Ansia e stress: come controllarli nella nostra vita?

Esiste una relazione tra ansia e stress?
Sì, esiste ed è molto evidente!

Intanto premetto che l’ANSIA è il sottofondo, il rumore sordo, ma costante che sottende silenziosamente sia l’ATTACCO DI PANICO, sia l’AGORAFOBIA.

E’ come una tovaglia, che copre il tavolo dove giochiamo la nostra vita, su cui successivamente viene ricamato, in rilievo, il panico e la terribile paura di sentirsi smarriti nello spazio.

L’insonnia è spesso un effetto dell’ansia.
Le sgradevoli sensazioni diurne e notturne di soffocamento sono segnali di un livello alto di ansia, presente nella nostra vita.

Mentre l’agorafobia è legata alla categoria dello SPAZIO, l’ansia è legata alla categoria del TEMPO.
Bisogna affrontarle in due modi differenti.

Scelgo di spiegare questo concetto da un punto di vista metafisico.
Tutto ciò che esiste, tutto ciò che è fisico e che può essere percepito dai nostri cinque sensi, è composto di materia, energia, spazio, tempo, esistenza.

L’ansia è presente, perché abbiamo una cattiva gestione del nostro tempo.

Faccio degli esempi pratici.
Se devi capire qualcosa di nuovo oppure di importante e hai poco tempo a disposizione per farlo, andrai facilmente in stress.

Se devi imparare in pochi minuti, da principiante oppure addirittura da profano, come si fa a inviare le email con il computer e nessuno te lo ha mai insegnato prima, se fino ad ora sapevi solamente scrivere le lettere a mano con la penna e le imbucavi  nella cassetta della Posta, andrai certamente in stress, sarai sicuramente agitato.

Se la medesima abilità di inviare le email la puoi imparare in una settimana, sarai più rilassato.

Se devi accompagnare tua figlia all’asilo e vedi che  rimane da dieci minuti davanti al suo armadio a scegliere l’abitino del colore preferito, mentre, guardando l’orologio, ti accorgi che siete tremendamente in ritardo, è naturale che inizierai a sentirti preoccupata e diventerai irritata e nervosa.

Se hai mezz’ora di tempo regalata in più, puoi rimanere lì a godere la bellezza di quel momento con la tua bambina.

Se devi dare un esame all’università e hai solamente dieci giorni per studiare sette grossi libri, anziché tre mesi di tempo a disposizione, ti verrà l’ansia.
Tenderai a dire a te stesso, preoccupato: “Chissà se ce la farò?”

Come vedi è tutta una questione di tempo.
Il tempo è alla base di tutte le componenti della nostra vita quotidiana e delle nostre attività.

Per avere il controllo positivo della tua vita, è indispensabile avere il controllo del tuo tempo.

Per farlo devi avere un PROGRAMMA.
Programmare è l’arte di organizzare e di mettere in ordine il tempo.

Ti consiglio di crearti il tuo orario giornaliero.

Non significa che la tua vita diventerà noiosamente inquadrata.
Alla mente piace molto la routine.
Gironzolare a vuoto per ore e ore di fatto crea stress, non rilassa per nulla!
Forse all’inizio ti sarà difficile farlo, forse penserai: “Ma cosa sto facendo? Ma chi me lo fa fare?”

Intanto nessuno ti costringe a farlo: è per te che lo fai!
Un programma ben pianificato semplifica la vita, ti permette di organizzare il tuo tempo e di fare tantissime cose in un giorno, senza creare ansia.
Quando prepari il tuo orario giornaliero includi ciò che è necessario, ma non di più.

Non “strafare”!
Non esagerare, altrimenti smetterai presto!
E’ bene che pianifichi ogni giorno un po’ di tempo che  dedichi a non fare nulla in particolare, un intervallo in cui puoi dedicarti a qualcosa che ti piace di più, anche vistosamente inutile.

Il programma giornaliero è tuo, è per te e lo puoi sempre cambiare.
Programmare dà un ritmo sano alla vita, dà ordine, contentezza.
Il segreto è iniziare con poco.

Ti faccio un esempio di programma giornaliero: dopo la doccia, fai  la tua colazione, poi lavori quattro ore, poi fai il pranzo con la tua famiglia, poi fai la tua passeggiata, poi c’è il momento della lettura del tuo libro preferito, il momento che dedichi ad aumentare qualche tua abilità (usare il computer, fare i biscotti in casa, coltivare le erbe aromatiche, ballare il tango…), il  momento in cui guardi il tuo programma preferito alla televisione oppure navighi in internet, l’orario in cui ti prepari per andare a dormire….

