Come imparare dai fallimenti e andare oltre i limiti?

La vittoria sul disturbo di panico è una conquista che si ottiene passo dopo passo, percorrendo in solitaria oppure in due oppure insieme ad altri compagni di viaggio il sentiero per ritornare a vivere una vita libera e pienamente realizzata.

Raramente accade che la vittoria conquistata improvvisamente sia definitiva, similmente come è raro vincere il biglietto milionario della Lotteria e rimanere ricchi.

Questa realtà è un bene, perché ci permette di costruire in modo solido e duraturo le basi del successo finale, di comprendere gli errori fatti, di tentare di fare meglio, di lasciare l’orgoglio e di diventare umili, ma soprattutto ci insegna a imparare dai fallimenti.

Quando  racconto che ho lavorato con Reinhold Messner le persone mi credono subito, anche perché possono vedere le foto che ci ritraggono insieme.

Ma quando racconto che il grande scalatore estremo, – l’unico al mondo che ha conquistato 14 cime degli Ottomila, che ha affrontato 3.500 scalate, che ha conquistato la montagna più alta della terra, l’Everest senza ossigeno, che il 9 agosto 1978 ha realizzato la prima in solitaria alla parete Diamir del Nanga Parbat sempre senza ossigeno, che ha fatto 30 spedizioni agli Ottomila -, ha fallito molte volte incominciano a credermi un po’ di meno.

Quando poi condivido che il grande scalatore conosce molto bene gli attacchi di panico, perché ne ha sofferto personalmente, mi guardano stupiti e spontaneamente esclamano: “No, Laura, non è possibile!”

Laura Bolzoni Codato con Reinhold Messner

Laura Bolzoni Codato con Reinhold Messner

Per fortuna Reinhold Messner nel suo libro “Mein Leben am Limit” ( La mia vita al limite) pubblicato nel 2004 ne parla apertamente, così in questo articolo posso usare le sue parole a favore dei lettori del Blog, visto che alcuni argomenti sul tema del panico delle nostre conversazioni e colloqui privati non sono più segreti.

Il racconto della sua esperienza con i fallimenti e con il panico può essere molto utile per trovare un modo nuovo ed efficace di gestire i fallimenti e per non cadere nell’abisso del panico quando ci viene a visitare durante le nostre giornate quotidiane e perché no, durante le nostre imprese estreme.

La conoscenza di Reinhold Messner non è passata per biblioteche, professori e studi universitari, ma attraverso il vivere sperimentando la realtà in prima persona.

PANICO: LA PAURA DI SENTIRSI PERSI

Ecco come  l’alpinista estremo descrive le sue sensazioni durante l’attacco di panico :

“Non era la paura di cadere di sotto, non era la paura di non riuscire ad andare avanti, era unicamente la paura di essere solo su quella montagna immensa.

Mi aveva preso il panico dell’essere perduto.

Se guardavo verso quelle alture, verso quell’infinito non muovevo più un passo.

Avevo paura di perdermi.

Una solitudine infinita, dentro di me, come un buco nero, profondo e imponente quanto il Nanga Parbat che si ergeva di fronte ai miei occhi”.

Così nel 1973 Reinhold Messner a 29 anni, mentre tentava di conquistare in solitaria questo difficile Ottomila, ha dovuto rinunciare all’impresa, perché  non ha retto alla paura e alla solitudine.

Racconta: “Mi sono sentito così perso e abbandonato che sono tornato indietro.
Non ero più all’altezza, da solo, di affrontare quel rischio, non ero più capace di ragionare lucidamente.

Era come se mi stessi dissolvendo”.

COME IMPARARE DAI FALLIMENTI?

Ascoltiamo sempre dalle parole dirette di Reinhold Messner la risposta alla domanda: come si può affrontare l‘esperienza del fallimento?

“La sconfitta in sé non è molto importante.

Il punto cruciale è quello che accade inevitabilmente dopo, le ripercussioni interiori, il mettere in discussione se stessi, anche la disperazione.

