Attacco di panico: un muro che ho scavalcato

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Questa è una testimonianza di speranza, che ho scelto di pubblicare integralmente, così come l’ha scritta Lucia, una giovane lettrice del nostro Blog.

Ecco le parole di Lucia.

“Penso che sapere dei successi di chi è riuscito a superare gli orribili attacchi di panico sia una speranza per chi ancora ci si trova dentro e una soddisfazione per chi ha contribuito a far sì che sia avvenuto questo piccolo miracolo!

Per circa cinque anni ho vissuto appieno l’esperienza degli attacchi di panico, forse ripensando al passato e con la consapevolezza e la conoscenza di oggi sugli attacchi di panico la discesa è cominciata da quando avevo 20 anni, adesso ne ho 36!

Posso ora dire che il mio primo attacco di panico è avvenuto quando avevo 20 anni e mi trovavo in un’ aula di scuola guida e stavo assistendo alla lezione, ricordo ancora bene, l’aula era piccola, affollata, improvvisamente ho cominciato a sentire delle sensazioni che ancora adesso non saprei descrivere bene, ho cominciato ad avvertire del disagio, mi mancava il respiro, la testa in confusione, sudorazione, il cuore che comincia a battere forte…..non posso scappare la gente si accorgerà che c’è qualcosa che non va….comincio a tremare, mi tremano le mani, la gambe mi alzo e scappo fuori.

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In quel periodo mi era stato riscontrato un leggero ipertiroidismo e una forte anemia e ho pensato che ciò mi avesse scatenato il malessere di quel momento e per diversi anni non ho più pensato a quell’istante! Nel corso degli anni ho avuto qualche altro piccolo disagio di questo genere con malesseri più o meno diversi sempre portati da un’ ansia legata a stuazioni senza via di uscita, un esame, un viaggio lungo in aereo, in treno…..ma sintomi abbastanza leggeri a cui non ho mai dato molto ascolto ero presa a vivere la mia vita a mille, senza sosta e senza fermate non me lo potevo permettere, continuavo a ripetermi.

Finchè un giorno è arrivato l’attacco di panico a fermarmi, un muro in cui sono andata a sbattere molto violentemente e che per anni è rimasto li davanti a me e non sono riuscita a superare.

Mi trovavo in fila alla cassa del supermercato quando ho avuto il primo forte attacco di panico, poi è successo in farmacia, poi alla posta, poi ho cominciato ad evitare negozi, uffici, inventavo scuse per non andarci e delegavo altre persone, non ne parlavo con nessuno, entravo nel panico più totale quando mi veniva chiesto di andare in qualche ufficio a svolgere qualche commisione per lavoro, stavo male durante il tragitto e mentre stavo lì entravo nella confusione più totale perchè pensavo…adesso mi sento male già lo so e ciò avveniva anche se cercavo di controllare le mie emozioni e questa continua lotta con me stessa, con le mie emozioni, mi portava una grande stanchezza, spossatezza.

Non riuscivo più a svolgere una vita regolare, non dico straordinaria ma regolare, ero pronta a rallentare ma non a fermarmi del tutto, come invece è successo.

Per cinque lunghi anni non ho vissuto, come se la mia vita si fosse fermata a quel supermercato.

L’unica cosa a cui non mi sono arresa è stato al mio lavoro, avevo dato troppo di me stessa e della mia vita per poterci rinununciare, ma è stato difficile, tante volte sono scappata in bagno pensando di morire da un momento all’altro, tante volte ho faticato ad arrivare al lavoro, la macchina, la fila….tante volte sono arrivata tremante dicendomi…..non riuscirò stasera a tornare a casa!

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Non ho mai voluto prendere farmaci anche perchè penso che  il mio medico non abbia mai capito fino in fondo il mio problema o forse non sono stata in grado di spiegare bene il mio disagio, mi sono sentita dire solo che si trattava di un pò di ansia….dopotutto anche tua madre è ansiosa mi disse. Mi liquidò dandomi degli ansiolitici che ho preso solo qualche volta rendendomi conto che non risolvevano il problema ma lo tamponavano al momento con non pochi effetti collaterali!

Non mi sono data per vinta, ho cominciato a voler capire di cosa si trattasse veramente, a conoscere fino in fondo questo disagio.

Ho cominciato a leggere libri su libri a fare ricerche sul web ed è qui che mi sono imbattuta nel sito Panico Vinto, ho letto tutto quello che la dottoressa Laura Bolzoni Codato ha scritto, ho appreso e imparato molto da lei sugli attacchi di panico.

