Attacco di panico: un muro che ho scavalcato

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Questa è una testimonianza di speranza, che ho scelto di pubblicare integralmente, così come l’ha scritta Lucia, una giovane lettrice del nostro Blog.

Ecco le parole di Lucia.

“Penso che sapere dei successi di chi è riuscito a superare gli orribili attacchi di panico sia una speranza per chi ancora ci si trova dentro e una soddisfazione per chi ha contribuito a far sì che sia avvenuto questo piccolo miracolo!

Per circa cinque anni ho vissuto appieno l’esperienza degli attacchi di panico, forse ripensando al passato e con la consapevolezza e la conoscenza di oggi sugli attacchi di panico la discesa è cominciata da quando avevo 20 anni, adesso ne ho 36!

Posso ora dire che il mio primo attacco di panico è avvenuto quando avevo 20 anni e mi trovavo in un’ aula di scuola guida e stavo assistendo alla lezione, ricordo ancora bene, l’aula era piccola, affollata, improvvisamente ho cominciato a sentire delle sensazioni che ancora adesso non saprei descrivere bene, ho cominciato ad avvertire del disagio, mi mancava il respiro, la testa in confusione, sudorazione, il cuore che comincia a battere forte…..non posso scappare la gente si accorgerà che c’è qualcosa che non va….comincio a tremare, mi tremano le mani, la gambe mi alzo e scappo fuori.

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In quel periodo mi era stato riscontrato un leggero ipertiroidismo e una forte anemia e ho pensato che ciò mi avesse scatenato il malessere di quel momento e per diversi anni non ho più pensato a quell’istante! Nel corso degli anni ho avuto qualche altro piccolo disagio di questo genere con malesseri più o meno diversi sempre portati da un’ ansia legata a stuazioni senza via di uscita, un esame, un viaggio lungo in aereo, in treno…..ma sintomi abbastanza leggeri a cui non ho mai dato molto ascolto ero presa a vivere la mia vita a mille, senza sosta e senza fermate non me lo potevo permettere, continuavo a ripetermi.

Finchè un giorno è arrivato l’attacco di panico a fermarmi, un muro in cui sono andata a sbattere molto violentemente e che per anni è rimasto li davanti a me e non sono riuscita a superare.

Mi trovavo in fila alla cassa del supermercato quando ho avuto il primo forte attacco di panico, poi è successo in farmacia, poi alla posta, poi ho cominciato ad evitare negozi, uffici, inventavo scuse per non andarci e delegavo altre persone, non ne parlavo con nessuno, entravo nel panico più totale quando mi veniva chiesto di andare in qualche ufficio a svolgere qualche commisione per lavoro, stavo male durante il tragitto e mentre stavo lì entravo nella confusione più totale perchè pensavo…adesso mi sento male già lo so e ciò avveniva anche se cercavo di controllare le mie emozioni e questa continua lotta con me stessa, con le mie emozioni, mi portava una grande stanchezza, spossatezza.

Non riuscivo più a svolgere una vita regolare, non dico straordinaria ma regolare, ero pronta a rallentare ma non a fermarmi del tutto, come invece è successo.

Per cinque lunghi anni non ho vissuto, come se la mia vita si fosse fermata a quel supermercato.

L’unica cosa a cui non mi sono arresa è stato al mio lavoro, avevo dato troppo di me stessa e della mia vita per poterci rinununciare, ma è stato difficile, tante volte sono scappata in bagno pensando di morire da un momento all’altro, tante volte ho faticato ad arrivare al lavoro, la macchina, la fila….tante volte sono arrivata tremante dicendomi…..non riuscirò stasera a tornare a casa!

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Non ho mai voluto prendere farmaci anche perchè penso che  il mio medico non abbia mai capito fino in fondo il mio problema o forse non sono stata in grado di spiegare bene il mio disagio, mi sono sentita dire solo che si trattava di un pò di ansia….dopotutto anche tua madre è ansiosa mi disse. Mi liquidò dandomi degli ansiolitici che ho preso solo qualche volta rendendomi conto che non risolvevano il problema ma lo tamponavano al momento con non pochi effetti collaterali!

