengono, così come sono?La cosa peggiore che può accadere l’hai già vissuta: attacchi di panico, malessere ecc ecc. Potrebbe accadere di nuovo, va bene; anche a me, quando ho deciso di rimettermi in pista, non è andata sempre di lusso, ma sai una cosa?Il solo fatto di aver provato in un certo senso rompe un circolo vizioso negativo, quello dell’inerzia. Non è tanto partire per dimostrare di stare bene, quanto partire e accettare tutto quello che viene, perchè va bene così. Le cose non sempre riescono perfettamente al primo tentativo, ma se non ti metti in gioco, anche se hai paura, non verranno mai.
    Ovviamente non pretendo di avere la verità in tasca, ma spero, nel mio piccolo, di averti dato una mano! :-) Ti abbraccio.

  205.  
    Elisa
    17 aprile 2012 | 18:52
     

    Senso 78, la tua domanda rispetto alle fobie (in generale) è molto interessante! :-)

  206.  
    Manuela
    17 aprile 2012 | 19:07
     

    Cara Dottoressa, buonasera, oggi ho ricevuto delle visite da un caro amico che non vedevo da tempo, ma, all’inizio abbastanza bene, dopo un pò, forse perchè me lo aspettavo è arrivato il mostro a farmi visita e le giuro Dottoressa che fermarlo questa volta è stato difficilissimo……Alla fine ce l’ho fatta….Ma mamma mia quanto ho dovuto lottare, giramenti di testa tachicardia……Distraendomi, alla fine è passato…..Non so se considerarlo un successo o una sconfitta ma sinceramente speravo di cuore di affrontare meglio la cosa……Anche perchè ne devo affrontare altre con gente che mi conosce, cosa mi consiglia??? Sto andando bene o sbaglio….

  207.  
    Manuela
    17 aprile 2012 | 19:08
     

    Come lei sa le persone a cui tengo molto mi creano problemi perchè appunto non sanno del mio panico……

  208.  
    Sabrina
    17 aprile 2012 | 19:42
     

    Buonasera Dott.ssa Laura,sono Sabrina e ho 33 anni. Ho letto il suo ebook, sentito gli mp3 e di tanto in tanto vengo a leggere qui i nuovi articoli e le sue nuove risposte a chi soffre come me di questo disagio.
    È nel 2006 che ho scoperto che quei gravi fastidi fisici, quei disagi emotivi che conosciamo non erano dovuti alla pressione bassa, nè al ferro basso come avevo sempre pensato prima che si aggravassero tanto da impedirmi perfino di scendere sotto casa o da farmi cenare prima delle otto e solo in compagnia del mio fidanzato. L’ho scoperto guardando un programma su raidue in cui parlavano dell’attacco di panico e dei suoi sintomi. Così, dopo esserne stata vittima sul pullman di ritorno dall’università e per gran parte del tragitto, ho deciso di andare da un neurologo per capirci qualcosa. Ho iniziato una terapia cognitivo-comportamentale con ansiolitici e antidepressivi associati (lexotan e laroxyl presi fino a 7gocce per i primi tre mesi e poi a scalare fino a 2 negli altri quattro). In quel periodo con tanta sofferenza ho ripreso l’auto anche in autostrada, ho preso aerei e quando mi sono salutata con il mio dottore pensavo di aver risolto la mia “malattia”. Invece tre-quattro mesi dopo ho avuto forse il più forte attacco di panico all’uscita dal dentista e in lacrime ho preso un nuovo appuntamento con il mio dottore e ho ripreso la terapia questa volta senza farmaci. Costantemente per tre anni sono andata ogni settimana da sola alle sedute (aspettando anche ore per entrare), sedute che col tempo si sono diradate a una volta al mese e nel frattempo mi sono messa a studiare di buona lena e dando degli esami, il tutto senza attacchi di panico anche se ero spesso accompagnata da uno stato di tensione anche forte in alcune giornate. Due anni fa però, dopo un primo attacco di panico seguito da altri, e a causa di una situazione familiare problematica il mio neurologo mi ha prescritto nuovamente tre gocce dei farmaci suddetti. Questa volta per 5mesi. Ho continuato i miei studi, ma già non prendevo più l’auto per spostarmi e presto ho iniziato a non riuscire a stare tranquilla da sola in un’aula. Da Novembre invece non riesco più a stare da sola in casa. Esco e faccio tutto direi, ma sempre in compagnia preferibilmente del mio fidanzato, evitando quando posso viaggi lunghi (di più di due ore già lo sono per me).
    Quindi sono di nuovo alla ricerca della mia soluzione e questa volta devo dire sono più scoraggiata proprio perchè si tratta di un grande passo indietro rispetto a quello che avevo faticosamente conquistato. Ed è dura rimettere tutto in discussione ancora una volta e con l’aggravente di non sapere a chi potersi affidare davvero per poter avere delle linee guida da seguire e se esistono.

    Leggendo il suo libro ho ritrovato tanti dei concetti sviluppati con il mio dottore (con cui mi sono vista comunque due mesi fa), ma il modo in cui li spiega sono così coinvolgenti per me, forse perchè lei è una psicologa, forse e probabilmente perchè lei ha sofferto come e più di me, ma davvero sento che la sua strada è quella che vorrei percorrere anch’io anche solo per provare. Ho iniziato a soffermarmi sul capitolo: purificazione fisica ed emozionale, e avrei delle domande. Cos’è dannoso del pane bianco? La farina 00? dovrei eliminare allora anche tutti i biscotti in commercio e le torte fatte da me? La pasta bianca di cui parla è quella di semola di grano duro che si compra al super mercato? Ho iniziato già da anni a nn bere caffè se non quello Hag, alcolici non li consumo, la vera rinuncia è la cioccolata, ma anche quella fondente? Immagino che questa alimentazione più sana sia solo di aiuto e che non risolva, ma già un aiuto concreto e corretto sarebbe tanto. Grazie mille per la sua dedizione e grazie anche se non troverà il tempo di rispondere. Un caro saluti a tutte le persone che frequentano il blog, a chi scrive e a chi legge solo come ho fatto io finora :)

  209.  
    Ombry
    18 aprile 2012 | 09:57
     

    Ciao Elisa, grazie mille per le tue parole, hai pienamente ragione non c’è che dire.
    Se non provo non saprò mai, posso farmi mille viaggi mentali e vagliare ogni possibile mio comportamento o situazione che potrebbe presentarsi, ma sarebbe comunque uno sforzo inutile perchè non va mai come si pensa..
    Certo questa è una prova bella tosta…insomma non è come fare un viaggio in treno di mezz’ora o uscire al pub con gli amici, cose che fino a 2 mesi fa avrei considerato impossibili e che adesso faccio, non proprio a cuor leggero ma faccio. Qui si tratta di affrontare la paura del volo, che già c’era di default prima degli attacchi di panico, da sola…e poi tutto quello che ne consegue una volta poggiato il piede in terra francese.
    E’ come se tutto il bello di quei giorni fosse nulla a confronto della sofferenza che potrei provare…quindi come si fa a pensare alle cose belle e tralasciare quelle brutte? Sembra una stupidaggine ma non ne sono capace, davvero..non sono mai stata in Francia, quindi vedrei tutte cose nuove, sceglierei la casa in cui finalmente dopo 7 anni convivrò con il mio fidanzato, mangerei cose nuove, i dolci francesi 😀 Però vedi…tutte queste cose bellissime per me sono nulla se penso che potrei avere un attacco di panico…perchè so che quell’unico attacco di panico potrebbe ricondurmi nell’inferno di 2 mesi fa. Che tristezza :(

  210.  
    mariposa
    18 aprile 2012 | 11:34
     

    cara ombry caspico perfettamente il tuo stato d’animo…non so se hai letto la risposta che la dott.ssa Laura mi ha dato qualche giorno fa “Lascia andare i pensieri che alimentano le antiche paure e gli infiniti dubbi, non funzionano più.Cambia marcia!”.
    credo che valga tanto per me ma forse è anche adatto a te in questo momento….se non trovi la forza di prendere quell’aereo è certo che rimarrai qui con sensi di colpa e sensazioni di sconfitta.
    se invece trovi il coraggio può essere che tornerà a farti visita il panico…ma può anche essere di no.
    potrebbe essere anzi che rimani qui per evitare di stare male e magari starai male lo stesso…sinteticamente a Napoli diremmo “fai cornuta e mazziata”.
    lo so che non è facile ma almeno pensaci su….se il panico lo creiamo noi starà qui con te a casa tua fra le tue cose o lì in francia…ma sei solo tu a sceglierlo.
    se può farti stare meglio io fino a poche settimane fa non riuscivo neanche
    a prendere la macchina…altro che aereo…..stamattina per la prima volta ho guidato per un’infinità di tempo (10 minuti al massimo) senza nenache l’ansia e senza stare al telefono con nessuno.
    ho acceso la radio ad alto volume e mi è volato il tempo tra le note.
    in bocca al lupo….

  211.  
    Elisa
    18 aprile 2012 | 15:04
     

    Ombry, aggiungo solo una cosa: quando sento di aver paura di fare qualcosa, mi pongo sempre una domanda.
    “Se non avessi problemi di ansia, affronterei quella situazione?La persona che ero prima, andrebbe nel posto x, con la persona y ecc?” Se la risposta, come spesso accade, è “sì”, bene, decido di andare avanti a dispetto di tutto. Non importa se non sarà sempre perfetto, il solo fatto di aver provato, credimi, rende, ex post, il bilancio positivo. Perchè ti permette di crescere. So che possono apparire solo parole, ma per me rappresentano la sintesi di un percorso che ok, non è finito..ma che quantomeno mi ha permesso di non chiudermi in casa, terrorizzata dall’esterno. E poi sono sicura che, in fondo te, c’è una piccola parte che muore dalla voglia di farlo quel viaggio, a dispetto di tutto..la parte più incontrollata, ma anche la tua parte più “viva”. Concedile di venire fuori, e le paure non le respingere, guardale come se le avessi in palmo di mano e poi falle scivolare via, come se ci soffiassi su :-)

  212.  
    rosa
    18 aprile 2012 | 18:44
     

    buonasera a tutti e a lei dottoressa,mi ritrovo un altra volta qui a scrivere.io credo che quello che non mi fa andare avanti nonostante i suoi consigli che cerco di mettere in pratica(ma non sempre ci riesco,ma non demordo)e che non riesco a risalire alla causa del panico.rileggendo il suo libro e alcuni post con attenzione lei dice che è importante capire anche come siamo venuti al mondo.io sono nata in ospedale e alla avvenuta della mia nascita non sn stata avvicinata subito a mia madre,ma portata via per accertamentie.mi ha raccontato che per lei è stato un trauma.Nelle sedute con la mia psicologa è riaffiorato nella mia mente un ricordo di quando ero piccola.avevo 10 anni e andai a trovare mia nonna per rimanerci un po nel periodo estivo,questo lontano dai miei genitori.ricordo che mia nonna uscì per dei servizi ed io rimasi a giocare in strada con altri bambini,quando a un certo punto rientrarono tutti a casa ,io mi ritrovai sola e mentre aspettavo il rientro di mia nonna passarono due balordi che presero ad inseguirmi con la macchina mettendomi una terribile paura,tanto che mi rifugiai in un portone aspettando accovacciata,cercando di nascondermi il piu possibile per non farmi vedere,che andassero via.la mia domanda e questa,come faccio a risalire alla causa?anche perchè quando si è presentato nell’età adulta non ricordo in che situazione mi trovavo,quello che mi viene in mente e che mi trovavo a casa di una mia amica e che comunque sono sempre stata molto insicura e che mi sono sempre fatta condizionare dall’esterno,il giudizio degli altri ha sempre pesato su di me…ho vissuto troppo “fuori”,stando attenta all’aspetto fisico,come se mi fossi costruita qualcosa che non era nella mia natura..e da qui ora parte la mia confusione?da dove parto?qual’è la causa che ha scatenato il mio panico,cosa vuole dirmi?perchè non riesco ad ascoltarmi?è difficile,ma continuero ad impegnarmi!scusate lo sfogo,ma ne avevo bisogno!

  213.  
    CHIARA
    19 aprile 2012 | 09:32
     

    BUONGIORNO A TUTTI.. IERI DOPO QUASI 2 MESI DI TRANQUILLITà ALCUNE MIE PAURE, CHE OVVIAMENTE PRIMA NON AVEVO, SONO TORNATE A TORMENTARMI IL CERVELLO….
    MA NON è TANTO QUESTO.. PIù CHE ALTRO C’è UNA PAURA PIù DI TUTTE CHE MI ASSALE.. OVVERO QUELLA DI GUARDARE, DI OSSERVARE ! COME SE NON RICONOSCESSI I MIEI FRATELLI, I MIEI GENITORI, I LUOGHI E I POSTI CHE MI CIRCONDANO…
    CERCO DI IGNORARE QUANTO POSSIBILE QUESTA COSA PERCHè SO PERFETTAMENTE CHE è LEGATA AL PANICO… MA MI RIVOLGO A LEI DOTTORESSA.. COME POSSO AFFRONTARE IL PROBLEMA??
    LA RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE 😀
    A TUTTI I FIORI VOLEVO DIRE CHE LEGGO SEMPRE I VOSTRI COMMENTI COSì PROFONDI E SPESSO MI RITROVO NELLE VOSTRE PAROLE CHE QUì SONO PIù O MENO LE PAURE DI TUTTI… è BELLO SAPERE CHE NON SIAMO SOLI.
    VI ABBRACCIO 😀

  214.  
    Sabrina
    19 aprile 2012 | 12:54
     

    Ciao Chiara :)
    secondo me, visto che un senso ti gioca qualche scherzo funzionando un po’ meno bene, dovresti potenziare gli altri: parla con i tuoi fratelli così sentirai le loro voci, ascolta i suoni che caratterizzano i posti che conosci (il canto degli uccelli, il rumore delle macchine, le voci dei passanti) e concentrati sugli odori chiudendo gli occhi. Ho letto proprio l’altro giorno che noi ci orientiamo anche sentendo oltre che vedendo.
    Magari puoi trovarne giovamento e provare nn costa nulla. Un bacio

  215.  
    CHIARA
    20 aprile 2012 | 17:34
     

    CARA SABRINA PROVERò A SEGUIRE IL TUO CONSIGLIO VEDREMO COME ANDRà! PROVARE NON MI COSTA NULLA
    GRAZIE
    😀

  216.  
    ale
    22 aprile 2012 | 14:58
     

    Ciao a tutti, ho 17 anni e da 2 soffro di attacchi di panico,fra alcuni giorni dovrò partire con la mia famiglia. solo all’idea di dover affrontare un viaggio mi fa gelare il sangue, avete consigli per affronatare il viaggio in maniera serena?

  217.  
    Sabrina
    22 aprile 2012 | 16:04
     

    Ciao Ale , posso dirti io come faccio. Porto sempre una bottiglietta d’acqua con me, delle caramelle e le gomme, questo anche per brevi tratti in modo da distrarmi nel caso in cui iniziassero strani sintomi. Per viaggi lunghi ti consiglio di portarti una rivista o meglio ancora il portatile per vederti un film in dvd oppure qualche puntata di un telefilm che ti piace. Ricordati di guardare ogni tanto anche fuori il paesaggio che cambia :) puoi anche approfittare per farti un cruciverba o un sudoku e comunque ti consiglio di organizzarti tutto il viaggio con cose che ti possono distrarre. Quando nn riuscivo ad andare in auto nemmeno per 45min di notte, ricordo di aver studiato con una torcia seduta dietro e con i tappi alle orecchie. Quello che ho notato è che se riesci anche a scrivere la concentrazione aumenta e succede addirittura che ti rilassi talmente tanto da goderti anche il viaggio per qualche decina di minuti. L’importante è che appena ti senti un po’ più “debole e a rischio” ti riconcentri su una delle cose che hai deciso di fare. Ah, abbassa il finestrino e senti l’aria sul viso o sulla mano. E ricorda che l’attacco di panico è una cosa che come viene cosi se ne va, quindi è sicuro che va via 😉

  218.  
    lucia
    22 aprile 2012 | 23:51
     

    Buonasera a tutti, rispondo a Manuela dove mi chiede se ho fatto delle terapie. Non ho fatto nessuna terapia. Ho pensato alle terapie come ultima soluzione. Ho conosciuto persone che per anni hanno fatto lunghe e costose terepie. Si è vero che sono state meglio però quando provavano ad abbandonarle ritornavano allo stesso punto di quando avevano cominciato e l’idea di intraprendere una strada da cui sarei stata dipendente per il resto della mia vita mi spaventava. Capisco che per alcune persone sono necessarie per riuscire a vivere una vita normale, altrimenti non hanno la forza per affrontare le cose più semplici di tutti i giorni. So cosa vuol dire la paura che ti paralizza le gambe perchè non riesci ad entrare in un semplice negozio o supermercato a fare la spesa, in un ristorante, in treno…. ho provato questa paura per tanti anni.

    Ma ho pensato che avrei dovuto trovare la soluzione in me stessa, perchè se fossi riuscita a trovare gli strumenti giusti per affrontare il problema da sola non li avrei più temuti perchè avevo la chiave giusta per affrontarli ed è proprio quà che si interrompe questo circolo vizioso. Quando non li temi più non tornano più.

    Ho letto molto e mi ha aiutato molto il libro della Dottoressa Laura Bolzoni Codato i suoi mp3 in uno di essi lei dice che quando arriva il panico devi cavalcare l’onda e lasciarti trascinare……e la chiave giusta da dove cominciare è proprio questa abbandonare la battaglia con il panico e lasciarsi trascinare dalle emozioni, viverle , abitarle, pensando che abbiamo sperimentato già tante volte il peggio e passa, dopo non c’è niente. Se lo invochiamo in questo momento, se ci sforziamo perchè arrivi non arriva…..se lo temiamo arriva. Aiuta molto provare, provare e riprovare ad affrontare tutte le situazioni che creano disagio tenendo conto di tutto ciò. Anche a me come dice Chiara mi ha aiutato molto la musica, quando ho cominciato a provare a rientrare in un supermercato mi mettevo gli auricolari e ascoltavo la musica e quando arrivavano i sintomi mi distraevo e li lasciavo passare…..in treno uguale e così via. Nel percorso di “guarigione” si casca diverse volte ma non bisogna pensare a una sconfitta ci si rialza e si ricomincia da li senza abbattersi. A Chiara dico che quando leggo i tuoi commenti mi ci rivedo molto quindi se ci sono riuscita io, forza, che ci riuscirai anche tu. Anche io ero tormentata da paure e senzazioni d’irrealtà quando parlavo con le persone, ma siamo noi ad amplificare quelle sensazioni. Una frase che mi ha sempre aiutato al riguardo ad avere gli attacchi di panico è “che sei a mille miglia di distanza dal perdere la ragione, le persone pazze non hanno idea di essere pazze”, ci troviamo dalla parte opposta della follia siamo troppo savie e sane di mente e proprio per questo cerchiamo di controllare tutto in questi momenti…. Spero nel mio piccolo della mia esperienza di esservi stati di aiuto…..un abbraccio a tutti e un saluto alla Dottoressa Laura!

  219.  
    Sabrina
    23 aprile 2012 | 09:29
     

    Ma allora Lucia, tu non hai cambiato alimentazione, stile di vita magari facendo movimento fisico giornaliero fino a sudare, compagno, abitudini? Hai “solo” accettato i sintomi e ripreso con insistenza a fare quelle cose che ti facevano venire il panico utilizzando degli strumenti nuovi, delle tecniche per distrarti in qualche modo. È corretto? Scusa le domande, ma sono nella fase in cui decidere come impostare la mia nuova risposta al panico (se andare di nuovo dal mio neurologo con frequenza, se cercare uno psicologo specializzato in attacchi di panico, se continuare con più coraggio e determinazione a risolvere da sola, se cercare insistentemente e comprendere fino in fondo le cause anche passate del mio panico). Ho letto su internet di un neurologo che vidi anche in televisione a porta a porta che afferma con convinzione che il panico ha una natura genetica (io aggiungerei ANCHE come scrive la dottoressa Laura) e che deve essere per forza curato con i farmaci. Sono convinta che sia la via più breve, ma quella con più rischi dipendenza e ricaduta perciò ho deciso di nn prendere un appuntamento con lui. Ma ora devo trovare una via che per quanto tortuosa e lunga sia una sola, senza la possibilità di bivi. Una strada chiara da seguire. Quando due mesi fa circa ho trovato il sito della dottoressa Laura, avevo sperato di potermi rivolgere a Lei per intraprendere una terapia, ma dai commenti qui sul blog ho capito (è così?) che non è possibile.
    Intanto Lucia, grazie. Perché hai trovato il tempo per lasciarci la tua testimonianza.

    Solo su questo blog ho trovato persone che come te sono tornate a scrivere per raccontare del loro successo e darci così nuova forza per non mollare :)

  220.  
    rosa
    23 aprile 2012 | 11:23
     

    lucia buongiorno,ho letto con attenzione il tuo ultimo post,e credo che a molti di noi manchi quel po’ di coraggio che ancora ci tiene in balia del panico,ci sono posti che ancora non riesco ad andarci da sola perchè sono proprio i sintomi che mi spaventano,sono i mille perchè che mi pongo,( perchè mi è venuto,perchè non riesco a superarlo),il continuo pensarci credo che sia il primo sbaglio.quando eravamo bambini non ci ponevamo tutte queste domande,non cercavamo tante risposte ed eravamo spensierati.credo che sia anche questo il primo passo da fare.
    rispondo a SABRINA.le pilloline non servono a molto,ti aiutano a non sentire i sintomi,ma il problema rimane nascosto.io le ho prese per diversi anni e pensavo che ero riuscita a sconfiggerlo,ma è ritornato.è non ho nessuna intenzione di riprenderle,è questo per me è un piccolo passo verso il panico.non molliamo ragazze.ce la faremo anche noi come lucia.un abbraccio a tutte voi.mannaggia alla nostra impazienza….!

  221.  
    CHIARA
    23 aprile 2012 | 14:15
     

    LUCIA HO LETTO IL TUO ULTIMO COMMENTO! SAPERE CHE HAI PROVATO LE MIE STESSE SENSAZIONI E CHE SENZA TERAPIE SEI RIUSCITA A VINCERE QUESTA BATTAGLIA MI RIEMPIE DI TANTAAA SPERANZA 😀
    SONO MOLTO CONTENTA CHE CONTINUI A LASCIARE QUì I TUOI COMMENTI PERCHè TI POSSO ASSICURARE CHE PERSONALMENTE MI DANNO UN’IMMENSA FORZA ….
    IERI HO SAPUTO CHE MIO FRATELLO HA AVUTO UN ATTACCO DI PANICO IL PRIMO DELLA SUA VITA… E LA SUA RAGAZZA IN PREDA ALLA PAURA L’HA PORTATO AL PRONTO SOCCORSO…. PRIMA MIA MAMMA, POI IO ORA ANCHE LUI…SEMBRA QUASI CHE L’AVESSIMO NEL DNA… ANCHE SE SONO SICURA CHE LUI SIA RIMASTO TRAUMATIZZATO QUANTO ME DI UN BRUTTO EVENTO VISSUTO IN PASSATO… SCUSATE LO SFOGO MA VERAMENTE ORMAI IL PANICO SEMBRA UN PROBLEMA DI TUTTI…. AVEVO BISOGNO DI SCRIVERE QUì….
    ABBRACCIO SEMPRE TUTTI VOI, GRAZIE ANCORA LUCIA E SOPRATTUTTO GRAZIE DOTTORESSA PER QUESTO SPLENDIDO BLOG CHE METTE A NOSTRA DISPOSIZIONE 😀

  222.  
    Ombry
    23 aprile 2012 | 20:44
     

    Ciao,
    volevo raccontare anche io la mia esperienza a Sabrina sperando che possa esserle utile. Dunque io soffro di attacchi di panico dall’epoca del liceo (ora ho 28 anni) anche se già da piccola ho mostrato certi sintomi molto legati all’ansia. Non ci ho mai dato molto peso, sapevo che cosa succedeva in quel momento, sapevo che come veniva passava e così ho vissuto con questo mostro in corpo per anni e anni…forse inconsciamente sapevo anche che avrei dovuto fare qualcosa, ma non ho mai consultato medici, psicologi o preso farmaci.
    Poi 4 anni fa ho avuto il primo vero crollo, nel senso che ad un certo punto non sono più riuscita a gestirli, mi limitavano in tutto. COsì ho deciso di consultare uno psicologo. Ne ho girati un pò, ma la mia poca fiducia verso la categoria e la mia poca costanza mi hanno fatto desistere praticamente subito; per cui ho deciso (di nuovo) che ce l’avrei fatta da sola, e così ho continuato forzatamente a fare quello che facevo prima. E’ stata dura ma ce l’ho fatta, fino a due mesi fa, quando ho avuto il secondo crollo, ben più forte del precedente e ben più destabilizzante.
    Così ho capito che non potevo più farcela da sola, ed ho iniziato una terapia con uno psicanalista. Due mesi fa non uscivo più di casa, il solo pensare di mettere piede fuori dalla porta mi faceva stare male.
    Adesso riesco a prendere il treno, ad andare in palestra, a mangiare a casa di amici. Non riesco ancora ad entrare in un ristorante, ma qualche progresso credo di averlo fatto, e non mi sento di dare molto merito alla terapia (anche se mi sta facendo scoprire cose di me stessa di cui sottovalutavo l’importanza). Ho capito che devo prendermi cura di me stessa, devo egoisticamente pensare a me, cosa che ho fatto poco in passato.
    Continuo a non prendere farmaci, perchè non voglio la “via facile”..mi limito a delle gocce omeopatiche ogni tanto, da un mesetto non prendo più nemmeno quelle.
    Poi fino a poche settimane fa ogni ricaduta per me era una grandissima sconfitta, di cui ne sentivo l’eco per giorni. Mi sembrava ogni volta di dover ricominciare da capo. Adesso invece prendo la cosa diversamente, perchè ho capito che alti e bassi ci saranno ancora per un bel pò, ma è importante non scoraggiarsi e andare avanti.
    Ho capito che devo sorridere di più, devo pensare in positivo mentre io ho sempre visto tutto con una negatività impressionante…se devo uscire, non penso “oddio no, avrò un attacco di panico”…è difficilissimo non pensarci, molte volte ci casco ma cerco di vedere solo il positivo di quell’uscita…e prima o poi ne sono sicura, non ci penserò più che potrei stare male.
    Insomma a piccoli passi ce la si può fare, io ci credo e ci voglio credere, perchè ho una vita da vivere, il mio fidanzato mi aspetta in Francia per iniziare una nuova vita insieme, e non posso permettere a una cosa che alla fine neanche esiste, di rovinare tutto. Vinco io, e vincerete anche voi :)

  223.  
    Manuela
    24 aprile 2012 | 07:45
     

    Ha ragione LUCIAAA!!! Si ha ragione ragazzi e ragazze, ve lo dico per esperienza, sono andata ad una festa e il panico nemmeno l’ho pensato e non è arrivato, ragazzi forza, forzaaaaa!Nemmeno io ci credo ancora, no non è possibile…….Eppure ragazzi ve lo dico è così! Grazie Dottoressa, grazie Lucia!

  224.  
    Manuela
    24 aprile 2012 | 07:47
     

    Premetto, particolare non trascurabile che era una festa con alcune persone che non vedevo da tempo e…..Che avevo paura si accorgessero del mio panico!

  225.  
    Sabrina
    24 aprile 2012 | 09:36
     

    Cara ombry, quante cose in comune ritrovo nel leggerti! Io sono un’altruista cronica 😀 riesco ad essere felice quando anche i miei cari lo sono. Diciamo che il loro star bene è condizione necessaria (ma non sufficiente ahimè) per la mia felicità. Ed è per questo che se sono tristi lascio tutto e mi dedico a loro. Questo mi ha portato negli anni a non aver concluso ancora il mio impegnativo percorso universitario che è la cosa che più mi condiziona e demotiva (sono sempre stava molto capace nello studio ed è sempre stato un mio personale orgoglio. La cosa assurda è che quando tutto andava bene mi intimidiva vantarmi con gli altri che magari nn avevano i miei stessi successi, ma ora anche se molto meno di prima, mi imbarazza questo tempo in più trascorso e di nuovo mi imbarazza parlarne con altri. Diciamo che scelgo con chi parlarne).
    E poi, Ombry, l’approccio negativo e ansiogeno è qualcosa di istintivo anche in me. ovviamente c’hanno insegnato senza volerlo ad essere così, per proteggerci dal mondo, ma c’hanno profondamente spaventato e ancora oggi dobbiamo sforzarci di dare il giusto peso alle cose.
    C’è un libro che sto corteggiando da un po’ di tempo: il cervello felice di Robert O Connor che dovrebbe aiutare a un approccio più leggero alla vita.
    Comunque ombry dovresti essere soddisfatta dei tuoi progressi per me ora ancora un pó lontani, e sono sicura che continuando così a breve ci scriverai dalla Francia :)
    Posso chiedere a tutti voi che state seguendo una terapia e anche a te ombry come avete trovato e scelto uno psicoterapeuta nella vostra zona specializzato in attacchi di panico?
    Quando con costanza andavo dal mio neurologo mi sentivo supportata e più coraggiosa. Mi ha insegnato tanto anche se a quanto pare nn a sufficienza visto che mi trovo di nuovo qui a chiedermi come affrontare i miei disagi.
    E se da una parte cerco con chi intraprendere una nuova terapia, dall’altra mi preoccupa l’idea di trovare in un’altra persona gli stimoli giusti per reagire, perché mi fa sentire comunque dipendente.
    Sono ancora indecisa sul da farsi :p
    Grazie rosa, la tua storia mi fa credere a maggior ragione che i farmaci non sono la soluzione.
    Auguro a tutti voi una buona giornata, di cuore.

  226.  
    Ombry
    24 aprile 2012 | 10:09
     

    Ciao Sabrina,
    dunque la mia esperienza con lo psicanalista è la seguente: ho preso le pagine gialle e ho sfogliato i nomi della categoria, cercando in Internet se ci potesse essere qualche biografia, giusto per capire in che mani mi sarei messa. Ne ho trovato uno a mezz’ora di treno da me, che ha scritto un paio di libri sul panico ed ha fondato un’associazione Onlus nella mia zona proprio per chi soffre di questo disturbo…così ho pensato che fosse abbastanza competente per risolvere il mio problema :) Oltretutto si è dimostrato anche molto comprensivo a livello economico, nel senso che mi ha chiesto a seduta solo ciò che potevo permettermi, quindi mi ha colpita positivamente anche in quel senso.
    Proprio oggi ho l’ottava seduta, e posso dirti che le prime 6 almeno ne uscivo sempre arrabbiata, confusa, e ogni volta dicevo che non ci volevo più tornare. Questo perchè? Semplicemente perche volevo LA SOLUZIONE. TIpo formula magica da ripetere così che tutto in un batter d’occhio si risolva…perchè io non ho pazienza in queste cose, io voglio tutto e subito.
    Volevo perciò da lui delle risposte, lo vedevo erroneamente come la mia ancora di salvezza e più non mi dava risposte più mi arrabbiavo perchè dicevo dentro di me che era una cosa inutile, che se dovevo solo “parlare” avrei potuto benissimo farlo con un amico o un familiare o il mio fidanzato, e non avrei dovuto neanche spendere soldi.
    Insomma ho avuto un approccio completamente sbagliato…settimana scorsa invece “l’illuminazione”, credo sia stata una delle sedute più significative…ho finalmente capito che il suo non rispondere alle mie continue domande non è dovuto al fatto che è incompetente, ma che alle risposte ci devo arrivare io e solo io. Ce l’ho io e ce l’abbiano noi tutti la soluzione, tutto sta nel tirarla fuori, e in questo la psicoterapia può aiutare.
    Perchè io, fermandomi a riflettere seriamente e non sull’onda della rabbia e della delusione, ho capito che certe cose di me e del mio carattere hanno più importanza di quanto credessi. Sono cose minime, e forse è anche giusto che ci abbia messo così tanto tempo a capire, ma adesso so che se io gli faccio una domanda e lui mi risponde “ecco fermiamoci qui per questa volta” invece che darmi una risposta, è perchè durante la settimana ci devo riflettere io e devo trovarla io una risposta.
    Questo tipo di approccio secondo me non porta dipendenza, come tu temi che possa essere….perchè io non mi sento dipendente dal mio psicanalista, mi sta aiutando a trovare la chiave di lettura dei miei attacchi di panico, ma il grosso del lavoro lo faccio io, e lo farai tu (se non lo stai già facendo). Non è facile, assolutamente, come ti ho scritto precedentemente le ricadute ci sono e sono destabilizzanti e scoraggianti al massimo, ma via si riparte e piano piano andrà sempre meglio.
    Così arriveremo anche noi al punto di Manuela, dove andremo ad una festa e la paura del panico non ci toccherà minimamente, e ci godremo finalmente la vita :)

  227.  
    rosa
    24 aprile 2012 | 12:08
     

    ciao ombry,anch’io ho avuto la tua stessa esperienza con la mia psicologa,all’inizio ne ero entusiasta perchè come te credevo che mi avrebbe dato le tante risposte che io non trovavo e,ogni volta ne uscivo delusa e confusa,sino a quando un giorno mentre mi stavo recando da lei,nel tragitto,ho avuto un attacco di panico e non ci sono piu voluta andare.anche se tante risposte le ho trovate ma come dici tu sta a noi trovare quella chiave che apre la porta verso la vita reale,è difficile,ed io cerco di prendere la forza anche da ognuno di voi.penso che l’ansia,il panico si siano affacciati nella mia vita anche a causa di una insicurezza,ineguatezza che ho nascosto sempre facendomi vedere forte,sempre all’altezza di ogni situazione e chissa che il messaggio che mi vogliono mandare sia di fermarmi e capire che cio messo troppa forza nella mia vita,una non naturalezza….come dici tu non è facile me nello stesso tempo non dobbiamo scoraggiarci e continuare verso la salita per arrivare alla cima dell’everest e chi se ne frega se ci arriveremo con un po di vertigini,con la paura dell’altezza,della distanza.l’importante è proseguire,arrivare in cima e urlarla al mondo la nostra vittoria.un bacio a tutte voi.

  228.  
    Manuela
    24 aprile 2012 | 18:25
     

    Ragazze, volevo darvi la mia esperienza in fatto di psicologi e psichiatri, due anni fa, sono stata da una psicoterapeuta, risultato dopo otto sedute prima avevo solo ansia poi è arrivato proprio il panico :( Allora scoraggiata tra incubi notturni sempre più frequenti, insonnia e mattine che vomitavo dall’ansia, sono andata dallo psichiatra, mi ha imbottito di ansiolitico per poi farmi passare ad un antidepressivo che è ammuffito nel cassetto, l’ansiolitico a volte ne faccio ancora uso….. Ho preso invece un integratore antidepressivo un pò ha aiutato ma il mio vero ed unico raggio di sole è stata Laura Bolzoni Codato e tutti i miei vecchi amici e ora anche voi! Che dirvi, ho sentito parlare bene della psicoterapia cognitivo comportamentale, forse quella può aiutare, ma la forza la dobbiamo mettere noi…..Tutta noi…..Anche la respirazione circolare è utile…..Vi voglio bene! E non credete che le ricadute nopn ci siano, ehhhhhhhh quante ne ho avute…..Anche se leggete qualche giorno fa, ma rialzatevi sempre! Dottoressa la abbraccio fortissimo!

  229.  
    Manuela
    24 aprile 2012 | 18:29
     

    Anche io ragazze ancora ho fatica a fare delle cose da sola, non ne sono uscita del tutto ma non mollo……

  230.  
    mariposa
    26 aprile 2012 | 09:36
     

    care ragazze le vostre parole sono come un balsamo sul mio malessere…fanno sentire meno soli e danno la forza per continuare.
    anche io sto continuando e stringo i denti…ma è dura…iero ho avuto un “mezzo” attacco sul lettino dell’estetista solo perchè mi ha chiesto “ma hai una gamba un pò gonfia?”…è bastato questo per farmi proiettare mentalmente su un lettino di ospedale con i lavaggi nel braccio e una trombosi in atto. a quel punto l’attacco è cominciato ma sono riuscita in pochi minuti a tenerlo a bada.
    dopo non volevo più tornare in macchina a casa invece mi sono guardata nello specchietto e ho ripetuto le parole della dottoressa “sintomi francamente me ne infischio” e ho messo in moto.
    sono tornata a casa senza problemi e ho fatto un bel bagno caldo…nella vasca mi sentivo un leone.
    lo so che la strada è lunga ma bisogna avere pazienza….
    approfitto per chiedere a Manuela di spiegarmi o darmi dei riferimenti sulla respirazione circolare…ho chiesto più volte in questo blog ma non sono riuscita a sapere gran che.
    grazie a tutti e speriamo che il prossimo 25 aprile festeggeremo tutte insieme la LIBERAZIONE…ma dal panico!!!!
    a quel

  231.  
    rosa
    26 aprile 2012 | 11:31
     

    buongiorno ragazze,ieri è stata una giornata brutta,mi sentivo giu.i buoni propositi ci sono ma basta non riuscire a raggiungere un posto da sola e mi tartasso di mille domande,di mille perchè,dove sbaglio,mi innervosisco perchè non riesco a capirne la causa,e credetemi a fine giornata mi sono sentita sfinita.capita anche a voi ragazze?
    io credo che piu di avere attacchi di panico,sia un ansia generalizzata…uffff!si passano giornate positive e giornate in cui sembra di non vederne uscita.dove continuamente ti interroghi sulla causa è questo è martellante.vabbè,senza perdersi d’animo,ricominciamo!a dimenticavo dottoressa,volevo farle una domanda!in un post lei scrive che questo blog,il suo libro è per ansia e attacchi di panico,ma credo che quando si va incontro a loro un po depresse lo si è,perchè non riesci a fare la tua vita di prima e ti incazzi,ti scoraggi e questo porta a sentirsi un po giu!sbaglio?un grande bacio a tutte voi e alla dottoressa.spero ci dia ulteriori risposte PER PROSEGUIRE NEL NOSTRO PERCORSO ANCORA UN PO TORTUOSO.AHAHAHAHAHAH!

  232.  
    Ombry
    26 aprile 2012 | 16:09
     

    Ragazze/i manca solo poco più di una settimana alla mia presunta partenza per 10 giorni a Tolosa, e io ancora non so che cosa fare, se andare o no. Non sono mai stata più confusa in vita mia…aiuto! :( Non riesco a pensare al bello che ci sarà, penso solo al brutto e al panico…cosa devo fare?? Datemi dei consigli please….:(

  233.  
    rosa
    26 aprile 2012 | 16:16
     

    ciaaoooo amiche tenere e rassicuranti,come vi ho accennato prima ieri è stata una giornata no.stamattina mi sono svegliata convinta di prendere le goccine,appena ho preso a berle le ho sputate immediatamente.mi sono messa a fare quello che dovevo fare nonostante un po di vertigini e sono uscita con mia sorella.mi sono goduta la sua compagnia e sono passata a comprare delle belle piantine da mettere sul mio balconcino.volevo condividere con voi questa mia giornata.manuela,mariposa,ombry,sabrina,come vorrei conoscervi.un bacio.

  234.  
    Manuela
    26 aprile 2012 | 18:54
     

    Grandissima Rosaaaa è cosi che si comincia a combattere! Brava! Ombretta, posso capirti ma non pensare alle cose brutte ma pensa solo e unicamente a te al uo lui, alla vostra vita insieme el futuro stupendo al bel viaggio e le cose nuove che vedrai…..Va già meglio scommetto….Se cambi prospettiva…Mariposa Grandissimaaaaaa! Che anche lei combatte come un leone! E si dimentica i calcetti che gli da il mostriciattolo, è questo lo spirito giusto! Brave, brave, brave! La respirazione circolare è la seguente: devi inspirare molto lentamente col naso e riempire il tuo addome al massimo, trattenere un pochino quindi espirare con la bocca velocemente, il tutto in modo rilassato, per qualche minuto, in preda al mostro e prima di addormentarti…

  235.  
    Manuela
    26 aprile 2012 | 19:12
     

    Scusate gli errori ragazze, la fretta…

  236.  
    Manuela
    26 aprile 2012 | 19:19
     

    Per spiegare meglio la respirazione circolare, dovete immaginare, che la respirazione crei un circolo energetico che parte dall’omelico, che sali fino a naso e gola, poi di nuovo scende e riona all’ombelico ma senza interruzioni ecco perchè è chiamata circolare, dovrebbe essere anche accompagnata da tecniche di training autogeno cioè mentre respiri devi dirti sono calma….Calma…..calma

  237.  
    rosa
    26 aprile 2012 | 23:32
     

    dolcissima ombry,certo che ci devi andare,non pensarci…non dargliela vinta.il tuo successo sarà anche il nostro! e chi se ne frega se avvertirai un po d’ansia,già arrivare a tolosa sarà un piccolo passo verso il panico,un altra piccola vittoria verso di lui.ora che manuela ci ha delucidato sulla respirazione circolare,mettiamola in atto!noi siamo con te!pensa a come sarà bello e che al tuo rientro ci racconterai del tuo bel viaggetto!un dolcissimo abbraccio ombry.manuela un abbraccio anche a te!

  238.  
    rosa
    26 aprile 2012 | 23:53
     

    Nella serietà non puoi mai essere libero.Nella serietà sarai sempre perseguitato dall’ansia,nella serietà hai sempre paura che qualcosa possa andare storto.Con me niente può andare storto perchè non c’è niente che sia dritto.Se c’è qualcosa di dritto,allora qualcosa può andare storto.QUESTO è IL SIGNIFICATO DEL CONCETTO ORIENTALE DI “LEELA”,GIOCO.Sei stato un po’ troppo serio di recente?SERIAMENTE….è tempo di lasciar perdere!Fatti una bella risata e metti da parte i tuoi bei piani.davvero non ne hai bisogno.Cio che dovrà accadere,accadrà e tu hai una scelta:andarci insieme o andarci contro. OSHO. amiche mie ogni tanto dedichiamogli una risata ai nostri problemi una risata .ci aiuterà a vederli più piccoli!

  239.  
    Sabrina
    27 aprile 2012 | 01:52
     

    Buonanotte a tutte ragazze. Stasera sono uscita con il mio fidanzato e degli amici ed ero molto stanca per la giornata di lavoro (oggi davo una mano al mio fidanzato) e quindi sapevo di essere più vulnerabile. Il viaggio di andata in autostrada ha avuto un momento in cui i pensieri hanno cercato di andare per i fatti loro, ma ho subito pensato che in realtà nn faceva niente anche se mi fosse venuto un po’ di panico e ho continuato a parlare e distrarmi. Nn c’ho più pensato. Alla fine della serata, siamo andati per 40min in autostrada ma è stato molto più piacevole e anzi mi dispiaceva essere arrivata. La stessa situazione vissuta in maniera completamente diversa. Lo so che la cosa che ci stanca è il pensiero di dover sempre fare qualcosa, occupare il tempo, concentrarci , per nn farci cogliere impreparate dal panico, ma è questo quello che dobbiamo fare ora e credo per diversi mesi. Lo dobbiamo fare perché c’è dell’attrito in noi, quell’attrito che col tempo verrà superato permettendoci di nn doverci più così impegnare per stare tranquille. Nel frattempo però ci tocca e nn dobbiamo tirarci indietro.
    Ombry, quando prendevo l’auto da sola in autostrada mi dicevo che l’importante ero io, che da sola mi bastavo, che nn mancavo di nulla e che per questo nn doveva interessarmi quanti km avevo percorso da sola, dove ero. Ero importante io dove stavo stavo, nello spazio in cui stavo rimanevo sempre io e nn avevo bisogno di altro. E in aereo mi portavo i libri per studiare così mi concentravo e passava il tempo. Poi pensa che in aereo nn sei spersa nel deserto, nn sei sola e come stanno gli altri puoi starci anche tu. Nn sei diversa da loro, hai tutto ciò che ti serve per poter essere autonoma :)
    Vado a dormire ora che è tardi. Buonanotte a tutti, a rosa e alla dottoressa che spero ci leggerà presto

  240.  
    Manuela
    27 aprile 2012 | 07:44
     

    Per quanto riguarda le crisi depressive che dicevi nei posto precedenti Rosa, io ne ho avute molte e ancora ne ho, anche perchè molti che soffrono di panico hanno anche un pò di depressione, pensiamo sempre positivo, questo è il modo migliore……Volevo a questo proposito ripostare la mia attenzione su ciò che ha detto Mariposa che quando era sul lettino dell’estetista si è spaventata per la gamba un pochino gonfia, anche io sono così! Insomma sono parecchio ipocondriaca e ciò è dovuto dalla depressione….Però appunto come ha fatto Mariposa, non ingigantiamo tutto (io tendo a farlo) cambiamo direzione di pensiero!

  241.  
    mariposa
    27 aprile 2012 | 09:03
     

    buon giorno ragazze, che bello aprire il blog e ritrovarvi lì pronte a dispensare consigli e a cercare di tirarci tutte su.
    complimenti a rosa per l’iniziativa di ieri…credo tu abbia davvero messo in pratica i consigli della Dottoressa…e tu Ombry se puoi non pensare a quando dovrai partire se ti mette ansia…ci penserai fra una settimana…se ce la fai piuttosto esci a comprare un regalino da portare al tuo compagno o qualcosina che ti andrebbe di portare con te, vai su internet e trova dei posti carini dove andare con il tuo lui…le cose belle da fare lì sono molte di più delle cose brutte…e poi quelle belle ci sono davvero e sono lì…quelle brutte non sono reali e sono solo nella tua mente…le crei solo tu…prova solo a non pensarci. e tu manuela sei davvero grande…le tue parole sono piene di speranza e di forza e sanno davvero di buono.grazie per la spiegazione sulla respirazione circolare…comincerò ad esercitarmi. un bacio forte a tutte…..

  242.  
    rosa
    27 aprile 2012 | 12:32
     

    buongiorno amiche primule.stamattina vi racconto qualcosa in piu di me.come ho scritto in altri post,pensavo di aver debellato il panico e invece si è ripresentato dopo 3 mesi di convivenza con il mio ragazzo.ho incominciato a pensare che la causa del mio ritorno panico fosse dovuta a questa convivenza.ho incomniciato a mettere in dubbio il mio rapporto,il mio amore,questo sino a pochi giorni fa.poi mi sono soffermata a pensare e mi sono chiesta:e se metto in dubbio questo solo per scappare dalle mie responsabilità?d altronde mi sn strutturata a farlo,sn sempre fuggita dalle mie paure,ho sempre trovato un escamotage per far fronte ad alcune cose.mi spiego meglio.quando stavo da mia mamma non ero io ad andare alle poste da sola,a fare la fila in un supermercato,a prendere un pullman da sola,perchè io avevo il “panico”mi sono fatta sempre scudo di questo e riuscivo a fare talune cose solo quando prendevo la pillolina della felicità.con questo vi voglio dire che basta scappare,altrimenti lo faremo sempre e il prezzo piu alto siamo noi a pagarlo,perchè lotteremo sempre con la parte di noi che vuole spiccare il volo e l’altra parte di noi che ci tiene ancorate ancora nei nostri stupidi ragionamenti.è difficile lo so,tanto,ma almeno proviamoci.io ultimamente passavo le mie giornate su i vari blog cercando la soluzione.risultato?mi fregavo da sola ancora di piu,anche perchè mi confondevo è vi diro di piu,mi impaurivo di averle tutte io ste malattie mentali…ahahahhaah!invece di soffermarmi sul panico e ansia,leggevo altro…possono darmi la laurea in psicologia…ahahahahahh!MA BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAA!io ora vado a prepararmi per andare a pranzo da mia mamma!un bacionissimo a tutte voiiiiiiiiiii!a manuela,dimenticavo di dirti…..tu pensa che la parola depressione mi ha sempre fatto una FIFA….insomma ragazze diamoci una mossa che il tempo passa e non abbiao nessuna intenzione di stare ancora in compagnia di questi disagi!

  243.  
    Manuela
    27 aprile 2012 | 18:44
     

    Brave ragazze, bravissime tutte…Dai Ombretta devi andare non perdere questa occasione, non ti pentirai di andare!

  244.  
    Manuela
    27 aprile 2012 | 21:24
     

    Ragazze voglio un attimo soffermarmi e riflettere sulle parole di Lucia dove se ci pensate c’è la chiave di tutto “quando non li temi più, non tornano più” è proprio qui la chiave di tutto, se li temiamo, li evochiamo quindi tornano chiaramente ma perchè li evochiamo noi…….Se non li evochiamo è chiaro che non tornano più…..Con l’allenamento che ho fatto per un sacco di tempo e ancora faccio in certi casi….Poi dopo un pò di volte non tornano più….Anche perchè non ne hai più il terrore……;)

  245.  
    Ombry
    28 aprile 2012 | 11:36
     

    Ringrazio tutte per i vostri commenti, purtroppo ho rinunciato al viaggio per settimana prossima. Se ne riparlerà magari per metà maggio, ma questa confusione è davvero troppa (oltre che ormai il biglietto costa troppo per le mie tasche)…in più il mio fidanzato continua a insistere, facendomi venire enormi sensi di colpa che già ho (sta soffrendo anche lui, non lo biasimo se è arrabbiato con me perchè lo sto lasciando solo adesso che ha più bisogno, però vorrei anche che mi capisse di più..) e a questo punto se andassi sarebbe solo per accontentare lui, non perchè me lo sento davvero. E se poi dovesse succedermi di stare male la mia mente andrebbe dritta a dare la colpa a lui per avermi forzata…insomma è un circolo di paure senza fine.
    Sta di fatto che oggi è una di quelle giornate in cui mi verrebbe da buttare tutto all’aria, perchè mi sento una gran codarda, tutti gli sforzi fatti fino ad ora non sono serviti a niente. Di questo passo penso che non riuscirò mai ad uscire da questa prigione che mi sono creata con le mie stesse mani, e il mio ragazzo arriverà ad odiarmi per tutto il male che gli sto facendo..mi sento veramente uno schifo…scusate lo sfogo…

  246.  
    Sabrina
    28 aprile 2012 | 15:43
     

    Cara ombry, succede anche a me di sentirmi in colpa per i viaggi che nn faccio insieme al mio fidanzato. Penso anche che nn bisogna per forza viaggiare e in quei momenti me la prendo con lui che sembra nn capire. Ianche perchè ne abbiamo fatti molti insiemr.
    In realtà credo che senza di loro noi ci accontenteremmo della vita scandita dalle nostre paure ed è vero che sarebbe più semplice ma così staremmo sempre allo stesso posto, senza cambiare, senza stimoli importanti per farlo. Non preoccuparti che troverete un modo per venirvi incontro.
    Non c’è niente da fare…è iI dubbio quello che più ci fa male…
    E se coinvolgessi qualcuno nel tuo viaggio? Tua suocera o un’amica così avresti compagnia.
    Intanto perchè nn ci scrivi tutti i motivi per cui andare?

