Confusione tra mondo reale e mondo mentale: una storia di successo sugli attacchi di panico

lunaetugrande

Questo articolo è dedicato alla storia con gli attacchi di panico di Michele, un giovane lettore del Blog e ai suoi successi, ottenuti applicando i principi e i consigli che ha compreso e realizzato nella sua vita, dopo aver letto il mio Libro-Ebook Panico Vinto! e le miei risposte ai suoi Commenti.

Scriveva il 19 agosto 2009 sul Blog Michele, giovane laureando in ingegneria informatica, appassionato di videogames e di film horror, clicca qui per leggere il  commento integrale


Gent.ssima Dott.ssa Laura Bolzoni Codato,
sono un ragazzo di 21 anni, di nome Michele.
Poterle finalmente scrivere è per me come intravedere uno spiraglio di luce nelle tenebre più oscure, quelle tenebre che, con grande minaccia, precludono la strada del mio percorso di vita…


Alcune volte vorrei svegliarmi, e far finta che tutto ciò che mi sta capitando, tutto quello
che, da un giorno all’altro, ha fatto di me un’altra persona, ciò che non avrei mai voluto diventare,
sia solo un brutto incubo, e tirare un sospiro di sollievo. Invece no. E’ la realtà.
Tutto, per la verità, ha avuto inizio qualche mese fa. La prima volta che ho avuto un attacco di panico….

…La fine di tutto. La mia vita divenuta un inferno. Non riuscivo più a stare in mezzo agli altri. Non mi dedicavo più ai miei passatempi preferiti. Un vero e proprio morto vivente, sempre
stanco e sempre con la voglia di non fare niente (per paura).
Non riuscivo più neanche a studiare, figuriamoci a dare gli esami. Ogni cosa si trasformava per me in un motivo per avere ansia,
e la frase ricorrente nella mia mente era sempre la stessa: “e se, facendo questa cosa, mi venisse l’ansia ed il panico?”.
Ad aggravare le situazioni, mille pensieri per la testa legati alle malattie.

La mia mente aveva cominciato a fantasticare
sull’infarto, sull’ictus e su altre cose simili…ad esempio: un giorno avevo mal di testa, e subito il mio pensiero era “oh mio Dio…cosa può essere?
E se fossero le avvisaglie di qualcosa di grave?!”. Ho cominciato a perder voglia nel fare tutto, perché
ogni cosa era motivo di ansia e paura di riscontrare delle gravi conseguenze…


…Insomma, cara Dottoressa, la mia vita è diventata quella che è…piena zeppa di paure per tutto, davvero tutto…Certe volte mi domando
perché sia cambiato così tanto. Io, che amavo divertirmi guardando i film dell’orrore, ed ora non riesco neanche a prenderne
in mano il dvd perché subito il pensiero di potermi sentire male guardando il film mi affligge…Io, che amavo i videogames pieni di azione e tensione, ed adesso
non riesco più a giocare a niente, perché “se no mi viene l’ansia e potrei morire”.
Resto in attesa di una Sua risposta, e nel frattempo La ringrazio di vero cuore: con le Sue parole riportate nel blog, “(…) ti sono vicino (…)”, mi ha commosso e, davvero, anche se non La conosco di persona,
la sento comunque vicina a me.
Con stima ed affetto,
Michele.”

QUANDO L’ATTACCO DI PANICO E’ GENERATO DA UN’ OVERDOSE EMOZIONALE: ALCUNI CONSIGLI

Rispondevo con queste parole il 19 agosto 2009 al Commento di Michele.

Il capovolgimento improvviso che subisce la vita di Michele a causa dell’attacco di panico è descritto così bene che quasi si sente sulla nostra pelle la sua paura.

Davanti a lui sembra apparire la fine di tutto…l’inferno!

E’ come se il confine tra il mondo irreale dei film horror e dei video games si stia confondendo con il confine della vita vera e reale.

Michele mi  chiede: “Che cos’è che mi blocca? Che mi fa paura? Che mi terrorizza?

E’ come se la sua ombra, per un gioco bizzarro volesse spaventarlo e penetrare dentro di lui, infatti desidera la LUCE e i raggi solari che riscaldino il mondo freddo e pieno di potenziali pericoli che vive in questo momento.

Leggendo la sua breve storia sul Blog, intuisco che, anche se gli stati d’animo,  che descrive Michele, assomigliano a quelli collegati a piccole fobie e a forti attacchi di ansia, la via di indagine e di uscita dalla sua situazione non può partire da qui.

