Attacco di panico durante uno sforzo fisico? Continua a muoverti, perchè il tuo corpo non è di vetro!

Sentire il corpo che reagisce allo sforzo fisico con una naturale accelerazione dei battiti cardiaci può scatenare un attacco di panico?

Sì, è quello che succede a Senso 78, un lettore del Blog di 31 anni, militare di carriera per quattro anni nell’esercito con missioni all’estero, che abita vicino a Lecce e che scrive:

Io soffro di DAP da circa 4 anni. Lo scorso anno credevo di averlo quasi sconfitto andando a lavorare lontano da casa. Per un anno quasi nulla.

Adesso che sono tornato a vivere a Lecce, sono ritornate vecchie dinamiche e il panico e l’ansia sono ritornati e sto ricominciando a chiudermi a casa anche perché qui non ho amici che mi stimolino ad uscire.

Io ho un blocco, non so se qualcuno si identificherà in questo: ho la paura di fare sforzi fisici.

Forse perché fin da piccolo mio padre mi diceva sempre che avevo un soffio al cuore e di stare attento. Cosa che poi s’è rivelata inesistente nelle innumerevoli visite che ho fatto.

Adesso, appena provo anche solo a fare 10 – 15 secondi di corsetta sul posto mi sale l’attacco di panico, il cuore che mi batte forte nel petto, sembra che esca di fuori, extrasistole a go go e gambe molli.

Figuriamoci a fare una corsetta come facevo prima o una semplice partita di calcetto.
 
Lei cosa mi consiglia di fare???”

( ecco il link dove puoi leggere i suoi commenti completi, clicca qui)

Una cara lettrice del Blog di 46 anni, di nome Chadisja, titolare di un negozio di calzature, presenta questo problema:

“Cara Dott.ssa
appena è possibile aspetto delle notizie sul fatto di avvertire il panico appena il mio corpo sbatte o si fa’ male.

Se capissi di cosa si tratta o perchè mi succede forse riuscirei a liberarmi di tutto questo.

Non so’ se altri hanno mai sofferto di questo problema se possibile vorrei condividere.
Cavolate rispetto ai problemi che hanno gli altri me ne rendo conto ma è il solito discorso, quando sei coinvolto, in quei momenti esci fuori dalla tua persona e per rientrare fai veramente fatica.

Prima di leggere il suo libro avevo delle crisi assurde nel senso che immaginavo di investire quando guidavo e subito arrivava il panico, immaginavo di scivolare se dovevo scendere a piedi per una strada ripida e arrivava il panico ecc… poi seguendo il suo percorso leggendo tante volte il suo libro ho superato brillantemente, adesso è solo quando si verifica realmente un incidente.


Appena sbatto la prima cosa che mi accade è un sudare freddo, mi sento gelare, il tutto parte dallo stomaco, dopo sento una sensazione di bruciore sempre allo stomaco, una paura e senso di vomito, dopo un senso di irrealtà che mi fa uscire dalla mia persona quasi come impazzire e come se nessuno potesse aiutarmi, brividi di freddo e tremori, anche sbadigli, ho notato che diventa tutto automatico perchè sbatto e subito si innestano queste sensazioni, mentalmente è un accavallarsi di pensieri negativi: adesso muoio, adesso nessuno può aiutarmi quindi devo andare al pronto soccorso, l’agitazione aumenta a tal punto , che mi fermo e cerco di essere reale valutando l’accaduto.”
( ecco il link dove puoi leggere il commento di Chadisja completo)

 

SENTO IL CORPO FRAGILE COME UN CRISTALLO

Le paure intense, leggermente irrazionali, tuttavia così presenti nella vita quotidiana di Senso 78 e di Chadisja, tanto da avvicinarsi a una fobia specifica vera e propria, sono legate a una errata percezione del corpo, che viene vissuto come fosse un delicato cristallo da tenere in uno zoo di vetro, come faceva la protagonista dell’opera teatrale, scritta da Tennessee Williams.

Dotata di un’anima molto fragile,  figlia di una madre molto possessiva, Laura amava vivere in  un mondo  immaginario fatto di animaletti di cristallo, che componevano il suo amato zoo di vetro, che crollerà in mille pezzi soltanto quando, innamorata di Jim, volerà via di casa con lui.