  247.  
    Jessica
    28 aprile 2012 | 18:36
     

    Salve a tutti ragazzi e ragazze,sono nuova di qui :) Volevo chiedervi come si fa ad inserire una testimonianza qui sul blog?Grazia anticipatamente per la risposta.

  248.  
    Manuela
    29 aprile 2012 | 10:52
     

    Ciao Jessica, proprio come hai fatto ora, scrivi pure, ciao!

  249.  
    CHIARA
    30 aprile 2012 | 14:24
     

    SALVE A TUTTI,
    MI RITROVO A LASCIARE QUì I MIEI COMMENTI RIGUARDO LE MIE PAURE PERCHè SO CHE SOLO QUì POSSO ESSERE VERAMENTE CAPITA…
    DOMANI ESSENDO IL PRIMO MAGGIO PASSERò UNA GIORNATA FUORI CITTà CON I MIEI AMICI E IL MIO FINDANZATO…. SITUAZIONE FANTASTICA SE NON FOSSE CHE GIà LA MIA TESTA PENSA ALLA PAURA DI POTER AVERE IL PANICO CON ME…. IN REALTà HO SEMPRE QUESTA PAURA MA COME SAPPIAMO IL PANICO SI VINCE NON RIMANENDO A CASA!!!
    AVEVO BISOGNO DI LASCIARE QUì QUESTO MIO PENSIERO….
    AUGURO DI TRASCORRERE UN BUON PRIMO MAGGIO, A TUTTI I FIORI 😀 IN PARTICOLARE ALLA DOTTORESSA!!

  250.  
    Elisa
    30 aprile 2012 | 17:15
     

    Ciao a tutte/i.
    Dopo un periodo abbastanza tranquillo mi è capitata una cosa spiacevole ma che credo, tutto sommato, di aver affrontato meglio rispetto al passato..mi farebbe piacere avere un vostro parere, però :-)
    Senza tornare ad adamo ed eva, fin da bambina, causa genitori ipocondriaci e mooolto ansiosi (comunque due bravissime persone, niente da dire), sono stata portata ad esasperare ogni minima situazione da cui potesse scaturire un po’ di tensione. La mia famiglia mi ha sempre trasmesso il messaggio per cui, nella vita, è meglio stare “buoni e calmi” piuttosto che combattere e, magari, andare incontro a grane. Quando ho fatto di testa mia (soprattutto nell’adolescenza) quindi, spesso mi è capitato di voltarmi indietro e, come a suo tempo disse la mia psicoterapeuta, trovarmi le “spalle scoperte”, senza un appoggio sostanziale a cui aggrapparmi.
    Questa premessa per dirvi che un paio di giorni fa è sorto un piccolo problema nell’ambito di un corso universitario che sto frequentando; questa situazione potrebbe portare a scontri frontali con professori/direttori per cui io, a vario titolo, potrei dover mettere la faccia. So benissimo che la mia è stata una reazione sproporzionata, ma solo all’idea di scontrarmi, pur condividendo tutte le ragioni del caso, mi si è chiuso lo stomaco dall’agitazione, oltre a pensieri e tachicardia a manetta. Ho saltato una cena e una pranzo, non ho dormito tutta la notte e, quando ho provato a parlare con i miei genitori, si sono limitati a dire che sono stata stupida a “mettermi in mezzo”. Ora, dopo un paio di giorni, mi sento meglio..ma non si può vivere così, con la paura di tutto, appena c’è anche solo un briciolo di tensione..vi è mai capitato?secondo voi è una forma di panico?Come la gestite? Grazie per l’ascolto :-)

  251.  
    Miguel
    30 aprile 2012 | 17:37
     

    Ciao a tutti cari..
    sono qui, in queste settimane di assenza ho fatto di tutto, ho viaggiato, ho tenuto una piccola conferenza..insomma ce l’ho fatta! In realtà io spesso mi faccio sostituire a causa del mio problema..mi hanno chiesto un paio di volte di sostituire io qualcuno ma avviamente la mia risposta è stata NO, non ce la facevo…ora tocca ancora a me…sto in ansia anticipatoria da giorni!..mi sto stampando qualche vostro consiglio..spero mi dia una mano!!

  252.  
    Manuela
    30 aprile 2012 | 19:34
     

    Bene grandissimi! Sia Chiara, si perchè nonostante la paura andrai e starai benissimo, che Elisa, che cerca di tirare fuori la grinta, non avere paura, di le tue opinioni, che Miguel, grandissimo, si perchè rispetto a qualche settimana fa, ti sento molto più forte! Continuate così!
    In questi giorni ho avuto un pò di problemi, sia mio papà che mio marito non sono stati bene, ma sto affrontando con forza la cosa, spero di continuare così, ovviamente non hanno avoto nulla di allarmante ma conoscendo come sono due anni fa invece di aiutare sarei stata d’intralcio……Spero di continuare così!

  253.  
    Manuela
    30 aprile 2012 | 19:36
     

    Chiara non ci pensare, pensa che andrà tutto bene e ti divertirai! Elisa tranquilla stai andando bene, pensate sempre positivo…

  254.  
    Sabrina
    30 aprile 2012 | 23:46
     

    Ciao Chiara. Anche io domani vado fuori e ci sono un po’ di cose che mi preoccupano, ma sai che ti dico? Non apriamo la stanza di barbablu e tutto andrà per il meglio. E se dovesse arrivare qualche sintomo…come viene così se ne va! E poi che ci facciamo a casa? Ci stiamo sempre :p
    E…Miguel, scusami, ma ti è mai successo di bloccarti quando hai iniziato a parlare davanti ad altri? Nn ti leggo da molto, ma mi sa di aver capito che il tuo problema è solo primasede credi che se qualcuno ti spingesse lí davanti a tutti a tua insaputa, dopo un attimo di imbarazzo inizieresti a parlare. Perchè se sei come me, il nostro problema nn è nel gestire le situazioni quando ci stiamo dentro, ma è prima.
    C’è una frase che spesso ricordo, famosa: chi ha paura di morire muore due volte. Insomma tu nn affronti lo stress una volta per una situazione, ma tipo venti volte. Tanto vale nn pensarci e affrontarlo solo quella volta.
    Nel libro della dottoressa sono consigliati degli alimenti e sconsigliati altri, magari una settimana prima di quel giorno potresti eliminare zucchero raffinato, pane bianco e farti qualche tisana.
    Ma nessuno di voi ha messo in pratica i consigli sull’alimentazione della dottoressa?

  255.  
    Sabrina
    30 aprile 2012 | 23:49
     

    ma mi sa di aver capito che il tuo problema è solo prima e credo che se qualcuno ti spingesse lí davanti a tutti a tua insaputa, dopo un attimo di imbarazzo inizieresti a parlare

  256.  
    Manuela
    1 maggio 2012 | 10:40
     

    Sabrina, per quel che riguarda l’alimentazione, ho messo in pratica ma in parte, perchè se hai letto tutto bene anche Laura dice che per anni era stata bene in quel modo ma dopo ha avuto la ricaduta forte (che poi è stata quella risolutiva) in cui dopo aver pianto tutta la notte, il giorno dopo è uscita da casa stremata e ha detto dopo tanto tempo che camminava “e se mi venisse il panico…….Ma sai che ti dico Francamente me ne infischio”. Quindi come vedi la chiave di tutto è in noi…..Abbraccio tutti, specialmente il mio angelo Custode Laura!

  257.  
    Sabrina
    1 maggio 2012 | 17:46
     

    Manuela, nn ho il libro con me (sto in collina per una scampagnata :) ), ma mi riferivo all’ultima parte, alla terza parte credo. Lí consiglia movimento fisico e delle accortenze nell’alimentazione. Consiglia proprio di eliminare o ridurre ogni settimana uno degli alimenti indicati, potenziando l’assunzione di altri.
    Non si possono mettere link, ma io l’ho trovato scritto anche su un sito americano dove oltretutto viene riportata anche la respirazione circolare o qualcosa di simile tra i rimedi naturali.
    Dice di evitare zucchero (immagino quello bianco trattato, ovvero il nostro comune), caffeina, alcolici, aspartame.
    Gli alcolici xchè rilassano e si rischia col tempo di abusarne xchè il corpo poi si assuefà; gli zuccheri e la caffeina xchè danno come un picco di energia visto che si assorbono subito e possono facilitare l’insorgere del panico.
    L’assunzione di cereali, farine integrali dovrebbe rilasciare lentamente “energia”.
    consiglia anche, come la dottoressa, l’assunzione di vitamine B.
    Spero che la dottoressa mi/ci spieghi meglio.
    Un abbraccio a tutti

  258.  
    Manuela
    2 maggio 2012 | 07:51
     

    Si Sabrina, queste cose sicuramente aiutano molto però anche lei stessa raccontò, quando rileggerai il libro che nonostante tutte queste accortezze, avute per 5 anni poi ha avuto una ricaduta che poi è stata risolutiva….

  259.  
    Manuela
    2 maggio 2012 | 07:52
     

    Comq hai visto com’è andata la scampagnata?? Io non sono potuta andare che mio figlio non è stato bene.

  260.  
    mariposa
    2 maggio 2012 | 09:21
     

    buongiorno a tutti….oggi a Napoli c’è un sole estivo…la giornata è meravigliosa ma purtroppo tutto ciò non basta per non far bussare alla mia porta il panico.io ho sentito il “campanello” …era forte e chiaro…l’ho riconosciuto e purtroppo proprio nel momento più debole della mia gironata….mentre guidavo.così ho deciso di non aprire!!!ho preso il cellulare e ho chiamato una chiara amica e mi sono fatta raccontare per filo e per segno la festa a cui aveva partecipato ieri sera.
    parlando parlando sono arrivata a destinazione…e…magia…il panico non era più sull’uscio!!!!
    è davvero questa la chiave come ci insegna la Dottoressa e come pochissimi post fa ha sottolinenato la cara Manuela.
    forza….non molliamo!!!!!
    p.s. gentilissima Dottoressa è poprio improbabile che Lei tenga un seminario sul panico qui a Napoli?sarebbe meraviglioso…

  261.  
    Ombry
    2 maggio 2012 | 13:24
     

    Ciao a tutti….leggo le vostre riflessioni ed esperienze cercando di darmi un pò di forza, in questi giorni mi sembra di aver fatto mille passi indietro…più l’idea di andare in Francia si avvicina, più lo stomaco si contrae e l’ansia arriva. Ma perchè non riesco ad essere felice? Rispondo a Sabrina che mi ha chiesto i motivi per cui andare in Francia. Beh, primo fra tutti, potrei finalmente andare a convivere con il mio fidanzato, dopo 7 anni di storia…potrei finalmente andare via da casa dei miei genitori ed essere indipendente…potrei tentare di trovare un lavoro meno precario di quello che ho qui, e che non mi consente di avere una casa mia. Potrei tentare la fortuna con i miei gioielli artigianali che qui in Italia mi hanno dato tanto successo ma non abbastanza per poterne fare un secondo lavoro. Potrei imparare una nuova lingua oltre all’inglese, e vedere posti nuovi, arricchire le mie conoscenze, viaggiare di più e fare tantissime foto, che è un’altra mia passione che coltivo da anni.
    Ci sarebbero tantissime altre cose, MA NON RIESCO AD ESSERE FELICE, e non capisco il perchè.

  262.  
    Sabrina
    2 maggio 2012 | 13:54
     

    Buongiorno Manuela :)
    la scampagnata è andata proprio bene nonostante l’essermi dovuta adattare alle varie esigenze dei miei genitori e del mio fidanzato… lo dico perchè da quando ho capito che ho messo sempre loro prima di me, che ho sempre cercato la loro approvazione, quando ora mi trovo a dovermi adattare mi sento un pò nervosa come se mi stessi tradendo. non so se riesci a capirmi. Divento impaziente per quel tempo che sto togliendo a me stessa e inizio a chiedermi se sto sbagliando anche in quel momento…se questo mi penalizzerà ancora…
    E invece ieri ho pensato: ” ormai hai organizzato questa scampagnata con la tua famiglia e quella del tuo fidanzato, e allora cara la mia Sabri, prendi tutto quello che ne viene e pensa all’obiettivo scampagnata. Partirai più tardi e rischierai di avere caldo durante il viaggio? Partirai più tardi e ti porterai una bottiglia d’acqua fresca. Faranno discorsi poco gioiosi? Introduci tu un nuovo discorso che è più sulle tue corde o estraneati e pensa ai fatti tuoi”
    E così la giornata è andata bene anche se di ritorno avevo un pò di tensione addosso, ma questo perchè mi ero accorta del cambiamento di umore del mio fidanzato e stavamo tornando noi due soli in auto.
    Per quanto riguarda l’alimentazione sto notando dei giovamenti proprio fisici, quindi continuerò a introdurre più farine integrali e cereali nella mia dieta, a limitare la farina bianca, zucchero e cioccolata che con questo caldo nn mi attira proprio… poi chiederò al mio medico o a un nutrizionista visto che con carenza di ferro e pressione bassa l’estate non è per niente la mia stagione…e continuerò a mangiare gelati (che adoro)

    Mariposa, anche io cerco di distrarmi e hai fatto benissimo a telefonare, è un ottima distrazione :)
    A me capita di agitarmi ancora di più pensando a cosa fare per distrarmi…tipo : “vabbè prendo un libro. No, non mi distraggo (mi agito di più). Bevo un pò…va meglio. va meglio? No, devo trovare altro (riprendo ad agitarmi) ” perciò adesso decido prima cosa fare per distrarmi e resto lì. Il libro non mi distrae abbastanza? Leggo ad alta voce. Mentre se sto in macchina di solito canto. e allora mi porto dietro dei cd miei.
    Ragazze, diciamocelo….che fatica! Ma voi credete che continuando, non mollando, cambieremo la nostra “forma mentis” e poi tutto diventerà naturale? No,perchè io mi voglio impegnare ma mica per tutta la vita! 😀
    L’altro giorno pensavo ad un mio amico a cui è venuto a mancare il padre. L’ho visto soffrire tanto e rimettersi subito a lavorare, a uscire e ora che sono passati dei mesi lo vedo molto sereno. Gli mancherà sempre tanto, ma la sofferenza l’ha sconfitta così: impegnandosi a tenersi occupato. Avrebbe potuto arrovellarsi sul significato della morte, dell’esistenza, del perchè a lui…e invece ha deciso di vivere con più forza.
    Ed è quello che dobbiamo fare noi. Non ci arrovelliamo su pensieri inutili. Ora lo sappiamo che sono inutili, quindi facciamoci coraggio tra noi specie quando avremo dei momenti di debolezza…

    Sono così sollevata di aver trovato questo blog impostato in modo così delicato e incoraggiante dalla Dottoressa…

    vi abbraccio forte

  263.  
    mariposa
    2 maggio 2012 | 16:32
     

    cara sabrina…grazie per l’incoraggiamento…è davvero utile in momenti come questo.
    riguardo il tuo amico sono d’accordo in parte…nel senso che anche io 2 anni fa ho perso mio papà dopo una dura lotta contro un tumore al fegato.
    all’epoca la mia situazione psicologica era davvero “precaria” eppure gli attacchi di panico non mi hanno fatto visita nè durante gli ultimi terrbili mesi di mio padre nè nei mesi immediatamente successivi alla sua morte.
    anzi…ti dirò…mi sentivo più forte di adesso…forse l’amore verso di lui mentre se ne stava andando ed il dolore puro e vero di quando mi ha lasciata non lasciavano spazio per niente altro.forse anche io agli occhi degli altri appaio serena come il tuo amico…..ma ti assicuro che non vivo con più forza come lui…parlerei più di accettazione o rasseganzione…la vita è fatta anche di questo purtroppo e prima o poi te ne fai una ragione. forse però la mia esperienza può avvalorare la teoria della Dott.ssa…se sostituiamo l’amore alla paura il panico si allontana.
    un abbraccio

  264.  
    Manuela
    2 maggio 2012 | 16:37
     

    Belli belli i miei fiorellini stupendi come siete braviiiiii!!!!! Complimenti!

  265.  
    CHIARA
    2 maggio 2012 | 19:30
     

    CARISSIMI FIORI SONO FELICE DI SCRIVERVI CHE IERI LA GIORNATA è ANDATA BENISSIMO!!!!! C’ERA QUALKE SINTOMO DISPETTOSO QUì E Lì MA LI HO IGNORATI DEL TUTTO!! HO PASSATO UNA BELLA GIORNATA IN COMPAGNIA DEL MIO FIDANZATO DEI MIEI AMICI IN MEZZO ALLA NATURA è STATO FANTASTICO ASCOLTARE IL CINGUETTIO DEGLI UCCELLINI E AMMIRARE TUTTI GLI ALBERI INTORNO A ME.
    RINGRAZIO MANUELA E SABRINA PER I LORO INCORAGGIAMENTI,
    GRAZIE DI VERO CUORE!!
    UN ABBRACCIO A TUTTI, ALLA MITICA DOTTORESSA!!
    MI RACCOMANDO NON MOLLIAMO MAIIII!!!! 😀

  266.  
    Manuela
    2 maggio 2012 | 21:34
     

    Eh già……Bravissima anche Chiara!

  267.  
    mariposa
    3 maggio 2012 | 11:16
     

    Buongiorno a tutti!
    ieri sera sono stata al mio appuntamento con lo psicoterapeuta e vi dirò che è stato molto interessante….non credo ricordiate ma è il quarto specialista che cambio…ogni volta avevo la sensazione che l’appuntamento non mi mettesse e non mi togliesse nulla…e così sfiduciata cambiavo.invece questa volta è diverso..ieri sera per l’appunto ho ascoltato con maggiore attenzione le sue parole e scendendo le scale, tornando a casa e anche ora riasscolto le sue parole e mi sembra di trovare qualcosa in più…non so spiegrvi bene ma sento che qualcosa si sta muovendo.
    gli ho anche parlato di voi, di questo blog e della Dottoressa e mi ha esortato a continuare, a leggere, a condividere a parlare del mio malessere.
    comunque in definitiva quando lui parla mi sembra di rileggere le parole della Dottoressa…la chiave è sempre la stessa: metterci alla prova ogni giorno con le nostre paure, senza evitarle e soprattutto accettare l’attacco di panico quando arriva senza fuggire, senza allarmarsi cercando anzi di sentire che cosa ci è venuto a dire..una volta ascoltato per bene non tornerà più.
    in particolare mi ha sorpreso una frase che ha detto…io gli ho spiegato che l’attacco mi arriva soprattutto mentre guido e io per istinto accellero per arrivare prima alla meta…ma è proprio lì che sbaglio…quando l’ansia sale non devo mettere un piede aull’accelleratore ma sul freno…devo fermarmi e dirmi con calma che non è nulla di grave, che passerà, che non si muore e soprattutto che non posso permettere che questi pochi minuti di angoscia invalidino tutta la mia esistenza.
    non so se ci riuscirò…ma vi giuro che è la prima volta che aspetto il prossimo attacco con ansia per potermi mettere alla prova.
    un bacio a tuttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

  268.  
    rosa
    3 maggio 2012 | 14:58
     

    ciao carissimi\e fiori,la settimana è andata bene.sapete cosa ho fatto stamattina?sono andata all’ufficio postale da SOLAAAAAA!e non è successo niente!sono contentissima!è sempre bello leggervi!da voi prendo piu forza e continuo la mia scalata verso l’everest!un bacionissimo a tutti voi.un grazie va a manuela che ci sostiene sempre!

  269.  
    rosa
    3 maggio 2012 | 15:03
     

    dimenticavo!bravissima chiara!sono contenta per la tua giornata trascorsa tranquillamente tra i suoni della natura!continuiamo cosi,con tenacia a non mollare!BRAVA ,BRAVA,BRAVA!

  270.  
    Sabrina
    3 maggio 2012 | 15:41
     

    Grazie mariposa per averci riportato i consigli del tuo psicoterapeuta. Quella di nn accelerare è una cosa che avevo imparato anch’io dal mio e che è poi quello che scrive la Dottoressa Laura Bolzoni Codato: stai lì e nn succederà niente.
    E sono contenta anche che veda bene la tua partecipazione a questo blog.
    Il mio fidanzato era piuttosto perplesso all’idea che io scrivessi qui perché dice che nn dovrei pensare sempre al panico e pensa che parlandone lo mantengo in vita. Oltretutto di solito chi soffre di attacchi di panico ha un approccio lamentoso e disperato che lui teme possa condizionarmi. Come se frequentare chi nn ne ha mi distrarrebbe di più aiutandomi a superarlo.
    Vero è che dovrei avere in teoria un po’ tutti i concetti importanti per affrontare il panico, ma che vi devo dire? Questo qua è tornato e mi condiziona a tal punto che devo per forza di cose rimettermi in gioco e provare anche nuove strade :)

    Ombry, cerca di ricordarti come pensavi quando hai iniziato a parlare di andare in Francia. Ritrova quelle emozioni forti che ti hanno spinta a dire che si, ci saresti andata anche tu in Francia.
    C’è una ragazza su youtube che parla di make-up, si chiama mademoiselleanne. Lei è andata a Londra con il suo fidanzato da qualche mese e ogni volta che la seguo mi viene voglia di andare anch’io fuori Italia. Vedila anche tu, magari ti fa ritrovare l’entusiasmo.
    Baci a tutti!

  271.  
    Sabrina
    3 maggio 2012 | 15:46
     

    Manuela, mi raccomando anche a noi. Stiamo sempre su, anzi, il mio dottore mi diceva sempre di cercare di mantenere un umore nè alto nè basso, quindi senza esagerare in grandi entusiasmi e senza forti disperazioni.
    E noi ci impegniamo…

  272.  
    Miguel
    3 maggio 2012 | 16:34
     

    Ciao a tutti,
    sono vicino al mio momento..ma oggi mi sento più forte. Ho deciso di portarmi qualche vostro commento e della dottoressa con me come vademecum. Grazie Sabrina per la tua solidarietà. Ti spiego cosa mi succede. Io vivo praticamente tutta la mia vita abbastanza serenamente (tranne in alcuni casi quando ricompaiono come grida da lontano i miei vecchi attacchi: a pranzo la domenica come ospite, qualche viaggio..un pò più forte invece le grida degli attacchi sulla paura di vomitare e di vedere o sentire qualcun altro che sta male..) ma questi più o meno li ho imparati ad arginare. Non riesco invece a far quasi niente contro la paura di parlare in pubblico, divento subito tutto rosso al solo pensiero..La mia ansia è sia anticipatoria che durante. Prima sto malissimo, poi magari (quando trovo il coraggio di affrontare la situazione) capita che ce la faccio. Ma alla prima pausa perdo di nuovo il controllo. A volte il tutto dura più di un’ora..prova a pensare ad un attacco della durata di un’ora…mi spaventa di più avere paura “durante”. Molti dicono che è normale avere l’ansia ma che poi una volta che inizi ti scivola…a me no! magari riesco ad iniziare..ma poi perdo il controllo..non riesco a far stare zitto il mio cervello e mi sento in gabbia..ecco quanto. Consigli accetasi

    Grazie comunque per tutto quello che scrivete..credo sinceramente che sia meglio di una cura.

    Io sto cercando di limitare il caffè e lo zucchero..ma vedo che non ha molto effetto..mi sto privando di una gioia come il caffè! ma vi rendete conto?? :)

  273.  
    Manuela
    3 maggio 2012 | 21:26
     

    Ciao, a tutti fiori meravigliosi, allora, Mariposa, mi hai fatto tornare indietro di due anni quando anche la mia psicologa mi diceva di ascoltare, l’ansia ma io proprio non capivo come, non capivo cosa volesse dire, e alla fine conclusi le sedute, solo qui, ho capito cosa volesse dire ascoltare l’ansia……Miguel, è normale, anche a me fa così, nel senso che anche se riesco bene a fare una cosa (nel tuo caso parlare in pubblico) la volta dopo sono sempre dubbiosa sul successo delle prossime, ma non è così…….Insomma non dobbiamo avere dubbi, se la prima è andata le prossime saranno migliori…..Miguel lo so, lo so sbaglio ma io il caffè lo bevo :( poco ma lo bevo! La chiave di tutto è in noi….Ragazzi si è proprio così, compliemnti a tutti tutti comunque, Mariposa bravissima, Rosa grandissima……..Sabrina e Miguel che studiate la situazione, ma ci state arrivando……E Ombretta Forzaaaa!!! Ah Sabrina, anche io all’inizio pensavo che forse parlare di panico su un blog poteva essere sbagliato, perchè era meglio non parlarne…..Nulla di più sbagliato di questo, la salvezza la devo tutta a questo blog! E a Laura, perchè è terapeutico, è come una terapia di gruppo! E se ce la fa uno ce la fanno tutti alla fine! 😀

  274.  
    Manuela
    3 maggio 2012 | 21:32
     

    Comunque ragazzi, ancora anche per me ci sono delle cose da superare e cioè riuscire a fare tutto da sola anche in mezzo alla gente, e proprio oggi mi si è presentata un’occasione in cui dovevo andare con delle persone che conosco poco e ho rifiutato e vi dico la verità mi sono pentita! Comunque spero di superare anche questa che in certe occasioni riunioni soclastiche di mio figlio si rende anche se poi le supero complicato.

  275.  
    Manuela
    3 maggio 2012 | 21:33
     

    Mi dia un consiglio lei Dottoressa se può…Nel senso di trionfi sul mostro ne ho avuti ma ancora andare in mezzo a gente con cui devi stare per forza e conosco poco mi resta difficile…

  276.  
    chadisja
    3 maggio 2012 | 22:56
     

    Ciao a tutti cari fiori, è da tanto che non scrivo perchè sommersa da lavoro e quando mi collego sono cosi’ stanca che ho solo il piacere di leggervi ma nn ho la forza di scrivere.

    Ho notato che il giardino si ingrandisce sempre di piu ed è belllissimo che tutti dedichiamo un attimo per annaffiarlo e curarlo.
    Io non posso lamentarmi gli attacchi li ho superati e li supero abbastanza bene grazie sempre ai consigli della Dott.ssa Laura. Ho sempre qualche ricaduta ma ormai sono diventata molto brava direi da 10 e lode.
    In questo periodo mi sono chiesta se gli attacchi di panico risorgono sempre oppure possono anche sparire dalla nostra vita.
    Vorrei fare una domanda alla nostra Dott.ssa: “Lei Dott.ssa non ha piu’ gli attacchi di panico nel senso che sono spariti del tutto e quindi è come se vivesse una vita da persona normale che non ha mai avuto a che fare con gli attacchi, oppure ogni tanto nella sua vita risorgono e Lei sa come gestirli in maniera da allontanarli e quindi da non arrivare all’attacco vero e proprio? Vorrei sapere se si puo’ vincere il drago nel senso di arrivare a vivere come una persona che non li ha mai avuti oppure si puo’ vincere nel senso che appena arrivano li allontaniamo con il “ME NE INFISCHIO?”
    Appena ha un attimo di tempo cara Dott.ssa, potrebbe rispondermi?
    Sono molto curiosa perchè si sono brava grazie a Lei a superare il tutto ma mi resta un dubbio che gli attacchi potrebbero addirittura nn affacciarsi piu’ nella nostra vita.
    Penso che quando si dice di averli superati si intende di vivere una vita come le persone che non ne hanno mai avuti ma poi mi sembra impossibile xchè sappiamo di cosa parliamo quindi è sempre un evento vissuto e presente nel nostro ricordo tanto da farlo riaffiorare ogni tanto nella nostra mente anche se poi gestirlo cosi’ bene da farlo allontanare.
    La ringrazio anticipatamente e spero che tutti noi un giorno potremmo dare dei consigli da terapeuta a coloro che ne avranno di bisogno.
    Scusi, mi sembra quasi impossibile pensare a questo forse perchè si sono brava ma ancora ogni tanto mi vengono a fare una visitina anche se gestiti brillantemente.
    Un caro saluti a tutti i fiori.

  277.  
    Sabrina
    4 maggio 2012 | 01:19
     

    Chadisja, spero che la Dottoressa ti risponda…sarebbe davvero magnifico poter sperare di avere una vita normale.
    Io ora sono molto pensierosa e un po’ triste…diciamo che è il mio momento no. Ho paura di non riuscire ad uscirne perché temo che nn dipenda tutto da me…ho una famiglia complicata, normale ma complicata e ho un fidanzato complicato con un lavoro complicato. E alle volte penso che nella mia realtà nn dovrebbero esserci tutte le lamentele,le negatività ,le ansie,le critiche, le paure che invece ci sono indipendentemente da me per poter riuscire a vincere il panico. E visto che continuano ad esserci, nn potrò mai farcela davvero? Come vorrei che la Dottoressa mi rispondesse… Lei nel suo libro ha parlato di aver cambiato delle cose della sua vita, di aver trovato il compagno giusto…io nn riuscirei a immaginare la mia vita senza il mio fidanzato, ma è diventato tanto difficile per me gestire anche i suoi malumori. Anche perchè quando lui sta così nn riesco a non abbattermi anch’io dopo vari tentativi a vuoto di rincuorarlo. Lui è l’unico che sa farmi stare bene e con cui riesco a prendere coraggio quando sto male, ma è anche vero che l’ultimo forte attacco di panico mi è venuto in auto con lui perchè nn parlava e questo aveva aumentato la mia tensione per il viaggio.
    Scusate per lo sfogo, ma sono anche un po’ stanca, domani andrà meglio :)

  278.  
    Manuela
    4 maggio 2012 | 07:56
     

    Chadisja che piacereeeeeee! Come stai, come sta papà?? Bella domanda sono curiosa pure io, per quel che riguarda me il panico in determinati posti (tipo negozi, ecc) è abbastanza superato, con determinate persone anche, ma ho ancora dei limiti a gestirmi da sola come dice vo prima….Però posso dire che per alcuni casi l’ho proprio dimenticato, quindi non si ripresenta, ma credo che alla fine lo dimentichiamo, come anche raccontavi tu tempo fa del tuo problema che hai proprio superato e credo così sarà anche per il panico, ma rimaniamo comunque dei fiori sensibili …Quindi bisogna sempre essere in guardia….

  279.  
    Ombry
    4 maggio 2012 | 09:57
     

    Buongiorno a tutti voi, volevo prima di tutto complimentarmi per i vostri successi e la vostra forza. Bravi, bravissimi, davvero!
    Domani finalmente rivedo il mio fidanzato, dopo un mese, che è tornato dalla Francia per il suo compleanno. E i suoi genitori hanno organizzato un pranzo al ristorante, solo lui, io, i suoi genitori e il fratello. E io sono in ansia da ieri. Non rimetto più piede in un ristorante dal giorno della laurea di suo fratello, dove mi sono sentita male.
    Io riesco a fare le cose anche da sola…vado in posta, in treno, nei negozi, al centro commerciale, in palestra…certo qualche difficoltà ancora c’è, c’è il momento in cui riesco a frenare il panico prima che arrivi, e c’è il momento in cui faccio più fatica, ma comunque sia non mi fermo. Ma il ristorante…mi fa una paura fuori dal normale…da ieri sera quando me l’ha detto sono in ansia. Pensavo inizialmente fosse una festa in grande, quindi più gente e meno attenzione concentrata su di me, e questo un pò mi tranquillizzava…ma una cosa così intima, in un posto che mi terrorizza….aiuto :(
    Non rinuncerò ad andare, questo di sicuro…ma HO PAURA da morire….voi come avete affrontato o state affrontando la paura del ristorante (se l’avete)?

  280.  
    Elisa
    4 maggio 2012 | 10:20
     

    Ciao chadisja, la tua domanda è veramente interessante.
    Come se la tua vita fosse “normale”, certamente con alti e bassi, ma senza “evitamenti” e quant’altro sia correlato al panico, ma..rimanga sempre quel qualcosa in sospeso.
    L’altro giorno ero con una conoscente e siamo finite casualmente a parlare di ansia e panico; mi ha fatto impressione vedere nei suoi occhi non l’indifferenza..ma lo sguardo di chi, con tutta la buona volontà, non riesce proprio a capire quello di cui stai parlando. Io avrei avuto lo stesso sguardo, anni fa, come credo molti di noi. Capisco quello che intendi, perchè un conto è ripensare a una febbre: l’hai avuta, sei stata a letto, a un certo punto è passata e tu eri la stessa di prima. Un altro paio di maniche è avere una sorta di strana ferita che solo a guardarla fa male, oppure si riapre proprio, e sembra non rimarginarsi mai. Non so se si possa ancora parlare di panico, o se a questo punto sia una specie di trauma non interiorizzato, pur essendone “formalmente” fuori. So che vorrò sempre essere cosciente di quello che è successo, so che in parte ha “aiutato” il mio carattere a maturare e svegliarsi riguardo certe dinamiche..ma mentirei se ti dicessi che rinuncerei a molto, se solo potessi tornare ad avere lo sguardo “inconsapevole” della mia conoscente.
    Vorrei darti una risposta, ma non credo di esserci ancora arrivata.

  281.  
    Sabrina
    4 maggio 2012 | 13:28
     

    “Ci colpiscono le parole degli altri, che risuonano in una zona già nostra – che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi”
    Prendo in prestito queste parole di Cesare Pavese che meglio di me spiega quello che ho sentito leggendo Elisa e che spesso sento leggendo tutti voi.

    Quello che per loro fortuna o nostra sfortuna gli altri non possono sentire.

  282.  
    Miguel
    4 maggio 2012 | 17:56
     

    Che parole straordinarie..è proprio così..io credo che alla fine se mai dovessimo riuscire ad uscirne da questo tunnel saremo più forti di tutto..”quello che non ti uccide ti fortifica”.. saremo “cavalli di razza” razionali, non più sensibili come un vetro filato che al primo soffio si può rompere.
    Ieri mi sentivo così lì davanti a 100 persone e più..all’inizio ce l’ho fatta..leggevo in continuazione una frase della dottoressa che mi ha scritto in qualche post più sopra: “pensa alla bellezza e alla profondità di quello che stai dicendo”..è questa la frase che mi ha sostenuto..nella seconda fase ho ceduto..la testa è girata e non è andata tutto come pensavo.. ce la farò..domani tocca ancora a me..
    buona serata a tutti

  283.  
    rosa
    4 maggio 2012 | 18:42
     

    ciao amici fiori…sono un po’ giù ma non per via del panico.tutto il giorno mi impegno tantissimo per raggiungere anche un piccolissimo traguardo.come vi avevo già accennato in un altro post,da quando un anno fa si è riaffacciata l’ansia e il panico,pensavo che il tutto me lo provocava la mia convivenza,pensavo che era perchè ora dovevo far fronte alle responsabilità e invece mi accorgo che questa storia forse non mi coinvolge più come prima.è io sono confusa.c’e una parte di me che vuole portare avanti questa storia e un altra parte che scapperebbe….iniziata la convivenza,dopo due mesi abbiamo incominciato ad avere un po di problemi economici,non ha lavorato per 8 mesi,quindi mi sono dovuta adattare e a rinunciare a tante cose,bene,questo mi ha fatto capire che si puo andare avanti anche senza riempirsi di vestiti,scarpe,di andate dall’estetista,etc..e non vi nego che ho sofferto per questo.non ero abituata ad una vita di ristrettezze,ma poi quando vedi che traballa anche il tuo rapporto non ce la fai a sostenere la situazione.lui si chiude a riccio ed è venuta a mancare anche l1intimità!mi chiedo cosa devo fare ancora per questo rapporto?per lui va bene,mi dice “è un momento”ma nel frattempo io mi sento in gabbia….capite ragazze?come fai un passo avanti c’è sempre qualcosa che deve rovinare il tuo percorso…ma questa volta non cedo.sono disposta a mollare tutto pur di proseguire la mia scalata verso l’everest,me lo devo e non voglio permettere a niente e nessuno di bloccare i miei progressi anche se in questo momento che scrivo piango,ma sono nervosa,delusa e confusa.un bacio a tutte voi.GRAZIE!

  284.  
    Manuela
    4 maggio 2012 | 19:22
     

    Rispondo ad Ombry perchè l’anno scorso ci sono passata anche io, ed è proprio con un pranzo con i miei suoceri che ho risolto il ristorante, allora sono entrata con la paura della paura e ne avevo parlato a mia mamma che molto furbamente mentre stavo per entrare mi ha telefonato e abbiamo cominciato a parlare e lei mi distraeva e mi diceva che fai il mare com’è raccontami un pò alla fine parlando parlando ero a tavola ad ordianre e a chiacchierare con tutti…….Fatti telefonare Ombry o telefona tu…..

  285.  
    Manuela
    4 maggio 2012 | 19:23
     

    E poi da li ne sono andata letre volte e la paura del ristorante, è passata, guardando gli altri tavoli cosa facevano….Ah poi i miei suoceri e cognati sapevano non l’ho mai nascosta questa cosa….

  286.  
    Manuela
    4 maggio 2012 | 19:25
     

    Forza Miguel, ricorda se la prima è andata le altre vanno meglio!!

  287.  
    mariposa
    4 maggio 2012 | 20:03
     

    bravo Miguel..l’importante è che ci hai provato…l’unica cosa che mi sento di dirti è non pensare da adesso fino a domani a quel momento…lascia che quel che deve accadere accada senza ossessionarti da adesso.
    lo so che a parole “da qui” è tutto facile…ma secondo me “da lì” è meno difficile di quel che crediamo o forse lo sarebbe senza le nostre paranoie.
    in bocca al lupo…e comunque vada accetta tutto quello che verrà.

  288.  
    Sabrina
    4 maggio 2012 | 21:04
     

    Forza Miguel! Pensa anche all’intonazione della tua voce, divertiti a modularla, alzala, abbassala per dare più risalto alle parole e più forza a ciò che dici. La dottoressa ha proprio ragione :) e tu puoi rendere partecipi anche gli altri della bellezza di ciò che leggi.
    Facci sapere come va domani

  289.  
    Manuela
    4 maggio 2012 | 21:51
     

    Ho dimenticato di dirvi ragazzi, che l’assunzione di vitamina B nel nostro caso è ottima, però parlatene col vostro medico perchè non tutti la tollerano, non andate a prenderla da soli in farmacia voglio dire…

  290.  
    Sabrina
    5 maggio 2012 | 00:17
     

    Ombry, io posso suggerirti nel caso dovessi sentirti un po’ strana, di prestare attenzione anche a quello che ordinerai cercando di vedere dal menù cosa c’è di particolare, se tu lo sapresti cucinare, e poi quando arriva la portata assaggiala cercando i sapori che ti aspetti. Insomma stai lí con tutti i tuoi sensi e ricordati di raccontarci cosa hai mangiato di buono.
    Cara rosa, la tua situazione è troppo delicata per azzardarmi a darti dei consigli così su due piedi. L’unica cosa che sento di dirti è di nn avere fretta. Le cose col tempo si fanno più chiare e conta poi che questo è un periodo di transizione per entrambi.
    stare insieme è un impegno, è una scelta consapevole da affrontare ogni giorno con tenacia cercando però di mantenere la propria identità.
    Buonanotte

  291.  
    Manuela
    5 maggio 2012 | 08:36
     

    Dolce Rosa, tutti, affrontiamo ogni giorno, problemi, anche io sono sposata ed ho un figlio e non è tutto rose e fiori purtroppo. Ma devi valutare nel tuo cuore, molto bene come sarebbe la tua vita se lasciassi questo ragazzo, e senti cosa ti risponde…….Un abbraccio

  292.  
    Sabrina
    5 maggio 2012 | 10:49
     

    Buongiorno a tutti, fiori :)

    Stamattina mi sono soffermata su una risposta che la Dottoressa ha dato a Manuela: “L’energia mentale che impieghi nel voler tenere nascosto il tuo disagio, affinché nessuno lo noti è molta, ti consuma senza donare beneficio.
    Se invece di volerti nascondere, ti mostri così come sei, uscirai dalla dimensione mentale, dove albergano tutti questi vissuti di paura di essere giudicata, ecc.. ed entrerai in modo puro nella dimensione della relazione, dove non serve essere mentali.
    Nella relazione con gli altri, soprattutto se sono conoscenti e amici, il fine è quello di comprendersi, accettarsi e volersi bene.”

    Quindi per noi sarebbe meglio dirlo alle persone che frequentiamo? Come mai? Insomma…io ho sempre evitato (addirittura all’inizio nn l’avevo detto neanche ai miei, e a mia sorella l’ho detto dopo molto tempo perché credevo potessi scatenare anche in lei qualche disagio simile) ; mentre la scelta di nn dirlo agli altri, anche amici di vecchia data, è si per il disagio di far sapere una grande debolezza, ma anche per evitare che assumano comportamenti diversi nei miei confronti. 
    Ad esempio, da quando ho detto di non voler stare da sola, mio padre evita di uscire di mattina e se c’è qualche necessità andiamo insieme. Questo, se da una parte mi ha tranquillizzato tanto da ritrovare la forza per cercare una nuova strada, dall’altra parte mi ha portato prima di tutto a dover superare la sensazione di fallimento iniziale e in secondo luogo a non avere occasioni per mettermi alla prova. Certo, potrei mettermi io stessa alla prova chiedendo di restare sola (l’ho anche fatto ma si tratta di farlo andare in garage per dei lavoretti mentre io sono sopra a studiare o a lavorare a computer), ma per noi ansiosi è meglio trovarci per forza maggiore a dover affrontare delle situazioni per essere sicuri di affrontarle.
    Come per l’esame…devo fissare io una data e ancora nn lo faccio. Sono sicura che se invece avessi studiato con un’altra persona l’avrei già fissata.
    E allora se dico ai miei amici del panico, temo che poi eviterebbero di propormi di fare cose che alla fine faccio facendomi coraggio e cercando di darmi un tono per affrontarle come loro. 
    Non lo so…io vorrei dirlo a tutti anche perché così mi capirebbero di più, ma non confido molto nella loro sensibilità sull’argomento proprio perché tanto delicato e poi…e poi ho paura che mi ritroverei a fare solo le cose che la povera Sabri può fare. E allora si che poi potrei crogiolarmi nella mia giustificata posizione di sconfitta. 

    Voi che ne pensate? Sbaglio approccio? O forse ho sbagliato a interpretare le sue parole, cara dottoressa? 

  293.  
    Manuela
    5 maggio 2012 | 17:33
     

    Sabrina, per quel che riguarda me, due anni fa dovevo stare sola e dall’ansia stavo malissimo, di certo quando hai un marito e un figlio che dovevo fare….. :( Mi ritrovavo la mattina anche a vomitare, quando stavo per rimanere sola, e la serenità l’ho ritrovata qui, la Dottroressa ha ragione mi ha detto una cosa giustissima, ma in fondo a cosa serve nascondersi, l’ho fatto per anni, sono così, e basta c’è chi mi sopporta chi invece se ne frega ma Manuela è così, non è un’altra…..Chi mi vuole mi frequenti altrimenti pazienza…..Ho sprecato anche troppo tempo a trattenermi e mostrarmi migliore e diversa, ma poi per chi?? Mah…. Siamo così, siamo speciali così….:) Nel mio caso ho deciso di parlarne a tutti, i miei mi hanno capito ma in parte, alcuni parenti mi guardavano come se fossi aliena mentre altri anche alcune mamme della scuola per esempio, mi guardavano e non capivano per nulla cosa significasse, del resto non possono, nemmeno mio marito, che due anni fa mi disse io non so se ce la faccio a reggere questa tua situazione, quindi figurati. però l’ho detto, a chi mi fidavo l’ho detto…….

  294.  
    Manuela
    5 maggio 2012 | 17:34
     

    Ci capiamo solo tra noi, chi non ci passa non può capire…….

  295.  
    Manuela
    5 maggio 2012 | 17:39
     

    Due anni fa, mi sentivo sola, persa nel mio disagio che nessuno poteva capire, nessuno nemmeno chi ti è più vicino e stavo male ovunque, solo qui, che ho trovato la Dottoressa e i fiori, mi sono sentita meglio…..

  296.  
    chadisja
    5 maggio 2012 | 22:46
     

    Ciao Manu che bello sentirti è da tempo che non riesco a scrivere per colpa della stanchezza, appena mi collego mi bruciano subito gli occhi e faccio fatica a leggervi.
    Sei molto cara,il mio papà continua a fare terapia fortunatamente ha reagito bene tranne qualche volta che gli gira sempre la testa ma è normale lo hanno detto i dottori che ogni 3 mesi lo seguono. Spero bene anche xchè ho sempre inseguito la serenità e spero che prima o poi arrivero’ a raggiungerla.
    Ho letto i tuoi progressi e sono contenta per te.
    Ciao Elisa pienamente daccordo su quello che scrivi non è una febbre ma forse solo un trauma.
    Spero che si possa superare del tutto ma forse si dovrebbe iniziare tutto da zero anche nei pensieri, nel modo di essere, nel modo di reagire a qualsiasi evento anche drammatico, insomma pensare come pensa una persona che non ha mai conosciuto il dap, ma si potrà’? non so’ aspetto la Dott.ssa forse potrà spiegarmi meglio.
    Notte a tutti.

  297.  
    Manuela
    6 maggio 2012 | 10:24
     

    Ciao Chadisja, sono contenta che tuo papà reagisce bene, e sono sicura che ne uscirà. Sono sempre felice di sentirti, anche perchè è anche grazie a te che sto meglio, ti abbraccio forte!

  298.  
    Manuela
    6 maggio 2012 | 17:41
     

    Dottoressa buonasera, vorrei un consiglio, la scuola di mio figlio, in questo periodo ha chiesto aiuto alle mamme, per preparare la recita di fine anno e richiede la presenza della mamme più volte per vari incontri e preparazioni (anche da sola quindi). E non so come affrontare questo…….Nel senso in compagnia potrei farlo, ma non so se stare li parecchie ore da sola con altra gente, che (non sa) mi crea disagio….

  299.  
    Elisa
    7 maggio 2012 | 09:43
     

    Miguel, l’altra sera mi sei venuto in mente: stavo guardando un film molto bello, “Il discorso del re”. Il protagonista (anche se per motivi diversissimi dai tuoi) non riesce a parlare in pubblico, e si affida a un logopedista che poi, alla fine, diventa un suo grande amico. Verso la fine c’è una scena che penso possa aiutare anche te nei momenti difficili. Prima di un discorso che verrà trasmesso in tutto il mondo, il logopedista si rivolge al re (agitatissimo!) e gli dice qualcosa del tipo:”Ditelo solo a me, come se gli altri non ci fossero. Ditelo solo a me, come amico”. Ecco: so che è difficile, ma perchè non provi a rivolgerti anche tu non a tutto il pubblico, ma solo a una persona di cui ti fidi veramente?E’ possibile che a livello mentale questo ti possa “sciogliere” un po’. E ancora: hai mai pensato di prendere lezioni di recitazione?Dicono che per questo genere di problemi aiuti moltissimo :-)
    Chadisja, tu sei la prima persona che sento provare un disagio veramente simile al mio, o che lo esprima come lo esprimerei io. Anche a me viene spesso in mente che occorrerebbe “resettare” tutto e ripartire come se gli anni di paura non ci fossero mai stati, ma ovviamente non è possibile..è una questione di “sottofondo”, e non so quanto ci sia di ansia oppure di non accettazione rispetto al fatto di avere avuto un dap/ansia che ci abbia cambiato la vita. Eppure una risposta deve esserci..