Ho ascoltato passo per passo i suoi consigli e ho letto anche il suo libro ( Ebook Panico Vinto!) e da lì è cominciato un lungo viaggio di consapevolezza e conoscenza di se stessi!

Dico un lungo viaggio perchè per superare ‘quel muro’ ci vuole tanta pazienza, procedere a piccoli step e se lungo il tragitto per fare il salto finale succede che si torna un passo in dietro, non fa niente si riparte, ma posso dire che ci si riesce!

Oggi mi sento rinata, ho riscoperto tante emozioni che non ascoltavo più, ho scoperto la felicità nella semplicità delle cose, mi piace e cerco ogni tanto anche la solitudine, mi piace ascoltarmi pensare alle mie emozioni, prima mi faceva paura. Mi piace osservare e ascoltare la natura ed è da tanto che non lo facevo, mi fa sentire parte integrante di questo mondo bellissimo, nelle sue sfumature, nei suoi colori, nei suoi profumi.

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Sono arrivata alla conclusione che l’attacco di panico, come dice la Dottoressa arriva per dirti ….STOP fermati perchè la vita che stai vivendo non è quello che tu vuoi e da lì si ricomincia a ritirare fuori la vera parte di noi stessi che per anni avevamo messo da parte!!

Spero con la mia testimonianza di essere un esempio di speranza per chi ancora ne soffre, credeteci fino in fondo perchè si supera, lo dice chi è stato veramente male.

In fine un abbraccio e grazie alla Dottoressa Laura Bolzoni Codato.”


Brava Lucia e grazie per la tua testimonianza!

Il muro, che per anni hai percepito come insuperabile, era il vero impedimento davanti al percorso che ti ha portata a liberarti dagli attacchi di panico, dalla paura dei suoi sintomi e a ritrovare te stessa.

Il problema era il grande e indesiderato ostacolo, piazzato davanti alla tua meta di ritornare a muoverti libera nello spazio, di sentirti bene dovunque e  di manifestare te stessa, nella relazione con tutte le persone.

Il problema era come una colla che ti teneva ferma, era un grande blocco alla tua vita e alla tua creatività.

Ma il problema ha portato con sé  anche una bella opportunità: ti ha permesso di maturare e di migliorare in un’area della tua vita, nella quale ti sentivi ancora un po’ incerta, non del tutto vera.

Contrariamente al problema, che ti teneva ferma, immobile al di qua del muro, la scelta di fare dei passi concreti lungo il percorso di liberazione dal panico, per esprimere le tue qualità vere e le tue abilità, ti ha rimessa in cammino.

Come scrivo nell’articolo “Come iniziare un percorso uscire dagli attacchi di panico, alcuni consigli utili” ( clicca qui per leggere) : l’errore è sperare astrattamente e vagamente la liberazione dal panico.

Il risultato così viene mancato, il vulcano non viene spento per sempre.

Allora come si fa concretamente a risolvere questo empasse, questo modo fallimentare di pensare?

C’è un modo per risolvere il problema: è amare la vittoria, la vittoria sul panico!

Finché non sei innamorato della vittoria, finché non ti permetti appassionatamente di volere la vittoria, tu rimarrai nella triste prigione in compagnia degli attacchi di panico.

Lucia, quando stringi in mano la scelta e la ami intensamente, sposti tutto!

E’ come avere un esercito che lotta per te!

La scelta è come un sole caldo che illumina tutto!

Vuoi condividere con noi :

I tuoi piccoli e grandi passi, che hai fatto finora, per uscire dal panico.

Che cosa senti, che ancora non accetti e non comprendi completamente, dei tuoi attacchi di panico?

Copyright 2011 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti sono riservati.

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Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 04:30
in: Attacchi di panico
L’attacco di panico e la paura degli altri: voglio diventare invisibile!

agorafobia

Mattia è un giovane studente universitario, che scrive sul nostro Blog : ”… Ho 24 anni e soffro di ansia e Dap, e da ormai un anno a questa parte la mia vita è cambiata, non riesco più ad andare all’università
non riesco a stare tra la gente, non riesco a stare lontano da casa, perchè ancora credo ai sintomi dell’ansia e del panico .ho timore della gente,
mi sento vulnerabile, penso che la gente possa pensare che c’è qualcosa che non va in me,quando sono in giro ho timore di incontrare qualche conoscente
è come se dovessi sempre essere perfetto e all’altezza di ogni situazione, come se non mi fosse concesso di sbagliare.”