E’ la PAURA DELLA VITA STESSA e DELLE COSE NORMALI, ORDINARIE che spaventa Michele.

E’ un’ OVERDOSE EMOZIONALE quella che condivide con noi sul Blog.

Come se i suoi sensi di giovane e intelligente ventenne fossero saturi, quasi INTOSSICATI da scene forti, orribili….e non riuscissero più a fargli vedere le cose VERE, NATURALI e SEMPLICI DELLA VITA.

Come l’acqua pulisce il nostro corpo dalle tossine espulse attraverso il sudore, così una purificazione quotidiana può “lavare” la vista e la mente intossicata a causa di immagini e di emozioni forti.

La nostra vista è sottoposta a numerosi stimoli durante la giornata.

I telegiornali e certi programmi  sono utili per ricevere le informazioni aggiornate, ma molte volte vedere il sangue sull’asfalto, la marea nera che ricopre i poveri animali, i bambini maltrattati altera e turba la nostra tranquillità interiore e sporca la vista e la dimensione mentale, che richiede di essere purificata.

Come si fa a purificare la vista dalle immagini che l’hanno intossicata e che hanno generato in noi un’overdose emozionale?

Gli occhi che sono sottoposti a molti stimoli hanno bisogno di essere PURIFICATI con IMMAGINI BELLE, SERENE, ARMONIOSE  da contemplare e da amare, come un tramonto, come un cielo stellato, come un bosco ombroso e ricco di suoni delicati e rilassanti, come un sorriso dolce e amorevole di un bambino….

Puoi scegliere liberamente un’immagine da contemplare che rappresenta per te la pace, la bellezza e la purezza.

Il nostro Michele, a forza di stare di fronte a immagini che suscitano tensione, stress e ansia, forse anche violenza ( i film horror sono imbevuti di ferite e di sangue) ha fatto diventare questo, suo malgrado,  il suo mondo percepito, che ora lo avvolge e in cui si trova involontario protagonista spaventato.

Ha fatto indigestione di STIMOLI TROPPO INTENSI e lontani dalla semplice verità delle cose così come sono.

Suggerisco a Michele di purificare la vista, di purificare l’udito, di purificare il linguaggio  per riconquistare il suo sorriso e il suo equilibrio interiore.

Lo invito a praticare questa semplice tecnica: guardare, per il tempo di uno - tre minuti massimo, ogni giorno per un mese,  un’immagine, che a sua libera scelta rappresenti la purezza, può essere un viso di una bella ragazza, un cucciolo (se piacciono gli animali), un fiore, un’immagine sacra……

La tecnica si fa  così: ti chiudi nella tua stanza, perché devi sentirti tranquillo, metti l’immagine che hai scelto sulla tua scrivania, va bene anche appoggiata al computer ( che in questo caso per 3 minuti deve essere spento) oppure infilata in una cornice appesa alla parete, la guardi intensamente tentando di far uscire dal tuo SGUARDO TUTTO IL TUO AMORE.

Se ti bruciano e se ti lacrimano gli occhi non preoccuparti, se vedi cose strane, ignora questi fenomeni e vai avanti.

Ignora con disciplina i probabili pensieri che ti verranno, del tipo: “Mi sento ridicolo….ma cosa sto facendo?…chissà a cosa serve fare questa cosa…”

Fallo semplicemente!

Fallo per un mese, possibilmente alla medesima ora, meglio al mattino appena sveglio.

Poi, parallelamente fai l’esercizio di trovare un fine che desideri realizzare nella tua vita, così la tua energia vitale che verrà “disintossicata” e purificata dall’esercizio del guardare con amore intenso l’immagine pura e bella, troverà un ORIENTAMENTO che in questo momento è stato temporaneamente perduto.

IMPARA A TOGLIERE LA TUA ATTENZIONE DAL MONDO IRREALE

Il 14 novembre 2009 sempre il nostro Michele scriveva sul Blog:
 
“Carissimi Fiori!
Rieccomi qui, oggi più felice che mai!
“Cosa sarà mai successo?” vi chiederete.
Ebbene, ho conquistato un’ennesima vittoria, questa volta grande, grandiosa, grandissima!
..Oggi , improvvisamente, mentre facevo una partita ad un altro videogioco, un flash mi ha fatto tornare in mente le belle sensazioni passate a giocare, ad avventurarmi, io col mio alter ego virtuale, lungo sentieri bui, minacciosi, spettrali…e quella tensione in realtà solo psicologica, non fisica, perché prodotta da un mondo irreale…tutto questo mi è mancato, mi è mancato davvero.

