Attacchi di panico e ansia anticipatoria: l’attesa del nemico

agorafobia e ansia anticipatoria

L’ansia è l’anticipazione apprensiva di un pericolo oppure di un evento negativo futuro, accompagnata da sentimenti di angoscia oppure da sintomi fisici di tensione.
Gli elementi che creano tensione e ansia possono appartenere sia al mondo interiore sia al mondo esterno.

In entrambi i casi lo stato d’animo che si vive è quello dell’ATTESA del NEMICO.
Il nemico è l’attacco di panico, che può apparire quando e come vuole, in totale indipendenza dalla nostra volontà.
Per spiegare in modo semplice  e pratico l’ansia anticipatoria userò il romanzo di Dino Buzzati “Il deserto dei Tartari”.

Nella Fortezza Bastiani, posta ai confini dell’Impero austro-ungarico, nella pianura chiamata deserto dei Tartari, Giovanni Drogo e i suoi militari continuano a vivere seguendo le norme rigide della disciplina, anche se da molti anni non c’è più stato nessun attacco da parte dei nemici.

Tutti i militari che abitano nella Fortezza sono animati da un’unica e inconfessabile speranza: vedere apparire all’orizzonte il nemico.

E nell’attesa della grande occasione Giovanni Drogo e i suoi compagni consumano la loro vita.
L’ATTESA E’ DIVENTATA IL LORO DESTINO.
L’illusione di vedere la striscia nera del nemico che avanza al’orizzonte è diventata la vera ragione di vita.

“Proprio quella notte inizia per Drogo l’irreparabile fuga dal tempo”, scrive Buzzati.
E’ come se all’improvviso il PANICO CHIUDESSE IL CANCELLO alle nostre spalle e non si potesse più tornare indietro.

IL TEMPO CON IL PANICO SI FERMA, dal momento in cui appare il primo attacco di panico, noi non siamo più quelli di prima.

Con l’ansia anticipatoria il tempo viene proiettato verso il futuro, che ormai è tutto ingombrato dagli attacchi di panico, dal nemico che si teme arrivi.

E’ un’illusione che sembra vera.

E’ una paura che contemporaneamente affascina, perché ci permette la sfida, la lotta contro il nemico e la vittoria gloriosa dell’eroe!
In chi conosce  il panico, convivono due emozioni opposte e complementari: l’ansia anticipatoria, la paura che si ripresentino i terribili sintomi e contemporaneamente l’attesa del loro arrivo.

Si evoca il nemico, che alla fine appare.

Il panico è un terremoto interiore che nessuno attorno a noi sente e vede.
Quando, purtroppo, la terra trema scossa dal terremoto tutti lo sentono e scappano, ma con l’attacco di panico, sei solo tu a sentirlo!

Questa solitudine nel percepire una “morte interiore”, che sembra vera è veramente terribile!
Se vogliamo uscire dal problema serio degli attacchi di panico, dobbiamo con forza e con coraggio, girare la direzione dove, in modo incontrollato, sta andando la nostra attenzione e la nostra energia vitale.

Descrivo in  modo approfondito come fare questa conversione nel Libro Panico Vinto!
Nel deserto dei Tartari tutto è in attesa che si presenti il nemico.
Nell’ansia anticipatoria anche.
Come uscire dalla Fortezza e dimenticare questa brutta abitudine?

Educando noi stessi e la nostra attenzione a rinunciare a vivere in funzione della vita illusoria e a dirigersi, invece, verso la vita reale.

La vita vera è fatta di mete vere e reali, non illusorie!

Una meta vera è avere dei veri amici, sposarsi, costruire una casa, creare un’attività basata sulle nostre passioni e sulle nostre abilità, è mettere al  mondo dei bambini ed educarli con amore e fermezza, è coltivare le relazioni, è prendersi cura di un cane, di un gatto, dei fiori, di un orto, di un giardino….
La vita reale crea problemi reali, che possono essere affrontati e superati con un progetto.

La vita irreale in compagnia del panico crea problemi irreali e irrisolvibili.

Uscire dal problema vuol dire capirlo in profondità e poi….non occuparsene più.
E’ saggio disinvestire l’attenzione e l’energia vitale dal voler risolvere il problema del disturbo di panico e metterla nei progetti creativi della vita.
Nel romanzo del Deserto di Tartari, il protagonista muore proprio quando il nemico  finalmente appare all’orizzonte.
Ti invito a uscire dalla Fortezza, a non consumare più la tua esistenza nell’ascoltare i sintomi e le sensazioni illusorie di panico!