  300.  
    Ombry
    7 maggio 2012 | 11:15
     

    Ciao amici fiori, il mio week end/sfida è passato, e vi racconto com’è andata. Come ho scritto precedentemente sabato ho rivisto il mio fidanzato dopo un mese che ha passato in Francia, ripartirà domattina. Essendo stato venerdì il suo compleanno, i suoi genitori hanno deciso di fare un pranzo al ristorante in famiglia, solo loro, io, lui e il fratello. Come sapete il ristorante (almeno per me) è uno dei posti peggiori, l’ultima volta che ci ero stata risale a un mese fa, per la laurea di suo fratello (oltretutto lo stesso ristorante di sabato) dove mi ero sentita male.
    Bene, il sabato mattina alle 6 ero già sveglia come un grillo in preda a crampi allo stomaco e nausea, per l’ansia. Ho pensato di non fare colazione così per le 13 sarei arrivata affamata…e per cercare di smorzare questo mio nervosismo mi sono messa a fare un pò di esercizi di ginnastica. Alle 11 ho preso il treno, da sola, e mi tremavano le mani…ma in treno non ho avuto attacchi panico, anche perchè mi sono messa a scrivere sulla mia “agendina anti-panico”, dove mi segno tutti i momenti no, e che mi serve per distrarmi al bisogno.
    Appena ho riabbracciato il mio ragazzo in stazione l’ansia si è attenuata molto, anche se il mio pensiero fisso era comunque la seduta a tavola e l’arrivo del cibo al ristorante. Tanta ansia che alla fine non si è concretizzata perchè al ristorante non ho avuto attacchi di panico, e sono riuscita a mangiare tutto!
    L’ansia c’era, lo sentivo il panico che cercava di prendere il sopravvento, ma io non l’ho ascoltato e ce l’ho fatta. Potete immaginare la mia gioia, a fine pranzo sono andata in bagno e mi sono messa a saltare come una bambina :)
    Tutta la giornata è andata bene, sono andata in giro per il paese, al centro commerciale, la sera siamo andati a casa di amici a mangiare; ecco, qui ho avuto una decina di minuti di “cedimento” perchè mi sentivo lo stomaco talmente pieno che mi sembrava di scoppiare…però è passato anche quello. SOno rimasta a dormire a casa del mio fidanzato, la mattina successiva (per me momento critico il mattino) tutto bene, fino a che è arrivata l’ora di pranzo.
    Mi sono seduta a tavola (a casa, dove ho mangiato mille volte senza problemi) ed è iniziato il dramma. Panico, caldo, tachicardia, salivazione azzerata. Non ho mangiato praticamente niente, continuavo a bere perchè il cibo non mi andava giù, stavo malissimo, nessuno parlava quindi non avevo nulla su cui concentrarmi e i miei “giochini mentali” non funzionavano. Dopo pranzo ho avuto un momento di sconforto perchè non capivo, e non ho capito tutt’ora cosa sia successo…voi cosa dite? Perchè al ristorante (che per me era come andare al patibolo) no, e a casa con le stesse persone si?
    Oggi torno da lui, non voglio farmi prendere dalla paura, è una bellissima giornata, c’è il sole, lui domani ripartirà e quindi voglio godermi una bella passeggiata al lago con gelato annesso….però sono rimasta comunque molto male per ieri…da che ero molto orgogliosa della mia “prova superata” a che mi chiedo cosa/dove diavolo sbaglio….

  301.  
    ele
    7 maggio 2012 | 12:11
     

    Ciao a tutte,sono alla mia prima gravidanza al secondo mese e ho iniziato a sentirmi strana,triste e piango senza motivo,sono reduce da una brutta depressione,ne sono uscita e ho deciso di fare il passo importante,non sapendo che potessi cadere di nuovo nel tunnel nero.dovrei essere felice e serena invece mi trovo qui a piangere per nulla.vorrei condividere con qualche ragazza che come me vive questo momento particolare

  302.  
    Manuela
    7 maggio 2012 | 15:23
     

    Per Ombry, ci pensi che però ce l’hai fatta, si hai avuto una ricaduta ma fregatene rialzati, evidentemente l’ansia è sfociata dopo, ma non ci badare, pensa ai successi. Ele, se guardi nei mesi precedenti c’è la nostra cara amica Annalisa che ha avuto il suo secondo bambino ed è stata tutta la gravidanza con noi, anzi approfitto per salutarla! Leggi nei mesi passati, troverai nelle sue parole, tanto aiuto! Un abbraccio!

  303.  
    Manuela
    7 maggio 2012 | 15:24
     

    Ombretta, forse a tavola non hai avuto un’occasione per distrarti bene, fai un gioco di parole in mente e segui il folo logico….O canta una canzone…..

  304.  
    Miguel
    7 maggio 2012 | 17:45
     

    Ciao a tutti cari,
    ebbene ce l’ho fatta! Sono contento, mi sentivo un leone appena sceso dalla zona calda..c’erano più di 100 persone..ho preso coraggio e non mi sono fatto sostituire..mi hanno dato molto incoraggiamento le parole di un mio amico che mi ha chiesto se toccasse a me vedendomi tremolante..poi mi ha messo una mano sulla spalla e mi ha detto due parole di incoraggiamento. Ho portato con me il solito ormai bigliettino con il memorandum..leggevo sempre la frase che dice di “amare la verità di quello che dici” e leggere “perchè ti piace andare a fondo nelle cose”… non c’è niente da fare, sono un tecnico..e le cose astratte le posso battere solo tecnicamente! Elisa grazie, il fatto di aver letto che hai pensato a me mi fa sorridere con una lacrima..è bello sapere di essere pensato di chi mi capisce..mi scriverò quello che mi hai detto..credo che possa funzionare con la mia mente..GRAZIE di cuore..Ciao Amici!

  305.  
    Miguel
    7 maggio 2012 | 17:49
     

    Ombretta,
    l’ho passato anch’io a pranzo. Ti dico come l’ho risolto: pensa al panico come un animaletto disperato che ti vuole raggiungere..e pensalo che sta correndo per raggiungerti..ma è a 100 km da te..pensa letteralmente che sta correndo realmente come farebbe un cagnolino verso di te..ma 100 Km sono tanti..finchè ci stai pensando che in un minuto ha percorso al massimo 2 km..TI PASSA. Ti assicuro che funziona. Dai che ce la fai!

  306.  
    Manuela
    7 maggio 2012 | 19:18
     

    Bravooooooo Miguel, ma guarda che passi da gigante hai fatto…..Se solo vai a leggere un paio di mesi fa….Complimenti! Grande!

  307.  
    Sabrina
    7 maggio 2012 | 19:20
     

    Bravo Miguel! Hai avuto coraggio e hai vinto :)) più di cento persone…ma che lavoro fai? E l’idea del cagnolino che corre è da provare. 

    Io sto avendo delle giornate piuttosto tranquille, ma è vero anche che mi sto mettendo poco per volta alla prova, a piccoli passettini. Avrei bisogno anch’io di un bel po’ di coraggio… Il fatto che il tuo lavoro ti costringa a metterti alla prova è un gran bene Miguel, è uno stimolo importante e ora che sai che sei in gamba quanto gli altri devi solo ricordartelo e non perdere il ritmo. Perciò se ci sono altre occasioni prendile al volo sulla scia di questo successo e continua ad esercitarti. 

    Manu, grazie del tuo racconto. Io soffro ancora la solitudine e se prima del mio ultimo attacco riuscivo a stare da sola con vari escamotage, ora mi sento un po’ stanca di provarci.
     In questo periodo sto cercando di prepararmi per poter fare l’esame e per ricominciare a conquistare dei successi già conquistati ma poi persi. 
    Forse prima ho corso troppo…forse devo rispettare i miei tempi. Ma nn troppo, in fondo come dice la Dottoressa, nn bisogna aspettare di sentirsi perfetti per poter fare le cose.

    Miguel, ieri ho deciso anch’io di stamparmi tutti gli articoli della Dottoressa e li sto leggendo piano piano. Non mi ero accorta di quanti argomenti aveva già affrontato. 

    Un caro saluto anche a te, Ombretta. Credo che tu sia stata cmq tanto in tensione e il tuo fisico ha deciso di scaricarsi un attimo, ma ti ammiro tanto perché vai avanti, prendi il treno da sola, combatti. 

  308.  
    mariposa
    8 maggio 2012 | 09:25
     

    salve a tutti
    volevo fare a Miguel i miei complimenti…credo tu abbia raggiunto un traguardo davvero davvero importante che dà anche a noi un grande insegnamento e anche a Ombry che è stata bravissima a fare tutto quello che ha fatto e se domenica è inciampata un pò che fa? l’importante è il tragitto percorso.
    rigurado me volevo chiedervi una cosa (magari banale) il mio problema più grande è fare le cose da sola…soprattutto guidare infatti non ho guidato per quasi 5 anni,
    ora da un paio di mesi prendo la macchina quotidianamente per fare pochi km (casa lavoro) e vado in palestra da sola.so che è già tanto ma comunque ogni giorno prima di mettermi alla guida o mentre preparo la borsa sento l’ansia crescere.la mia stupida domanda è: quanto durerà tutto questo?nel senso un giorno forse mi libererò del panico ma dell’ansia mai? il mio psicoterapeuta dice che a questo non devo proprio pensarci….forse non vuole avvilirmi?
    un bacio a tutti…siete grandi (soprattutto tu Manuela che hai parole buone per tutti).

  309.  
    Miguel
    8 maggio 2012 | 11:30
     

    Sabrina..a pranzo alla fine quel cagnolino bruttissimo che corre disperato e stanco verso di te alla fine ti farà così pena che anzichè farlo partire da 100km gli concederai appena la metà, e poi sempre di meno..tanto non ti farà più paura..!

  310.  
    Elisa
    8 maggio 2012 | 11:45
     

    Mariposa, questa è un po’ la mia domanda senza risposta..liberarsi dai momenti di panico richiede tanto esercizio e tanta dedizione, ma quando finalmente ci si riesce la vita difficilmente è quella di prima. Se riesci a trovare una risposta insieme al tuo psicoterapeuta, ti prego, fammi sapere! :-)
    Quanto al resto penso tu sia stata molto brava a metterti in gioco in così poco tempo (la macchina è un po’ la croce di tutti!). Inizia a fare una cosa per volta, prima pensa a liberarti dal panico in tutti gli ambiti della vita..

  311.  
    Ombry
    8 maggio 2012 | 13:16
     

    Ciao a tutti, ringrazio tanto Miguel, Sabrina e mariposa per l’incoraggiamento; grazie anche a Manuela, ci ho provato a concentrarmi su altro, i miei giochini mentali consistono proprio nel soffermarmi su una canzone oppure quello che faccio di solito è pensare una parola a caso e da quella trovare tutte le parole che hanno la stessa desinenza…però non è servito a distrarmi..
    Ma ieri, che paura!!!! :( Sono uscita di casa alle 14.30 per andare in stazione a prendere il treno, faceva molto caldo, sono nel pieno dell’allergia al polline ed ero anche in ritardo…quindi tutta la strada sotto al sole a passo svelto con gli occhi lacrimanti e il naso a rubinetto.. e in più ero al telefono con un’amica, sono stata malissimo, non respiravo e mi sentivo svenire…in treno il picco del panico, mi sembrava di impazzire, non sono neanche riuscita a scrivere sull’agendina anti-panico…non lo so come ho fatto a mantenere il controllo e rimanere seduta come niente fosse, proprio non lo so…la mia mente ha fatto tanti di quei viaggi mentali catastrofici che ho pensato “stavolta muoio davvero”.

    Quando sono scesa dal treno c’era il mio ragazzo e lui ha capito subito che qualcosa non andava, quindi siamo andati un attimo a casa sua, mi è scesa qualche lacrima ma poi, incredibilmente, ho detto “basta pensarci, andiamo avanti e usciamo lo stesso”…siamo andati così in paese, abbiamo passeggiato sul lago e preso un gelato, e sono stata incredibilmente bene…e anche la cena, a casa sua con i suoi genitori, come il pranzo di domenica…nessun sintomo!
    Un mese fa se mi fosse capitata la stessa cosa in treno mi sarei chiusa in camera sua e non sarei più uscita fino a sera, neanche per mangiare. Mi sarei buttata nello sconforto e ne avrei risentito per giorni e giorni.
    Questo un pò mi tira su perchè stavolta ho avuto la forza di reagire e continuare comunque la giornata, e anche il mio ragazzo è stato molto contento.
    Ora sono un pò in ansia perchè tra poco dovrò andare a prendere il treno perchè ho la seduta dallo psicanalista…speriamo non sia come ieri, mi sono veramente spaventata…credo uno degli attacchi più forti che abbia mai avuto…un abbraccio a tutti!

  312.  
    Manuela
    8 maggio 2012 | 14:52
     

    Ciao Ombry, credo che quello di ieri però era allergia, te lo dico perchè in questo periodo prendo i medicinali antistaminici per quella, magari i sintomi dell’allergia che (stamattina hanno dato fastidio anche a me, sentendo la gola strana) spesso li confondo con quelli del panico…..

  313.  
    Miguel
    8 maggio 2012 | 14:54
     

    tranquilla Ombry..ti consiglio di pensare che anche se sei stata malissimo perchè il treno ti avrà fatto paura in passato, alla fine non succede mai niente..ricordati quello che ho letto in qualche post giorni fa..”il nostro cervello crea..QUINDI con il nostro cervello possiamo distruggere”. Quando ti crei dei pensieri strani, nello stesso tempo puoi distruggerli e stare tranquilla che FISICAMENTE non ti può succedere NIENTE. Ricordati quest’altra cosa che ho letto. La Dott.ssa dice che noi non siamo come il Colosseo, tutto bucato. Impariamo a CHIUDERE le porte che ci fanno male. Lasciamo aperte solo quelle che ci piaciono!
    ragazzi ce la faremo

  314.  
    Sabrina
    8 maggio 2012 | 17:24
     

    Buongiorno a tutti e che bello ritrovarvi qui :)
    Volevo chiedervi se vi capita pensando a una di quelle cose che avete timore di fare, se vi capita di dirvi “non lo voglio fare” più volte come un bambino, allontanando il pensiero e decidendo di fare altro. E se vi capita, dove trovate la forza di farlo ugualmente? 
    Voglio dire…Miguel ha il suo lavoro, Manuela suo figlio, Ombry il suo fidanzato che la vuole in Francia, ma gli altri? 
    Quando anch’io amo tanto l’obiettivo trovo la forza di oppormi alla paura, ma come si fa quando questo amore nn nasce spontaneo? Come si fa a coltivarlo? Come si fa quando ci si sente stanchi di lottare a 1000? Ci si accontenta come me di lottare a 50 o dove si trova la forza per lottare con tutte le energie?
    Voi come fate?

    Sabato sono tornata dal mio neurologo , ma stavolta per il mio fidanzato che ultimamente è stressato dal troppo lavoro e nn riesce a rilassarsi nei giorni festivi, anzi diventa irrequieto nel senso di nn sapere neanche lui se lavorare o uscire, e così si abbatte. 
    Per me è importante che lui stia bene e cerco di stargli vicina e di consigliarlo al meglio. Speriamo che decida di iniziare la terapia cognitiva comportamentale così da trovare un modo per organizzarsi e rasserenarsi.
    Così sarei più serena anch’io e potrei dedicarmi a pieno a me stessa.

    Ha proprio ragione la dottoressa, Miguel. noi siamo come un Colosseo con le finestre aperte su tutto e facciamo entrare troppo di tutto lasciandoci condizionare.
    Il mio dottore dice che devo esercitarmi per essere più sicura perché così anche nei momenti in cui la vita è più complessa non resto in balia degli eventi e degli umori degli altri.

    Dice anche che sono la mia insicurezza e la mia timidezza che mi portano a pretendere di essere sempre all’altezza, preoccupandomi di quello che pensano gli altri  e perdendo così di vista l’obiettivo. 
    Dice che devo tirare fuori le convinzioni di essere all’altezza della situazione. 

    Ma come si fa?

    E che devo sentirmi sicura di me perché sono autonoma nel senso di nn avere bisogno effettivamente di nessuno, intelligente, sensibile, seria, produttiva di bene, ecc
    E partendo dalla consapevolezza di essere timida, devo mettere in campo gli strumenti per superare questo mio limite. Mi devo esercitare ad aprirmi agli altri.
    Ed è anche per questo che sono qui a scrivervi anche se mi tengo sempre un po’ pensando (lo so che è una sciocchezza) che qualcuno che mi conosce possa leggere e riconoscermi. E mi sa che anche questo è un limite da superare e un sintomo della mia timidezza.
    Che poi a prima vista non sembro per niente timida. Faccio dei gran sorrisi a tutti specie a chi sorride poco e cerco di mettere a proprio agio le persone, anche quando non le conosco. Sarà forse perché penso che per farmi accettare dagli altri me li devo in qualche modo ingraziare? 

    Vabbe, mi sa che ho scritto troppo :p
    scusate :p 
    un caro saluto a tutti i fiori e alla dottoressa 

  315.  
    Ombry
    8 maggio 2012 | 17:44
     

    Infatti rieccomi a casa, sono andata e tornata e non mi è successo niente, come quasi sempre accade….grazie ragazzi!

  316.  
    Sabrina
    8 maggio 2012 | 19:09
     

    Lo so che ho scritto tanto…ma dopo averlo fatto e dopo aver sentito mio padre che diceva a mia sorella che poteva scendere solo quando arrivava mamma per non lasciarmi sola, mi è venuta una gran voglia di raggiungere mia madre in salumeria. Certo si è trattato di un piccolo tratto, ma tutto da sola. E dopo tanto tempo.. Lo so, rispetto a chi prende il treno, l’auto, va a lavoro tutto da solo non è tanto, ma una cosa che sto mettendo in pratica è evitare il più possibile i confronti. E poi io sono sinceramente contenta dei vostri successi, che sento anche un po’ miei…
    E poi mi sono anche goduta la spesa: un’ora senza pensare che dovevo studiare…
    Grazie anche a voi, fiori 😉

  317.  
    Manuela
    9 maggio 2012 | 07:46
     

    Ed ecco Sabrina e Ombry che stanno per raggiungere il traguardo…..Ma che brave!

  318.  
    mariposa
    9 maggio 2012 | 08:35
     

    cara Sabrina
    quanta dolcezza e tenerezza ho sentito nelle tue parole…e soprattutto quante cose in comune.
    innanzitutto volevo rassicurarti (non so se mal comune è mezzo gaudio) che io sono la “signora non lo voglio fare”.
    è una vita che evito….non faccio viaggi, per molti anni ho rinunciato a supplenze scolastiche, per diversi anni non ho guidato, non faccio analisi del sangue nè entro negli ospedali (pur essendo ipocondriaca) e un milione di altre cose.
    purtroppo è lì il problema…mi sono costruita una vita fatta di eventi da evitare fino a che il cerchio si è ristretto troppo ed è diventato “non vita” e così ho cominciato un pò a fare….un mio ex terapeuta mi diceva sempre che io ho proprio una sindrome DAP con evitamento e dunque tutte le volte che i trovavo ad un biovio se fare o no una cosa non dovevo pensarci un attimo: dovevo fare.
    allora non sono riuscita a metterlo in pratica ma oggi pian pianino ci sto provando.
    non pensare che quell che hai tu sia unico…credo che a volte noi stessi siamo un pò presuntuosi sul ns malessere “quello che ho io ce l’ho solo io” per questo abbiamo timore di scrivere (come dici tu) per non farci riconoscere.come se il ns problema fosse così unico e raro che siamo riconoscibilissimi. anche in questo vedi siamo simile? io non sono nemmeno riuscita a scrivere il mio nome, tu sei già molto avanti.
    per quanto riguarda il tuo compagno credo che tu possa fare poco per lui se non amarlo e basta…anche io a volte credo di non essere capita da mio marito e mi sento sola ma la verità è che anche loro anche i loro propblemi e ogni tanto dovremmo scendere dal palco e lasciare un pò di posto anche alle loro debolezze…e comunque se non stiamo bene prima con noi stessi come possiamo aiutarli?dunqe è questo tutto ciò che dobbiamo fare: volere la VITTORA…per noi e anche per loro!!!!
    buona giornata e pensa al piccolo grande successo che hai ottenuto scendendo a fare la spesa.

  319.  
    Miguel
    9 maggio 2012 | 11:02
     

    Cara Sabrina, ho letto un’estrema dolcezza nelle tue parole di ieri. E’ un pò il percorso che stiamo facendo tutti insieme..in questo periodo stiamo facendo progressi..il senso di questo spazio è proprio di crescere insieme credo. Sappi che anche se nessuno ti capisce lì fuori, noi possiamo leggere da due paroline che scrivi tutto quanto ti è successo, cosa hai provato…tutto, anche se non lo scrivi. Però il mondo di là fuori è solo tuo, non anche nostro. Ecco dove trovare la forza. Quando tocca a me penso che avrei il sostegno morale di Sabrina, Manuela, Elisa, Ombry, mariposa..ma che lì non ci siete e quindi devo vincere per raccontarvelo. Qualsiasi cosa essa sia, lavoro, famiglia, viaggi..ecco dove trovare le motivazioni per tutto. Alla fine noi spariremo come tanti bei ricordi e tu, cavallo di razza, non avrai più bisogno di essere guidato da nessuno..vivrai serenamente. Non credo sia una chimera perchè il nostro problema non esiste. é finto. ce lo siamo creato. Deriva inconsciamente dalla nostra timidezza e dal mondo intorno a noi. Come ce lo siamo creato, così possiamo annullarlo o metterlo da parte. Bisogna avere una meta e guardarla fissa negli occhi.
    Da quando ho iniziato ad evitare le situazioni sono caduto nel baratro. Ora mi sono prefisso non solo di non evitarle, ma di essere pronto ad approfittare di ogni occasione per guardarlo in faccia (il panico). Mi ha dato molta forza il commento di qualcuno un pò più sopra..diceva che voleva sperimentare delle tecniche nuove e “non vedeva l’ora di affrontare il panico per provarle”. Cioè ti rendi conto? Affronti la paura perchè hai voglia di batterla e perchè hai delle armi.
    IL SEGRETO è AVERE ARMI. Io in viaggio transoceanico quest’estate l’unica arma che avevo erano dei medicinali. Ho portato con me il Travelgum per paura dell’aereo..però l’ho preso! Oppure ho l’arma a pranzo di domenica quando mi capitava diessere preda di paure..oppure ho con me i bigliettini stampati dei Vostri commenti che mi danno forza per i miei momenti cruciali. Trova le armi e piano piano ce la farai a stare da sola. Sai quanto farai felice la tua famiglia? pensa a loro che avranno la gioia di vedere una figlia LIBERA.
    Mamma quanto ho scritto..!

  320.  
    Elisa
    9 maggio 2012 | 12:44
     

    Ciao Sabrina, non ti preoccupare, ognuno di noi vive momenti in cui pesta un po’ i piedi e fa il bimbo della situazione, che vuole evitare a tutti i costi! :-) In questi casi, come ormai abbiamo detto in abbondanza, l’unica strada è scontrarsi, “scornarsi” con le cose, a prescindere dal risultato. Solo così il tuo cervello pian pian si riabituerà a non avere paura. Ne approfitto anche per dirti che mi ero persa la tua magnifica citazione da Pavese e mi piacerebbe abbracciarti fisicamente per farti capire che non sei sola.

    Ragazzi, so che normalmente io non parlo di panico in senso stretto..ma devo chiedervi un consiglio: fra un paio di settimane andrò a Londra tre giorni per seguire alcuni corsi con dei compagni di università e un paio di professori. Grazie a Dio il mio fidanzato si è offerto di raggiungermi per attaccare un paio di giorni da fare insieme, quindi avrei alla peggio una presenza fidata a cui appoggiarmi. Ma i giorni diventano cinque. Perchè ho così paura? L’estate scorsa, in vacanza, ho avuto attacchi ripetuti per due settimane sempre la sera, durante la cena. E io, a parte il primo attacco di anni fa, soffro di ansia, non di attacchi veri e propri..e sono rimasta veramente traumatizzata. Ero con il mio fidanzato e due amici che, ovviamente, hanno capito che il problema non poteva essere una banale gastrite, dato che veniva fuori sempre e solo di sera..per me è stato veramente difficile, non mi era mai capitato. I sintomi li conosciamo: pensieri ossessivi, paura, ma soprattutto conati fortissimi e stomaco chiuso. Da quel momento l’idea del ristorante mi ha terrorizzata. Prima di conoscere questo sito la mia psicoterapeuta mi aveva prescritto, in casi di situazioni in cui fossi proprio costretta ad andare, poche gocce di un tranquillante. Io non ho mai preso farmaci, ma non mi vergogno a dirvi che, quelle tre volte in cui mi sono trovata in situazioni da cui non potevo scappare, prenderli mi ha fatta almeno mangiare senza paura. Poi ho conosciuto voi. Ho iniziato a provare piano piano e..non ho più avuto problemi a mangiare fuori, tanto che ieri sera sono andata, per la prima volta dopo mesi,a fare un aperitivo con amici senza il mio fidanzato, e non ho davvero avuto brutti pensieri Però..però..forse perchè sapevo che sarei tornata a casa, al sicuro, dopo. Quest’estate non era così, e sono stata male due settimane. Ho il terrore di Londra, ho paura di stare male nei locali insieme a 20 persone che sì, conosco e trovo simpatiche, ma con cui non ho ovviamente confidenza. Certamente non ho intenzione di rinunciare, però..se dovessi avere nausea?A voi capita?Come fate a sconfiggerla?Io fin da bambina detesto l’idea di vomitare..
    Ragazzi, scusate se vi ho asciugato e sappiate che vi voglio bene..tanto.

  321.  
    Miguel
    9 maggio 2012 | 15:17
     

    Ciao Elisa, mi sento tirato in causa se la tua paura è anche il vomito..come ho detto spesso alla Dott.ssa, una delle cose che non so se riuscirò mai a superare è proprio quella..a volte ho paura a far qualcosa perchè temo di vomitare e cerco delle porte di sicurezza (se in un locale) o il primo bagno più vicino.. Senti..è banale ma il sintomo fisico della nausea lo generiamo noi a livello mentale (cioè il vomito è veramente difficile da raggiungere se non stai veramente male fisicamente, invece la nausea potremmo anche farcela venire da soli…) quindi quando pensi al vomito pensa che per vomitare devi stare veramente male, indigestione, virus..e queste cose non avvengono all’improvviso provocate dallo stress..io ragiono così perchè qualche mese fa mi veniva “veramente” da vomitare (anche se poi sono riuscito a non farlo) e sapevo quanto stavo male di stomaco.
    Adesso, quando sono nervoso e ho paura di vomitare, penso al vero mal di stomaco e mi tranquillizzo. Pensa al peggio così il minimo sentore, sintomo, non ti farà male!
    E se ti dovesse succedere, alzati, cammina, respira, sciacquati la faccia, distraiti. ce la faremo

  322.  
    Elisa
    9 maggio 2012 | 18:20
     

    Grazie per la risposta, Miguel. la cosa che mi fa proprio paura è proprio l’idea di trovarmi a un tavolo con tante persone, essere presa dal panico, quindi -> dato che il mio cervello torna all’estate scorsa -> nausea, quindi chiusura di stomaco..e la gente intorno che ti dice:”Stai male?Non stai mangiando niente!Tutto a posto??” Il che, come puoi ben immaginare, non fa che peggiorare le cose..devo dire che non mi è più accaduto da mesi, ma all’estero, in balia di situazioni impreviste sappiamo tutti che la mente può giocare brutti scherzi. Poi per carità, sono tre giorni e lì si può che si può sempre fingere una gastrite! :-) Ma sarebbe carino evitare, no?

  323.  
    Manuela
    9 maggio 2012 | 20:02
     

    Che forti che siete, si siete forti perchè avete trovato persone che vi rispettano, vi capiscono e sopratutto non vedo l’ora di sapere che avete vinto, pensate sempre che avete loro……Mi aspetta una riunione con 40 persone ce la farà Manuela??? Chi lo sa….Lo scopriremo presto……So che farete tutti il tifo per me e questo mi da tanta forza….Vi voglio bene!

  324.  
    Manuela
    9 maggio 2012 | 20:03
     

    Ah Miguel, Elisa, il vomito come sapete io vomitavo tutti i giorni o almeno avevo i conati, pensate che alla peggio se vomitate vi liberate, vi sciacquate il viso e poi passa…….Un bacio! Eh tutta ansia anche quello e anche la grastrite che ho…..

  325.  
    Manuela
    9 maggio 2012 | 20:08
     

    Per aiutarmi alla riunione penserò a quanto è stato bravo Miguel……E allora ci provo anche io :)

  326.  
    Senso78
    10 maggio 2012 | 09:58
     

    Buongiorno a tutti
    scambio tachicardia persistente con conati di vomito nausea e tremori. Solo se appanicati no perditempo. Max serietà. Ecco, questa è l’inserzione che vorrei proporre visto ciò che ho letto sul blog. Purtroppo la mia somatizzazione è sempre il cuore. Extrasistole e tachicardia che a volte, ora raramente, si protrae anche una intera giornata. Ma c’è qualcun altro che soffre questo particolare sintomo ansioso? A volte mi pare di essere l’unico. Il panico ormai per me è quasi un ricordo lontano. E’l’ansia che mi resta da vincere. E’ un passo un pò più delicato e lungo ma ho deciso di esserci di più in questo blog. Magari insieme a voi riuscirò a oltrepassare questo ultimo ostacolo prima della libertà completa! Un carissimo saluto Dott. Bolzoni. E’ sempre nei miei ricordi, anche quando sembra che mi dimentichi di questo girardino e dei suoi splendidi fiori.

  327.  
    Ombry
    11 maggio 2012 | 13:03
     

    Ciao a tutti,
    rispondo a Sabrina riguardo quello che ha scritto qualche giorno fa…ti capisco veramente bene visto che anche i miei scogli più grandi da superare sono timidezza e insicurezza. E quando c’è qualcosa che devo fare ma non mi va, pensa che il mio fidanzato mi dice proprio “ci manca solo che pesti i piedi per terra come una bambina” :)
    Sì è vero, quando teniamo molto a qualcosa tiriamo fuori quella forza misteriosa che il più delle volte pensiamo di non avere, ma quando ciò che dobbiamo fare è una forzatura diventa complicato. Io ho capito adesso che ho sempre messo al primo posto gli altri, forzandomi spesso a fare cose di cui non avevo assolutamente voglia, ma che per amore di chi mi stava intorno o semplicemente per il quieto vivere, facevo. Quindi adesso che ho capito questo, fare le cose forzatamente mi da ancora più fastidio. Però alla fine mi dico che servono anche quelle per superare il panico. Perchè mi metto alla prova, voglio vedere se tutti gli sforzi che sto facendo sono davvero serviti. Per vederlo devo “mettermi in difficoltà”, e quale occasione migliore ci può essere, di fare una cosa che non mi va? Se va male mi dico “ok, forse non ero ancora pronta”…ma se va bene sai la soddisfazione… :) Il pranzo al ristorante di sabato ne è un esempio..a casa frignavo come una bimba di 3 anni che non volevo andare, ma dovevo, per forza…e ce l’ho fatta!
    Forse è un pensiero un pò confuso, forse sbagliato, però l’insicurezza si deve pur vincere in qualche modo!
    Poi capita quel giorno in cui dico che sono proprio stanca di questo modo di vivere…stanca di non poter mettere in pausa il cervello, ma di tenerlo sempre costantemente concentrato per non avere il panico, è faticoso davvero…ma per adesso è così, non sarà così per sempre se continuiamo a lottare!

  328.  
    Sabrina
    11 maggio 2012 | 21:29
     

    Grazie a tutti, ragazzi per le belle parole e grazie per avermi capita… lo so che tra di noi ci capiamo ed è per questo che questo posto è speciale, quasi come un rifugio in cui possiamo essere noi stessi trovando complicità, amore, solidarietà e incoraggiamento. E dove sta un altro posto così?

    Per me che mi sono quasi convinta che le parole di quel neurologo in tv che con grande sicurezza parlava di non so che molecola mancante per cui bisognava PER FORZA usare i farmaci, beh…per me questo posto è diventato anche la prova che si sbagliava, altrimenti come avrebbero potuto Lucia e la dottoressa a superare questo temuto panico?!

    Caro Miguel, ti devo tanto ringraziare. Non solo mi hai dato l’idea di stamparmi gli articoli della dottoressa, ma ora anche l’idea dei foglietti con le cose più importanti che credo attaccherò sulla parete della mia stanza :)

    Mariposa, quando ho deciso di scrivere qui sul blog ho avuto anch’io un attimo di titubanza, ma in questi anni di terapia ho capito quanto sono importanti le parole e ho pensato che se la dottoressa si fosse rivolta a me chiamandomi per nome sarebbe stato più incisivo. E poi dentro di me c’è sempre questo moto di voler superare degli atteggiamenti dovuti alla timidezza.
    Sarebbe bello se piano piano diventassimo insieme le signore “Non lo voglio fare, ma lo faccio lo stesso. Resto qui e lo faccio finchè non finisco”

    Elisa, ti dico la verità… io vado matta per gli abbracci :) penso che quando le cose non vanno e non si trovano tutte le parole che servono, un bell’abbraccio di quelli che dicono “forza che ci sono anch’io, ti passo un pò della mia energia”, quelli che consolano e rincuorano, sono quanto di meglio c’è al mondo. Grazie del tuo bell’abbraccio virtuale

    Manu, ancora non sono riuscita a leggere tutti i commenti di questa pagina, ma quelli che ho letto mi sono bastati per capire quanto sei “mamma” con tutti noi. Ci sei sempre… mi raccomando però, quando sei stanca, diccelo. ricordati che vieni sempre prima tu :)
    Sai che penso della tua riunione? Che sarà divertente! Ti immagino tutta presente a dispensare consigli e proposte simpatiche e a fare battute con la tua vicina riguardo a qualcosa di buffo che capiterà. perchè succedono sempre cose buffe se metti insieme tante mamme a scuola… la mia insegna alle elementari e ne so qualcosa di proposte buffe. Il tempo passerà e potrai sempre andartene un’oretta prima dicendo che hai qualche impegno se non vuoi metterti alla prova per tutta la durata della riunione.

    Ombry, sai che anche per me quelle forzature sono un modo per mettermi alla prova? E poi hai ragione, molte cose dobbiamo farle per quieto vivere. Se capisco che evitando di fare una cosa poi provoco situazioni ancora più spiacevoli proprio per me, allora mi metto l’anima in pace e la faccio. Ma non devo dubitare altrimenti mi trovo male.

    Ho scritto di nuovo tanto…meno male che devo andare a cenare… :)
    Vi abbraccio forte tutti

    Ah, Senso78, prova la respirazione circolare. Purtroppo non si possono postare link, ma appena posso cerco di trovare il video sulla respirazione che ho trovato tempo fa e ti scrivo qualche indicazione per fartelo vedere

  329.  
    Manuela
    12 maggio 2012 | 08:47
     

    Ciao a tutti, la riunione è stata due giorni fa, ed è andata bene, quando ho avuto qualche piccolissima avvisaglia pensavo ma tu con 40 persone e allora Miguel??? Grazie Miguel, grazie anche a te! Non ero sola alla riunione ma è andata e ci sono moltissime cose da fare per fine anno e le maestre mi hanno affidato anche delle cose da preparare a casa (perchè sanno che lì sono poco presente, ma migiorerò).

    Quando stavo un pò in crisi pensavo a voi……A quanto siete bravi, più bravi di me che per migliorare ci ho messo un anno e mezzo ma meglio tarid che mai no? Grazie a tutti….Vi voglio bene…….Davvero! Ah Sabry credo che i video non si possano mettere, magari chiedi prima a chi amministra il blog, perchè ricordo che una ragazza voleva mandarne uno….Puoi spiegare a parole….Comunque grazie per le bellissime parole, perchè a volte non sono tanto sicura di essere una brava madre, avendo tutte queste paranoie :( quella molecola a qui alludevi si chiama serotonina, e si può prendere pure mangiando cioccolato ci sono degli alimenti che la fanno salire….A noi manca un pò ma che ci importa è per questo che siamo cosi speciali!

  330.  
    Manuela
    12 maggio 2012 | 08:50
     

    Scusate gli errori ma la fretta ragazzi….

  331.  
    chadisja
    12 maggio 2012 | 22:53
     

    Ciao a tutti.
    Mi rivolgo a Senso78: caro fiore nn preoccuparti delle tue extrasistole se ti puo’ consolare io ci convivo ogni giorno.
    Ti faccio alcuni esempi: quando sbadiglio, quando tiro un respiro profondo, quando mi chino per prendere una qualsiasi cosa, quando entro in macchina…….
    All’inizio era una fissa xchè mi concentravo su di loro e non ne venivo piu’ fuori, creando dei pensieri disastrosi sulla mia salute tanto da provocare le paure piu’ assurde.
    Naturalmente facevo sempre visite cardiologiche ed ecocolordoppler ma il tutto per fortuna è stato negativo.
    Dopo un bel giorno ho incontrato un signore anziano sempre nello studio medico (infatti ero andata xchè quel giorno le mie belle extrasistole non mi lasciavano da sola) e raccontava di sua sorella che talmente in passato aveva avuto a che fare con le extrasistole che ormai gli facevano compagnia.
    Cosi’ io da quel giorno ho cercato di accettarle come mie ed ogni volte che arrivano ormai non temo nulla di negativo.
    Non mi è stato facile ma ho notato che da quando ho trattato il mio corpo in maniera superficiale le extrasistole sono diminuite ma non scomparse.
    Ti consiglio di riflettere e di farle tue senza arrabbiarti o impaurirti in questo modo quando arriveranno non avrai nessun pensiero negativo.
    Mi hanno riscontrato una sindrome ipercinetica.
    Ciao

  332.  
    Senso78
    13 maggio 2012 | 14:09
     

    Cara Chadisja grazie mille per la tua testimonianza. In realtà le extrasistole sono state un vecchio problema anche per me. Figurati che la prima mi venne nel 1998 e fu proprio da allora che iniziai ad avere ansia e preoccuparmi del cuore. Poi dopo svariate visite mi tranquillizzaì per le extrasistole e praticamente sparirono. Poi comparvero gli attacchi di panico e superai anche quelli. Adesso la cosa che mi preoccupa è questo stato d’ansia generale che si manifesta talvolta con tachicardie perdurante anche diverse ore, soprattutto quando faccio sport o mi stresso troppo, per esempio un esame all’uni. E il fatto che questo particolare sintomo non lo abbia riscontrato quasi mai in chi soffre d’ansia e panico mi preoccupa un pò. A proposito tu che rapporto hai con lo sport? Riesci a farlo tranquillamente ? Un abbraccio a tutti.

  333.  
    rosa
    13 maggio 2012 | 18:00
     

    ciao amiciiiii,inizio con il ringraziare sabrina e manuela per la delicatezza e la chiarezza nel rispondermi.ho dato retta ai vostri consigli e ho guardato come mi hai suggerito tu manuela nel mio cuore senza avventarmi in una decisione affrettata e questo mi ha portato a parlarne direttamente con lui spiegandogli che non potevamo far si che questo periodo “no”ci stava allontanando.lui ha capito!ci siamo stretti e abbiamo capito che rimanendo uniti,con la forza dell’amore tutto sarebbe stato piu leggero!è lo stiamo constatando ogni giorno di piu!per il resto,continuo a impegnarmi ogni giorno di piu verso la vittoria,alternando giorni positivi a giorni meno.negli ultimi giorni quello che avverto è spossatezza muscolare.sento sempre le gambe pesanti o rigide specie quando mi prende l’ansia.è insopportabile!come per esempio stamattina sono andata dal fioraio a prendere una pianta per la mia mamma,arrivata dal fioraio dovevo aspettare il mio turno e da li ho incominciato a sentire un po di ansia,le gambe le sentivo pesanti e per distrarmi ho telefonato al mio ragazzo.presa la pianta invece di esultare perchè nonostante l ansia sono rimasta li senza dar retta al pesiero di andar via,ho continuato a dar retta a quel senso di spossatezza!che nervi!!!invece di dirmi”sintomi francamente me ne infischio”,ho fatto l’esatto contrario!vabbè…un abbraccio a tutti/e voi e uno alla dottoressa laura :)

  334.  
    Manuela
    13 maggio 2012 | 21:39
     

    Brava Rosa, ero sicura che avresti preso la decisione giusta! Pratica la respirazione circolare Rosa, e sposta l’attenzione sempre, dai, dai che la strada è giustissima!

  335.  
    Manuela
    13 maggio 2012 | 21:43
     

    La respirazione circolare Rosa, oltre che all’ansia fa bene al fisico e al sistema immunitario, perciò ti aiuterà anche per la spossatezza! Bacioni!

  336.  
    chadisja
    13 maggio 2012 | 22:24
     

    Ciao Senso78,
    anch’io con lo sport nn ho un bel rapporto no xchè non mi piaccia ma per lo stesso tuo problema.
    E’ da 8 anni che frequento la palestra, mi alleno in sala con pesi e poi anche cardio fitness con cyclette, ecc…. Guai a fare corsa, ci mancherebbe solo il battito piu’ accelerato per la stanchezza…..
    Ci sono giorni che tutto va ok ma giorni che è un impresa, le extrasistole al minimo sforzo iniziano a svegliarsi e non ti dico…. devo rallentare tutti gli esercizi e fare lunghi respiri. Poi mi fermo un attimo e riprendo ma è tremendo. Ho fatto anche l’esame sotto sforzo e ho portato x 24 ore quello strumento che registra i battiti.
    Risultato solo una super eccitazione in tutto quello che faccio.
    Pensa io ho un’attivita e quando c’è confusione oltre a stare alla cassa mi devo occupare dei clienti in sala non ti dico certi giorni solo per essere super attiva e quindi fare 300 mila cose in un momento ho i battiti super accelerati.
    Ormai come ti scrivevo prima ho fatto l’abitudine sperando che un bel giorno passi tutto. Sarebbe solo un sogno ma io credo ai sogni…….
    Buona serata

  337.  
    mariposa
    14 maggio 2012 | 08:39
     

    Buongiorno a tutti…
    in questi giorno sono stata un pò assente ma sono stata davvero impegnata…ho dovuto o meglio cercato di fare una “ristrutturazione” al mio matrimonio…eh sì non stavamo andando proprio in una giusta direzione…il problema è che come ha scrtto la Dottoressa in una recentissima mail “Talvolta il CHIEDERE AIUTO si confonde con il PRETENDERE AIUTO… e NON SIGNIFICA NECESSARIAMENTE RICEVERLO. io invece mi ero un pò adagiata sulla pretesa da parte di mio marito e non ricevendolo (almeno non come lo volevo io) è scoppiata la crisi.
    Ero molto amareggiata…è un rapporto che dura da tanti anni ed è la cosa più cara che ho ma con le mie paure (prima fra tutte quella di fare un figlio) sto minando davvero il campo.
    vabbè…comunque questi 2 giorni sono serviti per riprendersi un pò…il resto verrà pian piano.
    Tra l’altro dovevo affrontare anche una prova per me complicata: andare a far visita ad un’amica in clinica e…….CE L’HO FATTA senza problemi.
    Ho letto dei Vs successi e sono davvero orgogliosa di tutti voi.
    un bacio forte e buon inizio settimana.

  338.  
    rosa
    14 maggio 2012 | 12:40
     

    grazie manuela,grazie davvero per il tuo sostegno,riesci sempre a ricaricarmi.un bacione grande.

  339.  
    Miguel
    14 maggio 2012 | 17:36
     

    Ciao ragazzi! sono stato felicissimo di leggere che sono stato di aiuto per qualcuno di voi! credevo di star solo fruendo del blog senza dare..ed invece mi avete smentito. Complimenti..ripeto: ce la faremo!

  340.  
    Sabrina
    14 maggio 2012 | 20:05
     

    Cara rosa, sono felice di esserti stata di aiuto in qualche modo e che siete riusciti a iniziare un nuovo percorso insieme, più consapevole e propositivo. In un rapporto di coppia bisogna venirsi incontro, adattarsi alle esigenze e al carattere dell’altro, e parlare…parlare… Così si consolida il legame, si rafforza. Poi insieme la vita si affronta meglio 😉

    Mariposa, mannaggia…anch’io cado nello stesso errore di pretendere delle attenzioni, proprio per questo disagio che sto vivendo, dichiarando apertamente al mio lui che lui appunto “deve stare sempre bene” “deve scacciare i malumori” “non deve abbattersi” quando poi io sono la prima a tentennare. 

    E poi faccio sempre l’errore di confrontarmi con gli altri, con la Sabrina ideale…
    È così: quando c’è troppo divario tra l’io ideale e l’io reale iniziano tutte le insicurezze! 
    Conosco persone che al posto mio, ma con un’altra testa, sarebbero felici e serene. Cerco di ricordarmelo il più possibile e di trovare ogni volta i motivi per cui lo sarebbero, invece mi trovo a pensare a chi al mio posto nn lo sarebbe affatto e mi intristisco… Chi non lo sarebbe? Beh, le persone ambiziose, quelle che si laureano presto e sono già proiettate verso un ipotetico lavoro, quelle che viaggiano, quelle persone che seguono dei cliché dettati dalla società e si sentono sicuri e protetti da tutto ciò che è la norma. 
    Vedi, mariposa, io credo che tu soffra all’idea di non avere avuto un figlio anche per queste regole sociali. Quando poi deve essere un desiderio tuo, tuo e di tuo marito, mica deve essere un’imposizione. E se tu nn la vivessi come una costrizione, forse avresti il tempo di innamorarti dell’idea di averne uno. Con i tuoi tempi però.

    Che poi, adesso che ho riletto, mi sono resa conto di aver posto la mia attenzione su chi non starebbe bene al mio posto, invece di soffermarmi su chi starebbe bene. Che testa!

  341.  
    Sabrina
    14 maggio 2012 | 20:09
     

    Miguel, sei di grande aiuto, te l’ho detto; e di grande sprono visto a che punto sei arrivato.
    E poi, è raro trovare un ragazzo che si racconta quando è difficoltà. Bravo!

  342.  
    Manuela
    14 maggio 2012 | 21:25
     

    Eh già vedi Miguel, che anche chi comincia da poco aiuta gli altri, fiori, questo blog è curativo per questo…..Brava Mariposa, anche tu dai passi avanti! Un bacio grosso a Rosa! Vi voglio bene a tutti! Un abbraccio alla Dottoressa Angelo Custode!

  343.  
    Ombry
    14 maggio 2012 | 21:26
     

    Ciao a tutti ragazzi/e, volevo innanzi tutto fare i complimenti a mariposa per essere riuscita ad andare a trovare la sua amica in clinica senza intoppi, bravissima! Ed anche a rosa che nonostante qualche momento no, non si scoraggia. Brave brave davvero.
    Io invece ho deciso di andare in Francia, per 3 settimane, partirò il 28. Non vi dico la paura!! Però il biglietto l’ho fatto, quindi non mi posso tirare indietro…devo farcela!
    Vorrei farvi una domanda, voi come ve la state cavando con il caldo? A me non va troppo bene, nel senso che il caldo mi fa stare abbastanza male oltre a levarmi tutte le energie…ci si mette anche l’allergia, e il dottore ha detto che potrebbe essersi evoluta in una leggera asma, ma i test potrò farli solo a settembre…però mi è venuta un’ansia addosso…infatti oggi in palestra è andata male…tachicardia e affanno per tutto il tempo :(
    Però ho intenzione di ritornarci domani mattina, speriamo in bene…
    Insomma…avete consigli/suggerimenti per non pensare troppo al caldo soffocante? Grazie!

  344.  
    Sabrina
    14 maggio 2012 | 23:53
     

    Ombry, anche io nn ho un buon rapporto con il caldo. Pensa che d’estate ho scelto posti belli freschi per le vacanze: paesi del nord, valle d’aosta, montagna più del mare anche se fino alla fine del liceo andavo al mare ogni anno con grande gioia.
    Posso però dirti quello che mi diceva il mio neurologo ogni volta che usciva l’argomento: impara dal passato e ricorda che il caldo nn ti ha mai fatto male, visto che sei allegramente sopravvissuta a ogni estate. Mentre per farmi stare tranquilla fisicamente mi diceva di bere un bel bicchiere d’acqua prima di scendere così ero sicura che non si sarebbe abbassata troppo la pressione (soffro di pressione bassa: ho 60la minima, 80-90 la max). E poi di mio mi porto delle caramelle sempre x la pressione bassa.
    Metto abiti di cotone qnd fa proprio caldo e qnd batte forte il cuore penso che è normale, che è il mio corpo che si adatta dinamicamente al caldo.
    Poi ho letto che i sintomi fisici che si hanno qnd fa caldo sono uguali a quelli di prima del panico, e che perciò il cervello li cataloga come preannuncio di un attacco di panico.
    Cmq Ombry sei stata eccezionale a prendere il biglietto. Brava! Ora nn avrai più i tormenti vado/nn vado :)
    Buonanotte a tutti voi e alla dottoressa

  345.  
    Manuela
    15 maggio 2012 | 07:34
     

    Grandi complimenti ad Ombry, bravissima! Prendi qualche vitamina o C o B che ti aiuta anche a rinforzarti contro le allergie (per la B parlane col medico prima). Ti abbraccio! (sono allergica anche io! E quando si abbassa il sistema immunitario si sente di più! Fai qualche ciclo di vitamine l’anno). Ragazze, stranamente a me la stessa storia del caldo lo fa con il freddo…….Lo odio! anche perchè sono stata operata al naso e pollini e freddo mi ostruiscono!

  346.  
    mariposa
    15 maggio 2012 | 09:19
     

    Buongiornoooooooooooooooooo
    che respiro di sollievo aprire il blog e trovarvi tutte/i lì….innanzitutto un enorme BRAVAAAAAAAAAAAAAAA a Ombry…prendere il biglietto è come aver superato il problema x metà…o almeno è quello che mi diceva un ex terapeuta quando riuscivo a prenotare telefonicamente una visita medica…mi diceva “Complimenti…praticamente già sei lì”.
    Portati un portatile o uno smartphone…noi tutte faremo questa capatina in Francia con te.
    Poi volevo accodarmi alle parole di Sabrina circa Miguel…è davvero raro trovare un uomo che abbia una tale sensibilità e che riesca ad esprimere i propri problemi con una tale profondità….e sempre a Sabrina volevo dire grazie per avermi dedicato tutto un trafiletto…sono lusingata!!!!è tutto vero quello che dici..solo che per il figlio il discorso è un pò più complicato…io il desiderio ce l’ho e pure tanto…è solo che ho paura di tutta la sfera medica soprattutto di aghi e siringhe….come farei ad affrontare gravidanza e parto?
    dovrò aspettare qualche secolo per vedere se inventano un nuovo modo per far nascere i bimbi.Speriamo!!!!
    Grazie mille anche a Ombry e Manuela che mi sostengono sempre….
    Auguro a tutti Voi un’ottima giornata.
    baciiiiiiiiiiiii

  347.  
    Sabrina
    15 maggio 2012 | 11:57
     

    Buongiorno a tutti! 