Ho pensato a tutti i progressi fatti negli ultimi mesi, grazie all’aiuto della Dottoressa Laura Bolzoni Codato e vostro, a tutto quel che ho passato con la mia paura di deglutire, alla persona che sono diventata, più consapevole, più ricca interiormente, e…perché?
Perché il presente deve essere per forza uguale al passato?
Se mi è accaduto tutto ciò, va bene.
Ma la cosa finisce qua. Non deve succedere di nuovo, per forza. E come poterlo evitare?
Dove sta la risposta?
Dove?
Dentro di me.
Mi sono ricordato delle parole dello splendido articolo “semplicemente non pensare alla paura” (
clicca qui per leggerlo).

Preso il pc, avvio il mio videogame.
Prima di andare avanti, mi immergo nell’ambiente virtuale: lo osservo, scruto ogni cosa.
Ormai i videogiochi, quanto a realismo grafico, dei veri e propri film.
Sono dentro, sono nello spazio.
Ma non sono lo spazio. Uno spazio irreale!Uno spazio che non esiste!
Andiamo…come tuffatomi nel mare, ed essermi accorto che l’acqua mi sostiene, così…vado avanti, avanti, avanti…e non ho più nessuna paura, nessuna ansia…di fronte a me si presentano scene spaventose, violente…non provo paura, ma solo tanta voglia di divertirmi e godermi il mio videogioco preferito!
Vado avanti così per un’oretta.
La gioia è stata immensa: ho recuperato un’altra parte di me stesso che si era persa in quell’ambiente buio e sconosciuto. L’ho ripresa e reintegrata. Adesso insieme siamo più forti, perché siamo una cosa sola.
Ho recuperato me stesso, la sicurezza e…la felicità di poter tornare finalmente a godermi il mio amatissimo videogame che porterò presto a termine!
Un abbraccio fortissimo a tutti!!!

IL SUCCESSO DI MICHELE SUGLI ATTACCHI DI PANICO

Il 3 giugno 2010 ancora il nostro futuro ingegnere informatico Michele scrive:

 “…Il “colpo di grazia” al panico è arrivato attraverso libro e Blog della meravigliosa Dottoressa Laura Bolzoni Codato che – non esagero – ha cambiato la mia vita.

 A cosa servono tutte quelle montagne di libri sul panico, se descrivono il problema solo dal punto di vista scientifico ma non offrono una soluzione?
Si tratta di libri freddi, distanti, che non riusciranno mai a comprendere il lettore, perché non affrontano un tema tanto complesso con concetti semplici e, soprattutto, con amore.
L’amore che ho ritrovato nelle parole della nostra Dottoressa, che nelle sue risposte alle mie domande mi trasmetteva una sicurezza tale da farmi stare sempre tranquillo.
Da allora, da quel bel periodo (era fine agosto, ma il blog lo conoscevo già da marzo…solo non mi decidevo a scrivere!Che sciocco!), pian piano le cose sono cambiate, ho conosciuto tanti meravigliosi amici fiori, ed insieme abbiamo cominciato ad avventurarci lungo il sentiero della rinascita.
A poco a poco, ho ripreso a fare le cose abbandonate: ho ripreso in mano i miei videogiochi preferiti, e sono proprio ripartito da uno di essi (un gioco tetro, molto violento e fortemente ansiogeno…era l’ideale trampolino di rilancio) che mi aveva causato un brutto attacco di panico.
Sì, ho ricominciato da lì. Ho esistato la prima volta, la seconda…la terza basta. Mi sono lanciato, mi sono immerso in quella dimensione e…mi sono ritrovato sereno, sicuro, senza paura.
Così ho fatto con le altre cose, insomma, ho ripreso in mano la mia vita.
Se ripenso a quegli istanti, a quanto tempo sprecato in inutili pensieri…paure…se non mi fossi rilanciato, se non avessi risperimentato che non c’era davvero nulla da temere, come avrei fatto a guardare dietro l’ostacolo e a capire che, effettivamente, davanti a me quell’ostacolo era solo invisibile, un’illusione? “
 
Il successo di Michele, che non ho mai conosciuto personalmente, ma soltanto online sul Blog, si è basato sulla semplice lettura del libro Panico Vinto! e degli articoli del Blog, a cui si è aggiunta la sua consapevolezza e il suo impegno a mettere subito in pratica i consigli da me suggeriti.
 
