La paura nello spazio:l’attacco di panico con agorafobia

ansia

L’agorafobia, che è l’aspetto più invalidante del disturbo di panico è legata alla categoria esistenziale dello SPAZIO.
Mentre l’ansia, come scrivo nell’articolo sottostante, è legata al TEMPO, l’agorafobia non ha nulla a che vedere con il sentiero del tempo in quanto appare quando siamo nello spazio.
Non è la paura irrazionale DELLO spazio, ma la paura di perdere se stessi NELLO spazio.
Durante l’attacco di panico con connotazione agorafobica ti sembra di perdere il tuo corpo, la tua stabilità fisica e psichica,  ti senti traballare e diventare poco reale.
Il termine agorafobia di fatto non è perfettamente congruente.
Vediamo perché.
La fobia è una paura irrazionale, avvolta da ansia e da repulsione, verso certi animali, persone, cose.
Ad esempio nella claustrofobia viviamo la paura dei  luoghi chiusi, tipo ascensore, porte girevoli in banca, nella idrofobia abbiamo paura dell’acqua, nell’aracnofobia dei ragni, nella ofidiofobia dei serpenti, nella cinofobia dei cani, nella glossofobia di parlare in pubblico, nella aereofobia abbiamo tanta paura di volare…

L’agorafobia  non è la  paura della grande piazza oppure del luogo aperto, anche se questo era il significato nella cultura greca, ma è la terrorizzante paura che deriva dal non sentire quasi più l’appoggio dei piedi sul terreno, le gambe che diventano mollemente leggere, il cuore che batte, il respiro che diventa irregolare, mentre sai che gli altri esseri umani ti possono guardare e accorgersi che c’è qualcosa che non va in te.

E’ una sensazione simile al naufragare nell’aria.

Improvvisamente lo spazio diventa nemico.

Rimanerci dentro è quasi insostenibile.

Sei lontano da casa tua, dalla tua “cuccia calda” e non hai proprio idea di come farai a ritornarci, perché ti senti veramente svenire e morire, in una dissoluzione percettiva che attraversa tutti i tuoi sensi fisici.

Di fatto non è dalla tua casa, intesa come abitazione, da cui ti senti lontano, ma dalla tua “casa interiore” , da te stesso, dalla tua natura profonda non fisica.

Ti senti smarrire nelle penetranti e sgradevoli sensazioni di panico, che interpreti erroneamente come segnali di una morte esistenziale quasi certa, anche se sai che non morirai, visto che sei sempre sopravvissuto.

Perdi la relazione con te stesso a causa della violenza dei sintomi dell’attacco, come accade alla fogliolina autunnale che si stacca dall’albero e vola in balia del vento, che …chissà dove la porterà.

Se ascolti le sensazioni finirai con l’identificarti e ti perderai.

Ti devi invece collegare con la parte stabile, forte e più profonda di te stesso, dove abita la consapevolezza.

Devi imparare a OGGETTIVARTI NELLO SPAZIO.

Lo spiego in modo semplice.
Quando sei fuori casa, all’esterno, tu ti trovi tra  il cielo e la terra sulla quale poggiano i tuoi piedi, grazie alla forza di gravità.

Per oggettivarti e uscire dal senso di irrealtà e di depersonalizzazione che ti avvolge quando vivi l’attacco di panico con agorafobia, hai bisogno di triangolare tre punti di riferimento: la terra che è sotto di te, il cielo che è sopra di te e l’individuo consapevole che è dentro di te.

Quando tu sei tranquillo a casa tua e passi da una stanza all’altra, andando dal salotto in cucina per berti una buona tazza di tè, NON PERDI TE STESSO.

SEI SEMPRE TU, solamente in stanze diverse.

E qui, fuori casa è la stessa realtà solamente che sei in una stanza all’aperto oppure in autostrada, al supermercato, alla posta, in banca, in treno.

Però sei ancora e sempre TU!

Hai solamente cambiato posto!

Non sei solo, perché c’è qualcuno che ti accompagna sempre, che non ti abbandona mai e che sei TU STESSO!

Portati nel tuo cuore.

Questa consapevolezza può veramente aiutarti molto.

Finchè non sarai fuori per sempre dal disturbo di panico con agorafobia, prendila così: nella vita di oggi ognuno ha i suoi problemi, c’è chi ha l’allergia primaverile ai pollini e chi ha l’agorafobia!

Vedrai ne verrai fuori, come è stato per me e come racconto nel Libro Ebook Panico Vinto!

Concludo questa prima parte sull’agorafobia lasciandoti questo semplice, ma efficace piccolo esercizio per aiutarti a oggettivarti nello spazio.

Vai con coraggio, tenendo stretto te stesso nel tuo cuore, in un posto dove ci sono delle persone e fai attenzione a non attirare la loro attenzione.

Se non te la senti di andare da solo, va bene che ti fai accompagnare per le prime volte, da qualcuno che ti vuole bene.

Porta con te un piccolo quaderno per scrivere degli appunti.

Puoi rimanere in piedi, ma puoi anche sederti su una panchina.

Senti bene i piedi che appoggiano e aderiscono al terreno.
Durante questo esercizio possono accadere delle esperienze belle, curiose, interessanti, accetta qualsiasi cosa succeda.
E’ anche possibile che le prime volte non succeda nulla di particolare e va bene così.

Indirizza la tua attenzione su una persona che vedi come punto fisso e determinato.

Poi sposta l’attenzione al cielo infinito.

Se è nuvoloso guarda “attraverso le nuvole”.

Poi, riporta lo sguardo sulla stessa persona oppure su una persona diversa.

Poi di nuovo al cielo infinito.

Cerca di sentire lo spazio infinito nel cielo.

Fallo più volte, lavora in questo modo fino all’intuizione che scriverai sul tuo quadernetto.

Vai, prova, ti sono vicino!

Assapora questa uscita come un bambino con la bicicletta nuova….e con un aquilone appeso al manubrio….

Copyright 2007-2009 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.

Vuoi raccontare come è stata la tua uscita nelle” stanze all’aperto”?

Vuoi parlare della tua agorafobia?

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60 risposte a La paura nello spazio:l’attacco di panico con agorafobia

  1. Mariano scrive:

    Ho 21 anni ed è quasi un anno che soffro di agorafobia, non ho capito ancora da cosa è dovuto. Il primo pensiero quando scendo è “non vedo l’ora di tornare a casa”. I primi 50 passi tutto bene, poi 100 una mano in tasca sudata stringendo le gambe poi 500 mancanza d’aria si sfoca la vista ti senti debole, 1000 passi , ma chi sono io? ma dove sto? ma è tutto vero?…. Il mio unico rimedio è l’alcool, è proprio quando sto ubriaco mi domando ma perchè… perchè quando bevo non succede!?! allora capisco che è solo frutto della mia immaginazione ti senti felice in quel momento pensando “vaiii!! è andato via!!! ti senti più sicuro con te stesso ecc ecc, ma poi il giorno dopo ti rendi conto che l’alcool non ti aiuta affatto anzi aumenta la paura degli spazi aperti (personalmente) allora sai che penso a 20 anni questo problema?!? figuriamoci a 30. Ma una parte del mio cervello sa che ce la posso fare.

  2. Giovanni scrive:

    ciao è da quando avevo 17 anni che ho iniziato ad isolarmi in casa dopo aver avuto i primi segni di disturbo fuori all’aperto. Adesso ho 24 anni è l’agorafobia mi blocca, ho paura di uscire perchè sò che avrò quei fastidi che mi sfiniscono come se avessi fatto i 100 metri di una corsa! Le piazze o le strade ampie mi terrorizzano xkè temo un malore, datemi qualche consiglio se c’è qualcuno che è uscito da questo problema

  3. Katia scrive:

    Sono tre anni che combatto contro quel mostro. A volte, non so perché, non mi viene, a volte mi uccide. Inutile spiegare le sensazioni perché per tutti sono le stesse. Prendo molte benzodiazepine, ma a volte e come bere acqua. In questo periodo continuo a piangere perché la mi vita è veramente limitata, lavoro casa, casa lavoro. In questi posti mi sento sicura, come tutti, però ho notato che in certi negozi non mi viene in altri non riesco neppure a varcare la soglia. Poi una cosa strana che mi assicuro sempre che ci sia un posto da sedersi e una volta individuato mi calmo. Quando cerco di sforzarmi a superare questa sensazione, quando esco dal posto mi sento come se avessi scalato una montagna e mi rifugio in macchina. Lì riprendo fiato, ma per tutto il giorno, oltre a sentirmi sconfitta, mi sento stanchissima.
    Grazie per avermi ascoltato. Katia

  4. m.alfredo scrive:

    volevo dire che questo blog mi aiuta moltissimo: quando leggo mi sento bene e sono fiducioso che prima o poi i disturbi passeranno. Vorrei che nei momenti bui di ansia e ( presumo crisi di panico), qualcuno mi stesse vicino e mi parlasse con quelle parole fiduciose che la dottoressa manifesta nei suoi interventi sul blog. Ma so che ciò non è possibile, e quindi faccio il possibile per ricordare gli insegnamenti che fin’ora ho letto.
    non voglio descrivere qui le mie crisi, volevo solamente esprimere un immenso grazie alla dottoressa e a tutti voi: il parlarne potrebbe essere controproducente, ma anche la solitudine della malattia è altrettanto invalidante. Ciao a tutti e speriamo in un futuro migliore

  5. F. Katia scrive:

    Volevo solo dire che anch’io soffro di agorafobia. Cerco di mettercela tutta e a volte riesco anche a stare in un supermercato per mezzoretta, ma poi cominciano a tremare le gambe, non coordino più le cose o persone intorno a me, voglio solo raggiungere la mia auto e dentro mi sento sicura,
    dopo piango perchè penso che è l’ennesima sconfitta e non guarirò mai. Penso che qualche volta che sono riuscita a stare in mezzo alla gente è stata solo fortuna, perchè il giorno dopo era tutto come prima, paura, paura, paura……..Sono 3 anni che vivo questa situazione, non ne posso più. Ciao a tutti e buona fortuna a tutti.

  6. Cristina scrive:

    Buongiorno a tutti. Soffro di questo terribile disturbo dall’età di 22 anni. Ora ne ho 40… A scatenarlo, all’epoca, fu il rifiuto di proseguire la carriera scolastica che mio padre aveva deciso per me. Da piccola cercavo in tutti i modi la sua approvazione e, ogni sua critica mi scavava un gran vuoto e un gran dolore. Non è un cattivo padre, ma il suo affetto era poco evidente e se lo deludevo andavo incontro a umiliazioni. Se mi facevo male da bambina anziché rassicurarmi mi faceva sentire in colpa perché non ero stata attenta. Mia madre invece ha un carattere dolce ma non si sa imporre, sembra che si estranei pur di non iniziare una discussione. Non sopporto questo suo subire, e il mio senso di ribellione é alla fine esploso col panico. Vorrei essere libera di fare ciò che voglio, ma la mia paura spesso mi frena. É come se fossi condizionata dalla mia paura, come un detenuto che si sente perso senza il suo carcere. Ha andatura ciclica. Dopo la nascita di mio figlio e dopo aver ripreso a lavorare era pian piano scomparsa. Prendevo mezzi, uscivo da sola senza problemi. Ora ci son di nuovo dentro fino al collo. Voglio essere una buona madre per mio figlio. Ho sempre rifiutato la terapia con farmaci, ma devo ammettere che ora sono stanca e sto seriamente considerando di frequentare un centro specializzato. Non voglio trasmettere paure a mio figlio. Ora mi sta anche causando sintomi fisici come problemi agli occhi, e non posso permettermi di rovinarmi la salute. Ho anche pochissima fiducia nella gente. Ho purtroppo avuto delle sgradite sorprese nella vita: ambienti di lavoro popolati di personaggi squallidi, il lavoro perso perché non ero stata abbastanza amichevole e compiacente col capo e… Oltretutto ero incinta e sono stata lasciata a casa dopo molti anni. Ora sono di nuovo in una situazione che non mi piace, un altro ufficio, stesse mansioni… Un capo dispotico e incontentabile, con cui cerco di evitare qualsiasi confronto, ma trovo insopportabile la sua maleducazione e la sua prepotenza. E non sono l’unica… Quindi non é una mia visione esagerata. Detesto la gente maleducata, che se ne infischia degli altri. Mi viene una gran rabbia. Ho avuto però la forza di chiudere con dei parenti tremendi, al contrario dei miei genitori che li hanno sempre assecondati, ottenendo in cambio solo amarezze, ferite e rifiuti. Mi sono ribellata e li ho mandati elegantemente a stendere. Con grande sorpresa mia madre mi ha imitato…! Mio padre no, sempre asservito. Mio figlio é stato la mia forza. Voglio essere una madre ottima. Non si solo provarci. Chissà se riuscirò mai…

  7. Emanuela scrive:

    Buonasera dottoressa … Casualmente stasera sono venuta a conoscenza di questo meraviglioso giardino e e leggendo mi sono subito ritrovata in tutto. Soffro di agorafobia ed ho paura di rimanere sola… Non ho mai affrontato il problema ho cercato sempre di farcela da sola… Ma questo è un periodo davvero no… Non c’è la faccio più.. Non riesco più ad essere forte e a fare finta di niente. Mi sento sola e incapace di andare avanti. Come posso fare! Ho 35anni e un compagno che mi vuole bene e mi capisce e neanche questo mi basta!!! Scusate lo sfogo ma mi sono sentita subito a mio agio leggendo che i miei problemi riguardano tante persone. Non riesco nemmeno a percorrere l isolato… Ora ad esempio c è spillo che mi guarda… È l ora dei bisogni… Devo uscire è arrivato il momento… Devo essere forte devo portare il mio cagnolino fuori… Questa sera non riesco… La paura è più forte… Aiutatemi ho bisogno di qualcuno con cui parlare…

  8. rita scrive:

    Dottoressa carissima in questa parte del Blog non ci ero ancora arrivata! Ogni giorno una cosa nuova e’ meraviglioso i consigli ke lei da x provare ad uscire da casa soli . Mi e’ difficile comprendere come posso portarmi nel cuore domani provo ad uscire con il quadernetto. Vedimo ke succede la tecnica di fissare una persona e poi il cielo ricorda quella della emdr?io non l’ho mai provata dicono ke funzioni

  9. Elisabetta scrive:

    Cari amici…. ieri per la prima volta ho letto questo blog. in realtà prima non l avevo mai cercato prima perchè non avevo mai sofferto di attacchi di panico. di ansia si,ma una sudata,una mangiata di unghie e passava 🙂 tutto molto naturale. poi una bella mattina,così improvvisamente mentre passeggiavo in un centro commerciale ho iniziato a sentire le mie gambe inizialmente diventare rigide e poi molli,leggere…. le braccia e le mani erano praticamente inesistenti,il viso si è contratto e il cuore batteva a mille… ovviamente non essendomi mai capitato ero spaventatissima,sono stata portata al pronto soccorso,fatto tutti gli accertamenti e tutto era apposto. allora ho iniziato ad informarmi e a preoccuparmi sempre di più. Sono sempre stata una persona forte ma non sapere il perchè mi sia venuto quest attacco e come poterne uscire mi spaventa tantissimo. Ho 24 anni e per me passare più di una settimana a casa per la paura che mi possa succedere qualcosa è una cosa stranissima,riesco solo a isolarmi nella mia camera…. oggi avevo l idea di provare ad uscire,giusto per andare a casa di un amica. Qualcuno può darmi qualche consiglio su come provare a prendere coraggio?… Grazie mille

  10. giovanna scrive:

    Salve cara Dott.ssa e amici,
    è la prima volta che vengo a conoscenza del suo blog..dopo tante ricerche in internet..con la speranza di trovare qualcosa che poteva aiutarmi.
    Vado sempre alla ricerca della descrizione di sintomi causati dal disturbo di ansia e attacco di panico. Quello che mi fa più paura ultimamente è la costante sensazione di sentirmi come estanea alla realtà e sempre”confusa”..con la paura che qualcosa di terribile possa capitarmi da un momento all’altro. Sono diminuiti gli attacchi di panico..ma adesso vivo in una costante sensazione di stato confusionale..e il non poter uscire più di casa perchè ho paura quando mi allontano da casa. In questo stato mi vengono paure e pensieri del tipo”chissà se si tratta davvero di ansia o di qualche malattia neurologica”..”ormai non ne uscirò più e la mia vita è finita”! Mi hanno prescritto ansiolitici e antidepressivi ma ho paura di prenderli..insomma tutto gira intorno alla paura! Le mie domande sono…ma è normali sentirsi ogni giorno confuse o è un sintomo di una malattia?si può guarire senza farmaci? Grazie

  11. antonella scrive:

    cara laura non immagina quanta forza ricevo leggendo le sue mail e mi ripropongo di vincere il panico ma poi questo mostro si ripropone e mi sento malissimo……ho paura di morire, mi sento malissimo, la bocca si secca, il respiro diventa pesante .le mani fredde e mi sento svenire ma poi dopo la fase acuta ritrovo un po’ di pace e piano piano riprendo il controllo seppur a fatica…..se fossi malata continuerei a stare male….faccio spesso controlli proprio per scongiurare disagi fisici…..ma voglio vincere e so’ che mi aiuterete tutti

  12. stefania scrive:

    heyyyy vedo ke dopo anno ancora nn m ha risposto nessuno e nessuno mi ha dato consigli ,kmq kome dicevo dopo 1 anno circa ekkomi qui a riscrivere mà nn perkè ho attakki di agorofobia e di panico mà perkè “STò BENE” KE BELLA SENSAZIONE SENTIRMI LIBERA NN ASCOLTO PIU QUELLA VOCINA KE MI DICE TRà UN Pò TI SENTIRAI MALE E CRESCERE SEMPRE DI PIUU Là SENTO LONTANISSIMAAA KE POSSO IGNORARLA KE BELLOOO KOME APREZZO DI PIU Là VITA ORA KE NN SI HA IDEA AMOOOO E DIKO AMOOO USCIRE Dà SOLAAAAA FARMI DELLE BELLE PASSEGGIATE ANDARE PER NEGOZI FARE Là FILA PER Là SPESA MIO DIO SEMBRA TUTTO KOSI BANALE Mà PER KI Nè SOFFRE Sà KOSA VOGLIA DIRE ……MI SENTO BENE E MI GODO QUESTO MOMENTO IL PIU KE POSSO PER ORA NN MI RESTA KE AUGURARVI DI STARE BENE KOME STò IO ORA IL MIO KONSIGLIO è:NN VI ARRENDETE LOTTATE RIPETETEVI KE SIETE VOI A KONTROLLARE Là SITUAZIONE KE SIETE FORTI RIPETETELO FINO ALLO SFINIMENTO E POI VOGLIO DIRE 2 PAROLE A QUESTO SITO KE RINGRAZIO INFINITAMENTE MI SCARIKAI Dà QUI UNA VOCE KE NN RIKORDO IL NOME ORA Dà PORTARE KON Sè NEL MP3 ED IO LO PORTATA KON ME PER MOLTE SETTIMANE E MI HA AIUTATA TANTISSIMO E VI DIKO GRAZIE GRAZIE GRAZIE ,TENETE DURO!!!!SIAMO NOI PADRONI DI NOI STESSI DECIDIAMO NOIIIIII NN LE VOCINE!UN ABBRACCIO A TUTTI

  13. patrizia scrive:

    tutto quello scrito sulle sensazioni di agorofobia le sento proprio mie fisiche e mentali paura che qualcuno si accorga che stai male , che le gambe stiano per cedere il cuore che batte e cercare di non fartene accorgere come di fatto forse avviene ; se ci rifletto un pò è veramente assurdo lasciarsi prendere da qualcosa che in realtà si può vincere con la ragione ed il controllo perchè non è altro che una sensazione , purtroppo sono brava a razionalizzare , a dare consigli ma non agisco affatto bene e la mia vita è cambiata da ben 11 anni , chissà che possa anch’io prendere coscienza di cosa realmente fare , semplicemente affrontare un nemico che in fondo mi sono forse io stessa creata D.ssa è sempre un piacere ricevere i suoi consigli e spero come ho già detto in precedenza di potere un giorno incontrarla di persona chissà quanti glielo avranno chiesto ed allora penso proprio io le devo interessare eccco un esempio di come sono crede sia irrecuperabile ? con affetto Patrizia

  14. stefania scrive:

    ciao mi chiamo stefania ho 32 anni quasi e cercando un pò nel web ho trovato questo sito che trovo l unico interessante veramente perchè nn cerca di mandarti dà uno psichiatra e nn ti induce a prendere medicinali ….

    mà sento tanta forza di volontà cosa che ho anche io….ora vorrei parlarvi un pò di me nell adolescenza ho perso mio padre intorno i 17 anni mà l avevo perso molto prima perchè lui beveva là sua scomparsa lo vissuta molto dopo come sè avessi metabolizzato il tutto con il tempo e con il tempo sono uscite tante cose penso di soffrire del senso dell abbandono sè ci penso nella mia vita anche con le amicizie è stato cosiii sarà stata anche là sfortuna nn sò mà ogni volta che avevo amici amiche poi dopo un pò le perdevo per intenderci nn sò morte heee ?hehe scusate mà le perdevo perchè anche con l età si cresce si cambia poi ho avuto ed ho 1 mamma straodinaria ho 1 grandissima stima di lei mà nn riesco ad aiutarla a livello economico e questo mi rende cosii piccola …

    con gli anni ho incontrato un ragazzo con lui 3 anni stupendi innamoratissima poi lui aveva bisogno di lavorare cosi gli ho trovato un lavoro e li là catastrofe mi lascia per una 19 enne ed ecco qui dinuovoo l abbandono…li è stato il boom stress ansia agorofobia nn uscivo piu avevo paura anche di affacciarmi di aprire là porta di casa mà anche di rispondere ad un semplice citofono cosi il rimedio sono stati i medicinali ansiolitici e dormivo solo dormivo soloooo ..come dormivo

    mà un giorno mia madre nn si sente bene corsa in ospedale fin di vita ha bisogno di me”agorofobia”svanita io mi sento un altra persona 10 giorni in ospedale dormivo li andavo e tornavo dà casa in autobus cosè che sè ci pensavo mi dicevo màò sono io????’

