Attacco di panico e sensazione di irrealtà: quando dimentichiamo il senso di essere

1 ponte sospeso

Chiara, una giovane lettrice del Blog, dall’animo sensibile e delicato, che vive in Sicilia scriveva  un anno fa circa: “Buongiorno dottoressa le scrivo per chiederle aiuto…. ieri ho avuto il più brutto attacco che si possa avere, un’ora e mezza a lottare contro il mostro! Nulla è servito a niente!! I sintomi sono rimasti tutti lì e mi hanno tormentata !!! Mi ritrovo a non capire più dov’ero!!! Non riconosco l’ambiente che mi circonda ed è subito panico!!!! ”

Rispondo così.

Forza Chiara, hai vissuto un momento molto intenso e difficile da gestire, che ti ha lasciata stordita e spaventata.

Forse non ti sei accorta che, pur essendo fisicamente in quel luogo dove ti trovavi, di fatto non eri veramente lì, presente e attenta, ma permanevi nella dimensione mentale.

Pensavi, pensavi, pensavi e…. incominciavi a “non sentire” più, a non esserci più con i tuoi sensi.

Sei caduta in un temporaneo e breve momento di depersonalizzazione, di sensazione di vuoto che ha portato con sé alcuni sentimenti di distacco e di estraneità da te stessa.

Ti sei sentita smarrita, perché avevi perso il contatto, il ponte tra la realtà vera, esterna a te stessa e la realtà mentale, interna a te.

Quando i pensieri astratti prevalgono all’interno della dimensione mentale, lasciano il campo libero all’energia vitale nel corpo, che non essendo impegnata e consumata attivamente dai sensi fisici, quali la vista, il tatto, l’olfatto, il gusto, l’udito diventa eccedente, selvaggia, disordinata e come un torrente in piena, incomincia a muoversi, dove vuole.

piena G

In quei momenti, che sono un apice dei sintomi di un intenso attacco di panico, accompagnato da sensazioni di momentanea derealizzazione e depersonalizzazione, ti separi dalla parte reale della vita e da te stessa.

Ti senti perdere nel nulla, nel vuoto senza confini e senza punti di riferimento, stabili e solidi.

Anche se sembra terribile come vissuto, è soltanto una sensazione, che poi passa, appena ti “materializzi”  nello spazio.

Ti insegna, cara Chiara a rimanere con i cinque sensi bene attivi e accesi, soprattutto quando ti trovi fuori casa oppure in compagnia di qualche persona.

Senza i cinque sensi fisici, il mondo non appare più, il senso dell’esistere scompare.

 

Non ritirarti a pensare, ma tira fuori gli artigli, con cui ti aggrappi più fortemente alla realtà fisica della vita e al senso di presenza, di IO SONO.

Rimani abbracciata, stretta stretta, al senso di esistere, alla consapevolezza di te stessa.

Abbandona il mondo mentale, freddo e vuoto, e occupati del mondo fisico esterno a te: tocca un oggetto intensamente, annusa qualcosa di forte (un profumo che hai nella borsetta), batti i piedi per sentire il tuo corpo, occupati con più interesse di quello che sta dicendo la persona che sta parlando, davanti a te.

sull'erba

Importante è che TU RIMANGA ACCANTO A TE STESSA, che non ti abbandoni tu per prima, che non giudichi , che non scappi da quella parte di te, che ha avuto paura, la medesima sensazione di paura che hai già provato anticamente, anche se ora non la ricordi più ( come hai letto nel mio Libro-Ebook, che si trova qui ).

Una volta a casa, prenditi cura di te, fai subito una bella doccia calda, lavati i capelli ( anche se sono già puliti), bevi molti bicchieri di acqua, assapora lentamente una tisana di melissa, mettiti rilassata a letto oppure sdraiati sul divano, al caldo e nel silenzio, se serve stringi al tuo cuore un vecchio e amato peluche oppure il cuscino, ascolta il tuo respiro, senza volerlo modificare, rivolgi lo sguardo interiore all’Assoluto, all’Infinito Eterno, alla parte più elevata di te.

Prenditi il tempo e lo spazio di cui hai bisogno.

Abbi fiducia nel filo invisibile che collega tutti i momenti passati della tua vita, perché è un bellissimo filo d’amore!

bambina persa

Oggi Chiara sta molto meglio, ha fatto grandi passi nel percorso di conoscenza e di vittoria sugli attacchi di panico e insieme a Manuela, Sabrina, Ombry, ElisaGiulia, Mariposa, Rosa, Paola, Alessandra, Raffaella, Lucia, Senso 78, Michele, Anna Lisa partecipa alla vita quotidiana del Giardino Blog condividendo i momenti belli e i momenti di preoccupazione, la propria storia e la propria lotta con gli attacchi di panico e con l’ansia. ( clicca qui per leggere le testimonianze dei Lettori e per capire come si usa il Blog )

Insieme alle persone che ci rispettano, che ci comprendono e ci accettano pienamente, perché hanno vissuto le medesime sensazioni ed esperienze, possiamo ritrovare la fiducia in noi stessi e ricominciare a lasciarci andare al flusso della vita, possiamo sentire che qualcuno si prende cura di noi e ci vuole bene.

Come dice la nostra dolce Manuela: “Io procedo lottando sempre, ma procedo grazie alle vostre manine, che ovunque vado sento sempre strette !”

cuore di rose bianche

Vuoi condividere con noi :

Che cosa ti fa più paura del senso di irrealtà?

 

Che cosa ti aiuta, quando vivi la sensazione di irrealtà, a ritornare a sentire che ci sei, che esisti, che sei reale?