Se sai cosa devi fare con gli attacchi di panico e lo fai veramente con impegno e con costanza, sostenuto da qualcuno che conosce direttamente il tuo problema e che fa il tifo per te, puoi incominciare a vedere davvero la luce nelle tenebre.

 

Sperare di guarire dal panico non è sufficiente, come scrivo nell’articolo “Come iniziare un percorso per uscire dal panico: alcuni consigli utili” , (clicca qui per leggere), bisogna anche modificare i punti di vista sbagliati e incominciare a cambiare.

DIRIGI LA TUA ATTENZIONE VERSO IL  MONDO REALE

La bella testimonianza di Michele conferma che è possibile educare l’attenzione a cambiare direzione, ad abbandonare il mondo mentale illusorio per dirigersi verso il mondo fisico reale.

Come si fa?

Con determinazione e con fermezza puoi scegliere di prendere la tua attenzione e di concentrarla su un obiettivo vero e vivo, che fa parte della tua vita reale.

Similmente a quando educhi tuo figlio a non toccare il fuoco, perché è pericoloso oppure insegni al tuo gatto a non salire sulla tua tavola da pranzo.

Prendi la tua attenzione e la guidi in un’altra direzione:quella dei fini che desideri realizzare nella tua vita!

Se lo desideri puoi condividere con noi sul blog i seguenti temi:

1. Quali sono le immagini che ti spaventano, che ti generano paura, ansia e panico?

2. Quali sono le immagini che ami e che possono purificare la tua vista donandoti tranquillità?

3. Dimmi un fine importante che desideri realizzare nella tua vita.

Copyright 2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati

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Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 21:20
in: Attacchi di panico and senso di irrealtà
Come iniziare un percorso per uscire dagli attacchi di panico: alcuni consigli utili

 “Soffro di attacchi di panico da quando avevo 24 anni, adesso ne ho 47. Ho passato la mia vita girando tutti i medici possibili: psichiatri, neurologi, agopunturisti, omeopati e ho preso diversi tipi di medicinali. Però nonostante da 6 anni sia in cura da una brava psichiatra e psicoterapeuta il problema esiste ancora.

Io non vivo più o meglio non ho mai vissuto.

Da quando ho letto il suo libro “Panico Vinto!”però mi sento più forte e quando mi capita un momento di agitazione cerco di seguire i suoi consigli.

Non è facile però uscire dal tunnel dopo così tanti anni.”

Scrive Simona, una cara lettrice del Blog, il 25 novembre 2009 nei Commenti all’Articolo “Semplicemente non pensare alla paura: ecco come si fa!”  clicca qui  il link per leggere l’articolo

E ancora Simona, il 30 novembre, aggiunge questa richiesta :

“Cara Dottoressa Laura Bolzoni Codato,

vorrei da Lei una risposta sincera a questa mia domanda:

Crede davvero che si possa uscire dal tunnel definitivamente anche dopo tutti i tentativi che ho fatto in questi 24 anni????  Grazie”

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Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 15:14
in: Attacchi di panico and vincere panico
Quando ritorna l’attacco di panico: la spada nella roccia

Amici fiori anke io ho fatto passi enormi, la settimana scorsa sono partito per Verona tre giorni …io sono di Napoli… aereo , autostrada .. attacchi di panico ma li ho tutti gestiti…
mi sono veramente rincuorato…

ieri sono ripartito per Milano, tutto bene.. poi..

all ‘ improvviso arrivato all’ aeroporto per tornare a casa mi son fatto fregare..

un attacco forte mi ha fatto cascare . mi ha fatto stare agitatissimo e non vedevo l’ora di partire
e oggi sono un po nervoso e mi dico:..

erano anni ke rinunciavo a partire per lavoro

poi adesso ke avevo deciso di farlo con tutte le mie forze nel piu’ bello ci sono ricascato….

dottoressa ,amici fiori ,datemi un consiglio ho bisogno dei vostri incoraggiamenti…

c’e’ la devo fare..”

Così scrive Ciro G., un lettore dal cuore grande, che vive a Marano di Napoli con la moglie e il loro bambino di quattro mesi.