Non mi sono data per vinta, ho cominciato a voler capire di cosa si trattasse veramente, a conoscere fino in fondo questo disagio.

Ho cominciato a leggere libri su libri a fare ricerche sul web ed è qui che mi sono imbattuta nel sito Panico Vinto, ho letto tutto quello che la dottoressa Laura Bolzoni Codato ha scritto, ho appreso e imparato molto da lei sugli attacchi di panico.

Ho ascoltato passo per passo i suoi consigli e ho letto anche il suo e da lì è cominciato un lungo viaggio di consapevolezza e conoscenza di se stessi!

Dico un lungo viaggio perchè per superare ‘quel muro’ ci vuole tanta pazienza, procedere a piccoli step e se lungo il tragitto per fare il salto finale succede che si torna un passo in dietro, non fa niente si riparte, ma posso dire che ci si riesce!

Oggi mi sento rinata, ho riscoperto tante emozioni che non ascoltavo più, ho scoperto la felicità nella semplicità delle cose, mi piace e cerco ogni tanto anche la solitudine, mi piace ascoltarmi pensare alle mie emozioni, prima mi faceva paura. Mi piace osservare e ascoltare la natura ed è da tanto che non lo facevo, mi fa sentire parte integrante di questo mondo bellissimo, nelle sue sfumature, nei suoi colori, nei suoi profumi.

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Sono arrivata alla conclusione che l’attacco di panico, come dice la Dottoressa arriva per dirti ….STOP fermati perchè la vita che stai vivendo non è quello che tu vuoi e da lì si ricomincia a ritirare fuori la vera parte di noi stessi che per anni avevamo messo da parte!!

Spero con la mia testimonianza di essere un esempio di speranza per chi ancora ne soffre, credeteci fino in fondo perchè si supera, lo dice chi è stato veramente male.

In fine un abbraccio e grazie alla Dottoressa Laura Bolzoni Codato.”


Brava Lucia e grazie per la tua testimonianza!

Il muro, che per anni hai percepito come insuperabile, era il vero impedimento davanti al percorso che ti ha portata a liberarti dagli attacchi di panico, dalla paura dei suoi sintomi e a ritrovare te stessa.

Il problema era il grande e indesiderato ostacolo, piazzato davanti alla tua meta di ritornare a muoverti libera nello spazio, di sentirti bene dovunque e  di manifestare te stessa, nella relazione con tutte le persone.

Il problema era come una colla che ti teneva ferma, era un grande blocco alla tua vita e alla tua creatività.

Ma il problema ha portato con sé  anche una bella opportunità: ti ha permesso di maturare e di migliorare in un’area della tua vita, nella quale ti sentivi ancora un po’ incerta, non del tutto vera.

Contrariamente al problema, che ti teneva ferma, immobile al di qua del muro, la scelta di fare dei passi concreti lungo il percorso di liberazione dal panico, per esprimere le tue qualità vere e le tue abilità, ti ha rimessa in cammino.

Come scrivo nell’articolo “Come iniziare un percorso uscire dagli attacchi di panico, alcuni consigli utili” ( clicca qui per leggere) : l’errore è sperare astrattamente e vagamente la liberazione dal panico.

Il risultato così viene mancato, il vulcano non viene spento per sempre.

Allora come si fa concretamente a risolvere questo empasse, questo modo fallimentare di pensare?

C’è un modo per risolvere il problema: è amare la vittoria, la vittoria sul panico!

Finché non sei innamorato della vittoria, finché non ti permetti appassionatamente di volere la vittoria, tu rimarrai nella triste prigione in compagnia degli attacchi di panico.

Lucia, quando stringi in mano la scelta e la ami intensamente, sposti tutto!

E’ come avere un esercito che lotta per te!

La scelta è come un sole caldo che illumina tutto!

Vuoi condividere con noi :

I tuoi piccoli e grandi passi, che hai fatto finora, per uscire dal panico.

Che cosa senti, che ancora non accetti e non comprendi completamente, dei tuoi attacchi di panico?