    ….fortunatamente mia madre si riprende ed anche io niente piu medicina mà 1 grande voglia di vivere trovo lavoro è tutto sembra andaree bene come tanti anni fà indipendente è libera dlele mie azioni anche sè una vocina ogni tanto in lontananza là sentivo mi chiamava”heyyy stefyyyyy,sono ioo”mà riuscivo ad ignorarla andavo avanti e cosi ho fatto …

    poi ho dovuto subire un piccolo intervento ansia alle stelle perchè non c è nulla dà fà chi nè soffre là porta sempre con sè però impara a conviverci …dopo l intervento c è stato là convalescenza è dopo là convalescenza chi ritornaa?eccola là “agorofobia!”maledettaaaa nn riesco a fare le cose dà sola che anche sè nel fratempo ho perso il lavoro ogni giorno mi sono fissata l appuntoamento di andare a prendere mia madre alla fermata del bus(dà sola) saranno 5 max 10 minuti di cammino a piedi sembra davvero poco mà per chi nè soffreee sà che è tantissimo …

    cerco di fare tutto quello che mi fà stare bene sempre in compagnia ancora nn mi sento di farlo dà sola mà sò che arriverà il momento di affrontarla cerco di essere positiva di prendermi i piccoli traguardi come vittorie …..

    questo è tutto scusate là mia lunga storia mà è davvero un riassunto sè avete consigli dà darmi vi sarei davvero grata frà di noi ci si capisce di piu!

    grazie ……

  15. pasquale scrive:

    Sabato 25 marzo ho subito applicato i consigli della dottoressa e devo dire che hanno dato subito esito positivo.

    Sono rimastio da solo per mezzora per strada e quando avevo sentore del DAP fissavo il cielo e mi concentravo su qualcuno. E’ andato tutto bene e ho avuto una grande sensazione di libertà.

    Grazie

  16. pasquale scrive:

    Io penso che il DAP è proprio delle persone troppo riflessive, cioè che pensano troppo prima di agire.

    Vedete l’agire è la normalità perchè noi conosciamo come si fà, ma siccome siamo bravi a complicarci la vita ci creiamo ansia , paura e fantomatiche malattie. Ricordo che quando ero piccolo tutti mi dicevano che ero molto intelligente e che agivo sempre dopo riflessione. Forse mi stavo preparando ad essere l’ennesima vitttima del DAP.

    Ormai sono esattamente 27 anni che soffro di questo problema e che da più di venti non esco più da solo. Ho sperimentato tutte le forme di fobie e attacchi di panico, (non mi sono fatto mancare niente) eppure alla fine mi ritengo fortunato in quando sono riuscito a costruirmi una famiglia, un grande lavoro da dirigente.

    Però devo dire che ho faticato assai per raggiungere questi obiettivi e oggi, anche se ancora con il DAP, riesco ad essere felice e a vivere la mia vita.

    Attenzione non mi sono e non mi rassegnerò mai a sconfiggere questo disturbo perchè in me è forte il desiderio di poter uscire nuovamente da solo. Mi manca la libertà personale, quella che ti fa sentire bene in tutte le situazioni.

    Vi ringrazio tanto perchè la Dottoressa e voi tutti/e mi siete di grande aiuto soprattutto a non sentirmi solo.

    Grazie

  17. giuseppe scrive:

    Sulla base delle mie esperienze (quindi soggettive e non necessariamente applicabili a tutti):

    L’agorafobia non mi prende di notte, fossi a 3000 km da casa, neanche provocandola ed avviando tutte le fasi negative del concentrarsi sulla paura e farla crescere.

    Di giorno può anche prendermi a 1 km da casa,
    forse anche davanti a casa se non ho le chiavi.

    Ne evinco che è fobia sociale

    E’ comunque strettamente legata alla presenza di persone e alla qualità
    delle persone intorno.

    Con gli occhiali da sole ho un discreto sollievo, penso che il massimo sarebbe se coprissi interamente il volto.

    Gli altri, la gente, sono un’astrazione, quel pubblico compatto e freddo apparente pronto a condannarti in base alla tua autostima, perchè la gente è la tua autostima, insomma, la gente è una rappresentazione interna che puoi usare come autoflagellamento in caso di senso di colpa, anche senso di colpa nell’ammettere a te stesso che in quel posto semplicementenon vorresti non esserci in quel momento.

    Esteriormente invece quella “folla urbana” è fatta di individui il cui pubblico “feroce” è anche rappresentato dalla tua presenza (ricordati che tu sei la gente, per gli eventuali agorafobici di quella gente un potenziale giudice).

    Percorrere la strada è anche la storia della strada che percorri,
    pensarla durante la seconda guerra mondiale, apprezzarla apprezzando il sangue versato affinchè quella via sia ora percorribile da te in una democrazia. raccogline i benefici.

    Percorrere la strada dimenticandosi di quanto è sicura per mani altrui
    è una mancanza di rispetto per te che sei membro civico di quella strada.

    Sono provvisoriamente agorafobico per un lutto recente,
    la mia psicoterapeuta aveva risolto tutto
    facendomi fare esercizi di “invadenza di spazio” voluti:
    bloccandomi a un certo punto della strada con le mani sui fianchi (alla Mussolini) guardandomi intorno e assaporando la qualità dell’aria, facendo commenti a voce alta su di essa, impadronendomi della morale comune, partecipando idealmente al come può essere migliorato tutto intorno.

    Un cane. Andare a percorrere le strade col cane richiede sforzo, hai accanto
    il miglior essere prodotto sulla terra, lo ami e ti ama incondizionatamente,
    sa del tuo umore dal suo formidabile fiuto.
    Il cane deve essere possibilemente imponente.
    Come devi essere tu imponente, col petto in fuori, man mano lo si impara.
    Il problema “questo è usare il cane, non amarlo” è un problema antropico,
    il cane ama essere utile e utilizzato, non fa differenza, vuole dare amore
    e riceverne, il resto son fronzoli.

    @EVA: hai mai pensato alla bici per percorrere i 5 minuti da casa all’ufficio?
    Diventano due o meno, col lusso di poter fare anche retrofront (che non farai mai) quindi andata e ritorno nello stesso tempo, con in più l’uso della respirazione corretta e antipanico a cui ti costringe la bici.

    Sempre per Eva, e per tutti: durante la domenica si potrebbe fare del jogging percorrendo quella strada, sperimentando che la respirazione frequente e il fiato corto servono per correre e non uccidono, anzi, “producono” serotonina.

    Un abbraccio a tutti.

    • Dott.ssa Laura Bolzoni Codato scrive:

      Grazie Giuseppe,

      per la condivisione chiara e generosa delle tue rilessioni, delle tue esperienze e delle tue conoscenze, che hanno di sottofondo la gioia di aiutare i compagni di paura nello spazio.

  18. eddi scrive:

    Buongiorno a tutta la famigliola.

    Con l”agorafobia ci diamo del Tu da tempo immemorabile.
    Mi pareva fosse cominciata intorno ai ventiquattro anni;
    poi, seguendo ll mio itinerario per raggiungere quella che gli esperti del ramo chiamano “metànoia”, ho constatato che ne soffrivo sin da piccolino, insieme con altre fobie: vuoto, altezza, acqua… (vabbe’, roba passata!).

    Quante piazze ho attraversato di corsa!
    Quanti muri ho rasentato!
    Quanti litri di sudore ho buttato facendo la fila ora qua, ora là!
    A quante uscite ho rinunciato: mi fossi fatto frate trappista, sarei stato più… mondano!
    Quanti ponti mi sono rifiutato di attraversare e, per conseguenza, quanti spettacoli della natura mi sono perso in montagna, o al mare, perché certo di precipitare o di annegare!

    E’ un piccolo inferno da quale urge uscire; altrimenti ne rimarremo sopraffatti.
    Non credo, però, che uscita voglia dir fuga, bensì conoscenza.

    E così che mi sono persuaso che in me c’erano sicuramente forze distruttive, che mi spingevano alla resa; ma anche forze costruttive, dotate di un vigore potente almeno quanto quello delle prime.

    Iniziai un viaggio sapendo che potevo incappare in una porta , aperta la quale, mi sarei ritrovato davanti a un baratro; oppure, alzato lo sguardo, avrei fissato negli occhi tutte le mie debolezze, a una a una.
    Che fare?
    Nel baratro, no!
    Guardarle negli occhi? E se m’avessero pietrificato (non escludo che anche la Gòrgone fosse tra loro).
    Unica via, il dialogo.
    Ho detto loro che non avevo alcuna voglia d’essere indulgente; ma non volevo neppure reprimerle, ci mancherebbe! Anzi, avrei loro concesso spazio; ma che non s’illudessero, non m’avrebbero avuto.

    Sappiate, amici, che la mia vita è stata … una volta avrei detto “faticosa”, oggi preferisco definirla buffa.

    Immaginate che da bambino a scuola, poi a al liceo, poi all’università…
    mi sono sempre sentito come se alle mie spalle ci fosse un vuoto, come se fossi seduto su una sedia senza schienale…
    (non mi domandate dei mie genitori. Di loro so tutto, ma proprio tutto!)

    E questo fatto mi spingeva, adolescente, a starmene isolato in un cantuccio.
    E, ove subissi un’ingiustizia di troppo (a scuola, si sa, da piccoli succede) diventavo aggressivo piiù d’un gatto forastico, mentre bloccavo il pianto che dalla gola voleva zampillar fuori e liberarsi definitivamente.

    E mi sono trascinato così per tutta la giovinezza, fino ai trent’anni!

    Poi ho capito che avevo rimosso quintali e quintali di chissà che;
    e saggio sarebbe stato armarmi di una pala e cominciare a liberarmi da quel letame (psicologico) accumulato.

    Quando l’Io è debole, cede a qualsiasi violenza.
    E’ questo il punto da cui partire.
    Ma in noi – ricordiamolo sempre – esiste un’energia tale che può renderci simili agli eroi degli antichi miti.

    ps
    A proposito del guardare il cielo cui Laura accenna.

    Avevo inutito qualcosa in proposito, tant’è che da qualche tempo per strada fisso le cime degli alberi, gli uccelli in volo, oppure foro con gli occhi le nuvole; insomma, guardo in alto.
    Ebbene, lo sapete che le vertigini, il ballo di San Vito delle gambe e delle piante dei piedi scompare?
    Provate anche voi.

  19. katia scrive:

    ciao, dottoressa lei dice che e’ piu’ semplice di quanto si crede,uscire da queste brutte sensazioni o percezioni ,ma piu’ vai avanti nella vita e piu’ pare che aumentino…..a chi chiedi aiuto quando sei in macchina da sola e non hai piu’ il controllo di quello che stai facendo…..quando ascolto sos -vademecum va tutto liscio e poi non ci pensi piu’ ….ti isoli perche’ non riesci a fare piu’ nulla da sola……cosa faccio? fisicamente e mentalmente sfiancata ……ho perso la stima di me stessa non riesco a combinare nulla, vita sentimentale zero! non so piu’ da dove iniziare e che strada percorrere……10 anni di dolore…..scusi lo sfogo…

  20. EVA scrive:

    Carissima Francesca e carissima Dottoressa,
    mi dispiace.
    Vi chiedo scusa. Non volevo procurare dolore e amarezza a nessuno.
    In cuor mio so benissimo che tu, cara e dolce zietta Francesca, non volevi ferirmi. E, (come dice giustamente lei cara Dottoressa) non lo hai fatto. Sono io che mi sono sentita ferita. Le sue parole Dottoressa Laura Bolzoni mi hanno toccato al cuore, hanno toccato i punti giusti, è come dice lei.
    Io ho solo sentito il bisogno di aprirmi con voi care amiche, e “fra le righe” vi ho chiesto un consiglio, il vostro punto di vista…Ed evidentemente non coincideva con il mio, non coincideva con quello che desideravo sentirmi dire in quel momento…e questo mi ha fatto male. E ho reagito impulsivamente, “di pancia”, sbagliando, sì. Sbagliando nei toni e nei modi. Invece di dare il mio punto di vista, di spiegare il perchè del mio disagio…sono solo stata acida ed antipatica. E non mi dò pace per questo. Lo so dolce Francesca che il tuo era un consiglio dato con il cuore, per aiutarmi, per impedirmi di farmi ancora del male da sola. Io adesso (come ho già scritto in quel post) non posso spiegarti tutto nei dettagli…ma credimi se ti dico che in tutti questi mesi da “single” mi sono serviti se non altro per capire anche i miei errori. Prima ero talmente acciecata dalla rabbia, dalla delusione, dal mio senso quasi di “ribellione”…che non facevo altro che vedere solo i suoi. E invece abbiamo sbagliato in due. E io ho sbagliato parecchio. E ogni giorno che passa ne sono sempre più consapevole. E mi fermo qui. Ma visto che so che mi vuoi bene, che mi puoi e che mi sai capire, credimi se ti dico che il fardello che mi porto dentro è tanto, tanto pesante. Sento proprio un grande rimorso. Fra un rimpianto e un rimorso…avrei preferito il primo.
    Come dice Lei cara Dottoressa, il male che ho sentito è stato, per certi versi, un male sano, perché ha fatto risuonare parti di me che stavano lì zitte zitte da troppo tempo…e mi ha aiutato anche a fare un pò chiarezza.
    Ho capito quanto ci siamo fatti del male, quanto ci siamo feriti inutilmente. E questo ha portato grandi strappi al cuore…che non so se sarò (se saremo) in grado di ricucire.
    Ho sofferto, ho sbagliato, ho pianto…Sono stata ferita e mi sono sentita ferita. Ma anch’io ho fatto soffrire, anch’io ho ferito. Anch’io non ho saputo comprendere. Anch’io ho “ceduto” nel momento del bisogno.
    Io ho cercato di spiegargli tutto quello che sentivo, che desideravo, i miei sogni con lui, per noi…ma troppo spesso l’ho fatto “duramente”: mi sarebbe piaciuto sentirmi dire che anche lui aveva i stessi sogni, gli stessi miei desideri per noi e per la nostra vita futura insieme. Non mi aveva detto “no”…ma non mi aveva detto neanche “sì”. Ma per dei motivi ben precisi. E io non ho saputo comprendere al 100%, non ho saputo ascoltare il suo cuore, le sue paure…Io “pretendevo” che lui lo facesse con me, mentre io facevo l’esatto contrario. E così la delusione, il dolore, (forse anche la rabbia) hanno fatto il resto…hanno prevalso.
    E così, senza rendermene conto, in ogni discussione c’era sempre una parola “di troppo”: ferivo, offendevo,…E lui faceva altrettanto.
    Come dice un verso di una canzone di Tiziano Ferro: “ogni notte era amore…e ogni giorno era un errore”.
    E tutto questo ci ha inevitabilmente allontanato. E nonostante ciò, invece di rendermi conto che stavamo sbagliando, che ci stavamo solo facendo del male a vicenda, io ho continuato in quella direzione…aggiungendo errori su errori. Errori molto gravi, purtroppo. Per i quali non mi dò pace.
    Io “pretendevo” amore e comprensione…ma senza darlo in cambio.
    Allora tante volte mi viene da pensare (se così si può dire) che il dolore e la sofferenza che mi sto portando dentro adesso, è la mia giusta punizione.

    E vedete…nonostante tutto questo…continuo a sbagliare. E questo mi uccide.
    Ho fatto male anche a te cara Francesca…E avevi bisogno di tutto tranne che di questo.
    Ti ho ingiustamente “accusato” di avermi ferita…Ma quella che l’ha fatto sono io. Non tu.
    Le mie parole ti hanno procurato tanto dolore, lo so. Non voglio che questo ci separi, ci allontani. Come faccio senza la mia zietta?!?!
    Ti chiedo scusa. Dal più profondo del cuore.

    Non sei tu quella che deve “zittirsi”…Quella che deve farlo sono io. Solo e soltanto io.

    Un sincero abbraccio

    e ancora grazie Dottoressa per le sue parole.
    Io devo andare fino in fondo. Io devo capire, devo fare chiarezza. Devo farlo…perchè fin quando non lo farò non avrò pace.
    Ma ho tanta paura.
    Ho tanta paura di aver perso per sempre l’uomo che amo, l’uomo della mia vita.
    Ho tanta paura di avermi rovinato la mia vita, il mio futuro con le mie stesse mani.
    E non so cosa fare. Non so più cosa sia giusto per me. Ho tanta paura di sbagliare ancora.
    Pensavo di aver “potato un ramo secco”….e invece mi sa che bastava una semplice ricetta fatta di tanto amore, comprensione, rispetto e un pò di buona volontà, per farlo rifiorire rigoglioso.
    Non so…ormai non so più che dire.

    Grazie ancora per il vostro appoggio e per il vostro immutato affetto.