Rispondo così a Mattia.

E’ molto importante che tu concluda con la meritata laurea il tuo ciclo di studi e che tu rimanga concentrato, in modo intenso e appassionato, sui libri e sugli esami.

Parallelamente a questo impegno di studio, ti occupi di risolvere a piccoli, ma costanti passi, l’ansia, la leggera fobia sociale e gli attacchi di panico, con tutti gli strumenti che hai già a tua disposizione.

Quando tu percepisci dentro di te la sensazione di disagio che ti comunica spiacevolmente che “c’è qualcosa di sbagliato in te” , inevitabilmente cadrai nel meccanismo opposto, che ti spingerà a “mostrarti perfetto”.

Tutte le volte che oscilli tra il non voler sentire che “deve esserci qualcosa di sbagliato in te” e il dover dimostrare agli altri esseri umani che “devi essere perfetto”, ti muovi tra un aspetto del nocciolo della personalità e il suo opposto complementare …perdi la naturalezza di essere semplicemente te stesso.

E’ da questi due opposti complementari che ti devi emancipare e liberare, non soltanto dall’ansia.

Come puoi fare?

Osserva dentro te stesso, quando ti senti giudicato dalle persone, senti la sgradevole sensazione di “sentirti sbagliato” e …appena si affaccia alla tua coscienza la sensazione di imperfezione, percepisci subito, con accuratezza la tua tendenza a reagire a questo giudizio negativo, fino a comportarti forzatamente “da perfetto”.

A questo punto …vai oltre questa vecchia e inutile trappola e rimani te stesso.

Accogli di andare bene così come sei e contemporaneamente mantieni l’impegno di migliorare quell’ aspetto del tuo carattere che TU, e soltanto TU, hai deciso di rendere migliore.

Sii fedele alla tua natura, non snaturarti, non adattarti ai modelli falsi, che ti tolgono la libertà.  continua a leggere qui

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 13:10
in: fobia sociale and timidezza and vincere panico
Attacco di panico e vacanze

Ogni anno, quando l’estate si avvicina, ricevo tantissime email da persone che mi condividono i loro dubbi, se partire oppure rimanere a casa, per paura che in vacanza, quando sono lontani possa sopraggiungere un brutto attacco di panico, alcuni sono demoralizzati perché, pur avendo prenotato il viaggio con gli amici, all’ultimo minuto non se la sono più sentita di partire, altri sono a disagio perché si sentono diversi da tutti i vacanzieri, che allegramente riempiono le località marine e montane, mentre loro rimangono sconfitti a casa in compagnia del panico, altri mi chiedono l’ultimo consiglio per avere la forza di salire sulla nave oppure sull’aereo…..

Così mi sono venute in mente tutte le difficoltà che regolarmente ho vissuto,  - durante il periodo in cui ho sofferto di attacchi di panico-, nella stagione, che per gli altri era di ferie e di vacanze e che per me rimaneva di solitudine a casa, a studiare il “mio panico” ( Libro Ebook Panico Vinto!) .

Mi ricordo di un’estate critica, in cui alcune mie amiche, capitanate dall’ amica del cuore, persona molto attiva, energetica e positiva, non riuscendo bene a capire né ad accettare la mia condizione di prigioniera del panico, mi avevano convinta a partire con loro per un mese e a visitare il deserto del Sahara.

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Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 02:23
in: Attacchi di panico
Attacco di panico e amore

Roberta, una giovane e simpatica  lettrice del Blog, dal cuore gentile, che ama aiutare gli altri, scrive : “Sono Roberta e sono nuova del blog.
Brevemente la mia storia: è da un anno che soffro di DAP, sono sposata da pochi mesi, ho 35 anni.

Io e mio marito desideravamo un bimbo subito dopo il matrimonio, ma questo non è stato possibile perchè i miei attacchi  di panico più violenti li ho avuti proprio subito dopo il matrimonio ( sembrerà ridicolo ma è così). Ci ho messo un po’ a identificarli, poi, al pronto soccorso, un medico mi ha consigliato di prendere dei farmaci calmanti. Mi è crollato tutto addosso: non volevo farmaci, volevo un figlio e la felicità con mio marito…

Una domanda: l’amore vince sempre, l’amore è più forte di tutto, ma allora perchè mi lascio sopraffare dalle mie paure ? Perchè allora l’amore si lascia bloccare ? Perchè non è abbastanza profondo ? Perchè è egoista ?

