PANICO CON AGORAFOBIA: COME VINCERE LA PAURA DI USCIRE DI CASA

Nel disturbo di panico con agorafobia viviamo la paura che nuovi attacchi di panico possano ripresentarsi nuovamente proprio là dove sono già accaduti oppure nei luoghi  da dove è difficile scappare e che comunque sono lontani da casa.

 
Ci sentiamo smarriti  nello spazio attorno a noi, mentre dentro di noi avviene un terremoto di  sensazioni sgradevolissime che ci fanno temere di perdere completamente il controllo, di svenire, di diventare strani e irreali, fino forse a impazzire.

 
E’ la paura che tutto ciò possa ripetersi ancora una volta che ci rende sempre più difficile uscire di casa.

 

Come ne veniamo fuori da questo gioco, dove si perde quasi sempre per scacco matto a favore del panico?

 
In questo articolo scelgo di guardare al disturbo di panico con agorafobia da un punto di vista della sensibilità agli stimoli esterni dell’ambiente esterno, dando un’ angolatura semplice e pratica a un serio e complesso problema con il fine di aiutarti a fare delle nuove piccole uscite di casa.

 
Se desideri approfondire il tema, puoi leggere il mio Ebook ‘Panico Vinto!”

 
C’è un elemento che possiamo migliorare, che è  EDUCARE LA NOSTRA SENSIBILITA’.

 
E’ importante capire che la sensibilità, che è una qualità altissima, non deve diventare un limite oppure un impedimento alla nostra vita quotidiana.

 
Se, come stile di vita, tu ami stare tranquillo a casa e lo scegli liberamente, non perché sei prigioniero degli attacchi di panico, va bene, non è necessario che tu sia diverso da come sei.

 
Però se stai rintanato in casa, perché hai paura di uscire, anche se hai bisogno di andare per le vie della città per fare la spesa, per andare in posta, in banca, per lavorare, per andare dal dentista oppure dalla parrucchiera allora è bene imparare a gestire gli stimoli intensi fisici della realtà esterna, della vita cittadina in modo adeguato.

 
Non sentirti ferito dal rumore dei clacson, dalla relazione con le persone.
Metti al secondo posto le sensazioni sgradevoli di ansia e di panico che senti all’interno di te e metti al primo posto le cose pratiche che devi fare in città, fuori casa.

 
Parla a te stesso: “ Bene, a casa mia, nella mia “cuccia calda” vivo una vita quieta e silenziosa come piace a me, ma adesso sono qui in città e ACCETTO i rumori, lo smog, la gente, le luci, il caos del traffico. Sono in grado di gestire le sensazioni di panico a cui dico : ‘Francamente me ne infischio di voi’. Sono in una grande stanza all’aperto, che si chiama città e scelgo di starci serenamente per un po’, poi ritornerò nella mia vita quieta”.

 

Trova un tuo personale nuovo modo di vivere la città, non spalmare sulle strade che percorri il ricordo degli attacchi di panico.

 
Guarda le cose belle che ci sono: i caffè con le persone che chiacchierano, le biciclette che svettano verso chissà quali mete, i signori che parlano di lavoro……

 
Prova a migliorare il tuo vissuto verso la vita fuori di casa tua.

 
Porta la tua attenzione ai tuoi organi di senso, agli occhi, alle orecchie, all’olfatto e educali, abituali a una SOGLIA DI STIMOLI PIU’ ELEVATA, mentre sei per le strade della città.

 
Quando senti un rumore forte ACCETTALO, LASCIA CHE PASSI ATTRAVERSO IL TUO CORPO E….ABBANDONALO, LASCIALO ANDARE, NON TRATTENERLO.

 
Porta l’attenzione alle cose che hai da fare

.
Molti lettori mi raccontano dei loro grandi successi ottenuti semplicemente trasferendo l’ MP3 gratuito “S.o.S. Vademecum Panico” con la mia voce nel loro iPod e ascoltandolo mentre camminano fuori casa.

 
Ti lascio con una riflessione profonda del cantante Andrea Bocelli, che completamente cieco fin da bambino, riesce a trovare la musica nel silenzio e a dire:”La fiducia è un carisma prezioso che conduce verso la felicità: così è felice il cieco che ha FIDUCIA NELLO SPAZIO che lo circonda”.

 

Ti auguro di sostituire  con tanta forza e con tanto amore la PAURA DELLO SPAZIO con la FIDUCIA NELLO SPAZIO!

 

Copyright 2009 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.

 

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Laura Bolzoni Codato @ 02:25
in: Agorafobia and Attacchi di panico
ATTACCO DI PANICO CON AGORAFOBIA: LA PAURA NELLO SPAZIO

 

ansia

L’agorafobia, che è l’aspetto più invalidante del disturbo di panico è legata alla categoria esistenziale dello SPAZIO.

 
Mentre l’ansia, come scrivo nell’articolo sottostante, è legata al TEMPO, l’agorafobia non ha nulla a che vedere con il sentiero del tempo in quanto appare quando siamo nello spazio.

 
Non è la paura irrazionale DELLO spazio, ma la paura di perdere se stessi NELLO spazio.

 
Durante l’attacco di panico con connotazione agorafobica ti sembra di perdere il tuo corpo, la tua stabilità fisica e psichica,  ti senti traballare e diventare poco reale.

 
Il termine agorafobia di fatto non è perfettamente congruente.
Vediamo perché.