  21. francesca scrive:

    Cara Dott.ssa Laura Bolzoni, GRAZIE; non poteva interpretare meglio la
    risposta che io stessa avrei voluto dare alla cara dolce Eva…..vorrei solo aggiungere qualcosa, se mi è permesso, sperando di non ” peggiorare “la situazione, giacchè mi rendo conto che abbiamo tutti una esacerbata
    sensibilità…..e spero inoltre di non essere fraintesa, spero le mie parole non siano anche stavolta “travisate”…
    Con questa premessa, ripetendo che tutto è fatto, tutto quanto ho detto e dirò è solo detto e fatto in buona fede, vorrei dire ad Eva, che senz’ altro a questo punto, dopo le parole
    chiarificatrici della cara e stimatissima Dott.ssa, e delle mie, che nel
    “prendere a cuore ” lei e il suo caso di ….” cuore “, c’era solo da parte mia,
    l’intenzione di ” proteggerla ” da eventuali delusioni e ulteriori dolori, che
    io per prima, in età più giovane, mi sono ” procurata “……
    Ecco, cara Eva,
    proprio per quel rapporto di serena, solidale , reciproca amicizia che ci lega, per quell’essermi assunta ” giocosamente ” al ruolo di ” zia “, per età diversa, mi sono permessa di “fornirti qualche consiglio”, ma un consiglio è e rimane tale , non è certo un’ imposizione….!
    IN questo senso, cara dolce e forte Eva, rileggendo e rileggendo le parole della
    Dott.ssa, NON ti devi sentire ferita, NE’ tantomeno so in cuor mio d’averlo fatto, poichè NON c’era e non c’è Nessuna presa di POSIZIONE
    INTERIORE da PARTE MIA DI VOLER PROVOCARE DOLORE!!!! Anzi,
    tutt’altro, semmai portare un raggio di sole….!
    PIuttosto faccio del male a me stessa, ma mai VOLONTARIAMENTE voglio provocare dolore; già
    ce ( ME ) ne è stato fatto; credo abbiamo sofferto tutti, altrimenti non ci troveremmo qui a discutere su questo blog, non credi, cara Eva?
    Nè nessuno ti ha “giudicato ” (piuttosto ti ho detto che sei una ragazza in
    gamba ), e lo penso sinceramente.
    Ora, mi zittisco, anche per non cadere in sterili e prolisse ” polemiche “…..
    Con immutato affetto Francesca

  22. EVA scrive:

    Cara Francesca,
    Non ti nascondo che le tue parole mi hanno fatto male…
    Io mi sono aperta con tutto il cuore e con tutta me stessa. E questo lo sapete.. E sapete anche quanto siano importanti per me i vostri consigli, il vostro sostegno nei momenti difficili e il vostro affetto…pur non conoscendoci di persona. Vi dico la verità: io non sono una persona che ama molto stare su Internet, usare mail o sms per comunicare (sono una “vecchio stile”…che preferisce avere un contatto diretto e fisico con le persone…che se potrebbe scegliere tra un sms o una lettera scritta a mano, senza dubbio sceglierebbe la seconda. Ma, d’altra parte, il mondo va avanti, non ci aspetta…quindi bisogna pur “aggiornarsi” con l’avanzare della tecnologia.
    E’ proprio per questo che per me è stato ancora più difficile aprirmi, raccontare la mia storia (se pur in minima parte..). Avevo paura di “occhi” e “orecchie” indiscrete….Ma poi mi sono detta che forse ero io ad essere un pò paranoica! In fin dei conti siamo tutti qui per aiutarci, per comprenderci, per starci vicino uno all’altra…insieme al fondamentale e prezioso sostegno della Dott.ssa Laura. Proprio lei mi aveva scritto nel suo ultimo post “Vai, dolce Eva, ti sono vicina e come vedi, accanto a te ci sono tante bellissime amiche vere, compagne del medesimo viaggio, che ti comprendono, che ti accolgono senza giudicare e che ti vogliono bene!” Ecco…sono stata sincera con voi dall’inizio e voglio farlo anche ora: mi sono sentita giudicata. E mi sono sentita considerata come una ragazzina infantile che fa i capricci e che non sa quello che vuole.
    Io mi rendo perfettamente conto che non conoscendomi, non conoscendo tutti i dettagli della mia storia dall’inizio alla fine, non sia facile capire al 100%. So che risulto solo confusa e contraddittoria…ma non si può (e soprattutto non mi va) scendere in dettagli troppo personali sulla mia “vita sentimentale” in un blog. Ma forse sono io un pò troppo presuntuosa: in fin dei conti di storie come le mie ce ne saranno a miliardi! Sicuramente ancora più difficili, più dolorose e più “ingarbugliate” della mia. Ma credo anche però che quello che sentiamo nel nostro cuore sia unico.
    Allora io razionalmente so benissimo che avere ancora contatti con il mio ex, cercarci, vederci, amarci ancora non sia “sano”…nè per me nè per lui. Ma parliamo di me ora:
    Io ho deciso di dire “basta” proprio per i stessi motivi enunciati da Francesca. E cioè che “un amore deve dare stabilità, serenità; un amore non è tale se procura solo sofferenze…..” Certo. Giustissimo. Sono pienamente d’accordo. E ripeto: è stato proprio per questo che ho detto basta. Non ero più serena. Non avevo certezze per il futuro. Non mi sentivo compresa. Ma nonostante ciò, vi posso assicurare che questo amore non mi ha procurato SOLO sofferenze. Anzi. Ed è proprio per questo che è stato ed è ancora così difficile. E poi sono dell’idea che un amore, quando è vero amore, ha bisogno di attraversare momenti di difficoltà, di sofferenza…Per capire, per capirsi, per ritrovarsi più uniti che mai…o più lontani che mai.
    Questo ” ramo secco “ me lo sto portando ancora appresso, sì. E non me ne vergogno a dirlo.
    Il punto è, care amiche mie, che noi non ci siamo lasciati perchè l’amore era finito. Ma per altre ragioni (anche se assolutamente non meno importanti). Ma non mi sembra questa la sede per dettagliare il tutto. (Anche se pensavo che in tutti i miei precedenti post si fosse capito che i probemi erano altri…Evidentemente, come dice Francesca, sono stata “chiara” e…”confusa”).
    Tutti sbagliamo, tutti cerchiamo quello che sembra più giusto per noi per poi renderci conto che ci siamo solo fatti del male. Ma secondo me essere in grado di capire quando si sbaglia, riconoscere i propri errori, chiedere scusa…sono dei grandi doni. E non bisogna sprecarli…per non avere rimpianti poi nella vita.
    Io ho cominiciato questo mio percorso verso una nuova “Eva” proprio da lì, da quel giorno che l’ho lasciato. E i primi tempi che seguirono questa decisione ero assolutamente tranquilla, serena. Ma in un certo senso lo sono anche ora: perchè so che IN QUEL MOMENTO non potevo fare diversamente, era assolutamente quella la decisione che dovevo prendere…e che forse in cuor mio avevo preso da tanto tempo.
    Io non sto qundi dicendo che ho cambiato idea…non sto dicendo che voglio tornare indietro e riprovarci. Sto solo dicendo che la nuova Eva sta veramente venendo fuori: perchè la Eva di una volta si sarebbe fatta mille domande: “Perchè ci cerchiamo?” “Perchè ho deciso di lasciarlo?” “Non si poteva continuare lo stesso, nonostante tutto?” “Perchè mi manca così tanto se negli ultimi tempi non lo sopportavo più?” “E adesso che faccio?” Adesso, le risposte ai “Perchè” le ho.
    La risposta all’ultima domanda no, non ce l’ho. E non voglio neanche averla…per un motivo molto semplice: io ho passato praticamente tutta la mia vita ad “angosciarmi” su tutto. Ogni cosa, ogni singola cosa, anche decidere cosa indossare o cosa farmi per cena, mi procurava angoscia, ansia. Dovevo avere sempre una risposta a tutto, dovevo avere sempre tutto sotto controllo. Sempre…Sempre…Mi sentivo il cervello scoppiare. E ormai non ero più nemmeno in grado di dare la giusta priorità alle cose. E la nuova “Eva” ha deciso di dire basta a tutto questo.
    Voglio lasciare andare….Lasciare andare….E se facendo così sbaglierò: ok, servirà per me, per crescere, per capire sempre cose nuove, per arricchire il mio cuore. Purtroppo sappiamo tutti che la vita non riserva solo gioie…e forse il più delle volte siamo proprio noi a farci del male, se pur inconsciamente.
    Io sto facendo del mio meglio per volermi bene…e come ben sapete non sempre ci riesco.
    Ma io lo so, ne sono super-convinta che troverò la mia strada. Lo so che questo percorso difficile che ho intrapreso porterà al traguardo. Ad esempio so che riuscirò a capire se lui è stato e sarà ancora l’uomo della mia vita…o se invece non lo è. Qualsiasi sarà il finale, so che non avrò rimpianti. E solo allora potrò essere serena al 100%.
    Amare è meraviglioso. Ed è meraviglioso se l’amore è sano. Purtroppo si sente parlare troppo spesso di amori “malati”…ma vi posso assicurare che non è questo il caso.
    Mi ero messa sul pc (sempre in “ritardo” rispetto a voi tutti) perchè volevo fare quel bel esercizio proposto dalla Dottoressa Laura Bolzoni sui nostri scopi, sui nostri fini nella vita. Ma visto quanto mi sono dilungata adesso (!) sarò costretta ancora una volta a rimandare…comincio a non riuscire neanche più a battere sui tasti!!
    Vi chiedo scusa se sono risultata troppo dura, o peggio ancora..presuntuosa. Non era mia intenzione. Ma se non scrivevo quello che ho scritto, quello che sentivo, mi sarebbe rimasto un peso, un dolore dentro. E la cara Dottoressa e amica (posso considerarla tale?) mi consiglia che il dolore va espresso…senza ferire le persone a cui vogliamo bene. Spero di non averlo fatto.
    L’ultima cosa che voglio è che possiate pensare che sia stata “antipatica” ed ingrata verso un semplice consiglio dato con il cuore, o che sia così tanto presuntuosa da volermi sentire solo dire “Brava Eva, vai avanti così che fai bene, hai perfettamente ragione” e che voglia sentirmi dire solo quello che fa più “comodo” a me (sono cose di cui vengo rimproverata spesso…anche dalla mia cara e dolce mamma).

    Un abbraccio…come sempre con immenso affetto.

    Eva

  23. francesca scrive:

    Cara Eva, ciao, qui ci vorrebbe un esperto di “cuori infranti “, per risolvere il tuo caso un po’ “ingarbugliato”; o dovrei, più che zia, assolvere il ruolo di Donna Letizia , ma è cosa che non mi compete; carissima, forse non riposi molto la notte perchè la tua mente è sovraffollata da troppi
    pensieri e dubbi ( mi pare non sia chiaro neanche a noi, cosa vuoi fare con i ” rami secchi” che dici di aver potato; insomma alla fine tra le righe pare che tu e il tuo ex, vi vediate ANCORA?!? ) Scusami,carissima,non vorrei essere ” invadente “, ma forse proprio perchè ci teniamo a te, vorremmo saperti più serena, ma la serenità si costruisce anche con una
    vita sentimentale….serena, scusa il gioco di parole…Che senso ha
    continuare a vedere, frequentare una persona con cui si sono interrotti i rapporti? con cui si sa che non si potrà avere un futuro; e poi un Amore deve dare stabilità, appunto, serenità; un amore non è tale se procura
    solo sofferenze…..

    Ma forse ho (abbiamo) capito male io (noi); in effetti
    il t.racconto e un tantinello concitato e CHIARO, ma CONFUSO. Passerotto, ho scritto ” chiaro e confuso” di proposito, perchè sembra che invii messaggi ambigui. Insomma,dillo in un orecchio a zia Francesca, amiche e Dott:ssa, tanto non ci sente, soprattutto vede, nessuno: Questo ” ramo secco “, te lo stai portando ancora appresso? beh, che si continui a voler bene ad una persona anche dopo che si è deciso di rompere i ponti è normale,( la ragione non segue la logica del cuore e viceversa), ma continuare a vedersi, a cercarsi, è un’altra… Cara,
    carissima Eva, perdonami, con tutto l’affetto che posso, se così fosse,
    scansa il “ramo secco” che hai faticosamente potato, perchè sta intralciando la tua strada, soprattutto non conduce da nessuna parte…!
    Si capisce anche da lontano, che sei una ragazza in gamba, e intelligente,
    perchè sprecare ENERGIE in questo, mi chiedo?! LO so che è DIFFICILE,
    anche noi(io), in tempi passati, siamo andati per vie “traverse”, ma capito
    l’errore, basta, STOP, con fatica, sofferenza, ma con FERMEZZA! La tua
    zia, vorrebbe sentire, dalla sua nipote preferita, una bella favola d’amore,
    come si deve, con tanto di finale, dove TUTTI VISSERO FELICI E CONTENTI! Scusami tanto, passerotto, se sono “entrata nelle pieghe” della t.anima, del t.cuore, che tu con tanta fiducia mi( ci ) hai aperto, e di questo ti siamo infinitamente grati, percfhè la fiducia non si dà a tutti….,
    ma, mi ripeto, vorremmo sentire la nostra Eva, che ormai è la mascotte del gruppo, più serena….
    Che dici, ci sentiamo di là, nell’altro post del blog, di cui parlavi anche tu( Ansia anticipatoria ), con ” gossip ” di altro genere?!
    Magari non oggi, perchè mi è venuto il mal di testa…non so bene perchè, ma una mezza idea, ce l’ho….
    CIAO Eva, dai , tra uno sbuffo e l’altro, una lacrima e un sorriso, giriamo pagina e andiamo all’altro post del blog? ok, ti aspetto….un grande ABBRACCIO

  24. EVA scrive:

    Carissima Dottoressa e Carissima Zia Francesca,
    vi ringrazio dal più profondo del mio cuore per le vostre parole di aiuto, di sostegno e di conforto. Mi hanno “colpito” dritto dritto al cuore…e mi hanno emozionato tanto. E poi mi hanno fatto pensare, capire, ragionare…
    E’ proprio vero cara Dottoressa: quando siamo in difficoltà ce la prendiamo solo e soltanto con le persone a cui vogliamo più bene, proprio perché le amiamo e sentiamo che con loro possiamo essere noi stessi al 100%. Ma questo non significa sentirci quasi in “diritto” di ferirle perchè noi ci sentiamo feriti, delusi, arrabbiatissimi…!
    Mi ha fatto pensare che quando stavo con il mio ex ragazzo (mamma mia…mi fa addirittura “impressione” scrivere “ex”! Perchè è così difficile???) anche lui riversava sempre su di me il suo nervosismo, le sue angosce…ma non lo faceva manifestando il suo dolore, la sua frustazione. Lo faceva sfogando la sua rabbia e basta. E io (come ha scritto la mia cara e dolce zietta) rendevo “pan per focaccia”! E così i litigi erano inevitabili. Ed ero così stufa di essere una valvola di sfogo! Ci stavo così male..!!! Se poi mi chiedeva scusa (magari a modo suo, o con un mazzo di fiori il giorno dopo, o con un bigliettino in cui mi scriveva che gli dispiaceva…e che io ero per lui una donna speciale) allora ci abbracciavamo e in un attimo passava tutto. Ma passava fino alla prossima sfuriata. E io così ci restavo nuovamente male…e mi sentivo ferita. Ferita nel profondo.
    Dopo aver letto le vostre parole, mi sono resa conto però che io facevo la stessa identica cosa…Ma senza rendermene conto. Cioè…io mi sentivo ferita, in un certo senso addirittura “umiliata” quando diventavo la sua valvola di sfogo…e io porca miseria facevo la stessa cosa! Magari ero nervosa a causa del lavoro o per qualsiasi altra sciocchezza, oppure stavo male fisicamente, oppure perchè il panico quel giorno era tornato a farmi visita…e allora mi sentivo “in diritto” di prendermela con lui. Ma sapete però che c’è? Sono giunta a due conclusioni:
    la prima è che solo e soltanto adesso mi rendo conto che, così come mi sentivo ferita io quando lui si comportava così, allo stesso modo io ferivo lui…
    La seconda (ma credo anche la più importante) è che ho iniziato a comportarmi così con lui dopo tanti inutili tentativi di spiegargli (con calma…ma anche con meno calma…) cos’era che mi faceva star male, cos’era che mi tormentava, cos’era quello che avrei desiderato per me, per lui, per noi. Lui negli ultimi tempi non mi sentiva più. O forse non voleva sentire…. Così io mi sono chiusa. Lui è sempre stato “chiuso” in tal senso: era sempre difficile fargli esprimere i suoi sentimenti (questo a causa di esperienze dolorose, difficili e traumatiche vissute nel passato)…ma con il tempo ero riuscita a scioglierlo un pò…
    Quando ho iniziato a chiudermi…lui si è chiuso ancora di più. E in un certo senso era come se fosse una “gara” a chi fosse “ceduto” prima. No…in realtà non è così…La verità (che ho capito solo adesso) è che stavamo talmente male tutti e due (per motivi personali e anche per motivi “comuni” ad entrambi) che non riuscivamo più a sostenerci l’uno con l’altro come avevamo sempre fatto sino ad allora. Se io stavo male…lui mi era vicino. Se stava male lui…c’ero io. Siamo stati male entrambi…non c’eravamo. Nè io nè lui. Io vedevo che lui soffriva…mi continuava a dire che ero distante, assente, che gli mancavo. Ma io non so cosa avevo: l’amavo e lo amo ancora…ma non avevo più le forze. Mi sentivo impotente…sia verso lui sia verso me stessa. Non riuscivo ad aiutare me stessa…(tra l’altro ero nel pieno degli attacchi di panico…senza averne ancora acquisito la piena consapevolezza…ero sbalottata, confusa…) come potevo aiutare lui? mi chiedevo. E così ci siamo allontanati. E lasciati.
    La mia cara zia Francesca mi dice che, quando si intraprende un nuovo cammino, una nuova strada, non bisognerebbe guardare indietro, non bisognerebbe rivedere le scelte fatte. E forse ha ragione. Il fatto è che ci amiamo ancora. Ci cerchiamo ancora. Non riusciamo a fare a meno l’uno dell’altra. E tutto questo mi sta uccidendo. Perchè anche se l’amore è rimasto (forse ancora più maturo e consapevole di prima…forse anche perchè abbiamo capito dove abbiamo sbagliato) purtroppo i problemi con cui dovevo e dovevamo convivere ogni giorno, tutti i fattori esterni che ci hanno sempre remato contro…sono ancora lì. E io non me la sento di riviverli. Ho voluto “liberarmi” proprio da tutte quelle cose, da quelle situazioni, da quelle persone che non mi facevano stare bene….e così ho fatto. Con dolore ma l’ho fatto. Non potevo continuare a far finta di niente quando i miei desideri erano altri e non coincidevano con i suoi (ad esempio io desideravo, anche se non subito, di formare una famiglia tutta nostra. E questo mio desiderio, il desiderio di essere madre, non lo potevo e non lo posso soffocare. Mai e poi mai!) Non potevo continuare ad illudermi che un giorno si sarebbe risolto tutto e che tutto fosse cambiato. Lui era in stand-by da troppo…io mi autoconvincevo che era così anche per me. Così (forse anche per una sorta di “pigrizia”) lasciavo le cose così come stavano…Ma in cuor mio sapevo che prima o dopo avrei dovuto fare una scelta…ma rimandavo. Tra l’altro ero convinta che erano i miei attacchi di panico a bloccare la mia vita, le mie decisioni. Stupidamente pensavo che prima dovevo risolvere la “questione attacchi di panico” e poi una volta risolto quel problema avrei pensato a tutto il resto. Gli attacchi, il panico, erano diventati quasi miei “complici”, miei “amici”. Quando invece ho capito che il percorso che dovevo fare era l’inverso…allora ho deciso. Ho reciso i rami e le foglie secche dalla pianta…per farla rifiorire. Solo che, care amiche mie,…che fatica per farla rifiorire questa delicata e fragile piantina!!
    E dire che con tutte le lacrime che le verso…a quest’ora dovrebbe esser super-rigogliosa!! 🙂
    Vabbè…per concludere quel discorso: non so…tante volte mi dico che forse avremmo dovuto parlare di più, starci più vicino, ascoltarci, abbracciarci di più… Altre volte invece mi dico che non ho nessun rimpianto, che ho fatto tutto quello che per me era umanamente possibile fare per tentare di tenere assieme i pezzi…E che ho preso la decisione giusta. Giusta per me. Forse è brutto dirlo…ma tante volte penso che se fossi rimasta con lui…la mia vita si sarebbe “bloccata” lì. Io avrei soffocato tutti i miei desideri…le mie aspirazioni. E solo se penso a questa evenualità mi sento male…mi prende proprio un senso di oppressione al petto!
    Mamma mia…com’è complicato! Ma mi sa tanto che sono io che rendo le cose ancora più difficili con i miei “se”…con i miei “ma”…
    Uffa! Basta Eva! Guarda avanti! Sorridi ad una “nuova vita”! Le cose non sono sempre come ce le aspettiamo, come noi vorremmo che fossero….Forse sono anche meglio!!! No? 🙂

    Con questo sorriso vi saluto, vi auguro sogni d’oro (sperando che sia così anche per me) e vi ringrazio ancora tanto tanto per la forza, la fiducia e l’affetto che mi date…e che io sento con tutto il cuore. E, nel mio piccolo, spero di trasmettervi le stesse emozioni e gli stessi sentimenti.
    Grazie di esserci, sempre.