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Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 03:10
in: Attacchi di panico
Attacchi di ansia e di panico in gravidanza, come fare?

 

“…Io spero di liberarmi da questa brutta ansia che mi accompagna tutti i giorni, sai ho preso una decisione importante della mia vita quella che mi cambierà e mi farà maturare di colpo, avere un figlio a 35 anni, è cambiato tutto sono andata via da casa dei miei vivo con il mio compagno ed improvvisamente sono sommersa dalle paure tante troppe paure. Paure perchè io nella mia vita ho sempre programmato tutto dal lavoro alle uscite agli obblighi familiari tutto questa situazione non posso proprio organizzarla e schematizzarla. Spero tanto di superarle queste paure poi ansia e panico mi hanno isolato da tutto e tutti. “

 
Con queste parole il 28 agosto 2009,  Alessandra, una cara lettrice del Blog di 35 anni, che vive nella bella Sardegna ci annuncia la sorpresa di aspettare un bambino. (clicca qui per leggere il commento alla base dell’articolo “Attacchi di panico e stress”)

 
Erika, coraggiosa lettrice del Blog di 32 anni, che ha avuto il suo bambino giovanissima e che vive in una bella località sul Lago di Garda, risponde ad Alessandra così, nel commento del 1 settembre 2009 (ecco il link, clicca qui) :

 
Ciao Alessandra, sono davvero felice per te e ti faccio i miei più sinceri auguri per il tuo bambino e per la tua nuova famiglia.
Avere un figlio, soprattutto alla tua età è una cosa fantastica. Quando è nato il mio ero molto giovane ed immatura per poterlo apprezzare e vivere pienamente.
Tu sei davvero fortunata perchè hai vicino un compagno che ti sostiene e ti ama e sarà vicino a te ed al vostro bambino nei momenti belli come per quelli più difficili.

 Hai fatto bene a lasciare la tua famiglia di origine, per creare giustamente la tua, non devi sentirti in colpa.
Certamente questi profondi cambiamenti non devono essere sottovalutati dato che incideranno sul tuo stato d’animo, sono passi molto importanti che richiedono coraggio e determinazione, ma sicuramente ti faranno crescere ed i tuoi genitori lo capiranno, sei ancora la loro amata figlia, ma adesso sei una donna, una moglie e futura mamma! Vedrai che gioia il tuo bambino e che forza ti darà, potrai sperimentare l’amore sconfinato che per quello che mi rguarda solo un figlio sa farti provare.
Nella mia esperienza con il panico se non ho toccato il fondo della disperazione lo devo principalmente all’amore e alla responsabilità verso il mio bambino.
Adesso stai tranquilla viviti a pieno la gravidanza e cerca di non programmare troppo le cose perchè quando diventerai mamma tutto avverrà in modo naturale, sarà le presenza del tuo bambino a darti un ritmo sano e calmo.
Lui sarà il tuo progetto, la tua massima espressione di amore.”

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Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 19:32
in: Attacchi di panico and gravidanza e panico and sintomi panico
Attacco di panico durante uno sforzo fisico? Continua a muoverti, perchè il tuo corpo non è di vetro!

Sentire il corpo che reagisce allo sforzo fisico con una naturale accelerazione dei battiti cardiaci può scatenare un attacco di panico?

Sì, è quello che succede a Senso 78, un lettore del Blog di 31 anni, militare di carriera per quattro anni nell’esercito con missioni all’estero, che abita vicino a Lecce e che scrive:

Io soffro di DAP da circa 4 anni. Lo scorso anno credevo di averlo quasi sconfitto andando a lavorare lontano da casa. Per un anno quasi nulla.

Adesso che sono tornato a vivere a Lecce, sono ritornate vecchie dinamiche e il panico e l’ansia sono ritornati e sto ricominciando a chiudermi a casa anche perché qui non ho amici che mi stimolino ad uscire.

Io ho un blocco, non so se qualcuno si identificherà in questo: ho la paura di fare sforzi fisici.

Forse perché fin da piccolo mio padre mi diceva sempre che avevo un soffio al cuore e di stare attento. Cosa che poi s’è rivelata inesistente nelle innumerevoli visite che ho fatto.

Adesso, appena provo anche solo a fare 10 – 15 secondi di corsetta sul posto mi sale l’attacco di panico, il cuore che mi batte forte nel petto, sembra che esca di fuori, extrasistole a go go e gambe molli.