    Mariposa, ne hai mai parlato con un ginecologo? Sono sicura che nn sei la prima aspirante mamma ad avere paura di aghi e ospedali, magari qualche stratagemma già l’hanno trovato…

    Per quanto riguarda me, stanotte mi sono svegliata poco prima delle 5 credo perché avevo messo una coperta di troppo al letto a cui si è aggiunto anche il mio gatto :) però appena sveglia mi sembrava di respirare male, come se riuscissi ad immettere poca aria nei polmoni. Ho fatto due o tre respiri trattenendo l’aria e rilasciandola piano e ho bevuto un pò d’acqua. 
    Non so perché ma mi sono venute in mente in maniera distorta le parole di Manuela che poco tempo fa mi aveva ricordato che dopo aver cambiato alimentazione alla dottoressa venne il suo più forte attacco di panico. E ho iniziato a temere che stesse venendo anche a me :( 
    Ve l’ho detto, io ormai da quasi tre settimane ho eliminato dolci (tranne il gelato di tanto in tanto), pane bianco, cioccolata, coca cola, caffè già da prima, e ho introdotto farine integrali, molti cereali e frutta. 
    Fortunatamente ho scacciato quel pensiero fuorviante e ho preso il sudoku per distrarmi. Dopo un’oretta e al suono degli uccellini mi sono riaddormentata. 
    stamattina mi sono svegliata presto e ancora un pochino spaventata, ma insomma è andata bene.

    Credo che inconsciamente io sia preoccupata di aver cambiato alimentazione senza consultarmi con un medico, visto che il mio pensiero è sempre alla pressione bassa e alla carenza di ferro, ed anche al mio fisico piuttosto asciutto (nn sono magrissima, 51kg per 1,64 , ma quando è estate o sono sotto stress arrivo a poco più di 49kg e mi preoccupo). Come se i dolci mi mettessero al riparo da mancamenti o dimagrimenti…eppure sono sicura che è una convinzione sbagliata. Da qualche parte ho letto però che il cibo integrale ostacola l’assorbimento di ferro, e da qui la domanda “sto impedendo al mio fisico di assorbire anche quel poco di ferro che riusciva ad assorbire?”, ma poi mi chiedo “e allora il ferro che mettono assieme alle vitamine nei cereali per la colazione è un imbroglio?”
    Vabbé, farò le analisi del sangue per controllare il livello del ferro e poi vedrò che fare. 
    Intanto ho delle bustine di ferro che prendo durante quei giorni del mese e che dovrebbero tamponare il “problema”.

    Un’altra cosa…ma voi che frequentate da più tempo il blog, sapete se ci sono periodi prestabiliti in cui la dottoressa risponde oppure è una questione di impegni lavorativi? Ed è solo qui che possiamo contattarla, giusto?
    Buona giornata a tutti!

  348.  
    Elisa
    15 maggio 2012 | 15:44
     

    Ciao Sabrina, sicuramente avere un’alimentazione sana aiuta molto al di là del panico, ma onestamente, a meno che tu non abbia proprio esigenze specifiche, non sarei così radicale a proposito di cosa togliere e cosa tenere (sempre parlando di cibi che ti fanno stare bene, siamo tutti d’accordo sull’eliminazione di “schifezze”, cibi industriali ecc ecc). Non sono un’esperta, personalmente mi capita di consumare tanto farina bianca quanto farina integrale per farti un esempio.. credo solo che, come in molte cose, l’importante sia migliorare il proprio stile di vita senza per questo diventare “ossessivi” :-) Ti consiglierei di non privarti di alcun tipo di nutriente, in più molta acqua, molta frutta e verdura..

  349.  
    Manuela
    15 maggio 2012 | 21:22
     

    Ciao Sabrina, mi dispiace che ti sia preoccupata per questo ma forse hai frainteso, io ho semplicemente detto che Laura, per cinque e dico cinque anni aveva cambiato la sua alimentazione credendo che bastasse per far passare il panico (ma l’attacco più forte non è venuto per il suo cambio di alimentazione) bensì perchè era lei che lo evocava il panico…..E solo dopo l’ultimo forte attacco lo ha capito! E non ne ha avuti più…..comunque va bene eliminare schifezze ma Sabry, siamo noi a crearceli te lo assicuro! Un bacio può darsi ti diano un pò fastidio i pollini visto che è periodo! Ciao!

  350.  
    Manuela
    15 maggio 2012 | 21:27
     

    Comunque per me puoi ridurli un pò ma non eliminarli del tutto Sabry…..

  351.  
    Sabrina
    15 maggio 2012 | 22:28
     

    Manu, Elisa, la mia idea era quella di eliminare lo zucchero raffinato e la farina 00 non solo per il panico, ma nella pratica li ho solo ridotti parecchio. È troppo complicato eliminarli totalmente. Domenica sera per esempio sono andata a mangiare una pizza con il mio fidanzato e degli amici e anche lí viene usata la farina 00…  Il caffè invece l’ho completamente eliminato e nn è stato un sacrificio visto che nn mi piace molto e nel latte preferisco l’orzo.
    Però ho scoperto che la marmellata senza zucchero è buonissima xchè è fatta solo con frutta e gelificante, e quindi con frutta scelta visto che nn viene usato lo zucchero che potrebbe “mascherare” qualche frutto un po’ troppo maturo. Quella alle fragole e fragoline di bosco è unica :)

    Seguirò il vostro consiglio, continuando a limitare, ma senza esagerare e soprattutto senza crearmi un vero problema.
    Grazie ragazze, è davvero rassicurante trovare le vostre risposte. Buonanotte :*

  352.  
    mariposa
    16 maggio 2012 | 09:43
     

    cara Sabrina sono pienamente d’accordo con Manuela ed Elisa…basta solo eliminare le “schifezze” e in generale ricordare che bisogna tenere pulita sia la mente che il corpo.io in realtà faccio uan dieta (ma dimagrante) ricca di cereali, frutta e verdura ma non ho eliminato la farina bianca o lo zuccchero…e un paio di caffè me li concedo…anzi direi prorpio che me li godo…anche se mai dopo un certo orario altrimenti la notte mi vengono le facsicolazioni a braccia e gambe…ma ora che lo so non mi spaventano nenache tanto.
    di certo cambiare l’alimentazione può aiutare un pò ma non può guarire il ns malessere.
    riguardo il caldo e i suoi effetti negativi anche io ne soffro…ho una presssione normalmente di 80 su 60 pensa tu quando fa caldo a cosa può arrivare.
    però sono ormai 3 anni che non ho più problemi perchè a partire più o meno da metà maggio prendo quotidianamente una bustina di integrator0i di potassio e magnesio sciolta in una bottiglietta d’acqua e la sorseggio per tutto il giorno…e questo per almeno 2 mesi.
    anche il nuovo neurologo me li ha prescritti quest’anno pur cambiando le bustine (ma non credo qui si possano fare nomi).parlane con il tuo dottore…riguardo il mio “mega problema figlio” ne ho parlato con il gine (che figurati quando entro si toglie il camice bianco per farmi sentire meno a disagio con il mio problema-sanità) ma sinceramente non ha mai incontrato una come me!!!!CHE CONSOLAZIONE!!!!
    un bacione forte a tutti

  353.  
    CHIARA
    16 maggio 2012 | 09:45
     

    BUONGIORNO CARISSIMI AMICI FIORI… ANCHE SE NON HO SCRITTO IN QUESTI GIORNI HO CMQ CONTINUATO A LEGGERE I VOSTRI COMMENTI…
    SIAMO A MAGGIO E CON TANTA GIOIA DA 4 MESI NON HO PIù AVUTO ATTAKKI DI PANICO.. SOLO QUALKE BRUTTA SENSAZIONE SCACCIATA VIA GIUSTO IN TEMPO E DI QUESTO SONO SUPER FELICE PERCHè GRAZIE AL LIBRO DELLA DOTTORESSA E A QUESTO SPLENDIDO BLOG CHE SONO RIUSCITA AD ARRIVARE FIN QUì!
    C’è UN PERò…. DA QUALKE GIORNO HO SCOPERTO UNA NUOVA PAURA.. è COME SE IL MIO CERVELLO NON POTESSE USCIRE TOTALMENTE DA QUESTA DIMENSIONE DI ETERNA PAURA!! HO PAURA DI POTER FARE DEL MALE A QUALCUNO!
    NON Sò PERCHè PROPRIO ADESSO QUESTA COSA SIA SBUCATA FUORI MA VERAMENTE MI FA STARE MOLTO MALE ANGOSCIANDOMI TERRIBILMENTE… ADDIRITTURA PAURA DI UCCIDERE QUALCUNO… MI VERGOGNO QUASI A SCRIVERE CERTE COSE…. MA CREDETEMI SOLO QUì RIESCO A SFOGARMI CIRCA TUTTI I MIEI PROBLEMI….
    CHIEDO AIUTO ALLA DOTTORESSA E A TUTTI VOI… SE VI SIETE RITROVATI AD AFFRONTARE QUESTA STESSA PAURA COSA AVETE FATTO? COME L’AVETE SUPERATA??
    VI RINGRAZIO TUTTI!
    GRAZIE SEMPRE ALLA DOTTORESSA!

  354.  
    rosa
    16 maggio 2012 | 14:47
     

    ciaoooooooo amici fiori,rispondo a chiara.anche io mesi fa avevo questi pensieri e capisco la tua angoscia.cerca di non alimentarli questi pensieri,come affiorano nella tua mente lasciali li,credo che arrivino perchè pensiamo troppo,siamo troppo mentali,ci facciamo troppe domande.quando mi balenavano nella mente a me,andavo subito a raccontarlo alla mia psicologa ,a mia madre,alle mie sorelle.un giorno piangendo disperata perchè mi vergognavo come te,lo raccontai al mio ragazzo.poi un giorno mi sono fatta una domanda?chi commette queste cose non le racconta,non ha paura ,non usa la ragione.e qui ho usato la consapevolezza e pian piano sono andati via.sai chiara riuscire a buttar fuori certe cose non è facile e ti capisco e credo che parlarne sia gia essere forti.ragioniamo troppo questo è il nostro problema.noi non siamo solo i nostri pensieri,siamo anche altro.vogliamo farlo uscire questo “ALTRO CHE C’è IN NOI?”ti invio un bacione chiara!

  355.  
    rosa
    16 maggio 2012 | 14:58
     

    rispondo a ombry…anche io il caldo non lo sopporto e credo che a tutti dia fastidio e credo che il discorso sia sempre lo stesso,per ogni minima cosa ne facciamo un dramma,perchè in compagnia del panico e dell’ansia abbiamo strutturato un bel po di insofferenze.diventanto poco tolleranti a molte cose,tra cui il caldo.se ci pensiamo a 40 gradi con l’afa un bel po di persone si sentono spossati,stanchi ma non ne fanno un dramma.noi si!ricorriamo subito a integratori vari e tutto quello che ne segue!e che non ci arrendiamo ancora,siamo sempre li a essere ansiosi sul tutto…ahahahaaha!come siamo brave a renderci la vita difficile!ufffffff!

  356.  
    rosa
    16 maggio 2012 | 15:10
     

    manuela,miguel,chiara,sabrina ,ombry,mariposa,elisa continuiamo a sostenerci,siamo uno la forza dell’altro ed è bello condividere quello che ci fa paura con chi riesce a capirci perchè pian piano le nostre paure diventano meno opprimenti.sapete cosa ho immaginato leggendovi oggi?che tutti noi stiamo scalando l’everest e che ogni tanto scivoliamo ma sotto c’è sempre qualcuno di noi a darci la spinta per risalire.ahahahhahha!che bello!un baciooooooooooooo a tutti voiiiiiii!

  357.  
    Manuela
    16 maggio 2012 | 18:57
     

    Ciao stupendi, allora rispondo al desiderio di maternità di Mariposa, allora anni fa ero terrorizzata all’idea del parto e del se sarei stata un buona madre, difatti ho aspettato parecchi anni (8) dopo sposata per cercare un figlio, poi è arrivata la nipote di mio marito e sono completamente impazzita per lei. Che mi ha tolto le mie (anche se giustificate) sciocche paure e ho deciso di avere mio figlio, ho avuto una gravidanza difficile anche ma tutto poi viene con se e anche io seppur ipocondriaca ho paura dei dottori! quindi Mariposa, tutto poi viene con se, se il desiderio è forte prima o poi vince sulle paure e te lo dice una fifona! che però non ha il coraggio di fare il secondo…..Chiara, quando andavo dalla psicologa mi era presa una specie di fissa che volevo insultare la gente (nella mia mente però) a parole non l’ho mai fatto, alla fine è passata!
    non so spiegarti forse era rabbia repressa perchè non riuscivo a venirne a capo e non avevo voi e Laura! Rosa l’Everest è proprio quello che stiamo facendo, ma quando uno scivola ci sono glia altri a riprenderlo però……ah Mariposa un’altra cosa, se vai indietro, nei mesi passati c’è Annalisa che è stata con noi tutta la gravidanza (anche lei ha affrontato come un leone il suo panico e ha avuto il suo secondo figlio, con non poche difficoltà) Un abbraccio Anna e fatti sentire!

  358.  
    Sabrina
    16 maggio 2012 | 19:05
     

    Mariposa, ma le bustine di potassio e magnesio sono per la pressione bassa? Devo chiedere al mio medico. Pensa che 7-8anni fa mi diede degli integratori con carnitina e altro che erano indicati per gli sportivi! E io e lo sport nn ci frequentiamo tanto…
    Se nn ricordo male la dottoressa nel suo ebook consiglia integratori naturali, i tuoi lo sono? 

    Volevo chiedere inoltre a tutti una cosa…ma qualcuno di voi ha problemi come me a stare da solo? Ve l’ho detto, io riesco a stare sola in casa solo per pochi minuti e questo succede da novembre, ovvero dal mio ultimo attacco di panico durante il quale tremavo in modo vistoso ed ero in autostrada con il mio fidanzato. 
    So che dovrei farmi coraggio, ma ancora nn me la sento. È come se quando resto sola nn posso più mentire a me stessa, e guardandomi mi sento come se nn avessi una strada chiara da seguire, come se i miei sogni nn fossero realizzabili e che qualunque cosa faccio è una presa in giro per me. 

    L’unica cosa che funziona è fare qualcosa che porti ad un risultato concreto, evidente e immediato: tipo preparare il pranzo, un dolce, lavorare a computer per il mio fidanzato. In quest’ultimo caso il risultato è quello di aver finito quello che avevo concordato con lui e che era importante per la nostra attività. 

    Ci sono però delle controindicazioni, ed è questo il motivo per cui nn resto da sola anche se potrei concentrarmi su queste cose: quando riprendo in mano i libri, penso di aver tolto delle ore al mio studio, che saranno difficili da recuperare specie per me che mi sento sempre in ritardo, e sento il mio obiettivo più lontano e irrealizzabile xchè a questo punto dipenderà dagli altri, da se mi lasciano sola per dedicarsi alle loro cose tanto importanti. Insomma… un casotto!

    È che io pensavo di finire l’università tanti anni fa con il mio fidanzato ed ero pronta anche a spostarmi con lui per lavoro, e invece oggi mi trovo da sola a studiare, mentre lui, a pochi esami dalla fine, decise di iniziare a lavorare per essere indipendente. 
    Per cui spesso mi trovo tra la voglia di laurearmi e quella di mollare tutto e dedicarmi alla nostra attività totalmente, senza tutti questi sacrifici.
     
    Sarà perché ancora nn ho scelto una strada che nn riesco a stare da sola? Qualcuno di voi prova la stessa sensazione di incertezza?

  359.  
    CHIARA
    17 maggio 2012 | 07:39
     

    CARISSIMI FIORI BUONGIORNO A TUTTI VOI!! CARA ROSA E CARA MANUELA GRAZIE MILLE PER LE VOSTRE RISPOSTE SAPERE CHE IN QUALCHE MODO ANCHE VOI AVETE PROVATO QUESTA SENSAZIONE MI FA SENTIRE “NORMALE”, ROSA L’ESEMPIO DI SCALARE TUTTI INSIEME L’EVEREST MI PIACE TANTISSIMO è UN PENSIERO FELICE PERCHè ARRIVEREMO TUTTI PRIMA O POI ALLA VETTA!! IO SONO MOLTO RISERVATA SOLO QUì RIESCO AD APRIRMI A 360°! PER FORTUNA CHE C’è QUESTO BLOG E CHE CI SIETE TUTTI VOI!! NON MOLLIAMO MAI!! ROSA E MANUELA GRAZIE ANCORA SIETE DOLCISSIME! VI TENGO PER MANO CONTINUIAMO A SCALARLO QUESTO EVEREST TUTTI INSIEME!! 😀

  360.  
    Ombry
    17 maggio 2012 | 09:57
     

    Buongiorno a tutti! Vorrei rispondere a Sabrina circa il riuscire o meno a stare da soli. In questo caso io mi sento molto “atipica” rispetto a chi soffre di attacchi di panico, perchè io invece sto molto meglio quando sono da sola in casa, piuttosto che con qualcuno. Lo preferisco di gran lunga, fino a poco tempo fa anche quando ero fuori casa, adesso un pò meno, quando esco mi sento più sicura ad avere qualcuno al mio fianco, ma se non c’è poco male…scatta la “prova di resistenza” con me stessa :)
    Sabrina hai mai provato a stendere una lista dei tuoi obiettivi? Cioè di tutto quello che vorresti fare, a partire dal più piccolo fino ad arrivare al più grande. Io in questi 2 mesi di “terapia” (chiamiamola così) ho scoperto il grande valore dello scrivere. Scrivo i miei obiettivi quando ci sono giornate particolarmente intense, scrivo tutti i momenti in cui mi viene l’attacco così da vedere se tra di loro ci sono cose in comune, da poter analizzare. Scrivo le mie vittorie e scrivo le mie sconfitte e vedere tutto scritto, concretamente, fa un effetto molto diverso dal solo pensarlo.
    Quindi secondo me se tu ti scrivessi gli obiettivi che vuoi raggiungere, e magari anche il perchè vuoi arrivare a certi risultati, credo che saresti più motivata anche nello studio, e magari riusciresti anche ad essere più forte, tanto da dire “ok, sono da sola, ora mi metto a studiare e raggiungo il mio obiettivo”. Non pensare che sei più “Indietro” rispetto al tuo ragazzo, lo pensavo anch’io quando lui è partito x la Francia e io sono rimasta qui…lui mi diceva “siamo su due binari diversi” e io ci credevo. Poi ho detto “no, non siamo su due binari diversi, siamo sullo stesso binario, il mio treno è partito un pò in ritardo ma a poco a poco ti raggiunge”. Ed è così. Questa cosa che ci è capitata è SOLO uno stupido incidente di percorso, ma noi siamo più forti e ne usciremo vincenti 😉

  361.  
    mariposa
    17 maggio 2012 | 10:02
     

    Buongiorno cari fiori…oggi ho fatto un piccolo grande passettino avanti…come sapete ho da pochi mesi ripreso a guidare con non poche difficoltà ma pian pianino sto riuscendo a fare almeno i km che separano la mia casa dal lavoro…fino a poco fa però il tragitto lo facevo quasi tutto al telefono per distrarmi…giorno dopo giorno, seguendo il consigio dello psicoterapeuta, ho diminuito il tratto in cui rimanevo al telefono e oggi per la prima volta l’ho fatto tutto senza neanche un minuto al telefono….ero “SOLA” e quasi quasi mi veniva da digrignare i denti e dire: VIENI FUORI STUPIDO PANICO CHE NON SEI ALTRO E VEDIAMO CHI VINCERA’ TRA ME E TE.Fortunatamente non si è fatto vivo…avrà avuto paura di me????…scherzi a parte sono arrivata a lavoro che nemmemo Alonso sul podio si sentiva così invincibile.
    Ah..dimenticavo mi sono fermata anche a fare la spesa di detersivi…io che sono la signora “Mi potreste portare la spesa a casa che sono impegnata?”…Che ne pensate?mi sto dando pacche sulla spalla da sola da circa un’ora.
    Scherzi a parte volevo rispondere a Sabrina circa gli integratori…i miei sono a base di Creatina, Arginia, Taurina, Carnitina, Magnesio, Potassio, Vitamina B1, B2, B6, B12, C, E, PP, Acido pantotenico, Acido folico e Coenzima Q10…e le compro in farmacia.
    Grazie Manuela per le tue parole ma volevo sapere se la mancanza di coraggio a fare il secondo filgio ha a che fare con il parto? spero di no….comunque appena posso torno nei post precedenti e cerco la storia di Annalisa…e poi mi attacco a lei come una cozza!!!!
    baci a tuttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

  362.  
    rosa
    17 maggio 2012 | 12:30
     

    ciao ragazze,manuela la tua risposta non mi è stata tanto chiara e magari io mi sono spiegata male.intendevo dire che leggendo i vari commenti qualcuno di noi durante il cammino verso la vittoria fa un passo indietro(compresa me),ma subito c’è qualcuno pronto su questo blog compresa te a darci una spinta per non mollare!ci sosteniamo a vicenda.e come se fossimo una la forza dell’altro,non so se mi sono spiegata bene.volevo dire a mariposa“BRAVA”la citazione nel sentirsi alonso sul podio mi ha fatto ridere,ahahahah!brava!brava!brava!un bacio a tutte voi!

  363.  
    Elisa
    17 maggio 2012 | 15:27
     

    Bravissima Mariposa, è un grande risultato! Continua così!! :-)

  364.  
    Elisa
    17 maggio 2012 | 17:59
     

    Ho un piccolo momento da condividere con voi: un amico mi ha consigliato il nome di una psicoterapeuta (glielo avevo chiesto io per non andare proprio a caso stile pagine gialle..). Dovrebbe essere una cosa neutra, ma mi sento molto agitata, so che è stupido ma all’improvviso non so se la voglio chiamare. Ho paura di rimanere delusa, di fare un buco nell’acqua..se l’incontro non dovesse andare bene sarebbe un altro tentativo fallito. E non ho nessuna voglia di intristirmi.. :-(

  365.  
    Manuela
    17 maggio 2012 | 19:14
     

    Rosa,hai ragione è proprio quello che intendevo, scaleremo l’Everest insieme. Mariposa, no non è il parto che mi spaventa, ma sono altri problemi. Ti faccio i miei migliori complimenti e se continui così sono certa che presto ci farai anche una bellissima sorpresa proprio come ha fatto Annalisa! Un abbraccio! Elisa, pensaci e aspetta il momento adatto, per contattare lo psicologo, certo lo so come Laura è impossibile……Ma del resto si può provare!

  366.  
    Sabrina
    17 maggio 2012 | 20:26
     

    Ombry, grazie per avermi risposto pur nn condividendo lo stesso disagio nello stare sola.
    L’idea di una lista degli obiettivi in ordine di importanza è sicuramente utile. A dirti la verità l’ho fatto un sacco di volte nei miei periodi propositvi, e nei giorni più impegnativi perché anche quando c’è un matrimonio a cui andare, se è di pomeriggio, mi programmo la giornata in modo da poter studiare almeno un minimo, e ti dirò che quelle poche ore sono davvero produttive.
    Ho un libretto di Brian Tracy che spiega l’importanza di programmare e come farlo al meglio.  

    Il problema è che nn sono costante :( e credo di nn esserlo quando le mie giornate si assomigliano tutte. Quando non ho una cosa bella o interessante da fare durante il giorno. 
    Che poi per me che ora mi sento veramente rilassata solo con il mio ragazzo, i miei diversivi sono solo le nostre uscite, un film con lui..
    Pensa che fino a qualche settimana fa mi agitavo se vedevo qualcosa in tv da sola…come se mi sentissi legittimata a quella pausa dichiarata solo in presenza di qualcun altro. Avevo pensato infatti di mettermi come cosa bella da fare nella giornata un film, o una puntata della mia serie tv preferita, ma mi sento sciocca o peggio molto agitata. 
    Una telefonata con un amico invece riesco a godermela, così come un video su come truccarsi (li guardo spesso da youtube), ma difficilmente sono programmati.

    Leggo di te e penso che a 28 anni ero convinta che facendo quello che mi consigliava il neurologo avrei vinto il panico. E allora su un’agenda trascrivevo ogni giorno quello che mi succedeva, tutte le mie sensazioni, tutto quello che mi diceva il mio medico riportando anche le poche gocce che mi aveva prescritto. Ricordo la sensazione di vittoria vicina quando dopo tre mesi iniziammo a scalarle… Ero sicura che stavo facendo tutto bene, avevo messo la mia lotta al panico davanti a tutto e mi stavo impegnando con tutta me stessa.
     Ma tante cose nn le avevo capite, non ero diventata più umile, non stavo cambiando, stavo si guidando in autostrada da sola, andavo si dal mio medico da sola, ma non stavo cambiando niente. Stavo cercando solo un modo, degli strumenti, per poter continuare a fare quello che facevo sempre senza il limite del panico. Pensavo che stavo “crescendo” solo perché prendevo la macchina in autostrada per 30km. Avevo imparato tante cose, ma non la cosa più importante. E ancora adesso non la so fare: amare me, i miei obiettivi, coccolare me e nn gli altri, avere fiducia in me da sola e nn in me assieme a qualcun altro. Se c’era chi studiava con me, dove con me significa anche solo stare in biblioteca con altri che fanno la stessa cosa, io stavo lì le ore, la giornata intera; se con me c’era chi si lamentava del caldo, io la rincuoravo e nn pativo io. 
    E il mio neurologo a dirmi: vedi, la forza tu ce l’hai, devi solo tirarla fuori anche quando sei sola. Solo… :( 

    È come se mi mancasse un tassello, uno solo, per avere l’illuminazione! Per questo adesso sto leggendo tutto il blog, tutti gli articoli che la dottoressa Laura con grande altruismo e amore ha scritto per noi e per me.
    E intanto ci siete voi con me, che siete una benedizione.   

    Ombry, io vedo già una differenza tra la me di allora e te: tu pensi che i tuoi progressi nn siano tanto merito del tuo psicanalista, mentre io ringraziavo il cielo di averlo incontrato e con la paura di non rendermi troppo dipendente da lui evitavo di chiamarlo se nn in casi di vera esigenza.
    Te lo dico perché non vorrei mai scoraggiarti. Tu stai facendo quello che la dottoressa consiglia: cambiare. E lo stai facendo seguendo anche questo blog. Come avrei voluto scoprirlo anch’io allora, ma speriamo nn sia troppo tardi. Non lo sarà :)

    Ombry, scusa, ho scritto un’altra volta tantissimo 😛 
    Una serena serata a te e a tutti i fiori

  367.  
    Sabrina
    17 maggio 2012 | 20:28
     

    Elisa, dagli una possibilità. Vedi che approccio ha con te e dopo scegli liberamente se continuare ad andare o meno. se nn ti ispira fiducia, nessuno ti obbliga 😉

  368.  
    Sabrina
    18 maggio 2012 | 09:05
     

    Mariposa, lo aspettavi addirittura?! Bravissima davvero! Io quando guidavo da sola pensavo sempre a come nn farlo venire, nn lo invitavo mai…

  369.  
    Ombry
    18 maggio 2012 | 10:09
     

    Sabrina sicuramente non è troppo tardi! Se le tue giornate si somigliano, fai in modo che non succeda, ma secondo me è sbagliato programmare (e te lo dice una che la mattina quando si sveglia ha in testa il “piano d’azione” della giornata fino a sera, e quando qualcosa va storto è un dramma). Cioè secondo me una delle cose fondamentali che dobbiamo imparare a fare, è seguire le nostre emozioni, giusto? Quindi ok magari ci facciamo un programma, ma se alla tot ora non abbiamo voglia di fare quella cosa che abbiamo programmato, che succede? Che la si fa controvoglia, o non la si fa proprio e ci si sente un pò sconfitte. Invece se seguiamo le emozioni del momento (e quando si è da soli si può fare TUTTO ciò che si vuole) è molto più stimolante. Non so, forse per me è facile perchè io ho un hobby che mi piace tantissimo, realizzo bijoux artigianali eco-sostenibili :) e ogni momento è buono per creare…però anche tu secondo me hai tanti interessi che puoi sviluppare e ti accorgerai che la giornata passerà in un lampo.
    Io ho vissuto molto anni con gli attacchi di panico, prima di andare da uno specialista, quindi avevo già sviluppato dei miei sistemi per scacciarli via…manca anche a me tutta la parte più “umana”…trovare la fiducia in se stessi, essere meno insicura e timida, volersi bene. All’inizio pensavo fosse più che altro questo, poi però lo psicanalista mi ha fatto presente che una cosa che mi è successa nel passato non era da banalizzare come ho fatto io x tutti questi anni…è stato per me un trauma che non ho superato, più vari condizionamenti dati dalla mia famiglia che ormai si sono radicati in me più di quanto io pensassi. Per me questa è stata come la scoperta dell’America, il mio fidanzato mi ha detto “ma scusa non è possibile che tu non ci sia arrivata prima da sola”….eh no, non ci ero arrivata. Quindi adesso so su cosa mi devo concentrare, so su cosa devo lavorare. Non so come, perchè il mio psicanalista non proferisce parola ne consigli ne spunti su come fare. Però a queste conclusioni mi ci ha fatto arrivare da sola, quindi da sola, parlandone con lui, capirò anche come fare. E la mia mente smetterà finalmente di prendermi in giro 😀
    Sabrina sii consapevole delle tue capacità, credi in te stessa e vedrai che la strada sarà più semplice. Io dai tuoi commenti deduco comunque che sei una “tosta”, quindi sono strasicura che riuscirai in tutto.
    Mariposa BRAVISSIMA!!!! Davvero complimenti, anche io quando sono in situazioni sgradevoli ma sento che sto bene dico “dai, vieni panico vieni, tanto stavolta non mi fai niente!” :) Brava brava brava!

  370.  
    mariposa
    18 maggio 2012 | 11:38
     

    Buongiorno bellissimi fiorellini
    grazie mille a Manuela, Sabrina, Ombry, Elisa e Rosa per la “pacca sulla spalla”…mi serviva davvero.
    ieri sono stata dallo psico e anche lui mi ha fatto molti complimenti per i miei progressi….anche se mi ha completamente destabilizzato quando fatto una domanda precisa: che problema vogliamo risolvere prima?o qual è secondo te quello più importante di tutti.
    sono stata per 5 interminabili minuti in silenzio durante i quali ero assalita da tutta quella matassa che vorrei sbrogliare paura di guidare, voglia di libertà, autonomia, indipendenza, paura di volare, di viaggiare, ipocondria, lutto di mio papà da elaborare ecccccccccccccc ma ad un certo punto una parola più di tutte si è messa in GRASSETTO: MATERNITA’.
    credo sia questo il mio obiettivo: VOLERE UN FIGLIO o meglio far decidere al mio cuore e non alla mia paura se lo voglio o no.
    e così lui mi ha sorriso e mi detto che lo sapeva già e che se questo è l’obiettivo finale dobbiamo lavorare per abbassare la paura e cominciare a fare piccoli grandi passi per prepararmi.
    Il primo? è il più terrificante per me: LE ANALISI DEL SANGUE.
    me le ha prescritte e si aspetta da me in questi giorni una telefonata per dirgli che le ho fatte.
    Uhm….non so quanto ci vorrà per fargliela…credo tanto…ma almeno sono contenta di non averla esclusa apriori come avrei fatto pochissimo tempo fa.
    Incrocio le dita…e comincio a pensarci seriamente.
    un bacio a tutti e buon fine settimana.

  371.  
    Ombry
    18 maggio 2012 | 14:16
     

    Grande mariposa , io mi sono fatta fare settimana scorsa l’impegnativa del mio medico per gli esami del sangue (mai fatti in 28 anni di vita, ma pare ora!) e ce l’ho lì….che aspetta di essere utilizzata…..paura paurissima!!!! Quindi ti capisco bene….e sono con te!

  372.  
    Miguel
    18 maggio 2012 | 15:35
     

    Ciao ragazzi, a quanto ho letto non ci sono molti uomini in questo spazio (forse ho sbagliato??!) ma mi trovo benissimo a parlare con tutti voi quindi continuo pure.
    Ho letto tutt’un fiato i vs commenti degli ultimi giorni. Ho fatto una riflessione anche sul mio stile di vita e volevo condividerlo. Ho percepito confusione, urgenza, tempi ridotti, vite affannate, corse contro un nemico..una VITA non vita. Cioè il nostro cervello ipersollecitato (da voglia di laurearsi, raggiungere un obiettivo, superare un trauma) non ha retto qualcosa. C’è gente che questa roba qui la butta giù e la digerisce velocemente, noi no. Noi abbiamo bisogno di capirla, approfonditamente perchè non siamo superficiali. però questo modo di vedere la vita ci ha fatto male. Forse nella vita dovremmo essere un pochettino più superficiali. Mi è venuto in mente un esempio: se siamo su una panchina a leggere un libro ed un auto che passa suona il clackson forse nemmeno ce ne accorgiamo. Ma se stiamo su quella panchina ed aspettiamo qualcuno, ad ogni rumore alziamo la testa per vedere chi è. Noi non riusciamo a leggere questo benedetto libro perchè aspettiamo sempre il panico! così non vivremo mai.
    Propongo di semplificare la vita..non so se ha una logica questa cosa

  373.  
    mariposa
    18 maggio 2012 | 15:39
     

    Cara Ombry,
    facciamo così…diamoci un tempo: entro fine mese tutte e 2 dobbiamo farle!!!è un impegno reciproco.ok?

  374.  
    Manuela
    18 maggio 2012 | 16:24
     

    Ciao ragazzi, oggi sono un pò giù perchè mi trovavo in un posto un momento da sola quando è entrato un uomo con un bambino, sembrava (l’uomo avesse brutte intenzioni) o almeno è quello che ho creduto io anche perchè aveva cominciato a seguirmi (io forse l’ho pure ingigantita ma ho avuto paura) mi sono sbrigata a raggiungere un posto più affollato dove c’era una mia parente……Insomma spero che questa cosa non mi faccia regredire nei passi avanti fatti e sopratutto meno male che non c’era mio figlio…..

  375.  
    Manuela
    18 maggio 2012 | 16:25
     

    Pensate che poi questo è un incubo che faccio spesso……..Dottoressa mi consigli lei……..

  376.  
    Sabrina
    18 maggio 2012 | 16:43
     

    Ombry, Mariposa, decidete insieme il giorno così le farete contemporaneamente e avrete uno stimolo in più.
    Posso dirvi io perché nn ho paura di farle: prima di tutto sono curiosa dei risultati, penso che sapere che i valori sono nella norma è sempre un attestato di salute, e poi porto un succo di frutta in borsa che bevo dopo per evitare leggeri mancamenti. Voi potreste portarvi un pocketcoffee. E poi se dite che il sangue vi impressiona un pò, l’infermiera vi dice due paroline per tranquillizzarvi o distrarvi. Dura forse due minuti volendo esagerare. Guardate l’infermiera in viso e parlate così passa anche prima.

  377.  
    Sabrina
    19 maggio 2012 | 00:51
     

    Manu, una volta al casello dell’autostrada un uomo nell’auto davanti ha iniziato a sorridermi in maniera insistente. Io credevo xchè mi aveva visto da sola in auto a canticchiare e forse a sorridere, nn so. Comunque mi ha inseguita fino all’uscita dall’autostrada e oltre. E poi ha iniziato a bussarmi, ma io ho evitato di guardarlo. A quel punto ho telefonato al mio fidanzato per dirglielo visto che stavo andando da lui e dopo poco ho visto che il tizio aveva girato per andarsene. Non mi sono preoccupata. Sai che ho pensato? Accidenti, mi sa che oggi i capelli devono starmi particolarmente bene! 😀 e poi ho pensato di ricordarmi che al casello gli altri mi vedono e che se un tizio mi guarda strano devo tirare subito fuori il cellulare così capisce che nn lo sto considerando.
    Ma tu di cosa ti sei preoccupata in particolare? Non credo avesse cattive intenzioni visto che aveva suo figlio con sè. Comunque tu tira fuori il cellulare la prossima volta e fai finta di parlare con tuo marito che ti sta raggiungendo.
    Ovviamente nn posso/voglio sostituirmi alla dottoressa Laura, era solo per dirti la mia mentre aspetti una sua risposta.

    Miguel, hai fatto il pieno! Scusa le mille mie parole che ti sei trovato a leggere… e sono d’accordo, dovremmo imparare a essere più leggeri. Spesso guardo il mio gatto e penso di essere come lui: sempre attento (vabbè, lui anche quando dorme!) , sempre in tensione, in allerta per sentire ogni rumore, e davvero sento un sacco di rumori…i miei si meravigliano e dicono che ho un udito eccezionale. Ma sbagliano, sono solo molto attenta :)

    Caro Miguel, continuiamo a darci dei consigli pratici per essere meno complicati. Come vedi alcuni di noi non hanno le paure di altri o le hanno superate e cercano di sdrammatizzare delle situazioni per farle vedere nella giusta ottica.
    C’è un film che adoro, l’attimo fuggente, in cui il professore dice mettendosi in piedi su un banco: “sono salito quassù per ricordare a me stesso che dobbiamo guardare le cose sempre da angolazioni diverse. E da qui il mondo appare diverso”
    Aiutiamoci a guardarlo in modo diverso :)

  378.  
    Manuela
    19 maggio 2012 | 09:16
     

    Sabry ahahahahah sei troppo forte! Mi sa che hai ragione! forse non so avevo paura mi volesse rubare la borsa, ma in realtà voleva provarci……Hai ragione tu….comunque mi era già capitato ma questo in particolare mi ha impaurito di più non so perchè! Mariposa, Ombry, quando vi tira il sangue vi girate dall’altra parte e chiacchierate con l’infermiera/e che sono sempre gentili! Andate lo stesso giorno e vediamo chi è più brava….noi facciamo il tifo! Miguel di uomini ce ne erano moltissimi prima, ora stanno meglio, e ci vengono a trovare con grande affetto, saluto Landrea, Eddy, Michele…..Un abbraccione!

  379.  
    Manuela
    19 maggio 2012 | 10:16
     

    Comunque Sabrina grazie sei un tesoro! lo vedi che fai passi da gigante anche tu…..E dai pure ottimi consigli, vedi indietro di qualche tempo e te ne renderai conto!

  380.  
    chadisja
    20 maggio 2012 | 19:19
     

    Dott.ssaaaaaaaaaaaaa Laura come sta??
    E’ dal 14 aprile che non la leggiamo come va? Ci faccia sapere sue notizie è veramente sempre un piacere leggerLa, per me è un motivo in piu’ per crescere e salire quel gradino a cui aspiro da tanto ma tanto tempo.
    Scusi se ho disturbato ma cerco sempre la sua rosa ed è da tanto che non la trovo.
    Magari sarà impegnatissima ma so’ che Lei ci ama e quindi aspetto sue notizie.
    Un fortissimo abbraccio a tutti.
    Spero stia bene.

  381.  
    Senso78
    20 maggio 2012 | 20:11
     

    Cara Chadisja,
    vedo che per quanto riguarda lo sport abbiamo parecchie cose in comune. Io il massimo che riesca a fare senza problemi sono 20 minuti di corsa. A volte 25 ma lì la frequenza inizia ad aumentare molto e quindi il recupero è più lento. Lo scorso novembre sono stato con la tachicardia per 3 gg interi dalla mattina alla sera, mi passava solo quando andavo a dormire. Mi è passato quando ho iniziato a distrarmi parlando con mia madre e scherzando. Si, non c’è che dire è tutta questione di testa. Siamo sanissimi e possiamo fare tutto. Io nel 2008/2009 per un intero anno avevo ripreso la mia vita normale senza più panico nè la minima ansia. Quindi ho avuto la prova che il panico e l’ansia si posson sconfiggere DEL TUTTO. Senza compromessi. Ma bisogna osare, crederci e non mollare

  382.  
    lucia
    21 maggio 2012 | 00:37
     

    Buonasera a tutti i fiori. Vi leggo sempre con piacere, nonostante abbia superato questo problema. Leggendo i vostri commenti mi ritrovo in ogniuno di voi, riconosco ogni vostra paura, ansia, tormento. Ho passato anni tormentata dalle più svariate paure abbandonata una me ne creavo un ‘altra. Anche io come Chiara ho passato un periodo dove mi tormentava la paura di fare del male a qualcuno, la paura di non riuscire a parlare, evitavo di mangiare davanti gli altri mi tremavano talmente tanto
    le mani da non riuscire a portarmi la posate alla bocca, ho avuto paura di guidare l’ansia cresceva a tal punto fino a girarmi la testa e tante altre nel corso degli anni in cui ho sofferto di attacchi di panico. Tutte queste paure sono legate alla stessa sfera degli attacchi di panico, diventa un circolo vizioso dove abita il profondo conflitto “dell’essere spaventato di te stesso” e al nostro sistema nervoso non piace per niente questo tipo di conflitto. Una frase che mi ha sempre aiutata molto quando ogniuna di queste paure cominciavano a far capolino nella mia mente è ” che sei a 180 gradi distante dal perdere la ragione” le persone pazze di solito non sanno di essere pazze, non sono iperconcentrate sul controllo dei loro sentimenti. Siamo continuamente in allerta, la paura e l’ansia fanno parte naturalmente delle nostre emozioni e a volte sono anche necessarie dobbiamo riequilibrare le nostre emozioni. Quando si superano gli attacchi di panico con il tempo tutte queste emozioni ritrovano il loro giusto equilibrio. Ci vuole del tempo perchè la nostra mente si liberi completamente da questi sentimenti che hanno abitato dentro di noi per così tanto tempo. Tempo fa ho letto di uno psicologo che studiava gli attacchi di panico ed aveva avuto un intuizione osservando un sacco di patate, aveva osservato come le patate restando al buio per tanto tempo germogliassero così anche la nostra mente liberandola dal circolo vizioso degli attacchi di panico, non alimentandola con pensieri e sentimenti negativi e quindi tenendola al “buio” per un pò di tempo anche la nostra mente germoglierà. Spero nel mio piccolo e nella mia semplicità di esservi stati un pò di aiuto e di conforto e credeteci fino in fondo si supera tutto questo..Un abbraccio a tutti e alla Dottoressa Laura.

  383.  
    Manuela
    21 maggio 2012 | 07:45
     

    Grazie Lucia, del nuovo post, Dottoressa, la aspetto anche io forse penso che internet, come lei spesso dice non prenda. Torni presto i suoi meravigliosi fiori hanno bisogno della rosa rossa.

  384.  
    Sabrina
    21 maggio 2012 | 08:07
     

    Lucia, grazie.

  385.  
    Ombry
    21 maggio 2012 | 09:49
     

    Buongiorno a tutti, come state?
    Volevo rispondere a mariposa per quanto riguarda gli esami del sangue, io mi sono prefissata di farli al rientro dalla Francia, quindi più o meno a metà giugno; mi piacerebbe trovare il coraggio di farli questa settimana ma sono troppo concentrata sulla mia partenza di lunedì prossimo e l’ansia è già troppo alta per aggiungerci anche gli esami :( Coraggio che ce la farai benissimo!
    Ragazzi sto evitando di pensarci perchè appena ci provo mi sale una paura bestiale…mi dico “ma che cavolo ho fatto, non ce la posso fare a partire”…
    Settimana scorsa cercavo di pensare alle cose belle e per un pò ci sono anche riuscita, ma adesso, a una settimana esatta, mi vengono fuori solo cose bruttissime! Che paura….. :( :( :(
    Lucia, tu hai scritto che la mente non va alimentata con pensieri negativi così a poco a poco “germoglierà” come le patate in quel sacco…ma quindi è giusto come sto facendo io? Cioè evitare proprio di pensarci? Che poi, l’ansia è talmente forte che è quasi impossibile riuscirci, ma è la strada giusta? Cioè io mi sono sempre programmata ogni singola cosa…per ogni situazione mi immagino gli imprevisti possibili e come io mi comporterei di conseguenza. Quindi per me non pensare a questo sarebbe come arrivare in aeroporto e rimanere spiazzata se dovesse succedere una qualsiasi cosa, in volo, in Francia ecc.
    Però ovviamente non si può prevedere l’imprevedibile…potrebbe succedere tutto come potrebbe non succedere niente…per cui è giusto rifiutare di pensarci? Non so se mi sono spiegata, mi sa che ho fatto un pò di confusione!
    Manuela secondo me ha ragione Sabrina, quel tizio voleva attaccar bottone, o forse era solo rimasto particolarmente colpito da te 😉 Ma chi tende a non voler bene a se stesso non se ne accorge :)
    Baci a tutti!

  386.  
    Elisa
    21 maggio 2012 | 11:28
     

    Ciao a tutti!
    Vorrei prima di tutto ringraziare Manuela e Sabrina per il sostegno dell’altro giorno: alla fine ho deciso, ho preso un appuntamento con la “nuova” dottoressa per inizio giugno..speriamo bene! :-) Volevo anche dire a Manuela che sono d’accordo con l’interpretazione delle altre, cioè..non credo tu ti sia trovata in una situazione realmente pericolosa, ma forse, come spesso ci succede, la mente ti ha giocato un brutto scherzo. Anche in questo caso, quindi, “ignora i sintomi”!
    Confermo anche a Chiara che pure io, occasionalmente, soffro delle paura che hai tu, e pure io mi vergogno solo all’idea di raccontarle..la paura di far del male a qualcuno senza accorgersene, la paura di morire all’improvviso, la paura di impazzire..se ci pensi hanno tutte lo stesso denominatore: la paura di perdere il controllo, la paura dell’imprevedibilità..
    Rispondo anche a Ombry: in questo periodo navighiamo nello stesso mare..io giovedì parto per l’Inghilterra per qualche giorno (con 20 compagni di corso – per tre giorni – e il mio fidanzato, che viene dall’inizio ma con cui ho attaccato altri due giorni) e sono..nel senso, a momenti anche abbastanza curiosa, in altri spero che mi venga la febbre per evitare di andare! :-) Non vi nascondo che, in generale, mi sento molto agitata, ho la tachicardia già da un paio di giorni. Ho paura di star male di fronte ai miei compagni, ho paura che mi si chiuda lo stomaco e di non mangiare nulla, peggio ancora ho paura..e questa è la peggiore..di avere così tanta paura che il mio cuore si affatichi troppo e mi venga un infarto. Scusatemi, so che non è esattamente un’iniezione di ottimismo, ma è la prima volta dopo mesi che mi trovo a viaggiare per un periodo di tempo per me interminabile (so che sono solo cinque giorni, ma potete immaginare che per me è come fossero cinque secoli). So che è già una vittoria aver deciso di andare (a gennaio, quando hanno iniziato a organizzare, io avevo assolutamente escluso di essere in grado di partire), ma ho tanta di quella paura addosso, come non mi capitava da secoli..ho veramente paura che il mio corpo ceda di fronte a tanta pressione..:( vi è mai capitato?Cosa fate per arginare questi pensieri?

  387.  
    mariposa
    21 maggio 2012 | 15:12
     

    Cara Elisa e cara Ombry credo che vi dobbiate ritenere fortunate di questa opportunità che arriva “a fagiuolo” per metetrvi alla prova e anche per il fatto che arriva per voi 2 contemporaneamente.
    so che non possiamo definirci intimamente “amici” ma mi piace pensare che qui su questo blog un pò lo siamo…e dunque io vedo 2 amiche che stanno per affrontare una situazione simile con un simile stato d’animo.Il fatto stesso che tutt’e 2 abbiate gli stessi timori, le stesse preoccupazione e gli stessi sintomi chiarisce già l’aspetto del “non crollo”.cioè per rispondere a Elisa il tuo cuore non si fermerà per la pressione, e la mente non impazzirà perchè anche Ombry ha le tue sensazioni pur non avendo il tuo stesso corpo. vuol dire che il massimo comune denominatore è solo una mente ipersensibile.
    Pensate che siete state bravissime già fin qui a prenotare il volo, ad organizzare il viaggio ecc…tutto quello che verrà è solo in discesa e se qualche imprevisto accadrà CHISSENEFREGA…le persone con cui andate in Francia o a Londra sono essere umani e non alieni…se avrete un momento di defaiance capiranno o forse non ci faranno proprio caso.
    Fatelo per noi che vi aspettiamo qui pronte ad applaudurvi o a sostenervi se ce ne sarà bisogno.
    Che poi nella vita…tranne che in pochi casi…c’è sempre una via di uscita…siamo solo noi a scegliere.
    un bacio forte a tutte 2.