 
La fobia è una paura irrazionale, avvolta da ansia e da repulsione, verso certi animali, persone, cose.

 
Ad esempio nella claustrofobia viviamo la paura dei  luoghi chiusi, tipo ascensore, porte girevoli in banca, nella idrofobia abbiamo paura dell’acqua, nell’aracnofobia dei ragni, nella ofidiofobia dei serpenti, nella cinofobia dei cani, nella glossofobia di parlare in pubblico, nella aereofobia abbiamo tanta paura di volare…

 

L’agorafobia  non è la  paura della grande piazza oppure del luogo aperto, anche se questo era il significato nella cultura greca, ma è la terrorizzante paura che deriva dal non sentire quasi più l’appoggio dei piedi sul terreno, le gambe che diventano mollemente leggere, il cuore che batte, il respiro che diventa irregolare, mentre sai che gli altri esseri umani ti possono guardare e accorgersi che c’è qualcosa che non va in te.

E’ una sensazione simile al naufragare nell’aria.

Improvvisamente lo spazio diventa nemico.

Rimanerci dentro è quasi insostenibile.

Sei lontano da casa tua, dalla tua “cuccia calda” e non hai proprio idea di come farai a ritornarci, perché ti senti veramente svenire e morire, in una dissoluzione percettiva che attraversa tutti i tuoi sensi fisici.

Di fatto non è dalla tua casa, intesa come abitazione, da cui ti senti lontano, ma dalla tua “casa interiore” , da te stesso, dalla tua natura profonda non fisica.

Ti senti smarrire nelle penetranti e sgradevoli sensazioni di panico, che interpreti erroneamente come segnali di una morte esistenziale quasi certa, anche se sai che non morirai, visto che sei sempre sopravvissuto.

Perdi la relazione con te stesso a causa della violenza dei sintomi dell’attacco, come accade alla fogliolina autunnale che si stacca dall’albero e vola in balia del vento, che …chissà dove la porterà.

Se ascolti le sensazioni finirai con l’identificarti e ti perderai.

Ti devi invece collegare con la parte stabile, forte e più profonda di te stesso, dove abita la consapevolezza.

Devi imparare a OGGETTIVARTI NELLO SPAZIO.

Lo spiego in modo semplice.
Quando sei fuori casa, all’esterno, tu ti trovi tra  il cielo e la terra sulla quale poggiano i tuoi piedi, grazie alla forza di gravità.

Per oggettivarti e uscire dal senso di irrealtà e di depersonalizzazione che ti avvolge quando vivi l’attacco di panico con agorafobia, hai bisogno di triangolare tre punti di riferimento: la terra che è sotto di te, il cielo che è sopra di te e l’individuo consapevole che è dentro di te.

Quando tu sei tranquillo a casa tua e passi da una stanza all’altra, andando dal salotto in cucina per berti una buona tazza di tè, NON PERDI TE STESSO.

SEI SEMPRE TU, solamente in stanze diverse.

E qui, fuori casa è la stessa realtà solamente che sei in una stanza all’aperto oppure in autostrada, al supermercato, alla posta, in banca, in treno.

Però sei ancora e sempre TU!

Hai solamente cambiato posto!

Non sei solo, perché c’è qualcuno che ti accompagna sempre, che non ti abbandona mai e che sei TU STESSO!

Portati nel tuo cuore.

Questa consapevolezza può veramente aiutarti molto.

Finchè non sarai fuori per sempre dal disturbo di panico con agorafobia, prendila così: nella vita di oggi ognuno ha i suoi problemi, c’è chi ha l’allergia primaverile ai pollini e chi ha l’agorafobia!

 Vedrai ne verrai fuori, come è stato per me e come racconto nel Libro Ebook Panico Vinto!

Concludo questa prima parte sull’agorafobia lasciandoti questo semplice, ma efficace piccolo esercizio per aiutarti a oggettivarti nello spazio.

Vai con coraggio, tenendo stretto te stesso nel tuo cuore, in un posto dove ci sono delle persone e fai attenzione a non attirare la loro attenzione.

Se non te la senti di andare da solo, va bene che ti fai accompagnare per le prime volte, da qualcuno che ti vuole bene.

Porta con te un piccolo quaderno per scrivere degli appunti.

Puoi rimanere in piedi, ma puoi anche sederti su una panchina.

Senti bene i piedi che appoggiano e aderiscono al terreno.
Durante questo esercizio possono accadere delle esperienze belle, curiose, interessanti, accetta qualsiasi cosa succeda.
E’ anche possibile che le prime volte non succeda nulla di particolare e va bene così.

Indirizza la tua attenzione su una persona che vedi come punto fisso e determinato.

Poi sposta l’attenzione al cielo infinito.

Se è nuvoloso guarda “attraverso le nuvole”.

Poi, riporta lo sguardo sulla stessa persona oppure su una persona diversa.

Poi di nuovo al cielo infinito.

Cerca di sentire lo spazio infinito nel cielo.

Fallo più volte, lavora in questo modo fino all’intuizione che scriverai sul tuo quadernetto.

Vai, prova, ti sono vicino!

Assapora questa uscita come un bambino con la bicicletta nuova….e con un aquilone appeso al manubrio….

 

Copyright 2007-2009 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.

 

Vuoi raccontare come è stata la tua uscita nelle” stanze all’aperto”?

