Come vincere la paura di uscire di casa

Inserito venerdì 26 giugno 2009

Nel disturbo di panico con agorafobia viviamo la paura che nuovi attacchi di panico possano ripresentarsi nuovamente proprio là dove sono già accaduti oppure nei luoghi  da dove è difficile scappare e che comunque sono lontani da casa.
Ci sentiamo smarriti  nello spazio attorno a noi, mentre dentro di noi avviene un terremoto di  sensazioni sgradevolissime che ci fanno temere di perdere completamente il controllo, di svenire, di diventare strani e irreali, fino forse a impazzire.
E’ la paura che tutto ciò possa ripetersi ancora una volta che ci rende sempre più difficile uscire di casa.

Come ne veniamo fuori da questo gioco, dove si perde quasi sempre per scacco matto a favore del panico?
In questo articolo scelgo di guardare al disturbo di panico con agorafobia da un punto di vista della sensibilità agli stimoli esterni dell’ambiente esterno, dando un’ angolatura semplice e pratica a un serio e complesso problema con il fine di aiutarti a fare delle nuove piccole uscite di casa.
Se desideri approfondire il tema, puoi leggere il mio Ebook ‘Panico Vinto!”
C’è un elemento che possiamo migliorare, che è  EDUCARE LA NOSTRA SENSIBILITA’.
E’ importante capire che la sensibilità, che è una qualità altissima, non deve diventare un limite oppure un impedimento alla nostra vita quotidiana.
Se, come stile di vita, tu ami stare tranquillo a casa e lo scegli liberamente, non perché sei prigioniero degli attacchi di panico, va bene, non è necessario che tu sia diverso da come sei.
Però se stai rintanato in casa, perché hai paura di uscire, anche se hai bisogno di andare per le vie della città per fare la spesa, per andare in posta, in banca, per lavorare, per andare dal dentista oppure dalla parrucchiera allora è bene imparare a gestire gli stimoli intensi fisici della realtà esterna, della vita cittadina in modo adeguato.
Non sentirti ferito dal rumore dei clacson, dalla relazione con le persone.
Metti al secondo posto le sensazioni sgradevoli di ansia e di panico che senti all’interno di te e metti al primo posto le cose pratiche che devi fare in città, fuori casa.
Parla a te stesso: “ Bene, a casa mia, nella mia “cuccia calda” vivo una vita quieta e silenziosa come piace a me, ma adesso sono qui in città e ACCETTO i rumori, lo smog, la gente, le luci, il caos del traffico. Sono in grado di gestire le sensazioni di panico a cui dico : ‘Francamente me ne infischio di voi’. Sono in una grande stanza all’aperto, che si chiama città e scelgo di starci serenamente per un po’, poi ritornerò nella mia vita quieta”.

Trova un tuo personale nuovo modo di vivere la città, non spalmare sulle strade che percorri il ricordo degli attacchi di panico.
Guarda le cose belle che ci sono: i caffè con le persone che chiacchierano, le biciclette che svettano verso chissà quali mete, i signori che parlano di lavoro……
Prova a migliorare il tuo vissuto verso la vita fuori di casa tua.
Porta la tua attenzione ai tuoi organi di senso, agli occhi, alle orecchie, all’olfatto e educali, abituali a una SOGLIA DI STIMOLI PIU’ ELEVATA, mentre sei per le strade della città.
Quando senti un rumore forte ACCETTALO, LASCIA CHE PASSI ATTRAVERSO IL TUO CORPO E….ABBANDONALO, LASCIALO ANDARE, NON TRATTENERLO.
Porta l’attenzione alle cose che hai da fare

.
Molti lettori mi raccontano dei loro grandi successi ottenuti semplicemente trasferendo l’ MP3 gratuito “S.o.S. Vademecum Panico” con la mia voce nel loro iPod e ascoltandolo mentre camminano fuori casa.
Ti lascio con una riflessione profonda del cantante Andrea Bocelli, che completamente cieco fin da bambino, riesce a trovare la musica nel silenzio e a dire:”La fiducia è un carisma prezioso che conduce verso la felicità: così è felice il cieco che ha FIDUCIA NELLO SPAZIO che lo circonda”.

Ti auguro di sostituire  con tanta forza e con tanto amore la PAURA DELLO SPAZIO con la FIDUCIA NELLO SPAZIO!

Copyright 2009 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.

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169 Commenti for 'Come vincere la paura di uscire di casa'

  1.  
    Virginia
    27 giugno 2009 | 18:09
     

    Carissimi,
    eccomi nuovamente anche se non ho scritto post ho comunque seguito i vostri messaggi, esperienze, piccoli risultati, delusioni…
    Soffro di DAP da 10 anni e le speranze di uscirne non sono molte. Vi assicuro che mi sono sforzata di fare una vita il più normale possibile e che mettendo in pratica varie tecniche sono comunque riuscita ad avere risultati otttimi: laurea, trovare un buon lavoro e avere successo, sposarmi, aver edue figli…. ma il panico comunque non è mai uscito dalla mia vita. Ci sono i periodi di remissione, quelli più felici e quelli davvero critici. Credo non sia poi così da condannare anche l’aiuto farmacologico, perchè quando la crisi è totale diventa invalidante, ti blocca… ma la vita deve andare avanti. Se sei sola o al massimo con un compagno (sempre che questo comprenda effettivamente ciò che ti succede… non lo possiamo pretendere dagli altri!) in qualche modo ti arrabatti tra un evitamento, una scusa, una bugia per non uscire, saltare gli impegni, anche i momenti che possono essere per i “normali” piacevoli come una pizza con le amiche, fare shopping, andare in vacanza…. Ma con i figli che fai? Che esempio dai? Vanno seguiti: le riunioni a scuola, i colloqui, accompagnarli dal pediatra, attività di svago…. Ho letto il libro di Laura e mi sono proprio detta: Magari succedesse anche a me. Quando poi la sintomatologia più grave prende il sopravvento: stanchezza cronica, psicosomatismi, difese immunitarie a zero, problemi muscoloschelestrici, gastro intestinali… allora anche il fisico ormai ha ceduto. Non vorrei essere pessimista.. trovo corretti gli spunti di Laura. Ma all’ennesima sconfitta dopo anni di tentativi capite che anche la fiducia e la speranza vengono meno e sai che il DAP prima o poi ritorna. Un abbraccio a tutte

  2.  
    Daniela
    27 giugno 2009 | 19:41
     

    Cara dr.ssa Laura Bolzoni, care ragazze,
    è vero, bisogna diventare amiche dei rumori.
    La prima volta che ho tentato di prendere la metropolitana sono fuggita, perchè il rumore assordante ha vinto sui miei buoni proponimenti.
    La seconda volta però, essendo già preparata , col batticuore e stringendo forte i denti, sono riucita a conquistarla. Una volta salita, è vero anche questo, ci sono gli altri che con il loro comportamento disinvolto ci tranquillizzano e a questo punto viene spontaneo chiedersi: “Perchè mentre loro sono così tranquilli io mi devo agitare? Non sono anch’io un essere umano come loro? Quella signora, quella signora avrà più o meno la mia età….. ecco…. io guardo lei, io sono come lei!”
    Fin qui tutto bene, perchè la metropolitana è davvero rumorosa, ma ha il grande pregio di fermarsi spessissimo, così le frequenti soste permettono di tirar fiato. Lo stesso vale per l’autobus, vale per il tram, ma non per il TRENO!
    TROPPO TEMPO FRA UNA FERMATA E L’ALTRA!
    Da quando ho sofferto di attacchi di panico, mentre, seppur con difficoltà e sofferenza ,sono riuscita ad affrontare le strade, le piazze ,l’autostrada, i luoghi affollati, i luoghi sconosciuti, la parrucchiera, il dentista, tanto da non temerli più, per quanto riguarda il treno e di conseguenza la nave e l’aereo, non c’è stato alcun progresso.
    E’ da posti come questi infatti che è difficile scappare!
    Ogni volta rimando l’esperimento, trovo qualsiasi scusa che va dal brutto tempo al mal testa pur di sottrarmi alla “tortura” e intanto il tempo passa e io mi sento come una bambina che ha paura dell’orco.
    Vorrei provare con l’MP3 registrato, ma solo a pensarci mi viene l’ansia…
    Vi abbraccio tutte e siate forti, almeno voi!

  3.  
    francesca
    27 giugno 2009 | 22:22
     

    Cara Virginia,
    dovrei forse farmi i fatti miei,ma non mi va ,per carattere,e proprio perchè siamo nel calderone,come te(mi faccio portavoce di altre eventuali voci silenziose),ti voglio quantomeno offrire la mia completa solidarietà e comprensione…Ti posso solo dire che sono più anni di te,
    che a mia insaputa,con te,e altre persone,lotto,e,se vuoi,CONVIVO,con certi”problemi”.Piccoli grandi spazi,territori conquistati;sì,come te,anche difese immunitarie perfino in calo,ma se hai la fortuna di avere vicino un compagno intelligente,paziente e sensibile,che ti aiuta quantomeno fisicamente,qualche parente(io sono senza parenti,mi sono allontanata dalla famiglia di origine per vari motivi),mi sono spostata in un’altra città,ho comunque “affrontato”e superato avvenimenti più “grandi”delle mie possibilità,perchè la vita lo richiede,ho cresciuto una figlia,dandole il meglio,essendo presente nella sua vita come ho potuto,ma sempre comunque affettivamente(questo l’importante,prima dei “doveri”di presenza fisica effettiva,a volte affrontati con mio marito)….e nonostante questo sia un altro periodo della mia vita delicato,non mollo….Affidati e confida:io non sono la persona più adattta per offrirti aiuto concreto,certezze,ma avverto in te un forte scoraggiamento,e hai ragione,
    non è facile convivere col”nemico”,nè è facile per chi ci sta accanto,ma ripeto,non ABBANDONARE la SPERANZA! Al DAP,con annessi e connessi,si è predisposti,senza saperlo,si ha un sistema nervoso neurovegetativo ultrasensibile,e spesso”problemi,traumi,psicologici”irrisolti(ma credo tu ti sia fatta una cultura sull’argomento)tanto da poter dare una tesi anche su questo,e magari,un domani,chissà,perchè no?!però,perdere la speranza,è un altro
    “nemico”,da sconfiggere,anzi il primo,in tutte le cose,in qualsiasi settore della nostra Vita.Sei approdata a questo blog,forse l’ultima spiaggia,come me,e tante altre persone,siamo naufragati,ma non tirare i remi in barca,proprio ora!La Dott.ssa dice che ha faticato di più a far abbandonare il tronco lercio della non-speranza,o qualcosa di simile,ma il succco del discorso è questo,piuttosto che aiutare la gente a…
    “guarire”(?!).Forse non si ritorna come si era prima,del resto tutto in noi muta,dentro e fuori,nell’anima e nel corpo,non si può indossare la stessa veste di quando si avevano altri anni…scusami,tocco un argomento terribile:ho seguito la mia cara compagna di banco delle magistrali,nella sua lotta contro il cancro,e mai l’ho vista perdere la speranza;l’ho sostenuta,come ho potuto,con lunghe,accorate lettere,nei momenti più duri,ma ho fatto ben poco..non ce l’ha fatta,ma mi ha confidato che l’ho aiutata ad allungare la sua vita..ora non si tratta di cancro,per noi,(qualcuno ha detto,forse,”bestemmiando”,che è anche peggio,non so),ma per favore,azzerra le tue pur valide convinzioni,prova,per favore,spiega,sempre ai tuoi figli,di che si tratta,dai le giuste motivazioni
    del perchè a volte,sei fisicamente assente dai loro piccoli grandi eventi,tu mi insegni,perchè un tempo fosti bimba,sei una persona estremamente
    intelligente,laureata,che i bimbi sono molto ricettivi,e sono in grado di capire più di quanto crediamo….fa finta quando non puoi accompagnarli,
    di essere al lavoro,o altro,e poi sta in pace con te stessa…scusami,forse avrò infilato una sciocchezza dietro l’altra,ma era mia intenzione non lasciare il tuo scrivere,cadere nel vuoto!Contatta la Dott:ssa Laura,se già
    non l’ha fatto Lei;è Persona estremamente disponibile,forse riuscirà a dirti qualcosa di più.Prova,se non altro per aver….provato!in bocca al lupo,
    con un abbraccio immenso,e un sorriso che trasferirai ai tuoi bimbi….

  4.  
    27 giugno 2009 | 23:11
     

    RISPONDO A VIRGINIA

    Cara Virginia,
    complimenti per aver realizzato le importanti mete evolutive della vita come la laurea, il matrimonio, la famiglia rallegrata da due figli, un buon lavoro
    Sei in crisi perchè non hai vinto fino in fondo il tuo panico.
    A causa di queste delusioni e dello sconforto ti confondi, incominci a mettere in dubbio un po’ tutto quello che finora ti ha aiutata a stare bene.
    Questi dubbi alimentano le tue delusioni e ti fanno diventare pessimista, come dici tu.
    Non sono amici della guarigione, ma creano inutile confusione e ostacoli insormontabili.
    Quando sei in crisi vivi un momento veramente difficile che ti fa leggere tutta la realtà in un modo triste e sconfortato.
    Per uscire dalla crisi dobbiamo continuare a fare quello che stavamo facendo, persistere!Naturalmente ogni persona ha la libertà di seguire la via che ritiene più adatta per uscire dal panico: via naturale che è quella che propongo, via farmacologica, via psicologica, ecc…
    Importante è tenere pura la diagnosi di “disturbo di panico con oppure senza agorafobia”.
    Purezza significa : ogni cosa pura per se stessa.
    La depressione, la stanchezza cronica, i problemi muscolo scheletrici e gastrointestinali che ti fanno soffrire in questo momento sinceramente sono problemi della dimensione fisica-biologica, che nulla hanno a che fare con gli attacchi di panico.

    Ogni problema va affrontato a livello del problema: il problema gastrico con il medico specializzato in gastoenterologia , il problema psicologico con lo psicologo, il disturbo di panico con gli esperti di panico.

    Il mio libro ‘Panico Vnto!”è adatto a tutte le persone che sono prigioniere degli attacchi di panico con e senza agorafobia.
    L’aiuto che la lettura, la rilettura e la comprensione profonda del libro ti può dare è molto preziosa, come moltissimi llettori mi testimoniano.

    Naturalmente l’AIUTO deriva dal condividere con chi ha avuto la tua medesima esperienza le tue difficoltà, i tuoi vissuti, le tue crisi, però poi…..bisogna andare oltre, REAGIRE, uscire dalla crisi e FARE I PASSI che ti porteranno fuori dal panico.
    Nel libro descrivo 10 passi: è importante comprenderli, ma anche FARLI, AGIRE!
    Nel pensare l’aiuto non dobbiamo immaginare un intervento MAGICO E MIRACOLISTICO che ci liberi dal panico, senza che noi facciamo nulla o poco!
    Ti auguro di ritrovare la forza per ritornare a volere la tua vittoria sul panico, camminando veloce verso la via di uscita, senza indugiare in pessimismi inutili, che solamente confondono te stessa e chi ti sta attorno, nel tuo caso la tua amata famiglia.
    Coraggio, ricomincia a fare, fare, fare, fare!!!!!!
    Solamente dopo che hai tentato onestamente di seguire un percorso, che hai fatto i passi giusti, che ti sei rialzata da terra tutte le volte che se sei caduta e hai ritentarto, solo allora potrai dire se quelle indicazioni sono valide oppure no, se per te sono adatte oppure no!
    Non è vero che il DAP prima o poi ritorna: mai è ritornato nella mia vita, mai si è ripresentato nella vita quotidiana delle moltissime persone che hanno veramente seguito il percorso naturale descritto nel libro!
    Ti auguro la medesima vittoria!

  5.  
    Virginia
    28 giugno 2009 | 18:14
     

    Carissime Francesca e dott.ssa Laura Bolzoni
    grazie per i vostri messaggi mi hanno fatto mdavvero molto piacere.
    Il libro Panico vinto l’ho letto più volte e anch’io come molti di voi mi sono ritrovata in moltissime delle descrizioni.
    Giustamente Laura mi sottolinei l’importanza della diagnosi corretta e del tenere separate le varie cose… ma come mi confermerai e come altri avranno sperimentato il panico a me ha portato ad ansia generalizzata, anticipatoria anche per cose davvero piccole (impegni di poco conto) e il continuo dover programmare scuse, evitamenti, accompagnamenti, ecc. porta anche a depressione.
    Lo stato sintomatologico che a me in questo momento è provocato da panico e ansia è davvero permeante e invalidante. Alzarsi al mattino e avere conati di vomito, problemi intestinali, rigidità muscolare, stanchezza, senso continuo di svenimento… è sì qualcosa di legato al corporeo-biologico ma la causa non sta nel mal funzionamento fisico ma nell’ansia che si accompagna a tutto ciò. Quell’irrefrenabile poi desiderio di fuga quando ci si trova in situazioni che si vorrebbero evitare a me ha provocato i famosi formicolii ben sperimentati da molti ma il “tentativo di resistere” si è concluso con svenimenti reali e queste sono situazioni che hanno un potente rinforzo per far sì che poi si eviteranno quelle situazioni. Come anticipato nel precedente post poi ora ci sono anche i bambini… che faccio lascio in preda al panico e alla confusione più totale la sala d’aspetto del pediatra portanto via con me e con il mio panico anche mio figlio? A me è capitato spesso…. Che esempio si da’?
    Sarei felice comunque di intraprendere un percorso di aiuto. La dott.ssa Laura oltre ai corsi e ai seminari fa anche sedute di terapia individuale?
    Per me è difficile aprirmi… quando l’ho fatto le cose sono peggiorate. Anche tra gli “addetti ai lavori” (o presunti tali) ossia con coloro che per le tematiche di cui si occupano dovrebbero meglio di altri comprendere certi problemi ho trovato diffidenza, etichettamenti, il “poverina è esaurita”, non ce la fa, è depressa in un passaparola telefonico tra quelle che credevi amiche di cui fidarti… e poi ti guardano come un marziano!!!
    Non so se anche a voi è successo. Qui so che ci capiamo e non serve spiegare certe cose!!
    Mi sono piaciute due frasi del blog: maledetto quello che s’è inventato il DAP… se lo troviamo!!!! e Il fatto di andare a mangiarsi una pizza assieme senza dover nascondere fingere, essere tesi. Magari…
    Grazie ancora per i vostri messaggi. Grazie dott.ssa Laura per il tuo impegno e per l’aiuto. Non vorrei esserti sembrata scortese e irriverente in certe mie frasi di questo e del precedente messaggio. E’ come dici tu… sono in crisi perchè non ho vinto il mio panico, la mia ansia. Vorrei però farcela… acquisire la tua fiducia. Un abbraccio a tutte

  6.  
    29 giugno 2009 | 09:00
     

    RISPONDO A VIRGINIA

    Cara Virginia,
    grazie della fiducia che dai a me, ai lettori del Blog e alle tue nuove amiche, che sono le adorabili ragazze, autrici delle belle frasi che ti sono piaciute.

    La comunicazione ha un limite, che sono le esperienze che abbiamo in comune con le persone.
    Se noi comunichiamo qualcosa che l’altro non conosce, lui non potrà comprenderci.
    Ti faccio un esempio: se ti racconto che all’alba i caprioli con i piccoli “Bambi” mangiano con gusto i cavolini di Bruxelles nel mio orto, tu mi potrai veramente comprendere solamente se anche tu li avrai visti una volta divorare con gusto le verdure.
    Altrimenti potrai immaginare la scena, ma ti sarà difficile comprendere pienamente i sentimenti di tenerezza che si possono provare in questa situazione
    Quando ti rivolgi alle persone è importante che ti rendi conto di quali esperienze hai in comune con quella persona e quali aspetti di te e della tua realtà quella persona non può comprendere.
    Per non soffrire, per non sentirti incompresa è bene EVITARE di DIRE ciò che l’altro non può comprendere.
    Le tue “amiche” fanno parte del tuo vecchio mondo, non comprendono quello che stai vivendo, in questo intreccio di ANSIA E PANICO, perché non hanno esperienza diretta di questo “calvario”.
    Ti temono, ti evitano, scappano, si giustificano raccontando a se stesse che sei depressa, strana, che non sei più la stessa Virginia di una volta.
    Semplicemente non ti vogliono così bene da accoglierti anche in questa forma , che per fortuna ribadisco è temporanea, perché dagli attacchi di panico si esce alla grande.
    A me è accaduto una situazione simile alla tua, nel periodo della mia vita in cui ero prigioniera dal drago – panico, uno alla volta con eleganza quasi tutti i miei “cari e vecchi amici” mi hanno abbandonata: qualcuno facendomi addirittura la morale e dicendo: “Ecco finalmente anche tu sei scesa con i piedi per terra, ti andavano troppo bene le cose, dai sforzati che con un po’ di buona volontà guarisci!”
    Parole che ferivano come coltelli taglienti e che lasciavano in me un senso di solitudine e la brutta sensazione che c’era qualcosa di sbagliato in me.
    Più onesto da parte loro sarebbe stato ammettere: “Scusami, ma non riesco a capire quello che ti sta succedendo, però ti credo, vedo che stai male, anche se non so perché e non riesco ad aiutarti”.
    Virginia, lascia le persone che non ti possono comprendere e vai verso quelle che ti possono capire e accettare così come sei, anche se sei divorata dall’ansia.
    Tu vai bene così come sei!
    Rispetto ai tuoi bambini ti dico che è importante che, quando ti succede di avere questi attacchi di ansia dal medico, tu spieghi così: “Adesso la mamma è in un momento di difficoltà personale, ha un fastidio nella dimensione delle emozioni, non è nulla di cui preoccuparsi, un paio di bei respiri profondi e questa fastidiosa sensazione del tutto innocua se ne va! Ecco sta già passando!”
    Stringi con un affetto intenso i tuoi figli, materializzati in questo contatto d’amore e distogli tutta l’attenzione da quello che percepisci dentro di te.
    Diventa “superficiale” , vai verso l’esterno, non verso l’interno, mentre tenti di mantenere la consapevolezza sia di qua che di là, contemporaneamente.
    Tranquilla, non sei stata né scortese né irriverente verso di me, solamente un po’ cruda, come a volte il vento d’inverno, ma quando si sta male e si è dentro la bolla dello sconforto, è normale vedere tutte le cose in modo freddo e pessimista.
    La prossima volta ti risponderò sulla grande differenza che c’è tra ATTACCO DI ANSIA e ATTACCO DI PANICO, adesso lascio te e la nostra amata famigliola, altrimenti la piattaforma che ospita il blog va in tilt.

  7.  
    francesca
    29 giugno 2009 | 17:19
     

    Cara Dott.ssa Laura Bolzoni.grazie per la “scrollata”indiretta che ha dato anche ame, credo,noi,parlando,affettuosamente e con fermezza a Virginia….ogni tanto ci sono pesciolini che “boccheggiano” sulla spiaggia,quando non
    c’è un vero e proprio ammutinamento degli abitanti dell'”isola-blog”..

    Per fortuna arriva Lei,con bombole di salvataggio,iniezioni di fiducia,che spazzano via anche i nuvoloni all’orizzonte…io,finchè posso ,mi riesce ,mi risollevo da sola…ho qualche arpione,un tridente un po’ arrugginito nascosto da qualche parte,ma se dovesse capitare che m’investe una mareggiata forte,in questo periodo”particolare”,non so…!(forse bisognerebbe che ci fosse un “aiuto” anche per chi ha bisogno d’aiuto,insomma per i familiari,ma anche questa è un’altra storia…)Stamattina ho dovuto fare una commissione-uscita:ansia diffusa,senso..d’attesa,
    formicolii vari,ma per fortuna no panico,nè più di tanto senso di agorafobia;anzi,conclusa la “cosa”,sarei stata fuori tutto il giorno,potendo.
    Giorni si,nì,no e pure non so! Il fatto è che se ci sono motivazioni per uscire,si fa,ma con un’ansia che si affetta col coltello,quando non arriva l’attacco vero e proprio,(mi domando,visto che il drago.a volte,ha “sputato fuoco”anche in casa,perchè ci si sente comunque più sicuri in ogni caso,in casa,nella “cuccia” che rimane comunque..calda? il DAP è meglio viverlo nel privato,per me;e habbiamo ragione,quando diciamo che c’è la voglia di andarsi a mangiare una pizza,senza dover”nascondere”:Ma nascondere che,poi,mica siamo persone disoneste….
    Ok,stop;credo sia il caso di raccontare solo cose ,esperienze
    che possono essere d’aiuto e interesse anche per gli altri!!
    Cara Virginia,
    avevo ragione a dire che la Dott:ssa è Persona splendida,umana? non avevo dubbi sul fatto che avrebbe raccolto il tuo SOS,perchè in parte il tuo era anche questo;sta serena per i tuoi conati,vertigini,tensioni muscolari
    perfino abbassamento delle difese immunitarie(Ves,Proteina C.reattiva
    sballati nelle analisi,l’hanno confermato anche a me;un virus di qua,uno di là);è a causa dell’ansia e dello stress.Vitaminizzati,assumi fermenti lattici,ma io non sono medico;lo faccio per me;ogni tanto mi”doppo”,con
    un mix di pappa reale,polline,miele propoli..Bisognerebbe essere tranquilli,ridere,evitare i telegiornali,che spesso ci fanno ingoiare tanta ansia in più di quella che già la vita ci propina!! Bisognerebbe…ma ciascuno è fatto com’è fatto;c’è chi nasce biondo con occhi azzurri, e chi
    con la predisposizione a…….e poi ha la fortuna,magari di incontrare sulla
    sua strada qualcuno e qualcosa che lo aiutano a svilupparlo il DAP,ma per una giusta legge di compensazione,si incontrano Persone che danno strumenti per sconfiggerlo!(vedi Dott:ssa,ma ogni riferimento a persone e cose è puramente,ma anche volutamente casuale)…Lunga è la foglia,stretta è la via,dite la vostra che ho detto la mia!! State bene,ragazzi e ragazze.UN sorriso e un abbraccio

  8.  
    Elisa
    1 luglio 2009 | 16:13
     

    Grazie Laura Bolzoniper i preziosi consigli, sono efficaci…ti leggo spesso!
    Sei preziosa per tutti noi!
    Spero di leggerti presto nella mia casella di posta…

    La speranza è un essere piumato
    che si posa sull’anima,
    canta melodie senza parole e non finisce mai.
    La brezza ne diffonde l’armonia,
    e solo una tempesta violentissima
    potrebbe sconcertare l’uccellino
    che ha consolato tanti.

    L’ho ascoltato nella terra più fredda
    e sui più strani mari.
    Eppure neanche nella necessità
    ha chiesto mai una briciola – a me.

    (Emily Dickinson)

  9.  
    francesca
    2 luglio 2009 | 11:01
     

    ciao a TUTTI,aver fatto tardi la notte,aver subìto un’emozione mentre era in corso la digestione,forse un po’ difficile per stanchezza e abbondante colazione, tutto questo o solo questo è stato sufficiente per…arrivare vicino alla cresta del “drago”;quant’è vero che stancezza & C, gli danno una buona mano per risvegliarlo!! Cara Daniela, “l’urgenza” di voler
    a modo mio,prestare attenzione alla richiesta di Virginia, mi ha fatto leggere il t.messaggio,forse distrattamente….
    In realtà, vedo in te superamento di grandi ostacoli; è giusto mettersi alla prova,superare i propri limiti (se penso a me,sono ben lontana da certe mete);per ora non è importante per me arrivare a prendere la nave, il treno o l’aereo;nella situazione in cui mi trovo è importante quantomeno non regredire, cosa già difficile, perchè lo stress certo non aiuta…..ma mi chiedevo,sorridendo
    con tutto il beneficio d’inventario e con l’intenzione magari di farti sorridere,
    se per caso tu non aspirassi anche a imparare a ..volare senza ali, e a…
    camminare sulle acque!! ovviamente,il tutto detto con ironia e rispetto!!!
    Ti auguro veramente di arrivare prima o poi, meglio prima che poi,al
    raggiungimento delle tue mete agognate…!!
    Cara Dott.ssa Laura Bolzoni, queste ragazze sono troppo BRAVE;coi miei tanti limiti,mi sono sentita per un po’
    “handiccappata”(sì,come ho pensato in altre occasioni: si posseggono gambe,ma non si riesce a camminare,poi ho fatto leva su quello che ho,piuttosto che su quello che non ho,anche ripensando a certi Suoi consigli,letti da qualche parte,ed è andata un po’ meglio) Grazie ad Elisa,
    per aver rispolverato la bellissima Poesia,della Dickinson, l’immagine della speranza calza benissimo per la D:ssa Laura Bolzoni,ma in un’altra lettura,
    é un inno alla speranza(di avanzare nei nostri”limiti”:certo la speranza
    unita al fare,all’agire,come raccomanda Laura,perchè il “drago” non fa sconti a nessuno) Con questo caro AUGURIO a tutti, un abbraccio

  10.  
    desy
    3 luglio 2009 | 20:12
     

    ….Scrivo di nuovo dopo un pò di tempo..le parole di Laura Bolzoni mi danno sempre tanta speranza…ma anche io mi sento sconfitta come Virginia
    Soffro di panico da quando ero bimba,i primi sintomi gli ho avuti a 6 anni,adesso ne ho appena compiuti 26 e sono ben 20 anni che sopporto,anche se quelli più critici di sintomi sono arrivati 12 anni fa…
    io sono sola,quello che era il mio uomo non c’ è più,mi ha lasciata e vive già in casa con un’ altra…era l’ unica persona che avevo vicina..ho perso il lavoro e non sò più come mantenermi e questo mi impedisce anche di continuare la mia psicoterapia….
    Ad un certo punto è come entrare in un tunnel buio senza fine,io cerco di fare le cose ma no ci riesco e sto male persino in casa mia,anzi spesso devo fuggire da lì e cercare un posto isolato al mare o nel bosco per provare a ritrovarmi…i medici non mi aiutano più perchè ormai mi hanno catalogata come la ragazza ansiosa e paranoica che non si può più aiutare…non riesco neppure a mangiare,a volte la sera ma non sempre..
    Ho avuto una grande vittoria martedi:avevo lasciato l ‘università sempre per colpa del panico,tra l ‘altro studio psicologia,martedi mi sono decisa a tornare a dare l esame che mi ha bloccata e l’ ho superato con 27..sono arrivata lì che credevo di morire ma poi ce l ho fatta e in quel momento mi sentivo esplodere dala gioia….credevo che in quel modo avrei preso fiducia in me e qualcosa sarebbe cambiato…invece niente,anzi il giorno dopo avevo ancora più ansia…come si fa a vivere una vita così?
    Ammiro tutti quelli che sono riusciti ad uscire da questo circolo tremendo…
    vi abbraccio tutti..
    desy

  11.  
    chadisja
    4 luglio 2009 | 23:16
     

    Cara Desy mi ha colpito molto il tuo scritto.
    Ti capisco perfettamente, ho vissuto quello che tu scrivi, anche io ero catalogata come l’idiota che si presentava sempre dal medico e poi non aveva nulla di patologico. Sai quante volte ritornavo a testa bassa per la figuraccia mentre io stavo male sul serio.
    Non saprei dire cosa ho fatto so’ di aver lavorato tanto su me stessa.
    C’e un tempo per tutto anche per riprendersi da certe esperienze che sembrano cosi’ catastrofiche e poi non lo sono perche’ ti presagiscono solo che quella è la strada sbagliata allora tu ti fermi e li’ ti sembra di entrare nel tunnel invece non è cosi’.
    Devi crederci, devi volerlo prima di tutto, devi reagire solo cosi’ le circostanze ti saranno a te favorevoli, se non fai nulla e se ti credi sempre iellata allora metterai piu’ tempo alla tua riuscita.
    Credimi tutto ritorna sempre come tu vuoi, tutto alla fine riprende il suo ritmo anche nei casi disperati è solo questione di tempo e questo lo decidi proprio tu.

  12.  
    EVA
    5 luglio 2009 | 03:07
     

    Rispondo a Virginia

    Carissima,
    anch’io come te ho passato momenti di assoluto sconforto e pessimismo. Il che non faceva altro che peggiorare il mio stato di salute…già fragile di suo.
    E giù a spendere soldi a palate per trovare spiegazioni a una malattia…che non esisteva.
    Alzarsi al mattino e avere conati di vomito, problemi intestinali, rigidità muscolare, stanchezza, senso continuo di svenimento….non sai quanto mi sia familiare tutto questo putroppo.
    E non pensare che non mi capiti più. Anzi…tutt’altro. Ma ora la spiegazione ce l’ho. E ce l’hai anche tu.
    Continuavano a trovarmi virus su virus, infezioni, batteri di ogni tipo…E io mi dicevo: “Ma porca miseria! Tutti io me li prendo?!?” Il mio fisico era andato completamente in tilt. E più stavo male più il panico mi tormentava. E più il panico mi tormentava, più stavo male. Il classico “cane che si morde la coda”. E così ero talmente “arrabbiata”, confusa, impotente davanti a tutto ciò, che non sapevo da che parte cominciare. Mi curavo (o credevo di farlo) per una cosa e spuntava fuori un’altra. E’ andata avanti così non sai per quanti anni. E quante lacrime. E quante delusioni. E quanti “io mi arrendo, non ce la faccio più”. E quanti soldi buttati al vento. Non sono uscita dall’incubo panico…e so che non sarà facile e che non succederà a breve. Ma il mio cuore e la mia voglia di farcela mi dicono che prima o poi accadrà.
    Tanto per cominciare, ho imparato a distingure le cose, a separarle, a non fare un “minestrone” di sintomi e disturbi, più o meno gravi. Riesco a distinguere i disturbi fisici legati all’ansia, agli attacchi di panico( cercando con tutte le forze di spazzarli via, di non concentrarmi su di loro, di non alimentarli) e quelli legati che ne so…a un male di stagione, ad un virus intestinale, a qualcosa che ho mangiato che mi può aver dato fastidio, etc…. Non sai che grande gioia è stata per me riuscire a raggiungere questa consapevolezza.
    Per me è stato un punto di partenza importantissimo.
    Fondamentale. E per farlo ho cercato anche di “abbandonare” le persone che non riuscivano ad aiutarmi in tal senso. A cominciare dai medici: per anni mi sono fatta da seguire da una dott.ssa (omeopata). Molto brava. Mi ha aiutata per tantissime cose (tra cui una recente operazione chirurgica di asportazione della cistifellea a causa di numerosissimi calcoli biliari.) Quando, negli ultimi anni, gli attacchi sono ricomparsi insistentemente e costantemente, ho chiesto aiuto a lei. Più e più volte. Facendole presente anche il problema delle nausee, dei continui sensi di svenimento, dolori muscolari, stanchezza, svogliatezza, problemi intestinali, gastrite, cattiva digestione, e chi più ne ha più ne metta. Morale della favola? Non è stata in grado di aiutarmi. Perchè? Perchè non comprende il problema. Perchè non è e non entrerà mai nel mondo dei disturbi da attacchi di panico. Mi guardava come se fossi una pazza isterica esaurita. E quindi ovviamente tutte le cure erano inutili. E quindi soldi buttati via…con conseguente depressione (che non faceva altro che alimentare il tutto). Ovviamente la fiducia è venuta a mancare…e per molto tempo non mi sono fatta più vedere, non volevo più saperne di lei, non mi fidavo più, mi sentivo presa in giro e “derubata” dei miei soldi…e mi assaliva una grande tristezza e delusione perchè io di lei mi fidavo! Era la mia dott.ssa da quando ero adolescente…come aveva potuto farmi questo?? Allontanandomi da lei per quel lungo periodo, e avendo iniziato questo mio percorso di “rinascita” personale (che sarà ancora lungo e tortuoso) e avendo avuto l’immensa fortuna di conoscere (purtroppo ancora non di persona) la Dott.ssa Laura Bolzoni e voi care amiche di questa bella famigliola, ho cominciato ad analizzare varie cose, vari aspetti della mia vita. Ed ho capito che la dott.ssa a cui mi ero sempre affidata non aveva “colpe”: semplicemente quella degli attacchi di panico, agorafobia e tutto ciò che questo disturbo comporta a livello emozionale, fisico, psicologico, non era e non sarà mai una materia di sua “competenza”. Tutto qui. Mi poteva e mi può aiutare per tutto il resto, ma non per questo. E così ho riacquistato la fiducia nei suoi confronti…e mi sta continuando a seguire e ad aiutare, ma per altro: cioè per problemi “fisici” e di salute indipendenti dal panico, dall’ansia. E il rapporto adesso è più forte di prima…grazie a questa mia consapevolezza. Consapevolezza che è anche sua. Ripeto: questo è stato un passo fondamentale per me.
    Sai Virginia, negli ultimi tempi ho preso delle decisioni molto importanti, scelte difficili e dolorose che mi stanno facendo ancora soffrire ma che erano necessarie.
    Penso che, se hai letto i miei precedenti post e la fitta corrispondenza con la mia cara zietta Francesca :-) , un pò la mia storia già la sai. Ho lasciato un uomo che amavo (e che, anche se è dura ammetterlo, forse amo ancora) per vari motivi che ho già spiegato. La sofferenza, l’incomprensione ed il sentirmi sola, sono prevalsi sull’amore. E come se non bastasse, “urlavo” aiuto per i miei attacchi di panico (di cui ovviamente anche lui pagava le conseguenze)…ma lui era sordo. All’inizio ha cercato, a modo suo, di starmi vicino…Ma non capiva. Pensava che tutto si sarebbe risolto nel giro di poco tempo. “E’ un momento brutto. Passerà” mi diceva. Ma non passava. E più non passava e più lui non capiva. Ma forse non capivo nemmeno io. Ed era sempe ed inesorabilmente più lontano. E sentirsi dire dalla persona che si ama che le mie erano solo “paranoie” o peggio ancora “disturbi mentali”…ti assicuro che erano come delle coltellate al cuore. E per questo e per tanti altri motivi, ho dovuto dire basta.
    Le amiche (o quelle che consideravo tali) idem. Ho detto basta anche a loro.
    E’ dura sì. A volte mi sento sola ed abbandonata. Ma poi mi rendo conto che non è così. Ci sono io, prima di tutto, ad infondermi forza e coraggio. E c’è la mia cara mamma. E c’è la Dott.ssa Laura Bolzoni…che mi ha dato una forza, una fiducia ed un aiuto immensi…non smetterò mai di dirle grazie. E poi ci siete voi tutti.
    Ancora una cosa:
    riguarda la mia cara mamma. Persona stupenda e dal cuore enorme. Che amo con tutta me stessa.
    Sempre vicino a me…in ogni istante, in ogni momento, in ogni attacco di panico. Sempre vicino…anche quando divorata dall’ansia, dallo sconforto e dalla depressione l’ho anche trattata male perchè credevo che nessuno mi potesse capire ed aiutare fino in fondo. E invece no…lei c’era sempre, c’è e ci sarà. E non so come farle capire quanto la amo e quanto le sono grata. Per tutto.
    Lei, in passato, quando io ero ancora bambina, ha sofferto di attacchi di panico. Forse più attacchi d’ansia che di panico. Ero bambina, ma mi ricordo i suoi occhi tristi, le sue lacrime che tentava con tutte le sue forze di nascondermi, il suo andare continuamente al pronto soccorso per contiunui attacchi di tachicardia che le facevano credere di schiattare al suolo da un momento all’altro, la sua difficoltà a camminare per strada o ad accompagnarmi a scuola, in piscina, in palestra,…. Ovviamente certe cose le ho capite solo adesso, con gli occhi e con il cuore di chi adesso sta vivendo le stesse cose, i suoi stessi problemi. E poi ne abbiamo parlato. Ne abbiamo parlato tanto. E alle volte ci viene da sorridere…perchè mi sono tornati in mente degli episodi che a quel tempo non capivo, a cui non davo peso: ad esempio mi ricordo una volta in treno…è letteralmente scattata in piedi all’improvviso ed ha aperto il finestrino per prendere aria. Io, bambina innocente, le chiedevo: “Cos’hai mamma?” E lei mi tranquillizzava sempre: “Non è niente amore. La mamma è solo un pò stanca.” Oppure: “La mamma non sta tanto bene, ha avuto un forte capogiro, ma non ti preoccupare adesso le passa”. E’ sempre stata così brava, così forte, da non farmi mai preoccupare, da non farmi mai capire che il problema era ben più grave di quello che mi voleva far credere. Non ha mai e poi mai rinunciato a nessun mio impegno (saggi di ginnastica artistica, di pianoforte, scuola, etc…) nonostante i suoi forti attacchi. Grazie alla sua grandissima forza e tenacia, aiutata anche da qualche farmaco (che poi ha buttato via per sempre) pian pianino ne è uscita. Ma la sua grande forza, la sua grande motivazione e determinazione per uscirne, sono stata io. La sua bambina. Me lo ripete ancora oggi.
    Ne è uscita ormai da tantissimi anni. E definitivamente.
    E in un certo senso mi sento fortunata: perchè posso “toccare con mano” ogni giorno il suo grande esempio…e questo mi dà tanta fiducia in più. Ogni mio piccolo progresso giornaliero (anche solo il fatto di essere con me in autobus e vedere che ce la sto facendo a superare il panico, o raccontarle al telefono di esserci andata da sola) la rende felice. Felice come se stesse rivivendo i progressi che faceva lei a quel tempo. E quando invece non ce la faccio, è sempre lì per asciugare le mie lacrime e a darmi la forza per non mollare e per non gettare la spugna.
    Ce l’ha fatta la mia dolce mamma…e ce la farò anch’io.
    E ce la farai anche tu.
    Un bacio a te e ai tuoi bambini

    Un abbraccio a tutte
    A presto

  13.  
    francesca
    5 luglio 2009 | 11:38
     

    Cara Desy,anche a rischio di passare per “prezzemolina” o inopportuna,
    (ma tutto è fatto in buona fede,tieni-tieniamo presente questo),mi permetto di dirti due parole..indubbiamente problematica la tua situazione
    ;tanti anni.troppi,per la tua giovane età che sopporti, e giustamente ti chiedi se è possibile vivere così..Difficile,ma non impossibile,per ORA!!!
    Te lo dice una persona che ci convive con un po’ meno di anni di te,ma che ha qualche anno in più di te;praticamente il “nemico”ha bussato alla porta in tempi diversi..anch’io ho perso il lavoro,anch’io ho rischiato di essere abbandonata dalla persona che ho vicino(e tuttora ogni tanto “rischio di avere lo sfratto”,lo temo tanto,sai),anch’io ho avuto successi e insuccessi…probabilmente quando gai scritto il t.post eri in un momento in cui vedevi più nero del solito,capita(in quei momenti non si vede più in là del nostro naso),ma forse a distanza di qualche giorno,magari già hai ripreso quota,vedi le cose sotto un’altra luce e prospettiva… Hai rivalutato
    il tuo 27 all’università e da lì sei ripartita…….l’ansia che è succeduta,forse è per le altre “cose”in sospeso,che un po’ alla volta,una alla volta, si
    spianeranno….anche a me capita,magari mi sembra di essere tranquilla,ma inconsciamente qualcosa che preoccupa c’è….io devo affrontare un trasloco,piuttosto destabilizzante per chi ha conti in sospeso
    col “nemico”(non ti nascondo che è peggiorata l’agorafobia,a volte più a volte meno);per ora faccio del mio meglio,quello che c’è da fare, per di più ho un problemino fisico per una caduta,con cui dovrò fare i conti,a cui dovrò cercare di rimediare,curare e….sai che bellezza se mi metto a pensare a tutte queste cose insieme?! per ora dò la priorità al “cambiamento” che devo effettuare,poi vedremo…..Se ti può essere utile,fai così anche tu:qual’è la cosa primaria da affrontare? Forse trovare i soldi per andare avanti?! prova a pensare ad un lavoro che sia “compatibile” coi tuoi problemi:magari qualche ora come…”colf”(magari in un’alta casa,che un po’ diventerà,per ORA,un altro tuo rifugio?! il lavoro nobilita l’uomo,dicono,per cui non c’è nulla di disdicevole anche in questo
    ,credo),o qualcos’altro in cui pensi di poter cimentarti,non so…..Quando
    non riesci ad alimentarti,pprendi qualcosa di liquido,o semi-liquido;
    uno yogurt,una minestrina,perfino omogeneizzato(anche qui parlo per esperienza)….PROVA,prova..vogliti bene,riparti da quella”piccola”da curare,coccolare,che c’è in noi,di cui parla la Dott.ssa Bolzoni nel mp3….Cara
    Desy, se hai notato,almeno un paio di volte ho scritto “PER ORA”, perchè,
    come dice Laura,non è cosa impossibile,uscirne;magari ci impiegherai più tempo di qualcun altro(per me, forse,a questo punto, tutta la vita),ma
    finchè abbiamo FIATO in gola,non lasciamoci andare!!!!!!! in attesa che magari la Dott.ssa ti risponda,o ti abbia già risposto,con parole più adeguate,convincenti,professionali, ti invio il mio più sentito AUGURIO,con un abbraccio

  14.  
    5 luglio 2009 | 14:22
     

    RISPONDO A DESY

    Brava e complimenti per il vero successo che hai conseguito all’Università, il tuo bel voto 27!
    Complimenti alle nostre adorabili ragazze Francesca e Chadisja per la cura, l’affetto, la generosità che hanno messo nel comprenderti e nel darti una risposta di aiuto.
    Desy, prima di tutto è importante che accanto alla fase dello studio, della preparazione dell’esame, del FARE, ci sia anche la fase dell’AVERE, che per te significa guardare il tuo libretto, assaporare la tua vittoria, GODERE di QUESTO SUCCESSO di più di quello che hai fatto, di più, di più!
    Noi mettiamo tanto investimento nel desiderare le mete, tanto impegno nel raggiungerle e poi……abbandoniamo quel momento senza fare festa, senza essere contenti!
    Quindi, cara Desy, celebra sempre i tuoi successi, regalati un premio, quello che vuoi tu: una torta, un libro, un mazzo di fiori, un bel film….quello che per te è un riconoscimento speciale!
    Dopo una grande vittoria, segue sempre un breve momento di “ leggera depressione” che è naturale, non patologica e che nasce dal fatto che la meta è stata raggiunta e non ce ne sono ancora altre di nuove.
    Ecco che dopo il successo, va messa subito l’attenzione sul prossimo fine da realizzare, è come il trasloco della nostra simpatica Francesca: da una casa all’altra.
    Spostati , trasloca subito su un nuovo progetto, non permettere che la crisi ti divori!
    Cerca il tuo partner giusto, con cui puoi creare una bella relazione di familiarità , comprensione e affetto, lascia il vecchio compagno che non ti ha mai compresa, prova a pensare a quale lavoro puoi fare, che sia basato sulle tue passioni, sulle tue qualità, magari da casa.
    Gli scrittori vivono per la maggior parte della loro vita ritirati, come degli eremiti, a casa a leggere, pensare, scrivere, nessuno mai si sognerebbe di dire che soffrono di attacchi di panico.
    Oggi è trendy, è di moda lavorare a casa, fare un’attività on line e nessuno troverà strano che Desy, si crei una nuova vita nel mondo virtuale.
    Rileggi la pagina 37 del mio libro Panico Vinto! e ritroverai la forza di uscire dalla crisi!
    La vera crisi è quando tu dici. “Non ce la faccio proprio più!”
    Bene uscirai dalla CRISI se continuerai a fare quello che stavi facendo, ovvero continuando a studiare, ignorando le sensazioni di panico e prendendo 28 come voto al prossimo esame.
    Ritrova la stima in te stessa.
    Come?
    Ogni giorno trova una cosa bella di te e comunicala a qualcuno che ti vuole ascoltare.
    La nostra famigliola è qua a ricevere con gioia e interesse la tua stima di te stessa.
    Proviamo Desy, Eva, Francesca, Chadisja, Maria Letizia, Virginia, Elisa, Daniela, Giampiero (il nostro camionista volante coraggioso) e , -chi desidera aggiungersi a noi è il benvenuto-, a rispondere a questa domanda : DIMMI UNA COSA BELLA DI TE!
    Inizio da me, così mostro come si fa.
    Una cosa bella di me è il mio amore per gli animali,questa notte sono riuscita dolcemente, senza spaventarlo a far ritornare dalla sua mamma, che lo cercava un piccolo ghiro curioso, che era entrato dalla finestra saltando dall’albero di ciliegio, nel mio studio.
    E’ un esempio, forza Desy, raccontaci una cosa bella di te!
    Non vedo l’ora di sentire una cosa bella delle mie già bellissime e adorabili ragazze!