    Un mega-abbraccio
    Con tanto affetto
    Eva

    P.S. – Adesso vado a nanna…ma carissima Dottoressa Laura Bolzoni le prometto che molto presto andrò sull’ultimo post “Attacchi di panico e ansia anticipatoria: l’attesa del nemico”, e scriverò con coraggio e sincerità i 3 fini che desidero realizzare nella mia vita. (ma…non credo di averne solo 3!! 🙂 )
    Grazie ancora di tutto

  25. francesca scrive:

    Cara Dott.ssa, cara Eva, GRAZIE, perchè attraverso le parole rivolte alla cara dolce Eva, e purtroppo per mezzo dela “crisi” vissuta dalla stessa, ho compreso e imparato qualcos’altro in più (è proprio vero che non si finisce mai d’imparare, per tutta la Vita, la Vita stessa è continuo insegnamento, e ci parla anche attraverso le persone che incontriamo lungo il cammino, oltre che coi fatti, gli accadimenti belli o brutti, che capitano a noi e agli altri…); ma non è solo questo il problema e visto che ormai questo blog è diventato anche quasi un ” confessionale “, dove si esprimono “pubblici vizi, private virtù “, col solito PUDORE, voglio accennare a un fatto che è successo a me, iil giorno precedente in cui ho scritto il m.commento su “attacchi di panico e ansia anticipatoria”,in cui dicevo che la m.”piccola” era moggia mogia; qualcosa di simile che è successo ad Eva.
    Ebbene, sono stata “bistrattata”, aggredita per un nonnulla dalla persona che ho vicino e la mia reazione è stata di ” attacco”; insomma non sono riuscita a contrllare l’emozione, a gestire la
    rabbia, pur avendo capito quasi subito che lo stress del momento ( trasloco) è alto per entrambi, il caldo, la stanchezza, etc stanno giocando un ruolo non indifferente…..
    Io che intorno a me, voglio, vorrei costruire un Mondo d’Amore, ho ceduto alla tentazione della “provocazione” e ho reso pan per focaccia!!! Uno scatto di nervi, di ira!!
    Poi, passato il fumo, sfogata la rabbia, mi sono sentita, come dice Eva, più o meno un “disastro”, il senso di “colpa”, che neè conseguito,etc.
    Ho chiesto scusa,( pregato perfino per me e per questa “persona”), invece di capire da parte mia…..e poi la tristezza, la “depressioncina”….Ho faticato un bel po’ per risollevarmi, ho avuto un bel da fare per “consolare la mia piccola”, tranquillizzarla, coccolarla, parlandole, fino a trovare il
    giorno dopo la “voglia” di scrivere sul post il commento….
    Ecco, cara dolce Eva, se ti può essere di consolazione, anche a me succedono fatti simili,
    e questo è l’ultimo…..ma c’è un’altra cosa; ogni volta che succedono fatti del genere, che secondo me, sono trattata ingiustamente, ho spesso reazioni così, ma poi torno DOVE sono nati questi”problemi”, alla
    mia infanzia e mi dico che nessuno mi ha mai amato, NESSUNO mi può voler bene, perchè non mi hanno voluto bene neanche i miei genitori, le
    prime persone che “avrebbero dovuto ” volermi bene; se non mi hanno amata, o non mi sono sentita amata, da loro, chi può volermi bene?!
    Poi rinsavisco, ritorno adulta, quale sono, e mi dico che in ogni caso , se non sono ” stata amata”, IO posso sempre amare, e riprendo ad amare per prima, quella ” piccola “, di cui parla l’ amata Dott.ssa Laura Bolzoni Codato ( ancora GRAZIE
    Dott.ssa per il primo regalo che ci ha fatto; l’mp3;per me è stato fondamentale partire, e ripartire da lì; quante emozioni sono fuoriuscite
    la prima volta che l’ho ascoltato!) .
    Ma ora BASTA, cara Eva, usciamo da questo spazio di dolore( inutile) e andiamo verso il NUOVO!!!!
    Però, Dott,ssa, oggi è domenica, anche il Creatore il settimo giorno si è fermato, riposato!! Facciamo un break, ci prendiamo qualche ora di riposo, divertimento, ciascuno a modo suo, come crede……
    Perciò FATE I BRAVI, SE POTETE, parafrasando il titolo di un altrettanto famoso film, che neanche so se ho visto; OGGI è chiuso per riposo festivo(forse).
    BUONA DOMENICA a TUTTO e a TUTTI, tranne che a “lui”, lo sbruffone
    del villaggio!!!!
    P.S. Dott.ssa si riposi un po’ anche Lei, per favore, e dorma qualche ora ( questa poi, che dobbiamo essere noi a prenderci cura di Lei! Ma sarebbe ora che gli “allievi ” e i “figli” si prendessero cura di Maestri e Genitori, ogni tanto, o no?!)
    COn tanto AFFETTO, un ABBRACCIO e un SORRISO ( CIAOOOOOO Eva, hai risistemato le piume tutte stropicciate? un saluto particolare da zia F.e un bacio)

  26. francesca scrive:

    Cairissima EVA, ciao “passerotto”, intanto benritrovata;anch’ io(noi) ti ho
    ( abbiamo ) pensato tanto e ci chiedevamo che stessi facendo……Sì, ho fatto l’appello, ma non “rimproverato” , mentre tu ” pretendevi ” di portare il tuo fardello da sola….In effetti in questo ultimo mese hai preso decisioni importanti, grandi grandi che ti hanno sfiancato; anche un’aquila credo abbia impennate e poi voli rasoterra, e in questo momento tu sei un aquilotto che ha perso un po’ quota, ma sa riconoscere ancora la via di casa, il suo nido…. Ti pare poco ? Secondo me quello che ti ha fatto arrivare col becco al suolo, sono la “conseguenza” di tutte le decisioni,
    e i relativi dubbi a cui già facevi riferimento mi pare nell’utimo t. post.

    E’ normale, umano, sacrosanto sentirsi giù in una situazione così, ma credo le decisioni che si sono prese, per quanto dolorose , non vadano mai “rivedute”, dal mio punto di vista…..secondo me è inutile guardare
    indietro, se si è intrapreso un NUOVO CAMMINO, non serve, anzi è forse deleterio… Certo, ti comprendo. al cuore non si comanda, e la ragione non segue la logica del cuore, per questo,secondo me, a furia di
    “soffocare” di qua, di voler dare di là, senza ricevere, oddio, molto da tua madre, senz’altro, ma magari da un’ amica-amica che ti capisca fino in fondo, che sappia raccogliere le t.lacrime e confidenze, anche solo ascoltarti, diventa tutto più difficile, non credi?! e ci credo che alla fine,
    soffoca, rimugina, lavoro, casa, lavoro, uno “scoppia”……. Ma credo sia
    successo a tutti noi, almeno una volta nella vita ( a me, molto di più).
    Eva cara, non farti tanti ” problemi” , non sentirti in “colpa”, nei confronti di
    t.madre; lei ha capito benissimo il t.sfogo, lo hai detto tu stessa che non
    vuole “scuse”, ma vorrebbe vederti felice
    ! Secondo me il modo per farle vedere che sei sulla via della felicità, o quantomeno, della serenità, è
    CANCELLARE l’ immagine di t. madre che piange!!! E che sarà mai? una sfuriata, capita, no? e poi ricorda che t.madre sa che le VUOI BENE, vuoi che non lo sappia? Se proprio vuoi dimostrarglielo più concretamente, se vuoi ” essere sicura che lei è sicura” di quanto le vuoi bene( MI sono
    un attimo intortata, mi siè attorcigliata la lingua, sono incespicata, insomma tutte le lettere, vocali e consonanti, si sono mischiate, uff,finalmente sono uscita da ‘ sto labirinto), dicevo, se proprio proprio
    vuoi dimostrarle che le vuoi bene, magari andando al lavoro, cogli un fiore da un prato, da un’aiuola, se c’è, o comprale un mazzetto di fiori, o
    confeziona qualcosa con le tue mani, non so, insomma una cosa fatta da te, semplice, semplice, ma fatta col tuo cuore grande grande….o magari idea, la prossima volta, per rifarti dal fatto che non “sei riuscita” ad entrare al supermercato, nello stesso supermercato, con t.mamma o senza di lei, prendile qualcosa; così ” prendi due piccioni con una fava “! Che ne pensi?! sempre che te la senti, ok? Intanto mi sono accorta che tra passerotti, aquile, piccioni, ormai ci vuole una……voliera!!!!! Dai , Eva, asciuga le lacrime, e fammi un sorriso!
    ” Perdonati”, ammesso che tu abbia qualcosa da farti ” perdonare “, ma sta serena, non hai alcuna ” macchia, nè colpa”, anzi troviamo un “capro
    espiatorio ” in tutta questa storia? Lo stress, il caldo, gli inconvenienti della Vita, e poi….continua tu!!! Hai visto quanti “colpevoli” abbiamo
    scovato, ma fra tutti non c’ era proprio traccia di Eva….Fra un po’ ci saranno le ferie, no?! Progetta qualcosa, anche di fare….NULLA, se ti va,
    di leggere un libro, fare le parole crociate, qualsiasi cosa ti piaccia fare;
    hai un hobby, qualcosa che ti dà veramente gioia, poi fa il vuoto “mentale”,
    mentre ascolti solo la natura, il canto delle cicale, questo è il periodo,
    o anche solo i rumori della strada, o…….il rumore del silenzio…..!!!
    ok, ora una bella scrollata alle pime ( hai mai visto i passerotti quando
    fanno il “bagno” nella terra sabbiosa, come sono simpatici?), fà così anche te, poi una bella sistemata e….via, che si riparte, ” più forti che pria”!
    Alè, e questo è tutto,(anche troppo) E dopo il “predicozzo” della zia, arriva
    se già non è arrivata, la Dott.ssa; che vuoi di più dalla Vita? Sta serena, e sii sempre fiera di te, NON hai fatto nulla di tanto riprovevole, nè più, nè meno di una sfuriata, che abbiamo avuto tutti. e ne avevi ben “donde”;
    soffoca e soffoca, se la pentola a pressione non ha sfogo, sfiato, scoppia,
    è normale, e tu non sei diversa da nessuno!! un bacio immenso e un abbraccio ancora più grosso!!! forza e coraggio, che domani è un altro giorno, e si riparte sempre…..Un SORRISO

  27. EVA scrive:

    Carissima zia Francesca,
    hai perfettamente ragione a “rimproverarmi”: è da tanto che non scrivo.
    Ed è da tanto che non leggevo più questo meraviglioso blog.
    Non pensare (te) che mi sia dimenticata di te (di voi)…anzi, tutt’altro: ti (vi) porto sempre nel cuore e ti (vi) ricordo sempre con affetto.
    E ti dirò di più amatissima zietta: vorrei tanto averti qui vicina.
    E’ un periodaccio:
    Sono stanca (anzi…sfinita!) e nonostante ciò non dormo quasi niente.
    ‘Sto caldo infernale degli ultimi giorni poi mi ha messo letteralmente ko!
    Ma il problema è che sono proprio giù: la scorsa settimana ho avuto un attacco.
    Niente di particolarmente violento (ho passato momenti ben peggiori) ma…niente.
    Non sono riuscita ad entrare al supermercato. Ed ero talmente infastidita dalla cosa, nervosa ed arrabbiata che “me la sono presa” con la persona più importante della mia vita: la mia cara e dolce mamma. Piangevo, urlavo, buttavo per aria tutto ciò che mi capitava sotto tiro…ho detto delle cose orribili (che volevo farla finita…che la mia non era più vita….)…talmente orribili che ho fatto PIANGERE mia mamma dal dispiacere nel vedermi in quello stato. Mi facevo paura da sola.
    E mi sono sentita letteralmete una m..da (perdonatemi la volgarità…ma non mi vengono altre espressioni) per il dolore che ho provocato alla persona che amo di più al mondo.
    Ne sono uscita distrutta da questo episodio.
    Ovviamente con la mia mamma poi si è risolto tutto: mi sono calmata, ci siamo abbracciate, le ho chiesto scusa (anche se lei mi ha detto che non voleva “scuse”…vorrebbe solo vedermi felice) e tutto è tornato come prima e forse meglio di prima. Poi nei giorni seguenti, dal punto di vista del panico, ho anche fatto ulteriori progressi (autobus da sola ad esempio)…ma sono regredita nel mio “io”…nel mio amor proprio. Mi sento uno schifo…Non riesco a cancellare l’immagine di mia madre che piange mentre io dò chiari segni di squilibrio mentale.
    Mi vergogno di me stessa.
    E sono preoccupata. Preoccupata per me stessa e per chi mi sta vicino: io non voglio far soffrire le persone che amo. Non lo meritano. Darei la mia stessa vita per mia madre…Ma piango continuamente perchè ho paura che lei non lo sappia.
    Sto tanto male Dott.ssa: il panico è stato “sovrastato” da una grande tristezza interiore. Cerco di soffocarla…ma non riesco ad eliminarla.
    Mi dispiace tanto.
    Dire che mi sento una fallita è dire poco: non solo sono “regredita”….sono addirittura peggiorata. E questo dolore mi uccide.
    E dire che ero così fiduciosa! Avevo fatto diversi progressi, avevo preso delle decisioni importanti e coraggiose per voler con tutte le mie forze migliorare la mia vita, la mia esistenza. Adesso mi sembra tutto…inutile. Questo “momento di sconforto” sta durando ormai da parecchi giorni…
    Le mie giornate le sento così…”vuote”: lavoro – casa, casa – lavoro. E anche se, paradossalmente, il panico mi ha un pò “lasciato in pace” in questi giorni, non ho voglia di fare niente, non ho l’entusiasmo di fare niente…neanche di fare i lavori domestici con l’i-pod e cantare a squarciagola come raccontavo in un mio precedente post. O anche se prendo qualche iniziativa in tal senso…mi stanco praticamente subito.
    Sono delusa da me stessa. Questa volta più di qualsiasi altra volta.

    Mi dispiace cara Dott.ssa e care amiche per queste parole così tristi, così dure…
    Ma non vi preoccupate…in qualche modo risalirò.
    Forse avevo bisogno di toccare il fondo per risalire. Mi sa tanto che questa volta il fondo l’ho toccato.
    Adesso spero con tutta me stessa di trovare la forza per risalire.
    Il primo passo verso la risalita forse è stato proprio il scrivervi di nuovo dopo tanto tempo.
    Per il secondo…magari se mi date un “aiutino” voi tenendomi per mano…sono sicura che poi il terzo verrà da sè.

    Vi stringo forte forte
    Con tutto il mio cuore

    Eva

  28. francesca scrive:

    Cara,cara,cara Dott.ssa,grazie per aver svelato…l’arcano! C’era un’intuizione da parte mia,ma avevo bisogno della”conferma”, in quanto,non parlandoci direttamente,non è sempre facile la comunicazione,o piuttosto, l’ interpretazione, ed io onestamente non
    posseggo la palla magica…queste sono fantasticherie che appartengono
    all’anima pura dei Bimbi, e un po’,il sogno, la speranza, il desiderio è ciò
    che cerco di mantenere vivo sempre nel mio cuore, perchè vorrei che nonostante tutto, lo spero per me,per tutti, che mai la nostra Anima, si coprisse di ” rughe “; il cuore e l’anima non hanno età, lo sappiamo bene
    noi che amiamo la parte più delicata e nobile della Vita….In quanto poi al mio “poetare” ,ci provo, se sono poetessa sono gli altri a decretarlo; credo solo mi sia stato donato un piccolo talento,che cerco di mettere
    a frutto, a volte con maggiore o minore profitto, e poi bisogna leggere tanto di Poesia, studiare, migliorare anche in questo campo…Non mi interessa tanto il successo in sè, come fine a se stesso, ma l’intento
    dei Poeti ( quelli con la P maiuscola ) è quello di donare emozioni, questo io credo, ma per me, come per altri Poeti “impegnati”,oltre a questo, interessa arrivare, coi miei tanti limiti, a mettere a servizio l’Arte,
    la Poesia, per scopi benefici; sublimare la Poesia ancora di più….elevandola fino al Cielo, dove avrebbe il diritto di essere posizionata
    ma la Poesia si trova dappertutto,nelle cose più semplici e nascoste, perfino in quelle neanche tanto…poetiche;si tratta solo di vederla….SI’, è stato BELLO ( spero sarà ancora ) illustrare una mostra con vendita a scopo beneficenza,con una mia Poesia; mi ha dato grande gioia…c’è tanto Bene da fare in giro, c’è tanto da riequilibrare con un po’ di giustizia,
    ma s’era capito: sono un attimo idealista….In quanto ai miei limiti, cara Dott:ssa; GRAZIE, per i Suoi infiniti incoraggiamenti, ma qui c’è un substrato di anni che anche il più efficace e corrosivo disincrostante
    della Terra fatica a togliere, ma proprio la VOLONTA’ di raggiungere altre
    METE, forse mi darà una mano a raggiungere l’ ” altra meta “, a sconfiggere, o quantomeno a far indietreggiare, il “nemico “!! E tanto per cambiare, mi sono …..emozionata!!! ancora un abbraccio

  29. francesca scrive:

    Carissimi tutti, un grande SALUTO e ABBRACCIO,che di solito si usa mettere alla fine di uno scritto, ma….chi ben comincia……
    Cara Dott.ssa,
    ho passato un paio di giorni a chiedermi,a “studiare”, a cercare di interpretare ciò che Lei,con tanto affetto e zelo, sottolinea, o meglio ricalca in grassetto, su quanto noi scriviamo; certo è qualcosa di importante,su cui noi (parlo al plurale maiestatis,credendo di interpretare
    magari il pensiero di qualche altra “collega dappista”,come si e ci definisce M.Letizia), importante su cui tenere ben ferma l’attenzione, su cui lavorare, che può essere però di stimolo,aiuto esemplicativo anche per altri…
    Beh,se ha visto del fumo nel suo bosco,non era certo per qualche albero andato a fuoco, ma…per le mie meningi strizzate, spremute! A differenza di altre volte,in cui leggendo post di altre persone,riuscivo a cogliere consigli,suggerimenti & C, su ciò che avevo scritto io,e da Lei evidenziato,non riuscivo a cogliere l’interpretazione…
    il mio stesso scrivere,e le Sue sottolineature,sembravano a me stessa
    “messaggi crittografati”; ho provato a guardarli dall’alto in basso,da destra
    a sinistra, a capovolgerli, ma nulla;alla fine qualcosa(molto,credo) ho capito,ma a mio avviso soprattutto di me ho capito che mi soffermo molto ad analizzare; meglio la SPONTANEITA’, quella qualità per cui riusciamo ad essere noi stessi, e tutti vorremmo essere (stati ) ACCETTATI per ciò che siamo…..in questo ultimo periodo avevo inviato m.poesie ad un concorso,pur sapendo che,nella migliore delle ipotesi,l’esito fosse stato
    positivo, non avrei potuto essere presente; l’esito è comunq,di una targa di merito( beh,niente male;non si butta via nulla,tutto fa brodo o autostima);e alla fine la cosa è risolvibile in altro modo…..A questo punto
    mi chiedevo se ci sia un modo per ” raggirare” il panico, visto che “fatta la legge,trovato l’inganno….” beh, tanto per sorridere un po’, che ogni tanto
    ci vuole,ho pensato: ci potremmo mettere tutti insieme ed essere NOI
    a far prendere un grosso spavento alla PAURA, con un grosso: BUUUU’?!
    mi rendo conto che se fosse così semplice,non saremmo qui a discuterne….ma il fatto di dargli troppa importanza,considerazione,sì,
    questo è sbagliato; come in tutte le cose, un granello di sabbia rischia di diventare una montagna insormontabilese ci si pensa troppo sù, e quindi
    ecco la necessità della “leggerezza”,perfino della spontaneità, quasi della beata “incoscienza” della più verde giovinezza, che a tutti ha permesso di agire in modo “sventato e avventato”….Alla fine, beato chi riesce ad essere così,a comportarsi così, beato chi perfino non ha una profondità eccelsa,per cui si “gode la vita”,non ponendosi troppi problemi,domande filosofiche, ma vivere così vorrebbe dire,per me,
    “rinnegare” me stessa…Certo,si può cambiare,migliorare,smussare angoli, spigolature e infatti vi informo che se sentirete rumori,di ferramenta, martello e scalpello, probabilmente sono io che ….sto lavorando su me stessa!!!
    Cara M.Letizia, complimenti per il tuo ENTUSIASMO esplosivo, ma secondo me ti puoi considerare guarita,non credi?!
    Se penso a me; un viaggio da Firenze in Corsica( Beh,però ti tirò che così su due piedi, senza troppo pensarci, quasi quasi, me la sentirei anch’io, dipende dal tragitto:Firenze,Livorno o Genova? lascia un po’ a desiderare il traghetto,la nave), ma chissà perchè quando le cose non sono programmate,in giorni “sì “,ci si sente disponibili ad affrontare certe situazioni….
    E’ l’ansia anticipatoria,che in altri tempi,ci sfiorava appena,ora a livelli insopportabili,che spesso conduce poi nelle fauci del “drago”, quella che blocca!!!
    Così, cara M.Letizia,mi ritrovo nella tua parola d’ordine:NON MOLLARE, meno nell’ infischiarsene dei sintomi; a volte ci
    si riesce, altre meno. E va da sè che è la PRE-OCCUPAZIONE che si
    beffa di noi!!
    Cara Daniela,complimenti per il sorriso sulle labbra,l’ottimismo; onestamente in me a volte “gioca a nascondino”,sarà il periodo, col mio trasloco mi sento con piede di qua e uno di là, come tra coloro …che son sospesi!!Per di più, ho a che fare con un”acciacco” fisico, per cui mi muovo tra alti e bassi, insomma ogni tanto vado pure in altalena, della serie:non facciamoci mancare nulla! In treno? mah, ho viaggiato tanto in treno: scuola, lavoro…Ora, semmai mi piacerebbe tornarci su per…viaggi di piacere,ma…….dai buttati,per brevi tragitti,ti fermi alla fermata successiva……vai avanti tu, che a me scappa da ridere,come diceva quel tale….Carissima, mi rendo conto che”in casa d’altri” è facile dare consigli..
    E la m.cara nipote Eva,come starà? Magari sta “ammucchiando” esperienze,su esperienze, e alla fine avraà un sacco di cose da raccontare…..Spero bene,cara dolce forte Eva(mannaggia a me che mi son data la zappa sui piedi, dicendo:sentiti sempre libera di rispondere o
    meno…m’ha preso talmente tanto in parola che…..ovviamente scherzo,
    anche se,un saluto,magari sventolando il fazzoletto dall’ oblò….
    Un caro,carissimo saluto e abbraccio con tutto il cuore,un po’ scassato,
    il cuore, non il saluto,alla Dott.ssa Laura( finalmente ho acquistato il libro,
    ho inviato l’email dopo una settimana dal pagamento,non l’ho ancora scaricato…è vero.sono in ritardo su tutto!!:poi tra una piastrella da decidere, un allacciamento di gas,etc,lettura di qualche blog,di Poesia,
    mi tufferò anche nella S.storia,cara Dott.ssa;insomma ho fatto il percorso al contrario, del resto leggo,o leggevo le parole al rovescio,non per dislessia,ma per diletto!!) Un abbraccio e un sorriso a tutti. Buon Blog!!!

  30. Maria Letizia scrive:

    Ciao amiche care, è una splendida giornata anke se qui dove abito ieri è piovuto, nn vi voglio fare 1 lezione di metereologia ma dirvi ke dobbiamo sapere ke dopo un temporale può venire 1 splendida giornata anke per noi dappiste ( ho conionato questo termine nn so se si usa) .
    nn serve a niente piangersi addosso è il momento di regire e detto da 1 ke x tanto tempo si è autocompianta è 1 fantastico inzio!!!!
    Eva, Francesca ,Daniela e kiunque altro mi legga dobbiamo vedere solo i gg di sole nn i temporali tenete e teniamo duro ci riusciremo, ci incoraggeremo a vicenda , i passi avanti di una saranno motivo di felicità x tutte e e quando 1 si sentirà 1 pò giù avrà tutte le ns spalle x appoggiare la testa.
    Il parlare cn voi dei miei problemi e l’ascoltare le vs storie a me dà 1 carica positiva xkè so ke cmq ci capiamo e quello ke scriviamo è sincero al 100% xkè lo abbiamo vissuto.
    Vi voglio bene e sappiate ke x voi ci sarò sempre.
    Mi piacerebbe quando abremo superato i ns problemi conoscervi e potervi guardare negli oki e dirvi grazie x le splendide persone ke siete e abbracciarvi nn solo via e-mail… kissà se sarà possibile. cmq ankora grazie di esserci e parola d’ordine nn mollare e infiskiarsene dei sintomi.grazie anke a te Laura Bolzoni x esistere e x averci dato la speranza di sapere ke possiamo vincere. 1 sorriso a tutte voi

  31. francesca scrive:

    Salve a tutti,un caro,carissimo saluto alla Dott.ssa, e al suo bosco!! Noi qui siamo spesso in alto mare,anzi si potrebbe gridare”uomo in mare”,ma in questo momento,come sempre,consapevole che l’aiuto,l’incoraggiamento,sostegno che ci viene da”qualcun’altro” è caritatevole e utilissimo,per continuare a remare controcorrente, siamo altresì consapevoli che l’aiuto concreto( il fare,agire,sia fisicamente che psicologicamente,deve venire da noi).
    Sicchè stamattina, come spesso stiamo contrastando pensieri del colore della notte, avendo fatto tesoro di tutti i consigli,insegnamenti pervenuti dalla Dott.ssa Laura Bolzoni ed esperienze di altre
    persone “colleghe”di questo blog..
    Eh,sì , quanto è vero che la mente
    tende ad “alimentare insuccessi, e a nutrire languidamente pensieri non propriamente positivi”(come dice sempre la cara Dott.ssa). E’ una partita a ping-pong; ma forse,diciamolo piano , e con le dita incrociate, imparata
    la lezione, rendiamo pan per focaccia; fai che ti dai,alla fine ci “facciamo le ossa”, le spalle grosse, abbastanza grosse, per portare con noi il prezioso forziere che contiene altrettanto preziosi consigli, anche se come
    già detto,ogni tanto da dietro qualche pianta nascosta, un PIRATA
    (pessimismo) tenta di rubarci il nostro forziere prezioso( consigli,insegnamenti,etc), ma a questo punto,giù randellate( pensieri positivi), lo mettiamo in fuga!!!
    Dott:ssa,anche per chi scrive sul S.blog,i diritti sono ” Copyrigt ” ? perchè le idee che mi stanno venendo qui,le vorrei usare magari un domani per scrivere poesie-filastrocche,fiabe per bimbi,come ho già fatto in tempi migliori, sempre che alla fine di tutto
    mi rimanga qualche neurone, o peggio ,non schiatti…..! !
    In realtà,c’è sempre qualcosa tra me e ciò che desidero fare,che si mette in mezzo,
    che mi intralcia il cammino! A volte mi sono detta: forse ciò che quello penso sia la m. REALIZZAZIONE,non è ciò che il Destino, o il Padreterno
    vogliono per me!!!!
    Boh, Ora,pure un altro trasloco, (è un mese che ne parlo,ma minimo manca altrettanto,se non di più; alla fine sarò da raccogliere col cucchiaio: tutto qui per noi comuni mortali,a differenza
    dei “normali”, è fatica centuplicata all’ennesima potenza!! cose burocratiche, scelta di piastrelle, scatoloni, il tutto condito, annaffiato da
    abbondante ansia,quando non è PEGGIO!!!
    Capito Eva? te che mediti di cambiare casa, per lasciare i ricordi nostalgici??
    Ciao cara nipotissima,
    anche per me,questo trasloco lo sento come un “abbandono”,un piccolo
    grande lutto;lasciare cose e posti familiari per andare incontro
    all’ “ignoto”,mi SPAVENTA NON POCO
    !!!!
    E tante volte,sarei tentata di
    lanciare un SOS con un megafono,ma…..cerchiamo di essere “forti”,
    poi si vedrà….
    Eva cara,stamattina mi sono svegliata con una spalla
    bagnata: che hai fatto,anche ieri sera hai pianto?!
    Se va avanti così,
    continuando a piangere sulla spalla che ti ho offerto, alla fine,mi verranno
    i reumatismi!!!
    Cara Eva, un modo come un altro per ” strapparti ” un sorriso( magari qualcuno provvederà a rammendarlo)
    OK, lascio sul computer naso rosso da ” claow ” e riprendo il mio ruolo; sono in ritardo su tutto; sulla Vita, sull’acquisto di un’altra “cuccia” ,che spero stavolta di trasmormare da calda, almeno in tiepida……..
    UN BACIO grande a Eva,che se proprio non avrà tempo,energie per scrivere,spero le abbia
    almeno per leggere il blog!!! baci e un sorriso a tutti.
    PS, Eva,anche se in
    questi ultimi anni,ho realizzato che sono più portata per ” un Amore di tipo
    Universale, non è detto che abbia tanta voglia di sentire raccontare da te una bella favola d’Amore; la tua “favola”(sai,sono sempre stata una
    sentimentale,anche se ora non ho tempo neanche per quello…) CIAO

  32. francesca scrive:

    Ciao cara dolce Eva, pur se lontane fisicamente e di età diversa(io,zia,te,nipote),ti sento molto vicina per idee,modo di pensare,etc.Non ti preoccupare se non puoi rispondere sempre ai m.scritti,non sentirti “obbligata”;sentiti pienamente libera:la LIBERTA’ è qualcosa di straordinariamente bello e grande,un valore irrinnunciabile,per non parlare poi della libertà INTERIORE,qualcosa di splendido,che nessuno ci può togliere,soprattutto
    Non dovremmo mai permettere ad alcuno di
    togliercela!!!(io,poi,nel mio piccolo,sono sempre stata una”Bastian Contrario”,sarà che sono un segno d’aria,ascendente aria,per quanto
    l’astrologia non sia una scienza,e abbia molti limiti,caratteristiche generali
    a livello “psicologico”,caratteriale,a grandi lineee le dà….ma questo è un altro discorso…ciò di cui dobbiamo parlare,credo siano altre cose,che ci possono realmente “aiutare”,a capirci meglio,a stare un po’ meglio).
    Ti posso dire che la scomparsa di Macko(così per gli amici,mi pare,no?
    sai,ci tengo a fare bella figura con la m.nipote….),ha colpito molto anche me, non perchè fosse,sia tra i miei cantanti preferiti, preferisco il rock
    di Vasco( ma il mio preferito rimane Zero,soprattutto degli ultimi tempi; istrione,POETA,sa darmi emozioni,sensazioni da pelle d’oca),ma la scompasa di Macko,mi ha colpito perchè giovane,conosciuto, e ho pianto anch’io,ma a me basta poco per commuovermi;mi basta vedere qualcuno che piange,perchè anch’io…e mi faccio rabbia…..ma poi mi dico se sono così,dovrò accettarmi così!
    Sì,credo la sensibilità,se tale sono,sia qualcosa che fà soffrire,ma tanto gioire, per fortuna;un’ “arma” a
    doppio taglio….ma va bene così,va bene fino ad un certo punto, perchè secondo me,è INEVITABILE soffrire,ma quando è troppa, io ecco,ci scappo, perchè mi coinvolgo troppo, assorbo come una spugna la sofferenza altrui, e a quel punto,non….riesco più a dare! Pur avendo sperimentato che c’è più gioia nel dare,che nel ricevere, devo comunque ogni tanto PRENDERE LE DISTANZE,per RICARICARMI,andare alla
    FONTE dell’Amore,che è la Vita stessa
    ,e,per chi ci crede, il S.Creatore, e non solo…bah,strani discorsi,se chi legge non è sulle nostre,nie frequenze,penserà che sono matta,che dici?
    Ma avere il coraggio di DIRE ciò che si pensa,credo sia anche questa una CONQUISTA:(Sai,io,nata nell’età paleolitica,e la mia”piccola” rimasta ancora tale,per fortuna,
    hai presente il “fanciullino” pascoliano?),non eravamo abituati a dire la nostra,abituati piuttosto ad abbassare la testa,in un “regime hitleriano”…
    ma non si vuole demonizzare nessuno;è solo un dato di fatto…
    forse per questo mi era venuta in mente questa “balzana”idea:per dimenticare,provare a concentrarsi sui difetti,di chi ,per un motivo o per l’altro,non può più far parte della nostra vita,ma la rielaborazione di un lutto ha i suoi tempi,ciascuno ha i propri tempi,ciò che è valido per uno,non loè per un altro…La t.”ferita” è ancora molto fresca; ti stai ancora l
    “leccando” le ferite…. E come sempre,tutto avviene da sè, forse;gradatamente,quando meno ce lo aspettiamo,ci accorgiamo che forse il dolore si è allentato, allontanato, senza forzature,senza averlo neanche alimentato, ” sguazzandoci dentro”, e poi,cara Eva, la nostalgia è un altro sentimento che appartiene all’animo umano……Mi è capitato certo,in età diversa, quando ancora non ero la t.”zia”,di vivere ,SENTIRE,così l’amore,ma poi…si cambia,si impara….o solamente sei ancora nella fase stupenda dell’ “innamoramento”,non so, o sono io che sto cercando,mi sento piuttosto “pronta per un Amore di tipo UNIVERSALE“,non avendo trovato quell’Amore unico,tanto forte,come sarebbe piaciuto a me,in cui e con cui crescere insieme…..ma non mi posso lamentare;c’è sempre di peggio,nessuno è perfetto,tantomeno io!

    Ma mancava l’altra metà della frase,al mio discorso: Per riuscire a voler
    Bene,a chi NON ci vuole bene,ci ha fatto soffrire,o peggio…nella stessa maniera,forse bisognerà concentrarsi su ciò che di BELLO E BUONO ha quella Persona,ha fatto per noi ….Insomma,come sempre le cose sono
    complementari,e in un certo senso,mi hai preceduto tu,cara dolce,forte Eva, dicendo che ” pensi ai momenti belli”…. Spero di non essere stata
    troppo ” sibillina o macchiavellica “,o di averti confuso ancora di più, perchè in quanto a confusione, anche qui….mi è chiara una cosa: nel mio piccolo,voler costruire un mondo “diverso”,più giusto,di amore…….Ci riuscirò?!? Ai posteri, l’ardua sentenza!!!
    All’Aquila è in corso il G8 ; ecco il telegiornale mi interessa per questo; ho bisogno di essere sempre informata su tutto,di divorare le notizie,(possibilmente BELLE,in questo caso,speriamo siano superbelle; che Uomo Obahama,che UOMO!).
    Ridi,canta e balla, anch’io lo faccio a volte,ed essendo un po’ datata, io , non la scopa, e visto dove abito, a modo mio,un po’ ciaccatella,ballo un liscio, o un valzerino!!! Cara Eva,credo siamo stati creati anche per la Gioia, che ne pensi? Ecco la necessità di cercarla; per vivere, sopravvivere……….
    Ma quando e se avessi bisogno di una spalla su cui piangere, (spero poco e ancora per poco), zia Francesca, è……QUI !!! Ora, con Quo, e Qua.
    ti saluto. ( Qui soffia il libeccio,un vento caldo che togle il fiato e taglia le gambe; visto che pure il vento caldo di qui,compensa la bora di là?! )
    un bacio grande,grande. Ora pausa, con calma e sangue freddo, tanti bei RESPIRI,( e magari più in là, meno….sospiri). Anche a me capiterà
    d’essere “assente” ogni tanto, ma cercherò il meno possibile…..
    Un caro saluto alla Dott.ssa Laura Bolzoni, alla Sua preziosa “supervisione”,impegno,generosità,pazienza con cui tratta i nostri acciacchi dell’Anima,una carezza a Misha e Monchi,mi pare(chissà il significato?) un abbraccio anche ad un albero,posso ? ora qui non ce l’ho
    sottomano-braccio,magari al più ” smilzo “,spelacchiato,per i motivi di cui sopra!!! E un sorriso per tutti!!!!!

  33. EVA scrive:

    Francesca carissima,
    sono io quella che deve ringraziarti. Per le tue parole, per l’essermi vicina, per il supporto ed il conforto che mi dai ogni volta. E spero nel mio piccolo a riuscire a fare la stessa cosa per te.
    Mi ha colpito molto il tuo “quesito” su come è facile voler bene a chi ci vuole bene e come sia più difficile volerne a chi non ce ne ha voluto, o ci ha ferito… Hai ragione: per cercare di dimenticare le persone che non possono più far parte della nostra vita, dovremmo concentrarci sui loro difetti, su quanto ci hanno fatto soffrire, con le loro incomprensioni, con le loro chiusure.. Sarebbe senz’altro tutto più facile. Ma…non so se capita o è capitato anche a te: io tendo a fare il contrario purtroppo. Ripenso ai momenti belli, ai gesti e alle parole d’amore…e non alla sofferenza, alle lacrime,…Uff! Mannaggia a me! Così è ancora tutto più difficile!!! Anche se sono pienamente consapevole di aver preso la decisione giusta, sono altrettanto consapevole del fatto che l’amore ci sia ancora. E forte. Solo che sto cercando di soffocarlo con tutte le mie forze. Lo so…sembra un controsenso…risulterò solo confusa e contradditoria. E infatti è proprio questo il mio stato d’animo attuale…

    E poi oggi sono particolarmente giù: sono stanca a causa del lavoro (che, come giustamente mi dici tu, mi distrae durante il giorno…ma purtroppo solo durante il giorno), ho mille cose da fare e quindi l’ansia mi assale…con tutto ciò che ne consegue, purtroppo.
    E poi è dal 25 giugno che una lacrima riga il mio volto…da quando ci ha lasciato Michael Jackson. La sua musica, la sua arte, il suo immenso talento hanno accompagnato ed emozionato tutta la mia adolescenza. Poi oggi ho visto in diretta tv la commemorazione per lui. Risultato? Avevo un nodo alla gola e allo stomaco talmente grossi che non sono nemmeno riuscita a cenare… La commozione è stata tanta. Troppa per me in questo momento.
    Insomma..per tutta una serie di fattori, mi sento triste e nostalgica. 🙁
    Vabbè… speriamo che domani vada meglio.