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2.387 risposte a Attacco di panico e sensazione di irrealtà: quando dimentichiamo il senso di essere

  1. david scrive:

    Ciao Paola, credo che per tutti quanti il problema non si risolve, ma ci si convive, ed accettando la situazione è la strada giusta per stare serenamente.
    E’ una nostra caratteristica, forse energia inespressa, forse paure nascoste, forse false identità attribuite, non so di preciso ; ma di questo bisogna prenderne atto, e addomesticarle, capire che i sintomi e le sensazioni non sono pericolose e non contribuiscono a distruggere i nostri veri valori , capacità, passioni , amori.
    Noi siamo sempre i soliti David , Paola, ed altri , amati per i propri pregi , difetti, ma mai odiati , denigrati , emarginati perchè hanno i sintomi dell’ansia e del panico.
    Con questa voglio dire che forse per assurdo, bisogna essere liberi di provare queste sensazioni , di accettarle quando arrivano, predisposti ad accoglierle , perchè vorrebbe dire dargli meno importanza, considerarle per quello che sono : soltanto dei sintomi non pericolosi.
    Non voglio il professore , ma è soltanto un mio pensiero , una riflessione che in questi anni si è formata, ma che in pratica anche io faccio fatica ad applicare ai miei momenti difficili.
    Comunque faccio un augurio a tutti e specialmente a te Paola, che riusciate a trovare la vostra strada per alleviare la sofferenza e trovare la serenità.
    Forza !!!!

  2. david scrive:

    Salve a tutti. Ho voglia di scrivere , perchè non sto bene. In questo momento ho perso la speranza di uscirne (poi può essere che ritorna), ed allora mi sento molto a terra, perchè ogni strategia non funziona. L’ansia non mi abbandona, è sempre con me, me la porterò dietro a vita, anche perchè la mia età è già abbastanza avanzata.
    13 anni da quando è venuta a farmi visita: terapie , farmaci, psicologi, psichiatri, meditazioni, yoga, non so se sono serviti, forse potrei pensare che se non avessi fatto queste cose sarebbe stato peggio. Ma come al solito è come valuti la cosa (il bicchiere mezzo pieno o vuoto), ma la valutazione di un ansioso è difficile che sia positiva e quindi in questo momento è evidentemente negativa.
    Non so più dove aggrapparmi, il rischio è di crollare , di mollare , di non aver più reazione, anche perchè tutto è negativo e molto più faticoso, ed anche le cose più belle non riescono a cambiare il mio stato.
    Proverò a resettare come altre decine di volte e ripartire, rialzarmi , avere pazienza , accettare la situazione e cercare uno spiraglio di sole.
    Ciao a tutti

    • Paola* scrive:

      Caro David, mi spiace molto sentirti così. Ma tu cos’hai di preciso? Mi spiego: ansia tutto il giorno? Anche attacchi di panico? Dormi male? Ansia anticipatoria che ti blocca nelle iniziative? Hai un lavoro troppo stressante? Agorafobia? Per capire. Di tante cose che ho letto mi è piaciuto moltissimo “La rana bollita” di Marina Innorta. Una storia di attacchi di panico della scrittrice che dà molti spunti per affrontare. Diversamente dalla Dott.ssa Laura, che nel suo bellissimo libro ci racconta il suo percorso e come ne è uscita, la Innorta ci racconta anche lei il suo percorso, ma alla fine non ne è uscita, semplicemente ha imparato ad accettare, a convivere con gli attacchi di panico che comunque continuano ad accaderle, solo che lei non ne ha più paura. Ha anche un sito dove pubblica bellissimi articoli. Ovviamente il percorso è diverso per ciascuno di noi, ma un passo che ritengo importantissimo e comune a tutti, lo sottolinea anche la Dott.ssa Laura ed anche questa scrittrice, è l’accettazione. Più opponiamo resistenza, più l’ansia aumenta. Più l’accettiamo e l’accogliamo, più riduce la sua aggressività, perché le diamo ascolto.
      Per quanto mi riguarda soffro principalmente di paura, cioè di ansia anticipatoria che mi blocca nel fare le cose che vorrei ed anche quelle che dovrei. Ogni tanto crisi d’ansia e attacchi di panico e questi mi spaventano al punto tale che tendo a richiudermi in casa per paura che accadano. Sono ancora molto lontana dall’accettazione. A parole mi sembra una strada percorribile e importante. Poi nel momento in cui sto male farei di tutto per cacciare l’ansia e con ciò mi impantano ancora di più.
      Dovremmo avere almeno la certezza che nel momento più critico abbiamo con noi l’ansiolitico che ci aiuta e questo è già un riferimento importante.
      Perchè cito la Innorta, perchè ho la grande speranza di risolvere definitivamente questa situazione, come è accaduto per la Dott.ssa Laura e molte altre persone, alcune le conosco personalmente, ma conosco molte altre persone che non hanno risolto il problema, ma che a modo loro l’hanno risolto, convivendoci. Era deludente per me avere come obiettivo la guarigione e vedere che non arrivava mai, dopo 18 anni… Avere un obiettivo che forse in questo momento è più realistico per me, mi ha tolto il senso di frustrazione e mi sembra più facilmente raggiungibile, magari sarà l’unico obiettivo che riuscirò concretamente a conseguire, oppure potrebbe essere un primo passo
      per poi raggiungerne altri nella direzione di un sempre maggiore benessere.
      Un abbraccio

      • david scrive:

        Ciao Paola. Io di preciso non l’ho ancora capito cosa ho.
        Si dice ansia generalizzata, ma è partita da un attacco vero e proprio , dove pensavo di impazzire ,13 anni fa.
        Io non ho veri e propri sintomi fisici, ma ho delle sensazioni di smarrimento , disagio, irrealtà , e quindi sensazioni di impazzire e perdere il controllo. E queste sensazioni le mantengo per intere giornate, settimane e più , con alternanza di momenti sereni.
        Il tutto , viene condito da momenti di depressione dove tutto diventa nero , buio, faticoso , sicuramente perchè a quanto mi dicono è l’ansia che comanda e guida la mia vita. Questo perchè spesso sono a controllare la mia ansia, anzichè lasciarmi andare ed interessarmi delle altre cose della mia vita (che sarebbero tante).
        Esempio io mi alzo la mattina e subito controllo le mie sensazioni: ed è chiaro che l’ansia spunta fuori e le mie sensazioni con lei; poi se accetto tutto questo si procede più o meno bene, altrimenti diventa una giornata campale e da trincea, con disperazione, e perdita di speranza , con le fasi di depressione e angoscia.
        Logicamente in queste condizioni si fa fatica a fare tutto , anche le cose più piacevoli.
        L’aspetto posititvo è che non mi sono mai fermato ed ho portato a termine tutti i miei compiti, amori , passioni , divertimenti. CON MOLTA FATICA , ma portati a termine.
        Allora , io sto lavorando in alcune cose , per cercare sempre di reagire: una è che io non sono la mia ansia, io sono David , con tutti miei pregi e difetti , e l’ansia non cancella tutto questo , ma cerca soltanto di metterti dei dubbi , paure , incertezze , e di questo bisogna esserne consapevoli.
        Un’altra cosa importante è che sicuramente bisogna accettare questa situazione, quest’ansia che si presenta o permane : sono consapevole che ho questo disturbo, che lo devo accettare come un’altra patologia, ma che non deve diventare limitante per la mia vita. Devo convivere con questo disagio, cercando di dargli meno importanza possibile (nel mio caso non controllare se lei è presente e i sintomi equivalenti), perchè al momento in cui accetti la sua presenza , ma cerchi di considerarla il meno possibile, lei si farà sentire il meno possibile.
        le mie difficoltà sono proprio in questo: io non la voglio , la voglio scacciare con la forza, cerco di oppormi combattendo, ma non faccio altro che peggiorare la situazione, aumentandola, disperandomi, deprimendomi ecc.
        Quindi in questo momento per me l’ansia o non c’è o è presente con tutta la sua forza, quindi o è bianco o è nero, invece di vivere con delle sfumature e convivere con un piccolo disagio e sensazioni di fragilità.
        DEVO LAVORARE IN QUESTO.
        Per te Paola , a quanto ho capito, credo che tu debba accettare il rischio di affrontare le situazioni , luoghi, dove hai paura che il panico venga fuori.
        Penso che tu debba affrontare con gradualità , per verificare che non succede niente di quello che temi.
        L’accettare è un passo importante, ma non deve essere rassegnazione, ed un aiuto secondo me , sono anche i farmaci logicamente prescritti da uno specialista. Molte persone erano destinate a chiudersi in casa , e con l’aiuto dei farmaci sono rinate; e tra questi ci sono personalità importanti (Vasco rossi, Zucchero, Gassman, ecc) , che con i farmaci hanno ripreso a vivere.
        Allora io fin quando riuscirò o vedrò dei spiragli, continuerò senza aiuto, ma sono consapevole che ho questo aiuto nel momento in cui sarò stanco di andare avanti, ho questo pronto soccorso a cui aggrapparmi. E questo vorrà dire anche essere disposto a farlo a vita come mi dovessi curare un diabete o un’altra patologia . Io ho interrotto l’antidepressivo da due anni , non sto benissimo, ma per ora sto cercando di camminare da solo, vedremo prossimamente come si evolve la situazione.
        Io Paola non sono in grado di darti dei consigli, io parlo per il mio problema, ed ognuno vive il proprio con le sue caratteristiche, ma comunque bisogna accettare questa nostra caratteristica : SENSIBILITA’ . E ricorda che dietro la paura questa caratteristica ha molti lati positivi e soprattutto umani.
        Ciao a tutti.

      • Paola* scrive:

        Ho letto David e mi dispiace molto. Sei bravo ad andare avanti ed affrontare. Io cerco di farlo, ma non è vero che quando provo ad affrontare poi verifico che non succede nulla di quello che temo. Purtroppo a volte accade e un bel attacco di panico mi colga quando sono lontana da casa o sola e sto così male che poi mi richiudo in casa per un bel pò. E’ vero che mi capita anche a casa, ma essere in un luogo che conosco, e magari con mio marito accanto, mi aiuta a calmare più velocemente la situazione. Conosco le sensazioni che elenchi. Sono devastanti, anche perché non si capisce cosa fare per farle scemare e soprattutto qual’è la causa, perché finalmente non cessano dopo anni ed anni, nei quali abbiamo fatto di tutto, psicoterapie, farmaci, yoga, accettazione, pregare, sì anche pregare, perché per chi crede anche affidarsi a qualcosa di superiore può aiutare, eppure non cambia nulla.
        Alla fine ci ritroviamo qui io e te a scrivere, in un blog che era frequentatissimo e si condividevano tante cose. Mi pare strano che tutti abbiano risolto e sarei contenta se ciò fosse vero, ma magari una parola di chi ha trovato la strada potrebbe infondere speranza e stimoli.
        Buon fine settimana David, a presto

  3. david scrive:

    Ciao a tutti.
    Cara Paola , sono felice che tu stia meglio, e ti auguro di risalire la china piano piano. Quando dico che non guarirò mai, non voglio dire che starò male per sempre, ma voglio dire di voler accettare queste mie fragilità , debolezze, vulnerabilità , senza averne paura.
    Secondo me , è un po’ il segreto per abbassare l’ansia. Accettare tutte le proprie sfaccettature, sia belle che brutte (se vogliamo ritenerle brutte), liberarsi da preconcetti ed inquadrature che ci hanno o ci abbiamo inculcato non volontariamente.
    Sai, io pensavo e volevo essere un uomo tutto di un pezzo, forte, imperturbabile; ed invece come tutti gli esseri umani ho una parte più delicata, che va accettata , evidenziata, non nascosta , perchè è bellissima.
    Peccato che ancora non mi piace tanto, non riesco ad immaginarmi così , ed allora vengono fuori ansie , paure , nevrosi , ecc.
    Il non guarire vuol dire , capire e scoprire aspetti di me nascosti .
    Comunque Paola, l’importante è non farsi bloccare e travolgere da sintomi, che non sono altro energie nascoste che vogliono venire a galla e non farci morire ed impazzire.
    Facile a dirsi, lo so , teoricamente tutto ok, ma praticamente , bisogna lavorarci e proseguire nel nostro percorso.
    Forza cara Paola , fatti sentire.