Inizia ad aprire il cancello del tempo chiuso dal panico e vai, senza paura, verso la vita vera!
Ti aspetto!

Ecco un piccolo, ma utilissimo esercizio pratico che puoi fare, rispondendo a queste domande:

  1. Dimmi 3 fini importanti che desideri realizzare nella tua vita.
  2. Dimmi qual’è il fine più importante.
  3. Dimmi i passi che farai per realizare questo fine.
  4. Dimmi quale sarà il tuo primo passo.

Copyright 2009 Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.

Ringrazio per i bellissimi  e profondi commenti, che ci hanno lasciato in queste settimane sul Blog, Francesca, Eva, Chadisja, Elisa, Maria Letizia, Gian Piero, Daniela, Desy, Franco, Virginia: avete tutta la mia stima e il mio affetto.
Vuoi condividere con noi il tuo punto di vista sull’ansia anticipatoria e su come vivi l’attesa del nemico, quali sono i fini importanti che desideri realizzare nella tua vita?

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187 risposte a Attacchi di panico e ansia anticipatoria: l’attesa del nemico

  1. pasquale r scrive:

    Forse non lo leggerete e non avro risposta ma scrivo per sapere se ci andate a guardare i vostri commenti saluto tutti voi a Roberta Carmela Francesca michele Gabriele e tutti proprio le testimonianze di carmela e Roberta le vedo come mie perché capitano giorni belli senza problemi di niente e poi capitano giorni brutti seci siete qualcuno di voi potra rispondere mi piacerebbe scrivere con voi grazie di cuore

  2. eleonora scrive:

    Buon giorno Dottoressa,
    La mia storia, anzi la brutta storia inizia 12 anni fa….avevo appena compiuto 18 anno ed un attacco di panico come un fulmine al ciel serena si e’ introdotto nella mia vita…rovinandola! Premetto che nell infanzia purtroppo ho vissuto la malattia di mia mamma, povera donna, un bruttissimo esaurimento nervoso con tremendi attacchi di panico, non era quella mamma che tanto amavo, vista con gli occhi di bambina di appena 7-8 anni, non comprendevo quel suoi male che poi, non contento di aver colpito lei ha colpito pure me. Dopo il primo attacco ho sono stata in c ura per anni da una psicologa ed in parte si era risolto il problema anche se per certi aspetti rimaneva il panico, ad esempio non riuscivo a prendere i mezzi pubblici. Tre anni fa ho avuto il tracollo, dopo la nascita di mio figlio ho toccato il fondo piu’ profondo, non riesco ad uscire da sola, nemmeno in macchina come ho sempre fatto,il panico si e’ generalizzatoo e il mondo mi fa paura perché temo quelle tremende sensazioni, temo che chissà quale attacco possa sopraggiungere e chissà di quale intensità. Cosi spreco i giorni più belli della mia vita perché accanto a me ce la meraviglia delle MIE meraviglie, mio figlio!non sono in grado spostare l’attenzione, la paura, e quando esco inevitabilmente sto male. Io ho capito che la paura che sento non deriva da un pericolo esterno ma è paura dettata da me….vorrei con tutta me stessa guarire uscire dea questo incubo!!!!!!!!Le chiedo a gran voce di rendermi una mano!se dovesse organizzare incontri vorrei parteciparvi!