Il mio atteggiamento interiore è stato modificato soprattutto dagli insuccessi.

Questo non mi ha reso affatto più mansueto, solo più tenace.

Il fallimento ci mostra con chiarezza i nostri LIMITI.

Per questo motivo l’insuccesso è un’esperienza più forte del successo.

Arrivare in vetta significa avercela fatta e basta, niente di più e così il traguardo è vanificato.

Con il fallimento invece il traguardo resta.

Quanti fallimenti ci sono stati nella mia vita!

Già da ragazzino.

Ma chi non vive mai questa esperienza da piccolo può non essere in grado, da adulto, di interpretare la disperazione come un messaggio positivo, come il RICONOSCIMENTO DEI PROPRI LIMITI.

Se ho continuato ad accettare nuove sfide è stato possibile perché nell’insuccesso ho colto uno stimolo a tentare di nuovo”.

Come si fa ad andare oltre il fallimento?

Risponde sempre Reinhold Messner: “Si ricomincia da capo. Si conoscono i propri limiti e si cresce grazie ai propri dubbi”.

Trovo una grande somiglianza tra lo stato d’animo dell’alpinista estremo che affronta il percorso per arrivare in cima alla vetta e i sentimenti di chi soffre di attacchi di panico e cammina per arrivare alla fine della brutta e dolorosa avventura di una vita limitata, dove la libertà è ormai perduta.

Come chi sale su una montagna ne scende cambiato, così  chi affronta il panico inevitabilmente cambia.

Non sono la montagna né il disturbo di panico a operare questo cambiamento, sei tu che cambi!

Come di fronte alla vastità infinita e muta, spezzata dalle nuvole e dal vento, che  lo scalatore tenta di affrontare, tutte le maschere cadono, i falsi Sé di noi stessi volano nei crepacci, così l’alpinista e chi lotta con il panico può  mostrare il suo vero volto.

VAI  AVANTI! CONTINUA!

Accetta le inevitabili sconfitte e vai avanti!

Sii buono con te stesso: accetta di cadere, ma rialzati subito!

Il percorso naturale che propongo e che puoi trovare descritto nel mio libro Panico Vinto! è una sfida che avviene, per mantenere la similitudine con le scalate all’Everest, senza ossigeno, senza sherpa, senza pesi inutili.

Si viaggia insieme io e te con un piccolo zaino leggero, con tanta voglia di tentare e tanto coraggio di andare avanti nonostante tutto.

Nonostante gli ostacoli e i fallimenti!

Per fortuna i pericoli rispetto alla montagna sono davvero inesistenti, non cadono sassi in testa, né si precipita nei crepacci, nel percorso naturale si lasciano solamente cadere tutte quelle falsità che ci hanno permesso di sopravvivere finora, senza però averci lasciato essere noi stessi!

TI aspetto in cima alla vetta per godere insieme della vittoria e dell’infinita bellezza di una nuova vita!

Passo dopo passo arriverai alla vittoria finale!

Questo mese ti propongo questo semplice esercizio pratico:

Dimmi un tuo grande fallimento.

Dimmi un tuo grande successo.

Copyright 2009 Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.

Ringrazio i lettori del Blog, con cui ho trascorso virtualmente insieme le vacanze personalizzate di agosto e di ferragosto, per i bellissimi, profondi, affettuosi, utilissimi commenti e testimonianze, che hanno lasciato ai piedi dell’articolo : “Attacchi di panico e ansia anticipatoria: l’attesa del nemico”:

Francesca, Eva, Elena, Daniela, Erika, Chadisja, Paola, Francesco, Gilles, Carmela, Gianna, Gianfranco, Genny, Gian Piero, Roberta, Isetta, Patrizia, Simona, Angela Garbari, Maria Letizia, Virginia, Michele, Gabriele.

Con questo articolo ci siamo spostati dal caldo deserto dei Tartari al freddo degli Ottomila, qui i compagni al campo base diventato indispensabili anche per chi affronta eroicamente la parete in solitaria.