Il libro della dott.ssa Laura Bolzoni Codato  mi ha aiutata moltissimissimo, ogni volta, quel libro aveva da dirmi qualcosa di nuovo e di diverso, così come i suoi MP3, così come leggere le vostre vite, le vostre storie, i vostri combattimenti contro il malessere…

 …Ho cominciato e rinascere.
 …Ho rimesso su i 12 chili persi, ho ricominciato ad andare al lavoro, a vedere gente, a stare bene, a sorridere e a ridere.
Non ho più avuto attacchi di panico (ora è da luglio) …”

Rispondo alle domande di Roberta, che come tutti i lettori del Blog non ho mai conosciuto di persona, ma solamente attraverso le parole scritte nei Commenti, dedicandole questo piccolo racconto, che da solo esprime il valore e il significato profondo dell’amore. continua a leggere qui

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 19:36
in: Attacchi d'ansia and gravidanza e panico
Ho avuto un attacco di panico e ho bisogno di aiuto

panico vinto

 

Scrive Michela, una giovane lettrice del Blog:

Buongiorno a tutti,
ho 26anni e mi sono avvicinata al blog di recente…non ho avuto una vita molto felice, ho perso mia mamma quando ero piccola e ho dovuto crescere da sola molto in fretta, ma pensavo che questo mi avesse resa più forte. ho sempre preso la vita di petto senza aver paura di niente…

ho avuto l’ attacco di panico 3 settimane fa e da allora non voglio uscire da casa sola (lavoro da casa) ho paura di sentirmi male e che nessuno mi aiuterà.
Vivo all’estero per lavoro, a parte i problemi di salute che per fortuna si stanno risolvendo posso dire che sono felice, ho un fidanzato stupendo un lavoro fantastico, tanti amici..odio non poter uscire da casa.
tutto e’cambiato cosi in fretta…”

 
Rispondo così a Michela.

L’attacco di panico, che hai sperimentato ti ha molto spaventata, perché è stato un  evento improvviso dal volto terrificante, capitato nella tua bella vita serena.

Nelle settimane successive ti è accaduto interiormente di rimanere in uno stato di allerta, in attesa di sentire eventuali nuovi attacchi, similmente a quando, dopo un vero terremoto sulla terra, a cui seguono le scosse di assestamento, le persone spaventate avvertono continuamente delle sensazioni di sbandamento.

In realtà questo evento spiacevole è piccolissimo all’ interno della tua grande vita, costruita con tanta forza di volontà e molta fatica, per superare la solitudine reale derivata dall’abbandono prematuro della tua mamma.

Però pur essendo piccolo questo episodio, ha lasciato un ricordo intenso che sta occupando tanto spazio nella tua mente e nella tua dimensione emozionale, al punto di bloccarti a casa. CONTINUA A LEGGERE QUI

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 20:29
in: Attacchi di panico
Confusione tra mondo reale e mondo mentale: una storia di successo sugli attacchi di panico

lunaetugrande

Questo articolo è dedicato alla storia con gli attacchi di panico di Michele, un giovane lettore del Blog e ai suoi successi, ottenuti applicando i principi e i consigli che ha compreso e realizzato nella sua vita, dopo aver letto il mio Libro-Ebook Panico Vinto! e le miei risposte ai suoi Commenti.

Scriveva il 19 agosto 2009 sul Blog Michele, giovane laureando in ingegneria informatica, appassionato di videogames e di film horror, clicca qui per leggere il  commento integrale


Gent.ssima Dott.ssa Laura Bolzoni Codato,
sono un ragazzo di 21 anni, di nome Michele.
Poterle finalmente scrivere è per me come intravedere uno spiraglio di luce nelle tenebre più oscure, quelle tenebre che, con grande minaccia, precludono la strada del mio percorso di vita…


Alcune volte vorrei svegliarmi, e far finta che tutto ciò che mi sta capitando, tutto quello
che, da un giorno all’altro, ha fatto di me un’altra persona, ciò che non avrei mai voluto diventare,
sia solo un brutto incubo, e tirare un sospiro di sollievo. Invece no. E’ la realtà.
Tutto, per la verità, ha avuto inizio qualche mese fa. La prima volta che ho avuto un attacco di panico….