    • Paola* scrive:

      Ciao David, credo che il blog sia stato ripristinato. Sto provando a scrivere.
      Come stai.
      Un abbraccio

      • david scrive:

        Ciao Paola, come stai, mi auguro che tu stia attraversando un periodo sereno.
        Io è più di un anno che non prendo più l’antidepressivo, ma le cose non vanno bene, sicuramente la situazione è un po’ peggiorata, ma guardando il bicchiere mezzo pieno, non è peggiorata moltissimo.
        Alterno momenti buoni a momenti molto duri e faticosi, e quelli duri sono ben più lunghi di quelli sereni.
        A volte mi prende la disperazione e vedo la situazione catastrofica, e quindi l’ansia si amplia e mi invade totalmente.
        Io procedo lo stesso, contro vento , anzi contro gravità, con un dispendio di energie enormi, ma cerco di non fermarmi.
        Bisogna allontanare la disperazione, ma avere la speranza di trovare sempre le forze per andare avanti tirandoci sempre fuori dalle sabbie mobili dell’ansia.
        Il motore deve essere l’AMORE , l’amore per i nostri cari se ce l’abbiamo, per il prossimo, per la natura , per la VITA.
        Fatti sentire .
        ciao a tutti.

      • Paola* scrive:

        Caro David, che piacere leggerti.
        Non ti nascondo che questa nuova impostazione del blog mi spiazza un pò. Non capisco bene dove si deve scrivere.
        Mi spiace che tu stia ancora combattendo così… Io sto un pò meglio, ma sempre con difficoltà a muovermi ed a riconquistare la mia autonomia. Ho paura di avere un attacco di panico o ansia in luoghi dove non posso ricevere aiuto immediato. E so che l’unico aiuto ce lo possiamo dare solo noi. Però mi sono creata dei luoghi in cui mi sento più sicura e faccio fatica a svincolarmi da quelli.
        L’amore. Certo. Questo ci può aiutare. Primo di tutti quello che dobbiamo provare per noi stessi.
        Un caro saluto.

      • david scrive:

        Ciao a tutti, Paola non ci scriviamo più . Come stai ? Mi auguro che tu attraversi un periodo positivo.
        Io dopo un anno e mezzo senza farmaci, la situazione non è cambiata. Si alterna momenti molto bui e poi si risale la china.
        Sono più frequenti giorni negativi, dove l’ansia comanda le operazioni , ma io cerco sempre di procedere anche con una fatica enorme.
        Ho perso la speranza !!!!! Tutte le strategie adottate hanno funzionato parzialmente , e quindi c’è il rischio di rassegnarsi e bloccarsi.
        Vediamo i prossimi eventi .
        Ho sempre la carta di riprendere una cura , che se anche non risolve , ma almeno mi faccia stare meglio.
        Ciao a tutti.

    • Paola* scrive:

      Caro David,
      non vengo quasi più in questo blog perchè è stato cambiato il formato, non capisco più nulla e non so come e dove rispondere… Mi dispiace tantissimo perchè prima ci si scriveva, ogni tanto la dott.ssa Laura rispondeva. Insomma, qualcosa è successo in questo blog e soprattutto non capisco come funzioni.
      Provo a risponderti qui. Speriamo che tu legga. Spero soprattutto che si intervenga sul blog per renderlo fruibile agevolmente come prima. E’ un peccato perderci.
      Mi spiace che tu non abbia un pò di serenità. Mi spiace che continui a navigare in acque agitate. Mi spiace che tu non veda miglioramenti duraturi.
      Purtroppo è così anche per me. Pare di non poterne più uscire e quando sento che stai meglio dai forza anche a me.
      Non so qual’è la strada giusta, ovviamente diversa per ciascuno di noi. Eppure so che c’è. C’è un modo per convivere con l’ansia ed il panico e renderceli amici, creare una serena alleanza. Ci sto lavorando. Spero sempre. Tra alti e bassi si va avanti.
      Ti consiglio un libro: Ricomincia da te di Enrico Rolla. Molto interessante con consigli e strumenti utili.
      Un abbraccio affettuoso.

      • david scrive:

        Finalmente !!!! Paola sono felice di leggerti, anche io non capisco molto questo blog, riesco a rispondere solamente.
        Come va la tua vita ?
        Mi auguro che l’ansia e il panico non la limitino , mi auguro che comunque sia tu proceda , e faccia tesoro anche delle piccole cose che la vita ci dona. Guarda la natura che anche con questa pandemia è bellissima con i suoi colori autunnali.
        Anche io continui alti e bassi, sono un anno e mezzo che non prendo più antidepressivi, ma è molto dura e qualche volta sono costretto a tamponare con l’ansiolitico.
        Il tempo passa e il problema rimane, credo che me lo dovrò portare dietro per sempre, è questo che devo accettare, altrimenti si amplia ancora di più e stai più male.
        L’accettare questo limite, problema o caratteristica è il primo modo per addolcire la sua forza. Io un po’ ci riesco, poi ogni tanto vedo catastrofico e vado in crisi.
        Dai forza , continuiamo ad andare avanti, non perdiamo la speranza, questa è la cosa più importante.
        Scriviamoci ancora , ciao a tutti

  4. Paola* scrive:

    Caro David e cari fiori, buon 2020 di salute, serenità e coraggio.
    Tanti auguri anche alla dott.ssa Laura.
    Va un po’ meglio David. Dai, un passetto alla volta risaliamo la china.
    Non credo quando dici che “non guarirai mai”. Sei così determinato. Affronti, vai. Sono convinta che arriverai ad un benessere che ti consentirà di vivere con più serenità. Non so qual è la strada, ognuno deve trovare la sua, ma c’è e la dott.ssa Laura ne è un esempio.
    Ti auguro di cuore, caro David, di vivere un anno più “leggero” nel quale i sintomi pian piano si attenuino rendendo la tua vita più felice.
    Un abbraccio affettuoso a tutti i fiori, alla Dott.ssa Laura che porto sempre nel cuore, ed a te caro David.

  5. DAVID scrive:

    Un buon 2020 a tutti !!!!!!!!! Con l’augurio di trovare dentro di noi un po’ di serenità.
    Paola come va? Mi auguro che la prossima volta che scrivi, mi parli di sensazioni positive, e di altri interessi che non siano ansia o panico.
    Ma comunque , anche se non fosse , sappi che io ti sono vicino e condivido il tuo malessere, perchè è anche il mio.
    Io mi barcameno tra giornate durissime ad altre un po’ più serene, ma comunque non sono guarito, anzi non guarirò mai ; sono io che devo accettarmi e proseguire il mio cammino.
    Delle volte faccio fatica ad alzarmi da letto, ma con enorme fatica ce la faccio e vado avanti, soprattutto per chi mi sta vicino e mi vuole bene.
    Ciao Paola

  6. Paola* scrive:

    Cari auguri di Buon Natale e serene festività a tutti.
    Un caloroso abbraccio.