Vuoi parlare della tua agorafobia?

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Laura Bolzoni Codato @ 18:26
in: Agorafobia and Attacchi di panico and paura aereo and senso di irrealtà and sintomi panico
ANSIA E STRESS: COME CONTROLLARLI NELLA NOSTRA VITA?

Esiste una relazione tra ansia e stress?
Sì, esiste ed è molto evidente!

Intanto premetto che l’ANSIA è il sottofondo, il rumore sordo, ma costante che sottende silenziosamente sia l’ATTACCO DI PANICO, sia l’AGORAFOBIA.

E’ come una tovaglia, che copre il tavolo dove giochiamo la nostra vita, su cui successivamente viene ricamato, in rilievo, il panico e la terribile paura di sentirsi smarriti nello spazio.

L’insonnia è spesso un effetto dell’ansia.
Le sgradevoli sensazioni diurne e notturne di soffocamento sono segnali di un livello alto di ansia, presente nella nostra vita.

Mentre l’agorafobia è legata alla categoria dello SPAZIO, l’ansia è legata alla categoria del TEMPO.
Bisogna affrontarle in due modi differenti.

Scelgo di spiegare questo concetto da un punto di vista metafisico.
Tutto ciò che esiste, tutto ciò che è fisico e che può essere percepito dai nostri cinque sensi, è composto di materia, energia, spazio, tempo, esistenza.

L’ansia è presente, perché abbiamo una cattiva gestione del nostro tempo.

Faccio degli esempi pratici.
Se devi capire qualcosa di nuovo oppure di importante e hai poco tempo a disposizione per farlo, andrai facilmente in stress.

Se devi imparare in pochi minuti, da principiante oppure addirittura da profano, come si fa a inviare le email con il computer e nessuno te lo ha mai insegnato prima, se fino ad ora sapevi solamente scrivere le lettere a mano con la penna e le imbucavi  nella cassetta della Posta, andrai certamente in stress, sarai sicuramente agitato.

Se la medesima abilità di inviare le email la puoi imparare in una settimana, sarai più rilassato.

Se devi accompagnare tua figlia all’asilo e vedi che  rimane da dieci minuti davanti al suo armadio a scegliere l’abitino del colore preferito, mentre, guardando l’orologio, ti accorgi che siete tremendamente in ritardo, è naturale che inizierai a sentirti preoccupata e diventerai irritata e nervosa.

Se hai mezz’ora di tempo regalata in più, puoi rimanere lì a godere la bellezza di quel momento con la tua bambina.

Se devi dare un esame all’università e hai solamente dieci giorni per studiare sette grossi libri, anziché tre mesi di tempo a disposizione, ti verrà l’ansia.
Tenderai a dire a te stesso, preoccupato: “Chissà se ce la farò?”

Come vedi è tutta una questione di tempo.
Il tempo è alla base di tutte le componenti della nostra vita quotidiana e delle nostre attività.

Per avere il controllo positivo della tua vita, è indispensabile avere il controllo del tuo tempo.

Per farlo devi avere un PROGRAMMA.
Programmare è l’arte di organizzare e di mettere in ordine il tempo.

Ti consiglio di crearti il tuo orario giornaliero.

Non significa che la tua vita diventerà noiosamente inquadrata.
Alla mente piace molto la routine.
Gironzolare a vuoto per ore e ore di fatto crea stress, non rilassa per nulla!
Forse all’inizio ti sarà difficile farlo, forse penserai: “Ma cosa sto facendo? Ma chi me lo fa fare?”

Intanto nessuno ti costringe a farlo: è per te che lo fai!
Un programma ben pianificato semplifica la vita, ti permette di organizzare il tuo tempo e di fare tantissime cose in un giorno, senza creare ansia.
Quando prepari il tuo orario giornaliero includi ciò che è necessario, ma non di più.

Non “strafare”!
Non esagerare, altrimenti smetterai presto!
E’ bene che pianifichi ogni giorno un po’ di tempo che  dedichi a non fare nulla in particolare, un intervallo in cui puoi dedicarti a qualcosa che ti piace di più, anche vistosamente inutile.

Il programma giornaliero è tuo, è per te e lo puoi sempre cambiare.
Programmare dà un ritmo sano alla vita, dà ordine, contentezza.
Il segreto è iniziare con poco.

Ti faccio un esempio di programma giornaliero: dopo la doccia, fai  la tua colazione, poi lavori quattro ore, poi fai il pranzo con la tua famiglia, poi fai la tua passeggiata, poi c’è il momento della lettura del tuo libro preferito, il momento che dedichi ad aumentare qualche tua abilità (usare il computer, fare i biscotti in casa, coltivare le erbe aromatiche, ballare il tango…), il  momento in cui guardi il tuo programma preferito alla televisione oppure navighi in internet, l’orario in cui ti prepari per andare a dormire….

Regalati più tempo se devi imparare oppure fare delle cose nuove, impegantive e difficili!

Ti condivido che, quando gli attacchi di panico hanno iniziato a ingombrare pesantemente la mia vita ed ero all’apice del mio successo personale e professionale, erano già molti mesi che soffrivo di insonnia, che mi sentivo irritabile che lavoravo, lavoravo, lavoravo….