Copyright 2011-2012-2013 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti sono riservati.

QUI TROVI TUTTI GLI ARTICOLI della dottoressa Laura Bolzoni Codato, clicca qui per leggerli

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1.309 risposte a Attacco di panico: un muro che ho scavalcato

  1. Manuela scrive:

    Bellissimo articolo come sempre, e concordo con Lucia, che la situazione può notevolmente migliorare, grazie a questo blog e all’aiuto del libro, degli mp3 di Laura, e con molto esercizio, come se si praticasse uno sport quotidiano per allontanare il panico.

  2. eddi scrive:

    L’attacco di panico arriva per darti il segnale di stop; questo è vero.
    Esso, a mio avviso, sovente si fa avanti per avvertirti che hai accumulato tensioni su tensioni, che hai sbagliato approccio con la vita, che le tue scelte passate non sono state ponderate abbastanza, che non hai curato te stesso; che qualcuno ha demolito la tua autostima, e che tu glie lo hai lasciato fare; che tu, per millanta motivi, ti sei acchiocciolato su te stesso per paura del mondo; che non hai fatto, ma hai subito scelte che non sentivi tue…

    Insomma, l’attacco di panico apre il tuo libro interiore le cui pagine avevi tenute ben chiuse, e ti costringe a leggerlo da cima a fondo.

    Esso è cinico, impietoso; ma non per questo è un nemico.
    Come una volta ebbi a domandarmi proprio su questo blog, sarà esso quell’amico schietto che non avevi mai incontrato prima?
    Chi sa!

    Forse, trattandolo da amico, esso mitigherà la sua ferocia.

    Tutto questo si comprende (io l’ho compreso) leggendo, rileggendo, memorizzando, metabolizzando le parole scritte da Laura Bolzoni in quel Suo utilissimo e salutifero e-book.

    Spero che tutti coloro che sono passati da questo giardino (ultimamente piuttosto autunnale), stiano bene, e abbiano passato un buon Natale.

    A Laura e a tutti quelli che soffrono l’augurio di un nuovo anno sereno, in pace con sé stessi e col mondo.

  3. Caterina scrive:

    Grazie a Lucia per la bella testimonianza,che mi da un po’ di speranza…Io ci sono ancora dentro fino al collo e a volte ho l’impressione che non riuscirò mai a disinnescare questo meccanismo,che non ne verro’ fuori,che il panico si ripresenterà ogni volta che penso a lui…sono così stanca di vivere limitandomi in continuazione!!!

  4. chadisja scrive:

    Cari Fiori ogni anno e da tanti anni appena si avvicina la fine dell’anno mi sento strana. Una sensazione che non sò descrivere, mi viene il magone a pensare che è trascorso un anno e ne deve arrivare un altro. Non trovo nulla per essere felice in questi giorni per me pesanti. Non ho capito ancora il motivo ci sto lavorando sù e spero di venirne a capo.Poi penso alla gente che sta male, che non è fortunata e mi rendo antipatica da sola. Spero tanto che prima o poi passerà perchè vorrei sentire come si sta a fine anno da normali.
    Ciao Nic come stai? che racconti di te? spero tutto ok e ti auguro tutto quello che desideri per il nuovo anno così come lo auguro a tutti i fiori.

    Vogliamoci bene è l’unica cosa che fa stare bene.

    Grazie Dott.ssa per avermi insegnato ed avermi fatto conoscere la strada dell’amore, da quando la percorro tutto mi sembra diverso, avvolte ricado e mi riempio di aggressività solo con quelle persone che mi creda se la cercano, poi rifletto e li guardo cercando di capire i loro comportamenti. E’ dura con certi personaggi xchè se stai zitta non sapranno mai dove sbagliano e se invece reagisci per loro è un modo di mettere in atto la loro cattiveria.
    Stare zitti non vuol dire assolutamente essere fessi ma quando ci vuole penso che ci vuole………..
    Buon Anno a tutti.

