
Sentire il corpo che reagisce allo sforzo fisico con una naturale accelerazione dei battiti cardiaci può scatenare un attacco di panico?
Sì, è quello che succede a Senso 78, un lettore del Blog di 31 anni, militare di carriera per quattro anni nell’esercito con missioni all’estero, che abita vicino a Lecce e che scrive:
“ Io soffro di DAP da circa 4 anni. Lo scorso anno credevo di averlo quasi sconfitto andando a lavorare lontano da casa. Per un anno quasi nulla.
Adesso che sono tornato a vivere a Lecce, sono ritornate vecchie dinamiche e il panico e l’ansia sono ritornati e sto ricominciando a chiudermi a casa anche perché qui non ho amici che mi stimolino ad uscire.
Io ho un blocco, non so se qualcuno si identificherà in questo: ho la paura di fare sforzi fisici.
Forse perché fin da piccolo mio padre mi diceva sempre che avevo un soffio al cuore e di stare attento. Cosa che poi s’è rivelata inesistente nelle innumerevoli visite che ho fatto.
Adesso, appena provo anche solo a fare 10 – 15 secondi di corsetta sul posto mi sale l’attacco di panico, il cuore che mi batte forte nel petto, sembra che esca di fuori, extrasistole a go go e gambe molli.
Figuriamoci a fare una corsetta come facevo prima o una semplice partita di calcetto.
Lei cosa mi consiglia di fare???”
( ecco il link dove puoi leggere i suoi commenti completi, clicca qui)
Una cara lettrice del Blog di 46 anni, di nome Chadisja, titolare di un negozio di calzature, presenta questo problema:
“Cara Dott.ssa
appena è possibile aspetto delle notizie sul fatto di avvertire il panico appena il mio corpo sbatte o si fa’ male.
Se capissi di cosa si tratta o perchè mi succede forse riuscirei a liberarmi di tutto questo.
Non so’ se altri hanno mai sofferto di questo problema se possibile vorrei condividere.
Cavolate rispetto ai problemi che hanno gli altri me ne rendo conto ma è il solito discorso, quando sei coinvolto, in quei momenti esci fuori dalla tua persona e per rientrare fai veramente fatica.

Prima di leggere il suo libro avevo delle crisi assurde nel senso che immaginavo di investire quando guidavo e subito arrivava il panico, immaginavo di scivolare se dovevo scendere a piedi per una strada ripida e arrivava il panico ecc… poi seguendo il suo percorso leggendo tante volte il suo libro ho superato brillantemente, adesso è solo quando si verifica realmente un incidente.
Appena sbatto la prima cosa che mi accade è un sudare freddo, mi sento gelare, il tutto parte dallo stomaco, dopo sento una sensazione di bruciore sempre allo stomaco, una paura e senso di vomito, dopo un senso di irrealtà che mi fa uscire dalla mia persona quasi come impazzire e come se nessuno potesse aiutarmi, brividi di freddo e tremori, anche sbadigli, ho notato che diventa tutto automatico perchè sbatto e subito si innestano queste sensazioni, mentalmente è un accavallarsi di pensieri negativi: adesso muoio, adesso nessuno può aiutarmi quindi devo andare al pronto soccorso, l’agitazione aumenta a tal punto , che mi fermo e cerco di essere reale valutando l’accaduto.” ( ecco il link dove puoi leggere il commento di Chadisja completo)
SENTO IL CORPO FRAGILE COME UN CRISTALLO

