Attacco di panico: che cosa ci fai al Pronto Soccorso?

Inserito mercoledì 27 gennaio 2010

Se per un attacco di panico corri spaventato, per la seconda volta, al Pronto Soccorso, forse sei nel posto sbagliato al momento giusto!

Perché?

Perché quando vivi l’attacco di panico è il momento in cui hai veramente bisogno di un aiuto caldo, profondamente umano e il tuo corpo è sano, anche se ti sembra di stare malissimo.

Al pronto soccorso si affida il proprio corpo fisico, quando temiamo di avere qualcosa di serio da controllare e da curare, come un trauma, una brutta ferita, un inizio di infarto, una slogatura, una crisi respiratoria, ma… se già conosci le ormai note sensazioni che accompagnano fedelmente l’attacco di panico, allora è il momento di riconoscere CHI ti puo’ aiutare e COME  VUOI ESSERE AIUTATO.

Quando hai l’attacco di panico non è la macchina, ovvero il tuo corpo, che ha qualcosa da aggiustare in carrozzeria (  il Pronto Soccorso ), ma è il guidatore della macchina che è confuso, spaventato, smarrito, che sente  il proprio normale senso di sé che si sta allontanando e dissolvendo, che chiede disperatamente: AIUTOOOOO!

Scrive sul Blog il 31 agosto 2009 (ecco dove trovi il suo commento integrale, clicca qui)  Roberta, una lettrice di 44 anni, mamma di due figli, che vive in una città dell’Alto Adige:

“Una volta io sono stata portata con l’ambulanza dal mio posto di lavoro al pronto soccorso, ero accompagnata da una delle mie sorelle che tra l’altro faceva l’infermiera in quello stesso ospedale, e quando all’orecchio, lei ha sussurrato al medico che probabilmente si trattava di uno dei miei soliti attacchi di panico, lui si è girato verso di me e mi ha detto con una tale arroganza misto sarcasmo…:”Allora bastano solo due sberloni fatti bene “….

non ti dico la mia reazione interna, già perché a quei tempi non riuscivo nemmeno a sfogare la mia rabbia all’esterno e mi rimaneva soltanto l’umiliazione di essere stata derisa un’altra volta e dentro di me mi sono chiesta…ma allora se nemmeno a loro posso chiedere aiuto a chi mi rivolgo?…”

SE NEMMENO AL PRONTO SOCCORSO POSSO CHIEDERE AUTO A CHI MI RIVOLGO?

Roberta, in un momento molto delicato e confuso della sua vita, aveva bisogno di un aiuto puro, pulito dai giudizi critici e dalle sopraffazioni, aveva soltanto bisogno di essere compresa e rispettata nella sua difficoltà, invece ha trovato a soccorrerla la persona sbagliata, che ha usato con lei  delle parole offensive e inutili.

La buona notizia, in tutta questa triste situazione, è la comprensione che conferma a Roberta di aver chiesto aiuto alle persone che operano nel posto sbagliato, nel momento giusto in cui aveva bisogno ricevere un vero sostegno.

E’ utile andare al pronto soccorso, se ci siamo arrivati una prima volta di corsa, per ricevere la DIAGNOSI che il medico ci fa dopo la visita: attacco di panico oppure attacco di ansia.

Ma non serve andarci una seconda volta, visto che non hai una malattia fisica, né una patologia psichiatrica.

Non sei un paziente da Ospedale!

Sei solamente una persona tanto spaventata che ha bisogno di essere accolta, compresa e aiutata con amore.

COME AIUTARE CHI HA UN ATTACCO DI PANICO?

Chi soffre di attacchi di panico è sempre una persona forte, sana e sensibile.

Nella relazione di aiuto va  trattata con delicatezza e con rispetto.

Le sensazioni che prova la persona durante l’attacco di panico sono vere, anche se non sono reali, quindi bisogna credere completamente al terribile inferno emozionale, fisico e mentale che vive in quel momento.

Quell’attimo di grande apertura, durante l’attacco di panico,  è simile a quando la porta di casa viene spalancata violentemente da un colpo di vento gelido, in quel momento la persona vive un “appannamento interiore” e un acuirsi della sensibilità a livello dei cinque sensi fisici.

In quei momenti di sbandamento totale, si diventa vulnerabili e  impressionabili.

Se dentro la sala di aspetto del Pronto Soccorso, illuminata dalle lampade al neon, che ho già spiegato non vanno bene per chi soffre di panico (ecco qui  il link dove spiego questo a Sabina il 12 marzo 2008 alle 14:28 alla voce Commenti)  si vedono persone con ferite che sanguinano, bambini che piangono disperati perché sono caduti e si sono fatti male, ci sediamo su mobili freddi e asettici e dobbiamo spiegare cosa ci succede a  infermieri e medici indaffarati a salvare corpi feriti, allora le nostre condizioni di ansia e di panico non possono che aumentare.

Chi si sente vittima dell’attacco di panico non è la persona adulta,  la brava mamma sicura di sé nella vita, come nel caso di Roberta ma il bambino piccolo, la bambina piccolina, che in passato ha attraversato da sola un momento, in cui ha vissuto delle sensazioni simili, anche se adesso non lo ricorda più e non  lo collega al momento attuale di ansia e panico, è quel PICCOLO PERSONAGGIO DENTRO CHE GRIDA : “S. O. S.”

Chi aiuta la persona che ha l’attacco di panico deve stare in silenzio e dare un contatto umano calmo e caldo.

Deve aiutare il “personaggio interiore” a ritrovare il proprio corpo, che adesso sente che lo ha tradito e abbandonato per fare, in modo totalmente incontrollato, quello che vuole lui.

Deve aiutarlo a riconoscere: “Questo corpo è il mio! Allora questo corpo sono Io!”

Parlare con queste parole: “Non è niente, vedrai che ti passerà!” non è utile in quel momento, perché è un modo per non accogliere affatto quello che la persona in preda al panico vive.

E’ vero che non morirà per nulla, ma in questo momento critico non è gentile ricordarglielo.

Lo sa già, solamente che davanti alla tempesta emozionale del momento non ci crede più.

Chi aiuta deve sapere che in quel momento la persona crede di essere precipitata un in’”area di morte” dove  si sente molto strana, dove sente che l’Io, su cui appoggia il senso di se stesso, non è più presente, ma si sta perdutamente allontanando.

Bisogna rispettare questo “senso di morte” e come ai funerali ( scusa il paragone) si sta in silenzio, si dicono poche parole vere di partecipazione e soprattutto si sta vicini, con la presenza fisica, nel dolore ai parenti, qui, in questo momento si fa lo stesso.

Si dà un contatto fisico delicato sulla schiena, si parla dolcemente come si fa con un bambino impaurito, si trovano le parole vere, giuste, che partono dal cuore e che accarezzano il cuore della persona disperata.

Va bene, se serve, anche parlare in  terza persona, dire per esempio: “So che hai tanta paura, adesso portiamo Roberta a casetta e stiamo insieme, finché le brutte sensazioni sono evaporate, vedrai che dopo Roberta starà meglio”.

La stanza dove rimanete vicini, accanto alla persona che si sdraia sul letto oppure sul divano, nella posizione che le viene spontanea, deve essere calda, accogliente, poco luminosa, silenziosa.

Chi aiuta è bene che veda il “bambino piccolo” , la “bambina piccola” dentro quel corpo adulto scosso dal panico, deve capire che è a quel piccolo bambino terrorizzato, che deve rivolgersi adesso, che deve consolare e rassicurare!

Ti invito a condividere nel nostro Giardino – Blog la risposta a queste due  domande:

1. Dimmi come vuoi essere aiutato quando hai un  attacco di panico?

2. Dimmi chi senti che  ti può veramente aiutare in quel momento?

Copyright 2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.

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  1. Non evocare i sintomi dell’attacco di panico, non aprire la stanza di Barbablù

208 Commenti for 'Attacco di panico: che cosa ci fai al Pronto Soccorso?'

  1.  
    Virginia
    27 gennaio 2010 | 18:19
     

    Grazie dott.ssa Laura Bolzoni Codato per questo nuovo bell’articolo che tocca un altro dei “temi caldi” con il quale noi affetti da panico e ansia ci troviamo a confrontarci.

    Anch’io ho avuto l’esperienza della prima visita al pronto soccorso e più o meno la reazione dei sanitari è stata sugli “stessi toni” di quella di Roberta.

    La situazione era inoltre peggiorata sapendo che all’epoca studiavo psicologia e quindi mi era stato detto che allora ero io che dovevo sapere come afforntare queste cose.

    Ma io, giovane ragazza alle prese con i miei studi di psicologia non potevo essere certo indenne da questo tipo di problematiche… un medico è forse al riparo dalle malattie semplicemente per il fatto di aver studiato medicina?

    Comunque sia uscii dal PS in lacrime, umiliata, distrutta…

    Devo però dirvi che non c’è mai più stata una seconda volta e quindi forse avevo correttamente imboccato la strada suggerita in questo articolo dalla dott.ssa Laura Bolzoni .

    Non ho mai ritenuto il PS il luogo adatto per risolvere anche i momenti di maggiore crisi e col tempo si riesce anche a distinguere tutta la sintomatologia che quotidianamente ci accompagna.

    Vengo ai quesiti di riflessione proposti.

    1. Nel momento della crisi solitamente non amo essere particolarmente aiutata, come si dice… preferisco “rimanere nel mio brodo” e cercare di gestire la situazione al meglio. Certo comunque ho piacere di avere al mio fianco una persona che eventualmente so che mi può aiutare se dovessi sentirmi male, svenire… la vicinanza di una persona che mi può aiutare ha anche effetto preventivo.

    2. Sento che posso essere aiutata solo dalle persone che so che mi capiscono e che sono a conoscenza del problema.

    Purtroppo non sono molte.

    Permane in me la difficoltà ad aprirmi e a parlare liberamente di questo problema. Purtroppo, anche nel mio lavoro, ho trovato molta superficialità, derisione, poca comprensione e anche molta ignoranza rispetto a questo problema.

    Anche per i familiari non è sempre semplice starci accanto… non è facile comprendere e non lo si può nemmeno pretendere. Anche per me, fino a quando non ho provato panico ed ansia, era decisamente difficile spiegarmi certe cose con le quali ormai convivo da tanti – troppi! – anni.

    Attendo di leggere anche i vostri commenti su questo tema.

    Cari saluti a tutti!

  2.  
    luigi arcuri
    27 gennaio 2010 | 19:02
     

    trovo le considerazioni molto pertinenti: conosci le tecniche di psicologia energetica (EFT, soprattutto)? possono essere di grande aiuto, per quel bambino…

  3.  
    raffaella
    27 gennaio 2010 | 19:12
     

    niente di piu’ appropriato

    è come se la freccetta avesse fatto centro tutto cio’ descritto purtroppo rispecchia la mia situazione attacchi di panico iniziati due anni fa curati con psicofarmaci

    sono stata meglio ma ora ogni tanto ancora ricompaiono e cio’ mi spaventa parecchio l’anno scorso ho dovuto lasciare il mio lavoro e ora e’ difficile trovare ..e se poi trovassi un nuovo posto e mi accadesse di nuovo di ricadere in questo terribile tunnel?ho paura

  4.  
    chadisja
    27 gennaio 2010 | 19:16
     

    Ciao cari fiori.
    Grazie Dott.ssa Laura Bolzoni Codato, le sue e-mail sono preziose.

    Leggo l’articolo che Lei ha scritto ed è tutta la mia verità trascorsa in passato, eppure non ho mai fatto caso a come vorrei essere aiutata.

    Adesso le idee sono chiare vorrei essere aiutata solo con un semplice gesto: un forte abbraccio, un abbraccio che non ha bisogno di parole, un abbraccio che non ti fa’ sentire sola in quei momenti e ti fa’ capire che sei importante, che sei anche tu parte di qualcuno.

    La cosa triste è quella che io già sento che nessuno puo’ aiutarmi e non lo dico cosi’ per dire.

    Sono stata delle ore a pensare e la risposta è sempre quella: nessuno, e sono triste per questo.

    Ma poi penso a” Francesca con la sua piccolina” e mi dico:ho trovato qualcuno che puo’ aiutarmi e sono io sola io con la mia piccola.

    Per me questa è una grande vittoria è arrivare ad un obiettivo mai sperato, sapete quel che vuol dire per me?

    non avrei mai giurato eppure adesso quando sono giu’ e mi sento ansiosa l’unica persona che riesce a capirmi sono io solo io.

    Ho lavorato sodo Dott.ssa Laura Bolzoni, senza farmaci, senza (da parecchi mesi ormai) un aiuto medico, solo con i suoi consigli e le sue esperienze di vita che leggo ogni giorno, con i suoi articoli efficentissimi, finalmente sono arrivata a prendermi cura di me stessa, ormai ho imparato bene.

    Non escludo che mi avrebbe fatto molto piacere sapere che poteva esistere un individuo, un amico/a, un parente in grado di aiutarmi ma pazienza c’è molto peggio ed io sono contenta di avere quel poco di salute che mi aiuta a stare bene nei momenti di malessere.

    Come potrei mai ricambiare tutto questo con Voi tutti e con Lei Dott.ssa?

    Saro’ sempre in debito, un debito che paghero’ promettemdoVi di non mollare mai e di essermi sempre di aiuto insieme alla Vostra forza.

    E’ bellissimo tutto questo, credetemi lo vivo come una grossa fortuna piovuta dal cielo e a volte penso di aver pagato veramente tanto per aver ricevuto questa fortuna è il premio che giusto tocchi a chi per anni ha sempre sofferto.

    Grazie a tutti.
    Chadisja

  5.  
    ermeglio :-P
    27 gennaio 2010 | 19:56
     

    Grazie di questi consigli.

    rispondo
    1. Dimmi come vuoi essere aiutato quando hai un attacco di panico?

    Scappare dalla situazione che provoca il panico è quella migliore per calmarsi ma non la migliore per superarlo. Pensandoci vorrei in quel momento imparare a controllare piano piano me stesso e calmarmi senza fuggire dal caos senza l’aiuto di nessuno, ma imparare a controllarlo.

    2. Dimmi chi senti che ti può veramente aiutare in quel momento?

    Sono molto credente quindi in primo luogo Dio e Maria SS., in secondo luogo la mia famifglia o quei pochi che sanno di cosa soffro.
    Per ultimo lo xanax che porto sempre con me ma che non lo prondo mai, nonostante gli attacchi di panico.

    Ultimamente sto uscendo a superare barriere come stare da solo lontano da casa in altri paesi, guidare la macchina da solo ecc.. mesi fà mi ero quasi bloccato a casa.

    Ringrazio a tutti per le vostre tetimonianze.

    Mi basta sapere che c’è gente che è uscito fuori da questo tunnel per avere più forza e serenità nell’andare avanti e imparare…. :-)

    Grazie a tutti.

  6.  
    ermeglio :-P
    27 gennaio 2010 | 19:59
     

    ah scordavo di dire che al pronto soccorso ci sono andato la prima volta..
    poi qualche visita al cuore … capito che tutto era causato dal panico .. niente più PRONTO_Soccorso… sono anni che non vado.

  7.  
    Monia
    27 gennaio 2010 | 20:56
     

    Cara Dott.ssa Laura Bolzoni Codato

    le sue mail sono sempre gradite e scaldano il cuore.

    Io soffro di attacchi di panico da circa un anno e prima di venire a contatto con questo mondo oscuro non avrei mai pensato che un essere umano potesse provare determinate sensazioni forti, dolorose, incontrollabili.

    Sono stata in pronto soccorso una volta solo al secondo attacco di panico quando le colleghe d’ufficio, spaventate dal mio stare male mi hanno voluto accompagnare…ho trovato tanta superficialità, e nessuno ha saputo dirmi che cosa mi stava succedendo.

    E’ stata la prima ed unica volta in cui ci sono andata e mai ci tornerò.

    Rispondendo ai suoi quesiti:

    quando ho un attacco di panico voglio essere semplicemente essere lasciata in pace, tranquilla nella posizione in cui mi trovo (purtroppo i miei attacchi sono accompagnati da fortissime vertigini che mi impediscono durante l’attacco di muovermi perchè tutto intorno gira fortissimo), mi può far piacere una mano che stringe la mia, una mano sulla mia spalla, ma nulla di più, cerco di gestire la crisi da sola, controllando la respirazione e cercando interiormente di dirmi che passerà in poco tempo.

    Chi mi può veramente aiutare in quei momenti??

    per come sono fatta io e per come ho imparato a conoscermi in questi brutti momenti, prima di tutto sono io e solo io che mi posso aiutare e poi pochissime persone che mi stanno vicino che possono essere mia madre, mio fratello, mio marito, una cara collega e niente più, solo le persone a me più care che mi infondo tranquillità con la loro vicinanza.

    Un abbraccio forte a tutti quanti voi per tutte le vostre esperienze riportate.

    Con affetto

    Monia

  8.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    27 gennaio 2010 | 23:24
     

    Grazie Monia!

  9.  
    PAOLA
    28 gennaio 2010 | 10:28
     

    Salve a tutti cari amici e cara corolla,

    nessuno ci può aiutare,solo noi lo possiamo fare,ma è difficile da soli,e questa solitudine a volte peggiora la situazione,

    quello che voglio quando sono in crisi è qualcuno vicino,ma non mi deve dire nulla,solo sapere che c’è se mi dovessi veramente sentire male.

    La superficialità e il modo che hanno di sottovalutare i nostri problemi mi porta sicuramente lontano da ogni medico,vorrei tanto ci fosse qualcuno in grado di aiutarci,ma non c’è,o almeno io non l’ho ancora trovato,ha ragione Chadisja,siamo solo noi a poterci aiutare ed accompagnare in questo impervio percorso,forse non so ancora bene come aiutarmi,ma so per certo che non mi fa bene chi mi dice “hai di nuovo le tue paturnie?” “ma cosa ti manca…”insomma i soliti discorsi superficiali del tipo “si vede che non hai altri problemi nella vita e allora te li crei da sola”...

    ecco sto allontanando tutte le persone così,che si permettono di giudicare non sapendo,le auguro di non dover mai affrontare una cosa del genere nella vita perchè ne verrebbero distrutti.

    Oramai io non ho più attacchi di panico ma una terribile ansia generalizzata che mi assale al mattino quando apro gli occhi e mi accompagna per tutta la giornata,magari mi lascia in pace per un paio d’ore ma poi ricomincia e mi fa vivere malissimo in ogni campo della mia vita.

    Dottoressa mi piacerebbe tanto che mi desse un consiglio su come muovermi e se posso chiedere aiuto a qualcuno.

    un abbraccio a tutti

  10.  
    SIMONA
    28 gennaio 2010 | 11:08
     

    ciao a tutti ,
    e grazie per le testimonianze mi tirano su di morale , mi fanno sentire meno sola .

    Sono quattro anni che soffro di attacchi di ansia e di panico e per risolvere il mio problema ho cercato di informarmi leggendo libri prendendo pillole dottori psichiatri poi ho smesso prendo solo delle gocce per placare un po quest’ansia che mi batte dentro , all’inizio ero molto piu spaventata di adesso .

    Oggi ho paura non posso negarlo , ma penso di essere piu’ forte e di affrontare quel momento con piu’ determinazione cercando di farlo passare piu velocemente possibile cercando di comunicare con qualcuno immediatamente ,

    mi aiuta se sono sola chiamo qualcuno a volte non dico neanche di stare male cerco di far finta di niente , ma dentro di me non è così .

    Spesso mi prendono mentro guido e non vi dico la fatica che faccio a prendere la macchina …

    spero per me e per tuttoi voi di trovare una soluzione che forse è dentro di noi , con questa brutta esperienza la mia vita è cambiata e vorrei ritornare ad essere serena come un tempo .

    Non so se questo accadrà ma lo auguro a tutti .

    Non abbiate paura .

  11.  
    Katia
    28 gennaio 2010 | 11:38
     

    Buongiorno d.ssa forse è la seconda volta che scrivo e devo dire che i suoi consigli sono molti validi.

    Sono finita una volta in P.S. e mi sono ritrovata su un lettino al centro della stanza da sola .

    Ero in preda a convulsioni con la pressione a mille, e per fortuna un’anima buona ha fatto entrare mio marito.

    Mi hanno riempito di tranquillanti dopo che uno psigologo con umanità ZERO, mi ha visitato.
    Sono uscita da lì dopo due ore, ubriacata di farmaci e basta!

    Da quel momento ho incominciato il calvario dei farmaci di serotonina che il corpo li rifiutava.

    Ora vado avanti con ansiolitici e psicoterapia, ma il problema grosso è che ho un bimbo di 3 anni mezzo e sono sola con mio marito.
    Lui ha fatto fatica a capire cosa mi stesse succedendo e solo dopo una seduta con me dalla psico ha capito.

    Quando ho gli attacchi ho bisogno di lui e quando sono sola mi faccio coraggio con mio figlio.

    Attuo le varie tecniche penso che è solo la mia mente che crea il problema e devo pensare in modo positivo ecc. , ma purtroppo non riesco più a fare le cose più banali (le passeggiate che adoravo farle, il ristorante mi è un pò ostile ecc.).

    Io non demordo anche perchè sono stufa di prendere farmaci (li odio) e spero che al più presto ci sarà una svolta nella mia vita perchè voglio vivere con mio figlio e mio marito al meglio senza essere un peso.

    Grazie e scusate dello sfogo .

  12.  
    laura
    28 gennaio 2010 | 13:37
     

    è difficile trovare qualcuno che ci possa aiutare,

    chi non ha mai provato un attacco di panico non puo’ capire! nel mio caso neppure genitori e marito riescono a capire fino in fondo cosa provo e come mi sento…,

    ora sono in cura e parlare con lo psichiatra mi aiuta molto, sentire che lui capisce cosa vuol dire sbandare, perdere l’quilibrio, sentirsi morire…

    Ho imparato però a non provare rancore nei confronti dei miei familiari, nonostante il loro sforzo è impossibile comprendere fino in fondo se non lo si vive in prima persona…

    un saluto a tutti

    Laura

  13.  
    laura
    28 gennaio 2010 | 13:40
     

    dimenticavo:

    distrarsi quando si sente arrivare l’attacco è molto importante; telefonare a qualcuno, ascoltare musica con gli auricolari….

    non so se puo’ essere d’aiuto anche a voi.

  14.  
    ANNA
    28 gennaio 2010 | 14:21
     

    Probabilmente , tutti noi abbiamo la forza e la capacita’ di reagire ad un attacco , anche se pero’ la parola controllarlo, e’ spaventosa.

    io ne soffro
    a fasi alterne, da circa venti anni,io sono il prodotto di un vissuto difficle e doloroso, li ho lasciato la mia bambina ,sola , impaurita , pronta a stringere i denti mentre sua madre tentava di ammazzarsi ciclicamente.

    una vita vissuta con il senso di colpa per non riuscire ada arrivvare mai in tempo………la sensazione di tenere e soffocare tutto dentro
    per non creare ulteriori problemi.cure?

    Certo, a 17 anni e’ esploso il primo vero attacco di panico…………………

    Allora lo xanax non era molto
    conosciuto. Attenzione, non dobbaimo demonizzare gli psicofarmaci………
    sicuramente non guariscono………………..ma in casi come il mio , mi hanno aiutato tanto, poi certo molta psiclogia cognitivo compotamentale, che mi
    ha aiutato a gestire e non controllorare ad accogliere e non fuggire dall’attacco.

    Risultato?

    Ho 41 anni un bellissimo bambino di 5 un marito molto comprensivo…………la mia vita e’ serena……………ma allora,,,,,,,,,,,,,,,,,
    perche’ loro anche se con incidenza minima, a volte tornano?
    Bella domanda……………………………………………..

    Grazie a tutti per avermi letto……………………..

    un abbraccio a tutti Anna

  15.  
    Elena
    28 gennaio 2010 | 16:38
     

    Ciao a tutti, sicuramente quando arriva “il mostro” , la presenza di una persona conosciuta (almeno x me) rappresenta un aiuto….

    Non pretendo di essere capita da chi non sa cosa sono gli attacchi di panico , ma non riesco a stare da sola , la mia “bambina” si sente tanto sola e spaventata ed io ancora non sono in grado di tranquillizzarla….

    La mia famiglia , il mio ragazzo e le amicizie…(quelle vere!!) conoscono il problema, io cerco di sdrammatizzare, come posso fargli capire quello che provo? (tutto quel fiume di emozioni ,paura mista alla rabbia, all’impotenza all’imbarazzo)

    Ho imparato a convivere con questo problema, sto cercando di capirlo, affrontarlo il lavoro da fare è tanto, ma so che prima o poi arriverò alla “soluzione”…..

    Grazie ancora Dott.ssa Laura Bolzoni Codato ,l’amore che ha nei nostri confronti è immenso , avevamo veramente bisogno di lei!!

  16.  
    Erika
    28 gennaio 2010 | 17:40
     

    Ciao a tutti cari amici,

    ho trovato l’articolo della dottoressa Laura molto interessante e vero.

    Come penso sapete è da molto tempo che non soffro di attacchi di panico, ma vi leggo sempre volentieri perchè anche se so di aver superato questo problema mi sento ancora molto vicina alle persone che lo stanno affrontando e spero sempre che la mia condivisione possa essere d’aiuto.

    Poi gli argomenti sono così profondi, reali e sentiti che aiutano a non dimenticare.

    Io ricordo che quando ho iniziato a soffrire di attacchi di panico non mi sono confidata con nessuno perchè ero certa che nessuno mi avrebbe compresa, quindi ho affidato il mio problema ad una psicologa ma l’impegno e la forza maggiore l’ho attinta da me stessa, dalla psicologa volevo solo che mi spiegasse cosa mi stesse realmente accadendo e come potevo affrontare praticamente il problema, il libro della dottoressa Laura Bolzoni Codato e questo blog sono stati fondamentali perchè hanno accelerato la soluzione del problema.

    Quando avevo l’attacco di panico non volevo essere aiutata, ma semplicemente lasciata stare, non volevo che nessuno mi parlasse e mi toccasse.

    La cosa che ricordo mi faceva stare più tranquilla era la semplice presenza di mio figlio, solo vederlo lì vicino a me mi tranquillizzava, credo fosse per il senso di responsabilità che sentivo nei suoi confronti, sapere di essere il suo unico punto di riferimento mi donava forza e coraggio.

    L’amore che ho per lui è stata la principale motivazione, l’ancora di salvezza che mi ha fatto risalire anche dai momenti più bui e se non ho toccato il fondo della disperazione è solo per lui.

    Lasciate che dedichi 2 righe al mio piccolo tesoro:

    “Federico, sei il mio tesoro, ringrazio Dio di avermi donato un figlio come te, ti amo più di qualunque altra cosa al mondo, quando ti guardo nel mio cuore sento che non mi manca nulla e che forse ho anche avuto troppo”.

    E’ fantastico come ci senta compresi e liberi di essere se stessi in questo blog, nella vita di tutti i giorni non esterno molto i miei sentimenti ed i miei pensieri, qui è molto più semplice, perchè mi sento accolta e compresa.

    Grazie a tutti compagni di viaggio e soprattutto a lei dottoressa Laura.

    Erika.

  17.  
    francesca
    28 gennaio 2010 | 18:48
     

    Ambarabà ciccì coccò ; tre civette sul comò…. etc, etc——

    Questo direbbe la ” mia Piccola ” , se potesse parlare con
    la bambina , ” la piccolina ” di Anna, quella bimba di cui parli, carissima…. cercherebbe di coinvolgerla in un gioco, per cercare
    di alleviare un po’ le sofferenze della tua infanzia, ma con grande rispetto , non conoscendoti, mi permetto solo di
    inviarti un grande Abbraccio, dopo averti letto ( hai ascoltato
    con attenzione la voce della Dottoressa Laura Bolzoni Codato,
    nell’ mp3 che si può gratuitamente scaricare ?

    il momento
    in cui c’è l’invito ad abbracciare forte , con tanto affetto
    ” quel bambino/a ” che in passato ha avuto tanta paura ? auguri, carissima )

    Cari Fiori, caro FIOR fiore di Dottore(ssa), buon pomeriggio, sono
    di “corsa “, come sempre si fa per dire , beh, quantomeno di fretta, e tra i tanti ” proverbi ” sentiti dalla mia “piccola” e da me ogni tanto, me ne sovviene uno ….in questo caso : la ” gatta,
    nella fretta, fece i gattini ciechi “- giusto per rifarmi ad uno che
    è pertinente in questo momento di ” fretta ” e pensando alla mia micia , che invece ha due occhioni spalancati sul mondo ,
    per cogliere e godere di tutto, anche la vista di un bello strato
    di neve bianca , su cui ancora di più spiccano le sagome nero-
    corvino di merli che zampettano in cerca di cibo….

    Poteva “mancare” a questo nuovo appuntamento- articolo della
    Dottoressa , proprio la mia ” piccola ” ?! beh, no di certo…..
    Perchè, un altro proverbio mi sovviene : dimmi con chi vai, e ti dirò chi sei !!!

    Poichè io vado sempre con la mia ” piccola ” di cui sopra , io sono …….. IO !!

    Era sempre per “giocare ” un po’, per ” sdrammatizzare “, per tentare di portare un po’ di serenità , su un argomento che
    la serenità, il sorriso, ha tolto a tanti , sempre col massimo rispetto, condivisione empatica con quanti scrivono sul Blog-
    Giardino….

    E a proposito di bimbi: che bello sarebbe , proprio noi, bimbi di di ieri , adulti di oggi, riuscire ad andare nelle
    case di cura, negli ospedali, per portare un sorriso a bimbi
    che si trovano in difficoltà….. anche questo un altro mio sogno,
    che mi piace ” cullare
    ” ( magari riuscire solo ad arrivarci con una , la solita ” mostra ” con foto, e didascalie poetiche , per
    “aiutare ” nell’ acquisto di un attrezzo, un macchinario utile in un centro per bambini…..) beh, , a quel punto , o mi tornerebbero gli attacchi di panico , che a questo punto sono pressocchè spariti ( ma diciamolo piano ), sono il ” residuato bellico ” di straschichi di stress, stanchezza, forti emozioni, a cui ormai non diamo piuù tanta importanza, nella manifestazione dei loro sintomi ….. o mi libererei completamente di ogni più piccola e insignificante manifestazione…..

    Ok, ho ” sognato ” un po’ ad
    occhi aperti, ora torniamo coi piedi per terrra….

    Ora è l’ ansia birichina, birichella, come per Paola, che mi accompagna spesso…..

    Dottoressa cara, appprofondiremo anche questo argomento prima o poi ?

    Provo a rispondere alle domande sul nuovo interessante, utile
    articolo , corredato di significative, rappresantive e creative foto, che inducono , nonostante o proprio per questo, ad uno stato di
    serenità…

    Alla prima domanda rispondo senz’altro che vorrei , avrei voluto , quando ho avuto attacchi di panico, soprattutto i primi,

    che qualcuno, una persona di fiducia, meglio qualcuno che mi vuole BENE, mi avesse solamente ABBRACCIATO , cercato di rassicurarmi esattamente come descrive nell’ articolo la Dottoressa; purtroppo non è stato così , perchè nè io, nè tantomeno chi ho avuto intorno in quei momenti si rendeva conto, nè chi mai l’ha provato, può capire ciò che si prova….

    é proprio l’abbraccio ” mancato “, il sentirsi ” tendere ” la mano,
    o tenere la mano in certi momenti , e aver ricevuto al suo posto un ” ceffone ” emotivo, psicologico, affettivo che ha creato la ” paura dell’abbandono “, di ” morire ” senza qualcuno che ti
    tenga la mano , appunto….la non presenza affettiva ed emotiva ,
    forse già sperimentata al momento della nascita …..

    C’ è stato, purtroppo, come per molti di noi, in ” quella prima,
    o seconda , terza …..” , e potrei andare avanti con la numerazione romana, perchè in realtà non ho il ricordo preciso del primo attacco vero e proprio, c’è stato per il primo, più forte, spaventoso, un Surrogato di affetto : la solita , fredda iniezione di calmante ……..

    Alla seconda domanda , ad oggi posso rispondere che SONO
    IO, solo IO e la ” mia piccola ” che mi posso aiutare , ci possiamo aiutare a vicenda, abbracciandoci, consolandoci, rassicurandoci
    ; insomma possiamo ” supplire ” a tanto affetto mancato , e non solo , anche se in realtà la ” presenza ” fisica di una persona che…… vedi risposta alla prima domanda….. non sarebbe aberrante ; ma in mancanza d’altro si fa come detto, come ha ” imparato ” anche Chadiscjia – che
    saluto con affetto – ………. per un mio ” bisogno ” personale,
    caratteriale, a volte , me ne sarei andata per strada ad ” elemosinare ” , a chiedere un abbraccio…..

    POichè non è che si possa fare , anche se mi pare d’aver letto che qualcuno l’ ha proposto, e se non ci sono secondi fini, andrei anch’io ……

    E questo è tutto, come sempre, anche troppo…..

    Che dire, dunque, cari Fiori, caro Fior fiore di Dottore(ssa )?!!!

    Un grande ABBRACCIO e/ o un GRANDE abbraccio !!!

  18.  
    Daniela
    28 gennaio 2010 | 19:13
     

    Carissima dottoressa,

    che bell’articolo!

    Come tanti di noi, anch’io molti anni fa sono passata per il pronto soccorso e più di una volta.

    All’epoca purtroppo, ancora non si parlava di attacco di panico, così la diagnosi era sempre molto vaga: stress, ansia. A quel punto sembrava che il riposo fosse il migliore dei consigli ed è per questo che mi ci è voluto parecchio tempo per comprendere cosa realmente mi stesse succedendo, ma a me, non al mio corpo, come spiegato molto bene nell’articolo.

    Per lunghi anni sono stata in vacanza solo nei luoghi vicini ad un pronto soccorso, non solo, mentre viaggiavo in autostrada con mio marito, tenevo a mente quali fossero le località munite di ospedale man mano che mi spostavo.

    Poi un giorno, spinta dalla necessità di affrontare delle cure dentistiche, scoprii lo Xanax.

    Da allora sono successe molte cose, io sono molto cambiata, o meglio, il mio approccio nei confronti della vita e degli altri si è trasformato e sto molto bene con me stessa.

    Non ho più problemi di panico a parte qualche particolare situazione in cui soffro, ahimè, di claustrofobia: un ascensore che si blocca, una porta che non si apre, ecc.

    Il mio pronto soccorso allora, non è più in ospedale, ma nella mia borsetta ed è una pastiglia di Xanax che non uso mai, ma che fa da effetto placebo.

    Nei momenti di crisi comunque, non ho più bisogno di nessuno e riesco a trovare dentro me stessa la forza e il coraggio per rialzarmi subito.
    Sono d’accordo con Laura Bolzoni Codato sugli stratagemmi da inventare per spostare l’attenzione su qualcos’altro come la telefonata, la musica, la canzone da cantare a squarciagola e…… una frase da scrivere ai nostri amici sul Blog-Giardino.

    Sì, perchè se veramente ho bisogno di condividere un mio problema, è qui che posso farlo, sicura della comprensione e degli utili consigli.

    Con affetto, Daniela

    Un saluto particolare alla futura mammina Alessandra e all’altra zietta Franceschina.

  19.  
    massimo
    29 gennaio 2010 | 09:25
     

    Buongiorno
    Dott.ssa e un saluto caro a tutti.

    Io da quando ho avuto il mio primo attacco di panico, ho sempre vissuto questa situazione da Solo anche perche’ ho realizzato di avere gli attacchi dopo un po’ di tempo.

    Ad oggi ogni volta che sto’ un po” male” mi rifugio con me stesso mi tranquillizzo e faccio un gli esercizi di respirazione.

    Ho provato anche ad andare da una dott.ssa e a parlarne con un amico, perche’ e’ difficile parlarne con il resto delle persone compresa la famiglia non capiscono il problema e lo stato d’animo che si ha.

    Effettivamente non so chi potrebbe veramente aiutarmi di sicuro deve essere una persona che non mi conosce e che soprattutto capisce di cosa stiamo parlano altrimenti la superficialira’ delle persone non mi sarebbe di aiuto e con questo includo anche persone vicine che mi spronano ma in manierta brusca come a una sorta di FORZATURA .

    Io non mi sono mai recato in un ospedale per questi motivi ho cercato pero’ di curare la pressione che avevo alta gia’ prima degli attacchi,ho approfondito su qulche disturbo con elettrocardiogramma e varie analisi.

    Il risultato quindi e’ stato Ipertensione e mi devo convincere che questa la devo solo curare e basta.
    Vivo con la speranza che questo incubo finisca e mi impegno nel fare una vita normale e riprende a fare TUTTO quello che facevo prima ED E’ QUESTO CHE A VOLTA MI FA SOFFRIRE DI PIU’ MA ALLO STESSO TEMPO MI DA’ LA CARICA GIUSTA.

    SALUTI CARI A TUTTI E SERENE GIORNATE

  20.  
    roberta
    29 gennaio 2010 | 11:03
     

    Buongiorno a tutti ed un carissimo saluto a lei dottoressa Laura Bolzoni Codato che ha dedicato un’intero articolo a quello che è stato un mio grosso problema ma che ho potuto notare che riguarda anche molti altri amici del blog e per questo la ringrazio dal profondo del cuore a nome di tutti noi!!