Mi ero allontanata da un ritmo sano e equilibrato della giornata.
Agli incontri di lavoro ne seguivano subito altri, appena scendevo da un treno oppure da un aereo, ne riprendevo subito un altro.
Non c’era momenti di “inutilità” e di silenzio nella mia vita, non mi concedevo mai un vero momento di relax, mai mi sarei sognata di abbracciare un albero nel bosco, di annusare un fiore, di contemplare un bel tramonto.

Al posto della poesia, nella mia vita, c’era l’efficienza, l’essere BRAVA, l’essere utile ai miei clienti.

Lo racconto chiaramente nel paragrafo Il coraggio di cambiare. Inizio a trasformare il mio stile di vita, nel mio libro Panico Vinto!
Un giorno una mia collaboratrice mi ha detto, con un tono misto di ammirazione e di stupore: “Laura, ho visto il tuo curriculum e tutte le cose che hai creato: sembrano fatte da tre persone  diverse, sembrano tre vite separate, non una sola!”

Era vero, però anche il mio livello di ansia aumentava, senza che riuscissi a controllarla e a dominarla e l’appuntamento con gli attacchi di panico era ormai inevitabile, mi stava ineluttabilmente aspettando.

Che cosa scegli di fare?
Vuoi continuare a correre in compagnia dell’ansia oppure vuoi controllare il tempo, iniziare a rallentare e fermarti  a sentire ancora la bellezza e la poesia della vita?

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Laura Bolzoni Codato @ 17:52
in: Ansia and Senza categoria and Stress
ATTACCHI DI PANICO E STRESS

Il nostro stile di vita può velocemente diventare disordinato e stressato a causa di eccessive responsabilità,  troppo lavoro, troppo tempo trascorso in modo nervoso per spostarci in macchina oppure in treno, troppe relazioni impegnative, troppa tensione nel gestire l’invio e la lettura delle email, nell’ usare sempre nuove tecnologie del computer, dei cellulari, dei palmari.

Rimane sempre meno tempo per noi stessi, per un momento intimo fatto di silenzio e di inutilità, per una passeggiata nella natura.

Ci sono quattro tipi di stress: fisico, ossidativo, emozionale, relazionale.
 
La reazione del corpo allo stress è caratterizzata dal cuore che batte più forte e più velocemente, dall’adrenalina, noradrenalina, cortisolo, che corrono nel sangue, che accelerano la respirazione e alzano la pressione sanguigna.

Lo stress ossidativo nasce dallo smog,  da un eccesso di fumo, di alcool, di cibo.

Lo stress emozionale deriva da un addensarsi di sentimenti, di reazioni, di stati d’animo, che dobbiamo reprimere oppure subire per tanto tempo, senza poterli esprimere e lasciar andare.

Lo stress relazionale deriva dall’avere rapporti superficiali, formali con le persone dove non ti senti compreso, accettato e amato.

E’ molto importante che scegli di controllare il livello di tensione e di ansia presente nella tua giornata, che alterni momenti in cui vedi tante persone a momenti in cui non parli con nessuno, momenti in cui devi rappresentare te stesso in varie identità, a momenti in cui stai in pantofole.

Prenditi cura di te: se riconosci di avere la natura sensibile di un fiore delicato come il tulipano e il papavero, non voler vivere come un cactus spinoso!

Crea un programma giornaliero in cui sono inclusi cinque minuti di completo relax.
Ricordati di bere molto tè verde, tanta camomilla, tè alla frutta,  tè giapponese  senza teina.
Intercala i pasti con piccoli spuntini, tieni controllata la curva glicemica.

Ti consiglio di introdurre nella tua alimentazione quotidiana più lipidi e steroli, più vitamine, soprattutto la vitamina E, la vitamina C, insieme a quelle del gruppo B, più acidi grassi Omega 3. Li trovi nei cereali integrali, nel pesce, nei legumi, nella verdura e nella frutta.
Se non hai il tempo per curare personalmente la tua alimentazione, usa gli integratori alimentari naturali, non chimici.

L’eccesso di stress e di responsabilità può provocare gli attacchi di  panico.
Se continui a tenere lo stesso tenore di vita di prima, dove sei oberato di responsabilità, appesantito da problemi affettivi, di relazione, finanziari, continuerai ad avere un livello alto di ansia.

L’ansia può sciogliersi rapidamente se togli alcune cose che ti appesantiscono troppo e ne introduci altre che ti rilassano, che ti divertono, che ti fanno sentire bene.
Inizia a rallentare il ritmo della tua vita, vivi la tua giornata più lentamente, in modo più naturale!

Non voler controllare tutto!

Lascia andare, lascia andare, lascia andare!
 
Inizia a vivere con calma!

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Laura Bolzoni Codato @ 18:36
in: Agorafobia and Ansia and Attacchi d'ansia and Attacchi di panico and Rilassamento and Senza categoria and Stress and sintomi panico
‘PANICO VINTO!’, NEL LIBRO CONDIVIDO CON TE COME HO VINTO COMPLETAMENTE E DEFINITIVAMENTE GLI ATTACCHI DI PANICO E L’AGORAFOBIA

Libro-Ebook di 91 pagine

Scaricabile subito sul tuo computer

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In questo Ebook condivido con te la storia dei miei attacchi di panico durata dieci anni, il percorso naturale che in poco tempo mi ha liberata completamente e definitivamente dagli attacchi di panico e che anche TU puoi seguire.

 

IL LIBRO E’ DEDICATO A………..