Condividere le proprie storie personali con il panico, le esperienze, i successi, i fallimenti, le rinnovate sperante e le drammatiche ricadute aiuta a rendere meno pesante il cammino e a sentirci meno soli.

Se desideri puoi scrivere qui sotto cliccando sul link “COMMENTI”.

Grazie!

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318 risposte a Come imparare dai fallimenti e andare oltre i limiti?

  1. gabriele scrive:

    Fallimenti veramente grandi nn ho mai avuti per mia fortuna…
    ma la mia più GRANDE preoccupazione è proprio quella di fallire adesso
    di nn farcela ad andare a vivere da solo…
    di essere così spaventato da PERDERE quello per cui sono anni che risparmio e che fino al mese scorso al solo pensiero esplodevo di gioia…

    Ora a volte mi sembra che quella casa sia la parete immensa di cui si parla in questo articolo e che io SOLO nn posso entrarci…

    Da questo ne consegue che l’attacco di ieri, giunto quando già credevo di aver fatto buoni passi è ai miei occhi un FALLIMENTO… come la giornata di oggi trascorsa in uno stato costante di agitazione… che sta culminando ORA nei soliti sintomi…

    Un successo… quello di prendere la casa, prenotare i mobili… e vorrei tanto completare questo nuovo ciclo che ho iniziato…

  2. ALESSANDRA scrive:

    Ciao Gabriele!
    Come ti capisco a me succede la stessa cosa anche io preso casa arredata tutta felice poi l’idea di diventare grande di colpo
    staccarmi dalla famiglia d’origine all’età di 35 anni.
    Ho trovato un compagno ci conviviamo da poco abbiamo cercato un figlio ora c’è sono in due mesi e sono sommersa dalle paure crisi di pianto ansia e paura di tutto com’è difficile capire e controllare i brutti pensieri e le paure.
    Ti dicono che per superarle devi affrontarle si una parola!!
    saluti

  3. anna burighel scrive:

    Ogni situazione nuova, ogni momento di crescita rappresentano dei passi in avanti verso l’autonomia sia fisica, sia affettiva.
    Ciò può avvenire in modo graduale, senza traumi, senza segni particolari, ma può invece essere un momento che spaventa, ed in particolare, chi non ha mai verificato su sè stesso fallimenti o perdite.

    L’unica cosa è agire,fare, fermarsi ad ascoltare il proprio timore non fa che aumentare l’ansia che lo alimenta. Metti un piede nella nuova casa, poi l’altro e, come me con l’aereo, prenderai il volo.

  4. Michele scrive:

    Post splendido, leggerlo mi ha dato ancor più carica!
    Anche io, come Gabriele, non ho avuto (per ora) grossi fallimenti, però credo che tutto sia proporzionato all’età. Comunque, sicuramente mi sono sentito un grande fallito quando i miei attacchi di panico erano appena cominciati, mi ero scontrato con questo nuovo, terribile nemico, e perciò non riuscivo a fare più niente….
    ecco, in quegli istanti mi sono davvero sentito perso…avevo solo voglia di stare tutto il giorno buttato sul letto a far niente, e dentro di me avevo la sensazione di non valere più nulla.

    Invece, fra i più bei successi, sicuramente ora come ora metto al primo posto i piccoli passi di crescita interiore, fatti giorno dopo giorno, in questo splendido percorso.

    Magari ciò potrebbe sembrare qualcosa da niente, ma per me è al momento una cosa fondamentale, perché uscire da quest’incubo significherà riprendermi in mano la mia tanto amata vecchia vita, per qualche assurdo motivo abbandonata a sé…

    Grazie ancora, Carissima Dottoressa Laura Bolzoni Codato, per le Sue splendide parole!!!
    Un abbraccio fortissimo a tutti, come sempre!