    Le sue parole rispecchiano effettivamente la realtà vissuta sulla mia pelle in quei momenti catastrofici, di richiesta di aiuto in cui, come dice lei dottoressa si diventa vulnerabili ed impressionabili e quello che si vede al pronto soccorso non è certo quello di cui abbiamo bisogno in quel momento ma anzi è quello che ci fa stare ancora peggio e ci fa avere ancora più paura.

    Io però devo dire che non sono stata così brava come per esempio Virginia o Monia (che saluto vivamente) e tanti altri, che dopo la prima o al massimo la seconda volta che sono finiti al pronto soccorso, si sono resi conto che dovevano trovare un’altra soluzione.

    No, io invece ho insistito parecchio, sono stata un pò duretta lo ammetto,ma questo panico maledetto si presentava ogni volta in maniera diversa, con diversi sintomi, mai uguali alla volta precedente ed io come una pera cotta ci sono caduta più e più volte!

    Ora però per fortuna l’ho capito anch’io che non è quella la strada giusta.

    Il paragone del funerale dottoressa, è proprio esatto perchè a me è successa una cosa estremamente importante, che mi ha fatto capire tante cose.

    Durante il mio ciclo di psicoterapia durato quattro anni spesso facevo dei sogni molto intensi, che mi lasciavano molto perplessa ed a volte anche molto scossa, ma che analizzati mi dicevano tante cose e mi aprivano degli spiragli di guarigione.

    Una volta ho sognato di assistere alla morte della mia bambina (quella interiore), lei era lì in un lettino di ospedale nella figura di una bella neonata piena di salute, vestita di un solo pannolino, circondata da parenti disperati, che piangevano e facevano fatica ad assitere a quella tragedia che si stava compiendo.

    Io ero lì in mezzo a loro che assistevo con pazienza cercando con poche parole di dare conforto e di stare vicino a coloro che soffrivano tanto ma che con tutta la loro buona volontà non riuscivano a capire che quella bambina non stava morendo ma stava semplicemente cambiando e quello per lei era l’inizio di una nuova vita!

    Ecco partendo da questo sogno rispondo alla domanda della dottoressa Laura, chi vorresti che ti aiutasse nel momento del panico?

    Ora ho capito che posso aiutarmi soltanto io, perchè durante il panico è la bambina che ha paura e quella bambina la posso capire solo io, infatti quando in passato cercavo l’aiuto di mio marito e di altri parenti, proprio come nel sogno loro si spaventavano molto e prontamente finivo al pronto soccorso peggiorando la situaazione.

    Ora quando ho situazioni di ansia generalizzata e comincio ad avere paura, gli altri della mia famiglia si accorgono e vorrebbero aiutarmi ma io cerco di tranquillizzare loro dicendogli che tra un pò passa tutto che ho solo bisogno di stare un pò sola, chiudermi in camera , abbassare le tapparelle per fare un pò di buio e sentire meno rumori della strada, sto da sola con me stessa cerco di ascoltarmi e di confortarmi, prego e cerco di mettermi in contatto con Dio e mi dico Roberta stai tranquilla che è solo il solito momento che poi passa e tutto torna come prima ed anche meglio di prima!

    Si perchè ogni volta è una conquista che va ad aggiungersi al bagaglio di esperienza che fa di noi delle persone speciali per chi ci vuole capire ed accettare come tali!

    Carissima dottoressa Laura Bolzoni Codato non finirò mai di ringraziarla per tutto questo, per il conforto che ci dà con la sua comprensione e per la possibilità che ci mette a disposizione di aprire i nostri cuori e le nostre sensibilità verso il prossimo che siamo tutti noi qui riuniti a sostenerci, a confortarci ed a rallegrarci delle nostre vittore!

    Grazie, Grazie ciao a tutti gli amici grazie per esserci tutti!!!!

  21.  
    Daniele
    29 gennaio 2010 | 11:48
     

    Buongiorno a tutti.

    Mi chiamo Daniele, ho 45 anni e da pochi giorni ho trovato questo posto incantevole.

    Ho letto e riletto il libro di Laura Bolzoni Codato e mi si e’ spalancato un mondo che non conoscevo.

    La mia esperienza con il panico l’ho realizzata solo nel 2001 ma anni di psicoterapia hanno evidenziato piu’ volte che era parte di me da sempre e non lo sapevo riconoscere.

    Purtroppo per quanto attento e determinato sia stato in questi anni non mi sono mai impegnato a fondo e con il giusto metodo per estirparlo completamente dalla mia vita.
    Cosi’ che dopo un periodo nel quale sono stato in equilibrio il fenomeno e ricomparso.

    Ora, dopo aver letto, riletto, ascoltato e riascoltato Laura Bolzoni Codato ed i suoi mp3 mi sono reso conto di quanto tempo ho speso e spendo nella mia esistenza per compiere un percorso utile solo ad alimentare le paure ed il panico .

    Una dipendenza che in questi giorni con le parole di Laura sempre con me ho realizzato essere la piu’ radicata e perversa del mondo.

    Per forza, me la costruisco ed adatto mille volte al giorno su me stesso!

    Mai andato al pronto soccorso, mai avuto necessita’ di assistenza urgente.

    Purtroppo questi mesi sono stati i peggiori di sempre e senza un metodo preciso rischio di avvitarmi sempre piu’ su me stesso.

    lI panico e l’ansia sono in me e frutto di cattive abitudini di vita, di pensieri negativi e, nel mio caso, l’imposizione di un modello di vita contro la mia natura.

    Io sono certo che questa volta con la dinamica di pensiero elaborata e suggerita da Laura il mio atteggiamento sara’ assolutamente nuovo e costruttivo.

    Ho la fortuna di essere un uomo sensibile circondato da persone altrettanto tali alle quali ho potuto manifestare la mia condizione e dalle quali ho sempre ricevuto un aiuto adeguato.

    Ho evitato di condividere con chi per superficialita’ o semplice ignoranza ha sempre suggerito i calci nel sedere oppure la zappa.

    Quando ho un attacco di panico ho solo bisogno che il mio interlocutore capita la situazione non ne parli, sorrida e mi aiuti a concentrare la mia attenzione su altre cose. Inutile e dannoso che chieda come mi sento.

    La mia attuale compagna percepisce con uno sguardo la mia condizione e mi aiuta solo sapere che c’e’ e che capisce.

    L’aiuto puo’ venire solo da me e per farlo occorre abituare la mente a portare i pensieri lontani dal panico e si e’ commesso l’errore di chiamarlo sorridere e guardare avanti.

    In questa fase della mia vita dovrei comunque riprendere dei colloqui con lo psicologo.

    Un caro saluto a tutti.

  22.  
    ANNA
    29 gennaio 2010 | 17:49
     

    GRAZIE FRANCESCA PER IL TUO MESSAGGIO DAVVERO CARINO…………..

    CREDIMI IO SONO UNA DONNA SOLARE E PROPOSITIVA, MA CON UNA SENSIBILITA’ NON COMUNE PER LA SOCIETA’ IN CUI VIVIAMO.HAI RAGIONE TU ………………

    MI PIACEREBBE CANTICCHIARMI QUELLA CANZONCINA…………………MA SAI SOLO PENSANDOCI HO LE LACRIME AGLI OCCHI, CREDIMI NON E’ VITTIMISMO, MA IO HO DEI VERI BUCHI NERI DOVE NON HO RICORDI O MEGLIO LI HO SOPPRESSI TOTALMENTE I POCHI, PURTROPPO SOLO DOLOROSI…………………..

    FORTUNATAMENTE IO AMO LA VITA E NON HO EREDITATO LA PARTE DEPRESSA DI MIA MADRE

    MA SAI NON E’ FACILE FARE LA MAMMA A SOLI 7 ANNI E POI APRIRE LA PORTA QUANDO TORNI DA SCUOLA E VEDERE SPESSO SCENARI RACCAPRICCIANTI NON SI PUO CANCELLARE TUTTO QUESTO, PERFRTUNA IL MIO PAPA’ E’ STATO UN MAMMO E COME BENIGNI NELLA VITA E’ BELLA RIUSCIVA A FARCI VIVERE QUEI MOMENTI CON IRONIA PERFINO QUANDO PER NON DIMENTICARMI CHE AVEVO UNA
    MAMMA MI PORTAVA IN OSPEDALE PSICHIATRICO DOVE CI PERMETTEVANO NELLA FASE ACUTA, DI VEDERLA SOLO DA UNO SPIONCINO , LEGATA AL LETTO…………

    TERRIBILE……………………. MA MIO PADRE VOLEVA CHE IO SAPESSI CHE LA MAMMA C’ERA ERA SOLO MALATA……………………………

    COMUNQUE TI RINGRAZIO DI CUORE…………… E PER SCARICARE QUESTO CD COSA DEVO FARE?

    ASSURDO LAVORO COME DESAINER, MA PER INTERNET SONO UNA VERA FRANA……….

    GRAZIE DAVVERO

  23.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    29 gennaio 2010 | 18:12
     

    Cara Anna,

    se clcchi qui trovi tutte le spiegazioni su come si fa a scaricare e ad ascoltare gli mp3 gratuiti sul tuo computer.

    Trovi anche le indicazione di come mettere gli Mp3 su un CD e sull’iPod da ascoltare in macchina, in autobus, in treno, al supermercato, dove vuoi.

    Buon ascolto!

    Se clicchi qui trovi tutte le spiegazioni su come usare il Blog.

    Buona lettura!

  24.  
    francesca
    29 gennaio 2010 | 20:47
     

    Cara Anna ,

    sono addolorata per la tua infanzia; per quanto il tuo cuoricino di bimba ha dovuto vedere , ma per fortuna hai avuto la
    ” metà ” della tua parte genitoriale che ha supplito a tanto dolore;

    anch’io non ho avuto un’ infanzia felice , purtroppo il ” dolore ”
    è stato da entrambe le parti …. per questo motivo ho avvertito
    nel tuo racconto qualche ” affinità “, ma molti qui credo hanno avuto problemi spesso nell’ infanzia …..ed è difficile ricostruirsi….
    per chi è particolarmente sensibile…….come del resto sono i bambini…….

    Bella la tua vita presente, che ti ripaga di tanto , bello il tuo lavoro creativo ; complimenti!!!

    Purtroppo, anch’ io non sono molto ferrata con le cose tecniche, prediligendo le emozioni ( positive !!!! ), per cui
    per il discorso di come fare a scaricare gli mp3 e, IMPORTANTE , il libro Ebook della Dottoressa Laura Bolzoni Codato, ti consiglio di farti aiutare da qualcuno che ne sa più di noi di computer……. io mi sono fatta aiutare da mio marito ……

    O forse potrà venirti in ” aiuto ” qualche altro fiore , o la stessa Dottoressa , appena possibile , se magari sta virtualmente passeggiando per i viali di questo Giardino _ Blog….

    Intanto BENVENUTA , buon ascolto, buona lettura e……..
    buona partenza !!!!
    un caro abbaraccio

    PS: Dottoressa cara, se si accorge di pesare qualche etto in
    meno, è perchè la mia ” piccola” le ha ” rubato ” un abbraccio…
    per quanto detto, scritto, anche ieri ……. ma se sale sulla bilancia ora, potrà verificare che il peso è nuovamente quello
    di prima, reale ; subito dopo io e la mia ” piccola “, glielo abbiamo restituito , con gli ” interessi “…..

    Un caro ABBRACCIO a Lei e a TUTTI i Fiori….. beh, a chi lo vuole…….

  25.  
    EVA
    30 gennaio 2010 | 00:44
     

    Ciao a tutti!
    Buonasera Dottoressa.

    Ero in ufficio e ho fatto una capatina “in giardino” e…che bellissima sorpresa! Un nuovo articolo! Me lo sono letta tutto d’un fiato. Adesso l’ho riletto nuovamente con più calma e ho condiviso le emozioni ed i racconti di tutti voi.

    Io, fortunatamente, non sono mai andata al Pronto Soccorso per un attacco di panico. E’ come se il mio corpo e la mia mente avessero sempre rifiutato questo pensiero…

    Era come se una vocina dentro di me mi dicesse “Se finisci al Pronto Soccorso è la fine. Non ne esci più. Peggiori solo la situazione”.

    Ma probabilmente non l’ho mai fatto anche perchè c’è già stato qualcuno in famiglia che l’ha fatto….

    Forse vi ricorderete che in varie occasioni ho parlato della mia dolce mamma…e del fatto che anche lei in passato (quando io ero bambina) ha sofferto di attacchi di panico. Alternava pochi attacchi di panico veri e propri con fortissimi attacchi d’ansia. E lei c’è andata sì in Pronto Soccorso…e tante volte…in preda a fortissime tachicardie, sudorazioni, senso di svenimento, etc…(sensazioni che purtroppo noi tutti conosciamo…).

    Io ovviamente non ero mai presente quando ciò accadeva. Quando era con me era forte…Resisteva e combatteva per me. Per la sua bambina.

    Ovviamente in Pronto Soccorso il “rituale” era sempre lo stesso: ansiolitici, flebo, pastiglie,…

    Ma anche se ero bambina una cosa mi rimase impressa: una volta sentii involontariamente una telefonata fra lei ed il suo medico (che nel frattempo le aveva prescritto anche antidepressivi…) E, a proposito di questo, sentii che disse: “Se proprio deve darmi qualcosa, mi dia qualcosa di leggero e che mi faccia restare sempre lucida, anche la notte. Non voglio prendere niente che mi faccia sprofondare in sonni profondi…perchè la mia bambina ha bisogno di me. E se la notte mi chiama perchè sta male, o ha fatto un brutto sogno, io devo sentirla! Voglio esserci!”

    Che brava è stata a cercare di proteggermi. Ma guardando a quegli episodi adesso, adesso capisco il perchè di tante cose…Ogni tanto la notte la sentivo piangere…ed il mattino dopo, in seguito ai miei “Perchè stanotte piangevi mamma?” e alle risposte che qualsiasi mamma avrebbe dato al proprio bambino (ad esempio “Niente tesoro…solo un brutto sogno..”) solo in questi anni, imprigionata dal panico, e dopo averne parlato a lungo con lei, ho capito il perchè delle sue lacrime…

    Perchè aveva paura. Perchè si sentiva sola (mio padre non le è stata di nessun aiuto…anzi. Erano solo “paturnie” le sue…era “da manicomio”… Quanto ho odiato mio padre per questo….), perchè aveva paura per lei e per me.

    E poi ho cominciato a capire il perchè del suo alzarsi di scatto in treno e correre in bagno o spalancare il finestrino, etc….

    Quindi è probabilmente per questo che Eva ha sempre rifiutato l’idea del Pronto Soccorso: per non vivere quello che aveva attraversato la mia mamma…e per non farlo rivivere nemmeno a lei.

    Come ho già detto in altre occasioni, lei ce l’ha fatta.
    Inizialmente con medicinali…che poi nel corso del tempo ha eliminato sempre più gradatamente, e poi la sua cura siamo state io insieme alla sua grande forza ed al suo grande coraggio.

    E’ riuscita a dare una svolta nella sua vita, nella sua vita matrimoniale che stava peggiorando sempre più, nel lavoro e nella famiglia in generale. E’ da tantissimi anni che ne è completamente fuori. E adesso io la vedo così forte…dico sempre che è la mia “roccia”…!!

    Ma credetemi se vi dico che, anche se la mia mamma ha sofferto di questo problema, quando è cominciato ad aggravarsi sempre più il mio disturbo, fino a costringermi a non uscire più di casa, il suo starmi vicino m dava quasi “fastidio”.

    Non fraitendetemi…io la sentivo vicino a me con tutto il cuore…e volevo che fosse così. E lei mi ha aiutata (E CONTINUA SEMPRE A FARLO) nel modo più dolce e più semplice che potesse fare:
    mi comprendeva,
    mi acoltava (anche quando sembravo uscita dal film “l’esorcista”..),
    asciugava le mie lacrime,
    piangeva con me (quanto mi sono sentita in colpa per questo…quanto l’ho fatta soffrire…),
    non mi forzava mai ad uscirea tutti i costi: aspettava sempre che fossi io a prendere l’iniziativa (anche se l maggior parte delle volte si rivelavano un fallimento totale…),
    mi faceva tante carezze,
    mi dava tanti grossi baci,
    mi faceva tante buone camomille,
    cercava di distrare la mia attenzione su qualcosa di “concreto”
    …..

    ma io, in preda al dolore, alla sofferenza, alla paura, al non comprendere pienamente perchè e cosa mi stava impedendo di vivere, non facevo altro che ripeterle e urlare il mio dolore.

    Le dicevo che era tutto inutile, che non mi serviva a niente, e (mi vergogno a dirlo) le dicevo anche che quello che aveva passato lei non era niente in confronto a quello che stavo passando io. Le dicevo “ma tu ci riuscivi ad uscire di casa! Io no!”

    Ero così dura, così…cattiva ed ingrata…ma non lo facevo di proposito. Ho fatto (e purtroppo qualche volta accade ancora oggi) l’enorme ed imperdonabile errore di sfogare su di lei tutta la mia rabbia ed il mio dolore, tutta la mia frustazione e quell’enorme senso di vuoto, di impotenza di fronte ad un “male” (quella volta lo consideravo così) che consideravo “inguaribile”.

    Ma nonostante ciò, lei era sempre lì, non mi ha mai abbandonato nemmeno un secondo.
    Stava dando a me quello che non aveva ricevuto lei.

    Poi ho “incontrato” lei Dottoressa Laura Bolzoni Codato . Che mi aiutato a capire il “perchè”.

    Mi ha aiutata con lo stesso amore e con la stessa passione della mia mamma.
    E mi avete aiutata tutti voi stupendi fiorellini!

    Mi ritengo molto, molto, molto fortunata ad aver affrontato (e a dover ancora affrontare…) questo difficile cammino verso “la cima della vetta”, verso il “traguardo finale” insieme a delle persone che mi sono e mi stanno vicino con tutto il cuore, che mi prendono per mano, che mi comprendono e non mi giudicano e non mi considerano una povera pazza isterica.

    Quelle persone lì…io le ho già lasciate perdere da un bel pò di tempo! Mi facevano sentire sola e nient’altro.

    Sì, ok, posso capire che se non si vive in prima persona questo problema, è difficile comprenderlo…ma è anche vero che l’amore, l’affetto, la vicinanza e la NON derisione, il NON giudicare…sono gli ingredienti di una ricetta che non ha mai fatto male a nessuno….

    Ecco…
    è meglio che chiudi qui perchè ho già “inondato” la tastiera di lacrimoni…! :-)

    Che dirvi ancora…che dirle Dottoressa…
    GRAZIE mi sembra così riduttivo…
    Forse un abbraccio forte forte ed un grande sorriso valgono più di mille parole….

    Non so come trovare le parole per descrivervi quanto adesso sia bello per me poter andare a fare shopping con la mia mamma, o andare con lei al cinema, fuori città al mare d’estate, a fare la spesa insieme al supermercato,….
    Auguro con tutto il mio cuore che tutti voi possiate provare di nuovo questa ritrovata…libertà!

    Un bacione a tutti

    A presto

  26.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    30 gennaio 2010 | 01:13
     

    Grazie Eva

    della tua bella e profonda condivisione.

    …Mentre guardavo fuori dalla finestra, nel buio scuro della notte, ho visto i fiocchi di neve che scendevano lenti iniziare improvvisamente a danzare al ritmo della bora triestina e le impronte leggere e notturne della nostra coraggiosa Eva, che in silenzio passeggiava lungo i vialetti del Giardino-Blog…..

  27.  
    ciro g.
    30 gennaio 2010 | 18:32
     

    cara dottoressao sono di napoli..lei puo dirizzarmi a un bravo terapeuta che puo aiutarmi … io sto facendo terapia ma nn sono contentissimo… ho dei dubbi sula sua professionalita’ ..

    graxzie e mi scusi ..

    buonasera fiorellinii

  28.  
    Landrea
    1 febbraio 2010 | 02:18
     

    Buonanotte a tutti!!!!

    Sono tornato da una settimana bianca serena, felice e ricca di emozioni (ahi ho lasciato anche un pezzettino di cuore in montagna..), comunque il panico l’ho lasciato a casa e infatti puntualmente l’ho ritrovato al mio ritorno…ecco un punto su cui devo lavorare..le partenze… e i ritorni…..!

    Prima di andare a dormire volevo “fare i compiti” e rispondere alle due domande

    1. Come preferisco essere aiutato……

    durante un attacco in un locale pubblico, o comunque quando sono in un gruppo di persone, mi chiedo sempre se loro si accorgano o meno di come sto, se notano il nervosismo, l’ansia, i sospiri, il mio stiracchiarmi il collo, le braccia, le gambe..(sono ormai cintura nera in stretching!)…

    in quei casi preferisco essere aiutato nel modo più semplice possibile..un gesto di comprensione, una battuta, un qualcosa che mi avvicini a una persona, anche estranea…

    ecco…è come se avessi bisogno di un appiglio, o meglio di un gesto di cortesia che mi aiuti a “rimettermi in piedi”……

    Una notte di poche settimane fa, mi sono addormentato e risvegliato
    di colpo, mi son trovato seduto sul letto in preda al panico, spiazzato e smarrito da questo “colpo basso”..poco dopo la mia gatta, che dormiva ai piedi del letto, si è avvicinata con la sua solita calma e dolcezza….l’ho presa in braccio e l’ho stretta, mi faceva le fusa, piano piano mi son tranquillizzato fino a calmarmi quasi del tutto.. quel gesto silenzioso della mia “piccola palla di pelo” in quel caso mi ha aiutato molto….

    2. la persona da cui preferisco ricevere aiuto sono proprio io….. mi piace pensarlo, è come un attestato di stima verso me stesso! anche perchè l’attacco può cogliermi anche quando sono da solo….

    Con questo non vuol dire che voglia chiudermi a riccio, come ho detto prima se ho accanto persone a cui voglio bene per me è anche meglio…

    Cara Eva, mi son sentito molto vicino a te quando hai parlato della tua mamma….

    Un anno fa, quasi disperato, ho parlato alla mia per la prima volta dei miei attacchi… Lei sorridendomi ma senza perdere serietà mi ha detto: mettiti in testa che non è una malattia….poi mi ha raccontato la sua esperienza.. di come anche lei abbia sofferto dello stesso problema…..di come sia riuscita a superarlo, da sola ma circondandosi dell’amore delle persone più care….. mi ha fatto una tenerezza la mia piccola mamma, ma allo stesso tempo ho scoperto in lei una forza che si è trasmessa in me……..

    coraggio Eva, coraggio Tutti, scaliamo questa vetta!!!

    Un abbraccio a tutto il giardino, a chi legge, a chi scrive e a chi dorme!!

    E alla nostra Dottoressa Laura Bolzoni Codato, che in questi mesi ho sentito come una mamma che mi dice: non ti preoccupare, ci sono passata anch’io, ce la farai anche tu!

    LAndrea

  29.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    1 febbraio 2010 | 02:53
     

    Grazie Andrea-Landrea,

    ce la farai di sicuro, comprendi molto velocemente e profondamente i meccanismi che accompagnano il manifestarsi degli attacchi di panico e li stai “addomesticando” con maestria e simpatica ironia: complimenti!

    Hai attorno a te delle bellissime persone a casa tua e qui nel Giardino-Blog, per non parlare dell’affetto della dolce gattina!

    E’ importante che rimani fedele alla tua sensibilità e alla tua profondità d’animo, che sono delle qualità nobili e rare.

    Spesso, quando si è molto sensibilli si vorrebbe “sentire meno” , percepire le sensazioni “meno intensamente”, ma non è questa una buona soluzione.

    La direzione corretta è diventare forti nello stare di fronte alle sfide della vita e della mente, panico compreso, rimanendo delicati nel cuore.

  30.  
    sara
    1 febbraio 2010 | 21:38
     

    un abbraccio a tutti i dolci fiori di questo stupendo blog –
    e alla cara e dolce Dottoressa Laura Bolzoni…

    Ho appena finito di sentire i suoi mp3…
    solo sentire la sua voce così delicata … mi fa sentire meglio…

    ci sono momenti brutti… a volte, anche mentre studio, capita durante la giornata una sensazione di smarrimento, non proprio attacco di panico.. ma mi sento confusa, ovattata… disorientata… mi sento di perdere il controllo…disarmata.. è strano come l’ansia trovi sempre una strada nuova per manifestarsi…
    so che un momento, so che passa… e passerà prima o poi per tutti noi cari fiorellini..
    l’iimportante è portare sempre con noi la CONSAPEVOLEZZA

    baci a tutti—

  31.  
    cristina
    1 febbraio 2010 | 23:07
     

    Salve a tutti ed in particolare a lei carissima dottoressa

    ho scritto qualche settimana fa ma non ritrovo più il mio commento ,poco male siete splendidi e questo spazio che lei ci dedica grandioso.

    Io non ricordo il primo giorno di scuola so soltanto che ero accompagnata da entrambi i miei genitori ed ero serena con le mie amiche dell’asilo.

    I miei problemi sonmo iniziati con la morte di mia nonna, premetto che sono infermiera e l’ ho accompagnata con terribili dolori in sala operatoria, l’ho vista morire l’ho stubata tra le lacrime e mi sono fatta carico di tutto insieme ai miei familiari ed al mio bambino di 8 anni che era affezionatissimo a lei dato che vivevamo insieme; a Maggio dello scorso anno mio padre si è ammalato di tumore ed è stato molto male ad agosto ho avuto il primo attacco mentre ero sola in macchina e stavo andando al mare a raggiungere mio marito e il mio bambino,sono stata portata al pronto soccorso e sapete bene cosa è successo, poi non sono stata più bene non riuscivo neppure a camminare ma sono andata avanti anche perchè nessuno sapeva cosa avessi,alle 2 di notte a settembre sono stata portata di nuovo in pronto socc. e sembrava labirintite e siamo andati avanti a tentativi fino a che io non mi sono documentata ed ho capito di cosa soffrivo

    non prendo farmaci perchè non voglio e perchè mi è stato detto che quando guarirà mio padre guarirò anche io ( da uno psichiatra) ed ho fatto un percorso con una psicologa 2 anni fà per altri motivi quando ancora “stavo bene” non so se posso parlare con quella bambina perchè non ricordo cose spiacevoli ma di sicuro posso cullare questa grande.

    Meno male che anche i miei hanno sofferto e soffrono di questo problema e mio danno il loro sostegno (anche ,oro non prendono farmaci ) e mio marito e il mio bambino mi abbracciano e mi stanno vicino speriamo di farcela specialmente con il vostro aiuto.

    scusate se sono stata lunga .

    cristina

  32.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    2 febbraio 2010 | 02:41
     

    Cara Cristina,

    grazie della tua condivisione che fa comprendere bene quanto la perdita di un affetto caro, ci ponga inevitabilmente a confronto con il tema della morte, che porta via con sè quel punto di riferimento nella nostra vita, facendo scricchiolare le certezze, il senso delle cose e socchiudendo la porta al panico.

    C’è il commento che hai scritto il giorno 21 gennaio 2010 alle 23:02, lo hai lasciato qui, clicca il link .

    Cliccando qui trovi la spiegazione di come puoi usare al meglio il nostro Giardino-Blog senza smarrirti nei vari vialetti: un Blog per amico.

    Buona lettura e buona scrittura!

  33.  
    marie
    2 febbraio 2010 | 09:40
     

    Salve a tutti, salve a Lei,dottoressa.

    Il posto giusto dove recarsi quando si ha un attacco di panico è sapere che al mondo esistono persone come Lei,che comprendono dal profondo del cuore e della propria esperienza.

    Soffro d’agorafobia ormai da diversi anni, e un problema neurologica dopo la gravidanza mi ha accentuato i sintomi..

    non ho mai voluto prendere psicofarmaci, grazie alle letture e al suo blog sono consapevole del perchè mi è accaduto,una cronica insoddisfazione esistenziale, ma sapere nn basta, è necessario AMARSI E RISPETTARSI, COSì COME SI è,anche se ormai esco a piedi mai senza la borsa trolly…

    non è il quadro definitivo della mia sintomatologia, e questo mi rasserena;

    Grazie a tutti per esistere

  34.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    2 febbraio 2010 | 10:07
     

    Grazie Marie della tua bella e calda condivisione.

    Grazie della gratitudine e della fiducia.

    Che cos’è la borsa trolley che ti fa compagnia quando esci di casa?

    Vedrai che quando troverai un bel fine da realizzare nella tua vita, una nuova meta che ti entusiasma, che ti dà tanta gioia e piacere, allora sentirai che la tua realtà esistenziale cambierà in meglio, che la vita merita veramente di essere vissuta fino in fondo!

    Vuoi iniziare a cercare insieme a noi un bel fine da realizzare nei prossimi mesi?

    Grazie Marie!

  35.  
    Michele
    2 febbraio 2010 | 10:52
     

    Carissima Dottoressa Laura Bolzoni Codato, ho letto con estrema attenzione lo splendido post, così come tutti i commenti dei nostri carissimi fiori (un caloroso benvenuto a tutti i nuovi amici)…è sempre un gran piacere abbandonarsi ad una calma ed interessante lettura in un posto incantevole qual è il nostro Blog-Giardino.

    Ora, proverò a rispondere alle domande riportate nell’articolo:

    1. Dimmi come vuoi essere aiutato quando hai un attacco di panico?

    L’aiuto che ho ricevuto, nel corso dei mesi passati, è stato importantissimo e definitivo per superare il nemico. Ho avuto la fortuna di essere subito compreso, durante il mio primo attacco di panico, da genitori meravigliosi che hanno saputo accogliermi nel momento del bisogno con gesti semplici ma pieni di affetto, come un abbraccio forte forte (…ed era a quel punto, ossia sentendo il calore umano causato dal contatto fisico, a farmi tornare “qui” e “reale”).

    Durante i miei primi attacchi, sebbene non fossi ancora consapevole del fatto che si trattasse di ansia e panico, ero io stesso a rifiutarmi di correre al pronto soccorso, anche se una parte di me mi spingeva ad andare. Insomma, durante un attacco di panico, mi basta compresione data da dolci e silenziose parole, nonché gesti gentili ed affettuosi.

    2. Dimmi chi senti che ti può veramente aiutare in quel momento?

    Come già detto, i miei genitori sono stati preziosissimi, per aiutarmi a superare quel brutto momento, così come lo è stata la preziosissima Dottoressa Bolzoni Codato e tutti Voi, carissimi amici fiori, perché ogni volta che il “Drago” tentava di attaccarmi mi faceva forza pensare di non essere solo in questa battaglia, ma di sentire vicino tanti amici che credono in me e che mi sono vicini con il cuore.

    Ho provato un forte senso di rabbia quando mi hanno deluso molte persone in cui credevo di poter contare sempre, e delle quali mi sono fidato raccontando loro la mia brutta avventura con l’ansia ed il panico (e paure annesse e connesse, vedi quella di deglutire…che incubo!): quali sono stati i risultati?

    Sono stato deriso, preso in giro, quasi trattato come uno che andava in giro a raccontare frottole solo perché gli faceva comodo…che umiliazione, che delusione! Ho avuto la forza di superare tutto, di infischiarmene sia di queste cattiverie, sia (soprattutto) del nemico panico, recuperando a poco a poco tutto ciò da cui esso mi aveva allontanato. Oggi sono una persona più serena, tranquilla, consapevole di tante cose che, fino a poco tempo fa, ignoravo assolutamente.

    Certo, qualche momento di ansia può capitare (l’ho sempre avuto), ma ad un livello più che accettabile, con cui riesco a convivere normalmente.

    Un abbraccio a tutti!!!

  36.  
    Landrea
    2 febbraio 2010 | 11:22
     

    Grazie Dottoressa Laura Bolzoni!

    dell’affetto incondizionato verso noi fiori, e di queste belle parole….le conserverò nella mente come un piccolo tesoro!!!

  37.  
    Landrea
    2 febbraio 2010 | 11:32
     

    Cara Sara, la stessa identica sensazione che hai descritto la provo anch’io quando lavoro al computer…..

    mi accorgo che succede quando sono più stanco mentalmente (magari sto lavorando da più di due ore senza pause e non me ne sono accorto).

    Penso che l’importante sia non farsi spaventare da queste sensazioni, prenderlo come un campanello d’allarme per fare una bella pausa!

  38.  
    sara
    2 febbraio 2010 | 21:41
     

    Caro Landrea …piacere SARA :!)

    che carino che mi hai risposto…
    hai ragione …ma io essendo di base un’ipocondriaca nata, faccio una grande difficoltà!!

    Ci sono periodi in cui anche dentro casa sto male e momenti in cui cammino fuori e mi sento irrigidita .. o con la paura di svenire.. con le vertigini..insomma tante sensazioni sgradevoli e invalidanti che nn mi lasciano mai….è brutto vivere nella paura.. infatti ormai sono stanca e voglio dire basta a questi sintomi che ormai mi porto dietro da tre anni…

    Ne ho sempre parlato tanto.. li ho sempre messi prima del mio essere .. come se facessero parte inevitabilmente di me.. ma nn è così ..è vero che siamo noi a decidere di non aprire quella porta .. anche se è difficile trovare la “chiave”

    …..ma nessuno ce la può dare… è dentro di noi … e solo noi possiamo decidere di smettere di preoccuparci di tutto…di non sentire più niente… e di tornare a vivere sereni… so che vinceremo !

    baciii

  39.  
    Virginia
    3 febbraio 2010 | 18:56
     

    Sara come ti capisco!!
    Anch’io provo queste spiacevoli sensazioni che mi condizionano tanto e mi inseguono ovunque e con chiunque! Che compagnia sgradevole!
    E poi quando “vincono loro” limitandoci negli spostamenti, nelle attività, nelle scelte… nel semplice vivere la quotidianità della vita… quanta rabbia e ahimè quanta tristezza!

    Spero anch’io di trovare presto la chiave a cui fai riferimento…. fortunatamente siamo in tanti a cercarla e se l’unione fa la forza, ognuno fornisce il proprio piccolo indizio… fuochino… forse piano piano ci avviciniamo alla tanto ambita meta.

    Un caro saluto a te e a tutti gli amici del blog (alla continua e instancabile ricerca della chiave!)

  40.  
    ciro g.
    3 febbraio 2010 | 21:36
     

    cara dottoressa,cari fiori vi mando un forte abbraccio a tutti..

    ragazzi ho sospeso da una settimana i farmaci e ho lottato con i sintomi..

    amici miei sto imparando a stare a galla in questo mare agitato ke ci sovrasta..

    mi sento ogni giorno molto piu’ forte e spero di riuscirlo a sconfiggerlo..

    poi penso son tanti anni ke ne soffro ma di serio ke mi hai fatto??????? nulla nulla
    solo paure ke alla fine son passate sensa farmi danni….

    quindi inizio a nn crederlo piu’ … amici fiori spero di sconiggerlo..

    grazie dottoressa Laura Bolzoni Codato voi mi state dando la forza in questa lotta.

    buona sera dottoressa e amici fiori

  41.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    3 febbraio 2010 | 22:00
     

    Bravo Ciro g.

    ti sosteniamo in questa scelta coraggiosa, in questa bella sfida!

    Siamo con te e attraverseremo insieme tutti i momenti difficili, nuoteremo a cavallo delle onde fino ad arrivare nel porto tranquillo, che ti accoglierà contento e soddisfatto.

    Ti auguro di ritrovare presto, dentro il tuo cuore, il senso della calma!

    Può darti tanta forza in questo momento rileggere le stupende parole degli amati Fiori del nostro Giardino, alcune delle quali le trovi qui, clicca il link

    Ti ricordi di Nicola che ha scritto queste meravigliose parole: “Adesso spengo il computer, devo andare.
    Voi preparatevi a trasferirvi.

    Dove?

    Dai che lo sapete, ma si che lo sapete, lo avete fatto tante altre volte.

    Sù sù tutti nel mio cuore.

    SMACK!!!!!!!”

    Caro Ciro G., non sei solo davanti al tuo mare, sei nei nostri cuori!

    La nostra combattiva e tenace Paola-Paoletta, che tra alti e bassi, cadute e risalite, tonfi e vittorie, momenti belli e momenti cupi color grigio scuro, sta vivendo la sua grande avventura tra ex-farmaci, ex- panico e tanta ansia, può veramente aiutarti e sostenerti con la sua grinta, con le sue parole, con la sua generosità, chissà forse lo farà!

    Vedrai che i Fiorellini e le Fiorelline, che ti leggono e che possono veramente comprendere quanto grande è il passo che stai facendo, ti faranno una carezza con i loro petali delicati e preziosi!

  42.  
    Landrea
    3 febbraio 2010 | 22:57
     

    Piacere Sara!!

    l’ipocondria….credo mentalmente di aver già fatto tutti i tipi di malattie!

    Fin da bambino, bastava sentir parlare di sintomi, una notizia, una pubblicità…..e tac che mi impressionavo….mi succede anche adesso …….però ultimamente son migliorato, nei momenti peggiori mi fermo e mi dico: come fai ad averle tutte te?? Un po’ di autoironia fa bene, ti fa sorridere e sdrammatizzare!