    Peccato che abitiamo così lontane ma…chissà…magari un giorno faccio una capatina dalle tue parti!!! 🙂
    Un abbraccio enorme
    A presto

    P.S.-Spero mi scuserai per le poche parole. Ma anche se sono poche…sai che vengono dal cuore.
    Bacioni

  34. francesca scrive:

    Ciao EVA,bella “mula”,nipote diletta;ma lo sai che sono stata all’ oblò per vedere se avevi fatto una capatina in qualche isola corallina(la rima è involontaria),prima di passare all’isola-blog?!bè,mi dispiace che tu sia immersa e sommersa di lavoro,ma forse,tutto sommato è meglio così,
    no?!forse hai meno tempo per pensare ai malanni del cuore,e(al “nemico”),per di più,tanto per essere un po’ venali,lavoro-straordinario=
    più soldini,o no?!grazie per le tue gentilezze,il t.ricordarmi,la tua
    comprensione.Grazie veramente di tutto. .
    Anch’io ti sono vicina,nelle tue lotte quotidiane,al lavoro,la sera,se ti senti sola…Insomma,sì, credo dia più forza sapere che da qualche altra parte,c’è una persona che combatte la tua stessa battaglia,ma sento della grande forza,aiuto,che ti viene dalla
    tua cara mamma e sono felice per te!!
    Eva,hai mai pensato come è facile voler bene a chi ci vuole bene,ci sta simpatico,etc?! Più difficile volerne a chi non ce ne ha voluto, o ci ha ferito,o…beh,insomma,è una questione che mi sto ponendo,e…beh,ora ho poco tempo per svilupparla,magari ci torneremo su,se ti va…ma per dimenticare le persone che non possono più far parte della nostra vita,forse dovremmo concentrarci sui loro difetti,su quanto ci hanno fatto soffrire,con le loro incomprensioni,chiusure,etc;forse diventa più facile,un giorno vedrai il t.cuore sarà preso da ben altro…(altra persona). Intanto sento che la punta delle t.scarpe da Gigante si stanno avvicinando sempre di più a me,nonostante la distanza….eh,sì,di riffa o di raffa,al lavoro ci devi andare,
    cascasse il mondo,io tifo sempre per te,per NOI,e sento che seppure con
    estrema fatica,ce la fai! Godi di questo( a proposito,quando puoi ,nell’altra
    “matrioska”(così vedo questo blog),c’è l’invito a raccontare una cosa bella di te,e non vedo l’ora di leggerti,anche se intuisco,per quel po’ o tanto che ti conosco…).
    Carissima,posto che vai,detto che trovi:cascasse una pannocchia,ancora non l’avevo sentito!carino;un po’di pop corn la sera?
    Non farci caso,sarà il caldo!!!(a proposito,pensa alla bora dell’inverno,magari ti rinfresca…) Mi chiedi dove sono; beh,per incontrarci,sarà dura,utopia…Ci vorrà la nave,l’aereo….o….non sono pratica di viaggi!!per ovvi motivi,e perchè non è mai stata mia grande passione,viaggio poco,molto leggendo,con la fantasia…..però,mai mettere limiti alla Provvidenza(e a noi):abito sulla….riviera romagnola!!!!!
    ora ti saluto,ho veramente”sforato”..Lascio spazio ad altri.FORZA E
    CORAGGIO,per te,per tutti. Un sorriso,un abbraccio grande,grande

  35. EVA scrive:

    Carissima ZIA 🙂 Francesca, eccomi di nuovo qui. E’ passato un pò di tempo, lo so…ma ho avuto (e sto avendo tutt’ora) un periodo di “full-immersion” nel lavoro: straordinari su straordinari. E la sera arrivo talmente sfinita a casa (anche per colpa degli attacchi) che a volte non ho nemmeno la voglia e la forza di cenare. E poi non sono stata nemmeno troppo bene fisicamente. Nonostante ciò comunque qualche passettino in avanti l’ho fatto sì: vado a lavorare in bus a giorni più o meno alterni, sono andata da sola in banca a pagare l’affitto,…. Diciamo però che il caldo infernale di quest’ultimo periodo non mi aiuta per niente!!! 🙁 Anzi,…mi mette letteralmente a terra. Non ho mai sopportato il caldo afoso della città. Per questo me ne scappo sempre al mare. Anche se…comunque vivo in una città meravigliosa sul mare: TRIESTE! E tu di dove sei?? 🙂 Il fatto è che vado sempre in una località qui vicino (ma fuori provincia) perchè…ci vado da una vita! Ci ho passato l’infanzia, l’adolescenza (ah…che batticuore a quell’età! Darei non so cosa per essere spensierata come quando avevo 15 anni!) e quindi mi sento a casa. Mi rilasso. Anche se una domenica ho avuto un attacco anche lì: ero fastidiosa in tutto e per tutto. Non sopportavo nemmeno i “vicini di ombrellone” troppo rumorosi! E così…ho diradato le gite domenicali prediligendo quelle del sabato (c’è meno gente ed è più tranquillo…come oggi. Anche se…mamma mia che caldo!!! Boccheggiavo come un pesciolino fuori dall’acqua!)
    Ti sono sempre vicina e ti capisco.
    Sai, vorrei andar via da questa casa che, come ti ho già raccontato, è solo piena di ricordi che mi mettono addosso una grande malinconia…ma per problemi di natura economica al momento non lo posso fare. All’inizio mi ero detta che, una volta che lui si sarebbe portato via tutte le sue cose, me la sarei risistemata ed arredata nuovamente da cima a fondo…l’avrei fatta tutta mia! E invece sono ancora qui..la casa continua ad essere vuota (in tutti i sensi) e io continuo a non aver nessun entusiasmo per darle una “rinfrescata”.
    Ti capisco benissimo quando dici che tutto il bel da fare che comporta un trascolo, in questo momento per te basta e avanza! Sono perfettamente d’accordo con te quando dici che non puoi chiedere a te stessa, al tuo fisico, più di quanto possa dare. Come ti dicevo prima, anch’io sto cercando di fare progressi…ma ho capito che bisogna andare per gradi…un pò alla volta. Bisogna sì farsi forza, sconfiggere le paure, le ansie anticipatorie, ma bisogna anche essere contenti dei passi, seppur piccoli, che si riescono a fare quotidianamente. Come dice giustamente anche la Dott.ssa Laura Bolzoni, i progressi devono partire anche da piccoli accorgimenti quotidiani. Ma se si vive un periodo di forte stress, con numerosi e gravosi impegni, per noi fiori delicati tutto diventa più difficile! Non si può pretendere da noi stessi di voler riuscire a tutti i costi a fare tutto!! Bisogna lasciar andare, allentare la corda della tensione, prendersi tempo,…e sono sicura che poi, pian pianino, verrà tutto! L’importante è che non venga MAI meno la VOGLIA di fare! Quella deve esserci sempre. Non riesco a fare oggi quella cosa? Ok, fa niente…se non è di “vitale” importanza la farò domani. E lo dice una persona che è sempre stata abituata a voler controllare tutto, a stare in piedi anche fino alle 2.00 di notte per finire di fare tutte le cose che si era programmata. (anche le cose più stupide come stendere i panni, o lavare i piatti, o fare un pò di conti sulle uscite e le entrate mensili, etc…etc..) Risultato?? Le facevo così mal volentieri che mi veniva addirittura la nausea! (Chiaro segnale che per me vuol dire: ho il rifiuto nel fare quella cosa) Ma me lo ero programmata e…cascasse una pannocchia…DOVEVA esser fatto!! Ripeto, anche a costo di fare le ore piccole. E quindi…che “gusto” c’era? Dov’era la contentezza, la soddisfazione personale? Non c’era.
    Adesso ti lascio…ti auguro la buonanotte, una buona domenica, un buon inizio settimana e…spero di “sentirti” al più presto zietta! 🙂
    Con affetto
    Baci

    P.S.- Per Baglioni non ho ancora deciso…uff…! 🙁

  36. francesca scrive:

    ciao carrrissssimi (non è un errore di ortografia,ma le tante erre ed
    esse,devono dare più valore a questo aggettivo).
    Ciao Eva,pronto,qui zia Francesca chiama nipote,(viste le m.tante vicissitudini e visto che sono nata circa nel 1800…);come va? i tuoi tragitti in autobus? é dura lo so(a chi lo dici),ma si va,tra alti e bassi;cerchiamo come sempre una via di
    mezzo,magari un MEDIO!
    Qui si sorride per non piangere,anche se dicono che piangere fa gli occhi belli,dico BASTA! a tutto c’ è un limite…carissima,hai deciso per Baglioni?non so se il suo repertorio è
    propriamente adatto alla situaz.sentiment.che stai vivendo,anche se da qui a settembre,magari hai messo tutto nel “congelatore”,hai buttato tutto alle spalle..te lo auguro di vero cuore,come ti auguro cose belle per il resto;magari la prossima volta mi dici.”lo sai,zia Francesca,che ho fatto passi da gigante ancora,e ora porto il 49 di scarpe? Tieni(iamo duro)!!!
    Quando vuoi,se ti va,ti aspetto qui sul blog,anche per un saluto….TI ricordo con affetto.un abbraccio

  37. francesca scrive:

    Ciao Eva, e a chi non c’è e c’è,Eva cara,un giorno mi dirai,se puoi,se vuoi,dove vai al mare!?(indirettamente ho a che fare anche col….mare,pensa),mgari siamo più vicine di quanto crediamo!Io continuo a dire,che,per forza o per amore,stai pacendo passi da gigante!L’autobus,per forza di cose,l’hai preso,e visto che tutto sommato è andata bene,credo nei prossimi gg.riuscirai a fare lo stesso tragitto con sempre meno problemi;x me è così;se in quel conosciuto,non mi è accaduto nulla,ci torno con più facilità…il resto,beh,un disastro;fuggo,evito,se posso dò la delega,ma non credo per”viltà”,perchè ho capito che non posso chiedere a me stessa, al mio fisico,più di quanto possa dare;la soglia di stress in questo periodo è altissima,come sai sono impegnata in un trasloco,e anche qui pratiche da sbrigare,uffici da frequentare,firme controfirme,banche,etc,e per me questo basta e avanza,e ripeto,non certo a mia difesa,BASTA E AVANZA!per cui,proprio come progetto,ho rimandato nuove prove,a…dopo!Sono un tantino logorata,ma la Vita non è che si ferma ed aspetta,che tu ti rimetta in piedi,così come il “nemico”non guarda in faccia nessuno!Al proposito,ti accenno che qualche anno fa la persona con cui sto(non mi piace andare molto sul personale,perchè credo,non interessi granchè,e per una sorta di “pudore”),ma il momento lo richiede,dicevo,ha avuto un grosso incidente,e…panico o non panico,paura o non paura,ho fatto tutto;stargli vicino,colloqui coi medici,
    ospedale,in un’altra città,anche se vicina..beh,tutto quello che puoi immaginare,ma che spero mai abbia provato,nè mai possa provare!beh,in quel momento è uscita una gran forza,la forza del BENE,e della Vita,anche se l’idillio…anzi era un periodo di magra….ho fatto tutto,non c’era nemmeno più tanto spazio per “alcune cose”…Poi ovviamente,sono crollata:avvocati,assicurazione,etc avevo preso a frequentarli insieme,come sostegno emotivo,ma appena è stato in grado di cvarsela bene,come sempre,per fortuna,ho lasciato questa parte per me estremamente strassante,anche perchè non ci sono portata nè tagliata, a
    lui,a camminare con le proprie gambe…..Diverso,questo periodo,non riesco a trovare entusiasmo per questa nuova cosa,forse perchè logorata,da precedenti avvenimenti,forse perchè non è una cosa voluta,SCELTA,ma….causa forza maggiore,di altre coincidenze,capitate,nella mia vita,e che mi hanno portato per strade strane,ma bisognava farlo,questa senz’altro! Forse,per questo mi ripeto,
    avverto tanto stress,più dubbi,che altro;ma nello stesso tempo,mi ripeto che andrà tutto bene,mi autoconvinco che:casa nuova,vita nuova!un po’ come si fà col “nemico”,per tenerlo a bada(Sono IO a gestire le sensazioni,etc).Per natura,carattere,bisogno profondo,ho sempre dato molta importanza, e spazio alle emozioni;per me sono il sale della vita,ciò
    che nutrono la mia anima,emozioni belle,positive,che edificano,mi fanno vibrare,star bene,quando non le sento,ci vado in cerca,per questo scelgo,metto queste come priorità;per questo mi riesce difficile avere
    formalmente contatto con ciò cheè tecnico,per me,freddo…Per questo avrei voluto,anzi avrei avuto bisogno di una madre calorosa,amorevole
    (ma credo anche ogni bimbo,anche Eistein,mente matematica)ha bisogno di una madre così;nel mio caso non ho avuto dalla mia nè mia madre,nè mio padre…mi sono mancati entrambi questi punti di riferimento!Tu sei stat fortunata,seppure nella tua “sfortuna”;hai avuto quantomeno tua madre;io ho dovuto imparare a diventare madre,oltre che figlia,di me stessa!Mia madre ora la vedo come una persona che
    non poteva darmi ciò di cui un bambino ha DIRITTO,così mio padre,seppure più tardi,e in parte,abbia riconosciuto alcuni dei suoi errori,
    per cui riflettevo(capiterà prima o poi che mi trasformerò in uno specchio)
    ,per me,per te,per altre persone,come noi,che serve a ben poco continuare a recriminare il passato, a rimpiangere, e a compiangersi,a volere che la nostra vita fosse stata diversa;a volte,anch’io non ti nascondo che provo ancora”rabbia”per certe cose,per atteggiamenti a dir poco offensivi,ortodossi,leciti;e cerco di capire:ciascuno DA’ QUELLO CHE HA.A tal proposito mi viene in mente un’insegnante che andava ripetendo:sangue dal muro,non se ne leva! Questa frase mi torna in mente, e,fatta mia,mi dà una serena pace..ovviamente non sempre ci riesco,a volte ho le “regressioni”,ma,come dice la nostra cara Dott.ssa,siamo umani…magari riuscire a trasformare questa rabbia in
    FORZA,sarebbe l’ideale,ma forse ho scoperto l’acqua calda,e come sempre tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, e tanto và la gatta al lardo che ci lascia lo zampino,e non c’è 2 senza 3,e ride bene chi ride ultimo…..
    che c’entra?beh era tanto per sorridere un po’:sono stata così seriosa finora,se vuoi continuare tu coi proverbi,io devo scappare….ma riguardo all’ultimo:NON lasciamo che sia “lui”,l’ultimo a sorridere!!!!A presto,magari prima di quanto previsto,o…mah,l’unica certezza è che
    in questa vita NON c’è alcuna certezza,per cui viviamo appieno ogni istante….Fuori pioviggina,ma il canto della Vita non si è fermato.passeri
    cinguettano festosi,incuranti di tutto!!baci e sorrisi,a tutti!un caro saluto anche alla Dott.ssa

  38. EVA scrive:

    CIAO!!
    Che magnifica sorpresa dalla Dott.ssa!! 🙂 Sono proprio contenta!
    Parlare (anche solo “telematicamente”) fra di noi delle nostre paure, sensazioni, emozioni, gioie, delusioni…e chi più ne ha più ne metta…è per noi non solo un semplice “sfogo”, ma un vero aiuto: prima di tutto per capire sempre più a fondo noi stessi..e poi anche per comprendere ed ascoltare chi ne ha bisogno…come noi. Il “problema panico” (almeno per me) negli ultimi anni mi ha reso forse un pò “egoista” in un certo senso: troppo concentrata solo sui MIEI problemi, le MIE paure, le MIE delusioni, le MIE lacrime…inconsciamente senza accorgermi che, così come per me è un enorme gioia ricevere comprensione, affetto, amicizia…è altrettanto bello ed importante donarlo anche agli altri…Come dice la cara Francesca “in una sorta di mutuo, reciproco aiuto”.
    E così eri ad un concerto Jazz, eh?! 🙂
    Bravissima! Che bel passone in avanti!!
    Sai, anche una mia collega mi ha chiesto di andare ad un concerto: Claudio Baglioni. In settembre. E io non so cosa risponderle…sto “prendendo tempo”. La prima cosa che mi è venuta in mente quando me l’ha chiesto è stata: “Eh..la fai facile tu! Un concerto! E io come faccio con gli attacchi di panico a stare in seconda fila della platea a vedermi un concerto intero di Baglioni senza “schiattare”?!?” 🙁 HELP ME!! Che faccio?? Che dici, ci provo??
    Ieri e oggi sono state due giornate così così: Ieri ho tentato di andare al lavoro in autobus…All’andata abbastanza bene. Sia nel tragitto in autobus che nel tratto di strada che ho percorso a piedi (anche se l’agorafobia era sempre presente…Ogni auto che sfrecciava, ogni rombo di motore e ogni rumore “violento” mi facevano star male. (A tal proposito: ho letto con grande interesse, partecipazione ed entusiasmo il nuovo articolo della Dott.ssa “Panico con Agorafobia: come vincere la paura di uscire di casa”…Ci proverò Dott.ssa. Ci proverò con tutte le mie forze. Ma non è facile…Ma questo lei lo sa già. Ed è anche per questo che la sento così vicina a me, a noi.)
    Al ritorno è andata ancora peggio: un’impresa “titanica” per arrivare “indenne” alla fermata dell’autobus…Finalmente arriva. Ma è stracolmo di gente…anche volendo scendere non ce l’avrei fatta! Ma comunque non volevo farlo. Mi sono “fatta forza”, ho ceracato di infischiarmene dei sintomi che si stavano impossessando sempre di più del mio corpo, della mia mente. Ho cercato di concentrarmi su qualcos’altro (in particolare, il mio sguardo e la mia mente si sono soffermati su un bel portachiavi che ciondolava dallo zaino di una ragazza). Poi sono scesa un pò prima perchè volevo farmi un tratto di strada a piedi. E lì è andata un pò meglio. Ma sono arrivata a casa sfinita. Letteralmente sfinita. E delusa.
    Oggi invece: Ho visto il mio ex (per sbrigare alcune pratiche burocratiche riguardanti la casa, le bollette…) E il vederlo e sentirlo non mi fa stare affatto bene. Perchè mi manca. Ed è dura. Dovrei darci un taglio netto..Ma un pò a causa di ‘ste cose in sospeso riguardanti la casa, un pò perchè ha lasciato ancora qualcosa qui, etc..etc..Non ci riesco. Uff.. Ogni volta che lo vedo e poi lo saluto con un semplice “ciao, vado.”, infilo gli occhiali da sole e gli occhi si riempiono di lacrime 🙁 Comunque: tra una chiacchiera e l’altra mi mette “una pulce nell’orecchio”: “Hai fatto la revisione dell’auto?” Oddio, penso io..”No, perchè, dici che è scaduta?” (E dentro di me pensavo: “Accidenti! Ma cosa vuoi che mi ricordi io della revisione dell’auto proprio in ‘sto periodo!”) Morale della favola: dovevo farla entro maggio!!!! E così adesso mi tocca lasciare l’auto ferma. Il che vuol dire non poter andare al mare questo week-end 🙁 ma soprattutto non poter andare a lavorare in auto!!! L’auto per me, causa attacchi, era diventata la mia “copertina di Linus”…L’unico mezzo di trasporto con cui mi sentivo sicura. E così giù lacrime su lacrime…come una bambina capricciosa a cui hanno tolto il lecca-lecca!! E come se non bastasse: il papà che mi “sgrida” (Queste cose sono importanti! E se ti fermavano? Ti sequestravano l’auto! Senza contare la multa salatissima!…e bla…bla…) E il mio ex che si è offerto volontario per occuparsi della faccenda: “Se vuoi te la porto io nella stessa officina dove porto la mia! Non ti preoccupare..” Io non ho dato una risposta nè all’aiuto che mi ha offerto il papà (che io purtroppo interpreto sempre come una cosa che poi mi rinfaccerà..anche se so che in cuor mio non è così…anzi, tutt’altro. Ma, come spiegavo nelle precedenti mail, a causa delle varie “vicissitudini” avvenute quand’ero bambina…il rapporto a tutt’oggi è quello che è..E’ come se non riuscissi a dimenticare…a perdonare), nè all’aiuto che mi ha offerto il mio ex. Portarla personalmente da sola? Già, sarebbe la soluzione migliore.
    Eh sì cara Francesca: sarebbe proprio bello abitare vicine fisicamente, metterci alla prova, andarci a mangiare una pizza insieme, prenderci una bibita in compagnia, senza avere il pensiero di dover “nascondere” il nostro “problema”! Non sono mai stata ad una serata di poesia: non credo che ronferei! 🙂 Anzi. Il mio ex scriveva tante poesie…per me, per lui… Era bello leggerle ed ascoltarle (ma forse ero un pò “di parte” 🙂 !!)
    Adesso ti (vi) saluto..Mi sono fatta prendere dalle emozioni, dalle parole, dal cuore e dimenticavo che…non ho ancora cenato!! E il mio pancino comincia a brontolare!! 🙂
    Ancora grazie infinite…per tutto. Per esserci.
    Un abbraccio enorme
    A presto

  39. francesca scrive:

    che bello,ragazze!Avete letto?
    Abbiamo avuto complimenti e approvazione dalla nostra amata Dott.ssa!!!Non so per voi,ma per me è estremamente importante,è qualcosa da segnare sul calendario!visto che è tempo di esami,una sufficienza almeno ,o qualcosa di più,è estremamente gratificante,ma non ci fermeremo qui(magari avere avuto consensi così
    dai miei genitori!)….io ed Eva stiamo facendo una specie di tavola rotonda
    a distanza:parallelismi,congruenze,etc,che dovrebbero servire effettivamente a confrontarci, e conseguentemente ad aiutarci a vicenda,in una sorta di mutuo,reciproco aiuto…..GRAZIE a Lei,Dott:ssa;
    stiamo solo mettendo in pratica i suoi consigli,insegnamenti(beh,io,sono ancora molto alla teoria),ma cercherò di mettermi alla pari quanto prima,
    ci provo,perlomeno,fra tanti ritardi da recuperare,lacune da colmare..Eva,
    stasera ero ad un concerto Jazz,e ti pensavo(per caso ti fischiavano le orecchie?),pensavo a quanto bello sarebbe abitare vicine fisicamente,metterci alla prova,andarci a mangiare una pizza insieme, a
    prendere una bibita in compagnia,mi potresti accompagnare,se ti va,se non ronfi,ad una serata di poesia,(la poesia non è per tutti,ma sono quasi certa che ti piacerebbe;sei sensibile,romantica,profonda,e credo ti potrebbe appassionare),magari incontreresti il tuo Adamo,anche se sono certa capiterà prima o poi,sicuramente..ora s’è fatto tardi;e faccio fatica a connettere,a proposito di ritmi sani di vita;ci vorrebbe una giornata
    di 48 ore,per fare quanto vorrei e dovrei,ed energie a non finire…
    Risponderò al resto della t.mail quanto prima.Sogni d’oro(già ti ho rimboccato le coperte),Ok,Morfeo attende anche me;starò in sua compagnia circa 6 h,pokine,ma ci rifaremo…un sorriso,un abbraccio,
    soprattutto a chi non li ha,non li ha avuti,con l’augurio di riuscire magari
    a donarli;il Bene non pùò produrre altro che BENE!Buonanotte anche al bosco della Dott.ssa e ai suoi abitanti! SSSTT…..