  5. simo scrive:

    Buongiorno a tutti,
    Io oggi sono molto negativa e penso proprio che dagli attacchi di panico nn ne usciro MAI!!!!!!!!!!!
    ho fatto psicoterapia, ho fatto un percorso di terapia farmacologica…. ma niente… perche appena smetto con tutto ciò!!!! l attacco torna !!!!!!!!!!!!!!

  6. Patrizia scrive:

    Carissima Laura,
    i consigli che tu ci dai lasciano il sapore dell’imminente realizzazione, ma quando ti trovi nella realtà le cose sono un pò diverse.
    Mi spiego meglio, io sto facendo la scelta delle priorità: cosa è più importante, cosa lo è di meno, faccio l’autodiagnosi per conoscere i miei fallimenti e i miei successi, ma poi non trovo alcuna soluzione, o meglio la trovo ma soltanto per un giorno, il giorno seguente si ricomincia con quella testa vuota, con quel senso strano di vedere confuso…. e il cuore che batte forte…
    Cosa posso fare?
    Un abbraccio e un grazie da Patrizia.

  7. PAOLA scrive:

    Che bello dal caldo e afoso deserto alla mia tanto cara e amata montagna!!!!!!!!!

    I fallimenti sono tanti,ogni volta che l’agorafobia fà capolino e mi blocca,ogni volta che qualcuno mi racconta un suo viaggio ed io comincio a pensare che io non ci posso andare perchè il maledetto è sempre in agguato e mi paralizza,ogni volta che vorrei prendere l’auto da sola e non ce la faccio…

    Sono tanti i fallimenti,magari non enormi,però ho fatto o non ho fatto qualcosa che una volta non mi avrebbe creato alcun problema.

    Per quel che riguarda il mio successo più grande è sicuramente il mio lavoro,la mia attività,il mio salone di acconciature che ho avuto il coraggio di aprire contro tutto e tutti perchè ci credevo veramente e infatti và alla grande, quando ho deciso di farlo il panico non si è mai fatto vedere,e neanche l’ansia,magari qualche dubbio ogni tanto,ma tutto nella norma.

    E il mio negozio è forse veramente l’unico posto dopo sto bene anche da sola,proprio perchè è il mio più grande successo e mi dà tante soddisfazioni,lì sono io,lì c’è la vera Paola,qualla che sono sempre stata,attiva,vivace,disponibile verso gli altri,amante della gente,ma quando esco sembra che paola resti lì ad aspettarmi per il giorno dopo.Questi sono i miei insuccessi ed il mio successo,magari per qualcuno non sarà molto,ma per me è tutto.

    Grazie cara dottoressa Laura Bolzoni Codato per il bellissimo articolo su Messner, non avrei mai pensato che un uomo come lui possa aver sofferto di panico,a volte guardi queste persone che sembrano invincibili e pensi che loro non conoscono il tuo dolore,invece lo conoscono eccome, sono solo stati più forti e lo hanno superato alla grande.un abbraccio a tutti a presto

  8. lunasonora scrive:

    Ciao Laura Bolzoni Codato,
    ti ringrazio perchè i tuoi post sono per me molto utili, mi sento completamente capita, quasi fossi io a scrivere e a spiegare questi odiosi sintomi.

    il guaio è che io so bene quali sono le cose che mi fanno male, ma non riesco a cambiarle.
    Ho troppa poca fiducia in me stessa, nonostante sappia quali sono le mie doti e i miei limiti.
    In tutto cio che faccio, dal lavoro alle relazioni, sento sempre una voce che mi dice ” non gli piaci, fai di più” e non vivo serenamente alcun rapporto. mi sento sempre una “ruota del carro” anche se so che per alcune persone non è così.
    Purtroppo incontro sempre persone molto superficiali, che appena hanno di meglio da fare scappano via, nonostante io sia una persona ricca di interessi, sincera, socievole. immagino che a volte io possa essere un ostacolo per le persone della mia età, preferisco un museo a una giornata a mare senza far nulla, un concerto a una serata al pub, e spesso mi ritrovo a contatto con persone che non hanno i miei interessi, e, credimi, è molto difficile trovare persone simili con cui stare bene!

