Attacchi di panico e ansia anticipatoria: l’attesa del nemico

Inserito venerdì 17 luglio 2009

agorafobia e ansia anticipatoria

L’ansia è l’anticipazione apprensiva di un pericolo oppure di un evento negativo futuro, accompagnata da sentimenti di angoscia oppure da sintomi fisici di tensione.
Gli elementi che creano tensione e ansia possono appartenere sia al mondo interiore sia al mondo esterno.

In entrambi i casi lo stato d’animo che si vive è quello dell’ATTESA del NEMICO.
Il nemico è l’attacco di panico, che può apparire quando e come vuole, in totale indipendenza dalla nostra volontà.
Per spiegare in modo semplice  e pratico l’ansia anticipatoria userò il romanzo di Dino Buzzati “Il deserto dei Tartari”.

Nella Fortezza Bastiani, posta ai confini dell’Impero austro-ungarico, nella pianura chiamata deserto dei Tartari, Giovanni Drogo e i suoi militari continuano a vivere seguendo le norme rigide della disciplina, anche se da molti anni non c’è più stato nessun attacco da parte dei nemici.

Tutti i militari che abitano nella Fortezza sono animati da un’unica e inconfessabile speranza: vedere apparire all’orizzonte il nemico.

E nell’attesa della grande occasione Giovanni Drogo e i suoi compagni consumano la loro vita.
L’ATTESA E’ DIVENTATA IL LORO DESTINO.
L’illusione di vedere la striscia nera del nemico che avanza al’orizzonte è diventata la vera ragione di vita.

“Proprio quella notte inizia per Drogo l’irreparabile fuga dal tempo”, scrive Buzzati.
E’ come se all’improvviso il PANICO CHIUDESSE IL CANCELLO alle nostre spalle e non si potesse più tornare indietro.

IL TEMPO CON IL PANICO SI FERMA, dal momento in cui appare il primo attacco di panico, noi non siamo più quelli di prima.

Con l’ansia anticipatoria il tempo viene proiettato verso il futuro, che ormai è tutto ingombrato dagli attacchi di panico, dal nemico che si teme arrivi.

E’ un’illusione che sembra vera.

E’ una paura che contemporaneamente affascina, perché ci permette la sfida, la lotta contro il nemico e la vittoria gloriosa dell’eroe!
In chi conosce  il panico, convivono due emozioni opposte e complementari: l’ansia anticipatoria, la paura che si ripresentino i terribili sintomi e contemporaneamente l’attesa del loro arrivo.

Si evoca il nemico, che alla fine appare.

Il panico è un terremoto interiore che nessuno attorno a noi sente e vede.
Quando, purtroppo, la terra trema scossa dal terremoto tutti lo sentono e scappano, ma con l’attacco di panico, sei solo tu a sentirlo!

Questa solitudine nel percepire una “morte interiore”, che sembra vera è veramente terribile!
Se vogliamo uscire dal problema serio degli attacchi di panico, dobbiamo con forza e con coraggio, girare la direzione dove, in modo incontrollato, sta andando la nostra attenzione e la nostra energia vitale.

Descrivo in  modo approfondito come fare questa conversione nel Libro Panico Vinto!
Nel deserto dei Tartari tutto è in attesa che si presenti il nemico.
Nell’ansia anticipatoria anche.
Come uscire dalla Fortezza e dimenticare questa brutta abitudine?

Educando noi stessi e la nostra attenzione a rinunciare a vivere in funzione della vita illusoria e a dirigersi, invece, verso la vita reale.

La vita vera è fatta di mete vere e reali, non illusorie!

Una meta vera è avere dei veri amici, sposarsi, costruire una casa, creare un’attività basata sulle nostre passioni e sulle nostre abilità, è mettere al  mondo dei bambini ed educarli con amore e fermezza, è coltivare le relazioni, è prendersi cura di un cane, di un gatto, dei fiori, di un orto, di un giardino….
La vita reale crea problemi reali, che possono essere affrontati e superati con un progetto.

La vita irreale in compagnia del panico crea problemi irreali e irrisolvibili.

Uscire dal problema vuol dire capirlo in profondità e poi….non occuparsene più.
E’ saggio disinvestire l’attenzione e l’energia vitale dal voler risolvere il problema del disturbo di panico e metterla nei progetti creativi della vita.
Nel romanzo del Deserto di Tartari, il protagonista muore proprio quando il nemico  finalmente appare all’orizzonte.
Ti invito a uscire dalla Fortezza, a non consumare più la tua esistenza nell’ascoltare i sintomi e le sensazioni illusorie di panico!

Inizia ad aprire il cancello del tempo chiuso dal panico e vai, senza paura, verso la vita vera!
Ti aspetto!

Ecco un piccolo, ma utilissimo esercizio pratico che puoi fare, rispondendo a queste domande:

  1. Dimmi 3 fini importanti che desideri realizzare nella tua vita.
  2. Dimmi qual’è il fine più importante.
  3. Dimmi i passi che farai per realizare questo fine.
  4. Dimmi quale sarà il tuo primo passo.

Copyright 2009 Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.

Ringrazio per i bellissimi  e profondi commenti, che ci hanno lasciato in queste settimane sul Blog, Francesca, Eva, Chadisja, Elisa, Maria Letizia, Gian Piero, Daniela, Desy, Franco, Virginia: avete tutta la mia stima e il mio affetto.
Vuoi condividere con noi il tuo punto di vista sull’ansia anticipatoria e su come vivi l’attesa del nemico, quali sono i fini importanti che desideri realizzare nella tua vita?

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182 Commenti for 'Attacchi di panico e ansia anticipatoria: l’attesa del nemico'

  1.  
    francesca
    17 luglio 2009 | 22:25
     

    Avrei voluto fosse qualcun’ altro a ” rompere il ghiaccio “, magari, ma trattandosi di deserto, salterò …una duna !!!
    Dunque, girare pagina, se abbiamo ben capito, occuparsi non di …miraggi,tanto per stare in tema, ma di cose reali, di progetti veri…quindi, repetita iuvat, ripetere aiuta, giova,
    NON ascoltare i sintomi ….. e stavolta tra il dire e il fare, non c’è di mezzo il mare, ma il deserto!!!
    In ogni caso indirizzare la BUSSOLA della Vita,
    nonchè la bussola interiore verso qualcosa di fattibile, un progetto, una meta, non permettere al panico di chiudere il cancello alle ns. spalle
    ,
    ( anche perchè ragazzi,trovandoci nel deserto, non potremmo trovare lime per tagliare le sbarre e fuggire, e questo noi non lo vogliamo!) .
    Bene, abbeverati i nostri cammelli, mettiamoci in viaggio!
    Grazie Dott.ssa Laura Bolzoni per queste altre ulteriori notizie, che cercheremo di mettere a frutto ( datteri )!!!
    E speriamo non tanto di ” cavare un ragno dal buco “, ma di scansare piuttosto…..scorpioni!!!
    INsomma speriamo per TUTTI di trovare l’antidoto, che più o meno abbiamo capito come fare,dove si trovi!!
    Carissimi, cara Egregia Dott.ssa, spero non aver fatto nulla di male,
    essendomi prestata un po’ a ” Bignami ” della situazione, e per essere una giornata “no”, forse non l’ ho fatto neanche malaccio, tutto sommato
    ( sempre per alzare i livelli di autostima, che volano rasoterra), per di più ho ” giocato ” con le parole, ci siamo fatti beffa del drago, lo SBRUFFONE; troppe volte lo fa lui con noi… ho raccontato una” favola ” alla m. “piccola”, che tutt’oggi è stata mogia mogia…ora a letto, che carosello è finito da un bel po’; speriamo di sognare magari…..i Re Magi !!
    UN CARO SALUTO a TUTTI e a TUTTO e un abbraccione

  2.  
    17 luglio 2009 | 23:14
     

    RISPONDO A FRANCESCA

    Adorata Francesca, la tua intelligente e simpatica comprensione del post sull’ansia anticipatoria, mi ha ripagata in un attimo della fatica di un’intera nottata trascorsa davanti al computer a trovare le parole e le immagini corrette per esprimere i concetti impegnativi dell’articolo.
    La tua abilità di comprendere le situazioni e le persone è splendida!
    Grazie!

    Le persone che amano sanno sollevare il velo del’illusione e risalire velocemente, senza bagagli inutili la strada nel deserto, verso il luogo dove il mondo della paura è scomparso, il futuro occupato dal panico svanito e il tempo del dolore e della preoccupazione vinto!

    Ho aggiunto all’articolo un piccolo e potente esercizio, su cui sarebbe bello lavorare insieme questo mese:

    1. Dimmi 3 fini importanti della tua vita.
    2. Dimmi il fine più importatnte della tua vita.
    3. Dimmi i passi che farai per realzzare questi tuoi fini.
    4. Dimmi quale sarà il primo passo concreto che farai.

  3.  
    EVA
    18 luglio 2009 | 19:32
     

    Cara Dott.ssa e Cara Francesca,
    vi aspetto (se volete e se potete) sul blog nella sezione “Attacco di Panico con Agorafobia: la paura nello spazio”.

    Un affettuoso abbraccio

    Eva

  4.  
    Daniela
    20 luglio 2009 | 11:46
     

    Cara dottoressa Laura Bolzoni,
    care Francesca, Eva, M.Letizia
    , vi leggo e vi sono sempre vicina, anche se non sempre mi faccio sentire.
    Spero che tu Eva ti sia un pò risollevata, dopo tutti i preziosi consigli che sia la cara dr.ssa che la simpatica Francesca ti hanno dato.
    M.Letizia, ma lo sai che mentre tu facevi un salto a casa, cioè nella mia amatissima Firenze, io ero proprio lì, a passeggiare nel Lungarno?! Se solo lo avessi saputo……..
    Ed ora le dolenti note:
    è con un nodo alla gola ed anche un pò di vergogna che non trovo nessuna risposta al “piccolo e potente” esercizio proposto.
    I miei desideri sono muti perchè non li so ascoltare, o forse, come temo, ho scordato di averne??!
    Quando ero piccola ne avevo così tanti!!!
    Da grande avrei voluto essere DANIELA, ma a questo in famiglia nessuno interessava.
    Poi è arrivato il marito e Lui sì che ne aveva di desideri! Io sono riuscita ad impormi e a realizzare almeno uno dei miei desideri, quello di avere un figlio. Ed è stato un idillio.
    Poi ho vissuto in funzione del figlio, anche se nel lavoro, non scelto, qualcosa di mio riuscivo a mettercelo, soprattutto nei rapporti interpresonali.
    Poi ho lasciato quel lavoro, optando per uno meno impegnativo da fare a casa con il computer al fine di seguire meglio il figlio teenager.
    Ora continuo con quel lavoro, il figlio è grande e devo dire che mi dà tante soddisfazioni, soprattutto ha un carattere forte e impavido, (non mi assomiglia) però è sensibile e profondo.
    La verità è che io ho imparato a vivere bene alla giornata. Mi commuovo per un’alba o un tramonto, assieme a mio marito cerco l’equilibrio nella natura,vivo in sintonia con il mio cane, amo i fiori, ecc.
    Ma progetti, desideri, aspirazioni, quelli non so più cosa siano.
    Un caro abbraccio a tutte, care amiche.

  5.  
    erika
    21 luglio 2009 | 07:53
     

    ciao a tutti, sono Erika e volevo provare a fare l’esercizio proposto sopra dalla dottoressa Laura Bolzoni e condividerlo con voi.

    1. I fini che adesso desidero realizzare sono: impegnarmi nel realizzare la crescita ed educazione di mio figlio che ha 12 anni (come già scritto in un precedente post sono sola da sempre e di lui me ne sono occupata sempre io).
    Il secondo fine è quello di controllare il mio livello di ansia giornaliera che in questo periodo ha raggiunto picchi altissimi per fortuna senza attacchi di panico che da un po’ sono spariti.Ma quest’ansia mi rende sempre nervosa, intrattabile, insoddisfatta e spesso mi manca il respiro e la mente affollata da mille pensieri anche inutili che mi agitano,

    2. Il fine più importante per me è il secondo, cioè eliminare quest’ansia malata che accompagna le mie giornate.

    3.I passi che farò saranno quelli di creare un programma giornaliero non troppo fitto di impegni (dato che da sempre ho il vizio di fare mille cose in una volta sola), cercherò di dilatare il più possibile il tempo per ogni lavoro o attività che dovrò svolgere. Eliminerò il caffé. Poi diminuirò lo sport che mi impongo di fare anche quando sono stanca e non ne ho voglia, ma spesso mi obbligo a farlo lostesso, perchè da me ho sempre preteso il massimo in ogni campo. Ed infine cercherò di non programmare troppo il mio futuro ma di restare con la testa nel presente.

    4. Il mio primo passo sarà quello di impegnarmi a vivere la giornata presente senza viaggiare con la testa nel futuro! Portare la mia attenzione su quello che sto facendo, mi capita spesso a lavoro di perdere l’attenzione, vorrei mantenere la mia concetrazione sul lavoro che sto svolgendo, sulla persona che sto ascoltando o sul libro che sto leggendo…
    Questo fine per me è molto importante da realizzare, perchè i miei primi attacchi di panico sono arrivati dopo un lungo periodo di ansia e stress non individuati e capiti, anzi direi che ignoravo i sintomi e con il mio stile di vita sbagliato continuavo a buttare benzina sul fuoco.

    Spero di riuscire con il mio impegno a vicere quest’ansia. Un abbraccio a tutte/i.

  6.  
    francesca
    21 luglio 2009 | 11:24
     

    Largo, pista, fatela passare: c’è una persona nuova che vuole scrivere sul blog….!! Ma no, sono sempre e solo io…… E meno male che stavolta mi ha preceduto la cara DANIELA, che cercava un po’ di considerazione, di
    essere VALORIZZATA, e ora qui con noi ha entrambe le cose, vero ragazze, vero Dott.ssa?!?!( oltre ovviamente dal marito,dal figlio, e senz’
    altro da qualcun altro!).
    Bello, Daniela, il t. insegnamento che condividi con noi, ” vivere bene alla giornata “, che già conosciamo ma a volte fatichiamo a mettere in pratica, e una rinfrescatina alla memoria ogni
    tanto ci vuole!! Grazie!
    Per le dolenti note, invece, credo tu non ti sia
    concentrata abbastanza; pensaci bene, hai un figlio, quindi prima o poi
    magari potresti vederlo “sistemato ” con una bella famiglia, e magari, a tempo debito, più in là, certo, quando sarà il momento, diventare una
    giovane, giovanile, sprint….” seconda mamma “, cioè …nonna, certo , c’è tempo, senz’altro……E per te stessa, che ne so, non hai un mezzo KG da buttare giù? magari incontri per caso per strada M.Letizia, che magari
    ha da perdere 2 etti, o viceversa, e decidete di …iscrivervi in palestra, o
    di fare belle camminate sul Lungarno…..
    Cara Daniela, scusami, è proprio più forte di me, ce l’ho nel DNA, di volere trovare soluzioni “felici”
    per tutti, io , che a volte, non riesco a trovare soluzioni per me!!! Ma, chissà
    magari un giorno, chiedo, avrò bisogno di un consiglio, e spero tanto ci sia qualcuno che gentilmente me lo vorrà fornire……Cara, cara Dott.ssa,
    ora non posso fermarmi oltre ( lo so che qualcuno vorrebbe trattenermi,
    ma sarà il contrario; insomma, ragazzi, spero abbiate capito che ogni tanto uso l’ ironia, ancora di più su di me, l’autoironia!), perchè il solito DOVERE mi chiama; alla prossima volta dunque, per i miei ” fini “,
    intanto ci ripenso su bene, con calma, si fa per dire ( qui ogni tanto c’è un
    fuoriprogramma”, e fatico a stare dietro a tutto…..alla mia veneranda età,
    ma stavolta non sono autoironica…..)
    Un ABBRACCIO e un SORRISO a
    TUTTI e TUTTO, tranne smpre che a ” Lui “, il serpentello a sonagli, lo scorpionaccio del deserto! ( Grazie per l’ oasi, Dott. ssa, dove cercheremo
    di trovare un po’ di refrigerio, senza farci illudere da falsi miraggi!!!)

  7.  
    francesca
    21 luglio 2009 | 22:20
     

    Salve a tutti, il mio PRIMO fine è:Attualmente arrivare finalmente al “famigerato trasloco“, seppure con tanta preoccupazione(al mattino mi sveglio in compagnia dell’ amica”infedele”.l’ansia!!):
    ; a questo è collegato l’intenzione di instaurare rapporti di buon vicinato, se non di amicizia, giacchè non tutti sono disponibili ad aprirsi, ma
    tenterò di aprirmi quanto basta agli altri, poi…si vedrà!;
    il SECONDO:curare, spero si possa, quantomeno, alleviare, un acciacco fisico, che mi sono procurata, cadendo in casa,mentre la mia amatissima gattona, nelle sue scorribande, mi ha tagliato la strada!( per questo è mia “croce e delizia” );
    Il TERZO: evolvere interiormente, conoscere intellettualmente, imparare;
    Sono una curiosa di tutto, vorrei tornare sui banchi di scuola( ho in progetto di iscrivermi ad un corso di scrittura creativa, beh, ci sto pensando, per migliorare la mia modalità di scrittura, poichè mi piace molto comunicare-forse s’era capito, anche se sono timidissima,
    super-emotiva, ansiosissima, anche perchè insicura…;vorrei usare il mio
    piccolo talento , la mia anima un po’ ” naif ” per continuare, riprendere a scrivere poesie, favole-filastrocche per bambini ( li adoro )
    , come ho già fatto…..;
    Il fine più importante?! Difficile, perchè sono tutti e 3 collegati

    ( per scrivere ho bisogno di un ambiente e situazione tranquilla, quindi occorre che il trasloco avvenga, con una buona riuscita, ambientazione, dopo il dissestamento, etc; curare l’acciacco, o alleviarlo, è altrettanto importante,
    perchè per scrivere ho bisogno di stare seduta al computer, ed ora mi è
    difficile, per un tot di tempo; evolvere interiormente ed intellettualmente lo è ancora di più, per seguire i miei bisogni…..per scrivere. beh alla fine, senza ombra di dubbio: il TERZO!!!!!

    I passi che farò? Frequentare luoghi, Persone, che mi diano la possibilità
    di farlo, anche solo virtualmente
    ( per ora vado alla ricerca di trasmissioni intelligenti ,soprattutto alla Radio-per fortuna ci sono- e la radio, a differenza della tele, dà la possibilità oltrettutto di poter lavorare fisicamente, mentre mente, cuore , anima elaborano, assorbono, immagazzinano, fremono…..

    Riguardo al QUARTO punto, in parte ho già risposto ( cerco di tenermi informata comunque su eventi in biblioteca, Comune,etc; e quando e se posso frequento, nascosta tra la folla, rigorosamente in ultima fila, vicino alla porta d’uscita, come a scuola, all’epoca per timidezza, e altro: ultima fila, ultimo banco, ma a bocca aperta, sempre con la voglia, il desiderio, il bisogno di ” fagocitare “, soprattutto materie umanistiche e letterarie!!!
    SI’, ma prima o contemporaneamente occorre sconfiggere, vincere il NEMICO; ma Dott.ssa, amici, non posso mica ricominciare daccapo; lascio tutto com’è, perchè è VERITA’, ciò che voglio e penso, ed inoltre per la “fatica” e il tempo impiegato per scrivere ( oltrettutto, come mi sono avvicinata al comp, detto fra noi, miè venuta una gran tachicardia, formicolio al braccio sn, il “pugno” allo stomaco, il fiato mozzato, insomma un MEZZO Attacco di DAP; in diretta; ma…ho cercato di non ascoltarmi, di non ascoltare i sintomi, di respirare con la pancia, e ho iniziato a concentrarmi su ciò che dovevo e volevo scrivere!!!! il ” nemico ”
    ha trovato pane per i suoi denti, dunque una ” mezza vittoria “, una….
    VITT.!
    ! Senza farci prendere da facili entusiasmi…….
    Dott.ssa Laura Bolzoni carissima, vado a continuare a leggere il Suo bellissimo Libro (tra l’altro, pare proprio
    un romanzo: chiaro, ben scritto, accattivante…..
    .)
    UN ABBRACCIO a TUTTI

  8.  
    Daniela
    22 luglio 2009 | 19:43
     

    Cara Francesca,
    il mio amore per Firenze ha creato l’equivoco che io viva lì, in realtà io abito a mezz’ora di macchina da Venezia che è sì una gran bella città, però…. il cielo non è mai troppo azzurro e la gente non è mai così socievole come in Toscana!
    Pensati che mi sento più a casa mia a Firenze che a casa mia!
    E quindi, ahimè, niente passaggiate sul Lungarno con M. Letizia, niente palestra.
    Per quanto riguarda invece l’aspirazione a diventare una nonnetta sprint, devo dire che l’idea non mi dispiace ma……….devo continuare a vivere sempre in funzione di quello che fanno o non fanno gli altri?
    E qui arriva la folgorazione. Ma sì, come ho fatto a non pensarci prima?!
    Grazie cara Francesca, grazie, mi hai accompagnato per mano in direzione di un fine molto, ma molto importante per me che è L’AUTONOMIA.
    Ecco ce l’ho fatta, mi sono chiarita finalmente le idee. E uno!
    Ora dovrò pensare a come attuare il raggiungimento almeno di questo fine.
    Vedo che tu invece le idee le hai molto chiare: trasloco, cura per l’acciacco, ma soprattutto corso di scrittura creativa. Che bello! Ti ci vedo proprio seduta in uno di quei banchi a scrivere, inventare, esprimere la tua creatività. Ma non dimenticare che hai un pregio naturale che è quello di saper prenderti cura degli altri regalando un consiglio, un aiuto, a parole d’accordo, ma ti sembra poco?
    Un abbraccio grande e buon lavoro!

  9.  
    francesca
    23 luglio 2009 | 11:29
     

    Cara Daniela, sono estremamente felice se seppure involontariamente, anzi proprio involontariamente , ti ho dato una mano a trovare un ” fine ”
    ( sono sicura ne troverai altri, sarà così e te lo auguro di cuore! ). Beh, credo che bisogna avere sempre la ” carotina ” davanti al naso, altrimenti,
    penso che oltre a rischiare di non ” USCIRE ” dal panico, si rischia di
    ” ENTRARE” nella tristezza, nella depressione……
    Certo , non grandi mete, fini, ma qualcosa a portata di mano, anzi, POSSIBILITA’ per noi,
    ( altrimenti si ricade nel ” gioco del cane che si morde la coda”- speriamo
    non “percepisca”, senta questo la mia gattona e i mici della Dott.ssa, che notoriamente coi cani non va(nno) d’accordo-)
    E’ chiaro, IMPLICITO, che anche per me, fra le 3 mete o fini da realizzare( beh, semmai non dovessero andare in porto, ne ho sempre altri di RISERVA, non si sa mai), c’è quello di una MAGGIORE AUTONOMIA !!!
    Per quanto riguarda la chiarezza sui miei fini, quello del trasloco è CIO’
    che mi preoccupa di più, ma NON lo posso evitare, e forse per questo sono preoccupata; nonostante sia ” cosa buona e giusta “, purtroppo a
    me, quando una cosa non piace…..mi costa l’ “ira di Dio “; sai uno dei motivi del mio incontro scontro con certi problemi, è stato proprio questo!
    Fare ciò che ALTRI o, in altre occassioni, il destino, con coincidenze, mi hanno portato a fare, chiaramente unito ad una dose centuplicata di stress fisico e mentale, superamento dei miei argini di stress e ansia……
    Per natura mi definisco ” un animale libero “, ed essere stata sempre coercizzata, beh, non è stato il massimo…..Ho ripreso in mano le redini del mio destino, anni fa, sono consapevole delle mie scelte, di ciò che vorrei fare, realizzare nella mia vita, per me stessa, ma come già detto,
    PARE che ci sia sempre QUALCOSA O QUALCUNO che si frappone fra me e i miei FINI!!!! Vedremo stavolta…………….. In questo senso mi riallaccio al tuo discorso. : ” devo continuare a vivere sempre in funzione
    di quello che fanno o non fanno gli altri? ” Sono pienamente d’accordo :
    credo sia giusto dare, donare, donarsi, amare, sacrificarsi per gli altri, chi ci sta attorno ( gratuitamente ho avuto, e gratuitamente dono, questo è innato se pensiamo al DONO della Vita, e Persone incontrate nel mio cammino, me l’hanno dimostrato, insegnato, per inciso, anche la Dott:ssa
    Laura Bolzoni), ma un puro e sterile “compiacimento ” degli e per gli altri, mi sembra non GIUSTO; un ” sano egoismo ” è ciò che forse occorre,
    senza trascurare gli altri, senza prevaricarli, accorrendo in aiuto dove si
    può, ma poi….ci siamo anche NOI…..Perciò, carissima Daniela, toglimi
    di dosso quella specie di ” aureola ” che vedi sopra di me; sono fatta di carne ed ossa, coi miei difetti, e ….qualche pregio, per fortuna, forse, sì….
    Dove posso, se posso, accorro, sì, questo è sempre stato connaturato
    in me( a scuola tenevo vicino a me,nel mio stesso banco, una bambina povera che non esalava gossi profumi, che magari altri avevano rifiutato,
    perchè ho sempre creduto che siamo tutti uguali, “fratelli”, o correvo a
    raccogliere da una parte all’altra della via dove abitavo, qualche gattino
    rifiutato o rimasto orfano della mamma, per trovargli un’altra mamma gatta, o di nascosto me ne prendevo cura io, perchè sono per la Giustizia, ma….nulla di più…) Ci siamo anche noi, Daniela carissima, perchè
    ci si può imbattere in persone che si ” approfittano ” della nostra disponibilità, e proprio per quel senso forte di Giustizia che mi appartiene,
    vorrei dire : b a s t a !!!
    Ora per me, ciò che voglio realizzare, è scrivere, soprattutto per BAMBINI,
    è una cosa che mi PIACE, mi dà gioia, quando dò libero sfogo alla fantasia, o gioco con le parole, entro in una specie di “bolla di sapone”,
    non esiste più nulla intorno, il tempo si ferma , o torno indietro nel tempo, bambina fra i bambini……

    Ed anche in questo caso, accontento quella parte piccola che c’è in me, ma non solo; scrivo per loro, perchè mi piacerebbe un domani “regalare” ai Bimbi, lasciare loro qualcosa di mio:
    fiabe-filastrocche con una morale
    , come ho già detto!!! ( Già ho avuto l’occasione di vedere una mostra per l’ Unicef, di benefecicenza, illustrata
    con una mia poesia-favola, e il riscontro è stato buono, chissà…..)

    perdonatemi, amiche, cara Dott.ssa per il mio sfogo, grazie per l’opportunità: i sogni, i desideri, le speranze, le mete, i FINI sono ciò su
    cui puntare, per VIVERE, non solo soppravvivere, per questo, anche se di
    fronte alle difficoltà, ogni tanto, i sogni, i Fini, sembrano cadere a terra, come palloncini bucati, bisogna sempre riprenderli in mano, aggiustarli, o inventarne, comprarne di nuovi, e il mercato dove si possono trovare è
    sempre e solo la nostra Anima!!!

    Ora giù, coi piedi per terra, quante cose da sbrigare, più o meno noiose, ma là, in QUEL posto ci sono “palloncini
    colorati” che aspettano, i nostri….” PALLONCINI – FINI ” ! Un ABBRACCIO
    e UN SORRISO a TUTTI!!

  10.  
    23 luglio 2009 | 15:41
     

    RISPONDO A FRANCESCA

    Cara Francesca,
    brava che hai scritto i tuo tre fini.
    Ti aiuto a impostarli in modo che tu li possa realizzare nel modo corretto e veloce.
    Posso?
    Se tu simpaticamente descrivi come fine da realizzare “il famigerato trasloco”, questo è un dovere, un qualcosa che devi fare ma che non ti piace.
    I fini non sono doveri noiosi da svolgere oppure necessità urgenti da compiere, ma sono qualche cosa di bello, di entusiamante, di evolitivo che tu, in modo libero e molto personale, desideri realizzare.

    Quando immagini il tuo fine realizzato ti viene gioia, allegria, contentezza, forza.
    Come quando la tua gattina si lecca i baffi!

    Quindi prova a trasformare il tuo primo fine così: “Desidero fare un bel trasloco veloce, semplice, privo di imprevisti nella mia casa dei sogni.Tutto filerà liscio.”
    Senti che suona diverso da “fare il famigerato trasloco”?
    Ti auguro di realizzare velocemente il tuo bel trasloco, di trovare le persone abili che ti aiutano e soprattutto ti auguro di creare il tuo nuovo nido, permeato della poesia, allegria, estetica e armonia che sai emanare molto bene!

  11.  
    francesca
    23 luglio 2009 | 18:05
     

    Cara Dott.ssa, come ” posso “? Lei…deve, insegnarmi, correggermi,
    redarguirmi anche con fermezza, se occorre….sono pronta, duttile, aperta all’insegnamento ( e se si è capito, in questo senso , Lei “m’invita a nozze” ); da oggi in poi mi ripeterò ciò che mi ha trascritto, riguardo al trasloco….( me lo sono appuntato ), e speriamo funzioni, ma funzionerà
    senz’altro ; i Suoi consigli sono sempre appropriati, competenti, efficaci !

    La mia gattina, già; ci sarà anche lei da aiutare ad ambientarsi, se è vero che i gatti si affezionano più alla casa che al ” padrone “( ma questo è da vedere ), ma spero col mio amore, pazienza e presenza di riuscire anche in questo…! Grazie !
    Improvvisata venditrice di palloncini colorati, virualmente regalo a Lei,
    quello del colore che più Le piace….
    E una frase semplice, in questo momento da me pensata, un’emozione
    provata, a Lei trasmessa:
    Il ritmato frinire delle cicale/ riempie il cuore/ di farneticante calma…..
    Un caro saluto Francesca

  12.  
    PAOLA
    24 luglio 2009 | 08:23
     

    Cara dottoressa Laura,andava già molto meglio grazie ai suoi consigli e invece in un attimo tutto è scomparso,come non avessi mai imparato nulla in tutti questi anni di panico.Ma l’altro giorno mi sono spaventata da morire e adesso sono di nuovo in tilt e ho di nuovo paura di tutto.
    Non so se ricorda la mia storia e quella della mia famiglia,cmq ho un fratello quasi cieco a causa di una maculopatia degenerativa in una forma rara e genetica.l’altro giorno per un’ora non ho più visto dall’occhio dx,avevo una macchia gelatinosa davanti e vedevo dei lampi di luce.PANICO ASSOLUTO!!!!!!!!!il mio primo pensiero è stato mio fratello e la mia dottoressa della mutua non mi ha di sicuro tirato su il morale.sono di nuovo in tilt,non riesco a pensare ad altro,adesso aspetto di andare dall’oculista ma sino ad allora non vivrò più sono terrorizzata dal poter avere anche io il male di mio fratello e so che io non ce la farei ad affrontarlo.é stato già un anno molto duro hanno operato 2 volte mia madre,una mio marito io sono stata dichiarata celiaca e adesso questa…non ne posso più sono a pezzi

  13.  
    25 luglio 2009 | 13:37
     

    RISPONDO A PAOLA

    Mi dispiace molto Paola per questa novità che ti preoccupa e che ti genera tanta paura.
    Sei in attesa di una diagnosi, che solamente un bravo specialista oculista può fare.
    C’è una realtà familiare che presenta già in modo manifesto questo problema all’occhio e alcuni ricoveri ospedalieri delle persone a te care.
    E’ un momento critico e difficile.

    E’ importante affrontarlo nel modo corretto, senza farti divorare dall’ansia, che ti indebolisce inutilmente.

    Ti confermo che tutte le comprensioni, tutti i momenti di consapevolezza riguardo al disturbo di panico che hai vissuto finora sono tue personali conquiste, che rimarranno sempre accessibili per te e che niente e nessuno ti potranno portare via!

    I passi e i progressi che hai fatto per uscire dal panico, rappresentano uno spazio interiore tuo, una casetta “anti-sismica”, che gli eventi spiacevoli e duri della vita non potranno far crollare!

    Ritorna in questo spazio, dove trovi l’amore per te stessa, la fiducia verso la vita e verso le altre persone e da questa condizione progetta i passi per uscire dal problema: una visita specialistica, meglio con due professionisti diversi, così ascolti due punti di vista, lo studio di che cosa è amico della salute del tuoi occhi e di che cosa è nemico della salute della vista, una diagnosi e una terapia corretta.

    Amici della vista sono i carotenoidi, contenuti nelle pesche gialle, carote, albicocche, fragole, che con le loro proprietà antiossidanti contribuiscono alla protezione della retina.
    Nell’occhio sono presenti due pigmenti carotenoidi localizzati a livello della macula: la luteina e la zeaxantina.
    La loro presenza a livello della macula protegge e riduce i danni ossidativi a carico delle strutture cellulari della retina.
    Quindi l’assunzione giornaliera dei carotenoidi, soprattutto della luteina, favorisce un aumento della densità ottica dei pigmenti della retina e della macula, diminuendo il rischio di incidenza della degenerazione maculare.
    Anche l’occhio ha bisogno della sua nutrizione corretta, trova un medico esperto in questo campo che ti dia i consigli e le indicazioni giuste.

    Quindi i fini per te Paola adesso sono: conoscere bene il problema all’occhio in tutte le sue sfumature, trovare bravi e seri specialisti che facciano la diagnosi giusta, fare le terapie indicate seguendo le vie naturali oppure quelle che tu senti più adeguate a te, sentire che anche se sei parte integrante della tua famiglia di origine, sei un individuo con caratteristiche e con un destino unico e particolare, che non necessariamente ricalca fedelmente quello di tuo fratello, dominare l’ansia e mantenere la fiducia nel tuo corpo e verso le persone a cui lo affidi temporaneamente,durante queste visite.

    Quanto alla celiachia, non limiterà certamente troppo la tua vita.
    Mangia solamente i “cibi sì” ed evita i “cibi no”.
    Tieni pulito l’intestino, aiutati anche con i fermenti lattici naturali e vedrai che puoi migliorare velocemente e rapidamente.
    Coraggio, Paola seguendo un progetto di salute per il tuo corpo e di controllo dell’ansia, come hai già imparato a fare, potrai passare attraverso questa crisi senza perdere te stessa e la tua tranquillità interiore!

  14.  
    francesca
    25 luglio 2009 | 18:31
     

    Salve a tutti, salve cara Dott.ssa, sono NESSUNO, ho lo stesso nome
    che che Ulisse ha assunto per ingannare il ciclope, così in questa nuova e temporanea identità, ” nessuno ” potrà dire che ormai sono persino troppo ” presente “…..
    Giochi a parte, tra uno scatolone e l’altro, un cassettone da svuotare e l’altro, mentre tutti si apprestano ad andare in vacanza, pur abitando in una delle città più caotiche delle riviera romagnola, dove impèra il mito dell’ abbronzatura, io, che ho sempre amato ” distinguermi “, anche in questo caso vado controccorrente: sono
    fra le poche persone che coltiva la non-abbronzatura, per motivi di tempo, e non solo; nei brevi momenti di pausa, passo davanti al comp, e dò un’occhiatina al blog…..
    Devo dire, cara Dott.ssa Laura Bolzoni che Lei non si smentisce mai, mi riferisco alla risposta alla Cara Paola, una risposta – consiglio in grado di rasserenare anche l’animo in preda al più grande turbamento!!
    Cara Paola, non ti conosco, ma ti auguro ogni bene; anche se in questo caso alcuni FINI, a volte ci ” costringe ” a trovarli la Vita, con i suoi piccoli grandi ” Sgambetti “, ti auguro tutto il Bene del mondo, di risolvere nel tempo più veloce possibile la tua questione ed è proprio il caso di dire che ” anche l’ occhio vuole la sua parte “, in questo caso di attenzione, di luteina ( ciò sempre per sdrammatizzare un po’ ).
    Nel mio piccolo posso dire che forse non è il caso di ” fasciarsi la testa prima d’essersela rotta “, di mettere una “benda sull’ occhio”, anzitempo; magari, te lo auguro di nuovo, può essere qualsiasi cosa di poco conto, un evento sporadico
    di una qualsiasi manifestazione e tipologia, ma non per forza ciò di cui soffre il tuo amato fratello ; ma vero è che un controllo va comunque
    eseguito per togliere qualsiasi dubbio, che, ripeto, ti auguro, sia solo
    tale….
    Se posso permettermi, carissima, gli eventi passati legati alla tua famiglia, sono…..passati, e come tali forse si deve provare a vederli !
    Giustamente uno si dice che questa nuova “evenienza “, possibilità, ( ma
    non certezza ), abbinata al resto passato, logora, fa sentire indifesi, forse
    quasi ” fragili “……
    E’ senz’altro vero, ( ti garantisco che anch’io, tutti noi, chi più o meno, ha alle spalle battaglie vinte, combattute con le unghie e coi denti, e ti potrei fare più di un esmpio ), ma forse per noi, persone un po’
    ansiosette, che ci proiettiamo o nel passato o nel futuro, conviene
    educarci a rimanere nel PRESENTE, ad affrontare giorno per giorno, anzi minuto per minuto, la Vita…..!
    Ciò che è stato è stato ( e acqua passata, non macina più ), ciò che deve venire… beh, non lo sa nessuno, o meglio, lo sa solo CHI è più in alto di noi….
    TAnto vale, come si diceva, stare nel
    PRESENTE, vivere il presente!

    Con te, rileggo e faccio miei, col mio ” viziaccio ” di voler sempre imparare, ciò che la cara Dott.ssa Laura Bolzoni, ha evidenziato in grassetto ( e
    credimi, per altri motivi, anch’io ne ho bisogno ) : ” ciò che si è imparato
    sul panico, azioni e reazioni, consapevolezze, sono ” nozioni ” a cui andare ad attingere nel momento del ” bisogno e non “, qualcosa che rimane sempre nostro ( lo spero TANTO, Dott.ssa, e mi riferisco anche e soprattutto a me stessa ); una casetta , volendo anche “anti tzunami “,
    oltre che ” antisismica “, che nè terremoti, nè maremoti, possono far
    crollare…..
    Come le tabelline, o una poesia imparata, e mai dimenticata!!!!

    Cara Dott.ssa, Le chiedo un po’ di pazienza, per me; temo mi dovrà ” sopportare” ancora per un po’; dalla prossima settimana sarò nel ” clou ”
    del mio primo ” fine “, dotata di mazza e ramazza, dovrò occuparmi anche delle pulizie, di togliere ” impronte “, si fa per dire, col solito eufemismo,
    che forzuti omanacci hanno lasciato nel loro passaggio….
    A questo punto non solo desidero, ma non vedo l’ora ” di fare un bel trasloco veloce, senza imprevisti, etc”, così via il dente, via il dolore!
    Intanto tra una cosa e l’altra, leggo e rileggo le pagine, del Suo avvincente, mentre provo a farlo diventare, per me, anche convincente, Ebook;
    sì, effettivamente una pagina, tira l’altra!!
    in questo periodo di vecchio e nuovo dissestamento e assestamento,
    rimango ” in unione ” con questo blog, come un peduncolo, che teme
    gli venga meno il terreno sotto i piedi; e mi scuso per questo , non credo si tratti di ” dipendenza “, è che in certi momenti della Vita, avere un piccolo punto di riferimento, può aiutare ad affrontare con un po’ più di forza, oltre a quella che abbiamo e dobbiamo trovare dentro di noi,
    gli eventi della Vita, o no ?!
    Un caro saluto a Daniela, Eva ( chissà, forse è tornata sui suoi passi, ma spero non l’abbiamo ” persa “), M.Letizia, Desy, Erika, Chadishia, etc, a
    chi c’è e non c’è !!!!
    UN GRANDE ABBRACCIO a tutti, in particolare alla Dott.ssa Buona domenica (Stasera mi concederò una biciclettata,;beh
    chi si contenta gode, c’è chi può e chi non può;etc, etc )

  15.  
    EVA
    26 luglio 2009 | 00:56
     

    Ciao a tutti.
    Eccomi di nuovo qui (non preoccuparti cara zietta Francesca…non mi avete persa! :-) E comunque ho scritto anche sul “nostro” solito post di questo blog. Chissà, forse credendo che non mi sarei più fatta sentire, non ci hai dato nemmeno un’occhiatina…o forse sei solo super-oberata di lavoro a causa del tuo trasloco).
    Desidero innanzitutto salutare con affetto tutti voi cari amici/che. Anche se presa dai miei pensieri, dalle mie recenti crisi, sfuriate, dai miei sensi di colpa, dal lavoro, dalla stanchezza, dal caldo..(e chi più ne ha più ne metta..!) sono sempre vicina a tutti voi. E il fatto di starvi vicino, di comprendervi senza giudicare, di ritrovarmi nelle vostre storie, nelle vostre paure e nelle vostre ansie, di gioire con voi per i vostri successi, per i vostri progressi, per la vostra voglia di fare, agire, con amore ed energia…Ecco…tutto ciò contribuisce a farmi stare bene. E mi ridona il sorriso in quei momenti in cui lo perdo…e faccio fatica a ritrovarlo. E’ un periodo strano…non so come spiegarvi. E’ come se in un certo senso lo sentissi “importante”, “decisivo”…Non so per cosa, non so perchè. Forse è solo una sensazione, o una sorta di “illusione”…Ma sento che ora più che mai devo (ma soprattutto VOGLIO) dare il meglio di me stessa. In tutti i campi della mia vita. E’ strano: sono divorata da un’ansia fortissima in questo periodo…anche per le cose più “stupide” e “banali”. Io di natura, purtroppo o per fortuna, sono una perfezionista: è questo in certi casi può essere un bene (ad esempio nel lavoro) ma in altri no. A volte pretendo troppo da me stessa. E forse anche dagli altri. Comunque, dicevo: pur sentendo addosso più forte di altre volte un’ansia terrificante, nello stesso tempo mi sento in pace con me stessa. Ecco..ho fatto pace con me stessa. Mi sento a posto con me stessa.e con le persone a cui voglio bene. Dite che sto impazzendo??! So che sembra un discorso assurdo. Un paradosso. O forse sono solo io che non mi so spiegare. Ma è quello che sento veramente. Chissà se qualcun’altro si riconosce in questa sensazione. Non lo so…strano.
    Comunque, oltre che per leggervi e per starvi vicino, sono “venuta a trovarvi” per provare a fare insieme a tutti voi l’esercizio proposto dalla nostra cara Dott.ssa.
    Proviamo.