  15.  
    chadisja
    5 luglio 2009 | 23:20
     

    Ciao Dottssa Laura e ciao a tutti voi.
    Un cosa bella di me? sapete che raramente penso a questo?
    La cosa bella di me è quella di essere sempre ed in ogni caso trasparente con tutti.
    Non ho mai avuto paura della verità mi sento limpida e ne vado fierissima.
    Sai Dott..ssa Laura che in questo momento mi sento un pizzico piu’ in alto?
    Proprio oggi una cliente (ho un negozio di calzature) mi ha detto:
    “Sig.ra io entro volentieri nel suo negozio perchè lei nei suoi consigli è “franca” a costo di mettere a repentaglio anche la vendita della scarpa che calzo”.
    Questa frase per me ha avuto piu’ valore di 10 vendite messe insieme.
    Mi sono detta: la mia verità è sempre la formula vincente, forse perchè lo faccio senza che esista uno scopo? forse perchè sono cosi’?
    E’ una cosa che ho sempre saputo ma non sono abituata a valorizzarmi e voglio cambiare anche in questo che c’è di male?
    Adesso lo ricordero’ piu’ spesso perchè questo modo di essere mi rallegra e mi fa sentire completa.

  16.  
    francesca
    6 luglio 2009 | 17:19
     

    carissima Dott.ssa Laura Bolzoni, ma Lei mi (ci) vuol prendere per il ……..cuore!!
    Mi riferisco alle immagini così colorate e vive che dà di Suoi stralci di Vita,nel contatto con la Natura,gli animali ( il ghiro,i ” Bambi”…);una “seconda” Licia Colò;altra persona che ammiro e stimo molto, perchè…..
    anch’io amo molto gli animali( anch’io posseggo una gatta,che mi è stata
    “imposta”;ed è la mia “croce e delizia”,e magari un giorno dirò perchè…);
    e se non avessi avuto certi “problemi”,forse sarei diventata una “gattara”…
    (tra l’altro, visto il mio nome,ci parlo molto con gli animali,ma …ancora non mi rispondono)…Scherzi a parte,tra i miei”progetti”,prima o poi spero di riuscire a fare qualcosa per loro,in concreto….
    Ora mi “tocca”cercare una “cosa bella di me”; in effetti,come dice Chadisja, non siamo abituati a pensarci molto ( io e la mia”piccola”,in tempi ormai preistorici,siamo stati molto “denigrati”,coercizzati),e ogni tanto ci “ricasco”,ricado nella “trappola” di dare fiducia a persone che non la meritano,a confidarmi
    con le stesse persone che…non capiscono;e quando sono un po’ più ”
    fragile”ne subisco ancora il “fascino perverso”; e per ovviare a questo,ma non solo a questo,ho imparato,sto imparando a “consolarmi”cercando il lato positivo delle persone,delle situazioni,volgendolo a mio”favore”, isomma traendone una “morale”,un insegnamento…:da tutto e da tutti si può imparare,con umiltà.
    Esempio banalissimo, se una persona non si comporta con me in modo corretto,dal mio punto di vista,cerco di pensare che quella persona,in quel momento,aveva un “problema” e poichè io ci sono rimasta male,mai mi rivolgerò alla stessa persona,e ad altri,nello stesso modo….altro esempio ancor più banale:se sto preparando una pietanza,una torta,e mi viene un gran pastrocchio,quantomeno avrò “sperimentato”involontariamente qualcosa di nuovo;altro es. banalissimo,ma pertinente:se frequentando questo blog,non riuscirò a vincere comletamente e definitivamente certi m.”problemi”,comuni ad altri,avrò quantomeno conosciuto persone carinissime e speciali,mi sarò arricchita umanamente e. da ultimo…mi sarò impratichita un po’ di più col computer,che non è non è proprio il mio pane……Insomma sto cercando di cogliere il bello e il buono in ogni persona e situazione,dalle più semplici,alle più complesse,una specie di
    “gioco della felicità”
    ,sto cercando di imparare a diventare”ottimista”,forse?
    Non so se è proprio un pregio;( poi rimane comunque il pudore,il fatto di
    “chi si loda,si sbroda”,il timore del giudizio,ma in giro c’è tanta gente che
    immeritatamente “se la tira”,si autocelebra,e quindi,se noi “comuni mortali” ogni tanto,vicino agli scheletri nell’armadio,ci gratifichiamo un po’,
    senza far male a nessuno,che male c’è?! ora mi accorcio,mi stringo,
    perchè mi sono…..dilungata molto,e dall’altra parte c’è la mia adorata
    nipote Eva,che mi aspetta,e dietro la sedia,tante tante cose da sistemare!
    Come sempre è stato un piacere,Dott.ssa e carissimi tutti…cogliete l’invito di Laura,se l’ho fatto io, lo possono fare benissimo tutti!! un abbraccio e un sorriso,finchè dura(il sorriso),l’abbraccio: per sempre,perchè è il Bene che muove il mondo……
    Hasta la vista!!!!!salutoni,baci

  17.  
    7 luglio 2009 | 00:10
     

    Grazie Francesca, grazie Chadisja,
    di avere colto al volo l’invito di condividere con tutti noi una “cosa bella di voi”.
    Un pregio di entrambe, che appare evidente, è proprio la vostra apertura di cuore e il coraggio d sperimentare il nuovo.
    Complimenti per la tua onestà e per il tuo amore per la verità, Chadisja!
    Complimenti per la tua umiltà, che ti fa vedere insegnamenti di vita dovunque sei, Francesca e ….la simpatica ironia con cui vedi le persone e le situazioni!
    La stima è ciò che ci fa brillare, che ci permette di esprimerci e di manifestarci nella nostra natura più profonda e voi siete proprio due belle stelline luminose, che faranno sbiadire il panico, giorno dopo giorno, notte dopo notte!

  18.  
    EVA
    7 luglio 2009 | 23:28
     

    Carissima Dottoressa Laura Bolzoni,
    una cosa bella di me…? Accipicchia…che domanda difficile! :-)
    E’ vero, come hanno detto Chadisja e Francesca (ciao zia!) non è che ci si pensi tanto spesso a questa cosa…anzi, forse non ci si pensa proprio!

    Non lo so…Quello che posso dire con assoluta certezza è che sono una persona sensibile: sensibile ai problemi degli altri, al dolore degli altri. Cerco sempre di consigliare al meglio (certe volte però anche con dei modi forse un pò troppo “bruschi” e “decisi”) le persone che mi chiedono aiuto. Cerco di stare vicino alle persone a cui voglio bene, a far sentire loro quanto sia grande il mio amore ed il mio affetto per loro. Come avevo già scritto precedentemente però, da quando il panico è entrato “violentemente” nella mia vita, ho avuto la tendenza a diventare più egoista: chiedevo aiuto. Ma forse non vedevo e non sentivo il grido d’aiuto degli altri. E questa è una cosa che adesso mi fa soffrire tantissimo: perchè non posso più “tornare indietro”. Posso solo chiedere scusa. Ecco…adesso che ci penso…una cosa di cui vado fiera è questa: so chiedere scusa.
    Se sbaglio, se mi rendo conto (anche dopo averci riflettuto per un pò) di aver ferito una persona, lo so riconoscere. E so chiedere scusa. Dal più profondo del cuore.
    E’ così bello sentirsi dire “scusa”
    Io purtroppo non me lo sono sentita dire tante volte….

    E poi…
    potrei ancora dire che amo la musica, amo l’emozione che mi dà, i ricordi (sia quelli belli che quelli un pò meno) che mi fa riaffiorare… Quando ho bisogno di rilassarmi, o di scaricare un pò di tensione, o quando faccio i lavori domestici…accendo l’I-pod, mi infilo le cuffie e…via a cantare a squarciagola!!! (e, se la musica lo “richiede”, magari ci scappa anche qualche “passo di danza”!!! Uff…è un secolo che non vado più in discoteca a scatenarmi un pò! :-( ) Se fosse per me, andrei anche a dormire con l’I-Pod!! Più di qualche volta l’ho fatto…ma ho scoperto che dormire tutta la notte con la musica (seppur a volume bassissimo) nelle orecchie, non è che sia granchè salutare per la qualità del sonno..!

    Adesso La (vi) lascio…vado a nanna. (Ma senza I-pod! :-) )
    Buonanotte
    A presto
    Un affettuoso abbraccio

  19.  
    Daniela
    10 luglio 2009 | 17:57
     

    Ciao a tutte care amiche, cara dr.ssa Laura!
    Non si può star via una settimana che già mi fate sentire in ritardo con la vostra interessante corrispondenza.
    Francesca, grazie per avermi visto volare senza ali e camminare sull’acqua, sei proprio simpatica! Per ora mi accontenterei del treno, magari in tua compagnia, munite di mascherina sulla bocca e bombole di ossigeno sulle spalle.
    Dottoressa, sai qual’è la cosa più bella che mi contraddistingue?
    E’ che io ho sempre il sorriso sulle labbra, indipendentemente da tutto. Soprattutto non faccio pesare agli altri nulla di mio, al contrario cerco di farli sorridere, perchè anche il buonumore è contagioso.
    E da quando l’ho scoperto mi sento mio forte. Il segreto sta proprio nel passare da una posizione passiva ad una attiva. Anche noi possiamo modificare le cose. BASTA SUBIRE!
    Brava Desy, continua con l’università e non fermarti di fronte alle difficoltà, quelle, una volta superate, servono per farci sentire ancora più forti.
    Brava Francesca, l’ottimismo è un pò la mia strada e non temere, il “chi si loda si sbroda” non mi sembra una caratteristica di chi soffre di attacchi di panico. Anzi, vorrebbe dire avere stima in se stessi, vero Chadisja?
    Dalle vostre e-mail ho notato una cosa interessante: siamo tutte delle tenerone! Adoriamo gli animali, le piante, la musica. Anch’io amo la natura, faccio fiorire le orchidee e le stelle di Natale, impazzisco per tutti gli animali e, appena posso, canto a squarciagola.
    Un abbraccio grande a tutte.

  20.  
    Maria Letizia
    11 luglio 2009 | 16:49
     

    Ciao ragazze, è tanto ke nn vi sento come state? Sono stata 10gg al mare ma devo dire ke mi sono mancate 1 pò le ns kiakere.
    Ho letto ke avete fatto dei progressi e questo mi rende enormemente felice. Anke io nel mio pikolo sono andata avanti, per prima cosa ho deciso di farla finita con la mia mezza pastika di daparox. ero stufa di dipendere da lei (io ke nn amo i farmaci e devo dirvi ke nn ne sento la mancanza, ora so ke la voglia di uscirne fuori è + potente di qualsiasi medicina.
    Se ogni tanto mi viene 1 pò di ansia nn ci penso e mi dico ke nn è grave e ke se nn ci penso passa e succede proprio cosi. E’ tanto ke nn ho + attaki di paniko, non so se sono uscita dal tunnel ma sono + serena .
    Pian piano sto “reimparando” a guidare l’auto da sola (i tratti sono brevi ), ma fino a poko fa era impensabile farlo.Guidare l’auto da sola x me è stato in questi anni (10 circa) 1 vero inkubo, lo facevo se costretta x lavoro o per portare i figli a scuola o in altri posti, ma pagavo 1 prezzo altissimo nel senso ke poi ero distrutta come se avessi scalato un 8000 e poi mi sentivo sempre inadeguata e inkapaceb di uscire da questo vortice ke mi aveva inglobato.
    Ho passato anni a psikanalizzarmi e kiedermi xkè proprio a me e a desiderare 1 qualsiasi malattia fisika ma forse più curabile del dap, ho provato con i farmaci ,con i gruppi di autoaiuto,con omeopatia con naturopati,con psicologi,con pellegrinaggi in santuari per kiedere grazie pern “guarire”,ma niente. Ho continuato a quasivivere cosi perdendomi tante cose belle e forse anke facendo mankare ( MA INVOLONTARIAMENTE) qualcosa ai miei 2 figli e a mio marito.Anke x questo mi sentivo in colpa per non poter essere quella mamma e moglie perfetta ke avrei voluto essere. GIà, LA PERFEZIONE credo sia stata la causa del” inkontro ravvicinato di terzo tipo “con il dap.
    Tutto doveva essere perfetto, lavoro, casa,rapporto con gli altri e io ke mi davo per essere sempre al 100% ,fino a quando sono andata in tilt.
    Ora però credo ke il mio corpo e la mia mente con il dap mi hanno fatto capire ke il lavoro nn è tutto, ke nn è importante piacere a tutti, ke nn posso cambiare me stessa x gli altri, ke se la caso nn brilla come 1 spekio il mondo va avanti cmq,e ke se nn penso io a Maria Letizia nessuno lo può fare ,nè marito,nè figli. Mi ci sono voluti 1 pò di anni x kapirlo xkè sono 1 pò duretta, ma poi finalmente,ho capito ke la kiave di tutto era volersi bene e naturalmente anke voler bene.
    A questa conclusione mi hanno portato le parole di Laura Bolzoni e la sua storia.
    Naturalmente credo ke ciascuno rielabori poi secondo le proprie necessità e ke utilizzi qello ke serve .Ho parlato molto di me ma so ke con voi posso essere libera di rakontare quello ke ho dentro xkè mi capite e soprattutto nn mi commiserate.o nn minimizzate la mia storia. Anke se vi parlo solo con e-mail mi sembra di conoscervi da sempre e di potervi considerare delle AMICHE, con le quali poter aprire il proprio cuore.
    Vi voglio bene e vi auguro di riuscire ad uscire (ma ke brava ho fatto pure la rima) dal bozzolo e a spiccare il volo come splendide farfalle.
    Fra 2 gg torno al mare (ho 1 casa in Corsica) mi porterò il mio pc xkè voglio parlare con voi ed esservi vicina.
    Tornerò a casa qui a Firenze il 2 di settembre ma voglio “passare le vacanze in vs compania”.
    Forza che ce la possiamo fare , Laura Bolzoni ne è la prova e spero ke quando vi manderò 1 nuova e- mail mi possiate rakontare i progressi fatti .
    Vi abbraccio amiche mie e nn mollate ci dobbiamo riuscire e riprenderci la ns vita .
    Abbasso il panico viva noi.
    SIAMO PIU ‘ FORTI di lui.

  21.  
    desy
    17 luglio 2009 | 10:17
     

    Grazie a tutte voi che mi avete risposto e dato consigli che porterò nel cuore e proverò a mettere in atto… non era solo il momento n cui ho scritto il post a farmi vedere tutto nero…è così anche adesso,la mia vita,come credo quella di tutti noi ansiosi,è un altalena…solo che spesso si ferma troppe volte verso il basso e sembra impossibie ritornare a volare,assaporare il respiro della vita e riempirsene i polmoni…
    non ho trovato ancora un nuovo lavoro…un lavoro on line mi piacerebbe molto m non saprei da dove cominciare a cercarlo..e i pochi soldi che avevo da parte stanno finendo per cui devo anche dari una mossa.
    Laura,la tua è una bellissima domanda…e mi viene da risponderti che una cosa bella di me sia la mia capacità di amare,tutto e tutti a dismisura… fiori,gli animali,le persone…le cose della natura..tutto ciò che mi circonda e non ti nascondo che spesso ho pensato che sia proprio questo mio attaccamento alla vita a farmi vivere sintomi di ansia e dap..ma lo sai che io non posso più guardare il cielo???se mi metto lì a guardarlo mi prende l ansia perchè lo vedo immenso e senza fine…e così il mare,cose che prima mi davano pace…pensi faccia parte dell’ ansia?..
    da lunedi ruìicomincerò a studiare per il nuovo esame….di cose da fare ne avrei,devo prepararne due per settembre e mi sono prefissata già il 28 e poi il 29 fino a ritornare sui miei 30…ma la paura di non frcela e l’ ansia a qeusta associata mi distruggono il tutto….
    boh,spero di farcela prima o poi…siete tutti fantastici!!!!…
    desy

  22.  
    francesca
    17 luglio 2009 | 21:01
     

    Ciao Desy, che bello ritrovarti con rinnovati progetti !!!
    GRAZIE per averci dato tue notizie!!!!
    Ciascuno ha la propria Vita da portare avanti; non è facile per nessuno, ma proprio per questo la Vita è bella,anche,credo, no?! Sai che noia se non ci fossero inghippi, se tutto filasse liscio come l’
    olio?! beh, magari ogni tanto un po’ di sano “relax ” ci vorrebbe, ma mai adagiarsi sugli allori ( anche perchè l’alloro lo vogliamo vedere prima o poi sulla tua fronte,con un bel dottorato; credici , certo con l’impegno, ma
    pare tu sia determinata, e abbia come meta il 30 !!!
    Noi intanto ci meettiamo la LODE in anticipo per il buon proposito !! ) L’ ansia, la paura,
    anche quelli fanno parte del ” gioco ” della Vita
    ; sapessi di quanti dubbi sono impregnata io, da coprire cielo e terra, ma si va AVANTI, GUAI AI VINTI…..
    beh,per essere venerdì 17, è stata una bella notizia : hai sfatato
    il mito!
    Vero Dott.ssa ? La chiamo sempre in causa, d’ altra parte è il nostro PUNTO di RIFERIMENTO , almeno per ora ( e che punto ! ) Poi sto leggendo il libro , anch’ io ho conosciuto persone e “personaggi strani”,
    nel mio cercare la ” panacea “, per poco mi mancava lo…..sciamano!!!
    Ciao Desy, continua così, e quando l’altalena si ferma, datti una bella spinta e ….VIA, di nuovo in alto !! Un abbraccio a tutti

  23.  
    desy
    18 luglio 2009 | 13:55
     

    Ciao Francesca…grazie….umh quell’ alloro sulla mia fronte lo sogno pure io…anche se sembra essere ancora così lontano….io ho sempre lottato,da sempre,ho sempre cercato di rimanere a galla anche quando tutto e tutti mi spingevano giù per farmi affogare…solo che quando ti ritrovi completamente sola spesso è difficile continuare a credere che ancora ce la farai…. volte c’ è bisogno di due parole,una pacca sulla spalla…pe credere che tutto andrà bene…e se non hai nessuno intorno a te,è dura…ma adess sò che ci siete voi e che almeno virtualemnte posso avere un rifugio…
    Si,la dottoressa è un punto di riferimento importante e sono felice di aver avuto a possibilità di conoscerla,anche se per adesso olo virtualmente….spero di conoscerla dal vivo prima o poi….
    un abbraccio a tutte!!!

  24.  
    ALESSANDRA
    25 agosto 2009 | 09:00
     

    Un saluto a tutte proprio tutte e Dott.ssa Laura Bolzoni anche io mi ritrovo a combattere con ansia e panico dacirca 8 anni e sono consapevole del fatto che purtroppo non è facile per chi non lo ha provato capire, già è difficile per chi lo vive capirlo e conviverci. Una cosa bella di me è che sono molto altruista sò ascoltare capire e consigliare e delle volte avrei voluto anche io essere capita ascoltata.
    Convivendo con questo stato d’animo delle volte però sei incazzata con il mondo intero non ti spieghi perchè vedi tanta gente ridere scherzare felice raccontare viaggi e belle serate e ti chiedi come tu a 35 anni non riesci più a divertirti ma pensi a tenere un immagine rigida ma sempre perfetta agli occhi della gente che figurati se immagina che non stai bene.
    Comunque spero passo dopo passo di superare le mie paure stare con la gente, dentista, parrucchiere, viaggi sentirmi piu’ sicura e vivere la mia gravidanza (sono in due mesi) nel modo più sereno possibili.
    Grazie a questo blog ho trovato tante nuove amiche un saluto a tutte

  25.  
    Daniela
    27 agosto 2009 | 12:57
     

    Cara Alessandra,
    che bello, sei in dolce in attesa!!!!
    Congratulazioni!
    Io mi emoziono sempre quando ricevo una notizia del genere, sarà perchè quando è successo a me l’occasione è stata propizia per iniziare una nuova vita, nel senso di cominciare ad essere veramente me stessa, di operare finalmente delle scelte tutte mie.
    Come te, cara Alessandra, vivevo limitata da tante paure: dentista, parrucchiere, guidare la macchina, allontanarmi dalla città, ecc. ecc. Come ti capisco!!!
    Ma avere un figlio mi ha davvero aiutata.
    La forza e l’entusiasmo nel creare dal nulla un essere tutto mio ha contribuito ad elevare la mia autostima e lo scopo poi, nell’allevarlo ed educarlo è stato fondamentale per la mia rinascita. Quasi che le sue conquiste fossero le mie, dalla prima parola al primo VIAGGIO………
    Non aspettarti che i soliti amici possano comprendere il tuo disagio, non
    possono farlo, perchè non l’hanno mai sperimentato. Ma non per questo tu devi metterti la maschera, piuttosto non parlare con loro dei tuoi problemi, ma sii genuina, imperfetta se vuoi, anche sgarbata se serve. Soprattutto non commettere l’errore che facevo io nel considerarti inferiore, perchè soffri di questi problemi.
    Tu sei tu, essere unico ed estremamente sensibile. Cerca la tua identità attraverso la creatura che tra un pò si farà sentire e difendila.
    Ti auguro tanta serenità.
    Un abbraccio.

  26.  
    Daniela
    28 agosto 2009 | 04:55
     

    Ciao Alessandra,
    solo ora mi accorgo che, per errore, ho riportato un mio personale atteggiamento nei confronti di passate amicizie come consiglio.
    Anche se in preda al disagio e alla sofferenza, mi sono in seguito
    resa conto che non ripaga mai.
    Un caro saluto.

  27.  
    ALESSANDRA
    28 agosto 2009 | 08:00
     

    Ciao Daniela grazie per avermi risposto. e’ bello sentire parole di conforto da chi sicuramete ti capisce. Sai quello che mi spaventa è che continuo ad avere crisi di pianto ansia e tante tante paure ed in quei momenti difficilmente riesci a gestirli ho paura di non saperla gestire questa gravidanza. A te ha aiutato tanto dici ma all’inizio sei stata male perchè sto’ così male!Gli amici è vero poco comprendono e non gliene faccioo una colpa purtroppo chi non lo prova non puo’ capire è talmente difficile anche da spiegare. Quindi la creaturina che cresce dentro di me tanto puo’ fare per aiutarmi a superare le paure!?mi sento si inferiore a tutti insicura ed anche codarda perchè anziche’ reagire piango e mi chiudo in me stessa. grazie daniela ti abbraccio

  28.  
    Daniela
    28 agosto 2009 | 20:39
     

    Cara Alessandra,
    ma certo che ho avuto paura, certo che mi sono fatta qualche pianto!
    La prima notte ho avuto addirittura un attacco di panico e ti posso assicurare che si trattava di una gravidanza desiderata.
    Ma questo all’inizio. Del resto tu dici che sei in due mesi e ti credo che ancora non ti sei abituata all’idea di un grande cambiamento sia fisico che psichico: è passato così poco tempo!
    Non preoccuparti più del dovuto. E’ normale essere preoccupati, è normale avere paura, credi che alle altre non sia successo o non succeda? Magari non lo dicono……
    A questo punto devo per forza darti un consiglio: vai dal ginecologo se non ci sei già stata, parlagli e soprattutto chiedigli di farti ascolate il battito cardiaco del bambino/a.
    Mi farebbe tanto piacere se tu mi raccontassi di questa esperienza.
    A presto

  29.  
    ALESSANDRA
    1 settembre 2009 | 11:56
     

    Grazie grazie di cuore Daniela dovrò andare dalla ginecologa ma credimi fossero solo crisi di pianto ma un’insieme di brutti pensieri troppi stò pensando addiritura di non tenerlo questo bambino/a talmente ho paura credimi.

    Non sono capace di dare una svolta alla mia vita!!che tristezza.

    Un abbraccio

  30.  
    erika
    1 settembre 2009 | 13:58
     

    Alessandra, nessuno di noi può darti la forza ed il coraggio per affrontare questo duro momento di cambiamento, ti possiamo sostenere ed ascoltare, ma le risorse sono in te.

    Ti voglio raccontare questa mia personale esperienza, dato che leggo la tua incertezza verso la gravidanza.
    Quando ho scoperto di aspettare un bambino avevo solo 18 anni, stavo ancora andando a scuola ed il ragazzo con cui stavo non era per niente una persona seria, un uomo su cui potevo contare (infatti l’ho lasciato ancora prima che nascesse il mio bambino).

    Ero praticamente sola, a differenza delle ragazzine emancipate di oggi ero ancora una bambina, spaventata ed incoscente, mio padre era molto arrabiato con me, mi sentivo in colpa per aver tradito la sua fiducia e quella di mia mamma.

    Quindi in questa situazione non sapevo davvero che fare, sono andata in ospedale per chiedere informazioni ad un ginecologo, se avessi deciso di interrompere la gravidanza e lui mi ha spiegato che con una semplice operazione avrei risolto tutti i miei problemi…

    Ma una volta tornata a casa nella solitudine della mia stanza ho pensato molto alla responsabilità delle mie decisioni, tu non sai quanto mi sentivo impaurita, smarrita, sola ed incompresa, le lacrime ormai le avevo consumate!

    Ho parlato anche con il mio medico di base, a distanza di 13 anni posso ancora sentire la sua voce che mi dice “se hai solo un dubbio riguardo alla tua scelta di continuare o meno la tua gravidanza, ti consiglio di non interromperla, perchè ricorda che poi non potrai più tornare indietro”, questa cosa che mi ha detto mi ha dato l’ultimo slancio per accettare di diventare madre.

    Mia mamma mi è stata molto vicina, ho vissuto in casa con i miei genitori per i primi anni, ho finito la scuola nonostante tutto, poi ho cominciato a lavorare, messo via i soldi e sono andata via di casa quando mio figlio ha compiuto 5 anni.

    Purtroppo ho dovuto rinunciare all’università e ricordo che mio padre a ricominciato a parlarmi e ha saputo perdonarmi solo nel momento in cui ha preso in braccio il suo primo nipotino.

    Adesso come sai ho 31 anni e mio figlio ne ha 12, e quando lo guardo, nonostante tutti i momenti duri e le rinunce che tuttora sto facendo, credo che lui sia un dono del cielo, la cosa più bella che la vita mi ha dato.

    E’ un bravo ragazzino, rispettoso, molto dolce e generoso, sono fiera di lui, ma so anche che se lui oggi è così è soprattutto merito mio, per questo ti ho scritto prima che tuo figlio sarà la tua massima espressione di amore.

    Quindi Alessandra non farti condizionare dalle tue paure e dalle tue ansie, accettale, tuo figlio amerà anche questa parte di te, perchè non avrà bisogno della tua perfezione, ma soltanto del tuo amore. Non ingigantire con pensieri negativi un futuro che ancora non c’è, che non ti puoi neanche immaginare perchè diventare madre è una svolta, non sarai più quella di adesso, diventerai una persona migliore, ne sono certa, perchè così è stato anche per me.

    Prima ero a casa che stavo lavorando a maglia, mi sto facendo una sciarpa, ed ho pensato a te, mi sono detta “quando torno in ufficio, devo mandare una mail ad Alessandra per dirle di fare delle cosine ricamate a punto croce, magari una bavaglia o un lenzuolo, anch’io lo facevo e addolciva l’attesa”, ma poi ho letto quello che hai scritto e ho voluto allungare il mio pensiero e donarti la mia esperienza che spero ti possa servire.

    Un abbraccio
    Erika.

  31.  
    ALESSANDRA
    2 settembre 2009 | 16:46
     

    Ciao Erika sai una cosa sei una splendida persona perchè non sai quanto bene mi sento ora dopo aver letto ciò che mi hi scritto e non ti nego che qualche lacrima me la sono pure presa.

    Sai che penso tu sia una donna veramente coraggiosa non tutti al tuo posto avrebbero avuto la forza d fare una scelta come la tua senza rimpianti tra l’altro.

    Non puoi nenche immaginare quanta forza mi ha dato questo tuo msg io in fondo al mio cuore questo bambino/a lo voglio altrimenti è vero come ti aveva detto al tempo quel medico con un minimo dubbio non abortire.

    Questa è la mia rinascità è vero ma che cosa trasmetto a lui o lei se continuo a piangere?
    hai ragione mi accetterà anche per questo ma spero di migliorare ci voglio credere.

    Un abbraccio e grazie di cuore

  32.  
    gem
    26 settembre 2009 | 17:09
     

    Buongiorno a tutti ed in particolare a lei dottoressa, che con gentilezza e professionalità ascolta i nostri problemi e ci consiglia in merito!

    Sono felice….di leggere che non sono la sola a dover combattere con il problema degli attacchi di panico. Forse non dovrei…ma leggere che tanta tanta gente ha il mio stesso problema..mi fa pensare di non essere preda di un attacco di pazzia ma purtroppo di avere un problema, condiviso, che potrebbe avere una soluzione…prima o poi!

    Le spiego la mia esperienza e sarei molto lieta di rcevere un commento non solo da lei, e quindi professionale, ma anche da altri amici del forum che come me hanno vissuto questo problema e che magari ne sono usciti.

    Tutto è cominciato tanti anni fa…1999!ormai 10 anni fa!
    Ho avuto il primo adp.
    E’ capitato a seguito di eventi che mi hanno segnato psicologicamente.
    A distanza di una settimana ho perso due nonni.
    Prima di questi eventi non avevo subito, fortunatamente, alcun lutto di persone così vicine a me. La perdita di mia nonna mi ha spaesato, non sapevo come reagire psicologicamente nè proprio cosa fare. Inoltre sono stata letteralemtne costretta a guardare mia nonna in bara…cosa che mi ah letteralmetne terrorizzata.

    Nello stesso periodo anche l’altro mio nonno stava molto male e quindi ho affrontato forse questo periodo anche senza l’aiuto dei mei genitori che viveno momenti di tristezza nelle rispettive famiglie.
    Dopo qulahce giorno…muore anche mio nonno e mi ritrovo con la stessa storia…dover affrontare gente che piange, scene di dolore e di nuovo la solita bara a cui avrei rinunciato volentieri.

    Durante il funerale il primo attaccodi panico.

    Ero lontata dai miei genitori…e badavo in fondo alla chiesa ai miei cuginetti più piccoli quando, ad un certo punto, senso di svenimento, ansia, mancanza di aria, giramenti di testa e terrore…!!!esco subito dalla chiesa e per fortuna c’è un parente che si accorge di me e mi aiuta pensando ad un calo di pressione.

    E’ cominciato tutto così e poi tutto si è intensificato in quanto non riuscivo più ad uscire di casa e mi sentivo sicura solo in casa.
    Con l’aiuto dei miei e delle persone più care pian piano ne sono uscita. pensavo di avere qualche terribile malattia e dopo miriadi di esami per fortuna scopro di non avere mali fisici.

    Cerco di ritornare a vivere e ci riesco. Scuola, amici, locali…ritorno alla vita!concludo i miei studi, mi laureo a pieni voti e trovo anche un bel lavoro.ma i sintomi ricompaiono e sono sempre presenti…non così invalidanti da impedirmi di vivere la mia vita lavorativa e sociale ma sono legati ad eventi e paure specifiche di cose che mi spaventano o legati ad eventi nuovi. ad es ho sempre panico se devo guidare fuori città oppure in alcune strade del paese oppure affrontare viaggi di lavoro.

    La cosa comincia a pesarmi e vorrei trovare una soluzione positiva e definitiva a questo problema e tronare a viveve al 100%%%%.

    Prima ero indipendente al 100% ed ora non lo sono più..A volte mi convinco del dover stare tranquilla e ci riesco, altre volte la presenza di una persona con me mi tranquillizza e quindi riesco a non avere l’attacco.

    Ho letto che alcuni pensano che la causa di questo problema possa essere l’iperventilazione oppure la carenza di vitamina B o di serotonina nel sangue.

    Ma possibile che non si sappia precisamente cosa fare???

    Io sono cosciente del fatto che gli eventi che io rilevo come paurosi e che quindi mi provocano al’attacco di panico sono situazioni assolutamente anonime ma che per un qualsiasi motivo creano in me terrore!!!
    Gli eventi meno pericolosi…treno, auto in città riesco ad afforntarli magari canticchiando o respirando lentamente ma guidare fuori città mi spaventa troppo.

    Perhcè questi eventi così insulsi creano così tanto terrore? come posso fare a superare il problema?premetto che non vorrei far ricorso a farmaci ma vorrei trovare le risposte e superare il problema con la mia testa o una corretta alimentazione o respirazione…insomma rimedi naturali e non farmacologici.

    Dottoressa, sarei veramente grata di consocere il suo parere ed anche l’esperienza di qulacuno che è riuscito a ritornare se stesso a pieno e che potrebbe consigliarmi o aiutarmia capire…perhcè sembra un qualcosa di così irrazionale, senza speigazione…e incurabile…che a volte ho timore che non riuscirò mai a sconfiggerlo.

  33.  
    rosy
    1 ottobre 2009 | 16:00
     

    carissima dottoressa vorrei parlarle dei miei problemi in privato e’ possibile?grazie in anticipo per la sua risposta

  34.  
    NIC
    5 ottobre 2009 | 12:19
     

    Caro Nicola, ti ringrazio, forse sono più “allenata” nell’andare in profondità delle cose, essendo in terapia , però capisco benissimo il tuo stato d’animo.

    Tante volte ci inquieta il fatto di dovere andare a fondo delle cose, ma è da lì la partenza , lì dove ci sono le cose anche molto dolorose anche solo da ricordare… che hanno portato ad avere le sintomatologie che sappiamo e che, purtroppo, conosciamo.

    Non ti dico quante volte io mi senta inadeguata , anche nel pensiero, eventuale , di incontrare l’uomo che vorrei (ipotetico), perchè penso: chi mi vuole con questi problemi?

    La realtà, comunque, è che se un lui mi vorrà davvero bene , gli attacchi di panico non dovranno costituire un muro, altrimenti credo non ne valga la pena.

    Ma, nel frattempo, ho avuto anche delle vittorie.

    Scrivi pure, Nicola, se vuoi parlarne ancora.

    Buona giornata, un abbraccio!

    Nic

  35.  
    francesca
    5 ottobre 2009 | 17:23
     

    BUON POmeriggio, cara Dott.ssa Corolla e cari Fiori !!!
    …E a …. ” corollario ” di quanto detto dal caro Nicola e dalla cara
    Nic, posso , ragazzi, unirmi alla vostra comitiva , ossia posso , senza sembrare ” invadente “, tornare all’argomento ” amore ” , e
    Conseguentemente, secondo me, all’ argomento ” autostima “, giacchè anch’io sono consapevole che la stima , nasca prima di tutto da se stessi , o meglio così dovrebbe essere, ma anche dalla stima che gli altri hanno di noi stessi…. giacchè non possiamo ” abitare ” solo con noi stessi, di noi stessi, con noi stessi; la nostra Vita è fatta anche e soprattutto di relazioni, conseguentemente di giudizi, e….. di ” approvazioni ” ( e quanto questa ” approvazione “, nel senso di accettazione, accoglienza ,
    quindi, Amore, è mancata a molti di noi, ed era fondamentale per la nostra crescita di futuri , forti, figli di questa terra ), per cui si ha un bel dire di averla avuta in certi casi, per fortuna, da altre persone,
    -insegnanti, altre figure di riiferimento, che ci hanno formato, capito, plasmato, ma rimane pur vero che le ” figure genitoriali ” sono coloro che avrebbero dovuto fornircela, quindi approvazione e stima
    e Amore, sono rimasti grossi punti interrogativi, insoluti quesiti su
    cui ANCORA lavorare…..

    E come capita quando qualcosa rimane
    ” irrisolto ” nella nostra storia, prima o poi si ripresenta …

    Per di più, quando l’ Amore che muove il mondo, ( e per contro, anche noi, piccoli , ma particolarissimi, unici, come tutti, nella nostra specificità, componenti di questo Mondo ), questo Amore , dicevo, questa accoglienza e stima, sono stati ” calpestati “, disattesi, dopo averli cercati per mare e per monti, anche dalle persone a noi vicine, a conferma quasi come una ” beffa “, ” un’ anatema “,
    un perpetuarsi di un ” Karma ” già segnato, a quel punto…..o si
    smette di amare, o …… si ama ancora di più, perchè
    Amare significa anche essere amati, donare significa anche ricevere…. ( e perchè appunto quando , quanto più ” qualcosa ” è
    mancato a noi, tanto più lo vorremmo per gli altri….! )

    Ma quanta ” paura di amare “, ancora, per paura di non essere
    corrisposti, capiti , derisi , fraintesi….. ma forse, ripeto , l’ Amore
    è la ” salvezza ” del Mondo, e alla fine ( forse ) non importa quanto siamo stati amati, accettati, ma quanto avremo amato…. (!?! )
    – Ho ” addestrato ” perfino la mia mia micia a dami ” coccole “,
    amore, perchè di questo l’ Uomo , ma anche gli esseri ” inferiori “,
    sono ” impastati “, si nutrono……; – dà bacino qui, le dico. mentre le indico col dito la guancia, e lei accondiscende con una ” leccatina “…, perchè capita che donando affetto, ci si svuoti un po’,
    talvolta…. e la mia ” piccola ” per ricaricarsi, debba abbracciarsi, abbracciarsi, e ancora abbracciarsi…..

    Mah, posso sentirmi anche forse un po’ ” patetica “, vista poi la non più verde età, ma tant’è, si ” ricade ” in giudizi già ripercorsi, di cui sopra… poi, a volte, si risale la china, e si pensa…. ” ma chi
    se ne cale ” delle cicale ?!?e della formica , non ce ne cale mica!!

    E rieccoci al ” bisogno ” di essere se stessi ; ma non con tutti si può essere se stessi…..

    E il discorso porterebbe lontano, mentre noi, ( io ), ci muoviamo
    ancora in spazi ” vicini “, anche se siamo sempre NOI, quid et ora, e …. là e fuori, tanto da chiderci : ” é nato prima l’uovo, o
    la gallina “, cioè è nato prima il Pan , o l’ Agorafobia ??

    Ricapitolando, 1) : lavorare sull’ AUTOSTIMA ( giacchè è sì, importante, riceverla, averla ricevuta, ma, dobbiamo essere convinti noi di quanto è il nostro valore …)

    Quindi, cari VALOROSI Fiori, cara amatissima e stimatissima Corolla, amorevolmente VI ABBRACCIO TUTTI

    ( Ciao Nicola,, ciao Nic , – Valentina, visto che parlavi di …. autostima, vuoi unirti per una disquisizione in tema ? – )

    baci

  36.  
    nicola
    6 ottobre 2009 | 10:03
     

    Bentrovati carissimi amici-fiori di questo favoloso e fantastico giardino.

    Favolose sono la vostra partecipazione e la vostra voglia di aiutare gli altri nonostante il problema sia comune e questa è prerogativa delle anime sensibili e altruiste.

    Fantastico perchè quando scrivo mi sento libero sia di chiedere consigli e condividere i miei dubbi e le mie preoccupazioni sia di dare libero sfogo alla mia fantasia, a quella parte di me un pò romantica e un po bizzarra senza il timore di essere giudicato.

    In questo tu, cara FRANCESCA, sei veramente speciale.

    Le tue risposte sono sempre piene di affetto, comprensione, ironia, fantasia, freschezza e poesia, sembri avere la grande qualità di restare coi piedi per terra con una grande voglia di giocare e di prenderti gioco del problema.

    Sei piena di verve, i tuoi commenti mi emozionano, mi consolano e mi divertono.

    Giochi con le parole che usi con padronanza e proprietà di linguaggio da passare con disinvoltura da una metafora a un sillogismo.

    Sei tenera, affabile, sognatrice e motivatrice. Hai radici ben salde e ali che non temono il sole.

    Delicata come un sussurro diventi faro che preannuncia l’attracco. Le tue parole giungono soavi ma penetrano il mio cuore.

    Ma quale patetica?
    Tu sei l’essenza, il principio attivo.

    Sai essere pragmatica come uno scienziato, saggia come una quercia e Alice nel paese delle meraviglie. Ti adoro.

    Cara NIC ti ringrazio ancora…mi sembra di colpo che ciò che era tabù sia diventato argomento di discussione per il momento con me stesso ma chissà…un giorno…sarò pronto ad affrontare l’argomento anche alle persone a cui voglio bene.

    Ieri ho avuto una giornata di lavoro estremamente serena, in totale empatia coi colleghi e “superiori”.

    Lavoro in un importante studio legale che si occupa di cause di lavoro, collegato al più grande sindacato italiano e capite quanto l’ordine, la precisione e la concentrazione siano importanti.

    Non so perchè vi parlo di questo…forse perchè vi sento così vicini da avere voglia di raccontarvi un pò di me o forse perchè, dopo una giornata serena ini studio, oggi vedo il bicchiere mezzo pieno e ne vado orgoglioso.

    La riduzione dei farmaci procede piuttosto bene, sono passato ad assumere l’ansiolitico a sere alterne, visto che è una capsula e quindi non si può dividere nè in commercio esiste una “gradazione” più bassa.