Figuriamoci a fare una corsetta come facevo prima o una semplice partita di calcetto.
 
Lei cosa mi consiglia di fare???”

( ecco il link dove puoi leggere i suoi commenti completi, clicca qui)

Una cara lettrice del Blog di 46 anni, di nome Chadisja, titolare di un negozio di calzature, presenta questo problema:

“Cara Dott.ssa Laura Bolzoni Codato,
appena è possibile aspetto delle notizie sul fatto di avvertire il panico appena il mio corpo sbatte o si fa’ male.

Se capissi di cosa si tratta o perchè mi succede forse riuscirei a liberarmi di tutto questo.

Non so’ se altri hanno mai sofferto di questo problema se possibile vorrei condividere.
Cavolate rispetto ai problemi che hanno gli altri me ne rendo conto ma è il solito discorso, quando sei coinvolto, in quei momenti esci fuori dalla tua persona e per rientrare fai veramente fatica. CONTINUA A LEGGERE QUI

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Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 21:16
in: Attacchi di panico and sintomi panico
Attacco di panico: che cosa ci fai al Pronto Soccorso?

Se per un attacco di panico corri spaventato, per la seconda volta, al Pronto Soccorso, forse sei nel posto sbagliato al momento giusto!

Perché?

Perché quando vivi l’attacco di panico è il momento in cui hai veramente bisogno di un aiuto caldo, profondamente umano e il tuo corpo è sano, anche se ti sembra di stare malissimo.

Al pronto soccorso si affida il proprio corpo fisico, quando temiamo di avere qualcosa di serio da controllare e da curare, come un trauma, una brutta ferita, un inizio di infarto, una slogatura, una crisi respiratoria, ma… se già conosci le ormai note sensazioni che accompagnano fedelmente l’attacco di panico, allora è il momento di riconoscere CHI ti puo’ aiutare e COME  VUOI ESSERE AIUTATO.

Quando hai l’attacco di panico non è la macchina, ovvero il tuo corpo, che ha qualcosa da aggiustare in carrozzeria (  il Pronto Soccorso ), ma è il guidatore della macchina che è confuso, spaventato, smarrito, che sente  il proprio normale senso di sé che si sta allontanando e dissolvendo, che chiede disperatamente: AIUTOOOOO! continua a leggere qui

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Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 17:09
in: Attacchi di panico and sintomi panico
Non evocare i sintomi dell’attacco di panico, non aprire la stanza di Barbablù

COME PER UNA BRUTTA MAGIA ECCO APPARIRE  L’ATTACCO DI PANICO

Scrive sul nostro Giardino-Blog Antonio 3, giovane titolare di due supermercati nella bella Napoli:

L’altro giorno ero andato alla cassa a sostituire una delle due cassiere, mentre ero lì si presentano altre persone che mi desideravano, quindi entro subito in una situazione di stress, ma fin qui ci siamo, bastava dire alle persone di aspettare qualche istante e poi si sarebbe risolto tutto, ma dato che sono una persona sensibile passo dallo stress al mini attacco di panico, perché come sapete si comincia ad ascoltare i sintomi che il nostro corpo avverte nella situazione di stress ed ecco che, come per magia l’attacco parte…

La tendenza a evocare e a richiamare i sintomi dell’attacco di panico è una cattiva abitudine da abbandonare prima possibile, perché è inutile e dannosa.

Ha il vero potere distruttivo di far riapparire gli attacchi di panico.

E’ un ‘azione mentale ed emozionale da non fare!

Nella fiaba settecentesca di Perrault “Barbablù” il ricco mercante, prima di partire per un lungo viaggio consegna un mazzo di chiavi alla moglie dicendo: “Eccoti le chiavi delle varie stanze, questa è la stanza del vasellame d’oro e d’argento, questa della stanza dei gioielli…e quest’ultima chiave apre uno stanzino in fondo alla scala che porta in cantina. Ti proibisco di entrarci. Se disubbidirai te ne pentirai amaramente!”

Naturalmente la moglie di Barbablù non seguì l’indicazione del marito e d’improvviso le venne una gran voglia di dare un’occhiata subito, prese la piccola chiave, la infilò nella toppa, aprì la porta e… continua a leggere qui

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Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 14:45
in: Attacchi di panico and sintomi panico
Semplicemente non pensare alla paura: ecco come si fa!

come uscire dall'agorafobia

Nel mio articolo “Attacchi di panico con e senza agorafobia: come imparare dai fallimenti!”  abbiamo conosciuto la paura di perdersi, la solitudine infinita percepita dentro di sé dall’alpinista estremo Reinhold Messner, durante l’attacco di panico, da lui vissuto di fronte al Nanga Parbat.