Regalati più tempo se devi imparare oppure fare delle cose nuove, impegantive e difficili!

Ti condivido che, quando gli attacchi di panico hanno iniziato a ingombrare pesantemente la mia vita ed ero all’apice del mio successo personale e professionale, erano già molti mesi che soffrivo di insonnia, che mi sentivo irritabile che lavoravo, lavoravo, lavoravo….

Mi ero allontanata da un ritmo sano e equilibrato della giornata.
Agli incontri di lavoro ne seguivano subito altri, appena scendevo da un treno oppure da un aereo, ne riprendevo subito un altro.
Non c’era momenti di “inutilità” e di silenzio nella mia vita, non mi concedevo mai un vero momento di relax, mai mi sarei sognata di abbracciare un albero nel bosco, di annusare un fiore, di contemplare un bel tramonto.

Al posto della poesia, nella mia vita, c’era l’efficienza, l’essere BRAVA, l’essere utile ai miei clienti.

Lo racconto chiaramente nel paragrafo Il coraggio di cambiare. Inizio a trasformare il mio stile di vita, nel mio libro Panico Vinto!
Un giorno una mia collaboratrice mi ha detto, con un tono misto di ammirazione e di stupore: “Laura, ho visto il tuo curriculum e tutte le cose che hai creato: sembrano fatte da tre persone  diverse, sembrano tre vite separate, non una sola!”

Era vero, però anche il mio livello di ansia aumentava, senza che riuscissi a controllarla e a dominarla e l’appuntamento con gli attacchi di panico era ormai inevitabile, mi stava ineluttabilmente aspettando.

Che cosa scegli di fare?
Vuoi continuare a correre in compagnia dell’ansia oppure vuoi controllare il tempo, iniziare a rallentare e fermarti  a sentire ancora la bellezza e la poesia della vita?

Copyright 2007-2009 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.

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32 risposte a Ansia e stress: come controllarli nella nostra vita?

  1. sabina scrive:

    Sto leggendo con molta attenzione il libro Panico Vinto.
    In particolare sto cercando di “fare miei” i tuoi consigli.
    Grazie Laura !!!

  2. PAOLA scrive:

    cara laura il tuo libro mi è stato molto utile per gli attacchi di panico,ma ora il mio grosso problema è la costante ansia e paura che ho solo al pensiero di dover fare qualcosa.non è la paura che mi venga l’attacco di panico ma la paura di fare le cose da sola e di stare da sola.mi dico e mi ripeto che sono sempre io,la stessa in ogni luogo in cui sono e devo andare ma la paura rimane e se ne va solo quendo sono arrivata.ho sempre bisogno di un braccio su cui appoggiarmi e questo mi devasta perchè io VOGLIO essere indipendente.credo che fondamentalmente la mia sia fortemente legata alla paura di perdere i miei genitori,purtroppo ci penso molto e la cosa mi terrorizza,eppure sono sposata ho un marito che adoro ma la mia famiglia di origine è importantissima per me sopra ogni cosa.Vivo con il terrore in anticipo le cose,poi quando è ora di farle le faccio ma ci penso troppo.anche la vacanze,mica ho voglia di allontanarmi da casa mia e tutto questo mi fa sentire diversa e mi butta giù di morale.

  3. PAOLA scrive:

    grazie Laura per la tua risposta! E’ proprio ciò che non riesco a fare:ad assaporare le mie uscite,a godermi i posti e le persone,ma ci metterò tutta me stessa e ce la farò,a volte ,come in questi giorni,mi lascio prendere dallo sconforto e dalle vecchie paure dimenticando tutti i tuoi insegnamenti e il mio lavoro su me stessa,ma poi come è venuto se ne va di nuovo via e mi lascia libera di continuare il mio percorso…e pensare che di successi ne ho tanti,ma è proprio vero che tendo a dimenticarli e a vedere solo le cose brutte e negative,a pensaare che non sono “normale”,quando invece dovrei solo capire che ho una sensibilità maggiore.A volte invidio i menefreghisti,ma poi preferisco essere come sono,perchè alla fine,anche se con dolore,sono molto profonda e vedo lati della vita che chi vive superficialmente mai conoscerà.Grazie del tuo sostegno Laura,sei una persona molto speciale