    Quindi…forza!

    A Te, a Virginia e a tutti quelli che cercano la chiave con noi…….un bell’abbraccio!!!

  43.  
    michi6
    3 febbraio 2010 | 23:22
     

    sono giorni e giorni che entro e esco da questo sito , leggo penso e poi silenzio.

    prendo il coraggio voglio dare un contributo quale esperienza passata e presente del disturbo di attacco di panico.

    avevo diciott’anni quando all’improvviso una notte ho avuto il primo attacco di panico e come tutti voi sono andato al pronto socorso, per uscirne con un foglietto ansia acuta prescrizione TAVOR, da quel momento in poi è stato un susseguirsi di attacchi fino al punto di non riuscire piu’ a uscire di casa anzi dal paese. visite specialistiche cardiologo, internista, neurologo, otorino etc…

    hanno occupato tre anni della mia vita, con la speranza di “trovare qualcosa”, niente .

    allora ho iniziato ad andare prima da uno psicologo 4 anni, poi da uno psichiatra 1 anno ed infine da uno psicoanalista 9 anni gli anni sono passati ora ho 50 anni e devo dire sto meglio gli attacchi di panico sono rari, ma purtroppo non sono autonomo nel senso che per muovermi devo sempre essere accompagnato.
    Ho sempre il timore che solo in giro mi si presenti un bel attacco di panico bello bello con il cuore a 300 al minuto

    non sono coraggioso ma non so, ho iniziato l’anno con la voglia di cercare una strada che mi portasse ha fare un’altro passo verso l’indipendenza.
    dallo stop terapeutico analitico sono passati 11 anni , ero stanco sedute settimanali, per mesi anni anni ero li per li forse per uscire da questo tunnel ma sono scappato, ho dato colpa ai soldi ma forse sotto c’era qualcosaltro.

    tramite web mi sono imbattuto nella lidap e ho visto il blog della dottoressa Laura Bolzoni Codato e mi sono detto vediamo……………………………….

    auguro a tutti voi un affettuoso in bocca al lupo

    a presto

    buona notte Michi 6 di bergamo

  44.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    4 febbraio 2010 | 01:12
     

    Benvenuto Michi 6!

    Hai fatto bene a fermarti qui e a scrivere di te.

    Hai lavorato molto su te stesso, hai cercato la tua strada di uscita dal problema degli attacchi di panico, con l’aiuto dei professionisti, hai investito tanto tempo e tanto denaro nel trovare una soluzione.

    Questo processo intenso di conoscenza di te stesso è un bene prezioso e raro che rimane sempre, che non verrà dimenticato.

    Accanto alla conoscenza che hai conquistato, accanto alle azioni concrete che hai fatto, adesso puoi incominciare a mettere l’amore per quello che hai, per quello che sei!

    Puoi veramente ritornare a essere indipendente e autonomo nello spazio attorno a te, senza accompagnatori a 50 anni e puoi trascorrere l’altra bella metà della tua vita, in un modo completamente nuovo rispetto al passato.

    Te lo auguro, lo meriti!

    Ecco il link dove puoi leggere come muoverti all’interno del Giardino-Blog, clicca qui.

    Ecco il link dove puoi capire come scaricare gli mp3 da ascoltare, clicca qui.

    Ecco il link dove puoi trovare il mio libro autobiografico “Panico Vinto!” , che ti può dare nuova ispirazione, tanta forza e l’indicazione concreta di dove iniziare a dirigerti per rivedere la luce che ti può guidare fino alla fine della strada di uscita dal panico, clicca qui

  45.  
    gianna
    4 febbraio 2010 | 10:14
     

    Dottoressa buongiorno, mi sono accorta soltanto ora, girovagando per il suo sito, che lei è autrice di un libro sui genitori e i figli….ho cercato di trovare in rete qualche inforazione a riguardo …mi potrebbe dire qualcosa lei?…
    la ringrazio anticipatamente…

    Gianna

  46.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    4 febbraio 2010 | 10:20
     

    Cara Gianna,

    l’interessante libro che ho scritto parecchi anni fa, su come “Conoscere, educare, capire i propri figli”, dopo il grande successo ottenuto con ben due ristampe, è ormai esaurito, significa che l’Editore non lo ha più ristampato da quasi 20 anni e che sono rimaste soltanto poche copie che tengono in archivio per documentazione.

    Mi dispiace.

    Posso dirti che ancora adesso l’ Editore mi inoltra qualche bella lettera delle persone che erano bambini al tempo in cui è uscito il libro e che diventati adulti, mi ringraziano dicendo che, grazie ai principi educativi basati sul rispetto del bambino, i loro genitori non li picchiavano più, non urlavano più in casa, li comprendevano, vedendoli come individui capaci di capire e di sentire, anche se erano in un corpo piccolo.

    Il tema sarebbe ancora attualissimo, ma avendo ceduto tutti i dritti all’Editore non è più possibile darlo nuovamente alle stampe.

  47.  
    Paola
    4 febbraio 2010 | 10:23
     

    Caro Ciro G.,

    io è più di un mese che ho sospeso gli antidepressivi dopo anni,è stata dura,lo è ancora a volte,ma invece di lottare contro l’ansia ho deciso di lasciarla fare,di portarmi dove vuole lei.

    Ho smesso di correre da un sito all’altro per cercare i sintomi da sospensione,ho smesso di cercare qualcuno che ce l’ha fatta,ho capito che l’ansia vuole dirmi qualcosa ed ho deciso di ascoltarla,e sai cosa succede?

    Che lei arriva sempre con meno impeto e minor frequenza,quando la sento le dico “fai di me cosa vuoi,non mi oppongo,sia quel che sia” e lei scappa da me.

    Non ti dico che sono serena,perchè non è ancora così, ma abbandonandomi all’ansia,o al panico,ho capito che non mi fanno nulla realmente,e quindi mi sento un pò più forte.

    Posso chiederti cosa prendevi e per quanto lo hai preso?

    Sai la durata della cura influisce molto sulla sua sospensione,io avendo preso efexor per tanti anni ho avuto tantissimi sintomi da sospensione pur avendolo lasciato pian pianino,a volte ho ancora vere e proprie crisi di astinenza,comincio a tremare per tutto il corpo,mi viene una nausea terribile,ma mi succede sempre più di rado.

    Mi sto anche aiutando con i fiori di bach e comincio a vedere qualche sprazzo di cielo sereno in mezzo alla tormenta.

    Forza Ciro,continua così che sei sulla buona strada.

    Un abbraccio.

  48.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    4 febbraio 2010 | 13:17
     

    Scrive Senso 78

    So che probabilmente i suoi impegni le hanno impedito di rispondere al mio ultimo post in cui avevo a mia volta risposto alle sue domande. Spero di avere presto una sua illuminazione.

    In ogni caso vorrei dirle in merito alla mia paura di fare sforzi fisici che nei giorni scorsi sentendomi anche più tranquillo mi sono sforzato di fare qualche tentativo. (es. salire le scale in fretta, fare 5 minuti di corsetta) ed è andato bene. Quindi mi sentivo sereno.

    Caro Senso 78,

    non mi sono dimenticata di te!

    La risposta alle tue interessanti domade è complessa, per questa ragione sto valutando se trasformarla in un vero e proprio articolo, perché sono molte le persone che vivono il tuo medesimo problema.

    Intanto posso consigliarti di osservare, sempre senza giudicarti , in completa accettazione di quello che vedi, come tratti il tuo corpo: è per te come una macchina che deve scattare subito alle tue richieste, che deve partire immediatamente anche se la temperatura è fredda, perchè siamo in pieno inverno oppure lo conosci e rispetti la sua fisiologia e i suoi tempi?

    Noi abbiamo paura soprattuto di quello che non conosciamo e che non rispettiamo.

    Il corpo ha i sui ritmi, vuole poche cose: calore, cibo, riposo, movimento, ha bisogno di fusione, ma queste poche e piccole cosucce bisogna dargliele.

    Se tu pretend che il tuo corpo scatti come quello di un campione olimpionico, che si allena tutiti i giorni per ore e ore…allora è inevitabile che sentirai la tachicardia e altri sintomi fisici “strani”.

    Vuoi provare a conoscere la fisiologia del tuo corpo e a rispettarlo?

    Come?

    Allenalo dolcemente e costantemente priima di sottoporlo a una superpartita di due ore.

    Fai delle pause durante la corsetta.

    Ascolta quando il tuo corpo ha bisogno di riposo e di silenzio e daglielo!

    Se stai tanto tempo seduto davanti al computer, oppure sopra i libri, scegli di darti la disciplina di fare una pausa ogni 45 minuti, nella quale stiracchi il corpo e fai qualche piccolo allungamento alla muscolatura dorsale del collo (cervicali) e della schiena.

    Questo suggermento può essere utile anche a Sara.

    La parola chiave è: PAUSA!!!

    Buono studio, attendo le tue osservazioni e le tue riflessioni in merito alle esigenze e alle richieste naturali del tuo corpo!

  49.  
    Senso78
    4 febbraio 2010 | 13:50
     

    Dott. Laura Bolzoni la ringrazio infinitamente per la risposta sempre puntuale.

    Devo dire che la sua premessa rispetto al fatto che questo mio stesso problema sia condiviso da molte altre persone un pò mi rincuora :) .
    Al tempo stesso ci tengo a dire che da quando ho iniziato a soffrire di attacchi di panico ( e non mi riferisco a questa reazione da sforzo oggetto di questi post) sono diventato un salutista e tutte e anche di più le accortezze che lei giustamente suggerisce io le attuo come un mantra quotidiano su di me.

    Devo dire che quando sono sereno e in questi gg lo sono stato, ho avuto pochissime extrasistole e nessun sintomo particolare e posso permettermi di fare anche due piani di scale di corsa senza avvertire nessun problema nè fiatone perchè cmq ogni giorno più o meno faccio attività fisica (ovviamente negli ultimi tempi come le dicevo è blanda magari solo una camminata a passo sostenuto di mezz’ora) e quindi mi mantengo in forma.

    La domanda alla quale desidererei una risposta è in termini essenziali la seguente: Sento spesso dire, e anche i cardiologi non fanno che ripeterlo, che soprattutto per noi che siamo tendenzialmente più ansiosi e soggetti a stress l’esercizio fisico è una pratica assolutamente utile e necessaria poichè sappiamo bene che rilassa il sistema nervoso, scarica tensioni e rilascia endorfine che come lei mi insegna sono ormoni responsabili del buonumore.

    Allora mi chiedo perchè invece a me l’attività fisica seppur con tutte le dovute precauzioni quando sono stressato sortisce l’effetto esattamente opposto?

    La chimica del mio corpo funziona forse in modo diverso?

    Non credo eppure sono ancora qui alle prese con questo problema. Spero di non essere stato troppo prolisso ma comprendere la dinamica in termini di causa-effetto di quel che accade nel mio corpo in quei momenti è una cosa che mi preme molto.

    La ringrazio ancora e spero che magari si possa aprire una discussione sul tema riservandole gli spazi che evidentemente merita. :)

    Buona giornata Dottoressa e buona giornata a tutti i fiori del giardino.

  50.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    4 febbraio 2010 | 14:38
     

    Caro Senso 78,

    continua a non essermi completamente chiaro il senso profondo della domanda che ti sta cuore.

    Vuoi provare a spiegare il medesimo quesito con nuove parole?

    Vuoi provare a rispondere nuovamente con la precisione di un bravo e scrupoloso “ragioniere” a queste domande:

    1. che cosa ti succede esattamente quando fai movimento fisico, descrivilo dall’ A alla Z…?

    2. che sensazioni fisiche avverti realmente, elencale tutte?

    3. che cosa temi esattamente?

    4. che cosa ti fa più paura? es. ciò che accade a livello biochimico nel cervello? ciò che succede alle coronarie?

    5. che cosa intendi quando dici che avverti queste sensazioni fisiche che ti spaventano soltanto quando sei stressato?

    6. le sensazioni fisiche di “alterazione” ti succedono soltanto quando fai movimento fisico all’aperto? oppure ti succedono anche se balli in casa tua oppure se usi un attrezzo sportivo domestico?

    7. temi che il tuo corpo abbia una fisiologia diversa da quella degli altri corpi, es. che abbia delle “anormalità” , delle “disfunzioni”?

    8. hai paura della vitalità e dell’energia che si libera nel tuo corpo durante il movimento fisico, es.ti sembra troppa?

    9 temi di svenire ?

    10. credi che il corpo fisico abbia dei limiti e che se ti stanchi troppo tu possa cadere rovinosamente a terra?

    11. che cosa significa per te STANCHEZZA?

    12. sei a conoscenza del fatto che quando ti muovi e fai sport assieme all’energia vitale, spesso si liberano anche le tossine e quindi alcune sensazioni temporanee, legate al processo di purificazione, sono normali e sane?

    Secondo me c’è un aspetto nella risposta ( la partenza a freddo, l’intermittenza degli allenamenti, la consocenza dei veri bisogni del corpo),- che ti ho appena dato -, che ti è sfuggito, vuoi provare a rileggerla con calma?

    Grazie!

  51.  
    Senso78
    4 febbraio 2010 | 15:53
     

    Carissima Dott.ssa grazie ancora del tempo che mi dedica. Spero davvero di non rubargliene troppo con queste mie elucubrazioni mentali!

    Vede, il mio blocco per gli sforzi fisici risale a ben prima del mio primo attacco di panico ed è dovuto a 3 cause molto semplici:

    1. il fatto che mio padre mi abbia sempre ripetuto che sono nato con un soffio al cuore (cosa che poi si è rivelata inesistente e cmq innocua);

    2. le extrasistole di origine evidentemente nervosa ma mai documentate strumentalmente di cui ho iniziato a soffrire dal 1998

    3. una cosa che ho constatato su di me già in tempi non sospetti a partire dal 2003 (primo attacco di panico invece nel 2006) dopo sforzi fisici prolungati ma alla quale inizialmente non davo molto peso: cioè che la tachicardia fisiologica durante una partita di calcetto a me resta anche per un paio d’ore dalla fine di una partita senza procurare fastidi.
    Quest’ultima cosa l’ho anche raccontata al cardiologo che l’ha parzialmente rilevata nell’esame elettrocardiografico da sforzo. Mi ha risposto che è strano visto il mio cuore sano e che avrei dovuto provare a prendere un ansiolitico prima della partita cosa che non ho mai fatto.

    Detto questo l’unica cosa che posso dire è che in questi anni ho conosciuto momenti più o meno sereni, sono anche arrivato a fare qualche partita di calcetto lo scorso anno e nella migliore delle ipotesi cioè nei periodi in cui faccio quasi tutto e sono sereno la famosa tachicardia che dura anche due ore dopo la partita c’era sempre. Lasciando aperto in me sempre un punto interrogativo. Come se mi restasse il dubbio che c’è qualcosa, magari qualche lieve difetto cardiaco non rilevato (es prolasso della mitrale) piuttosto che un difetto a livello chimico neurologico che non permette al mio corpo di reagire normalmente ad uno sforzo fisico prolungato e scatena una reazione di quel tipo.

    Risultato: quando faccio una corsetta (e se la faccio vuol dire che mi sento tranquillo sennò non corro il rischio) ho sempre paura che dopo mi resti la tachicardia o mi parta un attacco di panico vero e proprio con palpitazioni forte tachicardia fiato corto e senso di cuore che batte sensazione di paura di avere un infarto o un malore ecc. In realtà posso dire che in condizioni di riposo attacchi di panico veri e propri io non ne abbia più, mi vengono magari delle tachicardie e palpitazioni o tremore o qualche extrasitole ma mi durano poco e non mi preoccupano più perchè ormai so gestirle. Il problema è che questi sintomi mi fanno molta più paura e non riesco a gestirli se scaturisono dallo sforzo fisico perchè sono molto più amplificati e si sommano alla paura che il cuore già sotto carico fisiologico da sforzo debba sopportare lo stress di questa reazione che ancora nn ho capito se sia nervosa o cardiaca.

    Dalla A alla Z: mi sento bene, inizio a correre lentamente e già mentre corro mi rendo conto se devo fermarmi perchè magari sento o le gambe molli o una sensazione di leggero irrigidimento all’altezza del petto o dello sterno, del diaframma. A questo punto appena mi fermo e automaticamente mi concentro sulla mia risposta allo sforzo esplodono le sensazioni, forti palpitazioni e cuore che batte nel petto tachicardia, come se il cuore andasse proprio per fatti suoi, come se dovesse fare un lavoro cento volte più forte di quello normale derivante dallo sforzo, scariche di ansia, elettricità non so meglio definirle, sarà l’adrenalina rilasciata in gran quantità per la paura. Cerco naturalmente di non preoccuparmi e poi pian piano passa come è accaduto oggi, adesso che le scrivo infatti io mi sento bene e teoricamente potrei andare a fare una bella partita di calcetto (ma non ci penso proprio :) ).

    Un’ultima cosa che ho notato è che spesso magari sono seduto qui a studiare e sto bene. Quando mi alzo per stiracchiarmi un pò e fare due passi in camera mi prende un tremore interno al petto, brividi di freddo e ansia , dolore alla schiena che sento irrigidirsi fortemente e magari qualche palpitazione giusto per non farmi mancare nulla :) Allora mi risiedo e tutto pian piano passa per magia. In sostanza a me fare movimento fa male!

    Non so che dire spero di essere stato chiaro e davvero la ringrazio per la sua sentita partecipazione al mio problema!

  52.  
    erika
    4 febbraio 2010 | 18:01
     

    Ciao a tutti,
    ho letto con profonda attenzione il problema di Senso 78 e le risposte della dottoressa Laura Bolzoni Codato perchè in passato ho vissuto anch’io questo tipo di problema verso lo sport ed il movimento fisico, anzi devo dire che nonostante i miei miglioramenti nel problema panico oggi mi sento ancora addosso i residui del “problema sport a tutti i costi”.

    Mi spiego meglio: amo lo sport da sempre infatti ho praticato nuoto per molti anni con un gruppo di persone ci allenavamo 2 volte alla settimana ed avevo raggiunto un buonissimo tempo, ero in forma e mi sentivo bene, poi ho avuto la brillante idea di aumentare i miei allenamenti andando anche da sola un’altra volta la settimana, e quando potevo andavo anche a correre.

    In brevissimo tempo lo sport che era sempre stato per me un divertimento era diventata una schiavitù, come se dovessi andare a timbrare il cartellino al lavoro! Ma succedeva che se saltavo gli allenamenti mi sentivo in colpa e se non rispettavo i tempi che avevo raggiunto non ero contenta, era come se stessi imponendo alla bambina che è dentro di me il dovere rigoroso verso questo fine superficiale. Quindi mi sentivo stanca e stressata ma non volevo riconoscere che il problema stava nel troppo movimento.

    Fare 1 o 2 giorni di riposo non esisteva. So che sembra assurdo, ma avevo perso il controllo della situazione, stavo distruggendo il mio corpo per delle idee che mi ero creata da sola.

    Il panico è arrivato anche lui di corsa!

    Per dirmi: Erika fermati, fai una pausa.

    Ma io subito non l’ho ascoltato ho insistito finché non mi ha bloccata del tutto, per me era impossibile fare anche una camminata.

    Da allora sono passati circa 2 anni, ho abbandonato il corso di nuoto e la corsa, e gradualmente ho cominciato ad andare a nuotare da sola 1 volta alla settimana invece di correre vado a camminare in compagnia delle mie amiche e se una sera sono molto stanca o non mi sento bene rinuncio e mi sdraio sul mio divano leggendo un libro. Prima non mi avrebbe fermato neanche un inizio di influenza!

    Quindi credo sia molto utile sentire se ciò che stiamo facendo, in questo caso dico lo sport sia davvero quello che vogliamo fare, nel momento in cui stiamo uscendo per andare a correre o altro dobbiamo sentirci felici sentire che abbiamo davvero voglia di farlo e non perchè lo dobbiamo fare.

    Non vedo l’ora di leggere il prossimo articolo rivolto a questo tema, mi farà sicuramente bene.

    Un abbraccio a tutti

    Erika.

  53.  
    ciro g.
    4 febbraio 2010 | 18:30
     

    GRAZIE DOTTORESSA..
    cara dottoressa vi ringrazio della risposta e del sostegno ke mi date

    guardi mi avete dato una carica incredibile ormai nn evito quasi nulla

    quando voglio evitare penso ciro solo se andrai potrai stare bene
    perche’ avro modo di vivere il panico e cercare di sconfiggerlo nn dandogli importanza…. ormai sto imparando a non crederlo piu’.

    amici fiori grazie , grazie a tutti, ragazzi sto iniziando a gustare il sapore della vita…

    un forte bacio

  54.  
    ciro g.
    4 febbraio 2010 | 18:39
     

    cara Paola
    Grazie per l’augurio che mi hai dato.

    io ho assunto per 4 mesi citalopram e alprazolam come ansiolitico
    sono stai giorni duri quando li ho sospesi ma ho capito ke posso farcela anke sensa di loro..

    un forte bacio..

    stasera andro fuori a cena con mia moglie e il mio bebe’..
    voglio continuare a sfidarlo…

    vi ringrazio tutti … amici fiori siete stati straordinari x me.
    spero che tutti roviamo la forza x debellare questo stupido ma spaventoso PANICO

    UN BACIO A TUTTI..

  55.  
    michi6
    4 febbraio 2010 | 20:47
     

    dottoressa Laura Bolzoni Codato,
    ringrazio di cuore per il commento, la sua sensibilità, la sua pacatezza, la sua generosità a ospitarci nel suo nostro spazio comunicativo, ci fa sentire come un abbraccio materno un senso di calore e conforto alle nostre emozioni.

    quelle nostre emozioni che tanto ci fanno spavento ma che nella realtà inconscia ci lanciano dei messaggi per far crescere quel bambino dentro di noi che non accetta piu’ di dormire, di nascondersi, di scappare, di stare in silenzio,di dire sempre di si, di vivere nell’ombra.
    no quel bambino si è svegliato e attraverso le emozioni si fa sentire
    .

    ps

    ho attraversato in passato un momento in cui fare esercizio fisico mi spaventava,perchè il cuore batteva forte etc…………… ho superato la difficolta rallentando lo sforzo , concentrandomi sul respiro e piano piano ho ritrovato la bellezza della corsa del nuoto…………

    un abbraccio a tutti

    buona serata

    michele bg

  56.  
    nicola
    5 febbraio 2010 | 11:11
     

    Cara dottoressa, cari amici fiori.

    E’ da tanto tempo che non vi scrivo, è da tanto tempo che avrei voluto farlo, ma purtroppo a volte la vita è ingiusta e può cambiare da un momento all’altro.

    Ero pronto a travestirmi da Babbo Natale per cercare di allietare le persone sole, le persone bisognose e al contempo godermi le festività con la mia meravigliosa famiglia. Ma poco prima di Natale mia sorella ha scoperto di essere gravemente ammalata. Un male che solo a pronunciarlo mette paura. E così la mia vita è cambiata, le mie abitudini ed i miei pensieri.

    Gli attacchi di panico sono completamente spariti.

    Ero con lei quando ha scoperto di avere un tumore che dal colon, in maniera subdola ed asintomatica, aveva invaso tutto il suo corpo. Le metastasi avevano aggredito il fegato, i polmoni e l’aorta addomonale. Ero con lei quando abbiamo consultato il primo oncologo, quando si è ricoverata.

    Cercavo di trasmetterle serenità, le promettevo che le sarei rimasto sempre accanto, che l’amavo e che non l’avrei mai abbandonata. Mi svegliavo alle cinque del mattino per percorrere quegli 80 Km che ci separavano e tante notti sono rimasto con lei, sempre con suo marito che non l’ha lasciata sola un secondo. Per essere al corrente degli sviluppi parlavo con i medici ed ogni volta mi tremavano le gambe per la paura quando mi dicevano che ad una sola settimana dalla scoperta la malattia aveva già percorso i nove decimi del suo cammino.

    Le sono stato accanto per 40 giorni mentre la vedevo peggiorare ma mai perdere la speranza, continuare a credere che Dio avrebbe rivolto verso di lei il suo sguardo compassionevole. Ho viaggiato per cercare una soluzione, una speranza, ho parlato con dei veri e propri scienziati che si dividevano tra Milano, Parigi e gli Stati Uniti, constatando la loro umanità ed umiltà, mentre mi dicevano che a volte la malattia può avere un esito favorevole, ma è necessario che ne dia il tempo, mentre mi dicevano che la progressione della malattia di mia sorella, la sua aggressività non lasciava spiragli di salvezza, che di fronte a quella violenza, a quella evoluzione così veloce e fulminante la scienza medica mondiale è impotente.

    L’ultimo mi ha detto che non avevo bisogno di consulti medici ma di accettare i fatti della vita.

    E tornato dai medici che avevano in cura mia sorella mi sono sentito mancare, tanto da aver bisogno di sedermi, quando con franchezza mi sono sentito dire che ormai era una questione di giorni. Ho continuato a starle accanto, l’ho coccolata, le ho tenuta la mano cercando di infonderle coraggio e mentre le mentivo sulla sua reale condizione per non toglierle la speranza, le sorridevo e la baciavo mentre il mio cuore sanguinava.

    Le tenevo la mano anche la notte del 28 gennaio ha esalato il suo ultimo respiro. 40 giorni passati in prima linea dalla scoperta alla morte. Mia sorella era una persona meravigliosa, il mio punto di riferimento, a lei confidavo tutto e sapeva trovare le parole giuste per guidarmi senza imporsi, ci bastava uno sguardo per capirci e trascorrevamo ore a parlare, la parolaccia che diceva quando era veramente arrabbiata con i figli era…”sei un monello”, faceva volontariato presso gli antoniani e si occupava dei bambini orfani e, pur avendo già tre figli, stava da tempo pensando di adottarne uno perchè diceva…”casa nostra è grande”. Ma grande era il suo cuore.

    Ora una parte del mio cuore è morta con lei. Ora che ovunque è presente il suo riverbero, ora che il Signore l’ha voluta con sè, lì, dove solo agli angeli è concesso.

    Ho dovuto dare la notizia della sua morte ai figli di 23, 18, e 16 anni. Ho dovuto dirlo ai miei genitori ed è stato straziante. Al suo funerale c’erano circa 700 persone ma non si sentiva volare una mosca. E adesso?

    Adesso che è finito il suo calvario è cominciato il mio.

    Perdonatemi se non vi ho fatto gli auguri di Natale ma mia sorella, una delle persone più importanti della mia vita, aveva bisogno di me.

    Si dice che la vita deve continuare, ma non so se riuscirò a ritrovare la serenità e la gioia di vivere.

    C’è tanta gente che mi vuole bene, mia moglie mi è stata sempre accanto e mi ha sempre sostenuto pur soffrendo anche lei che amava mia sorella quanto me, ma mi sento solo con il mio dolore. Ho pregato tanto, ho imprecato contro quel Dio che non ha fatto il miracolo, ho lottato con tutte lemie forze per cercare di fare qualcosa ma ho dovuto constatare la sconfitta e la mia impotanza. Ma un giorno quel Dio dovrà spiegarmi il perchè, ho bisogno di capire per poter accettare qualcosa di profondamente ingiusto.

    Durante questo periodo ho scoperto di avere una forza che non avrei mai immaginato, ho dovuto affrontare situazioni da cui anche il panico è fuggito con la coda tra le gambe.

    Qualcuno mi ha detto che esserle stato sempre vicino, non essere fuggito di fronte al dolore fa di me un uomo coraggioso, ma il coraggio me lo ha dato l’ Amore. E con lo stesso coraggio ora dovrò affrontare in Mondo, le stupide incombenze quotidiane.

    E seppur ho provato, a tratti, tanta rabbia, quello che mi è rimasto è tanto Amore, ma una parte di Nicola è morta per sempre!

    Perchè accadono certe cose?

    Dov’era Dio quando ho avuto bisogno di lui? Un giorno ho sentito mia sorella che diceva…” Gesù, ma cosa ti ho fatto di male?” e quelle parole hanno trafitto il mio cuore. Non sarò più lo stesso, niente sarà più lo stesso.

    Con l’Amore con cui ho sempre pensato a voi.

    NICOLA

  57.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    5 febbraio 2010 | 13:44
     

    Caro Nicola,

    mi dispiace veramente tanto per tutto quello che stai vivendo e per il dolore che è entrato nelle vostre belle famiglie.

    E’ un attimo ed è terribile, quando si scopre il male che divora il corpo e spezza il legame con la vita.

    Si prova stupore, sgomento, impotenza.

    Poi la speranza che i medici, che l’Amore Divino possano salvare quel corpo invaso dal tumore.

    Si crede che sia ancora possibile modificare il disegno misterioso del destino, che soltanto la tua amata sorella, nel suo silenzio conosce.

    Il male è aggressivo.

    Questa parola l’ho sentita pronunciare dagli oncologi, quando disperata sono corsa accanto alle persone a me più care, che se ne sono andate così, come è accaduto a tua sorella.

    Conosco l’inferno emozionale che si vive nei primi momenti, quando la diagnosi clinica diventa una condanna a morte.

    Conosco il potere dell’amore che arriva insieme al dolore, che pare non possa nemmeno stare dentro il nostro cuore, l’amore che permette di attraversare insieme il passaggio tra la vita e la morte, tra le cose visibili e quelle invisibili.

    Conosco il potere della preghiera, che dona il conforto, la pace e la forza di accettare la verità della vita e della morte così come è.

    Hai tenuto la mano fino alla fine a tua sorella, lei è andata via di qua, circondata dall’affetto più vero.

    Quando il corpo muore non si tratta della fine.

    Inizia un nuovo viaggio.

    L’individuo è un entità spirituale, un essere eterno.

    E anche la relazione pura è eterna, non ha mai fine.

    Ti mancherà tanto la presenza fisica di tua sorella, la sua voce, la sua bellezza, le cose che lei diceva e che faceva, ma nel tuo cuore lei è sempre presente, continua a vivere nei tuoi pensieri, nel vostro ricordo.

    Ora puoi continuare a darle il tuo amore puro, dedicandole i tuoi sentimenti, le tue conquiste, le tue piccole vittorie quotidiane e sentirai che lei è sempre qui.

    Ti sono vicina con tanto affetto, sento il tuo dolore.

  58.  
    erika
    5 febbraio 2010 | 14:40
     

    Ciao Nicola,

    mi dispiace di vero cuore per il momento doloroso che stai attraversando, leggendo le tue parole mi sono commossa.

    Non ti conosco di persona, ma leggendo i tuoi profondi commenti e consigli sento che sei un ragazzo dal cuore grande, dai principi buoni.

    Ti abbraccio, ti sono vicina in questo momento di forte dolore.

    Un caldo abbraccio e un pensiero anche a tutta la tua famiglia in particolare ai tuoi nipoti.

    Con sincero affetto.

    Erika.

  59.  
    lucia
    5 febbraio 2010 | 16:02
     

    Ciao Nicola,

    desidero dirti che sei un grande!!!

    Ti sei permesso di condividere un’intimità cosi profonda, un’intimità che solo pochi sanno percepire e trasmettere, mi sento onorata di far parte di questo giardino, mi sento onorata di “conoscere” persone cosi vere e uniche, grazie,

    che sia un nuovo inizio, che sia il continuum…

    ti abbraccio con petali forti,morbidi, profumati e inumiditi da dolci e leggere lacrime…

  60.  
    ciro g.
    5 febbraio 2010 | 16:56
     

    caro Nicola,

    sei una GRAN BELLA PERSONA,

    mi dispiace tanto x l’accaduto

    sembrera’ banale ma ti sto vicino col CUORE!!!

    CHE DIO ti dia la forza ……….

    un affettuoso e sincero saluto

  61.  
    Senso78
    5 febbraio 2010 | 17:46
     

    Caro Nicola,

    desidero unirmi alla solidarietà di questo splendido giardino abbracciandoti con quegli stessi sentimenti che può provare solo chi ha vissuto questa drammatica esperienza.

    Io ho perso mio padre nello stesso modo e permettimi di dirti che l’Amore così immenso che trasuda da ogni parola che hai scritto non potrà che continuare in una nuova vita adesso per te.

    Le persone muoiono, le presenze restano e si alimentano dell’Amore e dei ricordi che vivono in noi.

    Fatti coraggio perchè Lei adesso forse più che mai ha bisogno dei tuoi sorrisi e della tua vita…

    Ti abbraccio ancora con affetto.

    S.

  62.  
    sara
    5 febbraio 2010 | 18:19
     

    Caro dolce Nicola,

    non ci sono parole per spiegare il grande dolore che provi…

    davanti al tuo profondo racconto.. mi sono scese tante lacrime, pur non conoscendoti…

    Ti sono vicina…

    ti abbraccio tanto forte ..

    SARA

  63.  
    Daniela
    5 febbraio 2010 | 18:34
     

    Caro Nicola,

    non sai quanto ti sia vicino.

    Sono addolorata e commossa e nello stesso tempo orgogliosa del tuo comportamento così fermo e coraggioso.

    Personalmente, non metto più

  64.  
    Daniela
    5 febbraio 2010 | 19:37
     

    Scusa, ho commesso un errore.

    Dicevo che io non metto più Dio al centro di queste cose, preferisco lasciarlo fuori e pensare che la morte e la malattia facciano parte della vita che può essere tanto bella, quanto terribile.

    Lo so, tutto questo è atroce, ma tu cerca di essere forte come hai dimostrato di essere.

    Ti abbraccio forte,

    Daniela

  65.  
    francesca
    5 febbraio 2010 | 19:51
     

    Caro Nicola, ciao ……

    non so se può essere fuori luogo, chiamarti ” fratellino ” in questo particolarissimo momento della tua Vita, quando una sorella vera, consanguinea ti ha lasciato ……..

    Ti abbiamo atteso , pensato , e avuto nostalgia di te , quando tu eri alle prese con una ” battaglia ” di ben altro tipo ;

    Ritorni per comunicarci, farci partecipe del tuo dolore ,
    affermando che un pezzo del tuo cuore se n’è andato con la tua amata sorella ; e che pur tuttavia L’ Amore non è scomparso dal tuo cuore , quello stesso Amore che ti ha permesso di compiere imprese titaniche , per trovare prima una soluzione e poi fare di tutto , in tutti i modi , per essere vicino
    a quell’ angelo terreno che era tua sorella , e che ora è sicuramente andata ad ingrandire le fila degli Angeli Celesti….

    Chiedersi perchè ci sono avvenimenti tanto dolorosi , a volte , anzi , forse sempre , non porta ad alcuna soluzione ……

    Qualcuno ancora si sta chiedendo il perchè di Auswitz ……

    forse una risposta non c’è, o noi, comuni mortali, non la possiamo trovare , perchè la nostra mente intelligente, seppur
    riflesso di Dio , che ci volle a Sua immagine e somiglianza ,
    è talmente ” limitata ” da non permetterci di trovarla….

    Dove non arriva la ragione, lì arriva la Fede …..

    S. Agostino provò a travasare l’ acqua del mare in una buca,
    ma dovette desistere ….

    Ho sentito dire da qualcuno che Dio sa ” ricavare ” il bene anche dal male… frase strana, incomprensibile , forse umanamente inaccettabile , ora , in questo particolare momento ,
    ma tutto muta, e il tempo è un grande ” guaritore “….

    Caro Nicola, torni a parlarci del tuo cuore infranto, quando
    la nostra amata Dottoressa fa riferimento al tuo cuore ,
    grande , con una delle più belle frasi poetiche che tu abbia mai lasciato per tutti noi, qui sul Giardino-Blog ……
    strana coincidenza , ironia della sorte, o …… altro ?!?

    Con l’augurio più caro e sincero che tu possa presto ricongiungere al tuo cuore grande immenso , il ” frammento ”
    di cuore che ora ti manca …..

    Ti sono vicina, con affetto

    Francesca

  66.  
    Federica
    5 febbraio 2010 | 20:30
     

    Nicola

    capisco il dolore per la perdita di una persona cara come può essere una sorella o un fratello…non ci sono parole da poter dire in certi momenti.

    Ti siamo vicini tutti e continua sempre sulla strada dell’amore, pensa che tua sorella ti avrebbe voluto vedere sorridere.

    Questo è quello che faccio io quando penso a mio fratello, morto 8 anni fa,cerebroleso dalla nascita.

    L’ho visto soffrire per tutto il tempo della sua vita,22 anni…ed ogni giorno mi sono chiesta e ho chiesto a Dio il perchè…

    non ci sono spiegazioni purtroppo…

    ma questo ci insegna che davanti alle nostre paure infondate come quelle contro il panico e l’ansia c’è molto di peggio…dobbiamo tenerci sempre su e vivere ogni momento della nostra vita senza paura.

    Noi non possediamo nessuna facoltà sui nostri corpi se non quella di cavalcare la vita finchè l’onda è lunga…

    Ti abbraccio.

    Federica

  67.  
    chadisja
    5 febbraio 2010 | 23:15
     

    Ciao Nicola

    mi spiace tanto leggerti in questo stato, è una dura prova quella che stai attraversando, posso immaginare i momenti difficili e terribili.