    “Dimmi 3 fini importanti che desideri realizzare nella tua vita”:
    (…e già è difficile indicarne solo 3! :-) )
    Allora…
    1. Fare un lavoro che mi dia soddisfazione, che mi gratifichi professionalmente e personalmente.
    Faccio la contabile, da sempre. E’ sempre stato quello che desideravo fare, sin da piccola (certe volte invece di giocare con le Barbie…giocavo “all’ufficio”!!! :-) ) Ho terminato gli studi con gioia e soddisfazione…perchè avevo ben chiaro che quello era il mio futuro. Quello che desideravo fare.
    Dopo varie esperienze lavorative più o meno durature, l’unico posto in cui mi sono sentita veramente soddisfatta al 100%, gratificata ed apprezzata, purtroppo era a tempo determinato (era una sostituzione maternità). Così, dopo aver passato parecchi mesi a casa, in marzo ho trovato un nuovo impiego. Però part-time. Sto dando il meglio di me stessa, mi impegno (e questo mi aiuta molto anche contro il “nemico”), mi documento (anche per conto mio, a casa) su argomenti che richiedono più approfondimento, faccio ore e ore di straordinario…Ma nonostante ciò sono rare le giornate in cui arrivo a casa soddisfatta del mio operato. Non smetto mai di imparare: ho affrontato anche delle nuove casistiche che nei precedenti lavori non mi erano mai capitate…E allora lì l’ansia sale, sale, sale…! Perchè “ignorando” certe cose, non so…mi sembra di fare brutta figura, ho paura di sbagliare, mi sento insicura. Ecco…sì: mi sento insicura. E dire che io sono sempre stata molto “spavalda” sul lavoro, molto sicura di me stessa, delle mie capacità, delle mie abilità. E’ come se adesso questo “castello” fosse crollato d’improvviso. E tutto ciò fa crollare anche me.
    E poi ho sempre la sensazione che le mie colleghe e i miei “capi” non siano soddisfatti di me al 100%…E’ come se leggessi nei loro occhi una sorta di “delusione”..come se da me si fossero aspettati di più.
    2. Formare una famiglia: sposarmi, avere uno o più bambini e crescerli con amore..in un’ambiente pieno d’amore. Avere l’immensa gioia di farmi accompagnare all’altare dal mio papà (che so già che si commuoverebbe!) e vederli piangere di gioia nel prendere in braccio il loro nipotino/a!
    3. Essere ancora più vicino alla mia famiglia: a mia mamma, a mia nonna (che, accidenti a me, nell’ultimo periodo ho tascurato parecchio…Eppure lei mi ha sempre voluto così bene, mi ha sempre capita…forse ancora prima degli altri. Ma negli ultimi anni, dopo un ictus e le conseguenze che ciò ha comportato, dopo essersi rotta il femore l’anno scorso e aver passato più di un mese fra ospedali e case di cura riabilitative,…alla “tenera” età di 89 anni (in ottobre 90) tutto questo l’ha cambiata, intristita…La vedo così fragile e indifesa…Bisognosa di tanto amore e comprensione…Anche se resta sempre quella gran brontolona che tanto fa tribolare me ma soprattutto la mia mamma…che poverina corre su e giù come una trottola per cercare di fare il possibile per lei. E’ capace anche di prendere 2 autobus e attraversare mezza città solo per portarle mezzo litro di latte…Ma è la sua mamma…E io per la mia farei lo stesso.) e al mio papà. Che non riesco ancora a perdonare per ciò che ho dovuto vivere ed assistere quand’ero bambina. Gli voglio tanto bene…ma non riesco più ad abbracciarlo. Lo faccio partecipe delle cose belle che mi accadono, ma non di quelle brutte. Non lo faccio partecipe dei miei dolori. Non gli chiedo aiuto. Non lo chiamo quasi mai. Non lo vedo quasi mai. E so che lui ne soffre da morire…

    Uff…devo fermarmi a tre?? :-)
    Ne avrei tanti altri sa:
    Cambiare casa…Ma, essendo impossibilitata a farlo (almeno per il momento) puramente per motivi economici, vorrei almeno “coccolarla” di più: prendermi una camera da letto, arredarla e ri-arredarla con gusto e passione, con tutte le cose e gli accessori che piacciono a me, magari prelevando anche le mie “vecchie” cose dalla cameretta rimasta ancora “intatta” a casa dei miei (ma a dire la verità…forse quelle cose è giusto che restino lì…nella mia cameretta a casa con mamma e papà.)
    Vorrei poi tanto avere un bel cagnolino…e prendermene cura con amore e sacrificio.
    Ma, fin che non cambio casa, purtroppo sarà difficile…se non addirittura impossibile.
    Vorrei fare qualche corso: mi ha sempre affascinato studiare la grafologia. Oppure fare un corso di cucito, o un corso di approfondimento di inglese, o di francese, o imparare una nuova lingua (ad esempio qui dalle nostre parti lo sloveno è molto utile).
    Vorrei fare tanti viaggi…scoprire tutti (ma proprio tutti!) i luoghi della nostra bella Italia!
    Vorrei passare dei giorni di ferie (anche se quest’anno sarà solo per una settimana) tranquilla, serena…”coccolandomi” un pò. Senza pensare alla possibile “avanzata del nemico”!
    Vorrei impegnarmi ancora di pù nell’attività sportiva che faccio: niente di che, parlo di acquagym! Però mi fa stare bene, mi scarica, mi rilassa.
    Questi ultimi miei desideri però purtroppo richiedono anche un impegno economico…cosa che purtroppo in questo momento, lavorando part-time, non posso permettermi.

    “Dimmi qual’è il fine più importante”:
    mmh…Sono tutti importanti, per diversi motivi.
    Ma la mia famiglia viene prima di tutto. Quindi…direi il numero 3.

    “Dimmi i passi che farai per realizare questo fine”:
    Cercare di essere meno egoista, cercare di essere più presente.

    Come io ho un immenso bisogno di loro, così loro hanno bisogno di me.
    Concentrarmi meno (anzi…non pensarci proprio!) sulle mie angosce, sulla mia ansia, sui miei attacchi di panico
    E convogliare questa energia (che in questo modo è solo sprecata!) oltre che su me stessa, anche sulle persone che io amo e che mi amano e mi vogliono bene, che mi sono sempre state vicino, che non mi hanno mai negato il loro amore, la loro comprensione e il loro aiuto…anche se loro ne avevano altrettanto bisogno.
    Ma con mio padre….non vi nascondo che è molto, molto, molto più difficile per me.

    “Dimmi quale sarà il tuo primo passo”:
    Fare un bel regalo alla mamma
    (come mi è stato consigliato anche dalla cara Francesca), far partire tranquilli la mamma e il papà che a fine agosto andranno una o due settimane in ferie (non voglio che partano con il pensiero che io sono qui da sola in preda agli attacchi di panico! E cercherò con tutte le mie forze anche di dargli in prestito la mia macchina…in modo che possano girovagare tranquilli come due fidanzatini! Se ben vi ricordate, l’automobile per me è ed è stata la “salvezza” in questo ultimo periodi di forti e continui attacchi di panico…Ma voglio cominciare a “liberarmene” pian piano…e quale migliore occasione se non quella di fare felici mamma e papà? :-) )
    Andare a trovare la nonna, magari andare con mia mamma a portarle la spesa a casa. E chiacchierare con lei come ai vecchi tempi…quando mi dava i suoi preziosi e saggi consigli sui miei “fidanzatini” o sulle mie amiche…che alla fine non si sono affatto dimostrate tali…(Lei ci aveva visto giusto prima di tutti!) E’ proprio una nonna speciale…ma mi fa tanto male vedere che non riesce più ad essere la “nonna sprint” (così l’ho sempre chiamata) di un tempo. E’ sempre stata più attiva e vivace di me!! Ora invece…non riesce nemmeno più ad andare a fare la spesa da sola….e mi si stringe il cuore. E ogni volta che la saluto le lacrime scendono da sole….

    Bhè..direi che può bastare! Credo di avervi annoiato già abbastanza!
    A presto

    Un abbraccio a tutti

    P.S.- Un caro benvenuto a Erika e un abbraccio speciale a Paola. Vedrai che andrà tutto bene. Io, noi, ti siamo tutti vicini. Non potrei trovare parole migliori di quelle che ti ha donato la cara Dottoressa Laura Bolzoni. Fanne tesoro. Cerca di non lasciarti sopraffare dal pessimismo…(detta da me poi!) e come dice la cara Francesca “non fasciamoci la testa prima di rompercela!” (Questo dovrebbe essere anche il mio motto di vita….)
    Ti auguro ogni bene.

  16.  
    chadisja
    26 luglio 2009 | 22:41
     

    Cari amici,
    è bellissimo…………, è stupendo leggervi.
    Siete meravigliosi.
    Mi chiedo: perchè nella vita di tutti i giorni non si trovano mai le persone come voi? Si lo so’, nn siete perfetti e magari qualche volta antipatiche?
    Pero’ tra di VOI…….( e con umiltà direi tra di noi……..) è diverso, credetemi, in quello che leggo nel nostro blog, ormai lo ritengo nostro, ho la voglia di ricostruire gli amici ormai potati da lungo tempo xchè leggeri, vuoti e…. increduli specie quando mi capitava di parlare solo di ansia, pensavano a qualcosa di stupido ed infantile.
    Adesso frequentando Voi e leggendo le vostre emozioni e sensazioni mi accorgo che ancora esistono in un angolino del mondo persone dolci, sensibili, affettuosi senza malizia e senza quell’aria malsana che riescono a tirare.
    Voi siete veri, mettete a nudo anche il negativo ed è per questo che vi seguo sempre.
    Mi ritrovo in tutto quello che scrive Eva.
    Pensavo di essere impazzita ma in realtà non sono sola.
    Anch’io in questo periodo mi sento serena pur avendo addosso un ansia tremenda per qualsiasi cosa mi succeda, sento di migliorare ancora, sento che qualcosa dovrà cambiare.
    Da quando vi frequento e da quando seguo i consigli della Dott.ssa Laura Bolzoni sono migliorata e nn voglio gridarlo forte ma nn ho + avuto nessun sintomo del mostro.
    Puo’ sembrare una cavolata, un fattore psicologico, nel sentire tutte voi??, ma credetemi è come se avessi trovato quella medicina miracolosa che inseguivo da tempo, siete voi che date la forza, siete voi con le vostre esperienze con i vostri dolori e con le vostre gioie..che rendete il tutto normale quando per me era solo il pensare di essere ammalata e di nn sapere come guarire.
    Ed ora vengo a me:
    I miei fini? tanti come tutti voi.
    In primis il lavoro, sento di arrivare in alto con le mie clienti, già è cambiato molto nel mio negozio, credetemi nn riesco a crederci. Cercavo lavoro, ero super disperata avendo un figlio + che maggiorenne e nn potergli dare nulla, e le spese di casa?…..
    E adesso …………un sogno, una favola direi,mi ritrovo ad essere titolare di un negozio da nn crederci…, quanto tempo sprecato!!!………la vita forse ha voluto farmi questo regalo(ho dovuto giocare quel poco che avevo per creare quello che per me adesso è un sogno).
    Ma c’è l’ho fatta ed ancora credo di poter fare molto, ogni giorno noto che esistono molte persone per bene ma che hanno perso la fiducia, hanno bisogno di essere coccolati, di essere rassicurati in tutto e sono proprio io a fare questo con loro, io che avrei bisogno + di loro di avere un punto di rifermento. Che assurda la vita!!!!!
    L’altro fine?: Vorrei nel mio io tanto trovare una persona di cui fidarmi di cui poter stare un giorno senza pensare a nulla.
    Purtroppo nn ci credo + mi baso sulle mie esperienze ed essendo una persona che da’ sempre la possibilità ci spero anche se non ci credo ( che paradosso….)
    I miei passi sono positivi e da un bel po’ già li ho messi in atto, non ho paura di dire la verità e cosi’ vado avanti ma oggi viviamo in un mondo stereotipato e difficilmete l’altro sesso cerca la cosidetta ” sostanza”.
    Comunque già io mi sento vittoriosa per me stessa e grata alla Dott.ssa Laura Bolzoni per aver creato questo mondo si, virtuale, ma spero e credo VERO insieme a tutti voi.
    Grazie vi sono sempre vicina.
    Un saluto a tutte in particolare alla Paola nn scoraggiarti sono sicura che tutto andrà a buon fine. Un bacio

  17.  
    francesca
    27 luglio 2009 | 11:40
     

    ………………………………Un bel silenzio non fu mai scritto, e forse, dovevo farlo? non so, so che mi ” dovevo difendere “, se qualcosa in me c’è da “difendere”, ma perchè allora sto tanto male…..?! Mi dispiace, Dott:ssa per questo incovenveniente, ” incidente di percorso “, ne sono mortificata,
    mi dispiace davvero…e come sempre un ” nuovo dolore ” mi riporta a
    dolori “antichi ” …Quando imparerò? quanto tempo impiegherò ANCORA? riuscirò mai a “corazzarmi ” un po’ contro le intemperie della Vita? Ho bisogno di serenità ed energia per affrontare questo benedetto
    trasloco….scusatemi tanto. VI abbracccio forte

  18.  
    27 luglio 2009 | 13:41
     

    RISPONDO A CHADISJA

    Brava Chadisja, faccio il tifo per te e ti sostengo interiormente nel raggiungere i tuoi bellissimi fini!
    Questo mondo nel web è virtuale, ma è anche contemporaneamente vero e reale, perchè è creato da una rete di relazioni tra individui, che liberi dalle impressioni del corpo, comunicano se stessi, le proprie sensazioni, i propri pensieri, i propri desideri ad altri individui, che li ascoltano, li accolgono e li comprendono, in piena libertà.

    Complimenti per i tuoi grandi e meritati successi nella lotta con il panico!

  19.  
    27 luglio 2009 | 13:42
     

    RISPONDO A FRANCESCA

    Forza, cara Francesca, fai scivolare via il dolore dalla tua dimensione emozionale e metti tutta la tua energia creativa nel realizzare i tuoi fini.
    Assapora la loro realizzazione!

    Le parole hanno grande valore e” pesano”, per questo è importante controllare e selezionare quello che diciamo, senza tuttavia perdere la libertà di espressione e la nostra spontaneità.

    Per darti un po’ di serenità, desidero regalarti una dolce poesia di Vittorio Malpassuti, augurandoti di realizzare un bel trasloco nella tua nuova casa sulla allegra riviera adriatica!

    LA VILLA PER LA MAMMA

    Perché tu mi dici
    che sei stanca,
    io ti faccio
    per il riposo
    una piccola villa
    sulla riva del mare.
    E qui ci metto la strada
    con le siepi e le more,
    e qui ci metto le aiuole,
    e qui, con un fruscio di piedini
    i pioppi e il viale.

    E un letto di rose,
    e un giardino di gioia.
    Ci metto l’amaca
    che dondola lenta,
    ci metto la tenda,
    ci metto i fiori,
    ci metto il mio cuore.

  20.  
    chadisja
    27 luglio 2009 | 14:32
     

    Grazie mille Dott.ssa per avermi dedicato una risposta e per aver avuto l’idea di creare questo spazio tutto per noi. Per me è diventato un qualcosa di importante che mi aiuta a capire specie quando Lei risponde a tutte noi, leggo attentamente le sue frasi e mi creda c’è molto da imparare.
    E’ stata e continua ad essere nn solo un’ esperienza positiva ma un credere ancora negli altri.
    Noi siamo solo una piccola goccia ma spero che pian piano i rapporti umani possano trasformarsi in qualcosa di vero e profondo nel reciproco rispetto. Ci vorra’ del tempo ma chissà?????
    Si il merito è mio ma sicuramente Lei cara Laura ha ricoperto la parte + importante della mia vittoria (ci credo e lo ripeto vittoria), avro’ anch’io i momenti di calo ma adesso so’ difendermi alla grande e il tutto è anche merito suo. Mille grazie. Non la deludero’ mai.

    Grazie per dedicare questo spazio tutto per noi.
    Grazie, grazie, grazie.

  21.  
    francesca
    27 luglio 2009 | 22:07
     

    Cara Dott.ssa Laura Bolzoni, grazie per il rinnovato incoraggiamento e augurio….
    Qui si lavora con le anime e Lei sa sempre toccare le corde giuste di tutti noi; nello specifico la poesia è molto bella, e come spesso mi accade, leggendo poesia, si rimettono in moto emozioni e sentimenti ( il mio tallone d’ Achille ); sicchè quella di V. Malpassuti me ne ha ispirata….
    un’altra!
    Sì, la Poesia è “contagiosa “, come il Bene, oltre che entrambi terapeutici
    come la preghiera….La m. ” piccola ” è ancora traballante sulle gambe,
    ma stiamo facendo del nostro meglio per rimetterci in piedi, per rinascere dalle ceneri, come l’ Araba Fenice…I miei fini sono sempre là,
    sull’uscio di casa, ad attendermi, magari per il momento un po’ meno luminescenti, palloncini sgonfi, ma pur sempre un piccolo faro che
    illumina il mio cammino! Grazie
    Un caro, cordiale saluto Un abbraccio a tutti

  22.  
    PAOLA
    28 luglio 2009 | 09:50
     

    grazie a tutte per starmi vicino ieri ho fatto la visita dall’oculista e per fortuna la mia macula è pulita per cui è escluso il problema di mio fratello,probabilmente è solo una grande stanchezza,ma per tranquillità maggiore farò un controllo del campo visivo e del nervo ottico,ma sono già un pò più tranquilla.grazie dottoressa e grazie a tutte voi,le vostre parole mi sono di grande conforto,ora cercherò di ritrovareil caro equilibrio interiore che tanta fatica avevo fatto per raggiungerlo,ma sono sicura che con la buona volontà e la vostra vicinanza tornerà presto.un abbraccio a tutte quante e forza,ce la faremo.un bacione

  23.  
    francesca
    29 luglio 2009 | 11:38
     

    cara Dott.ssa,care amiche, ho un attimo di tempo, mentre nella mia piccola casa ristrutturata,non esattamente una villa, stanno ” montando ” la cucina, e ho pensato a Voi ; qualcuno potrà obiettare: ma non avevi qualcun altro a cui rivolgerti, o altro da fare ?” Ovviamente sto usando l’ironia, e certo, è vero, potevo fare altro, ma per ….associazione d’idee,
    vista l’ansia alle stelle di questo periodo…..ho dato un’occhiatina al
    comp….
    Dott.ssa cosa dice il bon ton, in questi casi?
    Si ringrazia Paola per averci
    dato notizie positive, per averci inviato un abbraccio affettuoso, che non guasta, e mettiamo in saccoccia, e ci sprona alla FORZA , e anche questo guasta ancor meno? !
    Siamo felicissimi Paola, anche se manca, per maggiore sicurezza, l’altro controllo, e tutto è bene ciò che finisce bene; poi la Vita riprenderà il suo
    scorrere, inseguendo altri fini, come tutti noi—-
    e se fosse vero che l’unione fa la forza?
    beh, io immaginerei una bella corolla gialla, che potrebbe essere la nostra cara Dott.ssa Laura Bolzoni, e noi tutti,
    intorno, petali cangianti ; i pistilli sono i consigli della Dott.ssa, lo stelo,
    la nostra Forza ; le radici , beh, quelle…i nostri FINI !!!!

    un saluto, un abbraccio e un sorriso a tutti!!!!

  24.  
    29 luglio 2009 | 13:06
     

    Grazie Paola,
    di avere condiviso con noi la bella notizia, che ci fa tirare un sospirone di sollievo!
    Ti auguro di riconquistare velocemente la tua serenità interiore e di mantenere tanta fiducia in te stessa, nella vita e nelle altre persone!

  25.  
    29 luglio 2009 | 13:14
     

    Grazie Francesca,
    di aver pensato a noi e di aver condiviso l’immagine bellissima e colorata del nostro Blog come una cerchio di petali luminosi!
    Sì, augurare del bene alle persone, desiderare dal cuore la loro vittoria è un’azione semplice e potente!
    Sei a buon punto con il trasloco, sono veramente contenta che vivrai nella tua nuova casetta.
    Vedi il mare dalla finestra?

  26.  
    PAOLA
    29 luglio 2009 | 19:47
     

    Cara Francesca,casa nuova vita nuova!!!!!!frase scontata ma molto significativa,e non importa se non è propriamente una villa,non è quella che rende felici,come neanche la macchina di grossa cilindrata o avere tanti soldi in banca.
    Solo noi possiamo fare la nostra felicità,e proprio partendo dalle cose conquistate a fatica è più facile trovare gioia,perchè le cose che ci vengono date senza sforzo e senza il gusto della conquista non ci danno la stessa soddisfazione.un abbraccio a tutte quante voi care compagne di panico

  27.  
    chadisja
    29 luglio 2009 | 19:58
     

    Grazie Paola per averci aggiornato.
    Ero sicura che superavi questo momento adesso tocca fare l’ultimo respiro e poi ti sentirai rinata ed apprezzerai molto di più i momenti in cui starai bene, a me capita sempre cosi’ ogni volta che sono veramente preoccupata per la mia salute.
    Baci ed incrocio le dita per te.
    Saluti a tutte voi. Bay

  28.  
    francesca
    29 luglio 2009 | 22:42
     

    Grazie Dott.ssa, per avermi….ringraziato; e potremmo andare avanti di questo passo in eterno….ma tra il serio e il faceto, siamo felici che ogni tanto qualcuno risponda ai nostri soliloqui……io credo ci sia bisogno di
    interagire, comunicare anche solo con un saluto, come dice Chadisja,
    che spera che i rapporti umani si possano trasformare in qualcosa di vero, nel reciproco rispetto….
    Sì, in effetti avremmo bisogno di imparare a fidarci oltre che di noi stessi, anche , e di più, degli altri ! Molti di noi hanno alle spalle esperienze deludenti, se non peggio; è chiaro che bisogna esporsi, e quando ci
    si espone, come nel mio caso, si può andare incontro a giudizi, incomprensioni e quant’altro, ma forse vale la pena di ( ri )provarci?!?
    Fortunatamente a volte si possono trovare corrispondenze, affinità
    elettive; non sempre per forza è vero il detto : ” Homo hominis lupus ”
    cioè che l’ Uomo sia lupo contro l’ Uomo, o no?!
    L’ Uomo, l’essere umano ha grande potenzialità in sè, e bisognerebbe imparare a tirarle fuori, a lasciarle fluire, a lasciarsi “scoprire “…..
    Vedremo….; chi trova un Amico, trova un tesoro, si dice, e gli Amici si
    vedono nel momento del bisogno….almeno con le parole e mi pare che
    L’ESEMPIO più grande ce lo stia dando ancora e sempre la cara Dott.ssa
    Laura Bolzoni….mi rendo conto che il discorso porterebbe lontano….
    Ma, da quando cara Dott.ssa Lei si chiama ” Blog “? Io ho immaginato Lei come la corolla di un Fiore, intorno a cui stiamo noi, i petali….
    Si prenda i meriti che Le sono dovuti e riconosciuti, senza ” arrossire “, fosse solo come sono le punte dei petali di una margherita che sboccia
    a primavera, fiore semplice, e che per questo amo molto, o di un girasole,
    secondo me la versione ” blasonata “, “nobile ” della margherita; il girasole, altro fiore splendido, che insegue sempre il sole, la luminosità…
    Carissimi, cara Chadisja, dal nome esotico, come te, credo che …..
    “comunque vada, sarà ( stato ) un successo! ”

    No, dalla finestra non vedrò il mare, anche perchè la mia piccola casa
    è un bilocale, al piano terra-rialzato, ma vedrò tanto verde, alberi di magnolie, pini marini e altre piante il cui nome non conosco….
    Il mare comunque dista un paio di km, con la bici si raggiunge facilmente;
    amo molto muovermi con la bici; dà l’idea della libertà ( e detto fra noi,
    avverto meno lo ” spazio immenso ” anche se ci dobbiamo ricordare che lo spazio esterno è solo una grande immensa STANZA all’ APERTO );
    allo stesso modo amo il mare del tardo pomeriggio, se non pre o serale,
    credo solo allora emani tutto il suo fascino……

    Un caro saluto e un abbraccio a Tutti, al Fiore corolla, e ai Petali !!!

  29.  
    Daniela
    29 luglio 2009 | 23:39
     

    Ciao amiche mie,
    finalmente un attimo di tregua dai mille impegni che si stanno accavallando prima delle fatidiche vacanze di agosto.
    E’ un periodo che detesto, che mi logora e che, inevitabilmente, mi manda in depressione. Pochi sorrisi sulle labbra dunque e tanta ansia.
    Per me partire è un po’ morire, lo stesso veder partire.
    Immaginate quando mio figlio parte per le vacanze, immaginate quando sono costretta a lasciare il mio cane al pensionato! Dov’è il divertimento?
    Poi tocca a me, se tutto va benissimo con uno stress sopportabile dovrei raggiungere la destinazione, e poi????
    In questi ultimi anni mi rifiuto di andare in posti già visitati, ne ho abbastanza, ho bisogno di far parte di nuovi paesaggi le cui forme e colori
    soddisfino il mio sguardo assetato di novità e ci riesco, sì, con difficoltà, ma ci riesco e che soddisfazione!
    Però quest’anno voglio esserci tutta, tutta intera voglio dire.
    Quando si vive in coppia non è facile. Non sempre, ma spesso, succede che parte della propria autonomia scivoli via verso una piacevole simbiosi, soprattutto se si è molto accomodanti come me.
    Quindi, non avendo ancora deciso quali siano i tre importanti fini della mia vita, ne sceglierò uno per le vacanze che si collega a quanto ho già scoperto con lo zampino della cara Francesca.
    L’AUTONOMIA IN VACANZA.
    Come? Lo sto già mettendo in pratica, poichè in base ai miei gusti ho scelto io luogo e albergo, con la successiva approvazione da parte del mio consorte.
    Poi voglio essere il più possibile me stessa e quindi voglio PARLARE, INCONTRARE PERSONE, RIDERE, BALLARE, CANTARE e poi BASTA CON GLI ORARI, BASTA CON GLI SCHEMI!
    Un giorno mio figlio che è più saggio di me disse: ma che cos’è il mese, il giorno della settimana, l’ora? Li abbiamo inventati noi per ovvi motivi, ma in realtà non esistono.
    Appunto, togliamoceli dai piedi almeno in vacanza!
    Ciao dolci e sensibili petali, ciao grande corolla Laura!

  30.  
    francesca
    30 luglio 2009 | 18:55
     

    Ciao a tutti, salve, cara Dott.ssa, ma che bello; eravamo in tanti a scrivere , quasi in contemporanea……
    Dunque non c’è più la “desertificazione”, anzi pare che nel deserto dei Tartari sia spuntato un
    FIORE, con piccoli boccioli, che sta forse crescendo timidamente
    ,
    a volte ancora percorso da strane vibrazioni, un po’ disorientato, ogni tanto
    capita che lo stelo si affloscia, si ripiega su se stesso, ma poi temendo d’essere ghermito da qualche pianta carnivora, o peggio, da viscidi serpentelli, o micidiali scorpioni, RIALZA i petali verso l’alto, senza PAURA di alcuno…..
    Beh, care amiche, cara Dott.ssa, le ” FINI ” ma robuste radici ben piantate al suolo, gli permettono di crescere; nondimeno ai Petali di rimanere
    ancorati alla COROLLA, che permette loro di suggere forza e nutrimento..
    ( beh, se qualche Botanico avesse qualcosa da ridire sul nostro immaginifico breve ” racconto “, e sulla veridicità delle funzioni delle singole parti che compongono un FIORE, noi potremmo sempre dire
    di leggere un libro di FANTASIA; lì si trova scritto di tutto e diventa vero ciò che non è, e viceversa, e soprattutto che il ….” FINE ” giustifica i mezzi !!!!)
    Non solo, all’occorrenza, se nella peggiore delle ipotesi, ” qualcuno ” di nostra conoscenza, il cui nome comincia per P…..e finisce per ….O,
    proprio proprio dovesse recidere il nostro Fiore, noi cambieremmo tattica!
    Ci trasferiremmo in altro suolo, e quando qualcuno dà il ” la “, noi – note -
    ( petali boicottati ), saremmo pronti a seguire il nostro….DIRETTORE
    d’orchestra ( la nostra amatissima Dott:ssa Laura Bolzoni )!!!

    Cara Dott.ssa, care amiche, non so esattamente ciò che ho scritto, ma
    gli ” artisti “, soprattutto quelli mancati come me, prendono spunto da una situazione per ” inventare “, creare….e ovviamente andando a “ruota libera”…..e poi non sempre le ciambelle riescono col buco!! (un giorno
    dirò forse perchè ogni tanto mi rifaccio ai proverbi ).
    Alla fine l’ importante era l’ intenzione; intenzione di AUGURARE a tutti di raggiungere i propri FINI , e di vincere !
    Niente cucina installata, per ora ( ecco perchè sono diventata scaramantica, e qui ci starebbe bene un : ” non dire gatto, finchè non ce l’hai nel sacco “, ma che crudeltà mettere un gatto in un sacco, vero
    amanti “gattofili “?)….il trasloco va avanti purtroppo un po’ più a rilento del
    previsto, ma noi non ci scoraggiamo, forse,…..
    La mia parva casa però ha un grande, grandissimo terrazzo, dove spero un giorno di mettermi seduta a scrivere per i Bimbi, ma anche Poesie,
    e questo pensiero tanto allettante, mi dà la forza di…attendere, sì, cara Dott.ssa, al pensiero mi ” lecco i baffi “, come la mia micia dopo che s’è divorata una bella e buona scatoletta!
    Chissà, le cose che si desiderano di più, sono le più faticose e lente a venire….. Poi, c’è il mio acciacco,che spesso si fa sentire e mi toglie smalto, speranza, ma bando alle
    tristezze, ai pessimismi, alle ” gnole “….
    Alla bella poesia di Malpassuti, potendo, sperando che nessuno si indigni, nè Lui si ” rigiri nella tomba “, aggiungerei :

    ci metto il sole
    dietro le nuvole
    e se non basta
    un arcobaleno per bimbi
    sempre in festa;
    un gatto da accarezzare
    quando il carozzone della Vita
    è pesante da trascinare….

    Un altro Augurio per tutti Voi……..
    Un caro saluto e un abbraccio a Petali e Corolla !!!( o Note e Direttore
    d’Orchestra )

  31.  
    Daniela
    1 agosto 2009 | 15:01
     

    Cara Francesca,
    prima di partire per le vacanze, ci tenevo a salutarti.
    Mi spiace che il tuo trasloco proceda a rilento ma, da esperienze personali, posso dirti che ciò è nella norma. Fortunatamente, leggo che
    non te la stai prendendo troppo, del resto anche ad arrabbiarsi non
    cambierebbe proprio nulla, quindi va bene così.
    Ti auguro comunque di poter raggiungere la meta in un tempo ragionevole
    e nel miglior modo possibile.
    Ah,… oltre a mobili, scatoline e scatoloni, cianfrusaglie e altro, ricordati di portar via anche la parte migliore di te.
    Dilettati quindi, con il tuo bellissimo hobby e riempi la casa di allegria, magari invitando amici, o anche solo conoscenti.
    Io ho la particolare convinzione che l’allegria sia come il profumo che una volta sprigionato si impregni nella casa per rimanerci a lungo, tanto che, a volte, nelle sere d’inverno, quando scendo in taverna per assistere all’affascinante danza del fuoco, tra uno scoppiettio e l’altro, mi sembra di udire le eco di voci festose di lontani compleanni, di magiche vigilie di Natale.
    La casa vive anche se mi trovo da sola.
    Ti auguro inoltre di guarire al più presto dal quel fastidioso acciacco di cui spesso parli e di non tardare a rimetterti in forma.
    Segui i consigli della nostra cara Corolla,…..o Colonna? in questo caso Portante!… con le tisane, ecc. e poi, se vuoi, fai come me che ogni mattina,
    appena alzata, eseguo quindici minuti di ginnastica.
    Non ci crederai, ma mi aiutano a prevenire spiacevoli inconvenienti alla schiena e al collo e, soprattutto, mi fanno sentire più FORTE.
    Di fronte alla forza fisica, anche il panico si fa più piccino.
    Spero di non averti tediato, ma mi sembrava doverso occuparmi, si fa per dire, dei problemi di chi, così sensibile, ha cercato di farlo con gli altri.
    Ora ti lascio, sperando che dal luogo in cui trascorrerò le vacanze sia possibile, di tanto in tanto, accedere al confortante, piacevole rifugio che è questo Blog e continuare a leggerti, a leggervi.
    Un abbraccio sincero a te, cara Francesca, e a te, cara dottoressa Laura.

  32.  
    Daniela
    1 agosto 2009 | 15:15
     

    Dimenticavo…. un grande abbraccio anche a tutte le amiche, Chadisja, Paola, Eva, M. Letizia, Erika, Virginia, ecc. ecc.
    Buone vacanze!

  33.  
    francesca
    1 agosto 2009 | 16:47
     

    Buongiorno alla Nostra Fulgida Corolla, ai Carissimi Petali….,che calma; tutti in vacanza ? per me solo vacanza dai miei pensieri, ogni tanto, per rimettere ordine sul da farsi…mi sento sempre nel Limbo, sono nel Limbo, ormai la ” voglia e curiosità ” di mettere piede definitivamente
    nel mio nuovo “territorio ” è tanta, anche se , purtroppo con tanti dubbi,
    ma proprio per questo non vedo l’ora di mettere definitivamente la chiave nel chiavistello, idi inserire la nuova chiave in nuova toppa….D’altra parte,
    ” O mangi ’sta minestra, o salti dalla finestra “, e non essendo propriamente Nembo Kid, ma essendo comunque anche a volte un po’ inappettente, dovrò in ogni caso optare per la prima soluzione….Sembra strano quanti piccoli o grandi imprevisti, e altrettanta imprevedibilità , ci siano negli eventi della Vita…; un po’ come nel ..Panico! Panico, chi ha detto panico?! io, no !!!!
    Vade retro!!, Dott.ssa cara, ho sentito stamattina al risveglio( beh, l’ultimo, giacchè i risvegli sono frequenti, “complice ” oltre che preoccupazioni, anche la mia gattina….), Gli mp3 dei Seminari,
    esperienze dei partecipanti e la Sua voce argentina !! Devo purtroppo
    dire che mi riescono difficili due cose da attuare: riuscire ad INFISCHIARMI dei sintomi, ( perchè in tutti questi anni, per la cronaca,
    la ” cosa “e diventata ” cronica ” e , smesso di interpellare il medico, e prima, come più o meno tutti, nelle prime fasi, il Pronto Soccorso, mi sono “abituata ” ai sintomi, sentendone però sempre di nuovi e di diversi,
    ma talvolta mi succede di pensare che a furia di non ascoltarli, mi troverò
    con…un epitaffio sulla testa, anche se mi dico che ….forse era la mia…ora!!!
    Per quanto ad onor del vero, in questo mese e 1/2 di frequentazione del
    Suo Blog e dei preziosi consigli, abbia IMPARATO a controllare e a
    fermare, o quasi, sul nascere, i sintomi….

    L’altra cosa che mi riesce ancora difficile da acquisire è la consapevolezza del ” me stesso “, collegato all’ agorafobia; nel senso che se proprio DEVO uscire lo faccio, da sola o meno, ma in questo periodo non mi sento tanto “forte e determinata” da uscire allo scoperto ,
    per “mettermi alla prova “; sto “rimandando ” al dopo-trasloco questo tipo
    di esami con e su me stessa, poichè mi sembrerebbe di “tirare troppo
    la corda “……
    Chissà se c’è qualcuno che ha questo tipo/i di problema…..
    Intanto mi vado a rileggere il post sull’ Agorafobia…..( per me è stata immediata, facile e felice l’INTUIZIONE della nostra parte piccola,
    e in effetti mi ha aiutato e mi aiuta molto….
    )
    Che dice, cara Dott.ssa,
    sarò rimandata a settembre, avrò un debito formativo da sanare?
    Tanto per sdrammatizzare un po’, ogni tanto mi permetto di ” giocare ”
    anche col nemico, se non avessi imparato anche questo, penso davvero sarebbe un guaio….
    Si accettano informazioni, condivisioni, consigli in merito, da chicchessia:
    fulgida Corolla, o cari Petali…anche se temo , o per fortuna, molti siano
    in dolce relax ( speriamo anche il ” nemico ” sia in relax, ma anche se Dio volesse, si sia proprio diretto, a testa bassa, una volta tanto, o per tutte,
    sia andato in PENSIONE, ridotto a girovagare senza meta, senza…FINI,
    perchè NOI siamo stanchi di di essere presi di mira, essere i suoi “fini”;
    NOI abbiamo altri fini, che non sono certo i suoi!!
    )
    Sì, ma con l’agorafobia, come la mettiamo?! Dati i miei precedenti, ho un
    bel dire: che IO NON mi ABBANDONO, ma ….
    ( Forse non ho integrato bene qualcosa, mi sfugge qualcosa, o è solo questo “limbo ” di trasloco a metà…non so…in effetti anche i palloncini
    hanno bisogno di un po’ di elio; ma del resto, non si può essere sempre al …top; con questo caldo si stanno liquefacendo anche pensieri e idee !!!

    Come va, cara Dott.ssa , colà, nel suo fresco bosco?
    un caro saluto e abrraccio a Corolla e Petali, a chi va in vacanza e a chi
    resta, a chi c’è e non c’è….. buona Domenica

  34.  
    francesca
    1 agosto 2009 | 22:37
     

    Ciao Daniela cara, che bello;c’è posta per me; ma è stupendo!! Sei stata carinissima ad avere un pensiero tanto gentile ; non sai quanto facciano bene al cuore queste cose, noi che ci nutriamo soprattutto di emozioni!!!

    Cara Dott.ssa, posso approfittare di “consumare ” un po’ di spazio per rispondere a Daniela ? beh, già lo sto facendo….
    dov’ero rimasta? ah, già,Grazie, Daniela per il consiglio sulla ginnastica;
    anch’io la penso come te: mens sana, in corpore sano ! Ma qui non c’è nè l’una, nè l’altra, ( dai che mi prendo in giro, relativamente….); quando non posso, non riesco più di tanto ad uscire, o non ne ho necessità, vado in cyclette…leggendo; non riesco a stare ferma mentalmente; ho continuo bisogno di stimoli intellettuali, di emozionarmi, in senso positivo, ovviamente; al proposito, bello il tuo discorso sull’ALLEGRIA . che la nostra amata COROLLA ; COLONNA; DIRETTORE D’ORCHESTRA
    ha provveduto ad evidenziare, anche molto poetico; infatti ho notato con piacere che hai colto al volo l’idea di un giusto ” soprannome ” per la cara
    Dott.ssa……
    Invitare amici nella mia piccola casa? Certo, nelle serate domenicali, d’inverno, si starà stretti, stretti, vicini, vicini ; beh, di amiche ne ho un paio, indaffaratissime, e devo sempre essere io a cercarle, le “birichine “,
    ma poi, vedi, che alla fine…chi cerca trova, o…bussate e vi sarà aperto ?!
    Seguire i consigli della Dott.ssa Laura Bolzoni? ma io pendo , come trutti noi credo, dalle Sue labbra, e poi vedi, Le dò sempre un gra daffare: una volta mi
    capita di trovarmi nel bel mezzo di un fraintendimento, un’altra scribacchio
    sul Suo blog, un’altra volta, pongo quesiti…..
    Detesto annoiarmi, così,
    forse a volte a sproposito, non permetto neanche agli altri di “annoiarsi “,
    ma la nostra cara Dott.ssa, dal cuore-corolla immenso, sono certa capisce tutte noi…..

    Ciascun Petalo, ha la sua peculiarità, e la Corolla sa unire tutti i Petali, per
    formare un Fiore
    , così come una Colonna sa portare …Travi( ? ), per formare un’arcata, un soffitto, o un bravo Direttore d’Orchestra sa
    mescolare Note, e farne una bella Sinfonia!!!
    Grazie per l’augurio per il mio acciacco, che, sì, ogni tanto mi fa deprimere, e di più per il mio “hobby”, che ritengo una vera PASSIONE,
    ma chissà, ogni tanto, diventa flebile, se penso, a tutto quello che gli precede, a quanta precedenza devo dare al resto, prima….ma farò il possibile; tra una cosa e l’altra, IN MEZZO ci metterò anche lui, soprattutto il mio FINE preferito!!! Spero, anzi, già che Chadisjia tiene le dita incrociate delle mani, presumo, per Paola, e io con lei, può per me
    tenere incrociate quelle …dei piedi? o entrambi, così funziona meglio per tutti??! ah, grazie Paola, anche del tuo augurio; “scontato ” mica tanto.
    hai detto parole sante e sagge!

    Dott.ssa , il problema del ” Me Stesso “, credo sia legato al ” vuoto interiore “, che ogni tanto avverto ancora, nonostante la mia ” piccola “mi faccia tanta compagnia, sia PRESENTE nel mio cuore più che mai, è la solitudine di tanti anni, in cui mi sono sentita SOLA, è dir poco; però c ‘è la
    mia gattina che mi fa compagnia, a cui manca veramente la parola, ma che mi parla con miagolìì diversi, la radio con trasmissioni intelligenti, i miei libri, e questo BLOG, sì, che è veramente un “pertugio ” per noi ….
    Nella nuova casa, parzialmente ristrutturata, non vedo l’ora d’andarci
    anche per ” ispezionare ” i luoghi intorno, per prendere confidenza, farò
    da “cicerone” alla mia piccola e al mio ” me stesso “, che devo ricordarmi, NON mi abbandona mai…. Però rimane aperto il quesito, di cui sopra
    se qualcuno avesse idee diverse, di rinforzo, in merito….!
    Un caro, caro SALUTO e un ABBRACCIO a TUTTI
    PS.Daniela, divertiti, rilassati anche per me; magari per osmosi, non si sa mai, la tua vacanza farà bene anche a me!

  35.  
    2 agosto 2009 | 03:40
     

    Simpatiche e dolci FRANCESCA e DANIELA, GRAZIE dell’affetto che donate a me e ai lettori del Blog con le vostre belle condivisioni, arricchite da originali immagini floreali e musicali: petali, corolla, colonna, direttore d’orchestra……..

    RISPONDO A FRANCESCA

    Provo a darti un nuovo punto di vista per aiutarti a rendere meno difficili i due passi che desideri attuare: imparare a “infischiartene” dei sintomi e provare a uscire di casa.

    Per risolvere l’enigma dei sintomi nel disturbo di panico con agorafobia, che si rivela purtroppo molto spesso una grande trappola esistenziale, è importante continuare a smontare la trama e l’ordito di un’illusione ben architettata, che va smontata dato errato dopo dato errato, inganno dopo inganno fino a sostituirla con una trama e un ordito di verità, costruita con vera conoscenza ed esperienza della loro clamorosa innocuità e falsità.

    Semplicemente non dare attenzione alle sensazioni che provi durante gli attacchi di ansia e di panico, non dare valore a quello che tentano di farti credere ( che morirai, che sverrai, che perderai il controllo e il contatto con la realtà, ecc…) e dove riverserai invece l’energia creativa?

    Lo sai molto bene…..nei FINI veri e belli della tua VITA!

    La tua grande terrazza con vista sui pini e le magnolie ti aspetta!

    Rispetto al rimandare il momento di uscire di casa da sola, prova a trovare una via di mezzo, che non sia troppo avanti nel tempo, tipo autunno e mare d’inverno.

    Non è necessario che tu ti ponga mete particolarmente alte e ambiziose, tipo : “Entro tre volte al giorno nel grande supermercato”, anche perché probabilmente non ne hai un vero bisogno .

    Prova però a fare dei PASSI GRADUALI E COSTANTI VERSO LA TUA LIBERTA’ DI MOVIMENTO.