…La fine di tutto. La mia vita divenuta un inferno. Non riuscivo più a stare in mezzo agli altri. Non mi dedicavo più ai miei passatempi preferiti. Un vero e proprio morto vivente, sempre
stanco e sempre con la voglia di non fare niente (per paura).
Non riuscivo più neanche a studiare, figuriamoci a dare gli esami. Ogni cosa si trasformava per me in un motivo per avere ansia,
e la frase ricorrente nella mia mente era sempre la stessa: “e se, facendo questa cosa, mi venisse l’ansia ed il panico?”.
Ad aggravare le situazioni, mille pensieri per la testa legati alle malattie.

La mia mente aveva cominciato a fantasticare
sull’infarto, sull’ictus e su altre cose simili…ad esempio: un giorno avevo mal di testa, e subito il mio pensiero era “oh mio Dio…cosa può essere?
E se fossero le avvisaglie di qualcosa di grave?!”. Ho cominciato a perder voglia nel fare tutto, perché
ogni cosa era motivo di ansia e paura di riscontrare delle gravi conseguenze…


…Insomma, cara Dottoressa, la mia vita è diventata quella che è…piena zeppa di paure per tutto, davvero tutto…Certe volte mi domando
perché sia cambiato così tanto. Io, che amavo divertirmi guardando i film dell’orrore, ed ora non riesco neanche a prenderne
in mano il dvd perché subito il pensiero di potermi sentire male guardando il film mi affligge…Io, che amavo i videogames pieni di azione e tensione, ed adesso
non riesco più a giocare a niente, perché “se no mi viene l’ansia e potrei morire”.
Resto in attesa di una Sua risposta, e nel frattempo La ringrazio di vero cuore: con le Sue parole riportate nel blog, “(…) ti sono vicino (…)”, mi ha commosso e, davvero, anche se non La conosco di persona,
la sento comunque vicina a me.
Con stima ed affetto,
Michele.”

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Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 21:20
in: Attacchi di panico and senso di irrealtà
Come iniziare un percorso per uscire dagli attacchi di panico: alcuni consigli utili

 “Soffro di attacchi di panico da quando avevo 24 anni, adesso ne ho 47. Ho passato la mia vita girando tutti i medici possibili: psichiatri, neurologi, agopunturisti, omeopati e ho preso diversi tipi di medicinali. Però nonostante da 6 anni sia in cura da una brava psichiatra e psicoterapeuta il problema esiste ancora.

Io non vivo più o meglio non ho mai vissuto.

Da quando ho letto il suo libro “Panico Vinto!”però mi sento più forte e quando mi capita un momento di agitazione cerco di seguire i suoi consigli.

Non è facile però uscire dal tunnel dopo così tanti anni.”

Scrive Simona, una cara lettrice del Blog, il 25 novembre 2009 nei Commenti all’Articolo “Semplicemente non pensare alla paura: ecco come si fa!”  clicca qui  il link per leggere l’articolo

E ancora Simona, il 30 novembre, aggiunge questa richiesta :

“Cara Dottoressa Laura Bolzoni Codato,

vorrei da Lei una risposta sincera a questa mia domanda:

Crede davvero che si possa uscire dal tunnel definitivamente anche dopo tutti i tentativi che ho fatto in questi 24 anni????  Grazie”

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Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 15:14
in: Attacchi di panico and vincere panico
Quando ritorna l’attacco di panico: la spada nella roccia

Amici fiori anke io ho fatto passi enormi, la settimana scorsa sono partito per Verona tre giorni …io sono di Napoli… aereo , autostrada .. attacchi di panico ma li ho tutti gestiti…
mi sono veramente rincuorato…

ieri sono ripartito per Milano, tutto bene.. poi..

all ‘ improvviso arrivato all’ aeroporto per tornare a casa mi son fatto fregare..

un attacco forte mi ha fatto cascare . mi ha fatto stare agitatissimo e non vedevo l’ora di partire
e oggi sono un po nervoso e mi dico:..

erano anni ke rinunciavo a partire per lavoro

poi adesso ke avevo deciso di farlo con tutte le mie forze nel piu’ bello ci sono ricascato….

dottoressa ,amici fiori ,datemi un consiglio ho bisogno dei vostri incoraggiamenti…

c’e’ la devo fare..”

Così scrive Ciro G., un lettore dal cuore grande, che vive a Marano di Napoli con la moglie e il loro bambino di quattro mesi.