  4. francesca scrive:

    cara dott.ssa e cari tutti,quando ho tempo,e energie,mi sto leggendo tutto il blog,e..cerco di imparare,insomma”rubo”nella legalità,piccole grandi lezioni di vita e cerco di fare tesoro di tutto,per natura sono una curiosa di tutto,mi ppiace conoscere,imparare.per questo capiterà che, se qualcuno
    legge questo blog,darò l’impressione di essere molto attiva:si fa quel che si può..In realtà ogni tanto,spesso,”rIcado nelle trappole della mente”,in effetti,la ns.mente è qualcosa di straordinariamente bello,sa formare pensieri positivi,ma se la lasciamo lavorare,produce un’infinità di altrettanti pensieri negativi.un complimento a Lei,anima sensibile,per i consigli che dispensa,con generosità,passione..avrei domande,quesiti da porre.C’è un telefono,visto che il blog e MUTO,e le mail,se ho ben letto,arrivano tardi e ne è subbissata?insomma come fare per contattarla?GRAZIE salutoni(poichè oggi è giorno”si”,porto la mia parte piccola, a fare una passeggiata,qui intorno,vabbè,le farò vedere tante cose belle, e..guai a chi la tocca!)

  5. Veronica scrive:

    Salve a tutte…. Mille grazie a colei che ha avuto la brillante idea di farci incontrare per condividere questa profonda e tragica esperienza che e’ l’ANSIA.. il PANICO… Io ne ho sofferto per circa due anni, a ritmi insostenibili quando avevo soli 20 anni. Oggi ho ne ho 31, l’ansia non ha mai smesso di farmi visitine inaspettate, ma posso dire che grazie all’informazione, e a delle sedute di psicoterapia (non molte in verita’…) riesco, seppure con sforzo, a gestire quei momenti. Ho trovato la forza per fare affidamento su me stessa, ed anche quando mi sembra davvero difficile, sono fiduciosa: so’ che deve finire, e aspetto con pazienza.
    Ho scritto per lasciarvi la mia piccola umile eredita’. Cio’ che forse piu’ significativamente ha inciso sui miei miglioramenti.
    1) SAPPIATE SDRAMMATIZZARE
    2) USATE IL PENSIERO SOLO PER POTERE AGIRE, NON DISPERDETE LE VS ENERGIE PER PENSIERI CHE DEVONO RESTARE IMMOBILI NELLA VS MENTE. SERVIRANNO SOLO A DISTRUGGERVI.
    3) SOCIALIZZATE … E PARLATE DI QUESTO DISAGIO. QUALCUNO ACCANTO A VOI NE TRARRA’ SICURAMENTE BENEFICIO, E VOI IMPARERETE A GUARDARLO CON DISTANZA, AD ANALIZZARLO, AD ESORICIZZARLO.
    Sono solo tre stupide frasi ma contengono l’intero tragitto di dieci anni di vita non sempre facili. Ve li dedico col cuore, perche’ sono convinta che questi disagi, hanno radice sicuramente nello stress, ma anche in una forte sensibilita’.. Un abbraccio – Veronica

  6. ALESSANDRA scrive:

    Ciao Paola sai che mi sono immedesimata in te e rileggendo la risposta della dottoressa ho cercato di seguire allo stesso modo i consigli che ha dato a te. Anche io ho le stesse paure per la mia famiglia d’origine forse perchè sono andata via di casa da poco alla veneranda eta’ di 35 anni convivo e sono in dolce attesa. Ma chiamo spesso dai miei e passo mille volte a casa con scuse banali mi preoccupo per tutto e mi rendo conto che la mia ansia aumenta e neanche la gravidanza riesco a vivermi bene. Delle volte anche io vorrei essere più menefreghista in senso buono ma per natura non ci riesco per lo meno con la famiglia. è bello questo blog perchè si parla liberamente con persone che seppur non si conoscono di persona condividono gli stessi sentimenti cosa che anche gli amici non riescono a fare chissà magari un giorno ci si potrebbe incontrare tutti assieme. un abbraccio

  7. laura scrive:

    mi fa tirare un respiro di sollievo sapere che non sono sola! anche io pur essendo sposata e con un bimbo di 6 mesi (desiderato tantoooooo) mi sento ancora legatissima alla mia famiglia sorpattutto a mia mamma. Lei abita a 20km di distanza ma da quando è nato il mio bimbo mi sembrano una distanza infinita e mi manca tanto, come se fosse x me aria vitale!
    a causa di ansia e panico non riesco più a prendere la macchina e andare a trovarla e aspetto con ansia che venga lei, quando riesce…questa situazione mi ha totalmente paralizzata e mi sembra di non dare abbastanza amore a mio figlio, sono troppo presa dai miei mali!!
    fiato corto, tremori, dissenteria e questo senso di sbandamento continuo…per non parlare della paura di entrare in luoghi affollati, ristoranti, supermercati,,,prima del parto affrontavo il tutto o meglio gestivo più o meno l’ansia ma ora è degenerato il tutto!! un abbraccio a chi sta male come me…

  8. RISPONDO A LAURA

    Questa sensazione di sbandamento che avverti può essere causata sia da una tensione fisica sia da un livello alto di ansia.