    Soprattutto coltiva questa tua maturità interiore: “Sono disposta a rinunciare al modo di vivere in compagnia del panico, per sostituirlo con esperienze diverse, più elevate, più interessanti, più appaganti!”

    La nostra Eva ci ha dato una bella e onesta risposta- condivisione alla voce “Commenti” del post “Attacchi di panico con agorafobia: la paura nello spazio”.

  36.  
    francesca
    2 agosto 2009 | 18:38
     

    Grazie cara Dott.ssa, era chiaro da tempo, soprattutto da quando frequento il Blog, che il P……O, oltre che SBRUFFONE, prepotente è pure BUGIARDO, impostore; oltrettutto mi chiedo chi gli abbia fornito il diploma di ” sarto “, o la laurea in ” archittettura “…!!
    Qui urgono bravi ricamatori/ici che disfino il tutto, e ricreino un nuovo tessuto, magari dove al centro , sopra una bella Corolla, con Petali, ci sia scritto : FINI !!!
    E poi, ancora una volta, INFISCHIARSENE del suono suadente, che lo
    SBRUFFONE, BUGIARDO, ormai smascherato e non più credibile,
    emana; ignorarlo, passare oltre, dirgli che abbiamo capito che è un
    ingannatore, di togliersi di mezzo, dalla nostra strada; nessuno lo ha invitato, non è il benvenuto tra noi, nessuno vuole la sua compagnia sgradevole…..ecc,ecc…..
    Credo non ci sia sulla faccia della Terra, soprattutto, me lo auguro,
    “qualcuno” o “qualcosa” di tanto repellente!!! Mi ha veramente stancato
    e fatto arrabbiare ’sto ” coso “; anche in questo caso bisogna travestirsi da incredibile Hulck, per metterlo in fuga,; anzi no, è vero, BISOGNA
    non considerare ” lui ” e i suoi suoni ingannevoli !!
    In tutta onestà, IO, noi, non abbiamo nessuna volontà di vivere in sua compagnia, con tutta la buona volontà non sono riuscita a trovargli una
    qualità, un pregio; solo difetti, manchevolezze…
    Noi amiamo la Lealtà, la Giustizia, la Verità; ” lui ” è il contrario di tutto ciò;
    per di più non è neanche simpatico, divertente,; ” gioca ” sporco, ma ….
    pussa via, chi ti vuole, chi ti cerca…..

    Beh, cara Dott.ssa Laura Bolzoni, ho ripassato la lezione a modo mio, ma credo di non essermi molto discostata dalla verità; si tratta sempre e solo di fargli
    vedere chi è il PIù FORTE!!!
    Chiaro anche il resto : PASSI GRADUALI e COSTANTI ( il fatto è che in questo periodo, volere o volare, di riffa o di raffa, i passi li devo fare comunque; ma io e la mia piccola ci dobbiamo preparare ad affrontare
    PASSI NUOVI, e non vorremmo farci trovare impreparate, anzi vorremmo aprire cancelli per TUTTI !!! e andare incontro al sole, che scotta sì, ma mai quanto quello del Deserto; lì ci vorremmo lasciare il nemico, da SOLO, a cibarsi di sterpaglie, e scorpionacci…..!!
    Grazie ancora infinite. UN abbraccio a TUTTI
    ( Sono un po’ tanto stanca; in vacanza vorrei andare….
    ” all’ isola che non c’è ” ) Ciaooooo EVA !!!

  37.  
    chadisja
    3 agosto 2009 | 21:48
     

    Ciao a tutte finalmente solo 4 giorni di ferie tutte per me.
    Sono felicissima (come se avessi detto 1 mese di ferie tutte per me), ne ho tanto bisogno che vanno bene anche 4 giorni.
    Bel da fare questo panico… io lo sto addestrando bene quello li’.
    Appena sento che si avvicina, nn posso allontanare i sintomi ma li controllo standomene tranquilla (si fa per dire ma ci sto riuscendo) e credetemi loro si allontanano.
    Ancora per me nn si è verificato quello che la Dott.ssa spiega quando dice che una volta conosciuto, capito, và via per sempre, pero’ devo essere sincera nn arriva + come prima violento come al solito, adesso fa solo capolino e poi scompare.
    Per me questo è tanto perchè penso che si stancherà e si scoccerà di fare capolino e sono sicura che si arrenderà ma lo sappiamo tutti ci vuole un lavoro enorme da fare con se stessi e ci sono momenti che riesci e momenti che fai fatica per vari motivi.
    Comunque adesso che sono riuscita ad arrivare a questo sono molto + serena.
    Poi, secondo me, tutto dipende dalla vita che fai, dalle persone che frequenti e da quello che ti aspetti……. penso che tutto questo influisca tanto.
    In questi 4 giorni provero’ a rilassarmi di + facendo tutto con calma e cercando di nn avere orari. Sapete che è quasi 3 anni che nn porto più un orologio al polso? in passato ero schiava di questo, adesso mi regolo solo con l’orologio del telefonino.
    Buone ferie a tutte e mi raccomando io vi leggo sempre.
    Baci

  38.  
    francesca
    3 agosto 2009 | 22:21
     

    Ciao a Tutti, salve cara Dott.ssa, ciao soprattutto ad Eva, a cui volevo inviare un saluto un po’ meno frettoloso….sono di ” qua “, perchè di
    ” là “, abbiamo archiviato l’ argomento……Non ti fare problemi per nulla, Eva, nei miei confronti ; mi spiace piuttosto sentirti ancora ” tristarella “,
    questo mi spiace molto, e , in tutta onestà, fatico a coniugare
    ” l’importanza di selezionare ciò che dico, senza perdere la libertà d’espressione e la spontaneità “, come dice la Dott.ssa che tanto bene sa leggere e interpretare i sentimenti; ha un grande dono, che non
    è da tutti; nel mio ” curriculum “, nell’andare per ambulatori, veramente ho trovato poche Persone con qualità di grande Umanità, pazienza, capacità d’ascolto discreto, oratoria che sapessero donare anche consigli e affetto;
    sì , la Dott.ssa Laura Bolzoni, ha un grande Cuore , anzi come dico io, una
    grande …. Corolla!! Credo questo capiti a chi ha molto sofferto nella
    Vita, e spesso, come succede, trasforma la sofferenza in un punto di forza
    per metterla a disposizione di chi ha sofferto altrettanto, per aiutare chi
    lo voglia ad uscire dal tunnel buio della sofferenza…..
    Io non so se mai riuscirò ad imitarla in questo ; nonostante le mie piccole grandi sofferenze, anch’io vorrei fare qualcosa per gli altri, nel mio piccolo cerco di provarci …. Ma tu credimi, dal mio punto di vista, ci arriverai prima di me, senza accorgertene e forse senza volerlo ; hai
    dalla tua la fresca energia della tua giovane età, la “dolce caparbietà ”
    di un indomato carattere….insomma tutte le carte in regola per arrivare dove ti prefiggi di arrivare, a qualunque costo, anche proprio attraverso
    la sofferenza, il ” fardello ” di cui tanto si parlava….
    E qui il punto, cara nipote Eva…se è pur vero che la sofferenza affina gli animi, mi è dispiaciuto tanto sentirti dire che ” dolore e sofferenza che
    ti stai portando dentro adesso, è la tua giusta punizione “…..
    NON dirlo più, Eva cara, non pensarlo neanche; togli i sensi di ” colpa “,
    non “crocefiggerti ” inutilmente ; già c’è stato Qualcuno che lo ha fatto per tutti….
    Eva, quello che sto cercando di dirti, è di stare SERENA, come te lo direbbe, te lo dice, una ” zia “, non consanguinea, ma ” zia di Blog “…
    Ora hai fatto la tua scelta, affermi di voler andare avanti, di voler chiarire,
    capire…..io capisco e rispetto la tua scelta; tutto ciò che vuoi, ma proprio perchè vorrei toglierti un po’ di sofferenza, e non lo POSSO fare, togline
    un po’ da sola dal tuo cuore……!!!

    TI auguro di riuscire a sentire il cuore leggero come il Petalo di un soffione, di far volare i tuoi pensieri , i tuoi sogni, i tuoi FINI su di …….
    un tappeto volante !!! Un Abbraccio

  39.  
    francesca
    9 agosto 2009 | 14:45
     

    Un caro, caldo, caldeggiato, caloroso, SALUTO a Corolla
    e Petali , forse momentaneamente dispersi per le vie del Mondo, soffiati
    dal vento caldo in altre quote ; decisi a lasciarsi trasportare in altri Pianeti, meno ostili del Deserto dei Tartari, dove, probabilmente solo è
    rimasto a ” tartagliare ” parole incomprensibili, il ” coso “, sbruffone ,
    menzognero……!!!
    Questo ci e gli AUGURIAMO !!!
    Immaginiamo la cara Corolla, in momento di pausa e riflessione, serenamente sdraiata su di un’amaca , coi pistilli incrociati, mentre
    la sera i suoi gatti le cantano serenate e stornelli….
    Io, noi, abbiamo provveduto a rastrellare un po’ la sabbia, ad annaffiare
    il prato, per il momento ancora senza cielo , o meglio , con una nuvoletta
    ( speriamo non troppo ” fantozziana ” ) che incombe sul capo, o meglio sul tetto, sul soffitto…
    Poco tempo per tutto, energie ancora meno, ma chi si ferma è perduto….!!!
    poco tempo per sognare, per tuffarmi in refrigeranti e corroboranti
    versi e strofe; tanto che , cara Dott.ssa , il mio Fine ultimo e primo, mi sembra talmente lontano che ….lo vedo dal buco della serratura, anzi col
    binocolo, col caleidoscopio….
    Chissà , qui tutto langue …..

    A proposito, buona notte di S. Lorenzo e , come si dice, calici di stelle
    pieni per tutti !!!
    Alla cara COROLLA e ai Petali disgiunti, un ABBRACCIO forte !

  40.  
    PAOLA
    11 agosto 2009 | 09:01
     

    Ciao a tutti i petali e alla corolla ovunque voi siate a rosolarvi al sole.io lavoro ancora oggi e domani,ma di andare via non se ne parla proprio,non ne ho voglia,sono troppo stanca,e a volte non riesco a capire se veramente non ho voglia o se è una trappola del panico che mi tiene legata alla mia routine.non sono mai stata una grande amante dei viaggi,ma adesso meno che mai,anzi devo dire che non ho mai amato il mese di agosto quando tutti partono e ti fanno sentire un’alieno perchè tu non vai via.comunque vi auguro a tutte buone vacanze e un grande abbraccio

  41.  
    francesca
    11 agosto 2009 | 17:54
     

    Ciao Petalo Paola , ciao a TUTTI; che bello sentire che anche Tu hai preso dimestichezza con la metafora dei Petali e della Corolla…e che bello sentire, sapere che c’è “qualcuno ” ancora in circolazione….io mi trovo a parlare coi miei scatoloni; i giorni passano veloci in ogni caso,
    ma sto rivedendo le ” ultime ” cose; quelle che fino all’ultimo non puoi mettere da parte, incartare, inscatolare perchè sono di uso comune, quotidiano…sicchè mi sembra di essere solo all’inizio del mio trasloco
    ( mi sembra quasi di dire un’ altra cosa…sì, avete capito benissimo…
    mi sembra quasi di dire P……O )
    Non ne sposso più di stare con un piede di qua e uno di là; non ho l’agilità per fare una spaccata, pur ritenendo che muoversi fisicamente fà bene, la spaccata non fa proprio per me! ! ma d’altra parte, mi tocca ; per poi arrivare sul terrazzo con vista
    magnolie, pini marini e , credo, ippocastani , DEVO passare attraverso
    quello che io considero … ” il collo di un imbuto “… ed è più facile che un cammello ( tanto per stare in tema di Deserto dei Tartari ) passi per la cruna di un ago, piuttosto che io ……………

    cara Paola, dopo che ho fatto “sgolare ” la cara COROLLA Dott.ssa, per imparare a ripetermi che il mio non è un ” famigerato ” trasloco, bensì
    un veloce, semplice, privo di imprevisti ” CAMBIAMENTO ” nella mia casa dei sogni., ora devo imparare ad “accettarlo” ; in questo senso sono
    SPAVENTATA…..!! E in questo senso, e in un certo senso, mi sembra che abbiamo una piccola cosa in comune ( oltre al “coso “): anche per me la routine equivale a sicurezza; per questo, e già l’ho detto, questo “cambiamento-trasloco ” mi dà preoccupazione, probabilmente più del dovuto, più di quanto i cosiddetti ” normali ” non avvertano, quindi….: ansia, ansia e ansia , ma non panico, in questo ultimo periodo ( ma,
    occhio, ragazzi, che lo sbruffone, mendace, impostore, può essere in agguato; infatti: ” non nominare il nome del p…..o INVANO , perchè gira
    voce che evocandolo, ” lui “, il “coso “, si senta in diritto di comparire,
    magari con un topo in bocca, come ho sentito dagli mp3 sui seminari
    della Dott.ssa, cioè accompagnato pure dall’agorafobia, come è capitato a me….!!!!
    MA non sia mai detto! come si permette?!
    Gli vogliamo fare noi un bel regalo, nonchè uno scherzetto !?! ( e qui va a
    farsi benedire il mio ” senso poetico “, e anche …. l’ etica e l’estetica );
    Dott.ssa, poi mi ricompongo, ma…..se UNA VOLTA per tutte, fossimo NOI
    a presentarci a lui con una …..”pantegana ” in bocca ??!!??
    Insomma, oltre che a infischiarci dei sintomi, a….fischiarlo proprio, ad espellerlo dal campo con tanto di cartellino rosso!!! ( In questo caso,
    avremmo trovato un’altra metafora: campo di calcio, noi, giocatori, la Dott.ssa, l’arbitro! )…..
    Nella trappola(esistenziale), anche senza formaggio , attiriamo lui,
    e poi ….lasciamolo lì, a deperire nello sconforto, nell’inedia , nella solitudine più totale….
    Scherzi a parte, potrebbe essere un’idea….o no?!
    d’altra parte, se ciò che tenta di farci credere, cari Petali. é tutta una ” Buggeratura “, alla fine mi viene da pensare che a furia di smontare trama e ordito, smascherare bugie lunghe quanto il naso di Pinocchio,
    che i sintomi siano ” illusioni “, perfino … miraggi, trovandoci nel deserto…
    mi vien da pensare che il ” COSO “, quello li , come si chiama; mi sono
    scordata il suo nome ( ! ! ), NON esista…..
    Ma ESISTA solo una bella, generosa, florida, COROLLA coi suoi Petali….

    Dott.ssa Laura Bolzoni, è nei paraggi? Spero di non aver detto uno ….
    sproloquio….! Semmai per farmi ” perdonare ” andrò, purtroppo solo
    virtualmente, visto i TEMPI CORTI, al Mercato delle Parole, e comprerò
    quintali di vocali e consonanti; ne estrarrò 7 !! Quante bastano per
    formarne una , scritta così : A F F E T T O……!!!
    UN Abbraccio
    PS. però hanno ragione sia Paola, che Daniela: ” partire è un po’ morire “,
    e se vale solo per le vacanze, qualcuno può capire per … un trasloco??!
    e anche questo l’ho già detto, è un piccolo grande ” lutto “….. infatti mi stanno venendo malinconia e tristezza….
    grazie per avermi letto !!! ora devo ” correre “, per recuperare il tempo ” perduto “, ma stare in vostra compagnia non è mai tempo perso!!!LO è stare in compagniia del ” coso “, infatti noi ci abbiamo rinunciato formalmente; speriamo anche lui…
    Sempre che veramente al suo posto non vengano a trovarmi ospiti
    fissi, tristezza e malinconia, ma spero sia una COSA TRANSITORIA…..
    Grazie, un caro saluto ( ah, non dimenticate di stare col naso per aria,
    stasera e domani; pare che ( anche ) S. Lorenzo e le sue “lacrime-stelle”
    siano in …ritardo !!! ( Magari addosso al ” coso “, se ancora non si è convinto ad andarsene, speriamo gli cada in testa, più che una stella, un
    meteorite!!! ) Buoni desideri esauditi a tutti ( Anche a me ) Baci

  42.  
    12 agosto 2009 | 14:53
     

    BUONA VACANZA PERSONALIZZATA CON e SENZA PANICO

    Caro amico e amica del Blog ti auguro una bella vacanza estiva personalizzata, ovvero quella più adatta a te in questo momento, che rispetta la tua realtà interiore e il tuo stile di vita.

    Nei mesi di giugno, luglio e agosto ho ricevuto tantissime email da persone che mi condividono i loro dubbi, se partire oppure rimanere a casa, per paura che in vacanza, quando sono lontani possa sopraggiungere un brutto attacco di panico, alcuni sono demoralizzati perché, pur avendo prenotato il viaggio con gli amici, all’ultimo minuto non se la sono più sentita di partire, altri sono a disagio perché si sentono diversi da tutti i vacanzieri, che allegramente riempiono le località marine e montane, mentre loro rimangono sconfitti a casa in compagnia del panico, altri mi chiedono l’ultimo consiglio per avere la forza di salire sulla nave oppure sull’aereo…..

    Così mi sono venute in mente tutte le difficoltà che regolarmente ho vissuto durante il periodo che per gli altri era di ferie e di vacanze e che per me rimaneva di solitudine a casa, a studiare il “mio panico”.

    Mi ricordo di un’estate critica, in cui alcune mie amiche, capitanate dall’ amica del cuore, persona molto attiva, energetica e positiva, non riuscendo bene a capire né ad accettare la mia condizione di prigioniera del panico, mi avevano convinta a partire con loro per un mese e a visitare, tra l’altro proprio il deserto del Sahara…per rimanere coerenti con il tema dell’articolo.

    Che incubo!

    Ricordo quella valigia colore verdone aperta da ben due settimane nel salotto di casa mia, che ogni giorno tentavo di riempire con qualcosa di nuovo da portare via: il foulard di seta, per evitare il mal di gola, il cappellino di paglia per il sole, i costumi da bagno, perché non si sa mai…i fermenti lattici, le scarpe per camminare e quelle per ballare….

    Il tutto condito da continui “avanti e indietro mentali”e interrogativi: “Ce la farò? Riuscirò a gestire i miei attacchi di panico? Mi verranno anche in Africa? Forse no? Come mi comporterò? Sarò lontanissima da casa, chi mi aiuterà in un paese straniero, chi capirà che cosa mi sta succedendo, se vengo attraversata dal panico?”

    Guardavo il biglietto aereo, ormai acquistato, sull’onda dell’entusiasmo della mia amica, con molta ambivalenza: da un lato sentivo che era una bella sfida da vincere, dall’altra mi sentivo scioccamente incastrata in una situazione che mi creava ulteriore ansia e tensione mentale.

    Alla fine con coraggio, in una calda mattina di luglio, quando il mio tempo si era improvvisamente rallentato, dopo una notte completamente insonne, incalzata dalle continue telefonate agitate della mia amica, (meno male a quel tempo non esistevano ancora i telefonini!) che mi richiamava all’ordine: “Ma cosa succede…non sei ancora pronta, guarda che l’aereo non aspetta mica te! Sbrigati!”sono riuscita, con la morte nel cuore, a salire su quell’aereo.

    In effetti non ero affatto pronta per partire, sì la valigia era perfetta, ma io non c’ero, perché non avevo scelto veramente di fare quel viaggio, mi ero adeguata a sfide che altre persone, avevano deciso per me.

    Come è andata a finire?

    Incredibile, ma solamente nel deserto, in quel silenzio assoluto, in quel paesaggio armonioso, che cambiava ora dopo ora, accarezzato dal vento, sono stata molto bene, tranquilla, in pace, libera dal panico.

    Quello che ti propongo oggi è di regalarti la tua vacanza personale, indipendentemente da quello che tutti gli altri fanno, senza seguire le richieste di amici, familiari, conoscenti e parenti.

    Rimani fedele a te stesso!

    Come ha fatto il fiorellino del nostro giardino-Blog Chadisja, che si è regalata 4 giorni di ferie oppure Francesca che è in pieno trasloco oppure Paola che probabilmente non uscirà dalla sua routine.

    Va bene così!

    Non forzarti!

    Puoi anche regalarti una semplice vacanza di SILENZIO E SOLITUDINE, come è per me in questo momento, che passo il tempo ritirata da sola nella casa di campagna, con l’unica compagnia dei due gattoni, a riposare dalle numerosissime relazioni che ho vissuto intensamente durante l’anno nei convegni, nei seminari, nelle migliaia di email che ho letto attentamente e a cui ho risposto.

    E’ nel silenzio e nella solitudine che puoi comprendere che cosa veramente vuoi dalla vita, quali sono i tuoi fini importanti da realizzare, qual è il nuovo orientamento che vuoi dare al tuo percorso di crescita e di miglioramento della tua realtà esistenziale.

    La vacanza di solitudine e di silenzio può essere fatta in cima a una montagna, nel deserto (non quello dei Tartari…mi raccomando!), ma può avvenire anche nel salotto di casa tua, nell’angolo del tuo giardino, in uno spazietto del tuo balcone, della tua terrazza.

    Ti basta isolarti dalle telefonate, spegnere il cellulare, non prendere la posta nella casetta delle lettere, non rispondere alle email.

    Puoi regalarti una vacanza dalle solite RESPONSABILITA’, che devi reggere durante tutto l’anno, una vacanza dai tuoi RUOLI, dalle tue solite IDENTITA’.

    Puoi anche riempire un borsone con lo spazzolino da denti, qualche abito comodo e trasferirti semplicemente in un altro quartiere della tua città, a casa di qualcuno che sta volentieri in tua compagnia.

    Se invece hai imparato bene, – come molti lettori e lettrici del Libro Panico Vinto! che, con successo hanno conquistato numerose e costanti vittorie sul panico, – a infischiartene del problema allora….parti, vai in vacanza anche lontano da casa, tanto sai che tutto il mondo è un’unica famiglia, di cui ti puoi fidare!

  43.  
    Francesco
    12 agosto 2009 | 15:26
     

    Ciao, mi chiamo Francesco e mi scuso se il mio post risulterà poco interessante.
    E’ la prima volta che scrivo in un blog del mio problema degli attacchi di panico.
    Dal 2004 dopo una tremenda dispnea avvenuta mentre facevo la cosa che a me piaceva fare di più, cioè giocare a calcio, non riesco più a liberarmi da questo incubo. Nonostante le ricerche cliniche che ho fatto (negative) ogni tanto girando per internet sono combattuto nel dever continuare a ricercare la verità dal punto clinico, leggo che la medicina avanza e che alcune malattie cardiorespiratorie non sono facilmente identificabili anche con i normali esami.
    Io non riesco più a fare nulla che metta in moto il mio fisico che vengo subito attanagliato da una morsa che parte dallo stomaco e mi chiude il respiro e mi fa cadere in una dispnea.
    Sono una persona molto emotiva e questo non mi aiuta a superare la cosa in modo facile, in più il mio lavoro mi porta a dei carichi di stress psico-fisico che alimentano le crisi di ansia e di conseguenza anche questo senso di dispnea.
    Ho letto il libro della dottoressa e sto provando a mettere in pratica i suggerimenti che ci da.
    Spero di uscirne, sono single, ho 34 anni un lavoro che mi gratifica e mi piace ma non riesco ad esprimere me stesso a causa di questo problema che ci accomuna.

    Grazie per chi vorrà commentare o solamente leggere.
    Francesco

  44.  
    Gianna
    12 agosto 2009 | 16:32
     

    salve,mi collego in questo tread per raccontare un pochino la mia storia
    dunque mi chiamo gianna ho 44 anni e dal 2005 ho iniziato ad avere attacchi di panico,prima molto blandi poi piano piano si sono insinuati sempre più finoa farmi chiudere in casa
    premetto che ho paura di avere capogiri perchè proprio nel 2005 ebbi una labirintite che mi lasciò devastata,dimenticavo ma nn centra nulla,ho la sclerosi multipla,ma l’avevo anche prima senza avere attacchi di panico e ansia
    mi mette paura uscire da sola,stare nei posti grandi,il caldo,guidare..la mia vita ormai è un inferno
    vorrei uscirne fuori almeno di uno dei mie problemi,avere la sclerosi multipla non implica avere panico,ormai sono semprre più depressa
    e quando come ora ho capogiri che so che dipendono da ansia
    vorrei non esistere
    ho bisogno di uscirne fuori per riavere la mia dignità
    grazie a chi vorrà aiutarmi sperando che ho scleto il posto e la sezione giusta,
    Gianna

  45.  
    Gilles
    12 agosto 2009 | 16:49
     

    un ciao a tutti….io sono stato devastato dagli attacchi di panico da novembre a marzo in modo pesantissimo poi ora sono in cura cn en2 e zoloft da 100 e attacchi nn ne ho più avuti prima avevo timore a uscire ora me ne frego.
    Dottoressa lei è una grande mi ha aiutato cn la sua voce e le sue parole io ho un carattere estremamente forte e in pochi mesi ne sono quasi uscito fuori….ke la forza sia sempre in noi x cadere e rialzarci più forti di prima….

  46.  
    gessy
    12 agosto 2009 | 18:44
     

    Buona sera, non so neanche piu spiegarmi, cosa scrivere cmq sono stanca vi prego aiutatemi .,.,stanca si ma di questi attacchi di panico, mi sento bloccata in casa, non mi risce piu portare la macchina xchè ho paura, si paura di questa bestia di panico.
    Faccio delle continue cure omeopatiche ma senza risultati come vorrei.
    Il medico di base mi ha consigliato di andare dal neurologo e dallo psicologo ma è proprio quello che non voglio fare adesso ho il c….x datomi dal mio medico ma niente, ho paura di prenderlo tempo fa ho preso il s….n che poi dopo 1 anno ho smesso.
    Basta vi prego datemi qualche cosiglio gz :lol:

  47.  
    Gianfranco
    12 agosto 2009 | 19:09
     

    A PAOLA che non ama agosto e non ama particolarmente viaggiare: come la capisco !
    Anch’io non ho mai amato il viaggio, anche se qualche giro in Europa l’ho fatto. Ora poi con questa spada di Damocle dell’ansia non mi attira piu`.
    Preferisco un posto tranquillo (una bella sdraio in balcone,perche`no ) e immergermi in un buon libro; magari poi, dopo agosto, quando tutti sono tornati, mi prendo qualche giorno e incomincio a spostarmi qui vicino senza strafare a visitare quei posti vicino a casa che proprio per questo ho sempre trascurato…… il mio obiettivo e`tornare a fare qualche fine settimana improvvisato alla scoperta della nostra bellissima Italia delle localita`meno famose.
    Se impari a godere delle cose semplici apprezzi qualsiasi paesino, qualsiasi campagna, qualsiasi museo locale, qualsiasi trattoria paesana.
    Inoltre se l’ansia e il panico ti pereguitano e`piu` facile che ti si presentino in coda agli Uffizi a Firenze che non passeggiando per Asolo…..
    Tutto questo per dire a Paola di non farsene un cruccio se non e`una perfetta vacanziera d’ agosto ma di assaporare le “banalita`” di ogni giorno; il vento sulla faccia, l` odore della pioggia, le fusa di un gatto,il sole sulla pelle, una doccia fresca……. spero di spiegarmi e di leggere che anche Paola le apprezza.

  48.  
    francesca
    12 agosto 2009 | 19:46
     

    ( RI ) Ciao a tutti i fiori del Giardino Blog !
    Intanto subito un ” clap- clap “( forma onomatopeica di mani, anzi, foglie battute ) per il bellissimo post -augurio della nostra amata Dott.ssa
    Corolla….
    Dovevamo ” rompere le righe “, prenderci una vacanziella, come suggerisce la Dott.ssa, ciascuno come crede, nel posto dove crede,
    per quanto tempo crede, anche per una quindicina di minuti, come faccio
    io, che più che impegnata con un trasloco, mi sembra di essere ai
    ” lavori forzati “….
    Ciao Francesco, mio omonimo, ti ho letto e non sei risultato poco interessante; anch’io sono molto emotiva (issima, se si potesse dire ),
    e hai ragione, ciò non aiuta…..Respira, respira , respiriamo !! E’ il solito
    ” inganno ” dello sbruffone menzognero ! Scusami, non vorrei minimizzare o sminuire il problema che ci accomuna; di solito
    ” esorcizzo ” la cosa o il ” coso ” come lo chiamo io, fra i tanti nomignoli
    che gli ho affibbiato, perchè…..penso che sorridere ogni tanto possa aiutare ( ma non credere, non sempre ci riesco, anzi…essendo emotiva e timida, mi ” nascondo ” dietro le pagine del Blog, e nonostante ciò , a giorni, come oggi, in cui sono più stanca o emozionata, perchè ho avuto la bella idea di scrivere, e nel contempo, temendo anche d’essere
    ” fuori luogo “, cioè fuori aiuola, mi sento un tantinello agitata: morsa allo stomaco, formicolìì, etc….Per inciso mi sto traccannando una bottiglia
    d’acqua: quantomeno mi disintossico….)
    Detto questo . ques’inverno, ho ” subito ” una broncoscopia, per un piccolo problema, con un piccolo aiutino ; non mi chiedere come ho fatto:
    altro periodo, migliore senz’altro di quello che sto attraversando ORA!!!
    Dispneee, apnee….RESPIRO, respiro e ancora respiro…
    Ma la Dott:ssa raccomanda di “tenere separate, puri “, i problemi, per
    quanto ho cercato di imparare, di essere una “scolara diligente ” …
    In questo periodo sono in una posizione di ” stallo “, e se non fosse perchè amo molto la Poesia, potrei dire che sono anche nella posizione
    declinata al femminile del sostantivo stallo….
    E spero tanto di non peggiorare, ma avverto molto STRESS…..
    C’ è Gilles che oltre a darmi man forte , anzi, foglia forte, visto che ci siamo ” auto- eletti ” fiori , o petali, cher stanno intorno alla Corolla
    Dott.ssa, nel dire che è una ” Grande “, ci dà forza e coraggio ( e qui
    di quanto ce n’è bisogno, lo sappiamo solo noi ….! )

    A Gianna ( un saluto di benvenuto ), posso solo dire ciò che faccio io:

    LEGGERE e rileggere gli Articoli che la Dott.ssa Laura Bolzoni ha inserito nel blog, il suo Libro, ascoltare l’ mp3 SOS, e augurare a TUTTI ( come sempre anche a me ), buona ENERGIA , di essere forte sempre, di non lasciarsci scoraggiare……
    ( Però, Dott.ssa, quando avrà terminato le Sue dovute vacanze,
    sempre che non siamo fuori tema, può inserire anche un articolo
    sulla tristezza, diciamo anche depressioncina ? Oltre che MANGIARE
    CIOCCOLATA, farsi il …..solletico, che si può fare ?!?)
    Un caro saluto a Lei da parte mia, nostra , e un saluto ai gattoni da
    parte della mia gattina!
    Ciao a TUTTI

  49.  
    carmela
    12 agosto 2009 | 20:08
     

    salve a tutti…………
    non è la prima volta che……in preda al panico……più triste che mai…apro la posta elettronica e trovo una e mail della dottoressa Laura Bolzoni………….
    Questa volta mi ha commosso fino alle lacrime (credo liberatorie) scoprire
    e leggere che finalmente possiamo comunicare tra noi care “SOCIE”……..
    Ogni volta che ricado nel problema (attacchi di panico oviamente) è una tristezza infinita e sapere che c’è qualcuno dll’altra parte de pc che legge di te, comprende il tuo stato d’animo ti aiuta a superare in parte quello che ti “attanaglia” e ti impedisce di vivere serenamente………aiuta a rimettersi in piedi e a sperare che forse un giorno anche lontano……..porò farcela.
    Scusate la tristezza……di solito sono allegra e simpatica…..anche ironica…
    ma stasera proprio non ce la faccio…………..
    Sarei felice se qualcuno mi rispondesse anche solo 2 righe per aiutarmi capire che non sono sola…………
    un abbraccio a tutte voi e un grazie particolare alla dottoressa per questa iniziativa del forum

  50.  
    roberta
    13 agosto 2009 | 07:45
     

    ciao Carmela è da tempo che seguo questa rubrica, proprio perchè leggendo le vostre storie mi sento anch’io un pò meno sola con il mio problema, ma fin’ora non ho avuto il coraggio di inserire un mio commento, per la paura di essere banale, o inutile o non all’altezza della situazione……..(ancora devo capire se esiste per me una situazione in cui possa sentirmi all’altezza!) Autostima……0 come vedi.
    Se ti avessi letta ieri sera ti avrei risposto immediatamente perchè sò come ci si sente quando ti prende quella tristezza che ti fa sentire solo e unico al mondo, lo sconforto è tale che ti scaraventa in una sfera di particolare solitudine, dove tutto sembra estraneo a te.
    Anch’io spesso mi sento così ma cerco di inventarmi qualcosa per superare quei momenti di tristezza oppure mi sfogo in un pianto e mi concedo solo cinque minuti di sfogo, dopodichè mi dico roberta ora devi reagire, riparti con coraggio e pensa a qualcosa di bello, è difficile lo sò ma dobbiamo provarci, dico dobbiamo perchè il consiglio lo dò anche a me stessa perchè non sempre riesco a superare questi momenti con facilità.
    Ora ti saluto amica carmela e timidamente devo farmi coraggio per è un pò tardi e l’aiuto avrei dovuto dartelo ieri sera
    ciao roberta

  51.  
    roberta
    13 agosto 2009 | 07:49
     

    …………volevo dire devo farmi coraggio per cliccare su “commenta” e far partire il mio messaggio per te, anche se è un pò tardi e l’aiuto avrei dovuto dartelo ieri sera, perdonami, di nuovo ciao da roberta

  52.  
    Isetta
    13 agosto 2009 | 08:56
     

    Ciao eccomi qui a voler scrivere i miei desideri
    1) ascoltarmi e amarmi, avere dei figli , raggiungere la tranquillità
    2) raggiungere la tranquillità) andare dalla psioterapeuta
    3) imparare ad amarmi a rispettarmi e a camminare
    Cara Dott.ssa mi farebbe paicere se lei riuscisse ad ordinare anche i miei desideri grazie

  53.  
    Patrizia
    13 agosto 2009 | 10:32
     

    Carissima Laura, seguo con interesse il tuo lavoro e lo apprezzo molto.
    Sto cercando di mettere in atto tutti i tuoi consigli, ma a volte succede che l’ansia si alza con me la mattina, dopo una nottata di sonno intenso e senza un preciso motivo: capita a volte che dura una intera giornata, e volendo reagire e fregarsene(come dici tu) non è possibile… perchè prevale quel nodo alla gola, quel senso di non vedere bene, quella sensazione di confusione in testa, quell’inappetenza strana. Ho capito che siamo noi con il nostro pensiero a scaturire questo strano meccanismo, ma come fare a non pensare o ad evitare questi strani pensieri? Cortesemente suggeriscimi, se puoi, un modo utile per ovviare questo stano percorso che scaturisce quella brutta ansia.
    Grazie di cuore. Ciao Patrizia.

  54.  
    simona
    13 agosto 2009 | 14:18
     

    buona sera dottoressa io le ho inviato un email per due problemi che ho vissuto in questi giorni ,mi sono curata all’ospedale gemelli di roma per una forma di ansia depressiva , ho conosciuto anche gli attacchi di panico e le conseguenze che mi portavano a fuggire dagli ambienti in cui mi trovavo con le tachicardie .
    Ora dopo una cura durata un anno di cipralex devo dire che ne sono uscita fuori benissimo anche se a volte mi prende un ansia quando devo affrontare una situazione nuova ,ma riesco a vincerla anche se dentro la testa mi sento un vuoto cosa devo fare ?
    Lavita ora la prendo con molto non scalance metto il punto sulle cose da fare in casa e al lavoro mentre prima prendevo a cuore ogni situazione .Per finire cosa mi consiglia di fare visto che ero riuscita anche a diminuire il consumo di caffè e ora sono una caffettiera vagante? mi aiuti

  55.  
    simona
    13 agosto 2009 | 14:25
     

    Cara Carmela ,non sei sola in questo mondo diciamo STRANO! anzi ti posso dire che se ne può uscire benissimo io in primis ne sono uscita con un vestito nuovo ,si!! la mia personalità la descrivo come un vestito , ero caduta anche io nel baratro dell’ANSIA E DEGLI ATTACCHI DI PANICO brutta esperienza ma una volta fuori devo dirti che si guarda la vita quotidiana in maniera rosea con più forza e coraggio.
    Ma grazie anche al lavoro che ha fatto con me la mia psichiatra del gemelli e grazie alla mia volontà di uscire fuori dal tunnel.

  56.  
    carmela
    13 agosto 2009 | 15:18
     

    Grazie Roberta………………
    non importa se non l’hai fatto subito…………..comunque l’hai fatto ed è già tanto credimi……………GRAZIE
    Oggi va un pò meglio anch’io cerco di farmi coraggio, nn farmi prendere del tutto dalla tristezza…………..ma sai ti colpisce all’improvviso e ti lascia senza fiato,senza speranze,senza energia…………….
    l’altra sera ero veramente triste ma scrivere quelle poche righe e leggere che c’è altra gente che soffre come te ……………aiuta.
    Non è la prima volta che mi succede………….io penso che Qualcuno lassù cmq ci aiuta………..in questo caso anche stando in casa da soli ,in preda alla tristezza…………accendi il computer e LUI si fa vivo così consolandoci e accarezzandoci per farci capire che non siamo soli e che forse tutti insieme possiamo fare qualcosa per noi stessi e per gli altri…………
    Roberta non vai in vacanza?
    Anche tu rinunci?
    Io domani vado in campagna ho una casa lì e già 2 anni fa quando l’ho acquistata mi ha aiutato in un momento di crisi profonda…………il contatto con la natura…….staccare la spina è stato come una medicina per me…….
    Ci resterò per qualche giorno poi ritorno, però porterò con me il pc……così mi sentirò meno sola e verrò a leggervi…….
    Grazie ancora a te Roberta, alla dott.ssa e a tutte voi naturalmente

  57.  
    carmela
    13 agosto 2009 | 16:11
     

    Ciao Simona solo ora ti leggo………….
    grazie anche a te per aver scritto un post x me…………
    Anch’io ho fatto passi da gigante in questi 20 anni…..ho anche studiato tanto per capire……………..ed è questa purtroppo la beffa………….riesco a far star bene tanta gente ma purtroppo x me non riesco a venirne a capo.
    Purtroppo i farmaci sono solo un pagliativo…………..al minimo stress ricado se guardo indietro anch’io ho fatto tanto forse troppo per guarire…….
    a volte penso che bisogna accettare e accetarsi con i propri limiti, la propria sensibilità e come ha fatto la dott.ssa Laura “sfruttare”la propria sofferenza farne bagaglio e aiutare gli altri………………..
    Un caro saluto a tutti e a Simona grazie

  58.  
    Gianna
    13 agosto 2009 | 16:46
     

    grazie roberta..gentilissima
    ma come si può avere contatti con la dottoressa?
    chiedo troppo eh :)

  59.  
    angela garbari
    13 agosto 2009 | 18:59
     

    Ho letto i numerosi commenti a questo bellissimo blog, ringrazio le persone che con sincerità si sono aperte, hanno condiviso le loro esperienze e realtà.
    Ringrazio la dott. Laura Bolzoni per l’amore vero che diffonde.
    Un saluto Angela

  60.  
    roberta
    14 agosto 2009 | 09:48
     

    Ciao Carmela non sai quanto mi ha resa felice aprire il pc e vedere che c’era una risposta per me, la tua risposta indirizzata a me personalmente, forse esagero ma mi sento proprio alle stelle! Sai è la prima volta che mi immergo in questo tipo di comunicazione on line e ne sono veramente entusiasta, poi sapere che dall’altra parte c’è un’amica che condivide i tuoi stessi problemi senza deriderti…. (come invece fa tanta gente se viene a sapere di quello di cui soffriamo noi)….bè allora questo è il massimo!
    Hai fatto di questa mia giornata la felicità più assoluta ed oggi mi sento veramente meno sola GRAZIE GRAZIE GRAZIE Carmela!
    Sai io in vacanza ci sono già stata, naturalemente a Rimini perchè è vicino a casa mia perchè la paura di allontanarmi da casa mi affligge sempre anche se da qualche tempo va un pochino meglio, comunque non mi faccio mai mancare le mie gocce di en che solo per il fatto di averle in borsa, mi fanno stare più tranquilla.
    Sai quando sono in vacanza dovrei essere felice e spensierata e invece mi sento spesso triste, mi manca forse la sicurezza delle mie cose, della mia casa, delle mie abitudini, e quindi i giorni li passo facendo il conto alla rovescia.
    Mà!! Chissà, forse un giorno potrò godere anch’io di una vacanza all’insegna della spensieratezza e della tranquillità, comunque è quello che ti auguro adesso di tutto cuore, goditi la tua vacanza, rilassati, si allegra,e ti ripeto…..oggi mi hai resa molto FELICE
    Un grazie anche alla dottoressa che ci ha dato la splendida opportunità
    di conoscere persone squisite come Carmela ciao ciao da Roberta

  61.  
    Gianna
    14 agosto 2009 | 10:19
     

    :roll: errata corrige..grazie a Francesca ma anche un caro saluto a Roberta :)

  62.  
    chadisja
    14 agosto 2009 | 11:37
     

    Ciao Carmela, Roberta, Gianna, Francesca e Francesco, Gessy,Gianfranco………………………………….. a tutti voi.
    Solite esperienze come le vostre…. uguali superate alle grande con l’aiuto del libro acquistato on line della Dott.ssa Laura Bolzoni Codato, persona stupenda anche se nn ho avuto la fortuna di conoscerla personalmente.
    Ma penso di averla già conosciuta attraverso i suoi scritti e attraverso la sua voce tanto tranquilla che riesce a darmi serenità ogni volta che ascolto gli mp3.
    Penso che tutte queste sensazioni sgradevoli che viviamo sono scaturite solo dal fatto che nella nostra vita sentiamo un vuoto, come se mancasse qualcosa per ognuno di noi……ed il qualcosa è diverso da persona a persona..
    Per nn parlare delle nostre infanzie vissute in modo anche normale ma sempre nn al top della vita.
    E’ un lavoro enorme, massacrante che deve essere fatto necessariamente, con noi stessi, anche se a volte nn si riesce a capire e a volte sembra solo una scusa che ci diamo per risposta.
    Secondo me il segreto sta nel fatto che dobbiamo:
    1) accettarci per come siamo e per quello che siamo,
    2) credere un po’ piu’ a noi stessi,
    3) nn buttarci mai a terra e saperci valutare nel giusto,
    4) saper ammettere di aver sbagliato ogni volta che succede e soprattutto imparare ad ascoltarci.
    Questo cari amici del blog è il percorso che ho fatto e che continuo a fare da quando mi alzo la mattina a quando vado a letto la sera.
    All’inizio è difficile poi ci si abitua come in ogni cosa.
    Ci sono i periodi che vado giu’ ( eccome!!!!!!!) ma li supero brillantemente cosi’ con questo metodo naturale della Dott.ssa Laura Bolzoni.
    Posso dirivi che da quando metto in pratica il tutto Lui il PA……. è PIU’ TRANQUILLO come se volesse dirmi; CHE VENGO A FARE DA TE…..POI NN MI DAI PIU RETTA……TANTO VALE STARE BUONO E DEDICARMI AD ALTRA PERSONA.
    Bella questa filosofia che mi sono creata.
    Poi per tutti giustamente nn è cosi’….. ognuno reagisce in modo diverso ma provare nn nuoce e magari tentare di crearsi un proprio metodo adeguato che funzioni alla grande.
    E’ stata molto dura lo dico veramente a VOI TUTTI xchè so’ che comprendete.
    Un ultima cosa se puo’ servire:
    ho imparato a non parlare quando mi accorgo che la persona che mi sta difronte nn potrà mai capirmi, ma nn xchè è ignorante ma solo perchè ha avuto la fortuna di non provare tutto quello che purtroppo noi abbiamo e patiamo.
    Con l’augurio di andare sempre avanti in questa nostra lotta giornaliera Vi abbraccio fortissimo.