    Sabato sera è stata la prima serata trascorsa tra la gente che affollava i locali e le strade senza aver preso l’ansiolitico, trascorsa con i miei amici e i sintomi, ma non mi hanno sopraffatto, li ho gestiti ed ho cercato con tutte le mie forze di non dargli molta attenzione, ho pensato che ciò che avvertivo fosse la cosa peggiore che poteva accadermi, dovevo solo cercare di rilassarmi, evitaredi alimentare l’ansia e le previsioni catastrofiche, fermo nella tempesta, consapevole che essendo la prima serata …a rischio…senza il supporto del farmaco i sintomi erano attribuibili più alla mancanza di copertura che al problema in sè.

    Non è stata certo una serata semplice, la tigre continuava a fare di tutto per soggiogarmi ed annientarmi, mi sono sentito al limite, ma come Rocky ho saputo incassare pugni per tutta la serata senza andare al tappeto e piano piano a quei pugni sembravo farci l’abitudine e facevano un pò meno male; mi hanno stordito, ai punti avrei perso ma forse la tigre ha capito con chi ha a che fare…o si allenerà meglio per il prossimo incontro o comincerà a capire che mi piego ma non mi spezzo.

    E poi nelle sere in cui non prendo l’ansiolitico è un impresa addormentarmi, non sono ansioso semplicemente non mi addormento ( altro effetto della diminuzione del farmaco), ma chi se ne importa, mi abituerò e tornerò a dormire, nel frattempo ho la possibilità di coccolarmi riflettendo sui miei successi, sulla mia determinazione, sulla maniera migliore di mettere in pratica il metodo naturale della nostra amata dottoressa Laura Bolzoni Codato e di rileggere le vostre lettere.

    In queste notti insonni non sono solo, ci siete voi a farmi compagnia, ho il vostro supporto.

    Quando ho la tentazione di prendere la pillola dico..”.NO!!! i miei cari amici-fiori non approverebbero…e poi cosa gli racconto domani? ”

    E la stessa cosa mi capita per strada o in questo momento che comincio ad avvertire i famigerati sintomi e mi dico ” devo ignorarli, la dottoressa si prodiga tanto per darci buoni consigli e per noi stare bene è l’unico modo che abbiamo per ripagarla di tanto impegno e poi Francesca, Nic, Valentina inn, Michele, Chadisja, Erika cosa mi direbbero?”

    Con voi non sono più solo nella lotta e questo è straordinario, è un miracolo della tecnologia e dell’Amore…voglio dirigere la mia vita e i miei pensieri verso le cose importanti, le cose vere, l’Amore, come ben dice la dottoressa verso l’agognata capacità di muovermi sicuro nello spazio ed avere buone relazioni con tutti.

    Questo problema mi rafforzerà e da tutta questa sofferenza verrà fuori il vero Nicola, quello che mi sta aspettando sulla vetta e che quando mi vedrà arrivare, asciugandosi una lacrima e sorridendomi mi dirà ” BENTORNATO”.

    Grazie a tutti.

    Un abbraccio vigoroso, che possiate sentirlo e vi accompagni anche solo per un breve tratto di questa scalata.

    Grazie dottoressa Laura Bolzoni Codato, grazie di cuore per avermi accolto in questo giardino magico dove i sentimenti, le emozioni e le intenzioni sono pulite, dove si respira l’immensità della natura e l’intimità di una cerchia di amici. Grazie per le motivazioni ed il sostegno.

    Un abbraccio affettuoso, suo umile discepolo.

  37.  
    Daniela
    6 ottobre 2009 | 12:32
     

    Cara Dottoressa, cari amici,
    mi allaccio al discorso di Francesca sull’autostima.

    Quando durante le vacanze all’estero per farmi coraggio pensavo “sono sempre IO anche se in un luogo diverso”, mi riferivo in effetti a quello che sentivo come nuovo IO.

    La mia rinascita è iniziata proprio tramite la consapevolezza delle mie potenzialità, cosa che, durante il periodo buio, mi era impossibile visualizzare.

    Ovvio che se non so quanto valgo, non posso nemmeno aver stima di me stessa, non solo, non sfruttando quelli che sono i miei pregi, difficilmente mi arriverà la stima anche dall’esterno.

    Sono stata educata dai miei genitori secondo un modello che non calzava assolutamente con la mia indole, così, per farli contenti, ho imparato fin troppo presto a mettere la maschera per essere accettata.

    Questo però, non è servito ad ottenere più considerazione, nè più affetto, nè più stima, cose che si trasmettono reciprocamente “a livello di pelle”.

    Sono giunta così all’età matura con una gran confusione, senza sapere veramente CHI ero e COSA volevo dalla vita.

    Il panico è arrivato per ricordarmelo.

    In quel periodo il pensare “sono sempre io” non avrebbe voluto dire nulla.

    Ed è con gli anni che ho cominciato, lentamente, per gradi,a riappropriarmi della mia autenticità, della mia unicità.

    Ho scoperto che non esiste persona sprovvista di pregi, così come di difetti, l’importante è rendersi conto di quali.

    Ho cercato e cerco di sfruttare i MIEI pregi e soprattutto non mi aspetto più nulla dagli altri.

    Conto su di me e questo mi fa sentire finalmente forte.

    Non ho più paura della vita, anche se ho ancora qualche limitazione, e mi sforzo tutti i giorni di far andare meglio il mondo attorno a me.

    Il mondo siamo tutti noi e il contributo di ognuno di noi contribuisce senz’altro a migliorarlo, basta poco.

    Da tempo ho smesso di vedermi come fragile bersaglio e da parte passiva sono passata a quella attiva.

    Sono gentile e disponibile con gli altri, anche alla guida!, cerco di trasmettere energia positiva a chi ne ha bisogno e soprattutto non aspetto più che altri facciano quello che anch’io posso fare, dal raccogliere semplicemente un paio di guanti dal terreno per appoggiarli in un posto in vista al rendersi utile di fronte a una persona anziana, o un animale in difficoltà.

    Ho riempito quell’IO che sentivo così vuoto perchè non lo conoscevo ed è stato guardando all’esterno che ho trovato il mio percorso.

    Quando Desy racconta dell’incontro con suo padre e conclude con tanta amarezza dicendo che si aspettava un abbraccio che non è arrivato, mi piace pensare che, forse, se l’iniziativa l’avesse presa lei abbracciando il padre, questi ne sarebbe stato senz’altro felice.

    Scusami cara Desy, ma in te vedo errori che ho commesso anch’io e che nascono dalla posizione passiva in cui si sta a questo mondo.

    Mi sono dilungata un po’ troppo, scusatemi.

    Oltre che a Desy, mando un abbraccio grande a Francesca che non mi trova d’accordo sul fatto che non si può essere se stessi con tutti, ad Alessandra che è spesso nei miei pensieri e che sono contenta si sia finalmente fatta sentire, a Maria Letizia che è più o meno nella mia situazione (peccato che non viviamo vicine), a Michele che non è sicuramente meno bravo degli altri per non aver superato l’esame di settembre (a mio figlio succedeva spesso in settembre, complice l’estate appena trascorsa?) e a tutti gli altri compresa, ovviamente, la nostra cara Dottoressa Laura.

  38.  
    francesca
    6 ottobre 2009 | 20:33
     

    Caspiteronzola, Daniela cara …!!!
    Fà vedere la lingua ?!
    Neanche un pelo !!!
    Lo supponevo; sulla tua lingua non ci sono peli !!!
    Danielaaaaaaaa caraaa, ” mi piace pensare “( siamo TUTTI Anime pensanti , e meno male-significa che siamo Persone dotate di intelligenza, volontà – e personalmente, insieme al ” dover essere
    per forza di cose, cerebrali ” , ogni tanto amo accostare , e ne HO BISOGNO , anche la fantasia, il gioco, tutto ciò che comporta …forse per alleggerire la Vita, non sempre facile, per
    NESSUNO di noi
    ), mi piace pensare dicevo, che tu stia mettendo
    a “servizio ” di noi la tua esperienza, il ” lavoro ” svolto su di te, in nome di quell’ Amore ” fraterno ” che lega tutti i Fiori di questo splendido Giardino…… e così lo styai facendo carinamente anche con me !

    GRAZIE, cara Daniela , l’ AUTOSTIMA sta dentro di noi,
    deriva dal fatto di sapere quanto noi valiamo, in base a ciò che
    di bello, buono, produttivo , abbiamo compiuto nella nostra Vita, dal rispetto di noi stessi, e degli altri , e se vogliamo , da un’ infinità di altre piccole, grandi variabili, ma…..
    anche da stima che ci deriva dagli ALTRI, perchè no ?!

    E, come già detto, ( e ripeto, ho grande PUDORE, a parlare di cose intime, personali, ma in questa circostanza, devo accennarlo ), quando non si è avuta , è mancata, insieme all’affetto, e altro,
    da parte di genitori, o persone prossime, ci si impiega tanto tempo, una vita, in certi casi, a ” ricostruirci “….. le ferite bruciano, e basta poco , perchè si riaprano….

    Quando si concede fiducia , la si ripone
    in una persona, e questa viene calpestata, per indifferenza, insensibilità, o addirittura , malafede, dopo una, due, tre e più volte,
    come si fa a non dirsi: alt, un momento, ora cerchiamo di capire, conoscere, per quanto possibile, questa persona…..

    Quando si sono ricevute ” pacche sui denti “, schiaffi psicologici,
    morali, e anche fisici, di chi fidarsi ?

    Personalmente non ho avuto
    persone che mi hanno spiegato che ” non bisogna sfiorare le ali di una farfalla, perchè questa non potrebbe più volare “; ma si “lanciava ” fuori dalla finesta un gatto che mi aveva seguito, perchè lo avevo accarrezzato, senza spiegarmi perchè, ( poi ho capito che
    secondo il modo di vedere di qualcuno, gli animali ” possono
    trasmettere malattie “) ….e potrei farti altri 100 es.del genere…..
    come fa un bimbo a darsi risposte ?!

    A quel punto capisci che per realizzare la propria Vita, occorre allontanarsi da certe persone, amandole ancora di più,
    ” insegnando ” loro , come hai suggerito tu alla cara Desy, ( e mi pare, in modo diverso, anch’io, ) a donare per primi noi un abbraccio….

    Amo da impazzire i miei genitori, li amo, per i sacrifici che hanno dovuto sostenere per farmi conseguire un diploma, li
    amo perchè hanno ” sbagliato ” in comportamenti, ma …. involontariamente mi hanno insegnato ad amare , a portare, dove, come , posso, AMORE
    …..e li rispetto perchè : ” onora il Padre e la Madre “…..

    Ma non voglio fare, cara Daniela, del ” mio caso “, un caso personale, nè creare ” precedenti “; il mio piccolo intento, ed aspirazione, è solo quello, come il tuo , di ” zia “, che i nostri
    errori , non siano ripetuti da Anime più giovani….

    Ecco, Daniela, abbiamo tolto la ” maschera “, per un po’, ora che
    SUCCEDERA’ ? !

    SI PUO’ ESSERE se stessi con tutti ?
    Ma d’altra parte, detesto annoiarmi, soprattutto mentalmente ….
    e questo Giardino-Blog , non permette certo di ” annoiarsi “; dà
    spunti di riflessione, modo di condividere successi, purtroppo anche fallimenti, di conoscere se stessi e gli altri in modo più approffondito, di imparare dagli altri, dalle loro storie, di incoraggiarsi a vicenda, di confrontarsi , di crescere interiormente….
    e tanto altro ancora…..

    Grazie, Daniela ; qualche giorno fa ho ricevuto un email della
    Dott.ssa , come tutti noi, le news lettere, no, credo… ebbene, tra le
    altre cose si diceva che le persone col nostra problema sono persone VULNERABILI, ma non fragili …… spero vicino alla
    ” vulnerabilità “, di acquisire tanta forza, come la tua !!!!

    Fiducia in me stessa ? c’è e non c’è….. la stima, sì, qualche pregio forse ce l’ ho , e anche qualche difetto….cercheremo di
    lavorare sull’ uno e sugli altri , in modo ovviamente diverso….
    Fini e obiettivi, li conosciamo……

    Beh, tanto per essere in tema con la stagione, col tempo e il caldo ( ? ), maturano nespole e zucche !!!!

    Ti voglio bene Daniela, e ti abbraccio forte!

    Caro Nicola, sento con piacere che sei sempre più flauto magico, oboe dorato…..

    Grazie per il tuo attestato di stima, che
    hai avuto nei miei confronti , per la fiducia che continui a dimostrare verso tutti i Fiori _ Fratelli….

    Per ringraziarti , vorrei buttare per aria tutte le consonanti e le vocali del dizionario , e coniare un nuovo vocabolo per te , ma ora
    s’è fatto tardi, ho scritto tanto . e me me scuso …..

    Ti dico solamente che anch’io domenica , passeggiavo in compagnia dei sintomi, anzi a braccetto, ma nello stesso tempo,
    li snobbavo !
    non propriamente in in un locale di divertmento,
    ma affollato sì , continuo a preferire il lago-bonsai, con le papere, che si muovono tutte in fila , gli ippocastani ormai quasi
    con le foglie gialle, e i frutti maturi che cadono a terra , le
    querce gigantesche con le loro ghiande piccole, piccole, che sembrano quasi stonare di fronte alla possenza della loro madre,
    ma la Natura, come la Vita, stupisce anche per questo :
    meravigliosa, illogica, stupefacente., inafferrabile, incomprensibile…..

    Un bacio, caro Nicola, un ABBRACCIO a TUTTI i Fiori, un
    saluto particolare alla cara amata Dott.ssa Corolla
    ( a cui ancora chiedo scusa per essermi soffermata un po’ troppo
    nel Suo Giardino…. )

  39.  
    NIC
    6 ottobre 2009 | 20:51
     

    Ciao, caro Nicola, volevo dirti che, per quanto riguarda il discorso farmaci, beh, anche qui possiamo darci la mano, perchè io ne sto prendendo ancora , anche se in quantità diminuita rispetto agli anni scorsi..

    Un abbraccio!

    Nic

  40.  
    maria letizia
    6 ottobre 2009 | 21:28
     

    ciao daniela anke io mi ritrovo molto in quello ke dici. anke io come te ho cercato sempre di compiacere gli altri x essere accettata ma ora ( forse come dici tu “il diventare grandi” ) fa si ke voglia essere sempre me stessa in ogni situazione e cn kiunque.

    peccato nn potersi frequentare xkè faremmo grandi cose insieme.

    da quando seguo il blog mi sento più sicura e forte e spero di superare anke il problema di guidare l’ auto x tratti lunghi da sola.

    c’è mio marito disponibile nell’aiutarmi ma sento forte il bisogno di provare a me stessa ke ce la posso fare.

    sono contenta di me e dei risultati ottenuti se penso ke 10 o 15 anni ero veramente in crisi x fare qualsiasi cosa e soprattutto prendevo farmaci ke nn risolvevano i problemi ma mi facevano dormire ( fin troppo).

    sono felice di come sono anke cn i miei limiti .

    il panico mi ha insegnato a sentire importanti i miei piccoli progressi e ad amare le piccole gioie della vita , in poke parole la quotidianità.

    ringrazio e saluto tutti gli amici del blog dicendo ad ognuno di credere in se stessi ke si può fare.

    1 bacio a tutti

  41.  
    ALESSANDRA
    7 ottobre 2009 | 07:49
     

    Buongiorno a tutti e un abbraccio a Daniela!
    Per me purtroppo invece non ci sono buone notizie è da un pò che sono in preda a continue crisi d’ansia fortissime la mattina già quando mi sveglio è tragica e mi rendo conto che stò limitando sempre più i miei spazi perchè stanno aumentando le paure e i posti che stò evitando…..ora per dirvi mi fa star male anche andare a trovare una conoscente perchè ho paura di stare male!!!!

    Sono perennemente in allerta, preoccupata delle volte anche senza motivo per i miei genitori, per mia sorella, per mio nipote, per il mio compagno anche a lavoro delle volte sento il bisogno di scappare.

    Sono daccordo con Daniela sull’autostima e la fiducia in se stessi io probabilmente non ce l’ho altrimenti non avrei cercato continue conferme dagli altri e poi mi rendo conto che non riesco a stare da sola con me stessa ho sempre bisogno di sapere che se starò male c’è sempre qualcunio pronto ad accogliermi.

    Ho paura di crescere mi sento l’eterna bambina che si è sempre comportata bene in famiglia ed è stata motivo di vanto per i genitori a cui voglio un bene dell’anima

  42.  
    ALESSANDRA
    7 ottobre 2009 | 08:03
     

    scusate è partito il commento pur non avendo terminato….dicevo…sono tanto apprezzata e stimata da amici parenti conoscenti e d’altronde è sempre stato questo lo scopo nella mia vita compiacere agli altri e probabilmente l’ansia ed il panico mi stanno richiamando all’ordine in questo, spero come Daniela di riuscire a reagire anche per il mio bambino/a.

    Anche a me viene difficile esprimere l’affetto ai miei cari quantte volte vorrei correre ad abbracciarli ma qualcosa mi blocca è più forte di me ma vorrei tanto lavorare su questo Un saluto a tutti un ti voglio bene grande grande a Daniela

    Un abbraccio alla Cara Dottoressa, Roberta (che mi piacerebbe risentire) Erika, Desy, Michele, Nicola, Nic, Valeìntina Inn, Francesca, Maria Letizia e tutti glia altri amici del blog

  43.  
    NIC
    7 ottobre 2009 | 22:37
     

    Caro Nicola, sei una persona di valore, ti prego non definirti umile dispepolo di chichessia.. non me ne voglia la cara Dott.ssa Laura!

    Mi fa piacere che l’argomento “paura del giudizio altrui” e similari ha aperto nuovi messaggi nel blog, sono convinta che sia una grande causa dell’attacco di panico.

    Un abbraccio a tutti e serena notte ai cari fiori e alla gentile corolla

    Ciao!
    Nic

  44.  
    nicola
    9 ottobre 2009 | 11:01
     

    Cari amici, bentrovati.
    Gli ultimi commenti mi spingono a riflettere sull’origine del mio problema e sull’evoluzione dei sintomi,( grazie NIC).

    Stavo riflettendo su come probabilmente tutti i miei problemi siano cominciati quando, a causa dei miei insuccessi, ho cominciato a sentirmi inadeguato stando con gli altri, mortificato e inferiore.

    Questo mi ha chiuso in me stesso, mi ha fatto evitare quanto più possibile i contatti con gli altri.

    A questo senso di inadeguatezza dopo un pò si è unita la paura di affrontare l’argomento studio-lavoro e l’ansia si è piano piano impadronita di quei momenti di spensieratezza.
    E così ho cominciato ad avvertire come un grande peso dovere uscire e confrontarmi con gli altri.

    Per sopportare il confronto mentivo sui miei studi, cosa molto pesante da digerire, e questo mi faceva sprofondare nella delusione, nell’impotenza, nella frustrazione…addio autostima…l’ansia aumentava ed affrontare gli altri diventava un pericolo.

    Fingevo una serenità che avevo perduto da tempo e con essa mi aveva abbandonato la fiducia e la speranza di poter fare qualcosa di gratificante nella mia vita.

    Quest’ansia mi ha bloccato per molto tempo.

    Non avevo più iniziative, ambizioni, vivevo in una posizione di stallo che mi dilaniava senza riuscire a trovare uno stimolo, senza avere la forza di dare una svolta alla mia vita come se fosse troppo tardi.

    Poi è arrivato il lavoro.
    Un lavoro un pò stressante ma tutto sommato appagante e di responsabilità.
    I miei colleghi ed il mio datore sono persone intelligenti che stimo e lavorare per qualcuno che si stima è già una bella fortuna.

    Dopo il lavoro è arrivato il matrimonio, il coronamento di un sogno dopo ben 15 anni di fidanzamento ( io avevo 21 anni quando ci siamo conosciuti ) con una persona meravigliosa che mi è sempre stata vicina e che continua ad esserlo.

    Ma allora perchè il mio problema persiste?

    Se è stata eliminata la causa , quell’insoddisfazione e apatia che accompagnavano le mie giornate, se lavoro in un ambiente colto e vivo da nove mesi con la persona che amo perchè non riesco a dimenticare?

    Forse è arrivato tutto troppo tardi, quando già il panico era entrato nella mia vita e forse perchè dimenticare il panico non è possibile, ormai si innescano automaticamente tutti quei meccanismi di difesa da un pericolo che non c’è più.

    Occorre desensibilizzare ma questo è molto difficile.
    Stò seguendo alla lettera i consigli del mio medico per abbandonare molto gradualmente gli ansiolitici e come sintomo d’astinenza non riesco ad addormentarmi ed il mio sonno è molto leggero.
    Spero che sia un fenomeno transitorio e che non duri a lungo. D’altronde devo disintossicarmi da ben due anni di assunzione continuata di ansiolitici e non è semplice, è un processo lungo.

    Nel frattempo cerco di mettere in pratica il metodo della dottoressa Laura Bolzoni Codato, mi impegno molto e quando i sintomi sono leggeri riesco a distrarmi e ad infischiarmene e questo li fa sparire del tutto, ma ci sono delle situazioni in cui i sintomi sono più violenti, per esempio il sabato sera, perchè sono in un luogo affollato, perchè c’è un’aspettativa di una serata più lunga, l’unica cosa che riesco a fare è quella di non scappare, però trascorro delle serate tremende sempre al limite accompagnate dall’ansia, dal respiro corto, dalla paura di svenire e da tutti quei sintomi che ben conosciamo.

    Sò che potrei abbandonare la serata solo se confessassi di non stare bene ma non voglio alimentare il dubbio che ci sia qualcosa che non va in me.

    Con i miei amici mi è già capitato di svenire ( l’unica volta in cui è accaduto ma in quel caso il panico ha forse solo peggiorato qualcosa che era attribuibile allo stress e alla stanchezza) e due volte di dover tornare a casa perchè avvertivo quei maledetti sintomi, tant’è che per giustificare in qualche maniera quanto accaduto ho detto ai miei amici che soffro di pressione bassa.

    E poi ammettere di dover abbandonare una situazione altrimenti piacevolissima fa preoccupare molto mia moglie ed io avverto il suo dolore per la mia situazione, lei mi asseconda sempre, con me è molto comprensiva ma io voglio voltare pagina e fare vivere anche a lei quella vita spensierata che si merita.

    Come vorrei tornare sereno, vorrei prendere la pillola dell’oblio che mi faccia dimenticare di questo problema, sicuro che ciò potrebbe bastare a superarlo.

    Ma la vita non mi consente soste, il nemico va disarmato.

    E’ una dura lotta, è la più importante.

    Voi cari amici mi siete di grande aiuto.

    La sera, mentre mi giro e mi rigiro non riuscendo a dormire effettuo una sorta di meditazione per rilassarmi, focalizzo l’attenzione sul respiro e mentre inspiro cerco di accogliere dentro di me tutti i nostri successi e le nostre gioie, mentre espiro butto via le nostre ansie ed i nostri dolori.

    E così, con voi, sono in armonia ed il mondo appare quello che è in realtà, un posto meraviglioso in cui crescere, cercare di migliorarsi per assaporare fino in fondo la vita e Amare.

    Un abbraccio a tutti, un ringraziamento alla cara dottoressa Laura Bolzoni Codato dalla quale mi piacerebbe tanto sapere la sua opinione riguardo l’origine dei miei sintomi ed il modo in cui stò cercando di debellarli.

    Un caro saluto a tutti voi amici, nessuno si senta escluso, nessuno

  45.  
    Michele
    9 ottobre 2009 | 16:09
     

    Carissimi amici,
    leggere i vostri messaggi è sempre un piacere!

    Nicola e Nic, sono felice di sapere che, a poco a poco, riusciate a diminuire le dosi dei farmaci!

    Continuate così!
    Questa per me è stata una settimana abbastanza negativa…
    Il motivo, purtroppo, è sempre lo stesso.

    Intanto, posso dire che ho ripreso la mia vita di sempre, e questo lo devo a tutti coloro i quali mi sono stati vicino, i miei genitori e fratelli, la carissima Dottoressa Laura Bolzoni Codato ed il suo libro, che ho letto e riletto scoprendo sempre qualche piccolo particolare in più, e naturalmente tutti voi, amici, voi che mi avete sempre sostenuto con bellissime parole!

    Grazie di cuore!

    Dicevo, ho ripreso la mia vita di sempre, o quasi…dico “quasi” perché, se da un lato ora non ho più cattivi pensieri nella mente, frequento l’università normalmente, esco con gli amici, mi godo i miei videogames e film dell’orrore e quant’altro, dall’altro la mia più grande paura, quella di deglutire cibo e tutto il resto per paura che mi vada di traverso e soffocare, è più forte di prima.

    Non ce l’ho fatta più e ne ho parlato a casa, ai miei genitori e ai miei fratelli, i quali non mi hanno fatto proprio mancare il loro affetto e mi sono stati vicino riempiendomi di piccole attenzioni e belle parole.

    Ma…è proprio dopo averne parlato che la mia situazione è peggiorata.

    Ora a tavola non riesco praticamente più a starci, salvo mattina e pomeriggio, quando mangio tranquillamente, e la sera è ancora peggio…

    Il fatto è che, ora che tutti sanno qual è il mio problema, mi sento ancora più teso e il risultato è che proprio non riesco a mangiare…
    Si può vivere senza cibo?
    No.
    Assolutamente no.

    E la cosa assurda, ma che poi è ovvia, è che più sono restio nel deglutire, e più succede che mi va di traverso per davvero.
    Ed è come se una vocina mi dicesse “hai visto? Non serve a niente…ti andrà sempre di traverso!”. E’ diventata davvero una cosa insopportabile…E’ stato un crescendo di peggioramenti, sin da circa due anni fa, quando già cominciavo ad averne i primi sintomi, che in ogni caso ignoravo del tutto…
    E’ terribile, non so davvero più cosa fare per uscirne!

  46.  
    francesca
    9 ottobre 2009 | 18:47
     

    Cari FIORI , cara COROLLA, , come state ?
    ( Mi sembra giusto chiedere anche alla Dott.ssa come va, come sta !?
    Quando vado
    dal mio medico ogni tanto , mi ricordo di chiederglielo…a volte mi dà l’ impressione che sia ” costretto ” a rispondere : BENE; quasi che il Medico debba per forza stare bene ; in realtà presumo abbia
    anch’ egli i suoi problemi, i giorni ” no “, etc,ma per ” coerenza ”
    professionale, addirittura assecondando il ” giuramento di Ippocrate “,
    sia ” costretto ” a rispondere in modo positivo ….)

    Tutto questo discorso, per chiedere a me, a Voi : in quel momento è SE STESSO ?

    Tanto per riallacciarmi al discorso dell’ essere
    se stessi, con tutti e sempre….
    Così , a mio modesto parere, – ma posso sennz’altro essere in
    errore- , soffermarsi troppo a riflettere, porta sempre alla soluzione ?

    D’altra parte , se non si usa la materia grigia, che siamo a fare
    a questo Mondo?
    Per pensare, meditare , di conseguenza
    evolvere ; come d’altra parte se non si usa il cuore , come sede di sentimenti ed emozioni, che si stà a fare a questo Mondo ?

    Anche e soprattutto per AMARE….
    Però l’ Uomo è anche azione, altrimenti è un inetto, preda dell’ ozio, ” padre di tutti i vizi “; nello stesso tempo, darsi troppo da fare comporta stress, e sappiamo che lo stress è ” amico ” del
    PAN, il quale a sua volta, è nemico di TUTTi noi !!

    Nello stesso tempo, stare con le mani in mano non va certo bene, stare fermi nei propri pensieri nemmeno, come ” Qualcuno ” ha detto , ” sfuggire dal problema, non porta alla soluzione “, etc. etc…

    Che bisogna fare ?
    Tutto viene da sè , forse, piano, piano, mentre si continuano a ” SNOBBARE ” i sintomi, si procede nella propria Vita….

    Dott.ssa, credo d’essermi ” incartata “…..

    Nicola, come cavolo si chiama il tipo di ragionamento che ho
    fatto ?

    Induzione, deduzione, o ……..( Dott.ssa, posso dirlo ? poi,
    come sempre mi ricompongo ), qualcosa che ha a che fare con
    la casa e il mento ( incas…….mento )!!

    Così, tra Socrate che incitava al ” Conosci TE STESSO ” e
    Diogene che ” CERCAVA l’ UOMO “, io mi sono persa !!!!

    Pafe non ci sia altra soluzione, che il fare, l’agire , fisicamente, ….pensando mentalmente, insomma continuare a
    crescere, imparando a conosce
    PERSISTERE, pur cercando di capire, conoscere noi stessi e gli altri …. ma se gli altri non si possono cambiare, dovremmo cambiare noi ?

    Forse, no, perchè significherebbe perdere la
    propria essenza , nè si può tentare di cambiare gli altri perchè
    vorrebbe dire ” violentare o violare ” la libertà altrui ….
    Quindi…. ?!!

    Tornando seri ( ma non è che finora non lo sia stata ; sono solo un po’ ” confusa “), che differenza c’è tra : AUTOSTIMA e
    FIDUCIA in se stessi
    ?

    Mi pare che la differenza sia marginale, o
    mi sbaglio ?

    E se c’è una discreta, vabbè buona , considerazione e stima di se stessi, perchè non si ha poi fiducia in se stessi ,
    per muoversi ” completamente ” da SOLI nel Mondo?….

    Danielaaaa carissima, ora che mi hai ” messo in crisi ” , ti viene in mente qualcosa ?
    Qualcosa che ovviamente vada bene,
    ” serva ” a Tutti ? !

    Nicola caro, col senno del poi , ma neanche POI tanto, ogni tanto vado a rileggermi il tuo ” attestato di stima “, lo sai che quasi,
    quasi ci credo …. ? !

    Ma quanto avevi oliato il tuo flauto magico, il tuo oboe dorato, per riuscire trovare ” note ” tanto particolari ?1
    Beh, per ringraziarti, nelle notti insonni, che spero siano poche e sempre meno, se guardi sul comodino, potrai trovare , oltre senz’altro al libro della Dott.ssa Laura Bolzoni, un paio di ( la
    rima è involontaria ) …guantoni, nel caso si siano consumati nella
    lotta contro il ” nemico “, che ti ha portato senz’altro Alice dal suo
    Paese e , che con me, più che vederti come Rocky , ama
    immaginare te, e tutti i Fiori, impegnati nella lotta, come un ….
    canguro , appunto, che sferra pugni….. io sono pacifista, ma col
    ” nemico ” non ci vuole certo la gentilezza, anzi, tutt’altro !!

    Mi raccomando, persisti e insisti , come facciamo tutti noi, senza abbatterti mai !!!

    C’è la VETTA – VITA che ci aspetta !!!

    Qui, dove abito, d’estate, si possono trovare sulle bancarelle, dei
    FIORI “musicali “, musicanti-sonori, che hanno un ingranaggio , tipo
    carillon. che li fa muovere in modo dinoccolato, al solo battito delle
    mani : un po’ come succede a noi , quando siamo in preda……
    Ma ” passerà “, come dice M:Letizia , alla fine del suo post !!

    Nulla è più Forte di NOI !!!!

    Un ABBRACCIO e un sorriso, a TUTTI , alla cara Dott.ssa , ai cari Fiori –

  47.  
    Daniela
    9 ottobre 2009 | 22:59
     

    Francescaaaaaa! Alessandraaaaaa!
    Che care siete, mi avete fatto commuovere….e non mi succede spesso.

    Vi voglio bene anch’io!
    Sai cosa penso Alessandra? Che più distogli l’attenzione dalla tua ansia e dai tuoi sintomi e li rivolgi a LUI, alla tua creatura, meglio starai.
    Ti sarà capitato qualche volta di sognare ad occhi aperti, no? Allora ,immagina quando potrai finalmente abbracciare il tuo bambino, cambiarlo, allattarlo. Quando andrai a passeggio spingendo il carrozzino e la gente che ti conosce si fermerà ad ammirarlo e ti farà i complimenti…..

    Il cervello legge una scheda alla volta.
    Se tu quando senti arrivare i sintomi cambi scheda, cioè, smetti improvvisamente di pensare a te e pensi a lui, riesci a bloccare il panico.

    Ci vuoi provare mia cara Ale?
    Ovviamente prepara per tempo delle schede bellissime.
    Francesca, visto che non ho peli sulla lingua, anche stavolta devo dire la mia sull’esempio del tuo medico.

    Sono veramente pochi i lavori che permettono di rispondere al “come sta?” con una lista di magagne che non finisce più.
    Il tuo medico è se stesso anche se ti risponde che sta bene, così come una hostess in volo che non ti dirà mai di avere il mal di pancia o l’ impiegato allo sportello di aver l’emicrania.

    Questa è secondo me una forma di rispetto nell’ambito lavorativo, ma esula dall’essere o non essere se stessi.
    E poi io posso essere me stessa anche raccontando bugie. Se ritengo che queste facciano del bene a chi ho di fronte sarò comunque me stessa, non credi?

    Invece, per quanto riguarda il cambiare gli altri o noi stessi non sarei così drastica.
    Io credo che nella vita noi tutti siamo in continua evoluzione e in questa evoluzione noi interagiamo con gli altri, così come gli altri interagiscono con noi, influenzandoci a vicenda.

    Io non sono ora quella di vent’anni fa, mio marito non è ora quello di vent’anni fa.
    Certo al cambiamento hanno contribuito le vicende della vita, i colleghi, i conoscenti, ma anche io, lui.
    Questo vuol dire che possiamo fare tanto, tutti.
    Mi chiedi se l’autostima e la fiducia in se stessi siano la stessa cosa.
    No, non lo sono, ma vanno a braccetto. Se penso bene di me, perchè non posso poi fidarmi?

    Ma forse qualcun altro ha le idee più chiare.
    Un bacione a tutte, a tutti.

  48.  
    Daniela
    9 ottobre 2009 | 23:36
     

    Franceschina,
    mi sono dimenticata di aggiungere che, a mio avviso, essere stessi non significa dire ciò che si pensa.

    Questo può essere importante per te, come lo è per me, ma non è detto che sia così per tutti. Magari qualcuno è se stesso comportandosi in maniera opposta.
    Buona notte ora e sogni d’oro!

  49.  
    10 ottobre 2009 | 01:43
     

    AMATI FIORELLINI del nostro Giardino Blog, sento la vostra delicata fragranza, vedo la bellezza dei vostri colori variopinti, unici e speciali, la profondità delle vostre radici, vi voglio bene e vi ringrazio per la sincerità delle stupende condivisioni!

    In questi giorni sono molto impegnata nell’attività off-line e nel completamento del prossimo articolo che tratterà questo tema: “Semplicemente non pensare alla paura: ecco come di fa!” , ma nelle prossime settimane mi impegnerò volentieri a rispondere alla cara Danielaaaaa , alla adorabile e sempre allegramente frizzante Francesca sul tema della fiducia in se stessi e sull’autostima, al nobile Nicola sul tema della realizzazione di se stessi e al coraggioso ed elegante Michele sul problema della paura di deglutire.

    Intanto chiedo a Nicola se può rispondere sul Blog, per cortesia, a questa domanda:”Che cosa nascondevi oppure ancora adesso nascondi dei tuoi studi?” .

    Ti ringrazio Nicola per l’attestato di stima e di fiducia che hai regalato anche al mio percorso naturale per vincere il panico!

    Stai agendo molto bene nei confronti dei sintomi, ricordati di riappoggiare sempre l’attenzione verso il mondo fisico manifesto e le sue meravigliose forme percepibili con i cinque sensi, quando ti accorgi che stai pensando alle sensazioni.

    In quei momenti critici, esci con disciplina dall’introversione.

    Per l’insonnia ricordati di bere tanta camomilla durante il giorno, puoi tenere in studio una thermos piena del prezioso fiore rilassante e ogni tanto berne una tazza, ideale sarebbe fare una passeggiata ogni sera con tua moglie prima di dormire e una volta a letto percorrere le varie parti del tuo corpo sdraiato sul materasso rilassandole e divenendo cosciente dell’importanza della completa immobilità da sopra la testa alla punta delle dita dei piedi, ….lato destro del corpo: pollice della mano destra ( prendi coscienza e rilassa)….secondo dito…terzo dito…quarto dito….quinto dito….il palmo…dorso della mano….polso….avambraccio….ecc..

    Chiedo a Michele, che sta lottando con la paura di deglutire, di condividere con noi sul Blog: che cosa ti è successo esattamente due anni fa, quando per la prima volta, hai avuto paura di soffocare?

    Prova a descrivere in modo ordinato e sequenziale per tutti noi le varie fasi che seguirebbero al momento fatale ( è come essere in un film, ovviamente) in cui tu davvero soffocassi mettendo un boccone in bocca, es. “mi sento soffocare….non respiro più….nessuno mi può aiutare….terribile….non sento più la vita….sono morto…. “

    E poi che cosa succede?

    Es. “Ecco sono nella tomba….i miei genitori vengono a portarmi un fiore e dicono: “Povero amato Michele….”

    E poi che cosa succede ancora?

    Terza domanda: quando riesci a mangiare normalmente provi veramente piacere?

    DOVE senti questo piacere?

    Che cosa ti piace esattamente del cibo: il sapore, la temperatura, i colore, il ricordo che quel dato cibo rievoca, la sensazione di calore del cibo che scende, il senso di appagamento e di sazietà?…….

    Quarta domanda: qual è il tuo cibo preferito?

    Quinta domanda: ti piace cantare ( sembra che non c’entri nulla, invece la risposta a questa domanda è importantissima)?

    Altre domande: come è stata la tua nascita?

    Avevi per caso il cordone ombelicale attorcigliato attorno al collo?

    La tua mamma si ricorda se durante l’ allattamento è accaduto un evento particolare che ti ha spaventato?

    I tuoi genitori quando eri piccolino ti hanno lasciato piangere, magari per molte ore, per educarti a dormire da solo?

    La paura di deglutire il cibo ce l’hai quando mangi da solo oppure solamente quando siedi a tavola con qualcuno?

    Buona ricerca!

    Vedrai che troviamo insieme la strada per venire fuori anche da questo nuovo incubo.

    Un abbraccio a tutti!

  50.  
    Michele
    10 ottobre 2009 | 10:02
     

    Gentilissima Carissima Dottoressa Laura Bolzoni Codato,
    le Sue parole sono come una dolcissima ventata di freschezza!

    Rispondo subito alle domande che mi ha posto:

    1)Praticamente non mi è successo niente. Mi è capitato molte volte che il cibo mi andasse di traverso, e ogni volta che succedeva vivevo quell’attimo come un qualcosa di terribile, mi spaventavo davvero tanto. Questa paura mi è arrivata senza che me ne rendessi conto, zitta zitta, in punta di piedi. All’inizio ho cominciato a mangiare lentamente, poi sempre più lentamente, finché ho cominciato ad eliminare radicalmente tutti quei cibi solidi potenzialmente “pericolosi”…Oggi sono arrivato al punto da riuscire a deglutire difficilmente anche l’acqua!
    2)quando inizio a mangiare, mi concentro su ciò che mastico, fino al momento di deglutire. In quell’attimo, la paura mi fa immaginare che “potrei soffocare, e se succedesse magari nessuno potrebbe aiutarmi, magari chiamerebbero subito il pronto soccorso…mi caricherebbero sull’ambulanza…e magari alla fine soffocherei e morirei”. Questo è quel che immagino, specialmente la sera durante la cena.

    3)Sì, e tanto! Lo sento in bocca, mi piace assaporare le cose, perciò del cibo adoro in particolare il sapore e, sì, anche quel dolce senso di sazietà!

    4)Mi piace tutto, eccetto pochissime cose (come i fagioli, ad esempio). Ma ciò che amo di più sono le patatine fritte e la pizza, cibi che, paradossalmente, sono quelli che ora, purtroppo, sono costretto ad evitare…

    5)Sì, mi piace!

    6)Ho chiesto riguardo la mia nascita: tutto assolutamente normale, nessun cordone attorcigliato al collo.

    7)No, durante l’allattamento niente.

    Tuttavia, a tre anni, presi tanti tovaglioli di carta, li misi in bocca, li deglutii e fu mio padre a salvarmi perché, ovviamente, stavo per soffocare.

    In più, un altro evento terribile che ricordo io stesso: a circa 5 anni mi capitò di mangiare una caramella alla menta, di quelle molto grosse, e di stendermi sul letto tenendola in bocca. La caramella mi andò di traverso e mi rimase bloccata in gola, però non avevo senso di soffocamento.
    Sì, era bloccata lì, finché poi un gesto spontaneo del mio corpo non me la fece venir fuori automaticamente, però anche se non stavo soffocando mi spaventai comunque molto perché sento ancora oggi quel “peso” della caramella bloccato in gola.

    Infine, un’altra cosa che mi rimase impressa fu la frase che disse un amico di famiglia quando, in occasione di una cresima, gli venne chiesto come mai non parlasse molto a tavola: “…perché quando si mangia si combatte con la morte”. Questa frase mi ritorna sempre in mente.

    8)No, anzi…diciamo che la cosa è venuta da sé, e che sono andato a dormire da solo spontaneamente.

    9)Ce l’ho in ogni momento, sia che stia da solo, sia che a tavola ci sia qualcun altro, e in questo secondo caso la cosa peggiora perché subentra un senso fortissimo di disagio e mi ripeto continuamente: “…e ora cosa faccio? Chi mi sta di fronte scoprirà il mio problema…magari mi prenderà per matto, magari penserà che abbia seri problemi…”. E la mente macina, macina, macina pensieri di questo tipo. Alla fine sono costretto a lasciare tutto, o quasi, e ad inventarmi cose assurde: una volta ho mal di pancia, un altra mal di stomaco, un’altra ancora mi fa male il dente…

    In più, prima che si avvicini il momento del pranzo o della cena, i pensieri sono: “oddio…il momento terribile sta per arrivare…forza Michele, dopotutto si tratta di sedersi a tavola e almeno far finta di mangiare. Poi tutto finirà e potrai metterti tranquillo”.

    Invece, la mattina e il pomeriggio mangio tranquillamente. La mattina, in particolare, sono talmente rilassato che arrivo a fare delle super-colazioni (e per fortuna…).

    Insomma, è una cosa davvero atroce, soprattutto perché ora comincio veramente a star male fisicamente: ad esempio, stamattina ho avuto terribili giramenti di testa, debolezza generale e sentivo lo stomaco praticamente vuoto, come se dentro non ci fosse niente. Ho fatto la mia solita super colazione e mi sono sentito meglio. Ora basta, questo campanello d’allarme deve servirmi di lezione, me lo auguro davvero!!!

    La ringrazio per tutto, carissima Dottoressa!

    Un abbraccio a Lei e a tutti i nostri cari amici!

  51.  
    francesca
    10 ottobre 2009 | 11:16
     

    Beh, ( la solita pecorella- ma non fateci caso – il mio mondo interiore è popolato anche di animaletti – così, tanto per aumentare i livelli di autostima, mi sono ” recensita ” da sola , dopo l’attestato di stima dell’ emerito conosciuto Nicola, mi sento elevata ad un gradino più in alto, ma poco , eh ; per me è importante non
    ” montarsi ” mai la testa e stare coi piedi per terra …. )

    Beh, cari FIORI, dopo l’ attestato di BENE , anche da parte della nostra amata Dott.ssa , che dire ?

    Lo so, forse c’era bisogno solo di S i l e n z i o …….
    Perchè offuscare con le mie povere parole, tanta bellezza ,
    leggiadra gentilezza, purezza di linguaggio , sensibile generosità ?

    La Dott.ssa Laura Bolzoni Codato è CIO ‘ che è scritto nel Suo libro , è il Libro stesso che ha scritto per noi……

    Grazie, Dott.ssa , ricambiamo tutto il Suo affetto , col nostro !!!

    Credo che ora TUTTI i FIORI , abbiano una gran voglia di
    prendersi per mano , in un bel girotondo d’ amore, intorno a Lei,
    che fra tutti , è il Fiore più regale, la ROSA !!!