A te, che forse hai riempito la tua casa di libri interessanti che parlano del panico, ma che non ti hanno aiutato a guarire definitivamente.

 

A te, che forse corri da un forum all’altro in internet, che cerchi tra le migliaia di pagine di Google qualcuno che ti riconosca, che ti capisca e, proprio perché ha vissuto esattamente la tua medesima realtà, ti aiuti a girare lo sguardo verso la salute, verso il benessere e a dire addio a tutto questo mondo che diventa spesso una vita intera.

 

A te, professionista di successo che ti vergogni di dire che cosa ti succede e cerchi di andare al lavoro impasticcato, con le gocce di antidepressivo in tasca e nascondi a te stesso che non ne verrai mai fuori, così .

 

A te, giovane mamma , bravo papà, che fai un bel lavoro e ami i tuoi figli, però sei disperato dentro e non riesci a guidare la macchina per un tragitto superiore ai dieci chilometri.

 

A te, giovane studente e studentessa universitaria che non riesci più ad andare in facoltà e forse non ti laurerai mai, perché credi ai sintomi degli attacchi di panico.

 

A te, amica preoccupata, a te, amico disperato che spendi tutti i tuoi soldi in mille terapie, con rinnovata speranza di guarire e sei inevitabile deluso per l’ennesimo insuccesso, che non riesci più a entrare nel supermercato a fare la spesa, a salire su un treno, a pagare le bollette in banca e alla posta.

 

A te che vivi accanto a una persona cara, che soffre di disturbo di panico e non sai come aiutarla concretamente, come ascoltarla, come comprenderla.

 

A te che cerchi un libro da leggere subito, senza dover andare in libreria, ricco di informazioni utili, pratiche, un saggio serio e contemporaneamente veloce e semplice da leggere.

 

Non troverai da nessuna parte un libro scritto da una persona che sia ha sofferto di panico, sia è una psicologa molto esperta del problema!

 

Leggilo subito!

 

Vuoi condividere sul blog la tua esperienza con gli attacchi di panico, i tuoi successi, i tuoi momenti di sconforto?

Grazie!

Copyright 2007-2009 di Laura Bolzoni Codato

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Laura Bolzoni Codato @ 15:26
in: Attacchi d'ansia and Attacchi di panico
SINTOMI DI UN ATTACCO DI PANICO? FRANCAMENTE ME NE INFISCHIO!

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Questo è il motto che ho condiviso in questi tre intensi giorni, trascorsi insieme ai meravigliosi, coraggiosi, sensibili, motivati partecipanti del seminario Panico Vinto!

 

 

Abbiamo conosciuto insieme l’origine e la causa del panico, i 10 passi del metodo naturale da me creato per uscire dagli attacchi di panico e dall’agorafobia, abbiamo affrontato insieme i sintomi apparsi in diretta nel ristorante, imparato a oggettivarci per uscire dalla de-personalizzazione e de-realizzazione che ci accade all’esterno, per strada, abbiamo passeggiato nel silenzio del bosco, cercando di scoprire e di vivere intensamente “chi vive il panico”?, abbiamo pianto e riso insieme.

 

 

Ringrazio gli psicologi, terapeuti, coach che hanno partecipato al seminario e auguro ai miei amati partecipanti di continuare a vincere il panico!

 

 

A te, che segui il mio blog, per te, che ancora cerchi la via per uscire da questo terribile, pesante e invalidante incubo che si chiama “panico”, lascio da ascoltare alcuni mp3 con le mie parole dal vivo pronunciate durante il seminario e le preziose testimonianze di alcuni partecipanti.

ecoverseminario

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Laura Bolzoni Codato @ 21:36
in: Agorafobia and Ansia and Attacchi d'ansia and Attacchi di panico and Testimonianze and sintomi panico
PANICO E ATTACCHI DI PANICO, SENZA VOLERLO, SENZA SAPERLO SIAMO NOI A PERPETUARE QUESTO MECCANISMO SGRADEVOLE

Gli attacchi di panico, non sono qualcosa che accade dentro di noi , anche se sentiamo i sintomi, anche se percepiamo il disagio, ma sono qualcosa che , senza saperlo, senza volerlo, perpetuiamo.

 

Qualcosa che noi, quasi a comando creiamo.

 

Mi spiego meglio, con un esempio personale.

 

Nei lunghi anni, in cui ho sofferto di panico, mi accadeva questo: ad esempio, mi trovavo al ristorante, stavo bene, ero contenta, mi sentivo a mio agio e…..improvvisamente appariva nella mia mente un pensiero distruttivo che diceva più o meno così: “E se mi venisse l’attacco?”

 

Ecco che, come i pompieri che si mettono a correre al suono della sirena che dà l’allarme per spegnere l’incendio, i sintomi ben noti del panico, si presentavano in forma smagliante.

 

Completi, i soliti, classici, inconfondibili sintomi dell’attacco di ansia e di panico.

 

Dopo anni di questo gioco mi sono resa conto che ERO IO A CREARLI, ero io a farli apparire a “comando”.

Questo è stata una delle realizzazioni che mi hanno fatto comprendere come rompere questo “brutto gioco”.

 

Anche se altamente e terribilmente sgradevoli questi sintomi sono INOFFENSIVI.

 

Ognuno di noi, come ha il potere di crearli, ha ugualmente il potere di di-screarli.