    P.S.
    Se nn la pensate cosi’ oppure avete un’altra visone sarei grata di poterla leggere anch’io ho da imparare tanto.
    Un bacio

  63.  
    roberta
    14 agosto 2009 | 13:42
     

    Ciao Gianna leggendo la tua storia mi sembra di ripercorrere la mia. Anch’io come te ho 44 anni, ho avuto il primo episodio di labirintite a 18 anni e da lì ho vissuto nella paura che si ripetesse ed infatti per molti anni ho avuto delle forti crisi (quasi sempre in primavera) curate con medicinali.
    Ma dopo questo problema ho cominciato ad avere paura di uscire da sola, poi ho cominciato ad avere paura di andare a lavorare, poi ho cominciato a non frequentare più gli amici, fino al punto di avere paura della mia stessa ombra, e quì sono partiti gli attacchi di panico.
    Quando camminavo per la strada avevo i capogiri e spesso cercavo di stare attaccata ai muri per non avere spazi aperti davanti, anche la troppa gente che incrociavo mi creava un fortissimo disagio. Ho fatto 4 anni di psicoterapia ed ho sostenuto delle cure per la depressione e l’ansia.
    Ora va meglio ma una cosa ho capito, quando mi capita la giornata NO che mi sveglio già dalla mattina coi capogiri con l’ansia e con la tristezza che mi assale, cerco di dire a me stessa che è un giorno così, deve solo passare, cerco di fare dei progetti per il domani, così occupo la mia mente con qualcosa di costruttivo, e….. domani andrà molto meglio!!
    Spero tanto cara Gianna che ciò che ti ho raccontato di me possa esserti utile! E’ proprio vero che al mondo non si è mai soli, c’è sempre qualcuno che avendo i tuoi stessi problemi ti può capire e non farti sentire solo con te stesso.
    Sai io non ho vinto del tutto i miei attacchi di panico, ma la consapevolezza di conoscerli e sapere un pò come gestirli (non sempre però), mi dà un pò più di sicurezza e di fiducia in me stessa. Ti auguro di superare tutto ciò e di goderti la vita perchè è tanto bella ciao ciao da roberta

  64.  
    carmela
    14 agosto 2009 | 14:26
     

    Buon pomeriggio a tutte voi amiche…………..
    fra un pò vado via (casa in campagna)……..farò di tutto per poter comunicare con voi………….quindi mi porterò computer e chiavetta.
    Ormai sono tre giorni che apro e leggo i vostri messaggi …..mi aiuta tanto!
    Stamattina sono stata al mare……….uno spettacolo meraviglioso…….un mare stupendo e……………..finalmente molta ansia in meno………non so sarà x la vostra compagnia, sarà per il magnesio………..non so! So solo che finalmente ho avuto un pò di ansia in meno x godermi il mare.
    ora sono sul letto,le finestre spalancate, c’è una brezza piacevolissima e……..sono qui che chiacchiero con voi………….che mi capite che non pensate che sono pazza solo xchè felice di avere meno ansia………..e di comprendere che la vita è meravigliosa e che va vissuta nonostante tutto.
    Mi vergogno un pò ….penso che ci sono persone che hanno mlattie serie
    però (non so se condividete)la nostra credo sia la peggiore………..perchè non capita, sminuita, derisa…………Va bene……non vi voglio rendere tristi
    Un caro saluto a tutte voi……….a Roberta uno mega e……….a rileggerci presto

  65.  
    carmela
    14 agosto 2009 | 14:30
     

    Ciao Roberta
    ho visto che ci sei……………..
    Coincidenza anch’io ho 44 anni………..Piccolo consiglio togliete gli zuccheri dall’alimentazione………..un pò fuziona…BACI

  66.  
    PAOLA
    14 agosto 2009 | 17:04
     

    cara chadija, ho letto con interesse il tuo metodo e sono sicura che per te funziona,ma io quello che proprio non riesco a fare è accettare di essere così,malgrado siano già più di 10 anni che ho questo problema non lo accetto,non ci riesco e quindi anche se seguo i preziosi consigli della dottoressa e quindi gestisco molto bene il panico,sono molto cambiata caratterialmente proprio a causa di questa non accettazione del problema.anche ora che sono in ferie e sono rilassata ho sempre un sottofondo di ansia che mi ricorda di essere diversa dagli altri e non mi lascia agire liberamente come vorrei,perchè non sono più io…com’ero…sempre allegra e con tanta voglia di fare,senza paure assurde che ti bloccano la vita.ecco il mio vero problema ora,la non accettazione,il volere a tutti i costi tornare la vecchia Paola senza capire che nella vita si cambia,si evolve e si diventa diversi.come fai tu ad accettare?grazie per avere condiviso un abbraccio forte

  67.  
    Maria Letizia
    14 agosto 2009 | 17:30
     

    Ciao ragazze e nn solo visto ke ora c fanno compagnia anke dei maskietti. Ho fatto 1 “salto” a casa , firenze , dalla corsica dove ero in vacanza e ho letto il ns blog cn le vs parole.
    Sai Daniela ke oltre all’amore x firenze abbiamo 1 altra cosa in comune : sono sposata da 33 anni con 1 veneziano doc ke si è trasferito x amore in questa meravigliosa città.
    Ma a parte questo vi vorrei dire ke sono particolarmente vicina.ho provato a rispondere ai 4 quesiti di laura ma ho trovato 1 sola risposta x tutti e3 ESSERE FELICE.ho 1 lavoro ke mi appaga (insegno), 1 marito ke amo ankora come 33anni fa e da cui so di essere amata, ho 2 splendidi figli ,e da 3 anni sono 1 nonna ( giovane però kiariamo!) realizzata. mi manca solo di sconfiggere del tutto il drago malefico. sto seguendo quasi alla lettera i consigli del libro di Laura Bolzoni e riconosco ke ci sono stati dei miglioramenti notevoli. nn bevo + caffè ( nn ho rimpianti), ma tanto the verde e tisane, vino solo quando mangio pesce ma mai + di 1 bikiere .
    Ma soprattutto mi sono imposta di dare importanza solo alle cose ke sono importanti e x me il panico ora nn lo è +. nn sono uscita ankora dal maledetto tunnel completamente, prova ne è ke mentre stavo facendo jogging su 1 sentiero ke costeggia la spiaggia , mi è venuto da pensare ke li’ il cell nn aveva rete e se mi fosse akaduto qualcosa… ( in corsica c sono tratti dove il cell è muto) e li’ mi è partita 1 ansia assurda ,cn le solite manifestazioni : takikardia sudorazione ecc . mi sono fermata e mi sono detta xkè ti devi sentire x forza male , stai calma , respira e pensa ad altro. ho fatto tutto e è passato tutto. i passi ke faccio x riacquistare fiducia in me stessa possono sembrare pikoli ad 1 estraneo al dap , ma vi assicuro da una ke come me viene da 20 anni di convivenza (forzata) con il mostro valgono più di 1 medaglia d’oro alle olimpiadi.
    sono sicura delle mie potenzialità e strano ma vero vado a cercare le situazioni ke mi scatenavano prima il panico x vedere cosa succede ora. mi darete della pazza ma voglio mettere alla prova la nuova Maria Letizia ke so + forte e decisa di prima e cn la voglia di riprendersi totalmente la propria vita e essere FELICE!!!!!
    ciao ragazze scusate se ho parlato solo di me ma spero ke qualcosa ke ho scritto vi possa aiutare.
    Ah, ho buttato via il mio daparox da + di 1 mese e sto benissimo senza .
    CORAGGIO se io sto migliorando ce la potete fare anche voi .
    Certo ke se nn avessi scoperto il sito di Laura Bolzoni Codato e letto i suoi consigli e soprattutto il suo libro nn so se avrei neanke iniziato questo cammino in salita ma ke vale la pena xkè la vista dalla cima credo sia stupenda io l’ho forse intravista di sfuggita. fra 1 settimana ritorno in corsica, nn so se ci sentiremo ma, quando a settembre (il 2 x esattezza) rientro mi rifarò viva e voglio sentire di qualkuno ke ha iniziato il cammino su quel sentiero impervio, scivoloso , ripido ma ke c porterà sulla cima a godere di un panorama stupendo : LA VITA DA VIVERE A 360 GRADI .
    Vi voglio bene ,un sorriso a tutti voi a presto

  68.  
    chadisja
    15 agosto 2009 | 00:36
     

    Ciao Paola,
    ho vissuto anch’io la stessa identica cosa ma il nn accettarmi nn mi portava a nulla anzi… mi faceva accanire sempre di + con me stessa quindi ho deciso che dovevo far scorrere le cose cosi’ come andavano senza forzare.
    Da quando ho imparato è cambiato subito tutto.
    Mi accetto perchè nella vita ci sono dei periodi per tutti ma questo nn vuol dire che duri una eternità.
    Le cose devono andare cosi’ come vanno l’importante è metterci un po’ di impegno e soprattutto crederci.
    Sono sicura che al momento giusto cambierà tutto ma nn arriva mai il miracolo se nn si impara a scavare in fondo alla base del problema, sai ognuno di noi svolge la sua vita in vari modi, frequenta le persone avvolte anche sbagliate e poi ci sono degli episodi remoti che riaffiorano alla mente nel momento sbagliato. L’ho scritto è un lavoraccio che bisogna fare con noi stessi allora nn ne veniamo mai fuori.
    Capisco che per te sono 10 anni ma hai mai provato a fermarti un attimo e pensare il perchè di tutto questo?
    Sono convinta e ne ho avuto le prove che tutto ritorna sempre ad essere come prima come tu vuoi e come desideri ci vuole solo un po’ di tempo e questo nn è per tutti uguale chi piu’ chi meno ma vedrai anche per te arriverà il sole.

  69.  
    EVA
    15 agosto 2009 | 00:39
     

    Ciao a tutti! E’ da parecchio che non scrivo più…Un pò perchè (senza saperlo) ho seguito il consiglio della Dott.ssa Laura Bolzoni sulle “vacanze personalizzate”: avevo una settimana di ferie, ed ho cercato di non prefissarmi orari, impegni,…
    Ho cercato di fare quello che mi andava di fare, decidendolo solo al mattino stesso dopo una bella colazione! E vi posso assicurare che i risultati sono stati eccezionali: non ho avuto nessun attacco di panico!!!
    Sono andata al mare quasi ogni giorno (anche da sola!!!) e sono stata benissimo. Lunedì torno al lavoro…ma ho già in mente un programmino per un week-end fuori città verso i primi di settembre (raggiungo i miei sul loro luogo di vacanza)
    Amici e amiche mie…chi segue questo blog forse un pò conoscerà la mia storia.
    Quante sconfitte, quante lacrime, quante delusioni, quanti “non ce la farò mai”….
    Sono perfettamente consapevole di non esserne uscita, ma i miglioramenti sono stati enormi!! Ultimamente riuscivo anche a salire sull’autobus e starci (più o meno tranquillamente) fino a destinazione!
    Io non finirò mai di ringraziare la Dott.ssa Laura Bolzoni Codato: senza di lei non ce l’avrei mai fatta.
    E non ce l’avrei fatta nemmeno con il vostro supporto ed il vostro affetto.
    Carissime nuove amiche ed amici (Gianna, Gessy, Carmela, Roberta Simona,…..) vi sono vicina con tutto il cuore.
    So cosa si prova a non riuscire ad uscire di casa nemmeno per andare a buttare la spazzatura, ad aver “paura” di andare al lavoro, camminare, guidare, uscire…insomma…a vivere!
    Il mio consiglio è quello di seguire i consigli della Dott.ssa Laura Bolzoni.
    Magari pian pianino, un pò alla volta, godere di ogni piccolo progresso (per me era importante anche riuscire a fare a piedi 100 metri in più del solito!).

    Pensare a cose pratiche, a problemi reali, non ascoltate il panico!
    E ripeto: non pensiate che mi abbia lasciata in pace…ogni tanto viene a “bussare”….ma io gli chiudo la porta in faccia! Lui bussa di nuovo e io glie la richiudo!
    Dopo un pò di volte…si stanca e va via!! Oppure ogni tanto sono io che lo chiamo (neanche che ne sentissi la mancanza…!!): “O mamma….e se adesso mi venisse un attacco?? E se mi verrà proprio oggi che devo fare…(indifferente cosa)…” Ed eccolo lì. Pronto sull’attenti. E lì è più difficile mandarlo via…in fin dei conti sono io che l’ho “chiamato!” Cerco di non pensare ai sintomi, ad ignorarli con un sorriso.
    I miei attacchi nascevano (e nascono) sempre dalla paura di sentirmi male.
    E più ci pensavo e più…mi sentivo male sul serio. Un senso di svenimento imminente. Forte. Terrificante. Certe volte mi sembrava addirittura di essere in uno stato di non-coscienza. Evitare tutti i posti dove mi era venuto un attacco ormai era all’ordine del giorno. E quindi praticamente non uscivo più di casa. O se lo facevo era solo per andare al lavoro (o in taxi o con l’automobile).
    Adesso cerco con tutte le mie forze di pensare a quello che devo fare (anche un semplice pagamento in posta di una bolletta) cerco di non “delegare” e di andarci personalmente, cerco di scacciare l’ansia anticipatoria.
    E’ dura…ma ci vuole tanta forza, tanto coraggio e tanta consapevolezza.
    Consapevoli del problema, affrontandolo e non aggirandolo trovando e raccontando (e soprattutto raccontandoci) mille scuse. Io non voglio più rinunciare alle cose belle della vita perchè ho il problema degli attacchi di panico. Basta.
    Purtroppo il tutto è aggravato dall’agorafobia…che rende tutto più complicato e che sto combattendo con molta, molta più difficoltà. Mi infastidisce tantissimo la folla, gli spazi enormi in cui mi sento “esposta”, mi danno fastidio i clacson, i rumori della città. Tra l’altro abito al primo piano in un palazzo del pieno centro…Un incubo. Ci sono stati giorni in cui volevo uscire sul terrazzo a gridare “Basta!!!!!!!! State tutti zitti e fermi!!!!!!! Voglio silenzio!!!!!!!”
    Beata lei Dottoressa che vive immersa nel verde, in mezzo alla natura….Quanto piacerebbe anche a me.
    Ho cercato di seguire i consigli della Dottoressa Laura Bolzoni: cerco di farmi scivolare addosso i rumori, cerco di guardare le persone che camminano intorno a me non come dei “nemici”, ma come persone che, come me, stanno facendo le loro commissioni giornaliere, stanno andando al lavoro…
    Ma ripeto: qui è un pò più dura. Ma già il fatto di (ad esempio) essere riuscita ad andare al mare da sola, circondata da vicini di ombrellone non sempre silenziosissimi :-) per me è stato già un ottimo traguardo.
    Non mollate ragazzi…! E ve lo dice una che era veramente ridotta in pessime condizioni.
    La paura che ho sempre è quella di regredire: che accada qualcosa di particolarmente brutto e spiacevole per me (a livello personale, emotivo, affettivo, lavorativo, di salute,..) che possa gettarmi di nuovo nell’oblio.
    Cerco con tutte le forze di scacciare questo pensiero. Io so che se voglio posso essere più forte. E mi sento più forte.
    E questa forza ce la conquistiamo ogni giorno…a piccoli passi.
    Quello che mi pesava di più era che magari per una settimana o più andava tutto bene (niente attacchi, tutto tranquillo) e poi un giorno, senza un motivo preciso…panico! E giù lacrime, rabbia, sconforto, sentirsi un fallimento totale, dirsi “Vedi Eva, sei una povera illusa…non ce la farai mai!” Poi ho capito che non è affatto così. Per ogni cosa ci vuole il suo tempo. Non forzate troppo la mano. Cercate di non strafare. Fate solo quello che vi sentite di fare…provateci. E se “fallite”…non mortificatevi. Io adesso, se “fallisco”, mi dico: “ok Eva…semplicemente era una giornata “no”. Andrà meglio domani. O dopodomani. O…non lo so quando. Ma andrà di nuovo meglio.” E’ un “esercizio” che a me serve tanto.
    Come vi dicevo all’inizio, ho in mente un programmino per un week-end fuori città verso i primi di settembre. E l’iniziativa è partita da me. Non da altri. Non vi nascondo che, siccome il “programmino” prevede anche una giornata ad un parco di divertimenti acquatico, il mio pensiero si è “posato” lì…al probabile, anzi no…NON probabile, diciamo piuttosto EVENTUALE attacco di panico. La probabile ressa (tipica di quei posti), il caldo, il posto nuovo e sconosciuto….eh, sono tutti ingredienti della solita e cattiva ricetta. Ma poi mi dico “Uff…eh no! Se ho pensato IO a questa bella gita, a questo bel week-end, se ho preso IO l’iniziativa…vuol dire che sotto sotto so che posso farcela!!! (Vi posso assicurare che fino a qualche mese fa l’idea non mi avrebbe nemmeno sfiorato!!!!)
    Vi sono vicina, a tutti. Sempre. Insieme, ce la faremo. Lo so.

    Un abbraccio a tutti e…Buon Ferragosto!

    P.S.- Un bacione a Francesca. Le tue parole mi hanno commosso. Sei una persona speciale. Un abbraccio forte forte dalla tua nipotina che ti pensa sempre…anche se scrive poco…! :-)

  70.  
    PAOLA
    15 agosto 2009 | 09:02
     

    BUON FERRAGOSTO A TUTTE QUANTE!!!!!!!!!

  71.  
    15 agosto 2009 | 12:08
     

    RISPONDO A FRANCESCO

    Benvenuto nel Blog, che come avrai avuto modo di apprezzare è un piccolo, ma bellissimo giardino ricco di fiori profumati!

    Hai fatto molto bene a lasciare la tua condivisione che è molto interessante, per nulla banale.

    Sono molte le persone, soprattutto sportivi che mi scrivono, perché sono preoccupati e disperati per il tuo medesimo disturbo.

    Francesco, qui siamo nel posto giusto per parlare di ansia, di attacchi di ansia e di panico.

    L’episodio di dispnea ti è capitato proprio mentre eri intento nel fare un’attività che ti piace tanto: giocare a calcio, per questo ha “scardinato” più facilmente e più velocemente le tue certezze .

    Hai sentito che in quel momento il corpo ti ha improvvisamente tradito e adesso hai dei dubbi se credere alle risposte cliniche, per fortuna negative, che ti hanno dato i medici oppure ricercare ancora le possibili cause di questo spiacevole evento?

    Se fossi in te, sceglierei di fidarmi del mio corpo e delle diagnosi dei medici.

    Metterei un punto e non una virgola alle ricerche cliniche su questo problema, proprio per non alimentarlo ulteriormente, ma soprattutto, per non creare CONFUSIONE INUTILE, che non ti è sicuramente di aiuto in questo momento.

    Internet è uno strumento di informazione e di conoscenza meravigliosamente utile, ma…bisogna stare attenti a non essere sommersi da troppe indicazioni, da troppi punti di vista a volte opposti tra loro.

    Mettiamola così, se mi permetti: la tua macchina (una bella Ferrari) è stata portata nell’ officina ai box e i tecnici esperti hanno detto che va tutto bene, ovvero la macchina può continuare a correre, è il pilota che guida la macchina che è diventato insicuro.

    Se il problema non è fisico e quindi oggetto di analisi, diagnosi e cura da parte dei medici, allora è psicologico e riguarda te stesso, la tua visone della vita, i tuoi pensieri, i tuoi traumi, i tuoi sentimenti e vissuti.

    Se dai questo ordine ai vari ambiti, non potrai mai andare in confusione!

    Il tuo corpo è sano, continua a prendertene cura in modo costante ma rilassato, rinuncia a tutte quelle pillole e beveroni strani, che spesso gli sportivi usano, ma che hanno effetti collaterali incontrollabili e a volte spiacevolissimi.

    Inizia a fare un tuo personale progetto per ridurre i carichi che stai portando nel lavoro, dai energia alle cose importanti per la tua evoluzione, come esprimerti nelle tue abilità, trovare una ragazza che ti voglia bene e che ti porti a pensare alla vita futura in modo “duble” anziché “single”.

    Investi nelle mete che ti fanno cambiare e crescere, questi sono fini importanti, per cui vale la pena di lottare, lascia tutte quelle cose urgenti, che sono utili agli altri, ma non a TE!

    Buona lettura e studio del Libro-Ebook “Panico Vinto! “che come puoi leggere dalla generosa e preziosa condivisione dei lettori che scrivono nel Blog, con un piccolo investimento, sta dando tantissimi, bellissimi e a volte,eccezionali, risultati!

    Abbi fiducia nei valori veri della vita: amore, onestà, amicizia, solidarietà, umiltà, purezza, consapevolezza, corpo sano, mente pulita, sentimenti vivi e vedrai che NON TI TRADIRANNO MAI!

  72.  
    15 agosto 2009 | 12:38
     

    RISPONDO A EVA

    Grazie Eva della tua bella e generosa condisione: sei veramente BRAVA, stai lavorando con impegno, con coraggio e con determinazione su te stessa in relazione alla tua parte fisica, mentale ed emozionale con il disturbo di panico!

    Ce la farai di sicuro a sbiadire sempre più i vecchi solchi e a far diventare forti e incrollabili i nuovi argini contro le invasioni …del nemico.

    Tu hai un elemento molto vero e prezioso a favore del tuo sicuro e definitivo successo sul panico, accanto alle qualità che ho descritto sopra, che è il MERITO che ti stai riprendendo dalla VITA, e che il disturbo di panico, ti aveva momentaneamente tolto: è la voglia di AIUTARE GLI ALTRI , E’ IL DESIDERIO DI VOLERLI VITTORIOSI SUL TUO STESSO PROBLEMA.

    Noi ci possiamo liberare definitivamente di un disturbo grave e invalidante come questo, se facciamo i passi finali del percorso, che come hai letto nel Libro, sono la GRATITUDINE verso chi ci ha aiutato ( ti ringrazio personalmente tanto per la tua stima) e il condividere PUBBLICAMENTE con gli altri i nostri successi, come stai facendo generosamente tu!

    Buon fine settimana di settembre nel parco giochi con divertimenti acquatici, dolce e forte Eva, ricordati di mettere fuori di te, tutto il tempo che sei lì, la tua attenzione, nella direzione di andare verso le altre persone che incontrerai, non verso di te, dove potrebbe fare capolinino, inappropriatamente, il nemico che chiamiamo ormai , quasi amichevolmente, “panico mentale”!

  73.  
    PAOLA
    15 agosto 2009 | 16:37
     

    Grazie EVA per la tua bella testimonianza,aiuta sempre sentire storie a lieto fine di chi ha il tuo stesso problema.Sei molto forte ed in gamba,e come dice la dottoressa sicuramente ne uscirai del tutto.
    Vorrei anche io avere la tua forza,ma sono sempre talmente stanca che a volte mi crogiolo e spero che tutto sparisca senza bisogno di lottare.Invece bisogna darci dentro,ricostruirsi giorno per giorno.
    Ha ragione Chadjsa quando mi chiede se mi sono mai soffermata veramente a pensare perchè sono 10 anni che convivo con il mostro,ma forse non l’ho mai veramente fatto,e quindi non mi devo lamentare se non ne sono ancora uscita perchè non ci ho veramente messo tutta me stessa,forse a volte è più comodo trovare mille scuse ed evitare le sfide piuttosto che scavare a fondo e capire…o forse è paura di vedere veramente in fondo.
    Grazie ancora per la tua preziosa testimonianza

  74.  
    EVA
    15 agosto 2009 | 16:59
     

    Carissima Dottoressa, non sa che enorme piacere mi ha fatto ricevere una sua risposta! La ringrazio dal più profondo del mio cuore per le sue belle parole, per la forza ed il coraggio che mi trasmette sempre e per la stima e la fiducia che ripone nei miei confronti.
    Quindi…spero di non “deluderla” raccontandole quanto segue:

    Oggi mi sono svegliata un pò triste, forse anche perchè sapevo che avrei trascorso il Ferragosto da sola…Allora, dopo qualche ora di sconforto, ho deciso di reagire: mi sono lavata, vestita, ed ho preparato la sacca per andare un pò al mare. Ma, al contrario dei giorni scorsi in cui ero tranquilla e il pensiero del panico non mi aveva sfiorata minimamente, oggi, quando sono arrivata ed ho visto la MAREA di gente che c’era….ho fatto marcia indietro. Ho avuto paura. NON HO AVUTO UN ATTACCO DI PANICO, MA HO AVUTO PAURA CHE MI POTESSE VENIRE (troppa gente, troppa confusione, troppe urla di bambini giocosi e festanti, troppo caldo,….) Oggi non sono stata forte. Non era la solita spiaggia fuori città dove sono andata in questi giorni (era ormai troppo tardi per andare fino a lì) così ho optato per una “soluzione alternativa”…Ma il mio “piano” ha fallito. Così, con la morte nel cuore, sono tornata a casa. Come ho scritto ieri, in questi mesi ho imparato a non auto-distruggermi con sensi di colpa, di fallimento, ecc…Ma oggi la cosa mi fa più male del solito. Forse perchè è Ferragosto: giornata che di solito si passa sempre in compagnia a ridere, a scherzare,…
    Ma io in realtà credo di sapere perchè oggi mi sento così:
    senz’altro si ricorderà di quando (nel post “Attacchi di panico con agorafobia: la paura nello spazio”) condividevo con Lei, con Francesca e con tutti coloro che seguono questo meraviglioso blog, i miei dubbi, le mie incertezze, seguite poi dalla voglia di capire, di andare fino in fondo riguardo alla situazione con il mio ex compagno. Ebbene…Mi sa tanto che ho capito. Ho capito che se voglio essere serena al 100%, se voglio riappropriarmi della mia vita, della mia “libertà”…allora devo chiudere definitivamente. Ho capito che certe cose non sono cambiate e non cambieranno mai. Io mi sono assunta le mie”colpe”, la consapevolezza di non essergli stata vicino in alcuni momenti difficili, di non aver capito, compreso, ascoltato, di averlo ferito……E lui anche. Ma i nostri fini, i nostri desideri per il futuro, continuano a non coincidere. Io non voglio rinunciare al desiderio di formare una famiglia, di avere dei bambini. E poi continuo a non sentirmi compresa da lui. E’ una situazione che non mi fa stare bene. Per niente.
    E la famosa gita al parco di divertimenti acquatici di cui parlavo….doveva essere (oltre che insieme ai miei genitori) anche insieme a lui e alla sua bambina. Dico “doveva” perchè prima l’ho chiamato dicendogli che non se ne fa più niente. Io non me la sento. E’ una situazione che non sento più mia…e che non credo potrei più reggere.
    E poi sa cos’è? Mi corregga se sbaglio:
    ho notato che la maggior parte delle volte in cui è scattato un attacco di panico, è stato spesso in seguito al ritrovarmi in situazioni in cui non mi sentivo a mio agio, situazioni in cui ero in compagnia di persone che mi infastidivano, o che erano “assenti”, che non erano minimamente interessate a quello che avevo da dire, da raccontare,….Ecco: il pensiero di trovarmi in quel posto, con lui e la sua bimba che ridono, giocano, scherzano…lasciando me “in disparte” mi dà un senso di “fastidio”, di “malessere”, per dirla tutta: di TRISTEZZA. Lei dirà: prova tu ad andare incontro a loro, ridi e scherza insieme a loro, non aspettare che siano loro a venire verso di te,….Sì Dottoressa, sarebbe anche giusto così, ma il problema è che sono quasi 7 anni che sto cercando di farlo…ma con pochissimi riscontri positivi. Anzi….Mi sono sempre sentita un’ “estranea”. Io ho provato, provato,….ho cercato anche appoggio in lui, ho cercato di spiegargli tante e tante volte come mi faceva sentire tutto questo,…Ma non è servito. E io sono stufa di andare contro i mulini a vento….Sono stufa e demotivata.
    Ad esempio: solo il fatto di avergli proposto questa cosa (che a me sembrava carina e divertente) pensavo che scaturisse tanto entusiasmo da parte sua…E invece non è stato proprio così: io ero tutto il giorno sulla piantina del parco, sul sito internet per condividere insieme quello che “ci aspettava”, mentre lui si limitava a un semplice “sì..carino…”, oppure “ancora davanti a quella piantina sei! Ormai la saprai a memoria!” Ecco, morale della favola…ero entusiasta e felice di questa mia iniziativa…ed ero felice anche perchè pensavo e speravo di fare felici anche loro…(La bambina sarà stata sì entusiasta…ma per la “location”, non di certo per la mia compagnia) Ma per l’ennesima volta mi sono sbagliata. Ci ho pensato tutta la notte..e oggi ho deciso di rinunciarvi. Non voglio più sentirmi a disagio. Non voglio più restare male per la solita mancanza di “riscontro”. Non voglio più sentirmi SOLA anche se in loro compagnia. Si ricorda di quando le parlavo della potatura di un “ramo secco” e della mia paura di aver sbagliato, e che forse quel ramo secco avrebbe ancora potuto rinascere rigoglioso? Mi sa tanto che il ramo era veramente ormai secco.
    Sa Dottoressa, in questo mio percorso ho potato diversi “rami secchi”: tante mie “amiche” che si spacciavano per tali…ma che nel momento del bisogno sono letteralmente SPARITE. Che erano troppo “impegnate” per ascoltare la loro amica che aveva bisogno di parlare, di sfogarsi, di una spalla su cui piangere. Oppure se ti concedevano “l’onore” di venire a bere un aperitivo con te, parlavo fra di loro solo di cose futili e banali, senza nemmeno interpellarti, come se tu non esistessi. E io lì seduta in quel bar a chiedermi cosa stessi facendo lì, circondata da ESTRANEI.

    Lei Dottoressa giustamente dice che abbiamo un’infinita libertà di scelta. Ecco…io ho scelto di stare da sola, piuttosto di essere circondata da persone (e parlo sia di amicizie sia del mio ex compagno) che mi fanno sentire ancora più sola.

    Cara Dottoressa Laura, non voglio approffittare troppo della sua immensa disponibilità, della sua comprensione, della sua dolcezza e della sua gentilezza…ma avrei tanto bisogno di capire insieme a Lei ed insieme a tutti voi cari/e amici/che, se ho preso le decisioni giuste. Perchè, anche se giuste, in questo momento fanno tanto tanto tanto male…e mi fanno versare tante lacrime. Ho bisogno di capire se da qui può “ripartire” una Eva ancora più forte, più coraggiosa e più fiduciosa verso la realizzazione dei suoi sogni e dei suoi fini.

    Grazie ancora di tutto
    Un caro ed affettuoso saluto ed un abbraccio a tutti

  75.  
    EVA
    15 agosto 2009 | 17:14
     

    Scusa Paola,
    vedo solo ora il tuo commento. E ti ringrazio tanto.
    Come vedi, anch’io ho i miei momenti “no”. L’importante però è trovare il coraggio di rialzarsi, con tanta tanta forza. Bisogna analizzarsi profondamente, capirsi e capire fino in fondo,…anche se questo può provocare tanto dolore e tanta sofferenza. E io, come vedi, l’ho fatto e lo sto continuando a fare. E’ dura. Ma credo sia giusto così. Ci vorrà del tempo, ma i risultati arrivano. Per me hanno cominciato ad arrivare…e non sai quanta gioia mi abbiano portato! Bisogna continuare, non fermarsi.

    Ti sono vicina con tutto il cuore, e spero di leggere presto anche la tua di testimonianza sui tuoi progressi!

  76.  
    PAOLA
    15 agosto 2009 | 19:22
     

    Cara EVA,ho letto ora il post per me e ti ringrazio molto per il sostegno,ma soprattutto mi ha colpito il post che hai inviato alla dottoressa.Apprendo solo ora della tua situazione col tuo ex compagno,e devo dire che EX è il termine più giusto da usare,perchè se quando sei con lui ti senti sola e non ti capisce allora basta.se ti fà stare male
    BASTA!!!!!!!!
    Un pò di sano egoismo ogni tanto ci vuole,pensa solo al tuo benessere in questo caso,come hai potato i rami delle amicizie pota definitivamente anche il suo.Lo sai anche tu che è giusto così,lo leggo fra le tue righe che lo sai perfettamente,meglio soli(anche se per noi è molto più difficile)che male accompagnati,e poi io non credo assolutamente alle minestre riscaldate,se una relazione non andava ieri non può andare neanche oggi e tanto meno domani.
    Pensa a terminare il tuo percorso di rinascita alla vita a 360 gradi,pensa a volerti bene ed a volere bene a chi se lo merita veramente,organizza una gita con chi ti fa stare bene,pota pota pota e pensa al tuo percorso.
    Lo so che sei forte e ce la puoi fare,noi tutti ti siamo vicino.

  77.  
    francesca
    15 agosto 2009 | 23:29
     

    Ciao a TUTTI, Fiori da poco sbocciati o da molto spuntati ; un caro saluto alla Dott:ssa che come sempre provvede a fertilizzare terreno e radici……
    Ero rimasta alle stelle cadenti , e trovo nuovi Fiori che hanno fatto capolino…nulla di particolarmente nuovo sotto il sole( solleone di Ferragosto), appena passato…
    Mi sono trovata improvvisamente senza telefono e di conseguenza senza
    Internet, per la richiesta di cambio indirizzo e non ho potuto leggervi…!
    Che bello sentire i vostri progressi, consigli, condivisioni ; brava Eva !!!
    Grazie a Chadisjia, M. Letizia per i suoi consigli, il suo sprone, e a TUTTI,
    per … tutto, anche solo per scrivere…
    Per me purtroppo nulla di nuovo sotto il sole ( solleone ) di ferragosto…
    sono ancora “bloccata ” col solito tra-slo-co, ma non vedo l’ora di
    ricominciare, riprendere da dove ero rimasta con la ” guerra ” allo sbruffone, menzognero, anche se sono consapevole che non è facile,
    non sarà facile, che in mezzo ci saranno altri imprevisti, ma ormai è …Guerra, e quando il ” gioco si fà duro i duri cominciano a giocare “….
    Teniamolo sempre presente!!
    Mi trovo in un ” Internet Point “; C’è un caos assordante, poichè è abbinato
    ad una sala giochi ; mi faceva piacere aggiornarmi e farvi un SALUTO volante… cosa che ho fatto…Vi ricordo con piacere…come sempre
    un abbraccio forte forte…..( spero di riavere il mio pc attivo in

  78.  
    francesca
    15 agosto 2009 | 23:35
     

    ….erano finitti i soldini, e non me n’ero accorta….spero di riavere il mio pc attivo cas quanto prima, a questo punto , a giorni…..
    Intanto comunicherò magari ….coi segnali di fumo…..?!
    Un sorriso, non perdete, iamo, la Speranza !!!! Baciotti con affetto

  79.  
    16 agosto 2009 | 00:49
     

    RISPONDO A EVA

    Hai fatto bene a ritornare a casa, non è una sconfitta, ma un modo saggio di prenderti cura di te stessa e del disagio interiore che vivi in questo momento per la tua relazione affettiva.

    La solitudine ha un peso maggiore nei giorni destinati alla festa, soprattutto se il tuo partner non è lì con te a festeggiare, ma altrove…

    I sentimenti in questa relazione ti fanno oscillare e soffrire molto: un momento senti di voler tagliare il ramo secco, un attimo dopo sei assalita dal dubbio e riprovi a stare con lui.

    E’ un pendolo emozionale che ti rende insicura.

    Per fermare questo pendolo è importante che non ti affidi ai sentimenti, che non segui la passione, ma la ragione.

    Il fatto che tu sia tormentata dal dubbio, indica che non sei serena della tua scelta.

    Ti lascio con alcuni punti su cui riflettere, prova a chiederti: “Il partner che ho scelto e che oggi mi ha lasciata sola, può essere un bravo e affettuoso compagno per me?
    Può essere un bravo padre per i miei bambini?
    Voglio essere la nuova mamma di sua figlia?
    Desidero superare tutte le sfide interiori e della vita per conquistare l’amore suo e della bambina, anche se mi è evidente che continuano a farmi sentire un’estranea?”

    Ti auguro di trovare in te stessa la forza per regalarti una relazione vera, bella, appagante di coppia in cui ti senti vista, compresa e amata!

  80.  
    Virginia
    16 agosto 2009 | 10:03
     

    Carissime/i,
    è un po’ che non mi faccio sentire ma ho seguito con interesse i vari post del blog. Mi sono ritrovata come sempre in molte cose. Innanzitutto nel titolo della discussione proposto dalla dott.ssa Laura Bolzoni. Per me quasi l’ansia anticipatoria è diventata peggio del panico!!! Nel senso che il panico con grande sforzo, riflessione, ricerca delll’autocontrollo, parlare a se stessi… riesco (abbastanza!!) a gestirlo, ma l’ansia anticipatoria no!!
    Ormai dopo anni si è talmente cronicizzata e insinuata come una serpe in tutto e dappertutto che annulla tutto quanto di positivo e i piccoli successi personali nella sconfitta del panico che si riescono magari ad avere. Mi ritrovo con tutte le difficoltà provate da voi nel momento delle vacanze.. proprio io che sono stata grande viaggiatrice, anche da sola in giovane età e che ho amato i viaggi più che mai… ora diventa difficilissimo gestire anche una settimana di mare vicino a casa con marito e figli! Provo a riflettere su due cose nate dalle nostre discussioni.
    La prima è la necessità – come ci invita a fare giustamente la dott.ssa Laura – di distinguere sintomi fisici e acciacchi vari dai sintomi di ansia e panico. Nel mio caso posso dire che il tutto è ormai collegato, nel senso che la continua ansia stessa mi ha portato ad una serie di malanni fisici non da poco e credo ormai anche a depressione per le continue sconfitte.
    Quindi è un circolo vizioso che si rincorre.
    L’uno che provoca l’altro e viceversa.
    La seconda cosa è l’accettare la situazione, il godere di poco… ma questo è vivere sotto tono o no? Se non riesci a fare nenache lontanamente le cose più normali e banali che facevi prima, questa non è sconfitta che a sua volta mina la nostra autostima?
    Io ero persona che teneva conferenze davanti a molte persone, che si esibiva in concerti di musica davanti a folto pubblico…. amavo tutto questo…. il panico e l’ansia anticipatoria mi ha tolto tutto questo.
    Vivere con continue rinunce a tutto non mi fa stare meglio e nemmeno serena e felice, ma sconfitta. Infine vorrei portare la discussione su due questioni molto pratiche… il nostro problema può portare alla rottura di legami sentimentali/amicali a cui non si vorrebbe certo rinunciare e magari a lasciare il lavoro perchè il tutto è diventato ingestibile.
    Ci sono in questo anche le conseguenze economiche non da poco.
    Io a causa dei nostri problemi sto facendo continue assenze dal alvoro, trovo scuse di ogni genere per evitare impegni. Credo che a breve sarò costretta a lasciare, sempre che non siano i miei datori di lavoro a decidere proma per me.
    La condivisione con voi mi aiuta… scusate lo sfogo e il tono estremamente deluso e scoraggiato.

  81.  
    EVA
    16 agosto 2009 | 23:52
     

    Carissima Dottoressa,
    La ringrazio nuovamente per il suo aiuto ed i suoi preziosi consigli.
    E’ proprio come dice Lei: tutta questa situazione mi fa soffrire molto.
    E in un certo senso provo “fastidio” e rabbia (molta rabbia!) verso me stessa per non essere riuscita ancora a prendere una posizione definitiva. Questo oscillamento mi sta facendo impazzire e star male…con i risultati che ho descritto nel post. Ed il fatto che sono consapevole del fatto che non posso continuare così, mi mette addosso una grande ansia: è come se una “vocina” dentro di me mi dicesse continuamente “Cosa aspetti?!? Deciditi una volta per tutte porca miseria! Muoviti! Hai già perso troppo tempo!!”
    Ed a questa “vocina” mi verrebbe da rispondere “Non mettermi ansia,..non mettermi fretta, ti prego. Non ce la faccio. Non lo so. Lasciami in pace. Ci penserò con calma”. Perchè? Perchè sono così tormentata? Perchè (come giustamente dice Lei Dottoressa) è così difficile in questi momenti non affidarsi ai sentimenti, alla passione, ma alla ragione?
    Perchè è così difficile prendere una decisione con semplice serenità? Perchè non ce la faccio? Cos’è che mi fa oscillare continuamente da una parte all’altra? Perchè? Perchè, se razionalmente so che non c’è futuro, che non potrà darmi quello che io desidero? Perchè non riesco ad urlare “basta!” anche se mi fa star male?
    Proverò a riflettere sui punti che mi ha consigliato…una, due, tre, cento, mille volte….fino a quando le risposte saranno sempre le stesse.
    Mi auguro anch’io di trovare in me stessa la forza per regalarmi una relazione vera, bella, appagante di coppia in cui mi sento vista, compresa e amata…Lo devo a me stessa. E me lo merito.
    Grazie infinite Dottoressa Laura Bolzoni. Non credo ci siano abbastanza parole per dirle quanto sia importante per me saperla e sentirla vicino. Ancora Grazie.
    (P.S.-Oggi sono andata al mare! :-) Ero con la mia amata mamma. C’era una folla “oceanica” ma….anche se con qualche difficoltà iniziale…dopo tutto ok! Sono fiera di me stessa..!)