    Devi farti forza è proprio adesso che hai bisogno di te stesso.

    Non è per nulla facile lo sò ma devi provare anche se scrivi che non sarai mai lo stesso.

    Queste esperienze ti cambiano la vita per sempre.

    Ti sono vicina, ti abbraccio forte e grazie per aver condiviso con tutti noi.

  68.  
    Michele
    6 febbraio 2010 | 10:01
     

    Caro Nicola,

    in questi casi è davvero difficile (almeno per me) trovare le giuste parole, ma voglio comunque dirtelo con parole sì, semplici, ma dettate dal cuore: ti sono vicino, ti siamo tutti vicini in questo difficilissimo e triste momento, in cui hai dimostrato di avere una grandissima forza ed un animo che definire nobile è troppo limitativo.

    Il tragico avvenimento ti ha fatto comprendere che, purtroppo, nella vita esistono cose davvero terribili, e che non vale la pena dare importanza e tempo ad “ansia” e “panico” e cose simili, dal momento che, molto spesso, ci dimentichiamo di quanto meraviglioso sia il dono della vita e che, in quanto tale, ciò che è realmente “inutile” (o di poco conto) non va posto al centro della propria esistenza.

    Ti lascio con un immenso abbraccio, colmo di affetto.
    A presto, caro Nicola.

  69.  
    Landrea
    6 febbraio 2010 | 11:33
     

    Caro Nicola……..

    ieri ho letto con una lacrima le tue parole.

    Le persone più care lasciano tracce indelebili sul nostro cuore……

    tua sorella ti ha lasciato la sua gioia di vivere…conservala come una pietra rarissima e trasmettila a tutti come hai fatto con noi……

    Un abbraccio grande come il tuo cuore.

    Andrea

  70.  
    roberta
    6 febbraio 2010 | 13:07
     

    Caro Nicola

    ho letto il tuo commento ed ho tanto pianto per quello che ti è accaduto.

    In questo momento stai soffrendo e come te, tutti i tuoi parenti, e posso immaginare la sofferenza di quei tre figli rimasti senza la loro mamma.

    Ora ti senti perso, con il cuore spezzato a metà, tua sorella ti è stata strappata in così pochi giorni, nemmeno il tempo di rendersene conto.
    Posso capire il tuo stato d’animo, anch’io ho passato lo stesso calvario 5 anni fa con mio papà.

    Anch’io come te ho fatto parecchi viaggi della speranza, tutti a vuoto, tutti con la stessa risposta: 2 mesi!

    La disperazione ha lasciato il posto alla rassegnazione, e poi come te mi sono dedicata anima e corpo per accompagnarlo in quel suo ultimo viaggio.

    L’intimità e la complicità che si era creata tra di noi, ancora oggi mi rincuora e mi solleva da ogni tristezza per la sua mancanza.

    Ti sono molto vicino caro Nicola, tu sei stato tanto forte e coraggioso ad affrontare una cosa tanto dolorosa, un pò della tua forza e del tuo coraggio prova a trasmetterlo anche ai tuoi tre nipoti che già così giovani hanno dovuto provare sulla propria pelle le incertezze e le amarezze della vita.

    Avendo vicino te, sentiranno di avere vicino una parte della loro mamma, e tu avendo vicino loro, sentirai più vicino tua sorella.

    Scusa se mi sono permessa di darti questo consiglio, ma mi dispiace tanto sentirti soffrire e vorrei tanto che il tuo cuore avesse pace per te e per tua sorella.

    Ti abbraccio forte caro Nicola e ti sono vicino

  71.  
    Michele
    6 febbraio 2010 | 17:00
     

    Carissima Dottoressa, carissimi amici, che giornata terribile quella di oggi…

    Ero in procinto di uscire di casa, verso mezzogiorno, quando nel frattempo ho acceso il cellulare e…si è scatenato l’inferno: mi è arrivato un sms da una mia cara amica la quale mi chiedeva “se avessi saputo”.

    Quella frase mi ha immediatamente mandato in uno stato di fortissima agitazione.

    In quella, ecco direttamente una chiamata: un mio grandissimo amico scomparso in un terribile incidente stradale a causa della strada ghiacciata.

    Sono rimasto di pietra. Ho cominciato a tremare e non riuscivo a smettere. Mi è scivolato il cellulare dalle mani, ho avuto una fortissima crisi di pianto…

    In quegli attimi mi sono sentito perso, il vuoto assoluto dentro di me, in quei momenti tutti i buoni propositi, tutta la felicità, la gioia sono volate via, lontane, lasciando spazio ad una fitta ed oscura nube.

    Pensieri tremendi, ora, continuano ad accavallarsi in testa…mi fa paura.

    Mi fa paura pensare che in un attimo tutto…possa finire così. E’ un pensiero insopportabile.

    Sto malissimo, è una cosa (la morte) che non riesco ad accettare, che mi sembra assurda…
    Perché???

    Un abbraccio.

  72.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    6 febbraio 2010 | 17:40
     

    Michele mio,

    che shock, che dramma!

    Una bruttissima notizia arrivata all’improvviso nella tua giornata tranquilla e l’equilibrio si rompe.

    Le tue reazioni sono adeguate alla situazione.

    Chi soffre di attacchi di panico si avvicina spesso alla “zona della morte” a causa delle sensazioni che sente all’interno del proprio corpo.

    Sente delle alterazioni a livello fisico, che non conosce e teme di stare per morire.

    Ma è un’interpretazione clamorosamente sbagliata, che deriva da un’idea errata di che cosa è la morte e di che cosa accade veramente a livello fisico nella persona che sta per morire.

    La morte vera è tutta un’altra cosa rispetto alla paura della morte sfiorata nel panico.

    La morte per incidente stradale è terribile, perché la persona che viene coinvolta non è preparata a questo evento, non è pronta, non è lì ad attenderla serenamente sdraiata nel suo letto, insieme alle persone più care che le donano il loro affetto, non è la conclusione di una vita materiale e l’inizio di un nuovo viaggio immateriale.

    E’ una brusca interruzione di una giovane vita con ancora tanti sogni e molti progetti da realizzare, che rimangono incompiuti.

    La morte è un mistero per la mente logica, ma come scrivevo al nostro poeta Nicola non è la fine.

    Può essere di aiuto a te stesso e al tuo caro amico, rivolgerti direttamente a lui, come se ti ascoltasse e descrivere quello che gli è realmente accaduto: “Stavi guidando, la strada era ghiacciata, non ti sei accorto della condizione su cui le ruote della macchina, viaggiavano, hai frenato e …..Adesso il tuo corpo è rimasto lì, non ha più vita. Continua il tuo viaggio nel mondo invisibile, immateriale, creato dal Signore, dall’Increato che adesso ti sta accogliendo, abbi fiducia, prendi rifugio in Lui, nel Suo Amore, nella Sua Luce, vai!”

    Accendi una candelina, prega per il tuo amico e dagli tutto l’amore e l’affetto che hai dentro di te.

    Non avere paura della morte, lascia umilmente la ragione limitata che arriva fno qui, senza riuscire ad andare oltre il mistero, abbi fiducia in Chi ha creato i nostri corpi e sa come operare in modo perfetto, sa come guidare il tuo amico verso la meta più elevata.

    Ti sono vicina e comprendo lo stato di spavento, di dolore e di paura che stai vivendo.

  73.  
    Virginia
    6 febbraio 2010 | 17:52
     

    Nicola

    anche da parte mia un affettuoso abbraccio.

    Vorremmo tutte davvero avere un fratello attento e sensibile come te!

    Questo credo sia il migliore ricordo per tua sorella e per te il ricordo dei felici momenti trascorsi insieme.

  74.  
    Virginia
    6 febbraio 2010 | 17:55
     

    Carissima dott.ssa perchè non riprendere il tema del rapporto genitori-figli in un suo nuovo bel libro?

    Quello di 20 anni fa lo lasciamo all’editore… ma di editori attenti a questo tema ce ne sono in giro! (per fortuna).

    Alcuni dei principi da lei scritti e applicati da molti con successo all’epoca potrebbero essere attualizzati ai giorni nostri. Quanto ce ne sarebbe bisogno!!

    Le lancio lì l’idea. Ci faccia un pensierino!! :-)

    Un affettuoso abbraccio

  75.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    6 febbraio 2010 | 20:03
     

    Grazie Virginia,

    sei un vero tesoro!

  76.  
    Paola
    7 febbraio 2010 | 11:42
     

    Carissimo Nicola,

    noi ti cercavamo fra i viali del nostro giardino ed invece tu eri in prima linea a combattere la battaglia più difficile della vita,cioè accettare che qualcuno che si ama se ne sta andando e noi siamo impotenti,ci sentiamo inutili,non sappiamo come comportarci.

    Ma tu sei stato bravissimo,hai fatto l’unica cosa possibile,le sei stato vicino e le hai fatto sentire tutto il tuo amore,hai fatto tutto ciò che era in tuo potere fare,non l’hai mai abbandonata,gli hai tenuto la mano sino all’ultimo per accompagnarla nel passaggio più difficile.

    E quanto si capisce in queste situazioni che la nostra ansia ed il nostro panico sono inutili,ed anche stupidi,ci lasciamo rovinare la vita da illusioni della nostra mente quando invece dovremmo godercela sino a quando ci è concesso.

    Un fortissimo abbraccio,ti sono vicina ed ho sentito tutto il tuo dolore nelle tue parole,ma tu devi vivere anche per lei,quindi al meglio che puoi caro Nicola.

    Caro Michele che dire anche a te,perdere un amico è perdere una parte di noi,poi perderlo così all’improvviso è sempre uno choc,ma anche tu devi continuare a vivere anche per lui,portare avanti sogni e speranze,è dura,ma cerca di elaborare il tuo dolore in maniera che il vecchio nemico non ritrovi spazio dove germogliare.

    Un enorme abbraccio anche a te.

  77.  
    Pietro
    7 febbraio 2010 | 16:17
     

    Ciao a tutti,

    il mio nome è Pietro da quattro anni anzi ormai 5 soffro di attacchi di panico ma soprattutto soffro si ansia preannunciatoria paura della paura,la mia vita è totalmente cambiata si è plasmata a secondo della mia nuova testa,una testa che detta legge ma che cerco di controbbattere anche se spesso non è facile,ho 26 anni sono un bel ragazzo (così dicono) e sono sicuro che un giorno dirò “che scemo che sei stato” mi sto perdendo tante cose ,i viaggi le gite, le lunghe giornate fuori la mia città,fortunatamente riesco spesso ad uscire e andare a ballare andare a cena fuori stare con gli amici,si ma come?

    sempre con degli alibi in testa “se casomai mi viene l’attacco faccio finta che devo tornare a casa con una scusa e mi faccio accompagnare,se sto male casomai posso fare così oppure posso andare lì posso prendere le gocce o posso ascoltare l’mp3 della dottoressa Laura Bolzoni Codato che ho scaricato sul cellulare,posso andare in bagno a bagnarmi i polsi…e così via,un calvario che mi accompagna per tutta la serata che però comincia a svanire quando la serata sta per finire e quindi si torna a casa(non per colpa mia) allora sono io che spesso propongo di fare altro,che stupido!.

    ci sono periodi che sto meglio e altri come questo che non dormo la notte che ho pesantezza in testa che mi sudano le mani che ho il formicolio,ma soprattutto che ho nausea la terribile nausea che non mi fa mangiare e mi fà dimagrire cosa che non voglio.

    Sono molto consapevole di quello che ho e ne parlo cn tante persone senza vergogna,ma nessuno può aiutarmi,ho provato ad andare da uno psichiatra che attua la cognitivo comportamentale,ma dopo 4 sedute non avevo più soldi e ho dovuto lasciare,mi sembra proprio un peccato sciupare tanti soldi per queste cose,così penso sempre che posso farcela da solo,ma intanto sono passati 5 anni e dentro di me ancora tanti desidero oppressi come quello di andare a Roma.

    HO PAURA! io sò che potrei andare tranquillamente (diciamo) a Roma ma non mi godrei niente perchè la mia mente sarebbe offuscata da un ansia che potrebbe arrivare o che passata da poco mi abbia lasciato “stanco” uffaaaa!! una strofa della canzone di Jovanotti dice “la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare” e per me è così ma nn riesco a volare adesso mi è venuto pure il pensiero che potrei svenire perchè tempo fà mi è successo un episodio strano ,praticamente durante la notte per colpa di un normalissimo virus allo stomaco ero stato male,durante la notte mi sono risvegliato con una sensazione strana in testa una specie di freschezza era il sangue che nn sò che facesse ad un tratto non ci vedevo più bene e dovevo svenire,chiamai mia madre che di corsa mi aiutò cominciai a sudare tantissimo e arrivò un formicolio forte in tutto il corpo ad un tratto tutti i muscoli da soli si deformarono le dita delle mani dei piedi, una forte onda mi sommerse fino a quando respirando tenendo i piedi alzati si allontanò,nel frattempo arrivo l’ambulanza che mia madre chiamò perchè era spaventata ma nn avevo più niente,

    andai lo stesso in ospedale e non mi uscì niente di chè a parte influenza intestinale,da allora penso…e se mi ricapita???

    che schifo di vita,scrivo per sfogarmi ma incosciamente vorrei tanto che qualcuno mi aiutasse.

    IO VOGLIO VIVERE!!

    grazie e scusate se mi sono dilungato ;-)

  78.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    7 febbraio 2010 | 17:00
     

    Caro Pietro,

    in che modo senti di voler essere aiutato?

    Qual’è il tuo vero bisogno?

    Vuoi capire qualcosa di più dei tuoi attacchi di panico, che limitano la tua libertà sociale a soli 26 anni?

    Vuoi capire se è meglio che tu riprenda un lavoro su te stesso?

    Vuoi soltanto essere compreso e accolto nel tuo racconto, che descrivi come uno sfogo?

    Vuoi trovare nuove conoscenze e nuovi punti di vista sul meccanismo che fa perpetuare il tuo panico?

    Vuoi capire come fare per provare a iniziare a fare dei passi concreti per uscire dal problema, che continua a nutrire l’ansia anticipatoria?

    Grazie!

  79.  
    michi6
    7 febbraio 2010 | 17:08
     

    Pietro,

    quel qualcuno sei tu

    forza e coraggio lo dico a te ma me lo ripeto anche a me.

    ciao

  80.  
    chadisja
    7 febbraio 2010 | 17:21
     

    Cara Dott.ssa
    appena è possibile aspetto delle notizie sul fatto di avvertire il panico appena il mio corpo sbatte o si fa’ male.

    Ho superato tanto, leggendo il suo libro e conoscendo in profondità il problema ma questo nn riesco ancora a superarlo anche se lo gestisco meglio rispetto a prima.

    Adesso lascio scivolare via tutti sintomi che il panico crea ma appena mi succede di sbattere si scatena dentro di me una lotta che supero sudando fredda e facendomi cento e mille ragionamenti, quelli che Lei ci insegna.

    Se capissi di cosa si tratta o perchè mi succede forse riuscirei a liberarmi di tutto questo.

    Non so’ se altri hanno mai sofferto di questo problema se possibile vorrei condividere.

    Cavolate rispetto ai problemi che hanno gli altri me ne rendo conto ma è il solito discorso, quando sei coinvolto, in quei momenti esci fuori dalla tua persona e per rientrare fai veramente fatica.

    Grazie Dott.ssa nn voglio rubarle del tempo.

    Grazie a tutti voi ma siete gli unici amici che mi sono rimasti.

  81.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    7 febbraio 2010 | 18:26
     

    Cara Chadisja,

    certo che ti risponderò, probabilmente nell’articolo che dedicherò al problema che ha presentato Senso 78 , che scriverò nelle prossime settimane oppure in un nuovo post, in cui tratterò questa tua paura, che forse è una fobia.

    Vuoi spiegarmi, per favore, in modo più approfondito quello che ti accade?

    Dimmi, senti partire l’attacco di panico soltanto quando ti succede inavvertitamente di sbattere una parte del tuo corpo, ad esempio il braccio, una gamba contro un oggetto, contro un mobile oppure anche quando ti fai un taglietto ed esce un po’ di sangue.

    L’attacco di panico parte al momento del trauma fisico ( es. in cui prendi una botta, ti fai un livido, per capirci) oppure parte se pensi, se immagini che potresti sbattere una parte del tuo corpo da qualche parte?

    Quali sono le reazioni fisiche che avverti, appena il tuo corpo va a sbattere contro qualcosa?

    Presenta tutte le reazioni fisiche che avverti, in ordine temporale, es.: prima di tutto sento il sudore correre lungo la schiena, poi subito dopo sento un senso di vertigine che parte da….e va verso destra…verso sinistra, ecc…

    Da quando soffri di questo problema?

    Quanti anni avevi quando lo hai vissuto la prima volta?

    Che cosa era accaduto esattamente quella prima volta?

    Quali sono le parti del tuo corpo, che ti fa più paura che si facciano male?

    Più riesci a descrivere esattamente nei minimi particolari, quello che ti succede a livello fisico, emozionale e mentale, – magari con degli esempi concreti -, e più mi sarà facile poterti aiutare.

    Grazie Chadisja!

  82.  
    Pietro
    7 febbraio 2010 | 20:16
     

    E sì dottoresssa vorrei capire un pò di tutte queste cose,vorrei solo liberarmi da questo velo nero che ho davanti e che non mi fa vedere le cose per come sono,non riesco ad andare oltre la linea del panico che ormai fa parte di me della mia vita delle mie scelte ogni santo giorno,io per vivere vivo non sono uno che sta a casa però tutto quello che affronto ogni giorno lo affronto in base a quello che per ora sono,non ho il coraggio di andare OLTRE,

    Grazie

  83.  
    sara
    7 febbraio 2010 | 22:04
     

    ciao a tutti…cara dottoressa e cari amici fiori…

    ieri ho dato finalmente l’esame… ! era uno scritto .. speriamo bene...

    Inutile dirvi quanto l’ansia mi stia logorando questo periodo…
    Anche oggi.. potevo stare tranquilla.. rilassarmi.. ma ho avuto una confusione mentale… un ovattamento e una sensazione di smarrimento, di sbandamento… mi sentivo dissociata e con gli occhi pesanti… è una nuova sensazione che mi accompagna durante le mie giornate…

    sono veramente stanca.. :( quando vedo che i sintomi cambiano ho sempre paura che ho qualcosa di fisico.. e inizio a non ragionare più bene…

    Forse il tanto studio e i pensieri mi rendono “ovattata”…spero che passi…Ora vi lascio—

    un bacione …Vado a dormire… dolce notte a tutti …

  84.  
    massimo
    8 febbraio 2010 | 09:10
     

    buongiorno
    a tutti

    vorrei riprendere il discorso Chadisja e aggiungere che si e’ vero quando si ha magari un trauma si ha paura questo spavento provoca delle reazioni a livello fisico (come quando si gela il sangue per uno spavento).

    Per Noi che soffriamo di Panico e’ un attimo affinche’ tutto si trasformi in ansia paura e tutto cio’ che ne consegue.

    Comunque non sono cavolate per rispondere a Chadisja perche’ tutto cio’ secondo me non e’ meno grave di altri sintomi.

    Vorrei porre una domanda alla Dott.ssa, perche’ quando vado a dormire puntualmente mi viene la tachicardia?

    e pure quello e’ il momento in cui uno si dovrebbe rilassare e perche’ in quel caso neanche la respirazione mi aiuta?

    GRAZIE COME AL SOLITO E UN SALUTO A TUTTI

  85.  
    Senso78
    8 febbraio 2010 | 11:06
     

    Buongiorno a tutti e un saluto particolare alla carissima Dottoressa Laura Bolzoni.

    Oggi vorrei ringraziare Erika per il suo post nel quale condivide il mio stesso problema.

    Credo che la frase ” nel momento in cui stiamo uscendo per andare a correre o altro dobbiamo sentirci felici sentire che abbiamo davvero voglia di farlo e non perchè lo dobbiamo fare” sia da considerare con estrema attenzione e la ritengo assolutamente vera.

    Aggiungerei magari che talvolta la voglia e il piacere di fare sport sono sovrastati dalla paura di sentirsi male appunto e quindi non è semplice trovare serenità nell’approccio.

    In ogni caso, in attesa che la nostra dottoressa predisponga un articolo ad hoc su questo tema oggi vorrei porvi una nuova questione.

    Sbalzi termici e attacchi di panico.

    Mi è capitato più di una volta di avere un attacco di panico in conseguenza di un forte sbalzo termico.

    Tipicamente in inverno in cui fuori fa molto freddo e si entra in un luogo molto caldo come potrebbe essere un ristorante, una sala da ballo (ben inteso non discoteca) o una biblioteca. Che tipo di spiegazione fisica può esserci alla base di questa reazione?

    E se esiste una causa fisica allora la condizione psicologica è una concausa scatenante o è pressochè ininfluente su determinati soggetti predisposti?

    Mi piacerebbe avere un vostro parere e naturalmente quello della nostra cara dottoressa.

    Un saluto a tutti i fiori dell’eden!

  86.  
    chadisja
    8 febbraio 2010 | 23:40
     

    Mille grazie Dott.ssa per avermi risposto.

    Sono felice di spiegare meglio.

    L’attacco di panico adesso si presenta solo quando sbatto realmente qualsiasi parte del mio corpo.

    Quando è capitato di tagliarmi o graffiarmi ho avuto solo una leggera paura ma non piu’ di tanto.

    Prima di leggere il suo libro avevo delle crisi assurde nel senso che immaginavo di investire quando guidavo e subito arrivava il panico, immaginavo di scivolare se dovevo scendere a piedi per una strada ripida e arrivava il panico ecc… poi seguendo il suo percorso leggendo tante volte il suo libro ho superato brillantemente, adesso è solo quando si verifica realmente un incidente.

    Appena sbatto la prima cosa che mi accade è un sudare freddo, mi sento gelare, il tutto parte dallo stomaco, dopo sento una sensazione di bruciore sempre allo stomaco, una paura e senso di vomito, dopo un senso di irrealtà che mi fa uscire dalla mia persona quasi come impazzire e come se nessuno potesse aiutarmi, brividi di freddo e tremori, anche sbadigli, ho notato che diventa tutto automatico perchè sbatto e subito si innestano queste sensazioni, mentalmente è un accavallarsi di pensieri negativi: adesso muoio, adesso nessuno puo’ aiutarmi quindi devo andare al pronto soccorso, l’agitazione aumenta a tal punto , che mi fermo e cerco di essere reale valutando l’accaduto.

    Tutto è successo 2 anni fa avevo 44 anni.

    Mi ricordo di avere mangiato una mela e di avere sentito il sapore di candeggina dato che avevo pulito casa, il pensiero di non avere lavato le mani mi ha mandato in tilt, mi creda Dott.ssa ho passato una serata infernale, paura tremenda, tale da farmi uscire da casa ed andare in guardia medica.

    Mi vergognavo ad entrare perchè pensavo che il medico di turno non avrebbe capito. Avevo bisogno di essere tranquillizzata avevo bisogno che qualcuno mi dicesse che non era niente che non avevo ingerito nulla di pericoloso.

    Il medico è stato molto umano dicendomi di andare a curare il problema da un psicoterapeuta.

    Dopo sono rimasta in macchina per qualche ora e attuando la respirazione mi sono calmata.

    Da quel giorno in poi nn sò se esiste un collegamento ma appena mi capita di sbattere il panico arrivava puntuale.

    La testa è la parte piu delicata ma diciamo che succede per tutte le parti del corpo.

    Io la ringrazio tanto e mi scuso se mi sono dilungata troppo.

    Adesso l’unico mio neo è questo, non riesco a superare e pensare che ho superato tanto, sto meglio in tutti i sensi e dopo aver cambiato la mia vita con delle abitudini più sane mi ritrovo a stare attenta tutti i giorni a non sbattere e questo mi irrigidisce perchè nn mi fa vivere in maniera normale e naturale.

    Grazie Dott.ssa Laura

  87.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    8 febbraio 2010 | 23:59
     

    Grazie Chadisja,

    adesso mi è un po’ più chiara la dinamica di quello che ti accade rispetto al corpo e alle sensazioni di paura che innescano l’attacco di panico.

    Quello che ti succede non è molto fequente, ma questo non significa che sia grave.

    Sto preparando l’articolo e le immagini correlate per dare una risposta a te e a Senso 78.

    A presto!

  88.  
    sara
    9 febbraio 2010 | 17:10
     

    salve a tuutti..

    vi volevo fare una domanda a voi e alla cara dottoressa..
    vi capita durante gli attacchi di panico di sentire agitazione e stanchezza nello stesso momento??

    come se il fisico non reggesse?

    grazie!!

    un bacio

  89.  
    Virginia
    9 febbraio 2010 | 18:37
     

    Eccome Sara!

    Altrochè…. a me quando le forze vengono meno si scatena ansia e panico che a loro volta generano stanchezza invincibile, spossamento…. in un circolo vizioso che si autoalimenta reciprocamente.

    Ti capisco…. anche a me capita.

    Un abbraccio

  90.  
    Senso78
    9 febbraio 2010 | 21:12
     

    Ciao Sara,

    il fenomeno che accusi tu della mancanza di forze e panico è un feonomeno molto diffuso e che ho sperimentato spesso anch’io.

    C’è una spiegazione ovviamente scientifica alla base di questa correlazione.

    La mancanza di forze spesso è dovuta ad un evento ipoglicemico improvviso, un calo di zuccheri. Quando accade ciò gli ormoni inviano al cervello un segnale per rilasciare sostanze che si trasformano in zuccheri.

    Il problema è che questi segnali inviati al cervello sono gli stessi mandati nel caso di un attacco di panico e il cervello non riconosce la differenza cadendo in errore.

    In questo caso conoscere la dinamica ci aiuta a non perdere la calma e sapere come comportarci. Tanto più che lo stesso calo di zuccheri, spesso è riconducibile proprio a stati di ansia e stress.

    Spero di esserti stato d’aiuto.

    Un saluto a tutti e alla cara dott. Laura Bolzoni.

  91.  
    Michele
    10 febbraio 2010 | 09:25
     

    Grazie infinite, carissima Dottoressa, e grazie infinite anche a te, carissima Paola!

    Le vostre bellissime parole mi hanno tirato un po’ su.

    Purtroppo è terribile, è una vera tragedia quando si perde un caro amico o comunque una persona tanto vicina.
    Ancor più brutto è venire a conoscenza dell’evento così, all’improvviso, e chiedersi continuamente come possa spezzarsi una giovane vita così, da un momento all’altro. Ho vissuto il momenti terribili, pieni di angoscia, dolore, rabbia.

    Non riesco a capacitarmi all’idea che non lo rivedrò più, che non potremo più scherzare, ridere insieme…Mi sembra una cosa assurda, questa è la verità. Come fosse in realtà uno scherzo, un sogno (un incubo).

    Purtroppo, negli anni, ho perso molti cari amici. Dolore e rabbia erano ovviamente sempre lì, ma ora mi rendo conto che, in tutti quei casi, tendevo a “rassegnarmi” più facilmente, ossia non pensavo alla “morte” come ad ora, cioè come ad un evento del quale non riesco a farmene una ragione.

    Probabilmente perché ero un bambino, mentre ora sono cresciuto.
    Fra l’altro in mezzo alla vicenda si sono pure andati ad incastrare due esami scritti, che in ogni caso ho sostenuto e con uno spirito totalmente diverso: zero percento di ansia ed agitazione.

    Ho potuto sfogarmi durante il funerale, mentre ancora mi chiedevo se realmente quella funzione la stessero celebrando per Lui, ma il mio pensiero, a quattro giorni di distanza, continua ad andare lì.

    Magari il tempo potrà rimarginare, seppur non totalmente, questa ferita (soprattutto, lo auguro di vero cuore ai genitori e ai suoi fratelli…perché dire che erano “distrutti” è troppo poco), chi lo sa…lo spero.

    Un abbraccio, carissimi.

  92.  
    sara
    10 febbraio 2010 | 10:28
     

    grazie per le risposte.. ragazzi… siete sempre molto dolci… baci..ieri è stata proprio una brutta giornata.. uffa..

  93.  
    NIC
    10 febbraio 2010 | 11:54
     

    Ciao caro Nicola,
    da tempo sono assente qui e ieri sera, entrando, ho saputo del tremendo accaduto ..!

    Sono addolorata per quanto successo a tua sorella e del fatto che lei non è più qui sulla Terra, con chi le ha voluto tanto bene e con chi lei ha amato tanto…

    Io ho vissuto, anni fa, in diverse circostanze, la morte di mio papà e di mia mamma, entrambi dolorosissimi, in particolare quella del papà, al quale ero ed eravamo legatissime , lo vedevamo come una specie di eroe che non aveva paura di nulla e un po’ lo invidiavamo, nel senso affettivo, per questo.

    Si è trattato di due morti rapide, troppo veloci, la mamma per embolia polmonare a 60 anni ed il papà per infarto a 82, però in questo modo te li senti strappare via, perchè la sera prima eri con loro e la mattina dopo ti senti come se qualcuno, ingustamente, te li ha strappati via.
    E’ terribile, lo so.
    In più tua sorella ha vissuto il calvario del tumore, un male che fa molta paura, a me terrorizza letteralmente! Mi terrorizza anche la morte in generale, per la verità..

    Certo, in questi momenti senti il cuore trafitto, ti sembre di non avere la forza di sopravvivere ad un dolore così ENORME!!

    Ti capisco, dolce Nicola, che mi sei mancato. Ti sembra che il mondo intero e Dio ti abbiano abbandonato.

    E’ strano , ma dicono che Dio si manifesti anche in questi enormi dolori..
    Non sono io a fare predicozze cristiane, perchè io credo in Dio a modo mio, credo più nel vivere bene nel quotidiano che partecipare a tante messe.

    La tua amata sorella, però, è scomparsa materialmente, ma il suo spirito, con il suo grande amore, ed il tuo, ti sarà sempre di fianco, nei momenti felici che vivi e che vivrai e nelle sofferenze (anzi, in queste ultime ti sarà ancora più vicina).

    Nicola carissimo, ti abbraccio forte e ti stringo la mano in questo periodo di profondo dolore, sono con te, per quanto mi è possibile

    Con affetto

    Nic

  94.  
    NIC
    10 febbraio 2010 | 12:11
     

    Caro Michele, mi dispiace tantissimo che tu abbia perso un grande amico in modo così repentino!

    So che starai soffrendo tantissimo , vorrei rivolgere anche a te la mia semplice riflessione scritta qui sopra a Nicola,

    Ti sono vicina , non mollare, coraggio!

    Nic

  95.  
    nicola
    10 febbraio 2010 | 12:33
     

    Carissimi fiori,

    dolci petali mossi dal vento ma fermi nei propositi, rose bianche e margherite apparentemente semplici, querce robuste e comprensive perchè già messe a dura prova dall’esperienza che è l’insegnante più difficile perchè prima ti fa l’esame e poi ti spiega la lezione, stelle alpine resistenti al freddo ma che sanno trarre nuova linfa dal calore, girasoli che si nutrono dell’energia solare, del calore, della passione e dell’ Amore che sento vivo tra i sentieri e che si rigenera in comprensione ed umanità che sovrastano il nostro giardino, GRAZIE!

    Grazie per la vostra solidarietà e comprensione, per la vostra gentilezza e delicatezza, grazie per non avermi fatto sentire solo, grazie per avermi capito e sostenuto.

    Durante la scalata mi sono sentito così stanco, non riuscivo a vedere la vetta e così ho guardato il baratro.

    Ho chiuso gli occhi e mi sono lasciato andare. Ho mollato la presa perchè mani e piedi mi sanguinavano ormai stanchi e incapaci di sostenere il mio peso e quello della vita.

    Sono rimasto stupito che, nonostante ciò, continuassi a risalire.

    “Com’è possibile?” mi sono chiesto…”forse la mia mente è così confusa da aver perso ogni percezione sensoriale oppure è questa la sensazione di benessere che si prova nel mollare tutto, prima dello schianto”.

    Ma poi ho capito!

    Ho riaperto gli occhi, il mio sguardo si è spostato dal baratro e si è posato sul mio corpo e ho visto la nostra amata dottoressa Laura Bolzoni Codato che a fatica cercava di sorreggermi e accanto a lei, giunti in suo e mio soccorso, c’erano Erika, Lucia, Ciro g., Senso 78, Sara, Daniela, Francesca, Federica, Chadisja, Michele, Andrea, Roberta, Virginia, Paola, Nik, Antonio.

    Alcuni per raggiungermi avevano accellerato la risalita, altri mi si sono avvicinati di fianco, altri ancora mi tenevano per mano e mi tiravano dall’alto.

    C’eravate tutti!

    Vorrei regalare qualcosa a ciascuno di voi, vorrei poter ricambiare questo aiuto e conforto.

    Vorrei abbracciarvi tutti e, cuore su cuore, dirvi grazie.

    Grazie dottoressa, continuerò a mettere in pratica i suoi consigli come ho sempre fatto da quando ho avuto l’onore di conoscerla e soprattutto di “sentirla”.

    Lei è la quercia a cui mi riferivo, l’energia solare che ci riscalda e ci conforta.

    Benedetto il giorno in cui l’ho incontrata!.

    Grazie Erika, grazie Lucia, Grazie Ciro g., grazie Sara, grazie Daniela, grazie Michele, grazie Chadisja, grazie Andrea, grazie Virginia, grazie Paola per il vostro sostegno, i consigli e gli attestati di una stima che è reciproca.

    Grazie Senso 78, grazie Federica, grazie Roberta per avermi dato coraggio condividendo con me le vostre esperienze dolorose e la forza che avete mostrato nel cercare di accettare i fatti della vita.

    Grazie Francesca cara, NO! non è fuori luogo chiamarmi fratellino, forse è più bello che mai!

    Parlando del mio cuore fai riferimento al caso che a volte è bizzarro, alla sorte che è ironica o…chissà. Bè, per la stessa ironia della sorte, per gli stessi oscuri giochi del caso, mia sorella si chiamava come te.

    Francesca era il suo nome e come te conosceva la fede, come te si prodigava per gli altri, come te possedeva un animo buono e sensibile, come te sapeva Amare.

    Ringrazio mia sorella del dono più bello che mi ha fatto che sono i miei nipoti, segno tangibile del suo passaggio, intrisi dei suoi insegnamenti e come fiori coltivati con cura ed amorevole dedizione. Anche io amo la vita.

    La differenza è che adesso non mi spaventa più la morte, l’ho vista seduta accanto a mia sorella, l’ho vista mentre se la portava via.

    Tutto è accaduto senza farla soffrire, forse è in questo che Dio l’ha aiutata, l’ha chiamata a sè subito, evitandole altre sofferenze inutili quali sarebbero derivate da una chemioterapia che non avrebbe potuto essere risolutiva ma che avrebbe solo prolungato la sua agonia.

    Forse non sono stato bravo fino in fondo, poco prima che morisse mi è scesa una lacrima che lei ha notato, mi ha detto “c’è qualcosa che non và?”, “no” le ho risposto” sono solo un pò stanco, ti voglio bene” e le sue ultime parole sono state ” ti voglio bene, nico, assai“, e poi dopo neanche un minuto mi ha lasciato, senza accorgersi di nulla, con la stessa delicatezza, con la stessa dolcezza che possedeva e trasudava ogni suo gesto, ogni sua parola, ogni suo pensiero.

    E se non mi spaventa più la morte figuriamoci il panico.

    Se sono stato in grado di mettermi su un aereo, aspettare ore per parlare con un medico, sentirmi dire che non c’è niente da fare, tornare da lei, sorriderle, non dormire per starle accanto, posso tranquillamente superare i miei problemi con il panico.

    Ora ho un motivo in più per riprendere le redini della mia vita, per uscire da questo labirinto che non mi appartiene tanto da avermi abbandonato quando ho dovuto aiutare mia sorella.

    Lo farò per lei che mi voleva vedere felice, sarà lei a darmi la forza per scardinare questo strano meccanismo del riflesso condizionato, ed a lei, cara dottoressa ha ragione, dedicherò le mie vittorie.

    E questo lo dico a tutti voi amici fiori, ciascuno di noi possiede una forza che non sà nemmeno di avere, possiede l’Amore che genera e guida quella forza e ci permette di poter apprezzare le cose più belle della vita, comprese le sue sfumature.

    Dobbiamo solo tornare ad esserne consapevoli per imparare a goderne e questo mostro che è il panico diventerà un agnellino, ci farà tenerezza, lo accompagneremo all’ovile e col cuore in pace e pieno d’orgoglioso amore torneremo ad essere capaci di apprezzare un tramonto.

    La meta è molto più vicina di quanto possa apparire.

    Vi stringo tutti al mio cuore, non vi dimenate perchè opporre resistenza è inutile, è quello il vostro posto!

    Nicola

  96.  
    nicola
    10 febbraio 2010 | 12:45
     

    Grazie cara NIK, mi sei mancata tanto anche tu.

    Ti abbraccio forte forte.

  97.  
    NIC
    10 febbraio 2010 | 13:33
     

    Buongiorno cari Fiori e cara Dottoressa!

    Siete sopravvissuti al gelo di queste giornate nevose? Spero di si.