  3. Renata scrive:

    Buonasera dottoressa,
    Mi sono imbattuta nel suo blog x caso, mentre cercavo sollievo al mio mal di vivere che da circa 3 anni mi assale e mi ruba la felicità!ho 35 anni e vivo una vita normale, da piccina non mi sono sentita molto capita nonostante abbia avuto molto amore soprattutto da mio nonno. Mi ha amato più della sua vita e viveva per me ma in fondo io non sono stata mai a mio agio con lui, l’ho amato tantissimo ma mi sono sempre sentita inadatta alle sue aspettative, io crescevi e lui non lo accettava, mi avrebbe sempre voluta bambina, solo sua… Ma io crescevo e avevo le mie distrazioni ed interessi lontani dalla sua vita fatta di lui e me…. E di questo me ne ha fatto sempre una colpa, per lui non gli volevo bene, non andavo. A trovarlo spesso, non passavo troppo tempo con lui. E già dall’età di circa 13 anni in casa sua ho iniziato a trovare lettere e foglietti nascosti( dietro le foto mie e sue) nelle quali lui mi incolpava di non amarlo, di averlo abbandonato… Io ricordo il trauma che provai quando trovai da giovanissima il primo scritto… Lessi semplicemente le prime parole poi non c’è la feci, provato terrore, spavento e scappai: caro cucciolo mio, non saperlo che crescere significasse allontanarsi dalle persone che si amano…. Queste le sue parole! Beh… In seguito non andò meglio…. Negli anni scansavo il più possibile le visite.. ( ma almeno una volta a settimana pranzavo con lui!) perché mi faceva male tutto questo e nonostante sapevo di ferirlo ero egoista… Io non provavo piacere a stare li…non so perché… Infondo anche lui era la mia vita! Mi ha cresciuta ed amata tanto! É morto ai miei 27 anni… 6 mesi dopo mia nonna con la quale invece avevo un rapporto molto più normale fatto di amore pure… Lei a volte mi chiamava e mi diceva: Renata vieni a trovare il nonno xché la mattina lo trovo che piange e ti scrive delle lettere e forse non saranno tutte belle parole quelle che troverai quindi finché sei in tempo vieni qui !. Cara la mia nonna! Mia madre ( loro figlia) é crescita nell’ovatta, figlia devota ed ubbidiente, di poche pretese e molto accondiscendete… Oggi é ancora una bimba! Mi ha cresciuta senza darmi appoggio in nulla, figlia unica, ha ricercato in me e mia sorella ( più piccola di 4 anni) la compagnia che non ha mai avuto diventando ossessiva e iperprotettiva, non ha mai gioito delle nostre felicità, mai appoggiata nelle ns scelte e sempre scoraggiata, con un pizzico di buona invidia… Se dicevo che volevo fare un viaggio diceva che non pensavo ad altro che a viaggiare, se volevo uscire con le amiche diceva che preferivo loro a lei e che la lasciavo sempre sola, se veniva qualche amica a casa lei doveva mettersi sempre in mezzo e quando le dicevo che volevamo restare sole a chiacchierare lei usciva con il broncio facendo la vittima…. Insomma il suo ruolo é il vittimismo… Facendomi pesare tutto e non facendomi mai godere nulla… Sempre con il senso di colpa! Di sesso non se ne é mail parlato assolutamente anzi… Era il loro terrore… Guai a chi lo faceva! Insomma dottoressa… Io sono crescita mi sono laureata in economia mentre lavoravo per miracolo in una splendida SPA nella mia città mio padre ha avuto la brillante idea di acquistare un’agenzia di viaggi storica nella ns città … Quindi ho mollato il mio lavoro x questa nuova avventura,l e dopo 3 anni la abbiamo dovuta chiudere piena piena di costi e spese che i miei stanno ancora pagando…. Da li è iniziato il mio inferno… Ho iniziato a non dormire, a districar i dai vari fornitori che avanzavano crediti, a rimpiangere di aver acquisito questa agenzia e a non saper come dire che le cose non andavano a mio padre il quale aveva investito tutto economicamente per garantire un futuro migliore a me è mia sorella e non farcene andare al