    E noi, sotto la Sua Egida , stiamo cercando di imparare, anzi
    di imitarLa…..
    ( Corbezzoli , come parlo forbìto ; è per stare al passo di Nicola, che parla come un libro stampato , per seguire Danielaaaaa, che
    a furia di frequentare il Blog Giardino della Dott.ssa , ha acquisito
    quasi la stessa modalità di scrittura, per adeguarmi al linguaggio supercorretto di un universitario modello quale Michele , per ringraziare Nic, che ha dato il via ad un dibattito sull’argomento
    autostima, etc…… )

    Ora, con gli occhi dell’ Anima, cioè con la fantasia, mi pare di vedere sopra ciascun Fiore, luccicchii di polvere dorata , forse spersi dalle ali di un Angelo, che nella notte è volato sopra
    tutti, vegliando ininterrottamente , o erano le ali di Peter Pan ,
    che ci hanno sfiorato, sollecitandoci a crescere , pur rimanendo
    ” fanciulli “., o qualche raggio di sole che è andato a dormire
    tardi , e si è scordato un po’ di luminosità dalle nostre parti …..!?!

    un Abbraccio , un sorriso –

    Buona Domenica

  52.  
    PAOLA
    11 ottobre 2009 | 16:16
     

    Ciao cari amici del blog,oggi c’è stata la cresima di mia nipote ed io ero agitata più di lei visto che ero la madrina,prima di entrare in chiesa avevo paura di sentirmi male e di rovinarle il momento,invece il mio amore per lei mi ha aiutata a vincere la paura ed è andato tutto benissimo,mi sono emozionata molto quando l’ho accompagnata dal vescovo,avevo le lacrime agli occhi,neanche si stesse sposando,sarò esagerata,ma per me è stata una grande emozione,e volevo condividere la mia gioia con voi tutti.Oggi il vescovo ha detto che Cristo è amore puro,e allora se è l’amore che ci aiuta a guarire è Cristo che ci aiuta?Io credo,ma sono un pò confusa,mi ritengo cristiana ma non cattolica perchè non condivido molte scelte della chiesa(ma questa è un’altra storia),vorrei tanto sapere cosa ne pensate voi.Un caro abbraccio a tutti quanti

  53.  
    NIC
    11 ottobre 2009 | 18:08
     

    Ciao ! Spero abbiate trascorso una serena domenica, stamattina qui c’era un bellissimo sole.

    Ieri è stata una giornata negativa: al pomeriggio mi sono sentita pervasa da un’ansia alle stelle, la sera dovevo andare (su mia proposta) a cena da un amico a circa 37 km di distanza, su strade anche buie.

    E’ stata una dura battaglia: dopo due chilometri l’ansia aumentava ed ero vicina all’inizio di un attacco di panico e nella mia testa gironzolavano paroline bloccanti come: Non me la sento di fare tutta quella strada, non ce la faccio!

    Io non volevo farmi battere, quindi ho infilato nel lettore cd della mia macchinina Un’estate al mare di GIUNI RUSSO, che è una vecchia canzone, ma che trasmette una positività e una voglia di mare incredibili…seguita da altre canzoni italiane anni 80.

    Ho fatto qualche respiro profondo , ho cercato di scacciare il diavoletto che mi sussurrava queste paroline all’orecchio ed ho cantato quasi tutte le canzoni, perlomeno quelle di cui conosco il testo.

    Nei pezzi più bui l’ansia aumentava ed io respiravo profondamente e continuavo a cantare..

    E’ stata dura ma ce l’ho fatta.

    Il ritorno è stato altrettanto un’impresa, aumentato dall’ansia del dovere tornare da sola in auto su strade anche isolate: ho messo un cappello di lana per coprire i miei capelli e sembrare un maschio, vista dalle macchine dietro.
    Ho infilato un cd di musica disco anni 90 ad alto volume, respiri profondi all’occorrenza, quando mi sono avvicinata a qualche chilometro da dove abito mi sono sentita più tranquilla, protetta, vicino alla mia casa…

    L’accumulo mdi tensioni e mie seghe mentali, credo, mi ha provocato stamattina un dolore intercostale esteso al braccio sinistro.
    Su insistenza di mia sorella sono andata al pronto soccorso, dove ho trascorso il pomeriggio, gli esami hanno escluso problemi cardiaci.

    Ora sono qui, sopravvissuta, a raccontarvelo, cari fiori e gentile corolla.

    Nicola, anche io volevo capire in cosa hai mentito con gli studi..?

    Mi riscontro molto in alcune cose che hai raccontato, davvero… le ho vissute anche io.

    Mando un caro saluto a Nicola e a tutti Voi e spero di ricevere presto la vostra risposta a questo mio racconto, purtroppo, reale. Ciao!

    Nic

  54.  
    NIC
    11 ottobre 2009 | 19:45
     

    P.S.:Cari fiori del dolce Giardino, credevo di essere tanto coraggiosa, ieri, stasera, invece, un po’ per quanto successo, un po’ perchè mi sento sola, continuo a piangere: c’è qualcuno che è presente e vuole scrivermi?
    Um abbraccio

    Nic

  55.  
    11 ottobre 2009 | 20:37
     

    Coraggiosa NIC sei stata stupendamente brava!

    Hai affrontato in modo creativo e molto determinato l’ansia del viaggio e ce l’hai fatta sia all’andata sia al ritorno.

    Hai forzato un po’ , ma è meglio spingere piuttosto che fermarti e non andare.

    Tutta la tensione è uscita il giorno dopo, adesso lascia che evapori dolcemente, lascia che il sentimento di solitudine e le lacrime purifichino e lavino il tuo stato interiore.

    Sono qui contenta per te e con te: è stato un meritato successo!

    Stai vicino a questa parte di te, che si è impegnata a superare l’ansia, come fa la nostra Francesca con la sua “piccolina”

    Un abbraccio grande!

  56.  
    NIC
    11 ottobre 2009 | 21:20
     

    Grazie per il suo affetto e per la sua vicinanza

    Nic

  57.  
    chadisja
    11 ottobre 2009 | 22:31
     

    Ciao ragazzi sono rientrata e già vi leggo.

    Viaggio tutto ok e volo meraviglioso.

    Dai Nic nn avere paura se ti va di piangere è purificatorio e dopo aver svuotato tutto ti sentirai + leggera, almeno a me fa questo effetto.

    Certo hai trascorso una serata pesante, ti sei forzata ed eri piena di ansia ma ti sei superata, bravissima, anche se dopo giustamente hai scaricato sul tuo corpo, l’importante che tutto è andato bene.

    Ciao Michele le tue identiche sensazioni le ho passate anch’io, pensa una sera avevo mangiato una mela e dopo averla masticata per troppo tempo mi era rimasto un piccolo pezzettino in gola ed ogni volta che deglutivo mi sentivo soffocare. Serata infernale ho dovuto telefonare al mio medico che se nn fosse un amico mi avrebbe presa per matta.
    Dopo lugni respiri il tutto è andato via.
    Ti capisco perfettamente ma da quando seguo il percorso della Dott.ssa Laura Bolzoni Codato questi sintomi sono quasi spariti.
    Dico quasi xchè in albergo mi è risuccesso bevendo una tisana, avevo le lacrime agli occhi ma mi sono ripresa.
    Non vedo l’ora di leggere i consigli della Dott.ssa riguardo questo problema.
    Buona serata a tutti e buona serata alla nostra corolla.

  58.  
    francesca
    11 ottobre 2009 | 23:43
     

    Ciao , cara stupendevole, stupendamente BRAVA Nic , scusaci, ma probabilmente eravamo tutti “assenti “, in modo diverso credo, a
    ” santificare ” la festa , a godere di qualche ora di svago ( ciao Paola;bella la t.emozione per la cresima della nIpotina , visssuta
    senza particolare ansia, pare; a me purtoppo l’ansia si accompagna spesso ad un’ emozione, e viceversa… il resto ?

    Dio è Amore ,
    l’amore apre i cuori e le menti, soprattutto può molto….il resto è altra storia, come dici tu, ciascuno ha le proprie idee al proposito ,
    intime, particolari… personalmente credo, che la preghiera, in senso lato, amche senza formule, ma fatta magari col cuore, non può far
    certo male, anzi , ma preferisco fermarmi qui….un abbraccio );
    dicevo, Nic, che eravamo senz’altro però ” presenti ” col pensiero nella t. avventura, come lo siamo ora a raccogliere, sia la t. vittoria, sia il senso di solitudine, anche a riempirlo, potendo, ma , veramente puoi fare molto, come ti ha consigliato la splendida
    Dott.ssa Corolla , anche tu, coccolando quella parte ” piccola ”
    che è in ciascuno di noi , parlandole , rassicurandola , gioiendo
    con lei, consolandola, consolandovi a vicenda , congratulandovi a vicenda…..

    Sì, è vero, a me fà molto bene agire così ; la mia
    ” piccola ” mi fa molta compagnia ; mi intenerisce pensala , mi
    commuove, le parlo spesso, ovviamente a bassa voce, o dentro di me, ci consoliamo a vicenda se riceviamo una sgarberia, se ci sentiamo un po’ sole
    , le chiedo di avere pazienza , quando ancora qualche volta mi chide di uscire , in momenti extra , perchè non mi sento ancora tanto FORTE, però le regalo , le dedico altre
    ” cose “, sempre prima di tutto, un abbraccio, poi un gioco con la
    mia micia , la lettura di una bella poesia, una canzone, qualsiasi
    intenzione che possa farla star bene , ripagarla di quanto è stata
    sola, dimenticata in un cantuccio da qualche parte , e ti assicuro,
    cara Nic, che si ” galvanizza ” facilmente, si entusiasma per poco,
    sa sorridere, emozionarsi con me ; appena penso a ” lei “, la sento
    viva, presente, partecipe…..
    Prova…..

    Ho trascorso parte del pomeriggio tranquillamente, prima in un negozio-magazzino ( non ho avuto l’ ansia anticipatoria, prima di uscire – !!! ), anche se , più mi addentravo tra corridoi, che sembravano labirinti, allontanandomi dall’entrata, mi sentivo un po’ nervosa , con un po’ di sintomi, e mi sentivo come Arianna, che perdeva il filo, nello stesso tempo, come ” D’ UOPO “, mi concentravo su tutto ciò che era esposto, sulla gente, le commesse,
    e dei sintomi mi sono ben presto dimenticata…( TIE’ !! )

    Poi, una breve passeggiata in un quartiere della città, dove c’era
    una festa di ” borgata “, gente, bancarelle, musica…. qui meglio,
    tutto bene (ero ovviamente in compagnia; mmmh…da sola, sarebbe stata dura , manco le bricioline di Pollicino mi avrebbero aiutata a trovare la strada per uscire dalla ressa, che in certi punti era
    veramente calcante, pressante….)

    Ciao Nic, per una volta lo fai tu a me , insieme alla tua ” piccolina ”
    un sorriso ? Brava, l’ ho visto , ricevuto, grazie !!
    Ciao, cari FIORI , si spengono le luci , tutti a dormire, magari in
    compagnia di un altro fiore: la …..camomilla ( ciao Nicola, funziona, il rilassamento della Dott.ssa, con camomilla , passeggiata con
    mogliettina, etc? )

    E Michele, dopo averci fatto partecipe dei 3 episodi di ” spavento ”
    legati al timore di deglutire, come sta?
    Dott.ssa, in base a ciò che ha raccontato Michele, ho pensato alla mia agorà, credo nata prima, del Pan, forse sono nata con l’agorà incorporata, comunque molto latente, a quando si è manifestata,
    alle Sue domande riguardo alla mia nascita… ho chiesto a mia
    madre, che ha mostrato un po’ di reticenza , ma ho “scoperto ”
    cose interessanti, tipo che sono nata dopo 8 ore dalla perdita del liquido amniotico…..nella mia infanzia ci sono ricordi vivi e vissuti
    in cui mi sono trovata in uno stato di ” pericolo ” apparente, ma per me vissuti in maniera angoscante…. semmai, se posso, se
    crede, se può servire ad altri , posso raccontare…….
    Intanto, dopo l’intuizione, ho provato da sola, con la mia ” piccola “, a ” rivivere ” la nascita ….

    Ora si va a dormire, ssstt, notte, notte

    Un ABRACCIO forte, e un sorriso , in particolare dalla mia ….
    ” piccola ” , e da me, me, insomma , da noi, che sono sempre IO :

    Francesca – Baci

  59.  
    12 ottobre 2009 | 00:32
     

    RISPONDO A FRANCESCA

    Stai facendo bene e raggiungendo gradualmente tanti successi personali contro gli attacchi di panico.

    Sarebbe bello e molto utile sia per te sia per i lettori-fiori delicati del Blog che tu ci raccontassi bene la tua nascita e quello che secondo te puoi collegare al sorgere della agorafobia.

    Potresti indagare su:

    1. Come è stata la gravidanza di tua mamma mentre ti aspettava?

    2. Aveva preoccupazioni economiche? Insicurezze per la casa? Incertezze nella relazione con tuo papà?

    3.La tua mamma si è mai vergognata del fatto che era incinta di te?

    4. Se sì, per quale ragione?

    5. Dove è avvenuta la tua nascita ?

    6. Durante il parto la tua mamma ha avuto paura che succedesse qualche cosa di pericolosamente brutto?

    7.Il medico e l’ostetrica che ti hanno accolta erano agitati?

    8. C’erano delle luci forti, forse al neon nella sala parto?

    9. Sei stata allattata oppure sei stata nutrita con latte in polvere ?

    10. Che tragitto avete fatto tu e la mamma appena siete uscite dall’ospedale oppure dalla clinica?

    11. Secondo te quale è stata la prima volta in cui hai avuto disagio nel rimanere da sola in un posto nuovo e sconosciuto?

    12. Era giorno, era sera, c’era tanta luce oppure era buio?

    13. Dove eri?

    14. Nella tua vita hai mai avuto difficoltà a guardare negli occhi una persona per te importante: tuo papà, una persona a te cara, ecc….

    !5. Vuoi provare a raccontare nei minimi particolari alcuni degli episodi in cui hai vissuto la paura perchè ti sentivi in pericolo?

    Ci sono altre domande a cui sarà importante che tu dia una risposta, intanto iniziamo da qui.

    Buona ricerca!

  60.  
    12 ottobre 2009 | 00:47
     

    RISPONDO A MICHELE

    Grazie delle risposte precise.

    Ci vuoi raccontare per favore nei minimi particolari nuovamente la scena della caramella di menta bloccata in gola quando avevi cinque anni?

    Che cosa hai pensato del fatto che il tuo corpo da solo, con una saggezza antica, ti avesse permesso di espellere la caramella?

    Ti ha rassicurato oppure ti sei spaventato perchè è stato un gesto incontrollato?

    Che ora della giornata era all’incirca?

    Secondo te la “strana frase” che ha detto quel signore a tavola è saggia, è basata su un fondamento di verità? Eventualmente quale?

    La tua paura più grande è quella di morire soffocato perchè un pezzo di cibo ti va di traverso, per intenderci in modo semplice, oppure quella di non riuscire più a respirare improvvisamente e incontrollatamente?

    Buon lavoro!

  61.  
    12 ottobre 2009 | 00:59
     

    Cara Paola,

    che bella e intensa esperienza hai vissuto, scegliendo l’amore e la dolcezza verso la nipote piuttosto che la paura degli attacchi di panico!

    Grazie di averla condivisa con tutti noi!

  62.  
    Michele
    12 ottobre 2009 | 08:36
     

    Gentilissima Dottoressa,
    sono io che devo ringraziarLa immensamente per tutto!

    Ecco qui cosa accadde quella volta: erano le 14:00 circa e avevamo appena finito di pranzare. Quel giorno non ero andato all’asilo, ma non ne ricordo il motivo, forse era una domenica. Presi una caramella alla menta e la misi in bocca perché, all’epoca, ne andavo letteralmente matto. Fatto ciò, con la caramella intera in bocca, mi stesi sul letto e continuai a succhiarla. Se non che, improvvisamente, per un gesto involontario la mia lingua se la lasciò “sfuggire” e la caramella mi andò di traverso, rimanendo bloccata in gola. Ricordo che quella sensazione era orribile: deglutendo la saliva, riuscivo a sentire il blocco causato dalla caramella, però riuscivo a respirare, a parlare…insomma, mi dava fastidio (soprattutto perché era piuttosto grossa), ma non stavo soffocando. Ovviamente i miei genitori mi soccorsero subito, mio padre mi diede qualche colpetto leggero leggero sulla schiena e fu solo dopo circa una mezz’oretta che la caramella venne fuori da sola. Ricordo anche che, nonostante mi lamentassi, non feci alla fine così tante storie, neanche piangevo…Tanto più che, il giorno dopo, raccontai il fatto a tutti, amichetti e maestre all’asilo, quasi fossi stato un eroe miracolosamente scampato a chissà quali pericoli. Nessuno prese la cosa seriamente, e ricordo anche che le maestre, a sentire il mio fatto, si limitarono a commentare che, in ogni caso, la caramella mi si sarebbe sciolta in bocca, anche qualora non fosse stata espulsa automaticamente.

    Invece, riguardo la frase, che mi torna regolarmente in mente ogni qualvolta tocchi cibo, l’unica cosa che può venirmi in mente sul suo significato è che “a tavola si deve cercare di parlare il meno possibile perché, altrimento, il cibo potrebbe andare di traverso e si rischia di morire soffocati”. Così mi viene di interpretarla, sebbene quel signore non ne avesse dato, a suo tempo, una spiegazione esplicita. In questi casi, cerco di reagire facendo il ragionamento inverso: per ipotesi, se è vero questo, è vero anche il contrario: cioè, se mangiando posso rimanere soffocato per via del cibo di traverso, allora anche non mangiando (peggio!) ottengo lo stesso risultato, perché rischio ugualmente di morire, dato che nutrirsi è una necessità! Però, non sempre questa cosa funziona…

    Ah, prima di rispondere all’ultima domanda, vorrei condividere un ultimo episodio che mi è molto rimasto impresso, ma che avevo dimenticato (oltre a questo e agli altri, per fortuna non ve ne sono più che abbiano, diciamo, lasciato il segno): 13 anni, 3^ media, a scuola, lezione di inglese. Ero mooolto raffreddato, avevo appena avuto l’influenza. Improvvisamente, mentre seguivo attentamente la prof, tirai su col naso e un groppo di catarro mi si bloccò dritto dritto in gola impedendomi di respirare. Lì mi spaventai davvero molto, anche perché temevo di fare una figuraccia davanti a tutti e chissà cos’altro, e fu talmente forte lo spavento, che in quegli attimi mi sembrò di svenire, di non sentire più niente, nessun suono, mentre tutto era stava divenendo irreale…sì, praticamente un attacco di panico dovuto all’imminente spavento! A poco a poco tutto tornò alla normalità, però un po’ di paura durante la lezione mi rimase.

    La mia paura più grande, quindi, è quella di perdere il respiro, di sentire il cibo che si blocca e ti fa soffocare!

    La ringrazio ancora tantissimo, Dottoressa Laura Bolzoni Codato, già il rivivere quegli attimi avendo il coraggio di affrontarlo, mi fa star un po’ meglio!
    Un caloroso abbraccio!!!

    PS: carissima Francesca, come avrai letto dai miei ultimi messaggi, sto ancora lottando disperatamente con questo mio incubo, sperando di uscirne definitivamente!
    Com’era bello, una volta, sedersi a tavola e sentire il profumo del cibo, mangiare con gusto…con appetito…

    PPS: carissima chadisja, com’è andata?
    Tutto bene???
    Non sai che enorme piacere mi abbia fatto sentire il tuo racconto, grazie di cuore!
    Non mi arrendo, e so che ce la farò ad uscire da quest’incubo! Anche a me, ultimamente, succede spesso di avere problemi a bere la mia tisana di melissa pomeridiana…ieri ci ho messo un’ora a finirla tutta, pensa un po’!

    Ancora un abbraccio e un sorriso a tutti, carissimi!!!

  63.  
    PAOLA
    12 ottobre 2009 | 10:06
     

    Carissima dottoressa,grazie ancora una volta per i suoi consigli e messaggi d’affetto.
    Mi interessa particolarmente il discorso sulla nascita che sta facendo con la cara Francesca.
    Io penso che i traumi della nascita influenzino tantissimo la nostra vita futura.
    Per esempio io ho il terrore di perdere mia madre e forse proprio ciò che è accaduto alla mia nascita è la radice di tutto.Io sono nata con un parto cesareo di urgenza,era il 1975,e allora il cesareo non era proprio una passeggiata per le donne che invece oggi lo scelgono spesso come alternativa per non soffrire i dolori del parto.
    Appena nata sono stata trasferita all’ospedale pediatrico e tenuta in incubatrice per un mese.
    Mia mamma è rimasta nell’ospedale dove ha partorito,non mi ha neanche vista,perchè stava tanto male,e per un mese veniva solo il mio papà a trovarmi,e poteva vedermi solo attraverso un vetro,e quando finalmente stavamo tutte e due bene la mia mamma è venuta a prendermi e ovviamente non mi ha riconosciuta e stava per prendere in braccio un’altra bimba.
    Quindi il mio parto è stato traumatico,e poi subito la corsa in ambulanza a sirene spiegate verso un altro ospedale…tutta sola,solo con medici ed infermiere…da qui forse la paura di perdere mia madre?

    Il senso di colpa di averla fatta stare tanto male per mettermi al mondo?per donarmi la vita?
    Sono interrogativi interessanti ai quali solo la cara dottoressa può dare una risposta.
    Grazie di tutto ed un abbraccio a tutti i petali.
    PS: bravissima NIC,sei stata più forte della paura!!!!!!!

  64.  
    ALESSANDRA
    12 ottobre 2009 | 11:40
     

    Buongiorno! un caro saluto a tutti gli amici ed alla cara Dottoressa!

    Grazie Daniela proverò a seguire i tuoi consigli ci voglio provare e co vorrei riuscire anche se non è semplice quando viene l’attacco mi sembra d’impazzire e devo scappare dalle situazioni. Volevo porre alla cara e disponibilissima Dottoressa un domanda, io sono gemella ma la mia sorellina è morta dopo qualche giorno dalla nascita, ci potrebbe essere un collegamento con tutti i miei problemi legati all’ansia, al panico ecc.?
    La ringrazio in anticipo un abbraccio forte

    Un caro saluto a tutti proprio tutti

  65.  
    nicola
    12 ottobre 2009 | 11:50
     

    Grazie dottoressa per avermi risposto e per mostrare interesse anche per me.

    Non è semplice rispondere alla sua domanda perchè è una cosa che mi addolora ma questo è un posto in cui regna la verità e bisogna affrontarla e condividerla anche quando ci fa soffrire.

    Ero iscritto all’università e superavo gli esami in maniera brillante, ad un certo punto ho sentito venire meno tutti gli stimoli e invece di chiedere aiuto o riflettere su cosa realmente mi stesse accadendo mi sono lasciato andare, non studiavo più, trascorrevo le mie giornate a letto, a non fare niente, tante volte i miei genitori mi dicevano che così non potevo andare avanti ma forse perchè impreparati non hanno mai pensato che dietro la mia svogliatezza ci fosse un disagio più grande.

    Negavo tutto questo alla persona che amavo, quando arrivava la sera mi mettevo la maschera e recitavo la parte della persona felice e soddisfatta, raccontavo di aver trascorso la giornata a studiare, mi inventavo di aver dato esami che non ho mai dato e bugia dopo bugia la frustrazione e l’ansia aumentavano.

    La conseguenza era che per sopportare e soffocare questo malessere che fingere mi provocava bevevo birra in maniera sconsiderata, la mia ragazza non capiva e mi chiedeva di ridurre l’alcool.

    Era come se bevendo non pensassi a tutte quelle bugie, al fatto che stavo prendendo in giro me stesso e le persone che amavo, l’alcool produceva un’allegria artificiale mentre aumentava il mio malessere, non mi faceva pensare.

    Ero deluso ed amareggiato dal non fare qualcosa che avrebbe reso tutti fieri di me e continuavo a mentire per non affrontare il problema.

    Ma non si può vivere nella menzogna, dopo infatti ho dovuto pagarne il fio, i nodi vengono al pettine ed io mi sono sentito un essere spregevole.

    So che mia moglie mi ama ma questa cosa l’ha fatta molto soffrire, sia perchè si aspettava grandi cose da me e sia perchè lei ha sempre creduti in me e nelle mie potenzialità.

    Non ho mai raccontato questa cose a nessuno.

    Tutt’ora mia moglie sa che non mi sono laureato ma non sa che le ho mentito sul numero degli esemi che ho sostenuto.

    Mi vergogno a parlare di queste cose perchè danno un immagine molto negativa di me ma la libertà e la vittoria sul nemico passano attraverso l’affrontare anche le parti di me che più mi fanno soffrire e per le quali mi vergogno.

    Grazie dottoressa per il suo interessamento e se anche per lei queste sono cose spregevoli non le porterò rancore se non vorrà rispondermi.

    La cosa che mi addolora è pensare che lei e i miei cari amici-fiori possiate cambiare opinione su di me e rendervi conto che non sono degno di esservi amico.

    Comunque vada vi abbraccio tutti, ora che ho preso coscienza dei miei errori, ora che lavoro e mi impegno tutti i giorni per migliorare la mia situazione lavorativa ed economica, ora che finalmente posso essere me stesso e dire tutta la verità.

    Non siate troppo severi con me.

  66.  
    Daniela
    12 ottobre 2009 | 12:37
     

    Gentile Dottoressa,
    quando leggo le e.mail di Michele relative ai problemi di deglutizione vado in crisi.
    A volte salto di leggerne le descrizioni perchè mi immedesimo troppo.
    Ai tempi in cui vivevo con il panico, avevo problemi analoghi, per fortuna solo quando mi trovavo in viaggio in macchina o lontano dalla mia città.

    Può essere collegato ad un intervento chirurgico a vivo che ho subuto all’età di tre anni alle adenoidi?

    In quegli anni si usava infilare in bocca un aggeggio con delle manovelle laterali che una volta fatte girare, a mano, praticamente trituravano la parte incriminata.

    E’ meglio che mi fermi qui.
    Un caro abbraccio.

  67.  
    Daniela
    12 ottobre 2009 | 13:05
     

    P.S.
    Ho volutamente usato il verbo triturare, perchè è solo la mia parte adulta che sa che le adenoidi le sono state strappate, per quella bambina sono state triturate in quanto è quella la sensazione avuta.

  68.  
    12 ottobre 2009 | 15:57
     

    RISPONDO A NICOLA

    Complimenti per la tua onestà e per la fiducia verso di noi che ti ha permeso di buttar fuori un “rospone” di questo peso!

    Dopo questa “confessione” sincera” le “quotazioni di borsa della stima” che ripongo in te sono salite ancora di moltissimi punti!

    Sei un amico vero!

    Naturalmente mi dispiace per come hai interrotto la fase degli studi, per la fatica e lo stress interiore con cui hai dovuto copire la verità alle perone a te più care e più vicine.

    La comunicazione della verità delle cose così come sono è sempre liberatoria, è sempre dalla tua parte.

    Adesso tutta quell’energia, impegnata a tenere coperta con la bugia la semplice incompletezza nel tuo ciclo studentesco, la potrai mettere nei tuoi progetti creativi che appartengono alla fase successiva: quella della coppia, della famiglia

    Se ti crea imbarazzo dire che non sei avvocato non è mentire non dirlo.

    Non è necessario che tutti lo sappiano.

    Puoi continuare a dire con fierezza che lavori in uno studio famoso con avvocati di grido e professionisti in gamba, con cui collabori molto bene!

    Questo è vero!

    Dire che hai tre lauree quando non è così è mentire.

    Le persone che ti incontrano e i tuoi clienti dello studio apprezzeranno sicuramente la tua onestà che è una qualità nobile e che trascende i titoli accademici.

  69.  
    PAOLA
    12 ottobre 2009 | 16:11
     

    Carissimo Nicola, come si dice “chi non ha peccato scagli la prima pietra”,non possiamo certo mal giudicarti per ciò che hai fatto,tutti sbagliano nella vita,tutti abbiamo fatto errori più o meno grandi di cui forse non andiamo fieri,ma a nessuno spetta giudicarci o metterci in un angolo,ognuno ha i suoi scheletri nell’armadio.

    E poi su questo blog ci mettiamo a nudo per aiutarci gli uni con gli altri e perchè la cara dottoressa possa darci dei consigli.

    Un caro abbraccio Nicola!!!

  70.  
    NIC
    12 ottobre 2009 | 18:50
     

    Caro Nicola, mannaggia agli altri che si aspettano sempre qualcosa da noi: ma sicuro che è così?

    Più che altro noi , delicati fiori, orientamo verso gli altri, parlo anche per me..!

    Tu sei come sei, così dolce e disarmante, non è importante che tu non abbia dato tutti gli esami che dovevi dare, hai un lavoro che ti soddisfa ed è già tanto.

    Un abbraccio

    Nic

  71.  
    francesca
    12 ottobre 2009 | 21:25
     

    caro Nicola, personalmente nessuna delusione da parte mia, e penso nessuna da parte degli altri Fiori di questo Giardino; tanto ti stimavo prima, quanto continuo a stimarti ora….

    Hai colpito la mia curiosità, hai solleticato la mia anima, presentandoti con quel
    ” quid ” tutto particolare , e nello stesso modo , con molta signorilità,
    hai ammesso una manchevolezza che ti pesava tanto , con molta umiltà e onestà…..

    Questo ti fa molto onore, e noi, io, sono comunque onorata di averti conosciuto , la mia stima è, rimane intatta ; il fatto di dispiacertene tanto, conferma il tuo animo nobile;
    la fiducia, l’ affetto che hai dimostato da subito nei nostri confronti ,
    rafforza ancora di più la stima reciproca ( non scordo che hai avuto parole stupende nei miei confronti , chissà se davvero le merito , ma, sai Nicola , che hanno più valore per chi scrive, o ci prova ,
    la considerazione estemporanea di non addetti ai lavori, quanto e piuttosto di chi è nel settore… ) ; per me rimani e sei il simpatico
    ” cicerone ” dalla facile eloquenza , l’ amico che dà stimoli
    intellettuali, e non solo, come lo sono tutti i Fiori di questo Giardino, ciascuno con la propria particolarità ….

    Chissà, magari non è detto, in un futuro prosssimo , tra un impegno lavorativo e uno familiare, perchè no, riuscire a riprendere
    gli studi da dove li hai interrotti… questo il mio caro augurio, insieme a tutto il ” resto ” !!!

    Nicola, spero ci vorrai deliziare ancora , qualche volta , se vorrai,
    con una simpatica ” arringa ” su qualsivoglia argomento….
    accorda la tua cetra, e continua a decantare l’ onestà, la giustizia,
    la bellezza d’ animo, la purezza dell’ amore, che in te sono presenti!

    Con affetto e stima – un abbraccio Francesca

  72.  
    Michele
    13 ottobre 2009 | 08:32
     

    Caro Nicola,
    perché mai pensi che magari, leggendo quanto hai scritto, potremmo cambiar opinione su di te?

    Purtroppo hai attraversato un momento difficile, che ti ha precluso la via per raggiungere determinati obiettivi, ma ciò non è assolutamente detto sia definitivo!

    Certo, forse hai sbagliato a mentire, così come ricercare nell’alcol una valvola di sfogo per i tuoi problemi, però si tratta di momenti di debolezza che possono capitare a chiunque e che, pertanto, non possono essere giudicati fintanto che qualcuno non li prova sulla propria pelle (ad esempio, se andassi a raccontare in giro ai miei amici la storia sulla mia paura di deglutire, quelli, probabilmente, mi prenderebbero per matto…ma non per cattiveria, bensì perché talvolta risulta difficile poter comprendere appieno alcuni problemi, nonostante possano essi sembrare ridicoli o banali).

    Quindi non giudicarti tu stesso severamente, non sentirti una persona inutile, non lo sei affatto!

    Forza, Nicola, ti siamo tutti vicini!
    Un abbraccio!

    PS: cara Daniela, mi spiace che le mie descrizioni a proposito della mia paura di deglutire ti facciano entrare in crisi…però voglio anche dirti che la mia è (per fortuna) tutta una questione a livello psicologico, un vero e proprio “blocco” che mi risulta difficile da superare…e più mi concentro su questa cosa, rivolgo ad essa tutta la mia attenzione, più davvero va a finire che il cibo mi va di traverso e più, quindi, mi spavento e mi demoralizzo.
    E’ tutto collegato…

  73.  
    francesca
    13 ottobre 2009 | 11:46
     

    Gentilissima e cara Dottoressa, provo a rispondere alle domande che mi ha posto, non nascondendo che …. sono molto emozionata ,
    sia perchè se, da una parte , essere ascoltati fà sempre piacere e
    forse bene, ( vorremmo essere stati ascoltati quando eravamo veramente piccoli in età , ma, ormai ciò che è stato, è stato e occorre farsene una ” ragione “), sia perchè ho un grande pudore a parlare di me , e , in questo caso , non vorrei
    ” gettare fango e terra ” sui Petali degli altri Fiori ; ne ho grande ….rispetto e considerazione ; tutti i Fiori di questo Giardino – Blog hanno sofferto, per un motivo o per un altro e meritano il meglio,
    ma, se ripercorrere un po’ momenti della mia nascita, e capire da dove è ” nata ” anche l’ agorafobia , che si è credo presentata prima del Pan, e ora a questo si associa, anche se quest’ ultimo effettivamente bene ho capito e sto imparando a gestirlo , – se raccontare può servire un po’ a me, e ad altri, ripeto, ben venga….
    Bando alle etichette e agli indugi ….

    1) Mia madre ha avuto una buona gravidanza , come salute fisica,
    pur lavorando molto con lavori pesanti ;

    2) sì, le preoccupazioni economiche c’erano , di sicuro non navigavano certo nell’ oro , e so che , con mio padre, ha abitato , fino al sesto mese di gravidanza, coi nonni paterni ( quindi problemi
    e tensioni con la suocera , come sempre capita in questi casi , di conseguenza, pur essendoci , fra loro , affetto , qualche ” incertezza ”
    nella sua relazione di coppia, c’è stata, essendo il babbo ” diviso ”
    tra l’amore per mia madre e sua madre . So che , in previsione della mia nascita , al sesto mese, i nonni hanno detto che avrebbero dovuto cercare un’ altra sistemazione, perchè il poco
    spazio e il mio arrivo, avrebbe uleriormente ” pesato “, e non avendo altro posto dove andare, si sono trasferiti …. a casa dei nonni materni, dove sono nata , anche lì qualche difficoltà ovvia , per mancanza di spazio, coabitazione coatta con altri fratelli…
    La nascita è avvenuta dopo circa 8 ore dalla perdita del liquido amniotico , dalla cosiddetta ” rottura delle acque ” ( Finalmente ,
    allelluia , pare la storia di Giuseppe e Maria…. ecco la mia
    ” piccola ” che sente il bisogno di sdrammatizzare , meno male,
    anche se prima, di fronte a tutti questi ” rifiuti ” , m’ è scappata qualche lacrima…., speriamo poi non ci sia stato anche ” Erode “, ma in senso metaforico, forse per certi versi, ” qualcosa ” di simile,
    ho avvertito , ora a pensarci, nella m. infanzia…. stò forse
    ” giudicando “, non vorrei …

    3)No, credo non si sia mai vergognata di essere incinta di me, ma
    ricordo un episodio da lei riferito tuttora, di cui credo si sia
    ” risentita ” molto e l’abbia ” ferita ” : per comodità, lavorando, aveva indossato pantaloni, sicchè la pancia era ancora più in evidenza…
    a quel tempo, quando sono nata io, , più o meno all’ età delle
    guerre puniche, tutto era tabù, ” peccato ” , e un prete la apostrofò,
    dicendole; vergognosa !!!!

    4) beh, ho già risposto, anticipando con la 3 (treeeee, come direbbe il povero Maik Bongiorno ), scusi Dott.ssa, l’ho già detto, qui si piange e si è pianto anche troppo, vogliamo sdrammatizzare, ogni tanto ? – ma, ” povera ” mamma , per come l’ ha presa ,
    e ” povera ” io , se è vero che i Bimbi ” sentono ” anche nella
    vita intrauterina …. mi sbaglio ? !? Sto rielaborando ?

    5)anche a questo ho in parte risposto, sono NATA a casa dei nonni materni …..

    Com’ è lunga stà nascita ( o ” rinascita “, magari lo fosse ), speriamo sia bella alla fine, : ” mi sento soffocare “, uff, fatemi uscire, non ne posso di stare qui al buio , da sola, c’ è freddo, e … HO PAURA DI NON FARCELA, DI MORIRE ….!!!!

    A più tardi……..

  74.  
    nicola
    13 ottobre 2009 | 11:51
     

    Cara dottoressa Laura Bolzoni Codato, come si fa ad esprimere a parole questo profondo senso di gratitudine che provo nei suoi confronti?

    Come si può rendere in concetti chiari e semplici i pensieri di stima e riconoscenza che si accavallano nella mia mente tanto da risultare quasi confusi, affastellati?

    Se siamo fiori di questo giardino lei ne è la terra che ci da nutrimento, è il sole che ci riscalda, “deus ex machina” del processo di fotosintesi che ci tiene in vita.

    Il suo Amore, la sua comprensione, la sua tenera e dolce simpatia ( nel senso etimologico del termine), unite ad una grande professionalità, sono i nostri diserbanti.

    E come fa un fiore ad esprimere la sua riconoscenza alla Madre Terra?

    Non esistono parole sufficienti ad esprimere la tempesta di emozioni che lei evoca.

    Vorrei superare ogni poeta per descrivere in modo aulico e solenne i miei ringraziamenti, ma forse un sentimento quando è vero, così tanto sentito, a volte, non ha bisogno di tanti orpelli, forse la metrica perfetta non si confà alla grandiosità di una emozione straordinariamente pura e semplice.

    In questa impossibilità mi sento piccolo piccolo e non riesco ad esprimere la Poesia che grazie a lei stò Vivendo.

    L’affetto, la comprensione e la lealtà che aleggiano su questo giardino mi spingono ad essere me stesso, a scavare a fondo, a fare pulizia e chiarezza nelle mie emozioni liberandomi dei pesanti fardelli che per troppo tempo mi hanno tarpato le ali.

    Lei è la persona che mi ha preso per mano mentre cercavo e cerco di farlo.

    Ogni giorno scopro, con grande gioia, quanto la fiducia che nutro nei confronti suoi e di tutti gli amici-fiori sia ben riposta e assoluta.

    Siete entrati nel mio cuore ed anche se le mie parole sembrano enfatizzare i concetti in realtà esprimono sensazioni reali, sono parole sincere, vengono dal cuore e mi lasciano sempre l’amarezza di non essere riuscito ad essere esaustivo.
    Alla vostra sensibilità mi sento assurgere.
    Grazie di esistere.

    Mi state indicando non solo il modo corretto di reagire al mio problema ma mi fornite la giusta comprensione e gli stimoli per incanalare le mie energie nella riscoperta di me stesso, nella voglia di sentirmi appagato dal vivere una vita vera e onesta.

    Per me buttar fuori quel “rospone” non è stato semplice, tant’è che mentre lo facevo avevo la tentazione di nascondermi, come scagliare una pietra e nascondere la mano.

    L’onestà però non è un concetto astratto e non si concretizza solo nel pagare le tasse e non rubare.

    L’onestà è qualcosa di molto più profondo, è qualcosa che nasce dentro di noi, è uno stile di vita, è un dono che si fa a se stessi.

    L’onestà ci fa stare bene perchè ci fa sentire integri, uomini veri, rispecchia l’immagine che abbiamo di noi stessi e la riverbera nel mondo esterno.

    L’onestà è come uno specchio che riflette la nostra integrità, la nostra rettitudine, la nostra “spina dorsale”, il nostro essere rispettosi delle regole e quindi del prossimo.

    E le regole sono quelle dettate dalla civile convivenza, dal rispetto e dall’indulgenza.

    L’onestà nasce dalla forza morale, è etica che gratifica.

    E questa gratificazione è la sensazione che provo dopo aver confessato i miei errori.

    Camminare a testa alta in pace con se stessi, senza aver nulla da nascondere e di cui vergognarsi è una sensazione impagabile.

    Ma come è difficile quando, per essere onesti, bisogna aprire gli armadi e mostrare i propri scheletri, affrontarli, confessarli, palesarli per potergli dare una degna sepoltura.

    Lei, cara dottoressa Laura Bolzoni Codato, mi sta vicina mentre effettuo questa operazione e questo è meraviglioso, mi stà deframmentando l’anima.

    Lei mi fa riflettere sull’importanza del mio ruolo e questo mi fa sentire importante, da un senso al mio impegno quotidiano.

    Si, è vero, non sono Avvocato, però se tra migliaia di fascicoli se ne smarrisce uno si perde la causa, se il fascicolo che si produce in Tribunale non contiene i documenti giusti si perde la causa, se non viene aggiornata in modo corretto l’agenda delle udienze è una catastrofe.

    Di queste e di tantissime altre cose io mi occupo e mi stò guadagnando giorno per giorno il rispetto, la stime e la considerazione di tutti.

    Lo stò facendo lavorando in maniera indefessa, senza guardare l’orologio e cercando sempre di migliorare.

    E questo è vero!
    E’ meravigliosamente, semplicemente vero!

    Cara PAOLA, ti ringrazio per la comprensione, per essere scevra da giudizi e pregiudizi.

    E’ bellissimo questo spirito di “collaborazione”, l’aiuto reciproco e la solidarietà. Ti abbraccio forte.

    Cara NIK, mi piacerebbe sapere cos’altro abbiamo in comune, forse farebbe bene anche a te parlarne, potremmo condividere le nostre esperienze, i nostri pensieri e i nostri propositi.

    Com’è stato bello leggere dei tuoi successi, del tuo tragitto in auto, mi sono emozionato e mentre leggevo partecipavo la tua gioia.

    Che tenerezza il particolare del cappellino di lana per sembrare un uomo mentre cantavi a squarciagola, pensa che mentre leggevo per un istante, cosa assurda, ho pensato “ma perchè non mi ha chiamato? L’avrei accompagnata io!”

    Assurdo per ovvi motivi e poi è giusto che tu abbia vinto da sola questa battaglia.
    Sono veramente orgoglioso di te e ti sono vicino più di quanto tu possa ritenere possibile.
    Ti abbraccio forte.

    Caro Michele non mollare, prendi spunto dai piccoli e grandi successi che si comdividono in questo blog per diventare consapevole che si può vincere.

    Purtroppo non ho gli strumenti per poterti aiutare, per questo c’è la dottoressa, posso solo dirti che le vittorie più sofferte sono anche le più grandi.

    Sono sicuro che prima o poi supererai questo problema, ti lascerai alle spalle il pensiero stesso di poter soffocare, così come già ti accade di mattina.

    Metticela tutta Michele, fallo anche per tutti noi.

    Cara VALENTINA INN, tu “non sei degna?”, guarda forse non ti sei accorta di essere una persona meravigliosa.
    Forse però così bisognosa d’amore, di attenzioni da barcollare e rischiare di affondare anche a causa di un onda di modeste proporzioni.
    E’ lui che ti stà dando per scontata o sei tu troppo sensibile?
    Troppo attenta ad ogni particolare, ad ogni piccola fase di assestamento all’interno del rapporto?
    Troppo timorosa di perdere la persona che ti piace?
    Vivila più serenamente, sii presente, riempilo pure di attenzioni ma cerca di non recriminarle e se per un attimo hai l’impressione che si sia allontanato rimeni consapevole della bella persona che sei e canta come LIgabue “gira, gira, gira tanto torni quà!” e stai pur certa che quel “quà” sei tu e le tue esigenze.
    Facci sapere.
    Un bacio.

    Cara Francesca, mi sono divertito tanto a leggere le tue induzioni-deduzioni autoconfutanti, mi ha ricordato una frase che ripetevo da bambino “più conosci più sai, più sai più dimentichi, più dimentichi meno sai”.

    Grazie per il tua appoggio, le tue parole sembrano scivolare sulla mia anima provocando un immediato sollievo là dove non è semplice arrivare,

    I tuoi complimenti mi riempiono il cuore di gioia e questa è la riprova, se mai ce ne fosse bisogno che sei un essere speciale e se i miei attestati di stima hanno contribuito anche solo un pochino ad aumentare la tua autostima ne sarei felicissimo perchè te lo meriti.

    Ed è strano che tu non percepisca la tua grandezza, l’inutilità di tutto ciò che è transeunte quando, scrivendo, immortali uno stato d’animo.

    Anche a me capita di rileggere i tuoi commenti ed ogni volta c’è un particolare che apre nuovi orizzonti, nuove riflessioni e nuove piacevolissime sensazioni.

    La camomilla mi rilassa sicuramente, ma la sera sostituirla all’ansiolitico è dura, continuo ad avere difficoltà ma forse mi addormento un pò prima.
    Ti voglio bene.

    Questo weekend è stato strepitoso.
    Domenica sera abbiamo festeggiato il compleanno di mia moglie, abbiamo invitato a casa gli amici più cari ed è stato molto bello.

    Ma la vittoria più grande l’ho ottenuta sabato sera; ero un fiume in piena.

    Quando abbiamo raggiunto i nostri amici per una ventina di minuti ho dovuto sforzarmi per ignorare i sintomi, ero teso e ansioso, però continuavo a scherzare,a ridere, li ho ignorati totalmente, li ho proprio snobbati.

    Il risultato?

    Una delle serate più belle degli ultimi due anni.

    Ero sereno, pieno di iniziative, battute, ho scherzato con tutti, ho regalato affetto e riuscivo ad avere momenti di empatia con tutti ed a farli sorridere come è nella mia indole.

    Non volevo più tornare a casa, abbiamo fatto tardissimo e mi sono divertito un mondo.
    Bellissimo!

    Magari fosse sempre così; però se è successo sabato significa che può succedere ancora, penso e spero di essere sulla strada giusta.