    RISPONDO A VIRGINIA
    Carissima,
    non sai quanto io mi ritrovi nelle tue parole. Leggendole è come se avessi rivissuto i momenti più tristi e più bui che purtroppo fanno capolino nella nostra lotta contro il panico.
    Anch’io da giovane (non che adesso sia una vecchia ruga, eh! :-) )…insomma, diciamo da adolescente, ero una che viaggiava continuamente, lunghissime trasferte in treno per seguire sù e giù per mezza Italia il mio amato Vasco Rossi (e pensare che riuscivo anche a stare sotto al palco..in mezzo a quella folla oceanica!!) Ora non so se ce la farei. E dico “non so” perchè ti dirò che l’idea di un bel viaggetto in questo momento non mi mette addosso l’ansia invalidante che era presente fino a qualche mese fa. E dico “ora” perchè io sono sicura che un giorno ci riuscirò di nuovo. Forse anche più di prima. E te lo dice una che fino a qualche mese fa aveva la tachicardia, i sudori freddi, la nausea, le vertigini, i capogiri, le gambe che “non rispondevano ai comandi” solo all’idea di uscire di casa. C’è stato un periodo (nel 2007, a seguito di un intervento chirurgico) che dovevo farmi accompagnare da mia madre persino nel portone di casa solo per vedere se c’era posta nella cassetta! Solo se ci penso mi vengono i brividi.
    Anche adesso l’ansia anticipatoria ogni tanto si insinua: alcune volte (per fortuna adesso non molte) vince lei. Altre volte vinco io. Perchè la scaccio, la mando via, parlo a me stessa e mi dico “Ma cos’è che ti fa paura? Cos’è che ti mette tanta ansia? Non c’è nessun motivo! Vai tranquilla!”
    Un esercizio molto utile consigliato dalla Dottoressa Laura Bolzoni è quello di pensare che..sono sempre io là fuori! Sono sempre la stessa Eva che fino a qualche ora fa era a casa a fare colazione in soggiorno mentre guardava tranquillamente la tv. Ho solo cambiato luogo.
    Ma sono sempre io. E dopo tornerò a casa. Ma prima devo (o voglio) fare un pò di cose fuori, in città, al lavoro. A me aiuta molto.
    Mi aiuta anche prepararmi per l’uscita ascoltando la mia musica preferita: farmi la doccia, truccarmi, scegliere quale vestito indossare canticchiando (o addirittura cantando a squarciagola!) Cerco di organizzarmi al meglio per non trovarmi a fare tutto di corsa, con conseguente innalzamento dell’ansia. (ma su questo devo ancora lavorarci un pò di più…sono sempre con “l’orologio in mano”! :? )
    Il godere dei piccoli passi, dei piccoli progressi, secondo me non è un “vivere sotto tono”…ma è un motivo in più per spronare me stessa a fare sempre meglio.
    Dal non riuscire e non avere nemmeno voglia di scendere in portone per prendere la posta, al riuscire a salire sull’autobus per andare in ufficio, o andare da sola al mare fuori città, o andare da sola in posta, in banca, al supermercato,…per me sono stati motivi di grande gioia, di grande rinascita…E non sono altro che l’inizio.
    Andrà sempre meglio. Magari pian pianino, un pò alla volta,…ma ne vale la pena. Credimi.
    Fino a qualche mese fa parlavo e pensavo esattamente come te: non scusarti quindi per il tuo tono deluso e scoraggiato. Io ero anche peggio! E non credere che i momenti di sconforto non ci siano più,anzi…come avrai potuto leggere dai miei precedenti post, ci sono state grandi soddisfazioni, ma anche piccole delusioni, rinunce, “sconfitte”. Ma mentre una volta queste mi gettavano il morale a terra per giorni, settimane intere, adesso non gli concedo più di un giorno!! E riparto da zero. Cercando di essere il più fiduciosa possibile.
    Io fino a poco tempo fa pensavo di essere malata, ero convinta che nessuno fosse in grado di aiutarmi, ero convinta che la mia vita ormai non aveva più alcun senso, che ero destinata a vivere il resto dei miei giorni così…con il panico, l’ansia e l’agorafobia presenti in ogni istante della mia vita.
    Fino a quando dopo l’ennesima notte a versare lacrime su lacrime, ho capito che dovevo fare qualcosa. Ma qualcosa di concreto, reale. Non volevo più raccontarmi bugie. Ho preso piena consapevolezza del mio problema. Ho capito che non ero “malata” (anche perchè ho capito che se lo fossi stata, tutte le medicine che prendevo avrebbero dovuto servire! E invece…)
    Ho capito che dovevo chiedere aiuto, che VOLEVO chiedere aiuto. Ma solo a qualcuno di cui mi potessi fidare, a qualcuno che potesse veramente capire quello che stavo passando, come mi sentivo, a qualcuno che non mi “etichettasse” come quella “esaurita”.
    Ed ho “incontrato” la Dottoressa Laura Bolzoni Codato…e voi. Ed è stato senz’altro l’incontro più bello della mia vita.
    Anch’io cara Virginia in passato ho avuto problemi sul lavoro a causa del panico. E ho dato le dimissioni. Con il risultato che poi ho lavorato per un periodo in sostituzione maternità e, finito il contratto, ho trovato un altro impiego…ma part-time.
    E le ristrettezze economiche sono pesanti anche per me. Non sarà l’impiego della mia vita…ma almeno non vado a lavorare con i conati di vomito come accadeva con quel lavoro che poi ho lasciato.
    Con il passare del tempo, analizzando varie cose, mi sono resa conto che quel posto di lavoro in cui non stavo bene, non mi sentivo gratificata, apprezzata nonostante il mio costante impegno e dedizione, non faceva altro che amplificare il mio malessere e quindi anche i miei attacchi d’ansia e di panico.
    Ed oggi posso dirti con tutta onestà che quella di dare le dimissioni era stata per me una scelta giusta,…anche se a quel tempo mi sentivo come se avessi compiuto un gesto imperdonabile. (il tutto amplificato dai soliti commenti “Ma che hai fatto? Sei matta? E adesso che farai??)
    Per quanto riguarda le amicizie ed i rapporti sentimentali….Come avrai letto nei miei precedenti post, le prime le ho troncate in piena consapevolezza, senza alcun rimpianto e per i motivi che ho già descritto. I secondi, bhè….come hai potuto notare lì la mia situazione è già più complicata…..
    Mi sono già dilungata troppo…e credo che la carissima Dottoressa Laura saprà senz’altro aiutarti più di quanto ho cercato di fare io con questo mio post.
    Non perdere la fiducia Virginia: tutto può cambiare…e siamo solo e soltanto noi a deciderlo. Noi, se vogliamo, sappiamo essere molto molto più forti del “mostriciattolo!” Ha fatto parte della nostra vita,…ne farà parte ancora un pò,…ok. Ma non sarà per sempre.
    Non permettere al panico e all’ansia di rinunciare per sempre alle cose che ami.

    Io e noi tutti ti siamo vicini.
    Un bacio

    Un abbraccio ed un enorme grazie a Paola per il suo appoggio, per la sua fiducia e per il suo sostegno.

    Ciaaaoooo Francy!! Spero di avere nuovamente presto tue notizie!
    Buon trasloco! Fai finta che sia lì con te ad aiutarti con gli scatoloni!!

  82.  
    carmela
    17 agosto 2009 | 11:18
     

    Buongiorno a tutte!
    Sono tornata a casa solo per poche ore(mio marito doveva fare alcune cose qui in città)…………poi ritorno in campagna nel pomeriggio e lì purtroppo non posso leggervi…………..Volevo solo lasciarvi un saluto e dirvi che vi penso spesso………..Oggi porterò con me il libro della dottoressa………..lo rileggerò!!!!
    Forse con una consapevolezza diversa…………..potrà aiutarmi ancora………ciao a tutte un bacio

  83.  
    Virginia
    17 agosto 2009 | 15:32
     

    Grazie Eva per le tue belle parole!
    Un abbraccio

  84.  
    17 agosto 2009 | 18:39
     

    RISPONDO A VIRGINIA

    Complimenti per la tua abilità musicale!

    Accettare l’ansia e il disturbo di panico NON è un’ AZIONE PASSIVA di rassegnazione, ma è un INTENTO ATTIVO di vedere e di accogliere le cose così come sono.

    E’ un riconoscere con se stessi:”Le cose stanno così!”

    Al primo passo importante che è l’accettazione, va fatto seguire immediatamente il secondo passo che è il tentativo di migliorare questa realtà, cambiare in meglio la situazione che vivi.

    Il successo deriva dall’accettare la tua situazione e contemporaneamente dal tentare di cambiarla.

    Mi chiedi se accontentarsi di poco è vivere sottotono?

    Dipende, vivi sottotono se non realizzi te stessa e i tuoi fini nella vita, se non fai brillare le tue dominanti.

    Essere contenti e grati di quello che si ha è stupendamente saggio, è il vero segreto della felicità quotidiana.

    Vivere invece una vita impedita e soffocata dall’ansia e dal panico è morire prigionieri!

    Non è vita questa!

    Virginia cara, prova a rileggere le due risposte che ti ho scritto alla voce “COMMENTI” ai piedi del post precedente “Panico con agoraobia: la paura di uscire di casa”.

    Ti auguro di rompere velocemente questo circolo vizioso di cui parli.

    Inizia da una delle due parti, quella più immediata e raggiungibile che è la stima di te, ovvero: trova una cosa bella di te e comunicala.

    Poi trova un tuo piccolo desiderio che ti dà gioia e realizzalo!

  85.  
    18 agosto 2009 | 01:15
     

    RISPONDO A ISETTA

    Brava, sono molto belli i tuoi desideri, che ti auguro di raggiungere velocemente!

    Come primo fine potremmo mettere:
    1. avere un figlio, aspettarlo con amore. Questo fine ha una priorità biologica, hai 32 anni, sei ancora giovanissima, ma avere e crescere un bambino richiede tanta energia, tanta attenzione, tanta pazienza, tanta capacità di dare e di darsi…meglio farlo presto!

    2. iniziare ad amarmi, a rispettare me stessa e il mio corpo. Qui puoi inserire la passeggiata quotidiana.

    3. sentirmi tranquilla. Per raggiungere questa meta puoi scegliere di lavorare, come scrivi, con una persona (psicoterapeuta) con cui ti trovi bene, da cui ti senti completamente vista, accolta e compresa.

    Quando tu aspettarai il tuo bambino, che è dentro di te, lo amerai e vorrai bene contemporaneamente anche al tuo corpo che gli farà da culla.

    L’emozione stupenda di sentiriti chiamare: “Mamma” ti donerà tutto l’amore che forse finora non hai potuto ricevere.

    Ti sono vicina nel realizzare i 3 bellissimi fini evolutivi!

  86.  
    roberta
    18 agosto 2009 | 08:34
     

    Ciao a tutte PETALI e COROLLA,
    ciao a tutte care nuove amiche, scusatemi se non scrivo spesso, ma vi leggo e vi rileggo con molto piacere, riconoscendomi un pò in tutte voi.
    Leggo anche tutte le risposte della Dottoressa Laura Bolzoni e ne faccio tesoro anche per me.
    Sono pochi giorni che frequento questo Blog ma già me ne sento parte integrante perchè percepisco la vostra attenzione ai problemi di tutti, la vostra dolcezza e vicinanza nel dare risposte e consigli, la costante presenza della Dottoressa Laura Bolzoni Codato che conforta e incoraggia tutti.
    Di solito ho qualche difficoltà ad inserirmi nei contesti già avviati, per timidezza, per paura di non essere accettata, per scarsa autostima, e invece quì mi sento parte di tutti voi, quì posso raccontare qualcosa senza avere la paura di essere derisa, di essere giudicata strana o diversa, di perdere la fiducia degli altri.
    Insomma quì posso essere ME STESSA!
    Effettivamente però, del problema panico e agorafobia non se ne può parlare con chiunque perchè dal momento che non lo hanno provato non possono capirti, qundi voglio raccontarvi quanto sono felice oggi.
    Scusate se forse sarà poco, non è che voglio accontentarmi dei piccoli progressi, ma voglio che questi per me siano dei segnali positivi che mi diano fiducia e coraggio ad andare avanti nella mia lotta contro panico ed agorafobia.
    La prima cosa bella e incoraggiante che ho fatto da quando vi conosco è riuscire a guidare la macchina per un tragitto di circa 30 minuti su una strada extraurbana senza ansia e soprattutto senza avere preso le mie gocce calmanti visto che avrei anche dovuto passara la giornata fuori di casa (era il giorno di ferragosto). Bè quel giorno mi sembrava di aver scalato una montagna e mi sono sentita felice quanto mai.
    L’altra cosa favolosa, splendia ed emozionante è stata la gita che ho fatto ieri 17 agosto.
    Dovevamo recarci io con la mia famiglia in un paese a circa 3 ore di macchina da casa (in autostrada ho lasciato che guidasse mio marito – ho una paura enorme della velocità e dei sorpassi…) ma la cosa stupenda è che non sono stata colta dall’ansia anticipatoria.
    Di solito già il giorno prima della partenza comincio a star male, sono agitata, irritabile, ed ho vari disturbi che vanno dai capogiri ai tremori alla nausea e sono costretta ad usare i tranquillanti per affrontare la cosa.
    Inotre quando parto sono triste, mi sento lontano da casa, mi sento in pericolo e naturalmente non mi accorgo di tutto ciò che perdo o meglio mi accorgo ed anche molto bene e quindi cado in depressione, e con la mia depressione faccio star male anche tutto il resto della mia famiglia che ancora non può capire tutto questo, ma che almeno cerca di starmi vicino come può.
    Comunque ieri mi sono alzata, ho fatto colazione, mi sono preparata, sono salita in macchina senza prendere nessun tranquillante, non ho avuto l’ansia anzi mi sentivo spensierata come non mai, sentivo dentro di me la gioia e l’entusiasmo di partire, di visitare posti nuovi, di vedere nuova gente, di allontanarmi dal mio solito guscio protettivo che è casa mia, per vivere e respirare anche lontano dalla mia gabbia d’oro.
    Per tutta la giornata ho provato forti emozioni di libertà, di gioia, di amore per la vita, per le persone e per l’ambiente che ci circonda.
    Mi sono emozionata alla semplice vista di un lago, di una barca, di un albero che col suo verde fogliame mi proteggeva dal sole, un sole che non era lì come l’ho sempre visto un nemico per farmi patire il caldo, o per farmi venire un’insolazione, ma era lì per illuminare e far risplendere quella giornata di una luce particolare
    la luce della SPERANZA che oggi ho di passare altre giornate e altri momenti felici così come ieri
    la luce che mi darà il CORAGGIO di affrontare nuovi ostacoli e pormi altri nuovi obiettivi per andare avanti
    Carissime amiche ho voluto rendervi partecipi di tutto questo perchè sono sicura che il merito è anche vostro, perchè da quando ci siete non mi sento più sola, non mi sento più tanto strana e diversa dagli altri, anzi forse come voi mi sento arricchita perchè dopo l’esperienza degli attacchi di panico, riesco a provare forti e intense emozioni per piccole ma significanti conquiste!
    Un saluto e un forte abbraccio a tutte e…. GRAZIE GRAZIE GRAZIE

  87.  
    EVA
    18 agosto 2009 | 12:02
     

    Cara Roberta,
    sono proprio contenta per te.
    Che bello che è stato leggere la tua testimonianza! Mi sono proprio emozionata tanto!
    E mi hai fatto ritrovare il sorriso (oggi sono un pò giù di tono…forse anche perchè non sto molto bene fisicamente) Grazie per aver condiviso con noi la tua gioia.
    Porta sempre con te la grande fiducia ed il coraggio che hai ritrovato…e vedrai che il sole che ti ha illuminato con i suoi caldi raggi e reso così felice durante quella meravigliosa gita, continuerà a brillare e risplendere sempre anche dentro di te.

    Un bacione a tutti

  88.  
    Virginia
    18 agosto 2009 | 14:57
     

    Grazie dott.ssa Laura per le tue parole e un caro saluto anche a Roberta.
    Comprendo appieno la gioia per queste tue conquiste!
    Oggi ho riletto tutto d’un fiato il libro… in quante cose mi ritrovo!
    Per ora solo un saluto veloce

  89.  
    18 agosto 2009 | 15:45
     

    RISPONDO A ROBERTA

    Brava, brava, brava!

    Sono molto contenta con te che hai superato brillantemente i tuoi limiti interori e per te, perchè queste vere vittorie ti avvicinano sempre più velocemente al momento in cui tutti i vecchi meccanismi e solchi mentali, neuronali ed emozionali perderanno definitivamente potere.

    Soprattutto….il tuo interesse si rivolgerà verso altre nuove e stabili vittorie!

  90.  
    francesca
    19 agosto 2009 | 00:09
     

    Cari, Petali, Fiori e COROLLA , cari TUTTI, ho fatto una capatina in quella che sarà la mia nuova ops; stavo per dire “cuccia “, ma poichè desidero lo diventi il meno possibile, dirò : casa, anche se assomiglia
    molto ad una ” bomboniera “, alla casa di Barbie, per quanto è piccola,
    ma calda, intima, profusa di colori tenui, chiari per farla sembrare più
    grande… ora c’è anche il pc allacciato…..mancano alcuni mobili, un bel tappetto, qualche lampadario, ma già c’è parte della mia Anima ,che ho
    trasferito con alcuni dei miei amati libri di Poesia….
    Cara Roberta, anch’io fatico molto a volte a scrivere ( ogni tanto, ancora spesso, soprattutto in questo periodo di STRESS Emotivo), a scrivere
    sul Blog, ma mi piace molto comunicare, e questo mi aiuta a superare
    addirittura l’ ansia di quando, sempre a volte, mi accingo a scrivere;
    mi coglie una sorta di ” inadeguatezza “, di ” timore di giudizio “….
    Penso sia dovuto al fatto di questo periodo; mi sento un po’ più “fragile “,
    ” vulnerabile “, Sarà così, sarà per questo, spero…..Un trasloco mica si fà tutti i giorni……( e diversi ne ho alle spalle )…….
    Sono FELICE per i vostri brillanti risultati, POI spero di aggiungerne
    qualcuno anch’io, beh , come dice CHadiscia, e qualche altra amica-fiore, bisogna gioire anche dei piccoli risultati…..
    Se non sono esattamente ” un’ aquila “, spero di diventare almeno
    …..un cigno , che è anche più ” poetico ” ( scusate la fissa della Poesia, ma ciascuno ha le proprie debolezze …)
    M’ interessa soprattutto il consiglio che dà la cara Dott.ssa Laura Bolzoni Codato al mio omonimo, Francesco: coltivare VALORI quali amore, onestà, amicizia, solidarietà, umiltà, purezza, etc ( ecco trovati altri FINI, ma già erano presenti come tali, appunto come fini, nella mia Vita; tuttavia il sentirne parlare non fa altro che rafforzare questa mia tensione e attenzione
    verso di essi ), ma che capitomboli ogni tanto, Dott.ssa, quasi peggio
    che avere a che fare con lo sbruffone, che fà dispetti, ma che dico, sgambetti….
    Ma come sempre siamo intenzionati a fargli terra bruciata intorno ! Giusto
    il posto dove deve essere RELEGATo ” lui “, appunto la terra bruciata del DESERTO !!!!
    Ciao Eva, grazie per i saluti e…. l’intenzione d’aiuto per il mio trasloco,
    ormai diventato….la storia infinita !
    Manca proprio la parte più “importante”,
    spero bene ( l’ho già detto che sono scaramantica…)
    FORZA Virginia !!!Ora devo proprio tornare di ” là “…è tardissimo …..
    Un grande ABBRACCIO, un Sorriso, un caro Saluto , ai più bei Fiori, Petali,
    Corolla, del più bello e curato Giardino, che abbia mai visitato, che fanno
    CONCORRENza a qualsiasi altro giardino….

    Esagerata ? ma sì,; esageriamo, almeno con l’ AUTOSTIMA; ce lo meritiamo!!!!
    Buonanotte ( un po’ piccola per me, ma…pazienza….)
    E’ stato bello stare con voi, mi mancava il Blog – Giardino; ora ho fatto il
    pieno di passeggiate tra sentieri e profumi…. ( Avete notato che la Rosa
    che offre ovviamente la cara Dott.ssa è senza…spine ?! , e credo non sia un caso! )

  91.  
    19 agosto 2009 | 12:10
     

    RISPONDO A FRANCESCA

    Cara Francesca grazie della condivisione dei passi con cui stai avvicinandoti alla realizzazione di uno dei tuoi fini importanti: avere la tua nuova casa!

    La simpatica descrizione della tua realtà assomiglia a dei piccoli, curatissimi e colorati quadri d’autore, dove al posto del pennello prende spazio la poesia.

    E’ piccolina la tua nuova casa e….è tua, ha la bella e spaziosa terrazza con vista sugli alberi, è vicina al mare di cui si sente il profumo, è facile e veloce da tenere a posto e da pulire, così il tuo tempo può essere rapito dalle attività che ti stanno più a cuore: leggere, scrivere, conoscere e vincere il nemico panico!

    Una mia cara amica, Maria Teresa, figlia di ricchi imprenditori e lei stessa persona di grande successo nella vita, mi ha trasmesso con passione la sua filosofia delle “piccole case”, dove tuttora vive per libera scelta, non certo per necessità.

    Quando mi invitava fiera e contenta a prendere un tè con pasticcini, mi mostrava con entusiasmo il divano-letto su cui dormiva di notte con l’amato marito e su cui di giorno accoglieva gli ospiti.

    Mi raccontava: “Adoro leggere e studiare, ascoltare le persone, non voglio perdere tutto il mio tempo a fare le pulizie della casa, è inutile.

    In dieci minuti la mia casetta, di cui mi sento la regina, è a posto e mi lascia libera di fare quello che voglio veramente! Non la cambierei con nessuna casa al mondo!”

    Dopo 20 anni vive ancora lì, ha cambiato il divano letto, i quadri, le tovaglie, ma è rimasta fedele al marito e …al suo stile di vita!

  92.  
    Elena
    19 agosto 2009 | 16:07
     

    Ciao a tutte e a tutti!
    Mi chiamo Elena ed è la prima volta che scrivo su questo blog, anche se tempo fa ho comprato online il libro Panico Vinto e ho subito scritto un’email a Laura Bolzoni Codato perchè è stato davvero bellissimo leggerlo, mi sono sentita profondamente compresa e mi ha dato molte speranze.
    Ho 37 anni e ho avuto il mio primo attacco di panico da piccolina, avevo appena tredici anni. E da allora ogni tanto fa capolino. Mi sa che ancora non ho capito cosa vuole dirmi :) allora ogni tanto mi dice ehi ricordati sono ancora qui!!!
    L’altro giorno stavo in campagna, vicino a un fiume, una bella giornata, verde e calma intorno e tracchete inizio a sentire i sintomi. Mi faccio accompagnare a casa dal mio ragazzo. Entro e mi metto distesa. E decido per la prima volta in vita mia di accettare quello che sta succedendo e di lasciarlo passare. Di mettere dentro di me pensieri diversi da quelli di autocommiserazione (tipo “ecco tanto lavoro su di me e ancora non ho capito niente”) o di paura (”mi sta succedendo qualcosa di brutto”) e quindi ho inserito nel mio computer di bordo cose come “ora passa” “rilassati” “ascoltati” “accetta quello che accade” e me ne sono stata lì una mezzoretta, ho detto a me stessa ok ti do una mezzoretta di riposo e di amore. E passato questo tempo sono uscita di nuovo. Ho detto alla me stessa che aveva paura di non preoccuparsi, che il riposo le aveva fatto bene. E così è stato. Sono uscita fino a tardi e sono rientrata a casa contenta. A volte mi accorgo che questi momenti di panico mi dicano di prendermi uno spazio per me, di trovare il mior itmo, l’equilibrio che mi permetta di esprimermi e allo stesso tempo di proteggermi.
    E così ogni giorno è una scoperta. Per tutti questi anni ho combattuto il panico e anche me stessa. Ora voglio darmi amore. E trovare il mio spazio il mio tempo il mio ritmo….
    Grazie a tutti voi. E’ davvero bello leggervi.

    Ora rispondo all’esercizio proposto da Laura Bolzoni Codato…

    1. Dimmi 3 fini importanti che desideri realizzare nella tua vita.
    conoscere me stessa
    essere d’aiuto agli altri
    mettere le fondamenta assieme ad altri per un mondo migliore

    2. Dimmi qual’è il fine più importante.
    vivere nel presente (è un 4 fine che riassume gli altri 3)

    3. Dimmi i passi che farai per realizare questo fine.
    cercherò di tuffarmi nella vita, di vivere emozioni e sensazioni corporee, cercando di essere contemporaneamente l’osservatrice di ciò che accade

    4. Dimmi quale sarà il tuo primo passo.
    sabato parteciperò ad una festa e mi lascerò fluire nel divertimento

    ciao e grazie a tutti di nuovo
    un abbraccio

    Elena

  93.  
    Michele
    19 agosto 2009 | 18:12
     

    Gent.ssima Dott.ssa Laura Bolzoni Codato,
    sono un ragazzo di 21 anni, di nome Michele.
    PoterLe finalmente scrivere è per me come intravedere uno spiraglio di luce nelle tenebre più oscure, quelle tenebre
    che, con grande minaccia, precludono la strada del tuo percorso di vita…
    Alcune volte vorrei svegliarmi, e far finta che tutto ciò che mi sta capitando, tutto quello
    che, da un giorno all’altro, ha fatto di me un’altra persona, ciò che non avrei mai voluto diventare,
    sia solo un brutto incubo, e tirare un sospiro di sollievo. Invece no. E’ la realtà.
    Tutto, per la verità, ha avuto inizio qualche mese fa. La prima volta che ho avuto un attacco di panico
    è stato lo scorso Natale, quando improvvisamente mi spaventai per un’innocua fitta alla parte
    sinistra del petto. Quella volta non ci vidi più: cominciai a gridare aiuto, feci cadere il
    bicchiere con l’acqua che stavo bevendo e mi precipitai fuori, perché praticamente il respiro si era fatto prima lieve
    lieve, poi praticamente si era fermato, mentre un sudore freddo mi inumidiva testa e mani ed il mio
    cuore era impazzito. Corsi ad abbracciare mio padre, il quale piano piano mi calmò e mi disse che
    ero stato uno sciocchino, e che mi ero spaventato per una cosa futile. Qualche minuto dopo, in effetti, mi resi
    conto anch’io di avere effettivamente esagerato…
    Da lì a febbraio, la mia vita ha continuato a scorrere normalmente. Sono sempre stato un ragazzo vivace,
    con moltissimi interessi, in primis l’informatica (mi accingo a frequentare il terzo anno di Ingegneria Informatica), i videogames,
    la musica, la tv, i libri, il cinema horror, il disegno e così via…Ho sempre avuto un carattere
    solare, amichevole, mi è sempre piaciuto fare nuove esperienze e nuove conoscenze. Dico bene: “mi è sempre piaciuto”…
    Il mio successivo attacco di panico è capitato sempre a casa, ma a causa di un’accesa discussione telefonica con un mio amico:
    poggiata la cornetta con gran nervosismo, mi sono guardato allo specchio e mi sono reso conto di essere
    diventato (cosa normale) un po’rosso in faccia…”cosa succede?”, “Perché tutto questo?”, “Oh mio Dio…perché sono rosso?Ed ecco scattati i meccanismi dello spavento,
    con i soliti sintomi. Anche in quel frangente, passato il brutto momento, sono tornato me stesso.
    Eppure, anche quella volta, non ci ho dato troppo peso. Avevo un esame il giorno successivo, e l’ho affrontato nel migliore dei modi.
    Terza volta, quella decisiva: memore di tutto quel che mi era accaduto, un sospetto aveva attraversato la mia mente: “e se si fosse
    trattato, in entrambi i casi, di un attacco di panico?”. Era un giovedì sera: ho cominciato a navigare su internet
    e mi sono soffermato sul caso di un ragazzo con frequenti attacchi di panico in palestra. Ebbene: non sono riuscito ad arrivare
    alla fine della storia, perché, riconoscendo in me gli stessi sintomi, mi è presa di nuovo quell’orribile sensazione.
    Questa volta, però, sembrava davvero senza fine, e difficilmente sono riuscito a calmarmi. Il giorno successivo, con gran coraggio,
    ho continuato a navigare, navigare e navigare…e la mia testa si riempiva di cose. Ansia, panico, paura…Alla fine,
    ho metabolizzato tutto e sono giunto ad una conclusione: quella di soffrire d’ansia. Così, senza una diagnosi precisa. Avevo letto
    su internet quelle cose e, da solo, ero giunto a questa conclusione. Manco fossi un ipocondriaco…La fine di tutto. La mia vita
    divenuta un inferno. Non riuscivo più a stare in mezzo agli altri. Non mi dedicavo più ai miei passatempi preferiti. Un vero e proprio morto vivente, sempre
    stanco e sempre con la voglia di non fare niente (per paura).
    Non riuscivo più neanche a studiare, figuriamoci a dare gli esami. Ogni cosa si trasformava per me in un motivo per avere ansia,
    e la frase ricorrente nella mia mente era sempre la stessa: “e se, facendo questa cosa, mi venisse l’ansia ed il panico?”.
    Ad aggravare le situazioni, mille pensieri per la testa legati alle malattie. La mia mente aveva cominciato a fantasticare
    sull’infarto, sull’ictus e su altre cose simili…ad esempio: un giorno avevo mal di testa, e subito il mio pensiero era “oh mio Dio…cosa può essere?
    E se fossero le avvisaglie di qualcosa di grave?!”. Ho cominciato a perder voglia nel fare tutto, perché
    ogni cosa era motivo di ansia e paura di riscontrare delle gravi conseguenze…Una mia paura terribile, conseguenza di quest’ansia,
    di cui ancora soffro, è quella deglutire il cibo (o l’acqua) e di soffocare…e così, non riesco più a mangiare come una volta,
    io, che ero un golosone di prima categoria ed amavo praticamente tutto il cibo…ho perso un po’ di chili, oltre al fatto di rendermi
    ridicolo davanti agli altri mentre sono tavola (o, peggio, mentre sono fuori con estranei…Lì la cosa diviene davvero una tragedia), perché mangio lentissimo e do l’impressione
    di non essere una persona normale dati i vari atteggiamenti che assumo. Questa paura, comunque, si manifesta solo ed esclusivamente la sera, mentre
    negli altri momenti della giornata (a parte a pranzo, ma raramente) sono tranquillissimo e mangio serenamente, come dovrei e come tutti fanno.
    Ovviamente, anche questo mio pensiero è diventato motivo di ricerche approfondite su internet, ho scoperto che questa paura è denominata
    “anginofobia” e, naturalmente, ora sono convinto di esserne affetto (ma se uno soffre di questa fobia, dico io, non dovrebbe averla sempre, in qualsiasi momento della giornata?!).
    Insomma, cara Dottoressa, la mia vita è diventata quella che è…piena zeppa di paure per tutto, davvero tutto…Certe volte mi domando
    perché sia cambiato così tanto. Io, che amavo divertirmi guardando i film dell’orrore, ed ora non riesco neanche a prenderne
    in mano il dvd perché subito il pensiero di potermi sentire male guardando il film mi affligge…Io, che amavo i videogames pieni di azione e tensione, ed adesso
    non riesco più a giocare a niente, perché “se no mi viene l’ansia e potrei morire”. Io, che mi ero innamorato di una splendida ragazza conosciuta in facoltà, con la quale ho passato
    pomeriggi indimenticabili, anche solo per studiare insieme, ed ora non riesco neanche più a chiamarla perché, altrimenti, mi batte forte il cuore e potrei morire…Io, che amavo le emozioni
    tutte quante, ed ora mi ritrovo a non volerle più provare in maniera forzata perchè temo di morire…Io, infine, che guardando il telegiornale o leggendo sul giornale notizie di cronaca nera,
    restavo quasi impassibile, o comunque non davo molto peso, ed ora mi ritrovo a riflettere continuamente sulla vita e sulla morte, temendo in maniera esagerata quest’ultima e pensando ad
    essa continuamente, senza scampo. Nei miei rari momenti di lucidità penso e mi domando: che diavolo di persona sono mai diventata, se ho paura di tutto e tutti?! Come posso avere
    paura di una cosa che non accadrà mai? Come posso avere paura delle assurdità, se poi, andando avanti nella vita, incontrerò davvero situazioni
    delicate che dovrò risolvere con massima attenzione e lucidità? Perché sto rinunciando così a tutto, ai miei hobby, alle mie più grandi passioni, a tutto ciò che ho sempre amato?
    Lacrime di amarazza e di rabbia impotente sgorgano spesso dai miei occhi, anche in questo momento che Le sto scrivendo, pensando a tutto quel che mi sta capitando…alle cose che ho abbandonato, e che vorrei tanto
    riguadagnare, e al sorriso gioioso che fino a qualche mese fa illuminava il mio viso, ma che da tempo ho perduto.
    Aver letto il suo blog tutto d’un fiato, cara Dottoressa, è stato per me come un sospiro di sollievo…Mi accingo anche a leggere il Suo libro, “Panico vinto”, perché
    voglio tornare ad essere me stesso. Lo pretendo. Voglio tornare ad assaporare il dolcissimo gusto della vita, e, sì, anche le sue sottili punte di amarezza. Voglio, pretendo
    di tornare ad essere il Michele di una volta senza pensare ad assurde assurdità. Sono una persona sanissima (potevano mancare le visite mediche, data
    la mia fissazione sulle malattie?Ovviamente no!), sono giovane, ho sempre aspirato ad un brillante futuro…e allora? Cos’è che mi blocca, che mi fa paura, che in ogni momento mi terrorizza?
    Ecco, mi terrorizza. Basta con questo terrore. Basta con questo tunnel di paura. Ci vuole la luce. La calda luce dei raggi solari,dai quali venir baciati ed illuminati con una folgorante luce: la speranza.
    Cara Dottoressa, mi scuso se ho scritto parecchio, ma è per me davvero un’immensa gioia poterla conoscere, soprattutto, conoscere la Sua opinione (magari con qualche consiglio) in merito a tutto ciò.
    Resto in attesa di una Sua risposta, e nel frattempo La ringrazio di vero cuore: con le Sue parole riportate nel blog, “(…) ti sono vicino (…)”, mi ha commosso e, davvero, anche se non La conosco di persona,
    la sento comunque vicina a me.
    Con stima ed affetto,
    Michele.
    PS: per fortuna ho dei genitori meravigliosi che sono al corrente di tutto quel che mi sta succedendo, e mi sostengono sempre
    con immenso affetto…anche per loro, che non voglio si preoccupino più per cose inutili, vorrei tornare ad essere quel che ero un tempo..!

  94.  
    19 agosto 2009 | 20:03
     

    RISPONDO A MICHELE

    Benvenuto Michele, hai fatto bene a presentare la realtà interiore che vivi in questo momento.

    Complimenti per i tuoi studi di ingegneria, che ti invito a concludere con pieno successo e per i tuoi interessi e hobby.

    Ecco proprio da queste tue passioni vorrei partire per cercare di dare alcune risposte concrete alle domande che mi hai posto.

    Ho compreso pienamente quello che stai vivendo, riesci a descrivere così bene il capovolgimento improvviso che la tua vita ha subito, che quasi si sentono sulla propria pelle la tua paura che davanti a te ci sia la fine di tutto…l’inferno!

    E’ come se il confine tra il mondo irreale dei film horror e dei video games si stia confondendo con il confine della vita vera e reale.

    Continua a leggere l’articolo che ti ho dedicato, clicca qui

    Puoi condividere qui sul Blog tutto quello che ti succede, se lo desideri.

    Leggi, anzi studia bene il mio libro Panico Vinto! , fai diventare VIVI e TUOI PERSONALI i preziosi principi ed esperienze che sono contenuti, come hanno fatto qui le meravigliose persone del Blog: Chadisja, Eva, Francesca, Erika, Maria Letizia, Gianfranco, Daniela, Paola, Roberta, Gilles, Franco, Patrizia, Angela, Elena, Carmela, Isetta, …

    Poi, parallelamente fai l’esercizio sui 3 fini che desideri realizzare nella tua vita, così la tua energia vitale che verrà “disintossicata” e purificata dall’esercizio del guardare con amore intenso l’immagine pura e bella, troverà un ORIENTAMENTO che in questo momento hai temporaneamente perduto.

    Ti sono vicina, Michele!

  95.  
    roberta
    19 agosto 2009 | 20:41
     

    Grazie mille a Eva, Virginia, Francesca che mi avete dedicato la vostra risposta, mi avete fatto sentire amata e compresa, grazie! Mi dispiace molto Eva; della tua indisposizione fisica spero che tu stia meglio e, sono contenta di averti regalato un piccolo sorriso.
    Grazie dottoressa Laura Bolzoni sono stata molto felice di avere trovato la sua risposta per me, le parole che lei mi ha rivolto mi hanno incoraggiata ancora di più ad andare avanti per questo cammino tra successi e insuccessi; io qui insieme a voi, tra tante amiche sincere mi sento proprio BENE, grazie a tutte un abbraccio e…..a tutte sogni d’oro!!

  96.  
    19 agosto 2009 | 21:20
     

    RISPONDO A ELENA

    Benvenuta Elena e grazie della tua bella e profonda condivisione.

    Hai fatto un grande passo “arrendendoti” con coraggio alle sensazioni che provavi durante l’attacco di panico e prendendoti cura di te, con amore e con rispetto.

    Sei stata vicina a te stessa, ti sei regalata il tempo per riposare: questo è un grande atto d’amore verso la parte di te che è vulnerabile alla paura.

    Siamo così poco abituati a ricevere attenzione e tempo dagli altri esseri umani, che non riusciamo poi a donarlo a noi stessi, a regalarci un po’ di calma, di relax, senza fretta, senza dover scattare subito sull’attenti.

    Continua così, Elena e vedrai che realizzerai con gioia e con facilità le tue 4 belle mete.

    Stare bene con se stessi è un grande atto di amore e di aiuto verso gli altri!

  97.  
    Gian Piero
    20 agosto 2009 | 08:13
     

    Carissima Dottoressa Laura Bolzoni Codato,
    per la prima volta scrivo su questo blog che frequento giornalmente.
    Leggo con attenzione tutti gli interventi delle persone che come me cercano di combattere i brutti momenti legati al panico e all’agorafobia.

    Dopo tanto tempo passato a terrorizzarmi per i sintomi, in questo periodo mi trovo nella situazione in cui lascio passare tutto, accetto quei brutti momenti, rimango tranquillo e sereno e tutto passa con la consapevolezza di essere riuscito ancora una volta a vincere la paura.

    Diciamo che mi trovo nella “fase due” in attesa dell’ultima fase e cioè quella che mi porterà fuori da questo incubo.

    Qualche settimana fa, ho acquistato il suo e-book Panico Vinto!.
    Devo dire che è scritto molto bene ma la cosa più importante che esce
    fuori dalle tue righe è che è stato scritto col cuore!
    E che cuore!

    Ho letto e riletto tutto e ancora lo farò, mi piace perdermi nei racconti,
    nei consigli e nella storia di una persona che ha vissuto le mie stesse
    cose.

    Ora sono in una fase in cui (come scrivi a pagina 51) mi arrendo
    all’energia vitale e tutto davvero diventa più leggero…
    Pensi che l’episodio da te descritto (quello della banca) mi è capitato di
    viverlo proprio qualche giorno fa!
    Uguale, identico.
    Ma come ultimamente accade, lascio correre, non mi spavento più, ho atteso il mio turno, ho fatto
    l’operazione allo sportello e sono uscito.

    I sintomi variano, è come se ci fosse “un mostro” che provi a spaventarmi con mille trovate
    (vertigini, sbandamento, agitazione…) seminati qui e lì per terrorizzarmi.
    Certo, non è per niente facile ma mi sembra di essere
    sulla buona strada, non so quanto sarà lunga ma sono sicuro che è
    quella giusta.

    Sogno il momento in cui il post-it si stacchi
    completamente dalla mia mente perchè prima o poi il “mostro” si
    stancherà di inventarsi sintomi e allora vorrà dire che l’avrò battuto!

    Sbaglio?

    Ho 45 anni, da gennaio la mia vita è cambiata.
    Ho avuto problemi con il mio lavoro, ho chiuso una attività che era in piedi da 12 anni, sono rimasto tre mesi chiuso in casa per una brutta frattura alla caviglia, tutto è accaduto nello stesso periodo ed è lì che sono iniziate le crisi.

    So perfettamente che tutto si aggiusterà al 100% solo nel momento in cui mi sentirò di nuovo utile e inizierò di nuovo (speriamo) a lavorare.

    Ma per adeso mi senbra di aver fatto tanti progressi.
    E’ dura!
    Ho tutta la vita da inventare di nuovo!

    Mi stringo a mia moglie (persona straordinaria) e alla mia figlietta di 8 anni, mi cibo di amore, do tanto e mi viene dato tanto.

    Un abbraccio sincero a lei e a tutti i frequentatori di questo spazio
    Con infinita stima
    Gian Piero

  98.  
    20 agosto 2009 | 18:38
     

    RISPONDO A GIAN PIERO

    Grazie della stima, sono molto contenta che l’Ebook Panico Vnto! ti sia piaciuto e ti sia utile!

    Grazie della tua bella condivisione.

    Hai perso l’attività che hai avuto per dodici anni e mi dispiace molto, so che cosa significa, per fortuna l’abilità rimane intatta dentro di te e quando vorrai e le circostanze saranno pronte, ne creerai una nuova, più adatta ai cambiamenti che stai vivendo.

    Questo momento di stasi che stai attraversando a causa della caviglia che si è fratturata, può essere molto propizio per vivere l’amore nella tua famiglia e per progettare il vostro futuro.

    La routine quotidiana tende a mettere una distanza tra noi e le persone care, che è occupata dal lavoro, dalle preoccupazioni, dai dialoghi funzionali al menage familiare…l’affetto viene messo un po’ in secondo piano, nascosto dalle urgenze della giornata.

    In questo momento state vivendo una piccola “luna di miele in tre”!

    Ti confermo che il post-it volerà via, perché questo viaggio avventuroso in compagnia degli attacchi di panico non è infinito, anche se in tanti momenti critici può sembrarlo, ma FINITO!

    Si arriva alla fine, anche se sembra di muoversi in una vastità invisibile!

    A volte si deve avere il coraggio estremo di chi scala l’Everest, anche per uscire di casa a fare solamente due passi, altre volte si deve diventare abili ad arrendersi all’energia vitale, come hai fatto benissimo tu in banca!

    Importante è continuare il viaggio fino alla fine, non fermarsi mai, non indugiare troppo sulle sconfitte e sulle eventuali sensazioni di fallimento, ma riprendere subito la marcia, mantenere l’allenamento.

    Poi, una volta arrivati alla meta finale ci si può riposare soddisfatti e felici perché il nemico è conosciuto in tutte le sue molteplici forme e vinto per sempre!

  99.  
    PAOLA
    20 agosto 2009 | 18:04
     

    Cara Dottoressa e carissimi petali,oggi è il mio ultimo giorno di ferie,domani si ricomincia,in questa settimana mi sono rilassata,o per lo meno ci ho provato,e mi sono regalata delle gite in montagna che io adoro perchè la trovo splendida d’estate e d’inverno e perchè mi rilassa.Così per oggi che era la fine delle ferie decido,DI MIA INIZIATIVA,una bella giornata in compagnia della mia famiglia nella nostra casa al Monginevro.Questa mattina mi sono alzata con entusiasmo,mi sono preparata e sono partita con mio marito ,ed ho guidato io sino là(l’ho fatto 2 volte questa settimana e per me è tanto).Arrivati c’erano i miei genitori,mio fratello e mia nipote.Sempre più entusiasta della splendida giornata e per il bel fresco che c’era,ci siamo fatti una lunga passeggiata prima dell’ora di pranzo,mi sentivo viva,serena e non avevo nessun pensiero negativo.continuiamo la giornata con un bel pranzo(già perchè in montagna il gusto ci guadagna),finchè per uno stupidissimo motivo mia madre e mio fratello cominciano a litigare violentemente e a dirsi di tutto e di più.Cerco di farli smettere ma non ci riesco e così,all’improvviso comincio ad iperventilare e a sentirmi male,ilrespiro era spezzato,i pensieri si affollavano “meno male che era l’ultimo giorno di relax” “possibile che ci siano osì sono scappata fuori casa e mi sono fatta un giro da sola anche se avevo paura di allontanarmi ovviamente per timore di sentirmi male.Poi mio marito che ha capito cosa mi succedeva è venuto a cercarmi e mi ha trovato alla ricerca di un bagno…perchè dovevo finire la mia crisi.Dopo siamo rincasati e ancora bisticciavano,al che mi sono arrabbiata con mia madre e mio fratello accusandoli di avermi fatto stare male….insomma li ho fatti sentire in colpa e così si sono dati una calmata.Alla fine hanno smesso di discutere e la giornata è proseguita ,ma oramai l’incanto iniziale si era spezzato e io non sono più stata serena e ancora non lo sono adesso mentre scrivo.Scusate il mio sfogo ma avevo proprio bisogno di mettere giù queste righe per farle uscire fuori da me.Grazie per la pazienza e per l’ascolto.un caro abbreccio a petali e corolla

  100.  
    chadisja
    20 agosto 2009 | 21:13
     

    Carissimi e per me unici amici veri ciao a tutti.
    Ciao anche alla preziosa ed unica Dott.ssa Laura Bolzoni Codato che ci segue costantemente con le sue risposte.