  7. Paola* scrive:

    Caro David grazie per quello che mi scrivi. Ti stimo molto. Faccio il tifo per te, per me, per noi.

  8. DAVID scrive:

    Ciao Paola. In questo momento in cui ti scrivo non tropo bene. Sono al lavoro ma come altre volte sto facendo fatica. Sarà una giornata lunga e faticosa , ma porterò avanti i miei compiti , doveri, ed anche passioni.
    Capisco che se sei in casa , vuol dire che non va troppo bene per te.
    Bisogna cercare di non bloccarci sul sintomo, bisogna andare avanti , piano piano , ma avanti.
    L’ansia va ascolatata, sono d’accordo , ma non troppo, altrimenti diventa la cosa più importante della tua vita, tu hai cose più importanti da fare, e l’ansia può essere presente , senza interferire abbondantemente sulla tua vita.
    Accettare è la cosa giusta, ma non vuol dire bloccarsi, ma vuol dire agire con la sua presenza anche se è molto pesante.
    A dire sono molto bravo, ma a mettere in pratica cara Paola , anche io faccio fatica.
    Bisogna andare avanti giorno per giorno.
    Considerare anche che a noi è toccato questo problema, e nessuno è esule da problematiche varie di salute, anche non curabili.
    Noi possiamo anche curarci, non ti risolvono il problema, ma ti fanno stare meglio , come chi ha il diabete, l’ipertensione, la sclerosi , ecc.
    Forza Paola e forza David !!!!!!!
    Ciao

  9. Paola* scrive:

    Ciao David come va? Io solito. Un pochino meglio a dire il vero, ma ancora pressoché chiusa in casa…
    Chissà perché queste ricadute. Forse non ho compreso a fondo il motivo o i motivi che mi fanno venire l’ansia? Forse mi sta dicendo che nonostante i messaggi che mi invia io non li ascolto? Mah. Comunque è un percorso ad ostacoli, molto impegnativo.
    A volte mi lascio prendere dallo sconforto. Ho un lavoro in sofferenza, giornate pesantine. Momenti di serenità. Credo di dover ancora trovare la mia strada. Accettare l’ansia, ascoltarla, agire.
    Speriamo di trovare il bandolo. Di trovare la via d’uscita. Di trovare serenità.
    Un caro saluto.

  10. DAVID scrive:

    Ciao Paola , io credo che nel tuo caso dovresti rischiare anche di stare male mentre fai le tue cose. Se vai a camminare e ti prende l’ansia cosa può succedere? Stai male e basta . Non muori , non impazzisci, non sarai abbandonata , ecc. , niente di tutto questo , stai male e basta !!!!
    Io credo che quando c’è bisogno , occorre aiutarsi anche con i farmaci; non ti guariscono, ma ti permettono di proseguire e forse anche di andare a correre.
    La vita è una sola , e se alla fine non ce la facciamo da soli, dobbiamo aiutarci con qualcosaltro .
    Guarda io non mi sto curando , ma se la situazione rimane così , prenderò in esame di affidarmi allo psichiatra per poter vivere più serenamente, anche se dovrò farlo a vita.
    Paola non tutti hanno i soliti sintomi, tu hai sintomi fisici, io più che altro sensoriali che mi fanno sentire come se fossi fuori di testa e in un mondo quasi irreale. Il senso di irrealta e depersonalizzazione , quando l’ansia è alta, sono insopportabili, e non passano mai per intere giornate , settimane, mesi.
    Io vado avanti a fare le mie cose anche con questi sintomi, anche se talvolta sono dovuto fermarmi ed assentarmi ai miei doveri.
    Paola mi dispiace della tua situazione, ma vedrai tornerà il sereno come altre volte, non pretendere troppo, piano piano a piccoli passi.
    Ciao a tutti

  11. Paola* scrive:

    Dimenticavo: avrei voglia di immergermi in una bella vasca con i sali e fare un bagno rigenerante, ma ho paura. Di spogliarmi ed essere nuda in acqua. E se mi viene una crisi? Come posso scappare? (Dove non si sa….). Così ho paura anche di farmi una doccia, di lavarmi i capelli, perché sono situazioni in cui non sono vestita con scarpe etc. per poter scappare in caso di bisogno. Insomma, mi precludo anche il piacere di fare cose che mi farebbero sicuramente bene.
    Che dire poi dello sport. Non riesco ad andare a fare una camminata perché ho pura che mi parta la tachicardia. Un’accelerazione del battito cardiaco sarebbe del tutto fisiologica, ma io non la tollero….
    In definitiva, tante cose che potrei fare per regalarmi dei momenti di benessere, non le riesco a fare…

  12. Paola* scrive:

    Ciao cari Fiori.
    Cosa fate quando vi parte una bella tachicardia?
    Mamma mia, che stufa sono!
    Il momento peggiore per me è la mattina, appena alzata. Mi alzo alle 7, bevo una tisana (il caffè l’ho abolito da un po’), mangio qualcosa, ma fino alle 9 circa non riesco a: farmi una doccia, vestirmi, fare il letto, etc., perché dalle 7 alle 8.30/9 quasi tutte le mattine, da un paio di mesi circa, mi parte una bella tachicardia. Cerco di distrarmi, di respirare con il diaframma. Mi dico tanto passa. E passa. Poi ritorna. Poi passa, poi ritorna. Fino a quando, di solito, si calma.
    la tachicardia è bella intensa e mi dà un senso di irrealtà, di angoscia. Questa sensazione è quella che da due mesi mi sta tenendo chiusa in casa… Paura di allontanarmi da mio marito e dalla mia casa, dove non sono esente da sintomi d’ansia, ma credo di essere più protetta.
    Ve lo scrivo per capire se anche a voi capita, a te Davide con cui ultimamente mi sto confrontando. Cosa fate in questi momenti? Possibile che non se ne esca?
    Certo, concentrarsi su qualcos’altro aiuta, ma io tante volte non avrei proprio voglia di concentrarmi o di fare qualcos’altro per non pensare alla mia ansia, perché è comunque uno sforzo continuo di impegnarsi a destra e a manca per non pensare. E costa mota fatica, scarica di energie.
    Io la mattina quando mi alzo vorrei stare seduta mezz’ora con la mia tisana ed ii biscotti e stare rilassata. Non dovermi inventare sempre qualcosa da fare, da annusare, da toccare, e così via, per superare momenti critici.
    Quando mi riposo?
    Buona domenica Fiori.