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Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 03:10
in: Attacchi di panico
Attacchi di ansia e di panico in gravidanza, come fare?

 

“…Io spero di liberarmi da questa brutta ansia che mi accompagna tutti i giorni, sai ho preso una decisione importante della mia vita quella che mi cambierà e mi farà maturare di colpo, avere un figlio a 35 anni, è cambiato tutto sono andata via da casa dei miei vivo con il mio compagno ed improvvisamente sono sommersa dalle paure tante troppe paure. Paure perchè io nella mia vita ho sempre programmato tutto dal lavoro alle uscite agli obblighi familiari tutto questa situazione non posso proprio organizzarla e schematizzarla. Spero tanto di superarle queste paure poi ansia e panico mi hanno isolato da tutto e tutti. “

 
Con queste parole il 28 agosto 2009,  Alessandra, una cara lettrice del Blog di 35 anni, che vive nella bella Sardegna ci annuncia la sorpresa di aspettare un bambino. (clicca qui per leggere il commento alla base dell’articolo “Attacchi di panico e stress”)

 
Erika, coraggiosa lettrice del Blog di 32 anni, che ha avuto il suo bambino giovanissima e che vive in una bella località sul Lago di Garda, risponde ad Alessandra così, nel commento del 1 settembre 2009 (ecco il link, clicca qui) :

 
Ciao Alessandra, sono davvero felice per te e ti faccio i miei più sinceri auguri per il tuo bambino e per la tua nuova famiglia.
Avere un figlio, soprattutto alla tua età è una cosa fantastica. Quando è nato il mio ero molto giovane ed immatura per poterlo apprezzare e vivere pienamente.
Tu sei davvero fortunata perchè hai vicino un compagno che ti sostiene e ti ama e sarà vicino a te ed al vostro bambino nei momenti belli come per quelli più difficili.

 Hai fatto bene a lasciare la tua famiglia di origine, per creare giustamente la tua, non devi sentirti in colpa.
Certamente questi profondi cambiamenti non devono essere sottovalutati dato che incideranno sul tuo stato d’animo, sono passi molto importanti che richiedono coraggio e determinazione, ma sicuramente ti faranno crescere ed i tuoi genitori lo capiranno, sei ancora la loro amata figlia, ma adesso sei una donna, una moglie e futura mamma! Vedrai che gioia il tuo bambino e che forza ti darà, potrai sperimentare l’amore sconfinato che per quello che mi rguarda solo un figlio sa farti provare.
Nella mia esperienza con il panico se non ho toccato il fondo della disperazione lo devo principalmente all’amore e alla responsabilità verso il mio bambino.
Adesso stai tranquilla viviti a pieno la gravidanza e cerca di non programmare troppo le cose perchè quando diventerai mamma tutto avverrà in modo naturale, sarà le presenza del tuo bambino a darti un ritmo sano e calmo.
Lui sarà il tuo progetto, la tua massima espressione di amore.”

  continua a leggere qui

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 19:32
in: Attacchi di panico and gravidanza e panico and sintomi panico
Attacco di panico durante uno sforzo fisico? Continua a muoverti, perchè il tuo corpo non è di vetro!

Sentire il corpo che reagisce allo sforzo fisico con una naturale accelerazione dei battiti cardiaci può scatenare un attacco di panico?

Sì, è quello che succede a Senso 78, un lettore del Blog di 31 anni, militare di carriera per quattro anni nell’esercito con missioni all’estero, che abita vicino a Lecce e che scrive:

Io soffro di DAP da circa 4 anni. Lo scorso anno credevo di averlo quasi sconfitto andando a lavorare lontano da casa. Per un anno quasi nulla.

Adesso che sono tornato a vivere a Lecce, sono ritornate vecchie dinamiche e il panico e l’ansia sono ritornati e sto ricominciando a chiudermi a casa anche perché qui non ho amici che mi stimolino ad uscire.

Io ho un blocco, non so se qualcuno si identificherà in questo: ho la paura di fare sforzi fisici.

Forse perché fin da piccolo mio padre mi diceva sempre che avevo un soffio al cuore e di stare attento. Cosa che poi s’è rivelata inesistente nelle innumerevoli visite che ho fatto.

Adesso, appena provo anche solo a fare 10 – 15 secondi di corsetta sul posto mi sale l’attacco di panico, il cuore che mi batte forte nel petto, sembra che esca di fuori, extrasistole a go go e gambe molli.