nord( ah, sono di salerno) … Ho vissuto circa 1 anno e mezzo nella sai e nel nascondere il più possibile il problema a mio padre per paura di farlo sentire fallito, di fargli del male… Finché non ce l’ho fatt più… Lo ha dovuto sapere che le cose non andavano e che servivano sempre più soldi… Ci ha rimesso tutto! Due prestiti compresi! Ora da 1 anno abbiamo chiuso ma i miei genitore, sempre benestanti stanno facendo una vita stentata ed io mi sono dovuta adeguare a questo nuovo stile ristretto…oltre a rimanere senza lavoro… In tutto ciò. Nello stesso periodo io è il mio fidanzato dopo 11 anni di fidanzamento abbiamo deciso di sposarci e nel luglio 2012 lo abbiamo fatto! Ho vissuto tutto male. Tutto é iniziato con i primi problemi dell’agenzia, nel settembre 2011 e poi dopo qualche mese ho iniziato. Focalizzare tutto anche sulla paura del matrimonio… Se fosse lui l’uomo giusto… Uomo che da sempre ho sempre fortemente voluto e lottato x averlo… Non sono stata più sicura di nulla…. Mi sono sposata annebbiata, strana e come drogata… Poi sono apparse le ossessioni mentali e gli attacchi di panico… Insomma da circa 10 mesi prima del matrimonio e all’inizio della crisi lavorativa dell’agenzia ho iniziato ad abbandonare il mio io allegro e positivo che in fondo , nonostante un infanzia e un adolescenza poco apprezzate dai miei, ho sempre avuto lottando per me stessa come entità indipendente e libera di fare le mie scelte( che loro non mi hanno mai permesso di fare però!).ho iniziato ad avere dubbi su tutto, sulla mia vita, non mi sono più riconosciuta, vivo nel terrore anticipatori o della tachicardia e panico… Delle crisi di ansia…. Le ossessioni hanno preso piede…. Prima l’agenzia, poi se amo l’uomo che ho al fianco, poi la mancata accettazione dei miei suoceri( cosa che mi mangia detro come una tremenda malattia) in quanto culturalmente ed economicamente differenti da me è la mia famiglia… Insomma mi sveglio la mattina come se avessi un magone allo stomaco ed avessi un grande guaio da risolvere! Mi fisso proprio, penso sempre alla stessa cosa…. Periodi più a mio marito.. Lo guardo e lo esamino e cerco di trovare dettagli che mi facciano convincere della scelta giusta di amarlo perché se penso che non é così mi sento male ed ho un Attacco di panico, non riesco proprio ad accettare e a pensare li
    Otesi che io un giorno non lo ami più… Per me é diventata un ossessione … Penso sempre a quello.. Sempre… Mi sto distruggendo… Non godendomi più nulla, più mio marito che mi ama tanto e che io non vorrei mai non amare! Ma mi sento impazzire da questi pensieri…. Poi attacco con le stesse ossessioni per i mie suoceri… Non sono all’altezza, come parlano male, come sono ignoranti.. Etc etc,l, chiedo a voi auto.. Ho fatto 2 anni e mezzo di terapia cognitiva comportamentale. Ma a causa di problemi economici ( ora lavoro in un agenzia immobiliare ma mi sento umiliata nel farlo, come se fossi caduta in basso) non mi sono più po’ tutta permettere,,,, ho preso anche per 8 mesi xa..x ed e….ct… Poi ho voluto smettere xché volevo sentirmi appieno e non dipendere dai farmaci. Ora ho momenti di alti e bassi … Ora di bassi…, e vorrei essere la persona che gioisce anche per le piccole cose come una vita… Voglio abbracciare mio marito e sentirlo…. E sapere e pensare di amarlo come ho sempre voluto fare, così non voglio più sentirmi! Le chiedo aiuti dottoressa… Qui tutti la elogiano e credo che a volte internet possa salvare qualcuno involontariamente, che dall’altra parte del paese cerca aiuto ma non sa come fare! Le abbraccio e sono fiduciosa in un a sua risposta,,, mi farebbe bene ricevere il suo appoggio.. Anche in poche righe…
    Grazie mille… E spero di entrar a far parte anch’io di questo giardino che , come leggo, ha riacceso il sorriso a molti! Salutiiiii