    Cara Dotoressa, volevo parlare con lei di alcune cose ad avere un suo parere:

    come avevo scritto tempo fa, ho il terrore di salire in macchina con altre persone perchè nella mia testa sono certa che mi venga l’attacco di panico: mi spaventano la velocità, le discese, le gallerie, insomma sono fortemente limitata a causa di questo e mi precludo tante occasioni di VIVERE E DI CONDIVISIONI CON ALTRE PERSONE.

    Questo pensiero, con il quale cerco di avere pazienza, mi fa soffrire enormemente e mi fa sentire una persona che , rispetto alle altre, ha grossi problemi che le provocano dei limiti.

    Io, poi, corro oltre, e mi dico: come farò, ad esempio , a trovare l’uomo della mia vita, con questi problemi? Non potrei andare con lui in tanti bei posti, che tristezza!

    Da anni sono in terapia, prima con una dottressa che, però, nel momento cruciale di mio bisogno (depressione causa fine di un rapporto con l’ex ragazzo malato di gelosia) era assente per suoi problemi personali.

    Ho cambiato un’altra dottoressa, poi pensavo di avere bisogno di qualcosa più “forte”, parlando di terapia e sono stata indirizzata a questo dottore, con il quale mi trovo bene, anche nel senso che è diretto, che adotta la tecnica cognitivo-comportamentale: di fatto, però, sono ancora qui con i miei problemi della paura della paura.

    Stiamo analizzando la derivazione di miei blocchi, che arrivano anche dal passato, dalla insicurezza e paura della gente della mamma e dal fatto di sentirsi deboli e considerate, scusi il termine, mezze seghe , ogni volta che avevamo paura di qualcosa.

    Mio padre, per noi figlie, era come un eroe che non aveva paura di niente!

    Quindi i punti che sto analizzando sono: accettare le proprie paure, cosa non facile; prendere in mano la propria vita, nel senso economico (non sono ancora capace di mettere via qualcosa ogni mese), pratico (faccende domestiche) , che forse a causa di episodi passati, ho sempre vissuto come costrizioni, cosa che detesto .

    Inoltre ho un altro problema che mi pesa fortemente: lavoro da qualche anno in questa società, ma non ho la conoscenza globale di tutti gli argomenti che bisognerebbe conoscere.

    Così , per ben due volte, uno dei titolari, l’altro giorno, avendo fatto un errore di disattenzione su un documento, mi ha aggredito verbalmente dicendomi che non ho le competenze per stare lì a lavorare com impiegata; non può sempre controllarmi, ecc…

    Io mi sentivo pugnalata però gli ho risposto che , perchè ho sbagliato una cosa che non faccio spesso, non può estendere la cosa all’altro lavoro che svolgo con attenzione.

    Inoltre mi ha detto di non stupirmi se un domani dovessero lasciarmi a casa.

    Io ho comprato dei libri di testo per approfondire alcuni argomenti che non conosco a fondo e li sto sfogliando, ma, vista la situazione, pensavo di chiedere di una persona che sia competente nel mio ambito , per fissare dei giorni per avere spiegazioni, eventualmente a pagamento, di questi argomenti.Però sono angosciata.
    Dall’altra parte, però, mi chiedo cosa io c’entri in questo posto di lavoro di maleducati e buzzurri.
    Però il bisogno di lavorare mi trattiene.

    La ringrazio, attendo la sua gentile risposta

    Nic

  98.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    10 febbraio 2010 | 14:28
     

    Cara Nic,

    approfondirò volentieri, in un nuovo articolo, – che scriverò dopo quello sulla percezione di fragilità del corpo, dedicato al problema di Chadisja e di Senso 78 - , il tema che ti sta a cuore, che è la paura nel salire in macchina, quando guidano gli altri.

    Ti condivido che succedeva a volte anche a me, durante mio periodo terribile in compagnia del panico, nel mio “Medio Evo personale”, come racconto nel mio libro digitale “Panico Vinto!”.

    Un giorno, che dovevo fare un viaggio lungo di circa 380 km. in macchina , accompagnata da un amico, perchè non mi fidavo più di guidare da sola, – dopo essere stata “attaccata” centinaia di volte dalle crisi di panico, mentre guidavo in autostrada e agli incroci stradali, dove avevo rischiato di perdere la vita per davvero -, dopo alcune ore di incubo mi sono sentita malissimo e ho chiesto di ritornare subito a casa.

    La macchina era piccolina, l’amico che guidava era una persona molto intellettuale che sentivo che non mi capiva, che non mi accettava nel mio problema, che non credeva al mio forte disagio.

    Sentivo il rumore dell’asfalto sotto le ruote, vedevo i camion che ci sorpassavano venirmi adosso, mi sentivo stritolare dentro e fuori di me, un inferno!

    Ritornata a casa, sconfitta e triste per il clamoroso insuccesso, mentre piangevo addolorata e contemporaneamente arrabbiata, ho capito che di quell’amico non mi fidavo pienamente, sentivo che non era in grado di stare di fronte a una mia eventuale crisi acuta di panico, sentivo che non si poteva prendere cura di me, che non mi voleva veramente bene.

    L’ho ringraziato, l’ho pagato per il tempo che mi aveva dedicato, gli ho fatto un bel regalo e l’ho salutato.

    Tre giorni dopo, determinata ad arrivare alla mia meta che era la città di Trieste, ho telefonato a un altro mio amico, un bravo papà di famiglia, allegro, con cui avevo molta relazione vera e spontanea, perchè giocavo spesso con i suoì due bambini.

    Siamo partiti.

    L’autostrada era la stessa, la macchina anche, il traffico intenso pure, eppure….sono arrivata alla mia meta contenta e senza alcun attacco di panico.

    L’amico, essendo un padre affettuoso, una persona di buon cuore, si rivolgeva a me, parlando non alla professionista, non alla dott.ssa Laura Bolzoni, ma alla Laura, a cui credeva, a cui voleva bene perchè era una cara amica di famiglia.

    Questi due episodi, queste due versioni di come ho vissuto i due viaggi della paura, mi hanno fatto riflettere e comprendere l’importanza di come prendersi cura del proprio corpo, quando lo si mette su un mezzo in movimento, trasportato da altre persone, di cui ci sentiamo in balia.

    Nic, prova a studiare se ti succede di avere paura di salire in macchina, sempre, quando guidano gli altri oppure soltanto quando alla guida ci sono alcune persone.

    Se la risposta è sì: quali sono queste persone, come sono nella relazione con te?

    Ti succede di stare male, quando sali sulle macchine piccole oppure anche su quelle grandi?

    Vuoi raccontare un po’ più approfonditamente quello che vivi in quei brutti momenti?

    Che cosa ti spaventa esattamente?

    Qual’è il pericolo più grande che avverti?

    Quando ti arriva l’attacco di panico, senti che ti manca il contatto con il terreno sotto i piedi, che ti senti sospesa da terra?

    Grazie!

  99.  
    NIC
    10 febbraio 2010 | 17:00
     

    Gentile dottoressa, cerco di risponderle alle domande riguardanti il mio grosso problema:

    - Io ho il terrore a salire con altre persone in macchina in particolare quando alla guida c’è un’altra persona ed io devo stare davanti, di fianco..
    Siccome, purtroppo, nel poco tempo libero, evito per paura queste situazioni, mi succede, però, al lavoro, di trovarmi in circostanze per cui bisogna andare a prendere qualche macchina in località a un quarto d’ora o mezz’ora di distanza e, se siamo più persone,io mi infilo subito dietro.
    Altre volte mi capita di dovere accompagnare un signore che ha portato un mezzo, e lì cerco di guidare io.

    Tempo fa, diverse volte, sono dovuta salire con uno dei titolari che guidano come pazzi e ho avuto un attacco di panico che ho soffocato dentro , per paura del loro giudizio.

    Penso che, sotto, ci sia il percepire un senso di costrizione in queste situazioni e quindi il sentirmi in balia di altre persone.

    Il rapporto con questo titolare è che io mi sento un po’ spaventata da lui, specie dopo quello che mi ha detto (è la seconda volta, nel giro di due anni..).
    Con l’altro signore che accompagno ho un discreto rapporto, si parla di lavoro , e questo mi agita e di altre cose, però quando lui si mette al volante è per me oggetto di terrore…

    Anche con lui , una volta, ho soffocato il panico, ma dentro mi sembrava di scoppiare!! E’ stato terribile!

    Quindi al lavoro c’è spesso l’incubo che si ripresenta, quando non c’è nessuno dell’officina che può uscire e chiamano me.

    - MI spaventano sia macchine piccole che grandi

    - Mi spaventa quel senso di perdita di controllo che sono sicura che mi viene , mi fa incavolare quel senso di “costrizione” di dovere salire con altre persone , poi non so se c’entri anche la fiducia o meno:?

    - Il pericolo più grande è la paura enorme preventiva della paura di attacco di panico, quindi di perdere il controllo

    - Quando mi viene l’attecco di panico, ho la sensazione che la testa si svuoti completamente, mi prende una cosa forte allo stomaco e mi sento fuori dal mondo, non riesco a rispondere alla domanda se mi sento sospesa per terra o no durante l’attacco

    - L’ultima volta che mi stava iniziando è poche settimane fa: una sera che doveva essere una tranqwuilla cena da un’amica e suo marito, e poi così è stata, ero in macchina mentre guidava mia sorella, con la quale di solito , quelle poche volte che salgo in macchina, sono abbastanza tranquilla. Eravamo in procinto di una discesa e ho cominciato a pensare fortemente a questa discesa, finchè ho sentito come la testa che iniziava a svuotarsi e le ho chiesto di fermarsi: così ha fatto, poi le ho detto che avevo un po’ di ansia addosso.

    Però lei è un personaggio in netto contrasto con il percorso terapeutico che sto facendo, perchè spesso, con certe sue esclamazioni, sembra portarmi indietro di 50 anni fa e questa cosa mi fa molto arrabbiare!

    Le voglio molto bene, ma spesso mi sento lontana anni luce da lei.

    Grazie
    un caro saluto

    Nic

  100.  
    sara
    10 febbraio 2010 | 17:06
     

    Grazie caro Nicola …delle tue belle parole di incoraggiamento…

    grazie perchè, pur non conoscendoti di persona , sento che hai un cuore molto grande …

    e un sole dentro che risplende… la tua indescrivibile forza è un grande esempio e stimolo per me…

    un bacio.

  101.  
    chadisja
    11 febbraio 2010 | 00:00
     

    Grazie Dott.ssa veramente grazie sono contenta di aspettare il suo articolo.

    Finalmente potro’ leggere e capire di più per poter superare anche questo ostacolo che mi stanca giorno dopo giorno.

    Lei è veramente una persona speciale si percepisce subito per la pazienza e la bontà che mette nel dedicarsi al prossimo e si sente fortemente l’amore che ha dentro per tutti noi.

    Non ha mai trascurato i problemi di noi fiori, non ha mai lasciato in sospeso le nostre richieste, tutto questo scusi ma lo devo dire non mi sembra vero.

    Per fortuna ancora esistono persone come Lei che Dio la benedica sempre.

    Grazie e le auguro un buon lavoro.

  102.  
    Landrea
    11 febbraio 2010 | 01:26
     

    Buonanotte, buonanotte, fiorellini! (chiedo scusa a de Gregori, ma me la stavo cantando..!)

    Nicola, noi ti abbiamo un po’ sollevato nel tuo cammino, ma tu ci hai subito restituito la forza……

    Grazie , generoso scalatore…le Tue parole, così come quelle di Michele, e di tutti Voi cari fiori mi hanno dato una carica di ottimismo..la vita è bella proprio perchè si possono incontrare persone come tutti voi!!

    Nic, piacere di conoscerti….posso darti una piccola carica?
    Non ti scoraggiare, non dare ragione a quei tuoi colleghi o tali “superiori” superficiali…… sorridi e spiazzali!!

    Sara, scusa se ti porto sempre i miei esempi, ma mi ricordi me 2 o 3 anni fa.. quei momenti di vuoto e di stanchezza li ho passati nei miei ultimi 3 esami…

    Ricordo….scienze delle costruzioni, per me quasi arabo…chino sul foglio a far quadrare calcoli, formule, poi a metà esame il vuoto…non riuscivo a fare due più due….esame non passato……

    Ci riprovo al secondo appello, con le gambe molle e sfiduciato dal fallimento e da quel panico che ancora non conoscevo….

    Parto con tre gianduiotti in tasca, porteranno fortuna dico io; a metà esame sono ancora in altomare, ecco che ricomincia il vuoto…
    e adesso?
    mollo?

    Prendo fiato, faccio una pausa, mangio un gianduiotto. Riprendo fiducia e finisco l’esame.
    Passato!

    Il “metodo gianduiotto” ha funzionato!! (vai a spiegare al professore che ho preso 30 grazie a un gianduiotto)

    Tranquilla…non sono convinto che facciano miracoli, però in quel caso ho trovato il mio metodo per riprendere forze e fiducia!!!

    Con questo racconto (è stato bello ricordarlo) me ne andrò a dormire…..

    mi allungo le braccia e vi abbraccio tutti quanti….

    Sogni sereni a tutti!!!

  103.  
    NIC
    11 febbraio 2010 | 10:07
     

    Grazie, dolce Nicola ,

    che pur nel tuo dolore ci trasmetti tanta forza

    Con affetto
    Nic

  104.  
    sara
    11 febbraio 2010 | 12:51
     

    ciao Landrea..

    che carino il tuo esempio del gianduiotto….

    peccato .. io nn riesco a trovare il mio… metodo…

    dopo gli esami le mie giornate.. continuano sentendomi sempre strana, confusa, staccata da tutto e da tutti…

    oggi sono andata per la prima volta da una psicoterapeuta… mi sembra abbastanza brava… anche se mi ha detto che per affrontare una psicoterapia… ci vuole molta energia a livello psichico …

    tutta quella energia che io ho sprecato, spreco sempre quando ho attacchi di panico e ansia giornaliera…mi sento perennemente stanca.. e sul punto di non farcela, di svenire… sarà dura iniziare un percorso senza un qualcosa che mi tiri su a livello di farmaci…

    non lo so ..voi cosa ne pensate?

    baci a tutti e alla dolce dottoressa…..

  105.  
    Ciro g
    11 febbraio 2010 | 19:29
     

    Cara dottoressa sto pensando una cosa che potrebbe essere piacevole x tutti noi fiori.

    Perché non organizzare una seduta x tutti noi fiori ,magari usando la tecnologia che oggi abbiamo anche singolarmente con tipo messanger….

    Pagheremo con post pay o altro io credo che molti di noi potrebbero essere interessati e saremo sicuri di esser guidati da una grande professionista e con un’ umanità enorme.

    Voi che ne pensate amici fiori?

    Un bacio a tutti

  106.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    11 febbraio 2010 | 21:26
     

    Grazie Ciro g.,

    è un’idea intelligente, utile e carina.

    Sarebbe molto bello se, in futuro, riuscissi a trattare ogni tanto, parlando a voce ( attraverso l’incisione di un audio mp3 oppure attraverso lo strumento della teleconferenza ), un tema che sta a cuore agli amati Fiori e che andrebbe a integrare la scrittura degli articoli e le risposte che lascio tra i Commenti del Blog.

    Sarebbe stupendo se i lettori potessere comunicare in diretta con me e con le altre persone, scrivendo le loro domande oppure le loro richieste, in chat oppure in qualsiasi altra forma di comunicazione on line.

    In questo bellissimo e utile progetto avremmo bisogno di conososcere bene la teconologia web, – per fortuna abbiamo un web master bravo e disponibile che segue il Blog -, e di una linea veloce in internet sia per i lettori del Blog, che ascolteranno le mie parole e interveranno in diretta, se lo desiderano, sia per me che parlerò e risponderò.

    Purtroppo vivendo tra le montagne, non ho attualmente a disposizione una linea internet veloce tipo adsl, c’è soltanto una linea aerea lentissima, con poca banda, che funziona un giorno sì e tre giorni no.

    Basta un po’ di vento nel bosco e il traliccio su cui è piazzata l’antenna che dà il segnale a tutta la valle va in tilt, basta un po’ di neve che scende dal cielo e …tutto il mondo on line si ferma.

    Ciro g., la tua idea è molto bella e utilissima, vedremo insieme come potremo superare i limiti tecnologici e superare gli ostacoli!

  107.  
    Virginia
    12 febbraio 2010 | 13:30
     

    Carissimi, eccomi alle prese con i miei soliti dubbi inerenti il lavoro.

    Forse a qualcuno di voi potranno scatenare un po’ di rabbia, nel senso che abbiamo tante problematiche di base così evidenti e da risolvere nell’immediato del quotidiano, che andare anche a preoccuparsi del superfluo, sembra quasi un “bestemmia”….

    Mi spiego meglio.
    Ho la possibilità, per le competenze professionali acquisite, di frequentare un Master universitario di specializzazione. Tutto bene fin qui… una bella possibilità.

    Ma questo comporterà che io debba recarmi per 5/6 volte a sostenere gli esami intermedi in una città distante più di 300 km. da casa mia.

    Impensabile prendere da sola un mezzo di trasporto. In macchina dovrei trovare qualcuno che mi accompagni. Ma non voglio essere di peso per l’ennesima volta per queste cose e poi, come la dottoressa ha detto, confermato anche Nic, non si può andare in macchina con chiunque.

    Quindi la cerchia si restringe. Tra pochi giorni scade il termine per perfezionare l’iscrizione. Non mi spaventa il molto studio che si va ad aggiungere al lavoro e alla famiglia. Non mi spaventano gli esami da sostenere o le competenze necessarie per affrontare questo percorso.

    Mi spaventa il viaggio e tutto ciò comportarebbe ogni volta giorni e giorni di ansia anticipatoria.

    Che rabbia! Quanta delusione!

    Ho lì le carte pronte e so che non le spedirò e tutto finirà come sempre in un grande pianto e grande delusione!! Mi sembra una rinuncia così grande per un problema altrettanto grande per noi, ma che in una vita normale sarebbe del tutto assente!!

    Ma perchè bisogna sopportare che persone più inadeguate e decisamente meno preparate di me, afforntino certe cose e alla fine ce la facciano meglio di te semplicemente perchè non hanno problemi a viaggiare, incontrare persone, fare riunioni, fare lezioni….

    cara dottoressa come ben sa questo è un mio chiodo fisso. Non so se sto effettivamente lavorando nella direzione giusta. Ma mi sembra di allontanarmi sempre più dalla meta…. E che le fobie e le ossessioni, nonchè l’ansia anticipatoria con tutti i suoi sintomi fisici aumentino sempre più.

    Grazie a tutti per i vostri consigli.

    Un abbraccio.

    P.S. Ciro G. bella idea davvero!

  108.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    12 febbraio 2010 | 15:03
     

    cara dottoressa come ben sa questo è un mio chiodo fisso. Non so se sto effettivamente lavorando nella direzione giusta. Ma mi sembra di allontanarmi sempre più dalla meta…. E che le fobie e le ossessioni, nonchè l’ansia anticipatoria con tutti i suoi sintomi fisici aumentino sempre più.

    Cara Virginia,

    partecipare al Master di specializzazione può essere un’occasione ascendente per te e per la tua professione di psicologa.

    Rimanere a casa, per la paura del viaggio in macchina, è un vecchio, noioso ciclo discendente, che ti allontana dalla meta che desideri realizzare.

    Se fuggi davanti all’ansia anticipatoria, gliela dai vinta e il fantasma cresce, cresce, cresce….fino a trasformarsi in attacchi di panico con il crollo della tua autostima.

    Quando si ha paura si crede che rinunciando a fare quello che volevamo fare, il problema scompaia, ma sai bene che non è così.

    Mettere la polvere sotto il tappeto non la fa vedere per un po’, ma la nasconde soltanto, non la fa sparire!

    Pensi che non ce la farai oppure senti che non ce la puoi fare?

    Scegli se darla vinta alle solite paure limitanti oppure se, CHI comanda sulle dimensioni mentale ed emozionale sei TU!

    Non c’è soltantano la possiblità di rimanere a casa sconfitta, c’è anche quella di agire diversamente, di cambiare in corsa, decidendo di corsa!

    Ti ricordo che sei stata molto brava un paio di mesi fa a riuscire parlare in pubblico con successo, nonostante il vento forte dell’ansia e il maltempo della paura!

    Ti auguro di segliere quello che senti più giusto in questo momento per te, non quello che pensi condizionata dalla paura!

  109.  
    piero
    12 febbraio 2010 | 18:24
     

    Buona sera a tutti,

    alla fine dopo alcune settimane di partecipazione silenziosa mi è sembrato doveroso rendermi un poco più visibile .

    Sono Piero ho quasi 45 anni e da circa 2 anni e mezzo mi sono trovato a vivere questa terribile esperienza degli attacchi di panico .
    Non ho molto da aggiungere a quanto descritto dai tanti, visto che mi sono riconosciuto pienamente
    in tante esperienze riportate sul blog.

    Devo dire che è stato comunque un grande sollievo sapere che così tante persone hanno vissuto o stanno vivendo la stessa terribile situazione, quindi un grazie a quanti cercano di farsi forza e di
    incoraggiare altri, un ringraziamento speciale per la dottoressa Laura
    Bolzoni Codato che dedica tanto del suo tempo
    per aiutare tutti e che rende facile la divulgazione di esperienza attraverso i blog ed e-mail .

    Sono desolato a non essere di aiuto a nessuno
    per il momento

    Un cordiale saluto

  110.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    12 febbraio 2010 | 19:02
     

    Grazie a te caro Piero!

    Comprendere e sentirsi compresi in un problema come quello del panico, che può trasformarsi in un vero e terribile dramma esistenziale è molto bello e utile.

    Il Blog mette in relazione e in comunicazione le persone, dona un senso di familiarità e di calore umano che facilita i progressi interiori, le piccole e le grandi vittorie.

    Benvenuto!

  111.  
    ciro g.
    12 febbraio 2010 | 19:40
     

    cara virginia

    mi permetto di dire che possiedi tutte le carte in regola x affrontare tutto cio’

    iscriviti…. partecipa e vedrai come tutto questo spavento si sciogliera in una grande soddisfazione x te.

    virginia anche io ho ansia anticipatoria ma e’ solo ansia
    solo se andrai inizierai a stare bene ,affrontandola tesoro
    ce la possiamo fare ..

    tutti noi amici fiori nn siamo inferiori a nessuno
    questo panico e solo uno stupido che ci spaventa ma nn e capace di far altro

    vi voglio bene a tutti …

    un bacio amici fiori

    e virginia ti raccomando dacci questa gioia che ti iscrivi al master

  112.  
    Landrea
    12 febbraio 2010 | 20:59
     

    Cara Sara

    ….non ho per niente l’esperienza per darti consigli su cosa fare..però dal mio piccolo posso dirti due cose:

    - cerca di trarre forza dalle tue vittorie, dalle più piccole alle grandi……non c’è ricostituente migliore della stima in se stessi!

    - prima fatti consigliare, da chi ti è più vicino, dalla tua psicologa, e dalla nostra dolce dottoressa Laura, poi scegli la tua strada in tutta coscienza, portala avanti e abbi fiducia in te!

    Io dopo due anni di assoluto spiazzamento ho deciso di trovare una soluzione, ho provato per circa 3 mesi la strada dei farmaci, l’ho abbandonata per vari motivi, ho cercato una via alternativa disperatamente e l’ho trovata….ora sono convinto che ce la farò…non è così facile….faccio 2 passi avanti e vado indietro di uno…però sento che questa è la mia strada e la percorrerò.

    Baci grandi!

    Andrea

    (che abbraccia tutti!)

  113.  
    cristina
    12 febbraio 2010 | 22:29
     

    buonasera a tutti,

    stasera mi sono messa al computer per stare un pò con voi, mi dispiace non averlo fatto prima così non sono potuta essere vicino a Nicola nel momento del bisogno.

    Anche se non ci conosciamo volevo abbracciarti e dirti che so cosa provi perchè ci sto passando io con mio padre e mio suocero, e tutti i giorni con il mio lavoro in un reparto di oncologia.

    E’ difficilissimo ma la forza la troviamo, io riesco sempre a trovare mille risorse per tutti salvo poi avere gli attacchi una volta timbrato il cartellino in uscita ed aver varcato la porta verso il parcheggio.

    Forse è proprio perchè gli altri hanno bisogno di noi .
    In ogni caso caro Nicola ti posso dire che sei stato eccezionale hai affrontato una prova difficilissima e sei stato presente e costante con tanto amore,una cosa che mi ha colpito nel tuo racconto è stato quando hai detto che tua sorella ha saputo trovare sempre le parole per aiutarti,lo ha fatto anche nel suo ultimo momento.

    Permettendoti di starle vicino e di prendere in mano la sua malattia ti ha fatto capire e ti ha dimostrato che sei una persona forte di cui si può aver fiducia, a cui si può delegare la propria vita, quindi ti ha dato forse l’aiuto più grande per superare i tuoi” brutti momenti” e se a volte ti capiterà di stare ancora male ,beh! pazienza avrai sempre il suo amore più forte di tutti gli attacchi.

    E’ sinceramente quello che mi ripeto tutti i giorni, dove mi impongo di regalare un attimo di serenità a chi mi sta intorno ascoltando le paure di morire e di soffrire e cercando di dare conforto reale mentre mi prende la sudarella, mi tremano le gambe e tutti gli altri sintomi che ben sappiamo ma mi dico che se ce la fanno loro devo farcela anche io e vado avanti ed ogni sorriso è un imput a non mollare. ma la sera a casa è dura e non so se riuscirò a farcela solo con la valeriana.

    Dottoressa la mia paura più grande è quella di essere un pericolo per mio figlio si sente dire tante cose brutte sulle mamme che perdono il controllo,lei può tranquillizzarmi da questo punto di vista,data la sua esperienza e se è il caso di prendere 1/2 cp,di xanax da 0.25 la sera o continuare con la valeriana al bisogno,non voglio assuefarmi.

    adesso vi saluto un abbraccio a tutti e uno speciale a Nicola

    Cristina

    scusate se non sono sintetica

  114.  
    denise
    13 febbraio 2010 | 00:02
     

    Ciao a tutti.

    Da due settimane gironzolo qua dentro…

    leggo e rileggo…

    acquisto l’ebook, nuovamente leggo e nuovamente rileggo.

    Piango.

    Per uno di voi – o meglio, uno di noi – che è ritornato piccolo e si è coccolato ed abbracciato poichè lasciato solo il primo giorno di scuola. Piango per la sorella di Nicola.

    Piango perchè da anni non soffrivo più di maledetto panico ed ora il maledetto è ritornato o meglio, è tornato da un po’ ma ora è ritornata la paura che ri-ritorni.

    Sono sfiduciata.

    A presto, piacere di conoscervi.

  115.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    12 febbraio 2010 | 23:21
     

    Dolce Cristina,

    le mamme a volte non ne possono più, soprattutto se sono tanto impegnate anche fuori casa, in un lavoro serio e nobile come il tuo e quindi…possono avere delle catarsi emozionali, che a prima vista sembrano apparire come una perdita di controllo.

    Le mamme non sono sempre perfette e hanno tutto il diritto di lasciarsi andare, senza reprimere i propri sentimenti, continuando a rimanere coscienti di quello che stanno vivendo.

    Va bene se ti chiudi in una stanza da sola e se lasci libero sfogo a quello che provi a livello emozionale, in modo spontaneo, selvaggio, senza alcun giudizio, permettiti di buttare in aria un cuscino, permettiti di picchiare forte con una racchetta da tennis il divano, permettiti di scalciare con le gambe sdraiata sul letto, permettiti di mordere un asciugamano pulito, permettiti di accendere l’aspirapolvere e di urlare….

    Il segreto è non reprimere, ma permettere l’espressione dell’emozione, però continuando a controllare il comportamento, ovvero senza ferire, senza insultare gli altri essseri umani.

    E’ importante che tu spieghi a tuo figlio che cosa sono le emozioni, come funzionano, che cosa succede quando per tanto tempo dobbiamo reprimere i sentimenti dentro di noi.

    Puoi usare degli esempi semplici della vita domestica, come quello della pentola a pressione, che sibila, sibila, sibila e che se non lasciasse uscire il vapore …bum..scoppierebbe.

    Ecco: la catarsi emozionale, espressa senza ferire nessuno naturalmente, è simile a un piccolo e breve temporale, che rinfresca l’aria, che dona acqua alle piante assetate, senza creare alcun danno a nessuno.

    Puoi condividere a tuo figlio che a volte sei un po’ stanca, perché il tuo sistema nervoso è irritato dallo stress, puoi dirgli: “Adesso la mamma è in un momento difficile, ma non ti preoccupare, sono soltanto delle emozioni intense che vogliono esprimersi e che tra pochi minuti se ne andranno!”

    Stai tranquilla, Cristina, abbraccia tuo figlio e vedrai che non succederà nulla di preoccupante.

  116.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    13 febbraio 2010 | 00:45
     

    Benvenuta Denise,

    hai fatto bene a fermare il tuo girovagare tra i vialetti del Giardino Blog e a parlarci un po’ di te e della paura che il panico possa rimanere nella tua vita.

    Piangere scioglie la tristezza.

    Parlare della paura della paura diluisce il suo potere distruttivo.

    Ritrovare e riabbracciare quella bambina piccolina, che si è dovuta sentire grande e forte il primo giorno di scuola, anche se dentro di sè si sentiva smarrita e strana in quel nuovo mondo, tanto diverso dalla familiarità delle quattro mura domestiche, dona pace e un senso di completezza interiore.

    Come scrivo in risposta a Linda ( ecco il link, clicca qui) è importante avere chiara la META di uscire definitivamente dal panico e contemporaneamente la SCELTA di farlo.

    La meta da sola non è sufficiente, come la scelta da sola diventa troppo debole.

    La motivazione, che mostri di possedere, visto che hai fatto delle azioni concrete per conoscere ancora più in profondità il disturbo di panico è la rotta che indica la direzione da seguire e che decreta il successo oppure il fallimento del viaggio.

    Tenta di sciogliere la sfiducia e prova a ricontattare la tua voglia di migliorare, il tuo desiderio forte di uscire da questo problema dell’ansia anticipatoria, che ti crea un futuro piccolo, limitato e spaventato.

  117.  
    cristina
    13 febbraio 2010 | 12:56
     

    grazie dottoressa

    le sue parole mi hanno fatto sentire compresa

    vorrei abbracciarla ed abbracciare tutti voi

    è meraviglioso avere un posto dove esprimere le proprie paure ed essere rispettati

    grazie

  118.  
    Federica
    13 febbraio 2010 | 14:01
     

    Grazie Nicola

    le tue parole mi hanno riacceso la forza che ho avuto quando ho perso mio fratello… mi sono un pò ritrovata nella persona che ero prima che lentamente il panico e l’ansia prendessero in mano la mia vita e la guidassero a loro piacimento.

    Sii forte… e se ti capiterà di volerti lasciar andare qualche volta che tua sorella ti mancherà fallo pure… lascia fluire il dolore fuori… non fare l’errore che ho commesso io quando fingevo di stare bene.

    Lasciarsi andare secondo me è un buon modo di ammettere anche i propri limiti!

    Con molto affetto ti saluto.

    Abbraccio anche Denise!

    Coraggio non sei sola!

  119.  
    EVA
    13 febbraio 2010 | 20:44
     

    Buonasera a tutti.

    Manco da un pò di tempo…e quindi solo oggi sono venuta a conoscenza di quanto accaduto al nostro Nicola

    Mi dispiace Nicola…mi dispiace dal più profondo del cuore. Le tue parole mi hanno commossa..mi hanno emozionata tanto.

    Sei una persona veramente speciale, bellissima.

    Come dice NIC…pur nel tuo immenso dolore, ci trasmetti tanta forza. E questo non è da tutti…credimi.
    Non perdere mai questa forza, questo grande coraggio…

    Ti sono vicina con tutto il cuore. (Dici che se facciamo un pò di spazio…troviamo un posticino piccolo piccolo anche per me nel tuo cuore..? :-) )

    Ti stringo forte forte.

    Ero venuta per fare una “chiacchierata”…per “lamentarmi” di problemi che mi stanno creando un’ansia terribile in queste ultime settimane (tanto da aver fatto spazio a qualche piccolo attacco di panico…ma io non gli ho voluti!! Via, via! Sciò!!)

    Problemi che riguardano la casa, problemi economici, decisioni importanti da prendere in fretta…. Ma dopo aver condiviso insieme a voi quanto accaduto a Nicola… i miei problemi, le mie ansie, le mie paure, adesso li vedo quasi come “banali” e “superflui”.

    Ho messo le virgolette perchè so che in fondo non è così. Tutto ciò che mi fa e ci fa star male non è nè banale nè tantomeno superfluo. Ma le parole di Nicola, la sua grande forza, il suo grande amore verso la vita mi hanno colpito così tanto che… preferisco restare in “silenzio” per oggi.

    Rimanderemo la chiacchierata..! :-)
    (spero di essermi riuscita a spiegare…scusatemi. Sono fatta così. Davanti a grandi emozioni mi blocco…è come se avessi bisogno di silenzio…di pensare…di riflettere da sola… E non so se questo sia un bene o un male… Ma probabilmente, anzi…sicuramente sbaglio)
    Un abbraccio e un bacio a tutti tutti tutti tutti tutti!
    Siete sempre con me

    P.S.- Un abbraccio speciale a lei Dottoressa…e grazie per le sue belle parole che hanno seguito la mia precedente condivisione.
    Chissà se questa bora (oltre che a “spazzarmi” di qua e di là per le vie di Trieste con delle scene che a volte sono veramente comiche.. :-) , riuscirà anche a staccare definitivamente quel famoso post-it…!

    Eh…era attaccato proprio bene, accipicchia!! Ma pian pianino…la colla si sta allentando…
    Ma non grazie alla bora…. grazie a lei!!!
    Mi pensi quando sente soffiare quel vento forte…

    La saluto con tanto affetto

  120.  
    Paola
    14 febbraio 2010 | 10:28
     

    Salve a tutti cari amici del blog e carissima dottoressa Laura,tutta la neve che ci accompagna questi giorni è bellissima,anche se tanti si lamentano dei disagi che provoca alla viabilità a me piace molto e guardare nevicare mi rilassa molto.

    I sintomi di astinenza da psicofarmaci sono sempre più rari per fortuna,ma ovviamente non si può vivere tranquilli(o per lo meno così sembra).

    purtroppo ho dei grossi problemi alla schiena che influiscono molto sul mio lavoro,e questo mi mette di cattivissimo umore,e ho spesso voglia di piangere,l’ortopedico mi ha fatto l’ultimo prezzo,con una schiena come la mia dovrei dimenticarmi di fare quello che tanto mi piace.

    Mi ha detto che in trent’anni che fa questo mestiere non ha mai visto una cervicale come la mia,ho sempre il collo gonfio,anche i linfonodi,ho la periartrite ad entrambe le braccia e la tendinite al braccio destro,a volte non riesco a piegare il pollice e l’indice della mano destra,mentre lavoro ho forti capogiri (che per fortuna non attribuisco ad un attacco di panico),ma mi sembra spesso di dover cadere,quindi irrigidisco talmente le gambe che mi diventano dure come uno stoccafisso e la sera sono a pezzi ed ho solo voglia di piangere.

    Io non vogflio fare altro se non quello che faccio,e la prospettiva di dover mollare mi uccide dentro.

    Sto cercando una ragazza che sappia lavorare a phon per cercare di scaricare un pò di lavoro,ma mentre tutti piangono che non hanno lavoro quando glielo offri hanno sempre degli intoppi (una va via luglio e agosto,l’altra non vuole lavorare al sabato(allora perchè fai la parrucchiera?)un’altra la madre mi rompe le scatole da mesi perchè prenda sua figlia e poi quando le dico di farmi chiamare neanche mi chiama…ma allora mi sembra che più che parlare di crisi parliamo di non voglia di lavorare che è ben diverso…non ho più parole,ogni mattina mi alzo con forti dolori e vado a lavorare mentre di sembra di andare su un campo di battaglia,ho paura di non farcela a reggere e quindi il mio morale è sempre più sotto le scarpe,adesso devo fare una risonanza magnetica a tutta la colonna vertebrale e sono già terrorizzata,hopaura di non regggere lo stress emotivo e di crollare,ho sempre avuto dei problemini alla schiena,ma in questi ultimi due mesi sono peggiorata tantissimo,anche perchè la mole di lavoro è sempre più grande (e di questo sono contenta),ma ho tanta paura di crollare psicologicamente insieme alla mia schiena.

    Scusate lo sfogo,vi leggo sempre con amore e partecipo alle vostre emozioni con tutta me stessa.

    Un abbraccio.

  121.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    14 febbraio 2010 | 13:53
     

    Dolce e combattiva Paoletta,

    complimenti per come hai superato, con costanta e con tanta determinazione le crisi da dismissione dei farmaci: brava!