Figuriamoci a fare una corsetta come facevo prima o una semplice partita di calcetto.
 
Lei cosa mi consiglia di fare???”

( ecco il link dove puoi leggere i suoi commenti completi, clicca qui)

Una cara lettrice del Blog di 46 anni, di nome Chadisja, titolare di un negozio di calzature, presenta questo problema:

“Cara Dott.ssa Laura Bolzoni Codato,
appena è possibile aspetto delle notizie sul fatto di avvertire il panico appena il mio corpo sbatte o si fa’ male.

Se capissi di cosa si tratta o perchè mi succede forse riuscirei a liberarmi di tutto questo.

Non so’ se altri hanno mai sofferto di questo problema se possibile vorrei condividere.
Cavolate rispetto ai problemi che hanno gli altri me ne rendo conto ma è il solito discorso, quando sei coinvolto, in quei momenti esci fuori dalla tua persona e per rientrare fai veramente fatica. CONTINUA A LEGGERE QUI

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 21:16
in: Attacchi di panico and sintomi panico
Attacco di panico: che cosa ci fai al Pronto Soccorso?

Se per un attacco di panico corri spaventato, per la seconda volta, al Pronto Soccorso, forse sei nel posto sbagliato al momento giusto!

Perché?

Perché quando vivi l’attacco di panico è il momento in cui hai veramente bisogno di un aiuto caldo, profondamente umano e il tuo corpo è sano, anche se ti sembra di stare malissimo.

Al pronto soccorso si affida il proprio corpo fisico, quando temiamo di avere qualcosa di serio da controllare e da curare, come un trauma, una brutta ferita, un inizio di infarto, una slogatura, una crisi respiratoria, ma… se già conosci le ormai note sensazioni che accompagnano fedelmente l’attacco di panico, allora è il momento di riconoscere CHI ti puo’ aiutare e COME  VUOI ESSERE AIUTATO.

Quando hai l’attacco di panico non è la macchina, ovvero il tuo corpo, che ha qualcosa da aggiustare in carrozzeria (  il Pronto Soccorso ), ma è il guidatore della macchina che è confuso, spaventato, smarrito, che sente  il proprio normale senso di sé che si sta allontanando e dissolvendo, che chiede disperatamente: AIUTOOOOO! continua a leggere qui

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 17:09
in: Attacchi di panico and sintomi panico
Non evocare i sintomi dell’attacco di panico, non aprire la stanza di Barbablù

COME PER UNA BRUTTA MAGIA ECCO APPARIRE  L’ATTACCO DI PANICO

Scrive sul nostro Giardino-Blog Antonio 3, giovane titolare di due supermercati nella bella Napoli:

L’altro giorno ero andato alla cassa a sostituire una delle due cassiere, mentre ero lì si presentano altre persone che mi desideravano, quindi entro subito in una situazione di stress, ma fin qui ci siamo, bastava dire alle persone di aspettare qualche istante e poi si sarebbe risolto tutto, ma dato che sono una persona sensibile passo dallo stress al mini attacco di panico, perché come sapete si comincia ad ascoltare i sintomi che il nostro corpo avverte nella situazione di stress ed ecco che, come per magia l’attacco parte…

La tendenza a evocare e a richiamare i sintomi dell’attacco di panico è una cattiva abitudine da abbandonare prima possibile, perché è inutile e dannosa.

Ha il vero potere distruttivo di far riapparire gli attacchi di panico.

E’ un ‘azione mentale ed emozionale da non fare!

Nella fiaba settecentesca di Perrault “Barbablù” il ricco mercante, prima di partire per un lungo viaggio consegna un mazzo di chiavi alla moglie dicendo: “Eccoti le chiavi delle varie stanze, questa è la stanza del vasellame d’oro e d’argento, questa della stanza dei gioielli…e quest’ultima chiave apre uno stanzino in fondo alla scala che porta in cantina. Ti proibisco di entrarci. Se disubbidirai te ne pentirai amaramente!”

Naturalmente la moglie di Barbablù non seguì l’indicazione del marito e d’improvviso le venne una gran voglia di dare un’occhiata subito, prese la piccola chiave, la infilò nella toppa, aprì la porta e… continua a leggere qui

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 14:45
in: Attacchi di panico and sintomi panico
Semplicemente non pensare alla paura: ecco come si fa!

come uscire dall'agorafobia

Nel mio articolo “Attacchi di panico con e senza agorafobia: come imparare dai fallimenti!”  abbiamo conosciuto la paura di perdersi, la solitudine infinita percepita dentro di sé dall’alpinista estremo Reinhold Messner, durante l’attacco di panico, da lui vissuto di fronte al Nanga Parbat.