La persona che soffre di attacchi di panico, come amo scrivere spesso, possiede una natura sensibile e delicata, che la porta spesso ad avere un rapporto ambivalente e difficile con il proprio corpo.

Questa cattiva relazione con il corpo è comprensibile, in quanto è proprio a livello fisico che si manifestano le terribili e incontrollabili sensazioni di panico, avvertite spesso come un odioso e improvviso tradimento del corpo.

Tuttavia  i numerosi dati errati, legati all’idea di come funziona il corpo  vanno radicalmente abbandonati e corretti, in modo da conquistare la piena consapevolezza e la libertà del proprio corpo.

Il corpo non è fragile!

Il corpo non si rompe se inavvertitamente sbattiamo un braccio oppure una gamba contro un ostacolo, come teme Chadisja.

Il corpo non soccombe sotto i battiti accelerati del cuore, quando si fa un po’ di sport, come teme Senso 78, che confonde i segnali normali,  che  indicano che nel corpo scorre la vita e  l’energia vitale, secondo l’ordine di una millenaria intelligenza.

E’ la sensazione errata che il corpo sia fatto di vetro delicato che è da modificare, non la sua stupenda fisiologia.

Il nostro corpo non è un oggettino di cristallo da lasciare custodito in una vetrinetta della credenza di casa, da usare poco per paura che si rompa oppure che si consumi troppo!

Il corpo va usato tutti i giorni con un po’ di movimento fisico, come può essere una passeggiata all’aria aperta, una corsa in bicicletta, qualche bracciata a nuoto.

L’energia vitale che scorre all’interno del corpo va consumata con generosità, se vogliamo mantenerlo in salute, non va risparmiata né conservata.

La forza vitale va tirata fuori dal corpo dove ce n’è in abbondanza.

 

CONOSCERE E RISPETTARE I VERI BISOGNI  DEL  CORPO

Il corpo ha bisogno di poche cose, che dobbiamo conoscere e dargli.

Il nostro corpo ha bisogno di essere nutrito con cibo sano e vivo.

I prodotti industriali già pronti sono comodi per chi ha poco tempo di cucinare, ma sono morti, meglio magiare i cibi vivi come la frutta, la verdura, i cereali, i legumi.

Il nostro corpo ha  bisogno di riposare bene per almeno otto ore ogni notte e di rilassarsi almeno quindici minuti al giorno.

I ritmi veloci con cui ci ritroviamo a vivere oggi, il livello alto di stress con cui tentiamo di fare le mille cose quotidiane, ci rendono quasi perennemente stanchi, nervosi, irritabili e insonni.

E’ importante imparare a vivere con calma, come scrivo  nell’articolo  “Ansia e stress: come controllarli nella nostra vita” ecco il link dove puoi leggerlo, clicca qui  e nell’articolo “Attacchi di panico e stress” che trovi qui.

Il nostro corpo ha  bisogno di respirare in profondità aria pulita.

Purtroppo noi respiriamo male e superficialmente a causa dei traumi, delle tossine, dello smog in cui dobbiamo vivere.

Inserire la buona abitudine di fare una decina di respiri al mattino, appena svegli, davanti alla finestra aperta oppure sul balcone può dare un grande benessere.

Il nostro corpo ha bisogno di muoversi ogni giorno, preferibilmente all’aria aperta.

Al mattino appena svegli e la sera prima di addormentarsi  fa bene stiracchiarsi.

Il nostro corpo ha bisogno di essere mantenuto pulito sia esternamente con la doccia quotidiana sia internamente con l’espulsione delle tossine.

Il nostro corpo ha bisogno di fusione e di affetto, quindi fa molto bene abbracciare se stessi e abbracciare un altro corpo, se il partner non è disponibile, va bene anche stringere a sé il proprio figlio, il proprio gatto oppure il cane,  un morbido peluche, un cuscino soffice.

Il nostro corpo ha  bisogno di sicurezza, quindi è bene curare l’ambiente in cui viviamo, il luogo dove lavoriamo, le strade che percorriamo quando siamo in città, evitando i pericoli inutili.

Il nostro corpo ha bisogno di una sana sessualità, che non deve essere eccessiva, altrimenti riduciamo l‘energia vitale che va impegnata nella realizzazione dei progetti creativi .

