Rispondo a Nino sul panico e sull’agorafobia

Per le parole di stima e di gratitudine!

La tua avventura negli ospedali è un “classico film”, che accompagna chi soffre di DAP.

Anch’io ho conosciuto e visto il mio cervello nelle tac e nelle risonanze magnetiche, sempre a esito negativo.

Vivi questa esperienza come un’occasione di crescita, a volte conoscere la sofferenza fisica visibile nei malati aiuta a ridurre un po’, interiormente la propria, per ricontattare la gioia di vivere e la buona notizia di essere sani.

Si diventa umili negli ospedali e questo fa bene, però anche ti invito a lasciare quei luoghi, non indagare più.

Chi soffre di panico è sempre una persona molto INTELLIGENTE (in questo senso il cervello c’entra) e SENSIBILISSIMA .

L’ospedale non è il suo ambiente, come mettere un pesce di acqua dolce nel mare dell’Oceano.

Ti invito a discernere bene tra ATTACCO DI PANICO -AGORAFOBIA-ANSIA.

Spiegherò bene la differenza nelle prossime puntate della mia ricerca sul sito, intanto indaga tu, studia tu interiormente la profonda differenza che c’è quando hai paura dello spazio e quando parte l’attacco.

Non sono assolutamente la stessa cosa, come dire “banana” e “gatto”. Pubblicherò nei prossimi mesi un mio studio inedito su questo tema.

Molto bella la tua esperienza con la tua parte matura che abbraccia e comprende quella “cucciolina” .Ti invito a leggere la calda testimonianza di Claudio sull’esercizio di integrazione del primo giorno di scuola.

Bravo! Continua così, poi ti indicherò altri passi e vedrai che il panico diventerà pallido come una piccola luna di primavera.

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4 risposte a Rispondo a Nino sul panico e sull’agorafobia

  1. simone scrive:

    ciao
    volevo sapere un tuo parere io ho avuto un attacco di panico metre volavo su un aereo di linea poi in corrsiposndenza di un periodo di stress ho riprovato la stessa sensazione in treno poi in macchina , ho affrontato un periodo di psicoterapia che ha rivelato alcuni ndoi irrrisolti nella mia infanzia, da allora il panico è passato ma rimane il pensiero tipico e se……il quale non mi lascia, io so che in certe situazioni penso al passato ed evoco l’amico pan ma non mi succede nulla in termini fisici tranne un pò di sudorazione, ora mi chiedo è morto oppure come dici tu continuo a chiamrlo come il tuo gatto?

  2. RISPONDO A NINUZZO

    Intendo dire che puoi iniziare a studiare , a conoscere te stesso come sei, che cosa senti a livello fisico, sentimentale, mentale quando hai paura-angoscia nello spazio esterno, quando ti senti agitato per qualcosa, quando parte l’attacco.

    Osserva te stesso con curiosità, con interesse, con amore con l’intento di capire che cosa ti sta succedendo.
    Non controllare nulla, solamente osserva con partecipazione.

    Prova!

  3. Nino scrive:

    .ciao laura sono ninuzzo(nino).mi puoi spiegare gentilmente cosa devo fare benebene quando mi dici:Ti invito a discernere bene tra ATTACCO DI PANICO -AGORAFOBIA-ANSIA. intanto indaga tu, studia tu interiormente la profonda differenza che c’è quando hai paura dello spazio e quando parte l’attacco. un sorriso nino

  4. Ti invito a discernere bene tra ATTACCO DI PANICO -AGORAFOBIA-ANSIA. intanto indaga tu, studia tu interiormente la profonda differenza che c’è quando hai paura dello spazio e quando parte l’attacco. Non sono assolutamente la stessa cosa, come dire “banana” e “gatto”. mi potresti spiegare un po meglio vorrei afferrare bene il concetto…nino your best friend

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