    La tua attività di parrucchiera, per cui ti sei formata e alla quale dedichi con passione molto tempo è la tua realizzazione personale e professionale, il Salone, dove accogli le Clienti è il tuo regno, dobbiamo superare, con la grinta che ti appartiene, anche questi due nuovi ostacoli: i malesseri della colonna vertebrale, forse derivati dalle posture innaturali che quotidianamente il tuo corpo deve assumere, mentre ti prendi cura dei capelli delle persone e la mancanza di una persona valida che ti aiuti nel lavoro.

    La prima nuova meta è quella di curare i disturbi alle vertebre cervicali e dorsali e alla muscolatura e va realizzata assieme agli specialisti a cui senti di volerti affidare, che conoscono le terapie adatte, che sanno quali trattamenti, quali massaggi ed eventuali integratori alimentari proporti (es. Omega 3).

    La seconda nuova meta è quella di avere un partner nell’attività oppure una giovane e/o un giovane, che svolga il lavoro che tu sai ti porta ad alterare l’assetto posturale del corpo.

    Così tu puoi riservare per te soltanto il taglio artistico oppure la formazione di nuovi artigiani, in qualità di Maestro Artigiano oppure creare delle piccole conferenze sul benessere e sull’estetica, dove inviti altri parrucchieri bravi.

    Cerca, cerca, cerca con fiducia e con pazienza e vedrai che appariranno le persone adatte, che ti aiuteranno a realizzare i tuoi nuovi fini.

    Risponderò alle belle e interessanti domande che mi avevi posto tempo fa, nei prossimi articoli di primavera.

    Buon S. Valentino, cara Paola : oggi i cuoricini rossi rallegrano il nostro Giardino, perchè ci vogliamo bene e perchè ci sentiamo vicini nei sentimenti e nelle esperienze!

  122.  
    Paola
    14 febbraio 2010 | 17:18
     

    grazie carissima dottoressa per le sue sempre pronte parole di incoraggiamento,non mollerò la ricerca di qualcuno che mi possa aiutare nel lavoro anche se è dura e devo ammettere che io pretendo molto sul lavoro,non mi accontento di qualcuno tanto per smollare un pò di lavoro,anche perchè le mie esigenti clienti non me lo permetterebbero,ci vuole tempo a farsi una bella clientela come la mia,ma basta un piccolo passo falso che non te lo perdonano.

    Grazie ancora amata dottoressa Laura Bolzoni Codato, lei è sempre presente nei miei pensieri e attendo con ansia(no forse ho usato una parola impropria in questo blig)..e attendo con trepidazione i suoi nuovi articoli.

    Buon san valentino anche a lei e a tutti i cari amici del blog.

  123.  
    sara
    14 febbraio 2010 | 18:10
     

    ciao a tutti dolci fiorellini< e meravigliosa Dottoressa

    buon san Valentino a tutti…i cuoricini di questo blog….

    un bacio…

    SaRA

  124.  
    Nancy
    14 febbraio 2010 | 20:54
     

    Carissimi amici fiorellini e dolcissima Dottoressa Corolla,

    è bello sentirvi vicini il giorno di San Valentino, perchè l’Amore che la Dottoressa Laura Bolzoni Codato ci sta insegnando supera il sentimento che, sia pure meraviglioso, si vive all’interno della coppia.

    E’ la strada dell’Amore che ci porterà verso la guarigione, perchè esso genera comprensione, compassione e può cancellare quei risentimenti che inquinano la nostra mente.

    Ora vi lascio perchè devo mettere a nanna il mio bimbo di quattro anni e mezzo, che mi sta saltando addosso dandomi tanti bacini che a mia volta spedisco a tutti voi con sincero affetto.

  125.  
    cristina
    14 febbraio 2010 | 22:33
     

    buon san valentino a tutti e tanto amore da dare e in particolar modo da darci,

    l’uno con l’altro incontrandoci nei vialetti di questo giardino ma anche da soli davanti allo specchio guardandoci negli occhi, perchè nessuno ci ama più di quanto non dovremmo fare noi stessi…

    il panico non lo sa quindi freghiamolo amandoci di più e lasciandolo al freddo fuori dalla finestra.

    baci baci baci in particolare alla rosa del giardino

  126.  
    Landrea
    15 febbraio 2010 | 11:40
     

    Pssssss! …..sono ancora in tempo?

    Buon San Valentino cari Fiori….

    a chi è innamorato, a chi non lo è, a chi è rimasto scottato, a chi ha perso la testa per qualcuno, a chi ha messo la testa a posto, a chi vuole bene a qualcuno, a chi ha scoperto di voler bene a se stesso………………..

    Un bacio a tutti, eccovi lì, siete nel mio cuore!!!!

  127.  
    sara
    15 febbraio 2010 | 15:13
     

    Ciao a tutti…
    oggi qui ad Ancona, il tempo è veramente bello… c’è un bel solicino …anche se fa freddo!!

    Stanotte ho dormito male.. ho avuto un maledetto nodo alla gola tutta lanotte…una sensazione di fiato corto … ogni giorno.. l’ansia non sa piu che vie trovare per manifestarsi…

    ma oggi nonostante.. la mia stanchezza … sono uscita sono andata al mercato… ho respirato un pò di aria fresca… e sembrava che il sole, scaldandomi il viso, mi guarisse dai miei “mali”…

    mi sono sentita più forte, più viva!

    tanti bacini ai delicatissimi fiori di questo meraviglioso giardino…dove si respira sempre tanta serenità tranquillità.. e amore…
    un saluto a tutti tutti tutti anche se peccato non vi conosco personalmente…
    e un bacio grande alla Dottoressa Laura Bolzoni Codato … grazie … perchè è sempre disponibile e perchè non si stanca mai di ripetere le cose… e perchè si sente che fa tutto con molto AMORE senza chiedere niente in cambio .. GRAZIE

    stanotte Dottoressa l’ho anche sognata… che parlavamo al telefono e lei mi tranquillizzava!!

    mi sembrava la realtà.. invece solo un sogno:(

    buona giornata bacini…. al miele

    SARA

  128.  
    sara
    16 febbraio 2010 | 10:52
     

    ma vi siete spostati???

  129.  
    Landrea
    16 febbraio 2010 | 23:38
     

    Ciao a tutti bei fiori!

    ..Brava Sara, la tua è una piccola grande vittoria…in apparenza sembra un controsenso, ti sei sentita stanca e sei uscita….però a volte camminare in una bella giornata di sole può essere più riposante che stare stare a casa…

    Siamo fatti per uscire, farci abbracciare dalla natura e stare in mezzo alle persone!

    Spero che quello che hai provato sia per te sia uno spiraglio per diventare sempre più forte!!!

  130.  
    sara
    17 febbraio 2010 | 10:39
     

    Granzie Landrea

    ma si sono spostati… nessuno scrive piu niente! che dici ?

    buona giornataa… :)

  131.  
    Landrea
    17 febbraio 2010 | 18:24
     

    mah? non credo.. c’è nessuno in giardino? heilà?
    buona serata!

  132.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    17 febbraio 2010 | 20:19
     

    Cara Sara,

    siamo tutti qui.

    Ci sono tanti vialetti nel Giardino Blog, che corrispondono ai vari articoli con gli specifici Commenti collegati, quindi i lettori scrivono un po’ qua e un po’ là, a seconda del tema che a loro interessa approfondire di più in quel momento.

  133.  
    ermeglio :-P
    17 febbraio 2010 | 22:01
     

    Ciao a tutti.

    volevo raccontare che gli altri giorni sono riuscito a prendere il pullman e a viaggiare con tranquillità, dopo 4 anni che non lo prendevo. Sei mesi fà quasi mi ero chiuso in casa.

    Purtroppo, Oggi ho avuto un attacco di panico-ansia prolungato abbastanza lungo, in un luogo affollato. Domani si ricomincia a lottare, nonostante queste difficoltà che ti stancano, e a volte ti fanno a pezzi.

    penso che nei luoghi affollati ciò che mi crea fastidio è che la gente si possa accorgere dei miei attacchi di panico e ciò mi alimenta il panico.

    Lo incendia come dice lei nel suo libro.

    La paura che gli altri che mi vedano un pò tremare, un pò in crisi e darti per matto, o scoprire cos’hai (neanche i miei genitori sanno di queste crisi: il panico è veramente un terremoto interiore, che poche volte si vede)

    Si. domani ricominciamo a lottare.

    Ciao.

  134.  
    Paola
    18 febbraio 2010 | 14:21
     

    Cara dottoressa e cari amici buongiorno!!!!

    Sono 3 giorni che lotto nuovamente con un’ansia terribile,mi pervade tutta quanta,ho il terrore quando rimango da sola anche se solo per un’oretta.Mamma mia quanto è dura,e mi trovo d’accordo con Emilio,quanta energia per non farci accorgere dagli altri del terremoto interiore che stiamo passando!!!!!!!

    Il terrore di essere presi per malati di mente è per me insopportabile,non so se capita anche a voi ma a me terrorizza.

    Insomma 1 passo avanti e 3 indietro,ed ogni volta è sempre dura,sono cocciuta,non riesco ad imparare a convivere con l’ansia,ogni volta devo ricominciare da capo,come se tutto quello imparato in precedenza sparisse magicamente.

    Oggi sono stata tentata di prendere un ansiolitico ma ho desistito,è inutile rimbambirmi per poi,quando finisce l’effetto,tornare a stare male.

    Un abbraccio a tutti.

  135.  
    ciro g.
    18 febbraio 2010 | 16:57
     

    amici fiori..

    voglio vivere con voi questa bellissima esperienza.

    ieri sera sn uscito cn mia moglie e il mio bebe’ di 4 mesi
    ragazzi ero in auto nel traffico in centro a napoli;
    quando all’improvviso booom boom panicooooo
    amici fiori sono rimasto li, senza agitarmi quasi a coccolarlo
    ragazzi mi sn lasciato andare x la prima volta gli ho detto fai tutto quello ke vuoi e lui ke ha fatto se ne andato…..

    amici fiori e stato meraviglioso … e la prma volta che l ho ignorato cosi”..

    giorno dopo giorno mi sento rinascere lui cambia aspetto ma lo stesso nn mi faro’ spaventare..

    amici fiori abbracciamoci tutti insieme in cerchio, abbraciamoci forti e sconfiggiamolo tutti insieme…

    ragazzi c’e la possiamo fare tuttiiiiiiiiiiiiiiiiii…………tuttttttiiiiiiiii…

    dottoressa Laura Bolzoni Codato vi voglio ringraziare di tutto..
    amici fiori proviamoci tuttii..

    sconfiggiamo questo drago terribile( e’ fatto di burro…)

    riusciamoci tutti

    sarebbe una gran gioia x tutti noi

    vi voglio bene

    ciro

  136.  
    Landrea
    18 febbraio 2010 | 23:02
     

    Ciro G sei grande!!!…..

    non posso trattenermi dal farti i complimenti!!!

    Cara Paola…a volte anch’io ho paura di esser preso per malato..ci sono momenti in cui i pensieri corrono velocissimi..e mi sento come se stessi in prima linea a ricacciarli indietro.. e ci sono momenti in cui quando credo di aver fatto un bel passo avanti, mi rilasso, e mi sembra di esser tornato quello di prima, all’improvviso arriva qualche “schiaffo” che mi fa scivolare indietro..e lì mi sembra di aver dimenticato tutto…..che si fa in quei momenti?

    l’unico metodo che conosco è l’ostinazione!

    Un abbraccio grande a tutti

  137.  
    ciro g.
    18 febbraio 2010 | 23:59
     

    grazie landrea x i complimenti.

    ragazzi mettiamocela tutta ce la posiamo fare

    io ero uno che nemmeno pure farmi la doccia mi spaventava pensate un po”’
    coraggio coraggio

    la mia vittoria è sapere che molto di noi ce la facciamo

    vi voglio un mondo di bene……

    baci

  138.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    19 febbraio 2010 | 00:05
     

    Ciro G.,

    sei una persona dal cuore grande e dalla natura generosa!

    Complimenti per le tue belle vittorie!

  139.  
    EVA
    19 febbraio 2010 | 00:16
     

    Buonasera a tutti!

    Mi unisco a Landrea nel fare i miei complimenti a Ciro g.!

    Bravissimo! Continuiamo ad ignorare il panico…e ogni giorno sarà sempre meglio!

    Per me questo è stato fondamentale: più lo ignori…e più “lui” si stanca di “farti visita”! E poi, imparando a conoscerlo, fa sempre meno paura!

    Vorrei poi mandare un abbraccio speciale a Paola.

    Come ti capisco cara Paola…
    i problemi nel lavoro, di salute, lo stress quotidiano,…non fanno altro che aumentare l’ansia…e con essa la paura del ripresentarsi degli attacchi, la paura di regredire, la paura di non farcela, di essere troppo stanchi, tristi, depressi e demotivati per trovare la forza di reagire, di rialzarsi e di continuare…

    Secondo il mio modesto parere hai fatto bene a non farti “tentare” dal prendere un ansiolitico..Non credo proprio sia quella la soluzione. Anzi!

    Ma su questo aspetto non mi permetto di dire di più…perchè io, fortunatamente, non li ho mai presi, non ho mai avuto nemmeno la tentazione di farlo (probabilmente per i motivi che ho spiegato in uno dei miei precedenti post quando parlavo dell’esperienza con il panico della mia mamma….) e quindi non me la sento di dare consigli da questo punto di vista, non avendo vissuto in prima persona lo stesso tipo di problema.

    Vorrei darti qualche altro consiglio prezioso…ma mi sa che in questo periodo sono la persona meno adatta….

    Anch’io da qualche mese convivo con un’ansia terribile. Motivo? Troppi problemi da risolvere tutti quanti assieme…uno si concatena all’altro…e a me sembra di impazzire.

    Primo tra tutti il solito problema economico: con un lavoro part-time, vivendo da sola dopo che io e il mio ex ci siamo lasciati, avendomi accollato tutte le spese,….è già un miracolo se con i soldi arrivo alla fine del mese.

    E mi trovo perfettamente d’accordo con te sul problema lavoro: non sai quanto abbia cercato e stia cercando sempre una posizione migliore. Ma non solo: mi candido anche per ricoprire attività che non ho mai svolto o di cui ho poca esperienza,…insomma: sono disposta a rimettermi in gioco e ripartire anche da zero! (la voglia di lavorare e di imparare non mi mancano!) Ma niente. Zero assoluto. E’ veramente frustrante.

    Come se non bastasse mi è arrivato il conguaglio annuale delle spese condominiali….quando ho visto la cifra, non sto scherzando, ho avuto un attacco…da tanto mi sono agitata!

    Ti dico solo che per saldarlo prosciugherò quel poco che mi è rimasto da parte. E non solo…il preventivo per il prossimo anno è ancora più salato!

    Bene, mi sono detta…mi faccio mandare tutte le pezze giustificative, tutti i conteggi, così vedo se è tutto regolare (perchè l’aumento rispetto allo scorso anno è stato troppo vertiginoso!!) Sto ancora aspettando un riscontro…. E l’ansia aumenta…aumenta….
    A questo punto ho deciso anche che sarò costretta a lasciare questa casa…le spese sono aumentate troppo…e io non posso lavorare per pagare solo l’affitto e le spese condominiali!

    Ma…punto primo non credo che accettino una disdetta antcipata rispetto a quella che sarebbe la scadenza effettiva del contratto. Punto secondo: se sono costretta a restare qui fino alla scadenza effettiva (cioè agosto 2011) come faccio a pagare tutti quei soldi??

    Dove li trovo? E anche se riesco ad andermene prima….riuscirò a trovare un altro posto?? Dove troverò i soldi per le spese iniziali? (mensilità anticipate, cauzioni e quant’altro)? Ce la farò a fare un trasloco da sola?
    Io volevo sì andare via da questa casa…perchè è legata a tanti ricordi che mi fanno ancora male… Ma volevo fare tutto con calma: cercarmi con calma un nuovo appartamentino, avere la possiblità economica per poi arredarlo per bene come ho sempre desiderato…Iscrivermi a qualche corso (di ballo, di lingue, di grafologia..che è sempre stata la mia passione..!) E invece non posso fare nulla di tutto questo. Tante volte mi dico che forse è meglio non avere progetti piuttosto che averli e sapere di non poterli realizzare.

    Prendo la paga e…pagato l’affitto, comprata la tessera mensile dell’autobus, fatte due spese in supermercato e pagata una o due bollette…Finito tutto.

    Non riesco neanche ad offrire una pizza alla mia mamma. E mi sento così male: lei, la mia famiglia, mi stanno già aiutando tantissimo..e io non voglio e non posso chiedere di più.
    Sto male, tanto male.
    Ho poco più di trent’anni e mi sembra di non essere arrivata da nessuna parte. Nessuna soddisfazione professionale, economica, affettiva,….

    Se poi ci aggiungiamo il fatto che mi sento completamente sola…. per me sta diventando un dolore troppo forte da sopportare.

    Amici zero. Spariti tutti (ma, come già detto tante altre volte, meglio così…solo oggi mi accorgo che non erano amicizie, ma solo “conoscenze”…)
    Poi ultimamente la mamma ha avuto e ha problemi di salute che mi stanno preoccupando non poco…anche se il medico ha assicurato che facendo la cura prevista, non c’è niente di cui preoccuparsi. Ma io ho una brutta e strana sensazione lo stesso. E così mi preoccupo, mi angoscio,…ho tanta paura. Darei la mia stessa vita per la mia mamma…E vivo sempre nel terrore che le accada qualcosa di brutto. E di conseguenza trasmetto a lei tutta questa mia ansia.
    Che dire poi…

    Faccio lavoro-casa, casa-lavoro. Cena, tv, lavori domestici (se la stanchezza e la depressione non predono il sopravvento..), chiacchierata per telefono con la mamma (che se poi sono particolarmente nervosa diventano discussioni e non chiacchierate…!) e poi nanna. Sperando che la notte duri a più lungo possibile per non dover affrontare un’altra giornata uguale a tutte le altre.
    Ci sono certe mattine in ci mi sveglio e non vedo l’ora che passi presto la giornata, che arrivi presto la sera per tornare a dormire…per soffrire meno.

    Le uniche ore in cui mi sento meglio è quando lavoro. Perchè ci metto tutta me stessa, mi impegno, mi dedico completamente al lavoro e quindi anche “il cervello” ne trova giovamento….

    E il panico in tutto questo?? No, non c’è proprio posto anche per lui.

    Lo so che dovrei stare calma, trovare una soluzione alla volta, risolvere un problema alla volta,…ma non ce la faccio. Non so da che parte cominciare. E non trovo soluzioni pratiche.

    Scusami Paola, scusatemi tutti per questo mio sfogo. Ma non so con chi altro parlare (la mia mamma la sto già stressando troppo. E quanto mi odio quando me la prendo con lei, quando mi sfogo, quando mi arrabbio…)

    L’unica cosa di cui vado fiera e di cui sono felice sono gli enormi progressi con il panico. Gioie e vittorie importantissime. Traguardi che fino a meno di un anno fa mi sembravano addirittura impossibili.

    Ma in questo periodo mi sento come se stessi camminando su un muretto…sempre con la paura di scivolare..e di cadere.

    Scusatemi ancora

    Un abbraccio e un bacio

    Tanti bei sogni a tutti

  140.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    19 febbraio 2010 | 02:21
     

    Un abbraccio al nostro bellissimo Fiorellino notturno Eva!

    Meriti tanta serenità nella tua vita e tanta sicurezza nel lavoro.

    Sei una ragazza stupenda e ti auguro di camminare su un terreno sicuro e stabile, insieme agli amici che ti vogliono bene e a un grande nuovo Amore!

  141.  
    Paola
    19 febbraio 2010 | 09:03
     

    Carissima Eva

    non devi scusarti per i tuoi sfoghi,siamo qui anche per questo,per ascoltare gli altri e per parlare di noi.

    Noi siamo tuoi amici e tu lo sai,sai che puoi parlare di tutto con noi perchè mai sarai giudicata o etichettata,questo giardino è meraviglioso proprio per questo,qua nessuno deve avere paura delle sue emozioni e soprattutto non dobbiamo avere paura ad esprimerle,perchè noi ci capiamo uno con l’altro.

    E’ bellissimo tutto questo!!!!!

    E dobbiamo solo ringraziere la dottoressa Laura Bolzoni Codato per tutto questo,e mi unisco a lei negli auguri che ti ha fatto!!!!

    Grazie a Landrea e complimenti a Ciro G. per la sua vittoria!!!!!!!

    Un abbraccio a tutti quanti.

  142.  
    erika
    19 febbraio 2010 | 10:18
     

    Ciao a tutti ragazzi,

    complimenti a Ciro g. anche da parte mia e a Paola che ha saputo resistere alla tentazione di prendere gli psicofarmaci in un momento di debolezza, non ne ho mai presi, ma posso immaginare come sia forte il pensiero e la voglia di stare bene a tutti i costi quando l’equilibrio interiore viene meno.

    Quando avevo gli attacchi di panico c’erano dei momenti in cui avrei fatto qualsiasi cosa per togliermi di dosso la paura ma per fortuna la paura della dipendenza ai farmaci era per me maggiore della paura di morire!

    Può sembrare assurdo ma quello che mi dicevo era “Erika già non sai più chi sei, ti senti strana e irreale, figuriamoci se tu dovessi prendere pure gli psicofarmaci perderesti completamente la tua identità”.

    Coraggio Paola, credo che oramai il tuo corpo si sia abituato ora devi solo tenere le redini della tua mente, un po’ come un fumatore che sta cercando di smettere…

    Ciao anche a te Eva, anche se non ti conosco di persona ti sento molto vicina, forse perchè siamo coetanee e abbiamo più o meno gli stessi problemi, mi dispiace che stai attraversando un momento così difficile sia economico che affettivo, ti comprendo non è facile vivere con i soldi contati senza un compagno o delle amiche sincere, spesso ci si chiede perchè questa vita così dura, dicono che la vita sia il dono più grande ma sembra più una lotta continua alla sopravvivenza.

    Con questi pensieri è facile abbattersi, vedere tutto nero anche a me capitava di sprofondare nello scoraggiamento più totale, soprattutto al pensiero di dover far fare delle rinunce anche a mio figlio, un senso di colpa struggente.

    Ma sto facendo molta strada, un cammino interiore impegnativo ma che mi sta aiutando ad allontanarmi da questo mio modo di percepire la realtà.
    Alla fine credo che la maggior parte della gente si deprime e si preoccupa perchè si fissa sulle cose che non vanno nella propria vita, anziché guardare l’altra faccia della medaglia.

    Tu Eva sei una ragazza forte e indipendente, hai scelto di restare a vivere da sola dopo la fine del rapporto con il tuo ex ragazzo invece di tonare a casa con i tuoi genitori e per questo hai tutta la mia stima, ti stai impegnando nel tuo lavoro e stai cercando in tutti i modi ti trovare qualcosa che possa permetterti un ulteriore guadagno.

    Per la bolletta che hai in sospeso con le spese condominiali cerca di non fissare troppo il tuo pensiero sulla paura di non riuscire a trovare i soldi, fino ad adesso ce l’hai fatta ad andare avanti (anche se con sacrificio) a sostenere tutte le spese e ce la farai ancora, cerca di avere più fiducia in te stessa e nell’universo che ci circonda.

    E’ bello il progetto che hai di voler cambiare casa, magari non sarà una cosa immediata ma comincia a piccoli passi a vedere come realizzare questo progetto, anch’io quando ho cambiato casa ho cercato un appartamento senza le spese condominiali, poi adesso che sei sola puoi andare anche in una casetta più piccola che costi meno, non partire già perdente perchè non sai dove trovare la caparra o quando dare la disdetta, inzia magari a guardarti intorno a cercare una nuova casa, a organizzare la realizzazione di questo tuo nuovo progetto, che magari richiederà del tempo ma non sarà certo irrealizzabile!

    Ho imparato anche a mantenere tranquilla la mia “testa” pensando che se proprio arriverò a toccare il fondo, cioè perdere il lavoro non avere più soldi per mantenere la mia piccola famiglia, non mi ritroverò in mezzo alla strada ma prenderò l’unico tesoro che possiedo, mio figlio e andremo dai miei genitori, so che tutto ciò non accadrà ma avere una soluzione per i momenti catastrofici che la nostra mente rende quasi reali ci rassicura.

    Scusa se mi sono impicciata della tua vita ma ho provato sulla mia pelle che diperarsi e fissare l’attenzione su ciò che non va è peggio.

    Anch’io lavoro solo per pagare l’affitto, le bollette e fare la spesa, spesso non sono neanche libera di uscire o rilassarmi perchè ho mio figlio da seguire. Ma va bene così perchè se guardo realmente la mia vita vedo che non mi manca nulla.

    Ho un figlio stupendo, l’affetto dei miei genitori, una casa calda e accogliente, 2 amiche in croce alle quali tengo molto, nel mio tempo libero amo leggere, andare a passeggiare e fare i lavoretti di casa, curare la mia micetta, ascoltare la musica.

    Tutte cose che non richiedono molti soldi ma solo passione.

    Ti sono vicina mia cara amica Eva, è solo un momento che come tutti gli altri passerà.

    Un abbraccio a tutti.

  143.  
    Virginia
    19 febbraio 2010 | 17:24
     

    Ciao a tutti amici del blog!

    Per il momento non sono pronta ad aggiornarvi sugli esiti delle mie ultime decisioni. Purtroppo però non sono stati nella direzione del coraggio, della vittoria ma dell’ennesima sconfitta…

    Per il momento vorrei solo esprimere anch’io il mio affetto ad Eva e il mio incoraggiamento.

    Guarda, nel tuo racconto non lo crederai ma vedo molti aspetti positivi su come stai affrontando le cose e lavorando su te stessa, tante piccole vittorie che forse tu non riesci a vedere e apprezzare… quindi coraggio vedo molta positività in te, ancora molto entusiamo e questo è fondamentale, è il motore che fa muovere tutto…

    Ti chiederei – ma solo se hai effettivamente voglia di condividerlo con noi amici del blog – in quale città vivi.

    Un abbraccio

  144.  
    Virginia
    19 febbraio 2010 | 17:47
     

    Ho rivisto la sezione “Entra nel mio modo…”,

    cara dott.ssa Laura Bolzoni… quanta serenità infonde….

    vorrei tanto avvicinarmi a questo stile di vita ma mi sento ancora così lontana, tanto lontana e anzi, mi sembra di allontanarmi sempre più in un vortice impazzito e inarrestabile…

    grazie per aver condiviso con noi il suo percorso!

  145.  
    EVA
    20 febbraio 2010 | 01:11
     

    Amatissimi fiorellini…grazie.

    Grazie dal più profondo del cuore.

    E’ meraviglioso sapere di poter parlarvi di tutto, di dare sfogo a tutti i miei sentimenti, le mie emozioni, il mio dolore, le mie paure, senza il timore di essere giudicata e di non essere capita.

    Grazie per il vostro affetto e per il vostro appoggio. Anche se dai miei ultimi post è emerso solo tanto dolore, tanto nervosismo e tanta frustrazione, spero che comunque sappiate che io sono vicina a tutti voi. A ciascuno di voi. Vi porto tutti nel cuore.

    E’ vero…nessuno di noi si conosce di persona purtroppo, ma alla base c’è un forte legame che ci rende tutti uniti…e più forti.

    Stasera l’ennesima discussione con la mamma…e anche con il papà.
    Gli avevo imprestato l’automobile, mi ha voluto anche fare l’enorme favore di portarmela all’autolavaggio e lì..si è rotta l’antenna dell’auto. Lui è mortificato. E io? “Ecco! Ci mancava anche questa! Ma come è potuto succedere?!? Dovevi stare più attento!” E via con urla e lacrime dal nervoso. La mamma ha giustamente preso le sue difese e io me la sono presa anche con lei. Mi vergogno di me stessa. Non riesco più a tollerare nemmeno uno sciocco e minimo imprevisto…non mi riconosco più. E non faccio altro che far soffrire le persone che mi amano e mi sono vicine. E’ questo quello che mi fa stare veramente male.

    E passati i momenti di rabbia, di sfogo, dopo essermi “calmata” ed aver capito di aver sbagliato alla grande, non sono nemmeno più in grado di chiedere “scusa”. Fino a poco tempo fa invece lo facevo. Lo facevo ogni qualvolta sapevo di aver commesso un errore, di essermi comportata male. Ed era così…bello.
    Adesso invece resto chiusa nel mio guscio…

    No…così non va bene. Non va proprio bene. Devo assolutamente darmi una “scrollata”. Perchè lo devo a me stessa…e soprattutto alle persone che mi sono vicine e che ho fatto soffrire.

    Grazie Paola
    Grazie Erikale tue parole mi sono state veramente di grande aiuto e conforto.
    Mi ha colpito molto quando hai scritto: “…credo che la maggior parte della gente si deprime e si preoccupa perchè si fissa sulle cose che non vanno nella propria vita…” E’ proprio vero. Io ultimamente sto facendo questo. E parto già perdente. Penso solo “tanto andrà tutto male…!” E questa auto-commiserazione, questo concentrarsi assiduamente su ciò che non va, è veramente distruttivo…ti toglie persino le forze.
    Quello che mi rattrista è che fino a qualche mese fa avevo tanto entusiasmo, mi sentivo forte, rinata… In un certo senso, in fondo in fondo, SO che quell’entusiasmo, quella grinta, quella forza, quella positività ci sono ancora…ma è come se un colpo di vento me le avesse portate via e io non riesca più a ritrovarle.
    Sento di aver avuto un crollo…ma non so quale sia stata la causa scatenante.
    Spero che sia come dici tu carissima Erika: che sia solo un momento brutto e che come tutti gli altri passerà. Ma devo essere io a “dargli una mano” per farlo passare..!
    Cara e dolce Erika, non scusarti per esserti “impicciata” nella mia vita…anzi! Grazie di cuore. Un abbraccio fortissimo…e un sorriso.

    Grazie anche a te Virginia.
    Hai ragione… Probabilmente in questo momento non riesco a vedere e ad apprezzare pienamente le piccole e grandi vittorie che sono riuscita a conquistare.
    Se leggi uno dei miei precedenti post…vedrai che…sono una “mula” triestina!…”Sbattocchiata” di qua e di là dalla mia amatissima bora! :-)

    E poi…

    che dirle Dottoressa Laura Bolzoni Codato …
    dirle grazie mi sembra sempre troppo poco…
    Le parole che mi ha dedicato mi sono entrate nel cuore…e adesso me le porto anche tutte sotto al cuscino…così sono sicura che farò bei sogni..!
    Contraccambio il suo abbraccio con tutto il cuore

    Buonanotte a tutti

    e ancora grazie

  146.  
    roberta
    20 febbraio 2010 | 19:30
     

    Ciao cari amici sono sempre felice di rileggervi, perchè io entro nel blog ogni 2 o 3 giorni circa e quando arrivo quì vi leggo e vi rileggo tutti con tanta gioia di ritrovarvi sempre…….

    cari amici fedeli e sempre pronti a una parola di conforto per tutti….. ed ora è quello che voglio fare anch’io rivolgendomi a te carissima Paola che vedo che stai soffrendo ancora per via dell’ansia e questo mi dispiace molto, ma vedo anche che sei molto brava e determinata nella tua convinzione di non voler prendere gli ansiolitici, continua così che, dai oggi e dai domani si stuferà anche lei di venire a trovarti, proprio come il panico.

    Anche a me è successo così quando ho smesso gli psicofarmaci il problema più grande era far fronte all’ansia, quello stato di ansia generalizzata che mi prendeva dal mattino fino alla sera, all’inizio prendevo l’ansiolitico e poi con calma ho cominciato a far fronte da sola a questo problema, proprio come stai facendo tu, quindi sei proprio ad un ottimo punto vedrai Paola che presto l’ansia svanirà nel nulla sconfitta dalla tua tenacia.
    Complimenti per il tuo lavoro!!!!

    Ciao Ciro volevo complimentarmi anche con te per i tuoi progressi, come ti capisco sai!

    Un attacco di panico nel bel mezzo del traffico di Napoli (che bella Napoli!!!) con anche un bimbo di pochi mesi……… non è cosa da poco!
    Ma tu sei stato forte, più forte di lui e l’hai vinto! Anche a me è successo proprio ieri che mentro ero a passeggio in centro con mio marito ha cominciato a salirmi l’ansia, e tutto sembrava cominciare a scatenarsi dentro di me, ma ho capito che si tratta di avere un pò di pazienza, aspettare qualche minuto distraendosi con qualche strategia, sopportare un pò quel disagio e pensando ad altro lasciarlo scivolare via da qualche altra parte senza dargli retta, come tutte le cose se non gli si da importanza, prima o poi se ne vanno.

    Bravo Ciro!

    Ciao Eva voglio salutare anche te con un forte abbraccio dandoti tutta la mia amicizia, perchè mi ha colpito molto che hai detto che non hai più amici, che sono spariti tutti, ecco questo succede anche a me in questo periodo, anch’io mi sento molto sola, si è vero che certe persone che valgono poco ad un certo punto è meglio perderle che trovarle, ma anche avere addosso la sensazione sgradevole della solitudine non è piacevole per me! Anzi mi è molto difficile sopportarla e mi fa andare anche un pò in depressione.

    Poi mi chiedo sempre perchè tutte le amicizie che avevo sono sparite, ed allora metto in discussione il mio carattere che a dire la verità non mi sembra tanto male, eppure sono sempre io che cerco le persone, cerco di dare loro il mio tempo e la mia attenzione, poi mi rendo conto che se non sono io a cercarle, loro si dimenticano di me, allora anche io che un briciolo di dignità ancora mi è rimasto,non le chiamo più e così perdo le amicizie.

    Poi mi chiedo se forse è proprio a causa di questo mio problema del panico, che qualche volta non sono disponibile a fare determinate cose oppure notano che c’è qualcosa in me di strano e mi allontanano,……… non so……le domande che mi faccio sono veramente tante e non riesco a trovare risposte, comunque una cosa è certa Paola, che noi non siamo sole, basta imboccare la via di questo bel giardinetto, che troviamo una marea di amici e quelli veri su cui si può sempre contare!!!!

    Grazie a tutti per avermi fatto compagnia, un attimo fa mi sentivo molto sola, ed ora mi sento molto meglio, e soprattutto ricca, ma tanto ricca della vostra pregiatissima amicizia, e del vostro saper ascoltare e dedicare una parola di conforto per tutti.

    Grazie dottoressa sempre per la sua gentilezza e per la preziosa opportunità che ci da di poter accedere a questo ricco giardino, se poi ha un pò di tempo accetterei volentieri qualche consiglio da lei sul problema delle amicizie, sul fatto che sia sempre pronta io a mettermi in discussione quando le cose non vanno bene, o se effettivamente le persone sono a volte un pò strane, o vogliono da me qualcosa che io non riesco a dare….. non so…….

    comunque la ringrazio già da ora se vorrà darmi un consiglio grazie dottoressa,

    grazie cari amici tutti

  147.  
    cristina
    20 febbraio 2010 | 21:08
     

    ciao a tutti carissimi amici,

    anche io vengo sul blog ogni 2/3 giorni e non sempre scrivo ma leggo e mi sento vicino a tutti voi, volevo dire alla cara amica che non ha preso gli ansiolitici che ha fatto benissimo io stavo riuscendo da sola a sopportare gli attacchi grazie ai vostri consigli e alla dottoressa Laura Bolzoni non è stato facile lo sapete,ora erano 6 mesi e avevo fatto dei progressi purtroppo però a causa di una malattia non ho capelli da 6 anni ma ora ho trovato una cura che però comprende anche un farmaco antidepressivo decisa ad andare fino in fondo l’ho preso e già al 4 giorno stavo malissimo

    ieri non riuscivo a guidare e stamane ho avuto delle scosse e un sacco di cose strane più attacchi di panico ingestibili che sono durati da giovedì ad oggi

    ho telefonato in psichiatria del mio ospedale e mi hanno detto di sospendere immediatamente ora non sto benissimo sento un’ansia strana e spero che mi passi così per non sentirmi meno sola mi sono messa in contatto con voi, in più ieri alla tv hanno detto di una mamma che ha ucciso il suo bambino perchè depressa ed io ho avuto un ulteriore attacco di panico e mi sono chiesta come sia possibile,questa cosa mi fa tanta paura,

    chissà cosa scatta nella mente. quindi tornando agli psicofarmaci ho deciso di non prenderli

    dopo avervi stressato vi auguro buona notte.

  148.  
    Paola
    21 febbraio 2010 | 10:01
     

    Cara Roberta grazie per il tuo incoraggiamento,

    io resisto alle crisi,non ne voglio più sapere dei farmaci,anche quelle poche volte che per disperazione vorrei cedere leggo il bugiardino del farmaco e mi ricordo subito dei terribili sintomi da sospensione e lancio la scatola ben lontana da me,poi mi dico che sono passati quasi 2 mesi dalla sospensione,non sto benissimo ma ce la posso fare,non voglio essere un automa “tossicomane”.

    L’altra sera mi sono addormentata sul divano e mi sono svegliata di soprassalto con la paura di morire,o meglio io voglio vivere e quella sensazione invece di spaventarmi mi ha dato la certezza che io voglio vivere e lo voglio fare anche il meglio possibile,che non voglio più condizionare la mia vita(perchè è solo la mia testa che lo fa nient’altro),e neanche far vivere male mio marito a causa dei miei problemi,lui mi è sempre stato accanto e si merita molto di più dalla vita che non questa gabbia dorata che ho creato intorno a noi.