 

In attesa che esca il mio libro, che avrà molte pagine dedicate a questa mia scoperta, posso dare a tutti coloro che me lo chiedono questa indicazione semplice e pratica: “Meno tempo ti concentri sui sintomi e prima passa l’attacco di panico e di ansia”.

 

Decidi con forza, con tutta la forza che hai di non nutrire più questo ramo del tuo sistema nervoso, di lasciarlo seccare per sempre, così quando verrà il primo vento forte della consapevolezza, te lo staccherà e te lo farà volare via, per sempre!

 

Una scelta di vita sbagliata oppure semplicemente non in armonia con la nostra natura e verità interiore, può essere l’occasione che fa precipitare il disagio, ma sicuramente non ne è mai la vera causa scatenante, che giace silenziosa da un’altra parte.

 

Dove?

Nel sistema nervoso centrale e periferico, nel cervello (amigdala-ippocampo-talamo), nei circuiti neuronali e nella dimensione della mente.

 

Fino a che non diveniamo consapevoli di questo e non ripercorriamo più e più volte la “strada della paura”, meglio se con l’aiuto di un professionista esperto della materia “panico-attacco di panico-ansia-agorafobia”, potremo solamente alleviare i sintomi, ma di fatto fare soltanto un leggero solletico al meccanismo, che continuerà a persistere e che, anzi, si auto-rinforzerà.

 

Come un muscolo che più lo usiamo e più diventa forte e allenato, anche per il sistema nervoso e per la mente collegata a questi vissuti biologici , neurologici ed emozionali, è la stessa cosa.

 

La “via del dolore” è la stessa, solamente che lungo questa via ci sono varie stazioni nel tempo.

 

C’è un dolore piccolo recente che attira un dolore meno recente, un altro più antico, un altro antichissimo (forse il trauma del primo giorno di scuola, oppure della mia prima uscita con un estraneo oppure di quando avevo tre anni e la mamma mi ha dato un nuovo fratellino oppure la mia stessa nascita, magari in un ospedale freddo e asettico).

 

La buona notizia che vi lascio è che , per quanto siano state DOLOROSE E INSOSTENIBILI le esperienze traumatiche oppure, semplicemente, forti del passato, POSSIAMO CAMBIARE LE RISPOSTE AL SISTEMA NERVOSO.

 

Quella che è stata una sopraffazione a un anno di vita, a tre anni, a sei anni non le è più ADESSO che ne ho venti, trenta, quaranta, cinquanta!

 

Si può dare inizio a un bellissimo e utilissimo lavoro di recupero dal dolore della sopraffazione.

 

Ci vuole la “PASSWORD”, ma quando viene trovata, l’INIZIO DELL’USCITA DAL TUNNEL E’ CONQUISTATO.

 

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Laura Bolzoni Codato @ 01:34
in: Agorafobia and Ansia and Attacchi d'ansia and Attacchi di panico
IL PANICO NON E’ UNA MALATTIA FISICA, NE’ MENTALE!


Chi soffre di attacchi di panico, di ansia e di agorafobia non è malato fisicamente , né mentalmente!

Chi ha il “problema panico” vive le proprie giornate, spesso per molti anni, in compagnia di numerosi sintomi spiacevoli, invalidanti, terribili sia a livello fisico, sia a livello psicologico, ma non è colpito da una malattia incurabile.Iniziamo a conoscere e a comprendere i sintomi.

L’attacco di panico si manifesta, improvvisamente e imprevedibilmente, con i seguenti sintomi fisici:

· cuore che batte forte e più velocemente del solito (tachicardia-palpitazioni)
· respiro che si ferma , difficoltà di respirazione (iper-ventilazione)
· sensazione di formicolio ai piedi, alle mani e al corpo
· sensazione di stare per svenire
· brividi di freddo lungo la schiena e in tutto il corpo
· sensazione di essere sospesi dal terreno
· sensazione di vertigine
· senso di instabilità sul terreno su cui appoggiano i piedi
· sensazione di sbandamento, come se il corpo pendesse su un piano leggermente inclinato
· sensazione di ovattamento
· sudorazione alle mani e in tutto il corpo
· tremore muscolare
· dolore alla nuca, come se un pugno spingesse nel cervelletto
· anestesia alle dita delle mani, dei piedi
· nausea, vuoto e sfarfallio allo stomaco
· ipersensibilità.

I sintomi degli attacchi di panico derivano dall’effetto prodotto dall’ormone “adrenalina” nel sangue, utile a preparare il corpo alla lotta oppure alla fuga, di fronte a un pericolo che fa terrore.

Nell’attacco di panico e di agorafobia non c’è un vero pericolo reale, quindi l’adrenalina non viene “smaltita”, rimane lì, a disposizione e cresce fino ad arrivare al culmine e alla catarsi emozionale e fisica, che ben conosciamoquando si scatena l’attacco di panico oppure l’attacco di ansia.