  13. DAVID scrive:

    Ciao Paola , secondo me entrambi, e possono andare di pari passo.
    Al momento che sei travolto dall’ansia è chiaro che non devi scappare, la devi accogliere, aspettare che faccia il suo corso e cercare di non pensare catastrofico , ma proprio come hai scritto che c’è un qualcosa che va registrata nella propria vita.
    Allo stesso tempo , continuare a fare le tue cose e cercare di dargli meno importanza possibile, pensando che noi non siamo ne ansia ne panico, ma quelli che sentiamo ansia e panico, vale a dire che i sintomi non devono occuparci più del dovuto mandandoli al quel paese cercando di proseguire le nostre attività primarie.
    Paola il mio è un parere , non so se è giusto, ma le due cose vanno a braccetto: accogliere e poi lasciare.
    Ciao a tutti

  14. Paola* scrive:

    Cari fiori, un consiglio.
    In questi anni ho letto molto sull’ansia ed il panico e sono incerta tra due strade.
    La prima: quando arrivano l’ansia o il panico, accoglili, considerali amici, un pò irruenti, ma non vogliono farti male, vogliono solo farti capire che devi prendere in mano alcune cose della tua vita.
    L’altra è un pò quello che dice la dott.ssa nel suo libro: Panico? Ansia? andate a quel paese!!!!!
    La domanda è: cosa di fa in quei momenti? Ci si lascia travolgere accettando e sapendo che si riemerge o si dice un bel vaff…… forte e deciso?
    Perchè sono due strade completamente diverse.
    Ora seguo l’una, ora l’altra. Boh, non so quale mi fa meglio. Ma sono due forme mentali veramente tanto diverse.
    Buona giornata a tutti.

  15. DAVID scrive:

    Dottoressa , mi fa un immenso piacere vedere le sue parole, e la ringrazio per i consigli, qualche anno fa ho letto il suo libro ed il suo percorso.
    Io sono 12 anni che convivo con questo disturbo d’ansia, tra cure e psicoterapie varie, sono riuscito ad andare avanti, ma è veramente dura.
    Oggi sono ancora in trincea, e combatto con questo mostro sistematicamente: è presente tutta la giornata più o meno intensamente (sicuramente dipende da me) a seconda di quanto lo considero e gli do importanza.
    E’ tutto li il problema: quanta importanza gli do, quanto lo controllo; questo è il vero carburante da cui prende vita e si mantiene il mostro.
    Sono consapevole dei consigli che lei mi da, e sono sicuro che avere la forza e la capacità di attuarli sarei quasi in soluzione del problema.
    Cara dottoressa , il problema è che io ho già molti interessi, e li coltivo sempre, sono rare le volte che il mostro mi ha bloccato in casa; so che se mi fermo sono perduto, e quindi vado avanti coltivando sempre le mie passioni, e portando a termine i miei doveri.
    Ma anche se io porto l’attenzione a qualcosaltro, lui è sempre li come un diavolo tentatore, che si fa sentire , che disturba, che ti fa sentire a disagio anche mentre sei impegnato.
    Viaggio a cavallo delle due linee di cui lei ha parlato, a seconda di vince io sto male o bene.
    Il problema è che anche quando sono spensierato e faccio le mie cose, vado a ricordarmi che l’ansia poco prima è venuta a farmi visita e tutto questo non fa che rievocarla.
    Oggi spesso sto male, sono due mesi senza tregua, vado avanti , ma sto facendo molta più fatica e sono a rischio di bloccarmi.
    Sto prendendo in esame di reiniziare una cura farmacologica, che possa dare un po’ di tregua a tutto questo malessere. Vedremo nei prossimi giorni.
    Comunque la ringrazio con tutto il cuore per i consigli che mi ha dato e non gli nego che risentirla sarebbe un immenso piacere.
    Un grosso abbraccio.
    Un saluto anche a Paola , che in questo momento possa essere serena.

  16. DAVID scrive:

    Come ci si allontana dal disturbo?

    • Dott.ssa Laura Bolzoni Codato scrive:

      David, quando qualcosa ci disturba, noi tendiamo a rimanere lì accanto al disturbo, perché la nostra attenzione in modo naturale ne è attratta.

      Ti faccio un esempio: se ci danno fastidio le chiacchiere dei vicini di casa, perché amiamo il silenzio, tenderemo, anche se non ci interessa, a conoscere i loro discorsi, a voler ascoltare le loro parole.

      Rimarremo incollati a qualcosa che ci irrita, anche se siamo consapevoli che tutto ciò altera inutilmente la nostra quiete interiore.

      Ci vuole una scelta forte per allontanarsi da questa situazione di disturbo, un’ azione concreta che ci faccia cambiare direzione.

      La scelta saggia è quella di non occuparci di loro e delle loro parole, ma di fare le nostre cose, di pulire il giardino di casa nostra.

      David, devi invertire la rotta della tua attenzione per metterla tutta in qualcosa di tuo, che hai scelto di fare tu oppure che ti piace fare, nei tuoi fini della vita, nei tuoi personali progetti creativi.

      Non concentrarti su ciò che ti disturba, altrimenti rimani dalla parte sbagliata della linea.

      Non è facile, ma è la scelta che ti libera dal legame con il disturbo e che acquieta la tua mente.

  17. DAVID scrive:

    Dottoressa grazie per le parole che ha scritto.
    Ma come si può non rimanere sul disturbo ?
    Ti devi occupare di altre cose, non dargli importanza, ??? Lui non si affievolisce neanche quando l’interesse non è per lui, si fa sempre sentire, sicuramente perchè io lo controllo e lo guardo.
    Controllandolo è sicuro che rimango troppo con lui, e lui si fa sentire con tutta la sua forza.