 

IL CORPO NON E’ INFERIORE ALLA MENTE

Un dato errato che ho trovato spesso nelle persone che soffrono di attacchi di panico  è l’opinione che il corpo sia inferiore alla mente.

Questo dato è sbagliato perché il corpo e la mente hanno il medesimo valore, nessuna delle due dimensioni è superiore oppure inferiore all’altra.

Sono differenti soltanto come funzioni, ma non come importanza.

Quando la mente inizia a voler controllare il corpo succedono i guai peggiori, come spiego nell’articolo “Semplicemente .non pensare alla paura: ecco come si fa”, questo è il link dove puoi leggerlo e in modo approfondito nel mio libro digitale “Panico Vinto!”

La psicologia non può prendere il sopravvento sulla biologia.

La soluzione è rispettare la biologia del corpo e permettere all’  energia vitale di muoversi senza blocchi, né ostacoli.

Quando senti di voler controllare il corpo tu vai a comandare nella casa che non è di tua proprietà, tu tenti di far funzionare qualcosa che già è abile da sempre a  funzionare perfettamente.

Caro Senso 78, se tu pretendi  che  il tuo corpo scatti come quello di un campione olimpionico, che si allena tutti i giorni per ore e ore…allora è inevitabile che sentirai la tachicardia e altri sintomi fisici “strani”.

Scegli di allenarlo dolcemente e costantemente prima di sottoporlo a una superpartita di due ore.

Fai delle pause durante la corsetta.

LA PAROLA CHIAVE QUANDO LAVORI E’ : PAUSA!

Ascolta quando il tuo corpo ha bisogno di riposo, di silenzio e daglielo !

Se stai tanto tempo seduto davanti al computer, oppure sopra i libri, scegli di darti la disciplina di fare una pausa ogni 45 minuti, nella quale stiracchi il corpo e fai qualche piccolo allungamento alla muscolatura dorsale del collo (cervicali) e della schiena.

Regalati una PAUSA!

COME CONTROLLARE LA PAURA AFFINCHE’ NON DIVENTI FOBIA

Anche se ti sembrerà difficile all’inizio è bene che tu comprenda che il disagio che avverti quando senti la tachicardia, come percepisce Senso 78 oppure quando sbatti inavvertitamente una parte del tuo corpo, come accade a Chadisja è INEVITABILE, ma NON E’ ETERNO.

Passa!

La cattiva abitudine, che rischia di trasformarsi in fobia, è come un quadro storto appeso alla parete.

Scegli di rompere il meccanismo mentale e raddrizza il quadro, tornando alla biologia!

Divieni consapevole dei dati errati su cui appoggi le  convinzioni, che ti fanno sentire il corpo fragile come un oggetto nello zoo di vetro.

Abbandona le informazioni sbagliate di avere un soffio al cuore oppure di avere una strana patologia soltanto perché non credi nella forza naturale del corpo.

Torna indietro, ripercorri il cammino dall’inizio all’incontrario, dalla fobia alla paura finché la paura da immensa diventa piccolina, minuscola come un piccolo neo carino e innocuo.

Inserisci i dati giusti rispetto al funzionamento del corpo, come ho descritto sopra e occupati non tanto di ingigantire la paura, alimentando la fobia, quanto di prenderti cura dei sani e naturali bisogni del tuo corpo.

Prova a farlo con amore e con cura, come se  cullassi un bambino piccolo, bellissimo e intelligentissimo!

 

Questo mese ti propongo di lavorare su questo tema, se lo desideri:

1. Dimmi che relazione hai con il tuo corpo? Hai la tendenza a volerlo controllare? Temi che sia fragile, che si rompa, che non regga le fatiche della vita?

2. Che relazione hai con il tuo corpo durante l’attacco di panico?

3. Quali sono i bisogni del tuo corpo su cui vuoi fare un  progetto nei prossimi mesi, per migliorare il modo in cui te ne prendi cura?

Copyright 2010 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati

Ti è piaciuto l'articolo?

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 21:16
in: Attacchi di panico and sintomi panico
Attacco di panico: che cosa ci fai al Pronto Soccorso?

Se per un attacco di panico corri spaventato, per la seconda volta, al Pronto Soccorso, forse sei nel posto sbagliato al momento giusto!

Perché?