    Quindi è proprio vero che a volte le sensazioni sgradevoli vengono per dirci qualcosa,per aiutarci ad uscire dalla bolla di sapone in cui ci siamo rinchiusi.

    Volevo chiederti una cosa cara Roberta,ma tu quando hai sospeso i farmaci quanto è durata l’ansia?
    E per quanto tempo li avevi prersi?

    Grazie anche a Cristina,mi dispiace per il tuo problema ai capelli(beh sono una parrucchiera),ma sono fermamente convinta che piuttosto che prendere un antidepressivo che fa solo stare male(lo hai provato sulla tua pelle)sopporterei la perdita dei capelli.

    Alcuni dicono che è da stupidi soffrire quando ci sono le pillole magiche che non ci fanno stare male,ma probabilmente chi lo dice è perchè non ha provato cosa vuol dire.

    Un abbraccio a tutti quanti cari amici e dolcissima dottoressa Laura.

    Vi voglio un mondo di bene.

    Un saluto particolare ad Eva!!!!!

  149.  
    roberta
    21 febbraio 2010 | 14:29
     

    Ciao Paola, e buona domenica!

    Rispondo subito alla tua domanda, gli psicofarmaci li ho presi per ben 10 anni perchè la mia situazione era proprio critica, e quando ho iniziato a prenderli ho cominciato ad assaggiare la vita e non ho potuto più farne a meno.

    Ma arrivata ad un certo punto della mia esistenza ho capito che così non potevo andare avanti perchè io vivevo solo in funzione dei farmaci e quindi sentivo che quella che stavo vivendo non era proprio la mia vita, ma quella di un automa!

    Nel togliere il medicinale mi è stata tanto vicino una psichiatra molto brava che ha graduato bene la diminuzione di questo farmaco molto ma molto lentamente visto il lungo periodo che lo avevo assunto.

    Nella diminuzione che è durata quasi un anno, ho cominciato a sentire i primi sintomi da sospensione quando sono arrivata ad assumere mezza pastiglia al giorno, e quando sono arrivata a toglierla completamente ho dovuto aiutarmi con gli ansiolitici perchè gli effetti della sospensione erano insopportabili.

    Poi piano piano ho cominciato a resistere alle crisi di ansia facendo respirazioni addominali, training autogeno, meditazione e quant’altro, è stato molto faticoso soprattutto perchè in me non c’era molta determinazione e nemmeno fiducia di potercela fare (ciò che invece vedo spiccatamente in te per fortuna!), comunque mi sono dovuta ricredere perchè ce l’ho fatta!

    Non ti so dire di preciso quanto è durato il tutto perchè le crisi da sospensione erano fortissime e molto ravvicinate nei primi due o tre mesi dopo la sospensione, poi piano piano sono andate diminuendo sia d’intensità che di frequenza e piano piano senze nemmeno rendermene conto ne sono uscita……certo ancora oggi soffro qualche volta di ansia ma non prendo niente, faccio finta di niente, non ci penso e…… passa tutto!

    Anche le crisi di panico sono molto rare, però ogni tanto arrivano, ma conoscendole oramai così bene, fanno meno paura ed anche loro……passano!

    Perciò carissima Paola abbi fede e continua così che ce la fai ti abbraccio forte ciao

  150.  
    Michele
    21 febbraio 2010 | 17:05
     

    Carissima Dottoressa, Carissimi Amici!

    Che bello…benché ci voglia ancora una mesetto prima dell’inizio della primavera, fuori sento già una bella arietta, i raggi del sole sono leggermente più caldi, si sentono qua e là i profumi dei primi fiorellini, mentre gli uccellini tornano cinguettando allegramente.

    Quei fiorellini siamo noi tutti, noi che ci risvegliamo dal piccolo torpore e, dolcemente, apriamo i petali e torniamo ad essere riscaldati dai luminosi raggi solari, mentre di nuovo siamo un tutt’uno con la natura che ci circonda, in un prato colmo d’amore.

    Un abbraccio!

  151.  
    Paola
    21 febbraio 2010 | 19:06
     

    cara Roberta grazie mille per la risposta,

    sai non sono così convinta di farcela,a volte si a volte no,anche io li ho presi per tanto tempo proprio come te,ma io non ho avuto la fortuna di avere una brava dottoressa che mi seguisse nella sospensione.

    Lo psichiatra che me li aveva prescritti se ne è andato ed è subentrata una che aveva più bisogno di me degli psicofarmaci.
    Lei mi disse che oramai stavo bene,potevo sospenderli,mi ha detto come fare e tanti saluti.

    Per lei potevo sospenderli in 15 giorni,poi la mia dottoressa della mutua ha fatto finta di preoccuparsi della mia sospensione,ci ho messo anche io un annetto ma alla fine seguivo le mie sensazioni,come mi sentivo,se stavo bene scalavo,se stavo male non scalavo.

    Quindi devo dire che mi sono sentita un pò abbandonata in questo percorso,i medici fanno in fretta a scrivere delle pillole,ma poi tanto siamo noi che ci dobbiamo arrangiare se ci sono delle difficoltà.

    Grazie ancora Roberta,un abbraccio.

  152.  
    roberta
    22 febbraio 2010 | 10:52
     

    Cara Paola devi essere convinta di farcela perchè, io non ti conosco di persona, ma quello che percepisco di te è che sei una persona forte e coraggiosa, hai un’attività tutta tua che riesci a portare avanti nonostante questi problemi, e questo non è cosa da poco te lo assicuro!

    Sai, io ero talmente fragile e impaurita di fronte al panico ( che era diventato ormai una costante della mia vita), che non riuscivo più a mandare avanti la mia famiglia, il mio lavoro,…….. niente di tutto ciò che mi ero creata riuscivo a tenermelo stretto, niente riusciva più ad avere un senso perchè ormai il panico aveva avuto il sopravvento ed ero stata io ad avergliela data vinta, proprio io con la mia fragilità, la mia paura, la mia rassegnazione.

    Per fortuna dopo le cose sono andate meglio,dopo questo tormento la mia famiglia ne è riuscita salva, ma ho dovuto lasciare il mio lavoro perchè non ce la facevo più, e ancora oggi (ormai sono passati 6 anni) mi pento di quella mia scelta.

    Io in te Paola vedo tanta voglia di combattere e di andare avanti e questa è la forza necessaria per vincere su tutto.

    Perciò tieni duro Paola che questo momento, capisco un pò difficile e pesante, passerà e rimarrano solo tutte le cose belle della tua vita che con forza e coraggio stai tenendoti ben strette a te!

    Ciao ti abbraccio forte

  153.  
    sara
    22 febbraio 2010 | 18:41
     

    Salve a tutti… è proprio un periodo nero..sono invasa dall’ansia dalla mattina alla sera.. piango senza motivo apparente…e ho paura di perdere il controllo di me di non sapere affrontare le situazioni anche le più banali… ho fatto tanti passi avanti epoi basta una ricaduta per farne 1000 indietro sono stanca, affaticata e demotivata…domani ho il terzo appuntamento conoscitivo con la psicoterapeuta…un bacione a tutti …scusate per avervi lasciato oggi un pò di amarezza…

  154.  
    Paola
    22 febbraio 2010 | 21:07
     

    Cara Sara forza!!!!!

    So sulla mia pelle che è dura,ma dobbiamo metterci tutti noi stessi per vincere e vivere una vita serena.Ti sono molto vicina e ti abbraccio.

    Grazie mille a Roberta!!!!

    Buonasera a tutti e alla cara dottoressa Laura.

  155.  
    Caterina
    25 febbraio 2010 | 16:55
     

    Ciao a tutti e a lei dottoressa.

    Ho scritto molto poco qui ma vi leggo spesso.

    E mi ha fatto molto bene leggere le testimonianze di Paola e Roberta riguardo la sospensione dei farmaci, perche’ e’ quello che sto facendo anche io…con molta difficolta’.

    Ma il leggere le vostre testimonianze mi ha dato molta forza.

    Volevo porre questa domanda alla dottoressa: e’ normale che durante la sospensione, io ormai sono 3 mesi che non prendo farmaci, e ho avuto dei forti pensieri suicidi..oltre tutta l’ansia da gestire.

    E’ normale ?

  156.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    25 febbraio 2010 | 18:06
     

    Cara Caterina,

    accade abbastanza frequentemente che, durante la fase di sospensione dei farmaci antidepressivi , la persona che ne ha fatto uso, veda nascere alcuni pensieri legati al suicidio, come sta accadendo a te, perchè c’è una recrudescenza dei sintomi depressivi.

    E’ importante che in questa fase delicata, ti lasci seguire da un medico esperto e che passi attraverso queste crisi, senza lasciarti coinvolgere mentalmente ed emotivamente, come fa il cigno, che immerge la bella testa bianca nel fango senza sporcarsi.

    Purtroppo ci sono pochissimi studi seri e scientificamente provati sugli effetti collaterali e sui reali danni, che l’assunzione degli antidepessivi provocano a livello cerebrale, in quanto l’industria farmaceutica è più focalizzata sulla vendita dei propri prodotti che sulla salute e sul benessere delle persone.

    Tuttavia ci sono alcuni medici e farmacologi che stanno iniziando a segnalare pubblicamente lo squilibrio tra i numerosissimi studi tutti positivi a favore dei farmaci e la quasi totale mancanza di studi sugli effetti negativi.

    Ci sono nuovi esperti degli Istituti di ricerca che sono impegnati nell’analisi scientifica delle conseguenze che l’assunzione e la relativa sospensione degli antidepressivi e dei cosiddetti ansioltici provocano a livello del sistema nervoso.

    Coraggio Caterina, continua con determinazione a camminare all’indietro, verso l’uscita dalla dipendenza delle pillole che hai scelto saggiamente di smettere!

  157.  
    lunasonora
    26 febbraio 2010 | 15:12
     

    carissima dottoressa Laura Bolzoni Codato leggo sempre con molta attenzione i vari post e commenti, sono molto utili per me.

    già le avevo scritto in passato che grazie ai suoi post sono riuscita ad uscire da questo inferno di panico, e ora vivo molto più serenamente.

    uno dei miei problemi più grandi in questo periodo è la cosiddetta “ansia da prestazione”, io studio musica e devo suonare davanti a persone, sostenere esami e concerti.

    mi paralizzo! non riesco a dare neanche la metà di quello che do quando sono sola, ma capisce bene che se voglio fare di questo il mio lavoro è un grosso scoglio.
    comincio a tremare prima ma anche durante e anche dopo. non riesco a canalizzare questa ansia verso altro.

    i miei prof sostengono che uno bravo non ha questi problemi, ma io non sonno d’accordo.. ovviamente non posso andare a sbandierare a tutti che ho avuto attacchi di panico ecc, e questo mi da un’ansia terribile.

    io credo che questo derivi dalla mia scarsa autostima, dall’insicurezza profonda che ho verso questo mio amato strumento.. soprattutto perchè ho iniziato a suonarlo tardi e tutti mi fanno pesare che sono grande rispetto ai miei compagni.

    purtroppo le persone che ho intorno a me non fanno che aggravare.. i prof quando vedono queste cose ti etichettano subito come scarso, e invece non capiscono che in realtà il tuo problema è solo l’ansia e non che non hai studiato.

    mi fanno così invidia quei ragazzini così giovani e spensierati, che si buttano a pesce senza avere fatto tutta la fatica che ho fatto io, e magari passano brillantemente con un voto nettamente migliore del mio. non so che fare! l’anno scorso durante un’esame credevo di morire, mi è venuto un attacco di panico, lieve e diverso dal solito perchè ero davvero concentrata su quello che stavo eseguendo, ma il risultato è stato disastroso.. e lì non hai seconde occasioni. vorrei liberarmi di queste paure, ma non so davvero.. non mi basta pensare positivo o pensare che andà bene perchè io valgo e ho studiato tanto. non mi basta!

    quando ero più piccola e suonavo un altro strumento non ho mai avuto questi problemi, si la tensione c’è sempre, ma qui si parla di panico vero e proprio.

    e non voglio dare la copla agli altri che non mi capiscono, io devo riuscire a fare bene, senza la pietà o la comprensione degli altri.
    che ansia!!!!!!!

    grazie mille a tutti, e vi auguro di trovare il sole, è possibile!

  158.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    26 febbraio 2010 | 16:02
     

    Scrive Lunasonora

    …uno dei miei problemi più grandi in questo periodo è la cosiddetta “ansia da prestazione”, io studio musica e devo suonare davanti a persone, sostenere esami e concerti.

    mi paralizzo! non riesco a dare neanche la metà di quello che do quando sono sola, ma capisce bene che se voglio fare di questo il mio lavoro è un grosso scoglio.
    comincio a tremare prima ma anche durante e anche dopo. non riesco a canalizzare questa ansia verso altro.

    Cara Lunasonora,

    l’ansia da prestazione va bene e fa bene, finchè il livello non si alza troppo, inondando tutta la dimensione emozionale.

    Accanto all’ansia si sono aggiunti gli sgradevoli sintomi legati agli attacchi di panico, che ti stanno limitando nella tua espressione artistica di musicista e di concertista: questo non va bene e non fa bene alla tua autostima e alla tua carriera.

    Tra te e il tuo pubblico si è intrufolato questo blocco, quasi un vetro freddo, fatto di paura e di insicurezza.

    Anzichè far arrivare a chi ti ascolta il tuo sentimento elevato in musica, temi di essere vista e giudicata negativamente.

    Temi che gli altri possano pensare che non sei brava, che potresti dare di più, come ci raccontavi nel commento che hai scritto il 28 agosto 2009, ecco qui il link.

    E’ un problema che nasce probabilmente dal fatto che esibirti davanti alle persone che ti guardano è diventato per te uno stimolo troppo intenso e forte, quasi insostenibile.

    Come probabilmente hai letto nell’ebook “Panico Vinto!” il problema è un ostacolo davanti alla meta che va raggiunta penetrando la barriera, non rimanendo al di qua.

    Quello che puoi scegliere di fare è creare un progetto per i prossimi sei mesi in cui la tua nuova meta diventa: “Creo l’abilità di stare di fronte alle persone, comunicando con la mia musica e mostrando me stessa così come sono, con tutti i miei sentimenti”

    Prova a sradicare la tendenza a sentire i sintomi del panico, che potrebbero sopraggiungere mentre suoni e occupati soltanto di avere cura del pubblico, di far arrivare a loro i tuoi sentimenti e di lasciare che a te arrivi il loro affetto e la loro ammirazione.

    Quando sei sul palco oppure alla radio, rinuncia a te stessa, con un atto forte interiore e dona la tua musica agli altri, dedica le tue emozioni ai tuoi ascoltatori, in modo caldo e silenzioso.

    E’ importante che tu non segua la vecchia strada sbagliata di reagire allo stimolo che poi fa nascere la paura in modo automatico e istintivo.

    Proprio quando ti verrebbe istintivamente di chiuderti in te stessa e di scappare via dalla situazione imbarazzante, fai il movimento contrario, ovvero apriti, abbraccia il tuo pubblico e lasciati abbracciare da loro!

  159.  
    Caterina
    26 febbraio 2010 | 17:30
     

    Grazie dottoressa per la pronta risposta.

    E’ strano come i professionisti in questo campo si comportino in modo diverso.

    Intendo dire che Lei ed la mia psicologa ed anche lo psichiatra che mi aveva prescritto i farmaci, mi incoraggiano ad andare avanti per la mia strada, senza psicofarmaci….ed altri al primo problema prescrivono subito queste maledette pastigliette, come se risolvessero tutti i problemi di questo mondo…

    Voglio combattere questa battaglia con l’ansia e il panico, so che non sara’ facile, e avro’ bisogno di aiuto emotivo sicuramente, ma ho questo blog da leggere e la mia psicologa da interpellare….e tanta volonta’ di vivere una vita serena..

    Un abbraccio a tutti

  160.  
    Paola
    26 febbraio 2010 | 22:09
     

    Carissima Caterina,

    sai mi ha fatto un pò paura quando ho letto nel tuo post i tuoi “cattivi pensieri”,a me spaventa solo l’idea di poterli avere dei pensieri del genere,io desidero vivere,ma vorrei tanto riuscire a farlo bene,invece in questo periodo ogni giorno è una nuova battaglia contro l’ansia,la paura e i miei vari problemi fisici.

    non sono per niente serena,magari mi sveglio tranquilla e poi tutti i miei pensieri mi mettono in ansia.

    L’aver sospeso gli antidepressivi non vuol ancora dire avere vinto,è un passo avanti,ma tutti i sintomi da sospensione a volte mi fanno credere di essere tornata indietro.

    Ora sono 2 mesi che non li assumo più,e anche se fisicamente non ci sono più psicologicamente sono ancora dentro di me,a volte penso che mi abbiano fatto dei danni irreversibili che mi porterò tutta la vita,io non ho nessun medico che mi sostenga,chi me li aveva prescritti non c’è più,la mia dottoressa della mutua…lasciamo perdere…sono completamente sola in questa battaglia e tante volte temo di non farcela,di dover tornare a prenderli…ma non è ciò che voglio.

    Non so veramente a chi rivolgermi,non mi fido più dei medici,so già che se lamentassi dei sintomi da sospensione qualcuno mi spingerebbe a riprenderli e io non voglio,devo superare tutto questo per potermi ancora guardare allo specchio,per poter vivere una vita piena e non solo una pseudo vita fatta solo di casa lavoro e paura.

    Ti abbraccio e ti sono molto vicina.

    Un saluto a tutti!!!

  161.  
    Landrea
    26 febbraio 2010 | 22:14
     

    Cari amici, è un po’ che non scrivo ma non ho mai smesso di leggervi!!

    Come un girasole ho girato la mia “testolina” non per cercare la luce ma per vedere come stanno tutti gli amici fiori!

    Ho seguito le gesta di Paola, che ci trasmette forza ogni tasto che preme sulla tastiera, i preziosi racconti della dolce mamma Erika, il coraggio che ci danno Eva, Cristina e Roberta, la decisione in sospeso di Virginia, la serenità che ci regala Michele, lo sfogo di Sara (stavolta non ho consigli, sappi solo che se scivoli nella tua scalata ci siamo tutti noi a sorreggerti!).

    E benvenute a Caterina e alla musicista Lunasonora (peccato che tu non possa suonare davanti a noi per allenarti!)

    Io mi sento abbastanza bene, ansia ad alti e bassi e pizzichi di panico, questa settimana ho fatto una conquista ma ho dovuto riconoscere qualche limite..

    La conquista di questi giorni è stata quella di veder sparire quell’ansia che ultimamente mi accompagnava negli spostamenti in macchina, nel vedere la strada come un mostro-mangia-auto…..

    mi sono rivisto anni fa appena presi la patente, mentre col mio pandino bianco “sfrecciavo” tutto felice per aver ottenuto un po’ di libertà, programmavo viaggi, scoprivo nuove mete…trovavo ogni scusa per fare un giro in macchina…ero felice di guidare!!!

    Tornando a oggi, sono ancora in difficoltà soprattutto in due occasioni: quando sono seduto a tavola e quando parlo con una o più persone, non sempre ma quando mi trovo in qualche situazione di disagio…per esempio se non ho voglia di parlare, di discutere o di spiegare qualcosa in quel momento….fra l’altro quest’anno sto programmando (e spero) di dover fare qualche qualche colloquio di lavoro…..e lì non posso presentarmi ansioso!!!!!!

    Ci dovrò lavorare, nel frattempo mi concentro e spero di mandare a tutti ma proprio tutti il mio affetto e il mio buonumore.

    Un abbraccio!!!!

  162.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    27 febbraio 2010 | 03:51
     

    Caro Landrea,

    che bella e poetica l’immagine del girasole che piega i suoi petali verso i Fiori del Giardino!

    Certamente la noia a tavola e il dover parlare a persone con cui hai poca affinità e realtà comune può dare spazio ai sintomi del panico, che sono lì in attesa di essere invitati a banchettare insieme a voi.

    Ti può aiutare molto in queste situazioni trovare un argomento che a te interessa molto e che anche l’altra persona conosce.

    Questo piccolo e utile stratagemma può riaccendere la disponibilità e l’attenzione alla relazione e ti fa uscire rapidamente dal disagio emozionale.

    Nel rompere il vecchio meccansimo automatico, usa tanta forza interiore, che, come un fuoco dalle fiamme alte, brucia tutto quello che non è vero tra te e gli altri esseri umani.

    La relazione reale con un’ altra persona, parlarle e ascoltarla attentamente con interesse, occuparti di lei, anzichè di te, ha il potere di allontanare i sintomi del panico, che percepisci soltanto perchè ti sei allontanato dalla vita vera che è “qui e adesso” come canta Claudio Baglioni.

  163.  
    Landrea
    27 febbraio 2010 | 18:29
     

    In effetti se ci penso ho la tendenza quando parlo con una persona di “evadere” sulla mia nuvoletta….ed è proprio in quei momenti che i miei pensieri possono aprire la porta del panico…ci devo lavorare su…
    Grazie Dottoressa per i preziosi consigli, li porterò come sempre nel cuore!!

    Bellissimo il paragone musicale…ascolterò con un sorriso quella canzone!!!

    Un grande abbraccio

    (A proposito di ansie da prestazione….Stasera ho lo spettacolo a Teatro!

    incrociamo le dita!!!!)

  164.  
    Virginia
    27 febbraio 2010 | 18:45
     

    Grazie Landrea per le tue parole e per le frasi “personalizzate” che hai dedicato a ciascuno di noi.

    Anche a me capita di pensare alla spensieratezza dei tempi passati e a volte mi rammarico per non averla allora apprezzata appieno, proprio ora che è un bene così prezioso, che ricerchiamo con tanta fatica!!

    Vorrei dedicare questo mio messaggio a Lunasonora perchè ho trovato così tante affinità, all’interno del suo racconto, con quella che è stata la mia vita molti anni fa.

    Mi sono diplomata al Conservatorio di musica ormai molti anni fa (strumento ad arco), dopo 10 anni di studio e, fortunatamente, sono riuscita a completare con successo il mio ciclo di studi prima che ansia e panico facessero maledettamente comparsa nella mia vita qualche anno più tardi.

    Oggi credo che se questi fossero comparsi prima forse non sarei mai riuscita a completare gli studi e a sostenere la vita di musicista, che ho fatto per qualche anno, fatta di concerti, prove, viaggi, ecc.

    Quando a 24 anni il panico e l’ansia hanno cominciato a fare definitivamente parte della mia vita ho dovuto abbandonare la mia attività di musicista.
    L’ansia anticipatoria e quella da prestazione davanti al pubblico erano diventate ormai talmente presenti, da rendere insostenibile qualsiasi attività concertistica.

    Non si trattava infatti della semplice – e talvolta benefica – leggera ansia che accompagna ognuno prìma di una performance davanti al pubblico.

    Volevo scappare prima di uscire dal palco, saltavo le prove per malesseri vari, in orchesta volevo sempre sedermi nelle file/posizioni di retrovia, vicino all’uscita del palco… – perchè se nel caso – …. rinunciando anche a essere la spalla (primo strumento) della mia sezione, rinunciando a parti solistiche, rinunciando alla possibilità di stage all’estero…

    Questa rinuncia mi ha talmente addolorata che a tutt’oggi raramente suono anche per me o per gli amici e quindi gradualmente ho quasi perso questa preziosa abilità che avevo… guarda ora ti sto scrivendo con le lacrime agli occhi…

    A stento ora riesco ad ascoltare in CD i pezzi che suonavo perchè mi evocano troppi ricordi e mi rendono infelice per il deludente confronto con la situazione attuale; non parliamo poi di guardare vecchi video-filmati dei concerti.

    Ai concerti di musica classica poi non ci vado più anche perchè mi rattrista rincontrare vecchi colleghi del settore (magari meno dotati come dici tu, ma più spensierati e spregiudicati!) che sono comunque arrivati.

    E poi ora c’è anche la difficoltà di stare in un luogo affollato (sale da concerto come pubblico), in silenzio, dove ansia e panico possono farti visita come niente….

    Ti ho raccontato con sincerità la mia esperienza… con il cuore in mano e le lacrime agli occhi, ma voglio anche darti qualche spunto positivo.

    1) Se ben conosciuto e ben applicato su se stessi può dare ottimi risultati il training autogeno (magari su questo ci può essere di auto la nostra brava dott.ssa Laura Bolzoni Codato)

    2) Cerca di prediligere il suonare in formazioni cameristiche od orchestrali… in questo caso il non essere soli un po’ aiuta

    3) Avvicinati al mondo dell’insegnamento e della didattica della musica, soprattutto con i bambini. Non si diventerà magari il grande concertista (impresa comunque ardua indipendentemente da ansia e panico :-) , ma la soddisfazione data dall’insegnare a suonare ed apprezzare uno strumento musicale non ha eguali a mio avviso. Per me è stato così.

    Sono piccole cose… ma spero possano essere per te un primo spunto da cui partire.

    Ti faccio un grosso in bocca al lupo… a proposito quale strumento suoni?

  165.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    1 marzo 2010 | 00:14
     

    Amati Fiori,

    la discussione continua alla base del nuovo articolo di fine febbraio 2010 “Attacco di panico durante uno sforzo fisico? Continua a muoverti perché il corpo non è di vetro”, ecco il link dove ci trovi, clicca qui

    Ti aspetto di là!

  166.  
    lunasonora
    1 marzo 2010 | 19:33
     

    grazie dottoressa Laura Bolzoni Codato, i suoi consignli sono gemme preziose che porto nel cuore, mi da sempre molta fiducia in me stessa, davvero.

    grazie con tutto il cuore.

    proverò e ce la metterò tutta a fare come dice, e già oggi ho avuto un responso positivo, posso farcela!!!

    grazie davvero!

  167.  
    lunasonora
    1 marzo 2010 | 19:46
     

    carissima virginia,

    io studio violoncello, tu cosa suoni?

    ho letto il tuo post..mi hai davvero commossa.
    mi dispiace tanto per quello che hai passato, ti capisco molto bene e per questo ti dico che non è mai tardi per reagire. credo che animi sensibili come i nostri abbiamo bisogno di sicurezza, ma quello che possono dare non lo si trova ovunque. mi carico di autostima anch’io in questo periodo e mi rendo “invincibile”, anche se poi tra dire e fare c’è l’oceano di mezzo ehehe ;)

    un po’ alla volta sono riuscita a darmi forza e affrontare situazioni difficili per me, come tu hai perfettamente espresso, di concerti o teatro, anche solo come spettatrice. ero arrivata a non muovermi quasi più da casa, e tutt’ora faccio fatica, ma con voglia e determinazione, perchè il panico NON può essere più forte di noi.

    fortunatamente io ho una situazione che sta migliorando, come dici tu anche l’insegnamento mi aiuta, stare con i bambini da molta carica positiva, e sento che posso essere tranquilla la maggior parte del tempo.

    io voglio superare tutte le mie paranoie, e so che posso farlo, e sapere di te e della tua esperienza così simile mi da la forza per dire”uniamoci, se uno solo c’è riuscito, tutti possono riuscirci”

    io ti abbraccio davvero forte, e ti do tutto il mio sostegno. non so se per fortuna o sfortuna ma il panico mi ha raggiunto prima del diploma, quindi mi trovo con tutte le ansie da esame, ma poco a poco ho la consapevolezza che passeranno, perchè devono passare.

    leggere la tua storia mi ha fatto riflettere su quanto sia difficile dopo questa esperienza di panico rimettersi in gioco, ma puoi farlo, devi farlo!

    piccoli passi.. magari un saggio scolastico di mezzora, un concerto breve, qualcosa che ti riporti nel magico mondo della musica.
    mi permetto di darti questi consigli perchè non devi buttare via quello che hai ottenuto con tanti sacrifici e che ami così tanto da come scrivi.. davvero provaci! non sì è mai troppo grandi, e non è mai finita per nessuno. a volte si crede che il successo porti la felicità.. ma credo che la felicità vera sia solo quella che è dentro di noi e che riusciamo ad avere sempre, in casa e fuori. magari insegnando se si è portati a farlo, o suonando solamente per gli amici. credo che ambizione e bravura non siano strettamente correlati, quindi provaci!!!

    io anche se non ti conosco ti penso e ti mando la mia positività, e grazie per le tue preziose parole, mi hanno davvero aiutata a capire che non sono sola e non son l’unica.

    e questo mi da forza. spero di avere presto tue notizie positive.

    un abbraccio!!!

  168.  
    lunasonora
    1 marzo 2010 | 19:48
     

    ps crepi il lupaccio! ;)

  169.  
    linda
    3 marzo 2010 | 16:57
     

    sono sempre Linda…a quanto pare non riesco proprio ad impare ad usare il blog…aiuto

  170.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    3 marzo 2010 | 17:22
     

    Brava Linda,

    sei riuscita a scrivere il tuo commento, che è stato pubblicato.

    Stai prendendo dimestichezza con l’uso del Blog:brava!

    Se desideri leggere l’articolo di febbraio 2010 e partecipare alla discussione attualmente in corso ci trovi qui, ecco il link su cui cliccare

    Ti aspetto di là!

  171.  
    lunasonora
    5 marzo 2010 | 13:49
     

    ciao a tutti!
    che ridere dottoressa, proprio l’altro giorno quando leggevo questo post pensavo che io fortunatamente sono riuscita a superare queste crisi e questi “attacchi” al pronto soccorso.. e ieri son dovuta andarci sul serio!!

    durante uno sport ho avuto il cuore che ha fatto delle “bizze” e il mio allenatore mi ha consigliato di andare al pronto soccorso visto che sentiva nitidamente anche lui questo cardiopalmo.

    in pronto soccorso mi han riscontrato questa “altalenanza” di battiti e ora devo fare degli esami più specifici.. ammetto che al momento ero molto agitata, ma il panico non mi ha raggiunta! eppure mi chiedo.. quanto questi sintomi possono essere correlati con il panico o l’ansia?

    è possibile che io scateni queste aritmie involontariamente o è davvero una cosa fisiologica?

    ammetto che ogni singolo giorno c’è qualcosa o qualcuno che mi fa innervosire, che mi agita, poi io iperemotiva non do tregua a questo mio piccolo cuoricino.

    c’è un rimedio, un percorso da seguire per chi è ipersensibile o iperemotivo come me?? sono troppo adulta per fare gli occhi rossi ad ogni cosa, ad ogni racconto ad ogni battuta storta!!

    ma la prendo con spirito e sorrido perchè prima o poi passerà=)

    grazie e buona giornata a tutti!

  172.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    5 marzo 2010 | 15:25
     

    Cara Lunasonora,

    ti invito a leggere l’articolo che ho scritto a fine febbraio 2010 e che tratta il tema: “Attacco di panico durante uno sforzo fisico? Continua a muoverti perché il tuo corpo non è di vetro!”, clicca qui .

    Troverai molti spunti utili e la risposta alle domande.

    Ti consiglio di leggere attentamente anche la testimonianza che ha lasciato sul Blog Senso 78 questa mattina, 5 marzo 2010 alle 12:31: può darti tanta forza e ti può indicare concretamente la strada da seguire per avere fiducia nel tuo corpo e nella sua intelligenza millenaria, clicca su questo link

    Buona lettura, ti aspettiamo dall’altra parte!

  173.  
    Vera
    6 aprile 2010 | 15:46
     

    Ciao a tutti/e! Anche io 3 anni fa ho avuto a che fare per la prima volta con questo involuto ”compagno”.. Ma il primo attacco era arrivato in seguito a più di 24 ore insonni, quindi avendo pensato fosse appunto colpa del fatto che non avevo dormito, non gli diedi alcun peso e andai a letto. 15 giorni dopo però una mattina, mentre facevo colazione, il fatto si è ripetuto, e li sono andata al pronto soccorso.. ci sono andata a piedi perchè era vicino ed un infermiera mi disse che anche se quando ero partita dal bar non sapevo cos’avevo, che non era nulla di dato da una causa fisica, avevo fatto solo bene ad andare a piedi, e mi disse, in caso l’attacco tornasse, di sedermi respirare con calma e bere dell’acqua… Io ebbi fiducia in quelle parole, ma non avevo idea di come sarebbero stati i 2 anni successivi.. Con la paura continua che questo ritornasse, e non capivo (come ho fatto poi) che era proprio la paura che tornasse, il stare a sentire il battito del cuore e tutti gli altri sintomi, che lo scatenava!! Per fortuna mio padre mi ”obbligava” ad uscire di casa anche se facevo fatica.. magari anche solo per mezzora, ma mi diceva ”vai e stai coi tuoi amici, parla, distraiti.. poi pian piano passerà tutto” ed aveva quasi ragione, per questo lo posso solo ringraziare. Tralasciando i fatti accaduti in questo periodo di tempo (ogni tanto penso che la s. si sia accanita propio su di me) da un anno a questa parte sto praticamente bene, ma ancora qualcosa non mi è chiaro.. Ho ipotizzato da quali situazioni possono essere scatenati gli ormai rari attacchi che ho.. Ma non capisco questo: stavo bene, stavo assieme ad un ragazzo.. E poi con il passare dei mesi era come se tornassi a scendere la scala, e che questo fosse colpa di lui che mi faceva sempre incavolare.. che bisognava sempre pregare per fare tutto.. Ora che l’ho lasciato, sto meglio.. ma ho perso un po’ di sonno e proprio ieri, mentre camminavo per strada con un paio di amici, ho accusato un principio di attacco.. Ho fatto a finta di niente tanto di li a poco ci saremo seduti a bere qualcosa, ed è passato, ma anche loro si sono accorti che qualcosa non andava, che tutto di colpo apparivo stanca… E’ possibile che questo ”mini attacco” sia la rabbia che sta uscendo da me per la storia passata? Spero che qualcuno mi possa aiutare.. I miei sintomi sono tachicardia, sudori freddi, qualche tremore, vertigini ma invece che nausea a me manca il respiro, mi pare di avere qualcosa di incastrato in gola… Grazie a chi mi aiuterà!

    Ora rispondo alle domande:
    Quando l’attacco mi colpiva, per aiutarmi la meglio cosa era farmi sedere, bere un po’ di acqua e parlarmi di qualsiasi argomento potesse distrarmi.. anche se all’inizio le mie risposte erano lente, ma funzionava.. E un braccio intorno alle spalle aiuta anche quello…

    Non c’è una persona in particolare che mi fa sentire meglio, dipende dal momento.. Mi sta bene sia che sia una persona alla quale tengo particolarmente, sia questo mio padre o la persona a me più cara in quel momento, ma ugualmente una persona estranea.. Di certo penso che 4 chiacchiere sono la miglior medicina! Tendo infatti a provare a parlare con qualcuno quando mi succede l’attacco… Oppure se sono sola prendo il telefono e scrivo qualche sms (parlare all’inizio visto il respiro è un po’ complicato).. e il solo pensiero di pensare cosa scrivere nel messaggio e aspettare qualcuno che risponda, mi aiuta a distrarre il pensiero!

    Cmq anche io sono forte del pensiero che questa situazione non durerà in eterno! Col tempo come sono arrivata fino a qui, tutto tornerà come prima!

    Grazie a tutti!

  174.  
    NIC
    6 aprile 2010 | 22:52
     

    Buonasera, cari fiori e gentile Dottoressa, scrivo perchè recentemente ho scritto qui , ho ricevuto una risposta e ora non vedo più
    il mio scritto. Questo mi è dispiaciuto molto e non ne capisco il motivo.
    Spero abbiate trascorso una Serena Pasqua,
    un abbraccio
    Nic

  175.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    6 aprile 2010 | 23:27
     

    Cara NIC,

    nessuno ha cancellato i tuoi commenti, forse non vedi più la risposta, perché a volte scrivi nei “Commenti” alla base di un articolo, a volte scrivi alla base di un altro articolo, a volte di un altro ancora e…. ti perdi nei vari vialetti del Giardino-Blog.

    Prova a vedere se lo trovi qui, clicca li link .

    Se desideri avere tutte le spiegazioni di come puoi usare il Blog in modo corretto, senza smarrirti, ecco la pagina ” Blog: come si usa”, clicca qui

    Buona ricerca e buona lettura!

  176.  
    Alessandro
    9 aprile 2010 | 18:25
     

    Scrivo per curiosità, sperando di non urtare la suscettibilità di nessuno. Sinceramente credo che il problema sia questa autoindulgenza generalizzata che ormai domina in tutti noi. Tutto è diventato una malattia, persino lo “shopping compulsivo”. Non concepiamo nemmeno più la possibilità di disciplinare i nostri stati, come se non fosse possibile e non ne fossimo responsabili. Chiedo ancora scusa, ma a me pare che una persona dovrebbe imparare a… prendersi da sè a calci nel sedere, se posso dire così. A dirsi: non è legittimo, non ho scuse, non è ammissibile. A non legittimare i propri disagi psichici.
    Mi domando anche per quali ragioni in passato problematiche simili (attacchi di panico, depressione…) erano molto più rari, mentre oggi ci si sente quasi demodè a non aver mai frequentato psicologi. Forse in passato si tenevano i malesseri e andavano avanti con maggiore virilità (in senso lato, uomini e donne).
    Davvero non voglio offendere nessuno, chiedo ancora scusa per il discorso diretto e forse un po’ brutale, ma vorrei capire meglio qualcosa che fatico a concepire e che anzi tende a irritarmi un po’.
    Saluti a tutti!