  4. Angie scrive:

    Ho appena scaricato il suo libro e non vedo l’ora di cominciare a leggerlo. Il mio fidanzato mi ha fatto scoprire questo sito e da ieri vago tra le pagine a leggere..vorrei poter leggere tutto d’un fiato per scoprire tutti vissuti e i consigli delle persone che come me vivono questo stato di inadeguatezza. A me capita così da non molto tempo, da questa estate con maggiore frequenza e gravità. In seguito ad anni di visite analisi etc per dei disturbi gastroenterici senza mai arrivare ad una conclusione concreta poichè risultava sempre tutto ok, hanno cominciato a venirmi attacchi di panico per qualsiasi cosa io debba fare, dalla spesa, dall’andare al lavoro, dall’andare in un posto vicino o peggio lontano, dall’andare in un posto abituale o peggio un posto nuovo, con persone nuove. Ogni volta che mi sento a disagio vorrei scappare a casa, mi batte forte il cuore, sudo e mi viene mal di pancia e devo scappare in bagno al più presto (si figuri quando sono in posti dove so che non c’è il bagno). Ma il mio stato di ansia non si arresta dopo l’atto di essere andata al bagno, ma continua imperterrito a invadermi la mente e il corpo, a volte scoppio a piangere. Da sola ho cercato di convincermi che non esistevano queste paure che avevo sempre fatto tutto in assoluta tranquillità senza successo. Ho pensato di andare dallo psicologo, ma fortunatamente ieri l’ho scoperta e aspetto prima di leggere il suo libro. Non mi sento ancora una causa persa ma sono convinta di essere solo all’inizio di queste brutte paure e voglio uscirne, voglio stare tranquilla, voglio poter uscire con gli amici e con il fidanzato, andare alle feste, mangiare una pizza!!! Ancora ho letto poche cose nel blog ma intendo farlo nei prossimi giorni. Ho capito una cosa però che devo guardarmi un pò indietro se voglio capire..ma tante cose penso di averle dimenticate, di averle abbandonate e forse mai superate..Se avesse qualche consiglio la ringrazierei moltissimo, e intanto la ringrazio per avermi acceso una speranza di riuscirci da sola! Grazie e grazie a tutti quelli che hanno scritto, perchè la testimonianza di ognuno di noi può essere utile a qualcun’altro. Buona Giornata!

  5. Serena scrive:

    Cara Dottoressa, grazie per i consigli, oggi leggendo il suo libro ho avuto tanta forza.
    Combatto da tempo per un problema che non so come definire forse attacco di panico, le spiego in breve cosa mi succede. E’ iniziato tutto qualche anno fa accettando l’invito di una amica di mangiare a pranzo a casa sua, ero felice stavo bene all’improvviso mentre mangiavo inizio a sudare si chiude lo stomaco e stavo male avevo sensazione di vomito da allora ogni volta che qualcuno mi invita a casa per mangiare e andare al ristorante ecc. mi sento male, penso sia ansia anticipatoria.
    Cara dottoressa cosa mi consigli?
    Intanto la ringrazio per i bellissimi consigli che ci hai trasmesso attraverso il libro.
    Un abbraccio a tutti coloro che stanno lottando…

  6. marella scrive:

    Articolo interessantissimo, gli attacchi di panico sono un grosso problema , io ne so qualcosa ma è bello trovare informazione di questo livello

  7. Ritha scrive:

    Ciao ho 44 anni e 4 anni fa ho avuto un attacco di panico. Subito mi è stato detto che era probabilmente l’ovulazione o un calo di pressione e che io non ero “tipa” da attacchi di panico. Forse perchè sono una persona combattiva che ha sempre conquistato ogni step della propria vita … forse perchè ho viaggiato molto a mie spese mettendomi in gioco. Non so, ma chi mi conosce non credeva che io potessi aver avuto un attacco di panico. Comunque dopo quell’evento ho iniziato a cambiare… dentro di me qualcosa cambiava e non me accorgevo quasi… non volevo uscire, non frequentavo nessuno, e spesso piangevo sentendomi sempre più fragile. Comunque vivendo all’estero per lavoro vedevo solo in estate una dottoressa amica che mi ha aiutato a comprendere e piano piano contando sulla razionalità ho superato dei momenti di ansia e paura, mi aveva consigliato di prendere qualcosa per aiutarmi ma ho sempre negato l’aiuto dei medicinali. Solo la Tilia naturale mi ha permesso di alleviare un poco l’ansia. Sì perchè dopo l’attacco di panico è sopraggiunta un ansia permanente con la paura della paura. E così sono andata avanti chiudendomi sempre più e modificando la mia vita per riuscire a sopravvivere a certi momenti di paura. Di attacchi non ne ho avuti più, ma ogni messaggio del corpo tipo calo di zuccherri o giramenti di testa o sudorazione mi porta immediatamente a pensare a quel primo attacco e una grande paura mi assale.

    Leggendo l’e-book della Dottoressa e le vostre testimonianze mi avete aiutato a comprendere meglio e a non sentirmi sola. Sì perchè se parli con chi non ha mai vissuto questa esperienza sembra fuori dalla normalità, non capiscono e ti dicono “ma come tu?”