Perché quando vivi l’attacco di panico è il momento in cui hai veramente bisogno di un aiuto caldo, profondamente umano e il tuo corpo è sano, anche se ti sembra di stare malissimo.

Al pronto soccorso si affida il proprio corpo fisico, quando temiamo di avere qualcosa di serio da controllare e da curare, come un trauma, una brutta ferita, un inizio di infarto, una slogatura, una crisi respiratoria, ma… se già conosci le ormai note sensazioni che accompagnano fedelmente l’attacco di panico, allora è il momento di riconoscere CHI ti puo’ aiutare e COME  VUOI ESSERE AIUTATO.

Quando hai l’attacco di panico non è la macchina, ovvero il tuo corpo, che ha qualcosa da aggiustare in carrozzeria (  il Pronto Soccorso ), ma è il guidatore della macchina che è confuso, spaventato, smarrito, che sente  il proprio normale senso di sé che si sta allontanando e dissolvendo, che chiede disperatamente: AIUTOOOOO! continua a leggere qui

Ti è piaciuto l'articolo?

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 17:09
in: Attacchi di panico and sintomi panico
Non evocare i sintomi dell’attacco di panico, non aprire la stanza di Barbablù

COME PER UNA BRUTTA MAGIA ECCO APPARIRE  L’ATTACCO DI PANICO

Scrive sul nostro Giardino-Blog Antonio 3, giovane titolare di due supermercati nella bella Napoli:

L’altro giorno ero andato alla cassa a sostituire una delle due cassiere, mentre ero lì si presentano altre persone che mi desideravano, quindi entro subito in una situazione di stress, ma fin qui ci siamo, bastava dire alle persone di aspettare qualche istante e poi si sarebbe risolto tutto, ma dato che sono una persona sensibile passo dallo stress al mini attacco di panico, perché come sapete si comincia ad ascoltare i sintomi che il nostro corpo avverte nella situazione di stress ed ecco che, come per magia l’attacco parte…

La tendenza a evocare e a richiamare i sintomi dell’attacco di panico è una cattiva abitudine da abbandonare prima possibile, perché è inutile e dannosa.

Ha il vero potere distruttivo di far riapparire gli attacchi di panico.

E’ un ‘azione mentale ed emozionale da non fare!

Nella fiaba settecentesca di Perrault “Barbablù” il ricco mercante, prima di partire per un lungo viaggio consegna un mazzo di chiavi alla moglie dicendo: “Eccoti le chiavi delle varie stanze, questa è la stanza del vasellame d’oro e d’argento, questa della stanza dei gioielli…e quest’ultima chiave apre uno stanzino in fondo alla scala che porta in cantina. Ti proibisco di entrarci. Se disubbidirai te ne pentirai amaramente!”

Naturalmente la moglie di Barbablù non seguì l’indicazione del marito e d’improvviso le venne una gran voglia di dare un’occhiata subito, prese la piccola chiave, la infilò nella toppa, aprì la porta e… continua a leggere qui

Ti è piaciuto l'articolo?

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 14:45
in: Attacchi di panico and sintomi panico
Semplicemente non pensare alla paura: ecco come si fa!

come uscire dall'agorafobia

Nel mio articolo “Attacchi di panico con e senza agorafobia: come imparare dai fallimenti!”  abbiamo conosciuto la paura di perdersi, la solitudine infinita percepita dentro di sé dall’alpinista estremo Reinhold Messner, durante l’attacco di panico, da lui vissuto di fronte al Nanga Parbat.

Leggiamo adesso qual’ è il segreto che lo scalatore delle montagne più alte del mondo, ci rivela per uscire dai terribili momenti di panico “Cerco semplicemente di non pensare alla paura. Cerco di pensare a qualcosa di completamente diverso, a qualcosa di stimolante: è l’unico sistema per non impazzire nella situazione critica”.

Sono d’accordo con Messner.

Ma come si fa concretamente e praticamente a non pensare alla paura di un attacco di panico, che potrebbe venire quando usciamo di casa, quando camminiamo per le strade, quando siamo sull’autobus oppure al supermercato?

Per prima cosa analizziamo la differenza tra “pensare” e “sentire”, tra “pensare ai sintomi dell’attacco di panico” e “sentire i sintomi quando l’attacco di panico è ormai sopraggiunto”.