  388.  
    Francesca
    21 maggio 2012 | 16:06
     

    Le date dei commenti si fermano a dic 2011 ma il blog e’ ancora attivo?Avrei tanto bisogno di lei

  389.  
    Francesca
    21 maggio 2012 | 16:12
     

    I commenti si fermano a dicembre 2011 come mai!!!! Avrei bisogno di lei

  390.  
    Sabrina
    21 maggio 2012 | 16:22
     

    Ombry, ma il tuo psicoterapeuta nn ti ha dato nessun consiglio per questo viaggio? Non ti nascondo che anch’io avrei un pò di timore a prendere l’aereo, quindi sono interessata all’argomento. E poi scrivendoci dei suoi suggerimenti, li metabolizzi anche meglio.
    Come ricorderai io nn riesco ad andare in treno, tu lì come fai? Usi l’agendina anti-panico se nn sbaglio. Potresti fare così anche in aereo, solo che per un’oretta in più.
    Comunque grazie delle scorse parole, sei stata proprio carina. E il tuo hobby mi piace un sacco. Mia mamma insegna e negli anni ho imparato a fare un sacco di cosine

  391.  
    Sabrina
    21 maggio 2012 | 16:28
     

    e spesso avrei voluto imparare a creare gioielli per me, ma nn ho trovato il tempo per comprare un libro e iniziare. Appena finisco di imparare le ultime cose sul trucco inizio a comprare quel libro.
    Se abitavamo vicino ti invitavo a casa per insegnarmi un pò 😉

    Baci a tutti e spero anch’io di leggere presto le preziose parole della dottoressa Laura

  392.  
    Francesca
    21 maggio 2012 | 17:43
     

    Ok ho trovato gli ultimi mess!!!!!appena la mia piccola si addormenta parlero’ un po’ con voi!!!!!!! Grazie

  393.  
    Elisa
    21 maggio 2012 | 18:52
     

    cara mariposa, grazie infinitamente per le tue bellissime parole. Hai ragione, non possiamo definirci “amiche” nel senso più tradizionale del termine, ma so che le cose che hai scritto difficilmente riuscirei a sentirle da chi ho intorno nella mia quotidianità. Penso che qui siamo tutti legati e che abbiamo costruito, anche senza conoscerci, un sostegno per proteggerci a vicenda..uno dei motivi per cui penso di andare a Londra è anche questo, per potervelo poi raccontare, magari in diretta! 😀
    Ciò non toglie che, fra tutti gli eventi catastrofici che la mia mente già si prefigura, io mi sia fissata col cuore che batte troppo forte, con la paura di, letteralmente, morire di paura..e potete ben immaginare quanto questo ben mi predisponga alla partenza. Non so proprio che armi utilizzare. Sicuramente farò mia l’idea di Ombry del taccuino, mi sembra molto buona, soprattutto per l’aereo..ma ci saranno molti altri momenti in cui mi troverò a tu per tu con me stessa, e a quel punto, nella “lotta col cervello” che tutti conosciamo, la mia razionalità dovrà avere la meglio sulla paura. Ma come diamine farò a convincermi che non sono in punto di morte?? :-((
    Sabrina, per quanto riguarda la difficoltà ad andare sul treno: che faccia ha la tua paura?Se dovessi scrivere cosa temi di più, cosa metteresti al primo posto?Il fatto di poter stare male ed essere “chiusa” in un mezzo di trasporto?Le persone intorno a te?Il viaggio stesso?Oltre all’agendina, hai mai provato a usare un..non so, un portatile, un i pad, un qualsiasi supporto portatile in cui tu riesca a scaricare film/serie televise che ti piacciono?Personalmente credo che i film siano la salvezza, più della musica, perchè coinvolgi anche la vista, oltre all’udito..e i tuoi sensi sono quindi più assorbiti! :-)

  394.  
    mariposa
    21 maggio 2012 | 20:17
     

    Cara Elisa volevo solo aggiungere che anche io come te per tanto tempo ho pensato di morire d’infarto…soprattutto di notte il cuore mi “esplodeva in petto” e chiedevo a mio marito “Lo senti anche tu?…si muove il letto?” poi ho fatto tutti gli accertamenti: elettrocardiogramma, prova da sforzo. holter ecc….NULLA sempre il solito esito: ANSIA!!!!!
    Da allora non ci ho pensato più e la tachicardi è passata da sola.
    A volte, quando la giornata è stata particolarmente pesante, la notte mi tornano ancora i tremori e le fascicolazioni ma mentre prima stavo lì a pensare di morire adesso mi alzo, vado a bere o prendo una boccata d’aria fuori al balcone e torno a letto.
    Se ti può tranquillizzare fai anche tu gli esami…ma vedrai che non hai niente che non va…STAI UNA BOMBA e non ti accadrà nulla di male.
    un bacio

  395.  
    Ombry
    21 maggio 2012 | 20:28
     

    Grazie mariposa per le tue parole!
    Elisa, quando ti troverai a tu per tu con te stessa, anzi, quando CI troveremo a tu per tu con noi stesse, ricorderemo di tutte le persone meravigliose di questo blog che credono in noi, e che ci ricordano che anche noi dobbiamo crederci! La paura non deve avere la meglio su di noi, siamo noi che la dobbiamo governare, non lei che governa noi…non dobbiamo permetterglielo; e soprattutto se ci sarà qualche momento no, non ci deve scoraggiare. Come arriva, passa.
    Sabrina, il mio psicanalista non mi ha mai dato nessun consiglio, ma proprio mai. Gliene ho chiesti eh, anche oggi, non passa seduta in cui non gli chieda come devo fare, ma niente. Lui si limita osservarmi e ascoltare quello che dico, risponde solo a domande prettamente “tecniche”, e ogni tanto butta lì qualche frase mirata che mi fa pensare x tutta settimana…per il resto mi fa arrivare da sola a tutto, tramite ragionamento. Da una parte lo ringrazio (forse è anche per questo che in un altro commento ho scritto che non mi sento di dipendere da lui), ma dall’altra non nego (e gliel’ho detto) che a volte lo manderei a quel paese :)
    Per quanto riguarda il treno, ormai la uso rare volte l’agendina, ma potrei fare un elenco infinito di tutti gli espedienti che uso nel caso “il mostro” mi faccia visita…la mia borsa trabocca di cose….lettore mp3, libro, enigmistica, blocco da disegno (io sono una disegnatrice), giochini sul cellulare, agendina anti-panico nei casi più disperati (anche se due settimane fa l’attacco è stato talmente forte che non sono riuscita nemmeno a scriverci sopra), e infine il mio giochino mentale che a volte diventa scritto, che consiste nel pensare alla prima parola che viene in mente (possibilmente difficile), e da quella trovare tutte le parole che hanno la stessa desinenza (esempio desinenza, pazienza, coerenza….possibilmente tutte con significato positivo).
    FIno a 2 mesi e mezzo fa tremavo all’idea di salire sul treno, ma lo facevo lo stesso, non è stato facile ma adesso il più delle volte va bene.
    Mentre ricordo perfettamente quando sono andata in Sicilia in aereo 2 anni fa, l’attacco di panico immediato non appena la hostess ha chiuso lo sportello del mezzo. Lì ho pensato “ecco, sono in trappola, non posso più uscire”. Veramente non so chi/cosa mi abbia trattenuta dall’alzarmi e urlare che volevo scendere :) Quando ha accelerato per decollare e i motori facevano un rumore assurdo, ho chiuso gli occhi e ho stretto così forte la mano del mio fidanzato che mi si è persino fermato il sangue. Però poi una volta aria più niente, il paesaggio dall’alto mi ha rapita totalmente e non ho neanche risentito dell’atterraggio.
    Però ora la situazione è diversa, perchè all’epoca gli attacchi erano ancora sporadici…adesso non so come reagirò, se meglio o peggio. So però che dovrò rimanere concentrata e non farmi trascinare nel vortice dei brutti pensieri. Appena li sentite, sviate la mente verso altro, qualsiasi cosa, ma non cadete nella trappola dei brutti pensieri!
    Guardate quanti attacchi abbiamo superato….tanti, tantissimi! E siamo ancora qui vivi e vegeti…quindi nessuna paura Elisa…partiamo e corriamo il rischio di essere felici :)

  396.  
    Sabrina
    21 maggio 2012 | 22:00
     

    Cara Elisa, il treno lo prendo solo in compagnia e sempre con grande tensione. L’ultima volta era di inverno, di sera e scelsi di prendere il più veloce tra quello che impiegava 50′ e quello di 25′ e in quei 25min mi misi a parlare e a leggere sull’iphone uno di quei libri interattivi in inglese (se nn sbaglio era la favola dei tre porcellini). Mi guardavo intorno e cercavo di imparare dagli altri che erano seduti tranquilli, forse annoiati, ma certo nn agitati. Chi sonnecchiava, chi parlava con il vicino, c’era anche un gruppo di ragazzi che dovevano proseguire per un’altra ora. Un po’ ascoltavo loro, un po’ parlavo, un po’ leggevo, ma la sensazione di caldo e il bisogno di una bella boccata d’aria pulita si sono presentati almeno in due occasioni. Ho guardato i finestrini chiusi che nei treni di adesso nn possono essere abbassati, e un po’ agitata, ma subito rassegnata, mi sono rimessa a fare qualcosa per evitare che aumentassero i disagi.

    Ecco, questo è quello che mi è successo l’ultima volta, e considera che la mia agitazione era tenuta più facilmente sotto controllo perché ero in compagnia :(
    In sintesi la mia paura è quella di essere costretta lì, di nn poter uscire, di nn poter abbassare i finestrini… mentre la presenza delle persone, a meno che nn è troppo affollato il vagone, mi fa piacere e mi aiuta a distrarmi. Immagino chi siano, dove vanno, perché. E nn mi dispiace se capita di parlare con qualcuno. 

    Portare un film sarebbe ottimo, ma dovrei iniziare a vederlo prima in modo da arrivare in treno già coinvolta dalla trama. 

    Mi ricordo che pochi anni fa andai in treno a Firenze col mio ragazzo. Era la freccia rossa, quindi stabile e velocissimo con finestrini super chiusi. Dopo tre ore guardai l’orologio e iniziai ad avere quella sensazione di disagio e disorientamento del tipo “che faccio qui? Voglio scendere” Lo dissi al mio ragazzo che stava approfittando per lavorare e ci mettemmo a parlare, forse camminammo anche tra i vagoni, e comunque il monentaccio passò. 
    Come vedi però ero sempre in compagnia…

  397.  
    Sabrina
    21 maggio 2012 | 22:08
     

    Ho ricordato una cosa. Quando andavo all’università con il pullman, il viaggio di un’ora e un quarto passava velocemente e senza problemi se studiavo o se leggevo un libro. Ma allora ero convinta e anche un pò saccente negli atteggiamenti, mi piaceva l’idea che gli altri mi vedessero fare quelle cose e il confine tra il volerle fare e il volermi mostrare era molto sottile.
    A voi capita mai di tenere così tanto in conto l’opinione degli altri da nn sapere cosa vi piace fare davvero? Io sono sempre tanto indecisa…che alle volte decido con la monetina (testa o croce)

  398.  
    Sabrina
    21 maggio 2012 | 22:11
     

    Ciao Francesca :)

  399.  
    rosa
    21 maggio 2012 | 22:46
     

    grazie lucia per il supporto e i consigli che continui a darci.un abbraccio a te e a tutti i fiori di questo giardino.

  400.  
    Elisa
    22 maggio 2012 | 09:53
     

    Rispondo a Mariposa: periodicamente (da brava ipocondriaca) mi sottopongo ad analisi del sangue, visite specialistiche ecc, ma da un cardiologo (a parte l’ecg ormai di anni fa al pronto soccorso) no, non sono proprio mai andata. Penso avrei tanta paura di sentirmi dire che..non so, magari ho un cuore affaticato da troppo ansia e dovrei fare qualcosa per diminuirla (allora ciao..:-)). Però penso anche che a questo punto, forse, potrebbero dirmi quello che hanno detto a te, cioè..ti hanno detto che la tachicardia causata da ansia non è pericolosa o qualcosa del genere?Insomma, in ogni caso penso ti darò retta, al ritorno da Londra..
    Ombry, ti sento veramente forte, ottimista e combattiva: bravissima!Con questo spirito sono sicura che in Francia spaccherai tutto..credo che il tuo dottore stia facendo un buon lavoro, ma che tu ne stia portando avanti, da sola, uno ancora migliore. E tutto in pochissimo tempo..:-)
    Sabrina: mi verrebbe da consigliarti, banalmente, di iniziare a provare a prendere il treno da sola per piccolissimi tratti, armata di tutti gli escamotage di cui parlava ombry. Per il film sì, ti direi o di averne uno già “iniziato”, oppure la nuova puntata di una serie (che dura poco) oppure ancora, a me ad esempio rassicura molto vedere cose che ho già visto, mi danno un’aria di familiarità a prescindere dal posto in cui mi trovi. Tipo, sai cosa faccio oggi?Mi scarico “Maledetto il giorno che t’ho incontrato” (tanto per rimanere in tema!! :-)) e me lo porto dietro a Londra. Per quanto riguarda l’indecisione, sì, io onestamente ti capisco molto bene e credo che questo mio (forse anche tuo) essere sempre oscillante, non ben radicata a terra, con delle proprie idee, abbia contribuito e contribuisca a creare come un senso di “poco identità”. Non voglio dilungarmi e annoiarti, ma credo che anche tu, nella vita, abbia o abbia avuto davanti esempi di persone con la vita già “programmata” dall’infanzia, no?Quelli che non hanno mai avuto dubbi sulla scelta da fare all’università, quelli che hanno avuto una vita sentimentale sempre lineare, quelli con una famiglia sempre forte alle spalle..i miei genitori sono due bravissime persone, ma non hanno mai saputo consigliarmi nella vita, perchè non hanno mai preso decisioni di polso nemmeno per se stessi, buone o cattive che fossero. Sono semplicemente stati fermi. Io all’iniziato ho seguito il modello di vita delle mie amiche, non mi è piaciuto, allora ho tirato e strappato tutto..mi sono guardata le spalle, per avere un feedback, positivo o negativo dalla mia famiglia e, pur con tutto il bene che mi vogliono, non ho ricevuto nulla. Ero alla fine, del liceo, mi sono sentita sola, so che può apparire una bestialità ma avrei forse preferito subire delle scelte imposte piuttosto che trovarmi di fronte a una infinità di strade, per me tutte buie. Forse è quando, a livello inconscio, ho realizzato di dover prendere decisioni da sola che ho iniziato ad avere paura. Spesso l’indecisione non è fine a se stessa, sabri. Non conosco la tua storia, ma forse nemmeno tu hai avuto un modello, un protocollo, da seguire o abbandonare, ma comunque un primo canovaccio per costruire la tua vita..e quindi è andata a finire che nemmeno tu, ora, sai davvero cosa vuoi. Spero di essermi fatta capire e, soprattutto, di non averti annoiata con questo papiro! :-)

  401.  
    Sabrina
    22 maggio 2012 | 10:05
     

    Cari fiori, stamattina ho scelto di andare con mio padre a ritirare dei panni in lavanderia invece di rimanere da sola in casa per pochi minuti.
    Questa cosa mi mortifica così tanto…e mi scoraggia :(
    Da sola mi sento abbandonata, completamente disorientata. Vedo l’immagine di me di dimensioni più piccole e un grande spazio sfocato tutto intorno con le persone care lì distanti. Come se stessi da sola in un deserto e guardandomi dall’alto, tanto alto da vedere tutto il maestoso deserto e me piccola, dicessi “e ora?” 
    Ma nessuno di voi, e mi rivolgo anche agli altri fiori che leggono solo, nessuno dico prova lo stesso disagio?
    Che tristezza… :( cara dottoressa Laura, vorrei tanto un suo consiglio…

  402.  
    rosa
    22 maggio 2012 | 17:19
     

    buon pomeriggio a tutti voi amici fiori,oggi è una giornata in cui mi sento un po’ giu.uffffffffaaaaaa!parte tutto da un banalissimo sintomo che magari non ha nemmeno nulla a che fare con il panico o l’ansia ed ecco che poi che la giornata passa in compagnia dei continui arrovellamenti!stamattina dovevo recarmi semplicemente all’ortofrutta e qualcosa mi tratteneva al non andarci,ma poi decisa ci sono andata,voi vi starete chiedendo e che problema c’è?ci sei andata comunque!hai fatto un altro piccolo passo!e dovrei gioire anch io,invece nonostante questo mi sento giu,perchè ancora sono bloccata nel fare altre cose,perchè ancora non riesco a risalirne alla causa,perchè non sopporto piu questa incertezza,insicurezza nel muovermi liberamente senza dover pensare ai sintomi!si perchè ancora non riesco a destreggiarmi in certe situazioni.vi faccio un esempio!se devo andare da sola a fare la spesa e c’e molta gente,incomincio ad avvertire disagio,impazienza,non vedo l’ora che arrivi il mio turno e quando incomnciano ad arrivare leggeri sintomi non riesco a mollare il pensiero di essi,cosi la mia energia va tutta a loro e quasto mi capita quasi sempre quando devo svolgere qualcosa di mattina.che NERVIIIIIIIII!ragazze capita anche a voi?datemi un consiglio!un bacione a tutte voi!

  403.  
    Manuela
    22 maggio 2012 | 18:40
     

    Volevo approfittare per fare grandissimi complimenti ad Ombry che quasi sembra un’altra persona ma come hai fatto, hai tutta la mia ammirazione coraggiosa come una leonessa complimenti grandissimi, sono sicura che invece il viaggio sarà stupendo tu scolpisciti in mente questa cosa e parla al tuo cuore il viaggio sarà bellissimo, l’ho sentita è una tecnica che ha funzionato pe rmolte persone, pensate positivo…..Sempre!

  404.  
    Ombry
    23 maggio 2012 | 10:27
     

    Buongiorno a tutti, grazie Manuela per le tue parole!
    Elisa, come ci riuscirò io ci riuscirai anche tu, vedrai che saranno 5 giorni bellissimi :) Non posso assicurarti che l’ansia non busserà alla tua porta, così come non posso pensare che non mi venga nessun attacco di panico per 3 settimane…sarebbe veramente un miracolo 😀 Razionalmente lo so che ci saranno momenti bui…ma quello che mi ha sempre “fregata” in passato è che mi scoraggiavo talmente tanto che mi trascinavo quel malessere per giorni…invece bisogna mettersi in testa che così non va bene. Arriva l’attacco di panico? Ok, che sarà mai, ci convivi da anni e non sei ancora morta, quindi che paura può fare?
    So che durante l’attacco tutta questa razionalità si perde via come niente, ma la nostra “volontà di vivere” deve essere più forte della paura, solo così questa si farà sempre più piccola.
    E se pensiamo a quanto tempo stiamo perdendo per colpa di qualcosa che alla fine NON ESISTE….già solo questo dovrebbe bastare per darci una sferzata di energia positiva :)
    Volevo anche dire a Sabrina che io questo senso di disagio così forte non l’ho mai provato, perchè come avevo scritto a me piace stare da sola. Però conosco bene il senso di smarrimento e di confusione quando si arriva al punto da non sapere come fare e cosa fare. Quindi, niente panico (:D), anche qui deve entrare in gioco la nostra lucidità e concentrazione, e iniziare ad analizzarci bene nel profondo, per capire cosa veramente vogliamo fare, dove veramente vogliamo arrivare….e iniziare ad affrontare questa paura a piccoli passi. Vedrai che se trovi qualcosa che davvero ti piace fare, sarai talmente rapita e concentrata che il tempo volerà. Cioè quando ti troverai in casa da sola non stare lì ferma a riflettere, magari con lo sguardo perso nel vuoto…no, agisci! Preparati un “piano d’azione”…se non c’è nulla che ti piace fare, lascia un lavoro a metà di modo da poterlo finire per esempio. Oppure cambia qualcosa nella tua casa…sposta l’arredamento, metti un quadro nuovo…modificare l’ambiente e renderlo più confortevole e nuovo può essere molto positivo. Insomma non ti scoraggiare, ce la fai! :) Potresti anche metterti a scrivere qui su questo blog, quando sei sola…chissà che scrivere le tue sensazioni non ti aiuti a razionalizzarle di più :)
    E infine volevo rispondere a Rosa, perchè capisco benissimo come ti senti, anche io non sopporto più questa incertezza e il disagio che purtroppo permane ogni volta che esco di casa…purtroppo i momenti no ci sono, ci saranno sempre…bisogna accettarli ma non fare in modo che ci fermino. Pensa che a fronte di un piccolo sconforto ci sono tante vittorie, che lo rendono quasi insignificante. D’altronde sappiamo che il percorso è lungo e faticoso…ma non sei sola, ci siamo noi! :)
    Scusate per il papiro!!! Un abbraccio a tutti
    P.s. Faccio tanto la spavalda e la coraggiosa, ma più lunedì si avvicina, e più io tremo….. :)

  405.  
    CHIARA
    23 maggio 2012 | 13:33
     

    CARISSIMI FIORI BUON POMERIGGIO A TUTTI! 😀
    COMINCIO SUBITO COL RINGRAZIARE LUCIA CHE CONTINUA DOPO TUTTO A LEGGERE I NOSTRI COMMENTI E DARCI DEI VALIDI CONSIGLI PER AIUTARCI A SUPERARE IL NOSTRO PROBLEMA!

    LUCIA TE L’AVRO’ SCRITTO 1000 VOLTE LE TUE PAROLE X ME SONO IMPORTANTISSIME PERCHè SAPERE CHE CHI HA PASSATO IL PEGGIO è RIUSCITO AD USCIRNE è UN PRETESTO PER NON MOLLARE MAI!
    LE MIE PAURE DICIAMO CHE SI DANNO IL CAMBIO, UN GIORNO QUELLA DI FAR DEL MALE A QUALCUNO, UN GIORNO QUELLA DELL’IRREALTà PURA! POI PAURA DI OSSERVARE LE COSE E CHIEDERMI DOVE SONO CHI SONO ETC…. SIAMO MESSI BENE è?!?! ;D
    LEGGERE I COMMENTI DEL BLOG MI AIUTA A CAPIRE CHE NON SONO PAURE SOLO MIE! MA CHE APPUNTO PARTONO TUTTE DA Lì… DAL PANICO,IL NOSTRO CARO AMICHETTO!
    RINGRAZIO ELISA E NUOVAMENTE LUCIA! GRAZIE GRAZIE GRAZIE VI ABBRACCIO TUTTI E MI RACCOMANDO NON LASCIATEMI LA MANO MENTRE SCALIAMO L’EVEREST INSIEME IO SONO SEMPRE CON VOI!
    UN SALUTO ALLA DOTTORESSA LAURA 😀

  406.  
    rosa
    23 maggio 2012 | 16:31
     

    grazie ombry per l’incoraggiamento,e sono contentissima per i tuoi progressi.chiara non preoccuparti,la mano te la teniamo stretta,anch io in questi giorni ho avuto bisogno della vostra di mano.noi ci capiamo e comprendiamo uno le paure dell’altro,perchè chi non ha mai provato la compagnia di questo birbante panico non arriverà mai a comprendere sino in fondo i nostri timori.vi racconto una cosa,due giorni fa ero a cena da mia madre e guardando la tv c’era una ragazza che in seguito a una violenza aveva avuto come conseguenza l’insorgere degli attacchi di panico,la ragazza nel tentativo di uscire di casa veniva colta da panico.mia sorella ha commentato dicendo”che cosa brutta,poverina,che violento che è il panico”io gli ho risposto:”e perchè ti meravigli quando ti dico che non riesco ad andare alle poste da sola o in un supermarcato,quando dovresti sapere benissimo cosa succede dato che in primis convivo cn questo disagio”sapete quale è stata la risposta?”ma tu non hai avuto traumi”.ecco perchè con voi riesco ad aprirmi e parlare di tutto,perchè so che ci si capisce.meno male che ci siete fiorellini belli!un bacione.dai chiara siamo inciampate,ma ora la mano ce la teniamo stretta e facciamo un altro passo.su,su,che la salita ci aspetta!ahahahhahah!vi VOGLIO BENEEEEEEEEEEEEEE!ciao manuela.elisa .sabrina.mariposa,miguel e tutti i fiori di questo meraviglioso giardino!

  407.  
    mariposa
    23 maggio 2012 | 17:47
     

    Buongiorno a tutti….in questi giorni sono stata un pò assente ma vi ho continuato a leggere con attenzione…è che sono stata in una fase di stand by e non riuscivo neanche a comunicare bene.
    Sono giorni un pò strani questi…senza un motivo specifico…ma non mi sento in forma fisicamente e di lì tutte le mie paranoie.
    Tutto è nato dal fatto che più persone in questi giorni hanno usato la frase “Oggi mi sento una bomba”…ho pensato di non averlo mai detto in tutta la mia vita ma di non averlo neanche mai pensato.se mi chiedete che cosa ho oggi vi dico: un fastidio alla schiena, ponfi e frungoletti che mi spuntano ovunque e una strana macchia bianca (come se non ci fosse più melanina) dietro la gamba.
    una persona normale penserebbe che sono cose stupide e passeggere ma per me sono già un ernia, un lupus e un tumore della pelle.
    la mia mente fa dei voli pindarici fino a malattie catastrofiche.
    qualcun altro allora correrebbe a fare accertamenti…ma io no…mi blocco e non faccio altro che lamentarmi.
    UFFA…sono stufa…stufa di me e dei miei malanni immaginari o veri che siano.
    e credo (anzi sono certa) che chi mi sta accanto sia ancora più stanco di me…ormai mio marito la mattina mi chiede: oggi che ti senti?
    vabbè….vi avrò annoiato di sicuro un bacio a tutti
    p.s. rosa penso di aver visto lo stesso tuo programma…ero con mio marito…il quale ha così argomentato:”non bastava mia moglie…ci voleva pur Angela a parlare di attacchi di panico”.!!!!!

  408.  
    Manuela
    23 maggio 2012 | 19:04
     

    Dai Ombretta, ricorda, il viaggio sarà stupendo….il viaggio sarà stupendo…..Il viaggio sarà stupendo…….Scolpisci bene! Bene, bene!
    Io devo fare un intervento lungo dal dentista e dopo vari tentativi già non so come affronterò, meno male ci siete voi! Rosa la telenovela la vedo anche io e sai cosa dico ad Angela ogni volta che ha il panico? Dai Angela non ti far fermare, contina a far quello che fai non lo ascoltare, e anche mio marito si mette a ridere, ma mi viene naturale!

  409.  
    Manuela
    23 maggio 2012 | 19:05
     

    Vedo che come me qualcuno qui ha l’hobby del trucco e del creare bigiotteria, ma quante cose abbiamo in comune!

  410.  
    Sabrina
    23 maggio 2012 | 20:11
     

    Sono più di due ore che sto leggendo i commenti del blog di articoli precedentemente scritti dalla dottoressa. Mi sento un “cercatore d’oro” alla ricerca del suo tesssoro :)
    Cerco delle parole, delle storie che mi somiglino, forse. Quelli che ho letto oggi riguardano l’articolo “come imparare dai fallimenti e andare oltre i limiti”. I commenti sono del 2009 e ci sono anche quelli di Michele, di quando nn aveva superato il suo esame per la prima volta, della sua paura a degluttire. 
    Che meraviglia leggerlo invece adesso che parla della laurea triennale presa, delle sue passeggiate in bici… È l’augurio che faccio a tutti noi, cari e preziosi amici. Rileggerci tra qualche mese, anche tra pochi anni se necessario, e commuoverci per quanto eravamo indifesi, come dei pulcini bagnati. 

    La cosa che mi manca tanto è la presenza della dolce dottoressa, che in quei commenti riusciva ad essere tanto presente. Non le ho mai parlato, ma è evidente che per non scrivere vuol dire che è davvero piena di lavoro. I suoi commenti pieni di amore, molti scritti di notte proprio per mancanza di tempo, sono la testimonianza del suo animo oltre modo generoso e altruista. 
    Io la aspetto, così come tutti gli altri fiori, volevo solo dirglielo.

    Scusate Ombry, Elisa, Rosa. Ho tante cose da dirvi, ma dovrò rimandare a domani. Grazie di esserci. Auguro a tutti una serena serata.

  411.  
    Sabrina
    23 maggio 2012 | 20:18
     

    Manu, tante :)

    Mariposa, coraggio ! Accendi la radio ora che leggi. Metti su rds. Quando nn ho voglia di far niente la sento anch’io e mi ritrovo ad esempio a lavarmi i denti a suon di musica 😉

  412.  
    CHIARA
    23 maggio 2012 | 20:28
     

    Dolcissima Rosa condivido in pieno le tue parole! Mi vado rendendo conto che chi non ci passa chi non ha vissuto determinate sensazioni non potra’ mai e poi mai capire e comprendere cosa è il panico!! La Nostra Carissima Dottoressa ha scritto un libro fantastico proprio perchè lei in primis ha vissuto il panico e lei è riuscita a smantellare il problema panico analizzandolo a 360°!!! Quì nel blog riusciamo a trovare comprensione perchè ki più ki meno condivide le stesse paure!! e sappiamo benissimo da dove partono! per questo dobbiamo essere sempre forti senza mai lasciarci sopraffare dalla paura!!! a me lo sport sta aiutando tantissimo!
    Buona Serata a Tutti!!!!!!!!!!!!!!!!! 😀

  413.  
    rosa
    24 maggio 2012 | 00:26
     

    mariposa,manuela,anche voi guardate un “POSTO AL SOLE”!comunque anch io sdrammatizzo come te manuela,ma mia sorella mi ha fatto un po innervosire perchè secondo lei le mie sn paranoie perchè non ho avuto,subito drammi.e meno male,ringrazio il cielo per questo.ma cercavo di fargli capire che nonostante cio purtoppo ci convivo anch io(non a quei livelli) e che non riesco a risalirne alla causa.cmq chi se ne frega,non sono certo le sue congetture a buttarmi giu,proseguo con il vostro sostegno,con quello del mio ragazzo e di mia madre,e soprattutto con la mia forza e consapevolezza,devo ancora imparare a destreggiarmi meglio con i sintomi…ma non mi arrendo.come canta in una sua canzone gigi d alessio:”vaiiiiiiiiiii non mollare maiiiiii.fin che vita avraiii,manda avanti il cuore e vedraiiiii che ce la faiiiiiiiiiii”!NOTTE FIORELLINI!VI ADORO!UN BESOS!

  414.  
    rosa
    24 maggio 2012 | 00:35
     

    dimenticavo di dirvi che oggi pomeriggio dopo aver scritto sul blog,ho preso la mia borsa e me ne sono andata a fare spesa e ho raggiunto una mia amica al suo negozio per fargli compagnia,sono rientrata a casa alle 20.mi sento soddisfatta.ora il tempo di finirmi la sigaretta(e si,purtroppo ho questo schifossissimo vizio)e vado a nanna,il letto mi aspetta!

  415.  
    Laura
    24 maggio 2012 | 01:43
     

    Salve a tutti cari fiori,non so se vi ricordate ancora di me,oramai sono tanti mesi che non venivo a trovarvi e con tanto piacere ho visto che si sono uniti tanti altri fiori,carissima Manu mi sei mancata come i preziosi consigli della cara dottoressa, non so da dove cominciare ma voglio dirvi che dopo più di 15 anni di panico sta succedendo finalmente un miracolo, tu cara Manu ti ricorderai la mia grande paura nel dover cambiare casa, e bene ci sono riuscita il 9 di Marzo ho caricato le mie ultime cose in macchina e con i miei cani e la mia adorata micia sono partita, e ora sono qui in campagna in un paradiso con i miei animali e il mio compagno, pensate prima non riuscivo a fare cinque minuti di strada con la macchina, non uscivo mai di casa, e ora invece sono sempre per i campi, vado a prendere le uova nel pollaio faccio l’orto curo la mia casa il cibo,ma soprattutto affronto 15 minuti di strada sterrata nel bosco per andare a fare la spesa, finalmente sto rinascendo,si ogni tanto il piccolo mostra prova a tornare ma io mi fermo mi rilasso pensando a come e’ bella la vita e riparto,si ancora dovrò affrontare tante sfide ,ma una assaporato il gusto della vittoria ne vale proprio la pena lottare,dopo 10 giorni che mi ero trasferita il mio canone Hulk di 18 anni ci ha lasciti e dopo pochi giorni anche la mia gattona di 16 anni tutti e due mi hanno lasciato per complicazioni dovute alla loro età,ma sembra che abbiano voluto accompagnarmi per darmi coraggio e una volta visto come mi ero sistemata mi hanno salutata! So che questo forse non e’ il posto giusto ma devo ringraziarli per essere stati dei meravigliosi compagni di vita e per avermi dato tanta forza! Roy Hulk Nerina!

  416.  
    mariposa
    24 maggio 2012 | 13:18
     

    Ciao Laura sono nuova del giardino e dunque le tue parole le leggo per la prima volta ma mi danno un senso di pace…sembra quasi di sentir parlare la Dott.ssa…sarà che avete lo stesso nome.
    sei stata davvero coraggiosa a fare questi cambiamenti e a gettarti nella natura come ci insegna “la nostra Laura”.
    ti invidio (in senso buono ovvio) anche io vorrei fare questo salto.
    per i tuoi animali credo sia come dici tu…ti hanno voluto accompagnare fin lì…anche io avevo un cane da 18 anni a prossima al matrimonio mi rammaricavo di lasciarlo a casa con mamma e papà…e così ha scelto lei…ci ha lasciati ad un mese esatto dalle nozze.
    ti abbraccio forte e spero continuerai a raccontarci dei tuoi successi…per noi ascoltare le parole di chi ce l’ha fatta è come prendere un toto di ansiolitici!!!!!

  417.  
    Manuela
    24 maggio 2012 | 13:58
     

    Laurettaaaaaa che bello risentirti, te lo dicevo io che ce la facevi, se solo ricordo l’altra estate Lauretta che non volevi nemmeno uscire nel bosco, ti voglio bene sei grandissima complimenti e fatti sentire manchi molto anche a me! Un abbraccione! ah sono andata dal dentista, mi sono meravigliata di me stessa ma sarà la stessa persona o sono sempre io……Ovvio l’alsia c’era ma l’ho gestita (qualche goccina l’ho presa ma dopo tanto tempo giuro) ora mi fa male molto (il dente) ma spero passerà……L’altro giorno invece mi sono trovata a prendere mio figlio (per forza) in mezzo alla palestra piena di gente da sola! Ho detto tutti cantavo è stato stupendo, e dicevo o mamma mia ma eccolo che ora arriva, alla prima avvisaglia mi so messa a cantare pure io….E se n’è andato! Siamo tornati insieme io e lui, io un pò incredula e spossata ma comunque contenta tanto questa spossatezza (e ve lo garantisco dopo un pò va via a forza di provare, parlo anche a Rosa che spesso quando esce ci si trova in mezzo)

  418.  
    Manuela
    24 maggio 2012 | 14:00
     

    ah Lauretta le gocce le hai buttate via poi???

  419.  
    Miguel
    24 maggio 2012 | 14:10
     

    ciao a tutti..ho letto tutto d’un fiato gli ultimi giorni..sono contento che ci siete sempre. oggi non sto bene..fisicamente..però temo che sia una conseguenza del fatto che stasera ho un altro dei miei impegni che mi genera panico..e francamente non so se il mio malessere dipende da quello..figuriamoci..se lo chiedo a qualcuno mi prenderà solo in giro..
    Volevo sapere se vi è mai successo di alzarvi la mattina già nervosi a mille…non stanchi, nervosi.
    Non riesco a capire perchè, anche se l’ultima volta è andata bene, oggi sono di nuovo così preso dal panico..ogni volta si ricomincia..non ce la faccio più.. mi ripeto che devo andare avanti ma non ce la faccio..ora non so se affrontare il tutto con questo malessere fisico che mi ritrovo oppure se potrebbe peggiorarmi la situazione visto che non sto al 100%…
    mi sono messo nei panni di Ombry e Elisa che dovranno fare un viaggio..GODETEVELO! anch’io il giorno di partenza dell’ultimo viaggio che ho fatto vi giuro che non volevo partire..15 giorni sono un’eternità se parti sconfitto. Mettete in conto un pò di panico alla partenza..cercate di addormentarvi o di partire un pò stanche..state tranquille..godetevi quei momenti..
    Rosa, mi dispiace per quello che ti è stato detto..troppo spesso la gente non capisce ed è ignorante (nel senso giusto del termine e non offensivamente) sulla questione dei problemi derivati dalle ansie sociali. Essendo una cosa non fisica ma che riguarda la sfera emotiva-mentale purtroppo non è di chiara comprensione ed accettazione per tutti.
    Elisa ho letto il tuo profondissimo commento di qualche giorno fa..sono daccordo con te..spesso abbiamo bisogno di una guida certa, qualcuno che ci dia sicurezza. Forse abbiamo sempre vissuto nell’ombra di qualcuno che prendeva decisioni per noi..non lo so cosa succede nell’inconscio..fatto sta che a soffrire siamo noi..
    Buon pomeriggio a tutti

  420.  
    Laura
    24 maggio 2012 | 15:38
     

    Grazie Mariposa per le belle parole che mi hai detto,sono contenta di condividere i miei successi con voi,almeno a me leggere le vittorie degli altri mi fa tanto bene,ho sempre preso spunto dalle altre persone scopiazzando i loro trucchi, sai Mari leggere del tuo cane mi ha fatto venire gli occhi lucidi,gli animali mi danno tanta forza e la natura mi aiuta tanto, oggi e’ il primo giorno di caldo e questo e’ il mio grande scoglio da superare, ma sono ottimista stasera vado a fare la spesa!e tornerò vincitrice!!! Manuuuuuuu stanotte ho letto tutto il blog e sei una grande, sai cosa mi e’ successo prima di trasferirmi,avevo deciso sapendo del trasloco di cominciare con una psicologa un po’ di terapia,sono andata una volta sono stata più di una ora,e mentre ero li mi sono detta ma cosa ci faccio qui,stiamo parlando di cose che conosco a memoria!! quando sono uscita e’ scattata una molla dentro di me che mi ha fatto dire ad alta voce, basta da oggi la mia terapia voglio farla da me sono io che comando,e da allora vado molto ma molto meglio,le gocce di El… le prendo ancora,oramai e’ quasi un anno, il mio medico di famiglia ormai dice di continuare per un altro po’,sai 12 gocce sono praticamente acqua ma oramai continuo,vi abbraccio tutti e vi tengo aggiornati!

  421.  
    Manuela
    24 maggio 2012 | 15:51
     

    Ciao Miguel, tranquillo è normale, capita anche a me, infatti, prima che passi questo senso di ansia dalla mattina, bisogna fare molte prove su ciò che ci spaventa, e sopportare, poi, passerà…..Quindi Miguel tu pensa l’altra volta l’ho fatto, beh ora sarà migliore, la volta dopo ancora meglio…….Vai sempre positivo quando stai per parlare, dai che facciamo il tifo per te!

  422.  
    Manuela
    24 maggio 2012 | 15:57
     

    A volte Miguel, sembra che il nostro io bambino, ci chieda delle conferme del tipo l’altra volta è stata dura ma l’ho fatto, ce la rifarò? Tu rispondi sempre di si e pensa sempre andrà benissimo, andrà benissimo…..Scolpisci in mente…..Queste parole! E respira forte….

  423.  
    Sabrina
    24 maggio 2012 | 16:35
     

    Miguel, capita anche a me. Dipende tanto anche dai pensieri che fai prima di dormire. E poi la mattina è intrisa del sapore e del peso di tutta la giornata che ci aspetta e quindi è normale che tu ti senta nervoso la mattina prima di un tuo intervento in pubblico.
    Miguel, ricorda che l’hai già fatto, ricorda quanto è stata bella la vittoria, ricorda quanta passione c’hai messo e innamorati di nuovo del Miguel che legge la sua bella verità a tutti. Concentrati sulle parole, guarda un punto fisso o una persona amica e ricomincia ! Noi siamo maestri nel ricominciare 😉
    E torna a raccontarci tutto, noi siamo sempre qui a sostenerti.

  424.  
    Miguel
    24 maggio 2012 | 16:48
     

    Grazie Manuela..ho praticamente rinunciato..
    questa volta ci sono un paio di interventi più lunghi del solito..mi spaventa molto la “lunghezza”..è strano ma è così. Ho la fissa della lunghezza perchè sono convinto (come mi è successo in passato) che a metà vedo che è molto ancora che mi manca e mi viene il panico..perdo il respiro..e poi tutto il resto che sai benissimo..avevo trovato una via d’uscita..ma non funziona proprio sempre..in pratica mi copro la restante parte in modo da non sapere quanto manca alla fine..così sono più tranquillo..
    a volte mi fermo e dico: MA SI PUO’? ma se uno legge queste cose pensa davvero che il cervello è una macchina così geniale quanto stupida..dobbiamo imparare ad essere (con il nostro cervello) più geniali e furbi di lui stesso! ma è mai possibile…

  425.  
    rosa
    24 maggio 2012 | 17:18
     

    caro miguel,anche a me capita di svegliarmi la mattina nervosi e da li la giornata va tutta storta come ho già detto in un altro post!su quanto riguarda il fare la stessa cosa,ho affrontare una situazione che precedentemente è andata bene e si ha lo stesso il timore di riaffrontarla succede anche a me,credo che è perchè continuiamo a essere insicuri,a non fidarci ancora del tutto della nostra forza(che invece c’è),siamo concentrati a vedere sempre il tutto in negativo.temiamo l’imbarazzo,il fallimento e tutto quello che ne segue.non pensare che non ti senti al top,vai bene sempre e comunque.vai miguel,non porti nessuna domanda,affidiamoci all’interiorità,lei ne sa piu delle mille congetture che ci poniamo,fidiamoci di noi.ti abbraccio.grazie per la tua comprensione e un grazie a manuela sempre pronta a darmi ulteriori consigli e incoraggiamenti.vi bacio.

  426.  
    Manuela
    24 maggio 2012 | 17:24
     

    Laura, bravissima, complimenti, la terapia migliore la facciamo qui……Toglierai le gocce….Ti abbraccio ah il caldo, che ti importa, pensa all’estate che l’inverno ha rotto…….Bevi portati l’acqua, come dicevamo l’anno scorso…T v b

  427.  
    elisa
    24 maggio 2012 | 21:09
     

    Ragazzi, vi scrivo da Londra. Non posso scrivere molto. Perché sono dal telefono,ma il primo giorno è andato. Siete nel mio cuore.

  428.  
    Sabrina
    25 maggio 2012 | 00:06
     

    Ombry, che bella energia che leggo nei tuoi ultimi messaggi… brava! Lo so che ti stai facendo coraggio e che sei preoccupata, ma sei un’impavida e ce la farai. Hai già il tuo piano di azione, vero? Cosa hai deciso di fare in aereo? Quante cose porterai?
    Dal canto mio sono sicura che finchè non darò questo esame e non dimostrerò a me stessa di potercela fare di nuovo continerò ad avere questo grande disagio a stare da sola.
    C’è un’altra cosa che mi succede da un pò e che mi imbarazza tanto da evitare certe situazioni insieme ad altre persone: la mia pancia inizia a fare dei rumori (dei borborigmi dovrebbe essere il termine esatto), niente di eccessivo, ma sono dei suoni chiari se si sta in una stanza chiusa. Mi succede quando sono poco rilassata credo, e forse dipenderà anche dall’alimentazione, però è una cosa che mi imbarazza talmente tanto da condizionarmi :( a voi succede? è anche questo un sintomo dell’ansia? Lo so che non siamo fatti di plastica e che forse qualche rumorino è normale, ma io non sento mai nessuno…anzi no, mio padre anche alle volte ha questo “problema”…e una volta all’università ricordo che c’era una ragazza che studiava da sola in un’aula, io e un mio amico entrammo e ci mettemmo a studiare anche noi. a un certo punto si sentì un rumore forte provenire dal suo stomaco e ricordo che lei dopo poco prese i suoi libri e andò via. Poverina…immagino l’imbarazzo…anche se io le avrei detto di restare se nn fosse corsa via. A scrivere di questa cosa mi viene anche un pò da ridere, ma se penso al disagio che mi provoca, subito smetto. Insomma, appena stiamo in un posto silenzioso e sono insieme a altre persone, inizio ad avere dei lievi crampi allo stomaco e inizio a pensare “Uh, e se adesso si sente?” poi mi dico “Vabbè, rilassati, al massimo vedremo come scusarci” ma poi subito ” si, la prima volta mi scuso, ma se capita anche la seconda?” e continuo a stare tesa. Che stress….

    Elisa, per il treno al momento lascerei perdere perchè davvero non è un mezzo di trasporto che devo usare di solito. Piuttosto vorrei riprendere la macchina senza nessuno affianco.
    Sono d’accordo con te quando dici:”Forse è quando, a livello inconscio, ho realizzato di dover prendere decisioni da sola che ho iniziato ad avere paura”
    Io credo che a me sia successo quando ho capito realmente che non era tutto un gioco: andare bene a scuola, finire per prima un problema, rispondere per prima alle domande, avere bei voti all’università…non era un gioco, non una gara, ma era mettere le basi per un futuro lavorativo. Mi sento una sciocca ad ammetterlo, ma per tanto tempo non ho pensato davvero a quello che stavo facendo, al motivo reale.
    All’asilo ero talmente educata che la maestra mi mise sulla cattedra per mostrarmi come esempio agli altri bimbi, sempre all’asilo davo da mangiare a un bambino disabile anche se avrei voluto giocare o rubacchiargli il danito, alle elementari la maestra mi metteva vicino alla finestra per aiutare il bambino di turno che non sapeva leggere, e intanto mi divertivo a finire per prima i compiti per avere un bel brava dalla maestra. La mattina arrivavo prima degli altri a scuola perchè i miei lavoravano e stavo in un angolo aspettando anche per mezz’ora che arrivassero gli altri, e che sbucasse dalla piazzetta la mia maestra. Quando tornavo a casa, aspettavo mia mamma giù al portone senza entrare da nessuna vicina perchè mia mamma non voleva dare fastidio a nessuno. ricordo che in quei momenti mi sentivo davvero a disagio. E poi ho iniziato al liceo a studiare con le fissa della media alta per avere la borsa di studio perchè mia sorella l’aveva e i miei se l’aspettavano anche da me. mi pesava la tensione dei voti, ma non mi pesava studiare. per me era sempre una grande gioia riuscire e avere la stima dei miei professori. Ho sempre amato la competizione, ma ero sempre pronta ad aiutare, a passare i compiti, a spiegare. Ma quando un’interrogazione andava meno bene, tornavo a casa davvero triste, come se quella fosse stata una grande sconfitta. Eppure mi sono ritrovata anch’io al quinto anno a non sapere che fare, che strada prendere. E allora ho deciso per una facoltà difficile in modo da avere più possibilità di inserirmi, una facoltà che mi facesse studiare le mie materie preferite, scelsi ingegneria elettonica e ne fui ancora più orgogliosa quando vidi che eravamo pochissime ragazze. Mi preoccupavo del fatto che avrei potuto prendere di più agli esami che avevo in comune con mia sorella, e fortunatamente lo dissi a mio padre che mi tranquillizzò dicendomi con un bel sorriso di pensare solo a dare il meglio.
    Lì non pretendevo di essere la migliore, ma comunque andavo agli esami con grande tensione. E ho iniziato a capire che non era tutto un gioco, no mi divertivo più. Il mio pensiero però era al singolo esame, mai a una prospettiva futura più ampia. E ancora adesso, a maggior ragione adesso che ho passato i 30anni, non riesco a darmi una motivazione talmente forte da dire “basta, mi chiudo in casa, mi lego alla sedia, ma questi cinque esami li devo fare correndo”. Non ci riesco se penso al lavoro del mio ragazzo che sto trascurando, alla casa che stiamo prendendo, al suo paese dove andrò a vivere tra qualche mese e dove avrò nuovi ritmi e dove resterò spesso anche da sola se non ci organizzeremo per trovarmi uno spazio più isolato in ufficio da lui. Argh ! Che lagna che sto facendo!

    Volevo dire invece a rosa, di continuare a spiegare con calma e chiarezza a tua sorella quello che provi, magari facendole qualche esempio, se tieni davvero al suo appoggio. Ricordati che non è facile capire quello che non si conosce. Devi essere tu brava a farla calare nella tua vita. E dille che le sue parole ti hanno ferita, sono sicura che lei non lo ha fatto con consapevolezza.

    Chiara, non te l’ho ancora detto, ma verso la cima Everest ci arriveremo tutti insieme, non preoccuparti.

  429.  
    Sabrina
    25 maggio 2012 | 00:13
     

    Elisa!!!! Bravissima! Io pensavo fosse giovedì prossimo…brava brava brava!