  5. Cinzia scrive:

    Leggere questi racconti di speranza…dà speranza. Io soffro di ansia generalizzata e panico ed è difficilissimo fare qualsiasi cosa: incontrare gente, andare a teatro, viaggiare… L’unica arma che ho adottato è non fermarmi e continuare a fare tutto anche con il cuore che pulsa, la testa in confusione e la paura di impaizzire da un momento all’altro. La scorsa estate estate ho rinunciato ad un viaggio all’estero perdendo dei soldi e sentendomi fallita nella mia decisione. Per queste vacanze natalizie ho deciso di affrontare un viaggio e partirò giovedì.Ho paura..tanta. Del panico, dell’ansia, di ritrovarmi lontana da casa e non saper che fare. La mia dignità però non ha accettato di rinunciare un’altra votla. Non so se ho fatto bene o male. Forse avrei dovuto aspettare di stare meglio, di far passare ancora un pò di tempo, ma oramai è fatta. Accetto consigli di chi, nonostante IL MURO, ha deciso di continuare a viaggiare. Vorrei sapere come è riuscito ad affrontare tutto. Grazie mille per l’aiuto. Un abbraccio a voi che riuscite a capire il mio disagio.

  6. leonardo scrive:

    BELLISSIMA TESTIMONIANZA!!!!!!!!!!!

  7. Gino scrive:

    Cara Cinzia, non ti preoccupare, vedrai che andrà tutto bene. Se per caso dovesse capitare l’attacco malefico non pensare che sia causato dalla tua decisione di prenderti una vacanza. Goditi il viaggio e pensa solo alle cose belle che avrai e che vedrai. Un abbraccio da chi un giorno sì e un giorno no riesce a fare le cose che vuole. Quei giorni “sì” sono come l’oro.

  8. anna maria scrive:

    Ho 42 anni e soffro di attacchi di panico da ben 28 anni! i primi tempi riuscivo a contenermi, tant’è che sono riuscita a laurearmi. Lavoro a 40 Km di distanza dalla mia città, mio marito deve accompagnarmi e tornare a prendermi. l’idea di prendere un bus o un treno mi gela il sangue nelle vene. A detta di mio marito ho fatto passi da gigante, ma sono ancora in alto mare. Vorrei tornare ad essere normale, a sentirmi bene anche quando sono completamente sola, invece non è così e temo costantemente di contagiare anche i miei figli, ancora in tenera età. Sono stanca di dipendere dagli altri, sono stanca di non volermi mai trovare un istante da sola.

  9. Manuela scrive:

    Saluto e auguro buon anno a tutti e rispondo a Cinzia, fai questo viaggio, non pensare a lui, portati il libro di Laura, quando arriva, adotta il cruciverba come ho fatto io…… Aiuta molto! E poi un altro metodo è di osservare più attentamente cosa ci circonda, come sono vestiti i tuoi compagni di viaggio ecc ecc, resta lì come dice Laura, non ti far sopraffare dal malefico! Ti abbraccio. Chadija forza! Sarà un anno migliore! Dottoressa, quando può mi faccia sapere se anche dalla depressione e scarsa autostima si può uscire da soli! Buon anno a tutti!

  10. Cinzia scrive:

    Grazie Gino per la risposta… è incredibile come l’ansia malefica non ti faccia più rendere conto delle cose belle. Cerco di vivere un giorno per volta e di capire come direzionare le mie energie e le mie emozioni. Ho voglia di una vita normale e spero che quanto prima tutti noi riusciremo a liberarci da questo stato d’animo. La mia psicoterapeuta mi dice che l’ansia e il panico hanno un significato, che devo cambiare qualcosa nella mia vita. Nonostante le mille riflessioni, i quaderni che scrivo con le mie sensazioni io proprio non riesco a capire cosa devo cambiare e perchè sono arrivata a sentirmi così. So di aver perso la fiducia in me stessa e questo probabilmente ha creato una diffusione a macchia d’olio di insicurezze e ansie. Penso a come ero prima, solare, energica, socievole e una grande viaggiatrice e non accetto che ora sia così. Continuo a lottare nella speranza che presto tutto ritorni come prima. Un caro saluto a tutti.

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