  40. RISPONDO A FRANCESCA, EVA, MARIA LETIZIA, DANIELA

    Adorabili ragazze,

    mi piace molto leggere quello che scrivete con garbo, simpatia, ironia, profondità.

    Compimenti per le vostre comprensioni e i vostri successi!

    Ogni azione che voi potete fare per produrre maggiore comprensione di voi stesse e dei vostri problemi è un VERO AIUTO!

  41. EVA scrive:

    Cara Francesca,
    Ti ringrazio per le tue sincere ed affettuose parole.
    Nella precedente mia mail ho trascurato un aspetto molto importante della decisione di chiudere la mia storia: negli ultimi tempi mi ero resa conto che si stavano ripresentando alcune spiacevoli situazioni che avevo già vissuto…da piccola…Lui si comportava esattamente come mio padre. Arrivava la sera a casa tardi…(magari non sempre in “ottime condizioni”) e giù a prendersela con mia mamma anche per cose apparentemente stupide. E via con parole sgradevoli, baruffe, urla…E io che piccolina piangevo e cercavo di fare da “paciere”…E mia mamma mortificata nel profondo…anche perchè la sua bambina aveva assistito a queste brutte scene. Infatti è da poco (da quando ho cominciato questo mio percorso) che mi sono resa conto che gli attacchi erano comparsi già da bambina. Sporadicamente sono continuati nell’adolescenza…E guarda caso sono ricomparsi negli ultimi anni…quando ho subito queste “violenze” emotive…affettive..Quando capitavano queste cose con il mio ex, rivedevo come in quei film con i “flash-back” la Eva bambina che piangeva, che aveva paura quando la mamma ed il papà litigavano..e si sentiva sola. Quindi puoi ben immaginare il mio malessere. E’ anche per questo che con coraggio ho deciso di dire basta. Tutt’oggi porto ancora rancore verso mio padre…nonostante gli voglia un bene dell’anima. E con mia madre…bhè, con lei è tutta un’altra cosa: la amo dal più profondo del cuore: è la mia migliore amica, la persona che mi è sempre stata vicina, che mi ha sempre compresa ed aiutata. Anche in questi ultimi anni costellati dal “nemico”…lei mi è sempre stata vicino, in tutti i sensi. Anche lei (nel periodo brutto che ho descritto prima) ha sofferto di attacchi: ma più che di panico erano attacchi di ansia. Era in pieno esaurimento nervoso. Poi pian pianino ne è uscita. Anche grazie alla presenza della sua bambina, che, senza saperlo, le infondeva una grande forza e un grande coraggio Non so cosa farei senza di lei. Fortunatamente per i miei genitori è stato solo un brutto periodo…poi il “naufragio” è passato. E hanno ritrovato la gioia di restare insieme..come si dice..”nella buona e nella cattiva sorte”. E ora si amano…forse più di prima! Ogni tanto mi sembrano proprio due fidanzatini! E quando li guardo felici…allora mi si riaccende la speranza. La speranza che anch’io possa superare le difficoltà della vita…La speranza di riuscire a “rialzarmi”…ad essere serena.
    Sì, forse avrò fatto passi da GIGANTE come dici tu…non lo so. Io sono una che di carattere non si accontenta mai. Mi sembra sempre di non fare abbastanza. E, anche se non bevo più thè o caffè ma tanta camomilla, anch’io dormo malissimo la notte (tranne in qualche rara occasione) e mi sveglio più stanca di quando vado a letto…E anch’io mi sveglio con la fronte corrucciata…come se avessi pensato anzichè dormito! Pensa…me lo diceva anche mia mamma già quand’ero bambina! Fai te…
    Anch’io come te sono sempre in ansia: anche a casa…non riesco mai a rilassarmi al 100%.Guardo sempre l’orologio..ho sempre l’ansia di far tardi (e infatti è così: faccio sempre tutto di corsa). A volte ho la tachicardia anche per lavare i piatti!! E i grandi respiri profondi non sempre servono…anzi. Comunque è vero…come dice la nostra cara Dott.ssa, gli attacchi si presentano più facilmente quando sono particolarmente stanca, quando sono super-agitata perchè magari voglio fare mille cose e so che non ce la farò mai…E quindi anch’io cerco di prenderla un pò più con calma, cerco di trovare dei momenti tutti miei di relax, cerco di impormi di non voler sempre controllare e fare tutto! Ma non sempre ci riesco. Anche in ufficio, ad esempio, quando sono super-oberata di lavoro…non ti dico in che condizioni sono!! E alle volte sono convinta che prima poi tutta quest’ansia mi farà venire un colpo!!
    Quindi ti capisco dal più profondo del cuore cara Francesca. E ti lascio con una speranza che mi ha infondato la Dott.ssa Laura Bolzoni: lei dice di pensare e chiedersi quali erano i nostri obiettivi (lavorativi, personali, affettivi,.), i nostri desideri..prima che il panico facesse tristemente capolino nella nostra vita “bloccandola”, lasciandola in “stand-by”. Ecco…io riparto da qui (o almeno…ci sto provando con tutte le mie forze!) e ti auguro che questo sia un “input” anche per te…e per tutti coloro che come noi vogliono con tutte le loro forze liberarsi per sempre dal “mostro”.
    Un abbraccio e…un grande sorriso…come quelli che riesci a strapparmi tu quando (tue testuali parole) riesci a “giocare con le parole” 🙂 e questo è molto bello. Come dici tu, c’è un assoluto bisogno di un interscambio di energie positive e solari! E fidati…riuscire a far sorridere le persone è un grandissimo dono.
    A presto, baci
    e…Buon trasloco!

  42. francesca scrive:

    ah,dimenticavo,anch’io vi penso,e vi abbraccio,forte,forte,Forza e coraggi,dicendolo a te,ovviamente lo dico anche ame stessa,non dimenticatemi,come dice il grande Zero!(anche Giovanni Allevi,conoscete,grande pianista che amo,dice di soffrire di panico,ma come fa a stare su un palco?a me sale un’ansia in questo periodo,per ben meno,credo il “suo” panico sia diverso,con altre connotazioni,senza agarafobia…beh,siamo in bella compagnia,se non altro;anche personaggi famosi….ciao,nuovamente a tutti TIENi DURO,Eva!Pausa,respiro….puff puff,pant pant.Da qui in avanti avrò poco da sorridere!

  43. francesca scrive:

    Ciao Eva carissima,complimenti,per esserti messa”a nudo”(ma col tuo nome,non era poi difficile),ovviamente scherzo,”gioco”con le parole,e quando imparerai a conoscermi,se ogni tanto ti andrà di sentirci tramite il blog,per ora,poi,chissà..forse potrai accettare e capire questo lato del mio carattere,che ogni tanto salta fuori,come un folletto allegro,un giullare alla corte del re,(vedi,una parola,mi richiama un’immagine,e viceversa);così facendo accontento quella parte “bambina”che è rimasta intrappolata da qualche parte,per tanto tempo;ero una bambina estremamente solitaria,adulta già da piccola,per motivi che risalgono alla mia infanzia(ambiente di “disamore”,e peggio,offuscato da vessazioni,
    costellato da abbandoni,tradimenti affettivi,emotivi,psicologici,etc),che ancora mi porto dietro,e mi hanno creato nel tempo,un sacco di problemi,
    tra i quali,indovina un po’?
    Ma sì,proprio lui,l’INNOMINATO!In realtà,riesco ad essere “giocherellona”solo da “lontano”,dietro le quinte,quando scrivo,
    sul blog,o scrivo,anzi,ho scritto,per bambini,sì,perchè i bambini,per studi fatti,poi l’ho capito,e per la mia storia,erano e sono la mia passione;avrei loro insegnato e trasmesso i valori della Vita,il senso del rispetto,per se
    stessi e gli altri,la giustizia,l’amore per la natura,la fratellanza,etc,e avrei voluto insegnare e fare amare loro la nostra bella lingua italiana,inventare con loro poesie e favole!Scusa,(ate),mi sono lasciata prendere la mano,anzi il mouse,da entusiasmi che forse solo in minima parte potranno ancora essere miei..
    Ora sono in altre faccende…affaccendata:sto per traslocare,e per una come me,che di traslochi,ne ha diversi alle spalle(Il primo,scappando dai miei,più o meno inconsciamente,per seguire un amore,buttandomi in un paio di lavori,come dici tu,cara Eva,che mi facevano stare male fisicamente,inso-
    stenibili dal punto di vista fisico,emotivo,ma tant’è,bisognava lavorare,e il mio sistema nervoso,con il sottofondo di un’infanzi da libro Cuore,ha fatto tilt).Vabbè,acqua passata,anzi,naufragio passato…(ah,dimenticavo,quando riesco a “giocare”non lo faccio solo per me stessa,magari riesco a strappare un sorriso agli altri,e…sarebbe già bello;c’è tanta tristezza,dolore in giro,e non solo psicologico,mentale,emotivo,ma fisico,anche tra i Bambini,ma questa è un’altra storia….poi in mezzo altre Odissee…
    Tornando a noi,cara Eva,hai avuto coraggio e fiducia a raccontarti,è stato un bello sfogo dell’anima,che ho condiviso, capito,perchè in noi donne c’è questa tendenza a darci molto in amore,ad investire nei sentimenti(l’ho fatto anchi’io,altra storia anche questa),ma credo che solo in tre mesi hai fatto
    passi da GIGANTE!!!
    Brava,superbrava,vedrai che chiuso un portone,se ne aprirà un altro,e credo non sia un luogo comune..ora la sera ti senti sola,ma lo eri anche e di più,prima,quand’eri in compagnia,capita anche a me(ma non sarà che ci….copiamo?!pure il secondo nome hai come il mio),mah credo che nella storia di ciascunoci siano analogie, somiglianze,perchè la vita è così!Racconti che hai elimato caffè e aggiunto camomilla;io salto come un grillo in questo periodo,eppure il caffè da tanto non compare nella mia dieta,dormo con un occhio aperto e uno chiuso,la mattina ho una rughetta nel mezzo della fronte,e ai lati delle spracciglia,come,anzi è così,se avessi pensato,più che dormito,ed è così!
    Sono superstressata,speriamo di “sopravvivere” a tutto.L’ansia a volte è a livelli altissimi,credo d’essere elettrica,cerco di trovare momenti di svago per me,ascolto il cinguettìo degli uccellini,stacco la spina dei miei pensieri come posso,ogni tanto ho tic all’occhio sinistro,formicolìì vari,non digerisco,e chi più ne ha più ne meta,ma cosa vuoi che sia?Mi ripeto di stare serena,se non schiatto stavolta…,qualcuno mi pensi,pensami,Eva,io credo nelle energie positive che circolano nell’aria,che sì,ci diamo da soli,ma possono arrivare anche da altri!Qui bisogna”aggrapparsi”a tutto, con le unghie e coi denti..Dunque,continua così,io purtoppo il panico,le prove,etc,le ho messe da parte,ma è LUI che non mi ha messo da parte,anche se l’ho sgridato,ci ho litigato,gli rispondo con grandi respiri,che non mi posso OCCUPARE di lui,ora!!che fatica,devo scappare Eva cara,Dott.ssa e chi c’è e non c’è.alla prossima!
    PENSATEMI,baci

  44. EVA scrive:

    Ciao ragazze!
    Grazie per le vostre parole ed il vostro affetto…per me sono proprio come una boccata d’aria fresca.
    Mi ritrovo molto nel racconto di Maria Letizia: anch’io ho sempre trovato mille scuse per non reagire..C’era sempre qualcos’altro da “risolvere” che mi autoconvincevo fosse più importante. E invece mi sbagliavo. Rimandavo…e più rimandavo e più stavo male. E non sapete quanti anni prima di ammettere a me stessa e agli altri che soffrivo di attacchi di panico! Anch’io ora sto facendo il mio “piccolo ma grande percorso”: tre mesi fa ho chiuso una relazione che durava da più di 6 anni, di cui gli ultimi tre di convivenza…Negli ultimi anni era diventato per me motivo di sofferenza: lui ha già una figlia (che adesso ha quasi 8 anni), ha una ex moglie e…una famiglia che non mi ha mai accettato. Lui è invece stato accolto dalla mia come un figlio. Per tanti, troppi motivi (che mi dilungherei troppo a raccontarvi adesso) la “magia” si è spezzata. Non mi sentivo più amata, compresa (i miei attacchi per lui erano solo “paranoie”!) e ho cominciato a rendermi conto che i miei desideri, i sogni che volevo realizzare con lui…sarebbero rimasti solo sogni. Avevo espresso il desiderio di formare, un giorno, una famiglia con lui: mi continuava a dire che non era il momento (e mica volevo fare un figlio all’istante!!) ma che un domani..sì..”vedremo”. Poi ho cominciato a rendermi conto che non aveva nemmeno il coraggio di dirmi che non era sua intenzione: lui come papà si sente già appagato, ha già una bella bambina che adora e che lo adora…E per lui va bene e basta così. All’inizio in un certo senso lo capivo: aveva già un matrimonio fallito alle spalle..non voleva più “rischiare”. Poi mi è assalito il “senso di colpa”: mi sentivo una fallita…perchè mi ero convinta che c’era qualcosa in me che non andava…perchè in più di 6 anni non ero stata in grado di dargli quell’ “input” per dare una svolta alla sua vita, per ricominciare tutto daccapo con me. Mi dicevo, con la morte nel cuore, che evidentemente per lui non ero abbastanza importante, che tutto il mio amore, tutto il mio cuore…non bastavano. Mi sentivo proprio male. Ma continuavo ad andare avanti. E poi problemi di natura economica…il mutuo della casa dove vive la ex moglie con la bambina…la madre di lui che dopo più di 6 anni ha avuto il coraggio di dirmi che io sono un’estranea e che non devo permettermi di dire e fare niente…Insomma: potrei dilungarmi per ore…(magari un giorno, davanti ad una bella tazza di thè e a dei buonissimi biscottini preparati da Francesca.. 🙂 vi racconterò tutto) ma il punto è che continuavo (a volte anche inconsciamente) a far finta che la storia mi andasse comunque bene anche così!
    Quante lacrime ogni notte…quante ore a parlargli con calma cercando di fargli capire il mio malessere per tutta la situazione…quante volte gli ho chiesto aiuto..aiuto per noi, per non lasciare che tutto andasse a rotoli, aiuto per non soffire, per tornare ad essere felici…
    Quanti anni sono andata avanti così…e mi bastava un suo abbraccio per farmi dimenticare tutto per un attimo.
    Ma il dolore era sempre lì. E così ci siamo allontanati: io non ero più in grado di fare niente per aiutarlo…avevo fatto l’impossibile in più di 6 anni…ma non ce la facevo più, avevo bisogno di pensare a me. E lui nemmeno. Non era più in grado di “sorreggermi” nemmeno con un abbraccio. E adesso mi trovo da sola in questa casa…piena di ricordi. Se avessi la possibilità (economicamente è un periodaccio: lavoro part-time…e come potrete ben immaginare…i soldi non bastano mai) me ne andrei.
    Tante volte piango ancora (soprattutto alla sera…è il momento più brutto) mi sento sola da morire…ma ci sono certe volte in cui mi rendo conto che mi sentivo più sola quando c’era lui che adesso che lo sono di fatto.
    Alterno momenti di sconforto a momenti in cui mi sento forte e serena. Anche se gli voglio (e credo che gli vorrò per sempre) un bene dell’anima e anche se in più di qualche momento mi manca da morire, non sono pentita della mia scelta.
    Come dice la Dott.ssa, sto pian piano togliendo i rami secchi da una bella pianta che ha bisogno di cure: lui era un ramo secco. Era un ramo secco anche il precedente lavoro: mi faceva addirittura star male fisicamente…E così ho avuto il coraggio di rassegnare le dimissioni…nonostante fosse un full-time a tempo indeterminato.
    Sto cercando di migliorare il mio stile di vita, sto cercando di ascoltare con forza i miei sentimenti ed i miei desideri più profondi. E poi..niente più thè ma tanta camomilla e tisane (mmh…dovrei anche cercare di smettere di fumare…ma l’impresa purtroppo è ancora alquanto ardua…)
    Adesso vi saluto…mi rendo conto di esser stata un pò troppo prolissa! Spero mi scuserete. E spero di non avervi annoiato. Ma ho scritto proprio con il cuore…Ne avevo bisogno.
    Per Francesca: la domenica è andata bene, grazie. Il mare non l’ho visto in cartolina ma…dal vivo! 🙂 Il sole faceva un pò il “birichino”…comunque ho passato una bella domenica soprattutto perchè non ho pensato al “nemico”…
    Un abbraccio forte forte

  45. francesca scrive:

    Ciao carissime compagne d’avventura e “dissavventura”, ciao Eva, e M.Letizia, grazie ad entrambe per i dialoghi, le esperienze condivise,gli incoraggiamenti!Avete un po’ di tempo?beh,regaliamocelo,l’importante è che sia tempo fruttuoso.
    Io ho già steso una tovaglietta nel prato, nel bosco-blog che la cara Dott.ssa Laura, ha gentilmente messo a disposizione di noi tutti!Prego,accomodatevi,(aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più…),ho raccolto un cestino di fragole e more,ho preparato thè verde(deteinato) e tisane alla frutta x tutti,in particolare per M.Letizia che ne è una gran consumatrice,giustamente;per Eva biscotti a volontà,per rifocillarsi dopo le le sue camminate e corse….
    Carissime, non fateci caso, ma ogni tanto lavoro di fantasia,e con la fantasia si può tutto,anzi l’ ho usata in determinate situazioni,e un po’ mi ha aiutato;confermando che tutto serve,che bisogna usare tutte le risorse di cui disponiamo per sconfiggere il “nemico”.
    Alla fine,seppure pacifiste, saremo delle vere e proprie strateghe!!!ciascuno ha la propria storia personale,la propria vita da portare avanti,giustamente,come dice M.Letizia,a volte,non sono le cose eclatanti a farci gioire,ma il dare valore
    alle piccole cose di ogni giorno,quelle che fino a ieri passavano inosservate ai nostri occhi:ogni momento è prezioso;un po’ come la salute, che ci sembra dovuta,una cosa normale,ma quando ci manca,ci accorgiamo di quanto è importante…parlo per esperienza diretta e indiretta,ma non crediate che io sia saggia,tutt’altro;ho tanto da imparare,
    e spero che anche questo blog sia una via di trasmissione,del resto,e mi ripeto,leggere testimonianze,gli acuti articoli della D.ssa,etc,già x me,sono motivo di conoscenza,di piacere.
    Beh,poi,per quanto riguarda mettere in pratica,si sa,ogni tanto sulla spiaggia,insieme a conchiglie,dalle foggie più belle(i nostri progressi),si danno appuntamento anche gamberi,quei simpatici molluschi che camminano
    all’indietro(i ns. non progressi),o peggio…maleodoranti cozze!!
    Ma noi,imperterrite,dopo ogni mareggiata ci risolleviamo più forti,indifferenti,perchè più preparate,a nuove mareggiate!una scrollata
    di spalle,ma anche dall’acqua,e via, a conquistare terreno solido sotto i piedi!
    Cara Eva,kissà com’è andata la domenica,visto il tempo,forse il mare l’hai visto in cartolina,ma spero ti sia misurata in altro,trasformandolo in divertimento…
    Ok,l’ora del the’ e passata da un po’,anzi è quasi ora di cena! sbatto la tovaglia,eventuali briciole sono per passerotti,la piego e la ripongo per una prossima volta.Un abbraccio grande come il Mondo,tanta serenità a tutti.
    Alla nostra amata Dott.ssa,ancora Grazie di tutto,anche per la deliziosa email,inaspettata,
    e perciò ancora più gradita!!