  18. DAVID scrive:

    Oddio !!!! E’ la prima volta che parlo con lei dottoressa, è una bellissima sorpresa, mi viene da piangere !!!!!!!!! Purtroppo lo visto solo ora, e mi rammarico per questo. Voglio ringraziarla con tutto il cuore per le parole di aiuto, le quali servono sempre , perchè noi abbiamo più bisogno di conforto rispetto agli altri.
    Paola bisogna stringere i denti !!!!!! Lo so anche nella mia pelle , la fatica che stai facendo, ma bisogna cercare di muoversi con queste paure, altrimenti è controproducente. Piano piano devi ripartire , a piccoli passi , ma comunque muoversi.
    Ti sono vicino, perchè anche io sono molto stanco, e la voglia di mollare tutto è molto alta. Comunque stringo i denti e se avrò bisogno cercherò aiuto anche nella medicina, perchè in qualunque modo abbiamo diritto a stare bene.
    Forza Paola, hai tuo marito che ti sosterrà sempre; da li devi prendere forza ed andare avanti.

  19. Paola* scrive:

    Ciao, ho bisogno di un consiglio.
    Agorafobia. tanta. In seguito all’ultimo periodo in cui ho avuto attacchi di panico e ansia molto forte in molti momenti della giornata (ed ero in vacanza…). Mi si è ripresentata una forte forma di agorafobia. Risultato: sono pressoché chiusa in casa, dove spesso c’è anche mio marito e ciò mi dà ulteriore “sicurezza”.
    A volte non mi sento serena nemmeno a casa e nemmeno con mio marito vicino. Paura.
    Inutile dire che anche il mio lavora sta subendo l’ennesima battuta d’arresto. Fortunatamente, per il tipo di lavoro che faccio, riesco (in parte) a svolgerlo anche da casa, con un pc ed il telefono, salvo andare in studio quando ho appuntamenti, sempre accompagnata da mio marito….
    L’umore è sceso. Vorrei la mia liberà. Andare in centro a vedermi una vetrina, andare al lavoro con serenità, muovermi. Essere autonoma. Prendere l’autostrada (o anche solo riprendere ad andare in auto da sola, perché ora siamo arrivati anche a questo…), i mezzi pubblici, viaggiare. Niente.
    Sono tanti anni che combatto, mi arrendo per accogliere, cambio strategia, provo, riprovo, per avere alcuni momenti abbastanza buoni (mai esenti da forme di agorafobia o fobie varie) per poi ricadere…
    Che si fa?
    Rivoglio la mia vita… anche un pò più piccola di quella di prima…, ma non così…

  20. Paola* scrive:

    Ohhhhhh! Che meraviglia Dottoressa averla ritrovata!
    Non le nascondo che avevo la sensazione che fosse successo qualcosa… Mi dispiace molto che abbia sofferto, ma sento sempre in lei la forza di una grande donna che affronta, si rialza. Si dà coraggio. Quello che sto cercando di imparare anch’io. La vita non risparmia a nessuno la sofferenza e regala anche gioia e la forza e la bellezza è di accogliere ciò che viene e non si può cambiare.
    Vorrei abbracciarla. Senta comunque il mio calore per lei perchè è tanto.
    Grazie di cuore di quello che ci scrive. Faccio un pò fatica a comprendere alcuni passaggi (la mente non è la consapevolezza)i, ma leggerò e rileggerò con attenzione perchè intravedo una risposta importante che faccio ancora fatica a decifrare ed a rendere mia.
    Non so come ringraziarla.
    L’abbraccio ancora con tutto il mio affetto

  21. Paola* scrive:

    Ciao a tutti ed in particolare un caro saluto alla Dottoressa Laura.
    Questo post è per lei.
    Come sta? Perché non ci viene più a trovare?
    Ha senso che resti in vita questo spazio senza di lei?
    Ha senso, sì, perché anche tra di noi ci sosteniamo, ci aiutiamo, ci comprendiamo. Ci amiamo.
    Ma manca lei! A me molto.

    • Dott.ssa Laura Bolzoni Codato scrive:

      Paola* grazie del tuo gradito saluto e invito a ritornare a camminare nel nostro giardino, ho attraversato momenti molto duri e difficili, ma sto bene e la mia vita sta tornando piano piano ad essere serena.

      Il progetto per te, amata Paola * e per il nostro coraggioso David è questo: rendere sempre più piccola l’identificazione nelle sensazioni sgradevoli e sempre più grande la consapevolezza del soggetto che sente queste sensazioni, che poi sei TU.

      Chi sente le sensazioni?

      Se tu senti le sensazioni, significa che le puoi osservare, accogliere e lascia andare, perché tu NON sei le sensazioni stesse.

      Ricordati che la mente non è la consapevolezza e che sarà una consapevolezza presente e stabile nella tua vita ogni giorno ad aiutarti nel processo di disidentificazione dal mondo emozionale, fisico e mentale.

      Dobbiamo diventare più presenti a chi siamo noi e calmarci parlandoci così: ”Io non sono queste brutte sensazioni, perché io sono CHI sente le sensazioni, quindi posso allontanarmi da questo disagio”.

      Nel mio giardino c’è un albero grande, un vecchio ciliegio dove si posano gli uccellini per cantare e per rompere i semi di girasole, che trovano tutto l’anno sulle finestre della casa.

      I pensieri assomigliano a questi uccellini, è naturale che arrivino, che rimangano per un po’ di tempo sui rami del grande albero, ma anche che volino via.

      E’ importante che i pensieri, come le cinciallegre non facciano lì il nido, che non rimangano per troppo tempo nella vostra mente.

      Le brutte sensazioni, che a volte danno inquietudine a te e a David, sono un vero e proprio disturbo.

      E per trovare nuovamente la serenità bisogna lasciare andare questi disturbi.

      Immagina di disegnare una linea su un foglio di carta bianca.

      A sinistra della linea c’è la quiete mentale e a destra c’è tutto quello che causa il disturbo.

      Tu ti devi allontanarti dal disturbo, non rimanere lì, se no continui a rimanere dalla parte sbagliata della linea!

      Forza amati Paola* e David, riprendiamo insieme i passi di questo impegnativo, ma evolutivo percorso di liberazione dai disturbi dell’ansia e panico.