    ERIKA come stai?

    Grazie Dottoressa, grazie di cuore

    In ultimo voglio dirle che pur essendo cresciuto in una famiglia di credenti io mi definisco agnostico, mi piace molto una frase che una volta ho letto ” non tutti sono in grado di arrivare alla fede ma nessuno è mai riuscito ad andare oltre”.

    Mi definisco agnostico e non ateo perchè anche io credo che esista qualcosa di superiore, ma penso anche che per noi esseri umani sia impossibile capirlo, penso che sia stato l’uomo a creare Dio a sua immagine e somiglianza perchè tutto ciò che percepiamo lo facciamo attraverso i nostri sensi che sono troppo limitati per comprendere il concetto di infinito, di eterno, di Dio.

    Ma se quel Dio esiste, ed io me lo auguro di cuore, un giorno molto lontano le renderà merito di tutti i suoi sforzi, della sua costante presenza al nostro fianco e delle sue amorevoli attenzioni; lo farà mostrandole i sentimenti che proviamo nei suoi confronti in modo chiaro e perfetto come a noi non è possibile rendere ed anche lei forse per la prima volta si renderà davvero conto del bene che stà facendo.

    E nello scusarmi per essermi dilungato troppo, ma non riesco mai a lasciarvi e poi gli ultimi eventi sono stati particolarmente importanti per me, l’abbraccio e abbraccio tutti i carissimi amici.

    Adesso spengo il computer, devo andare.

    Voi preparatevi a trasferirvi.

    Dove?

    Dai che lo sapete, ma si che lo sapete, lo avete fatto tante altre volte.

    Sù sù tutti nel mio cuore. SMACK!!!!!!!

  75.  
    francesca
    13 ottobre 2009 | 18:43
     

    ……..Cara Egregia Dottoressa, Salve; riprendo , vediamo cosa esce fuori….

    Magari IO (?!) Beh, ora ho un altro spirito ; Qui c’è un gran silenzio, una grande solitudine , sempre il medesimo freddo ,
    ma provo a continuare in ogni caso , magari, quando meno me lo
    aspetto, la mia ” piccola ” mi viene in aiuto, si fa viva e riprende
    a ” giocare ” ….. mi spiace, che sto occupando tanto spazio e
    tempo, a Voi , ma appena finito , voglio sentire la bella storia
    di Daniela, per es. e delle sue ” adenoidi triturate ” ( Daniela, ti senti meglio ora che ci hai fatto partecipi ?

    ti abbiamo letto, sai ,
    con molto interesse, così per Paola, e …. )

    6)Non so se mia madre temesse che succedesse qualcosa di
    pericolosamente brutto, io, sì , ma forse anche lei, visto la sua reticenza nel raccontare , un po’ per il discorso di prima ; tutto era
    e tale è rimasto, peccaminoso, ” vergognoso ” ; a quel tempo come
    ora ; quando parla del sesso , di queste ” cose ” , le chiama
    ” natura ” ( ? ), è parca di particolari, ” omertosa “, non ricorda volentieri, non racconta volentieri di questo ,un po’ perchè anche si
    è sempre spazientita facilmente, e , sì , probabilmente non dev’essere stato un bel ” viaggio ” neanche per lei , ansiosa e
    “ansiogena ” com’ era e com’è – se appoggiavo un bicchiere
    d’ acqua sulla punta della tavola , mi diceva: guarda che cade ….
    per quale legge di gravità ?? se dondolavo sulla sedia : guarda che cadi… ” povera ” , cara mamma , se fosse qui, ora, la abbraccerei
    io, ma , forse, come allora, non vorrebbe ; mi negava gli ABBRACCI,
    l’affettività…… beh, lo ne dò tanti anche per lei , e … ne dò tanti
    alla mia ” piccola “, anche in questo momento….!!

    7) medico ? non c’era, magari sia lei, che io , ci sentivamo più
    sicure (!!! ). Non so come mi ha accolta la ” levatrice “, non so neanche se era ostetrica ,ed era pure ” ceccata “, visto che mi ha scambiato per qualche secondo per un ……. maschietto , illudendo per un po’ mia madre, che in effetti, preferiva , desiderava un maschio ( !!! ) mI DISPIACE, ma sono arrivata io !!!!

    8) nessuna luce al neon, lampada a petrolio, candela, visto il periodo , 18OO , o giù di lì, e visto che non si navigava nell’ oro, ma manco nel liquido amniotico, ruscello prosciugato ….

    9) Sì, sono stata allattata per qualche mese, a questo punto , immagino come…. per grazia ricevuta , ma mi piace pensare con tanto amore, e calore …..

    1O)nessun tragitto, presumo , è già tanto essere riusciti a venire a questo Mondo , e non essere stati gettati nel…. bidone , ovviamente sherzo, tanto per sdrammatizzare, un po’ , ma neanche poi tanto …. mi sono un attimo arrabbiata ….

    11) non ricordo esattamente qual è stata la prima volta, in cui ho provato disagio nel rimanere da sola in un posto nuovo e sconosciuto- mi è stato riferito che sono stata alla scuola materna, ma non ne ho assolutamente memoria , all’età di due anni ho
    avuto problemi all’ intestino, ma …non ho memoria ( ce l’ ho ora il ” disagio ” ), primo giorno di scuola ? ricordo vago, anzi , buio,
    pesto, nero, come la pece , obliterato…. so che già a sei, sette anni,
    mi ” spedivano ” in colonia montana, bisognava prendere delle
    medicine per la preparazione, le ho buttate perchè volevo ammalarmi
    pur di non andare , ma ci sono andata ugualmente ( forse lì ‘ ? nel
    cortilone immenso della colonia, con tanti bambini sconosciuti…),
    il babbo mi aveva ” promesso ” che mi sartebbe venuto a trovare;
    chi l’ha visto ? promesse di marinaio …… che rabbia, delusione, paura, abbandono….( quando mi sono trasferita in questa nuova casa, mio marito gli riferì che facevo fatica ad accettare, e lui, come sempre, come allora: faccia i suoi passi, vedrà che poi la segue…. ) come sempre…. bugie, inganni …. meno male che ora sono ADULTA, e capisco…

    12)Non sono in grado di rispondere, per i motivi suddetti ( ah, dicevo, a due anni, ” allontanata ” da casa, all’ ospedale, per via dell’intestino )… ma ovviamente , non ricordo…. ( dò un’altra abbracciona alla mia ” piccola “)

    13) Numero fortunato, ma…..non so

    14) difficoltà a guardare negli occhi una persona importante ? Sì,
    mio padre ; era iperprotettivo, in certe situazioni, e poi ” umorale “,
    di una severità estrema ; con un’ occhiata, mi ” fulminava “….
    ricordo che, adolescente, d’estate, mi ero allontanata di 300 mt, con delle amiche e un unico maschio, della compagnia, era sera, finita la scuola, mi venne a cercare, in bici… col gesto della mano, con
    gli occhi: l’ unica parola che conoscevo bene : RAUSH ( tedesco? ),
    tornai a casa , con la coda tra le gambe, come un cagnolino bastonato … e purtroppo, tanto per ” infierire “, mi salì volutamente
    ( perchè ? ) con la ruota della bici sul calcagno …. che terrore,
    e chi lo guardava allora negli occhi ? poi, a scuola, coi ” superiori ”
    mi capitò ….. ORA non succederebbe più ( ma io, all’epoca, zitta, ora , da adulta, capisco…. )

    Spero di non aver ” impolverato ” troppo i Petali di nessun Fiore,
    l’ho detto che non amo raccontare le cose ” negative “, ma amo
    guardare al BELLO, alla LUCE, e voglio continuare ad allenarmi a farlo !!!

    Dottoressa cara, c’è ancora ? o intanto s’è fatta un ” pisolino “, ha continuato a raccogliere noci e castagne….? Io la ” carne al fuoco “,
    l’ho messa, anche troppa, ora il braciere lo usiamo per scaldarci le
    mani?, qui s’è fatto un freddino…..

    Ma a domande ho risposto , anche con dovizia di particolari; ci
    sono 1OO motivi, per cui sia nata l’agora’
    ( trallalero, trallalà – è
    sempre la mia ” piccola ” che aveva bisogno di ” giocare ” un po’ ),
    e…valla a ” pescà ” ( il motivo , dico ) ….
    uno, nessuno e centomila!

    Mo’, che faccio ? Domani o prossimamente svolgo il 15° punto,
    o….. ne abbiammo avuto abbastanza ( io ho una gran ” bisogno ”
    anche di sviluppare quello, ma faro’ del mio meglio, per fare veloce)…. mo’ che faccio?
    vi saluto caramente, con un SORRISO,
    e un ABBRACCIO….

    Capperi sotto sale; ho scritto un capitolo !!!!

    Che fatica andare alla ricerca delle proprie radici ( che siano rimaste al lago- bonsai ,
    e si siano intrecciate con quelle di un grosso albero? )

  76.  
    francesca
    14 ottobre 2009 | 11:49
     

    Ftt, fft, fff…..

    ciao cari Fiori, pregiatissima Corolla Dottoressa, salve!

    Sono io che sto soffiando eventuale polvere che si è posata sopra i Petali , per ciò che la mia ” rana ” ha mosso saltellando nella ” palude ” prosciugata , parlando della m.nascita
    (se per Nicoia, era ” rospone “, per me quantomeno è ……rana )

    Caro Nicola, meno male che hai frammentato il mio racconto
    col suono soave del soffio del tuo oboe dorato…..

    Ma dove eri, dove sei stato finora ?

    Che piacere averti conosciuto , è da un
    po’ che vado dicendo ciò che con altrettanta, anzi maggiore Poesia, stai dicendo tu, che sto palesando i sentimenti di Affetto, Stima,
    Riconoscenza, nei confronti della cara Dott.ssa Laura Bolzoni Codato, l’ affetto , il rispetto e quant’altro per i cari Fiori di
    questo Giardino….. io non uso la metrica, ma il verso libero ,
    libero come mi ritengo io , come siamo TUTTI noi , di esprimerci , finalmente esprimerci , senza limitare la libertà altrui,
    perchè dove comincia la nostra, lì termina quella degli altri , e viceversa…..

    Beh, lo sai che non sono molto brava a infilarmi in
    discorsi di tipo induttivo, deduttivo, etc, e finisco inevitabilmente
    a volte con l’ autoconfutarmi , ma nella mia ” confusione “, di
    solito, mi ritrovo , perchè è pur vero che dalla confusione nasce
    l’ ordine !!!

    Così tu hai buttato a soqquadro ogni reticenza, sei stato il ” primo ” a lasciarti andare, fidandoti di noi , ( io fatico ancora un po’, per i motivi che credo si siano intuiti , dagli ultimi
    soprattutto, commenti , ma sempre per induzione(? ), se io , qualsiasi Persona, non è stata , amata, è vero che posso
    Amare , e se la fiducia è stata calpestata, magari un giorno, potrò ….. fidarmi di me stessa – e si ritona al discorso : autostima e fiducia in se stessi !

    Tutto torna , come
    in matematica, che non è mai stato il mio forte, ma le regole basilari le conosco….

    Nicola, io ci sono stata per un po’ sul tuo cuore , ho seguito il tuo invito , e …. ci sono stata bene; ogni tanto si ballava un
    po’ di samba, per ovvii motivi, ma si stava bene, come quando batte il sole e riscalda anima e corpo…. sensi , emozioni
    e
    sentimenti ….non sai di quanto ce n’è bisogno , soprattutto di questi tempi di ” magra “….

    Grazie per il ” passaggio “, ora scendo con un salto rocambolesco, con piroetta doppia, e …..
    continuo con ” piroette ” di altro tipo , il percorso della Vita….

    Grazie, è stato bello per un po’ riposare sotto la tua fresca
    ombra, di giovane pianta, con ritrovato entusiasmo , capita a tutti sai di perdere forza, stimoli , di avvertire meno presenti
    motivazioni, ma le emozioni , i sentimenti sono ciò che danno una sferzata alla Vita; quando ne avverto la carenza , quasi….
    mi spavento , più che di regole e discipline , di postille, su cui
    poggia il sistema , che rispetto in quanto cittadina , amo
    i sentimenti , che in apparenza rappresentano l’ astratto , ma
    in realtà è ciò su cui si costruiscono gli uomini, i futuri cittadini,
    e non c’è l’ uno senza l’altro, non ci sono gli uni senza gli altri….

    Terrò presente i ” motti ” che dispensi con generosità , sagacia, estrosità ; in particolare l’ ultimo : il più conosci, più sai; più sai, più dimentichi, più dimentichi, meno sai ….( forse mi servirà…)
    Un abbaraccio

    Dott.ssa carissima, prima o poi , svilupperò il 15 quesito , sempre che sia della stessa idea ; credo fra i 1OO motivi della nascita ( beh, del Pan. lasciamo perdere, ma ripeto, credo di aver imparato a gestirlo bene, credo, eh, -sono scaramantica , già riferito)
    _ mi accorgo di aver fatto forse un ” lapsus freudiano “, ma questa è materia Sua, io scrivo, e spero di riprendere presto a scrivere,
    favolette per gli amtissimi Bimbi (!)il mio fine più entusiasmante,
    dicevo lapsus, in quanto ho detto ” 1OO motivi d. nascita “, volendo
    dire ” agorà ” e il 15 quesito, mi fa pensare che l ‘ inghippo ,
    stia LI’… magari poter fare qualcosa , per me e per ALTRi,
    riguardo a questo ” problema “, intanto quando esco, più che indossare il guscio di una chiocciolina, giro con uno scudo, un
    parafulmini , un basco ….e penso, che….sono sempre IO ….

    Un ABRACCIO

  77.  
    francesca
    15 ottobre 2009 | 11:42
     

    Buongiorno cara Dottoressa, ciao cari Fiori, siete sempre lì ?

    Sicuri che volete ascoltare lo sviluppo del 15° quesito ?
    Non sono abituata ad essere ” ascoltata “, e la sensazione è quella di sentirmi un po’ ” nuda “ ( mai, anche con altro carattere, completamente libera dal ” nemico “, parteciperei ad alcune trasmissioni televisive, una a caso, che fra poco inizierà , dove ci sarà una grande casa, con , mi pare, 4O concorrenti, senza con questo voler giudicare chi vi partecipa….), c’ è in me un gra pudore a raccontarmi, e mi riesce solo ” coperta “, dietro a questo
    Blog _ beh, se penso che è un Giardino , dove aleggia e vige l’ affetto, la lealtà, la comprensione, la condivione, e altri nobili sentimenti , dove si sta imparando , ci si impegna , ad estirpare eventuali ” zizzanie ” , anche per una crescita interiore , beh, allora mi riesce più ” facile ” ….( c’è poi il timore del ” giudizio “,
    retaggio per molti, credo , di trascorsi non sempre ” felici “, ma chi non ha avuto traumi, difficoltà, etc, eppure le ha superate brillantemente ; ma forse per ” fiori delicati “, come siamo noi,
    riesce più difficile….. anche se questo non deve diventyare una
    ” scusante ” per non affrontare il Mondo , un po’ ” ostico e ostile “,
    ma imparare a diventare se non proprio aquila, per me, almeno ” paperotta “, sì , è importante ….

    Bene, dopo questa ” apologia ” di noi stessi , inizio….ci provo, vado a ” braccio “, a ” ruota libera “, e come una ….carriola ,
    senza guida , spero di non finire nel fossato fangoso, o paludoso,
    dove c’è questa ” rana – ramarro ” , piuuttosto repellente e ….
    inquietante…
    ( Forse piacerà a Michele, che mi pare ami i video games di certo tipo; beh, il senso di “terrore , angoscia “, provati in almeno 3 episodi , è più o meno quello — io evito a volte, persino i telegiornali ; a parte la politica che mi interessa, e , a volte, mi
    ” diverte ” pure, il resto è solo angoscia , sangue, mostruosità ;
    credo d’essere sempre stata ” impressionabile ” , e vado alla ricerca della s o l a r i t à , potendo…)

    Un giorno, con delle amichette, – difficile dire l’età-, mi calai dentro a delle “vasche” , in discesa, dei contenitori , in marmo , ( se ci penso, ora , mi sembrano delle ” piramidi alla rovescia ” ), credo
    per il lavaggio, e l’ essicazione delle barbabietole da zucchero-
    all’epoca, forse, 8-9 anni, un po’ prima o un po’ dopo(?) ….
    per la discesa non ci fu nessun problema, ovviamente si scivolava,
    ma , dopo qualche minuto , 5 , 1O, di ” perlustrazione ” del nuovo luogo e ” gioco-avventura “, decidemmo di uscirne… le mie amiche riuscirono a risalire in fretta, agevolmente , io , invece no, salivo, e scivolavo in questa vasca concava che mi inghiottiva sempre di più, forse avevo le scarpe da tennis, mi pare , con la suola liscia,
    e ciò provocava questo ” gioco ” crudele….volevo arrivare all’ orlo della vasca, per un appiglio , per poi scavacalcarla e uscire, ma non c’era verso ( Panico ? forse )
    ; mi ritrovai sola, le mie amichette forse erano incuranti di qello che mi stava accadendo….. sperimentai
    la sensazione di….morire, quella sarebbe stata la mia tomba( quello il mio pensiero ), lì, sarei morta, nessuno sarebbe mai venuto a cercarmi ( ora sto piangendo con un pianto ” convulso “, il
    cuore batte forte, etc, ma …cerco di continuare concentrandomi su ciò che sto scrivendo…. e penso a quella ” piccolina “, le sorrido, ora ci sono io, un po’ spaventata come allora, ma siamo qua…insieme….) !

    Non ricordo esattamente come feci ad uscire,
    mi pare con un guizzo dissperato , con tutte le mie forze , riuscire a risalire in alto, ad agrapparmi al bordo di questa ” vasca “,
    a risalire la corrente, finalmente libera !!

    Ma che PAURA !! ora, se ci penso , qualcuno poteva venirmi a cercare , o le mie amichette potevano andare a chiamare i miei genitori , che avbrebbero chiamato i pompieri , boh, in qualche modo sarei uscita , ma volevo, dovevo disperatamente farcela da
    SOLA
    , anche perchè i miei non avrebbero dovuto sapere; si
    sarebbero troppo preoccupati, e nello stesso tempo, mi avrebbero come sempre sgridato, anzichè rassicurarmi , cercare di calmarmi…. ( altro pianto , liberatorio )….UFF …. che fatica ….

    Un altro episodio, iin cui provai quasi la stessa sensazione di rimanere ” incastrata “, intrappolata …4-5 anni ( ? ) ma forse un po’
    meno angosciante. giravo con la bici nel cortile di casa , ad un certo punto , non so come nè perchè , rimango effettivamente
    impigliata con un piedino, fra il pedale e ingranaggio della catena ;
    chiamo aiuto, accorre mio babbo , prova a liberarmi, ma non c’è verso; lo vedo, sento , avverto, molto preocupato , mi trasmette tanta ansia, sento ansia intorno a me, che succede ? cosa sarà
    di me, nessuno riuscirà a liberarmi ?
    o dovrò andarmene in giro vita natural durante appicciccata ad una bici ? ( beh, superata l’ansia anche di adesso, penso che in qualche maniera mi sarei staccata dalla bici ; il babbo mi pare, andò di corsa a chiamare
    il negoziante del paese, che vendeva e aggiustava bici; se non era
    pratico lui di pedali …. ! ), ma, ….non c’era, negozio chiuso; alla fine, dopo interminabili momenti di paura e angoscia, mi pare mi liberò il babbo , ma con la mia collaborazzione !!! ( baciotto alla mia
    ” piccola “)

    una terza volta, in cui mi sono sentita veramente in ” pericolo ” è
    questa ; con le solite amichette, di età diversa, ma simile, un gruppetto, di 4, 5, vogliamo provare ad entrare nel territorio
    dove c’erano le ” vasche ” di cui sopra, un terreno di proprieta ,
    incolto, che incuriosiva molto, perchè il cancello grande, tutto arrugginito, è perennemente chiuso , con catena e lucchetto,-
    ero attratta e nello stesso tempo impaurita da questo posto
    strano , misterioso ….entrare scavalcandolo era troppo alto ; si passa attraverso un’ inferriata e l’ altra del cancello, si gironzola un poi’ di qua e di là, niente di particolarmente interessante, erbacce…
    al momento di uscire , caspita , il senso di ” angoscia ” delle altre volte ( ora, sono un po’ più tranquilla ); passano le gambe, il corpo, le braccia, tutto, tranne la testa ….!! che si faà? mica nel frattempo mi ero nutrita di ” erbacce “, che ero improvvisamente ingrassata ( ero senz’altro più grandicella , credo ; 9 , 1O , 11 anni? ); ma perchè solo io rimango incastrata ? se ero passata all’andata. dovevo farcela anche per uscire …. spingi, che ti spingi,
    in qualche maniera ce l’ ho fatta, anche quella volta !!

    Libera !!!

    Ma dovevo fare da sola ( secondo me ); le mie amiche ? boh
    anche in quell’occasione i miei non dovevano saperlo , sai che
    figura, se si sapeva in giro ( secondo loro -giudizio- e come avrebbero reagito ?! la solita ” cretina ” , imbecille, etc…)
    Brr, che paura, visto con gli occhi di una bimba, ora da adulta….
    uguale!

    No, scherzo, sono più rilassata ….

    Non so se ho raccontato bene , ma mi sono immedesimata molto;
    l’ultimo episodio, però ,fino a poco tempo prima, ieri, stamattina, era vivo, poi ho faticato a farlo uscire …..non lo ricordavo più….. chissà

    Bene, cari Fiori, Stelle Alpine, cara Dottoressa, avrei avuto bisogno ogni tanto di un goccio di brandy , da sorseggiare dalla botticella di un cagnolone ” pastore “, di quelli che soccorrono gli alpini
    investiti dalle valanghe, sotterrati sotto la neve, ma cel’ ho fatta anche Stavolta da sola , senza nessun aiuto !!! Col vostro ascolto, sostegno , quello indubbiamente , e ricortdandomi di respire, di non ascoltare i sintomi, etc….

    E ora ? Dottoressa che dice ?
    Un grande ABRACCIO e un SORRISO– vi voglio BENE

    Scusate, il tanto scrivere, ma……scrivere per me è un piacere….
    (lo so, meno per voi, leggere, ma dai, sapete che scherzo ,
    anche se la mia ” piccola “, ritrovato il sorriso, dice ;
    Bertoldo scherzando, si confessava !!!) scappo, che tardi, ah, se
    volete, anche sul mio cuore, per un po’ ci potete salire , e
    ballare la rumba, la samba , ciò che volete, un ballo ritmato, ora che il mio cuore ha ripreso a battere regolarmente! ciao )

  78.  
    15 ottobre 2009 | 12:43
     

    RISPONDO A FRANCESCA sul tema dell’ AGORAFOBIA

    Brava!

    Ti seguo passo per passo in questa ricerca nel tuo passato, sono accanto a te.

    Il tema che stiamo trattando è molto serio e va bene che lo affronti con il tuo stile simpatico e sdrammatizzante!

    La sensazione di sentirti nuda e sola è naturale, perchè così ti sei sentita allora, quando veramente avevi bisogno di un reale punto di riferimento affettivo a cui aggrapparti per uscire dalla situazione di paura, che hai vissuto dentro la vasca, al di là del cancello arrugginito, impigliata nel pedale della biciclettina.

    Oggi, insieme ai cari compagni di viaggio, fiori del medesimo Giardino-Blog, tu puoi iniziare a conoscere, accettare e comprendere gli eventi che sono strettamente collegati alle sensazioni di agorafobia e di panico che vivi adesso quando ti trovi da sola nei supermercati, alle bancarelle, ecc..

    Paura, solitudine, assenza di punti di riferimento, vergogna nel raccontare quello che ti era accaduto per il timore non solo di non essere compresa, ma anche di venire rimproverata…sono i sentimenti che ti accompagnano velatamente nel racconto della tua storia.

    Temi di mostare la verità di te stessa.

    Per fortuna qui chi ti ascolta non ti giudica, ma ti comprende e teneramente ti sta vicino, con affetto e comprensione!

    Solamente così tu potrai integrare gli eventi che ti hanno spaventata quando eri piccolina.

    Si può venire a capo di tanto dolore e di tanta paura?

    Sì!

    Non è un Oceano in cui ci si perde, per fortuna, ma un lagnetto-bonsai, come quello dove ti piace andare adesso e che come vedi ha dei confini e dei limiti ben definiti!

    Ti propongo un altro passo coraggioso e serio da fare, che puoi compiere in modo simpatico, ironico, con i ritmi che desideri tu, come hai fatto finora ed è questo: come sono esattamente le tue sensazioni quando vivi l’agorafobia adesso da adulta?

    Sono simili a quelle che hai vissuto da bambina nei tre episodi?

    In che cosa si differenziano eventualmente?

    Quando esci di casa, senti anche tu la sensazione di voler quasi “strisciare lungo i muri delle case”, di volerti aggrappare alle superfici dei muri che sono accanto a te, mentre cammini, ma che improvvisamente ti sembrano divenute pareti di ghiaccio oppure di vetro verticali a cui disperatamente non riesci a trovare rifugio, ma che ti fanno “barcollare” e “vacillare” nel vuoto?

    Buon lavoro, Francesca!

  79.  
    15 ottobre 2009 | 13:16
     

    GRAZIE NICOLA!

    Che bella e poetica la tua frase di trasferirci tutti nel tuo cuore, mi è piaciuta tanto!

  80.  
    15 ottobre 2009 | 13:22
     

    RISPONDO A MICHELE

    Puoi condividere con noi, se te lo ricordi, a che ora circa del giorno è avvenuto l’episodio a scuola?

    Nel corso della tua giornata quotidiana, quali sono le ore veramente critiche in cui la tua paura di deglutire si fa insostenibile?

    Quali sono i momenti in cui invece riesci a mangiare?

    Lo hai già condiviso, ma puoi rivedere per cortesia, con precisione i tempi in cui il tuo “incubo” prende il sopravvento nella tua vita e comunicarceli?

    Grazie!

  81.  
    Michele
    15 ottobre 2009 | 17:21
     

    Gentilissima Dottoressa Laura Bolzoni Codato,

    non sa quanto bene mi faccia “aprirmi” e condividere con Lei e con tutti i nostri amici ciò che ho dentro, questa paura ctoivelli inaccettabili (ora mi ritrovo pure ad aver paura di deglutire la normale saliva…assurdo!).

    Rispondo subito alle Sue domande:

    1)credo intorno alle 11:00, comunque in tarda mattinata!

    2)a pranzo e, in particolare, a cena.
    Ormai non siedo più a tavola con il sorriso, come una volta, ed i miei unici, fissi pensieri sono solo “ecco…è arrivato il momento il momento del pranzo/cena…adesso, come al solito, ti tocca questo momento di recita sofferta, durante cui dovrai solo far finta di mangiare, o, se possibile, mangiare almeno qualcosina.
    Dopo tutto finirà…”.
    Oggi, ad esempio, mi è preso un blocco pazzesco…non riuscivo proprio neanche a mettere in bocca il cibo!
    Poi, all’improvviso, è arrivata una telefonata di un’amica, sono corso a rispondere col boccone in bocca e…prima di acchiappare la cornetta del telefono, ho deglutito…neanche me ne sono reso conto! Ovviamente questo fatto mi ha ridato un po’ di fiducia, ma la mia più grande paura è che possa peggiorare ancora, e ancora, e ancora..!

    3)la mattina e, diciamo, il pomeriggio.
    Durante la mattina, acchiappo e divoro letteralmente qualsiasi cosa mi capiti a tiro, il tutto accompagnato da un immancabile tazzone di latte con pochissimissimo caffè.
    Il pomeriggio, invece, non rinuncio mai al mio solito spuntino, di solito una fetta di crostata o ciambella accompagnata da una tazza di tisana alla melissa.
    Però può capitare che, dopo aver cominciato a mangiare, mi tornino in mente i soliti pensieri legati alla deglutizione, al cibo che va di traverso e via dicendo, e inizio a bloccarmi…Però mangio tutto.

    4)Il pensiero ce l’ho sempre…però, come ho detto, mattina e pomeriggio mangio tranquillamente.
    Iniziano a venirmi le “preoccupazioni” nel momento in cui si avvicinano il pranzo e la cena (che stia da solo oppure in compagnia a tavola poco importa…non cambia niente. Però mi innervosisco quando, giustamente, eventuali ospiti osservano che sono molto lento a mangiare, e a quel punto preferisco inventermi scuse su scuse, dal momento che dire la verità significherebbe essere preso per matto).

    Per quanto riguarda i tempi, nel senso di orari, diciamo che noi pranziamo e ceniamo normalmente intorno alle 13:00 e alle 20:00. In questi ultimi giorni, tuttavia, qualsiasi ora del giorno(ad eccezione della notte e della prima mattina) è divenuta un tormento poiché ora ho pure il problema di deglutire la saliva…tutto termina la sera tardi, quando inizio a guardare la tv oppure esco, e a quel punto torno a deglutirla normalmente!

    Mi sento davvero male in questo periodo, è come se vivessi in un incubo e volessi subito risvegliarmi…
    Io che amo il cibo, che ho sempre mangiato con piacere e tutto il resto…

    La ringrazio ancora, carissima Dottoressa, e ringrazio tutti quanti, carissimi amici miei, per avermi ascoltato, sono davvero felice di poter condividere con voi tutto, davvero tutto quanto!

    Un salutone col cuore!

    PS: carissima Francesca, hai ragione a dire che il tuo episodio è un po’ simile a quei videogames che tanto adoro e che, finalmente sono tornato a godermi con estrema felicità!

    Non ci annoi mai quando scrivi, perciò continua a farlo e a sfogarti condividendo con noi tutto quel che vuoi!
    Riesci a contare sulle tue forze..questa è una grande vittoria, una vittoria di cui andare veramente fieri!

    Un abbraccio enorme!

    PPS: Nicola…una frase davvero meravigliosa…non saprei cos’altro dirti, se non grazie di cuore!!!

  82.  
    nicola
    16 ottobre 2009 | 11:56
     

    Ciao cari amici, in questi giorni sto riflettendo molto sulle origini del mio malessere grazie agli stimoli e le chiavi di lettura che mi state donendo insieme alla cara dottoressa Laura Bolzoni Codato.

    Voglio continuare a confessarmi perchè è terapeutico, mi rende cosciente delle evoluzioni del mio disagio.

    Frequentavo l’università con una mia amica del liceo.
    Lei era molto carina, una persona elegante, mi è sempre piaciuta. Prendevamo il treno, seguivamo le lezioni, facevamo uno spuntino e tornavamo a casa.
    Ogni giorno insieme, sempre insieme.
    Andavamo molto d’accordo e sentivamo entrambi che stava nascendo qualcosa di bello, che andava oltre l’amicizia.
    Senza forzare gli eventi, in maniera molto naturale.

    Io ero felice, mi stavo affezzionando a lei.
    Frequentare l’università, seguire le lezioni era bello in sua compagnia. Accanto a tutto questo però c’era una inconscia paura di espormi.

    Vedete, cari amici, provengo da una famiglia onesta, dignitosa ma umile.

    Mio padre si ammazzava di lavoro per non farci mancare niente e voleva che i figli studiassero per poter condurre una vita più agiata.

    I miei compagni di classe avevano le Timberland, le felpe Best Company, e lo zaino Invicta. I miei non potevano permettersi di comprarmi queste cose ed io consapevole delle difficoltà di arrivare a fine mese, non le pretendevo.

    Oggi sono consapevole che non contavano niente ma all’epoca pur essendo apprezzato per quello che ero da tutti, un pò mi dispiaceva e mi sentivo diverso.

    La mia amica invece era cresciuta in tutt’altro ambiente.
    Suo padre era un famoso medico, a casa sua sentivo parlare di viaggi di lavoro in aereo quando io non sapevo neanche cosa fosse il check-in.

    Quel mondo mi affascinava ma nello stesso tempo in cuor mio sentivo di non poter ambire a lei perchè non avrei potuto offrirle i ristoranti, i viaggi, le gite in barca e tutto ciò a cui lei era abituata.

    E questo mi bloccava.

    Un giorno in treno c’è stato un episodio che ha cambiato il corso della mia vita, dei miei studi e ha abbattuto la mia autostima che il successo universitario stava alimentando..

    Un giorno fece il viaggio con noi sua cugina, una persona che conoscevo anche io e che al contrario della mia amica era spesso altezzosa, snob, in apparenza sembrava apprezzarti ma in realtà nella sua considerazione di mè pesavano come macigni le mie umili origini.

    Mio padre ha cominciato a lavorare all’età di quattordici anni nella stessa azienda per tutta la vita, nasce come operaio, poi capo reparto e con l’esperienza era in grado di spiegare concetti anche complessi su tutto ciò che riguarda l’elettricità anche a giovani ingegneri.

    Però per arrotondare faceva anche dei lavori in case private.
    Come spesso accade i genitori, persone spesso colte ed affermate stimavano molto mio padre sia come persona che per la sua competenza.

    Come altrettanto spesso accade i figli di queste persone , cresciuti nel benessere, con i soldi di papà erano viziati e stupidi.

    Ed è assurdo che le persone veramente importanti ( e parliamo di seri professionisti, persino di un senatore) fossero umili mentre i loro figli, che non avevano alcun merito per lo stile di vita che conducevano, vuoti e snob.

    Io accompagnavo spesso mio padre quando faceva questi lavori sia perchè l’ho sempre adorato e sia perchè mi piaceva imparare cose nuove.

    E ricordo di essere stato anche a casa di questa “cugina” e anche se dopo abbiamo frequentato lo stesso liceo, abbiamo avuto molti amici in comune, per lei ero sempre il figlio dell’elettricista, simpatico ma non al suo livello, alla sua altezza.

    Ritorno all’aneddoto del treno.

    Quella mattina la mia amica, sorridendomi teneramente, mi abbraccio e rivolgendosi agli altri amici e a questa cugina disse ” Non siamo una bella coppia?.

    Sua cugina che da quella frase si accorse che l’interesse della mia amica era reale rimase scioccata, ebbe una reazione molto violenta.

    Afferrò la mia amica per il braccio, me la strappò dalle braccia, la prese in disparte e le parlò in modo molto serio.

    Io non sentivo cosa le stesse dicendo, ma dalla reazione e dall’espressione del suo viso capì che le stava dicendo che sarebbe stato un grosso errore innamorarsi di me, che io non ero alla sua altezza, che finchè ero un amico andava bene ma non poteva pensare di stare con me, che io ero di umili origini e la mia famiglia non era all’altezza della sua, cosa andava facendo di uno come me, quasi si dovesse rinsavire per non precludersi la possibilità di godere di tutte le cose materiali che evidentemente erano così importanti per lei, che sarei stato quasi una vergogna.

    In quel momento mi sono sentito umiliato come mai in vita mia, sono stato malissimo.

    E’ come se i miei timori fossero diventati certezze.

    Ho pensato che forse aveva ragione, ma chi mi credevo di essere?

    Questa umiliazione è stata forte, talmente forte da sentire la voglia di nascondermi e tornare a casa a piangere e a leccarmi le ferite.

    Da quel giorno non ho più frequentato l’università, la mia amica non mi ha più visto alla stazione.

    Un giorno mi ha anche telefonato ma io nascondendo il mio dolore le ho detto che preferivo non frequentare ma dare solo gli esami.

    Ho dato altri esami dopo ma è stato come se tutto ciò che mi attraeve dell’università fosse svanito di colpo.

    E da lì ho cominciato a deprimermi, a trascorrere le mie giornate a letto.
    Col passare del tempo la voglia di impegnarmi diminuiva ed ho cominciato a dover mentire sugli esami.

    Ma più passava il tempo e più sentivo di aver paura di conoscere persone nuove o peggio ancora di rincontrare persone che non vedevo da tempo perchè mi chiedevano “Ora cosa stai facendo?”.

    Loro nel frattempo erano diventati ingegneri, medici, avvocati ed io mi sentivo un fallito che mentiva per conservare un briciolo di considerazione.

    E’ lì che nasce il senso di inadeguatezza, la paura del confronto, la frustrazione, il panico e l’agorafobia.

    Se succedesse oggi l’episodio del treno quella cretina,snob,immatura, insensibile me la mangerei, sarei in grado con le parole di annientarla, sarei io a farla sentire una stupida bambina viziata.

    Ma all’epoca non ho avuto la forza di reagire, sono stato male, il mio cuore e la fiducia in me stesso trafitti da mille spade.

    E così, cari amici, vi stò raccontando proprio tutto.

    A qualcuno potrà sembrare stupido l’ episodio e assurda la mia reazione, ma chi cercherà di immedesimarsi capirà.

    Caro Michele grazie a te, il modo in cui stai cercando di trovare una soluzione al tuo problema ti fa onore, la tua caparbietà nel volerne venire fuori è da stimolo per tutti noi.

    Ti sono vicino, sinceramente.

    Cara Francesca, ti sei sentita nuda?
    Bene!

    Nudi siamo nati, nudi eravamo nell’ Eden ( che non a caso era un giardino) prima che quello stato di purezza e di innocenza fosse turbato dal senso del peccato e nudi ci dobbiamo mostrare se vogliamo rinascere.

    Spogliamoci dei sensi di colpa, delle ingiustizie che abbiamo subito, dai traumi che abbiamo vissuto e dalle sofferenze che non abbiamo elaborato.

    La tua è polvere magica che contribuisce a colorare questo giardino.

    E’ bello lasciarsi andare e fidarsi.

    Non ti pentirai mai della fiducia che riponi in noi che partecipiamo il tuo dolore e gioiamo dei tuoi successi.

    Nudi si, ma non più soli.

    Perchè è vero che ci si può sentire soli tra la folla, ma in questo giardino non si conosce la solitudine perchè essa nasce dall’incomprensione e dall’indifferenza, dai facili giudizi e dalla povertà di spirito.

    Qui ti siamo tutti vicini, quì sei compresa e per questo Amata.

    E per raccontarsi si può usare la metrica o il verso libero, in italiano aulico o volgare ( in senso etimologico), ci si può esprimere in modo forbito, così come si può indossare un vestito elegante.

    Ma ciò che conta è la persona che indossa quel vestito, ciò che conta non è la forma ma la sostanza e quindi la felicità, la gioia, la spensieratezza, la serenità è poesia quanto lo è l’amarezza, la sofferenza, il dolore.

    Perchè la VITA, in tutte le sue forme, è poesia.

    Ciascuno di noi è poesia, alcuni sono una rima, altri un aforisma, mi è anche capitato di conoscere dei sonetti.

    L’ho sentito,sai, quando con un salto rocambolesco, con una piroetta doppia, hai cercato di scendere dal mio cuore.

    Non vorrei darti una delusione ma dopo ho controllato, eri ancora lì…con tutta la tua sensibilità, la tua “piccolina” e la tua voglia di vivere appieno i sentimenti e l’Amore.

    Ti auguro le cose più belle e due occhi nuovi perchè basta guardare con occhi diversi per cambiare il paesaggio, per dare una sferzata alla vita di cui ritieni capaci ( e su questo siamo tutti d’accordo) le emozioni ed i sentimenti.

    Grazie dottoressa Laura Bolzoni Codato, ci stà facendo capire che possiamo tutti ambire ad un posto da titolari, che a nessuno la Vita ha riservato un posto in panchina.

    Un abbraccio a tutti

  83.  
    Erika
    16 ottobre 2009 | 15:08
     

    Ciao Nicola e ciao a tutti,

    leggo ogni giorno i vostri commenti e i vostri emozionanti racconti.

    Vi stimo per la sincerità e la voglia di uscire da questo “labirinto”.

    Io sto bene, a parte l’ansia che ogni tanto accompagna le mie giornate, di attacchi di panico non ne ho più da parecchio tempo.

    Sto attraversando un momento di vita abbastanza impegnativo, qui a lavoro le cose non vanno molto bene siamo in cassa integrazione, per fortuna solo 1 giorno alla settimana, ma sai, io e mio figlio viviamo solo con il mio stipendio e devo cercare di tagliare il più possibile le spese superflue, che credimi sono praticamente inesistenti!

    Oltre al lavoro sono un po’ penseriosa per mio figlio, che tra qualche mese compirà 13 anni, quindi è in piena pre-adolscenza, e come tutti i ragazzini della sua età è diventato “leggermente” intrattabile, non sono abituata a questo, spesso mi prende alla sprovvista, ovviamente cerco di comprenderlo e di non stargli troppo addosso, lui è sempre molto dolce, sensibile e rispettoso nei miei confronti, forse dovrei controllarlo meno.

    Mi fido di lui e del suo buon senso, ma ho paura che la sua vivacità mista ad ingenuità lo porti a frequentare compagnie sbagliate.

    Ho deciso in questi giorni di raccontargli la verità di suo padre che lui ignora al 100%.
    Lui pensa che suo padre non si sia preso carico di noi solo perchè molto immaturo e irresponsabile.
    Ma la verità è molto più complicata e triste.
    Non so come la prenderà, non so se sarò in grado di stargli vicino e se potrà perdonare anche me x l’errore che ho fatto nell’innamorarmi un tempo di un ragazzo così “disastrato”. ma è giusto che lui sappia trovare le risposte che tormentano il suo cuore, che possa fare luce su quest’ombra che copre il suo passato e che abbia una visuale completa e reale di tutto ciò che è stato e sento ogni giorno di più che siamo arrivati al dunque.

    Nonostante abbia davvero un gran timore ripongo una grande fiducia nel nostro rapporto davvero speciale.

    Grazie per avermi ascoltata, esporvi i miei dubbi e le mie paure mi fa sentire meno sola.
    Un abbraccio.

    Erika

  84.  
    PAOLA
    16 ottobre 2009 | 16:06
     

    Caro e dolcissimo Nicola, non ci sono parole,l’ignoranza,lastupidità e la boria di alcune persone sono senza commento,non esistono termini appropriati per darne una definizione corretta…però anche la tua amica se ci teneva veramente a te non si sarebbe dovuta lasciare parlare così dalla cugina…ma poi non esistono scusanti per un atteggiamento del genere,la superficialità è cosa di questo mondo,ma è una cosa veramente brutta,e se qualcuno doveva sentirsi male o in imbarazzo era la cugina con tutta la sua boria e la sua stupidità.

    NON SOPPORTO queste cose,sto male io per te,posso solo immaginare come tu ti possa essere sentito,un animo sensibile e delicato come il tuo ne ha sicuramente sofferto molto.

    é vero che non ne vale la pena,ma vallo a spiegare alla nostra sensibilità di fiori delicati!!!!!!

    Un grandeabbraccio Nicola,e ricorda sempre che l’unica che ci ha perso è lei,che per degli stupidi pregiudizi ha lasciato andare un tesoro ben più grande di tutti i beni materiali di questo mondo.

  85.  
    SARA
    16 ottobre 2009 | 17:19
     

    Gentilissima Dottoressa.. Laura BOLZONI lsono rimasta affascinata da quello che ha scritto…sento finalmente di poter parlare con una persona che sa cosa significare soffrire veramente di ansia—

    ho letto storie meravigliose di persone che ce l’hanno fatta…….

    io sono 2 anni che soffro di ansia generalizzata e attacchi di panico…

    Una sera, stavo cenando a casa… e ho sentito il mio cuore battere all’impazzata… vampate di calore… senso di vomito … corsa al pronto soccorso solo tachicardia sinusale…da lì non contenta mi sono fissata che cmq avessi qualcosa al cuore .. ho fatto una visita cardiologica esami del sangue…stavo bene … solo tachicardia d’ ansia
    mi ero tranquillizzata per un pò e poi mi rifissavo su ogni sensazione che il mio corpo mi trasmetteva… trovavo sempre tutti nuovi sintomi invalidanti…

    Anche oggi a distanza di 2 anni non riesco a convincermi che sia solo un fattore mentale … mi sento tutto il giorno i battiti velocissimi… nodo alla gola…credo sempre ke sto per morire…questo mi sta portando ad una forte depressione non riesco più a vivere… il mio primo pensiero dalla mattina è rivolto al cuore … che pur avendo di suo una frequenza alta, inconsciamente sicuramente peggioro il tutto… non so più come gestirmi — e ho paura di cadere in depressione … nessun dottore riesce a tranquillizzarmi nn so il perchè spero tanto che mi risponda…ne sarei felicissima…

    SARA

  86.  
    francesca
    16 ottobre 2009 | 19:34
     

    Buonasera cara Dottoressa , ciao cari Fiori….
    Grazie Dottoressa , per essermi VICINA , già questa sensazione l’ho avvertita forte , e non è la prima volta, che lo sottolineo, quando ho ascoltato l’ mp3… si sono accallate emozioni e sensazioni che non vivevo da tempo ; poi mi ha aiutato molto anche durante tutto il passaggio, fra cose burocratiche e non, nel periodo del mio trasloco…Grazie, ancora …. Lo so, ho tempi lunghi ,
    e ancora sto smaltendo stanchezza e stress ; mi sembra
    veramente di ” aver partorito “, eppure , non mi posso fermare;
    mi sento come la fogliolina caduta a terra, senza linfa, che dà
    la possibilità all’ albero di riposare per poi tornare in primavera
    a rifiorire
    , e mi rammarico di essere sostituita da una nuova gemma, da nuova foglia , ma so anche che per la foglia caduta a terra non è propriamente, la fine, ma diventerà humus per il terreno ; in un nuovo ciclo , diverso, ma nuovo, e come sempre ,
    quando in noi avviene, sta per avvenire, o deve avvenire un
    nuovo cambiamento , ci si sente un po’ smarriti , nostalgici….