 Sintomi psichici:

· sensazione di essere staccati dal proprio corpo, di non riconoscere più se stessi nell’ identità abituale, dissociazione dal proprio senso di sé, senso di estraneamento a tutto ciò che viene percepito (depersonalizzazione)
· sensazione di essere poco reali, di non riconoscere più la realtà come era fino a pochi minuti prima, sensazione di trovarsi come in un sogno da svegli, quasi che il mondo si fosse avvolto da un velo di illusione, coperto dalla polverina magica che addormenta le cose della fiaba “ La Bella Addormentata nel bosco”( derealizzazione)
· senso di smarrimento interiore
· sensazione che sto per morire
· sensazione che sto perdendo il controllo di me stesso, del mio corpo, dei miei sentimenti
· sensazione di impazzire
· sensazione che qualcosa di forte, di incontrollabile sta salendo dentro di me…..
· perdita del senso del tempo presente
· nervosismo
· irritabilità
· stato di agitazione
· stato di confusione
· ipersensibilità agli stimoli forti: rumori, luci (soprattutto neon), voci…
· stato di depressione

 

Pensieri che diventano preminenti e ossessivi nella mente:

· “Aiuto muoio!”
· “Aiuto impazzisco!”
· “Adesso svengo!”
· “Nessuno deve accorgersi che sto male”.
· “Nessuno mi può capire e aiutare”.
· “Non ce la farò mai!”
· “Sto impazzendo!”
· “ Sono lontano da casa, come faccio a ritornare a casa mia in queste condizioni?”
· “Non sono normale”
· “Che cosa mi sta succedendo?”

 Se non ci fossero i terribili e spaventosi sintomi fisici, ai quali seguono poi le interpretazioni psicologiche e mentali, il panico sarebbe quasi “sopportabile”, potrebbe essere analizzato e trattato come un qualsiasi altro disturbo , risolvibile con la psicologia , la psicoterapia , terapie varie .

Allora perché non si guarisce tanto facilmente e tanto velocemente ?

Perché i farmaci agiscono per un po’ calmando i sintomi, ma non risolvono definitivamente il problema, anzi spesso creano effetti collaterali che prima non c’erano e creano una dipendenza fisica e psicologica , che diventa un problema in più , che si aggiunge al disagio grave e ingombrante del panico?

 La risposta è che il panico, gli attacchi di panico, l’ansia, l’agorafobia possono svanire solamente se individuiamo la VERA CAUSA CHE LI ORIGINA, solamente se arriviamo alle fonte da cui tutto si genera.

Solamente un metodo, un sistema in fasi e passi ordinati e precisi, un percorso di crescita e di liberazione dal panico a tappe, che rimuova la CAUSA ORIGINARIA potrà vincere il panico!

 Se la CAUSA degli attacchi di panico non è trovata e sconfitta, il panico si ripresenterà ancora nella nostra vita, quando meno ce lo aspettiamo, magari dopo un paio d’anni che avevamo iniziato a stare bene e speravamo di essere usciti per sempre da questo terribile incubo.

 Tutto ciò che agisce sui sintomi del panico, può aiutare, alleviare, mitigare il disturbo, ma non può eliminarlo, perché si potrà eliminarlo per sempre solamente se saremo arrivati alla causa originaria.

Il lungo viaggio che ho percorso, in modo appassionato e disperato, mi ha condotta a casa dell’origine del panico e mi ha donato l’intuizione di come creare un percorso semplice e strutturato per uscirne definitivamente e completamente.

Molte persone e adolescenti l’hanno sperimentato con successo, vincendo l’ansia e il panico.
LEGGI E ASCOLTA LE TESTIMONIANZE CLICCANDO SUL LINK

http://www.panicovintoblog.com/testimonianze/

Prima di arrivare al capolinea di questo meraviglioso percorso di crescita, ho speso centinaia di milioni e molti anni in terapie costose, ma inutili, nel campo della medicina classica, medicina naturale, neurologia,  terapie di tutti i tipi,  alimentazioni e diete, erbe, fiori, ecc…

Sono state utili per la mia conoscenza, per imparare a rilassarmi, per conoscere di più me stessa, ma assolutamente INUTILI PER GUARIRE IL PANICO, L’ANSIA E L’AGORAFOBIA!

Per questa ragione,  posso anticipare con certezza che il panico non è una malattia fisica, né mentale, anche se ha sintomi fisici e mentali.

 La chiave magica deve impedire ai sintomi di nascere, perché da qui poi si scatena il tutto!
Questa chiave entra e lavora nella dimensione della mente e del sistema nervoso centrale.

 Iniziamo facendo dei piccoli passi per cambiare ed elevare il nostro stile di vita e per introdurre i 10 amici che ci aiuteranno a uscire dal panico .

 Cerca di evitare l’accumularsi quotidiano dello stress fisico, emozionale e mentale.
Trova 5 minuti al giorno per sdraiarti sul divano oppure per terra e rilassati.

 Crea uno stile di vita che coincida con ciò che tu sei e che tu vuoi realizzare. Trova la tua missione.

 Fermati per un po’. Rifletti, rallenta, torna a sentire te stesso, la natura.

 Limita i cibi che favoriscono l’ansia : caffè, cioccolata, Coca-Cola, luci al neon e sostituiscili con cioccolata senza zucchero, tè verde, tè alla frutta, tisane di menta e melissa, bevanda di aloe vera, luci con lampadine normali.

 Fai movimento fisico fino a sudare ogni giorno: metti la musica preferita, canta e balla come ti piace, in modo libero, senza che nessuno ti veda, vai a correre, fai giardinaggio in modo intenso, pulisci la casa con impegno fisico, fai yoga , ginnastica…..importante è che ti impegni fino a che il tuo corpo suda, eliminando tossine.

 Ti sono vicino, ascolta tante volte gli audio mp3, che trovi nel mio sito

http://www.panicovinto.it/

E’ un compito quotidiano utilissimo.