Leggiamo adesso qual’ è il segreto che lo scalatore delle montagne più alte del mondo, ci rivela per uscire dai terribili momenti di panico “Cerco semplicemente di non pensare alla paura. Cerco di pensare a qualcosa di completamente diverso, a qualcosa di stimolante: è l’unico sistema per non impazzire nella situazione critica”.

Sono d’accordo con Messner.

Ma come si fa concretamente e praticamente a non pensare alla paura di un attacco di panico, che potrebbe venire quando usciamo di casa, quando camminiamo per le strade, quando siamo sull’autobus oppure al supermercato?

Per prima cosa analizziamo la differenza tra “pensare” e “sentire”, tra “pensare ai sintomi dell’attacco di panico” e “sentire i sintomi quando l’attacco di panico è ormai sopraggiunto”.

Pensare alla paura, evocare l’ ansia, che nutre la paura e che è già stata vissuta nei precedenti eventi dolorosi, quando i sintomi del panico ci hanno sopraffatto, la alimenta, la nutre facendola aumentare sempre più, gonfiandola come un pallone che diventa sempre più grande e che ci solleva da terra, staccandoci dal mondo reale. (continua a leggere qui…)

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Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 19:16
in: Paura
Come imparare dai fallimenti e andare oltre i limiti?

La vittoria sul disturbo di panico è una conquista che si ottiene passo dopo passo, percorrendo in solitaria oppure in due oppure insieme ad altri compagni di viaggio il sentiero per ritornare a vivere una vita libera e pienamente realizzata.

Raramente accade che la vittoria conquistata improvvisamente sia definitiva, similmente come è raro vincere il biglietto milionario della Lotteria e rimanere ricchi.

Questa realtà è un bene, perché ci permette di costruire in modo solido e duraturo le basi del successo finale, di comprendere gli errori fatti, di tentare di fare meglio, di lasciare l’orgoglio e di diventare umili, ma soprattutto ci insegna a imparare dai fallimenti.

Quando  racconto che ho lavorato con Reinhold Messner le persone mi credono subito, anche perché possono vedere le foto che ci ritraggono insieme.

Ma quando racconto che il grande scalatore estremo, – l’unico al mondo che ha conquistato 14 cime degli Ottomila, che ha affrontato 3.500 scalate, che ha conquistato la montagna più alta della terra, l’Everest senza ossigeno, che il 9 agosto 1978 ha realizzato la prima in solitaria alla parete Diamir del Nanga Parbat sempre senza ossigeno, che ha fatto 30 spedizioni agli Ottomila -, ha fallito molte volte incominciano a credermi un po’ di meno.

Quando poi condivido che il grande scalatore conosce molto bene gli attacchi di panico, perché ne ha sofferto personalmente, mi guardano stupiti e spontaneamente esclamano: “No, Laura, non è possibile!” (continua a leggere qui…)

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Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 20:56
in: Attacchi di panico
Attacchi di panico e ansia anticipatoria: l’attesa del nemico

agorafobia e ansia anticipatoria

 

L’ansia è l’anticipazione apprensiva di un pericolo oppure di un evento negativo futuro, accompagnata da sentimenti di angoscia oppure da sintomi fisici di tensione.
Gli elementi che creano tensione e ansia possono appartenere sia al mondo interiore sia al mondo esterno.

In entrambi i casi lo stato d’animo che si vive è quello dell’ATTESA del NEMICO.

 
Il nemico è l’attacco di panico, che può apparire quando e come vuole, in totale indipendenza dalla nostra volontà.
Per spiegare in modo semplice  e pratico l’ansia anticipatoria userò il romanzo di Dino Buzzati “Il deserto dei Tartari”.

Nella Fortezza Bastiani, posta ai confini dell’Impero austro-ungarico, nella pianura chiamata deserto dei Tartari, Giovanni Drogo e i suoi militari continuano a vivere seguendo le norme rigide della disciplina, anche se da molti anni non c’è più stato nessun attacco da parte dei nemici. (continua a leggere qui…)

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Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 06:21
in: Ansia and Ansia anticipatoria and Attacchi d'ansia
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