    Sì, è vero, mi sono mancati punti di riferimento affettivi,
    solidi e forti , quando più ne avevo bisogno , e li ho cercati poi in persone diverse , a volte trovandoli, anche se per poco , altre
    si sono rivelate un vero e proprio bluff , tanto da farmi chiudere
    ancora di più in me stessa …..Ancora non mi sento pronta , e
    forse non riuscirò mai, o…..chissà, ad aprirmi di più , per il momento , di quanto abbia già fatto….. Se fossi nello stato d’animo adatto, potrei dire che …. se continuassi a raccontare/ rmi,
    tutti i Fiori cambierebbero pagina, verrebbe oscurato il Blog-Giardino per la grande tristezza , ma mi PIACE portare gioia ,
    cercarla , per me e per gli altri, ma capita , a volte , che ci si senta un po’ ” impoveriti “, dopo essere stati a lungo
    ” depauperati ” di qualcosa , e si abbia bisogno di ricaricare le
    “batterie “, non si sa bene come …. sono passaggi della Vita ,
    silenti, che forse vanno vissuti così , non so….. o magari, già dopo che avrò terminato di scrivere, mi sentirò ” diversa “, nuova , o ,
    come sempre , mi ” inventerò ” qualcosa, per cui tornerò a sorridere,a sperare…. Non mi piace stare nel dolore , nella
    sofferenza, e ripercorrerla non è mai piacevole , anche se a volte
    necessario , mi rendo conto , o solamente bisogna dare tempo
    all’ anima di assimilarla, per poi trasformarla in qualcosa di diverso, di nuovo…. ecco perchè mi sento come la ” fogliolina che
    stà per essere trasformata in humus “… ma tengo a precisare che la mia non è rassegnazione, ma un piccolo , spero , blocco ;
    mi sento un po’ ” ripiegata, o piegata , sul mio stelo , se fiore posso considerarmi anch’io , nè affermando questo voglio dire
    che non abbia considerazione e stima di me stessa, ma, alterno
    momenti in cui mi sento di poter affrontare il Mondo intero, consapevole delle mie capacità, a momenti di grande riflessione,
    di bisogno di starmene da sola, per meditare, capire…. Forse, ripeto, ho solo bisogno di….regalarmi qualcosa ? Incamero tutto, immagazzino tutto , assorbo tutto, nel bene e nel male , e poi …..

    Mi ha fatto piacere , tanto, tanto sentire il mio caro ” fratellino ”
    Nicola , in formissima ; perorare la sua causa ; quasi
    ” sentire il mio richiamo “….. che caro Nicola , sì , è vero, non sarei
    più scesa dal tuo cuore – cubo, dove ho ballato la samba, ma non volevo approfittare troppo, così, timidamente, me ne sono andata, con una piroetta, che per poco non diventava un …. capitombolo ( ecco, la mia ” piccola ” ha ritrovato il sorriso), ; mi basta giocare un po’ , ho bisogno di ridere o sorridere ogni tanto, ho , credo ,
    per fortuna , ogni tanto una buona visualizzazione immaginifica
    delle cose, delle situazioni , e con quella, riesco a scrivere ….

    Ma altrettanta ne hai tu , tanto da percepire gli stati d’animo
    degli altri ….sì, avrei voluto avere un fratello come te che, sempre per il discorso, di ieri, di prima, mi avesse ” protetto “, ” difeso “,
    in certe situazioni , avrei voluto tanto che qualcuno, almeno uno dei miei genitori, fosse stato dalla mia parte , poi, anche dopo,
    oltre che nella mia famiglia d’origine, anche in qaltre situazioni ,
    ma…… ora abbiamo capito entrambi che possiamo essere
    ” TITOLARi ” di noi stessi , sì, vero anche questo, grazie anche e soprattutto alla dottoressa Laura Bolzoni Codato ( diamo a Cesare
    ciò che è di Cesare ! )

    Nicola, permetti però, come ” sorellina -amica” , che ti faccia ” notare una cosa?
    Ti ho sentito giustamente quasi ” arrabbiato ” ripercorrendo l’ aneddoto della ” cugina ” che ha dissuaso la tua quasi fidanzata dallo stare con te, ma non pensi che quella ragazza
    che tanto ti piaceva, se veramente avesse tenuto a te, non si sarebbe lasciata influenzare tanto facilmente , ma avrebbe lottato
    per il vostro rapporto ?

    In fondo, chissà, doveva anadare così, o è stato senz’altro meglio così, no? magari chissà, ti dò un altro spunto su cui riflettere , come tu ne dai tanti a me…

    E il caro Michele? grazie anche a lui per la presenza, per il sostegno; dai Michele, che ce la farai a vincere questa paura, anche se ora pare, si sia un po’ accentuta ; forse è un passaggio ” obbligato ” anche questo ?! come quando sale la febbre ,
    per segnalarci che c’è un ” virus “, ma poi le nostre difese
    immunitarie , al culmine, riescono a debellarlo ?
    Auguri…. con l’ impegno, ovvio, magari …. pensa a noi, che ti siamo vicini….

    Cara Dottoressa, per concludere, rispondendo alla Sua domanda,
    ora, da adulta, la sensazione è la seguente : intanto preferirei uscire col buio ( ! ), nonostante ami tanto il Sole, la Luce , per
    il semplice fatto che…. il mondo mi appare più piccolo
    , ( e sempre per il discorso di ieri, mi sento meno ” notata “, vista ), e poi, sì,
    avverto/rei il desiderio di rasentare i muri , preferisco le starde strette, magari larghe, ma con macchine posteggiate a dx e sn ,
    oppure strade trafilate da case, perchè lì, dove c’è il vuoto , ho più
    ” paura”, oppure trafilate da alberi, magari con i rami in alto che si congiungono, come un cunicolo, una cupola, sempre per il fatto,
    secondo me , del ” bisogno di PROTEZIONE ” …. anche se adesso ho capito che posso e devo ” proteggere e difendere ” io
    quella ” piccola “
    ….. non so se sono stata chiara, esplicita esaustiva

    Grazie, di nuovo, per tutto

    Un grande ABBRACCIO a Lei , a TUTTI- buona Domenica

  87.  
    francesca
    16 ottobre 2009 | 19:58
     

    Ora ho appena terminato di scrivere ( tanto ), ma mi permetto di inviare un grande saluto e ABRACCIO a Erika, che so una ragazza in gamba, alle prese coi problemi del figlio adolescente e non solo !

    E’ poco, lo so, cara Erika, ma …. ti sono, siamo indubbiamente vicino , mi, ci dispiace,

    Un abbraccio con tutto il cuore!

    Sara, regalati prima che puoi il libro della Dottoressa Laura Bolzoni Codato, e magari comincia da subito a ” non ascoltare ” il cuore che batte forte ;
    più lo ascolti, più batte, concentrati su altro….

    poi senz’altro risponderà la Splendida Dottoressa Laura Bolzoni Codato- un abbraccio

    Ciao Paola, un caro saluto a Valentina Inn ( che stai facendo di bello ? ) un saluto a tutti i FIORI , più cari e colorati che abbia mai conosciuto …..

  88.  
    NIC
    16 ottobre 2009 | 21:49
     

    Carissimo Nicola, quell’episodio che hai raccontato mi ha colpito molto, nel senso negativo del termine.

    La cugina di quella ragazza è stata a dire poco meschina, il tipico ragionamento di persona snob e altezzosa che considera inferiori tutti coloro che magari hanno un lavoro più umile o meno soldi di loro o, comunque, non VENGONO CONSIDERATI ALLA LORO ALTEZZA (in questo caso direi bassezza!!).

    Ti capisco, come tu poi sia stato male e mi dispiace.

    L’ignoranza che imperversa in questo tipo di persone è indescrivibile, non hanno provato l’umiltà di persone come i nostri genitori che hanno fatto tanti sacrifici e salti mortali al lavoro, per mantenere la loro umile famiglia.

    Con che dignità poi… loro si sono delle grandi persone, di cuore grande!

    Questi snob credono che i soldi siano il top del top della vita..!?
    Detesto queste cose, anche perchè anche io provengo da una famiglia di origini umili: pensa che da piccola a casa nostra non c’era riscaldamento, se non in uno-due locali scaldati con una stufa a legna e sui muri delle
    camere si formavano le candele di ghiaccio.
    Non avendo spazio, allora, dove tenere i conigli, c’era uno spazio riservato a loro vicino al bagno..

    Tutto questo mi commuove ancora adesso, caro Nicola, e mi fa venire le lacrime agli occhi, perchè mi porta il pensiero di mio padre, che è mancato da qualche anno, una persona umile ma tosta di carattere, sincera fino all’estremo.

    Persone come quella che hai citato non meritano considerazione (parlo della cugina).
    Posso sapere da quale regione scrivi?

    Un caro saluto

    Nicoletta
    e dolce riposo a tutti i fiori e alla cara corolla

  89.  
    PAOLA
    18 ottobre 2009 | 09:37
     

    Ciao a e tutti cari amici del blog e buongiorno a lei cara dottoressa,volevo sapere se qualcuno di voi ha notizie della piccola Desy, sono un pò preoccupata,era molto giù e non si è più fatta sentire,spero stia bene.

    Buona domenica a tutti quanti.

  90.  
    Michele
    19 ottobre 2009 | 10:16
     

    Caro Nicola, sei veramente una persona dall’animo gentile e sensibile, ce ne sono pochi come te al giorno d’oggi…

    Anche io sono rimasto allibito dal comportamento della tipa e dico solamente, citando le parole di un mio caro amico, che “l’ignoranza va di pari passo con l’odio”.
    Nella vita puoi essere plurititolato, ma se la mentalità è quella che è, allora tutta la “suprema” conoscenza acquisita lascia il tempo che trova.

    Sicuramente, Nicola, il fatto di non aver più potuto frequentare la tua cara amica, unito al senso di inadeguatezza e alla paura del confronto, hanno tutti insieme contribuito a far nascere in te il nemico panico tanto temuto…

    Lo so che è difficile, ma devi mettere da parte tutti questi pensieri, il timore di non essere all’altezza degli altri e, soprattutto, dimenticare le cattive parole che sono state dette nei tuoi confronti.
    Non sei inferiore a nessuno, e non devi sentirti di esserlo!
    Forza, Nicola!

    Cara Francesca, grazie a te per i dolci pensieri! Comincia ad andare un po’ meglio, anche se quando sono a tavola in compagnia degli altri, continua ad assalirmi il timore di non farcela…

    Comunque, sto a poco a poco acquistando consapevolezza, sì, proprio la consapevolezza che tutto dipende da me, e che anche in questo caso, se fisso continuamente l’attenzione su me stesso, alla fine è questo a causarmi il blocco nel deglutire!

    Cara Sara, come ha detto la nostra Francesca, regalati il meraviglioso libro della Nostra Dottoressa Laura Bolzoni Codato, leggilo e rileggilo tante e tante volte: ritroverai il sentiero che conduce dal tunnel.

    In più, sempre citando Francesca e come è riportato nel libro, non badare alle sensazioni “sgradevoli” che avverti, come il cuore che batte forte!

    E’ normale!

    Siamo esseri viventi fatti di sentimenti, sensazioni ed emozioni, quindi non aver paura di ascoltarle, non reprimerle, non opporti, semplicemente accettale!

    Un abbraccio!
    Ora vado, carissimi amici!

    Un affettuoso abbraccio a tutti, alla Cara Dottoressa, a Nicola, a Francesca, a Sara, a Paola, ad Erika, Daniela, Alessandra, chadisja, NIC e tutti, davvero tutti quanti!

  91.  
    PAOLA
    19 ottobre 2009 | 12:12
     

    Ciao a tutti cari amici e buongiorno stimatissima dottoressa.

    Io non so se capita anche a voi,ma spesso più cerco di distrarmi dai cattivi pensieri e più gli do forza ed importanza,più cerco di non darci peso e più si fanno insistenti e fastidiosi.

    Mi piacerebbe sapere come fate a tenergli testa,che trucchi usate per ingannarli.

    Grazie di tutti carissimi

  92.  
    SARA
    19 ottobre 2009 | 13:27
     

    ciao a tutti!! sono nuova e ho scritto qualche giorno fa alla dottoressa…
    grazie a francesca e a michele per le dolci parole di comprensione che mi avete lasciato…
    Comprerò subito il libro… sono due anni che convivo tutti i giorni con mille paure… sono stanca.. la mia ipocondria è arrivata ai massimi livelli…il corpo non sa più che segnali mandarmi!
    … io non so perchè pur sapendo con raziocinio che tutto dipende dalla mia testa… ancora sto cercando qualche malattia fisica… non riesco ad accettare che possa essere solo mentale … e forse inconsciamente mi crogiolo pure in questa condizione…
    Ho letto le vostre storie … anche se non vi conosco singolarmente… mi date una carica positiva … credevo che nessuno mi potesse capire…
    ho sentito troppe frasi di persone che ti dicono continuamente:” ma basta che stai tranquilla! ” credo che sia la frase più inutile quando soffri di questo disagio.
    A volte… riesci ad essere più capito da persone che non conosci fisicamente ma che mentalmente sono vicine a te…
    Grazie ancora … un abbraccio a tutti

  93.  
    francesca
    19 ottobre 2009 | 16:58
     

    Ciao cari Fiori, buongiorno cara stimatissima Dottoressa Corolla,
    stavo quasi pensando di proporre a Michele una sorta di
    ” baratto “, di scambio delle paure ; se lui mi dà la sua paura di deglutire, che io, fortunatamente non ho, riesco in ogni caso
    a deglutire….. e io a lui dò in cambio la paura di andare da sola
    per la strada, che lui non ha, lui riesce comunque ad andare per strada e luoghi…..sicchè ognuno si libera della propria paura, ma
    non riceve quella dell’altro, in quanto , per ciascuno, quella dell’altro
    non è….paura!!!
    Non so se sono stata chiara, ( Nicolaaaaaa, sei
    tu l’ esperto, ; che tipo di ragionamento è questo ?
    come dici?
    del
    ….. cavolo ?!? )

    A me sembrava un’ idea carina …ma sento, con grande piacere, che per Michele, va già meglio….
    e pare che , anche in quest caso , un po’ come per i ” sintomi “,
    se si fissa l’attenzione sulla paura, di qualsiasi genere, questa….
    aumenta, fino a diventare un tarlo fisso…!!!

    Dott.ssa, è così ? IN un certo senso , l’ ” ingegneria “, di Michele,
    può essere applicata ad ogni sorta di paura ?!

    Sicchè, in teoria, anch’io prendo consapevolezza che il tarlo che tarla, dell’ agorafobia, non è più spaventoso, se non ci penso più di tanto….

    Tutto sarebbe talmente semplice , semplicistico, da non sembrare neanche vero !!!

    Non vorrei dire, ma già un’ intuizione del genere ,
    l’avevo avuta , ma se ho bene interpretato , quella di Michele , ne
    sarebbe la conferma !!

    E, se così fosse, avvremmo aperto la strada all’ articolo che la nostra cara Dottoressa ha anticipato di
    scrivere sul Blog- Giardino a giorni: Semplicemente non pensare alla paura : ecco come si fa .

    Dottoressa, verba volant, scripta manent ( le parole, volano ; lo
    scritto rimane )….se penso che ho scritto una grande cavolata ,
    ” confondendo ” le idee mie, ma soprattutto di qualche Fiore, con inesatezze , mi sento altro che ion colpa !!!

    Se avessi preso un
    abbaglio, come si dice, luccile per lanterne , mi raccomando, MI
    corregga, sottolinei in rosso :…….., cancelli tutto….!!

    In effetti, continuo a sentirmi ” insicura “, e i livelli di autostima, che stiamo cercando di innalzare, potrebbero andare più che sotto i tacchi, ….. sotto terra, nel garage , dove mi fa anche un po’ paura andare solo per prenedere la mia amata bici , perchè è buio,
    solitario, scende in una discesa un po’ ripida, e per risalire, bisogna fare una sorta di circonvoluzione…. ma forse , mi fà quest’ effetto, perchè ci penso troppo !!

    Più tardi, voglio verificare !!!!

    Andrò incontro a mio marito, che torna dal lavoro….
    ancora ” ho bisogno di sapere che ” dall’ altra parte, c’ è qualcuno che mi aspetta ” ….. eh, vabbè , io i tentativi li sto facendo…..

    D’altra parte, se mi soffermo a pensare, dopo il racconto della
    mia nascita, svolto un po’ come il film ” senti chi parla “con Jon Travolta, doppiato da Paolo Villaggio, che ancora sono ” sotto
    la luce dei riflettori “……. mi viene da scappare , se non ci penso,
    è altra cosa….

    Ora vi accenno a dove Vi ho portato sabato ( interessa ? No ?
    peccato…) , e pensare che io vi volevo chiedere se per caso non vi è rimasto nelle narici un buon profumo di ( slurp )… cioccolata, sul palato un buon sapore di…. cioccolato, negli occhi
    delle belle, simpatiche forme di oggetti ( automobiline, caffettiere,
    viti, bulloni, cacciaviti, caffettiere….perfino i simboli delle città; la gondola, la torre di Pisa, e tanto altro ), tutto a forma di…. cioccolato!

    Non. non sono stata a Perugia ( chi ci arriva ?! ), nè a
    ” Cioccolandia “, ma in un paese che dista da dove abito , una
    15 ina , 2O Km, dove c’era per l’appunto la festa de cioccolato;
    con stands in cui l’inica gastronomia era il cioccolato !

    La mia
    ” piccola ” ha sgranato gli occhi, ha allargato l’ anima e il cuore,
    ha gioito di tutto , ed è sta bene ( ma bene, in tutti i ” sensi “,
    cioè senza ansie anticipatorie, senza ” sintomi “, etc ! )

    e vi ho pensato; mi chiedevo: chissà la Dott.ssa che starà facendo;
    Michele forse era incollato davanti ad uno dei supi video-games,
    Nicola in qualche locale, superaffollato a mangaire una pizza, e a tenete allegra tutta la brigata ; Nic, chissà, magari aveva ripetuto l’ esperimento dell’altra volta, magari con un tragitto più breve; Daniela pensava ad ,… Alessandra, che a sua volta pensava a Daniela ; Sara meditava, sempre più convinta, ad acquistare il libro della Dottoressa Laura Bolzoni Codato , Chadjscja ripensava gaudente al suo viaggio; Paola riassettava casa , magari dopo il pranzo un pranzo in compagnia di amici, ( anch’io, ieri sera, con una cara coppia di amici, in casa , con piadina romagnola e
    prosciutto! ) ; Erika…boh, non si racconta molto , magari ad un cinema col figlio , o….

    Insomma ho pensato a tutti !!!!

    Un caro, grande ABBRACCIO e SORRISO

  94.  
    PAOLA
    20 ottobre 2009 | 12:08
     

    Mia cara Francesca,io non credo che tu abbia detto una sciocchezza…anzi,la penso esattamente come te,il problema è(come chiedevo nella mia mail precedente) come fare a non pensarci quando i pensieri ti assalgono involonteriamente,quando cerchi di scacciarli e loro si fanno ancora più insistenti.

    Come te il mio grande problema è andare in giro da sola,ascoltare gli altri che parlano di viaggi fantastici mentre io sono chiusa nel mio piccolo mondo.
    Sicuramente allontanare i pensieri che ci bloccano è la cosa più difficile,ma sono sicura che la nostra cara Dottoressa saprà darci un ottimo consiglio per allontanarli.

    Un caldo abbraccio dolce e cara Francesca,i tuoi messaggi mi mettono sempre di buonumore,si vede che la tua piccolina è ben curata ed anche se un pò limitata non ha perso la voglia di vivere.

  95.  
    EVA
    20 ottobre 2009 | 13:02
     

    Non mi sono dimenticata di voi ragazzi!!! Anzi…tutt’altro!!
    Il problema è che mi si è rotto il pc a casa (ormai era alla frutta poverino…), soldi per comprarne uno nuovo non ne ho (e ripararlo costa più di comprarne uno nuovo!!) e quindi vi scrivo questo breve post dall’ufficio (sperando che non mi becchino! :-) )

    Cercherò di risolvere ‘sto problema il prima possibile…mi mancate!!

    Nel frattempo…vi dò una notizia in anteprima: non mi ricordo nemmeno più quando ho avuto l’ultimo attacco di panico!! Adesso esco di casa e nemmeno ci penso!! :-)

    Chissà…forse quel post-it pian piano sta cominciando a staccarsi……

    Un abbraccio a tutti. Vi penso sempre.

    Non mollate, mi raccomando!!

    E ancora grazie…a Lei Dottoressa e a voi tutti…Senza di voi non sarei quella che sono ora.

    Vi voglio bene
    A presto (…spero…!..)

  96.  
    20 ottobre 2009 | 13:34
     

    RISPONDO A EVA

    Che bello risentirti e che gioia comunicano le tue vittorie sugli attacchi di panico!

    Brava, Eva!

    Sono sicura che una delle prossime folate della tua amata “bora” triestina farà davvero volare lontano il post-it con i vecchi dati del panico!

  97.  
    chadisja
    20 ottobre 2009 | 22:12
     

    Ciao a tutti cari amici e ciao alla nostra Dott.ssa Laura.
    E’ da tempo che penso di scrivere ma in questo periodo sono stata sommersa di impegni lavorativi e proprio questi mi hanno causato tanta ansia alla quale nn ero + abituata ormai da tempo.

    Per fortuna nessun sintomo del panico ormai domato grazie al libro della Dott.ssa Laura Bolzoni Codato che leggo e rileggo per convincermi quando me ne dimentico.

    Ho notato che quando mi si accavallano le cose che devo fare e quando nn riesco a gestire la mia giornata con tranquillità si affiorano i pensieri negativi che per fortuna nn si trasformano in pan come invece accadeva prima.

    Comunque adesso ho imparato a risollevarmi anche da sola e con forza mentale + che fisica riesco a darmi una ragione a tutto quello che il mio corpo mi trasmette.

    Dei sintomi solo un piccolissimo accenno,durano pochissimo e poi vanno via e cosi’ si ricomincia alla grande.

    Bravo Michele ho letto che stai facendo progressi, infatti dipende solo da te e dalla forza (sempre mentale) che metti per uscirne fuori, vedrai i risultati.

    Ciao Paola anch’io ho pensato a Desy e spero proprio che si faccia viva.

    Nicola, ti capisco, il mondo è pieno di persone che si danno le arie senza avere nulla di sostanzioso si dice cosi?……ma alla fine la verità delle cose viene sempre a galla a magari questi individui continuano a vivere dandosi l’importanza che gli altri nn gli danno, forse è questo il loro problema chissà!!

    Sara vai tranquilla…… è questo modo che abbiamo tutti noi animi molto sensibili, di preoccuparci per tutti e di pensare solo al negativo soprattutto su di noi, il fatto di nn sentirsi sicuri di se stessi e il fatto magari di nn credere a se stessi porta tutto questo scompiglio che a sua volta fa accelerare i battiti cardiaci, io ho una valanga di esami di elettrocardiogrammi ed eco.color doppler quanti soldi spesi….. solo per il mio modo di pensare sempre al peggio.

    Adesso i miei battiti sono sempre accelerati ma ormai fanno parte di me adesso so’ la verità quindi nn mi inpressionano + e devi credermi una volta capito l’ingranaggio……… vedrai buona lettura..…..

    Ciao Francy sei sempre simpatica nei tuoi scritti, mi piacciono le persone che sdrammatizzano almeno si raccontano in modo diverso e poi cosa c’è di + bello di fare una passeggiata lungo i viali da sola?

    Ci hai pensato è stupendo puoi goderti tutto quello che ti sfiora senza che nessuno ti disturbi e poi ti rilassa cosi’ tanto, certo hai ragione scambiamoci le paure, sarebbe istruttivo sentire che sensazione ti trasmette la paura di un’altra persona eppure simpatica l’idea nn male.

    Vi saluto tutti indistintamente e vi abbraccio fortissimo.

    Cara Dott.ssa quando puo’, scriva per noi, i suoi consigli sono sempre motivo di forza e coraggio e poi mi e penso ci fanno sentire meno soli e più capiti, cosa difficile da trovare oggi giorno.

    Chi ti ascolta?, ormai tutti vanno di fretta e quando hanno un po’ di tempo di certo nn lo dedicano per ascoltare i soliti sintomi che per loro sono:” Dai nn ci pensare, nn è nulla, sono solo cavolate, adesso poi passa tutto,” e cosi’ ti liquidano tempo due secondi.

    Grazie Dott.ssa.

  98.  
    20 ottobre 2009 | 23:31
     

    RISPONDO A SARA su COME SMETTERE DI CONTROLLARE I BATTITI DEL CUORE

    Benvenuta Sara nel nostro Giardino- Blog!

    Ho compreso le tue preoccupazioni, le tue paure legate al corpo e il timore che i pensieri riguardo eventuali malattie diventino ossessivi.

    Il corpo fisico è guidato nella sua fisiologia da una saggezza e da un’intelligenza millenaria……

    Continua la lettura qui, clicca sul link

    http://www.panicovintoblog.com/ansia/semplicemente-non-pensare-alla-paura-ecco-come-si-fa/

  99.  
    20 ottobre 2009 | 23:58
     

    RISPONDO A MICHELE E A FRANCESCA sul tema dell’Agorafobia e della paura di deglutire

    State entrambi affrontando, in un percorso parallelo, in modo coraggioso e corretto, i vostri timori più grandi: l’ agorafobia e la paura di deglutire.

    Per giocare un po’ nello stile dell’amata e curatissima “piccolina” di Francesca: “Fuochino…fuochino….”

    Le importanti scoperte e comprensioni che condividete con noi, nascono dal vostro onesto impegno nel fare azioni concrete, nel tentare ogni giorno di uscire da questo incubo.

    Vi lancio alcuni spunti di riflessione.

    Pensare a ciò che vi fa paura lo fa aumentare.

    Michele, distratto dalla telefonata dell’amica, nel momento in cui ha mollato il controllo del boccone che non scendeva in gola, ha spontaneamente deglutito….

    Gli episodi della caramella di menta e del catarro in gola a scuola sono avvenuti negli orari della giornata, che adesso sono diventati critici riguardo al mangiare.

    L’energia vitale quando arriva lì, in gola, trova un ostacolo: il vecchio trauma legato ai tre episodi sgradevoli non ancora integrati.

    Lì, Michele dobbiamo lasciare la nuova comprensione di che cosa è veramente accaduto, come si lascia un bigliettino affettuoso in un luogo, finora vuoto di consapevolezza.

    Sentire non è pensare.

    Sentire le sensazioni quando ci sono e passarci attraverso le fa svanire e dissolvere.

    Michele, quando ti metti a tavola, dove vivi tanto disagio, prova a portare l’attenzione alla tua lingua (organo di senso, che ti fa gustare il cibo e organo di azione, che ti fa parlare e cantare) e, come in un gioco simpatico, silenzioso e invisibile, muovila con piacere nella bocca immaginando di assaporare il buon cibo che ti sta davanti nel piatto, anzichè pensare: “Adesso il boccone mi va di traverso…mi soffocherò….”

    Poi, quando le sensazioni di piacere avranno vinto la paura e l’ansia, semplicemente mangia.

    Prova e poi ci condividi, qui sul nostro Blog, che cosa ti accade di nuovo e di interessante.

    Le sensazioni che avete vissuto da bambini negli episodi che ci avete raccontato tanto bene, con amorevole cura, sono rimaste incollate nella mente.

    Ora come allora.

    Però, c’è un dato nuovo: siete entrambi sopravvissuti all’evento doloroso del passato.

    Le sensazioni sono simili a quelle antiche, ma voi siete diversi, voi siete cresciuti e molto cambiati.

    La paura ha bisogno di ansia per vivere, se l’ansia si allenta grazie al rilassamento, grazie alla fiducia nel corpo, in voi stessi e negli altri esseri umani, nello spazio, la paura svanisce.

    Dolce e simpatica Francesca: hai avuto tanto terrore nei tre episodi infantili perchè non l’hai potuto attraversare stringendo con la tua manina quella del tuo papà e della tua mamma.

    Eri drammaticamente sola!

    Ma lo spazio non c’entra, non è “colpevole” non è “spaventoso”: era solo una vasca scivolosa, un giardino abbandonato, un cortile dove correvi con la tua biciclettina.

    Prova a separare la paura interna dallo spazio esterno a te!

    Buon lavoro, sono con voi!

  100.  
    21 ottobre 2009 | 00:57
     

    RISPONDO A ERIKA

    Coraggiosa e splendida mamma, tieni sempre viva la relazione con tuo figlio e attraversa insieme a lui le turbolenze dell’adolescenza.

    Tu sei il suo punto di riferimento affettivo e la persona che ha sempre soddisfatto, con amore, i suoi bisogni.

    Suo padre, anche se poco elegante e scorretto nei comportamenti verso di voi, è e rimane sempre il 50% del suo DNA.

    Un figlio sente sempre dentro di sè di essere e di appartenere metà alla mamma e metà al papà.

    La verità su suo padre non è utile che venga conosciuta per forza adesso, che ha bisogno di sostegno e di guida nella vita.

    Prova a buttar fuori con altre persone, che ti accolgono e ti comprendono, tutto quello che pensi e che provi verso il padre di tuo figlio.

    Puoi farlo anche qui se lo desideri.

    Ma ti invito a proteggere tuo figlio ancora per un po’ dal vento crudo e freddo di questa verità, che adesso non è utile che conosca.

    Ti ammiro per l’amore e per la cura con cui stai educando il tuo ragazzo!

  101.  
    Erika
    21 ottobre 2009 | 09:00
     

    Grazie Dottoressa Laura per il suo consiglio, che apprezzo e sicuramente seguirò.

    Sono molto confusa e non so veramente come affrontare questa cosa, quello che più mi sta a cuore è di non far star male mio figlio, di farlo crescere tranquillo e sicuro di se stesso e so che quello che seminerò io oggi sarà fondamentale per quello che sarà lui da adulto.

    Lui adesso è un ragazzino sereno e non so quanto possa mancargli il padre dato che è da quando sono rimasta incinta che è sparito.
    L’ha visto solo per un breve periodo qualche anno fa e già da solo un po’ ha compreso che non è un esempio da seguire e una persona responsabile.

    Il nostro rapporto è davvero speciale, forse proprio perchè abbiamo vissuto sempre noi 2 soli e la differenza d’età non è molta.

    Si confida molto con me, mi racconta sempre tutto, come se il farmi sapere ciò che pensa o quello che magari a volte combina (e potrebbe nascondermi) lo fa sentire “a posto con la coscienza”.

    Lo amo moltissimo, è la cosa più importante e vera che ho.

    E come mi ha consigliato lei aspetterò ad affrontare il racconto di suo padre.

    Mio figlio comunque sa di potermi chiedere in ogni momento qualsiasi cosa riguardo suo padre, senza il timore di farmi soffrire perchè nel mio cuore l’ho già perdonato per il fatto di non esserci stato.

    Ogni tanto gli chiedo se lo pensa, se gli manca se vuole contattarlo, ma lui mi risponde che praticamente non ci pensa mai, perchè per lui è da sempre normale che la nostra famiglia siamo solo noi due e che se vuole deve essere lui a chiamarlo. Ma nei suoi occhi e nelle sue parole non sento né rancore né tristezza, solo accettazione.

    Scusate se ho parlato solo del mio problema, vi ringrazio ancora una volta per avermi ascoltata.

    Erika.

  102.  
    nicola
    21 ottobre 2009 | 12:02
     

    Buongiorno cari amici, buongiorno cara dottoressa.

    Cara Francesca, i tuoi commenti mi lasciano sempre un dolce sapore, nella tua fantasiosa chiarezza riesci sempre a darmi nuovi spunti di riflessione.
    Mi chiedi se non sia stato meglio così.
    E’ difficile dare una risposta perchè è difficile trovare dei lati positivi alle conseguenze che quell’episodio ha comportato.

    E’ stato un momento molto umiliante, mi ha ferito.

    Ma se me lo chiedi tu proverò a rifletterci sù.
    Per tutti gli anni del Liceo ho frequentato un mondo che non mi apparteneva ma a cui però ambivo.

    Ho frequentato le case in città e al mare della cosiddetto Jet-set, ho conosciuto gli agi, gli hobbies, i modi di vivere di illustri professionisti, persone che hanno avuto tutto dalla vita, apparentemente per lo meno, mariti sicuri di sè e mogli che si dividevano tra un corso di yoga ed un aperitivo con le amiche.

    Poi tornavo a casa e mi scontravo con le difficoltà di mia madre che con molta attenzione cercava di gestire il budget familiare, diceva questo mese compriamo le scarpe a te ed il mese prossimo a tuo fratello o viceversa.

    Però si occupava di noi in modo amorevole, trascurava se stessa per noi, tutto per la famiglia.

    Quanta sofferenza ha dovuto subire lei che ha perso entrambi i genitori all’età di 12 anni.
    Ma quanto amore ci ha donato!
    Quanto ha giocato con noi, con quanta solerzia e attenzione ci ha insegnato l’educazione ed il rispetto.

    E’ stata ed è tuttora un grande esempio di correttezza, di coerenza, onestà, integrità morale,comprensione, attaccamento ai valori universali e alle regole etiche fondamentali.

    Mio padre lavorava molto, per lui lo straordinario sul lavoro era l’ordinario.
    Eppure ha sempre trovato il tempo per giocare con noi, mi ha insegnato ad andare in bici, a radermi, abbiamo scherzato e riso molto, siamo andati a pesca, abbiamo fatto jogging, da bambino, in campagna, mi teneva sulle sue gambe e mi faceva tenere il volante dell’auto, organizzava gite fuori porta, riusciva ad essere il padre che educava e l’amico con cui poter condividere momenti di relax e divertimento.

    Che persone meravigliose i miei genitori. Non finirò mai di ringraziarli per tutto quello che ci hanno donato.

    Due maestri di vita.

    Sono orgoglioso di loro, li adoro.

    Non avevano mai preso un aereo e mio padre diceva spesso che almeno una volta nella vita avrebbe voluto farlo, però c’erano sempre cose più importanti da fare con quei soldi.

    Allora sai cosa ho fatto col mio primo stipendio?

    Gli ho regalato un week end a Roma, in aereo.

    Loro, io e mia miglie.
    E’stato bellissimo vedere mio padre che non smetteva di guardare dal finestrino e mia madre che fingeva di leggere un giornale per superare la paura del decollo.

    Beh…lo ammetto, in questo sono fortunato, sono circondato da tanto amore.

    Sono diventati genitori acquisiti anche per mia moglie , altro che stereotipi obsoleti di rapporti suocera-nuora, si vogliono veramente bene anche perchè i miei sono persone molto discrete e mia moglie un essere dotato di un’intelligenza ed una sensibilità straordinarie e da loro si è sempre sentita amata e protetta.

    Senza varcare la soglia dell’indiscrezione quando ho sbagliato mi hanno “rimproverato”, non sono stati dalla mia parte per partito preso perchè io sono il figlio e questo li fa onore.

    Beh, cara Francesca, dopo aver riflettuto a “voce alta” devo dire che forse sono arrivato al punto positivo ed è mia moglie che forse non avrei conosciuto e che non cambierei con nessun’altra al mondo.

    Grazie per vil tuo spunto, in cambio, quando ne se ntirai la necessità potrei essere quel fratello che avresti sempre voluto, più piccolo ma già abbastanza adulto da poterti difendere.

    Ti abbraccio forte forte.

    Cara Erika, segui le indicazioni della dottoressa. Anche io a quell’età ero intrattabile, volevo stare solo e mi chiudevo spesso in camera. E’ un’età un pò particolare.

    Tu continua ad amarlo, a cercare di parlargli rispettando i suoi spazi e la sua voglia di solitudine.
    Questo penso sia il modo migliore per evitare le brutte compagnie, il tuo amore ed il tuo rispetto lo rendono forte.

    A volte la solitudine è positiva, soprattutto a quell’età serve per conoscersi a fondo, per elaborare le prime esperienze, nel bel mezzo di una tempesta emozionale ed ormonale, le prime simpatie, le prime delusioni d’amore.

    Stà scoprendo la sua anima ed il suo corpo.

    Cara Paola, mi dispiace che tu sia stata male per me, purtroppo che ci vogliamo fare?

    L’episodio ci insegna che quando troviamo delle persone come i fratelli-fiori bisogna tenersele ben strette ed apprezzare la nostra sensibilità che ci fa volare alti.

    Riguardo ai sintomi, sei sicura di cercarti di distrarre nella maniera giusta?

    Se cerchi disperatamente di diminuire i sintomi fai il loro gioco, se nel cercare di distrarti controlli ogni secondo se i sintomi si sono attenuati non ti stai distraendo, li stai combattendo cercando di nasconderti.

    Forse è questo il tuo errore.

    Cercare di ignorare i sintomi significa concentrarsi su quello che stai facendo altrimenti diventa una lotta.

    Io per es. mi rendo conto che spesso per distrarmi divento logorroico, attraggo l’attenzione dei miei amici, scherzo, faccio attenzione a come mi esprimo non tanto per ricercare parole forbite quanto piuttosto obsolete e giocando sui paradossi, i vari punti di vista.

    Anche io, istintivamente, quando comincio a parlare, controllo i sintomi ma così favendo i miei sforzi non li eliminano ma vi si sovrappongono, è solo quando ciò che sto facendo o dicendo diventa il mio unico pensiero i sintomi spariscono.

    E’ come se tu facessi partire l’auto con il freno a mano un pò tirato, se ne sei cosciente accellererai di più per contrastarlo, l’auto si muoverà ma tu sentirai che le ruote non sono libere di girare.

    Se invece non ti accorgi del freno a mano potresti fare svariati Km prima di accorgetene, ecco ignora il freno a mano.

    Spero di essere riuscito a spiegarmi. Ti abbraccio e ti ringrazio per la tua sensibilità, la tua risposta è stata dolcissima.

    Cara Nic, più rileggo ituoi commenti e più ti considerò speciale.

    Hai proprio ragione, abbiamo molte cose in comune.
    Quando ero bambino mio padre la notte accendeva una stufa elettrica nel corrudoio di casa oer poter riscaldare contemporaneamente la camera da letto dei miei e quella dove dormivamo io, mio fratello e mia sorella.

    I termosifoni sono arrivati molto più tardi..

    Sei dolcissima quando parli di tuo padre, vorrei essere lì ad asciugarti le lacrime, sii orgogliosa del suo esempio che si riverbera nella bella persona che sei diventata.

    Scrivo dalla Puglia, spero di esserti vicino geograficamente tanto quanto lo sono con il cuore, sarebbe bello invitarti a cena ( se vuoi vengo a prenderti io).
    Tu da dove scrivi?
    Ti abbraccio.

    Caro Michele, probabilmente hai ragione, sono troppo sensibile, ma sai quando non avevo questo problema del panico, la mia sensibilità mi permetteva di coltivare veri rapporti d’amicizia con persone anche molto diverse tra di loro, rapporti basati sulla sincerità perchè cercavo di comprendere piuttosto che giudicare, riuscivo ad immedesimarmi anche in chi conduceva una vita più attenta alla sopravvivenza che al culto della conoscenza.

    Persone che masticano la vita senza mai avere la possibilità di fermarsi ad assaporarne il gusto.

    Ora che ho questo problema mi chiedo se le persone sensibili siano veramente privilegiate, perchè la sensibilità ti permette di apprezzare ed emozionarti per un complimento o uno sguardo d’approvazione o di complicità ma è anche responsabile del dolore che proviamo quando, involontariamente, facciamo del male a qualcuno e ci fa demoralizzare quando in uno sguardo leggiamo disappunto o indifferenza.

    Se fossi meno sensibile forse mi emozionerei di meno per una vita che nasce e soffrirei meno per una vita che finisce e sarei in grado di mantenere un equilibrio emozionale che ora non riesco a trovare.

    Sono felice che tu stia meglio, continua così.
    Grazie per le tue parole di stima e comprensione.

    Grazie cara dottoressa Laura Bolzoni Codato, non dimentico che tutto questo è merito suo, tutto è perchè lei ci ha accolto in questo meraviglioso giardino.

    Però mi sta logorando un dubbio.

    Vista l’indignazione che ha suscitato il comportamento di quella “cugina” negli amici fiori, non vorrei aver commesso un errore nel raccontare quell’episodio.

    Ho paura di aver urtato la loro sensibilità e mi sento un pò in colpa.

    Non farei mai niente per turbare i miei cari fratelli fiori.

    Se ho sbagliato me lo dica, sarò più attento.

    L’abbraccio e mi scuso, mamma mia, ho scritto troppo. ciao a tutti

  103.  
    21 ottobre 2009 | 14:00
     

    RISPONDO A NICOLA SUL TEMA della SENSIBILTA’ di chi SOFFRE di ATTACCHI di PANICO e sul SENSO di COLPA VERO che nasce quando FERIAMO QUALCUNO

    Hai fatto molto, ma proprio molto bene, a condividere con tutti noi l’episodio doloroso della cugina della tua amica del cuore, che per immaturità e per umana invidia, ha contribuito in modo significativo a deviare il corso della tua vita scolastica e forse anche il tuo futuro affettivo.

    Questo evento umiliante è stata una circostanza importante nel far partire gli attacchi di panico.

    Eticamente, la cugina della tua amica, ha sbagliato nel suo comportamento che è stato fortemente non corretto.

    Raccontando quell’episodio, trattenuto e taciuto per molto tempo è uscita in modo vero e spontaneo tutta la tua carica emozionale, fatta di sofferenza,di incomprensione, di umiliazione legate all’episodio.

    Hai fatto bene a mostrare in modo appassionato questa intensità sentimentale forte.

    La reazione di alcuni lettori è stata altrettanto forte, ma nelle loro parole ho letto tanta solidarietà per te, tanta partecipazione, tanto desiderio affettuoso di comunicarti. “Nicola, ti abbiamo compreso e stiamo dalla tua parte!”

    La sensibilità di chi soffre di attacchi di panico non è fragilità, né debolezza!

    Solamente le persone molto sensibili e forti possono permettersi di sentire tutti i terremoti emozionale, fisici e mentali che i sintomi del panico generano, senza morire e senza impazzire!

    Quindi sentiti tranquillo, non hai sbagliato verso gli amati “Fiori del Blog”anche se sei stato un po’ forte; diciamo che hai avuto una legittima catarsi emozionale, derivata dal fatto di aver dovuto subire una grande e profonda ingiustizia, fino ad allora tenuta silenziosamente dentro il tuo bellissimo e nobile cuore.

    Però….

    Se senti il senso di colpa dentro di te e chiedi il mio punto di vista perché hai un dubbio, allora spero tu possa accettare che ti dica che, per quanto legittima, per quanto giustificabile, per quanto comprensibile, nella comunicazione hai ferito quella ragazza, anche se nessuno di noi sa chi sia, né la conosce.

    E’ stata mostrata la verità del suo comportamento meschino e distruttivo come se questi difetti fossero tutta lei, non solo un’ infelice azione sbagliata che ha commesso.

    Questa è una ferita, che il livello alto di etica , che hai respirato nella tua meravigliosa famiglia fin da piccolo, ora avverti come una piccola spina nel tuo cuore.

    Che cosa puoi fare di costruttivo per sciogliere questo senso di colpa?

    Comunicare qui a noi, con altrettanta onestà, accanto al racconto già fatto del tuo grande dolore, provocato dall’episodio ingrato, anche la tua personale responsabilità nel subire quell’evento, nel lasciarti ferire, senza difendere te stesso, senza reagire, senza portare nella relazione con le due ragazza i valori della sincerità, dell’ onestà, della bontà, del rispetto che bene incarni.

    Hai subito quella calunnia come una sentenza di tribunale inappellabile, per rimanere nell’ambito della tua attività professionale.

    Hai scelto di perderti per un po’ e di iniziare un ciclo discendente pericoloso ( birrette, esami dichiarati ma non fatti, inedia, malinconia, ecc….), dal quale per fortuna sei uscito alla grande.

    Prova a raccontarci come avresti potuto fare meglio in quell’occasione.

    Ripercorri l’evento traumatico difendendo te stesso, stando dalla tua parte, fermando la ferita che ti è arrivata.

    Assumi questo nuovo punto di vista!