    Non ho stimoli dalle persone che conosco, a parte il mio fidanzato a cui sono molto legata, ma sento anch’esso come un limite.
    io cerco di superare tutte le mie crisi, e sono molto soddisfatta perchè vinco sempre, senza l’ausilio di farmaci. ma il percorso è doloroso e bruttissimo, soprattutto perchè i sintomi cambiano sempre, non riesco ad abituarmi e mi sorprendono sempre. in questo periodo mi gira la testa come se avessi le vertigini, oppure mi si seccala gola e inizia a pizzicarmi come se stessi soffocando. mi calmo e poi passa, ma devo lottare davvero con tutte le mie forze, e a volte sono proprio stanca.

    Mi alzo al mattino con un’ansia terribile, che via via scompare durante la giornata o riemerge se sono nervosa, ma per quella non so che fare.
    Ho passato un periodo l’anno scorso di forte stress e per questo mi sono tornati gli attacchi di panico e ansia, ma ora ho un lavoro tranquillo e tempo da dedicare allo studio e alle cose per me. purtroppo però gli attacchi non se ne sono andati e io voglio ritrovare quella serenità interiore che ti fa vivere armoniosamente.
    Mi capita per lavoro di dover affrontare un pubblico molto vasto di persone, di dover parlare per radio o con persone importanti. casca il palco! inizio a tremare, la voce mi si spezza, e nonostante io sia sicura del mio lavoro e di ciò che faccio mi prende il panico.
    Ho iniziato a delegare altri, a rinunciare al mio lavoro per questo malessere, ho sempre paura che mi capiti qualcosa di brutto, un malore.
    Come si può superare tutto questo?
    Io credo che il principio della mia insicurezza derivi dalla mia famiglia di origine, non sono mai stata troppo benvoluta, le mie inclinazioni poco supportate, poco accettata e capita.gia da piccola soffrivo di ansia ( a 6 anni!!) ma non sono stata curata, non è stato preso sul serio. ho vissuto l’abbandono e la violenza psicologica,e tutt’ora non ne parlo mai, anche se nel mio cuore ho perdonato.

    Ora che sono adulta forse tendo a proiettare quello che ero e a cercare negli altri l’approvazione dei miei genitori? si può superare?
    ho desiderio di farmi una mia famiglia, di ricreare un ambiente pacifico e sereno, ma devo prima superare questi problemi, e devo essere sicura di non sbagliare.
    voglio tanto iniziare a VIVERE, ho troppa voglia di dare, di fare e di scoprire per permettere a quest’ansia di bloccarmi.

    Solo che da soli è difficile, perchè per quanto io possa confidarmi con il mio compagno lui non capirà mai i miei stati d’animo, e anche le persone a me più strette non possono capire. (forse nonn vogliono? perchè sono un problema’ e alla gente non piacciono i problemi! ma sia chiaro che non sono una di quelle che si piange addosso, anzi!)

    Finalmente avevo trovato una cara amica che aveva avuto i miei stessi problemi, ma anche lei si è poi rivelata una delusione, se non sono io a cercarla o ad andarla a trovare non ci si vede..
    Laura, cos’ho di sbagliato?
    perchè le persone mi evitano come avessi la peste?
    io non credo di essere sbagliata, non credo di essere una brutta persona, eppure perchè non ho amici validi con cui stare bene e quando conosco persone che mi piacciono non sono ricambiata?
    do troppo?
    pretendo troppo?
    io non voglio cambiare, io ho lottato per essere ciò che sono, per la mia istruzione e il mio lavoro.perchè la gente non mi apprezza? trovo sempre persone che si reputano migliori, che mi fanno torti, che parlano male. a volte mi sento un alieno.

    Vengo da un altro pianeta? Fatemi tornare a casa!

    scusa lo sfogo e grazie per tutte le cose che scrivi, sono molto utili per me =) sei la persona che fin’ora mi ha più aiutata, spero tanto di conoscerti e di poter parlare con te.
    grazie laura
    un abbraccio!