    Chi soffre di attacchi di panico è sempre una persona SANA e FORTE.

    Solamente quando viene colpita dai sintomi, si sente male con tutte le sgradevoli sensazioni.

    Poi, passata la tempesta dell’attacco di panico, torna a stare bene!

    Se gli esami clinici dicono che sei in buona salute e tu senti che veramente è così, allora, il sintomo non ti deve preoccupare.

    Puoi provare a sciogliere i muscoli del collo, attorno alle cervicali piegando la testa dolcemente e lentamente verso lo sterno, più volte durante il giorno.

    Quando cammini cerca di tenere le ginocchia un po’ piegate e di sentire che aderisci bene al terreno.

    Puoi immaginare che dai tuoi piedi escono lunghe radici che scendono fino al centro della terra, dandoti forza, sicurezza e stabilità.

    Forse sarebbe utile controllare la tua alimentazione e vedere se ci sono carenze di vitamine e di sali minerali, analizzare tu stessa se bevi troppi caffè e iniziare a sostituirli con le tazze quotidiane di camomilla.

  9. Daniela 2 scrive:

    Grazie ragazze per gli ottimi consigli!!!!

    Mi chiamo Daniela e ho 32 anni e sono circa 2 anni è mezzo che sono sposata. Ho cominciato ad avere ansie e paure da 2 anni.
    A settembre pensavo veramente di aver superato questo brutto momento tanto che mi sentivo forte ed indipendente ma poi un disturbo fisico che è partito dallo stomaco, nause cattive digestioni… mi acceso l’ansia e quindi a sono ricominciati gli attacchi.

    Ma li somatizzo credo sul mio corpo perchè mi si addormenta il braccio sinistro partendo dal centro del torace (non credo di soffrire di cuore perchè ho fatto l’elettrocardiogramma e non c’è niente) e poi mi prende anche la gamba sinistra.
    Non prendo farmaci ma mi faccio le tisane rilassanti…ma non passa anzi più ci penso e più aumenta!!! Spero di uscirne presto…ho bisogno di ritrovare la Daniela di prima!!!
    Che non aveva paura di niente!!!!

    Un saluto a tutti ed un grazie alla dr.ssa Laura Bolzoni per aver realizzato questo sito.

  10. claudio scrive:

    beh leggendo questa tua descrizione sullo stress e la mancanza o supposta tale di tempo, più mi addentravo nella lettura e più mi ci rispecchiavo, ed ovviamente anche per contro nei pochi momenti nei quali ero io il padrone della mia gionata a gestire i miei tempi e dei miei ritmi, e conseguentemente dello stato di tranquillità che questo mi dava abbassando notevolmente il livello di stress cui mi sottoponevo…..

    indubbiamente è difficile, specie con le pressioni di oggi… con i ritmi che ti impongono… ritagliarti i tuoi… non ci sono ricette universali…

    per me anche se mi costa il dire qualche no…. che ovviamente lascia stupiti i miei clienti ed amici che che un tempo potevano contare su di me h24 … rimamadando qualche impegno che non ritengo urgente anche se ancora mi crea qualche senso di colpa… contribuisce a limitare le pressioni… e… credimi le urgenze oramai… per esperienza…. salvo pochi e selezionati casi sono diventate un’abitudine di altre persone altamente stressate pure loro senza saperlo… pensionati inclusi… che avrebbero tutto il tempo a disposizione….

    la maggior parte di queste urgenze serve ad abbassare la loro ansia buttandola ovviamente addosso a te… sempre che tu lo permetta….. ed a nulla servono le tue rassicurazioni razionali anche per loro vedono sempre la loro supposta urgenza… l’unico rimedio dunque un basta…

    che li lascierà sconcertati ma forse farà meditare anche loro a quale livello di alienazione sono arrivati

    I rituali rassicuravano anche da adolescenti mi ricordo… a maggior ragione le cose quando diventano una consuetudine, che peraltro può essere rivoluzionata, ma da te, secondo i tuoi desideri e tempi…

    come è capitato a me per esempio di lavorare magari la domenica le famose 8 orette, e prendermi il giorno feriale col sole d’estate per andare i piscina…..

    ovviamente sono un privilegiato in questo senso… certo l’operaio ai turni non può permetterselo…. ma forse…. proprio perchè ai turni ha già dei ritmi scanditi

    grazie comunque… sempre illuminanti i tuoi articoli

    claudio

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