    Infine per riportare i piatti della bilancia in equilibrio, tenta di dire una cosa bella di questa cugina, sicuramente l’avrà!

    Ti stimo molto e ti sono vicina!

  104.  
    sara
    21 ottobre 2009 | 17:44
     

    Cara Dottoressa, le sue parole mi hanno commossa e colpita allo stesso tempo… sento di poter parlare con una persona che sa quello che dice …

    Cercherò di seguire i suoi consigli .. leggendo attentamente e più volte il suo libro… cercherò — e ce la farò .. sono stanca di stare così .. non è più la mia vita questa..

    un abbraccio forte ..e grazie a tutti per il calore che riuscite a trasmettere …

  105.  
    francesca
    21 ottobre 2009 | 18:57
     

    Cari Fiori e cara Pregiatissima Corolla Dottoressa, e….. /o viceversa, quando varco il cancello del Blog-Giardino, dopo un po’ che, per
    motivi diversi, non ho potuto sostare tra i viali, passeggiare tra un’aiuola e l’altra , inebriarmi del delizioso, fresco profumo che qui
    si respira, del candore del cielo che, nonostante le fredde e premature temperature reali del periodo, è sempre limpido e luminoso, dopo un po’ la mia ” piccola ” mi tira per la manica e mi dice: andiamo ad ammirare i meravigliosi origami che senz’altro la Dott.ssa Laura Bolzoni Codato ha intagliato per TUTTI, i bei ghirigori che
    i fratelli-fiori hanno disegnato ?!?

    E, come tutti i ” bimbi ” che ,
    ancora hanno il ” terzo occhio ” aperto, a differenza degli adulti che a volte purtroppo ne conservano solo uno come Polifemo , non
    si sbaglia quasi mai !!!

    Passeggiare in questo Giardino – Blog è appassionante, leggervi è appassionante, imparare dalla cara Dottoressa che ci segue , ci
    sprona , amorevolmente e bonariamente , se occorre , ci corregge,
    è altamente istruttivo…. che bello !!

    Dottoressa , ciò che ha scritto Nicola a proposito dei suoi genitori ,
    e il resto , a proposito della ” cugina “, mi induce, come riflessione, anche se già era mia intenzione farlo, e già lo sto facendo in un ” lavoro ” che continuo da sola, o meglio, sempre in compagnia della mia ” piccola ” , non tanto a soffermarmi su altri episodi della mia ” lontana ” infanzia e adolescenza, che veramente appartengono solo al mio cuore, e rattristerebbero , quasi a farli appassire, i Fiori del giardino, quanto piuttosto ad elencare alcuni
    episodi in cui i miei genitori sono stati grandi , eccellenti ….

    Purtroppo si ha la tendenza a soffermarsi sulle ferite , che ci
    sono state causate , perchè quelle ci hanno procurato tanto dolore ,
    amarezza, umiliazione ( e sono veramente tante, insieme agli
    “abbandoni ” emotivi, affettivi, psicologici che ci hanno “segnato “, dato il via al Pan e all’ agorà ; ogni tanto ne ripercorro , attraverso qualcuno, ma poi per fortuna, riesco sempre , o quasi, a “consolare”
    la mia ” piccola “)..
    ora da adulta, per filosofia di vita , per necessità di ” sopravvivenza ”
    emotiva, ho imparato e sto imparando a cercare in tutti gli aspetti ,
    nelle circostanze della Vita, nelle persone che incontro, che mi hanno ” formato ” il lato POSITIVO!!!

    Così, dei miei amatissimi Genitori , che ho da tempo ” perdonato ”
    e compreso certi loro atteggiamenti ed errori , compiuti per
    stanchezza , ” rabbia ” nei confronti della Vita, del loro vissuto, etc,
    voglio pubblicamente , quasi con una lettera aperta , che purtroppo
    loro non potranno mai leggere, per ovvii motivi , nominare alcune
    situazioni in cui ” allora “, ma soprattutto ORA , li ho apprezzati……

    Come già detto e intuito, non si navigava nell’ oro, eppure
    dopo il ritorno a casa di uno dei miei ricoveri all’ ospedale
    ( non sono mai stata una ” forza ” della natura; già la maestra,
    allora unica, mi congedò, in V° element. con questo ” giudizio “:
    delicatina di salute, ama appartarsi con un libro piuttosto che correre o giocare….), ebbene, in occasione dell’ imminenete
    Epifania, mi fecero trovare la cucina addobbata con tanti dolcetti ,
    tutti appesi a fili attaccati al soffitto . che sorpresa, che gioia, che emozione ….penso debbano aver ” lavorato ” tanto , di nascosto ,
    perchè la sorpresa riuscisse , e senz’altrò riuscì, se ancora
    adesso la rispolvero con tanto entusiasmo ( e mi nutro di questo
    per ” cancellare ” altro , l’ avvicino ad altri episodi meno felici , in
    quel “gioco della felicità “, che cerco di interpretare con la mia
    “piccola” )…

    in un’altra occasione , sempre per il fatto che di soldi
    ne circolavano pochini, per non farmi mancare il vestito di Carnevale, nella festa credo dell’ultimo anno delle elementari , mia
    madre cucì per buona parte della notte, dei ritagli di stoffa, sopra un pigiama , così da farne uscire un bellissimo vestito di Arlecchino,
    e con quello non mi sentii ” diversa ” daglli altri !……

    Grandi, grandi genitori , coi loro sbagli, ma con le loro virtù , che
    erano quelle dell’ ” ingegnarsi ” sempre …..

    un altro ricordo bello , tenero, tenero che ho di mio babbo, da cui ho imparato ed ereditato il gusto per la lettura ( ha una grande collezione di libri di Tex, quello si poteva permettere, credo ), è del
    giorno della mia Comunione, avevo un vestito bianco, candido come la neve, ed anche il mio cuore lo era , e tuttora , per quanto
    possibile, nonostante la Vita, pare a volte, mettercela tutta a rubarci questo candore, sempre con la mia ” piccola “, solo persa di vista, ma mai in fondo , dimenticata, cerco di riotrovare e di conservare,
    in quell’ occasione ricordo che per farmi arrivare alla strada asfaltata,
    perchè non sporcassi il vestito lungo bianco e le scrape ugualmente bianche , mi portò in braccio….

    Bei ricordi che custodisco nel mio cuore , che cerco di assaporare, anche ora , che ho condiviso con Voi …..

    Sì, Nicola, anche i miei genitori sono splendidi, ” poveri, cari , vecchi”, ora molto soli, acciaccati, ma dignitosi…. così teneramente li vedo, e li amo , nonostante tutto, o proprio per questo…… e costantemente ” prego ” (ma anche senza virgolette) , per loro ,
    perchè Dio accorci un po’ della loro sofferenza, e invii loro, magari attraverso il loro Angelo, quell’angelo, si dice , sia posto vicino ciascuno di noi, il mio messaggio di BENE !!

    Ora ho scritto tanto; mamma mia, che movimento in questo Giardino-Blog, Dottoressa cara, che ” sessione ” di studenti volenterosi di imparare , di imitarLa …..

    Prossimamente mi rifarò ” sentire ” , intanto La ringrazio per la risposta sull’argomento ” agorafobia ” , ci sto molto riflettendo, sto
    cercando di ” sezionare ” il tutto, di studiare…. e cercare di mettere in pratica…complimenti anche al Suo eclettismo , sa sempre
    talmente bene ” adeguarsi ” alle esigenze di ciascuno di noi, per
    mettersi sulle nostre stesse frequenze…. tant’è che anche in questo
    caso la mia “piccola” (perchè è lei in effetti, che ” gioca”), ha apprezzato e sorriso al Suo ” fuochino, fuochino “…

    Meglio sarebbe il ” problema” del deglutire, ( Michele, buona cena, vista l’ora , ti penso ), ma è sempre per il fatto che per me ….paura non è…. a proposito, sempre per “sdrammatizzare ” un po’, se
    ” la paura ha bisogno di ansia, per vivere “, sì, occorre proprio
    tagliarle i viveri !!!!!

    ( Nicola caro, desidero tanto presto, sentirti ballare la …. tarantella,
    magari poterla ballare insieme a tutti gli altri Fiori-fratelli , anche se
    solo virtualmente ; vorrei sapere tutti, tutti sereni, e felici; se fosse
    in mio potere, se ne avessi la facoltà, distribuirei gioia a pieni mani, la spargerei per le vie del Mondo , come facevo da bambina, quando , nelle processioni , si spargevano petali di
    …… Rosa, per le vie del paese, ed era tutto un tappeto , una scia
    profumata , che mi piaceva tanto riguardare …..
    petali di Rosa come invece sparge la nostra cara amata Dottoressa per noi; allora, come
    ora, in modo diverso, quei petali li ho ritrovati ……

    un ABBRACCIO a TUTTI ( scappo, che la mia micia reclama il
    suo giusto cibo; beh, anche la mia “piccola” )

    baci

  106.  
    Antonio
    22 ottobre 2009 | 12:06
     

    salve dott.ssa e salve a tutti voi, vorrei parlare della mia nuova situazione.

    verso la metà di Luglio ho avuto un’attacco di panico dovuto( secondo il dottore al pronto soccorso) dallo stress del lavoro. da quel giorno non ho avuto più attacchi di quel livello ma spesso ,almeno tre volte a settimana, ogni volta che prendo i mezzi pubblici ho paura, ansia, mi viene una cosa allo stomaco tipo interrogazione a scuola oltre alla tachicardia che riesco a trattenere con la respirazione.

    Non so se questo è dovuto al fatto che l’attacco è capitato proprio sui mezzi, ma non sono stressato ultimanente e cmi capita ugualmente.

    Non soffro se vado al centro commerciale se esco, se vado in macchina ecc ma sui mezzi pieni ho sempre la senzazione che mi manchi l’aria. qualcuno può aiutarmi a capire?

    sono un ragazzo solitmente ottimista e molto espansivo ma sembra che non passi più.

    grazie e tutti

  107.  
    nicola
    22 ottobre 2009 | 12:07
     

    Cara dottoressa mi sento sollevato dalla sua approvazione del mio sfogo ma soprattutto dal fatto che lei abbia compreso la carica emozionale che ha deyerminato il modo un pò forte in cui ho raccontato l’episodio.

    Non sono sicuro di sentirmi in colpa nei confronti di quella persona che mi ha fatto del male.

    Però devo ammettere che ho sbagliato a subire quell’episodio.

    Se torno con la mente a quel giorno le cose non vanno come sono andate.

    Io mi avvicino alla mia amica ed a sua cugina e dico :” Scusami perchè hai avuto quella reazione?
    Qual’è il tuo problema?
    Non ti sembra di essere stata un pò violenta?
    Avresti potuto farle male.
    Certo che sei tremenda,
    Come te la difendi tua cugina, ma non ti preoccupare, non è successo niente anche perchè lo sò che in fondo sei una bella persona.
    Stai tranquilla, non la mangio mica, anzi con me è al sicuro, non ti preoccupare la proteggo io tua cugina.
    Senti, ma comunque per te non sarebbe più comodo venire in pullmann all’università?
    Ferma proprio lì davanti?
    No dai, stò scherzando mi fa piacere vederti ogni tanto, è da tanto che non ti vedevo.
    Và tutto bene?
    Un pò ci sei mancata.
    Senti, ma perchè non mangi qualcosa con noi dopo le lezioni? Potremmo prendere il treno del pomeriggio?
    Cosa ne pensi tu? (rivolgendomi alla mia amica)
    Le concediamo quest’onore?
    E avrei sorriso alla mia amica che avrebba ricambiato il mio sorriso e per sdrammatizzare avrebbe detto” Dipende da chi paga” ed io ” Alla romana, è chiaro”L’episodio forse avrebbe avuto il suo epilogo in una risata ed io avrei pensato…che cosa assurda, cara ti faccio conoscere io il vero Nicola…

    Ma purtroppo non è andata così e se quell’atteggiamento mi ha fatto così male è solo colpa mia, perchè mi sono lasciato abbattere da una reazione che ha evidenziato la pochezza della cugina.

    Però se devo essere onesto anche a me è capitato di avere, in altre circostanze, reazioni un pò cattivelle con chi non se lo meritava, di essere stato poco sensibile.

    Ecco, lei ha avuto una reazione infelice e basta. E quindi in fin dei conti, valutando l’episodio nel suo insieme, l’errore più grande l’ho commesso io.
    Potrei dire tante cose positive di quella cugina.
    Mi è capitato di organizzare delle feste, anche a casa mia, a cui lei ha sempre partecipato, non le ha snobbate.
    Abbiamo riso e scherzato spesso.
    Quest’estate ci siamo rivisti, io sono stato freddo e dopo mi sono chiesto se avessi voluto raccontarle l’episodio o scherzare con lei come abbiamo fatto tante volte.

    Cara dottoressa mi scuserà se sono stato poco chiaro, ma non voglio “costruire le mie risposte, voglio scrivere i pensieri così come mi vengono e poi probabilmente ho ancora bisogno di riflettere sull’episodio per non caricarlo più di umiliazione, di sensi di colpa, di rancore.

    Sarebbe bello riuscirci per cercare di raggiungere la tanto agognata armonia verso cui tendo.

    Un abbraccio caloroso.

  108.  
    NIC
    22 ottobre 2009 | 21:27
     

    Ciao, caro Nicola, io scrivo dalla Lombardia, ma chissà mai, un giorno di non riuscire a combinare .

    Cari fiori tutti e gentile corolla, due giorni fa è stata una giornata terribile.

    Non è successo nulla di particolare, ma io, già dalla mattina, avevo un’ansia esplosiva dentro di me.

    E’ stata una giornata dura, mi metteva ansia e inquietudina tutto, ero insofferente, ero agitata pensando all’arrivo del buio fuori…
    Oltre ai farmaci, da poco sto assumendo i fiori di Bach , volevo chiedere alla gentile Dott.ssa Laura cosa ne pensa in proposito.

    Io ho fatto il test , sperando mi possano essere di aiuto con le mie fobie di attacchi di panico salendo in macchina con altre persone.
    La sera, poi, c’era un incontro con uno scrittore locale , che vedevo per la prima volta e avevo dentro un’agitazione tremenda, tanto che, con il pensiero, in alcuni momenti, mi veniva il pensiero di scappare via..
    Ma è stata una bellissima serata, lui scrive libri prendendo spunti da luoghi della nostra zona e vita reale vissuta, che nel racconto viene un po’ modificata da lui, una persona ,molto socievole e simpatica.
    Finalmente circa a metà incontro mi sono un attimo calmata.
    Il giorno dopo ho aumentato le pastiglie che prendo …
    è molto brutto quando ci si trova in questo stato. Pensandoci sono state settimane emotivamente stressanti per una serie di motivi…

    Vorrei sentire qualcuno di Voi, cari fiori, e magari avere un parere della cara dottoressa,
    un abbraccio
    Nic

  109.  
    Michele
    23 ottobre 2009 | 11:01
     

    Gentilissima Carissima Dottoressa Laura Bolzoni Codato ,

    l’esercizio (o meglio, come l’ha definito Lei, il “gioco simpatico”) a tavola funziona!

    In più, mi sono anche permesso, dopo aver messo in bocca il boccone, di assaporarne dolcemente il gusto e lasciarmi andare…il passo successivo, la deglutizione, è andata da sé!

    Ho ricominciato a bere normalmente, ad assaporare la mia amata tisana pomeridiana, a sentire il gusto dolcissimo della cioccolata che si scioglie in bocca.

    Certo, non posso ancora dire di essermi già liberato totalmente dal problema, però i miglioramenti ci sono e sono evidenti.

    Unico neo: ieri ho pranzato fuori (hurrà!) con i compagni universitari. La maggior parte, neanche messo in bocca il panino, l’aveva divorato in due morsi, mentre io ne assaporavo il gusto a piccoli morsi.

    Ovviamente questo non poteva sfuggire all’occhio d’aquila di qualcuno, sicché i commenti sono stati sempre gli stessi, ovvero che “ho un modo strano di mangiare” oppure, addirittura, che “mangio in maniera assurda”.

    Questo, sinceramente, mi ha dato fastidio. Intanto, ognuno ha il proprio il modo di mangiare, indipendentemente da qualsiasi fobia, ma poi…cosa avrò mai fatto? Mangiare lentamente è forse un crimine? Non credo…anzi, è una cosa più che positiva. Mastico molto bene il cibo. E allora? Qual è il problema?

    Detto questo, è andata a finire che non ho neanche terminato il mio panino perché mi ero innervosito. Insomma, è mai possibile che, quando si è a tavola, ci si debba sempre mettere ad osservare gli altri?!
    Sicuramente quelle frasi non sono state dette con cattiveria (ci mancherebbe!), però c’è modo e modo per esprimere un’opinione (ma poi, opinione su cosa?).
    In definitiva, questo continua a crearmi disagio.

    Lunedì ho pure un matrimonio, spero vada tutto bene a tavola (paradossalmente, riesco ad essere più disinvolto con estranei a tavola, che con chi conosco.
    Chissà, forse perché poco mi importa di gente che non conosco e che, probabilmente, difficilmente rivedrò).

    Comunque, Dottoressa, in generale procede tutto bene, e la frase che ha usato a proposito della cara Sara (come va? Tutto bene?) sull’esperienza che il nostro corpo ha conquistato nei millenni ha contribuito ancor più a comprendere che deglutire è un meccanismo che deve avvenire naturalmente, che il corpo possiede già le “istruzioni” per metterlo in atto, quindi…perché bloccarlo?!

    Non potrò mai ringraziarla abbastanza per tutto questo, dal profondo del mio cuore!!!

    Cara Francesca, ehehe davvero vorresti fare a cambio con la mia “paura”?

    Eh ma poi…come mi libero della tua agorafobia? 😉

    Meglio lasciare le cose come stanno, tanto più che sarebbe un baratto assurdo…scambiare il “niente” con il “niente”!

    Sì, perché si tratta solo di illusioni, cose irreali…quindi, che valore potrebbero mai avere?

    Ti auguro di poter uscire liberamente all’aria aperta senza alcuna paura, di sentirti leggera leggera, senza pesi, senza ansia…e di fare lunghe e lunghe passeggiate con il sorriso sulle labbra in mezzo a tutti gli altri esseri umani! Sono sicuro che ci riuscirai!!!

    Caro Nicola, tutti, qualche volta, siamo mossi da quel “demone interiore” che ci spinge a comportarci come non vorremmo, però è chiaro che ci sono cose e cose…

    Non pensare più a quell’episodio, soprattutto non affannarti a trovare mille giustificazioni su chi, fra lei e te, si è comportato meglio o peggio.

    Prendi semplicemente quel ricordo e tienilo dentro di te come fosse una delle tante esperienze realizzate nel corso della vita (positive o negative che siano) che ti serviranno ad affrontare meglio e con maggiore consapevolezza il presente, e quindi il futuro!

    Cara Nic, anch’io qualche volta mi sento un po’ giù, capita soprattutto durante giornate di maltempo e oscure…

    Semplicemente, evito di affrontare i tanti viaggi mentali che tante volte ho sempre fatto e che mi hanno condotto a cattivi pensieri, mentre invece faccio altro: studio, guardo la tv, sto al pc, esco…l’importante è non pensarci: improvvisamente tutte le ansie svaniscono e torna il sereno (almeno dentro di me)!

    Un abbraccio caloroso a tutti e un salutone a Paola, Erika, Antonio (benvenuto nel Blog-Giardino!), chadisja (grazie per il forte sostegno!!!), la cara Desy, di cui anch’io vorrei presto riavere notizie, e tutti tutti tutti!!!

  110.  
    nicola
    23 ottobre 2009 | 11:53
     

    Buongiorno cari amici-fiori.

    Purtroppo anche per me, come per Nic, sono giorni un pò stressanti, anche se mi rendo conto che forse gli impegni sono sempre gli stessi, sono io a sentirli più stressanti.

    E così come l’aria di pioggia rende tutto più triste anche dentro di me sembra essersi appannato quel raggio di sole che mi forniva la speranza e insieme la forza di combattere che si traducevano in un netto miglioramento.

    Questo è uno di quelle piccole cadute di cui è fatta la risalita ed ho forte la tentazione di prendere qualche goccia…di bugia, perchè tutto sommato i medicinali ti ingannano e differiscono lo scontro-incontro con la realtà.

    Poi mercoledì mentre ero in studio ho cominciato ad avvertire i sintomi, tutto stava diventando irreale. tutto è nato così, lo studio era pieno di gente che non capisce che noi stiamo lavorando e parla a voce alta come se stesse aspettando l’autobus, questo già mi innervosiva e nello stesso tempo mi impediva di concentrarmi su quello che stavo facendo, poi ho cominciato a sentire caldo, ho spalancato le finestre ma è come se già fosse scattato nella mia mente la paura di stare male per il troppo caldo e di non potermelo permettere al lavoro, la giostra dei sintomi ha cominciato a girare più velocemente finchè non ho avuto la sensazione di svenire se i sintomi fossero aumentati di un altro pò.

    Sono andato in bagno, mi sono lavato il viso con dell’acqua fresca, mi sono concentrato un attimo e in alcuni secondi con la mente ho percorso tutte le strategie anti-panico che ho dovuto collaudare in questi due anni.

    Prima ho pensato che dovevo stare calmo, che al lavoro ero sempre stato bene, che non correvo alcun pericolo, che dovevo immergermi nel lavoro per cercare di distrarmi.

    Sono tornato alla mia scrivania che ancora avvertivo la forte paura di svenire ma nello stesso tempo una forte volontà di stare bene, di ignorare i sintomi e di proseguire il mio lavoro.

    Sono stato subito abbastanza bene, lo sforzo che ho dovuto fare per tenere a bada quella tempesta emozionale che mi stava investendo è stato grandissimo, ho dovuto metterci tutto mè stesso, ma alla fine ce l’ho fatta.

    Mi è sembrato un periodo interminabile anche se in realtà sarà durato tutto cinque minuti al massimo.

    Oggi è un’altra giornata di ricevimento e spero di stare bene, ho un pò paura che l’episodio possa ripetersi, ma farò in modo che non accada.

    Oggi mi sento un pò ansioso, e questa mattina ho già avvertito quella tentazione di scappare, mi è successo in farmacia,
    Ma sarò più forte io.
    E poi ho notato che se stò poco bene per un mal di gola o avverto un pò di sintomi legati ai mali di stagione tipo raffreddore, mal di testa è come se non riuscissi a distinguere dov’è il confine tra questi sintomi e quelli dovuti all’ansia che sembrano avere più facile sbocco.

    Grazie cari amici e grazie dottoressa, è bello poter condividere con qualcuno i miei dubbi e le mie paure.

    Vi abbraccio tutti, spero di riscrivervi domani con un altro spirito e ritrovata speranza, con rinnovato vigore.

  111.  
    SARA
    24 ottobre 2009 | 11:30
     

    ciao a tutti … amici- fiori…

    questi giorni .. sto provando a non sentire il mio cuoricino battere…
    ignoro le vampate di calore.. e sensazioni di svenimento varie.. oggi vado al cinema.. è una grande fatica per me .. visto che è un pò che sto a casa..

    caro Michele.. quanto ti capisco!
    pensa che il mio primo attacco di panico due anni fa, l’ho avuto quando stavo cenando a casa …una situazione tranquilla…poi tremori tachicardia … e senso di nausea…corsa al pronto soccorso .. ovviamente quell’esperienza è stata traumatizzante per me…
    da lì ho fatto difficoltà a tornare a cena … cercavo sempre di trovare una scusa, a volte uscivo da sola in macchina alle 8 di sera….
    poi piano piano ho ricominciato a mangiare con i miei genitori … ma ti capisco da fastidio essere guardati…
    perchè cmq siamo in una condizione di disagio … per stare bene dovrebbero evitare di guardarmi quando mangio e magari anche quando divento rossa….senza motivo…data la mia anche marcatissima ipocondria!!

    vi auguro un bellissimo e rilassante fine settimana …

    E’ bello sapere che in qualche parte del mondo esiste qualcuno che ti comprende… voi mi fate forza .. mi mette una gran serenità venire qui…

    un abbraccio a tutti fiorellini…
    e alla cara e dolce Dottoressa…

  112.  
    francesca
    24 ottobre 2009 | 11:51
     

    Ooooooo, issa , oooo issa !!!
    Ciao cari Fiori, Buongiorno Pregiatissima Dottoressa Corolla …. cos’ è quell’ esclamazione
    inziale ? beh, stavo cercando di ” tirare su la…..corda( ta ) “, nonchè magari un po” il morale di Nicola in particolare , e di Nic……

    Nicola s’ era scordato , credo, fuori dalla porta dell’ ufficio , gli
    “scarponi chiodati ” e il ” piccone ” e ha avuto un piccolo scivolone
    ,
    ( come sempre la rima è involontaria, anche se mi PIACE tanto
    andarci in cerca, per “giocare, scrivendo ” e scrivere, giocando per
    i Bimbi ; e la rima baciata è la mia preferita , visto che la mia “piccola” é avida di coccole , di darle e riceverle , scusate la piccola
    digressione….)

    Nic , invece forse aveva dimenticato nella macchina, dopo il lungo tragitto dell’altra volta , forse i guantoni antiscivolo ? !?

    Beh, recuperato il tutto , si può riprendere la salita , impervia, che si sà presenta ostacoli , piccoli scivoloni , insomma
    ripensamenti, ma MAI completa arrendevolezza !!!

    Caro Michele, sono felicissima per il (quasi ) superamento della tua paura di deglutire _ mi raccomando, ora lasciami un po’ di cioccolata , non la mangaiare tutta te; piace anche a me!
    ( e dai con ‘ sta rima, non ne esco più stamatina )……

    Anch’io mi sto sottoponendo a ” prove “, piccoli ” pasti ” d’aria ,
    anche se i temporali ininterrotti di questo periodo mi permettono
    poche uscite, e mi tolgono anche la motivazione di una passeggiata, ma…… com’è difficile ; non nascondo che per me è importante riuscire a guadagnare spazi di ” prima necessità “, più che le passeggiate, che riservo più alla primavera e all’estate ,
    ma proprio perchè perchè ” obbligate “, non sono piacevoli….
    gia la ” paura ” si fa sentire per arrivare al lago-bonsai , ora impraticabile, figuriamoci per le cose ” dovute “, non piacevoli,
    obbligate….. ci sono “resistenze”, poi mi devo comunque muovere
    per il 2° fine ( !! ) e il tutto non è affatto rilassante, nè piacevole !!

    Inoltre a me in definitiva, non dispiace , non mi pesa stare in casa,
    perennemente con la radio accesa , sintonizzata su programmi intelligenti ; è quasi come ascoltare ” conferenze ” della Dottoressa Laura Bolzoni Codato, o di Nicola, quando è in forma…. ( mai seguire il filo
    dei pensieri che girano a vuoto , sono birichini , e portano a volte
    a pensieri sgradevoli , meglio riempire la mente con conoscenza
    fruttuosa …)

    Sicchè tra sentirmi un po’ V. Alfieri col suo ” volli, fortissimamente
    volli “, (con l’ atto cosciente della volontà, dirigere, l’attenzione da un’altra parte, come la Dottoressa ha consigliato a Sara ),
    e sentirmi Mosè che divideva le acque ( prova a separare la paura
    interna, dallo spazio esterno a te”, frase rivolta sempre dalla Dottoressa alla sottoscritta ), cerco di muovermi , concentrandomi
    sul piacere che i miei organi di senso vedono , percepiscono,
    ( particolari che magari in situazioni diverse, non avrebbero notato )…
    dicendomi che sono sempre io , ma, Dottoressa, siamo ancora
    ….. lontani ( io e la mia piccola ), dalla ,,,, lontananza !!

    Meno male che è arrivato il fine settimana , e forse ( speriamo ) ,
    ci possiamo rilassare un po’ , tra qualche breve attività culturale,
    qui, come un po’ dapperttutto, ce ne sono tante, o semplicemente
    ” ludica ” ( a me piacciono entrambe !! )

    Buona domenica.
    Un grande ABBRACCIO e SORRISO

  113.  
    francesca
    24 ottobre 2009 | 12:06
     

    Dottoressa, tengo ancora un attimo il ” riflettore ” acceso su di me, per salutare anche Sara… che simpatica, carina, dolce e…… brava!!

    Già ha deciso di mettere in pratica TUTTO , praticamente la nostra cara amata Dottoressa Laura Bolzoni Codato , il Suo
    ” clavicembalo – libro ” sempre accordato, il Blog-Giardino sempre fiorito e aggiornato…. !!!

    ciao

  114.  
    24 ottobre 2009 | 12:17
     

    RISPONDO A SARA

    Brava Sara: c’è chi si allena quotidianamente andando in bicicletta, chi correndo nel parco con il cane…..

    Continua la lettura qui, clicca sul link

    http://www.panicovintoblog.com/ansia/semplicemente-non-pensare-alla-paura-ecco-come-si-fa/

  115.  
    24 ottobre 2009 | 14:04
     

    Attacco di ansia e di panico sull’autobus: rispondo ad ANTONIO

    L’attacco di panico che ti ha colto di sorpresa sull’autobus è rimasto trattenuto nella tua mente sotto forma di spiacevole ricordo, che è ancora attivo e che genera ancora paura, appena lo rievochi con il pensiero.

    Durante il primo attacco di panico, proprio perché inaspettato e improvviso, non hai compreso bene che cosa ti sia veramente successo……

    Continua la lettura qui

    http://www.panicovintoblog.com/ansia/semplicemente-non-pensare-alla-paura-ecco-come-si-fa/

  116.  
    valentina inn
    24 ottobre 2009 | 19:18
     

    Eccomi qui.
    Non vi ho diementicati, è stato un periodo molto intenso nel lavoro e vi ho un po trascurati.
    Vi porto sempre sempre nel mio cuore.

    Ho meno sintomi fisici in questo periodo…l’unico grande scoglio che rimane da picconare è la mente.
    Ho sempre la sensazione che mi debbano tornare, che non riuscirò a stare da sola ne in agenzia ne a casa e che perderò il controllo.

    A volte mi trovo a fuggire pur non avendo sintomi, mi sembra di essere come uno che è sempre stato grasso e anche dopo la dieta nella sua testa continua a sentirsi così.
    Ma la mente parte e faccio una fatica tremenda a distogliere l’attenzione.

    Grazie Francesca,la mia autotima va decisamente meglio,ho rotto con la persona con cui stavo uscendo perchè all’improvviso ha iniziato a farmi sentire inadeguata e io voglio al mio fianco qualcuno che mi faccia sentire voluta e amata.

    Per compensare la mancanza di sintomi…mi è venuta la dermatite da stress,così dice la dermatologa,prometto che mi rilasserò di più.

    Dottoressa Laura Bolzoni Codato il suo libro è sempre per me il vademecum della mia vita e non smetterò mai di provare gratitudine nei suoi confronti perchè ce ne ha fatto dono.

    Vi abbraccio forte.

  117.  
    NIC
    25 ottobre 2009 | 11:54
     

    Ciao, cari fiori, buona domenica a tutti e alla gentile corolla.

    Bravo Michele, vedo che stai dandoti da fare per combattere il tuo problema, continua così, forza!

    Caro Nicola, ho letto il tuo scritto e gli stati d’animo che hai vissuto…

    Mi dispiace molto, io, da parte mia, quando è necessario, faccio lunghi respiri gonfiando la pancia e pensando a cose o luoghi dove sonostata bene o sto bene, li fotografo mentalmente ed inspiro profondamente buttando fuori i pensieri negativi, le paure, un po’ mi aiuta nei momenti di ansia alle stelle.

    Grazie, dolce Francesca, penso anch’io di avere dimenticato i guantoni (o scarponi…) antiscivolo..!
    L’influenza è arrivata e me la sono beccata, beh, forse ci voleva un po’ di relax e stacco, fare nulla, leggere, avere più tempo per coccolare il mio gatto, non avendo , per ora un 2 zampe da strapazzare..
    Purtroppo!
    Un abbraccio a tutti e un raggio di questo bellissimo sole di oggi che vi riscaldi il cuore e rinfranchi l’anima

    con affetto

    Nic

  118.  
    NIC
    27 ottobre 2009 | 21:54
     

    Ciao! Ma dove sono tutti i fiori?
    Buonasera, Dottoressa, le chiedo un parere riguardo al discorso deim fiori di Bach, per cortesia,
    grazie

    cari saluti

    Nic

  119.  
    NIC
    28 ottobre 2009 | 18:14
     

    Cari fiori, dove siete???
    Non posso più parlare con voi..
    Nic

  120.  
    toni
    28 ottobre 2009 | 23:36
     

    genti.ma Laura.ti prego di darmi un tuo aiuto ormai soffro da 7 anni di ansia di dap,son diventato ipocondriaco. tanti esami fatti risultano normali.tachicardia sinusale.vorrei un tuo consiglio in un modo un po detagliato.il mio holter 24ore che ho fatto ha registrato una tachicardia sinusale di batt fino a 160 bastt min.ho questa paura che il cuore prima o poi non regera questo sforzo ma scopiera.poi un altra cosa ma se mi succede di bloccarmi in un ascensore cosa mi potra succedere.io cmq son entrato diverese volte nei ascensori,ma son quasi del tutto sicuro che se veramente mi tocca di essere blocato in un ascensore scopierei del tutto.il cuore superera i 200 e io andrei in tilt.la prego di aiutarmi.ho anche questa idea fisa sulla morte faccio dei collegamenti con i brutti sogni che faccio e mi sembra che `ogni`momento e il momento che e arrivato per la mia morte.ti sono molto grado se rispondi alle mie domande un po alla volta,ma soppratutto quello del ascensore.grazie mille

  121.  
    toni
    5 novembre 2009 | 00:59
     

    cara Laura mi puoi rispondere per certesia appena puoi,perche a dire la verita vorrei farti anche un altra domanda per capire meglio il mio stato e capire bene di cosa veramente soffro.ti ringrazio anticipatamente.un sincero saluto

  122.  
    5 novembre 2009 | 01:43
     

    RISPONDO A TONI

    Scusami Toni, ti leggo solamente adesso perché ci siamo spostati con la discussione alla voce “I lettori scrivono e la dottoressa risponde”, posta alla base dell’ultimo articolo di ottobre, che trovi cliccando qui

    http://www.panicovintoblog.com/ansia/semplicemente-non-pensare-alla-paura-ecco-come-si-fa/

    Nell’articolo “Semplicemente non pensare alla paura: ecco come si fa”, rispondendo alla nostra lettrice Sara, che presenta un problema simile al tuo, spiego perché è importante smettere di controllare le sensazioni del corpo e iniziare ad arrendersi alla sua saggezza millenaria.

    Hai piacere di leggerlo e di pormi lì, all’interno della nuova discussione, la tua seconda domanda, così sono sicura di non perderti tra i vialetti del nostro Giardino-Blog?

    Ti tranquillizzo dicendoti che una delle paure più frequenti che presentano le persone che soffrono di attacchi di panico, soprattutto gli uomini è molto simile alla tua, ovvero che il cuore possa subire dei danni a causa dei ripetuti sintomi legati al disturbo di ansia e di panico oppure temono di avere un infarto.

    Quando il corpo è sano e gli esami clinici, come nel tuo caso, confermano che il cuore è in buona salute, è importante non alimentare la paura, che rischia di generare inutili pensieri ossessivi che, in modo progressivo, tenderanno ad estendersi a macchia d’olio anche in altre aree.

    L’attacco di panico molte volte fa bene al cuore, lo tiene per così dire in allenamento, essendo un muscolo, diciamo poeticamente che lo “ ammorbidisce”.

    E’ importante che tu possa esprimere, senza ferire, tutti i sentimenti che provi durante la giornata e irradiare tutto, ma proprio tutto, l’amore che c’è dentro il tuo cuore.

    Lascia uscire dagli occhi, dalle mani, dalla voce, dai tuoi sensi fisici il tuo sentimento verso la vita, verso la natura, verso le persone che ti piacciono e con cui ti trovi bene.

    La direzione dell’energia vitale, come spiego nel mio Ebook “Panico Vinto!”, va guidata dall’interno di te stesso verso l’esterno, verso le forme del mondo.

    Prova e raccontaci qui sul Blog come va!

  123.  
    tatiana
    5 novembre 2009 | 14:58
     

    Salve a tutti…sono una ragazza di 27 anni che soffre di attacco di panico da circa 5 anni….il primo mi è preso in macchina mentre guidavo da sola,infatti oggi nn guido più e se per poco riesco a farlo lo faccio solo se ho accanto a me una perona che ha la patente e che sa guidare. Ma aimè ormai nn è solo mentre guido,mi prendono ovunque,al supermercato dal dottore,al cinema e in tanti altri posti;solo che ho notato una cosa,che da quando è venuta a manare mia madre,ovvero la persona più importante della mia vita, da quel momento ora riesco un pochino a controllarli,ma nn del tutto!!!!
    Adesso mi è anche capitata una cosa bella che mi fa andare avanti e pensare meno agli “attacchi”…sono incinta e presto diventerò mamma! Ma ora la cosa che mi spaventa tanto è che ad ogni ecografia che faccio,ad ogni esame semplice del sangue,mi viene una tachicardia assurda per la paura che la gravidanza nn vada bene…ma cosi facendo mi rendo conto che potrei causare del male al bimbo/a e quindi cerco di autocontrollarmi anche se a volte è più forte di me!!!!! La cosa che pretendo da me stessa è stare bene e capire xchè in determinate situazioni mi prende l attacco di panico…Ho voglia di guarire!!! Aiutatemi anche voi amici del blog!!!!!!!!!
    Ciao a tutti

  124.  
    simona
    25 novembre 2009 | 18:03
     

    Per Tatiana.

    Ciao sono Simona e volevo consigliarti (magari l’hai già fatto) il libro della Dottoressa Laura Bolzoni Codato.

    A me ha aiutato molto.

    Stai per avere un bimbo/a la gioia + grande per una donna.
    Io purtroppo non ho avuto questa gioia.

    Goditela….

  125.  
    simona
    26 novembre 2009 | 12:06
     

    ieri ho scritto la mia storia e oggi non la trovo più nel blog, qualcuno può aiutarmi??? Grazie
    Simona

  126.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    26 novembre 2009 | 13:39
     

    Scrive Simona: ieri ho scritto la mia storia e oggi non la trovo più nel blog, qualcuno può aiutarmi??? Grazie

    Benvenuta Simona!

    La tua storia è ben leggibile nel nostro Blog, forse non la trovi perchè la pagina, dove adesso ci sono tanti commenti degli amati Fiori, si apre lentamente.

    Ecco il link

    http://www.panicovintoblog.com/agorafobia/semplicemente-non-pensare-alla-paura-ecco-come-si-fa/#comments

    Prova a osservare la barra color azzurro-celeste che vedi sulla destra del tuo computer, noterai che ce c’è una freccina che corre veloce, aspetta che sia ferma, così potrai leggere tutti i bellissimi commenti e non solamente alcuni.

    Buona lettura!

  127.  
    daniela sole
    7 gennaio 2010 | 15:44
     

    Salve dottoressa, sono Daniela, ho aggiunto sole, perchè ora davanti a me voglio vedere il sole e non ombre.

    Mi spiego, sono 4 mesi che nn prendo antidepressivo, scalandolo piano piano da uno psichiatra, quando sono andata da lui non assimilavo più quello che mangiavo, nn riuscivo ad anadare a prendere mia figlia a scuola, se incontravo qualcuno per strada dovevo schivarlo altrimenti incominciavo a tremare la mattina non riuscivo a respirare, addirittura se mia figlia si avvicinava AVEVO PAURA, insomma ero in una condizione catastrofica, il mio psik è contro i farmaci ma ero in una condizione pietosa, nn riuscivo neanche a parlare, piangevo e basta.

    Mi ha dato un antidepressivo ma mi ha subito detto che devo vivere senza medicine, ma purtroppo in passato dovetti averne bisogno per gli stessi problemi, ma incontrai nn medici, ma assassini e macellai che mi hanno rovinato la vita.

    Ora per sopperire all’astinenza è da 20 gg. che prendo delle gocce neurolettiche che si danno ai neonati, giusto per colmare quell’ansia, ma il mio psik mi aiuta a lavorare sui pensieri per nn farmi riprendere antidep.

    Mi fa scrivere un diario descrivendo le mie emozioni, il mio stato fisico (tendo purtroppo a somatizzare) e a distinguere il pensiero automatico da quello reale.

    Insomma mi dice che devo stare con i piedi per terra e non alimentare il panico che con i pensieri negativi è automatico che vengano.

    E’ molto duro questo percorso che sto facento (certo con la pasticca risolvi subito) ma dopo?

    Io voglio fare leva solo sulle mie forze, tra un pò toglierò anche le gocce e vorrei farcela, sono stata male per troppo tempo ho avuto sbandamenti anche per tutta la giornata in quei tempi.

    Sento oggi dei tremori interni e ascoltando la tua voce che ho scaricato da internet mi sta aiutando molto, certo nn è che il giorno dopo ti passa tutto, ma voglio imparare ad ascoltare il mio corpo e non aver paura della paura, ma cercare di avere più fiducia in me stessa, cosa che non ho da quando ero bambina.

    Ho infatti avuto un passato doloroso che allora mentre lo vivevi nn te ne accorgevi, era la tua normalità. ma da quando potrei essere serena, avere una famiglia mia, un marito, una figlia, le ombre del passato si sono riavvicinate provocandomi ansia attacchi di panico depressione e disturbi somatoformi.

    INsomma adesso (e i primi tempi in ci mi si sono manifestati i primi sintomi) che in realtà nn mi mancherebbe nulla, sono entrata nel panico che nasce da un confilitto che ho da quando ero bambina, ragazza, delusioni sul lavoro, bassa autostima insomma eri sempre una perdente.

    Voglio farcela caspita è vero che sono fragile, ma sono anche testarda e forte e nn voglio dare vinta al panico, voglio sconfiggerlo e leggere le tue cose sul blog mi aiuta oltre alla mia psicoterapia, anche se in definitiva quello che pensa lei e il mio psik si avvicina molto.

  128.  
    NIC
    10 gennaio 2010 | 21:59
     

    Buonasera, cari fiori e cara Dottoressa,
    spero abbiate trascorso un sereno fine settimana.

    Io ieri sera sono stata a ballare, con alcuni del gruppo del corso, tra cui il ragazzo che mi piace: è appena tornato dal sudamerica ed io ieri gli ho scritto su facebook un messaggio ironico firmato da una tua ammiratrice, però riconoscibile, dal mio profilo.

    Lui è stato gentile, però io ho insistito nel messaggio chiedendogli cosa pensava del mio messaggio , ma non mi ha risposto.
    Oggi colpo di frusta..!: gli è arrivato un nmessaggio d’amore da una ragazza sudamericana con ti amo alla fine e stasera c’era la sua risposta con ti amo finale!

    Oggi ho cercato di stare tranquilla , ma stasera, viste queste cose, sono proprio abbattuta, nel senso che davvero devo scordarlo come più di amico…
    Ma perchè non mi ha risposto lui?

    Per quanto riguarda il panico, continuo ad avere il pensiero della paura pensando di salire in macchina con altre persone che guidano , cosa che mi trancia le gambe per molte cose… Tante volte mi abbatto pensando che non so se ne uscirò mai, poi invecchierò e sarò sempre più sola!

    Cerco di avere pazienza con me, ma spesso scappa!

    Come ne avevo discusso con il mio terapeuta, le paure inflitte dalla mamma e le rigidità mi sono rimaste addosso e tante volte vengono fuori a mio discapito… Però non riesco ancora a focalizzare che cosa esattamente procura questa paura della paura di salire in macchina con altri: forse il non fidarsi e in questo mi viene in mente quando c’era mio papà ed io stavo insieme ad un ragazzo che lui approvava e quando uscivo con loro mi sentivo protetta..

    Sono così giuù stasera, per una e l’altra cosa, sto piangendo a dirotto…!
    Spero ci sia qualche gentile fiore che mi possa ascoltare ,

    un abbraccio

    Nic

  129.  
    Cinzia
    11 gennaio 2010 | 13:59
     

    Dedicato a tutti quelli che abitano nel mio cerchio della vita e non.

    Quando ho letto “panico vinto” ho sentito il desiderio di entrare nel blog.
    Mi son detta, finalmente c’è qualcuno che ce l’ha fatta e ho pensato che leggendo parole su parole avrei trovato tra le righe le risposte che cercavo.

    Poi mia madre è venuta in camera mia, con la solita espressione fatta di delusione e rancore nei miei confronti, e l’ansia e lo sconforto sono riemersi ancora. E’ vero, non si deve parlare di quello che sentiamo con persone che non possono capirci o persone che comunque scavalcano gli altri per essere sempre in prima linea. Mia madre in questo momento non si accorge di non aiutarmi, anzi, è dalla parte dell’ansia. Mi provoca dolore con i suoi atteggiamenti, è sempre convinta di capire tutto di me e di sapere come fare per farmi reagire. E sinceramente non ho più voglia di darle spiegazioni.