Copyright 2007-2009 Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti sono riservati.

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Laura Bolzoni Codato @ 01:04
in: Agorafobia and Ansia and Attacchi di panico and sintomi panico
L’ATTACCO DI PANICO, LA PERDITA DEL TEMPO PRESENTE E IL SENSO DI IRREALTA’

RISPONDO A ENZO.

Ogni volta che ci accade un evento doloroso la dimensione del corpo, dei sentimenti e della mente si fondono insieme, come se si pastrociassero insieme, tre diversi colori che diventano una macchia confusa e multicolore.
In questo collasso di aspetti diversi della realtà, che si fondono erroneamente insieme, mentre dovrebbero rimanere distinti e separati, io interpreto in modo errato la realtà.
Questa interpretazione errata della realtà, si spalma su tutti gli aspetti della mia vita e mi porterà a confondere la dimensione del corpo con quella della mente oppure quella dei sentimenti.

Un esempio tipico è questo:sento ansia e apro il frigorifero e mangio. Mi sento depresso e guardo una fiction alla televisione, cioè ho un problema nell’area emozionale e cerco di risolverlo in quella fisica mangiando.

Quando io non ho integrato,compreso e accettato completamente l’evento doloroso del passato,vivo nel tempo passato, ovvero PERDO IL TEMPO PRESENTE, mi sento irreale (attacco di panico) ,poco presente nel qui e ora.
Regredisco senza accorgermi, cammino indietro lungo il mio sentiero del tempo, torno nel tempo passato.

Se il trauma è avvenuto al mercato a 4 anni io tornerò, senza rendermene conto a vedere la vita e le persone con gli occhi di un bambino di quell’età anche se di anni ne ho 38, sono laureato, sposato, un professionista di successo.
Se nella vita di adesso, febbraio 2008 , mi succede un evento che mi ricorda quel vissuto doloroso di solitudine , di difficoltà, di ansia quello da me subito a sei anni, ecco che io ritornerò indietro.

Verrò ributtato nell’evento e leggerò la realtà presente con gli occhi di bambino, ascolterò le parole con le orecchie di un piccolino solo e impaurito.
Ho 38 anni, ma scivolo indietro a 4 anni.
Perdo il contatto con il mondo esterno e con il mio mondo interiore, sono totalmente nell’evento del passato, nel tempo e nello spazio di allora.
Quell’incidente che mi accaduto vent’anni fa mi sembra infinito, quel dolore si allunga all’infinito.
Ho l’ansia e mi sembra che sarà per sempre.
Ho il panico e mi sembra per sempre.
Ho paura e credo che sarà per sempre.

Quella PAURA infantile appare INFINITA.
In questo spostamento indietro nel tempo passato perdo la relazione reale.
La mia ATTENZIONE E’ FISSA A QUEL MOMENTO PASSATO DI PAURA E DI PERICOLO.

Non sono più nel qui e adesso, la mia percezione è distorta.
Io non sono più io, non sono più quello che credo di essere: PANICO!
Esci da questa brutta situazione, se riconosci consapevolmente di essere regredito, che stai interpretando la realtà con gli occhi del bambino triste, disperato e solo di allora, a sei anni.
Percorri la stradina del passato all’indietro e tuffati nell’evento doloroso del passato.
RIMANI NELL’EVENTO SENZA REAGIRE, una , due , tre , dieci, cinquanta volte fino a che si risana da solo.

Vai e ascolta l’mp3 sull’integrare il passato.
Clicka su questo link e fai l’esercizio.http://www.panicovinto.it/vincereilpanico.html

Copyright 2007-2009 di Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti riservati.

 

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Laura Bolzoni Codato @ 03:48
in: Agorafobia and Ansia and Attacchi di panico and senso di irrealtà
ATTACCO DI PANICO, ANSIA E AGORAFOBIA, COME NASCE A QUATTRO ANNI. L’ESPERIENZA DI ENZO

Cara Laura, considero gli attacchi di panico e le fobie un problema psicologico e non una malattia.

Sono stato colpito dal primo attacco di panico all’età di 4 anni.

Ero al mercato settimanale con mia madre e mia sorella più piccola. Afferravo con la manina destra il passeggino di mia sorella e non lo lasciamo mai, così come mi aveva raccomandato mia madre. Quella volta, però, per una ragione che non ricordo bene, lasciai il passeggino e rimasi da solo nello spazio aperto del mercato. Mia madre non si accorse di me e si allontanò.Quando capii che ero rimasto solo e abbandonato fui colto da un attacco di panico (adesso so per certo che si trattava di panico). Pensai che ero rimasto solo e abbandonato e non avrei più rivisto mia madre, mio padre, mia sorella e tutti i miei parenti. Pensavo a come fare per ritornare a casa da solo ma mi rendevo conto di non esserne in grado.

Ero disperato e mi giravo intorno alla ricerca di mia madre. Provavo una paura fortissima, un senso di smarrimento.

Non so quanto tempo passò, forse un paio di minuti, ma per me fu un’eternità. Ad un certo punto mi accorsi che mia madre era ritornata e tirai un sospiro di sollievo. Purtroppo mia madre non mi rassicurò a sufficienza perché era preoccupata. Questo è solo l’inizio! Saluti, Enzo

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Laura Bolzoni Codato @ 03:42
in: Agorafobia and Ansia and Attacchi di panico