  177.  
    barbara
    7 maggio 2010 | 07:27
     

    scusate ma come e dove posso sscrivere la mia testimonianza personale,sono mesi ke leggo questo blob e ancora nn l’ho capito:(
    qui?…boh….spiegatemi x favore.

  178.  
    Elisabetta
    18 maggio 2010 | 08:39
     

    Ciao a tutti, questa è un altra giornata pesante per me.
    Ho 47 anni e da quasi 18 soffro di ansia e attacchi di panico, non sò se è una predisposizione caratteriale oppure famigliare ma sò quanto stò male.
    Negli ultimi sei anni ho avuto dei grandissimi dispiaceri famigliari e mi sono ritrovata da sola con il mio problema.
    Lavoro presso l asl5 di la Spezia, e dovrei sentirmi tutelata visto che un opsedale, ma invece non è così, mi devo giustificare con colleghe e umiliarmi davanti ai miei superiori in quanto la mia malattia non è compresa, anzi passo per una che non ha voglia di far niente.
    Stò rischiando il posto, sono piena di debiti perchè non lavorando non hai uno stipendio, ho pochissimi giorni di malattia al 50% e poi non sò come finirà.
    Ho chiesto un aiuto concreto, un invalidità, una 104, un prepensionamento ma sono stata considerata idonea davanti alla commissione medica pur avendo delle certificazioni che dimostrano che sono affetta da DAP.
    Sono giorni che penso di farla finita perchè questa non è vita, sono rarissime le giornate serene nella mia vita.
    Il pensiero di morire mi prende perchè sono sfinita nel dover dimostare e di non essere creduta.
    Mi sono iscritta su fb per scambiare due messaggi ma evito di dire come stò se non a pochissimi amici che in qualche modo sanno cosa vuol dire avere questo problema.
    Sono certa che se fossi tutelata sul lavoro riuscirei a credere che vale la pena di combattere ancora.
    Ho letto per caso questo blog e mi sono resa conto che questo è un mal comune. Con simpatia Ely

  179.  
    gala
    7 giugno 2010 | 16:01
     

    cari compagni di sventura, scrivo in relazione soprattutto all’ultima lettera pubblicata , di tale ELY. anche io ho avuto enormi prblemi economici. Io ho 44 anni e il panico ce l’ho dal mese di ottobre 1986. Riassumendo posso dire che ho fatto di tutto, che nessuno mi ha mai aiutata, che ho lottato per anni per non essere messa ” in manicomio ” ( secondo i miei genitori è lì che dovevo andare. Il panico isola e rende impotenti, se non si ha la fortuna di avere denaro , o qualcuno che può occuparsi economicamente di noi, COSA possiamo fare ? è un circolo vizioso che non trova fine : paura – impossibilità di lavorare- necessità di denaro.
    Perciò , pur apprezzando infinitamente la teoria della mitica dottoressa, trovo che Lei non cosnideri mai questo aspetto: il denaro
    Certo tutti vorremo vivere senza stress, sulla cima di un monte o in riva al mare, tutto vorrremmo sfuggire le situazioni di angoscia, ma se non abbiamo nessuno che ci paghi le bollette o un conto corrente in cui magicamente attingere per mangiare…o una casa sulla testa .. come facciamo ? Se uno nasce ricco ha tutto questo senza accorgersene e probabilmente neppure si rende conto che la vita è molto ma molto più crudele per il 98 % della popolazione. Le teorie della dottoressa sono giustissime, ma se uno è solo , le ASl, i CPS , lo dico per esperienza .. sanno solo riempirti di psicofarmaci e di mezze frasi di circostanza. Certo ognuno di noi vorrebbe andare da uno psicoterapeuta che lo segue tenendolo per mano , ma se uno guadagna , come me, 700 euro al mese con un part time e ha pure una figlia da mantenere , come può permettersi uno psicoterapeuta? è impossibile ! Io per sopravvivere ho dovuto accettare di sottopormi a umilianti visite in cui ho finto di essere pazza per avere una invalidità…… un punteggio del 50 % per trovare lavoro. mica una pensione ! senza questa iscrizione nella categoria invalidi sarei morta di fame io e mia figlia. Si cara dottoressa, lei è una donna dolcissima poetica e geniale…ma è sicura di aver bene capito cosa significhi NON POTER PAGARE ? con questo non voglio in alcun modo denigrare le Sue teorie e il suo metodo , che trovo giusto e molto profondo. Ma cerchi di mettersi nei panni di chi non vive come Lei privilegiata e chi per uscire dallo stress non ha la bacchetta magica di denaro che gli piove dal cielo, ma il beato NULLA , da cui derivano impotenza , angoscia , senso di terrore, disperazione, tutti sentimenti che io conosco bene e che hanno contriubuto ad impedire di fatto il mio sviluppo personale per ben 24 anni , tenendomi ancorata a questo malaedetto panico. Ma non mancò la volontà, mancarono i soldi .
    un caro saluto a tutti gala

  180.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    7 giugno 2010 | 20:49
     

    Scrive Gala

    Si cara dottoressa, lei è una donna dolcissima poetica e geniale…ma è sicura di aver bene capito cosa significhi NON POTER PAGARE ? con questo non voglio in alcun modo denigrare le Sue teorie e il suo metodo , che trovo giusto e molto profondo. Ma cerchi di mettersi nei panni di chi non vive come Lei privilegiata e chi per uscire dallo stress non ha la bacchetta magica di denaro che gli piove dal cielo, ma il beato NULLA

    Cara Gala,

    mi rattrista leggere delle tue difficoltà economiche, che tuttavia vedo che ti impegni nel tentare coraggiosamente di risolvere.

    Lo so che è dura vivere con poche centinaia di euro in tasca e soprattutto può spavenatre molto non vedere un futuro sereno e stabile davanti a sè, un terreno che ci soregge sotto i piedi.

    Non sono una persona privilegiata, ma mi sento privilegiata dalla vita, perchè la amo e perchè provo gratitudine e contentezza per tutto quello che ho ricevuto e che mi sono conquistata sempre con tanto impegno e con tanta fatica.

    Se hai letto il mio Libro-Ebook Panico Vinto!, sai che dopo dieci anni di convivenza con gli attacchi di panico ero rimasta veramente senza lavoro, senza amici, senza soldi, senza speranze nel futuro, eppure con determinazione sono andata oltre tutte quelle difficoltà, trovando la via di uscita.

    La consapevolezza e l’amore sono due doni preziosi di inestimabile valore, che non si comprano, che non si vendono.

    Tutto il Blog di Panico Vinto! è ricco di consigli preziosi, di condivisioni profonde dei cari Lettori, di articoli utili e interessanti, di Mp3 da mettere su un Cd oppure nell’iPod, che possono creare ispirazione, comprensione, consapevolezza, senso di coesione nelle persone che soffrono di attacchi di ansia e di panico e soprattuto tutte queste risorse sono…completamente gratuite.

    Nella mia vita ho conosciuto molte persone: persone ricche e avarissime, persone ricche e generose, persone povere e avarissime, persone povere e generose.

    Non si tratta di ricchezza oppure di povertà, ma di generosità oppure di avarizia.

    Spesso le persone, che ricevono gratis le informazione e l’aiuto, non lo apprezzano per niente, danno al dono il valore di NULLA e tendono a richiedere oppure a pretendere sempre di più.

    Importante è non rimanere incastrati nell’orgoglio attivo oppure passivo di essere soltanto un’identità (ricco) oppure un’altra identità (povero), perchè questa condizione, che è ovviamente diversa dalla fierezza di sè e dall’autostima, impedisce la crescita personale, il miglioramento.

  181.  
    marco
    15 giugno 2010 | 11:47
     

    Ciao a tutti

    sono marco ho 30 anni…che dirvi..a volte sembra di aver sconfitto il mostro..ma purtroppo ritorna.

    Sono un giovane ingegnere, direi con una carriera luminosa davanti, guadagno bene, lavoro all’estero….ma c’è sempre il panico e l’ansia che mi accompagnano. Anzi dire l’ansia perche’ il panico diciamo si è trasformato in un ansia continua…adesso per esempio sto molto male..ho la pressione altina e la tachicardia…e che fà il medico di base?In 5 minuti benche’ mi conosce mi scrive solo la pillola della pressione dicendomi…non è che ti posso dare una boccetta di valium…

    Sono uscito a pezzi dal suo studio. A volte sembra di combattere contro i mulini al vento.
    Soffro purtroppo maledettamente il caldo!
    Comunque come ho fatto altre volte mi solleverò anche questa volta.
    SALUTI E UN ABBRACCIO A TUTTI I COMPAGNI DI SVENTURA

  182.  
    laura
    2 dicembre 2010 | 14:58
     

    cara dottoressa vorrei un suo consiglio. due anni e mezzo fà ho avuto due attacchi di panico nel giro di due giorni,mi sono rivolta subito a uno specialista e non ho ricorso a farmaci in seguito.Avevo avuto un periodo pieno di cambiamenti avevo perso la mia migliore amica,il mio ragazzo e avevo cambiato classe! quindi penso sia comprensibile averne sofferto per una volta può capitare a tutti. Da quel momento nn mi è più capitato ma per il periodo dopo ci pensavo e mi veniva l ansia, poi piano piano sta sparendo mi godo la mia vita ho preso anche l aereo due volte e ho affrontato la paura che mi venisse , anche se qndo ci penso mi torna la paura che possa riaccadere!BASTA cosa posso fare? nei momenti di difficoltà può tornarmi? o posso stare tranquilla che è stato un caso cosi di un periodo?

  183.  
    laura
    2 dicembre 2010 | 15:00
     

    la prego mi dia una risposta

  184.  
    paolina
    28 marzo 2011 | 19:47
     

    magari potessi condividere con voi le mie ansie,..capirne la causa.ho eztrasistole e mi spavento di malattia di cuore.ho avuto un linfoma e sono guarita circa 5 anni fa.oggi ho perduto il coraggio..coraggio di verificare i miei sintomi…sapere…e ingigantisco..nasocno le paure…potreste contattarmi e perlare con qualcuno? la mia mail e’ a vostra completa disposizione.sono qui che aspetto.ciao.paola

  185.  
    Nunzio
    8 maggio 2011 | 19:28
     

    Buona sera dottoressa innanzitutto mi scusi ma mi sento emozionato io vivo da piu’ di 20 anni con il panico ho fatto terapia e a volte sparisce tutto per poi ricomparire e ricominciare con la terapia francamente mi sento stanco perchè non sopporto tutto questo,ho 40 anni 3 figli l’anno scorso ho avuto un infarto mi hanno fatto l’angioplastica e sono molto molto spaventato la prego mi aiuti ho letto tutti i messaggi di stima che le inviano gli altri amici del blog quindi la prego mi dia un consiglio un suggerimento voglio finirla di prendere Frontal e Sereupin anche perchè ho paura per il cuore :( le invio un caloroso saluto e spero di ricevere una sua risposta

  186.  
    Martina
    1 novembre 2011 | 23:37
     

    Salve a tutti.Sono una ragazza di 23 anni, e posso dire di aver subito il primo attacco di panico da piccolissima, andavo al liceo.
    Rispondendo alle domande:
    QUANDO HO UN ATTACCO DI PANICO VORREI ANZITUTTO SEMPRE TROVARMI CON UNA PERSONA A ME MOLTO CARA, PERCHè MI SENTO DI MORIRE E PERDO IL CONTROLLO DELLE MIE CAPACITà EMOTIVE E RAZIONALI, è COME TOCCARE QUEI POCHI SECONDI PRIMA CHE TI PRENDA LA MORTE. è TERRIBILE MA PER FORTUNA DURANO SEMPRE POCO, è RARO CHE SI PROLUNGHINO. VORREI ANCHE IO UN SEMPLICE ABBRACCIO, VORREI POCHE DOMANDE E NON DOVERMI GIUSTIFICARE DI CIò CHE DICO, è PER QUESTO CHE IL PIù DELLE VOLTE NON DICO NULLA, MI LIMITO A DIRE AD ALTA VOCE:NON MI SENTO MOLTO BENE, E MI SENTO LIBERA ANCHE COSì. ANCHE IO VORREI ANDARE IN OSPEDALE ALCUNE VOLTE MA HO SEMPRE EVITATO; PER DI PIù LA MIA ANSIA SI MISCHIA AD ANSIA DA MALATTIE, IPOCONDRIA, è TERRIBILE. MI CHIEDO OGNI TANTO PERCHè DEBBA CAPITARE A ME QUESTO STATO DI FORTE EMOTIVITà, PERCHè DEVO ESSERE COSì PENSIEROSA E MEDITATIVA SULLA VITA. NON HO MAI CHIESTO AIUTO A NESSUNO SPECIALISTA E NON PENSO LO FARò IN FUTURO. SPERO CHE SISTEMANDOMI LAVORATIVAMENTE ED AFFETTIVAMENTE LE COSE CAMBINO.

  187.  
    franci
    5 novembre 2011 | 09:03
     

    salve a tutti. Sono una mamma di 36 anni che da circa un anno e mezzo soffre di attacchi di ansia, non spesso, ma c’è una sensazione, come di stare sempre sulle spine, che mi accompagna durante la mia giornata. L’anno scorso ho avuto un lutto intimo nella mia vita, la scomparsa improvvisa di una persona cara e ho dovuto affrontare un enorme stress emozionale e fisico e così ho preso dei farmaci per qualche mese, antidepressivi e ansiolitici; poi la sospensione graduale della terapia e tutto è andato bene. Adesso da qualche tempo, ho iniziato a sentire addosso nuovamente l’ansia e a volte all’improvviso, anche mentre sono tranquilla davanti alla tv, inizia la tachicardia, i tremori interni e la paura che mi possa succedere qualcosa di brutto, subito cerco di concentrare la mia attenzione su qualcos’altro e a volte ce la faccio, ma mi rimane sempre e comunque addosso questa sensazione di fragilità e vulnerabilità. Vorrei capire perchè mi succede questo, in questo momento della mia vita sono una persona serena dal punto di vista professionale ed affettivo. Da piccola, a 9 anni, ho perso il papà dopo una lunga malattia, forse il secondo evento luttuoso ha fatto emergere delle emozioni legate alla scomparsa di mio padre? E i due assieme, possono avermi provocato tutta questa ansia? Grazie, per avermi dato modo di esprimermi, non so se chiaramente, ma spero di avere delle risposte.

  188.  
    graziano
    1 dicembre 2011 | 22:48
     

    salve, a volte non capisco cosa mi succede me lo fa spesso a lavoro e poche volte a casa… mentre lavoro non so come allimprovviso mi si appannasse la mente pressione alta cuore a 1000 e non riesco a respirare . a casa me lo ha fatto poke volte ho sempre paura che mi succede qualcosa mia mamma mi dice che soo un pò ansioso per delle situazioni di famiglia spero che si toglie questa brutta cosa… rispondete grazie

  189.  
    berardo
    12 dicembre 2011 | 11:35
     

    Ciao a tutti, circa 20 anni fa ho sofferto di tremendi attacchi di panico durati per 2 anni,,,,da allora ho cominciato a cambiare la mia vita interessandomi davvero a tante cose,,,ho viaggiato molto in compagnia ma anche da solo. la vita è stata stupenda,,,in questo ultimo cinquennio, funestato dalla morte dei miei genitori e da un incidente di percorso per me di salute mi sono tornati gli attacchi di panico che pensavo di averli messi in soffitta, E’ dura vivere cosi,,,,Laura lo spiega bene nel libro e mi ci riconosco ma quando arriva è travolgente e non sai quali armi usare…ho letto che ci sono degli mp3 da scaricare per la respirazione,,,,preparati da Laura qualcuno mi potrebbe dire dove li posso trovare? baci

  190.  
    cuoremente
    21 febbraio 2012 | 01:06
     

    salve a tutti sono ormai 2 anni che soffro di attacchi di panico, il mio primo forte attacco mi è preso una sera a casa di amici,dopo cena il mio compagno ha iniziato a dire tutto quello che nn gli stava bene di me aggredendomi parlando male dei mie figli e della mia famiglia e facendomi sentire una nullità, sono sempre stata una persona fragile e sono scoppiata a piangere e sono scappata in giardino……… li ho iniziato a sentire il petto stringersi sempre di più un male lacerante sembrava di morire nn riuscivo piu a respirare è uscita fuori la mia amica e mi ha fatto sdraiare a terra, cercava di parlarmi io sentivo la sua voce ma le parale che aveva detto prima lui erano pi forti invadenti……. nn riuscivo a riprendere fiato, hanno chiamato l’ambulanza……… io continuavo a ripetere che volevo morire……. al pronto soccorso mi hanno dato delle gocce mi hanno fatto riprendere e rimandato a casa……….
    da li me ne sono presi altri forti e meno forti sempre con crisi di pianto
    ora è piu di un mese che nn esco di casa……. una casa dove sono ospite (indesiderata) nn ho un lavoro mi sento inutile e inadeguata x me e x l’unica persona che ancora mi sopporta credo xchè gli faccio pena
    nn sono una bella persona ne dentro ne fuori……..ho allontanato da me tutti gli affetti piu cari
    sono disperata

  191.  
    ALFONSO
    18 marzo 2012 | 00:19
     

    Salve sono Alfonso, 45 anni, e soffro di attacchi di panico da 7 anni ( pensandoci sono tanti ) ; al primo attacco che ho avuto dopo aver fatto uso in quella serata di alcol e marijuana , mi hanno portato al Pronto Soccorso dove appena arrivato ho incominciato a sentirmi meglio ; ho sempre avuto il dubbio che quella serata il mio problema forse non sarebbe comparso senza l’alcool ( vino ) e solo 2 titri da uno spinello , fatto sta che da qule momento ho iniziato ad aver paura della paura di un nuovo attacco ; in quel periodo ero particolarmente depresso, in quanto vivevo una situazione coniugale molto difficile di separato in casa, e mi rivolsi ad una psichiatra, perchè la mia giornata ero in un perenne stato d’ansia, non avevo piu’ stimoli per far nulla , le cose che prima mi divertivo a fare mi sembravano sensa senso; dopo una cura con antidepressivi di circa 4 mesi, in concomitanza di una decine di sedute di psicologia cognitivo comportamentale, sono stato molto meglio, diciamo quasi bene; poi gli attacchi di panico si sono ripresentati , in altre 3 o 4 occasioni, violenti, ma non sono piu’ tornato al Pronto Soccorso; non riesco ancor oggi a pensare che un’altra persona possa aiutarmi quando sto male; non ho problemi a parlare del mio disagio, con qualche amico del quale mi fido, ma so che solo io posso uscire da questo problema che genera la mia mente; ho scaricato i tuoi mp3 ed il libro in formato ebook, e sono veramente pieno di speranze di poter riuscire a farcela ; non ho mai avuto strumenti cosi’ validi per poter pensare seriamente di dire : PANICO , ADESSO BASTA, DEVO VIVERE !!!!!!!!
    Prima di congedarmi , volevo gentilissima Laura, sapere se puoi tornare sull’argomento della respirazione ( che già mi aiuta tanto anche quando ho solo attacchi d’ansia che non sfociano nel panico) , ed in particolare sulla respirazione circolare ( è cosi’ che l’hai definita in un tuo mp3 se non sbaglio ); vorrei sapere come funziona, cioe’ come va eseguita ; un carissimo saluto, con la speranza che questo blog continui ancora per tanto tanto tempo ; ne abbiamo bisogno

    GRAZIE , SEI UN ANGELO

  192.  
    Valeria
    20 giugno 2012 | 20:21
     

    salve dott.sa,
    sono una ragazza di 21 anni e da 7 mesi vivo con il disturbo di panico.
    il mio primo e vero attacco di panico lo ho avuto un’annetto fa, ma non sapendo cos’era lo ho riconosciuto solo come un calo di pressione con conseguente paura di svenire e morire, in quel momento ero in macchina di notte mentre tornavo a casa e ho dovuto chiedere aiuto ad un conoscente che mi aveva riportato a casa.. da quel giorno non ho più guidato la macchina da sola di notte ma di giorno lo facevo benissimo quindi il problema era minimo, vivevo comunque bene..ho passato la mia estate tranquilla ignara che quello fosse un attacco di panico. lo ho riconosciuto subito dopo l’estate mentre andavo all’università in autobus, la stessa orribile sensazione.. da allora la mia vita non è più la stessa, nel giro di 2 mesi mi sono ritrovata tappata in casa, sono corsa dal medico di base che mi aveva prescritto un ansiolitico e una visita psichiatrica. la psichiatra mi aveva consigliato una psicoterapia e cosi decisi di provare.. ora sono 5-6 mesi che faccio psicoterapia analitica, stiamo cercando cosa mi ha e mi sta spaventando così tanto.. e ci siamo molto vicine però vado molto a periodi, nel senso che ci sono giorni in cui sto veramente bene sono felice e sembra come se mi fossi liberata dal panico, altri giorni invece mi sento proprio a terra, comincio ad avere pensieri orrendi a volte ho paura che questo disturbo mi porti alla depressione oppure a farmi del male perchè non riesco più a sopportare questo dolore, ho paura di essere debole..sento tutto così lontano, mi sento così diversa, strana, come se niente fosse reale..e mi faccio un sacco di domande sulla vita, del tipo che senso ha vivere.
    grazie alla psicoterapia però ho ripreso a guidare e ad uscire da sola anche se solo nella mia isola, se devo allontanarmi dall’isola lo faccio solo con i miei o con il mio ragazzo, mai sola!! considerando che prima avevo paura anche ad uscire fuori dalla porta di casa mi sembra un buon inizio.
    ho letto il suo libro e mi ha aiutato moltissimo, mi sono rispecchiata molto in alcune sue avventure con il panico..
    a volte però cado in un forte senso di sconforto e mi dico che non uscirò mai più da tutto questo perchè non ne sono capace..
    volevo chiederle se tutte queste sensazioni e questi brutti pensieri che mi fanno vivere cosi male sono normali e se un giorno se ne andranno perchè ho veramente tanta paura di non resistere a sopportare tutto..
    vedo la luce del tunnel molto lontana, non vorrei vivere per sempre cosi..
    grazie di cuore
    Valeria

  193.  
    MICHLE
    5 agosto 2012 | 10:02
     

    ho sofferto 4 anni fa’, la causa problemi finanziari ed altro pensate
    che avevo provato a farla finita ho strappato una rete per buttarmi giu’, sono stato in ospedale ma li non e’ il posto giusto adesso sto meglio anche se prendo farmaci la cosa che mi è rimasta fissa, e’ che tutto ti sembra vero
    sembra che lo tocchi con mano auguri di cuore a tutti

  194.  
    Sabrina
    10 settembre 2012 | 19:08
     

    1. Dimmi come vuoi essere aiutato quando hai un  attacco di panico?

    - voglio essere ascoltata, voglio poter dire le cose terribili che sto provando, piangere semmai. Voglio potermi rilassare su un divano, avere un pò di acqua da bere e magari una camomilla calda. Voglio essere rassicurata che ce la farò a uscirne. e poi voglio essere distratta ed essere aiutata a riportare l’attenzione sulle cose belle della vita: su progetti interessanti e gratificanti da fare, sui bambini, sugli animali, qualche passante buffo…

    2. Dimmi chi senti che  ti può veramente aiutare in quel momento?

    - il mio fidanzato. Come riesce a distrarmi lui, nessuno! Per la parte iniziale invece in cui parlo e piango, vanno bene anche i miei genitori :) Mia sorella meno perché è il tipo che non tiene molto conto delle mie esigenze e vuole imporre le sue soluzioni. Ultimamente ha parlato con un suo amico tedesco che convive da anni con il panico non senza sofferenza, e ha deciso che il suo modo di affrontarlo deve essere il mio. E quindi quando ne ha abbiamo parlato, mi ha prima contestato e poi ha cambiato discorso dicendo “vabbè, fai tu.sbaglia pure”. Come se stessi facendo un dispetto a lei… (!)
    Ah, e poi c’è mia suocera che pure mi ha supportato qualche anno fa, e con cui posso parlare visto di queste cose visto che anche lei è un pò ansiosa.

  195.  
    Elisa
    11 settembre 2012 | 09:29
     

    1. Dimmi come vuoi essere aiutato quando hai un attacco di panico?
    Mi aiuta il fatto di avere accanto persone serene e rassicuranti, che non si “spaventino” o non abbiano l’aria di non sapere che pesci prendere, come mi è capitato lo scorso anno con alcuni amici intimi del mio ragazzo. Mi rendo conto che per una persona esterna è forse pretendere tanto, ma dovendo dire cosa mi aiuta questa è la verità..poi, più di tutto mi aiutano i film, per distrarre l’attenzione, e la musica.

    2. Dimmi chi senti che ti può veramente aiutare in quel momento?

    Di norma direi il mio ragazzo, mia madre, quando ci andavo la mia psicoterapeuta. Quando finivo una seduta, avevo una sensazione di sollievo che di solito non provo mai, un quarto d’ora di “gioia” in cui ero convinta che prima o poi tutti i problemi si sarebbero risolti..

  196.  
    Sabrina
    11 settembre 2012 | 15:04
     

    Elisa, il quarto d’ora di grande sollievo dopo la psicologa lo conosco bene :)
    Anche io quando mi mettevo in auto per tornare a casa dopo essere andata dal neurologo ero sollevata, motivata, serena. Guidavo in pace con il mondo. Bello :)

  197.  
    ALESSANDRA
    14 settembre 2012 | 10:13
     

    1)Quando ho l’attacco di panico o ansia forte vorrei essere rassicurata abbracciata forte forte e distrarmi una passeggiata una chiacchierata insomma distogliere il pensiero da quella brutta situazione
    2)In quel momento mi aiuta molto il mio compagno mi abbraccia mi coccola e mi rassicura, il mio bambino che con le sue scenette comiche mi fa ridere tanto mi abbraccia mi coccola ed io faccio lo stesso con lui.
    Anche una amica che mi chiama e ci si vede per una passeggiata.

  198.  
    Giulia
    14 settembre 2012 | 19:44
     

    1) Dimmi come vuoi essere aiutato quando hai un attacco di panico?
    Vorrei che la persona mi ascoltasse e non mi trattasse come una stupida o una pazza… Vorrei che mi rassicurasse e mi tenesse la mano… Anche se, mi rendo conto, quando sono al culmine più totale del panico l’unica persona che può salvarsi è me stessa…
    L’altro può venire verso di me e verso le mie esigenze, ma se io non lo accolgo, e non mi fido e “preferisco” il panico, allora niente o quasi può aiutarmi…
    2) Dimmi chi senti che ti può veramente aiutare in quel momento
    Sicuramente i miei genitori e alcuni amici stretti… Anche se qualche volta potrei dire “chiunque”! Cioè, magari un conoscente mi dice una cosa che mi tocca particolarmente o ha un atteggiamento positivo e rilassato che mi tranquillizza…

  199.  
    rita
    17 ottobre 2012 | 00:52
     

    Ciao dottoressa scrivo sempre su questo blog x parlare con qualcuno ke viive come me il problema dell’agorafobia mi piacerebbe troare qualcuno x condividere il problema potrebbe essere utile x entambi al fine di migliorare.grazie

  200.  
    carla86
    12 novembre 2012 | 20:22
     

    ciao dott.ssa…ho crisi di ansia da 5 mesi….mi sono cominciate dopo un forte periodo di stress a causa del mio lavoro.Premetto che avevo sofferto di crisi d’ansia anche in passato quando avevo 20 anni ma quel periodo l’avevo superato e stavo bene….ma ora di nuovo!!!
    quello che mi succede spesso a lavoro, quando le persone mi parlano, è una sensazione di soffocamento, mi gira la testa e il cuore parte all’impazzata e i muscoli così contratti che a fine giornata non riesco nemmeno più a muovermi..Non riesco a concentrarmi sulle cose che devo fare, mi sento irrequieta, vorrei fuggire in un posto lontano dove sono sola e nessuno può vedermi ma non posso….devo cercare di fingere perchè non voglio che gli altri mi vedano così…mi impongo di non pensarci ma non ce la faccio mi sento peggio….
    sto facendo una terapia con una psicologa ma ancora non ho risultati.Sembrava di stare meglio ma dopo che mi sono assentata dal lavoro per una settimana e sono ritornata sono ricominciate le crisi, peggio di prima!
    voglio uscire da questo periodo , le provo tutte ma non riesco.
    Non riesco a capire cosa mi possa far star bene.Mi dedico a me stessa, faccio yoga e mi sforzo di essere tranquilla quando sto in compagnia di altre persone anche se dentro di me c’è una tempesta, ma ancora non riesco a capire qual è la svolta per la mia vita!Voglio tornare a esserr quella che ero un tempo, elice e spensierata…
    chiedo un consigli a lei Dott.ssa….
    Grazie

  201.  
    Simona
    30 dicembre 2012 | 14:30
     

    il primo attacco di panico che ho avuto e’ stato un bel po’ di tempo fa ma non mi aveva cosi’ profondamente colpito come quello di circa cinque mesi fa..e’ stato bruttissimo..mi e’ mancata l’aria per circa un ora e mezza..non sapendo al momento che cosa mi stava succedendo ovviamente sono andata all’ospedale dove mi hanno dato subito un calmante senza giri di parole..mi fanno aspettare altre tre ore mentre io ero distrutta dalla crisi e dal farmaco in lacrime e entrata di nuovo nella stanza dove c’erano cinque medici tra cui tre mi guardavano come un fenomeno da baraccone e gli altri due ( quelli che mi dovevano rilasciare il foglio ) ridevano e scherzavano tra di loro con gli iphone in mano mentre si scaricavano le applicazioni..sono stata circa dieci minuti a guardarli fino a che uno di loro finalmente si spiccica dal telefono e mi guarda dicendomi ” quindi? ” io ripeto la mia vicenda e la sua affermazione e’ stata ” non e’ normale che una ragazza di 21 anni abbia degli attacchi di panico..e’ inutile controllarti.. ” io distrutta gia’ da quello che mi era successo riscoppio in lacrime sentendo le parole di quel medico..da li inizio’ il mio inferno..non ho iniziato subito a prendere gli ansioliti sperando che la cosa svaniva..invece no..non dormivo la notte..la tachicardia..i pianti isterici..il caldo..il freddo..sudorazione eccessiva e sopratutto la mancanza di respiro mi hanno totalmente accattorciata..facendomi diventare niente..ho iniziato a prendere 15 gocce al giorno di alpr.. e le tav… solo al bisogno ma non l’ho mai prese..le gocce inizialmente mi facevano qualcosa ma poi mi rendevano solo rincoglionita e basta..scusate la parola..pero’ le crisi forti erano svanite fino a quando dopo tre mesi di ansiolitici gli attacchi mi venivano nel momento in cui mi prendevo quelle gocce..nel frattempo sono andata anche dalla psicologa ma non risolvendo nulla..quindi con la sentenza del mio medico ho levato le gocce..ora sto’ meglio relativamente..sto’ sempre male giornalmente ma piano piano inizi a conviverci anche se nei momenti di fragilita’ mentale e’ la fine..e ora sto’ qua sperando che un giorno passi..io ce la sto’ mettendo tutta ma gli amici e familiari non aiutano molto e poi c’e’ da premettere che esco da una relazione pesante dove mi alzava le mani e mi trattava di merda e io accecata d’amore non facevo niente come una stupida,,poi ho anche subito stolking per un bel po’ avendo pure la paura di mettere il naso fuori di casa..e ora eccomi cosa sono diventata..non sono piu’ me e non vado piu’ fuori paese perche’ ho paura ogni momento..posso solo essere contenta di non avere piu’ le crisi come quelle iniziali..solo ogni tanto pianto isterico..auguro atutti noi che un giorno questo calvario si trasformi in tanta felicita’..ce lo meritiamo..

  202.  
    emanuela
    22 gennaio 2013 | 00:09
     

    buonasera dottoressa..mi chiamo emanuela e ho 29 anni,anche io purtroppo soffro di attachi di panico e agorofobia…sin da quando ero piccola le sembrerà strano ma potevo avere 10-11 anni quando mio padre mi portava in ospedale con un bicchiere di acqua che tenevo stretto tra le mie mani perchè nn riuscivo ad ingoiare e avevo bisogno di bere per farlo… mi batteva forte il cuoricino..e avevo tanta paura..purtroppo la mia infanzia nn è stata per niente serena.. …sono d’accordo con lei quando dice che le lampade al neon non vanno bene per chi soffre di panico , vedere persone con ferite che sanguinano …ma potrebbe capitare di dover andare in ospedale “magari” accompagnare qualcuno o per esempio fare delle visite di controllo,ecc..in quel caso come ci si comporta? ho un pensiero che mi assilla ogni qualvolta che sto male..se dovessi scoprire di avere una brutta malattia come farei a sopportare la mia ansia seguita dagli attacchi di panico..oppure se dovessi perdere una persona a me cara io temo di nn potercela fare e questi attacchi potrebbero sfociare in una depressione… che brutta cosa l’ansia !! chiedo consiglio a le,grazie dottoressa.

  203.  
    luca
    8 luglio 2013 | 13:35
     

    salve dottoressa soffro da circa 5 anni di ansia..prendo delle pastiglie tutte le mattine .linizio andava bene ma ora non piu di tanto.faccio tantissima fatica ad addormentarmi.mi aiuta per favore.che faccio.grazie mille dottoressa

  204.  
    luca
    8 luglio 2013 | 13:41
     

    non riesco a controllare l ansia ho provato in tutti i modi ma niente..forse sono troppo debole di testa non so.ho ascoltato i suoi mp3 ha una voce delicata.se puo mi dia qualche consiglio se vuole.la ringrazio luca

  205.  
    giliola
    13 agosto 2013 | 20:26
     

    IO MI SONO FATTA VENIRE A PRENDERE DALLìAMBULANZA UN MESE FA E DA ALLORA VIVO NELL’INCUBO DI QUEST’ANSIA CHE NON MI FA RESPIRARE NAUSEA INAPPETENZA SONO ANCHE IPOCONDRIACA CONSAPEVOLE LA PANCIA MI SI GONFIA TALMENTE TANTO CHE NON RIESCO A RESPIRARE MANGIARE SONO TALMENTE STANCA CHE CERTE VOLTE PENSO DI FARLA FINITA CON STE VITA DICO SEMPRE OGNI GERMOGLIO DI LIBERTA CHE ASSAPORO HO QUALCOSA DENTRO PRI MORDIALE SENSI DI COLPA NON SO LI SPENGO COME UNA CANDELA QUESTO NON E VIVERE E IO SONO STANCA

  206.  
    Andrea
    3 ottobre 2013 | 11:55
     

    Salve mi chiamo Andrea e soffro di dap da circa 20 anni, dopo tante cure farmacologiche fallite e psicoterapia ho deciso di studiare il mio problema per capire come affrontarlo.
    Desidero fare il percorso dal lei descritto ma non so come fare o per meglio dire da dove devo iniziare.
    Come devo usare questo sito.
    Sono disperato voglio uscire da quest’incubo mi aiuti dottoressa.

  207.  
    Debora
    28 ottobre 2013 | 13:01
     

    Salve dottoressa, sono Debora ho 38 anni e da circa 13 soffro di attachi di panico e ansia.
    Mi sono sempre sentita una “forte”, ho vissuto con un padre padrone con problemi di alcol, una madre debole e depressa, sempre dalla parte del marito.Ho poi cresciuto due splendide figlie da sola ho lottato ho anche fatto degli errori, nn sono mai riuscita a tenermi un uomo vicino…allora i miei attacchi sono una punizione??!! Nn credo nelle medicine, visti i risultati, le prendo solo in casa di bisogno, ormai al pronto soccorso mi conoscono tutti.,,, credevo d’aver imparato a controllarle, anche grazie al suo libro che ho letto qualche anno fa. Ma ora sono tornate, più forti, quasi quotidianamente. …ora che faccio?..Sono esausta, sconfitta e purtroppo nn ho più voglia di vivere, Sono arrivata al limite, nn riesco a reagire, loro sono più forti di me.., a cosa è servito sopravvivere fino ad ora. La prego mi aiuti sono disperata. Con affetto

  208.  
    pippo
    27 maggio 2014 | 09:21
     

    salve dottoressa Bolzoni, sono assalito da ansia generalizzata e da attacchi di panico da circa 2 anni! l’elemento che stimola questi 2 fattori è la paura di morire, di infarto, ictus o qualcosa del genere, in passato ho fatto alcune visite che hanno accertato il mio ottimo stato di salute, ma nonostante ciò continuo ad avere questa pesante paura ; io ho una voglia matta di vivere, ma questo timore mi blocca! il fatto che oltre a me ci siano tantissime persone a soffrirne mi tira su; non ho mai scritto su un blog, ma molti suoi commenti mi hanno stimolato a farlo, spero possa dedicarmi un piccolissimo arco del suo tempo, nel frattempo la ringrazio anticipatamente

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