Le paure intense, leggermente irrazionali, tuttavia così presenti nella vita quotidiana di Senso 78 e di Chadisja, tanto da avvicinarsi a una fobia specifica vera e propria, sono legate a una errata percezione del corpo, che viene vissuto come fosse un delicato cristallo da tenere in uno zoo di vetro, come faceva la protagonista dell’opera teatrale, scritta da Tennessee Williams.
Dotata di un’anima molto fragile, figlia di una madre molto possessiva, Laura amava vivere in un mondo immaginario fatto di animaletti di cristallo, che componevano il suo amato zoo di vetro, che crollerà in mille pezzi soltanto quando, innamorata di Jim, volerà via di casa con lui.
La persona che soffre di attacchi di panico, come amo scrivere spesso, possiede una natura sensibile e delicata, che la porta spesso ad avere un rapporto ambivalente e difficile con il proprio corpo.
Questa cattiva relazione con il corpo è comprensibile, in quanto è proprio a livello fisico che si manifestano le terribili e incontrollabili sensazioni di panico, avvertite spesso come un odioso e improvviso tradimento del corpo.
Tuttavia i numerosi dati errati, legati all’idea di come funziona il corpo vanno radicalmente abbandonati e corretti, in modo da conquistare la piena consapevolezza e la libertà del proprio corpo.
Il corpo non è fragile!
Il corpo non si rompe se inavvertitamente sbattiamo un braccio oppure una gamba contro un ostacolo, come teme Chadisja.
Il corpo non soccombe sotto i battiti accelerati del cuore, quando si fa un po’ di sport, come teme Senso 78, che confonde i segnali normali, che indicano che nel corpo scorre la vita e l’energia vitale, secondo l’ordine di una millenaria intelligenza.
E’ la sensazione errata che il corpo sia fatto di vetro delicato che è da modificare, non la sua stupenda fisiologia.
Il nostro corpo non è un oggettino di cristallo da lasciare custodito in una vetrinetta della credenza di casa, da usare poco per paura che si rompa oppure che si consumi troppo!

Il corpo va usato tutti i giorni con un po’ di movimento fisico, come può essere una passeggiata all’aria aperta, una corsa in bicicletta, qualche bracciata a nuoto.
L’energia vitale che scorre all’interno del corpo va consumata con generosità, se vogliamo mantenerlo in salute, non va risparmiata né conservata.
La forza vitale va tirata fuori dal corpo dove ce n’è in abbondanza.
CONOSCERE E RISPETTARE I VERI BISOGNI DEL CORPO
Il corpo ha bisogno di poche cose, che dobbiamo conoscere e dargli.
Il nostro corpo ha bisogno di essere nutrito con cibo sano e vivo.
I prodotti industriali già pronti sono comodi per chi ha poco tempo di cucinare, ma sono morti, meglio magiare i cibi vivi come la frutta, la verdura, i cereali, i legumi.
Il nostro corpo ha bisogno di riposare bene per almeno otto ore ogni notte e di rilassarsi almeno quindici minuti al giorno.
I ritmi veloci con cui ci ritroviamo a vivere oggi, il livello alto di stress con cui tentiamo di fare le mille cose quotidiane, ci rendono quasi perennemente stanchi, nervosi, irritabili e insonni.
E’ importante imparare a vivere con calma, come scrivo nell’articolo “Ansia e stress: come controllarli nella nostra vita” ecco il link dove puoi leggerlo, clicca qui e nell’articolo “Attacchi di panico e stress” che trovi qui.

Il nostro corpo ha bisogno di respirare in profondità aria pulita.
Purtroppo noi respiriamo male e superficialmente a causa dei traumi, delle tossine, dello smog in cui dobbiamo vivere.
Inserire la buona abitudine di fare una decina di respiri al mattino, appena svegli, davanti alla finestra aperta oppure sul balcone può dare un grande benessere.
Il nostro corpo ha bisogno di muoversi ogni giorno, preferibilmente all’aria aperta.
Al mattino appena svegli e la sera prima di addormentarsi fa bene stiracchiarsi.
Il nostro corpo ha bisogno di essere mantenuto pulito sia esternamente con la doccia quotidiana sia internamente con l’espulsione delle tossine.
Il nostro corpo ha bisogno di fusione e di affetto, quindi fa molto bene abbracciare se stessi e abbracciare un altro corpo, se il partner non è disponibile, va bene anche stringere a sé il proprio figlio, il proprio gatto oppure il cane, un morbido peluche, un cuscino soffice.
Il nostro corpo ha bisogno di sicurezza, quindi è bene curare l’ambiente in cui viviamo, il luogo dove lavoriamo, le strade che percorriamo quando siamo in città, evitando i pericoli inutili.
Il nostro corpo ha bisogno di una sana sessualità, che non deve essere eccessiva, altrimenti riduciamo l‘energia vitale che va impegnata nella realizzazione dei progetti creativi .
IL CORPO NON E’ INFERIORE ALLA MENTE