Pensare alla paura, evocare l’ ansia, che nutre la paura e che è già stata vissuta nei precedenti eventi dolorosi, quando i sintomi del panico ci hanno sopraffatto, la alimenta, la nutre facendola aumentare sempre più, gonfiandola come un pallone che diventa sempre più grande e che ci solleva da terra, staccandoci dal mondo reale. (continua a leggere qui…)

Ti è piaciuto l'articolo?

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 19:16
in: Paura
Come imparare dai fallimenti e andare oltre i limiti?

La vittoria sul disturbo di panico è una conquista che si ottiene passo dopo passo, percorrendo in solitaria oppure in due oppure insieme ad altri compagni di viaggio il sentiero per ritornare a vivere una vita libera e pienamente realizzata.

Raramente accade che la vittoria conquistata improvvisamente sia definitiva, similmente come è raro vincere il biglietto milionario della Lotteria e rimanere ricchi.

Questa realtà è un bene, perché ci permette di costruire in modo solido e duraturo le basi del successo finale, di comprendere gli errori fatti, di tentare di fare meglio, di lasciare l’orgoglio e di diventare umili, ma soprattutto ci insegna a imparare dai fallimenti.

Quando nel mio “Seminario Panico Vinto!Live” racconto che ho lavorato con Reinhold Messner i partecipanti mi credono subito, anche perché possono vedere le foto che ci ritraggono insieme.

Ma quando racconto che il grande scalatore estremo, – l’unico al mondo che ha conquistato 14 cime degli Ottomila, che ha affrontato 3.500 scalate, che ha conquistato la montagna più alta della terra, l’Everest senza ossigeno, che il 9 agosto 1978 ha realizzato la prima in solitaria alla parete Diamir del Nanga Parbat sempre senza ossigeno, che ha fatto 30 spedizioni agli Ottomila -, ha fallito molte volte incominciano a credermi un po’ di meno.

Quando poi condivido che il grande scalatore conosce molto bene gli attacchi di panico, perché ne ha sofferto personalmente, mi guardano stupiti e spontaneamente esclamano: “No, Laura, non è possibile!” (continua a leggere qui…)

Ti è piaciuto l'articolo?

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 20:56
in: Attacchi di panico
Attacchi di panico e ansia anticipatoria: l’attesa del nemico

agorafobia e ansia anticipatoria

 

L’ansia è l’anticipazione apprensiva di un pericolo oppure di un evento negativo futuro, accompagnata da sentimenti di angoscia oppure da sintomi fisici di tensione.
Gli elementi che creano tensione e ansia possono appartenere sia al mondo interiore sia al mondo esterno.

In entrambi i casi lo stato d’animo che si vive è quello dell’ATTESA del NEMICO.

 
Il nemico è l’attacco di panico, che può apparire quando e come vuole, in totale indipendenza dalla nostra volontà.
Per spiegare in modo semplice  e pratico l’ansia anticipatoria userò il romanzo di Dino Buzzati “Il deserto dei Tartari”.

Nella Fortezza Bastiani, posta ai confini dell’Impero austro-ungarico, nella pianura chiamata deserto dei Tartari, Giovanni Drogo e i suoi militari continuano a vivere seguendo le norme rigide della disciplina, anche se da molti anni non c’è più stato nessun attacco da parte dei nemici. (continua a leggere qui…)

Ti è piaciuto l'articolo?

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 06:21
in: Ansia and Ansia anticipatoria and Attacchi d'ansia
Come vincere la paura di uscire di casa

Nel disturbo di panico con agorafobia viviamo la paura che nuovi attacchi di panico possano ripresentarsi nuovamente proprio là dove sono già accaduti oppure nei luoghi  da dove è difficile scappare e che comunque sono lontani da casa.

 
Ci sentiamo smarriti  nello spazio attorno a noi, mentre dentro di noi avviene un terremoto di  sensazioni sgradevolissime che ci fanno temere di perdere completamente il controllo, di svenire, di diventare strani e irreali, fino forse a impazzire.

 
E’ la paura che tutto ciò possa ripetersi ancora una volta che ci rende sempre più difficile uscire di casa. (continua a leggere qui…)

Ti è piaciuto l'articolo?