    La famiglia non accetta ed io pure non riesco a dire liberamente soffro di ansia…è come se non ci credessi, come se non facesse parte di me. Proprio per questa mia voglia di vivere che non mi ha mai mollato. Insomma per non farla lunga è circa un anno che mi sto facendo seguire da un’altra dottoressa che ha un diverso approccio rispetto alla prima, cercando di capire cosa mi porta all’ansia. Cerco di pensare che da ognuna imparo qualcosa di me e quindi vado avanti. Loro vedono progressi … io pochi. Sono una cantante e musicista quindi suono in pubblico e da circa un anno o più ho anche paura di suonare quando la gente mi sta troppo vicina. Insomma questa cosa mi distrugge perchè io amo la musica: è la mia vita e al solo pensiero di non riuscire più a farlo… così combatto ogni sera, sperando che la gente non si sieda vicino a me e continuo ma a gran fatica. Esco poco o niente sempre per paura… insomma la storia la conoscete tutti. Le dottoresse dicono che non ho niente che è “solo” ansia anticipatoria… che do troppa importanza ai sintomi e alla paura. Lo so… ma non riesco ad uscirne completamente. Sì perchè quando sono positiva e mi sento più forte e riesco a fare delle cose e mi sorprendo di me stessa … poi al primo sintomo ricado in una profonda tristezza perchè lo prendo come una sconfitta. Poi passa e torno all’attacco ma spero sempre un giorno di superare tutto questo. A volte penso che potrebbe essere il posto dove vivo che non ha niente a che fare con me tranne per il fatto che mi da lavoro. Ma poi torno a casa e anche li con la famiglia e certe situazioni torna l’ansia. Insomma non ci capisco nulla… a volte penso che basterebbe essere positivi e prendere tutto con più umorismo ma non ci riesco … tendo al dramma (background famigliare) e così dopo tante esitazioni eccomi qui nel vostro blog. Di consigli ne ho letti tanti e la Dottoressa è davvero brava ma a me sembra sempre che mi manchi un anello di congiunzione… un ultimo pezzo del puzzle per comprendere veramente e lanciarmi nella vita di nuovo. Non so… ma continuo a sperare! Grazie

  8. emilia90 scrive:

    ho bisogno di voi,non riesco a prendere una decisione,e questo mi porta ansia,ansia e ancora ansia….sono dannatamente insicura,non so ke fare della mia vita,anke se non mi manca niente,ho una famiglia,amici,fidanzato,non ho un lavoro,e non riesco a decidere cosa fare della mia vita.mi sento inutile e ho pura di perdere il io fidanzato e di peggiorare dinuovo!!!!!!uffaaaaaa!!!!!!sono triste,tristissima!!!!

  9. emilia90 scrive:

    salve,mi scuso se scrivo ancora ma di tutte le testimonianze che leggo c’è ne è una che mi ha colpito maggiormente,quella di michele e della sua anginofobia…mi ci sono ritrovata in tutto,la paura di fare qualsiasi cosa,ma veramente qualsiasi cosa,ecco xkè forse nn riesco ad essere mai contenta di me stessa e di qualunque scelta io faccia?ecco xkè non riesco a fare una scelta?ecco xkè non riesco a vivere a pieno le mie emozioni sensazioni e il mio nuovo grande amore?ho paura dottoressa,mi sento dinuovo nell’oscurità!ho paura!

  10. emilia90 scrive:

    Grazie xkè ci siete! grazie xkè questo giardino è favoloso!

    con affetto emilia!