    Ho trovato tanti commenti nuovi e ne sono felice per i nuovi amici che sicuramente sconfiggeranno il nemico solo per essersi magari come ho fatto io per caso trovati su questo splendido blog.

    Ragazzi coraggio a tutti lo scrive una persona che fino a qualche mese fa era convinta di nn superare mai tutto il disastro che provava giornalmente.
    Sapete anch’io in questo periodo sono stata molto triste e stressata per tante cose ed anche per le delusioni continue e giornaliere che ti danno le persone che ti stanno vicino.

    Prima di trovare VOI pensavo fosse un mio problema il fatto che quasi tutti si comportavano in modo per me nn “UMANO” senza amore. senza rispetto.
    Adesso sono sicura che nn è colpa mia perchè quando doni amore ma hai risposte di rabbia e odio a quel punto penso che la gente anche se nn ha mai sofferto di panico ha qualche problema e nn si accorge di averlo.
    Noi ce ne accorgiamo ………. eccome, quando arriva lui… il p……… ma gli altri ?????

    I giorni no adesso li combatto benissimo e li tengo a bada.
    Spero tanto che i nuovi amici supereranno il tutto brillantemente come ho fatto io che vi ricordo……..Lavoro dalla mattina alla sera (senza stressarmi come prima) alla riuscita del mio unico fine ” Trascorrere una vita serena” nn chiedo nulla solo la tranquillità della mia anima che per anni è stata sottoposta a pressioni e ferite molto profonde che sicuramente andranno a rimarginarsi con il tempo.

    E poi….ho fatto una promessa alla Dott.ssa Laura quella di nn deluderla ed io mantengo sempre le promesse.
    Piano Piano Ragazzi. E’ bellissimo quando tutto succede cosi’ piano, piano, hai la consapevolezze che tutto attorno a te è splendido e magari prima nn ti accorgevi di nulla.
    Vi abbraccio fortissimo.

  101.  
    Gian Piero
    21 agosto 2009 | 08:21
     

    Cara Dott.ssa Laura Bolzoni Codato,
    grazie mille per la puntuale risposta.
    E già, è proprio così, non è un luogo comune dire che “non tutti i mali vengono per nuocere”.
    Lei ha azzeccato quando dice che stiamo vivendo una piccola “luna di miele in tre”!
    Devo dire che tutto questo è meraviglioso e che per anni è come se fosse stato nascosto e messo da parte da tutte le preoccupazioni della vita.
    Mi sembra di essere davvero dentro una tempesta, combatto con tutte le mie forze per resistere, a volte mi sento sconfitto, a volte vittorioso, a volte piango e a volte riprendo la lotta.
    E’ difficile a questa età ricominciare ma, come dicevamo prima, mi aiuta l’amore che trasmetto (e viceversa) a mia figlia e mia moglie.
    Il viaggio continua, l’allenamento continua ma non smetterò mai di amare chi mi sta vicino.
    Cara Dottoressa Laura, lei ha ragione, ho l’impressione di vivere in un momento in cui si cambia pagina, si chiude un capitolo e se ne apre un altro.
    Sono certo che nel prossimo capitolo Gian Piero sarà un uomo nuovo, più consapevole di se stesso, dei propri limiti e delle proprie abilità.
    Ora è difficile dire quando tutto questo succederà ma ho la sicurezza che mia moglie e mia figlia saranno con me! Questa è la vera ricchezza!
    Prima di leggere il suo libro, già iniziavo ad avvicinarmi a questi pensieri, ma non avevo ancora realizzato.
    Dopo la lettura (e anche durante) ho iniziato a capire bene quale fosse la mia nuova strada.
    Grazie mille davvero, di cuore.
    Ora concentriamoci sulla battaglia, il coraggio c’è, l’amore non manca, i sintomi li ignoriamo, prima o poi le cose cambieranno e spero diventi tutto più bello.
    Avrei proprio necessità di più pace interiore, di vivere più serenamente. Questo è il mio primo obiettivo e lavorerò per questo.

    Un abbraccio sentito a tutti

  102.  
    Michele
    21 agosto 2009 | 16:35
     

    Gentilissima Dottoressa Laura Bolzoni Codato,
    La ringrazio infinitamente per le bellissime parole del Suo commento, ma soprattutto per i meravigliosi consigli!
    Ieri ho acquistato “Panico Vinto!”, che ho successivamente stampato e cominciato a leggere: inutile dire che, fin dalle prime righe,
    mi sono immedesimato talmente nella situazione, che quasi mi è sembrato ad un tratto di trovarmi lì, sulla scena, a vivere
    in prima persona tutto ciò.
    Terminerò il libro questa sera, proprio fra un po’, quando mi stenderò comodo sul letto e potrò godermi
    il lieto fine di una storia che mi sta insegnando tanto.
    Proprio ieri, fra l’altro, ho cominciato l’esercizio che mi ha consigliato!
    Fra le immagini, ho scelto prevalentemente quelle che raffigurano il mare (perché adoro in generale tutto ciò che è acqua…è l’unico elemento che riesce a trasmettermi un senso di infinita armonia!), all’alba o al tramonto, le onde spumeggianti che si infrangono
    sugli scogli, i gabbiani che volano leggeri nel cielo dalle mille sfumature color vermiglio.
    Ho un grande quadro dipinto ad olio
    con questa immagine, ed ho cominciato proprio da lì: dopo due minuti, una sensazione di pace mi ha improvvisamente colto e proiettato
    nel mezzo della scena, quasi fossi lì, seduto sugli scogli, ad osservare il bel tramonto, a sentire sulla mia pelle la dolce
    brezza marina, a toccare con le mani la candida spuma del mare…
    Sì, la mia camera si era trasformata in quello scenario. Ed i tre minuti
    sono diventati cinque, dieci, quindici…
    Sì, per un quarto d’ora non ho pensato a NIENTE, solo a godermi quella splendida sensazione
    di pace immensa, di armonia…Bellissimo!
    Insomma, la consapevolezza, risvegliata grazie alle parole del Suo libro, di essere proprio IO
    a creare in me quel terremoto interno, quell’abisso, quell’inferno, il piacevole esercizio “purificatorio” e quello dei fini, hanno fatto sì che
    riprendessi coscienza del fatto che, per uscire dall’oscuro tunnel, devo volerlo io stesso…pretenderlo con tutta la forza che è in me.
    Per la prima volta dopo tanto tempo, riesco a non farmi venire in mente brutti pensieri, a pensare positivo, a (sperare di) ricominciare, sia pure per il momento a piccolissimi
    passi, a riprendere ciò che ho dovuto forzatamente allontanare…
    E chissà che, pian piano, possa presto tornare a godermi
    le mie adorate partite videoludiche!
    Grazie infinite, cara Dottoressa!
    Con affetto,
    Michele.

  103.  
    roberta
    22 agosto 2009 | 21:11
     

    Buongiorno care amiche e cari amici, buongiorno dottoressa Laura Bolzoni Codato, l’altro giorno ho ricevuto complimenti e lodi per le mie piccole conquiste e questo mi ha fatto stare molto bene incoraggiandomi ad andare avanti nel mio lavoro per sconfiggere ansia, panico, agorafobia.

    E devo dire che ultimamente sto notando piccoli ma continui miglioramenti……….. (riuscire a guidare, riuscire a fare una gita fuori casa per un’intera giornata, riuscire a camminare nel bosco per 30 minuti senza avere sensazione di smarrimento, di ansia, di panico).

    Ora però mi sento molto confusa e in un certo senso fragile, perchè mi rendo conto che appena ho contatti con i miei familiari (madre e sorelle ma alcune di loro non le vedo più) tutto mi sfugge di mano, tutti i miei progressi si dissolvono in un battibaleno e tutto il mio lavoro in un attimo si rivela intile.
    Oggi sono stata di nuovo male, soliti sintomi anzi anche altri di nuovi che si sono aggiunti ai vecchi, fitte intercostali, senso di gola strozzata, difficoltà di respirazione, vertigini, senso di ovattamento, voglia di scappare dal supermercato in cui mi trovavo in qul momento.
    Per fortuna sono riuscita a terminare la mia spesa altrimenti mi sarei sentita sconfitta, ed arrivata alle casse era quasi passata la tempesta.
    A casa però ho cominciato a sentirmi triste per l’accaduto
    Sono molto stufa di questa situazione ed ora vorrei raccontarvi il perchè, se qualcuno mi vorrà dare un consiglio , gliene sarei veramente grata perchè non so più come comportarmi e come andare avanti in questa situazione.
    Cinque anni fa mio padre è morto e noi figli per stare vicino a mia madre ed alleviare il suo, ma anche il nostro dolore abbiamo deciso di farle compagnia in ogni fine settimana stabilendo dei turni.

    Ora a distanza di 5 anni la situazione è sempre la stessa con la differenza che mia madre adesso questi turni li pretende con prepotenza ed arroganza e noi ci siamo tutte un pò stufate.
    L’altra differenza sta nel fatto che le altre mie sorelle se ne fregano alla grande, lasciandola sola, ma lei non si lamenta più di tanto, a loro dà sempre un’opportunità e una scusante, però poi vuole la compagnia da me e così nel mio menage familiare sono costretta ad inserire sempre anche lei, con conseguenze che si possono immaginare: mio marito è stufo e spesso litighiamo per questo motivo, io da parte mia le ho dato tutto il mio affetto che tra l’altro non è stato mai ricambiato neanche con un bacio o un abbraccio e questo fin da quando ero piccola.
    Ma io ormai non rincorro più qualcosa che in lei manca assolutamente, ho sempre pensato che non mi volesse bene, non come alle altre mie sorelle, ma ora capisco che lei non sa voler bene alle persone ed io ho vissuto da sempre con questa mancanza.
    Il punto sta nel fatto che ultimamente per salvaguardare la la mia pace familiare (marito e figli) sono costretta a raccontare un sacco di bugie per non dover sempre soccombere all’assenza degli altri.
    Fin’ora devo dire che non mi sono mai tirata indietro ma ora mi sento presa in giro dalle mie sorelle e da mia madre stessa che a loro le lascia andare tranquille per la loro strada e a me fa venire un sacco di sensi di colpa dicendomi che sta male, che si sente sola, che se ci fosse ancora il papà…….
    Bè io mi sento un’angoscia che mi assale ogni volta, ed ogni volta tutto questo sfocia in una crisi di ansia, non sono abituata a dire le bugie ma so che non mi capirebbe, a me non lascerebbe la possibilità di scegliere il meglio per la mia vita, è sempre stato così fin da quando sono nata forse perchè sono l’ultima di 5 figli, o forse perchè in fondo valgo meno degli altri.
    Mi hanno sempre denominata anzi mia madre mi ha nominata…….L’ULTIMA RUOTA DEL CARRO…… e come tale mi sono sentita e mi sento in ogni circostanza della mia vita.
    Vorrei porre fine a questa situazione ma non so come fare, chi può darmi un consiglio benvenga GRAZIE DI CUORE A TUTTI
    ……………VI VOGLIO BENE………..

  104.  
    PAOLA
    23 agosto 2009 | 09:14
     

    Cara Roberta non sai quanto ti capisco,io la vivo doppia la tua situazione:da una parte la mia famiglia dove siamo io e mio fratello di 13 anni più grande,sposato con una figlia e quasi cieco.
    Non voglio sembrare egoista ma la sua malattia è solo una scusa in più per trattare male i miei genitori e non stare mai con loro a nessuna festa,perchè lui era già così menefreghista anche prima della malattia,ma adesso è solo ancora più giustificato perchè non vede bene,però per viaggiare e farsi i fatti suoi stabene,ma deve sempre far sentire in colpa i miei visto che la sua malattia è genetica(vedi il mio post precedente sulla gita in montagna).
    Per cui io devo sempre esserci per i miei genitori,non mi fraintendere io amo i miei genitori,però ho anche un marito con una famiglia di 5 fratelli e una mamma vedova egoista più di chiunque altro abbia mai conosciuto al mondo!!!!!
    Mio suocero che era un uomo stupendo l’ha viziata all’inverosimile ed ora chelui non c’è più i figli devono mantenerle gli stessi vizi,e se per caso hanno altro da fare comincia a piangere e a lagnarsi come fà tua madre e li fa sentire in colpa,soprattutto a mio marito che è il più buono,il più simile a suo padre che corre sempre e si fà mettere i piedi in testa dai fratelli.
    Così è un bisticcio continuo fra me e lui e la mia ansia quando sembra che l’ho sconfitta ha sempre motivo di farsi risentire,di fare capolino per dirmi che così non va bene.
    Lo so che dovrei fregarmene il più possibile,ma è il mio carattere,me la prendo,do agli altri il potere di condizionare la mia vita proprio come fai tu.
    Dovremmo essere un pò più egoiste e pensare alla famiglia che ci siamo costruite,non permettendo agli altri di farci sempre del male gratuitamente solo perchè noi siamo sempre disponibili.
    Penso che l’unica che ci possa dare un suggerimento sia la cara dottoressa Laura Bolzoni, perchè per quanto mi riguarda quando subentrano i sensi di colpa non riesco a reagire.D’altra parte io mi sento molto responsabile verso i miei genitori,soprattutto mia madre,che comincia ad avere una certa età,e quando vanno via ,anche solo per delle commissioni,mi preoccupo come se avessi un bambino in giro per la strada da solo e mi faccio venire panico e ansia.
    Brutta situazione avere un cuore che sente e soffre.
    Un caldo abbraccio affettuoso e sincero.

  105.  
    roberta
    23 agosto 2009 | 15:01
     

    Cara Paola grazie mille per la tua risposta.
    A quanto pare tu ed io siamo nella stessa situazione, ma io non ne posso più, anche perchè con i sensi di colpa che mi butta addosso mia madre, il malessere che si scatena si ripercuote su tutto il resto della mia famiglia, e questo non è giusto.
    Penso proprio che hai ragione tu, aspettiamo insieme un consiglio della nostra cara dottoressa Laura, nel frattempo ti saluto e ti abbraccio e ancora GRAZIE!

  106.  
    Michele
    23 agosto 2009 | 16:48
     

    Care Roberta e Paola, ho letto con attenzione i vostri commenti, e volevo solo dirvi che vi sono davvero vicino…
    In particolare, cara Roberta, anche a me è capitato ieri sera di avere una tremenda “ricaduta”.
    Dopo aver ricevuto gli straordinari consigli ed aver letto il meraviglioso libro della nostra cara Dottoressa, mi sono sentito come rinascere…ho sentito come se “l’io” di una volta fosse tornato nuovamente padrone dentro di me, come se quella energia vitale perduta da tempo si fosse riappropriata del mio corpo.
    Come ti dicevo, ieri sera, tutto contento, sono andato in pizzeria con amici e amici di amici che non conoscevo.
    La serata era partita benissimo, e scorreva ancora meglio. Però il locale era affollatissimo, e le pizze tardavano ad arrivare.

    E’ stata proprio questa cosa a suggerirmi il ritorno del mio solito pensiero: “devo attendere ancora…e se, nel frattempo, mi tornasse l’attacco di panico?”. Lui era già lì. Era in agguato. Aspettava solo il momento propizio per attaccarmi: cuore impazzito, assenza di respiro e tutto il resto. Questa volta, però, non sono fuggito. No!

    Mi è solamente bastato pensare al fatto che dovevo affrontare la situazione, ma non oppormi all’attacco in sé, bensì accettare quel che stavo sentendo, tutto ciò che il mio corpo stava “sopportando”, ordinando contemporaneamente alla mente di infischiarsi di tutte queste sensazioni e provando a convincerla che lei era una cosa, i sintomi un’altra.

    Nel giro di due minuti, l’attacco è sparito.

    Dopo questa ennesima battaglia, non me la sento di essere triste magari perché ho avuto questa piccola ricaduta, tutt’altro!

    Mi sento ancor più felice, perché ho avuto la forza, sia pure all’ultimo momento, di rimandare indietro tutto ciò che mi si stava riprensentando.
    Qualche giorno fa, probabilmente, sarei invece fuggito…avrei finto di stare male, con il cuore in gola, e con la scusa andarmi a rifuggiare in bagno.
    Ma questa volta no.
    La mia mente doveva comprendere che, di fronte a me, non si profilava alcuna minaccia. E così era. Così è stato! Non demoralizzarti, cara Roberta, se di tanto in tanto ti capita di avere qualche “ricaduta”!

  107.  
    24 agosto 2009 | 00:13
     

    RISPONDO a ROBERTA e a PAOLA sul tema: IL RAPPORTO CON I FAMILIARI ESIGENTI, COME COMUNICARE PER NON RICEVERE DOLORE E TENSIONE NELLA RELAZIONE?

    Cara Roberta e cara Paola, vi rispondo insieme perché mi chiedete un consiglio, un suggerimento e perché il vostro vissuto nella famiglia di origine è simile.

    Roberta, senti che i tuoi meritati progressi si dissolvono quando devi correre a fare compagnia alla mamma, che è rimasta vedova da cinque anni e che a turno chiede di essere accudita dalle figlie.
    Tuo marito è stufo.

    Per tentare di risolvere la situazione complessa e delicata, hai iniziato a dire bugie, così ti sente in colpa e sei divorata dall’ansia.

    Senti anche l’ingiustizia di dover essere tu a occuparti principalmente di tua madre, anche se non ti sei mai sentita amata, anzi….sei addirittura stata ribattezzata “l’ultima ruota del carro”.

    Ecco, vorrei partire da qui.

    Questa etichetta, magari detta con affetto, da tua madre è offensiva e ferisce la tua dignità di figlia e di sorella.

    Speriamo che il carro, durante uno di questi fine settimana turbolenti, con uno scossone improvviso, perda questa preziosa ruota, così si potrà rendere conto che ANCHE TU SEI PARTE INTEGRANTE DELLA FAMIGLIA.

    Sei figlia e sorella, che a loro piaccia oppure no, sei una di loro, non una contro la quale andare. e a cui chiedere di portare il peso più grande.

    Tu non sei responsabile della triste situazione in cui si trova tua madre, tu come figlia hai dei compiti di gratitudine e di affetto verso di lei, ma non devi essere tu a occupare il suo tempo, a riempire la sua solitudine.

    A tua madre manca la vicinanza di suo marito e prova dolore, questo è vero, la relazione di coppia, se è basata sull’amore e sul rispetto è intensa, totalizzante, appagante.

    Quando viene a mancare l’altra metà con cui si divide la vita, l’esperienza del lutto è dolorosamente dura.

    Tuttavia, cara Roberta, tu puoi dare affetto e sostegno a tua madre, aiutarla a reagire alla realtà del lutto, farle capire che comprendi il suo dispiacere e la sua condizione di solitudine, che le sei vicina, ma….anche accettare con te stessa che tu hai una tua nuova e bella famiglia e che tu hai dei ruoli e dei compiti verso tuo marito e i tuoi figli.

    Tu non puoi portare il dolore di tua madre, tu non puoi essere la sua nuova dama di compagnia, tu non puoi darle incondizionatamente amore e cura, se poi ti svilisce con quel brutto nomignolo di “ultima ruota del carro”.

    La tua mamma non deve ingombrare la tua vita e rompere l’equilibrio del tuo stile di vita, che va difeso come un bene prezioso e insostituibile.

    Tu puoi anche fare dei sacrifici, se questa scelta è libera e viene dal tuo cuore, ma se è dettata da un’imposizione esterna a te, allora hai diritto a rivedere l’accordo e l’impegno che ti sei presa verso di lei.

    Aiutandola tu le doni il tuo tempo e quello di tuo marito e fai delle rinunce.

    Tua madre, per fortuna non ha un tumore nella fase terminale, non è colpita da una malattia degenerativa, è vedova, è sola, ma il mondo è piene di persone bisognose che vorrebbero il suo aiuto, che vorrebbero la sua compagnia.

    Può trovare nuove amiche, dare da mangiare ai gatti randagi, allevare un cagnolino, far parte di un’associazione di beneficenza, andare a teatro e ai concerti, può muoversi lei per andare in visita a voi figlie.

    La comunicazione serve a creare comprensione, non dolorose ferite, non litigi che poi generano veri sensi di colpa, che ti appesantiscono la vita!

    Qui, nel nostro Blog-giardino tu puoi parlare di te e della situazione pesante con tua madre liberamente, puoi “vuotare il sacco” tranquillamente perché, come dice la nostra bellissima e coraggiosa Chadisja, sei tra veri amici.

    Ma quando sei a casa di tua madre il tuo fine è comprenderla e contemporaneamente farti rispettare ed essere compresa da lei.

    Puoi dire semplicemente a tua madre la verità: “Mamma ti voglio tanto bene, sai quando vengo qui faccio fare a mio marito e alla mia famiglia un grande sacrificio, se tu mi dici che sono l’ultima ruota del carro, sappi che ci sto molto male, perché mi sento parte dello stesso carro, mi sento una di voi, a pieno titolo. Così dopo che ti ho lasciato torno a casa mia triste e ho anche paura di rischiare il divorzio, perché mio marito mi vorrebbe anche lui tutta per sé.

    Dimmi, non vuoi il mio divorzio vero?
    Sarebbe un problema in più per te, che hai bisogno di serenità e pace, vero?

    Allora, adesso sono già passati cinque anni dalla morte di papà, che cosa ne dici se troviamo insieme un nuovo accordo, che sia meno impegnativo per me e che contemporaneamente dia sollievo a te e alle mie amate sorelle?”

    Parla con lei a cuore aperto, dille la verità, lei capirà e vedrai che vi sentirete meglio tutti!

    E ricordarti di USARE LA COMUNICAZIONE PER CREARE COMPRENSIONE, non per creare divisione e conflitto

    Cara Paola, non farti tiranneggiare da tuo fratello, né dalla suocera, solo perché sei dolce, sensibile e buona!

    Comunica loro che tu sei veramente felice quando li vai a trovare nella casa di montagna, ma che stai tanto male quando li senti litigare tra di loro così accesamente.

    Chiedi se quando sei con loro, per favore, possono smettere di agire in questo modo altrimenti tu sarai costretta a vedere la mamma esclusivamente quando è da sola, senza la presenza di tuo fratello.

    All’inizio forse faranno fatica a cambiare questa brutta abitudine, ma se tu terrai duro, si adegueranno, altrimenti sentiranno che ti perderanno per sempre.

    Un segreto semplice e potente per migliorare ogni tipo di comunicazione è quello di parlare sempre e solo di se stessi, mai degli altri.

    Con tua madre prova a parlare solamente di te e mai di tuo fratello, altrimenti rischi di cadere nella critica e nel litigio.

    Chiedi a tua madre di parlarti di sé e di te, che sei andata fino lì a trovarla e non di tuo fratello, perché tu le vuoi tanto bene e soffri troppo a sentire come lui la tratta male.

    In questo modo esci da questo brutto gioco, che ti toglie la leggerezza e la gioia della vita, che ti stai riconquistando con grande impegno.

    Per quanto riguarda la suocera vedova, che pretende la vostra compagnia, l’argomento è delicato.

    Amare tuo marito vuol dire anche tollerare certi suoi errori, certe sue debolezze.

    Nella relazione di coppia, a volte va bene presentare le nostre ragioni, a volte va bene tollerare le debolezze del partner e stare in silenzio.

    Chiediti sempre: “Che cosa è più importante: amare e andare d’accordo con mio marito oppure avere ragione?”

    Puoi dedicare questo sacrificio grande delle visite alla suocera a tuo marito.

    Puoi dirgli: “Tua mamma è simpatica, ma a volte è davvero insopportabile ed esigente. Se fosse mia madre glielo direi, ma siccome è la tua mamma e ti voglio tanto bene, starò zitta per amore. Vedrai troveremo insieme una soluzione che ci fa felici tutti!”

    Tuo marito sentirà che tu sei con lui, di fronte a questo problema e non contro di lui!

    Per questo è veramente importante lottare, anche se il prezzo da pagare è un servizio pesante a una suocera noiosa!

    Forza Roberta, forza Paola, forza Michele, state andando molto bene nell’avventuroso viaggio di uscita dall’ansia e dal panico: bravi!!!!!

    CONTINUATE imperterriti conquistando nuove comprensioni e nuove azioni fino alla bellissima meta finale, che meritate di raggiungere velocemente, insieme agli altri meravigliosi fiori dai tanti petali colorati, che scrivono e leggono questo Blog, come dipinge con le parole la nostra poetessa Francesca.

  108.  
    roberta
    24 agosto 2009 | 07:05
     

    Il giorno 13 agosto 2009 (precisamente alle ore 7.45), è stato il giorno più fortunato della mia vita, il giorno che ha dato una svolta alla mia vita.
    E’ stato il giorno in cui molto timidamente mi sono affacciata a questo Blog con tutti i miei problemi, con tutti i miei carichi emotivi, con tutte le mie sofferenze e le mie incertezze.
    Nel giro di pochi giorni mi sono ritrovata con tanti AMICI e AMICHE sinceri ed affettuosi con al centro il PERNO di tutto questo, lei cara dottoressa Laura Bolzoni Codato, la nostra COROLLA.
    Ho letto e riletto e penso che lo leggerò molte altre volte ancora il suo messaggio per me, prenderò in considerazione i suoi preziosi suggerimenti da subito.
    Prima nella confusione più totale non riuscivo nemmeno a rispondere alla domanda : “dimmi 3 fini importanti che desideri realizzare nella tua vita”……Ora nella mia mente vedo più chiarezza e posso dire che il fine principale per adesso è:
    “migliorare i rapporti con i miei familiari per non essere più ferita da loro e per riconquistare una mia dignità che credo sia stata un tantino calpestata, e con questa ripresentarmi alla VITA che ho abbandonato per troppo tempo e che è lì ad aspettare anche me, è lì ad aspettare anche il mio contributo; tutto questo per stare in pace con me stessa e con la pace dentro, irradiare amore a tutti coloro che mi circondano e che lo vorranno accettare, creando un cerchio di pace e di amore che ci faccia star bene tutti!”
    Grazie Paola per la condivisione del tuo problema con me, spero che anche a te abbia fatto tanto bene il suggerimento della dottoressa Laura.
    Grazie Michele, hai ragione che non te la senti ad essere triste dopo l’ennesima battaglia, perchè anzi devi sentirti molto fiero di te stesso per aver vinto quel momento critico ed aver portato a termine la tua bella serata con gli amici.
    Ti prometto che non mi abbatterò più nemmeno io, te lo prometto con tutto il cuore
    Un caloroso saluto e un abbraccio forte a tutti

  109.  
    PAOLA
    24 agosto 2009 | 07:58
     

    Grazie mille cara Dottoressa,i suoi consigli sono sempre saggi e utilissimi.
    Ha ragione,devo far sentire a mio marito che sono dalla sua parte,invece faccio sempre ilcontrario,lo attacco e mi arrabbio quando capisco benissimo che pur se è una donna pesante ed egoista è sempre sua madre e come tale va rispettata anche se lei a volte non rispetta noi.A volte mi fa pena perchè capisco che trovarsi sola dopo quasi 50 anni di vita insieme è durissima,ma questo non la deve autorizzare a rovinare le nostre vite.
    Mia mamma invece secondo me si sente tanto in colpa per la malattia di mio fratello e questo l’ha resa depressa e rabbiosa allo stesso tempo,mi ha detto che se resiste è solo più per me e questo mi fa male,perchè lei ha sempre solo vissuto per i suoi figli e mai per lei ed è sbagliato,perchè una mamma è sempre anche una donna e deve pensare anche a se stessa,poi noi oramai siamo grandi,abbiamo le nostre famiglie ,la nostra vita,il nostro lavoro e lei dovrebbe essere felice di questo.Io penso che mia madre sia una donna profondamente infelice perchè ha sacrificato tutto per i suoi figli dimenticandosi di vivere la sua vita.
    Grazie ancora cara dottoressa Laura Bolzoni Codato,lei è per me la persona più dolce e fantastica che mai avrei potuto conoscere.
    Spero un giorno di poterla conoscere di persona.Un caldo abbraccio e un saluto a tutti quanti i miei compagni di avventura/sventura

  110.  
    Gabriele
    24 agosto 2009 | 18:24
     

    Questo articolo mi ha permesso dopo un mese di tornare ad uscire e di aggiudicarmi finalmente un round nello scontro che sto tenendo con gli attacchi di panico e l’agorafobia che portano… mi ha veramente aperto gli occhi e fatto capire che il modo migliore per uscire da questo periodo problematico nn è “cercare” lo scontro con il nemico continuando così ad “evocarlo” … ma convincersi e comprendere che lo scontro non ci sarà… e che questo nemico non scenderà sul campo di battaglia…

    Dopo un mese intero passato ad avere ansia e attacchi di panico al SOLO pensiero di uscire e di andare alla Posta a pagare le bollette (uno dei miei primi attacchi è capitato proprio mentre attendevo il mio turno).. oggi mi sono alzato dal letto pensando: “NON SUCCEDERÀ NULLA”.. credo che tutti quelli che ne soffrono sanno di cosa sto parlando.. di quella convinzione che si conficca nella nostra mente e che ci ripete di continuo: “e se ti senti male? se ti viene un attacco? se svieni, se perdi il controllo… se se se”… già ieri prima di andare a letto tutte queste voci erano sparite e pensavo SOLO che nn vedevo l’ora di tornare ad uscire…

    Questa mattina, mentre attendevo il mio turno ho avvertito che “qualcosa” si muoveva.. insomma il nemico sembrava che volesse proprio presentarsi allo scontro… nella mente ho focalizzato l’immagine che è riportata in questo articolo… una striscia nera all’orizzonte… il nemico che si avvicina… che ci guarda da lontano e cerca di capire in che punto attaccare… e in quel preciso istante ho pensato… “oggi niente scontro, non avanzerete più di così”.. e vi dirò.. ha funzionato… ho visto come sparivano nuovamente all’orizzonte.. e così… ho pagato le mie bollette, sono andato in banca e a fare un giro nel quartiere… fino a tornare a casa soddisfatto e con la gioia nel cuore che mi stavo negando io stesso…

    Anche domani mattina uscirò da solo… e spero che potrò aggiudicarmi un nuovo round… ed ho intenzione di vincerne così tanti da non farci nemmeno più caso quando capita…

    Grazie Dottoressa e in bocca al lupo a tutti NOI

  111.  
    24 agosto 2009 | 18:51
     

    RISPONDO A GABRIELE

    Complimenti per il modo creativo, simpatico e divertente con cui hai interpretato l’articolo e per il coraggio e la lucidità con cui hai affrontato il nemico questa mattina alla Posta!

    Benvenuto nel Blog, dove siamo impeganti tutti insieme a cambiare in meglio, superando gli ostacoli interiori ed esterni , per vincere le nostre sfide personali!

  112.  
    PAOLA
    24 agosto 2009 | 18:54
     

    Cara dottoressa vorrei porle una questione che non so se riguarda solo me o se accade anche agli altri petali( femmina ovviamente).Quando sono in ovulazione e poi quando ho il ciclo faccio molta più fatica a gestire ansia e panico ed ho più pensieri negativi.E’ un problema ormonale o cosa?Grazie per la sua sempre cortese attenzione

  113.  
    francesca
    24 agosto 2009 | 19:31
     

    Ciao carissimi PETALI di altrettanto Bei FIORI, un carissimo saluto alla
    amata Dott.ssa COROLLA , a cui come sempre ci stringiamo intorno con Affetto e Riconoscenza !!
    Ho seguito con attenzione i vostri commenti, ho apprezzato con gioia gli
    splendidi e veloci successi di giovani virgulti, il rifiorire di promesse e speranze di più adulte piante…ma stavolta in SILENZIO, da dietro la mia
    ” siepe “, provando l’ emozione – ebbrezza di ” chi c’è e non c’è “, perchè
    credo siano molti i Fiori che si avvicinano al Giardino – Blog, ma poi magari si ritraggono per pudore…. qualcun’ altro rimane affascinato
    dalla bellezza e varietà di colori e profumi che il Giardino – Blog emana,
    che, quasi come è capitato a me, fatica ad allontanarsene……..
    VI penso tutti impegnati a leggere il libro ebook, amettere in pratica
    gli amorevoli e assennati consigli della Dott.ssa , preziosi per TUTTI,
    anche se non coinvolti direttamente nelle situazioni, e rivolti personalmente a ciascuno, dalla amata Dott.ssa non si può far altro che imparare….. Vi penso anche impegnati nella REALIZZAZIONE dei FINI
    che ciascuno porta nel suo cuore….
    GRAZIE Dott.ssa , a proposito, per essermi stata vicina nella realizzazione
    del mio primo Fine, in questo ” transito ” che finalmente è avvenuto !!!!!
    beh, potrei lasciarmi andare ad un YAOO, se non fosse che anche di
    QUA, qualche piccolo , marginale ” inconveniente ” c’è, per es. la caldaia
    che non funziona, quindi devo tornare nella ” vecchia ” abitazione per
    una doccia….
    Poi mi ero dimenticata che di qua, è come essere sommersi da altro trasloco: scatoloni da aprire, cose varie da sistemare, ( ri )vedere cose che si sono ammassate negli anni, e farne un’ ulteriore cernita, prendere
    confidenza anche solo con i mobili, qualcuno ancora un po’ provvisorio,
    e soprattutto a propsito di ” condizionamenti ” mentali, a volte mi ritrovo a cercare qualcosa a destra solo perchè nella vecchia abitazione magari si trovava a dx, mentre qui è posizionata a sinistra…..
    Beh, non è semplice, anche se detto così, non sembrerebbe, ma non ci
    scoraggiamo; quisquiglie, pinzillacchere…. per noiu che siamo abituati
    ad avere a che fare con ” ben altro “, farò un nome a caso : pa…..co e
    ansia……..Ma come sempre il ” nemico ” mostro lo teniamo a bada con
    scudisciate, stiamo tentando di …addomesticarlo !!
    Purtroppo è l’ AGORA’ che ci dà da fa’…..!!!
    Ma siamo intenzionati ad andare avanti, in questa lotta che è diventata
    una SFIDA….!!
    Sì, fà bene, ragazzi, leggere successi, incitamenti, perchè dà fiducia agli altri, rinforza la speranza ( la carità – amore ) la mette la nostra cara
    Corolla Dott.ssa, ma anche noi, e in questo modo anbiamo ripassato
    pure le ” Virtù Teologali”….
    Ma sì, cari amici , che state cercando di attraversare indenni il Deserto
    dei Tartari, in questa favolosa ” carovana ” che tutti ci contiene,
    capitanati dalla Dott. ssa Laura, NON mollate, non molliamo, mai, in
    ogni caso, perchè la VITA è anche questo ( per ora ), e altre disavventure possono capitare, ( noi speriamo di no ), ma sappiamo che la Vita riserva sempre ” sorprese “, anche se non è Pasqua, ed è da poco passato Ferragosto !!! ( Siamo sicuri?, perchè in questo periodo
    mi sembra di vivere fuori dal mondo ); in ogni caso ogni Vittoria non
    fà altro che rinforzarci, e ogni caduta deve ( dovrebbe ) servire per
    rimettersi subito in piedi !!
    Dovrei ricordarmi cos’ho mangiato oggi : sono stata presa da una
    ” botta ” d’ ENTUSIASMO !!!
    Cara Dott. ssa, la mia micia, prevalentemente bianca, quasi si confonde sul divano tinta corda, cotone, ecrù, diventa un tutt’uno, un’ unica macchia
    monocromatica, mi dà gioia e mi fà compagnia, nella sua discreta, ma viva, presenza, e forse si è abituata prima di me…….
    Ora vi saluto caramente, splendidi e profumati Fiori di questo profumato
    Giardino – Blog e …..continuate così . non permettete ” all’ invasore ”
    di stropicciare i Vostri delicati Petali !!!
    Alla cara COROLLA e e a Voi TUTTi, un grande ABBRACCIO

  114.  
    24 agosto 2009 | 22:29
     

    RISPONDO A FRANCESCA

    Che dolce l’immagine della tua micia sul divano color naturale!

    La mia lunga esperienza con i gatti, iniziata fin da piccola, a cinque anni, quando mia madre mi ha permesso di scegliere un cucciolo di gatto tigrato, è che sempre gli animali domestici scelgono di seguire l’amore verso il padrone, piuttosto che quello per la casa.

    Il primo giorno girano a pancia bassa per gli spazi e annusano tutto, hanno bisogno di essere rassicurati e confortati, dal secondo-terzo giorno in poi ne diventano i veri signori!

    La caldaia che non parte è un classico, sembrano quasi delle resistenze fisiche che il nuovo ambiente emana, come volesse parti pagare un sovraprezzo di tensione e di stress.

    Vedrai, nei prosimi giorni dimenticherai i disagi degli scatoloni riempiti e poi svuotati, i dubbi e le crisi nel dover scegliere se tenere oppure buttare per sempre certi oggetti del passato e la bella atmosfera della nuova dolce casetta con vista sui pini, magnoglie e ippocastani che trattengono il profumo del mare, ti ripagherà della fatica e degli sforzi appena compiuti, per regalarti un meritatissimo stile di vita più elevato!

  115.  
    Gabriele
    24 agosto 2009 | 23:37
     

    concordo… anche io sto affrontando il “trasferimento” il PRIMO… quindi passerò dall’essere accudito ed aiutato costantemente al dovermela cavare VERAMENTE da solo e in TUTTO… credo sia proprio questo che mi ha portato a confronto con questo SGRADEVOLE personaggio, che anche questa sera mi ha sferrato una lunga serie di attacchi… ma più di qualche goccia di sudore e un pò di ansia nn mi ha strappato… anche se… nn sono riuscito a spiegarmi PERCHÈ… ero tranquillo a far i piatti.. senza pensare a nulla di particolare… ed eccolo che “monta”, così all’improvviso… e mi ha lasciato perplesso per un bel pò…
    spero di capirci di più e di leggere il libro quanto prima…
    Un saluto e buona notte a tutti/e

    P.S.: sono ancora sveglio perchè cerco la carica per “affrontare” le faccende che mi attendono domani… come comportamento, come vi sembra?

  116.  
    EVA
    25 agosto 2009 | 00:46
     

    …Mamma mia…E’ tardissimo…!!! Mi si chiudono gli occhi dal sonno! :-( Ma ciò nonostante, e dopo aver lavorato parecchie ore davanti al pc, avevo comunque tanta voglia di “venirvi a trovare” e mandarvi un affettuoso saluto!
    Un super-abbraccio a tutti!
    Vi penso sempre

    A presto

    P.S. per Francesca – Congratulazioni zietta! Sono tanto tanto contenta per te!!! :lol:
    Quando mi inviti a bere una tazza di thè per festeggiare?!? :lol:
    Un bacione

    P.S. per Paola – Anch’io in “quei giorni” sono MOLTO MOLTO più nervosa, sensibile, depressa, in ansia……Ma credo sia abbastanza normale per noi femminucce.
    Penso che, visto che stiamo vivendo un periodo di particolare fragilità emotiva, semplicemente adesso ci facciamo più caso e ne risentiamo di più. Non ti preoccupare.

    P.S. per Michele – Sei stato bravissimo! Io non mi ricordo neanche più quand’è stata l’ultima volta che sono andata a mangiare una pizza in compagnia senza “problemi”….
    Leggendoti, ho rivissuto completamente quella sensazione: mamma mia….quante volte ho usato la scusa del bagno come “rifugio” o far finta di dover fare una telefonata urgente per scappare fuori a “prendere aria”….
    Ho fatto tanti progressi….e ne sono tanto felice! …Ma la pizzeria o il ristorante mi spaventano ancora.
    Sei stato un grande ed importante esempio per me e per tutti noi. Grazie! Continua così!

  117.  
    25 agosto 2009 | 01:51
     

    RISPONDO A PAOLA sul tema dell’IRRITABILITA’ e delle SENSAZIONE D’ANSIA legate al ciclo femminile

    Non c’è una relazione diretta tra attacchi di panico e movimenti ormonali legati all’ovulazione e al ciclo mensile, anche se molte volte tendiamo a voler trovare LA CAUSA ORIGINARIA, che una volta scoperta debellerà il disturbo di panico.

    Come possiamo spiegare altrimenti la realtà che molte mamme incinta soffrono di terribili attacchi di panico, come tante signore già in menopausa, per non dire degli uomini, che sono colpiti in ugual misura?

    Ma è vero che…c’è una relazione tra il senso di irritabilità e le sensazioni di ansietà che si intensificano in quei giorni.

    Questo stato emozionale e ormonale è naturale, va accettato ed eventualmente mitigato aiutandosi con le erbe, ottime sono la scutellaria, l’iperico, l’avena e la stupenda melissa, che puoi coltivare facilmente a casa tua, perché non ha bisogno di cure, cresce generosamente e “selvaggiamente”.

    Nel piccolo angolo del mio giardino dedicato alle erbe aromatiche e officinali, ci sono sempre la melissa e la menta, mi piace sfiorarle quando passo di lì e inebriami del loro profumo, mi rilassa farmi le tisane con due o tre foglioline di melissa, messe nell’acqua calda, tipo tè.

    Importante è non cadere nella trappola seduttiva e poco etica di alcune industrie farmaceutiche che riescono a creare malattie, la dove non esistono, a inventare patologie e sindromi dai nomi inediti e affascinanti pur di trasformare le condizioni normali, tipo i naturali e umanissimi stati di ansia e di irritabilità, in drammatici e incurabili distrurbi.

    Creare malattie giocando sulle paure delle persone è un vero business plurimiliardario.

    Vendere pillole alle persone sane, che attraversano temporanei momenti di crisi interiore oppure esistenziale, spaventandole con nomi di nuove fobie è molto irritante.

    Quindi Paola, quello che puoi fare per prenderti cura di te è sapere, calendario alla mano e attenzione alla luna, quando sono vicini i giorni critici del ciclo e in quei giorni bere tante tisane alla melissa, farti i fiocchi di avena per colazione, controllare consapevolmente il tuo comportamento verso le persone, soprattutto quelle più vicine a te, marito, mamma e fratello.

    Ti fa bene anche mangiare più frutta e più verdura.