Un dato errato che ho trovato spesso nelle persone che soffrono di attacchi di panico è l’opinione che il corpo sia inferiore alla mente.
Questo dato è sbagliato perché il corpo e la mente hanno il medesimo valore, nessuna delle due dimensioni è superiore oppure inferiore all’altra.
Sono differenti soltanto come funzioni, ma non come importanza.
Quando la mente inizia a voler controllare il corpo succedono i guai peggiori, come spiego nell’articolo “Semplicemente .non pensare alla paura: ecco come si fa”, questo è il link dove puoi leggerlo e in modo approfondito nel mio libro digitale “Panico Vinto!”
La psicologia non può prendere il sopravvento sulla biologia.
La soluzione è rispettare la biologia del corpo e permettere all’ energia vitale di muoversi senza blocchi, né ostacoli.
Quando senti di voler controllare il corpo tu vai a comandare nella casa che non è di tua proprietà, tu tenti di far funzionare qualcosa che già è abile da sempre a funzionare perfettamente.
Caro Senso 78, se tu pretendi che il tuo corpo scatti come quello di un campione olimpionico, che si allena tutti i giorni per ore e ore…allora è inevitabile che sentirai la tachicardia e altri sintomi fisici “strani”.
Scegli di allenarlo dolcemente e costantemente prima di sottoporlo a una superpartita di due ore.
Fai delle pause durante la corsetta.
LA PAROLA CHIAVE QUANDO LAVORI E’ : PAUSA!

Ascolta quando il tuo corpo ha bisogno di riposo, di silenzio e daglielo !
Se stai tanto tempo seduto davanti al computer, oppure sopra i libri, scegli di darti la disciplina di fare una pausa ogni 45 minuti, nella quale stiracchi il corpo e fai qualche piccolo allungamento alla muscolatura dorsale del collo (cervicali) e della schiena.
Regalati una PAUSA!
COME CONTROLLARE LA PAURA AFFINCHE’ NON DIVENTI FOBIA
Anche se ti sembrerà difficile all’inizio è bene che tu comprenda che il disagio che avverti quando senti la tachicardia, come percepisce Senso 78 oppure quando sbatti inavvertitamente una parte del tuo corpo, come accade a Chadisja è INEVITABILE, ma NON E’ ETERNO.
Passa!
La cattiva abitudine, che rischia di trasformarsi in fobia, è come un quadro storto appeso alla parete.
Scegli di rompere il meccanismo mentale e raddrizza il quadro, tornando alla biologia!
Divieni consapevole dei dati errati su cui appoggi le convinzioni, che ti fanno sentire il corpo fragile come un oggetto nello zoo di vetro.
Abbandona le informazioni sbagliate di avere un soffio al cuore oppure di avere una strana patologia soltanto perché non credi nella forza naturale del corpo.
Torna indietro, ripercorri il cammino dall’inizio all’incontrario, dalla fobia alla paura finché la paura da immensa diventa piccolina, minuscola come un piccolo neo carino e innocuo.
Inserisci i dati giusti rispetto al funzionamento del corpo, come ho descritto sopra e occupati non tanto di ingigantire la paura, alimentando la fobia, quanto di prenderti cura dei sani e naturali bisogni del tuo corpo.
Prova a farlo con amore e con cura, come se cullassi un bambino piccolo, bellissimo e intelligentissimo!

Questo mese ti propongo di lavorare su questo tema, se lo desideri:
1. Dimmi che relazione hai con il tuo corpo? Hai la tendenza a volerlo controllare? Temi che sia fragile, che si rompa, che non regga le fatiche della vita?
2. Che relazione hai con il tuo corpo durante l’attacco di panico?
3. Quali sono i bisogni del tuo corpo su cui vuoi fare un progetto nei prossimi mesi, per migliorare il modo in cui te ne prendi cura?
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