  11. Isa scrive:

    Ciao a tutti, vi sto leggendo già da un pò di tempo ma oggi ho deciso di scrivervi perchè stanotte mi sono svegliata alle 4.00 e ho avuto uno dei peggiori attacchi di panico dell’ultimo anno.
    Già è un anno che ne soffro…ho fatto un percorso con una dottoressa fino a sei mesi fa per capire cosa e come affrontare questo diavolo che si è manifestato in me a marzo 2012, una giornata come le altre che si è rivelata poi la peggiore della mia vita. Ho avuto un fortissimo attacco di panico mentre ero in macchina che mi ha portato nei mesi seguenti a chiudermi in casa, non riuscivo nemmeno ad andare a fare la spesa o a bere un caffè in un bar. Mi venivano le vertigini, mi si chiudeva lo stomaco, avevo la nausea, la tachicardia e la sensazione di soffocare.
    Sono stata così male per mesi finchè pian piano ho iniziato ad analizzarmi e a controllarmi riconoscendo in questo un disagio creato esclusivamente dalla mia mente.
    Inutile dire tutte le privazioni che mi sono fatta in questo lasso di tempo: rinunce a cene, viaggi, week end ecc.ecc.
    Sono migliorata molto da ottobre ma oggi mi capita ancora di avere paura di fronte a certe situazioni come ad esempio questa di oggi: domani devo partire per andare a trovare il mio ragazzo che lavora all’estero. Non devo affrontare niente di pericoloso o rischioso, devo farmi un’ora di macchina fino all’aereoporto e 2 orette di volo ma da ieri sono assalita dalla paura che possa star male e avere un attacco in volo o mentre sto prendendo l’aereo (preciso che io non ho paura di volare, l’ho sempre fatto tranquillamente e serenamente).
    Aspetto una vostra parola di incoraggiamento e magari qualche suggerimento per levarmi questo nodo alla gola che sento in questo momento.
    Confido in voi.

  12. geordie scrive:

    Ma il blog non viene più aggionato? Non vedo commenti da parte della dottoressa.

    • Dott.ssa Laura Bolzoni Codato scrive:

      A te Georgie, un caro benvenuto!

      In questo momento, siamo tutti in questo angolo del Giardino-Blog.

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  13. Alessandro scrive:

    Salve a tutti ,io sono diciamo cosi un neofita per quanto riguarda gli attacchi di panico. Ho 33 anni e tutto è iniziato questa estate .Premetto che non sono mai stato un ragazzo equilibrato ,mia nonna diceva che da piccolo dovevo prendere il brumuro perchè ero troppo agitato, ricordo che alle medie sono scappato di casa perchè non andavo d’accordo con i compagni e mi sentivo depresso. Questa estate cmq decido di andare a lavorare al mare ( una delle mie passioni) anche se sapevo che era dura per via dei ritmi e orari eccessivi . Fatto stà che un giorno di riposo dopo essere uscito con una bella donna mi sveglio a casa e sento che ho l’ansia e mi chiedo il perchè di queste sensazioni .Sicuramente lo stress ha influito anche perchè dormivo poco e anche male quel periodo . Da li la mia vita è cambiata . Decido di licenziarmi perchè mi sentivo stressato e volevo vivermi anche la storia con la ragazza. tornato a casa sentivo che avevo tremori e nervosismo e mi dicevo dai è stress . Ho incominciato a prendere la valeriana e un pò mi aiutava e pensavo che fosse anche questa ragazza più grande di me a mettermi ansia ( dato che con le donne un po ce lo sempre avuta). Un giorno poi scopro che un mio amico era morto e da li è incominciato il baratro. Il giorno dopo mi sono alzato con tachicardia ,oppressione al petto ,sudorazioni ecc… ecc… ho incominciato a prendere lo x…x ma da li a poco l’incubo ha preso forma.La notte dormivo poco facevo incubi ,tremavo ecc… anche quando andavo da lei la notte soffrivo di queste cose e ho dovuto interrompere il rapporto perchè stavo male. Ho parlato con uno psicologo e mi ha detto che la base di tutto ciò è l’insicurezza a causa di un padre che non è mai stato tale e di una super madre che si è caricata tutta la famiglia . Ma da li ad oggi posso dire che mi sono chiuso in me stesso,ho paura di tutto ,anche di cercare lavoro come se non sapessi chi sono e stò soffrendo per questo. I miei hobby non li faccio più,non vedo più molti amici e questo mi rende la vita un inferno . Non credevo di arrivare a tal punto e parlando con un’altra psicologa mi ha detto che ho paura della paura,che mi sono creato delle maschere nella vita e devo ritrovare la strada della felicità. Io so solo che non ho i soldi per una psicoterapia ,che non mi va di prendere antidepressivi ma sono arrivato un giorno ad immaginarmi un uomo nero che di fronte a me diceva : dove scappi? e mi sono spaventato . Possibile avere paura della paura ? Certe volte pensi di impazzire e ormai mi sono creato un evitamento totale dalla gente e dalle situazioni, ma si può vivere cosi ? io voglio uscire da questa situazione ma è difficile ,grazie per questo blog!!!

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