      Sono con voi, vi tengo stretta la mano e sono pronta ad aiutarvi a rialzarvi se cadrete.

      Siete due belle persone, dal cuore grande e dall’anima delicata, con una grande intelligenza, ce la potete fare.

      Faccio il tifo per la vostra vittoria!

  22. david scrive:

    Paola , anche io non sto per niente bene, ansia molto alta, ho paura di non farcela e di andare avanti, e quindi l’ansia aumenta ancora di più .
    Mi sembra di essere tornato indietro di molti anni. Avevo speranza di migliorare la situazione , ma purtroppo il problema permane e quindi mi viene lo sconforto e mi deprimo abbastanza.
    Andiamo giorno per giorno , convivendo ed accettando la situazione, perchè il segreto è sicuramente accettare di avere un problema, farne mente locale, capire che abbiamo questa dote (scherzo) , e portarsela dietro nelle nostre avventure.
    Ciao

  23. david scrive:

    Ciao Paola, aggiornami, io in questo momento mi tampono con lo x…x. e avanti.
    Bisogna fare di necessità virtù.
    Ciao

  24. Paola* scrive:

    Caro David, grazie di cuore di quello che mi hai scritto.
    Non ti nascondo che quest’ultimo periodo è stato per me uno dei più duri. Ero anche in vacanza, in una situazione che dovrebbe essere di relax, e invece niente…. Un’agitazione e malessere che duravano per ore ed anche per una giornata, proprio come capita a te. Non riuscivo nemmeno a mangiare, stomaco bloccato. Ho anche perso peso ovviamente…. Ho ripreso contatto con la mia terapeuta. Ti aggiornerò. Un caro saluto

  25. David scrive:

    Ciao a Paola . Per quanto riguarda il dott. Nardone , in questo momento non posso , sarebbe un sacrificio enorme per me, appena arrivo a fine mese, e quindi vediamo in seguito come si evolvono i fatti è come starò , è in caso faremo lo sforzo. Non so se prende 150 euro a seduta, considera dicono che sono delle terapie brevi max 10. Ma è tutto da verificare, guardiamo le recensioni.
    Cara Paola 6 gocce di X…X , è come aria fritta, a noi ne occorrerebbe una bottiglia da un litro. Appartengo la battuta (sdrammatizziamo), c’è gente che va avanti ad ansiolitico pur di stare bene. Sono consapevole che non è curativo, ma serve per passare qualche periodo più sereno e allentare la tensione.
    Io ho sospeso l’antidepressivo, dopo qualche anno, perché visto i risultati altalenanti, volevo provare a camminare con le mie gambe. Ora però sono costretto a prendere L’ansiolitico , una pasticca 0,50 al giorno (mi sembra 20 gocce), con l’indicazione dello psichiatra (mai fare da se). Guarda ho sempre rifiutato è non accettato di prendere farmaci, ma purtroppo a qualcuno bisogna affidarci, ed avere fiducia. Il problema non lo risolvono, il problema lo dovremmo risolvere da noi con l’aiuto di un terapeuta, ma non è facile, ed allora , credo, che forse prendere qualcosa per stare meglio non è vergogna.
    Dice che questa roba va via come il pane !!!!!
    L’orgoglio mi dice: ma perché non c’è la faccio, perché non ho gli attributi per risolvere questa situazione !!!!! Ma purtroppo non è colpa nostra, come non è la colpa di chi ha il diabete, l’ipertensione, l’epilessia, la sclerosi, ed infine il cancro. È la nostra vulnerabilità, e questa va affrontata con i mezzi che ci sono a disposizione.
    Sono bravo a parlare, ma per carità anche io come ti ho detto faccio fatica a curarmi.
    Anche perché a me non prendono attacchi di panico o ansia, ma Stati di disagio, malessere, insofferenza, generalizzati, che durano per intere giornate e si protraggono per settimane. Tutto questo ad un livello molto alto fino al rischio che ti blocchi totalmente fino a chiudermi in casa.
    Cerchiamo di non lo fare mai, nei limiti del possibile, perché non fa che peggiorare la situazione, piuttosto rallentiamo, ma non ci fermiamo.
    Comunque Paola non molliamo, cerchiamo la soluzione, ma non deve essere un assillo, altrimenti è controproducente, accontentiamoci di stare bene anche di n piccolo periodo, è da lì proseguiamo anche se ci sono ricadute. RIALZIAMOCI SEMPRE.
    Qualche volta dirsi :ok sono nato così, è così devo andare avanti.
    Ma bravo che sono a parlare!!!!! Ma credere a tutto questo è mettere in pratica sono molto scarso. Mi alleno però.
    Ciao Paola, sentiamoci.
    Un saluto a tutti.

  26. Paola* scrive:

    Ciao David, ho letto molto di Nardone, è vero che è ad Arezzo. Non so quanto costi, ma sembra molto bravo. Se decidi mi dirai. un po’ alla volta le proviamo tutte. Qui ci andrebbero una serie di faccine che ridono a crepapelle1 A proposito di ironia.
    Anch’io prendo lo X…x nei momenti più intensi. 6 gocce. Mah, forse sono poche. Tu quante ne prendi?
    La cosa che mi sta disturbando di più non è il picco che ogni tanto puoi avere e che in qualche modo ho imparato ad affrontare, accettare, sapendo che passa, che ha un punto più intenso e poi scema, ma la sensazione di ansia interna che spesso mi accompagna per ore, quasi una forma di tremore interno, agitazione, non saprei spiegare diversamente. Era un pò che non mi capitava, invece, ultimamente ho giornate un pò così, in seguito ad un paio di episodi di panico avuti di recente che sono andati via con molta fatica ed in molto tempo….capita anche a te?
    Così cerco di concentrarmi su altro, scrivere, lavorare, coltivare un hobby, quando invece avrei magari solo voglia di distendermi a fare un sonnellino, ma non posso, perché starei dentro i miei pensieri. Che fatica a volte….
    Grazie di cuore delle tue parole e sebbene mi dispiaccia che anche tu e gli altri bei fiori di questo giardino soffrano a volte come me, sentirsi insieme e sapere che non sei un “caso raro” aiuta non poco.
    Ti abbraccio

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