    Rinuncia ad affrontare qualsiasi discussione durante quei due-tre-quattro giorni, sposta i chiarimenti ai giorni successivi, altrimenti finirai per scivolare, quasi senza accorgertene, nel litigio.

    Le parole hanno valore e pesano, una ferita verbale ed emozionale guasta per molto tempo la relazione e crea il senso di colpa, che ti farà sentire di meritare meno nella vita..

    Inoltre dovrai dedicare tanto tempo a ricucire i rapporti con le persone su cui si è abbattuta la nuvola dei tuoi sentimenti negativi, conditi dall’ansia e dall’irritazione.

  118.  
    PAOLA
    25 agosto 2009 | 07:41
     

    Grazie mille cara dottoressa come sempre i suoi consigli sono utilissimi e non so perchè ma dette da lei le cose sono sempre più facili da mettere in pratica.Grazie mi ha tolto un dubbio che mi attanagliava da molto e sicuramente userò la melissa.
    Grazie ancora

  119.  
    Gian Piero
    25 agosto 2009 | 08:31
     

    Carissimi amici del blog e cara Dottoressa Laura Bolzoni, leggendo tutti gli interventi di questi giorni mi rendo conto di quante persone combattono ogni giorno e di quanto sia importante avere uno spazio in cui ognuno di noi possa scrivere la propria esperienza. Ho l’impressione di far parte di una grande armata schierata contro un potente nemico.
    Leggendo gli interventi capisco ancora una volta di non essere solo e ho la consapevolezza che tutti, chi prima chi poi, usciremo completamente da questo brutto momento.
    Come scrive la Dottoressa Laura Bolzoni Codato nel suo libro … “Lascia andare, lascia andare, lasciati andare! ” e riprendiamo ad amare sul serio gli altri, noi stessi e il mondo che ci circonda.
    Un abbraccio sentito a tutti e coraggio, coraggio, coraggio!

  120.  
    gabriele
    25 agosto 2009 | 11:12
     

    Finalmente sto leggendo il libro e già ho compreso di aver sbagliato tutto ieri sera…
    Il lungo duello che ho intrapreso per sopprimere i sintomi li hanno solo portati a durare più di due ore… nn sono riuscito a ri-applicare la “strategia” del mattino dove con una certa calma mi ero liberato dei primi sintomi velocemente…
    è comparso tutto per un mio “evocare” i sintomi stessi… poco prima sentivo la donna che abita vicino urlare a piangere rivolta al figlio che ha problemi di tipo mentale… ecco.. da lì il pensiero “non voglio possa succedere anche ai miei, e se nn riuscissi più a gestire gli attacchi?”… et voilà.. indovinate chi ha bussato alla porta della mia mente? ed è cominciato il duello (mancanza di aria, il mio ingoiare compulsivo pensando che la gola si stia chiudendo etc etc)…
    Duello durante il quale sono persino giunto a guardare la boccetta di XANAX e pensare: “forse 10 gocce potrebbero darmi una mano”.. come sostiene il medico, che nn comprende il mio ostinarmi a risolvere la questione contando solo su me stesso… poi ho cmq retto allo scontro, andando a dormire ancora leggermente agitato.. agitazione che cmq ho attribuito alla stanchezza (la sera prima nn avevo praticamente dormito)… la stessa agitazione che avevo anche questa mattina prima di uscire (pensiero fisso: e se succede come ieri sera?) per fortuna mi sono fatto coraggio, pensando che SAPEVO BENE che nn sarebbe successo nulla se nn lo volevo io stesso, e ho preso quel treno che tanto mi spaventava da settimane… nn senza provare un pò di ansia, ma pensavo alle parole della Dottoressa riguardo il fatto che un pò di adrenalina ci vuole per fare le cose.. quindi tutto sommato era normale…
    Mentre tornavo a casa pensavo che forse ho “esagerato” e che non si vince questa guerra con una sola battaglia… ma è un percorso e devo prendere il mio tempo, smettendo di lottare anche contro questo…

    Ora mi godo la mia lettura.. e spero di riuscire ad applicare presto gli insegnamenti riportati…

    un saluto

  121.  
    PAOLA
    25 agosto 2009 | 11:59
     

    Complimenti a Francesca e Gabriele che riescono a vivere da soli pur se in compagnia del nostro odiato nemico.Io sono sposata ma se non lo fossi non so se ce la farei a vivere da sola,è un’esperienza che non ho mai fatto e non so se troverei la forza ed il coraggio per farlo.
    Avete dunque una grande forza interiore,sfruttatela per sconfiggere il nemico.
    Un abbraccio

  122.  
    Michele
    25 agosto 2009 | 17:37
     

    Buonasera, cari amici! Il caldo continua e, nonostante siano quasi le sette, l’afa fa ancora tremare l’aria.
    Tuttavia, ciò non mi ha impedito di sdraiarmi sull’amaca in giardino e di godermi una bella tazza di té verde, ovviamente fresco!

    Che pace…che meravigliosa armonia

    Ormai ho deciso di regalarmi questi bei momenti di relax alternati allo studio, oltre, naturamente, al piacevolissimo esercizio sulle immagini!

    Sono soprattutto felice perché, finalmente, sto riprendendo a poco a poco a mangiare come una volta, senza farmi venire attacchi di ansia a e fobie varie a tavola.

    Queste piccole conquiste fatte giorno dopo giorno mi rendono sereno, di buonumore come una volta, e non sempre nervoso com’ero fino a qualche giorno fa. Insomma, mi sento veramente rilassato!

    Forza amici, la vita è splendida e dobbiamo viverla intensamente, cercando di non sprecarne più neanche quella infinitesima parte con quel “qualcosa” che in realtà è solo un’illusione prodotta da noi stessi!

    Un abbraccio forte forte forte a tutti!!!

  123.  
    gabriele
    25 agosto 2009 | 17:48
     

    veramente io non mi sono ancora trasferito… sto attendendo che mi portino i mobili… e suppongo ahimè che il panico sia dovuto proprio a questo “distacco” dalla famiglia… nato anche dal fatto che nella mia mente durante un semi/soffocamento avvenuto mentre mangiavo, si mise il terribile pensiero “e da solo, cosa faresti? potresti morire”… ma ora il mio problema nn è più il cibo, mi sono fatto coraggio e mangio anche senza avere altri vicino… resta solo il nostro comune nemico… oggi pomeriggio voleva farmi una visitina, ma è rimasto fuori la porta per fortuna :)

    un abbraccio e sempre in bocca al lupo a tutti

  124.  
    francesca
    25 agosto 2009 | 23:37
     

    Cari Petali e Sepali ( ma per comodità, continueremo a chiamarci, per chi lo vorrà, Petali, poichè insieme fomano il Fiore) e carissima Corolla Dott.ssa Laura Bolzoni, sono in compagnia dei soli ” sintomi “, di cui
    sto cercando di infischiarmene ; parte del ” gioco ” col nemico che anche Gabriele, conoscerà…..
    Gabriele ha fatto un po’ come me ; prima ha
    letto il Blog-Giardino, e poi ha sfogliato il libro ebook….

    A proposito, devo dare una ripassatina al libro della Dott.ssa Laura Bolzoni Codato; dovrebbe essere tenuto sottomano, come il Vangelo ; il primo per imparare a vincere il nemico, che lascia orme perfino nel deserto dei Tartari, il secondo per imparare, continuare, riprendere ad AMARE, TUTTO e TUTTI, come dice Gian Piero !!!

    Cara Paola, io non abito da sola,; sono sposata , nonostante la mia vita coniugale sia stata un’odissea, ( beh, storia lunga e poco interessante…
    suocera che ” manipolava ” il figlio, vicissitudini varie perchè in momenti
    ” particolari ” di bisogno d’affetto, vicinanza, solidarietà ,etc, mi sono sentita ” abbandonata “, in un’occasione particolare mi è stato detto anche: non voglio mica ammalarmi per colpa tua!…. un po’ come è successo coi miei genitori, nella mia infanzia…. ma poi ci si chiarisce, si
    perdona, perchè il Bene, in fondo c’ è ; è solo che vivere accanto a persone che hanno alcuni ” problemini ” si limita anche l’altro, e questo
    lo si capisce, lo capiamo noi per primi, come diceva mi pare anche Virginia (?)

    In ogni caso, ragazzi, niente tristezze; ho conosciuto il BLOG _ Giardino
    e una fra le prime cose che ho imparato è stata quella di consolare, amare la parte “piccola “, che c’è in ciascuno di noi, e che purtroppo in certi casi, é stata ” disprezzata “, non amata, e altro, da quache adulto…

    Pazienza, ora è sempre con me, insieme al mio “me stesso ” che mi porto nel cuore, mi fa compagnia….
    Niente tristezze, dicevo, perchè il passato è passato, e il presente è ORA,
    col bisogno, la voglia di sconfiggere il nemico, quantomeno farlo indietreggiare, perchè abbiamo i nostri FINI da realizzare !!!!!

    Grazie, Dott.ssa per il ” traghettamento ” anche nella nuova casa, finalmente di proprietà, e uso il verbo traghettare, perchè nonostante da anni non mi possa permettere per tanti motivi, qualche giorno di vacanza,
    stamattina mi sembrava di essere, con la fantasia, a ….Venezia:
    l’operaio di turno che aggiustava la caldaia, ha allagato mezza casa…
    speriamo i giorni a seguire siano più tranquilli, ansia e stress hanno
    riesumato i sintomi; mentre nei giorni scorsi, nel clou del trasloco,
    “solo ” 2 attacchi…
    Beh, a volte sembra proprio di combattere coi mulini a vento, ma occorre persistere, non mollare…..
    Mi sono ” rifatta ” un po’ perchè nel mese di luglio ho avuto in mostra in una città vicina a dove abito, mie didascalie – poetiche che iilustravano
    foto, e nella città dove abito, poesia- didascalica ( divertiamoci, invertendo, ma il risultato non cambia ) su foto -argomento: barriere archittetoniche…
    beh, poca cosa, ma piccoli semi che tento di spargere per arrivare
    al mio FINE principe, forse, un giorno…farmi conoscere quanto basta per
    fare qualcosa per i BIMBI
    ; come già detto loro hanno diritto al meglio,
    devono essere adulti felici, con la voglia , l’entusiasmo, l’ ideale di
    cambiare un po’ questo Mondo, ma mi devo sbrigare, poichè dopo
    essermi proposta come zia ( ciao Eva, grazie per le congratulazioni ),
    fra un po’, più che ad un corso di scrittura creativa, mi dovrò iscrivere
    all’ università della terza età !!

    In ogni caso, in altra occasione, dissi che se proprio non potrò diventare
    un’ aquila per raggiunti limiti d’età, mi bastava trasformarmi in un cigno…
    ma va bene anche una ….paperotta ( vale sempre il detto che chi si
    contenta gode )!

    Ai giovani virgulti, come ” zia ” che adotta , raccomando di non indugiare
    in inutili tentennamenti, di battere il ferro finchè è caldo, di rialzarsi a muso duro guardando in faccia il nemico, di fare a braccio di ferro con
    la Vita in genere, quando lo richieda….

    UN caro SALUTO, un ABBRACCIO, un SORRISO.alla prossima puntata

  125.  
    Gian Piero
    26 agosto 2009 | 07:38
     

    Buongiorno a tutti voi.
    Poche righe per augurarvi e augurarci una giornata libera e consapevole.
    E semmai non dovesse essere così, andiamo avanti, andiamo avanti, andiamo avanti.
    Un saluto e come dice la nostra Francesca un sorriso e alla prossima puntata.

  126.  
    gabriele
    26 agosto 2009 | 23:59
     

    Oggi dopo una bella giornata passata da persona “libera” non ho pensato al mio OSPITE una volta… all’improvviso è comparso… e questa volta nn sono riuscito a fermare la sua venuta, tanto che anche mangiare mi è stato difficile…

    Insomma ogni volta che credo e penso di aver cominciato realmente a chiudere quella porta… arriva qualche folata di vento che la riapre… ed ogni vittoria è seguita da una sconfitta…

    Almeno però questo nuovo colpo mi è servito a capire, come mi ha detto la Dottoressa Laura Bolzoni Codato, che “NON PENSARE AL PROBLEMA NON È RISOLVERLO“.. che devo imparare meglio a deviare la mia attenzione dai molteplici sintomi ad altro.. e magari devo anche capire di esser innanzi ad un avversario che ha le sue astuzie… se ho capito che nn avrò infarti o soffocamenti, stranamente mi compare un dolore alla schiena, al braccio o altrove…

    E devo soprattutto riuscire a mettere tra ME e “LUI” i miei fini:

    Andare a vivere da solo,
    essere indipendente,
    tornare a fare il lavoro che mi piace con la carica di un tempo,
    essere felice per me e per chi mi vuole bene e
    tornare il Gabriele che quando la sorella aveva gli attacchi di panico riusciva a calmarla…

    Questa sera, lo ammetto, mi sono sentito battuto… ma anche l’altro giorno lo ero… poi è passata e le parole “Le sconfitte sono di fatto i momenti migliori per correggere l’approccio mentale verso il nemico, che ti metterà subito alla prova, spesso più volte.” mi hanno fatto capire… che anche da questo brutto momento posso imparare.. che devo cancellare l’arroganza che mi ha fatto pensare. “da oggi ho vinto io”… ora è il momento di rialzarsi con umiltà… e tenermi pronto al nuovo round…

    Mando un saluto a tutti voi e spero di non annoiarvi con i miei post
    GRAZIE

  127.  
    Elena
    27 agosto 2009 | 00:43
     

    Cucù sono di nuovo qui…
    l’altra sera ho partecipato alla famosa festa nella quale mi volevo lanciare e fluire nel divertimento….
    Ero ospite nella casa di campagna di un mio amico…
    Telecronaca: mi preparo ed esco nel giardino tutta contenta e piena di aspettative… che bello stanno preparando le cose, le luci, la musica… mi siedo sull’amaca osservando la situazione… aria di attesa… chiacchiero con un bambino dagli occhi incredibilmente azzurri e consapevoli che mi chiede se mangerò la grigliata di carne (proprio a me lo chiede che sono vegetariana!!!) e così a spiegargli perchè non mangio gil animali etc etc… piano piano inizia ad arrivare la gente… ahhhhhhhhhhhhhhhhh!!! osservo osservo e inizio a incupirmi… vedo tante maschere, vorrei sincerità spensieratezza come nelle feste dei bambini… arrivano le persone e vengo presentata… grande tavolata di gente… si mangia!!!!

    Mi invitano a sedermi al tavolo e io dico solo NO NO e scappo via…. entro in casa mi butto sul letto e piango per circa 1 ora!
    Esce tutto in una volta il dolore legato alle feste di quando ero bambina a cui non mi invitavano e via una pioggia di lacrime… il mio ragazzo mi sta vicino io continuo a piangere e mi dico ok accetto sta cosa che esce… sembra una bottiglia di champagne appena stappata… un brindisi festaiolo originale :)
    e così piango e piango e piano piano sto dolore si diluisce… riprendo il coraggio e torno fuori… tutto ciò che prima appariva minaccioso ora è accogliente semplice pieno di tante belle anime con cui incontrarmi… e così vai mi tuffo!!!

    E semplicemente sto con gli altri, senza grossi sforzi… Insomma la serata è finita con una cantante che cantava il karaoke e il nostro amico mi ha convinta a cantare in duetto le canzoni di battiato ( e poi anche trottolino amoroso dudu dadada) era dalle elementari che non cantavo in pubblico e ho riscoperto una grossa gioia che ho dentro e che a volte celo… la gioia di stare in mezzo agli altri e di fare dono di ciò che ho dentro… con semplicità…

    ciao a tutti un grande abbraccio

    Elena

  128.  
    Gian Piero
    27 agosto 2009 | 07:53
     

    E si, caro Gabriele, è capitato tante volte anche a me!
    Sentirmi battuto e impotente davanti alla violenza e all’imprevedibilità dell’ansia con conseguente terrore e panico.
    Nel momento in cui ti senti fuori dal problema e magari anche felice e spensierato eccolo che arriva…
    Fai bene a pensare che le sconfitte aiutano, è giusto pensare che ti serviranno per correggere il tiro per le prossime avanzate del nemico!
    Stringi i denti, forza e coraggio!
    E non sottovalutare i momenti di gioia, pensa che ieri ho trascorso un pomeriggio bellissimo senza ansia e panico perchè, come consiglia la Dottoressa Laura Bolzoni Codato, ho iniziato a seguire uno dei fini importanti della mia vita e cioè quello di avere una casa nuova.
    Ieri infatti abbiamo visitato l’appartamento che dovremo ristrutturare e abitare nei prossimi mesi. E’ stato bello immaginare e sognare con mia moglie e mia figlia gli spazi, i mobili e le soluzioni per renderla carina, calda e accogliente. La mente era occupata a pensare cose belle e per una sera intera dentro di me ho vissuto solo la pace.
    Grazie Dottoressa e grazie a tutti voi.
    Un abbraccio e un sorriso

  129.  
    Virginia
    27 agosto 2009 | 10:17
     

    Carissimi,
    leggo e rileggo con interesse tutti i commenti e i preziosi suggerimenti vostri e della dott.ssa Laura Bolzoni.
    Rileggo ancora una volta l’e-book.
    Concludo che il mio problema e obiettivo principale per il momento è l’accettazione.
    Dopo 10 anni di DAP ancora non ho fatto progressi su questo piano; anzi direi che la distanza tra me e l’accettazione è aumentata, così come tutti gli acciacchi sul piano somatico causati da questo logorio.

    Vedo che molti di voi stanno lavorando davvero bene in questa direzione.
    Io non credo nemmeno di essere partita in questa direzione!! Devo ancora riflettere su questo punto e riordinare idee e priorità… mah vediamo… un caro saluto a tutti

  130.  
    francesca
    27 agosto 2009 | 10:55
     

    Essere o non Essere; scrivere o non scrivere…..
    Scriviamo!
    ( A volte, stati d’animo miei, li ho trasferiti in Poesia, e per quanto , a volte, lalcune m. poesie, siano profonde, perfino velate di tristezza, mi piace comunque dare loro un’ impronta risolutiva felice, forse proprio perchè
    di tristezza e di dolore ce n’è tanto, in giro, amo disperatamente cercare
    la parte BELLA, POSITIVA della Vita ); ma in questo periodo sono anche stanca mentalmente, quindi ….cari Petali, Fiori e Corolla, se permettete,
    scrivo un po’ in……
    Prosa, qui……
    Mi sarà concesso ?

    Premesso che detesto annoiarmi, ma non intendo combattere la noia
    col “fare , tanto per fare “, capisco sempre di più , per TUTTI, quanto siano importanti i FINI , la ns. REALIZZAZIONE, portare avanti qualcosa che veramente ci piace e ci appassiona….

    ( Beh, c’ è anche chi ha fatto lo scopo della sua vita, l’ammassare soldi, o ….. qualsiasi cosa di tipo materiale ; pur consapevole che i soldi servono quanto basta, per vivere dignitosamente, non è mai stato il mio… ” fine “, forse un po’ da incosciente ( ? ) e ho percorso strade lavorative tanto per lavorare, quindi
    il lavoro non voluto, cercato, scelto , non poteva essere che un ….flop !!
    Così l’ ho perduto, lasciato, o sono stata costretta a lasciarlo , e mi hanno costretto a lasciarlo….
    .
    A questo proposito, mi vergogno un po’ , poichè ci sono padri di famiglia
    in cassa integrazione, che è l’anticamera del licenziamento, o peggio , già licenziati, ma tant’ è….in ogni caso, se mi dovessi trovare in serie difficoltà economiche, sarei poronta anche ad andare a fare le pulizie alle scale, in uffici, o altro ( ma sempre accompagnata. per OVVII motivi )….

    E qui il punto, ho capito che anche stare in casa, svolgere le normali attività domestiche, pur necessarie, dovute, di mia competenza, devono essere accompagnate sempre da una parte di ” gioco ludico “; e possibilmente da creatività !

    Così sto escogitando qualcosa in questo
    senso, oltre che che parlare con la mia ” parte piccola “, coinvolgerla
    dicendole : ora facciamo questo, ora ti faccio vedere quest’ altro , e parlare , sollecitandola al gioco
    , o ad altro, alla mia gattina, tenete la radio accesa su trasmissini intelligenti, come se contemporaneamente
    stessi leggendo un libro, il quotidiano, in questo modo i doveri , anche se accompagnati da una dose di affetto per la persona che ho vicino,
    sono meno …… pesanti !!

    Tutto questo panegirico, per ” invitare ” quanti sono in ” contatto diretto ” col nemico a cercare dentro di sè la verità sul
    da farsi nella Vita , quindi a cercare i propri FINI da realizzare….

    Credo sia estremamente importante per tutti ( per me, già definita, e
    tale mi sento, anima libera, troppo coercizzata), era , è , IMPORTANTE,
    ma ho fatto scelte dettate dal caso, o da altri, solo in questi ultimi anni,
    beh, decennio più qualche anno , ho capito cosa mi fa sentire
    l’ anima leggera : fare qualcosa per gli altri, nel mio piccolo, e ritrovare la mia parte ” bambina “, sepolta , intrappolata per tanto tempo, fin da quando ero appunto ….anagraficamente bambina, ma troppo adulta, perchè così mi hanno voluto genitori, circostanze, doveri…….
    Insomma : RIDATEMI l’ infanzia…. e quindi tra i miei FINI , fare qualcosa per i bambini, perchè abbiano un po’ più di GIOIA, di quanta
    non ne abbia avuta io !!!

    Scrivendo per loro, scrivo anche e per me stessa….. ( Un pianto liberatorio mi ha colto e avvolto, come le spire di rami di un salice piangente ) ….

    Spero non sia troppo tardi, visto che l’età anagrafica reale, non è tanto
    …….infantile !!! E , di più, spero, oltre all’acciacco che mi sono procurata, cadendo per via della mia gattina, fra poco, e nel mezzo, non ci siano altri impedimenti !!!!

    E il ” nemico ” che sta dietro le sbarre del cancello ormai ARRUGGINITO, del deserto dei Tartari ?

    Beh, stiamo pensando anche
    a quello, caspita, ma ci stiamo pensando nel modo giusto….!! a come farlo fuori !

    Non ( sor) ridete, per favore, cari amici Petali – Fiori : sto aspettando un’ amica di vecchia data che fà un salto a vedere dove abito;
    beh, le ho dato appuntamento a…. metà strada !!!
    L’avevo detto che l’ AGORA’ è forte ?
    Ma perchè ?

    Confidenza, per confidenza, è peggiorata da quando la persona che ho vicino, in alcune situazioni mi ha ” mollato “, ” lasciata a piedi “, non
    tanto fisicamente, quanto emotivamente, psicologicamente…. come già
    capitato nella mia infanzia…. ( ma se è ormai lontana, come mai,
    questi ” traumi ” rivissuti non si dissolvono ?)

    Che FARE, cara Dott.ssa ???
    Grazie per avermi letto, SCUSATE lo sfogo, ma … anche questa è parte
    della nostra, mia Anima, non solo il ” gioco “, vive e convive con me…

    Mi è costato molto , tra ieri, e oggi, accennare al rapporto con la persona
    che ho accanto ( amo il PUDORE, la RISERVATEZZA )!

    Un grande ABBRACCIO a tutto il GIARDINO e i FIOri, su cui si stanno posando, in questo momento , farfalle; su di me, ancora ” cavolaie “,
    ma sugli altri Fiori-Petali, Farfalle tra gli esemplari più belli, e RARI!!

    (Ah, l’ AFFETTIVITA’….che grande , immensa cosa: è ciò di cui siamo
    inbevuti, impregnati, per cui ci muoviamo, respiriamo, VIVIAMO !)

    un SORRISO, come sempre, nonostante tutto !!! sempre, sempre, SEMPRE!!!

  131.  
    Michele
    27 agosto 2009 | 19:24
     

    Carissimi Amici,
    sono reduce da un pomeriggio passato a casa di amici a guardare un film dell’orrore, di quelli che tanto (una volta…) mi piacevano.

    Inutile dire che, non appena ricevuto l’invito, ho subito pensato di accettare, credendo che questa potesse essere un’ulteriore “prova” da affrontare per dimostrare i miei piccoli progessi realizzati giorno dopo giorno.
    Ancora però non mi ero reso conto che, dietro a questo ambizioso progetto, in realtà si nascondeva una certa ansia anticipatoria…
    Infatti, messici tutti comodi davanti alla tv, i primi 10 minuti sono trascorsi abbastanza tranquillamente: pensavo solo a godermi il film e nessuna paura attanagliava la mia mente.
    Quando, poi, le scene si sono fatte sempre più cruente e cariche di tensione, ecco riaffiorare tutto ancora una volta…

    Ed ecco arrivare i sintomi!
    Ma non sono durati più di tanto, perché improvvisamente la voce della mia coscienza mi ha detto che il pericolo non era reale, e che quello che guardavo non era vero, dunque era assurdo provare panico per qualcosa di illusorio.

    Insomma, la tensione me la sono portata dietro per tutta la durata del film, complice la trama di quest’ultimo, ma dopo esser tornato a casa, un po’ per il finale amaro del film, un po’ per quell’attacco di panico inaspettato, mi sono sentito triste…
    Tuttavia, non ho intenzione di mollare.
    L’attacco c’è stato, è vero, ma è durato una manciata di secondi, quando prima durava molto tempo…
    Indubbiamente buon segno, quindi che questo meraviglioso percorso di cresciuta continui pure!
    Un abbraccio fortissimo a tutti!!!

  132.  
    ALESSANDRA
    28 agosto 2009 | 10:13
     

    Un caro saluto a tutti. Anche per me è stato sempre così giorni prima del ciclo ansia e agitazione ed ora anche in gravidanza. Comunque anche io in quaesto blog mi sento in famiglia poter scrivere liberamente e condividere con altri gli stessi stati d’animo. Capisco benissiomo roberta anche io in qualche modo soffro d’ansia per il troppo forte legame con la famiglia con conseguenza di liti con il mio compagno. Mia sorella ha un figlio disabile ed è sola perchè il marito li ha abbandonati io mi sono sempre stata presente sopratutto per il grande affetto che mi lega a loro e mio nipote che amo come un figlio ma ora mi è diventato pesante perchè è diventato come un obbligo io trascuro il mio compagno, le amicizie, la sua famiglia le cose che vorrei fare perche anche se una sera non ho voglia di uscire lo faccio per fare felici loro se non ho voglia di andare perchè sono stanca dal lavoro ci vado lo stesso e se penso di dover andare a passare una giornata di svago mi sento in copla perchè loro non possono farlo. Anche per questo la mia ansia si è accentuata non vado a cene con tante persone al mare con tante persone niente viaggl niente feste mondane vedo solo pochi intimi amici e la mia famiglia. Spero piano piano di superare tante paure e parlare con Voi mi aiuta tanto. Domani andrò alle poste per bollettino così leggero libro della dottoressa e spero mi aiuti. Un abbraccio a tutti

  133.  
    Alessandra C
    30 settembre 2009 | 13:55
     

    Mi sento così sola.
    Non ce la faccio più.

    Ogni giornata, ogni avvenimento bello della mia vita si trasforma in un momento terribile da cui uscire il più in fretta possibile.
    Ho una bambina di 16 mesi a cui voglio un bene grande come il mondo, ho un marito affettuoso che mi ama e una famiglia splendida.

    E la mia vita va a rotoli.

    Non riesco più a fare niente, nemmeno ad andare a comprare il latte per la mia bambina.
    Ormai sono arrivata a ritmi ingestibili.

    Passo le giornate a dribblare situazioni che ritengo “a rischio”;ma non serve perchè anche se cerco di prevedere tutto, alla fine qualcosa mi sfugge ed ecco che il mio panico attacca più violento che mai.

    E io non so come uscirne.

    Aiutatemi perfavore

  134.  
    ALESSANDRA
    2 ottobre 2009 | 09:23
     

    Ciao Alessandra C benvenuta nel blog abbiamo anche lo stesso nome!!!Che bello hai una bambina di 16 mesi, non so se hai letto io sono incinta di soli 3 mesi con tante difficoltà nel senso tante paure e continui e pesanti attacchi d’ansia. Ti capisco convivere con il nemico è dura anche io finora stò evitando i luoghi e le situazioni che penso potrebbero causarmi un attacco però questa non è vita!!!Però dovremo cercare di essere un pò più ottimisti certo non è semplice e neanche a breve termine ma pensiamo di farcela sai qua troverai tante care persone capacdi ascoltare e capire. Anche io ho un compagno che mi ama ed una famiglia che mi adora degli amici ma questo non sembra bastare delle volte mi sento tanto sola perchè non stò bene con me stessa ma sopratutto perchè è la realtà ti può capire solo chi conosce perchè vissuta ansia e attacchi di panico è difficile da spegare così come è difficile da capire. Se e quando avrai voglia qua ci troverai tutti pronti ad ascoltarti io ci sono. Un abbraccio grandissimo

  135.  
    Alessandra
    5 ottobre 2009 | 16:05
     

    Ciao Alessandra,

    Grazie per le tue parole:mi hanno tirata un po’ su di morale.

    Grazie ancora.

  136.  
    grazia
    28 giugno 2010 | 02:02
     

    Ciao a tutti!
    Due anni fa, il penultimo giorno di lavoro (mi ero licenziata) è iniziata la crisi. Avevo già avuto un paio di attacchi di panico ma più “leggeri”, invece quel giorno mentre stavo male pensavo alla morte come a una liberazione ed è stato l’inizio di un periodo in cui mi sentivo continuamente in tensione, con angoscia e il terrore che venissero altri attacchi di panico.

    Facevo fatica a parlare anche con i familiari e a mangiare, anche da sola. Sentivo il bisogno di distrarmi e di non avere impegni, se non decisi da me. Piangevo spesso, forse anche per sfogarmi, e mi chiedevo come sarei riuscita ad uscire da questa situazione. Sentivo disagio e angoscia al pensiero di esserci, della vita.

    A volte al mattino sentivo paura al pensiero di affrontare la giornata, e desideravo che venisse subito sera.
    Insomma, gli attacchi di panico non sono stati numerosi, ma l’angoscia era continua e forte….
    Quello che mi ha aiutato è stato il Tavor. Avevo già avuto periodi in passato con crisi d’ansia e pensieri fissi, ma non avevo mai voluto prendere farmaci. In qualche mese tutto passava, perché nonostante la grossa fatica continuavo la vita di tutti i giorni…Invece due anni fa ho voluto prendere il calmante perché non me la sentivo di lottare senza. Lo prendo ancora, ma va molto meglio, circa 10 mesi fa ho ricominciato piano piano ad uscire, ad allontanarmi da casa (per gradi), e ora riesco a stare fuori casa (da mio fratello) per alcuni giorni, ho ricominciato a guidare da sola, riesco a stare fuori anche se prima di uscire mi chiedo come andrà…Appena potrò farò una terapia cognitivo comportamentale, perché voglio liberarmi completamente di questo problema e non voglio più ripetere un’esperienza del genere!!!!

    Un saluto a tutti voi e forza!! Ce la facciamo!!!!!!!! :-)

  137.  
    Flavia
    15 luglio 2010 | 17:01
     

    Ciao a tutti.. ho 18 anni..sono capitata oggi per caso in questo blog poichè cercavo il significato di ansia anticipatoria…ed eccomi qui!
    I miei attacchi di panico sono iniziati più o meno 5 mesi fa.. ogni mattina mi alzavo con un unico pensiero fisso “la paura che oggi mi venga un attacco di panico”. Ho iniziato a prendere LEXOTAN pensando che se quella mattina prima di andare a scuola non l’avessi preso, sarei stata male. Ora che è arrivata l’estate sono cambiate tante cose. Ho iniziato una terapia cognitivo comportamentale e mi sta aiutando davvero molto.
    Però ho sempre la preoccupazione di allontanarmi da casa.. tra 2 settimana andrò al mare 7 giorni con amiche e adesso penso “e se mi viene l’attacco cosa faccio…” e altri pensieri preoccupanti…
    Adesso ho sospeso il lexotan perchè credo di aver fatto un gradino in più.. Una cosa l’ho imparata.. NON SI DEVE STARE CHIUSI IN CASA! si deve USCIRE!!!! e se si ha pura di uscire x un attacco pensate :” e se mi viene?? LO COMBATTO!” vi consiglio di leggere i seguenti punti.. vi aiutano tantissimo credetemi!
    PUNTI DA RICORDARE DURANTE UN ATTACCO DI ANSIA

    – Non preoccuparti se talvolta ti senti spaventato, irrequieto e confuso: si tratta solo di un’amplificazione delle normali reazioni allo stress.
    – Il solo fatto di avere queste reazioni non implica l’essere molto ammalati. Queste sensazioni sono molto spiacevoli e possono mettere in allarme, ma non solo pericolose e non preludono ad alcun disturbo fisico più grave.
    – Lascia libero accesso alle tue reazioni fisiche. Cercando di evitarle le hai sempre alimentate, rendendole più acute. Non cercare di fuggire da uno stato di panico: quando ne avverti l’insorgenza, inspira profondamente ed espira, abbandonandoti alle tue sensazioni fisiche. Continua a provare. Non cercare di combattere le sensazioni di panico, ma accettale.
    – Cerca di metterti il più possibile a tuo agio senza cercare di fuggire alla situazione. Se sei per strada appoggiati contro un muro; se sei al supermercato cerca un angolo tranquillo; se sei in un negozio, di al commesso che non ti senti molto bene e che vorresti sederti un attimo. Non precipitarti verso un taxi per correre a casa di corsa!
    – Smettila di aumentare il tuo panico con pensieri ansiogeni riguardo a cosa ti sta succedendo e a quale può essere la conseguenza. Non indulgere in pensieri di autocommiserazione, ma accetta semplicemente quello che ti sta succedendo. Se impari a farlo, la tua paura diminuirà.
    – Pensa a quello che sta realmente succedendo nel vostro corpo, evitando di ripeterti frasi del tipo ” Mi capiterà qualcosa di terribile, devo cercare di impedirlo” . Pensate piuttosto: “Non andrò per terra, non sverrò, non morirò e non perderò il controllo”.
    – Aspetta, da alla paura il tempo di passare; non fuggire. Noterai che non appena smetterai di alimentare il panico con pensieri preoccupanti, la paura comincia a scomparire.
    – Pensa che proprio questa può essere per te un’occasione per fare esercizio. Tra non molto riuscirai a controllare il panico e a dirti che ce l’hai fatta. Pensa al progresso che il fare questo esercizio comporta.
    – Cerca di distrarti da quello che sta succedendo dentro di te. Guardati attorno, nota la gente per strada, sulla filo, ecc.; queste persone potrebbero essere con te e non necessariamente contro di te.
    – Quando il panico si affaccia all’orizzonte, lascia che il tuo corpo si abbandoni, respira profondamente e continua con la tua attività. Ricorda che ogniqualvolta affronti il panico riduci la tua paura.
    Ciao a tutti spero che questi consigli vi possano aiutare!

  138.  
    MARTA
    16 luglio 2010 | 14:49
     

    Cara Dottoressa e cari amici, ringrazio in particolare anche Flavia per questi preziosi consigli.

    Io mi trovo ad affrontare una situazione per me a rischio attacco di panico, vi spiego. Sto lavorando in equipe da qualche giorno, i primi giorni ero entusiasta perchè ero contenta dell’esperienza, del gruppo, del tipo di lavoro………ieri salta fuori che mangeremo sempre in gruppo anche con altre persone a me sconosciute sempre in luoghi diversi.

    Per me è sempre stata una situazione di rischio questa, infatti sta mattina al risveglio sono stata assalita dall’ansia, nonostante tutto sono andata a lavoro ma il pensiero fisso del “come farò ad affrontare questo” mi angoscia e mi deprime.

    Sto pensando di mollare, ma sò che questo dopo un’iniziale stato di sollievo non farà che scoraggiarmi e allontanarmi dalla soluzione, ovvero vincere gli attacchi di panico.
    Per quanto riguarda il distrarre la mente da questi pensieri spesso ci provo ma non trovo un idea realmente forte che mi aiuti.

    Datemi qualche consiglio se potete.

    Grazie per avermi ascoltato, in realtà non ho mai parlato a nessuno di questo mio problema e farlo qui mi da un senso di liberazione.

  139.  
    roberta
    17 luglio 2010 | 12:31
     

    Ciao a tutti, sono Roberta e sono nuova. Leggo i vostri commenti e capisco che davvero siamo tutti nella stessa situazione: alla ricerca di una via d’uscita e abbiamo paura di avere paura….
    Siamo anche in tanti però, non immaginavo, all’inizio credevo di essere io troppo debole, fragile, di essere troppo sensibile e pensavo che ero io il problema, e basta, invece ora ho capito che non è così e che soprattutto possiamo liberarci per sempre di questa terribile compagnia !!!
    Grazie a voi che scrivete e mi fate sentire meno sola, anche se ho un marito magnifico che mi incoraggia e mi sostiene, ma credo che chi non prova…..non può comprendere fino in fondo quanto questo brutto ospite ti annienti…..grazie, Roby

  140.  
    Patrizia S.
    21 agosto 2010 | 17:21
     

    ciao a tutti mi chiamo patrizia e anch’io soffro di questo problema e ho l’ansia tutti i giorni e quasi per tutto il giorno anche a casa,se potete darmi un consiglio aiutatemi

  141.  
    el che
    24 agosto 2010 | 22:23
     

    ciao patrizia…spiegaci un pochino di più di te…
    cosa fai nella vita,da quanto ne soffri,che cosa hai fatto fino ad ora per uscirne…Insomma facci capire qualcosina in più…per ora l unica cosa che posso dirti è che si esce da questo problema…ti abbraccio…e non chiuderti in te stessa

  142.  
    Daniele65
    12 ottobre 2010 | 17:15
     

    Buongiorno a Laura ed a tutti i fiori.
    Sono tornato a leggevi. Questo e’ un grande giardino.
    Desidero condividere con voi una sintesi della mia esistenza.
    Attraverso un periodo nel quale permetto al panico di devastarmi la vita.
    Avevo gia’ conosciuto fin dal 2001 momenti difficili ma questo si sta rivelando il peggiore.
    Vero, e’ un disturbo democratico. Ho letto e riletto il libro.
    Nel 2001 ero all’apice del successo personale e professionale: avevo tutto, almeno lo credevo. Ma un giorno a cavallo della mia lussuosa auto del periodo a 400 chilometri da casa ho conosciuto e riconosciuto il mio primo vero attacco di panico.
    Ha fatto seguito una lunga psicoterapia, un poco di ansiolitici per aiutarmi ad essere lucido ed una rinascita nel 2003 dove ho trovato nuove motivazioni personali e professionali. Una rivoluzione nella mia esistenza.
    Nuovo cambio di citta’, di casa e di compagna.
    Avevo imparato a riconoscere ed allontanare il panico. Non lo evocavo. Non lo evocavo mai e se sentivo bussare aprivo la porta oppure fermavo la macchina per dargli un passaggio prendendomi gioco di lui. Gli dicevo che lo conoscevo e non me ne fregava nulla di cio’ che poteva farmi. Qualsiasi cosa era gia’ nota. E cosi’, annoiato, decideva di scendere oppure andare via.
    Nel 2009, in primavera, dopo enormi sforzi per ottenere buoni risultati nel lavoro e desiderando con tutto me stesso che con la mia compagna ed i nostri figli si vivesse tutti in un’altra zona, la mia preferita, ho perso improvvisamente il lavoro a causa di un cambio di direzione commerciale nell’azienda. Ah, sono un professionista della vendita, un uomo che ama condividere e stare con le persone.
    La luce si e’ spenta.
    Ho provato, riuscendoci, a trovare immediatamente nuovi lavori ma non sono stato in grado di sopportare il pensiero che ancora una volta avrei dovuto gestire lontano da casa ed a tempo indeterminato l’attesa affinche’ tutti ci si potesse trasferire in una nuova casa e nelle zone che amo.
    Ho scritto il pensiero, poiche’ la mattina nella quale dovevo iniziare il nuovo lavoro, rasato, profumato, ben vestito e con la valigia in mano, mi sono inchiodato sula porta di casa ed ho gettato la spugna.
    Ho chiesto alla mia compagna di venirmi a prendere e pochi giorni dopo abbiamo chiuso l’appartamento sul Garda dove vivevo tutta la settimana.
    Sono tornato a vivere nella casa che non CI appartiene. Non intendo come proprieta’, e’ nostra, ma non CI assomiglia.
    E da qui, in queste zone che per i villeggianti sono eccellenti, io non riesco piu’ a muovermi.
    Desidero lavorare, viaggiare ma la mia autonomia e’ di poche centinaia di metri.
    Ho ripreso la psicoterapia ma, c’e’ un ma, non mi schiodo.
    Sono un uomo fortunato, di ottimo aspetto, gioviale, sensibile, ho un’ottima compagna quasi coetanea con la quale mi sento profondamente uomo ma non risco piu’ ad uscire di casa. E fuori c’e’ un mondo che mi aspetta, che mi vuole far lavorare ma io rimando, impaurito. Rimando con scuse banali, rimando schiacciato dalla paura.
    A volte non rispondo nemmeno al telefono per paura che sia qualcuno che mi chiede di raggiungerlo lontano da qui.
    Io desidero semplici cose che non sono sostenute da un progetto concreto.
    Sono certo che fuori da queste montagne ed in certi luoghi ai quali sento sento di appartenere sarei felice.
    Ma non posso ottenere cio’ che desidero se non torno a lavorare e garantire continuita’.
    Sono disperato, la mia condizione, a 45 anni suonati e’ drammatica.
    Eppure non soffro di depressione, sono consapevole di cio’ che desidero ma quella pessima sensazione che mi fa stare tanto male e’ troppo tempo che non riesco piu’ a non evocarla e quando arriva e’ lei che si prende gioco di me.
    Domani vedro’ lo psichatra. E lui insistera’ circa il fatto che sono “fermo” e che questo stato e’ l’origine di tutti i miei mali.
    Ma io voglio muovoermi! Voglio lavorare!
    Ma perche’ ho paura?
    “Perche’ lei e’ fermo”.
    Ne sono consapevole, ma io non riesco a fare piu’ di qualche metro in macchina!
    Dove sbaglio? Cosa mi sfugge?

    Grazie a tutti per avermi letto fin qui.
    Daniele.

  143.  
    katia
    17 ottobre 2010 | 22:37
     

    salve dott. Laura io sono una ragazza di 27 anni,soffro di attacchi di panico da quando ne avavo 16 tutto è iniziato una sera che ero lontana da casa di 50 km con il mio fidanzato era una serata bellissima fino a quando sono svenuta il mio terrore non è stato lo svenimento ma la paura che mia mamma lo scoprisse e mi potesse sgridare dal momento che lei è sempre stata una mamma molto apprensiva e mi aveva lasciata andare via quella sera con un sacco di raccomandazioni e non volentieri.Io so solo che dopo quella sera sono uscita di casa una persona e sono tornata che ero un altra.Ora o il terrore a fare qualsiasi cosa da sola a uscire la sera o il terrore del divertimento ,di fare ogni cosa la spesa , una passeggiata nonostante seguo una psicoterapia da 8 anni vivo con momenti dove vado e cerco con fatica di riuscire a fare un pò tutto con momenti dove torno indietro e o paura di tutto.L’unico luogo dove non o il panico è la mia attività che o un negozio di parrucchiera da 8 anni circa.Io o letto il suo libro e o capito molte cose ma vorrei un suo parere personale sul mio vissuto per spiegarmi meglio io vivo nel mondo a 27 anni con le stesse paure di una bimba di 3 che si perde al mercato e non trova la mamma . Io parteciperei molto volentieri a un suo seminario ma per motivi di lavoro non so se potrò non c’è qualche altro metodo per seguire un percorso con lei? io lo spererei molto . grazie

  144.  
    ciro
    1 febbraio 2011 | 20:16
     

    ciao sono ciro e sono un osteopata !