    Miguel, non abbatterti, avrai presto un altro intervento con cui confrontarti 😉 usa questo tempo per ricaricarti.

    p.s. ho problemi a visualizzare i post, solo adesso ho visto quelli dalle 17…

  430.  
    Ombry
    25 maggio 2012 | 10:29
     

    Buongiorno a tutti,
    vorrei rispondere a Miguel circa le tue ansie mattutine; ti capisco benissimo perchè per me fino a 2 mesi fa la mattina era la parte peggiore della giornata; anche un sorso di latte pareva diventare solido e soffocarmi…che brutti momenti ho passato, davvero :( Però ora la mattina sto bene…sto bene e ancora non riesco a crederci! Non so se sia stato perchè mi sno messa in testa di fare un pò di ginnastica appena alzata, o perchè al posto di latte e cereali mi sono messa a preparare frullatoni di frutta fresca che scendevano giù senza problemi e che mi davano una grande energia…non so se sono stata io a darmi una svegliata e dire “oh ma smettila, sai come funziona, a sera ci arrivi lo stesso quindi datti una mossa e non pensarci!”…forse l’insieme di queste 3 cose mi ha dato la forza necessaria. Certo ora bisognerà vedere in Francia…lontano da casa mia, lontano dal mio “rifugio”.
    E poi volevo dirti che anche io “nel mezzo” di qualcosa, se penso a quanto manca alla fine mi sale l’ansia..però cerco di scacciare via subito questo pensiero, non lascio che si insinui nella testa altrimenti inizio ad agitarmi, avere caldo e tremore alle mani…quindi concentrati subito su altro, non so, una persona che hai di fronte, o a scandire bene le parole, oppure cerca di darti un ritmo e di seguirlo, così farai attenzione a quello e non al tempo che sembra non passar più.
    Poi volevo dire a Rosa che quando ho parlato ai miei genitori di questo mio problema, mia madre non mi ha più rivolto la parola, e mi ha scritto una lettera dicendo che si sentiva una madre fallita per avere cresciuto una figlia con problemi mentali. Che bello eh? Dopo questa lettera ho fatto finta che il problema non ci fosse più. 2 mesi fa quando sono stata molto male ho dovuto x forza dirglielo, di nuovo…forse le ho parlato più con il cuore e sembra aver capito di più, ma i miei attacchi di panico rimangono un argomento tabu’, così come la psicoterapia.
    Nessuno può capire fino in fondo ciò che proviamo, è una cosa talmente profonda e talmente destabilizzante, che solo provandola ci si può rendere conto.
    Sabrina, sai quante volte mi brontola la pancia, però per la fame…ma credo che più o meno sia lo stesso. Se sono con persone che più o meno conosco, la butto sul ridere, perchè solo questo si può fare :) Mentre se capita in treno (capitava spesso all’epoca del liceo perchè tornavo tardi a stomaco vuoto, e puntualmente il treno si fermava in mezzo al nulla e scendeva un silenzio tombale xD ) cerco al limite di far rumore….tossisco, o frugo nella borsa, cose così. Ma non ti devi preoccupare, l’imbarazzo dopo un pò passa e se è qualcosa legata all’ansia più starai bene e più questo problema sparirà 😉
    Quando ho letto del tuo passato, sembra una cosa scritta da me :) Anche se io non ho frequentato l’università, dopo il liceo ho scelto un istituto professionale di arte, per fare l’illustratrice editoriale (per la serie, lavoro manco a parlarne).
    La paura di deludere gli altri e la mancanza di autostima è un argomento che torna spesso nelle mie sedute di psicanalisi…i disagi che hai provato in passato li ho provati anch’io e ti capisco bene.
    Adesso credo che sia come se ti trovassi su una barchetta in mezzo al mare, in totale balìa delle onde; 2 mesi fa mi ci sentivo anch’io così. Da quello che hai scritto, mi sembra di capire questo, che tu sia a un punto fermo, in cui non sai da che parte girarti, da dove iniziare…è una sensazione bruttissima. Prova a pensare (e a scrivere magari, che aiuta sempre di più) ai punti fermi che hai nella tua vita, anche se sono pochi…e da quelli parti per stendere anche un “piano di azione”; insomma, vuoi uscire da questo circolo vizioso di paure e incertezze no? E alcune paure non si superano solo con la mente, alcune paure bisogna affrontarle, poco alla volta, ma bisogna farlo, per rendersi conto che in realtà non c’è proprio niente da aver paura.
    Se l’esempio della barchetta in mezzo al mare l’ho azzeccato, sappi che il prossimo step è un equilibrista che cammina su un filo, ha trovato il suo equilibrio ma ogni minimo soffio di vento lo fa sbandare…è lo step a cui sono arrivata io…e forse la fase più delicata, in cui ho ti lasci cadere e ricominci tutto daccapo, oppure arrivi alla fine del filo dove c’è una bella piattaforma solida che ti aspetta…
    Arriveremo TUTTI a quella piattaforma, leggendovi me ne convinco ogni giorno di più!
    Elisa complimenti vivissimi, non avevo dubbi sulla tua riuscita, continua così!
    Io ho ancora 3 giorni….e se in certi momenti scopro con stupore di avere una gran voglia di andare, in altri momenti mi scatta la paura, con i crampi allo stomaco e un enorme massa di cemento sul petto…
    Un abbraccio a tutti!

  431.  
    mariposa
    25 maggio 2012 | 10:42
     

    Brava Elisaaaaaaaaaaaaaaaaa mi è venuto un piccolo brividino quando ho letto che eri lì….sei una FORZA.
    See you…

  432.  
    Miguel
    25 maggio 2012 | 16:10
     

    Grazie a tutti per i vostri consigli..mi sento sorretto..
    come vi anticipavo ieri ho ceduto..la paura di me era troppo più forte..la paura di non farcela..quando parto sconfitto è così, è meglio non provarci..ieri non avevo la forza. A volte penso che forse ho un cervello ormai pigro, che si adagia su tutto ciò che ho conquistato fin ora.
    Ripenso alle parole della dottoressa quando dice che dopo un percorso difficile e importante c’è chi si sente soddisfatto e realizzato..forse il mio cervello si sente appagato e non vuole procedere? quando ho letto la tua storia Sabrina, ho percorso alcune fasi della mia vita…ho capito che forse abbiamo tutti in comune un percorso da eterni primi della classe che ora non riescono a reggere la loro posizione per un ostacolo.
    Io a volte penso che corro la stessa corsa dell’inizio ma con una palla di cemento al piede..vengo superato da tanta gente e per correre ci metto più fatica..ma guai a fermarsi.
    io ogni tanto mi fermo e riparto, mi fermo e riparto..ogni ripartenza ha bsogno di più energie, dobbiamo capire questo per non fermarci mai più.
    Elisa sono orgoglioso di te! Manuela mi sono stampato le tue parole di ieri..magari mi serviranno per la prossima volta, speriamo!
    a presto

  433.  
    Miguel
    25 maggio 2012 | 16:16
     

    rosa, dimenticavo..mi ha lasciato scosso quello che hai scritto sulle reazioni degli altri..chi mi sta intorno sa di me che sono un tipo molto emotivo e già per questo c’è chi ha un occhio diverso. Forse sarei anch’io così. Se devo chiedere qualcosa a qualcuno mi affido ad una persona di talento che regge la situazione. Se una persona ha talento ma non regge la situazione forse anch’io gli preferirei una persona normale ma che regge qualsiasi situazione. I cavalli di razza non fanno le corse..purtroppo è così. Io credo che bisogna soffrire e guarire in silenzio. Cercare l’appoggio in persone che non ti potranno mai capire può farti stare male come già ti è successo.
    Non so quanti di voi sono daccordo su questo..pochi forse..ma io la penso così..io credo che un genitore voglia sentirsi dire che ha un figlio sano. Così akmeno non soffriamo in due..

  434.  
    Manuela
    25 maggio 2012 | 23:28
     

    Complimenti Elisa, oggi incredibilmente, ho preso mio figlio a scuola, facendo finta di nulla, poi la sera c’è stata la recita di fine anno e mi hanno messo davanti a tutti in prima fila, in un mare di gente, guardavo le gocce prima di uscire, le ho salutate quasi con una pernacchia, e non le ho prese, sono andata e come se nulla fosse mi ripetevo andrà bene, andra bene. è andata beneeeeeeeeeee………..Lo avevo letto su un libro che se uno si imprime pensieri positivi si avverano perchè il cuore lo sente…..Anche facendo la respirazione…..Dai ragazzi…….dai, dai, dai…….Ah anche io ho un passato da prima della classe, sempre amata dai professori……Che non voleva deludere nessuno, e che quando ha detto del panico alla propria madre mi ha risposto che non ci credeva a queste cose, ed ha voluto evitare l’argomento……Poi ha capito…….Ero spesso sola, figlia unica, mia madre lavorava ed ero sola anche da bambina a volte…..Un abbraccio Miguel si usa questa tecnica!

  435.  
    Manuela
    25 maggio 2012 | 23:30
     

    Però non vi nascondo che ogni giorno è una lotta per affrontare di nuovo tutto……

  436.  
    Sabrina
    25 maggio 2012 | 23:50
     

    Miguel, personalmente credo che questa sindrome da primi della classe ci abbia fatto pensare di dover essere così in tutti i campi della vita. Pretendiamo tanto da noi, pretendiamo una perfezione che pensiamo ci appartenga.
    E convinciamo anche chi è intorno a noi di essere perfetti e di avere la soluzione per tutto. Ascoltiamo, diamo ottimi consigli, confortiamo, sdrammatizziamo. Ma poi nn sappiamo farlo con noi…nn con convinzione almeno, come se convincere gli altri fosse più semplice.anzi, forse lo è perché noi siamo i complicati, quelli che pensano a una cosa e ad altre mille che potrebbero accadere.

    Ombry, grazie. Mi è sempre di conforto sapere il tuo punto di vista.
    Da quello che hai scritto, tua madre la prima volta si è comportata più da figlia con te, cercando proprio in te consolazione per quella sua assurda sensazione di fallimento. 
    Spesso anch’io mi sono sentita mamma di mia madre, ma fortunatamente la mia nn sa essere così dura. Mio padre invece era solito nn parlarmi anche giorni quando discutevamo, come a farmi capire che mi ero spinta troppo oltre. Quando ho deciso di andare dal neurologo per capire qualcosa di questo panico, era uno di quei giorni e ricordo che quando tornai pensai che avrebbe imparato a nn approcciarsi più così con me visto che nn parlardomi nn lo avevo coinvolto in una decisione tanto importante.
    Quando lo seppe mi promise che nn sarebbe più successo che nn mi avrebbe parlato. E così è stato. 

    E hai ragione, mi trovo ad un punto in cui nn so da che parte girarmi. Mi sento strattonata verso delle direzioni che mi appartengono ma nn totalmente, come se nn sentissi che è il momento giusto.
    Eppure meno di due anni fa mi ero rialzata per la boh, terza volta, e avevo intrapreso la mi strada. Poi gli eventi mi hanno ristrattonata e sono caduta da quel filo di cui parli, o meglio si è spezzato vista la sua cattiva qualità.
    Adesso sto cercando di rinforzarlo per bene prima di lanciarmi di nuovo. Chissà che questa sia la strada migliore.

    Ombry, grazie per essermi vicina. 
    Buonanotte a tutti . Buonanotte dottoressa Laura

  437.  
    Sabrina
    26 maggio 2012 | 09:02
     

    Manu, che bello! La tua giornata è stata piena di grandi successi conquistati con tenacia e con quella sonora pernacchia alle gocce! 
    Per te, così come lo è stato per me, c’è un ulteriore ostacolo da superare, quello di decidere ogni giorno e per più volte al giorno di abbandonare la strada facile e fasulla delle gocce. Considerarle come un’ancora di salvezza, l’alternativa comoda per mitigare quelle brutte sensazioni è un’ulteriore complicazione al nostro percorso di liberazione dal panico. 

    Pensa che quando due anni fa sono ricaduta di nuovo, il mio pensiero costante andava verso le fantomatiche gocce. Avevo anche visto in tv quel dottore che diceva che senza era impossibile uscirne (la dottoressa Laura mi ha dato un’ulteriore riprova della falsità di questa teoria in una risposta a senso78 nei commenti vecchi) Insomma, la mia testa diceva “vedi, anche il tuo dottore te le aveva date per un periodo, si vede che ha sbagliato quantità. Troppo poche 3 gocce. Hai perso del tempo prezioso…” e alla fine dopo l’ennesimo attacco telefonai al mio neurologo quasi in lacrime e lui mi disse di riprenderle (sempre 3) Il finale? Le ho prese per 4mesi (lui sembrava si fosse dimenticato quando lo chiamai per chiedergli se potevo toglierle, pensa te quale grande importanza avevano allora!) e dopo, convinta di aver fatto una nuova cura miracolosa, mi sono trovata comunque a nn voler prendere la macchina ad esempio.
    Mi sento più combattiva ora, che parlo con voi, che leggo gli articoli e il libro della dottoressa, quindi figurati! a queste gocce falle le pernacchie, ma belle forti. Magari portale in borsa in modo da stare tranquilla, ma convinciti che sono solo lì per compagnia, ma che nn le prenderai.
    Manu, chiedi però al tuo medico come staccarle quando te la sentirai. Io le ho sempre viste con un certo sospetto e nn le ho mai prese o tolte senza il parere del mio neurologo. Si, paurosa anche delle gocce 😉

  438.  
    Manuela
    26 maggio 2012 | 10:40
     

    sabry, tranquilla, non è antidepressivo (l’ho smesso l’anno scorso) è solo uno stupido calmante che prendo 3 gocce ogni tanto……Baci!

  439.  
    Manuela
    26 maggio 2012 | 10:43
     

    Ah l’antidepressivo era un integratore (per intenderci un integratore antidepressivo) non uno vero e proprio.

  440.  
    Ombry
    26 maggio 2012 | 13:37
     

    Buongiorno a tutti,
    voglio fare i complimenti a Manuela per essere riuscita nei suoi intenti e soprattutto per non aver ceduto alle gocce, brava! Io ho delle gocce omeopatiche che ho usato qualche volta…ce le ho sempre dietro per sicurezza, ma non le prendo quasi mai. Vorrei evitare di prenderle anche lunedì, in aeroporto…speriamo di farcela…
    Comunque quando dici che ogni giorno è una lotta di capisco bene, perchè penso esattamente la stessa cosa. Poi se ci rifletto però mi dico che seppur piccoli, dei miglioramenti ci sono, quindi a poco a poco la lotta sarà sempre meno dura; adesso non vediamo la differenza, perchè il percorso è lungo e tortuoso…non è facile da sconfiggere il panico, ma più andremo avanti a perseguire i nostri obiettivi, più il panico sarà meno presente nei nostri pensieri.
    Oggi per me è una giornata negativa…ero felice perchè oggi avrei rivisto il mio fidanzato, invece si è comportato male e mi ha fatto passare proprio la voglia di vederlo…gli ho detto che sono qui a mangiarmi le mani per l’ansia della partenza, gli ho detto di farmi stare tranquilla perchè sono così nervosa che scatto per qualsiasi cosa…e lui di tutta risposta mi ha detto che sono nevrotica e che devo darmi una calmata…. :( Eh ma grazie…una delicatezza da elefante xD Fatto sta che mi sono arrabbiata molto, quindi ora non so se ci vedremo o meno, va beh…sono talmente impanicata per il viaggio che i miei problemi sono ben altri al momento…paura paurissima…ho bisogno del vostro incoraggiamento :(

  441.  
    Manuela
    26 maggio 2012 | 17:30
     

    Ciao Ombry, lascia stare la lite col fidanzato, non capiscono, non c’è nulla da fare…..Sei solo nervosa per la partenza e noi quando stiamo così, ce la prendiamo un pò con tutti, specie con chi ci vuole bene, pretendendo che capiscano. Allora il consiglio grande che ti do, è di pensare ad Elisa, come io ho fatto quando ero in mezzo a tanta gente e pensavo a Miguel che era stato bravissimo, pensa ad Elisa che è a Londra e ha mandato il panico………Poi solo per stavolta Ombry ti dico di prenderle secondo me le gocce, come ho fatto io col dentista, nel senso non è dipendenza questa, se le prendiamo in casi di effettiva necessità (e non parlo di entrare in un negozio) insomma capisci cosa voglio dire, portati tutto ciò che ti distrae e pensa a noi che tifiamo per te!

  442.  
    Manuela
    26 maggio 2012 | 17:32
     

    E poi un’altra cosa Ombry, pensa positivo andrà benissimo, andra benissimo……..Ma è una tecnica che ho letto antidepressiva e antipanico, che con la respirazione e questa parole tranquillizziamo tutto il corpo, dicono che addirittura, usandola tutti i giorni faccia passare anche la depressione….

  443.  
    Sabrina
    27 maggio 2012 | 10:21
     

    Ombry, ma anche lui parte con te? Pensa che per tutti il viaggio in aereo è un po’ un disagio e secondo me lui è anche teso per te. Vedrai che lunedì, quando vedrà che con coraggio e determinazione manterrai i nervi saldi, si tranquillizzerà e ti sarà vicino con l’amore che l’ha spinto a voler iniziare una nuova vita insieme a te in Francia. Hai scritto tante volte quanto gli mancavi in Francia… Starete bene Ombry e tu riuscirai a impegnare tutto il tempo del volo e a non far andare i pensieri al vento 😉
    Un pò ti conosco e sono sicura che domani sera ci scriverai del tuo successo.
    Mi raccomando, scrivici anche da lì, lo sai che ti leggo sempre volentieri.
    Metticela tutta Ombry e pensa al risultato, pensa a lunedì sera. Ti abbraccio forte

  444.  
    Manuela
    27 maggio 2012 | 11:25
     

    Forza Ombry………

  445.  
    rosa
    27 maggio 2012 | 16:51
     

    buon pomeriggio ragazzi!mi sa che non mi sono spiegata bene in un post precedente vedendo alcune risposte.la mia famiglia mi è stata e mi sta vicina . e mi sostiene.per mia sorella è un po difficile capirne il meccanismo degli attacchi,l insorgere dell’ansia ,delle insicurezze.lei è totalmente il mio opposto!llei mi dice “se non hai avuto traumi,ma possibile che ti devi far venire il panico,l’ansia dalle insicurezze,dalla tua paura di essere giudicata,fregatene”.lei essendo il mio opposto fa piu fatica a “mettersi nei miei panni”!miguel scusa ma la tua risposta non l ho capita,non capisco cosa ti ha scosso.mia madre non ha mai pensato che fossi”anormale”e non mi ci sono mai sentita anch io tale!quando ti dico che per gli altri è difficile capirci sino in fondo è la verita!se uno non le ha mai provate queste sensazioni ti sosterrà,ma non arriverà mai a capirci in tutto il nostro disagio!spero di essere riuscita a spiegarmi.ciaoooooooooooooooooo!

  446.  
    Ombry
    27 maggio 2012 | 20:33
     

    Grazie Manuela e Sabrina per il vostro incoraggiamento….domani a quest’ora sarò in macchina diretta in aeroporto…io e il mio fidanzato avremo il volo alle 22.15 e verso le 23.40 atterreremo a Tolosa.
    Oggi è stata una pessima giornata, a parte preparare i bagagli ho fatto spola tra letto e divano, pensando solo a quanto starò male domani.
    In pratica ho fatto tutto quello che vi ho consigliato di non fare nei commenti precedenti.
    :(

  447.  
    Sabrina
    28 maggio 2012 | 00:59
     

    Ombry, hai fatto bene a farlo oggi così hai avuto la dimostrazione che non ti è servito a niente :) e visto che l’hai già fatto non lo farai domani. 
    Poichè parti in serata, ti andrebbe di dirmi che programma hai fatto per tenerti impegnata? Così te lo approvo 😉 e sono sicura che mi darai anche qualche nuovo spunto.

    Ombry, tu sei in gamba e se in un attimo hai deciso di fare questo viaggio è perché in quell’attimo in cui ti si era scrollata di dosso la paura, quella maschera che ci mettiamo per cercare di non affrontare il mondo, in quell’attimo sapevi di potercela fare, sapevi di meritarti questa grande opportunità. Fidati di quell’istinto che ti ha fatto decidere e vai a prendere la tua fetta di felicità. Difendi il tuo sogno, Ombry. 

  448.  
    Manuela
    28 maggio 2012 | 07:16
     

    Ombry, pensa positivo forza, forza…….

  449.  
    Ombry
    28 maggio 2012 | 08:51
     

    Buongiorno a tutti, eccomi arrivata al giorno della partenza….
    Sabrina, la giornata me la sono organizzata così: questa mattina (tra un’oretta) andrò dallo psicanalista, poi all’uscita ci sarà il mio ragazzo che verrà a pranzare a casa mia così da poter salutare i miei, poi lui andrà a casa e io andrò in palestra; ho deciso di andarci nonostante l’ansia già a mille perchè credo mi farà bene sfogare un pò il nervoso e la tensione..ci darò sotto per bene, così arriverò a sera talmente stanca che non avrò le forse per farmi venire pure la tremarella 😀
    Va beh, tornata a casa metterò le ultime cose in valigia, non ho assolutamente intenzione di fare l’ameba come ieri, se finirò prima del tempo mi inventerò qualcos’altro da fare..fino all’ora X….
    Vi dirò, ora non sono così agitata come ieri, spero che l’ansia non mi giochi un brutto scherzo tra poco quando uscirò e prenderò il treno x andare dallo psicanalista…e spero anche che non sia la quiete prima della tempesta, comunque mi sforzerò al massimo di non pensare alle cose brutte (che ieri invece mi hanno perseguitata fino a sera), oggi un bel pò di musica rock, di quella che ti carica proprio, mi accompagnerà fino a sera mi sa…
    Ah, mi terrò qualche minuto per scrivere sull’agendina anti-panico, non scriverò che sto male ma solo pensieri positivi; vederli trascritti su carta, così “concreti” e reali, aiuta molto, almeno per quanto mi riguarda.
    Grazie veramente Sabrina e Manuela per l’appoggio! Vi abbraccio, ciao!

  450.  
    Sabrina
    28 maggio 2012 | 09:50
     

    Uffa! Ho un caro amico che ho aiutato per i suoi ultimi esami. L’ho ri-incontrato quando tre anni fa avevo ripreso a pieno ritmo l’università. Lui nn dormiva la notte e aveva grandi difficoltà nell’organizzare e capire un esame molto complicato anche a causa del professore molto complicato. Decisi allora di aiutarlo, con spiegazioni, incoraggiamenti…e in pratica gli organizzai anche le giornate di studio squillandolo ogni qual volta iniziavo/finivo di studiare. Così piano piano ha recuperato il ritmo sonno veglia ed è riuscito a dare l’esame anche se mesi dopo. Vi garantisco che per me è stato un grande impegno, ma all’epoca nn mi era pesato xchè ero felice di aiutarlo. La cosa però è continuata anche dopo per gli altri esami che gli mancavano e mi sono trovata a doverlo aiutare anche in quest’ultimo anno e mezzo in cui avrei avuto bisogno io di aiuto. Non gli ho detto dei miei problemi anche perché sono sicura che nn saprebbe aiutarmi e potrei condizionarlo: è ipocondriaco e ultimamente sta cercando di trovare un suo equilibrio leggendo dei libri buddista che si è fatto mandare da un monaco.

    Ora, io dico…già tutte le notti dormo tesa al pensiero di fissare una data per questo esame x la paura di avere un attacco di panico durante, e appena sveglia devo ricevere l’ennesimo sms con una sua qualche richiesta. Ora la richiesta è di alcuni miei appunti x preparare l’esame di stato! In questi ultimi mesi ho cercato di allentare gradualmente e cercando di non urtare la sua sensibilità. Ho addirittura cambiato gestore telefonico cosi nn aveva gli sms gratis con me (me ne mandava tantissimi tra cui quelli che chiamava scarica tensione). Gli ho anche parlato facendogli capire che dovevamo ridimensionare il tutto e in effetti lui si è impegnato parecchio a limitarsi, ma con tutto questo ci sono volte come questa mattina in cui lo chiamerei per dirgli : “Bastaaaa! Lo vuoi capire o no che ce la faccio giusto giusto a pensare a me!? Possibile che nn puoi fare niente da solo? Certo che lo puoi fare! Come facciamo tutti…”
    Che poi io odio che gli altri sappiano chiedere mille cose e io mai niente. Uffa! Finchè ho un mio equilibrio aiuto tutti, ma quando sono io la prima a nn averlo mi devono lasciare in pace. Già mi aveva chiesto di riprendere a squillarci per studiare contemporaneamente (che poi invece diventa un casino xchè lui nn si adatta ai miei tempi, per cui nn si riesce nemmeno più a capire se gli squilli sono di inizio o fine studio) e io gli ho detto che nn era il caso, ora se ne viene con la richiesta di appunti, poi sono sicura mi chiederà qualche spiegazione…e pensate che l’ho anche messo in contatto con due miei amici che hanno fatto l’esame di stato ultimamente in modo da nn lasciarlo solo.
    Consigliatemi anche voi per favore. Gli sono molto affezzionata, spesso usciamo anche la sera insieme al mio fidanzato e altri amici, quindi nn vorrei essere troppo scortese…
    Comunque stamattina nn rispondo all’sms così prendo tempo.

  451.  
    mariposa
    28 maggio 2012 | 10:12
     

    cara Ombry capisco perfettamente il tuo stato d’animo…la rabbia verso un fidanzato che pare non apprezzare i tuoi sforzi, il pensiero continuo e distruttivo, la sensazione di non farcela ecc…
    ma ormai sai tutto di questo panico e hai in mano tutti gli strumenti per sconfiggerlo.
    non credere che andrà tutto meravigliosamente e scorerrà liscio come l’olio…metti in conto che l’ansia salirà, che forse ti maledirai per aver comprato quel biglietto, forse litigherai con il tuo ragazzo salendo sull’aereo e tutte le altre cose che già conosci….ma pensa che puoi anche farcela come ce l’hai fatta al ristorante quel sabato sera, come ce l’hai fatta in treno o quella domenica a pranzo…eri sempre tu…non è l’aereo o la Francia a crearti difficoltà ma la mente e quella ce l’hai anche qui adesso, in Italia, sulla terra ferma.
    Pensa che è solo una prova importante che se andrà male…chissenefrega, sarà servita da esperienza…ma se andrà bene servirà a dimostrare la tua crescita interiore.
    sei una persona molto dolce che ha bisogno di tanta attenzione e amore (come tutti noi)…e allora DATTELO tutto questo amore, ABBRACCIATI e dì a te stessa che ce la farai!!!
    in bocca al lupo…ti abbraccio.

  452.  
    Sabrina
    28 maggio 2012 | 17:02
     

    Brava Ombry :) anch’io ieri ho fatto studio-casa del mio fidanzato per 4 volte a piedi così alla fine della giornata sono stata in auto tranquilla per tutto il tragitto compresa l’autostrada. E poi scrivere pensieri positivi è un’ottima idea.
    E poi ci siamo noi qui che aspettiamo di sapere che sarà andato tutto bene.

  453.  
    Miguel
    28 maggio 2012 | 17:48
     

    Ombry faccio il tifo per te! stai facendo benissimo ad arrivare stanca morta, portati un pò di musica, goditi la partenza (vedrai tanta gente tranquilla e tu starai un pò così). Io feci così, mi feci guidare da queste due cose: 1. guardavo fisso le hostess e gli stuart, pensavo che loro quel tragitto probabilmente l’hanno già fatto 2-3 volte solo oggi…e lo fanno tutti i giorni, quindi non c’è pericolo e loro sono sempre li ad aiutare chiunque, 2. prendi una travelgum (che ti addormenta un pò), cerca di chiudere un pò gli occhi e stai rilassata e serena, pensa a quanto sarà bello atterrare e goderti questi giorni… il viaggio di sera è più affascinante..stai tranquilla..cerca di dormire..
    ti faccio i miei più sentiti auguri di stare BENE!
    Sabrina, secondo me devi dirgli che è un periodo particolare e che non tii riesce facile aiutarlo, magari gli dai gli appunti ma contestualmente, gli dici che sei molto impegnata questi giorni e non credi di poter essergli di aiuto.. bisogna mettere i paletti.
    Ieri sono stato a pranzo da amici..è andata bene. Come al solito durante gli antipasti (come già successo una volta che sono andato via per la paura) (di che poi?) qualche avvisaglia l’ho avuta e ho resistito bene..poi tutto bene..grazie Manuela di avermi fatto sentire utile! anche se io poi ho ceduto di nuovo..questa volta io penserò a te che a sua volta hai pensato a me…può diventare una ruota!
    Volevo chiedervi una cosa (magari mi facesse sapere anche qualcosa la dottoressa :) ho il problema del rossore. Cioè alla minima emozione, qualsiasi cosa (domanda improvvisa, domande su qualcosa di privato, qualsiasi cosa che non mi va giù o chi m crea rammarico, dolore, vegogna..) insomma a qualsiasi sollecitazione non prevista tendo a diventare tutto rosso improvvisamente. Forse già da piccolo..e questo genera in me chiaramente uno stato ansioso perchè non riesco a mascherare o nascondere anche il minimo dissenso o il fatto di non essere a mio agio o di essere agitato. Qualcuno di voi è come me?
    Vorrei tanto risolvere questo fatto..
    Grazie a tutti

  454.  
    Manuela
    28 maggio 2012 | 18:58
     

    Io Miguel divento rossa :) ma chi se ne importa??? No? Che ti importa, pensa subito ad altro e passa……Siamo così, ci dobbiamo amare così, Ombry da adesso in poi vorrei che tu facessi solo pensieri positivi, sei tu che comandi la tua mente ricordatelo, sei tu, anche su quell’aereo……..Ricordalo solo positivi, ce la farai, ce la farail ce la farai………Solo questo pensa…….Sabry, diglielo, magari di che in questo momento hai dei problemi, devi dirglielo! forza Miguel per la prossima! Io penso a te e tu pensa a me che ho una altro mare di gente a giorni da affrontare…..

  455.  
    Sabrina
    28 maggio 2012 | 19:02
     

    Miguel, ero convinta che nn mi rispondesse nessuno visto che mi ero messa in modalità lagna (lamentosa) e scrivo troppo! 
    Questo discorso del periodo particolare glie l’ho già fatto. Lui sa che non faccio esami da un anno e mezzo e che servirebbe una maggiore mia presenza anche sul lavoro (quello che ho con il mio fidanzato). Quindi sa che quando ho tempo lo dedico al mio fidanzato. Infatti dice che si sta limitando nelle lamentele e richieste, e che anzi si dispiace che io non apprezzo. Comunque nn gli ho risposto, tanto aveva messo il “forse mi servono i tuoi appunti”, così capisce che nn ho tempo. E poi nn se la prende se nn rispondo.

    Per quanto riguarda il rossore…anche io parto 😀 e ho notato che succede quando inizio a fare mille retro pensieri legati alla situazione che si è creata. 
    Per esempio, se mi fanno un complimento non mi limito ad ascoltare e apprezzare quelle parole, ma se è un uomo, in un nanosecondo penso a se ci vuole provare, a se l’ho indotto io e quindi a se mi sono comportata in modo appropriato…insomma, non mi limito alla realtà e inizio i miei voli pindarici. 
    Riesco ad evitarlo alle volte quando mi concentro solo sulle parole dette e allontano ogni pensiero in più :)

    Sarei felice se la dottoressa potesse suggerirci qualche tecnica. Tanto è tutto collegato all’ansia. Anche la pancia che brontola…

  456.  
    Ombry
    28 maggio 2012 | 19:54
     

    Grazie ragazzi Sabrina, Mariposa, Miguel…manca pochissimo ormai, tra una mezz’oretta verrà a prendermi il mio ragazzo…e si parte…mamma mia…stanca sono stanca eh 😀 Ho faticato parecchio oggi…però non so se servirà a qualcosa, sento già un pò di nausea che sale. Penserò a tutti voi che fate il tifo per me, nel momento in cui mi dovesse arrivare l’attacco…così mi passerà :)
    Miguel, anche a me succede la cosa del rossore…divento rossa peperone…non posso farci nulla; è molto fastidioso in effetti, non sono mai riuscita a correggere questo mio lato, sono troppo timida…mi sono rassegnata! Non so quanto sia possibile non farlo succedere, però io la bitto sempre sul ridere, che posso farci… 😀
    Sabrina, sono d’accordo con Miguel, dovresti dire al tuo amico che adesso hai un pò di impegni, sei concentrata su dei lavori che devi fare e hai troppe cose per la testa. Cerca di assumere un atteggiamento distaccato almeno capisce che non deve insistere continuamente.
    Baci a tutti ragazzi, spengo il pc, e lo riaccenderò in Francia…ciao!

  457.  
    Ombry
    29 maggio 2012 | 08:45
     

    Buongiorno a tutti ragazzi…sono in Franciaaaaaa! :) Vi scrivo per dirvi che il viaggio verso l’aeroporto è andato bene, il volo è andato bene…insomma un inizio molto positivo, e non me l’aspettavo proprio! Certo l’ansia c’era, eccome…però sono riuscita a controllarla e ho cercato di seguire il consiglio del mio psicanalista, cioè di affrontare un problema alla volta e di non pensare a tuuuuutti i problemi che potrebbero sorgere da qui a 3 settimane. Quindi c’era prima la paura del viaggio in macchina? Ok, pensiamo a quello e a nient’altro. Paura dell’attesa al gate? Ok, pensiamo a quella e a nient’altro…e così via…e ogni volta che “superavo la prova” mi dicevo “ok, step 1 fatto”, “ok, step 2 fatto”…..e così via.
    Non è stato facile ma è andata…ora penso a vivermi giorno per giorno senza pensare a cosa potrà succedere tra un’ora piuttosto che tra 1 giorno piuttosto che tra 10 giorni…almeno ci provo :)
    Un abbraccio a tutti, a presto!

  458.  
    Ombry
    29 maggio 2012 | 08:46
     

    Ah, dimenticavo…tutto ciò senza gocce o farmaci vari..in aereo sono persino riuscita a mangiare salatini e bere coca cola 😀 Ciao!

  459.  
    mariposa
    29 maggio 2012 | 10:16
     

    Brava Ombryyyyyyyyyyyyyyyyyyyy…viva la France!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  460.  
    Sabrina
    29 maggio 2012 | 11:24
     

    Ombry, lo sapevo! Lo sapevo che ci avresti scritto di avercela fatta :) sei una combattente motivatissima ! E chi ti ferma!?! 

    Che bello che puoi scrivere anche da lì. Tre settimane senza i tuoi consigli e trucchetti sarebbero state troppe! 

    Trovo utilissimo anche che tu riporti i consigli del tuo psicanalista. Questa cosa di trattare un problema alla volta l’avevo scordato… Ma effettivamente quando mi concentro solo sul programma di studio della giornata senza iniziare a pensare a quando fare l’esame, sono molto più tranquilla e produttiva. 
    Ho deciso di finire prima questa ripetizione, fare gli esercizi e solo dopo di fissare la data. Visto che ho paura del panico devo aumentare la mia preparazione in modo da riuscire a rispondere gestendo anche quello nell’eventualità si presenti. E si sa che il panico tenta di minare la nostra concentrazione. Insomma cerco di compensare un’eventuale mancanza potenziando la mia preparazione. Poi come andrà andrà. Almeno mi sarò mossa. 
    Come dice la dottoressa “se nn cambi qualcosa il risultato è che resti sempre dove sei”. E dove sono nn mi piace affatto.

    Forza Ombry, Miguel, mariposa, Manu, Elisa, Rosa, Chiara… e forza Sabri 😉

  461.  
    Manuela
    29 maggio 2012 | 18:08
     

    Ombry, sei una grande e io lo sapevo, che ti avevo detto? Brava, riportaci un pò dei consigli anche del tuo psicanalista, se ne hai trovatu uno bravo che non si trovano…..Solo Laura è una grande! Un abbraccio tvb…..

  462.  
    rosa
    30 maggio 2012 | 17:11
     

    BRAVA OMBRYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYY,che bella notizia!sei riuscita a volare in francia!BRAVA!BRAVA!BRAVA!goditi questo soggiorno con il tuo fidanzato e tienici aggiornati sui tuoi progressi.un bacio a tutti voi!

  463.  
    Elisa
    30 maggio 2012 | 17:26
     

    Ciao a tutti!! :)
    Ieri sera tardi sono tornata da Londra..
    Prima di tutto ringrazio moltissimo mariposa, sabrina, miguel, manuela e ombry per aver fatto il tifo per me..sapere che al traguardo c’eravate voi ad aspettarmi mi aiutata davvero tanto. Direi che è
    andata molto bene (soprattutto rispetto alle mie previsioni catastrofiche) e che sono veramente veramente contenta di essere partita..se non lo avessi fatto avrei probabilmente tracciato un solco ancora più profondo nella mia mente, pensando a maggior ragione che non sarei mai più stata in grado di affrontare un viaggio..invece sono qui! Vi racconto tutto..brevemente, prometto, ma non vedevo l’ora di rendervi partecipi! :-) La sera prima, inutile dirlo, ero tesa come una corda di violino..mi sono dovuta alzare molto preso perchè il volo era praticamente all’alba. Appena arrivata in aeroporto ho visto i miei compagni di università e quasi per magia si è dissolto tutto. Non so se sia capitato perchè inconsciamente il mio istinto di conservazione abbia voluto evitare che mi vedessero in condizioni deleterie..eppure sono riuscita a darmi un tono, e nel giro di pochissimo. A dire il vero,poi, non ho mai avuto particolare paura dell’aereo o simili (anzi, magari avessi qualche paura “razionale” al posto di stare sempre a fantasticare sul nulla), ho riso e mi sono divertita con due ragazzi con cui mi trovo proprio bene fino a Londra senza il minimo accenno di paura. All’arrivo, ero contenta di essere lì!E devo dire che è stata la tendenza generale di tutti questi cinque giorni..solo un paio di macchie ci sono state..e ovviamente mi piacerebbe avere il vostro parere.
    La prima sera ero ovviamente molto stanca..e nonostante una delle mie paure principali fosse la cena (non so se vi ricordate che dalla scorsa estate, essendo stata male, è cresciuta la paura di stare male a cena, nausea ecc ecc) avevo proprio voglia di uscire. Sono andata in un classico posto da fish&chips con un mio compagno e il mio ragazzo; ho mangiato tutto senza problemi, ma proprio verso la fine, mentre inghiottivo l’ultimo boccone, mi è salita all’improvviso una nausea terrificante e ho dovuto veramente trattenermi per non fare capire quanto stessi male. La cosa peggiore è stata non riuscire a capire se la nausea fosse causata dal cibo obiettivamente pesante piuttosto che da stanchezza, paura latente o altro..ero molto confusa, perchè fino a quel momento non ero stata agitata! Fatto sta che mi sono veramente sforzata, ho respirato a lungo, ho ascoltato le chiacchiere del mio compagno e sono riuscita ad arrivare in hotel mantenendo una certa “compostezza” (vi dico solo che il mio ragazzo ha saputo questa cosa solo il mattino dopo!). In hotel , poi, come “scherzo” dell’ultima ora, ho dovuto passare una notte in camera non con il mio fidanzato, ma con un’altra mia compagna (per questioni di penale ora lunghe da spiegare). Ho spento la luce con il cuore in gola..ho continuato ad avere problemi di stomaco, mi sono svegliata 2-3 volte, ho avuto un po’ di tachicardia per lo spavento, in più questa ragazza (come tutti gli altri) non aveva idea dei miei problemi di ansia, quindi non potevo certo svegliarla in cerca di aiuto. Non era il massimo, però vi dico la verità, alla fine sono stata contenta così perchè anche questo è stato un modo di mettermi alla prova. Ho visto che ce l’ho fatta in una situazone in cui mesi fa non mi sarei immaginata nemmeno lontanamente immaginata, e tanto mi basta.
    Per il resto è andato tutto liscio, ho avuto qualche acciacco alla schiena (aria condizionato, poi forse ho camminato troppo..mettiamoci pure che da ipocondriaca accentuo tutto!!) e mi sono un po’ presa male, ma anche nei momenti peggiori cercavo di far cambiare “status” al mio cervello, al mio modo di pensare, perchè non è giusto, non sono e non siamo condannati a portare il maledetto fardello dell’ansia senza poterci fare nulla..io credo che davvero dobbiamo “riprogrammarci” e abituarci a pensare in modo costruttivo.
    Concludo dicendo che non sono riuscita a scrivere dall’estero, ma ho letto sempre tutto..quindi vorrei fare tanti complimenti alla mia compagna di “viaggio” Ombry, che è riuscita a partire senza problemi, a Manuela (sono sicura che la recita sarà stata bellissima, e tu sei stata davvero brava a non farti vincere!), e vorrei anche suggerire a Sabrina l’arma della diplomazia con il suo amico “molesto”: sii gentile, ma non esitare a tenere la distanza, quando serve! :-)

  464.  
    guilia
    30 maggio 2012 | 17:56
     

    Sono vicina alle persone che abitano nelle zone terremotate, lì si che l’ansia cresce a dismisura, io l’ho provato dieci anni fa, + da lì che ho cominciato a stare male, tachicardia, nausea, attacchi di vomito, somatizzazione a 1000, l’ansia di non poter rientrare a casa, la bimba piccola, dormire in macchina, sono sensazioni che ti lasciano un segno, e purtroppo se non prendi qualche goccetta non ce la fai, non riesci a dormire il corpo trema come la terra…..forza gente dell’emilia spero che finirà questo calvario.

  465.  
    Manuela
    30 maggio 2012 | 18:49
     

    Elisa cara, ma che dirti, va beh qualche piccolissimo avvisino ino ino lo hai avuto ma meglio di così, dai, dai, sei stata grande!

  466.  
    Sabrina
    30 maggio 2012 | 20:49
     

    Bentornata Elisa
    Ti sei comportata in modo egregio e hai vissuto una gran bella esperienza senza darla vinta al panico!

    Per la nausea nn saprei dirti, a me al massimo mi si chiude lo stomaco, ma difficilmente ho nausee e nn vomito mai. 

    Per quanto riguarda la notte, nel caso mi sveglio con l’ansia, e succede raramente, accendo la luce piccola, mi metto seduta o quasi sul letto, faccio qualche bel respiro e bevo un po’ d’acqua che ho sul comodino. Se continuo a sentirmi agitata mi distraggo con il cel o leggo. 
    Questo nei casi estremi. Di norma invece se mi sveglio nn guardo l’ora e penso a qualche bella immagine o a qualche scena di un bel film.

    Per quanto riguarda il mio amico invece, gli ho parlato in serata e gli ho detto, come parlando del più e del meno, che la notte faccio dei brutti sogni e che sono agitata per la casa che stiamo prendendo (in effetti c’è un problema che potrebbe far saltare tutto e nn ti dico come sto mantenendo la calma sia per me che per il mio fidanzato!),  così ha cercato di rincuorarmi e nn ha chiesto più niente. 
    Alcune cose gliele devo spiegare con il cucchiaino, ma quando mi capisce è un ottimo amico. Per quello ci sono affezionata nonostante riesca ad essere anche assillante alle volte..

  467.  
    Manuela
    31 maggio 2012 | 07:18
     

    Hai visto Sabry, magari ora ti aiuterà anche il tuo amico, si, si la nausea e il vomito li ho io sono sintomi di ansia forte! Bacioni.

  468.  
    Ombry
    31 maggio 2012 | 11:24
     

    Buongiorno a tutti ragazzi, grazie Mariposa, Sabrina, Manuela, Rosa, Elisa per l’incoraggiamento! :)
    Bentornata Elisa! Complimentissimi, hai visto che ci sei riuscita? Brava davvero, un piccolo intoppo può anche capitare, a me la tua stessa situazione è capitata (e capita) molto spesso. Nausea e mal di stomaco sono i miei primi sintomi di ansia forte, purtroppo il mio stomaco somatizza molto. Però sono davvero contenta che tu ti sia divertita :)
    Molto spesso l’attacco di panico viene nel momento in cui si abbassa la guardia (me lo ha detto anche il mio psicanalista), quindi può essere che tu ti sia rilassata perchè hai pensato “ok sono stata bene, è andata” e il maledetto ti ha fatto l’agguato…a me è successo così sia il giorno dopo la laurea del fratello del mio ragazzo, sia dopo il mio “trionfo” al ristorante.
    Il mio soggiorno in Francia invece procede, attacchi di panico forti per ora non ne ho ancora avuti (e faccio tutti gli scongiuri del caso).
    Il momento di ansia più forte è stato l’altro ieri quando siamo andati al supermercato…era la “prima vera uscita” e i primi momenti sono stati duri…però poi ho cercato di concentrarmi su altro, tutti i cibi diversi che avevano, io che non capivo una cippa di quello che c’era scritto, e mi è passata. Anche ieri siamo usciti a fare un giro e vedere gli aerei (siamo vicinissimi alla sede Airbus, il mio ragazzo lavora lì), e sono stata bene nonostante allergia e caldo. Speriamo di continuare così, mi aspetto degli attacchi di panico quando si andrà a mangiare fuori, ancora non è capitato ma il ristorante continua a farmi una paura cosmica, tipo quella dell’aereo :) Anche perchè il momento del pasto continua a rimanere un problema, sia a casa mia che ovunque….vedremo, vi farò sicuramente sapere quando accadrà.
    Sabrina, hai fatto bene a parlare al tuo amico, come ha scritto Manuela può essere che ora avrai “un alleato” in più :)
    Un abbraccio a tutti!

  469.  
    mariposa
    31 maggio 2012 | 13:02
     

    Buongiorno amici….in questi giorni vi ho letto sempre ma non riuscivo a scrivervi…in questo clima di successi di Elisa, Ombry e tutti gli altri (di cui sono sinceramente felicissima) non mi andava di mettere “bianco su nero” il malessere che un pò mi sta tenendo compagnia…mi sembrava di sporcare un pò questo giardino…..e invece oggi ci ho ripensato: se non lo dico a voi a chi lo dico?chi mi può capire senza giudicarmi meglio di voi?
    la verità è che mi sento un pò stupida…sono molto triste per cose che a me sembrano enormi ma poi, se tento di raccontarle sono proprio fesserie….il fatto è che uno dei miei problemi principali sono le relazioni: ho bisogno sempre di un clima di amore, di accettazione, di affetto, di “pulizia sentimentale” e quando questo viene un pò meno entro in crisi, mi faccio 1000 paranoie e lascio aperte “le stanze di barbablu”.In sintesi una mia amica (molto cara) mi ha ferita….ma non credo se ne sia accorta…la vecchia ME sarebbe di corsa andata a chiarire per “ripulire il rapporto” ma la nuova ME (quella che sto tentando di rimodellare) ha deciso di essere più leggera, tollerante, di accettare che gli altri involontariamente possono ferirci e di uscire con lei senza dir nulla.
    ebbene sono uscita ma il cuore è sempre scuro…non riesco a rassenerarmi e passare pagine.eco quind che vi chiedo…capita anche a voi? siete pesanti come me? riuscite a farvi scivolare addosso le cose o come me ve e attaccate addosso con l’attack?
    scusate lo sfogo e forse la banalità del caso!!!!

  470.  
    Elisa
    31 maggio 2012 | 16:42
     

    Mariposa, ma che scrupoli ti fai?Sai che qui ci siamo sempre noi!
    Io personalmente poi, nel merito di questa faccenda, credo di capirti bene..così come capisco il concetto di “pulizia sentimentale”. Forse è per questo che su questo blog ci capiamo così bene, l’ambiente è sempre disteso e nessuno vuole prevaricare nessuno..
    Per la mia esperienza (ultimamente anche io sono stata delusa da due grandi amici storici: anni di confidenze, incontri, tutti e tre uniti contro il mondo, e poi?So che detta così può apparire ridicola, ma hanno entrambi trovato la fidanzata e la cara Elisa è gradualmente diventata conoscente. E non hanno 15 anni, ma 30! Io ero fidanzata da ben prima di loro, e mai mi sono sognata un numero del genere..), posso dirti questo. Non so se esista un migliore atteggiamento da assumere in questi casi, che sia esternare la propria sofferenza o, come dicevi tu, cercare di essere tolleranti e leggeri rispetto a una ferita, anche se indiretta, questo non lo so. Sono però sicura che le cose da fare siano due: a)non forzarsi in atteggiamenti “contro la propria natura”, per cui non importi di essere una mela se ti senti una pera. b) ricordarsi sempre di non calpestare la propria dignità. So che il punto b) può suonare stupido, scontato, ma non ti dico quante volte, per recuperare un clima di rilassatezza – addirittura fittizio! – ho cercato a tutti i costi di capire, assecondare..ora, se credo non ci siano i presupposti, non lo faccio più, i rapporti civili sono sacrosanti ma oltre quello non credo sia il caso di andare. Mariposa, può suonare banale ma prima ci sei tu..sicuramente noi che abbiamo problemi di ansia tendiamo a essere molto territoriali nei rapporti con le persone, li vorremmo il più possibile puliti e solidi. Ma dobbiamo fare i conti con il fatto che le persone (noi comprese) possono deludere, ferire, possono abbandonarci. E non possiamo fare proprio niente, se non accettare lo stato dei fatti. Sai cosa ci manca?Quel bit che ci consenta di dire: “E’ molto bello avere delle relazioni, ma sono consapevole che, se anche dovessero finire per n motivi, qui ci sono io, e io basto a me stessa”. Spero di esserti stata almeno un po’ utile!

  471.  
    CHIARA
    31 maggio 2012 | 17:53
     

    BUON POMERIGGIO A TUTTI CARISSIMI FIORI!!! HO LETTO I VOSTRI ULTIMI COMMENTI ANCHE SE NON SCRIVO OGNI GIORNO VI PENSO SEMPRE 😀
    MARIPOSA CAPITA ANCHE A ME DI NON SCROLLARMI FACILMENTE LE COSE DI SOPRA! SOLO SE QUESTE “COSE” SONO PICCOLEZZE E COSE CHE NON MI HANNO FERITA ALLORA NON CI PENSO PIù.. MA SE SONO COSE CHE MI FANNO PENSARE E RIPENSARE ANCHE PER ME è DIFFICILE…DOVREMMO CERCARE DI ESSERE PIù SUPERFICIALI E DARE AD OGNI COSA LA GIUSTA IMPORTANZA.
    PER ADESSO LA MIA SITUAZIONE FAMILIARE MI PROVOCA NON POKI NERVI GIà AL RISVEGLIO.. CI SONO GIORNI IN CUI TUTTO SCORRE GIORNI IN CUI TUTTO NON SCORRE E RIMANE Lì.. INFATTI OGGI AL LAVORO QUALCHE SINTOMO CE LO AVEVO MA PER FORTUNA SONO RIUSCITA A NON PENSARCI PIù DI TANTO!
    ED è PASSATO PENSANDO SEMPRE ALLE PAROLE DELLA DOTTORESSA E DI LUCIA..
    PENSO SPESSO A COME NEL GIRO DI QUASI UN ANNO MILLE PAURE CHE PRIMA NON AVEVO ADESSO MI INONDANO LA TESTA! è PROPRIO STRANA QUESTA COSA…
    SOLO DA POCO FORSE SONO RIUSCITA A CAPIRE PERCHè IL PANICO è ARRIVATO! OLTRE PER FARMI CAPIRE CHE ALCUNI LATI DEL MIO CARATTERE DEVO MODIFICARLI, COME X ESEMPIO FARE NERVI PER OGNI COSA, SOPRATTUTTO CHE MI RITROVO A DESIDERARE I MIEI SPAZI AD AVERE LA MIA CASA A DESIDERARE TANTO UN BIMBO E UNA VITA FELICE COL MIO RAGAZZO… MOLTO SPESSO HO LA SENSAZIONE CHE IL MIO PETTO O LA MIA TESTA PER LA FORTE ANSIA ESPLODA PERCHè TUTTO QUELLO CHE HO DENTRO è DIFFICILE DA TENERE APPUNTO DENTRO… CERCO DI SFOGARE CON LO SPORT MA NON è CMQ FACILE CI SONO GIORNI Sì E GIORNI NO..
    SCUSATE LO SFOGO MA SOLO QUì RIESCO AD APRIRMI DEL TUTTO PERCHè SO DI POTER TROVARE LA GIUSTA COMPRENSIONE!
    IN BOCCA AL LUPO SEMPRE A TUTTI CARI AMICI E MI RACCOMANDO NON MOLLIAMO MAI!!