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 02:25
in: Agorafobia
La paura nello spazio:l’attacco di panico con agorafobia

 

ansia

L’agorafobia, che è l’aspetto più invalidante del disturbo di panico è legata alla categoria esistenziale dello SPAZIO.

 
Mentre l’ansia, come scrivo nell’articolo sottostante, è legata al TEMPO, l’agorafobia non ha nulla a che vedere con il sentiero del tempo in quanto appare quando siamo nello spazio.

 
Non è la paura irrazionale DELLO spazio, ma la paura di perdere se stessi NELLO spazio.

 
Durante l’attacco di panico con connotazione agorafobica ti sembra di perdere il tuo corpo, la tua stabilità fisica e psichica,  ti senti traballare e diventare poco reale.

 
Il termine agorafobia di fatto non è perfettamente congruente.
Vediamo perché.

 
La fobia è una paura irrazionale, avvolta da ansia e da repulsione, verso certi animali, persone, cose.

 
Ad esempio nella claustrofobia viviamo la paura dei  luoghi chiusi, tipo ascensore, porte girevoli in banca, nella idrofobia abbiamo paura dell’acqua, nell’aracnofobia dei ragni, nella ofidiofobia dei serpenti, nella cinofobia dei cani, nella glossofobia di parlare in pubblico, nella aereofobia abbiamo tanta paura di volare… (continua a leggere qui…)

Ti è piaciuto l'articolo?

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 18:26
in: Agorafobia
Ansia e stress: come controllarli nella nostra vita?

Esiste una relazione tra ansia e stress?
Sì, esiste ed è molto evidente!

Intanto premetto che l’ANSIA è il sottofondo, il rumore sordo, ma costante che sottende silenziosamente sia l’ATTACCO DI PANICO, sia l’AGORAFOBIA.

E’ come una tovaglia, che copre il tavolo dove giochiamo la nostra vita, su cui successivamente viene ricamato, in rilievo, il panico e la terribile paura di sentirsi smarriti nello spazio.

L’insonnia è spesso un effetto dell’ansia.
Le sgradevoli sensazioni diurne e notturne di soffocamento sono segnali di un livello alto di ansia, presente nella nostra vita.

Mentre l’agorafobia è legata alla categoria dello SPAZIO, l’ansia è legata alla categoria del TEMPO.
Bisogna affrontarle in due modi differenti. (continua a leggere qui…)

Ti è piaciuto l'articolo?

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 17:52
in: Ansia and Ansia anticipatoria and Attacchi d'ansia
Attacchi di panico e stress

Il nostro stile di vita può velocemente diventare disordinato e stressato a causa di eccessive responsabilità,  troppo lavoro, troppo tempo trascorso in modo nervoso per spostarci in macchina oppure in treno, troppe relazioni impegnative, troppa tensione nel gestire l’invio e la lettura delle email, nell’ usare sempre nuove tecnologie del computer, dei cellulari, dei palmari.

Rimane sempre meno tempo per noi stessi, per un momento intimo fatto di silenzio e di inutilità, per una passeggiata nella natura.

Ci sono quattro tipi di stress: fisico, ossidativo, emozionale, relazionale.
 
La reazione del corpo allo stress è caratterizzata dal cuore che batte più forte e più velocemente, dall’adrenalina, noradrenalina, cortisolo, che corrono nel sangue, che accelerano la respirazione e alzano la pressione sanguigna.

Lo stress ossidativo nasce dallo smog,  da un eccesso di fumo, di alcool, di cibo.

Lo stress emozionale deriva da un addensarsi di sentimenti, di reazioni, di stati d’animo, che dobbiamo reprimere oppure subire per tanto tempo, senza poterli esprimere e lasciar andare.

Lo stress relazionale deriva dall’avere rapporti superficiali, formali con le persone dove non ti senti compreso, accettato e amato.

E’ molto importante che scegli di controllare il livello di tensione e di ansia presente nella tua giornata, che alterni momenti in cui vedi tante persone a momenti in cui non parli con nessuno, momenti in cui devi rappresentare te stesso in varie identità, a momenti in cui stai in pantofole.

Prenditi cura di te: se riconosci di avere la natura sensibile di un fiore delicato come il tulipano e il papavero, non voler vivere come un cactus spinoso! (continua a leggere qui…)

Ti è piaciuto l'articolo?

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 18:36
in: Stress
Pagina 1 di 512345»