Leggiamo adesso qual’ è il segreto che lo scalatore delle montagne più alte del mondo, ci rivela per uscire dai terribili momenti di panico “Cerco semplicemente di non pensare alla paura. Cerco di pensare a qualcosa di completamente diverso, a qualcosa di stimolante: è l’unico sistema per non impazzire nella situazione critica”.

Sono d’accordo con Messner.

Ma come si fa concretamente e praticamente a non pensare alla paura di un attacco di panico, che potrebbe venire quando usciamo di casa, quando camminiamo per le strade, quando siamo sull’autobus oppure al supermercato?

Per prima cosa analizziamo la differenza tra “pensare” e “sentire”, tra “pensare ai sintomi dell’attacco di panico” e “sentire i sintomi quando l’attacco di panico è ormai sopraggiunto”.

Pensare alla paura, evocare l’ ansia, che nutre la paura e che è già stata vissuta nei precedenti eventi dolorosi, quando i sintomi del panico ci hanno sopraffatto, la alimenta, la nutre facendola aumentare sempre più, gonfiandola come un pallone che diventa sempre più grande e che ci solleva da terra, staccandoci dal mondo reale. (continua a leggere qui…)

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 19:16
in: Paura
Come imparare dai fallimenti e andare oltre i limiti?

La vittoria sul disturbo di panico è una conquista che si ottiene passo dopo passo, percorrendo in solitaria oppure in due oppure insieme ad altri compagni di viaggio il sentiero per ritornare a vivere una vita libera e pienamente realizzata.

Raramente accade che la vittoria conquistata improvvisamente sia definitiva, similmente come è raro vincere il biglietto milionario della Lotteria e rimanere ricchi.

Questa realtà è un bene, perché ci permette di costruire in modo solido e duraturo le basi del successo finale, di comprendere gli errori fatti, di tentare di fare meglio, di lasciare l’orgoglio e di diventare umili, ma soprattutto ci insegna a imparare dai fallimenti.

Quando  racconto che ho lavorato con Reinhold Messner le persone mi credono subito, anche perché possono vedere le foto che ci ritraggono insieme.

Ma quando racconto che il grande scalatore estremo, – l’unico al mondo che ha conquistato 14 cime degli Ottomila, che ha affrontato 3.500 scalate, che ha conquistato la montagna più alta della terra, l’Everest senza ossigeno, che il 9 agosto 1978 ha realizzato la prima in solitaria alla parete Diamir del Nanga Parbat sempre senza ossigeno, che ha fatto 30 spedizioni agli Ottomila -, ha fallito molte volte incominciano a credermi un po’ di meno.

Quando poi condivido che il grande scalatore conosce molto bene gli attacchi di panico, perché ne ha sofferto personalmente, mi guardano stupiti e spontaneamente esclamano: “No, Laura, non è possibile!” (continua a leggere qui…)

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 20:56
in: Attacchi di panico
Attacchi di panico e ansia anticipatoria: l’attesa del nemico

agorafobia e ansia anticipatoria

 

L’ansia è l’anticipazione apprensiva di un pericolo oppure di un evento negativo futuro, accompagnata da sentimenti di angoscia oppure da sintomi fisici di tensione.
Gli elementi che creano tensione e ansia possono appartenere sia al mondo interiore sia al mondo esterno.

In entrambi i casi lo stato d’animo che si vive è quello dell’ATTESA del NEMICO.

 
Il nemico è l’attacco di panico, che può apparire quando e come vuole, in totale indipendenza dalla nostra volontà.
Per spiegare in modo semplice  e pratico l’ansia anticipatoria userò il romanzo di Dino Buzzati “Il deserto dei Tartari”.

Nella Fortezza Bastiani, posta ai confini dell’Impero austro-ungarico, nella pianura chiamata deserto dei Tartari, Giovanni Drogo e i suoi militari continuano a vivere seguendo le norme rigide della disciplina, anche se da molti anni non c’è più stato nessun attacco da parte dei nemici. (continua a leggere qui…)

Dott.ssa Laura Bolzoni Codato @ 06:21
in: Ansia and Ansia anticipatoria and Attacchi d'ansia
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