  472.  
    Manuela
    31 maggio 2012 | 18:26
     

    Ciao Ombry, continua così, che vai alla grande! Mariposa, io sono come te, nel senso che difficilmente passo su le cose se mi hanno fatto soffrire, ho appunto un carattere sensibile come il tuo, sono anche un pò esagerata, ma forse se tendiamo a perdonare staremo meglio prima anche noi…..Oggi, una mia conoscente, una signora a cui sono affezionata, mi ha confessato che è un periodo che soffre di panico che le prende dappertutto, e non sa più come fare ad affrontarlo, non può più uscire di casa ecc….non vi dico ragazzi per me che sofferenza starla a sentire, rivivevo ogni attimo, e le ho spiegato come fare, spero ce la farà, anche perchè mi preoccupa molto in quanto era veramente disperata…..

  473.  
    Manuela
    31 maggio 2012 | 18:29
     

    oltre ad averla invitata tra noi le ho consigliato il libro di Laura, purtroppo dice che le è difficile apririsi……

  474.  
    Sabrina
    31 maggio 2012 | 21:16
     

    Mariposa, come vedi sei in buona compagnia :)
    Nn posso che essere d’accordo con Elisa nel consigliarti di nn forzarti nei rapporti. Non sarebbe giusto per te e depisteresti la persona con cui ti relazioni nel capire come sei fatta, cosa ti ferisce…

    Noi siamo molto, troppo sensibili e l’ideale sarebbe avere a che fare con persone proprio come noi.
    Quando leggo il libro della dottoressa o i suoi articoli penso a quanto sarebbe meraviglioso poterla avere come amica o come zia…e avere tutti voi vicini. sarebbe magnifico poter organizzare una cenetta tutti insieme… ma il mondo là fuori, come una volta ha scritto Miguel, non ci fa le coccole e noi dobbiamo mostrarci grintosi e sicuri delle nostre capacità, dei nostri bisogni. dire chiaramente a noi stessi cosa vogliamo da un rapporto e cercare di stare con le persone con cui più riusciamo ad essere noi stessi.

    Anche la mia amica storica non ha la mia stessa sensibilità e capita alle volte che mi delude. ma ho imparato a non farmi più ferire dalle sue mancanze, piuttosto capisco che anche lei ha le sue esigenze, il suo carattere, le sue debolezze e insicurezze, e supero. Non me la prendo più come prima, ma evito di essere disponibile come prima. E’ una cosa che faccio già da tempo e che se da una parte mi porta a frequentarla di meno (diciamo che lei ha super organizzato le sue giornate, ha due figli e di solito ci si deve adattare ai suoi orari per vedersi), dall’altra mi ha permesso di capire che il nostro è un rapporto consolidato negli anni che non necessita di frequentazioni continue. Così ci vediamo solo quando anch’io sono davvero disponibile e se nel frattempo si frequenta con altre sue amiche, allontano la sensazione di tradimento o gelosia che mi apparteneva. mi sento invece soddisfatta per aver mantenuto la mia identità e nel pensare che nella mia vita c’è posto per lei, ma anche per le altre persone forse più simili a me in questo periodo. E che ci sono dei momenti storici in cui lei è stata e credo sarà più presente nella mia vita e dei momenti in cui lo saranno altri per me.
    Cerco anche di fare una cernita tra le cose che sono veramente da chiarire e quelle su cui poter sorvolare. Ho imparato a non essere impulsiva in questo senso, a ponderare insomma.

    E riallacciandomi a quello che diceva Elisa, dico che dobbiamo sempre ricordarci che siamo noi gli attori protagonisti, mentre gli altri fanno parte della scena. E tenendolo a mente riusciremo a ridimensionare anche le mancanze dei nostri amici.
    E mi raccomando, mariposa, scrivi sempre

  475.  
    Ombry
    1 giugno 2012 | 13:29
     

    Buongiorno a tutti…vorrei rispondere a mariposa; innanzi tutto, questo spazio è fatto apposta per noi, quindi nessuno scrupolo! Se hai una giornata storta, qui noi possiamo capirti, di sicuro non ci rovini la giornata o il nostro “momento si”, quando c’è :) Stiamo camminando insieme verso la stessa meta se non sbaglio, e se qualcuno cade ci si ferma e lo si aiuta.
    Poi, riguardo a quello che hai scritto, se c’è una cosa che ho capito in questi 3 mesi di percorso verso “il rinnovo”, è che bisogna cercare il più possibile di tirar fuori tutto ciò che si sente, e stare bene con se stessi innanzi tutto. Perciò, se hai un cruccio verso la tua amica, non tenertelo dentro, perchè fa male! Parlale, esprimi le tue emozioni, discutete se necessario, ma NON tenerti niente dentro. Perchè la nostra forte emotività e sensibilità fa sì che anche le cose che per gli altri sembrano banali, dentro di noi ci logorano.
    Sai quante cose che ho scoperto di me, con la psicoterapia, cose che reputavo veramente banali, perchè agli occhi di tutti effettivamente lo sono, ma a me hanno creato delle difficoltà vere, concrete e dolorose? E pensare che se magari ne avessi parlato prima, con i diretti interessati, forse adesso non sarei in questa situazione? Diamo sempre tutto agli altri, ci sforziamo per gli altri, tolleriamo per gli altri, ma per noi che facciamo??
    Senza paura, con la totale tranquillità, parlale e sono sicura che capirà, e magari alla fine del discorso vi farete pure una bella risata….ne vale la pena :)

    Oggi per me la giornata è un pò così…non so perchè, forse perchè stamattina il mio ragazzo mi ha detto che domani dovremmo uscire a cena (o a pranzo chissà) con un paio di suoi colleghi…questo vuol dire gente sconosciuta + ristorante = terrore….forse mi sta già salendo l’ansia da adesso, boh, fatto sta che non sono in forma.
    Poi fa un caldo…ma un caldo assurdo…non si respira…e quest’allergia maledetta, qui è pieno di polline…. uffa :( lo sapevo che sarebbe arrivato il momento no, ma una piccola speranza che filasse tutto liscio l’avevo…va beh, cercherò di non farmi trascinare dai brutti pensieri, ed eviterò di pensare a domani. Come mi ha detto lo psicanalista, un problema alla volta.
    Baci a tutti, ciao!

  476.  
    Sabrina
    1 giugno 2012 | 17:29
     

    Mannaggia mannaggia ragazzi :( 
    Il mio fidanzato ha deciso di partire stasera per una vacanza in scooterone fino a lunedì mattina.
    C’eravamo già accordati che nel caso fosse riuscito a liberarsi dal lavoro sarebbe andato da solo perché io devo finire di preparare quest’esame, però ora che mi ha chiesto se volevo accompagnarlo mi è venuto il magone … Però lui starebbe tutti e due i giorni in giro per il Cilento e questo per me sarebbe stressante. In più ho la tensione dell’esame ancora nn dato e so che amplificherei ogni probabile situazione ansiogena.
    Quindi resto fedele a me stessa e a malincuore nn vado. Voi che dite?

    Che poi domenica o domani verrebbero a pranzo mia sorella con il fidanzato con cui nn ho questa grande confidenza, e da una parte me lo risparmierei volentieri…
    Ombry, quando hai questo pranzo, domani? 
    Che ne dici di incoraggiarci un po’ ?
    Uffa, loro e questa fissa dei pranzi! 😉

  477.  
    Ombry
    2 giugno 2012 | 00:05
     

    Sabrina, fai quello che ti senti, non ti forzare! Se pensi che sia troppo presto o troppo stressante per te, non andarci.
    Anche se qualche volta (per non dire sempre) dobbiamo “costringerci” a fare delle determinate cose (non perchè non ci piacciano, ma solo per la paura di non farcela) un intero week end non è come provare ad andare a fare la spesa o stare un pomeriggio a casa da soli. Quindi da una parte ti direi “Vai, che ti importa, sarà un modo per staccare la spina, e stare bene col tuo fidanzato”, dall’altra so che se tu per prima non hai “quello stimolo in più” che serve a darti la forza necessaria non serve insistere. Lo so perchè per due mesi il mio fidanzato mi ha detto di venire in Francia…non sai quanto ci ho rimuginato sopra prima di decidere di non andare; sintomo che non mi sentivo pronta. Invece stavolta l’ho fatto e non ci ho pensato neanche un attimo (eccolo quello stimolo in più,non so cosa sia quella molla che scatta in testa,che ti fa sentire pronta..)…poi dopo va beh…ansia a mille 😀 però vedi, è proprio dire “ok lo faccio, ho deciso” che è difficilissimo.

    Anche io probabilmente riuscirò ad evitare pranzo o cena, ma probabilmente vedremo i suoi colleghi dopo cena…che mi crea ansia ugualmente, ma almeno non dovrò forzarmi a mangiare. Ne ho parlato col mio fidanzato, preferisco fare un piccolo passo alla volta. Ieri sera siamo andati al Mc Donald (il mio regime alimentare è cambiato drasticamente, in meglio, ma ogni tanto qualche schifezza me la concedo! 😀 ) e non ho avuto nessun problema…ma perchè era quasi vuoto e c’era l’aria condizionata…il prossimo step magari sarà andare al ristorante ma solo io e lui, poi a poco a poco aggiungerò il resto. Ma è importante per me non strafare, perchè come ben sai è davvero stancante dover lottare ogni giorno (e vincere magari).
    Ciao!

  478.  
    Sabrina
    2 giugno 2012 | 11:07
     

    Ombry, che bello leggerti :)
    Alla fine ho deciso di assecondarmi e nn andare. Mi conosco, e per me ora è prioritario dare questo esame. Ieri sera mi sono fatta forza (mi rattrista molto nn essere andata) e ho fatto un programma per la giornata in cui, oltre allo studio, ho inserito diversivi tipo lavare e stendere i panni, shampoo, manicure e se riesco lavo anche i vetri della mia stanza. Per domani farò lo stesso inserendo anche un piccolo shopping online su un sito tedesco eco bio per prendere una crema corpo e le gomme da masticare biologiche (nn le ho mai provate e mi è venuta la curiosità). 
    Poi lunedì sera viene il mio fidanzato :) 
    Stamattina ho iniziato con una bella doccia e una bella colazione (cereali con uvetta passa, fetta biscottata con burro e marmellata senza zucchero, un actimel e tra poco un frutto e forse un toast), ora sento una mia amica per vedere se studia così ci facciamo compagnia su Skype, altrimenti studio da sola. Insomma… ho il piano d’azione per nn agitarmi e domani ho il pranzo…ma ce la faccio…come sempre, no?

    Ombry, il McDonald mi piace un sacco e ogni tanto si deve fare uno strappo alla regola 😉 che poi domenica scorsa, quando ho preso il gelato cioccolata liquirizia e panna…aveva un sapore magico…aveva il sapore del premio.

    Ah, e nn vi ho detto che giovedì mattina sono andata a parlare con il tizio della casa. Vi dico solo che il mio fidanzato ride ancora perché quel tizio a un certo punto mi ha chiesto se ero avvocato!
     La cosa sembra rientrata, e tutto mantenendo un rapporto civile/amichevole. Ho parlato con calma, chiarezza e senza lasciare nessun punto in sospeso. C’è stato un attimo mentre parlavo in cui ho ricordato il panico, ma ho messo le sbarre alla stanza di Barbablù e mi sono concentrata sulle parole mie e sue. C’è stato anche un momento in cui mi sono fatta rossa di sicuro, ma sono rimasta ferma col pensiero alle parole allontanando quello che diceva “Uh,mi sono fatta rossa” e mi sa che il rossore è durato dieci secondi in tutto.
    Ottimo, no? L’unica pecca è che ero comunque in compagnia. Ma piano piano. Una cosa alla volta, giusto Ombry?

  479.  
    mariposa
    2 giugno 2012 | 12:17
     

    Buongiorno “CARI AMICI”…vi abbraccio forte Elisa, Ombry, Sabrina, Manuela e Chiara e vi ringrazio tanto per le belle parole e i buoni consigli…mi fate sentire davvero accettata.
    Le cose con la mia amica si sono risolte da sole…lei ha capito e a modo suo ha chiesto scusa. sono contenta un pò di non aver dovuto chiarire…mi rompe un pò essere il solito “PESATURO”. comunque avevo parlato della cosa anche allo Psicologo credendo di togliere tempo alla seduta per una cosa banale, e invece lui dice che tanto banale non è. Il mio problema di ansia e panico nasce proprio da una sensazione continua di non essere accettata, preferita, amata e alla prima sensazione di lontananza da parte di qualcuno il calimero che c’è in me esce con la spada in mano pronto a difendersi ad ogni costo. in realtà quello che dovrei cambiare è il punto di vista…dice il dottore…cioè se uno non mi risponde al telefono, o non vuole vedermi o sceglie altro a me non vuol dire che non mi ami…ma solo che sta esercitando il proprio diritto all’autonomia, alla libertà….sono io sbagliata che non lo esercito….sono io sbagliata che ho bisogno sempre degli altri e delle loro conferme.
    la verità è che devo volermi bene di più e mettermi in primo piano non come faccio oggi che dò il 100% a tutti ma che poi lo pretendo con gli interessi.
    insomma devo smussare anche questo di me…ma quant’è dura!!! e poi non è che qua togliendo togliendo non rimane proprio nulla della mia autenticità????
    Mah…ci penserò…vi abbraccio forteeeeeeeee e ancora grazie.

  480.  
    Sabrina
    2 giugno 2012 | 16:02
     

    Mariposa, cara amica, credo proprio che il tuo psicologo abbia ragione. Siamo noi che diamo tanto e vorremmo tanto, mentre invece dovremmo imparare a stare meglio con noi stessi e a dare meno.
    Impossibile snaturarci, non temere. Dobbiamo imporci di cambiare 100 per cambiare in realtà 30.

    E comunque è sorprendente quanto siamo simili! E questo ci dice ancora di più che il nostro forte disagio comune scaturisce proprio da questi aspetti comuni che dobbiamo imparare a correggere.

    Contiuniamo a condivere e a sostenerci, così riusciremo a capirci fino in fondo e a trovare il coraggio e la determinazione per cambiare.

    Grazie dottoressa Laura per questo blog così prezioso.

  481.  
    CHIARA
    3 giugno 2012 | 20:24
     

    CARI AMICI BUONA SERATA A TUTTI! 😀 VOLEVO FARVI SAPERE CHE HO PASSATO UNO SPLENDIDO WEEKEND AL MARE! QUì IN SICILIA SIAMO ORMAI IN PIENA ESTATE! SONO RIUSCITA A GODERMI 2 GIORNI IN PIENA SERENITà OSSERVANDO IL TRAMONTO IL MARE I BIMBI CHE GIOCAVANO IN SPIAGGIA E A GODERMI IL SOLE! ERO GIà PARTITA DA CASA FACENDO UNA PREMESSA AL PANICO!, OVVERO CHE IO MI DOVEVO GODERE LA GIORNATA E SE LUI SI FOSSE PRESENTATO IO ME NE SAREI INFISKIATA ALLA GRANDE…. RISULTATO???……… NESSUN SINTOMO, NESSUN PANICO! ALLORA AVRà RAGIONE LUCIA.. X VINCERE LA BATTAGLIA BISOGNA ABBANDONARLA!! NON LI TEMIAMO I SINTOMI E LORO NON CI VERRANNO A FARE VISITA!! 😀
    MARIPOSA HAI FATTO BENISSIMO A PARLARE COL TUO PSICOLOGO DI QUESTO DISAGIO CHE SENTIVI! A VOLTE QUESTA COSA SUCCEDE ANCHE A ME MA DOVREMMO SOLO IMPARARE A RISPETTARE LA LIBERTà DEGLI ALTRI E LA NOSTRA SOPRATTUTTO!! COME DICE LA NOSTRA CARA DOTTORESSA, L’UOMO è INFINITA LIBERTà DI SCELTA! VALE X IL PANICO MA ANKE X GLI ALTRI ASPETTI DELLA VITA!
    VI ABBRACCIO TUTTI!
    GRAZIE SEMPRE DOTTORESSA !!

  482.  
    Manuela
    4 giugno 2012 | 07:58
     

    Si hanno ragione la Dottoressa, Lucia e anche Chiara. vi confermo che ieri sono stata alla consegna dei diplomini della materna di mio figlio, c’era un mare di gente, e ho conosciuto all’improvviso anche un collega di mio marito che non sapevamo che avesse anche lui i figli li a scuola, insomma superate benissimo e sapete perchè, primo non ci ho proprio pensato al panico ma bensì a fotografare mio figlio, secondo quando mi sono trovata all’improvviso questi colleghi stavo per richiamare il malefico ma poi ho abbandonato risultato nulla!!! Vi voglio bene!

  483.  
    Sabrina
    4 giugno 2012 | 09:23
     

    Manu, chiara che brave!
    Anche io quest’estate voglio superare la mia paura del caldo e andare al mare. Però vorrei prendere una casa o una camera, insomma un rifugio a poca distanza dalla spiaggia in modo da incominciare gradualmente. Fino a prima che si presentasse il panico andavo al mare tranquillamente evitando le ore più calde, ma quando andavamo solo per una giornata soffrivo parecchio anche la salsedine sulla pelle durante il viaggio di ritorno.

    Manu, ma a tuo figlio hanno dato un diplomino? Forte :)

  484.  
    Manuela
    4 giugno 2012 | 09:58
     

    Complimenti Chiara e Ombry….. Per gli altri coraggio!!!!

  485.  
    rosa
    4 giugno 2012 | 20:07
     

    ciao ragazze,anche se non scrivo vi leggo tutti i giorni e gioisco per ogni gradino che vi porta in cima.complimenti a chiara per essersi goduta la giornata al mare,a manuela che se ne è fregata della folla e del panico e concordo con quello che scrivono sabrina e mariposa.un bacione a tutte voi!ciaoooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!

  486.  
    Manuela
    4 giugno 2012 | 21:16
     

    Si Sabry, alla sua scuola danno i diplomini sia alla materna per entrare alle elemenetari sia a chi finisce le elementari :) Forza, Sabry……

  487.  
    Tamara
    5 giugno 2012 | 17:15
     

    Buongiorno a tutti,
    è la prima volta che scrivo in questo blog e per questo vorrei presentarmi: mi chiamo Tamara e attualmente sono disoccupata. Mi sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali con il massimo dei voti. Non so voi, ma io ho sempre amato l’arte e mi sono sempre sentita fortunata di essere nata in Italia, la culla delle bellezze artistiche. Laurearmi era la mia più grande ambizione e con tanta fatica, ma anche con tante soddisfazioni, sono riuscita a farlo. Il dramma è arrivato dopo … e parlo del dramma della disoccupazione.
    Dopo anni di stage e tirocini mal pagati trovo finalmente il lavoro che fa per me: vengo assunta in una scuola media dove insegno italiano. Un’esperienza bellissima, i ragazzini mi conquistano e mi sento orgogliosa di me stessa! Ma l’anno successivo non vengo più chiamata (i famosi tagli del ministero che dimezzano il personale)! Non mi abbatto e mi metto sotto con lo studio perché l’unica possibilità che ho di ritornare a insegnare è quella di vincere il concorso. Studio per un anno e mezzo 10-11 ore al giorno, senza mai fermarmi. E mi fermo soltanto quando il ragazzo col quale stavo da 5 anni mi lascia per un’altra ragazza (tutto questo è accaduto alla fine del 2010). Vivo dunque dei momenti di forte stress… e mi arriva anche il mio primo attacco di panico!!! Caspita, ci mancava solo questa!! Ho preso per un anno intero uno psicofarmaco che è riuscito a calmare i sintomi e a farmi dimenticare di avere questo problema.
    Ho vissuto il dramma della perdita del mio ex come una sorta di “dolore benedetto” che mi ha spinto a cambiare vita, a vedere la vita con occhi diversi, a trovare l’amore per Dio, il mio Migliore Amico.
    Questa mia profonda trasformazione interiore mi ha condotta verso un nuovo amore, l’amore di un ragazzo davvero speciale, Andrea, il mio attuale compagno. Ci siamo innamorati l’anno scorso e in breve tempo siamo andati a convivere.
    Ora sono qui in questa nuova casa che amo tantissimo ma, da quando ho abbandonato lo psicofarmaco,
    gli attacchi di panico sono ritornati più forti di prima. Questa volta però ne voglio uscire da sola senza l’uso di farmaci.
    Non è facile… ho perso ogni interesse per la vita… speravo di aver già vinto le mie battaglie e di potermi godere finalmente un po’ di meritata serenità. E invece sono di nuovo qui a lottare, questa volta contro un problema che io stessa, non so come, sono riuscita a creare.
    Non mi interessa più nulla, nemmeno vincere il concorso (che sarà a breve) per riprendere l’insegnamento. Insegnare era il sogno di una Tamara che ora non c’è più.
    Scusatemi se mi sono dilungata troppo, ma sfogarsi fa bene, si libera l’anima di un po’ di pesi.
    Vi abbraccio di cuore.
    Tamara

  488.  
    Manuela
    5 giugno 2012 | 19:22
     

    Ciao cara Tamara, sei nel posto giusto, scrivi tutto ciò che senti, starai meglio e noi tutti ti aiuteremo, vedo che come me, forse sarà la sospensione del farmaco, ti crea un pochino di depressione, ma cerca di uscire nelle ore più fresche al sole, che ti aiuterà molto (per questo problemino) penso che sopratutto gli attacchi siano un pòchino causati dalla sospensione del farmaco che purtroppo è comune, ma ce la farai! Ti abbraccio! E quando arrivano sposta l’attenzione su altro e leggi tutto il libro di Laura, ascolta anche i suoi mp3!

  489.  
    Sabrina
    5 giugno 2012 | 19:55
     

    Benvenuta Tamara. La tua storia è così piena di vita, di forza nel ricominciare (sia da un punto di vista lavorativo che sentimentale), che sono sicura riuscirai a rialzarti ancora e con più consapevolezza.
    Sei nel posto giusto. Qui ci siamo noi che cerchiamo di sostenerci e di dare un senso a ciò ch ci accade, c’è l’ebook della dottoressa e ci sono i suoi articoli e mp3. E magari a breve la rivedremo anche qui nei commenti.
    Nel frattempo stai su 😉

  490.  
    CHIARA
    5 giugno 2012 | 20:27
     

    Tamara ho letto il tuo commento, hai fatto benissimo a scrivere quì! vedrai che ti sarà molto utile aprirti e soprattutto ti sarà utile leggere tutti i post fatti dalla Dottoressa!
    non ti demoralizzare e non lasciare che x colpa del panico tu non possa raggiungere i tuoi obiettivi quelli x i quali ti sei tanto sacrificata!
    ogni sensazione che il panico ci fa provare è del tutto illusoria ! purtroppo senza volerlo siamo noi a crearci questo mondo!
    quì troverai tanti commenti utili soprattutto le testimonianze di chi ce l’ha fatta!
    benvenuta! 😀
    un abbraccio a ROSA, SABRINA, MANUELA, MARIPOSA E TAMARA!

  491.  
    Ombry
    6 giugno 2012 | 09:08
     

    Buongiorno a tutti e benvenuta alla nuova arrivata Tamara; io questo forum lo frequento da relativamente poco (anche se soffro di attacchi di panico da una decina d’anni se non di più, ma solo negli ultimi 5/6 mesi erano diventati insostenibili).
    Quello che posso dirti, dalla mia esperienza, è che purtroppo è facilissimo lasciarsi trascinare nel vortice della paura e dei brutti pensieri, ed è difficilissimo scacciarli via. Ci vuole una gran forza di volontà, ma vedrai che appena raggiungerai quel grado di consapevolezza in più che il panico NON esiste, sarà via via più semplice abbandonare la strada del terrore.
    Più volte in questo forum si è fatto l’esempio dello scalare di una montagna, stiamo salendo tutti insieme e qui di certo potrai trovare mani amiche, che quando cadrai ti aiuteranno a rialzarti. A me è successo così, e ringrazio tanto tutte le persone che scrivono qui…Sabrina, Mariposa, Manuela, Rosa, Miguel, Elisa….tutte persone meravigliose che lottano come me e te, e prima o poi ci arriveremo tutti sulla cima della montagna, fidati :)
    Adesso la tua mente ti sta un pò prendendo in giro, ma vedilo anche come un segnale del tuo corpo, che ti dice “alt, fermati un attimo perchè qui qualcosa non quadra”. Vedi anche il lato positivo (per quanto di positivo ci possa essere nell’avere quasi costantemente la sensazione di morire), questo sarà un modo per analizzare a fondo te stessa, per capire quello che vuoi, cosa aggiustare e cambiare nella tua vita per stare meglio. Alla fine di questo percorso vedrai che sarai una persona estremamente forte e sarai orgogliosa di te, per avercela fatta.
    Un abbraccio a tutti, qui in Francia procede diciamo nella norma, in questi ultimi giorni c’è stato qualche momento un pò più problematico, soprattutto durante i pasti, sono sempre il mio cruccio….però per adesso credo di riuscire a gestire il tutto…
    Bisous à tous!!

  492.  
    mariposa
    6 giugno 2012 | 09:21
     

    benvenuta Tamara
    come già ti hanno detto le mie amiche (che a breve diventeranno anche le tue) hai scelto il posto giusto non solo per sfogarti ma per capire che non sei sola, che non sei l’unica a “beneficiare” di questo malessere…ma soprattutto che di questo male non si muore anzi se ne esce e anche alla grande.
    mi ritrovo in molte cose in te…forse perchè anche io per anni ho inseguito la strada dell’insegnamento senza più sapere, ad un certo punto, se era quello che volevo oppure no (in realtà non lo so neanche adesso…infatti sono in stand-by)…comunque…l’importante è che tu cominci a scrivere e a condividere…cerca di leggere su questo blog tutti gli articoli della dottoressa, le risposte che da ai lettori e anche le testimonainze di chi ce l’ha fatta…tra le righe troverai, come abbiamo fatto tutti noi, qualcosa che ti colpirà, qualcosa che ti farà sentire un brivido, qualcosa che ti farà venire le lacrime agli occhi, qualcosa che ti farà mettere una mano sul petto mentre dici “cavolo…è proprio quello che sento io…solo che non avrei saputo dirlo meglio”…e da quel punto preciso partirà il tuo viaggio verso la conquista della libertà dal panico.
    in bocca al lupo e lasciati guidare.
    AMICHE buona giornata a tutte voi!!!!!!

  493.  
    Tamara
    6 giugno 2012 | 09:25
     

    Buongiorno a tutti e grazie a Chiara, Sabrina e Manuela per ciò che mi hanno scritto.
    Questo fine settimana ho letto il libro della Dottoressa e ascoltato i suoi mp3.
    Ha una voce che tranquillizza e infonde tanta serenità, per questo ieri ho deciso di andare a comprare un lettore mp3 (l’obiettivo è quello di farmi lunghe passeggiate e mettere in pratica i suoi consigli). Quando sono entrata in questo negozio ho sentito tutti i sintomi e i miei sono ancora molto forti; volevo scappare ma poi mi è venuto tanto da ridere, perchè ho notato che il commesso del negozio, un signore di circa 80 anni, era più impanicato di me perchè non sapeva proprio che fosse un lettore mp3. Mi sono messa a cercarlo insieme a lui e alla fine lo abbiamo trovato.
    Non ho mollato, non sono scappata, anche se l’ho pensato mille volte… dentro di me si combatteva una lotta: i sintomi forti mi impedivano di respirare, ma ho pensato a voi, al vostro coraggio, ho cercato di mettere in pratica i consigli della dottoressa, di essere consapevole, e poi soprattutto ho spostato l’attenzione su questo pover uomo di 80 anni che non sapeva che forma avesse un lettore mp3 ed era molto imbarazzato…
    Ora vado in posta a pagare la bolletta, so che non sarò perfetta, che sentirò i sintomi, ma oggi voglio accoglierli senza paura.
    un abbraccio a tutti.

  494.  
    ele
    6 giugno 2012 | 16:00
     

    buon pomeriggio fiori cari,buon pomeriggio Laura cara,e’ da un po’ che non scrivo ma vi leggo e quando non vi leggo nemmeno,il pensiero che voi ci siate mi rincuora……
    quanti anni sono passati,dal mio primo incontro scontro con il….non oso nominarlo,ho scritto gia qui di me che laura sa e chi e’ veterano anche…..
    oggi scrivo xche ho bisogno di sfogarmi con qualcuno…..qualcuno che sa capirmi…..con me stessa lo faccio sempre oramai…..oggi posso dire che VIVO…..uso questa parola xche dopo tantissimi lunghi anni risento il profumo dei fiori,vedo i colori di cio che mi circonda,vado a riprendere mio figlio a scuola serenamnte,ma soprattutto quei sintomi maledetti che ti bloccano la ninfa vitale….non li ascolto piu’,ogni tanto ritornano,ma…..ancora a fatica…ma riesco a dirgli….chi sene frega,oppure….forza ele,non aver paura adesso passa,lasciali perdere ignorali e cosi via…….da un anno il mio terapeeuta mi ha serenamente salutato dicendomi….ci sono,chiamami quando vuoi ma….ce l’hai fatta,ora cammina da sola……
    MA…….ho ancora tanti limiti e non mi importa,mi accontento…il mio terapeuta carissimo,mi dice che assolutamente non bisogna accontentarsi,ma ho sofferto x cosi tanto tempo che x me va bene cosi’….pero’ ieri mi e’ sucessa una cosa nuova…..
    premettendo che io sono quella che apre sempre la stanza di barbablu’ e puff ci ricado dentro……
    ero andata a riprendere mio figlio all’ areoporto che tornava da milano,tra l’altro e’ un anno che vive li’ x studiare ed io ancora non vado a trovarli:-( ma va bene x ora….ieri pero’ vedere le persone che uscivano dall’areoporto,con le loro valigie,uomini,donne anche sole ecc ecc mi e’ venuto da piangere,io che ero quella che amava viaggiare,che da ragazza non potevo xche mamma non voleva,oggi che potrei………libera di andare,da sola,con la valigia….e invece no……ma poi eccomi qua a dirvi,non importa,voglio pensare che va bene cosi’,sono feice lo stesso e penso magari a tante altre persone che non possono fare altre cose x un haandicap o altro??? e allora mi acconetnteo,basta riuscire a rimanere concentrati ne godersi cio che si ha,quandi si ha provato altro di terribile e voi sapete cosa intendo……

    a te tamara,non mollare,ce la puoi fare,leggi e rileggi tutto di questo blog,ti aiutera’…….in bocca al lupo a te e tutti voi,maa soprattutto…….LAURA cara……in vita mia poche volte ho incrociaato persone come te…..e che Dio ti benedica,te lo dico sempre.un abbraccio ….a presto…..e non mollate tutti,riuscira’ il ole a splendere x tutti prima o poi……con o senza le nuvole.

  495.  
    Tamara
    6 giugno 2012 | 16:09
     

    Di nuovo buongiorno a tutti e grazie anche a Ombry e Mariposa per i commenti che ho letto solo ora.
    Non so che dirvi, se non che la vostra sensibilità e delicatezza mi ha veramente sbalordito, meravigliato, sorpreso…
    Avete degli animi profondi e delicati e vi auguro con tutto, tutto il cuore di superare questo ostacolo e di godere appieno la vostra vita.
    Quando ora lotterò, non lo farò solo per me stessa, ma anche per voi.
    perchè non è giusto che le persone più sensibili e più vere, ma anche le prime a ripiegarsi su se stesse, stiano in un angolo, separate dal resto del mondo…
    Io credo che, se abbiano dentro di noi il dono della gentilezza, il dono della sensibilità, il dono della bellezza, forse dobbiamo anche avere il coraggio e il dovere di spargerlo all’esterno per creare un mondo migliore, un mondo più a misura d’uomo, un mondo più vero.
    Ecco, questo è quello che ho pensato leggendo i vostri commenti…
    un abbraccio di cuore a tutti.

  496.  
    Manuela
    6 giugno 2012 | 19:21
     

    Come vedi Tamara, siamo felici di averti tra noi! Grandissima Ombry….Continua così, non ci pensare e mangia, concentrati che so su cosa fanno gli altri mentre mangi, su un discorso o su quanto è buono ciò che mangi (ossia assaporalo molto bene mentre lo hai in bocca, fai dei paragoni) ti aiuterà! Ragazzi la cosa che non sapete è che questo blog, oltre ad avermi aiutato sul panico, mi ha fatto capire quello che realmente volevo fare da grande……..E proprio non era quello che facevo bensì una cosa che avevo accantonato negli anni passati e sto cercando di mettere in pratica! Vi voglio bene!

  497.  
    Manuela
    6 giugno 2012 | 19:23
     

    Tra l’altro non c’entra assolutamente con gli studi che ho fatto vabbè meglio tardi che mai no?

  498.  
    Sabrina
    6 giugno 2012 | 22:28
     

    Ciao ele, tanto piacere :)
    lo so cosa hai provato guardando quelle persone…è lo stesso che provo io quando vedo gli altri da soli, per strada mentre invece io non riesco a stare serena da sola. Però sai che faccio? Con la tristezza nel cuore, inizio a osservarli e mentre li osservo sento un moto di orgoglio che me li fa scrutare con ancora più attenzione in cerca del loro segreto: cerco di imparare da loro e noto un sacco di cose. Molti parlano al cellulare, altri vanno spediti con lo sguardo pensieroso, alcuni guardano le vetrine mentre camminano, altri sentono la musica con gli auricolari. Insomma…ognuno di loro mette su una tecnica, un metodo per fare quello che a me fa paura perchè temo di non concentrarmi abbastanza su altro per nn far riaffacciare il panico.

    Rispetto a qualche settimana fa vado al supermercato da sola mentre mio padre sta al bar nelle vicinanze. Non è un grande successo detto così, ma se pensi che poche settimane fa entravo solo in compagnia e con una gran tensione addosso, lo è. Sono i miei piccoli passi che sono meravigliosi se penso a dove ero e mi fanno sentire ottimista sui prossimi, ma se invece inizio a soffermarmi su quanto sono miseri rispetto alla normalità degli altri, allora mi abbatto e mi fermo di nuovo. E allora non ci penso, perchè ferma qui non ci voglio stare!

    Ele, pensa a dove eri prima e allontana questi momenti, concediteli per pochi minuti e asciuga l’ultima lacrima già con un accenno di sorriso, come una carezza sul tuo cuore triste e guarda avanti. Se sei riuscita a fare grandi passi per arrivare dove sei, pensa che per andare dai tuoi figli a milano si tratta solo di farne degli altri, certamente meno lunghi di quelli già fatti. E come dice Ombry, non ti forzare. Continua a lavorare su te stessa e vedrai che quel momento arriverà.

    Stasera avrei avuto un motivo per rattristarmi e invece sono qui a scrivere, ad aspettare il mio fidanzato per la cena, e già va meglio.
    Mi sono rattristata per qualche minuto perchè la mia amica mi ha chiesto se dopo aver dato l’esame andiamo tutto il giorno in città a fare shopping. E in un attimo ho visto quanto la stessa cosa fosse per lei un premio e per me addirittura una pena.
    E poi ho parlato con la sorella (che è psicoterapeuta ma che nn sa dei miei disagi), che si lamentava bonariamente del fatto che appena dice a qualcuno del suo lavoro questo puntualmente inizia a chiederle consigli. E mentre la mia amica parlava di queste persone come molto distanti, io sentivo come un tradimento verso me stessa il mio atteggiamento quasi distaccato verso chi chiede un aiuto a un professionista.

    Mi sono dispiaciuta è vero, ma voglio usare questo dispiacere solo per farmi delle domande. Capire se per come sono io veramente è stato meglio comportarmi così, o se invece la prossima volta devo farmi coraggio e spiegare alla mia amica almeno in parte il mio disagio. Ora ancora non so rispondere, ma rifletterò su questo invece di demoralizzarmi.

    Tamara, grazie delle belle parole. Ti abbraccio forte anch’io e auguro a tutti la buonanotte.

  499.  
    ele
    7 giugno 2012 | 08:28
     

    rieccomi….buon giorno cari…….alla domanda che ci pone Laura ….
    ……Che cosa senti, che ancora non accetti e non comprendi completamente, dei tuoi attacchi di panico?……….
    se tu potessi rispondermi cara Laura….o magari voi cari fiori……
    non accetto anzi non comprendo ancora dei miei attacchi……
    non riesco a parlarne serenamente,non riesco a sentirne parlare,non riesco nemmeno a sentir nominare il sintomo o la parola che mi si accende la spia dell’allarme che e’ in me…..ecco perche della mia latitanza anche qui….se riesco a non pensarci x niente va benissimo,nel momento in cui ne sento parlare o ne devo parlare….aiuto…riappare l’attacco ,e’ come se svegliassi la bestia…….perche’ LAURA???? dove non capisco o dove sbaglio,come si supera questo ulteriore passaggio??? grazie di cuore…..buona giornata miei cari fiori..

  500.  
    Ombry
    7 giugno 2012 | 09:03
     

    Buongiorno a tutti amici,
    volevo ringraziare Tamara per le belle parole, vedrai che anche tu piano piano supererai questo ostacolo :)
    Poi volevo dire a ele che capisco il tuo dire “mi accontento perchè almeno ora vivo”…però sono sicura che dentro di te c’è ancora un pò di forza che magari stenta ad uscire, ma che prima o poi si farà strada, per farti superare anche le paure più toste e radicate…per darti la possibilità di andare a trovare tuo figlio per esempio, o comunque di viaggiare, e tutto quello che adesso magari accantoni.

    E ora il tasto dolente..sapevo che prima o poi sarebbe successo, e infatti così è stato, ieri ho avuto il primo attacco forte :( Mi trovavo qui nel residence, una mezz’oretta prima che il mio ragazzo tornasse per pranzo e stavo preparando da mangiare. Così, dal niente, è come se si fossero aperti i cancelli dei brutti pensieri, corsi ad affollarmi la mente.
    Non ho davvero idea del perchè sia successo, forse ho mollato un pò la presa, forse non rendendomene conto ho iniziato a farmi i miei soliti viaggi nei problemi da qui a 10 anni..non lo so…uffa :(
    Ieri sera di tutta risposta al mio attacco me ne sono andata al mc donald col mio ragazzo a prendermi un mc flurry con m&m’s e cioccolato 😀 Ce l’ho fatta diciamo, però questo fatto mi ha messo preoccupazione addosso. Ma non posso mollare proprio ora, sabato dal residence ci trasferiremo in quella che forse sarà la nostra futura casa, poi dobbiamo andare a vedere la città dello spazio e domenica dobbiamo aiutare un collega del mio ragazzo col trasloco e cenare tutti insieme…quindi non posso mollare e prego Dio di farmi venire la forza necessaria per affrontare questo week end nel migliore dei modi….
    Sembrerà una cosa stupida, ma mi manca molto la mia palestra. Perchè lì io mi mettevo alla prova, sfruttavo tutta l’energia che avevo, sul tappeto o sulla cyclette continuavo anche se ero sfinita, perchè dicevo a me stessa “Ora ti faccio vedere che anche se hai il fiatone e il cuore ti batte fortissimo, non muori. Ora ti faccio vedere che non ti viene un infarto”. E quando fuori dalla palestra iniziava a venirmi l’affanno pensavo a quei momenti e mi dicevo “Ma dai, hai fatto 6 km in bicicletta e 3 km di camminata, il tuo cuore regge benissimo!”…e mi serviva ragazzi, veramente. Adesso che sono ferma è più difficile.
    Così stamattina mi sono fatta 30 min di camminata svelta più 4 piani di scale :)
    Speriamo in bene amici miei, incrocio le dita!
    Un abbraccio a tutti!

  501.  
    Elisa
    7 giugno 2012 | 11:56
     

    Ciao ragazzi.
    Ho letto i vostri ultimi interventi, e sono molto contenta dei progressi di tutti noi..ciononostante sono un po’ giù di corda, e vi dico in anticipo che non mi aspetto una risposta che, con tutta la buona volontà che ci mettiamo, non può arrivare. Però ho bisogno di sfogarmi..
    Ho fatto due sedute con la nuova dottoressa: è molto diversa da quella precedente, meno “brillante”, meno d’impatto, però, cosa che non era accaduta precedentemente, in un anno di terapia, dopo 40 minuti mi ha fatta piangere. Forse è un buon segno, forse non significa nulla..non lo so . Ma anche lei mi ha prospettato una scenario di incertezza che mi ha veramente demoralizzata: non sa dirmi, anche solo grossomodo, quanto tempo la terapia potrebbe durare, non sa dirmi nemmeno se ne uscirò, pur non essendo un caso “grave”. Tutto giusto dal suo punto di vista, lo so..ma io sono tanta stanca. Vorrei avere un po’ di ordine, vorrei qualche risposta, vorrei davvero vedere la luce in fondo al tunnel..ma sembra che non finisca mai. So che dovrei essere già tanto felice di avere fatto grandi progressi col panico, che ha iniziato a farmi visita l’estate scorsa dopo tanti anni, lo so..lo sono. Eppure, pur portando avanti normalmente la mia vita no, non mi sento “normale”, non mi sembra di essere davvero interessata alla vita, quanto, piuttosto, alla mia testa. A volte penso che non sia tanto un problema di ansia, quanto una mancata elaborazione del fatto di avere problemi di ansia.
    Vorrei riprendere in mano la mia vita sentendola veramente, sentendola pulsare, non vedendola in modo sbiadito attraverso le lenti della paura..ma sento di non farcela, peggio, sento che nessuno può dirmi come uscirne, se non in termini probabilistici.
    Mi dispiace se ho intristito qualcuno, ma so che solo voi potete capire..

  502.  
    Giulia
    7 giugno 2012 | 14:57
     

    Ciao a tutti! È da tantissimo che non scrivo e ho letto alcuni commenti molto positivi…complimenti! Elisa, ti capisco tantissimo…ho iniziato da circa un mese una terapia e anche io ho alcuni dubbi al riguardo..vorrei subito farti notare quanto sia importante continuare la propria vita. Dici che la senti sbiadita, ma il semplice fatto di riuscire ad andare avanti, ti deve dare la forza. Se ti può consolare, il mio panico, ansia o come vogliamo chiamarlo mi sta tenendo imprigionata in una sorta di gabbia d oro chiamata casa da quasi 7mesi…niente università, niente esami, poche uscite con amici, rinunce continue a eventi belli come matrimoni, lauree,… Certe volte mi sembra di vivere un incubo dal quale è impossibile uscire! Tutto mi spaventa, anche la cosa più normale e semplice. E la mia domanda è martellante: perché? Potrei avere mille ragioni e motivi eppure nonostante possa aver intuito l’origine del panico, questo continua a rimanere, come un parassita che vive a mie spese. Vorrei condividere una frase che ho scritto proprio ieri, studio lettere e la mia passione fin da piccola quella di scrivere: ” Sembra un grande muro quello della paura. Ti divide dal tuo voler essere da quello del non essere capace di essere, portandoti a scegliere inevitabilmente quest’ultimo”. É vero che la speranza da sola non basta ad uscirne, ma credo che sia un grande passo verso la strada del cambiamento.

  503.  
    Tamara
    7 giugno 2012 | 15:02
     

    Buongiorno a tutti!!!!
    Ombry, capisco benissimo il tuo forte bisogno di muoverti, di fare sport.
    Da quando la scorsa settimana ho avuto quel forte attacco di panico non riesco più a stare ferma: faccio cyclette, addominali, sollevamento pesi, lunghe passeggiate all’aperto… e ora ho scoperto anche il pilates, uno sport che ti aiuta a staccare con la mente, l’ideale per chi come noi pensa in continuazione.
    È da questa mattina, da quando mi sono svegliata, che penso a Ele e a quanto sia bella Milano… rivedo mentalmente questa bellissima città (escluso il traffico), il Duomo, il Castello Sforzesco, i giardini… che bello passeggiare in una città d’arte che ancora non si conosce… ogni angolo è tutto da scoprire. E il treno? Che meraviglioso mezzo di trasporto! Guardi fuori dal finestrino e la tua mente si riposa, fantastica, si perde in pensieri leggeri.
    Cara Ele, non fare in modo che la tua mente pensi in termini di limitazione, non precluderti nulla perché TU SEI NORMALE, TU SEI SANA, TU SEI LIBERA, LIBERA, LIBERA DI FARE CIÒ CHE VUOI!!!
    Per lo meno è questo che continuo a ripetere a me stessa da circa una settimana.
    Quando ho letto ciò che hai scritto è nata in me una profonda, profondissima rabbia, perché tutto quello che provi tu lo provo anch’io: io mi sento limitata, anormale e mi precludo mille esperienze positive. Ma queste limitazioni sono solo mentali!!!
    Tu meriti di andare a Milano, meriti di viaggiare, ti ricordi quanto era bello vedere posti nuovi? Ti ricordi quanto è bello prepararsi una valigia e partire?
    Domani dovrò fare 60 km in macchina per andare a parlare con la mia psicologa di questa mia ricaduta. Dovrò stare nel suo studio per circa un’ora… tutto questo mi fa paura, ma non importa, lo faccio per te, cara Ele, lo faccio anche perché mi piace guidare, mi piace ascoltare la musica e sentire l’aria fresca che entra dai finestrini, lo faccio perché mi piace parlare di me a chi sa capirmi e non vede l’ora di aiutarmi.
    Questa mattina, con la bella Milano tra i miei pensieri, sono entrata in un bar (e io odio i posti chiusi), ma mi sono gustata un buonissimo cappuccino d’orzo, godendomi i sorrisi delle persone che erano lì con me e che io non conoscevo… erano sorrisi educati, caldi, e soprattutto erano per me. E pensare che io avevo paura di entrare in questo bar, dove poi ho incontrato solo persone gentili che avevano voglia di fare quattro chiacchiere con me. QUANTA PAURA INUTILE !!!
    Il mondo ci aspetta, le persone che ci amano aspettano che noi ritorniamo da questo brutto viaggio mentale che abbiamo intrapreso chissà come e chissà perché.
    Ora il mio cervello non vuole capire perché ha paura, perché ha gli attacchi di panico. Non è giusto prima capire e poi buttarsi e riniziare a uscire, a vivere. Stare ferma e cercare di capire quale trauma posso aver mai subito in passato non è la soluzione giusta per me. Non voglio capire quali sono le mie ferite, le parti ignote e preziose di me stessa attraverso il mio cervello che se ne sta seduto comodamente sul sofà, lo voglio fare attraverso il coraggio, la determinazione e, perché no, anche attraverso la rabbia verso qualcosa che si sta fregando la MIA VITA!!!
    La vita è meravigliosa e in noi c’è qualcosa di divino; prego costantemente affinché questa parte magica e potente esca allo scoperto e mi faccia riassaporare la libertà, la VERA LIBERTA’.
    Auguro a tutti un buon pomeriggio.
    Vi porto con me nelle mie sfide quotidiane.

  504.  
    rosa
    7 giugno 2012 | 16:07
     

    buon pomeriggio a tutti voi e alle nuove arrivate!ho appena finito di leggere i vostri post e mentre li leggevo non riuscivo a trattenere le lacrime.oggi è una giornata in cui ho voglia di piangere.lo so che è dura la salita ed io ce la metto tutta per abbattere tutte le barriere,le paure che mi hanno accompagnata per tanto tempo.sto ottenendo tanti piccoli risultati questo grazie anche a voi,al vostro sostegno.in questa ultima settimana mi sveglio come se mi fosse passato un tir sopra,e sento le gambe pesanti e tese.due anni fa ho subito un intervento delicato alla colonna vertebrale e credo che questi dolori siano correlati anche ad essa.a fine mese ho da fare la risonanza magnetica per il controllo e cerco di non pensarci!uffffffff!non sopporto questa debolezza,mi sento stanca!rispondo a elisa.so come tu possa sentirti demoralizzata,specie quando ad esitare sn coloro a cui ci affidiamo!tu,non demordere,non farti abbattere!non è vero che non ce la fai,che non ne uscirai.sei tu che devi decidere di muovere i primi passi e noi siamo qui per farlo insieme a te.guarda me,ho iniziato a scrivere questo post che mi sentivo un po giu,ho buttato un po di lacrime per allegerirmi,sono consapevole che ne ho da fare di strada,ma nonostante sia dura la devo percorrere,me lo devo!sai a un certo punto sono arrivata a un bivio e davvero mi dovevo muovere a scegliere che strada perorrere.ho deciso di percorrere quella della libertà,ho buttato le medicine,ho preso consapevolezza e cerco di seguire i consigli della dottoressa laura.non metto in dubbio che è faticoso,ma la vita di prima non era migliore,tanto vale provarci e intraprendere una nuova strada.non ci hai intristito con il tuo post,non preoccuparti!dai elisa,tamara,ele,siamo tutte qui a tendervi la mano.io la mia ce l ho stretta a quella di manuela,chiara,sabrina,mariposa,ombry,miguel,ed ora anche a quella vostra!vi abbraccio tutti e vi invio un caloroso bacio!vi voglio bene!