    Sto facendo un percorso e vorrei solo che me lo lasciasse intraprendere in pace. Se non le va di sorridermi o di essere felice ad ogni mio risultato positivo, allora preferisco che mi ignori.

    I miei sono separati e io a 32 anni ho appena iniziato ad avere un bel rapporto con mio padre, che chissà poi quanto durerà, ma fino alla fine vorrei godermelo perchè sento che mi dà tanta forza. Mia madre ne fa una questione personale e allora il suo rancore si spalma sulle mie giornate.
    Ho un ragazzo stupendo vicino, almeno questo ce l’ho e non è poco. Ma l’ansia mi mangia all’idea di fare un viaggio qualsiasi, di allontanarmi da casa.
    Questo invalida molto la mia vita e il mio rapporto con lui, che comunque è bellissimo, ma ci priviamo di esperienze che ci farebbero davvero felici a cose normali.
    Non so come si possa cambiare così tanto e in così poco…..o forse i motivi li sappiamo sempre ma non troviamo i meccanismi giusti per poterci liberare “del male”. Sono consapevole che il grosso tocchi farlo a me, in un modo o nell’altro, con tempi più o meno lunghi, ma sicuramente un aiuto psicologico e magari quello di un buon libro come quello scritto da Lei, Cara Dott.ssa Laura Bolzoni, sarà comunque una mano tesa in più.

    L’unica cosa che ho capito per adesso, è che non tutte le manifestazioni del nostro essere, i nostri comportamenti sono da addebitare all’ansia.

    A volte aver voglia di silenzio è un bisogno normale, come lo è quello di volersene stare a casa sul divano a guardare un film o leggere un libro.
    A volte un viaggio lungo, la confusione, troppa gente, sono cose fastidiose se abbiamo bisogno di quiete.

    Insomma, penso che ad ogni sintomo corrisponda una risposta che non sempre si chiama ANSIA o PANICO.

    Io andrò avanti così, speranzosa di guarire da questo piccolo grande male, forse perchè poi alla fine non ho ancora smesso del tutto di credere in me stessa. E un consiglio: VOI VALETE, come valgo io. Se iniziamo a confrontarci con le vite degli altri, pensiamo subito di aver fatto sempre qualcosa in meno…o di non essere riuscite in molte cose.

    Bene, io ho scoperto che tutti almeno una volta nella vita hanno fatto qualcosa in meno e non sono stati capaci di riuscire in toto in qualcosa.

    SIAMO UMANI, semplicemente. Umani e tutti diversi. Basterebbe sentire i nostri limiti come esperienze che in quel determinato momento non abbiamo bisogno di fare.

    Perchè sono convinta che alla fine un vero desiderio e una passione possano farsi largo tra l’ansia e il panico e vincere su tutto…ecco perchè secondo me lo scoglio pù grande è quello di riuscire a capire ed accettare noi stessi.

    Avere fiducia in ciò che siamo. LA STIMA DI NOI STESSI è la chiave di tutto. E’ quel motore che ci fa dire “ok, quella cosa la posso fare perchè sono sicura di poterla fare”.

    Il nostro limite siamo solo noi.
    E via, lontane da noi, tutte le persone che non hanno voglia di ascoltarci e che non possono capirci. Un “andate via” cordiale, perchè poi alla fine anche loro stanno cercando la propria strada. Io sono fiera di me, ma non abbastanza ancora.

    Sono entusiasta però, perchè ora sò che voglio scoprire cosa ho dentro di tanto magnifico da rendermi unica, unica come tutti.

    Se ho paura?
    Sì tanta…ma ne ho di più se penso di lasciarmi andare all’ansia. Proprio io che viaggiavo, che andavo all’avventura, che dormivo in macchina,che sperimentavo cose e persone…non voglio questa vita da prigioniera.

    Voglio di nuovo la mia libertà e la forza di fare ciò che devo e che voglio fare. Sono sincera quando dico che non porterò rancore a chi non saprà capire tutto di questa brutta storia, perchè è davvero difficile concepire una mallattia subdola e invalidante come l’ansia. Anzi, meglio per chi ne ignora il significato, neppure quello, diciamo addirittura l’esistenza. Perchè se fossi stata ignorante o se nessuno mi avesse detto che si trattava di ansia, forse l’avrei ignorata, come si ignora appunto qualcosa che non si conosce.
    E io invece ho voluto approfondire, forse appunto sbagliando. Così non volgio dare troppe spiegazioni a chi non ne sà nulla, forse è meglio per loro…così, al primo batticuore strano andrete dal medico e sentito che non avete nulla al cuore, tornerete a casa felici come una pasqua e forse, vi accadrà sempre più raramente di sentire il vostro cuore battere forte, troppo forte. e magari sentire il senso di soffocamento, come capita a me, senza pensare “oddio, soffro di attacchi d’ansia, mi devo curare!”.
    Ma questo è un altro punto di vista dal quale leggere quella sporca maledetta ANSIA.

    Cinzia

  130.  
    Paolo
    13 gennaio 2010 | 11:21
     

    Ciao a tutti, mi chiamo Paolo e ho 29 anni.

    Non ho idea di cosa mi stia tormentando in questo periodo quindi mi trovo a rigirare su siti e blog alla ricerca di qualche soluzione.
    Mi spiego meglio, io sono sempre stato un tipo abbastanza ansioso, la tipica persona che vuole fare in modo che le cose vadano bene con tutti, sempre gentile, sempre sorridente perennemente con una maschera al volto…non mi sono mancati anche periodi molto bui in cui ero tormentato da disturbi di tipo ossessivo compulsivo (molto fastidiosi ma non così invalidanti) che però negli ultimi mesi mi stanno un po’ alla volta passando.

    Ma proprio adesso che vedevo una via di uscita da quel tunnel mi succede una cosa: da circa tre settimane mi è venuto un mal di testa pulsante tipico da emicrania (alla quale sono soggetto)…ed ecco che allora inizia il mio cinema personale “e se avessi qualcosa?” ecco che inizio a cercare su internet e mi convinco di avere qualsiasi patologia (tutti i sintomi come occhi pesanti e vista sfocata, testa leggera, aggressività, tachicardia, sensazione di essere “fuori dal corpo” sembrano coincidere con i profili di tutte le malattie peggiori sia organiche sia psicologiche).

    Passo quattro o cinque giorni così soffrendo davvero tanto poi la cosa inizia a scemare un po’: gli occhi sono meno pesanti, c’è meno tachicardia, la testa è meno leggera…
    Mi decido ugualmente ad andare a fare una visita dal mio medico il quale, esposti i sintomi mi dice “tu sei un tipo ansioso” (bella scoperta!) poi inizia consigliarmi corsi di yoga, training autogeno ecc. e finisce consigliandomi di prendere 5 gocce ogni sera di un farmaco ansiolitico (il nome inizia con la c ma adesso non lo ricordo) per un mese…non l’avesse fatto!
    Passo dalla farmacia lo acquisto poi ne parlo con i miei e li scatta la bufera: io che non lo voglio prendere, mio padre che mi appoggia, mia madre che mi da contro.

    Fatto sta che se prima stavo vagamente meglio dopo questo fatto mi ricominciano tutti i sintomi testa leggera, occhi pesanti, giramenti ecc…la sera poi sono stato a teatro con degli amici ed è stato un trauma, ero veramente a disagio sia per il luogo sia per tutta la gente che era intorno, addirittura stare con i miei amici mi pesava (cosa che non mi è mai successa!).
    La notte a letto è stata terribile, mille pensieri negativi “e se sto impazzendo?”, “e se i miei sintomi nascondono una malattia?”, fino a portarmi a pensare che forse tutto sommato morire non sarebbe poi così male piuttosto di sentirsi così…la notte forse è proprio il momento peggiore in cui tutti i mostri e le paure sembrano prendere forma nella mia mente.

    La cosa che più mi spaventa è che io non sono mai stato così e sembra essere bastato un evento come quello del medico per provocarmi un effetto valanga di questo genere.
    In tre giorni ho perso molto interesse per le cose e le persone che ho intorno e sto vivendo “alla giornata” in compagnia solo del mio malessere, dei miei sintomi e delle mie paure.

    Non scrivo per avere una soluzione ai miei problemi ma solo per leggere qualche parola di conforto, è veramente un periodo buio.

    Paolo

  131.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    13 gennaio 2010 | 12:15
     

    Benvenuto Paolo!

    Ti ho compreso pienamente, vedrai che da questro malessere che altera la bellezza e l’armonia della tua vita in questo periodo, a causa dell’ansia alta, potrai uscire attraverso la conoscenza, le azioni corrette e l’affetto dei lettori del Blog.

    Chi soffre di attacchi di panico è molto sensibile e spesso diventa impressionabile a quello che dicono le altre persone sul problema.

    Scegli di considerare tutto quello che ti sta accadendo come un momentaneo problema, che si risolverà, come un ostacolo interessante da superare, che ti donerà tantissime nuove conoscenze su te stesso e sulle relazioni attorno a te.

    Prova a vivere questo evento come una sfida, da affrontare con entusiasmo, piuttosto che come un malessere che rattrista tutte le aree dela tua vita!

  132.  
    NIC
    23 gennaio 2010 | 14:55
     

    Buongiorno a tutti, ma…
    Non ‘è più nessuno qui??
    Nic

  133.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    23 gennaio 2010 | 15:36
     

    Buona sera Nic,

    la discussione attuale si trova sotto l’articolo più recente, siamo tutti qui …clicca

  134.  
    Dani
    29 gennaio 2010 | 09:42
     

    Cara dottoressa Laura Bolzoni Codato il suo sito mi sembra un’oasi nel deserto!

    Mi chiamo Daniela ho 34 anni, una bellissima famiglia, 2 splendidi bambini a casa e tantissimi altri a scuola…..sono un’insegnante.

    Purtoppo non riesco ad essere felice e quasi quasi alla luce di quanto ho brevemente accennato, me ne vergogno!

    soffro da attacchi di panico da circa 4 anni. Come tutti i giorni mi stavo recando a scuola, ad un certo punto rimango in coda in mezzo al traffico…certamente non era la prima volta abitando in una città come Palermo ci si abitua!

    Per me è stato l’inizio di un INFERNO…non sono riuscita più a respirare, il cuore mi batteva fortissimo, un’angoscia tremenda mi ha pervaso fin nelle viscere….

    Da allora la mia vita è cambiata

    VIVO CON LA PAURA DI RIMANERE IMBOTTIGLIATA IN MEZZO AL TRAFFICO, DI NON AVERE VIE DI FUGA….L’attesa al semaforo, circondata da centinaia di macchine è diventata un calvario…faccio violenza su me stessa per non stare male!!!

    NON CE LA FACCIO PIù

    HO PERSO LA MIA LIBERTà, devo sempre dipendere da qualcuno, marito, colleghi, amici. Non sono per nulla autonoma è questo mi fa impazzire…LA PAURA DEL TRAFFICO MI IMMOBILIZZA A CASA!!!

    La mattina mi sveglio con l’ansia del traffico, la sera mi corico con l’ansia e la paura di rimanere “prigioniera” tra le macchine per andare a scuola!

    AIUTATEMI!!!!! IL NON TROVARE VIE DI FUGA MI FA IMPAZZIRE.

    ho già provato gli psicofarmaci, sono stata da una psicologa ma niente di fatto….. soldi spesi inutilmente!

    Tra meno di un’ora devo scendere per andare a scuola forse potete capire come mi sento in questo momento!!!!

    Per favore aiutatemi

    UN ABBRACCIO DANIELA

  135.  
    Dott.ssa Laura Bolzoni Codato
    29 gennaio 2010 | 10:34
     

    Benvenuta Dani,

    nella nostra piccola oasi verde!

    Quell’evento, accaduto quattro anni fa in mezzo al traffico nella tua bellissima città siciliana, è rimasto ancora lì, tale e quale, con la medesima forza energetica e condiziona attualmente la tua dimensione emozionale e mentale limitando inutilmente la tua vita.

    Quello shock va integrato.

    E’ bene che tu racconti tantissime volte che cosa è accaduto in quel terribile momento, nei minimi particolari, che cosa hai sentito, che cosa hai pensato, che giudizi hai dato di te stessa e della situazione in quel momento?

    Descrivi l’evento assumendo prima di tutto il tuo punto di vista.

    Poi raccontalo vedendolo dai vari e diversi punti di vista di chi era lì, in macchina in coda es. la persona davanti a te, quella che camminava sulla strada, il vigile, ecc…

    Se desideri, puoi scriverlo qui sul Blog, sarebbe molto utile sia a te, sia alle numerosissime persone che hanno un problema molto simile al tuo.

    Leggi bene tutti gli articoli del Blog, i commenti dei lettori, le mie risposte alle domande, studia in profondità il mio libro digitale “Panico Vinto!”, ascolta gli mp3 gratis e vedrai che comprenderai meglio come affrontare gli attacchi di panico e l’ansia anticipatoria.

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    Coraggio Dani, metti il fine di ritornare a guidare serena nel traffico di Palermo, ce la puoi fare!

  136.  
    alby
    21 marzo 2010 | 17:35
     

    salve a tutti o 22 anni e da 3 anni che soffro di attacchi di panico… e bruttissimo non ho mai avuto tantissima paura di uscire di casa..o fato la prima cura per 6 mesi, mi era diciamo passato””””” dopo ci sono ricascato, sempre con i miei sintomi di paura,mi stringeve il petto, nodo alla gola,batticuore e fitte improvvise alla testa, calore al corpo,fischio alle orecchie….alla seconda cura mi era soo bastato parlare con il mio medico neurochirurgo, lui mi aveva prescritto la cura ed io nn lo vevo presa… ora da un mese in avantin ke sto malissimo, in mezzo alla gente ma anke se sn solo ma solo a piedi o in makkina……..o paura veramente terrore aiutatemi…..ciao a tutti…..mi dite se passa o me la porto a vita!!! aiutattemiiiiiiiii

  137.  
    massimo
    4 giugno 2010 | 19:12
     

    anche io come voi soffro di dap era scomparso per tre lunghi anni e poi due mesi fa corsa al pronto soccorso dolore fortissimo al fianco sinistro senso di fiato corto come sensazione di svenire con debolezza alle gambe diagnosi nuovamente attacco di panico!!

    E’ tornato forse nel momento piu bello della mia vita e torna sempre nei momenti piu’ belli nn e’ mai venuto quando mia madre si e’ operata di cancro o quando ero davvero triste e’ venuto sempre a darmi fastidio nei momenti piu belli e felici della mia esistenza.

    Sembra quasi una iella che mi porto dietro un mostro che non capisco perche’ arriva sempre in estate e con il caldo.

    l’ho curato prima con farmaci e poi bevendo qualche bicchierino in piu’ quando avevo l’ansia che mi paralizzava questo e’ stato un anno di grandi successi universitari di viaggi vacanze una dietro l’altra io che avevo paura anche ad uscire di casa.Ora sto prendendo un antidepressivo e i primi giorni sono allucinanti vado avanti con lo xanax, ma vi dico una cosa io con il panico non ci sto piu’ a me di vivere cosi mi ha rotto le palle o lo combatto fino alla fine dicendo a me stesso se proprio devi crepare fa piu chic morire per strada o in un supermercato che non a casa come un cretino o meglio crepare alle bahamas o su un aereo almeno ti ricordano dicendo poverino almeno pero’ era in vacanza!!

    spero di farcela mi fa paura la stagione estiva la mia dolce meta’ che mi capisce ma non lo ha mai provato quindi e’ limitata nel comprendere quelle sensazioni orribili che si provano sembra che un demone ti voglia portar via la vita per qualche interminabile minuto pero’ chi ne soffre dovrebbe essere aiutato dallo stato non solo economicamente ma anche con sostegni reali e gratuiti psicologi sono pochi alla asl e ti danno qualche appuntamento sporadico e tu che non lavori come fai? con chi piangi?

    con chi risolvi il problema i farmaci maledetti farmaci di cui poi alla fine si diventa dipendenti, che secondo me peggiorano ma all’inizio ti aiutano.

    che dirvi spero di superare anche questo momento!

  138.  
    roberta
    15 luglio 2010 | 18:31
     

    Ciao a tutti fiorellini del blog ! Sono nuova, mi chiamo Roberta, volevo per ora mandare un caldo saluto a tutti voi, nella speranza di conoscere qualcuno e di partecipare ad un seminario della Dott.ssa Laura, la nostra quercia, per restare in tema di fiori e piante !

  139.  
    liliana
    14 novembre 2010 | 23:08
     

    Ciao a tutti….anch’io ho sofferto di attacchi di panico…ora vivo sola con i figli…ho ritrovato la mia vita e le mie emozioni con un semplice gesto…separazione….parola stupida e inerme proprio come ti senti durante un attacco….la razionalita’ ha sempre il sopravvento…credetemi…basta superare quell’attimo che ci separa dalla realta’…basta dire a se stessi “devo farcela….nn dipendo da nessuno…rivoglio la mia vita…”
    All’inizio ho avuto bisogno dei farmaci….x un anno…poi nn li ho presi piu’…quando mi sono accorta che era l’altro la mia malattia…i miei superimpegni di lavoro…nn avere neanche un minuto x me….per fare la serva a tutti…
    Ricordatevi che l’attacco di panico colpisce chi è piu’ sensibile di un altro…chi reprime le energie insite dentro di noi…chi nn sa mai dire di no….
    Quando siete in un luogo aperto aprite le braccia…chiudete gli occhi e dite”io sono viva”….vedrete come funziona…
    un abbraccio a tutti….liliana.

  140.  
    liliana
    14 novembre 2010 | 23:22
     

    caro Massimo…mi ha colpita il tuo commento….nn puoi vivere cosi’…sono infermiera al 118…spesso parlo con persone affette di dap.o anche peggio…ho una parola dolce x tutti…anche se dovrei occuparmi solo dell’emergenza….ma chi piu’ di me puo’ comprendere una situazione cosi’ invalidante come un dap???
    Io l’ho sconfitto….anche se solo al 99%…e forse se ci fosse un Punto di ascolto h24 molte persone verrebbero ascoltate ed aiutate….anche senza farmaci….perkè è l’indifferenza che ci uccide….e ci ammalare di ansia…
    Perkè nn provi i Fiori di Bach?
    Mi hanno aiutato moltissimo….dopo pochi giorni che li assumi aumentano i sintomi,ma poco dopo senti dentro di te una forza nuova…è questo il principio della cura….far venire fuori le patologie e curarle con l’anima….vedrai che funziona….e lascia perdere l’alcool…..ok?
    un grande abbraccio…liliana.

  141.  
    liliana
    14 novembre 2010 | 23:36
     

    a proposito….dimenticavo….il mio primo attacco è stato sull’Asse attrezzato che dalla mia citta’ porta a Pescara…sono trascorsi 24 anni…andavo x una visita di controllo allo studio del mio ginecologo dopo la gravidanza…è stato terribile…ho rischiato di schiantarmi tanto era la velocita’ che aumentavo x arrivare al piu’ presto….sentivo dentro me qualcosa di strano…una premonizione…che nn avrei trovato il medico…cosi’ è stato…era stato chiamato x un cesareo urgente….
    Bè…potete anche nn crederci ma da quel giorno ho scoperto di essere una sensitiva….faccio sogni premonitori….avverto tutto in anticipo….all’infuori dell’ansia che nn ho piu’…
    Ho letto da qualche parte che spesso il dap è il risultato delle nostre energie represse…ed è vero!
    un kissssssssssssssss

  142.  
    fabio
    5 dicembre 2010 | 20:26
     

    ciao a tutti,mi presento sono fabio ho 29 anni e con mio estremo dispiacere devo ammettere che sono tornato a soffrire di attacchi di panico da circa 4 mesi,il mio primi disturbi risalgono a circa una decina di anni fà quando dopo che mia mamma x colpa di un’aneurisma celebrale è rimasta invalida,mi è crollato il mondo addosso eravamo lontani da casa sia io che i miei familiari e poi quando dopo le terapie dopo circa un mese e mezzo abbiamo potuto lasciare milano x tornare a casa dopo poco ho iniziato a sentire i primi sintomi,poi il primo attacco e la conseguente paura della paura stessa,sono stato da una psicologa x circa un mese ma non sentivo grandi benefici,poi dopo che comunque vedevo che nonostante i sintomi fortissimi che derivano dal panico non succede nulla di quel che ci aspettiamo mi sono fatto forza e sono riuscito ad uscirne piano piano,me ne fregavo,dicevo che volevo vincere io che non avrei condizionato la mia vita,cercavo di prestare meno attenzione ossessiva sui vari sintomi e anche se mi accadeva di star male fuori casa riuscivo a calmarmi prima di arrivarvi,quanti problemi mi sono fatto!!!pensavo come avrebbero potuto aiutarmi gli amici che non sapevano nulla,quante volte ho detto portatemi a casa senza dir loro la verità x paura di rovinare la serata!!ora circa un anno e mezzo fà i problemi di salute di mia madre sono tornati a farci visita e io che sono molto sensibile mi sono fatto coinvolgere,continue operazioni e io che non riuscivo mai a dire “mamma stavolta abbiamo risolto il problema!ma invece sempre notizie che la buttavano giù.poi questa estate un pò di casini e lavoro e ora anche il papà aspetta una notizia di una biopsia che ha fatto.insomma potete immaginare,mi sento molto in ansia x tutto!!dicevo però che credo questo abbai messo le basi x permettere al panico di tornare.il primo attacco lo avuto in palestra quest estate,ma lo affrontato alla grande,me ne sono andato da li ma dopo un quarto d’ora ero giò a lavoro con le gambe molli come non sò cosa ma ero li!!mi sentivo a disagio anche solo x andare a fare una lampada,ho mollato la palestra x tre mesi,poi ho deciso di ritornarci,a volte va bene,a volte no come questo mercoledi mi sono sentito male,davo tutta l’attenzione ai battiti del mio cuore aspettando l’attaco e cosi è stato,ma non mi sono rinchiuso in casa come facevo anni fà,due giorni dopo sono riandato e sono riuscito a star li anche se i primi dieci minuti sono stati molto difficili.volevo fare una domanda lla dottoressa e anche a voi,penso leggendo che la maggiorparte di noi ne soffre da tanto e quindi conosce i sintomi,possibile che nonostante sappiamo che non ci succederà nulla,perche nessuno è mai morto etc,allora come è possibile che avendo queta esperienza crediamo ancora ai falsi sintomi del nostro cervello?io piano piano ne ero uscito cosi eppure ora mi sto facendo di nuovo fregare mannaggià!!a volte penso che non avere questi attacchi sarebbe molto peggio anche se sembra assurdo dirlo,penso che ci vogliano dire che continuare a comportarci in una certa maniera non và bene,io ho accantonato tutti i miei sogni tipo di vivere insieme alla mia ragazza x dedicarmi con la mente ai problemi dei miei genitori e se non avessi avuto questi attacchi non mi sarei neanche domandato se stavo facendo bene.un bacio a tutti!!!

  143.  
    giacomo
    18 dicembre 2010 | 00:01
     

    Soffro di attacchi di panico in alcuni periodi a fasi alterne.
    In questo periodo (da tre mesi) ne soffro, non sempre solo in certe occasioni.
    Coprò il problema con benzodiazepine e vanno bene, ma sot cadendo nell’assuefazione, ovvero, aumento il dosaggio perchè il precedente mi sembra insufficiente.
    Sono in sovradosaggio moderato.
    Tra un mese dovrò prendere servizio a 18 km da casa mia, con una strada caotica e trafficata che me li fa apparire 100. Prenderò servizio a Sanremo , partendo dalla mia città, Ventimiglia, tutti i giorni.

    Vorrei chiedere ai membri del blog se esiste un centro di accoglienza come
    di quelli della L.i.d.a.p. (che purtroppo non ha sede periferica a Sanremo, essendo il centro più vicino situato a Finale Ligure)
    dicevo, vorrei sapere se esiste un centro di assistenza (assistenza nel senso ospitalità eventuale di qyualche decina di minuti) in caso mi prenda un attacco di panico mentre sono a Sanremo.

    Mi son spiegato male ma spero si capisco il senso della mia richiesta.

    Ringrazio tantissimo chi mi volesse fornire tale indicazione.

    Giacomo

  144.  
    anna
    4 aprile 2011 | 17:45
     

    Cara dott.ssa e care ragazze,
    soffro da attacchi di panico da 5 anni.Durante il primo, stavo per prendere il treno..ma ho aspettato che le porte si chiudessero davanti a me e me ne sono tornata a casa.Da allora sono arrivata al punto di non uscire più di casa.Per fortuna però ho fatto dei progressi: sono riuscita a laurearmi e ho iniziato un lavoro che mi piace.Finalmente riesco a fare shopping!
    però non riesco ancora a prendere i mezzi pubblici,che mi servono per andare al lavoro(fin ‘ora sono sempre riuscita a ottenere dei passaggi!)
    nel mio caso non perché mi danno fastidio i rumori..ma perché mi manca l’aria e mi sento soffocare!questa sensazione poi innesca il meccanismo del panico.Ora sto apportando molti cambiamenti nella mia vita e finalmente sto raggiungendo la serenità che mi mancava..mi sento quindi più forte.
    ma come faccio a imparare a sopportare l’aria pesante che mi toglie il respiro?spero tanto di avere una risposta!grazie infinite!

  145.  
    cristina
    16 maggio 2011 | 12:29
     

    Carissima Dott.sa Bolzoni Codato e carissime ragazze del Blog,
    scopro questo affascinante mondo sereno girovagando in internet alla ricerca della “cura giusta” e mi ritrovo così in questo mondo fatto di calma..di quella calma che mi manca da un pò.

    Ho 21 anni, vivo in un Paesino piccolo lontano dalla chiassosa città che raggiungo di rado o che quasi sempre costeggio in macchina con il mio ragazzo.Vivo con gli attacchi di panico da quando avevo 15 anni.I miei primi sintomi sono comparsi con l’avvento della scuola superiore.Lasciata e poi ripresa da un anno ho concluso gli studi di ragioneria con il corso serale(e anche con ottimi voti per mia grande soddisfazione!),l’obbiettivo era il proseguimento dell’Università…ma la paura di quelle aule immense dove feci il test mi lasciò un bruttissimo, tremendo ricordo che mi ha portato a non iscrivermi.I miei devo dire che in questo non mi hanno mai forzato molto, anche perchè mi hanno visto soffrire per tutto ciò..io amo lo studio..amo la scuola..amo essere curiosa di sapere.Sto quindi trascorrendo questo anno alla ricerca di un lavoretto che nel frattempo mi impegni un pò(anche 5 ore, non riesco a stare molto lontano dal mio “nido”) e nel frattempo spero di trovare la forza per dire a mia madre e a mio padre, si, oggi sono pronta per varcare quell’aula magna, quella città in cui mi sembra di perdermi, quegli autobus strapieni, quelle mense affollate, quella gente che non sa nulla di me.rimando.rimando sempre.

    Per cercare di scrollarmi questi giramenti, questo perdermi nei grandi spazi, per cercare di rafforzare la mia autostima e fare quello che da sempre ha affascinata, a gennaio di quest’anno ho iniziato con il mio ragazzo corsi di ballo latino americani(salsa e bachata)…li ho sempre trovati particolari e unici nel loro genere e impararli sarebbe stato un altro mio piccolo sogno (perchè non insegnare anche come secondo lavoro?).Da un mese circa anche andare in palestra per fare lezione è diventato un incubo..di fatto è un ballo che impone giri continui per la dama..e la sensazione di cadere, di svenire, di sentirmi come “ubriaca” sta cominciando a prendere il sopravento..addirittura adesso mi metto vicino la porta così so che ho la mia via di fuga proprio lì vicino.Come combattere tutto ciò?….Come vedere le cose sotto un altra prospettiva?….a volte mi sento così sfinita, stanca,senza forze……..Come fare?…Vi abbraccio e grazie per esserci, mi sento meno sola.Cry

  146.  
    Francy
    13 giugno 2011 | 11:40
     

    Dottoressa come posso contattarla?
    Grazie

  147.  
    Virginia
    30 giugno 2011 | 17:44
     

    Sono Virginia, ho 24 anni. 3 anni fa ho perso mio fratello in un incidente, ne aveva 26 ed era il mio punto di riferimento. Mi sento sola. Ho ansia anticipatoria, depressione e attacchi di panico. Non riesco ad uscire di casa nonostante i farmaci che pero’ sembrano non fare effetto per ora. Dunque non riesco nemmeno ad andare da una psicologa. Anche se, ne avevo gia’ frequentate in passato. Io so che per uscirne, DEVO affrontare la paura. Ovvero quando mi sta per arrivare una crisi, cercare di aumentarla e vedere che passa, che non svengo, che non muoio. Razionalmente so, che piu’ mi rintano in casa e peggio é. Ma… quando mi trovo al momento di affrontare questa maledetta paura, mi tiro indietro in automatico. Ho la sensazione di stare in barca tutto il giorno, tranne quando dormo. Sono instabile, ho le vertigini, SEMPRE. Sono stufa. E un po’ ti invidio. Fa tanto male…

  148.  
    pasqualina
    5 settembre 2011 | 13:06
     

    Gentile dottoressa, ho letto il suo libro e mi è piaciuto tantissimo, ma su di me non riesco a realizzare ciò che su di lei ha fatto effetto guarendola.
    Soffro d’ansia e di attacchi di panico non so precisamente da quando, sono in terapia se così possiamo chiamarla xanax da circa 4 anni, in psicoterapia che mi stanca ogni volta che ci vado perchè non vedo un obiettivo raggiunto. Leggo e mi affascina la psiche umana, ma guarire come si fa? Io ho sempre guidato era la mia libertà, ora lo faccio con riluttanza, alcuni attacchi i più brutti li ho avuti in macchina ed ora è un ansia devastante guidare, non sempre però cedo, mi pongo delle vittorie.

  149.  
    pasqualina
    5 settembre 2011 | 13:08
     

    per avere un colloquio/ consulto da lei cosa devo fare?

  150.  
    Morgana
    5 novembre 2011 | 21:43
     

    33 ANNI…18 CON GLI ATTACCHI DI PANICO….IL TERRORE DI ALLONTANARMI DA CASA E DI RIMANERE DA SOLA.
    In poche parole questa è la mia vita dopo anni di terapie, farmacologiche, psicoterapiche….Ho letto con grande passione il suo libro, ma probabilmente c’è qualcosa in me che non va, non riesco più a vivere, sto sopravvivendo.
    Ogni “sciocchezza” è buona per farmi star male anche in casa con il mio compagnio….un esempio? A breve i miei genitori (che sono il mio punto di riferimento principale) partiranno per la montagna…l’idea di svegliarmi di notte e non poter correre da loro (non l’ho mai fatto ma la sola idea mi rende più serena), mi fa star male da morire.
    Riesco ad andare a lavorare solo se sono sicura che loro siano a casa o siano reperibili….sto rovinando la mia vita e quella dei miei cari, ma non riesco ad interrompere questo terribile circolo vizioso!

  151.  
    anna
    20 novembre 2011 | 21:45
     

    ciao a tutti,salve Dottoressa ho bisogno di aiuto.ho 26 anni e da 7 anni soffro di attacchi di panico.Tutto è cominciato fumandomi uno spinello ebbi un collasso e la lingua mi stava scendendo giù,in parole povere,sono stata fortunata.comincia subito a nn stare bene vari tentativi con vari psicologi i quali mi prescrissero medicinali,che poi ho tolto.avevo paura di un infarto,poi cominciai ad aver paura di ingoiare anche l’acqua ed infine ora ho paura di svenire di rimanere sola in qualsiasi luogo e non sò più che fare.non sò a chi rivolgermi….AIUTOOOOOO….

  152.  
    anna
    20 novembre 2011 | 21:50
     

    UN ALTRA COSA MI SONO DIMENTICATA DI DIRE:NON GUIDO LA MACCHINA DA QUASI UN ANNO SOLO SE SONO IN COMPAGNIA,DIPENDO DAGLI ALTRI E QUESTA COSA NON MI PIACE AFFATTO.UNO PSICOLOGO TEMPO FA MI DISSE CHE SECONDO LUI IO ERO GELOSA DI TUTTO QUELLO CHE è MIO CIOè LA MIA FAMIGLIA E TUTTO IL RESTO E QUINDI MI VENGONO QUESTI ATTACCHI X METTERMI AL CENTRO DELL’ATTENZIONE.MHAAA …A ME MANCA L’ARIA NON STO BENE ANCHE SOLO UN METRO CHE FACCIO HO PAURA DI SVENIRE E CHE NESSUNO PUò AIUTARMI…SECONDO LEI DOTTORESSA,IO SONO PAZZA? MI RISPONDA LA PREGO

  153.  
    serena
    2 dicembre 2011 | 01:20
     

    Salve Dottoressa… sono una ragazza di 28 anni e da tre anni soffro di attacchi di panico ormai frequenti….per caso ho scoperto la sua pagina che inizialmente mi ha incuriosita e successivamente colpita e carpita. Ho cercato di comprare il suo libro ma nn c riesco, sono molto interessata perchè trovo che sia un qualcosa d’innovativo e un monito positivo x noi dappisti. Ho davvero bisogno d’aiuto ormai non so piu’ che fare le ho provate davvero tutte, medicina omeopatica agopuntura…e x finire ultimamente sono ricorsa all’ uso di xsanax anche se devo dire che il loro effetto lascia il tempo che trova, ormai non vivo piu’ mi sono chiusa in un mondo tutto mio, vivo di ansie paranoie e quasi si sento ipocondriaca, io vorrei solo ritornare alla mia vita di prima, poter partire e sentirmi libera, cosi nn riesco più ad andare avanti mi sembra di vivere in un mondo che non mi appartiene, spero di poter trovare in lei nei suoi consigli un ancora di salvezza…La prego mi aiuti aspetto una sua risposta grazie infinite.

  154.  
    serenella
    14 aprile 2012 | 11:48
     

    Salve dottoressa, soffro di attacchi di panico dal 1994….ho scritto in un’altra parte del blog tutta la mia storia….ma sinceramente in questo blog, mi perdo….mi sembra un labirinto…
    Ho letto ieri sera l’Ebook “Panico Vinto”…mi sono ritrovata in tutte le cose che scrive……i suoi consigli la sua password….le 10 regole….fanno ormai parte della mia storia da 10 anni….non a caso sono riuscita a sopravvivere…a convivere con l’ansia….credendo che il panico per me fosse solo un ricordo…..Purtroppo da un paio di mesi è tornato a bussarmi alla porta….e come prima pensavo che fossi io ad evocare il panico….che bastava solo non pensarlo, non dargli peso che se ne andava come un ospite indesiderato, ora invece stò iniziando a pensare che il mostro ritorna nei nostri pensieri, perchè ti annuncia che presto ti farà visita….quasi ti aiuta a metterti in guardia perchè non ti sorprenda più di tanto…..non so se riesco a rendere l’idea…..
    Dopo aver conquistato la cima della montagna….e averci messo quasi 20 anni…..improvvisamente mi ritrovo ai suoi piedi…..
    Mi piacerebbe avere un confronto con lei….
    grazie a tutti dell’attenzione
    serenella

  155.  
    claudia
    16 aprile 2012 | 23:42
     

    paura di salire in pulman o in qualsiasi ambiente chiuso

  156.  
    claudia
    19 aprile 2012 | 23:57
     

    Carissima dott circa un mese fa mentre ero in pulman per recarmi al lavoro sono stata mallissimo, mi sentivo soffocare (pieno zeppo di gente anche in piedi), continuavo a fissare i finestrini chiusi perchè mancava l’aria, contavo i minuti nell’attesa di scendere al più presto e grazie a Dio ce l’ho fatta ad arrivare alla mia fermata. Da quel giorno non vivo più bene e visto che devo prendere il pulman 2 volte al giorno un’ora di andata e un’ora di ritorno mi prende l’ansia al solo pensiero di salirci e ogni giorno diventa più stressante! A questo mi si è aggiunta la paura ogni volta che entro in qualsiasi ambiente grande o piccolo che sia guardo sempre se c’è una finestra MAGARI aperta, ritorna la sensazione che manchi l’aria e comincio ad avere caldo! Il medico mi ha detto di prenderee 7gocce di ansiolitico 2volte al giorno ma io non so più cosa fare……. Spero tanto lei possa aiutarmi un po’!!!! I miei più cordiali saluti.

  157.  
    fabia
    1 agosto 2012 | 18:22
     

    Quest’ultimo augurio è la frase più bella e rassicurante di tutto l’articolo.

  158.  
    maria
    5 agosto 2012 | 00:45
     

    Buona sera dott. la prego mi serve subito un suo consiglio ho un problema da un po di mesi ho paura di uscire di casa xk mi sento svenire, girare la testa ma è solo una questione psicologica ma le giuro non so cosa fare per superarla vi prego al piu presto datemi qualche consiglio ho paura di peggiorare

  159.  
    Chichi
    6 settembre 2012 | 14:26
     

    Salve, mi chiamo Chiara ho 20 anni e sono una studentessa.
    Il mio piu grande problema Sono gli attacchi di ansia che si presentano quando devo fare qualsiasi servizio fuori casa.
    La mia piu grande passione è la pallavolo che pratico da qualche anno, mi fa stare bene, ma non basta. Le scrivo per sapere come devo sconfiggere questa paura … Adesso la paura è che inizierò un campionato e trovarmi in una palestra a giocare (Perdendo ,forse,anche la concentrazione) con una marea di gente mi spaventa molto.
    Avere gli occhi addosso mi porta ad avere gli attacchi d’ansia. Mi farebbe piacere se Lei mi risponde…la prego, adesso ho bisogno di un suo consiglio. Con Affetto Chichi.

  160.  
    rita
    29 ottobre 2012 | 01:41
     

    Ciao sono sempre io ormai vivo leggendo e rileggendo il blog e poi passo al book della dottoressa leggo e rileggo il book e penso… domani provo ad uscire x mettere in pratica i suggerimenti.-
    … ma nella realta cambia tutto sembra ke il mio cervello rifiuti e va al solito! Ma xke non riesco ad uscire ma cosa di tremendo si e’ registrato in questo mio stupido cervello? Teoricamente sembra di aver capito la dinamica… poi esco in strada…e. niente.. fallimento!io ho capito una cosa non basta parlarne bisogna provare ad uscire qualke agorofobico vuole uscire con me? Non si sa mai ke in due si arrivi in centro!!!

  161.  
    tiziana
    1 gennaio 2013 | 20:02
     

    scusare mi chiamo tiziana ho 38 anni e vivo di paure,non esco mai di casa di sera perchè ho paura di vedere chissà che cosa,ho la paura di guardare il cielo,il cuore mi batte fortissimo e non riesco a respirare ,la prego dott.bolzoni mi aiuti ,non si puo vivere cosi…scusi il mio disturbo ,ma questa non e vita ,vorrei ridere,scherzare essere libera,invece questo mostro che ho nel mio stomaco e cuore mi sta spengendo piano piano come una lampadina….scusi gli errori

  162.  
    Paola
    31 gennaio 2013 | 09:02
     

    Ciao a tutti, sono Paola ed è la prima volta che scrivo in questo blog.
    Ringrazio la Dott.ssa Bolzoni Codato per il libro che ha scritto che mi sta dando stimoli importanti per affrontare il panico e l’agorafobia.
    Vi racconterò di me nel prossimo commento, perchè non so bene come spedire questo, ho già provato senza successo, dopo aver scritto diverse cose…che sono andate perse… Meglio così! Che i pensieri si disperdano…
    A presto, Paola

  163.  
    paolo
    10 febbraio 2013 | 17:01
     

    Ciao sono paolo ho 33 anni e da 15 ho incominciato ha soffrire di panico con agorafobia,non ho mai accettato queste strane reazioni che mi accadevano per i primi tempi stavo male solo al momento poi con perplessità mi riprendevo senza riuscirmi a dare una risposta a quello che mi stava accadento,ma con il tempo queste paure hanno iniziato ad essere frequenti tanto da condizionarmi completamente la mia vita nel suo stile che non era e non è tutt’ora normale ho provato a fare una piccola cura farmacologica ma niente o affrontato per tanto tempo forse troppo questo problema con i miei genitori ma non hanno mai capito a fondo quello che dentro di me mi distrugge l’anima ,non ne ho mai parlato con gli amici nonostante cerco di farmi forza non riesco a superarli nel frattempo gli anni sono passati condizionandomi in tutto la mia vita sono stanco pieno di rabbia da solo chiuso nelle mie sofferenze non so più dove sbattere la testa o cercare aiuto racchiudo in questo breve racconto perché sono talmente tante la cose che potrei dire che non basterebbero queste quattro righe

  164.  
    FEDERICO
    7 marzo 2013 | 12:33
     

    RACCHIUDO TUTTO IN UNA FRASE: IDEM COME LE ALTRE PERSONE.
    HO LETTO I COMMENTI DI TUTTI VOI E RICONOSCO A PIENO TUTTI
    I DISTURBI CHE AVETE DESCRITTO MOLTO ACCURATAMENTE.
    UNA VITA VERAMENTE CONDIZIONATA DA QUESTO MALE OSCURO CHE TI PRENDE E TI BLOCCA OGNI AZIONE INTERIORMENTE.
    E’ UNA SOFFERENZA , PER CHI PURTROPPO LA PROVA, VERAMENTE
    DEPRIMENTE.
    POSSIBILE NON CI SIA QUALCOSA DI PIU’ DETERMINANTE, PER SCONFIGGERE QUESTO GROSSO DISAGIO.
    HO 50 ANNI E NE SOFFRO DA 20. CON OSTINATA DETERMINAZIONE VOGLIO ASSOLUTAMENTE GUARIRE, MA NON LO SO’ FORSE E’ IMPOSSIBILE. PARLIAMONE SICURAMENTE SERVE.
    UN RINGRAZIAMENTO ALLA DOTTORESSA LAURA BOLZONI.
    SALUTO TUTTE LE PERSONE CHE COME ME CONDIVIDONO QUESTO
    SPIACEVOLE DISAGIO. CIAO E UN GROSSO BACIO DA FEDERICO.

  165.  
    mirela
    18 marzo 2013 | 19:54
     

    buonasera ,mi chiamo mirela ho 30 anni e le scrivo perchè da quando sono piccola soffro di attachi di panico ed ansia ….ho letto il suo libro e devo dire che mi e piaciuto .
    vorrei tanto avere un incontro con lei ,ho già mandato 3 mail ,l’ultima proprio ieri ;ci terrei moltissimo, in quanto confrontanto le sue esperienze che ho letto dal suo libro con le mie ho visto in lei una persona che può davvero aiutarmi.
    spero di ricevere una risposta da parte sua .
    grazie anticipatamente
    Mirela

  166.  
    francesca
    24 maggio 2013 | 21:34
     

    cara dott.ssa bolzoni sono 20 anni che soffro di ansia ormai ho paura di uscire da sola mi sembra di impazzire o pure quando mi dicono di uscire con gli amici mi sento di morire aiuto grz

  167.  
    Antonella
    16 giugno 2013 | 19:12
     

    Carissima dottoressa Bolzoni, ho 23 anni, sono una studentessa di Lingue.. soffro da 5 anni di ansia, attacchi di panico con agorafobia. Avevo fatto due anni fa terapia cognitivo comportamentale con uno psichiatra che mi stava indirizzando verso l’ipnosi e piano piano ritornai a vivere e ad uscire da sola. Poi ho lasciato la terapia perchè dovevo partire per l’università, e dopo un anno ho avuto la ricaduta. Ora mi trovo a casa dei miei , in una breve pausa prima di tornare alla città dove vivo sola e studio, e sto male perchè non riesco di nuovo ad uscire da sola. Ok che bisogna uscire ma mi sento sempre debole , come posso risolvere?? E’ tutta una questione mentale, lo so.. perchè il medico mi ha dato su…dyn e non ho particolari problemi di salute.. la ringrazio di una sua risposta

  168.  
    Ennia
    16 ottobre 2013 | 20:39
     

    ho paura di vivere ho paura a levarmi dal mondo, 35 anni di panico..medicine e psicoterapia non ce la faccio più alla mia età di 68 anni e cercare sempre di avere una compagnia a cui affidarmi per sentirmi protetta.

  169.  
    pierpaolo
    3 aprile 2014 | 19:06
     

    io da 4 anni soffro di ansia, l’anno scorso sono riuscito a superarla ma dall’inizio dell’anno ho avuto una ricaduta assurda fino ad adesso a ridurmi ad avere paura ad uscire da casa, il problema è che tutta questa ansia, panico ecc ecc mi si scarica sullo stomaco….perche a che non ho niente a che mi vengono delle diarree improvvise allucinanti.Sto perdendo tutto..gli amici..fatico a lavorare e ho problemi pure di coppia…non ne posso più peggioro a vista d’occhio

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