  9. pino scrive:

    piu’ leggo questi articoli e piu’ mi convinco che la forza per guarire e nascosta dentro di noi bisogna cacciarla fuori .

  10. roberta scrive:

    I miei fallimenti più grandi sono quando ho delle opportunità di lavoro e le rifiuto per paura di non essere all’altezza del compito, per paura di dover uscire di casa tutti i giorni…..e se un giorno stò male da non poter uscire?
    E magari anche un’altro giorno e poi un’altro ancora?
    Quali giustificazioni dovrei trovare per il mio datore di lavoro per le mie continue assenze?

    Ecco questo mi crea uno stato di frustrazione perchè anche se lungo il mio cammino stò comunque notando dei progressi che mi fanno stare bene e mi danno la carica per andare avanti, poi le ricadute mi ricordano che il problema c’è sempre, che è lì pronto a manifestarsi quando meno me lo aspetto, magari proprio quando sono intenta a svolgere il mio lavoro, quando cerco di dare il meglio di me stessa, magari in mezzo agli altri colleghi che rimarrebbero senza parole in presenza di un mio attacco di panico, (come è già successo con il lavoro precedente).

    Nel mese di luglio ho avuto un’opportunità di lavoro molto importante per me, ero felice di accettare, ero felice di aiutare la mia famiglia anche economicamente, ero felice perchè avevo studiato tutto l’inverno scorso impegnandomi per ripropormi nel mondo del lavoro con una qualifica migliore e un aggiornamento in materia (sono ormai 6 anni che non lavoro), ero felice perchè mi sentivo in grado di potercela fare e mi sono detta….
    ecco Roberta, finalmente è arrivato il momento di rompere il ghiaccio, di rientrare a far parte della società, ce la puoi fare, ora sei pronta per ricominciare!!!
    Il lavoro sono riuscita ad accettarlo, ho fatto il colloquio, tutto ok, poi è arrivato il giorno di iniziare, ho resistito 3 giorni, il terzo giorno ho dato le dimissioni, motivo……?
    Sempre problemi familiari!

    Almeno avessi il coraggio di dire…. “cari miei purtroppo ho gli attacchi di panico”…..
    magari mi aiuterebbero anche…… e invece no!
    Ho paura di essere derisa e non essere compresa come mi è già successo altre volte,
    ho paura di mostrarmi così come sono con questo mio problema, questa mia debolezza.
    Si è anche vero che non tutti i mali vengono per nuocere, il panico mi ha creato non pochi problemi, ma è anche vero che grazie a lui ho imparato a conoscermi, facendo un lungo lavoro su me stessa, ed ho imparato a non fermarmi sempre davanti agli ostacoli ma almeno provare, ma quando dopo la prova c’è il fallimento devo ammettere è un pò dura, lo sconforto c’è ed è anche pesante mi fa sentire demoralizzata e depressa perchè ho l’impressione che questa VETTA non la raggiungerò mai, ma anche se questo può sembrare un pensiero negativo, non mi toglierà la voglia di riprovare ancora!!

    Almeno una cosa l’ho imparata:” accettare il fallimento” anche se con difficoltà e con amarezza dentro.

    Io quella VETTA (il mio lavoro) la voglio raggiungere con o senza panico e quando l’avrò finalmente conquistata, mi sentirò fiera di me stessa, felice ed appagata, ma sò anche che il mio lavoro non sarà terminato lì su quella VETTA…….
    ce ne saranno molte altre da scalare, ma se riuscissi almeno con questa (per me molto importante), mi sentirei più motivata e incoraggiata,…….
    bè credo care amiche e amici e cara Dottoressa Laura Bolzoni
    che mi impegnerò molto nel raggiungimento di uno dei tanti traguardi che ci offre la vita!!!
    Ciao a tutti PETALI e COROLLA un abbraccio forte
    da Roberta

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