  46. Maria Letizia scrive:

    Ciao ragazze, ho letto le vs parole e vi dico ke dovete tenere duro,xkè anke i piccoli passi servono e seppur piano ci porteranno alla meta desiderata. Vi confesso che ho passato gran parte degli ultimi anni ad autocompiangermi e a trovarmi milioni di scuse per non i8niziare a cambiare; mi sono sentita troppe volte inadeguata e inutile,ho creduto di non aver fatto niente di buono nella vita(io ke da piccola sognavo di fare cose che mi avrebbero fatto conoscere a tutto il mondo) ma poi ho capito ke nella vita non tutti si può vincere il Nobel e che sono importanti anke i semplici fatti quotidiani e ho ricominciato a volermi bene e a rispettarmi per quella ke sono. E’ un percorso ke ho iniziato da poco e so ke sarà lungo, ma credo ke valga la pena di provarci.Mi sono imposta anke 1 stile di vita + sano, niente caffè, ma tanto thè verde e tisane.Non più ansia ,dormo meglio e sono più disponibile nei confronti degli altri. Non so se questo è un passo per potermi lasciare alle spalle il panico ,ma tutto questo mi fa stare serena con me stessa. Forza amike mie ce la possiamo fare e non scoragtgiarsi se dopo 1 passo avanti ne facciamo 2 in dietro ma credere ke tutto è nelle ns mani e ke se lo vogliamo niente ci può fermare neanke quella cosuccia insignificante ke si kiama panico

  47. EVA scrive:

    Ciao Francesca! (Ma lo sai che di secondo nome faccio proprio Francesca? 🙂 ) Sono felice per il tuo grande ed importante traguardo! 🙂 Hai proprio ragione: dovrei anch’io congratularmi con me stessa per i miei successi, anche per quelli più piccoli. Oggi ad esempio avevo voglia di andare a prendere una boccata d’aria dopo aver sbrigato le solite faccende domestiche… E così ho fatto: una bella doccia, tuta da ginnastica..e via! Fino a casa dei miei genitori camminando a piedi (sia all’andata che al ritorno) senza nessun problema! 🙂 Il “pensiero” era sempre lì in agguato…ma io sono stata più forte. E sono tornata a casa proprio contenta e soddisfatta! 🙂 Ma domani dovrei andare al mare…e sono un pò in ansia: lì ho avuto il mio ultimo attacco violento…E, ovviamente, la paura che possa capitare nuovamente è forte. 🙁 Io ce la metterò tutta per non dargliela nuovamente vinta! Non molliamo!! 🙂
    Ciao Maria Letizia! Mi piace proprio la tua grinta e la tua voglia di sconfiggere per sempre ‘sto maledetto panico. Anch’io ho un’enorme voglia di riprendermi la mia vita (è già da troppo tempo rimasta in “stand by”..) e di fare tutto quello che mi piace fare. Soprattutto ho voglia di ritrovare il sorriso, di ritrovare il gioire anche per le piccole cose..Vorrei tanto tornare ad essere serena…Come scrive Daniela. Lo desidero con tutto il mio cuore.
    Care ragazze..che dirvi: vi sento vicine e vi sono tanto vicina.. Gioisco con voi per i vostri progressi, per le vostre vittorie…e piango con voi per eventuali “fallimenti” e delusioni. E leggere i vostri commenti, i vostri racconti mi dà una grande forza e una grande carica. Grazie infinite a tutte per le vostre parole…che insieme a quelle della Dott.ssa, porto sempre con me.
    Un abbraccio a tutte e..
    Buona domenica! 🙂
    A presto

  48. francesca scrive:

    ciao a tutti,stavo ripassando la “lezione”;la consapevolezza,il nostro te stesso….mah in realtà sembra tutto così semplice,alla portata di mano,ma….siamo “animali sociali”e le cose sono belle se fatte in 2(due),per me è così…ma io non faccio testo,ciascuno ha le proprie esigenze,forse non ho ancora integrato bene il tutto,la solitudine interiore
    è ancora molto forte..O dice bene Daniela,che si trovano tante scuse…o dice bene Letizia che è bene avanti coi suoi passi,o dice giustamente BENE la Dott.ssa,di non ascoltare i sintomi,che la nostra energia va dove la indirizziamo noi…ho comunque provato a fare l’esercizio dal terrazzo(!!!)
    la sensazione è ancora quella di sentirmi infinitamente piccola in un mondo tanto.troppo GRANDE!temo di essermi arenata,come un balenottero alla deriva…per un po’ ci posso anche stare,il sole mi scalda,mi asciuga,è una sensazione bellissima(ecco la fantasia che mi viene in aiuto,e subito la”piccola”si sente meglio),ma se torno alla realtà
    il balenottero è ancora lì,quasi inerme..e se rimane troppo in questa situazione,finisce che il sole lo prosciuga,non va bene….diamoci una mossa,una scossa:la voglia di vita,di sopravvivenza è sempre più forte…
    Cara Eva,ho riletto il tuo lungo racconto di una giornata tipo,e mi hai fatto sorridere,nel senso buono del termine,raccontato tra il tragico e il comico;
    come vedi,anzi letto,se ti può essere di consolazione,ma spero piuttosto ,
    di sprone,io di passi ne faccio uno avanti,e 20 indietro.
    Coraggio,si ricomincia,con le scarpe bagnate di sabbia,appesantite,stanche,ma si
    RICOMINCIA,sempre,comunque!!e poi qualcos’altro ci inventeremo,mica siamo molluschi,senza spina dorsale.Quindi,un bel respiro,pancia in dentro,petto in fuori:1,2, uno,due!!Non so come,nè perchè il balenoterro,si è rimesso in moto..E pure da solo..Dunque è vero,ci sono grandi energie in noi,EVVIVA!!!un caro saluto,e un abbraccio a tutti.
    Ciao Eva,come va?tieni duro!!Buongiorno Dott.ssa e che sia un BUONGIORNO
    (indecisa se lasciare o no questo commento,lo lascio,se non altro per la fatica e il tempo impiegato..sono scivolata nel solito timore del giudizio,ma lasciamoci andare,siamo ciò che siamo,e lasciamo da parte,
    timori e giudizi,o no?!)un abbraccio

  49. Daniela scrive:

    Care Eva, Francesca e Maria Letizia, mi ricordate me tanti anni fa, non so più quanti; le stesse suggestioni, la stessa sofferenza, a volte disperazione. Ma poi passa, credetimi e la vita torna a sorridere.
    Io non sono ancora tornata quella di prima, ma da tanto vivo una vita vera, serena e soprattutto in equilibrio con me stessa. Da quando poi,ho avuto la fortuna di leggere le dolci, confortanti parole della Dr.a Laura ho deciso che con il suo aiuto voglio percorrere anche gli ultimi passi che mi separano dal tanto agognato traguardo.A questo proposito, mi rivolgo proprio a lei per dirle che quando ho letto le possibili cause degli attacchi di panico, con la memoria sono andata ad un intervento alle adenoidi subito senza alcun tipo di anestesia all’età di tre anni. E’ strano, fino ad ora avevo preso in esame altre paure,mai questa, come se si trattasse di qualcosa troppo forte per essere ricordato. E’ possibile che io sia sulla strada giusta?
    Un abbraccio a tutte e GRAZIE alla dr.ssa Laura per l’amore che ci regala.

  50. Maria Letizia scrive:

    Ho riletto la mia e-mail e ho trovato tante ripetizioni di parole, scusatemi ma ho scritto proprio con il cuore.Ml

  51. Maria Letizia scrive:

    Ciao carissime Eva e Francesca, mi ricordate me recentemente che pensavo alle uscite da casa con giorni di anticipo, che percorrevo più e più volte con la mente la strada che avrei fatto ma poi quando dovevo uscire mi trovavo 1000 scuse per non farloe non uscivo da sola.Non dico di essere indipendente come prima , ma mi sono voluta mettere alla prova e ho voluto sfidare questo panico del c…o!!!! (scusate la parolaccia). Non voglio essere più la sua devota schiava ma voglio piano piano riprendermi la mia vita (anche perchè ne ho solo una!) e fare tutto quello che mi piace fare . So che ci vorrà tempo perchè con la fantasia sarei già sulla luna!!! Vi voglio bene anche se non vi conosco perchè conosco la sofferenza che si prova prima e dopo un attacco, ma credo anzi ne sono sicura che come è uscita Laura anche noi prima o poi usciremo dal tunnel . Un abbraccio e ricordiamoci che noi siamo più forti di tutto .Ml

  52. francesca scrive:

    …L’ho già detto che non sono ferrata col comp,abbiamo qualcosa in comune;devo aver toccato inavvertitamente un tasto,ed è partito un commento incompleto!anche lui,come noi, ha una particolare sensibilità
    :il software ,che vagamente ricorda la nostra anima,che”schizza”.Un saluto a M.Letizia,dal nome solare,e l’ha dimostrato col s.breve e positivo commento!un più caloroso,anzi,caldo,viste le temperature,saluto alla
    Dott.ssa e Collaboratori,e perchè no,saluto anche me stessa!Cara Eva,brava,così si fa,ad estremi mali,estremi rimedi,NON MOLLIAMO!vediamo chi si stanca prima!beh,in realtà,non è proprio così,ma,insisto,
    demoralizzazioni a parte,l’unica è riprovare,battere il ferro finchè è caldo:Anche per me una piccola rivincita,e poichè queso è per chi vuole,un piccolo diario di bordo(e siamo in tema,visto che la Dott.ssa parla di onde energetiche,di surf)ieri ho vinto una grande “battaglia”:giornata nera,umore, volontà,in deficit,ansia diffusa,ma avevo un impegno improrogabile,e seppure accompagnata,almeno ho evitato lo stress del tragitto,sono riuscita a stare in un posto nuovo,con persone nuove,che beate loro,neanche sanno cos’è il DAP,per oltre 2 ore,lucidissima,ho sottoscritto una”cosa”importante,in un ambiente non certo familiare,etc,senza farmi venire un attacco(ma già “avevo dato”il giorno prima)!A onor del vero,mi sono fatta il lavvaggio del cervello con l’ascolto dell’mp3 vademecum sos,ascoltandolo prima di partire,almeno 3 volte!!!vabbè,mi sono data un “aiutino innocente”,meglio quello credo,
    di pasticche,gocce,etc,o no?Noi le cose, magari poche,ce le conquistiamo!Poi,Eva,non ti dico la spossatezza che ben conosciamo,ma siamo brave,congratuliamoci con noi stesse!qualcuno,parente stretto,che sapeva di questo impegno,mi ha chiesto come fosse andata;ho risposto con la verità:è stato molto stressante!Il commento,quello di sempre:ma di che sei fatta?di pastafrolla?! D’altra parte,sono le stesse persone che mi hanno sempre denigrato,che aspettarsi di buono?Ma,come ci ha insegnato la Dott.ssa,ora la”piccola”,superato il primo momento di frustrazione,si complimenta con se stessa,ci coplimentiamo a vicnda,perchè insieme,abbiamo nuotato in un piccolo tratto di mare,con l’unico salvagente disponibile:una discreta fiducia ritrovata in noi..non so se durerà,quanto durerà,anche perchè mi aspettano nuove “imprese” oceaniche..Una bracciata dopo l’altra,forse…
    importante è non essere travolti dalle ondate:..Io sono anche molto scaramantica…..ora si va per altri progetti. Un abbraccio a tutti

  53. francesca scrive:

    ciao a Eva,nome bellissimo,ke come”prima donna”si riscatterà e magari…ci riscatterà dal panico,e ke mi pare di energia ne abbia molta,
    visto quanto scrive!A M.L

  54. EVA scrive:

    Ciao, sono Eva. Oggi come non mai avevo bisogno delle parole di Laura Bolzoni. E sono arrivate… Ieri un altro violento attacco. L’ennesimo fallimento. Dopo aver letto il libro, i progressi (seppur minimi e graduali) erano evidenti… Ma è da qualche settimana che invece di migliorare, mi sembra di fare un passo avanti e 100 indietro..anche se sono consapevole del fatto che la mia attuale situazione affettiva, personale, interiore, nonchè lavorativa, mi sia tutt’altro che d’aiuto. 🙁 Sono riuscita a guardarmi un bel film al cinema (notiziona! 🙂 evviva!) ma non riesco a passeggiare in città. Non riesco a guardare le vetrine dei negozi. Non riesco a stare in una spiaggia affollata di domenica. Le sensazioni sono quelle che descrive Laura: parto già da casa con un’ansia allucinante al solo pensiero di fare 5 minuti di strada a piedi da dove posteggio l’automobile all’ufficio…Il cuore inizia a battere più forte, il respiro è affannoso, le gambe tremano e sono molli come due budini, la testa che gira..gira tutto, tic nervosi, gesti inconsulti, cammino ma non so dove vado…non so neanche se il marciapiede su cui sto camminando sia quello giusto (e poi mi domando: ma sto camminando?? A me sembra di correre… Ma chi ce la fa a correre??!!), cammino rasente ai muri, alle case…se vedo un portone aperto in cui “eventualmente” posso rifugiarmi, già mi sento più tranquilla…E’ come se la considerassi una sosta dove posso prender fiato. Ma invece continuo, senza soste. Vorrei mettermi a correre per raggiungere la meta il più velocemente possibile…ma non ci riesco. Sono troppo debole, troppo frastornata. Spero sempre di non incontrare nessuno che conosco durante la “traversata”…perchè non riesco a fermarmi per fare due chiacchiere…Non ho tempo…Devo correre verso l’ufficio (o verso casa…o verso la macchina) prima di svenire. Perchè è quella la sensazione. Ma è più di una sensazione. Evviva! Sono arrivata al portone dell’ufficio! Tutto è passato….. Ma sono sfinita. Mi sento stanca, stanchissima…mi sembra di aver fatto la maratona di New York!! E invece devo appena iniziare a lavorare: la mia “sosta” prima di uscire di nuovo…quando comincerà di nuovo tutto come prima.
    Ci proverò Laura. Non mollo! Proverò a fare gli esercizi da te consigliati. Non so quando…ma ci proverò. Promesso! 🙂

    Vorrei solo approffittare di questo piccolo spazio per ringraziare con tutto il mio cuore la Dott.ssa Laura per l’aiuto che mi sta dando..anche se solo per via “telematica”! Ma le sue parole, i suoi racconti, i suoi consigli, la sua risposta ad una mia mail..mi sono entrati nel cuore. La sento vicina, con affetto e comprensione. E io mi sento allo stesso modo vicina a tutti voi. Fino a poco tempo fa ero convinta che i miei problemi con il panico fossero…solo miei! E invece, ahimè…siamo così tanti, purtroppo..! Non so quanto ci vorrà…E anche se vivo fra continui “alti e bassi” con gli attacchi (ultimamente più “bassi” che “alti” purtroppo…) e anche se ci sono giorni (come oggi…dopo l’ennesimo attacco violento) in cui mi dico che non ce la farò mai, che vivrò tutto il resto della mia vita con il panico, che non ne uscirò mai più, che non potrò più fare quello che facevo una volta, quando mi dico “ormai sono morta dentro…non ce la faccio più, hanno vinto “loro”…io getto la spugna. Sono troppo delusa e stanca….!”, una “vocina” in cuor mio, da lontano, mi dice che non sarà per sempre così, che ce la farò. Sarà dura? Ci vorrà tanto tempo? Sì, ok…ma prima o dopo qualcosa so che cambierà.
    E poi mi basta leggere una mail di Laura o i vostri commenti sul blog, per farmi ritrovare fiducia, forza, comprensione…la voglia di non mollare.
    Un abbraccio a tutti

  55. maria letizia scrive:

    ciao sono Maria Letizia e devo dire che le parole di Laura Bolzoni mi danno sempre tanta voglia di fare . Sono più serena anche se ancora con vari limiti per lasciare “la cuccia calda”, senza 1 pò di ansia. Ma cosa ho da perdere, for4se mi verrà 1 pò di tachicardia ma so che non è 1 attacco cardiaco.mi sentirò 1 pò spossata ma vale la pena di tentare. Stasera andrò a prendere 1 amica con la mia auto e devo dire che non ho nemmeno la solita ansia anticipatoria : è 1 buon segno e poi basta , francamente del panico me ne infischio!!!! Grazie Laura per le tue parole per me .è importante sapere che anche 1 sola persona capisce ciò che realmente provo e sappia quanto sono importanti anche le piccole USCITE da soli.

  56. francesca scrive:

    Salve a tutti, nonostante gli 11 voti,l’agorafobia non…è stata eletta “miss di giugno”.
    Come sempre me la suono e me la canto!Più seriamente,perchè di cosa seria si tratta,ma bisognerà anche sdrammatizzare,gli articoli e consigli della Dott.ssa Laura Bolzoni sono chiari,interessanti,esemplicativi; un GRAZIE alla Sua disponibilità(garantisco che non sono una parente!!!).L’altra notizia,meno interessante,è che sono appena reduce da un DAP,con tanto di formicolio al braccio sn,etc(qualcuno si potrebbe “impressionare,suggestionare”,a volte è capitato anche a me),ma ripresoci,dopo esserci ripetuti :ME NE INFISCHIO,e un sano bicchiere d’
    acqua fresca,eccoci anche per stavolta tornati alla normalità,beh,più o meno,un po’ frastornata .Esercizio nelle “stanze all’aperto”,rimandato(x oggi ho già avuto l’incontro-scontro col DAP di cui sopra).
    Posso dire invece che quando sono negli spazi aperti,soprattutto strada,sentirei il bisogno di sentirmi”protetta”da una fila di alberi,di case,di rasentare i muri.Ma ora s’è fatto tardi:qualcuno,esente da questo grande dono, al contrario,che è il DAP,potrebbe anche dire che…ho tempo da perdere!beh ,se sapesse….cari saluti a tutti.
    Alla prossima ,qui non c’è mai alcuna certezza,la vita è imprevedibile,e…si avvicina un periodo…stresssssante,tanto per cambiare..c’est la vie(ma se bekkiamo chi ha inventato Il DAP….)

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