  505.  
    Manuela
    7 giugno 2012 | 21:33
     

    Bentornata Ele, penso che come me non vuoi accettare il tuo panico……Beh del resto chi di noi non lo odia, ecco perchè tendi ad evitarlo, ma come sai lo ha detto Laura, che quando cominciamo ad accettarlo, quando diciamo ho il panico, cominceremo anche presto a dire ho AVUTO IL Panico ma adesso va meglio, nel senso che da un leone il PANICO, diventa formica, io lo odiavo, lo evitavo, solo a pensare che lo avevo mi faceva sentire idiota, non lo accettava nessuno della mia famiglia! Poi parlando con voi, ho capito che da leone, pian piano è diventato gatto poi formica…….Insomma anche Laura ha detto che lo dimentichiamo IL PANICO quando non ne avremo più paura, ossia quando diventerà formica……Presto per tutti, Ele continua a scrivere invece. accettalo accettalo non è così terribile, è sciocco….. Lo dimenticherai, presto e andrai a Milano, Ombry, brava sostituisci lo sport con le alternative che ti sei creata E PENSA POSITIVO, via via tutti i pensieri negativi, fino a quando avrai questi incontri! Per le altre Forza Rosa, pensa positivo la risonanza andra bene! Forza tutti vi voglio bene!

  506.  
    Sabrina
    8 giugno 2012 | 07:43
     

    Elisa, ma che ti ha detto la psicanalista dopo che hai pianto? Mi sembra assurdo che proprio lei ti abbia detto che potresti nn uscirne…la dottoressa Laura nel suo ebook dice di scegliere in piena libertà da chi farci seguire e di nn temere di chiedere quanti casi come il nostro ha già risolto. Chiediglielo e se nn ti convince, nn devi per forza rivolgerti a lei. Tu sei la cosa più importante, ricordalo sempre quando prendi una decisione.

    Rosa, anch’io ho fatto la risonanza per la schiena. Dura scarsi 20min. Prima di entrare ho detto al tecnico che forse soffrivo di claustrofobia e lui mi ha raccontato che delle volte le persone gli chiedono di stare dentro con loro, altre scappano letteralmente, altre approfittano per dormire. Io? Io nn l’ho fatto entrare anche perché si vedeva da fuori e poteva anche parlare con me da lì, quindi in qualsiasi momento potevo rivolgermi a lui x distrarmi. E poi avevo un piano per occupare il tempo. Era il periodo del festival di Sanremo e avevo deciso che mi sarei ricordata la classifica delle canzoni in gara cantandole in parte. Avevo fatto il conto di due min ciascuno. All’inizio il cuore batteva forte, ma sapevo che era x l’ansia e ho iniziato il mio programma canterino concentrandomi su melodia e parole. Ed è tutto andato bene. Fatti un programma rosa, o chiedi al tecnico di farti compagnia parlando. 

    Ombry, mannaggia, ma tu così te lo sei chiamato! Come i gatti della dottoressa Laura, o come il mio. Quando li chiami, vengono! Vedi che non deve tornare per forza. Inizia a pensare che nn tornerà più, altrimenti succederà che anche inconsciamente potrai evocarlo. E poi devi essere consapevole che stai facendo la cosa giusta lì in Francia. Comunque Ombry, sei una grande combattente e io nn posso far altro che cercare di imitare il tuo coraggio e la tua ostinazione :)

    Un grande bacio a tutti e buona giornata

  507.  
    mariposa
    8 giugno 2012 | 09:47
     

    Buongiorno fioriiiiiiiiiiiiiiiiii
    non so dove abitate tutte voi ma qui a Napoli la giornata è davvero meravigliosa…il cielo è di un azzurro “faber Castell”…non so se mi spiego.
    Volevo rispondere a qualcuna di voi…allora…cara Ele riguardo il fatto di non riuscire a parlare del panico è normalissimo. sei nella fase “0”, quella della non-accettazione…anche io e credo tutti l’abbiamo passata. Io sono fortunata (diciamo) perchè mia sorella ha avuto i miei stessi problemi e ne è uscita alla grande e mi diceva sempre di parlarne, di leggere. mi dava libri e libri ma io non ne volevo parlare e soprattutto non volevo leggere nulla a riguardo…finchè non mi sono sentita pronta…e fortunatamanete mi è capitato tra le mani il libro della Dottoressa. e anche il fatto di “appanicarsi” quando lo si nomina è normalissimo…il mio psicoterapeuta dice sempre che le persone ereutofobiche (cioè che hanno paura di diventare rosse di vergogna) basta che pensano a questa eventualità che diventano rosse all’istante…è naturale…è il corpo che è strettamente collegato alla mente.La stessa cosa accade a noi con il panico…basta solo pensare di non essere dei Visitors, di essere persone normali che hanno un problemino come altri ne hanno un altro. Immagine quelle persone che non riescono a trattenere rutti o altro in pubblico….non è meglio il nostro panico?almeno siamo più educati no?Scherzi a parte…sii più buona con te stessa…non c’è nulla che non vada…stai solo cominciando un percorso e sei ai primi km…ma il traguardo c’è.e questa ultima parte era anche per te Giulia. la tua Dottoressa non può sbilanciarsi e darti un tempo…ma se può farti stare meglio io conosco tante persone che hanno superato questi problemi…qualcuno ci ha messo anche 10 anni ma altri anche 6 mesi.Dipende tutto da te, dalla tua consapevolezza, dalla volontà ecc…io per esempio sono al quarto terapeuta…il primo l’ho avuto nel 2005 ma non posso dire che sto “lavorando” bene con me stessa da 7 anni…ho ottenuto più risultati con questa ultima terapia in 3 mesi che in tutti questi anni. ma non è che quest’ultimo psicologo sia più bravo degli latri…sono cambiata io, sono cresciuta o forse sono solo stanca e voglio, DEVO buttare a terra questo capo. Certo ricado, ogni giorno ricado, come ieri sera che mi sentivo strana, con i dolori a tutto il corpo, con la testa che mi girava e subito sono entrata in panico per la paura di qualche malattia grave finchè mio marito non è tornato e scrollandomi le spalle mi ha ricordato che il giorno prima avevo corso un pò in più.Bisogna anche essere un pò leggeri e soprattutto meno presuntuosi nel dolore e smettere di pensare “come sto male io sto male solo io”. Non siamo pazze se questa è la tua paura…siamo solo molto sensibili e molto “groviere”…lasciamo entrare tutto nel nostro corpo e nella nostra mente senza filtrare. Dobbiamo imparare a filtrare, mettere paletti e tenerci solo le cose belle….se poi ogni tanto entra quelche piccola negatività…CHISSENEFREGA!!!!un abbraccio a tuttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!

  508.  
    Giulia
    8 giugno 2012 | 13:16
     

    Ciao!!! Per quanto riguarda l’ultima parte,
    mariposa hai azzeccato in pieno! Il mio problema è proprio che non filtro… Appena sento un dolorino al petto penso: “ecco mi sta venendo un infarto”, oppure ho un dolore alla testa e allora penso le cose più orribili che mi possano succedere…Si hai ragione, probabilmente tutto è dato dalla sensibilità…ma allora nn voglio essere così sensibile! Preferirei essere una di quelle persone apatiche, che si fanno scorrere gli eventi senza farsi coinvolgere!!!
    Ho sentito dire in televisione da una psicoterapeuta che un giorno si arriverà a ringraziare il panico…vorrei sapere quando!!Perché per adesso non è che mi stia proprio molto simpatico 😉
    “Nella vita quotidiana avete dei problemi, ma se vi preoccupate raddoppiano” Bobby McFeerin

  509.  
    CHIARA
    8 giugno 2012 | 14:51
     

    BUONGIORNO SPLENDIDI FIORI!! QUI’ IN SICILIA FA CALDISSIMOOO!! L’ESTATE è ORMAI ARRIVATA 😀
    COME SEMPRE HO LETTO I VOSTRI COMMENTI, VOLEVO DIRE A TAMARA CHE ANK’IO DA FEBBRAIO MI SONO ISCRITTA IN PALESTRA FACCIO ANK’IO PILATES E PENSO CHE AIUTI SIA A LIVELLO FISICO KE MENTALE!
    E PER NOI è BASILARE CREDO FARE DELLE ATTIVITà DEL GENERE!
    IN PIù IN SALA RIESCO A METTERE SOTTO SFORZO IL MIO FISICO SUDANDO TANTISSIMO SENZA NESSUNA PAURA.. ELIMINARE LE TOSSINE E TENERSI IN FORMA SEMPRE NEL MODO CORRETTO FA BENE ;D
    MANUELA HO LETTO LE TUE BELLISSIME PAROLE E SONO PIENAMENTE D’ACCORDO CON TE! BISOGNA PARLARNE E SOPRATTUTTO ACCETTARE LA SITUAZIONE!!COME CI INSEGNA LA NOSTRA DOTTORESSA!!! AD ELISA VOLEVO DIRE CHE SE NON SI SENTE A SUO AGIO CON LA PERSONE CHE TI STA SEGUENDO PENSO CHE DOVRESTI PENSARE A RIVOLGERTI MAGARI AD UN’ALTRA PERSONA! IO NON POSSO FARMI SEGUIRE DA NESSUNO PURTROPPO HO VOI, QUESTO BLOG E IL LIBRO DELLA DOTTORESSA E MI SENTO FORTUNATISSIMA!!!!!! PENSO E CREDO CHE PUR FACENDOSI SEGUIRE GLI SFORZI TOCCA FARLI A NOI! BUTTARCI IN TUTTE QUELLE SITUAZIONI CHE CREDIAMO IMPOSSIBILI O INSUPERABILI! QUELLE CHE UN TEMPO AVREMMO AFFRONTATO AD OKKI KIUSI! MAGARI OGGI ABBIAMO MODO GRAZIE AL PANICO DI AFFRONTARLE IN MANIERA DIVERSA CON UNA CONSAPEVOLEZZA IN PIù CHE PRIMA NON AVEVAMO, DI APPREZZARE TUTTO, SOPRATTUTTO LE PICCOLE COSE!!
    BRAVISSIMA ROSA!! QUANTA FORZA FUORIESCE DALLE TUE PAROLE!!! CONTINUA COSì BISOGNA ESSERE FORTI HAI GIà FATTO TANTI PICCOLI PASSI IMPORTANTISSIMI!!!
    IO IERI SONO STATA AL MARE PER LA PRIMA VOLTA IN MAKKINA!!
    MENTRE GUIDAVO AL SOLITO SENTIVO QUALKE PICCOLO SINTOMO CHE HO IGNORATO ED è PASSATO… IO FRA L’ALTRO HO ANCORA UN Pò PAURA DI GUIDARE PERKè HO PRESO LA PATENTE DA MENO DI UN ANNO MA CERCO DI GUIDARE PIù CHE POSSO DI VINCERE QUESTA MALEDETTA ANSIA CHE MI VIENE SEMPRE PRIMA AL SOLO PENSIERO DI METTERMI IN MAKKINA, MA KE POI PERò PASSA.. PENSO SEMPRE CHE è UNA COSA CHE HO SEMPRE DESIDERATO FARE E CHE NON CI RINUNCERò MAI X NIENTE AL MONDO!!!
    CARI AMICI SCUSATE LO SFOGO E LE LUNGHE PAROLE!!
    VI TENGO SEMPRE TUTTI X MANO NON DIMENTICHIAMO CHE STIAMO SCALANDO L’EVEREST TUTTI INSIEME; TAMARA,OMBRY,MARIPOSA,ROSA,MANUELA,ELE,SABRINA,GIULIA,ELISA!! NON MOLLIAMO MAIIII !!!! 😀
    VI ABBRACCIO…!

  510.  
    Manuela
    8 giugno 2012 | 15:04
     

    Buongiorno meraviglie, allora oggi sono andata al supermercato, pieno di gente e ad un certo punto mentre stavo cercando un prodotto mi viene un mal di pancia un pò fastidioso eccola la…..Allora ho cominciato con i pensieri più assurdi e l’ansia saliva e cominciavano i giramenti di testa (ero sola) poi però ho ragionato……Meno male……. Ho detto e se invece fosse solo un pò di gastrite, ma si sicuramente è così visto che ci soffro via……Sparito tutto…….Pagato, fila lunga alla cassa……Mi stavo per far fregare però……Vedete la mente di ciò che è capace, di fare e di disfare……

  511.  
    rosa
    8 giugno 2012 | 16:05
     

    sabirina grazie per il consiglio!la prima risonanza che ho fatto sn entrata nel tubo e mamma mia,come batteva il cuore,ma l ho fatta nonostante tutto.ora mi sn fatta piu furba è ho prenotato quella aperta.si è vero mi è rimasta impressa la sensazione che ho avuto la prima volta,ma come dici tu mi mettero a cantare o come mi ha insegnato la manuela,praticherò la respirazione circolare pensando a voi!ho riletto con attenzione l ultimo post di tamara,è come se avessi avvertito la tua energia.hai ragione.stare fermi a capire il perchè di come possa esserci venuto il panico è come metterlo sempre al centro di tutto,farsi sempre mille domande non è produttivo,ma agire,fare,rifare,come dice la dottoressa e un buon inizio.mi piace la tua determinazione!brava!un bacioneeeeeeeeeeeeeeee!

  512.  
    mariposa
    8 giugno 2012 | 17:07
     

    Cara Giulia non dire così…la sensibilità è un dono che il Signore ci ha dato…senza questa sai quante emozioni ci perderemmo?io sono una che si emoziona tantissimo…riesco davvero a piangere se ascolto una musica, se guardo un tramonto, per un film e soprattutto quando vedo i bimbi…senza la nostra sensibilità non saremmo noi…certo soffriremmo di meno ma non sentiremmo nemmeno più quel brivido alla schiena che spesso ci tiene compagnia. Dobbiamo solo imparare ad utilizzarla al meglio…vedrai che pian pianino ci riusciremo.
    un bacio….

  513.  
    Giulia
    8 giugno 2012 | 19:37
     

    Di nuovo, ciao! Vi riscrivo perché ho bisogno di sfogarmi…Premetto che abito in una città abbastanza piccola, dove si parla e molto spesso si sparla… Molte persone, forse anche troppe, sanno di questo mio disagio e non so quanto sparlino alle mie spalle, ma lo immagino…è una doppia sofferenza per me…lo so che me ne dovrei fregare perché la gente parla sempre e comunque, nel bene e nel male… Ma come devo comportarmi???Mi sembra di essere sotto una lente di ingradimento, in cui tutti si possono permettere di parlare della mia situazione e di giudicarla…Oggi per esempio sono uscita con mio zio in bici per andare al campo sportivo…ho incontrato un conoscente che dopo un po’ che chiacchieravamo mi ha detto: “ti vedo un po’ strana”…ecco…ma allora si vede tanto il mio disagio??? Tutti gli sforzi che faccio per nn far vedere il mio disagio nell’uscire, nello stare fuori casa, sono tutti vani??? Lo so che sto sbagliando…che sto focalizzando la mia attenzione al di fuori e non dentro di me…però non ci riesco, davvero…è più forte di me, preferisco accontentare le attese degli altri che le mie…Forse questo è all’origine dei miei problemi…ho sempre preferito dare peso a quello che pensano gli altri…UFFA!!! :P…Farei meglio a ripetermi in quei momenti una frase di Dante dell’Inferno: “NON TI CURAR DI LORO, MA GUARDA E PASSA”!!!!!!
    Comunque, dopo che ho parlato con questo ragazzo, ho chiamato una mia amica che sapevo che era lì e ho fatto due chiacchiere :) Avevo sempre il panico in agguato ma sono riuscita a stare calma, anche se mi sentivo il battito(so che non dovrei farlo più, ma è un’abitudine dura da togliere!). ciao a tutti, un bacione! 😉

  514.  
    Manuela
    9 giugno 2012 | 09:14
     

    Ciao meraviglie, ho dimenticato di dire ad Elisa che anche io prima di questo blog avevo dapprima una psicoterapeuta (che mi faceva raccontare il passato e piangere sempre…. Ma che dopo 7 sedute ho lasciato perchè l’ansia mi aumentava mi diceva sempre di capire da dove veniva….Per me Arabo…….Lo psichiatra mi riempiva di robacce che ho preso in parte) ma poi dopo lo stare sempre peggio, arriva come per miracolo Laura Bolzoni Codato e il discorso comincia a cambiare! Poi mi è capitato di parlare con un ragazzo che faceva psicoterapia cognitiva comportamentale che però non ho pututo seguire sia per problemi economici che per la lontananza visto che nemmeno guido (ma non ho mai guidato, ci ho provato ma la patente alla fine non l’ho presa, anche se mi farebbe molto comodo avendo un bimbo) lui mi suggerì la respirazione e il training autogeno. Senza dilungarmi volevo dirti che trovare la persona giusta è molto difficile, ma il fatto che ti fa piangere non vuol dire che non vada bene, devi capire tu se vedi miglioramenti o se tirare fuori il passato ti fa star male come a me….Infatti il ragazzo della psico cognitiva diceva che era diversa per chi ha il panico, non serviva tirar fuori il passato ma agire sul presente! Per Giulia DICO BRAVISSIMA, stai andando bene, le prime volte è dura ma vai bene! E se ti vedono strana chi se ne frega l’importanete è che tu ti faccia vedere! Un abbraccio!

  515.  
    Miguel
    9 giugno 2012 | 11:58
     

    Ciao a tutti..vi ho letto questi giorni..è bello vedere con quanta determinazione altri hanno affrontato il problema..
    Mi complimento davvero con Ombry (hai avuto molto coraggio), con Chiara, con Giulia (sei piena di citazioni letterarie..che spasso, chissà se Dante aveva attacchi di panico :p). Giulia spesso penso quello che hai scritto..conosco gente veramente deficente ma che non si fa problemi per niente..oggi non baratterei la loro deficenza con la mia sensibilità..ma vorrei una via di mezzo tendente alla sensibilità..insomma io ci sto provando a non farmi bucare ogni giorno da vari pensier..sto tappando i buchi del colosseo..non sto riaprendo la porta del panico..ma sono ipersensibile.
    quante caratteistiche iin comune abbiamo noi tutti soggetti a questo problema; ci pensate? io leggo di alcuni di voi che diventano rossi subito, che si sono laureati o studiano per laurearsi, sempre i primi della classe, paura del giudizio degli altri, eccessiva sensibilità ad un problema fisico..ragazzi credo che per battere l’ansia ed il panico dobbiamo scendere da questo gradino..non so come perchè fa parte del carattere..
    io l’altra sera ho affrontato un breve intervento..dicono sia andato bene..ma non ci credo..io sono stato malissimo. Sono tornato a sentirmi astratto..mi concentravo su quello che dovevo dire ma il mio cervello era a sentire i battiti cardiaci e attento a non svenire…è incredibile come non riesca a controllarmi quando sono sotto osservazione.
    Sembra che il mio cervello abbia paura degli altri.
    Non so come fare..sto diventando un automa che continua a provarci, a non stare bene..a non riuscirci…
    Giulia, dovremmo imparare a fregarcene degli altri..mica facile!
    Ciao Manuela..ti seguo sempre con ammirazione..quello che tu scrivi lo prendo per oro colato..apprezzo davvero i tuoi successi! anche la mia mente fa e disfà..però poi fa di nuovo..

  516.  
    Manuela
    9 giugno 2012 | 12:55
     

    Ciao Miguel, sai cosa penso, che a volte non vogliamo nemmeno credere che siamo stati bravi (come nel tuo caso :D) talmente abituati a far passi avanti ed indietro, ma l’intervneto è andato bene alla fine, è questo che conta! Non ascoltare i battiti, mai no, no è sbagliato io lo facevo sempre e mi fregavo sempre perchè come li senti un pò più accelerati ecco che parte il mostro…….Quando cominci a focalizzare lì, pensa al tuo discorso, un altra tecnica è di vedere (e questo me lo ha insegnato un professore) le persone che ti fanno tanta paura (almeno è questo che credi purtroppo) in gesti buffi, tipo signori mentre si fanno la barba con la schiuma in faccia, signore con i bigodini in testa, e poi te li senti più “normali” e meno pronti al giudizio! ;D Un abbraccio Miguel e forza che vai bene, devi solo ammetterlo :)

  517.  
    Manuela
    9 giugno 2012 | 12:59
     

    Un’altra cosa Miguel, ho statisticamente provato che al momento che smetti di sentire i battiti, questi si calmano (sempre forza della mente, che fa e disfa però poi non deve rifare eh!)

  518.  
    Elisa
    9 giugno 2012 | 19:50
     

    Ciao a tutti, e grazie in particolare a Rosa, Chiara, Sabrina, Manuela e Giulia per le risposte, siete sempre fantastiche..
    Rispondo a Sabrina, in particolare: la dottoressa mi ha chiesto della mia esperienza terapeutica precedente. Le ho raccontato che la mia “vecchia” psicoterapeuta voleva assolutamente farmi prendere dei farmaci (e ci tengo a puntualizzare che, poco prima, ero stata pure da uno psichiatra che mi aveva detto che non ne avevo proprio bisogno, salvo, in caso di necessità, qualche goccia di ansiolitico) perchè altrimenti, a suo dire, non sarei riuscita a prendere l'”ansia di petto”. A quel punto ho deciso di smettere.
    La dottoressa “nuova”, allora, ha detto che devo essermi sentita molto abbandonata, come se con me la psicoterapeuta di prima avesse deciso di gettare le armi..è stato strano, perchè è una cosa a cui mai avevo pensato direttamente, eppure quando lo ha detto ho sentito quanto fosse vero.. e non sono riuscita a trattenere le lacrime. Questa credo sia una cosa positiva, in fin de conti..però resta questo punto interrogativo sul “se ce la farò” o meno, il dubbio sui tempi..non mi piace per niente, anche se mi rendo conto possa essere fisiologico. Ho comunque deciso di fissare una terza seduta prima di decidere..
    Comunque come sempre, oltre all’ansia generalizzata, il mio grosso problema è non riuscire a superare a sentire la vita come la sentivo prima degli attacchi di panico..mi sembra un vuoto incolmabile.
    Ok ok, la pianto..prometto che dalla volta prossima sarò più up!

  519.  
    Sabrina
    11 giugno 2012 | 08:24
     

    Rosa, io ho fatto quella aperta che è molto meglio. Se stai con la testa girata verso l’apertura, guardi fuori tranquillamente. Figurati che mi ero informata prima su quale macchinario avevano e poi avevo visto delle foto su internet :p

    Ragazzi, stamattina mi sono svegliata prima per il caldo e nn sentendomi al meglio, ho iniziato a sentire come un blocco, tipo quando ti svegli dopo un incubo e senti tutto il corpo un po’ bloccato, ecco…lì mi si sono presentate chiare due vie: una, la solita, quella che iniziava a farmi pensare che con la pressione bassa, il ferro basso, mi sarei sentita male da oggi in poi per tutta l’estate, l’altra, quella del “vediamo cosa posso fare per sentirmi un po’ meglio” . E così  ho fatto una colazione più mirata, con un frutto e tutto il resto. E ora mi metto una bella bottiglia d’acqua fresca sulla scrivania. 
    Poi penso a Chiara che è tanto felice per questo caldo, e mariposa idem. A proposito, mariposa, sei molto fortunata ad avere una persona così vicina a te che ti può capire e consigliare visto che hai detto che tua sorella ne è uscita alla grande. 
    E volevo anche dirti che anch’io sono campana, della provincia di Salerno. Evitavo di dirlo sempre per la storia di se qualcuno può riconoscermi, ma devo educarmi a dire “francamente, me ne infischio”, giusto?

    Elisa, mi sa che la tua psicoterapeuta è solo una persona sincera. Non perché nn se ne può uscire, ma perché effettivamente sa che dipende tanto da te e forse nn se la sente di incolpare solo la tua vecchia psicologa. Dalle il tempo di conoscerti e falle la stessa domanda. Te lo dico perché già solo per essersi accorta di quel senso di abbandono che hai potuto sentire, mi sembra che ti possa capire. Sai, anche a me è successo quando a distanza di pochi anni e dopo una forte ricaduta, il mio dottore mi propose di riprendere qualche goccia. Mi venne così da piangere e gli dissi che mi dispiaceva prenderle, che magari potevo resistere, ma rispose che era meglio prenderle tanto erano solo tre e che dispiaceva anche a lui. Anche io lì mi sono sentita abbandonata come se lui si fosse arreso con me, come se avesse visto che nn ce l’avrei potuta fare. tuttora è sempre lui il mio riferimento, ma devo ammettere che nn mi affido più come prima e ci vado ormai a distanza di diverse settimane. 

  520.  
    Sabrina
    11 giugno 2012 | 08:46
     

    Miguel, mi chiedevo proprio dove fossi finito… Perchè nn credi che l’intervento sia andato bene? Immagino te l’avrà detto una persona esperta, ti devi fidare. Penso che dobbiamo smettere di pensare di essere “tuttologi” e pensare di doverci porre noi mille domande perché agli altri possono sfuggire certe cose. Ricordo un tempo ormai lontano in cui mi affidavo completamente agli altri e lo trovavo così rilassante! Pensavo “bene, questo nn dipende da me e allora ne approfitto per riposarmi. Anzi, meno male che nn dipende da me, mica lo saprei fare? Oppure…sai che noia farlo?” e così mi rilassavo addirittura dal dentista pensando che il mio unico compito era tenere la bocca aperta. Ecco, tu pensa che nn saresti stato in grado di fare questo intervento da solo, e che come nn sapevi fare quello, nn sai un mucchio di cose ed è il nn sapere, l’ignoranza nel senso stretto della parola, che fa nascere le paure. Nn te ne occupare tu. Fai fare a chi è del mestiere.
    E pensa a quanto sei stato in gamba in questo periodo, come dice Manu.

    E, a proposito di rossore, sabato in farmacia mi sono fatta subito rossa xchè la farmacista mi ha chiesto l’età. Ero con mio padre e lei continuava a dire come ero carina (penso per delle cose che ho detto) e quando mi chiede l’età, nn penso a rispondere, ma partono i mille retropensieri legati al fatto di nn riuscire a stare da sola in questo periodo e a 33anni, alla mia laurea ancora nn presa (quando poi lavorando anche potrei dire di lavorare), al fatto che ero uscita senza trucco e con il codino quando invece di solito cerco di stare più sistemata…insomma, capisci? Bastava dire 33 e tenersi la solita faccia meravigliata della farmacista e il solito “ma che dici? Io te ne davo 20 o giù di lì”
    E invece siamo complicati! Ma la prossima volta mi impegno 😉

  521.  
    Ombry
    11 giugno 2012 | 13:59
     

    Ciao a tutti ragazzi,
    volevo aggiornarvi velocemente sul mio soggiorno francese…abbiamo traslocato nella casa nuova e la connessione non c’è ancora,quindi sono “di straforo” :)
    Volevo dirvi che venerdì sera sono stata male, siamo andati in centro per mangiare un kebab e a tavola non stavo bene…sono riuscita a mangiare ma ho avuto l’affanno per tutto il tempo e una volta fuori è peggiorato. Ero molto preoccupata perchè sabato mattina saremmo dovuti uscire presto dall’albergo (alle 9) e stare fuori fino alle 17 di sera prima di poter entrare in casa. Quindi non vi dico la paura…ma sabato mattina mi sono svegliata con una grande energia, ho avuto un pò di tentennamento iniziale ma mi sono fatta forza, siamo andati a visitare la città dello spazio (una roba fantasticissima,e vi capiterà di passare per Tolosa andateci!) ed è stata una bellissima giornata! Anche ieri siamo stati fuori pomeriggio e sera, per aiutare un collega del mio ragazzo col trasloco, siamo andati poi in un pub (eravamo in 8) a vedere la partita dell’Italia, dopodichè io e il mio ragazzo siamo andati a mangiare un panino fuori.
    Ragazzi è dura…è veramente faticoso, a giovedì scorso quando sono stata male “davvero” per la prima volta, è proprio difficile andare avanti…poi il mio ragazzo mi ha detto una cosa brutta..ha detto che è contento dei miei progressi ma che mi legge negli occhi l’apatia, e molte volte mi sorprende con lo sguardo perso nel vuoto e gli occhi tristi. Ed è vero, ha ragione. Nonostante mi sforzi non riesco ad essere felice e ad apprezzare veramente tutto questo. Il mio uscire di casa, fare cose fuori dalle 4 mura, uscire con i suoi colleghi, non le vedo come cose belle da fare, divertenti, nuove…le vedo come delle grandi fatiche ed è bruttissimo.
    Vorrei sapere se anche voi vi sentite così…perchè io credo di essermi impegnata tantissimo ma continuo a non apprezzare nulla. Come ha scritto Elisa qualche giorno fa, ho perso interesse per la vita, una sensazione orrenda….sopratutto a 28 anni non dovrebbe succedere.
    Un abbraccio a tutti.

  522.  
    Giulia
    11 giugno 2012 | 15:53
     

    Ciao a tutti! Innanzitutto ringrazio ciascuno di voi, per le vostre preziose parole.. mariposa, mai nessuno mi aveva fatto capire che la sensibilità fosse un dono di Dio…Vorrà dire che Lo ringrazierò per questo, anche se continuo a pensare che è meglio essere apatici :P… Miguel, ma ti rendi conto di quello che hai fatto??? Hai affrontato una cosa enorme!! Prova a mettere a confronto l’intervento che hai fatto e la tua sensazione di esserti sentito astratto…Direi che il punteggio è 1 a 0 per te! Come dice la dottoressa Laura, assapora la vittoria!!! Ci sei riuscito, l’hai fatto, PUNTO! Dante soffriva di panico??Chissà…tutto può essere! Chissà quanta gente nel passato ne soffriva e non sapeva dargli un nome…Invece noi lo sappiamo! Possiamo guardarlo in faccia e scavalcarlo, andare oltre! Ombry, sei in Francia!!! Comprendi l’importanza?! Pensa a me che non riesco ad andare nella mia città universitaria, Bologna che è tre ore distante da casa mia…E pensare quanto mi piaceva viaggiare sul treno da sola…Poi, all’improvviso, il panico si è preso tutto, la gioia e la voglia di fare dei miei 22 anni… O meglio, nn è la voglia o il desiderio che mi manca, ma la forza di farlo…Nella mia testa ho un sacco di idee per il futuro, per il domani, ma poi finisco per non farle, per retrocedere di fronte alla paura…Ma perché??? Perché ho smesso di essere così forte, di lottare, di continuare a fare le mie cose??? è vero che ho avuto tanta paura, che risiede in me tanta sicurezza, ma posso continuare a vivere la mia vita così, rinchiusa per la maggior parte del tempo tra 4 mura, con il pensiero fisso del panico, come se fosse la prima cotta d’amore?!?!
    “Le difficoltà rafforzano la mente, come la fatica rafforza il corpo” Seneca

  523.  
    Miguel
    12 giugno 2012 | 14:30
     

    Grazie amici..
    Giulia è una vittoria sofferta..per me è più una sconfitta esserci ricaduto che una vittoria aver terminato. Non so come spiegarlo. Mi sto limitando a fare il meno possibile (e questo è già debilitante per la mia mente che ha sete di scoprire)..poi fare il minimo mi fa stare anche male..è questo il mio stato..Sabrina a volte ragiono come te, cioè non tocca a me quindi sto tranquillo (perchè se inizio a vedermi io lì il rossore e l’ansia salgono) quindi mi tranquillizzo dicendo: poi si pensa..Sto facendo come diceva la dottoressa, cioè iniziare a preoccuparmi qualche minuto prima..non ci penso giorni e giorni prima..se poi non me la sento lo decido due-tre ore prima in modo da farmi sostituire e non provocare ansia in altri! Manuela grazie..ho stampato anche le tue ultime parole..mi potrebbero essere utili..

  524.  
    Sabrina
    13 giugno 2012 | 09:56
     

    Ombry, io nn credo tu abbia perso veramente interesse nella vita. Perché leggo quello che scrivi, leggo tra le righe la tua grinta, la tua voglia di vivere. Penso invece che tu veda negli altri qualcosa che in realtà nn c’è. Si, saranno più rilassati, ma la prova è che se ti mostri disponibile ad ascoltare ti assicuro che dopo pochi minuti tutte le persone iniziano a lamentarsi di qualcosa che nn va nella loro vita. Capisci? Nn sei così diversa dagli altri. E secondo me dovresti dire al tuo fidanzato di nn preoccuparsi se ogni tanto sembri assente. Magari è solo un tuo modo inconscio per ricaricarti. Meglio nn fartelo notare se poi tu ti metti in discussione ogni volta.

    Un bacio grande a tutti gli altri fiori :)

  525.  
    Elisa
    13 giugno 2012 | 10:57
     

    Ciao Ombry. Capisco perfettamente quello che intendi..tu sei stata veramente bravissima e partire e fermarti per così tanto tempo, sono certa che, così come per me andare a Londra è stato un gradino altissimo, anche tu da questo momento in poi inizierai ad accantonare il panico sempre di più, perchè hai affrontato un leone che ti faceva davvero tanta paura. Però, come diceva qualcuno un po’ di tempo fa, un conto è vincere sentendosi sempre in stato di allerta, un altro paio di maniche è non pensare ne’ a vincere ne’ a perdere perchè senti che stai vivendo e basta. E mi pare di aver capito che questo passo manchi sia a me che a te. Anche quello che dice Sabrina è vero, le persone si lamentano in continuazione dei loro problemi (anzi, non so voi..ma a me amici/conoscenti chiedono sempre a malapena come stia io per poi iniziare a raccontare loro vita, morte e miracoli..io che soffro di problemi di ansia da 8 anni ne parlo sì e no al mio ragazzo!), però credo anche che siano problemi con sfumature diverse rispetto ai nostri. Mi spiego meglio: se hai problemi di ordinaria amministrazione, come iniziano, così hanno fine nel corso di una giornata, di una settimana, di un mese. Se soffri di ansia/panico, i problemi sai quando iniziano e non sai quando hanno fine..e questo a mio personalissimo giudizio ti rende automaticamente “lontano” dalla realtà delle persone che hai intorno.
    Detto questo, credo sarebbe un grande regalo leggere un post della Dottoressa in cui si parli di cosa fare quando il panico lo hai sconfitto nei fatti ma senti che ancora non hai la mente “pulita” che avevi prima degli attacchi..sarebbe utilissimo! :-)

  526.  
    mariposa
    13 giugno 2012 | 12:54
     

    Buongiorno fiori…vi leggo tutti i giorni ma non ho un minuto per scrivervi.
    innanzitutto complimenti a tutti voi che avete ottenuto dei piccoli grandi risultati e coraggio per chi ancora non ne vede l’ombra…non disperate arriveranno…basta avere pazienza e costanza.
    riguardo me sono molto confusa…purtroppo non sono ancora riuscita a fare quelle maledette analisi del sangue…però ieri sono riuscita a fare un ecodopler senza svenire!!!!è la prima volta…ho un problema alle vene e ogni anno è uno sperpetuo andare dal dottore. questa volta invece ce l’ho fatta…sono anche andata da sola (io che da sola a momenti non vado nenache al bagno).il dottore alla fine mi ha guardata e come se dicesse ad una bimbia piccola mi ha fatto: “sei stata bravissimissima”. Che fine ho fatto eh? ma chi se ne frega l’iportante è che l’ho fatto.
    Il problema grave di questi giorni però è il rapporto con mio marito…è davvero stufo delle mie paure, dei miei no alla vita e io non so che fare…se mi concentro sul matrimonio perdo di vista i miei problemi se penso a far andar bene la coppia non mi concentro sul mio malessere.non riesco nemmeno a spiegarvelo….è che sono un pò arrabbiata con lui…io ce la metto tutta ma ho bisogno di lui, ho bisogno che mi dica “BRAVA”, e che non mi faccia sentire una menomata quando non riesco a fare le cose che lui reputa “NORMALI”.lo so che è stanco e che con un’altra donna avrebbe avuto uan vita più semplice…ma io più dell’impsgno che ci sto mettendo, più della terapia che sto facendo che posso fare? così ho chiamato il dottore e gli ho chiesto se posso portare anche mio marito stasera e lui è stato molto contento…(mio marito meno)…in fondo il motivo principale per cui ho ricominciato la terapia è per cercare di lavorare sulla paura di avere un bambino…credo sia lecito chiedergli di venire con me no? non lo so…a volte lo ammazzerei perchè sembra non capire nulla..altre volte invece mi fa tanta tenerezza per essersi abbracciato questa croce con me.
    Comunque domani vi aggiornerò su questa seduta di coppia.
    baci a tutti

  527.  
    Manuela
    13 giugno 2012 | 13:24
     

    Ciao a tutti, Elisa hai ragione, nel mio piccolo posso risponderti che la sensazione di stato di allerta perenne anche se si riescono a fare le cose, comincia ad andar via dopo un pò che continui a fare, fare, fare……

  528.  
    Sabrina
    13 giugno 2012 | 16:00
     

    Vedi cara Elisa, tu parli come se il panico fosse la “malattia” peggiore, che è vero che non ci lamentiamo (e magari succede perché siamo timidi), ma che ne avremmo più motivo degli altri.
    E invece spesso penso che è una fortuna che si tratti solo di panico, perché se è vero che arriva senza preavviso, che ci condiziona, che ci fa soffrire, è vero anche che dura poco. Quale altra “malattia” durerebbe così poco? Quale altro grave e grande disagio fisico si esaurirebbe concentrandosi su altro? Quante volte vorremmo che un intervento, un mal di schiena che ci costringe a letto per giornate intere, una febbre alta, andassero via alla velocità del panico? 
    Certo gli altri si lamentano di cose che per noi nn sono gravi, ma se guardi dal loro punto di vista ti diranno la stessa cosa di noi.
    Teniamoci le nostre croci e non guardiamo gli altri perché è il confronto che ci rende insicuri, dubbiosi, fragili e quindi ancora una volta predisposti al panico. 

  529.  
    Elisa
    13 giugno 2012 | 17:38
     

    Forza Mariposa! Anche il tuo è stata un gran bel passo avanti, ha ragione il tuo dottore, sei stata davvero brava! :)
    Quanto a tuo marito, ovviamente non conoscendolo è difficile dire qualcosa..ma penso che sia del tutto normale, da parte dei nostri compagni, avere un umore “altalenante! 😀 Tu stai mettendo molto impegno e, soprattutto, hai deciso di metterti in gioco: tuo marito lo vede e lo apprezza di sicuro, ma probabilmente non sempre riesce a comunicarti l’energia che vorrebbe trasmettere (magari pensa che mostrarsi più duro possa aiutarti a stare meglio). Facci sapere come è andata la terapia, è stata una bella idea quella di coinvolgere tuo marito..vedrai che col senno di poi lo riconoscerà anche lui.
    Sabrina, sono d’accordo con quello che dici, ma (almeno per quanto riguarda la mia situazione, non posso ovviamente parlare per altri) credo sia un discorso che valga solamente per il panico, non per quella che potrei definire “ansia generalizzata” o qualcosa del genere. Sul panico hai ragione, arriva ma poi se ne va..e in un modo o nell’altro, anche se non mi azzardo a dirlo a voce troppo alta, il panico penso di averlo abbastanza addomesticato. L’ansia, o la paura, è una “compagnia” che non ti(mi) abbandona mai. Con questo non voglio certo fare una gara a “chi sta peggio”, era solo per dire che ciascun malessere è individuale; per cui, sempre dal mio punto di vista, non ha molto senso fare paragoni su situazioni “migliori” o “peggiori” :-)

  530.  
    Giulia
    13 giugno 2012 | 17:58
     

    Leggo in voi tanto coraggio…quello di cui avrei bisogno…ma come fate? Stimo tantissimo la vostra forza e non posso fare a meno di sgridarmi perchè non ci riesco, perché mi sono arresa…le giornate stanno passando, e le noto solo perché prima c’é il sole e poi la notte…sono stanca di vivere così, stanca e arrabbiata per aver ceduto in questo modo, per essermi fermata totalmente…Da panico si trasforma in qualcosa di sempre più grande…eppure basterebbe poco per cambiare… Ho sempre avuto paura nella vita: paura di essere giudicata male, paura di essere debole, paura di non essere all’altezza; finché sono giunta l’anno scorso ad aver paura dei mezzi di trasporto(auto, treno…), poi ad aver paura delle malattie in modo ossessivo…a tutte queste paure sono in grado di dargli un perché, ma non una soluzione…E ho bisogno di soluzioni. Non so se conoscete la canzone di Jovanotti “Mi fido di te”, quando dice “paura di cadere, ma voglia di volare”, ecco credo di essere ferma su quella paura di cadere che mi condiziona tutto, tutto e ripeto tutto… Vorrei svegliarmi la mattina come se tutto fosse stato un incubo…invece no, mi rendo conto che per ben 7 mesi ho sprecato il mio tempo, le mie occasioni, la mia vita.. E per me il tempo è importante, perché non torna più, e ho paura di essermelo perso, per sempre… Quanto tempo ancora perderò? Per quanto ancora preferirò dare retta alla mia paura piuttosto che alle aspirazioni della mia vita, alle amicizie, alla mia famiglia? Temo proprio di non riuscire più a vedere la fine di questo terribile incubo..
    Buona giornata e un bacione a tutti voi :)

  531.  
    Sabrina
    13 giugno 2012 | 21:24
     

    Elisa, spero tanto che l’ansia e la paura ti (ci) abbandoneranno. Non posso accettare il contrario. Penso e spero che il nostro costante esercizio ci porterà alla fine ad avere paura solo quando ci sarà un pericolo reale davanti a noi. E che l’ansia si attutisca col tempo. Dobbiamo solo mettere in campo un metodo che vada bene per ogni occasione (esame, viaggi lunghi, novità) e applicarlo sempre anche quando i risultati nn arriveranno. Dobbiamo crederci e nn abbassare la guardia, pianificare come fa Ombry, e aspettare che tutto rientri. Elisa, tu ti trovi in una posizione bellissima: hai ottenuto dei risultati importanti e tangibili nella vita; credo che tu debba solo continuare a fare quello che fai e apprezzarlo il più possibile, pensare alle cose che ti fanno paura solo poco tempo prima come dice Miguel, e prima o poi ti troverai a nn sentire più quell’ansia. Te lo auguro e lo auguro a tutti noi.

    Giulia, forza! Inizia col nn pensare al tempo. L’ansia è legata al tempo. nn stare a vedere quanti mesi passano, ma cerca di fare un piccolissimo cambiamento ogni giorno. E se ti viene da abbatterti, accendi la radio e pulisci la tua camera, dai acqua ai fiori, cucina, insomma fai qualcosa e allontana i pensieri nn costruttivi, servono solo a mortificarti. Vuoi scommettere che nn hai mai guardato davvero tutti i quadri di casa tua? La vita nn è fatta solo di cose grandi, di cose da fare per poter dire agli altri che le abbiamo fatte, ma anche di particolari, di cose piccole che ci sfuggono se andiamo di fretta. Comincia ad osservare quei quadri e vedi quante piccole cose belle perdi se stai solo a intristirti con i pensieri. Certo poi ci sarà il tempo per iniziare a fare le grandi cose che tanto non possono aspettare, ma per ora inizia con le piccole. Abbiamo fatto tutti così credo.

    Mariposa, facci sapere di stasera.

  532.  
    Sabrina
    14 giugno 2012 | 08:03
     

    Buongiorno a tutti! Stamattina devo andare a mezzogiorno a Salerno e farmi mezz’ora di autostrada con il caldo…parlare con l’avvocato per quella casa che vi dicevo e poi ritornare a casa. La cosa che mi preoccupa è il caldo principalmente, poi l’autostrada.
    E allora…vediamo un po’ cosa posso fare…mi vesto con cotone, porto acqua fresca, caramelle…e questo per il caldo; per l’autostrada…accendo la radio, parlo con papà…magari faccio una tel, guardo il mare. Ho anche internet con me, potrei scrivervi un pò..vedremo. E sarò ancora più contenta di tornare a casa oggi.

    Coraggio a tutti per le nostre piccole e grandi sfide di oggi!

  533.  
    Elisa
    14 giugno 2012 | 09:53
     

    Sabrina, sai che parte della mia famiglia vive proprio a Salerno?E che ho passato le mie estati da bambina a Marina di Camerota (conoscerai sicuramente)? :-) Probabilmente leggerai il messaggio al tuo rientro, comunque sì, se dovessi avere qualche sintomo strano fai una telefonata (l’arma migliore) e soprattutto goditi quel mare meraviglioso. Andrà bene, vedrai!
    Ciao Giulia, abbiamo passato tutti quello che stai passando tu. La rassegnazione, la rabbia del “perchè non riesco a godermi i miei anni migliori”. Sai cosa fa la differenza?Pensare che il tuo problema non è necessariamente colpa del destino o della fatalità, non è qualcosa che devi subire a tutti i costi..so che ti senti debole, ma devi credere nel profondo che TU puoi fare qualcosa per modificare lo stato delle cose. Le giornate passano senza scopo?Prova a darti dei piccoli obiettivi quotidiani! All’inizio potrebbe essere artificioso, potrebbe apparirti inutile, ma credimi nel lungo periodo non potrai che trarne giovamento. Ti dico solo che a gennaio ero in condizioni mentali tali per cui ero a un passo dal chiudermi in casa e buttare le chiave..e a maggio, poco tempo fa, sono riuscita ad andare a Londra, cosa che mai avrei pensato di essere in grado di fare. E ti assicuro che è stata la cosa migliore che abbia fatto per vincere il panico, perchè sento che ora la paura è quasi scomparsa. Dai Giulia, siamo tutti con te!

  534.  
    Giulia
    14 giugno 2012 | 13:44
     

    Ciao a tutti! Sabrina, ho fatto un giro per casa…ebbene si, non sapevo dell’esistenza di alcuni quadri! è vero che siamo circondati da tantissime cose, piccole e grandi, ma chissà perché la concentrazione si sposta sempre su quelle grandi, immense… grazie per il prezioso consiglio che mi hai dato :) Facci sapere come è andato il viaggio in auto, ti ho pensata molto stamattina!
    Elisa, capisco perfettamente quello che mi dici…Ma come posso fare quando sono le altre persone a mettermi ancora più ansia, a ricordarmi che sto sprecando tempo, che non sono più quella di un tempo??? Oggi per esempio mio padre mi ha chiesto di andare in farmacia a prendere una cosa per mia zia…sapevo che non ce l’avrei fatta così ho chiesto a mio fratello di andarci per me e mi ha risposto di no, ribadendo che lo dovevo fare io senza scuse…Alla fine???Non ci sono andata, ci va mio padre…Odio questo sentirmi un peso per gli altri, odio dipendere dagli altri… Quanto vorrei tornare a Bologna per non dipendere da nessuno!! Ma non ce la faccio perché sono dentro a questa prigione che ho creato con le mie stesse mani dalla quale sembra IMPOSSIBILE uscirne… Parlate di piccoli passi…Ecco, è da qualche mese che ho ripreso ad andare in bicicletta, ma ho sempre qualcuno che mi dice che quello che faccio non è abbastanza, che dovrei andare più lontano casa, bla bla bla… Io posso benissimo accettare il fatto di metterci del tempo per riuscire a fare le cose, ma se sono gli altri che non sono disposti ad aspettarmi??? Se è la mia stessa famiglia a mettermi fretta, come devo fare? Come cavolo devo fareeeee!!!
    Grazie a tutti, davvero, mi sembra proprio di aver trovato persone in grado di capirmi totalmente…

  535.  
    Sabrina
    14 giugno 2012 | 15:28
     

    Elisa, sono arrivata a casa poco fa. Che bella sensazione! Vale la pena resistere anche solo per sentirti così per qualche minuto.
    Il mare alla fine l’ho visto poco e niente, ma ho fatto tutto quello che dovevo fare e adesso abbiamo le idee più chiare.
    Che bella Marina di Camerota :) ci torni più in estate?

  536.  
    Elisa
    15 giugno 2012 | 09:59
     

    No Sabry, di solito per le festività sono a Salerno dai miei parenti ma a Marina non vado da una decina d’anni..ti confesso che l’idea di tornare mi fa un po’ paura: so che è una spiegazione che ti farà sorridere, ma da quando ho problemi di ansia mi sembra di essere un’altra persona.. e temo di “inquinare” tutti i bei ricordi legati a quel posto, anche se il mio sogno sarebbe quello di fare una cosa in stile “Nuovo Cinema Paradiso” (probabilmente il mio film preferito!) e tornare finalmente a casa. :-)
    Come è andata ieri la tua giornata?Dalle tue parole mi sembra di sentirti tranquilla, sono davvero contenta!!

  537.  
    Elisa
    15 giugno 2012 | 10:08
     

    Giulia, le persone intorno a noi mettono tutta la buona fede del mondo nel cercare di aiutarci ma spesso, inconsapevolmente, sbagliano. A volte mi metto nei loro panni, e penso che anche io, prima di avere gli attacchi di panico, non avrei capito una situazione come la nostra. Lo abbiamo detto mille volte, ma per capire devi per forza esserci dentro, oppure devi essere una persona eccezionalmente empatica (a dire il vero, io non ho la fortuna di conoscerne neanche una, però). E’ una cosa che dobbiamo accettare.
    Il consiglio che sento di darti è di non focalizzarti su quello che i tuoi parenti si aspettano da te, perchè guardate le cose da due prospettive entrambe corrette, ma incompatibili: per te una gita in un posto diverso è come aver scalato una montagna, per loro forse non è che un piccolo passo..ma non puoi pretendere che sia diverso, perchè sono sicura che,