    Vorrei dire grazie alla dottoressa per il libro suo e vorrei poter fare il seminario li da lei con la natura bella e vedere con la pratica da lei come si cambia!

    carissima dottoressa scusami per le richiesta ma vorrei venire da lei per il seminario anche se il suo libro e’ stata la “magica svolta” per me!

    un abbraccio

    ciro prencipe

  145.  
    manuela
    11 febbraio 2011 | 08:05
     

    La ringrazio nuovamente dottoressa per i suoi preziosi consigli e per il suo favoloso libro…..

  146.  
    giacomo
    5 marzo 2011 | 17:40
     

    gentilissima, io sono una di quelle persone che come lei ritengo che il panico si possa sconfiggere e sto continuando a cercare il bandolo della matassa. Ne sono convinto perchè; innanzi tutto ho notato che, portando con me e comunque non usandole gocce contro il panico riesco a superare molte situazioni. Ne sono convinto ulteriormente in quanto andando in aereo fui colto al decollo da attacco di panico, dopo pochissimi secondi utilizzai alcune gocce e immediatamente mi sono ristabilito. Sappiamo tutti che gli anti panico come es. lo xanax non hanno un effetto immediato, quindi se ne deduce, secondo me, che è fondamentalmente una questione di autoconvincimento. Ergo ce la possiamo fare anche grazie a lei

  147.  
    giulia
    11 aprile 2011 | 08:48
     

    ho letto il suo articolo gentile dottoressa e l’ho trovato molto interessante, ho fatto passi molto notevoli però vorrei chiederLe una cosa, ok anche ioho l’ansia anticipatoria quando ad esempio devo entrare in un negozio, poi mi dico, ok entro e ce la farò non mi sentirò male oppure quando devo parlare con la gente, poi succede che quando affronto queste cose immancabilmente si ripresentiano i piccolo e fastidiosi sintomi della paura, la paura che possa succedermi qualcosa e possa perdere il controllo, sembra che perda l’equilibrio mi semto impacciata cerco di non dargli retta ma ogni volta puntualmente si ripresentano, perchè?????

  148.  
    annamaria
    2 maggio 2011 | 08:07
     

    Sono certa che sia così, gentile Dott.ssa. Tuttavia non è facile uscire da quella fortezza. Io per es. sto già vivendo un’ansia anticipatoria relativa al giorno delle votazioni. Non voglio votare perchè ho paura di sentirmi male….ma devo farlo perchè oltre che un diritto, è anche un dovere. Quando sarò lì, vedrò gli altri tranquilli e sereni mentre io….

  149.  
    Francy
    9 giugno 2011 | 13:27
     

    Articolo interesante e parole che colpiscono. Circa un mese fa dopo che il mio fidanzata mi ha lasciata, ho avuto un attacco di panico e da allora ho paura di uscire da sola, quindi sono spessissimo in casa. Odio questa situazione e rivoglio la mia vita, la mia indipendenza e la mia voglia di vivere. Ho risposto alle domande e nel pomeriggio proverò ad uscire, facendo così il ptimo passo per raggiungere il mio obiettivo, ovvero ritonare a vivere!

  150.  
    Michele 2
    15 luglio 2011 | 00:25
     

    Un saluti a tutti. Vorrei che qualcuno mi aiuti a capire se i seguenti episodi che mi sono accaduti sono da considerare veri e propri attacchi di panico o trattasi di altri disturbi. Non mi dilungo, vado subito agli episodi che mi hanno creato una sorta di panico: una decina di anni fa ero ad una riunione in chiesa e il parroco mi ha affidato la lettura di un tratto del Vangelo: ho iniziato a leggere e ad un certo punto l’ansia assaliva tutto il corpo ed il pensiero che gli altri potessero capire la mia situazione di disagio creava in me un’ansia sempre maggiore a tal punto che sono stato costretto a fermarmi ed affidare la lettura ad un’altra persona…mi sono sentito un fallito, era presente anche mio padre, da allora ed ancora oggi ho il terrore di leggere in pubblico e cerco di evitare tutte le situazioni che potrebbero far ripetere quell’evento. Avevo 22-23 anni quando mi è successo. Sono Impiegato in un’azienda privata ed anche lì ho avuto sempre una forte ansia specie quando dovevo effettuare delle telefonate verso fornitori, clienti, ecc…alla presenza dei titolari o di altra gente presente nell’ufficio. La mia paura era sempre che l’ansia potesse trasparire e che mi potevo bloccarer nel parlare creando un ulteriore fallimento nei ocnfronti dei titolari e dell’interlocutore. Oggi a distanza di circa 10 anni questo problema si è attenuato ma ne è sorto un altro non da meno: in certi incontri con rappresentanti nuovi o gente di cui mi conoscevo solo per telefono mi assaliva un’ansia che non mi permetteva di sorridere, il muso sembrava tremarmi, il cuore batteva all’impazzata….Ultimo episodo più grave di tutti mi è capitato qualche giorno fa quando mi è venuta a trovare per la seconda volta in ufficio una agente assicuratrice (che conoscevo da tempo) in compagnia del suo capo. Nella prima visita che mi fecero ebbi una forte ansia (cuore all’impazzata e difficoltà nel relazionarmi e nel parlare disinvoltamente); rimasi allora con la paura che quell’ansia si ripresentasse nella seconda visita che avevamo programmato….e così è stato: appena hanno suonato al citofono ho cominciato ad agitarmi, ho messo una cicca in bocca per nascondere un pò il mio disagio, ma purtroppo non ce l’ho fatta, la mia voce era diventata in un attimo tremolante e traspariva chiaramente il mio stato d’ansia…ho fatto quindi finta di sentirmi male dando la copla al forte caldo di questi giorni e mi sono seduto ad una sedia nell’attesa che mi calmassi. Sono riuscito a calmarmi e a fare qualche chiacchiera seppur in disagio tremendo con i due…Ora il mio pensiero è sempre lì, a quel fallimento tremendo che per la prima volta non sono riuscito a nascondere e che mi porta dentro un’ansia terribile che possa ripetersi un tale evento specie in presenza delle due persone che hanno assistito a quel finto malore. Se tornano in ufficio son sicuro che il mio cuore inizierà a battere all’impazzata e che possa ripetersi il tutto!!! Ho bisogno di un vostro aiuto nel capire quali soluzioni intraprendere per risolvere questo problema. Grazie mille.

  151.  
    Michele
    28 luglio 2011 | 23:36
     

    Non c’è proprio nessuno nel “giardino” che può darmi una mano?
    Ho simulato un altro malore l’altro giorno in ufficio mentre leggevo una relazione al mio capo, in quanto l’attacco di panico mi è venuto a trovare proprio nel bel mezzo della lettura togliandomi il respiro per proseguire. Non posso ricadere nello stesso incubo la prossima volta che dovrò leggere qualcosa alla presenza dello stesso titolare, capite bene…….
    Vi prego qualcuno mi aiuti a capire cosa devo fare. Grazie

  152.  
    Giovanna
    22 agosto 2011 | 11:07
     

    Grazie per tutte le cose che scrivi. Quando le leggo leggo finalmente quello che provo e che non riesco a spiegare ed è così difficile sopportare queste sensazioni.

    Volevo raccontarvi che nonostante le difficoltà di vivere con ansia e panico sono rimasta incinta e subito tutto mi sembrava impossibile da vivere visite, analisi, pensieri stupidi che mi hanno accompagnato per 9 mesi poi è arrivato il momento di partorire e ora il nostro amore è qui con noi ed è bellissimo occuparsi di lei. per adesso il panico è molto più “leggero”, ora c’è lei a occupare tutti i miei pensieri, certo a volte riappare non è sparito ma quando la guardo mi concentro su di lei e su tutto quello che ha bisogno da me e cerco di essere sempre migliore.

    Grazie anche a tutti i tuoi articoli che leggevo durante la gravidanza e ancora oggi che mi hanno fatto sentire CAPITA che è molto importante per non sentirsi soli davanti a questo panico!!

    grazie davvero e un saluto a tutti

  153.  
    dany
    11 ottobre 2011 | 12:04
     

    finalmente ho trovato un luogo dove mi sento libera e compresa! ho 25 anni da due anni soffro di ansia e attacchi di panico il problema è che non riesco a trovare il mio percorso pur essendo andata per diverso tempo da una psicologa. Tutti mi dicono che devo reagire, provare a sconfiggere le mie paure, però, le paure sono più grandi, mi bloccano ancor prima di uscire, non riesco a stare da sola.Vorrei tanto ritrovare la mia indipendenza ma quando penso di uscire per andare a fare compere o la spesa ogni cosa che necessita uno spostamento più grande il cuore inizia a battere più forte la testa si appesantisce e la paura di stare male si acutizza e mi blocca. Non voglio più vivere nella paura voglio ritrovare la persona forte e determinata che ero un tempo ma non so da dove partire a cosa pensare per sentirmi meglio! grazie ancora dany

  154.  
    Matteo
    10 gennaio 2012 | 16:00
     

    buongiorno a tutti per caso ho scoperto questo blog davvero pieno di consigli utili, vorrei raccontarvi cosa stò passando.
    Da anni ormai non ho più attacchi di panico ma si è materializzata un ansia pre attacco che non mi fà più fare nulla, non riesco ad uscire con gli amici ad portare la mia ragazza in vacanza, ho 23 anni ma ne dimostro 87 esco di casa solo per recarmi al lavoro, ho mille sogni nel cassetto che non posso realizzare perchè ho la paura di viaggiare di allontanarmi da casa e di trovarmi solo nel momento in cui ritorni un attacco di panico, vorrei fare il militare viaggiare all’estero ma non ci riesco spero di trovare tanti consigli su come comportarmi.
    grazie
    Matteo

  155.  
    serenella
    13 aprile 2012 | 10:17
     

    Buongiorno, soffro di attacchi di panico dal 1994…..ricordo perfettamente come fosse oggi il giorno in cui ho avuto il mio primo attacco di panico.
    Una bellissima giornata di primavera, prendo la bici per portare mia figlia di tre anni a fare una passeggiata….premetto che abitavo in campagna, cielo azzurro, canto degli uccellini intorno, farfalle colorate….tutto normale fino al momento in cui mi sono sentita morire…non riuscivo più neppure a pedalare….mi sono fermata e ho suonato a casa di un vicino…..e ho telefonato a mio marito (che ora è diventato ex marito) per farmi venire a prendere, nonostante fossi a 400 metri da casa…..
    Ho letto cara Laura quello che hai scritto di fare mente locale, su quali fossero i progetti o gli obiettivi che avevamo prima del primo attacco di panico….e quale ostacolo abbiamo incontrato che ha deviato il nostro percorso….posso solo rispondere che io in quel momento non avevo nessun progetto in corso, ero la donna più felice del mondo….avevo un lavoro, un marito e una bellissima figlia, mi sentivo realizzata….diciamo che avevo tutto quello che una donna poteva desiderare….
    Ho iniziato così l’iter dei controlli medici, ho passato l’estate fra casa e pronto soccorso…..non riuscivo neppure a scendere dal letto….era mia figlia che mi stendeva i vestiti la mattina…..per vestirmi…..
    Non mi sono mai vergognata di dire agli altri ciò che mi stava succedendo…coinvolgevo più persone possibili, proprio per trovare qualcuno che come me aveva questo disturbo….e così parlando..sono arrivata da uno pschiatra che con una cura mi ha rimesso in piedi nel vero senso della parola….riuscivo di nuovo ad assaporare la gioia di poter uscire da sola senza sintomi di ansia…
    Poi ho deciso di avere un altro figlio…….quindi ho smesso i farmaci…..sono rimasta incinta, ed è iniziato per me di nuovo il calvario nel vero senso della parola…..invece di essere felice per l’arrivo di una nuova vita, ero disperata e maledivo il giorno in cui avevo preso questa decisione…oltre al panico si è anche aggiunta la depressione…..Dopo la nascita della mia seconda figlia, ho iniziato di nuovo a riprendere i farmaci..e sono risorta un’altra volta a vita nuova…ho intrapreso anche la strada della psicoterapia, che però dopo un paio di anni ho smesso, perchè vedevo non mi dava più nulla…..Dal 2003 ad oggi non ho preso più farmaci, gli attacchi di panico erano quasi un ricordo, certo, vivo con i miei limiti, faccio tutti i giorni la stessa strada per andare in ufficio…da sola non mi allontano mai….ecc. ecc. ma diciamo che sono riuscita a sopravvivere godendo anche di questa mia semilibertà…..convivendo con l’ansia e con i miei limiti in maniera serena….perchè mi dico c’è chi ha il diabete e si deve limitare a mangiare dolci, e c’è chi come me ha il panico e si deve limitare nelle cose…..Ora però….non cosa sia di nuovo successo, sono un paio di mesi che gli attacchi di panico sono tornati violenti, e tutte le mie piccole conquiste, sono di nuovo volate via in un batter d’occhio…..Nessun progetto c’era in corso…..forse lo squilibrio ormonale per la premenopausa……ma neppure di questo sono convinta….siamo sempre pronti a trovare una giustificazione per tutto….
    So che il panico non è una malattia…..so che sono più forte dei sintomi, altrimenti sarei già morta da anni…..conosco ormai tutto, ho letto libri, mi sono iscritta ad un’associazione ONLUS, ho partecipato a conferenze…….
    nonostante tutto…..anche stavolta è riuscito a prendere il sopravvento…..anche se ogni giorno mi dico e cerco di convincermi….che ne uscirò anche stavolta…..la paura è più grande….mi sento di nuovo sconfitta, dopo anni di scalata….mi ritrovo di nuovo ai piedi della montagna…
    grazie a tutti e scusatemi se mi sono dilungata….
    Mi auguro di cuore che leggendo il tuo libro, saprò trovarne giovamento
    serenella

  156.  
    CRISTINA
    9 maggio 2012 | 11:09
     

    salve,è la prima volta che scivo ho 40 anni. La mia triste “avventura” se così si può chiamare è inziata nel 2005. Dopo 8 mesi chisa in casa, sono andata in cura per 3 anni da un neuropsichatra, ma con scarsi risultati e tanti soldi spesi e tante paure da affrotare da sola. Due anni fa sono andata da una psicoterapeuta, pensavo di essere guarita ero felice .Quest’inverno invece la triste scoperta…mi è tornato il tanto odiato attaco di panico,…pensavo dovuto al delicato intervento al cuore a cui si è sottoposto mio padre….ma dopo le cose non sono migliorate. Sono tornata a fare terapia ma tutti i giorni mi alzo con un forte dolore allo stomaco e solo la sera si attenua. Cosa posso fare più, sono un pochino scoraggiata.

  157.  
    Penelope
    14 maggio 2012 | 23:03
     

    Buonpomeriggio, è la prima volta ke scrivo su questo blog,e mai avrei pensato di fare una cosa del genere visto ke sono circa 6 mesi ke soffro di ansia e la mia vita nn è piu’ la stessa, tra parentesi io nn sn piu’ la stessa persona di prima, però sto combattendo e con tenacia sto cercando di superare tt le sfide ke mi si presentano, perke’ non voglio ke il panico si impadronisca di me. Quello ke facevo prima, nn riesco piu’ a farlo, anke se mi sforzo in maniera enorme e voglio riuscire assolutamente a guarire, ma purtroppo nn è semplice perkè le persone intorno a me riescono a capire sempre fino ad un certo punto, anke se sono stata fortunata rispetto ad altre storie ke ho letto. Sono in cura da un neurologo, e prendo farmaci da circa 5 mesi, con risultati soddisfacenti, la mia è una sindrome ansiosa depressiva, penso spesso ke tra poco si avvicina l’estate,ed il pensiero di partire un po’ mi spaventa, e pensare ke adoro viaggiare e ho preso nella mia vita piu’ aerei e treni ke autobus, ma purtroppo così è la vita, vorrei qualke consiglio su come stare con gli altri senza pensare troppo ai miei attacchi di panico,andando all’estero…Gentile Dott.ssa Bolzoni, nel suo blog ho trovato tante cose interessanti ke mi hanno aiutato molto, mi dia un consiglio sulla fase finale della terapia, perkè la diagnosi è ke sono satura della vita ke ho condotto finora, e mi sn accorta improvvisamente di avere 36 anni e nn piu’ 26, questo dopo mesi di sconvolgimento totale della mia vita,visite, analisi,tachicardia e vicissitudini varie a cui nn ero abituata. aspetto un suo cenno e la ringrazio saluti penelope

  158.  
    Valentina
    5 luglio 2012 | 14:10
     

    Gentile Dott.ssa Bolzoni, sono una studentessa universitaria di 19 anni e sono circa 3 mesi che soffro di attacchi di panico… non ne avevo mai sofferto a parte un breve periodo all’età di 12 anni, che come venne se ne andò. Finchè non ho scoperto il suo blog, mi sentivo sopraffatta, ma vedo in Lei un raggio di speranza ora… Credo però di essere un “caso” particolare, perchè non mi riconosco del tutto nei casi che ho avuto modo di leggere nel suo blog… non ho fobie pre-esistenti, non c’è niente di particolare che fa scattare l’attacco di panico e soprattutto mi viene solo la notte, quando mi accingo a dormire, come se lo “scudo” che erigo durante il giorno cali e mi lasci vulnerabile ed esposta a qualcosa di indefinibile ma oscuro che la mia mente teme e che scatena l’attacco di panico… se mi dovesse chiedere di che cosa ho paura non Le saprei rispondere…. ma il momento in cui è tornato mi fa pensare che ci sia dell’altro, qualche altro problema in me, qualche altro ostacolo che mi impedisce di vivere bene, che soffoca la mia energia interiore e che è sfociato in questo attacco di panico… vorrei discuterne con Lei nei dettagli, specialmente quelli che riguardano la mia famiglia, in privato, se Lei ovviamente è disponibile. Se fosse possibile magari parlare con Lei via mail, mi permetterebbe di essere più libera di esporle le condizioni ambientali e familiari in cui mi trovo e poter finalmente capire cosa c’è che non va… Vedo in Lei l’unica via per liberarmi di questo malessere con cui sto convivendo, e non mi riferisco soltanto agli attachi di panico, che come ho già detto, sto iniziando a pensare siano solo il segnale, una manifestazione di una sofferenza, di un malessere più grande, che ha altre radici, diverse dalle difficoltà che sto affrontando in questo periodo. La ringrazio per l’attenzione e la saluto calorosamente! Valentina

  159.  
    Valentina
    7 luglio 2012 | 07:41
     

    Mi sono dimenticata di dirLe una cosa, dopodomani parto e vado al mare da mia zia, dovrei avere internet per poterLe rispondere alle mail, ma non posso garantire… una cosa certa è che dopo il 20 luglio parto per la campagna e là davvero non avrò internet (non ci sono nemmeno i cavi del telefono figuriamoci l’adsl!), per cui nel caso non Le rispondessi più alle Sue mail, sa perchè! dovrei tornare in città verso la fine di Agosto, dove potremo riprendere da dove ci saremo lasciate! =) Essendo che in queste ultime settimane sono molto migliorata (non ho attacchi di panico da 2 settimane =) ) e contando che vado in campagna (che per me ha sempre avuto un effetto curativo sul mio benessere interiore) dovrei cavarmela in questi mesi, anche se non escludo che potrei avere lo stesso bisogno del Suo preziosissimo aiuto! La saluto con grande affetto e Le auguro un’estate di meritato relax! :) Valentina

  160.  
    Sole
    11 luglio 2012 | 15:57
     

    Sono una ragazza di 29 anni e soffro di attacchi di panico da 7 anni curati sempre con antidepressivi. Dopo un anno dall’inizio della cura, ho provato la prima volta a togliere i farmaci ma ci sono ricaduta. Allora ero in cura da una psicoterapeuta che usava la terapia cognitivo-comportamentale ma con la quale non mi sono mai trovata del tutto a mio agio. Lei insisteva per parlare anche con i miei genitori ma io non ho mai voluto perché mia madre soffre di ansia e panico da 20 anni dopo una depressione post partum e io non volevo assolutamente crearle un ulterioire scossa o dispiacere. Quindi la terapia finí con la dott.ssa che mi diceva che non c’era niente da fare per me che avrei dovuto prendere farmaci e passare la mia vita nei reparti di psichiatria di qualche ospedale psichiatrico. Da allora sono passati 6 anni e ho continuato col farmaco a basse dosi e in qualche modo sono riuscita a finire una laurea triennale senza frequentare mai con le difficoltà che ne derivano. Mi sono quindi iscritta alla specialistica e ora mi trovo a metà percorso. A marzo di quest’anno un giorno dopo varie riflessioni decido di eliminare il farmaco e cavarmela da sola perché comunque in questi anni avevo fatto alcuni piccoli passi avanti. Il momento penso ora sia stato tra i meno adatti perché mi trovavo e mi trovo in una situazione di incertezza totale: lavoro nell’attività di famiglia ma part_time e il mio fidanzato con cui sto da 7anni ancora studia e non lavora. Vorremmo tanto sposarci ma nn potremmo o meglio uno dei due dovrebbe almeno avere un lavoro e io finché non finisco l’univerità nn posso impegnarmi a tempo pieno. Dopo 2 mesi di interruzione della cura ci ricado quindi per la 2 voltacirca un mese fa. Lo psichiatra mi ordina di nuovo il farmaco e passo un mese di inferno. Riesco solo a ragionare su me stessa quando leggo il suo libro panico vinto, ma poi durante la giornata arriva sempre l’ansia e la notte gli attacchi di panico. La mia paura più grande é di rimanere sola a casa, e sopratutto di perdere i miei genitori. Loro viaggiano molto infatti spesso rimango sola o con il mio fidanzato e quelli sono i giorni peggioti per me. Penso gran parte dei miei problemi dipendano dal legame troppo forte che ho con mia madre e soprattutto che ha lei con me. La mia domanda dopo questa e-mail fiume dottoressa é: riuscirò mai a vivere senza farmaci? Potrò avere un bambino e sarò in grado di crescerlo senza che abbia le mie stesse paure e i miei malessere? La ringrazio per l’opportunità che dà con questo blog grazie anche a tutti gli altri “fiori” che in questi giorni mi hanno aiutato con le loro testimonianze.

  161.  
    pippi
    12 luglio 2012 | 23:42
     

    ragazzi spero che qualcuno legga il mio post . Il mio panico ad alti e bassi alberga in me da circa 15 anni . Che brutta storia , il mio problema più grande è mio marito che non mi capisce e mia madre che vuol sempre portarmi dallo psichiatra perchè secondo lei con la cura farmacologica sto meglio.L’ultima fobia che ho da circa 2-3 anni è quella di restare sola in casa , girare in macchina da sola, e paura del suicidio in modo particolare da balconi alti o ponti paura di sporgermi. Gente che brutta storia, leggendo questo blog ho letto che ci sono un sacco di persone che ce l’hanno fatta , mi sento quasi stupida a non riuscire ad uscire help me

  162.  
    Sabrina
    31 agosto 2012 | 16:19
     

    Allora…inizio a rispondere alle domande di fine articolo della dott.ssa Laura.
    Dimmi 3 fini importanti che desideri realizzare nella tua vita.
    Dimmi qual’è il fine più importante.
    Dimmi i passi che farai per realizare questo fine.
    Dimmi quale sarà il tuo primo passo.

    1- Voglio laurearmi ,  voglio creare una mia famiglia con il mio fidanzato,  voglio un lavoro appagante
    2- qua la risposta è difficile…il più importante per me sarebbe laurearmi ma contemporaneamente andare a vivere con il mio fidanzato e magari sposarlo subito dopo la laurea. Solo che credo mi sposerò prima di laurearmi per una questione pratica (mi mancano quattro esami e la tesi, ho quasi 34anni e se aspettassi mi dovrei sposare a 35 e avere il primo figlio a 36… e io già mi sento in ritardo…)
    3- 4- per laurearmi l’unico modo è fare gli esami (ma no!) e quindi sto preparando un esame al momento cercando ogni giorno di non lasciarmi condizionare o distrarre da altri impegni e dai pensieri. Metto su delle tattiche, cerco di programmare in grandi linee quello che devo studiare giornalmente. In dei giorni riesco a seguire perfettamente il programma, in altri meno. Oggi per esempio devo ancora finire quello che pensavo di fare, ma appena finisco di scrivere qui riprendo e se sono riuscita a nn distrarmi, stasera mi leggo un capitolo di un libro che sto appunto leggendo.
    Poiché ho anche risposto che per me è importante andare a vivere con il mio fidanzato, dirò anche in quel senso che sto facendo. Sto studiando la piantina della casa e sto decidendo la disposizione dei mobili. Sto sfogliando riviste e vedendo catalogho. Poi dovrò anche andare al negozio per iniziare a vedere la cucina che mi piace e la cosa mi scoccia alquanto visto che il mio fidanzato nn c’è e con lui sarebbe stato molto più piacevole. Già ho rimandato oggi perché volevo studiare…ma se c’era il mio fidanzato di certo nn rimandavo. Comunque…domani me lo imporrò e vedremo.

    Elisa, tocca a te ;)  

  163.  
    Elisa
    31 agosto 2012 | 22:18
     

    Ammetto che sono domande un po’ destabilizzanti perchè è da quando soffro di ansia che non mi interrogo seriamente sui miei fini. Ora forse è giunto il momento di farlo.
    1-Trovare un lavoro fisso e stabilirmi definitivamente in una città
    2 – Mettere radici anche con una casa, un “nido”, insieme al mio fidanzato
    3 – Cercare di darmi spazio frequentando un corso di recitazione

    Il fine più importante è certamente il 2, l’1 concorre ovviamente alla realizzazione e il 3 mi piacerebbe tanto farlo perchè sento che mi aiuterebbe molto, non oso dire quanto o più di una psicoterapia ma non potrei certamente più avere maschere di fronte a un pubblico..
    Il mio primo passo..al momento sto inviando tantissime domande a Milano, spero che si smuova qualcosa. Genova mi piace, ma se devo stare al nord preferisco milano per diversi motivi…

    E dai, Sabry, le prime domande sono andate! :-) Le hai trovate facili o “difficili”? :-)

  164.  
    Giulia
    1 settembre 2012 | 14:21
     

    Dimmi 3 fini importanti che desideri realizzare nella tua vita.
    Dimmi qual’è il fine più importante.
    Dimmi i passi che farai per realizare questo fine.
    Dimmi quale sarà il tuo primo passo.

    Ehm ehm, inizio a rispondere…
    1) Sicuramente laurearmi, partecipare a dei corsi o di disegno o di doppiaggio(insomma qualcosa che mi piace sul serio), fare un viaggio di volontariato (per es. in Africa). Aggiungerei anche un quarto, scrivere un libro, ma è proprio impossibile :P
    2) Il fine più importante è quello di laurearmi.
    3) Per raggiungere la laurea posso tornare nella mia città universitaria, riprendere a frequentare le lezioni e studiare.
    4) Il mio primo passo? Ahia… Ho paura del primo passo… Posso riprendere a studiare seriamente, minimo 4 ore al giorno per il momento, senza distrazioni… Forse con qualche amica o comunque cercando di accantonare tutti pensieri che mi fanno vivere nell’irreale…

    Bene, non è stato molto semplice!!! Soprattutto la prima domanda… A un certo punto mi sono bloccata!
    Eli e Sabri, passiamo alle prossime domande?!

  165.  
    Sabrina
    1 settembre 2012 | 22:55
     

    Ottimo Giulia! E se studi due ore a prima mattina e due ore di pomeriggio, ti sarà più facile. Mi raccomando, parla a voce alta o scrivi. E se ancora nn ti concentri perché magari stai a pensare a cosa scrivere, scrivi le prime frasi che stai leggendo come un’introduzione e vedrai che piano piano inizierai a scrivere in modo più conciso e a schematizzare.
    Ci vediamo sotto il nostro articolo per le altre domande ;)

    Elisa, a queste domande ho risposto con due risposte e quindi credo di mantenere ancora un pò di incertezza sulle priorità da dare…e poi mentre scrivevo della laurea mi sono dispiaciuta di doverla ancora raggiungere e ho ricordato a tutte le rinunce che ho fatto in suo nome e che ancora tenderei a fare.

  166.  
    ANTONELLA
    19 settembre 2012 | 16:26
     

    Ho acquistato e-book della dott.ssa Bolzoni e chiedevo se era possibile che
    possa rispondere tramite questo blog.

  167.  
    rita
    18 ottobre 2012 | 01:23
     

    Ciao antonella dove hai acquistato l’ebook? Vedi qualche cambiamento?

  168.  
    Roberto
    19 ottobre 2012 | 01:03
     

    Ho 39 anni ho avuto il primo attacco a 13 anni…..ho provato di tutte……….solo illusioni….non si guarirà mai….forse si può gestire come è successo a me…………ma guarire no!!!

  169.  
    rita
    23 ottobre 2012 | 02:47
     

    Evviva oggi quando ho acceso il computer mi è arrivata l’email della dottoressa laura non immaginate la gioia x me ke sono una persona sola e disperata !il piu grande desiderio ke ho e’ quello di riuscire ad uscire da sola e invece vivo una Vita limitata li NO e anche li NO oppure li si. Va dai figli a chiedere.–.x favore mi accompagneresti

  170.  
    rita
    24 ottobre 2012 | 01:41
     

    Ciao roberto xke sei cosi pessimista hai provato il Metodo suggerio nel libro PANIco Vinto ?

  171.  
    Valentina
    26 ottobre 2012 | 13:04
     

    Salve a tutti :) mi chiamo Valentina, ho 25 e anch’io come voi ho dei problemi di ansia, da quasi 4 anni ormai. Oggi ho scoperto questo blog, mentre andavo alla ricerca di possibili rimedi per superare questo fastidioso problema. il primo disturbo si è verificato quando ho iniziato ad avere problemi con la tiroide che, al momento però, sembrano risolti. Leggendo i vostri commenti mi sono rispecchiata in alcuni di voi. Ci sono dei periodi in cui mi sembra di fare dei passi avanti e altri in cui mi sembra di dover cominciare tutto da capo e mi scoraggio… ho solo 25 anni e non voglio rinunciare a vivere a causa di questo stupido problema! non voglio pormi dei limiti perchè so che questa è una condizione superabile, io ce la metto tutta ma a volte penso di non potercela fare e allora piango, divento iper-sensibile e qualsiasi sciocchezza mi fa cadere nello sconforto, ma non voglio mollare comunque… leggervi mi ha dato un pò di speranza, da oggi cercherò di seguire i consigli della dottoressa Laura per prendere una maggiore consapevolezza di me della mia condizione per poter tornare a vivere davvero!!! se avete dei consigli da darmi vi prego fatelo io farò lo stesso con voi per ogni passo avanti :)

  172.  
    rita
    31 ottobre 2012 | 01:50
     

    Ciao valentina benvenuta fra noi

  173.  
    geordie
    11 dicembre 2012 | 14:05
     

    Non sapevo cosa fosse, ignorandolo per anni e stando dietro ad una “ipertensione lieve”, come diagnosticato, mai veramente acclarata dagli esami clinici, ma per la quale assumo relativa terapia.
    Da circa un anno,invece, ed all’alba dei mie 40, ho dovuto prendere coscienza della sua presenza, del suo effettivo aspetto. Da circa 3-4 annio ogni tanto un ansiolitico atto a a placare alcuni bui momenti attraversati, probabile sintesi di una vita condotta sempre emotivamente a manetta. Ora, da unno o poco piu, ecco che affronto il probabile vero nemico, colui il quale non mi fa piu somatizzare partenze improvvise, incomprensioni sul lavoro, conferenze di lavoro, ingorghi stradali…e mi costringe a tentare in via anticipata un percorso alternativo capace di farmi soffrire meno e di darmi quelle sicurezze che a volte sembrano non esserci piu. Sto cercando, con varie letture e con l’apporto (non molto convinto) della psicoterapia, di risalire la china. Lo faccio per me, per i miei cari…lo faccio per la mia vita. ci spero..tento di crederci.

  174.  
    Alessandro
    21 dicembre 2012 | 13:41
     

    Salve a tutti ,io sono diciamo cosi un neofita per quanto riguarda gli attacchi di panico. Ho 33 anni e tutto è iniziato questa estate .Premetto che non sono mai stato un ragazzo equilibrato ,mia nonna diceva che da piccolo dovevo prendere il brumuro perchè ero troppo agitato, ricordo che alle medie sono scappato di casa perchè non andavo d’accordo con i compagni e mi sentivo depresso. Questa estate cmq decido di andare a lavorare al mare ( una delle mie passioni) anche se sapevo che era dura per via dei ritmi e orari eccessivi . Fatto stà che un giorno di riposo dopo essere uscito con una bella donna mi sveglio a casa e sento che ho l’ansia e mi chiedo il perchè di queste sensazioni .Sicuramente lo stress ha influito anche perchè dormivo poco e anche male quel periodo . Da li la mia vita è cambiata . Decido di licenziarmi perchè mi sentivo stressato e volevo vivermi anche la storia con la ragazza. tornato a casa sentivo che avevo tremori e nervosismo e mi dicevo dai è stress . Ho incominciato a prendere la valeriana e un pò mi aiutava e pensavo che fosse anche questa ragazza più grande di me a mettermi ansia ( dato che con le donne un po ce lo sempre avuta). Un giorno poi scopro che un mio amico era morto e da li è incominciato il baratro. Il giorno dopo mi sono alzato con tachicardia ,oppressione al petto ,sudorazioni ecc… ecc… ho incominciato a prendere lo x…x ma da li a poco l’incubo ha preso forma.La notte dormivo poco facevo incubi ,tremavo ecc… anche quando andavo da lei la notte soffrivo di queste cose e ho dovuto interrompere il rapporto perchè stavo male. Ho parlato con uno psicologo e mi ha detto che la base di tutto ciò è l’insicurezza a causa di un padre che non è mai stato tale e di una super madre che si è caricata tutta la famiglia . Ma da li ad oggi posso dire che mi sono chiuso in me stesso,ho paura di tutto ,anche di cercare lavoro come se non sapessi chi sono e stò soffrendo per questo. I miei hobby non li faccio più,non vedo più molti amici e questo mi rende la vita un inferno . Non credevo di arrivare a tal punto e parlando con un’altra psicologa mi ha detto che ho paura della paura,che mi sono creato delle maschere nella vita e devo ritrovare la strada della felicità. Io so solo che non ho i soldi per una psicoterapia ,che non mi va di prendere antidepressivi ma sono arrivato un giorno ad immaginarmi un uomo nero che di fronte a me diceva : dove scappi? e mi sono spaventato . Possibile avere paura della paura ? Certe volte pensi di impazzire e ormai mi sono creato un evitamento totale dalla gente e dalle situazioni, ma si può vivere cosi ? io voglio uscire da questa situazione ma è difficile ,grazie per questo blog!!!

  175.  
    geordie
    18 gennaio 2013 | 09:38
     

    Ma il blog non viene più aggionato? Non vedo commenti da parte della dottoressa.

  176.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    19 gennaio 2013 | 12:17
     

    A te Georgie, un caro benvenuto!

    In questo momento, siamo tutti in questo angolo del Giardino-Blog.

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    Ti aspettiamo!

  177.  
    Isa
    18 aprile 2013 | 09:44
     

    Ciao a tutti, vi sto leggendo già da un pò di tempo ma oggi ho deciso di scrivervi perchè stanotte mi sono svegliata alle 4.00 e ho avuto uno dei peggiori attacchi di panico dell’ultimo anno.
    Già è un anno che ne soffro…ho fatto un percorso con una dottoressa fino a sei mesi fa per capire cosa e come affrontare questo diavolo che si è manifestato in me a marzo 2012, una giornata come le altre che si è rivelata poi la peggiore della mia vita. Ho avuto un fortissimo attacco di panico mentre ero in macchina che mi ha portato nei mesi seguenti a chiudermi in casa, non riuscivo nemmeno ad andare a fare la spesa o a bere un caffè in un bar. Mi venivano le vertigini, mi si chiudeva lo stomaco, avevo la nausea, la tachicardia e la sensazione di soffocare.
    Sono stata così male per mesi finchè pian piano ho iniziato ad analizzarmi e a controllarmi riconoscendo in questo un disagio creato esclusivamente dalla mia mente.
    Inutile dire tutte le privazioni che mi sono fatta in questo lasso di tempo: rinunce a cene, viaggi, week end ecc.ecc.
    Sono migliorata molto da ottobre ma oggi mi capita ancora di avere paura di fronte a certe situazioni come ad esempio questa di oggi: domani devo partire per andare a trovare il mio ragazzo che lavora all’estero. Non devo affrontare niente di pericoloso o rischioso, devo farmi un’ora di macchina fino all’aereoporto e 2 orette di volo ma da ieri sono assalita dalla paura che possa star male e avere un attacco in volo o mentre sto prendendo l’aereo (preciso che io non ho paura di volare, l’ho sempre fatto tranquillamente e serenamente).
    Aspetto una vostra parola di incoraggiamento e magari qualche suggerimento per levarmi questo nodo alla gola che sento in questo momento.
    Confido in voi.

  178.  
    emilia90
    10 settembre 2013 | 11:59
     

    Grazie xkè ci siete! grazie xkè questo giardino è favoloso!

    con affetto emilia!

  179.  
    emilia90
    10 settembre 2013 | 14:34
     

    salve,mi scuso se scrivo ancora ma di tutte le testimonianze che leggo c’è ne è una che mi ha colpito maggiormente,quella di michele e della sua anginofobia…mi ci sono ritrovata in tutto,la paura di fare qualsiasi cosa,ma veramente qualsiasi cosa,ecco xkè forse nn riesco ad essere mai contenta di me stessa e di qualunque scelta io faccia?ecco xkè non riesco a fare una scelta?ecco xkè non riesco a vivere a pieno le mie emozioni sensazioni e il mio nuovo grande amore?ho paura dottoressa,mi sento dinuovo nell’oscurità!ho paura!

  180.  
    emilia90
    11 settembre 2013 | 14:27
     

    ho bisogno di voi,non riesco a prendere una decisione,e questo mi porta ansia,ansia e ancora ansia….sono dannatamente insicura,non so ke fare della mia vita,anke se non mi manca niente,ho una famiglia,amici,fidanzato,non ho un lavoro,e non riesco a decidere cosa fare della mia vita.mi sento inutile e ho pura di perdere il io fidanzato e di peggiorare dinuovo!!!!!!uffaaaaaa!!!!!!sono triste,tristissima!!!!

  181.  
    Ritha
    3 maggio 2014 | 13:32
     

    Ciao ho 44 anni e 4 anni fa ho avuto un attacco di panico. Subito mi è stato detto che era probabilmente l’ovulazione o un calo di pressione e che io non ero “tipa” da attacchi di panico. Forse perchè sono una persona combattiva che ha sempre conquistato ogni step della propria vita … forse perchè ho viaggiato molto a mie spese mettendomi in gioco. Non so, ma chi mi conosce non credeva che io potessi aver avuto un attacco di panico. Comunque dopo quell’evento ho iniziato a cambiare… dentro di me qualcosa cambiava e non me accorgevo quasi… non volevo uscire, non frequentavo nessuno, e spesso piangevo sentendomi sempre più fragile. Comunque vivendo all’estero per lavoro vedevo solo in estate una dottoressa amica che mi ha aiutato a comprendere e piano piano contando sulla razionalità ho superato dei momenti di ansia e paura, mi aveva consigliato di prendere qualcosa per aiutarmi ma ho sempre negato l’aiuto dei medicinali. Solo la Tilia naturale mi ha permesso di alleviare un poco l’ansia. Sì perchè dopo l’attacco di panico è sopraggiunta un ansia permanente con la paura della paura. E così sono andata avanti chiudendomi sempre più e modificando la mia vita per riuscire a sopravvivere a certi momenti di paura. Di attacchi non ne ho avuti più, ma ogni messaggio del corpo tipo calo di zuccherri o giramenti di testa o sudorazione mi porta immediatamente a pensare a quel primo attacco e una grande paura mi assale.

    Leggendo l’e-book della Dottoressa e le vostre testimonianze mi avete aiutato a comprendere meglio e a non sentirmi sola. Sì perchè se parli con chi non ha mai vissuto questa esperienza sembra fuori dalla normalità, non capiscono e ti dicono “ma come tu?”

    La famiglia non accetta ed io pure non riesco a dire liberamente soffro di ansia…è come se non ci credessi, come se non facesse parte di me. Proprio per questa mia voglia di vivere che non mi ha mai mollato. Insomma per non farla lunga è circa un anno che mi sto facendo seguire da un’altra dottoressa che ha un diverso approccio rispetto alla prima, cercando di capire cosa mi porta all’ansia. Cerco di pensare che da ognuna imparo qualcosa di me e quindi vado avanti. Loro vedono progressi … io pochi. Sono una cantante e musicista quindi suono in pubblico e da circa un anno o più ho anche paura di suonare quando la gente mi sta troppo vicina. Insomma questa cosa mi distrugge perchè io amo la musica: è la mia vita e al solo pensiero di non riuscire più a farlo… così combatto ogni sera, sperando che la gente non si sieda vicino a me e continuo ma a gran fatica. Esco poco o niente sempre per paura… insomma la storia la conoscete tutti. Le dottoresse dicono che non ho niente che è “solo” ansia anticipatoria… che do troppa importanza ai sintomi e alla paura. Lo so… ma non riesco ad uscirne completamente. Sì perchè quando sono positiva e mi sento più forte e riesco a fare delle cose e mi sorprendo di me stessa … poi al primo sintomo ricado in una profonda tristezza perchè lo prendo come una sconfitta. Poi passa e torno all’attacco ma spero sempre un giorno di superare tutto questo. A volte penso che potrebbe essere il posto dove vivo che non ha niente a che fare con me tranne per il fatto che mi da lavoro. Ma poi torno a casa e anche li con la famiglia e certe situazioni torna l’ansia. Insomma non ci capisco nulla… a volte penso che basterebbe essere positivi e prendere tutto con più umorismo ma non ci riesco … tendo al dramma (background famigliare) e così dopo tante esitazioni eccomi qui nel vostro blog. Di consigli ne ho letti tanti e la Dottoressa è davvero brava ma a me sembra sempre che mi manchi un anello di congiunzione… un ultimo pezzo del puzzle per comprendere veramente e lanciarmi nella vita di nuovo. Non so… ma continuo a sperare! Grazie

  182.  
    marella
    16 maggio 2014 | 13:50
     

    Articolo interessantissimo, gli attacchi di panico sono un grosso problema , io ne so qualcosa ma è bello trovare informazione di questo livello

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